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208

208

Eventi

Nati


- 1 ottobre - Cesarea, Alessandro Severo Imperatore Romano

Morti

008 ko:208년

1 ottobre

Il primo ottobre è il 274° giorno del Calendario Gregoriano (il 275° negli anni bisestili). Mancano 91 giorni alla fine dell'anno. Fino all'inizio degli anni '80 il primo ottobre era in Italia la data di inizio di tutte le scuola. A causa della festa di san Remigio i bambini di prima elementare erano detti "remigini".

Eventi


- 331 AC - Alessandro Magno sconfigge Dario III di Persia nella Battaglia di Arbela.
- 959 - Edgar diventa Re di tutta l'Inghilterra.
- 965 - Giovanni XIII diventa Papa.
- 1701 - Matthieu Garigue viene ricevuto dalla Chiesa riformata francese dell'Aia.
- 1788 - Nguyen Hue si dichiara imperatore del Vietnam.
- 1791 - Prima sessione dell'assemblea legislativa francese.
- 1795 - Il Belgio viene conquistato dalla Francia.
- 1800 - La Spagna cede la Louisiana alla Francia con il Trattato id San Ildefonso
- 1811 - la prima nave a vapore del Mississippi arriva a New Orleans.
- 1869 - L'Austria emette la prima cartolina.
- 1880 - John Philip Sousa diventa direttore della banda musicale dei Marines statunitense.
- 1880 - Thomas Edison apre la prima fabbrica di lampadine.
- 1887 - Il Baluchistan viene conquistato dall'Impero Britannico.
- 1890 - Il Congresso degli Stati Uniti fonda il Yosemite National Park.
- 1891 - In California, l'Università di Stanford apre i battenti.
- 1898 - Lo Zar Nicola II espelle gli Ebrei dalle principali città russe.
- 1903 - I Boston Americans giocano contro i Pittsburgh Pirates nella prima gara delle moderne World Series di baseball.
- 1918 - Forze arabe guidate da Lawrence d'Arabia catturano Damasco.
- 1928 - L'Unione Sovietica introduce il Piano quinquennale.
- 1931 - Il George Washington Bridge collega New Jersey e New York.
- 1936 - Francisco Franco viene nominato capo del governo nazionalista in Spagna.
- 1938 - La Germania si annette i Sudeti.
- 1943 - Seconda guerra mondiale: Napoli viene occupata dai soldati Alleati.
- 1944 - Strage di Marzabotto
- 1946 - I principali esponenti del Nazismo vengono condannati al Processo di Norimberga.
- 1949 - Mao Zedong dichiara la costituzione della Repubblica Popolare Cinese.
- 1958 - La NASA viene creata per sostituire la NACA.
- 1960 - La Nigeria ottiene l'indipendenza dal Regno Unito.
- 1960 - Cipro ottiene l'indipendenza dal Regno Unito.
- 1961 - Il Camerun orientale e quello occidentale di uniscono a formare la Repubblica Federale del Camerun.
- 1964 - Il Free Speech Movement viene lanciato dal campus dell'Università di Berkeley.
- 1964 - Lo Shinkansen, primo treno ad alta velocità giapponese, inizia il servizio tra Tokyo e Osaka
- 1965 - Suharto reprime un tentativo di colpo di stato in Indonesia.
- 1969 - Il Concorde infrange la barriera del suono per la prima volta.
- 1971 - Walt Disney World apre ad Orlando (Florida)
- 1975 - Le Seychelles ottengono l'autogoverno interno.
- 1975 - Le Isole Ellice si separano dalle Isole Gilbert, e prendono il nome di Tuvalu.
- 1975 - Mohammed Ali batte Joe Frazier in un incontro di pugilato disputato a Manila.
- 1977 - La stella del calcio brasiliano Pelé si ritira.
- 1979 - Gli Stati Uniti restituiscono la sovranità sul Canale di Panama a Panama.
- 1982 - Helmut Kohl sostituisce Helmut Schmidt come Cancelliere tedesco, attraverso un voto di sfiducia costruttiva.
- 1982 - L'Epcot Center apre a Walt Disney World.
- 1988 - Mikhail Gorbachev diventa capo dell'Soviet supremo.
- 1998 - L'ICANN si assume la responsabilità della vendita dei nomi dei domini di primo livello.
- 2000 - Si chiude a Sydney la XXVII Olimpiade.

Nati


- 208 - Alessandro Severo, Imperatore Romano
- 1207 - Re Enrico III d'Inghilterra († 1272)
- 1507 - Jacopo Barozzi da Vignola, architetto italiano
- 1644 - Alessandro Stradella, musicista italiano
- 1671 - Luigi Guido Grandi, matematico italiano
- 1760 - William Thomas Beckford, scrittore e politico († 1844)
- 1865 - Paul Dukas, compositore francese († 1935)
- 1881 - William Boeing, ingegnere († 1956)
- 1885 - Louis Untermeyer, scrittore († 1977)
- 1876 - Huynh Thuc Khang, politico vietnamita
- 1878 - Othmar Spann, filosofo ed economista austriaco († 1950)
- 1881 - William Boeing, pioniere dell'aeronautica
- 1890 - Stanley Holloway, attore britannico
- 1896 - Liaquat Ali Khan, primo Primo Ministro del Pakistan, († 1951)
- 1903 - Vladimir Horowitz, pianista († 1989)
- 1904 - Otto Robert Frisch, fisico austriaco
- 1909 - Sam Yorty, ex sindaco di Los Angeles († 1998)
- 1910 - Bonnie Parker, fuorilegge statunitense († 1934)
- 1920 - Walter Matthau, attore statunitense († 2000)
- 1921 - James Whitmore, attore
- 1924 - Jimmy Carter, politico e presidente statunitense
- 1924 - William H. Rehnquist, Giudice capo della Corte Suprema degli Stati Uniti
- 1926 - Roger Williams, pianista
- 1927 - Tom Bosley, attore
- 1928
  - Laurence Harvey, attore (m. 1973)
  - Willy Mairesse, pilota automobilistico belga
  - George Peppard, attore statunitense († 1994)
- 1930
  - Frank Gardner, pilota automobilistico australiano
  - Sir Richard Harris, attore († 2002)
  - Philippe Noiret, attore francese
- 1935 - Julie Andrews, attrice e cantante britannica
- 1936 - Stella Stevens, attrice
- 1942 - Jean-Pierre Jabouille, pilota automobilistico francese
- 1943 - Jean-Jacques Annaud, regista francese
- 1946 - Tom O'Brien, scrittore statunitense
- 1947 - Stephen Collins, attore
- 1948 - Cub Koda, cantante (Brownsville Station)
- 1949 - Isaac Bonewits, scrittore statunitense
- 1950
  - Randy Quaid, attore
  - Marco Tullio Giordana, regista italiano
- 1953 - Grete Waitz, atleta norvegese
- 1954 - Martin Strel, nuotatore di fondo sloveno
- 1962 - Esai Morales, attore
- 1963 - Jean-Denis Deletraz, pilota automobilistico svizzero
- 1966 - George Weah, calciatore liberiano
- 1970 - Moses Kiptanui, atleta kenyano
- 1985 - Dizzee Rascal, artista hip-hop britannico
- 1986 - Dylan Dog, indagatore dell'incubo, personaggio dei fumetti

Morti


- 1040 - Alan III, Duca di Bretagna
- 1404 - Papa Bonifacio IX (n. ca. 1350)
- 1499 - Marsilio Ficino, filosofo (n. 1433)
- 1567 - Pietro Carnesecchi, umanista italiano
- 1609 - Giammateo Asola, compositore italiano
- 1684 - Pierre Corneille, scrittore francese (n. 1606)
- 1864 - Rose Greenhow, spia degli Stati Confederati d'America (n. 1817)
- 1876 - James Lick, proprietario terriero californiano (n. 1796)
- 1901 - Abdur Rahman Khan, emiro afgano (n. ca. 1844)
- 1929 - Antoine Bourdelle, scultore (n. 1861)
- 1955 - Charles Christie, pioniere del cinema Hollywoodiano (n. 1880)
- 1968 - Romano Guardini, teologo italiano
- 1980 - George Meany, sindacalista statunitense
- 1985 - E.B. White, scrittore statunitense (n. 1899)
- 1992 - Petra Kelly, politica tedesca (n. 1947)
- 2004
  - Richard Avedon, fotografo statunitense
  - Izora Rhodes Armstead, cantante statunitense, ex componente del duo "Weather
  - [[Bruce Palmer]], musicista canadese

Feste e ricorrenze

Nazionali


- [[Nigeria
- Festa nazionale
- Tuvalu - Festa dell'indipendenza
- Repubblica Popolare Cinese - Festa nazionale
- San Marino, i due Capitani reggenti, eletti dal parlamento, entrano in carica per sei mesi.

Religiose

Santi cattolici:
- Santa Teresa di Lisieux
- San Bavone di Gand, eremita
- San Remigio di Reims, vescovo
- San Romano il Melode, confessore

Laiche

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Alessandro Severo

Alessandro Severo (Marco Aurelio Severo Alessandro, 1 ottobre 208 - 18 marzo? 235) nacque a Cesarea in Palestina fu imperatore romano dal 222 al 235. Suo padre, Gessio Marciano, ebbe più volte l'incarico di procuratore imperiale; sua madre, Giulia Mamea, era figlia di Giulia Mesa e zia di Eliogabalo. Il suo nome di nascita era Bassiano, ma lo cambiò nel 221 quando sua nonna Mesa convinse l'imperatore Eliogabalo ad adottare suo cugino come successore e lo insignì del titolo di Cesare. L'anno successivo, l'11 marzo, Eliogabalo fu assassinato ed Alessandro fu proclamato imperatore dai Pretoriani ed accettato dal Senato. Era un ragazzo semplice, amabile e benpensante, ma completamente controllato dalla madre, donna di molte virtù, che lo circondò di saggi consiglieri, incidendo sullo sviluppo del suo carattere, e determinando la conduzione dell'amministrazione, ma d'altro lato fu straordinariamente gelosa, e si alienò l'esercito per l'estrema parsimonia, mentre né lei né il figlio avevano la mano abbastanza forte da tenerne le redini. Gli ammutinamenti divennero frequenti in ogni parte dell'Impero; ed in uno di questi fu sacrificata la vita del giurista e Prefetto dei pretoriani Ulpiano; un altro fu causa del ritiro di Dio Cassio dal suo comando. Nel complesso, tuttavia, il regno di Alessandro fu prospero almeno finché fu chiamato in oriente a fronteggiare il nuovo potere della Dinastia Sassanide. Della guerra che ne seguì abbiamo molti e vari resoconti; Mommsen pensa che sia stata poco favorevole ai Romani. Secondo i dispacci al Senato dello stesso Alessandro, egli ottenne grandi vittorie. A conti fatti, sebbene i Persiani fossero inquadrati per l'occasione, l'esercito romano mostrò una straordinaria caduta di disciplina. L'imperatore rientrò a Roma e celebrò il trionfo nel 233, ma l'anno successivo fu chiamato in Gallia a fronteggiare l'invasione dei Germani, e qui venne ucciso (il 18 o 19 marzo del 235), insieme alla madre in un ammutinamento probabilmente capeggiato da Massimino Trace, un legionario della Tracia, che comunque si assicurò il trono. Alessandro fu l'ultimo degli imperatori "Siriani". Durante il suo regno, agendo, come avvenne in molte occasioni, sotto l'influenza della madre, fece molto in favore della morale e per migliorare le condizioni di vita del popolo. Suoi consiglieri furono uomini di gran valore: il famoso giurista Ulpiano, lo storico Dio Cassio, un selezionato comitato di sedici senatori ed un consiglio municipale di quattordici prefetti urbani che amministravano gli altrettanti distretti di Roma. Furono cancellati il lusso e la stravaganza che tanto avevano prevalso a corte; fu migliorato lo standard del conio; furono alleggerite le tasse; furono incoraggiate la letteratura, le arti e la scienza; fu aumentata l'assegnazione di terre ai soldati; e, nell'interesse del popolo, furono istituite agenzie di prestito a basso interesse. Nelle questioni religiose Alessandro ebbe una mente aperta. Nella sua cappella privata aveva busti di Orfeo, Abramo, Apollonio di Tiana e di Gesù Cristo. Si dice che avrebbe voluto erigere un tempio al fondatore del Cristianesimo, ma ne fosse dissuaso dai sacerdoti pagani. Non c'è dubbio che se le sue molte ed eccellenti qualità fossero state supportate dall'energia e dalla forza di volontà necessarie al governo di un impero militare egli sarebbe stato uno dei più grandi fra gli imperatori romani.

Bibliografia


- Lampridius, Alexander Severus;
-
Dio Cassio lxxviii. 30, lxxix. 17, lxxx. 1;
- Herodian vi. 1-18;
- Porrath, Der Kaiser Alex. Sev. (1876);
- Pauly-Wissowa, Realencyclopadie, ii. 2526 foll. (Groebe);
- monografia di RV Nind Hopkins, Cambridge Historical Essays, No. xiv. (1907). Si veda anche (in inglese) [http://en.wikipedia.org/wiki/Severan_dynasty_family_tree Genealogia della dinastia severiana] La stesura iniziale di questo articolo proviene dall'ed. 1911 della Enciclopedia Britannica. Severo Severo ja:アレクサンデル・セウェルス ko:세베루스 알렉산더

Impero romano

L'Impero romano succedette alla Repubblica Romana, controllò il mondo Mediterraneo e gran parte del Nord Europa dopo il 31 AC; entrò in crisi nel III secolo DC e si riorganizzò su basi autocratiche, spostando il proprio baricentro in oriente, dove con l'imperatore Costantino ebbe una nuova capitale. In seguito l'impero venne diviso in un impero d'oriente e un impero d'occidente, ma Roma non fu più capitale, neanche dell'occidente. L'ultimo imperatore romano nella metà occidentale dell'Impero fu deposto nel 476. La parte orientale dell'Impero sopravvisse senza interruzioni, ma con graduale perdita di territori fino al 1453 quando Costantinopoli cadde sotto il dominio dei Turchi (si veda Impero Bizantino). Gli stati successori in occidente (Regno franco e Sacro romano impero) ed in oriente (la Russia degli Zar) continuarono ad usare i titoli adottati dall'Impero romano, fino all'epoca delle rivoluzioni. Influenze dell'Impero romano sul modo di governare, la legge, l'architettura e molti altri aspetti della vita risultano inevitabili.

L'ascesa di Augusto e gli imperatori Giulio-Claudi

Quando la Repubblica Romana (509 AC - 31 AC) arrivò alla fine, Caio Giulio Cesare Ottaviano, pronipote di Giulio Cesare e da lui adottato, rafforzò la sua posizione con la sconfitta del suo unico rivale per il potere, Marco Antonio, nella battaglia di Azio. Anni di guerra civile avevano lasciato Roma quasi senza legge. Tuttavia Roma non era ancora preparata ad accettare il controllo di un despota. Ottaviano agì astutamente. Per prima cosa sciolse il suo esercito ed indisse elezioni. Ottaviano fu eletto alla prestigiosa carica di console. Nel 27 AC, ufficialmente restituì il potere al Senato di Roma, e si offrì di rinunciare alla sua personale supremazia militare ed egemonia sull'Egitto. Non solo il Senato respinse la proposta, ma gli fu anche dato il controllo della Spagna, Gallia e Siria. Poco dopo Il Senato gli concesse anche l'appellativo di "Augusto". Augusto sapeva che il potere necessario per un governo assoluto non sarebbe derivato dal consolato. Nel 23 AC, rinunciò a questa carica, ma si assicurò il controllo effettivo assumendo alcuni poteri legati alle antiche magistrature repubblicane.
- Gli fu garantita a vita la tribunicia potestas, legata in origine alla magistratura di tribuno della plebe, che gli permetteva di convocare il Senato e decidere e porre questioni avanti ad esso.
- Ricevette inoltre limperium, ossia il comando militare, che gli dava autorità suprema in tutte le questioni riguardanti il governo del territorio. Il 27 AC e il 23 AC segnano le principali tappe di questa vera e propria riforma costituzionale, con la quale si considera che Augusto assumesse concretamente i poteri propri di imperatore di Roma. Egli tuttavia più tipicamente usò titoli come "Principe" o "Primo Cittadino". Con i nuovi poteri che gli erano stati conferiti, Augusto organizzò l'amministrazione dell'Impero con molta padronanza. Stabilì moneta e tassazione standardizzata; creò una struttura di servizio civile formata da cavalieri ed uomini liberi (mentre in precedenza erano prevalentemente schiavi) e previde benefici per i soldati al momento del congedo. Fu un maestro nell'arte della propaganda, favorendo il consenso dei cittadini alle sue riforme. La pacificazione delle guerre civili fu celebrata come una nuova età dell'oro dagli scrittori e poeti contemporanei, come Orazio, Livio e soprattutto Virgilio. La celebrazione di giochi ed eventi speciali rafforzavano la sua popolarità. Augusto inoltre per primo creò un corpo di vigili del fuoco, ed una forza di polizia per la città di Roma, che fu suddivisa amministrativamente in 14 regioni. Il controllo assoluto dello stato gli permise di indicare il suo successore, nonostante il formale rispetto della forma repubblicana. Inizialmente si rivolse al nipote Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia, al quale diede in sposa la figlia Giulia. Marcello morì tuttavia nel 23 AC: alcuni degli storici successivi ventilarono l'ipotesi, probabilmente infondata, che fosse stato avvelenato da Livia. Augusto maritò quindi la figlia alla sua "mano destra", Agrippa. Da questa unione nacquero tre figli Caio Cesare, Lucio Cesare e Postumo (così chiamato perché nato dopo la morte del padre) e i due maggiori furono adottati dal nonno con l'intento di farne i suoi successori, ma morirono anch'essi in giovane età. Augusto mostrò anche favore per i suoi figliastri (figli del primo matrimonio di Livia) Tiberio e Druso, che conquistarono a suo nome nuovi territori nel nord. Dopo la morte di Agrippa nel 12 AC, il figlio di Livia, Tiberio, divorziò dalla prima moglie, figlia di Agrippa e ne sposò la vedova, Giulia. Tiberio fu chiamato a dividere con l'imperatore la tribunicia potestas, che era fondamento del potere imperiale, ma poco dopo si ritirò in esilio volontario a Rodi. Dopo la morte precoce di Caio e Lucio nel 4 AC e 2 AC rispettivamente, e la precedente morte del fratello Druso maggiore (9 AC), Tiberio fu richiamato a Roma, e venne adottato da Augusto, che lo designava in tal modo proprio erede. Roma Il 9 agosto 14, Augusto morì. Poco dopo il Senato decretò il suo inserimento fra gli dei di Roma. Postumo Agrippa e Tiberio erano stati nominati coeredi. Tuttavia Postumo era stato esiliato e venne ben presto ucciso. Si ignora chi ordinasse la sua morte, ma Tiberio ebbe la via libera per assumere lo stesso potere che aveva avuto il padre adottivo. I primi anni del regno di Tiberio furono pacifici e relativamente tranquilli. Tiberio assicurò il potere di Roma e la sua ricchezza. Nel 19 fu accusato della morte del nipote, il popolare Germanico. Nel 23 morì suo figlio, Druso minore. Sempre più Tiberio si ritirava in se stesso e diede il via ad una serie di processi ed esecuzioni per tradimento. Lasciò il potere nelle mani del comandante della guardia pretoriana, Elio Seiano. Tiberio stesso si ritirò a vivere nella sua villa di Capri nel 26 lasciando Seiano al potere. Seiano proseguiva le persecuzioni. Anche lui cominciò a consolidare il proprio potere; nel 31 fu nominato console insieme a Tiberio e sposò Livilla, nipote dell'Imperatore. Ma la sua potenza divenne eccessiva e la paranoia dell'Imperatore che aveva sfruttato tanto abilmente per il suo interesse, colpì questa volta lui. Seiano fu messo a morte, insieme a molti dei suoi amici lo stesso anno. Le persecuzioni continuarono fino alla morte di Tiberio nel 37. 37 Al momento della morte di Tiberio, molti dei personaggi che avrebbero potuto succedergli erano stati brutalmente uccisi. Il successore più logico (scelto anche da Tiberio) era il suo pronipote e figlio di Germanico, Caio (meglio conosciuto col nome di Caligola). Caligola iniziò il regno ponendo fine alle persecuzioni e bruciando gli archivi dello zio. Ma sfortunatamente cadde presto malato e a partire dal tardo 37 gli storici successivi riportano una serie di suoi atti insensati, alterando probabilmente in parte le vicende storiche. Pare che avesse ordinato ai suoi soldati di invadere la Britannia, ma avesse cambiato parere all'ultimo minuto, mandandoli invece a raccogliere conchiglie sulla riva del mare. Vernivano inoltre riportati i rapporti incestuosi che avrebbe avuto con le sue sorelle. Il suo ordine di erigere una sua statua nel tempio di Gerusalemme, sebbene fosse di normale amministrazione nelle province orientali il culto riservato al sovrano, scatenanò l'opposizione degli Ebrei. Nel 41, Caligola cadde vittima di una congiura, assassinato dal comandante della guardia Cassio Cherea. L'unico membro rimasto della famiglia imperiale era un altro nipote di Tiberio: Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico, meglio noto come Claudio. Claudio era stato a lungo considerato un debole ed un pazzo dal resto della famiglia. E tale fama, alla quale contribuì anche lo scrittore Tacito, gli rimase per tradizione. Egli non fu tuttavia né paranoico come lo zio Tiberio, né pazzo come il nipote Caligola, e fu invece capace di amministrare con responsabile capacità. Riorganizzò la burocrazia e mise ordine nella cittadinanza e nei ruoli senatoriali. Proseguì la conquista e colonizzazione della Britannia, creando nel 43 la nuova provincia, ed aggiunse all'Impero molte provincie orientali. In Italia costruì un porto invernale ad Ostia, creando magazzini per accumulare granaglie e cereali provenienti da altre parti dell'Impero e da usare nella cattiva stagione. Sul fronte familiare, Claudio ebbe meno successo. La moglie Messalina lo tradiva e fu quindi messa a morte; successivamente sposò la nipote Agrippina. Questa, insieme con molti dei suoi liberti aveva uno straordinario potere su di lui e probabilmente lo uccise nel 54. Claudio nello stesso anno fu inserito fra gli dei. La morte di Claudio spianò la strada al figlio di Agrippina, il sedicenne Lucio Domizio Enobarbo, che adottato da Claudio aveva preso il nome di Tiberio Claudio Nerone Domiziano, noto come Nerone. Inizialmente, Nerone lasciò il governo di Roma a sua madre ed ai suoi tutori, in particolare a Seneca. Tuttavia divenendo adulto, il suo desiderio di potere aumentò; fece giustiziare la madre ed i tutori. Durante il regno di Nerone ci fu una serie di rivolte e ribellioni in tutto l'Impero: in Britannia, Armenia, Partia e Giudea. L'incapacità di Nerone di gestire le ribellioni e la sua sostanziale incompetenza divennero rapidamente evidenti e nel 68, cosicché perfino la guardia Imperiale lo abbandonò. Nerone si suicidò, e l'anno 69 (noto come l'anno dei quattro Imperatori) fu un anno di guerra civile, con gli Imperatori Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano al trono in rapida successione. Alla fine dell'anno, Vespasiano riuscì a consolidare il suo potere come Imperatore di Roma.
Si veda anche Albero genealogico Giulio-Claudio e
[http://www.wikipedia.org/wiki/Roman_Emperors/JulioClaudian (l'albero genealogico degli Imperatori Giulio Claudi in inglese)]

Gli Imperatori Flavi

Vespasiano era stato un Generale Romano di notevole successo ed aveva amministrato molte parti esterne dell'Impero. Aveva sostenuto la candidatura imperiale di Galba; tuttavia alla sua morte, Vespasiano divenne il maggior aspirante al trono. Dopo il suicidio di Otone, Vespasiano riuscì a dirottare la fornitura invernale del grano per Roma, mettendosi in ottima posizione per sconfiggere l'ultimo rivale, Vitellio. Il 20 dicembre 69, alcuni sostenitori di Vespasiano occuparono Roma. Vitellio fu ucciso dalle sue truppe, ed il giorno successivo il Senato confermò Imperatore Vespasiano. Vespasiano fu praticamente un autocrate, ed ebbe molto meno appoggio dal Senato dei suoi predecessori Giulio-Claudii. Questo è esemplificato dal fatto che lui stesso riferisce la sua salita al potere l'1 luglio quando fu proclamato Imperatore dalle truppe, invece del 21 dicembre quando fu confermato dal Senato. Egli volle, negli anni successivi, espellere i Senatori a lui contrari. Vespasiano riuscì a liberare Roma dai problemi finanziari creati dagli eccessi di Nerone e dalle guerre civili. Aumentando le tasse in modo drammatico (talvolta più che raddoppiate), egli riuscì a raggiungere una eccedenza di bilancio ed a realizzare progetti di lavori pubblici. Egli fu il primo committente del Colosseo e costruì un Foro il cui centro era il Tempio della Pace. Vespasiano fu inoltre effettivamente imperatore delle provincie. I suoi generali soffocarono ribellioni in Siria e Germania. Infatti in Germania riuscì ad allargare le frontiere dell'Impero, e gran parte della Bretagna fu portata sotto il dominio di Roma. Inoltre estese la Cittadinanza romana agli abitanti della Spagna. Un altro esempio delle sue tendenze monarchiche fu la sua insistenza che gli succedessero i figli Tito e Domiziano; il potere imperiale non era visto allora come ereditario. Tito, che aveva avuto qualche successo militare all'inizio del regno di Vespasiano, fu visto come il supposto erede al trono; Domiziano era visto come meno disciplinato e responsabile. Tito affiancò il padre nei compiti di censore e console e lo aiutò nel riorganizzare i ruoli del Senato. Il 23 giugno 79, alla morte di Vespasiano, Tito fu immediatamente confermato imperatore. Il breve regno di Tito fu marcato dai disastri: nel 79 l'eruzione del Vesuvio distrusse Pompei, e nell'80 un incendio distrusse gran parte di Roma. La sua generosità nella ricostruzione dopo le tragedie, lo rese molto popolare. Tito fu molto fiero dei suoi progressi nella costruzione del grande anfiteatro cominciato dal padre. Egli tenne la cerimonia inaugurale nell'edificio non ancora terminato durante gli anni 80, con un grandioso spettacolo in cui si esibirono 100 gladiatori e che durò 100 giorni. Tuttavia il Colosseo fu completato solo durante il regno di Domiziano. Tito morì nell'81 a 41 anni e ci furono voci che fosse stato assassinato dal fratello impaziente di succedergli.
Fu con Domiziano che i rapporti già tesi tra la dinastia flavia ed il senato si andarono sempre più logorando. Le cause di questo difficile sodalizio furono dapprima la divinizzazione del culto personale dell'imperatore secondo modalità tipicamente ellenistiche ed in seguito il divorzio dalla moglie Domizia, di estrazione senatoria. Anche sul fronte esterno le cose non andavano meglio; nonostante i successi della guerra britannica, finita nell'84, e la vittoria sui Catti, la guerra dacica (85-89) finì col pagamento dell'alleanza con Decebalo. Nell'89 Domiziano dovette reprimere la ribellione di Antonino Saturnino a Magonza. La parte finale del suo regno fu macchiata dalla condanna dei filosofi e, nel 95, dalla persecuzione contro i Cristiani. L'anno seguente Domiziano morì, vittima di una congiura.

Gli imperatori adottivi

Il periodo che va dalla fine del I alla fine del II secolo è caratterizzato da una successione non più dinastica, ma adottiva, basata sui meriti dei singoli scelti dagli imperatori come loro successori. Nerva (96-98), un anziano senatore scelto come successore di Domiziano, adottò un eminente personaggio militare, Traiano. Durante l'impero di quest’ultimo (98-117), le conquiste derivanti dalle guerre daciche e dalle campagne contro i Parti, con la creazione di tre nuove provincie (Armenia, Mesopotamia e Assiria), consentirono all'impero di raggiungere la sua massima estensione. A lui succedette Adriano (117-138), che accrebbe i poteri del principe rispetto a quelli del senato ed unificò la legislazione dell'impero. Negli anni del suo regno vi fu un periodo di pace, turbata esclusivamente dalla seconda rivolta giudaica (132-135), e l'imperatore si occupò della fortificazione dei confini settentrionali, con la realizzazione del Vallo di Adriano in Britannia ed il consolidamento del confine germanico. Antonino Pio (138-161), capostipite della Dinastia degli Antonini, continuò la politica pacifica del predecessore, fu un saggio amministratore e riconfermò al senato le prerogative passate, tanto da meritarsi l'appellativo di
pio. Alla sua morte gli succedettero Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero, morto nel 169. Il periodo del regno dell'imperatore filosofo non fu felice come i precedenti: dal 162 al 165 vi fu una guerra contro i Parti, nel 166 scoppiò una pestilenza, dal 167 al 175 le campagne contro Marcomanni e Quadi e la rivolta di Avidio Cassio in Oriente misero a dura prova le finanze dell'impero. I prodromi della crisi che investì l'impero romano nel III secolo si fecero maggiormente sentire con la successione al trono di Commodo (180-192). Il figlio di Marco Aurelio incrinò l'equilibrio istituzionale raggiunto e con il suo atteggiamento dispotico favorì il malcontento delle province e dell'aristocrazia. Il suo assassinio diede il via ad un periodo di guerre civili. L'ultimo periodo della pax romana può essere considerata l'età più felice dell'impero romano: tramite la politica di pace instaurata e la prosperità derivatane il governo imperiale attirò consensi unanimi, tanto che Nerva ed i suoi successori sono anche noti come i cinque buoni imperatori. Lo sviluppo economico e la coesione politica ed ideale, raggiunta anche per l'adesione delle classi colte ellenistiche, che contraddistinsero il secondo secolo, non devono, comunque, trarre in inganno, in quanto da lì a poco l'impero comincerà a mostrare i primi sintomi della decadenza.

La tarda età imperiale

Durante il III secolo, le guerre civili, la crisi economica conseguente, l'indebolimento delle difese, la pressione dei barbari, i cambiamenti sociali e religiosi mettono in pericolo l'esistenza stessa dell'impero. Da tale crisi l'impero esce trasformato, ma saldo con Diocleziano, che ne modifica profondamente l'ordinamento. Nei primi anni del secolo la dinastia dei Severi attua una politica accentratrice ed un processo di relativa democratizzazione. In tale programma si inserisce la
Constitutio antoniniana promulgata da Caracalla (Marco Aurelio Antonino) nel 212 che, concedendo la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi residenti nell'impero, sana le disparità giuridiche, fiscali ed amministrative. Nel 235, l'assassinio di Alessandro Severo apre un periodo di anarchia militare, durante il quale si susseguono numerosissimi imperatori che restano in carica pochi mesi, o anche pochi giorni. In tale situazione prevalgono gli interessi particolari delle differenti parti dell'impero che cercano di risolvere con interventi pragmatici i problemi che il potere centrale non è in grado di risolvere. Le spinte eccentriche vengono in qualche modo frenate dall'imperatore Diocleziano istituendo la tetrarchia, un regime collegiale di due Augusti e due Cesari che amministrano raggruppamenti distinti di province dell'Impero, accresciute in numero e riunite in diocesi. In questa circostanza anche l'Italia viene suddivisa in province. Più in generale si verifica in questi anni una progressiva marginalizzazione delle aree più antiche dell'impero a vantaggio di un oriente, forte della tradizione ellenistica, assai più prospero quanto a politica amministrazione e cultura. Ciò crea i presupposti per il frazionamento dell'impero che avviene di fatto nel 395, alla morte di Teodosio I. La pressione dei barbari ai confini e l'enorme estensione degli stessi rende l'esercito garante della sopravvivenza dello Stato ed il comando delle truppe è affidato ad ufficiali di carriera, che sostituiscono nell'incarico i senatori, spezzando il già labile legame fra il potere costituzionale e quello militare ed aprendo agli ufficiali la possibilità di ottenere cariche di notevole importanza nell'amministrazione dello Stato. Inoltre la necessità di frequenti leve estende il reclutamento a cittadini di tutto l'impero e, poi, anche ai barbari. Lo spopolamento delle campagne, dovuto sia alla crisi militare, sia alla scarsità di manodopera servile, porta ad una crisi economica, aggravata dall'insicurezza delle vie di comunicazione che causa la riduzione dei commerci. La necessità di mantenere in efficienza gli eserciti comporta un inasprimento fiscale e la conseguente inflazione provoca un aumento dei prezzi che colpisce soprattutto le città. Pestilenze e catastrofi naturali aggravano la situazione con un imponente calo della popolazione.

Storici antichi dell'Impero

In latino


- Livio - la sua è una storia della Repubblica Romana, ma scritta durante il regno di Augusto [http://www.thelatinlibrary.com/florus2.html Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Svetonio [http://www.biblio-net.com/lett_cla/svetonio.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Tacito [http://www.biblio-net.com/lett_cla/tacito.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Ammiano Marcellino

In greco


- Eusebio di Cesarea
- Sozomen

Letteratura latina del periodo imperiale


- Lucio Apuleio
- sant'Agostino d'Ippona
- Orazio
- Virgilio

Studi del XVIII secolo e XIX secolo


- The History of the Decline and Fall of the Roman Empire, Edward Gibbon (1776 - 1788)

Studi moderni sull'Impero romano


- Brown, P.,
Società romana e impero tardo-antico, Roma-Bari 1986.
- J.B. Bury,
A History of the Roman Empire from its Foundation to the death of Marcus Aurelius, 1913
- Jacques, F. - Scheid, J.,
Roma e il suo impero. Istituzioni, economia, religione, Laterza, Roma-Bari 1992.
- Jones, A.H.M.,
Il tardo impero romano. 284-602 d.C., Milano 1973-1981.
- Luttwak, E.N.,
La grande strategia dell'impero romano, Milano 1991.
- Mazzarino, S.,
L'impero romano, Roma-Bari 1995.
- Rémondon, R.,
La crisi dell'impero romano, Milano 1975.
- Rostovzev, M.,
Storia economica e sociale dell'Impero romano, Firenze 1980.
- Wacher, J. (a cura di),
Il mondo di Roma imperiale, Roma-Bari 1989.
- Wheeler, M.,
La civiltà romana oltre i confini dell'impero, Torino 1963.

Voci correlate


- Consoli Repubblicani Romani
- Imperatori romani
- Limes
- Costantinopoli
- Impero Bizantino
- Imperatori Bizantini
- Pax Romana
- Strade Romane
- Letteratura latina Sulle battaglie:
- Lista battaglie romane

Collegamenti esterni


- [http://www.imperium-romanum.it/IR/impero/urbe_colonie.htm Le città romane]
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/principale.htm Imperium-Romanum]
- [http://www.signainferre.it Signa Inferre] Categoria:Roma antica Categoria:Storia d'Italia ja:ローマ帝国 ko:로마 제국 simple:Roman Empire

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