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Motore A Cilindri Contrapposti

Motore a cilindri contrapposti

Il motore a cilindri contrapposti e il motore Boxer sono dei motori a scoppio nei quali i cilindri formano tra loro un angolo di 180°,rispetto al blocco motore. La differenza, che a volte crea notevoli discussioni, tra i due tipi di motore è data dalla sistemazione dei piedi di biella sull'albero motore. Si parla di motore boxer quando i piedi di biella sono montati separatamente su un proprio supporto mentre nel motore a cilindri contrapposti questi sono montati sullo stesso supporto. A volte i motori a cilindri contrapposti vengono anche detti motori a V di 180° per via della loro configurazione che li fa apparire piatti. albero motore Il vantaggio principale dato da questi motori è il loro naturale bilanciamento, in quanto le forze generate dal moto dei pistoni si annullano reciprocamente. Non richiedono quindi l'adozione di controalberi di bilanciamento che annullino le vibrazioni. Inoltre la loro configurazione piatta abbassa, rispetto al bicilindrico a V, il centro di gravità del veicolo. Un difetto, soprattutto se montato su motociclette è dato dal loro maggiore ingombro, soprattutto sui lati della moto. In campo automobilistico questa tipologia di motori, in genere di piccola cilindrata, conobbe una grande popolarità dopo la fine della seconda guerra mondiale. La Citroen 2CV montava un motore di questo tipo. Sebbene il motore fosse progettato tenendo in considerazione principalmente l'affidabilità e il basso costo di produzione nelle ultime versioni raggiunse la potenza di 30 hp (22 kW) con soli 602 cc (37 in3) di cilindrata. La Casa francese Panhard realizzò dei motori che furono usati anche nelle competizioni e che, nonostante la loro semplicità, riuscirono ad ottenere un ottimo rapporto peso/ potenza. In campo motociclistico vanno ricordati i motori Boxer della BMW che introdotti prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale hanno subito diverse modifiche e sono ancora in produzione e molto apprezzati. categoria:Motore

Motore a scoppio

Il motore alternativo a combustione interna (detto anche motore a scoppio) è un particolare tipo di motore a combustione interna di tipo "volumetrico" in cui una miscela di aria e carburante (generalmente benzina o altro) viene incendiata e bruciata in un cilindro. Utilizzando la forza di espansione data dalla combustione viene spinto un pistone, che perciò si sposta. Nei motori alternativi il movimento del pistone si trasferisce a un complesso biella - albero motore, trasformandosi in movimento rotatorio. Vi sono una pluralità di motori a scoppio, in tutti vi è però il ripetersi di un ciclo termodinamico simile: # aspirazione # compressione e combustione # espansione (fase utile) # scarico L'aspirazione e lo scarico servono per lo scambio dei gas e per preparare il nuovo ciclo, mentre la compressione ed espansione producono la trasformazione chimica attraverso energia termica (calore) ed energia potenziale (pressione) in energia meccanica (potenza).

Ciclo di lavoro

Voci correlate


- ciclo Otto
  - ciclo Atkinson
  - ciclo Miller
- ciclo Diesel categoria:motore Categoria:Propulsione alternativa

Biella (meccanica)

La biella è un elemento meccanico che permette il trasferimento di un moto alternativo e la sua trasformazione in moto rotatorio e viceversa (vedi anche meccanismo biella-manovella). In un motore la biella collega il pistone alla manovella dell'albero motore. Può ruotare ad entrambe le estremità, così che la sua posizione angolare può variare allo scorrere del pistone e al ruotare della manovella. La parte collegata alla manovella viene detta testa di biella mentre l'estremità opposta, quella vincolata al pistone, è detta piede di biella. La parte tra le due si chiama fusto. Nei motori detti a 4 tempi, la testa di biella è scomponibile a metà e il semicerchio che ne deriva viene chiamato cappello. Esso permette di vincolare la biella alla manovella mediante l'utilizzo di 2 bulloni. Nei motori, invece, detti a 2 tempi la testa di biella non è scomponibile e per vincolarla alla manovella dell'albero motore, quest'ultimo deve essere scomposto e poi ricomposto. In tutti e due questi tipi di motori, il piede di biella non è scomponibile e viene vincolato al pistone utilizzando uno spinotto passante. categoria: motore

Pistone (meccanica)

Il pistone è una parte mobile di un motore alternativo. Nell'uso corrente, il pistone scorre all'interno di una cavità a sezione (generalmente circolare) regolare, detta cilindro grazie alla differenza di pressione esistente tra le due facce del pistone stesso. categoria:motore ja:ピストン

Motocicletta

La motocicletta è un veicolo a 2 ruote, provvisto di motore, in cui la ruota anteriore è direzionale e quella posteriore si occupa della trazione. Appartiene alla categoria dei motoveicoli motoveicoli Le 2 ruote sono in linea e la stabilità del mezzo in movimento viene garantita dal principio di conservazione del momento angolare. Le variazioni di direzione della motocicletta vengono comandate tramite un manubrio, con sfruttamento degli effetti giroscopici causati dalla conservazione del momento angolare. Il centauro siede sulla motocicletta appoggiandosi su una sella, utilizzando il manubrio per l'appoggio delle mani e per comandare l'impianto frenante, l' acceleratore che regola la velocità e l'eventuale frizione. Le gambe si appoggiano invece su apposite pedane da dove il piede comanda il freno posteriore e (ad eccezione dei veicoli a cambio automatico o di alcuni tipi di scooter) il cambio delle marce. Questo tipo di veicolo è prettamente utilizzabile da 2 persone, con l'eccezione dei ciclomotori, che secondo il Codice della strada sono monoutente, e dei sidecar, motociclette con agganciata lateralmente un'appendice che consente di trasportare un terzo passeggero.

Breve storia della Motocicletta

Codice della strada L'invenzione della motocicletta con motore a scoppio viene fatta risalire a due inventori tedeschi, Gottlieb Daimler e Wilhelm Maybach che costruirono il primo prototipo nel 1885 in una piccola officina di Cannstatt (nelle vicinanze di Stoccarda). Un altro progenitore viene considerato il veicolo funzionante a vapore costruito dall'inventore francese Louis-Guillaume Perreaux che ha depositato i primi brevetti nel 1868. Prima della fine del XIX secolo i primi esemplari funzionanti vennero messi in vendita e da quel momento si assistette ad una continua evoluzione della motocicletta, grazie ad aziende di tutto il Mondo, sia in Europa che negli USA. Fino agli anni 60 la produzione era per la gran parte Europea, con l'industria Inglese, Tedesca e Italiana in particolare evidenza, negli ultimi decenni la parte del leone viene fatta dalle industrie Giapponesi.

Le tipologie di Motociclette

Ciclomotore

È indubbiamente il primo passo per cominciare a conoscere le due ruote motorizzate, è fornito di un motore di piccola cilindrata (al massimo 49 cc), ha una velocità massima limitata (45 km/h secondo il Codice della strada attualmente in vigore) e non può, per motivi di sicurezza trasportare passeggeri. In Italia è utilizzabile dall'età di 14 anni, dopo aver conseguito un patentino e necessita di pratiche di immatricolazione semplificate. Pur essendo una motocicletta per così dire ridotta, le aziende costruttrici hanno messo a disposizione tutte le migliori tecniche in loro possesso, infatti si trovano corredate di tutti gli accessori delle sorelle maggiori, dall'alimentazione a iniezione, ai freni a disco. Oltre che come mezzo per imparare, il ciclomotore ha molto successo per la sua agilità nel traffico urbano, infatti è apprezzato da ogni fascia di età, soprattutto nella versione scooter. iniezione

Motocicletta da strada

È probabilmente il tipo di motocicletta più diffuso, inserendo in questa categoria dalle moto naked, senza alcuna forma di carenatura all'avantreno per proteggere il motociclista dagli eventi atmosferici, abbastanza leggere e agili, sino a giungere alle 'grand cruiser', moto con carrozzerie molto ampie ed avvolgenti e con grandi bauletti sul lato posteriore, destinate soprattutto ai grandi viaggi autostradali. La motocicletta media oggi può essere considerata quella che ha una cilindrata intorno ai 600 cc che offre un buon compromesso di peso e velocità, con una appendice aerodinamica anteriore (un cupolino) con funzioni protettive e la possibilità di installazione di contenitori posteriori (i bauletti). Tutto al fine di poter essere utilizzata piacevolmente in ogni condizione di tempo e di strada. strada

Motocicletta da fuoristrada

Sono delle motociclette studiate appositamente per percorsi accidentati e spesso non asfaltati, vengono categorizzate in veicoli da cross, da enduro e da trial, ciascuna con le sue specificità; le prime,molto leggere, sono caratterizzate da sospensioni molto robuste e con corsa lunga, adatte ad assorbire la maggior parte delle asperità e dei salti a cui la moto viene sottoposta, le seconde con un assetto meno esasperato per agevolare l'utilizzazione mista, anche su strade asfaltate, con medie di percorrenza abbastanza elevate. Il terzo tipo invece si caratterizza da motorizzazioni con una coppia motrice molto elevata e a bassi regimi che consente il superamento anche di ostacoli a prima vista insormontabili.

Motociclette particolari

Sul tema del veicolo a 2 ruote si sono sviluppate molte idee da cui sono uscite delle moto particolari, con caratteristiche uniche e non inseribili in una categoria specifica come:
- Moto super sportive, derivate dalle motociclette da competizione, con potenze e velocità elevatissime (in alcune nazioni e per alcune Case motociclistiche autolimitate). Sono veicoli che offrono solo una sistemazione di fortuna per il passeggero e utilizzabili a fondo solamente in pista.
- Custom, nate negli USA ma con molti estimatori anche in Europa, sono moto con la ruota anteriore molto spostata in avanti rispetto al manubrio, in cui il guidatore si trova a guidare in una posizione quasi sdraiata, spesso avvalendosi di un appoggiaschiena posteriore. Sono moto caratterizzate anche da molte cromature e spesso da verniciature appariscenti, non molto agili ma comode per lunghi viaggi su strade quasi rettilinee come quelle che si trovano normalmente negli USA.
- Velocipedi, un'unione tra una bicicletta, di cui conserva gli apparati principali di propulsione, i pedali, e un motore che si può, a comando, inserire per trasformarla in un veicolo a motore. Categoria:Mezzi di trasporto ja:オートバイ

Seconda guerra mondiale

Con Seconda Guerra Mondiale si intende quel conflitto cominciato nel settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, allargatosi progressivamente con l'entrata in guerra di: Gran Bretagna, Francia, Italia, Unione Sovietica, Giappone, Stati Uniti e altri paesi, europei e non. Si concluse in Europa l'8 maggio 1945 con la resa incondizionata del Terzo Reich e nell'area del Pacifico il 15 agosto dello stesso anno con la capitolazione dell'Impero giapponese (anche se la firma della resa avvenne il 2 settembre) che subì pochi giorni prima gli unici due bombardamenti atomici della storia.
- Principali paesi coinvolti (con un asterisco sono indicati i paesi dell'Asse):
  - 1 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Terzo Reich (Germania e Austria) (
- )
  - 1 settembre 1939: Polonia
  - 3 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Gran Bretagna (e Australia)
  - 3 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Francia
  - 17 settembre 1939 - 8 maggio 1945: Unione Sovietica
  - 30 novembre 1939 - 4 settembre 1944: Finlandia
  - 9 aprile 1940 - 4 maggio 1945: Danimarca e Norvegia
  - 10 giugno 1940 - 25 aprile 1945: Italia (
- fino all'8 settembre 1943)
  - 28 ottobre 1940 1945 - Grecia
  - 21 giugno 1941 - 1945: Ungheria (
- )
  - 7 dicembre 1941 - 15 agosto 1945: Giappone (
- ) e Stati Uniti

Introduzione

La Seconda Guerra Mondiale fu il più grande conflitto armato della storia, si estese virtualmente ovunque nell'intero pianeta e coinvolse più nazioni di qualsiasi altro, introducendo nuove e potenti armi, che ebbero il loro culmine nell'uso della bomba atomica. Nonostante il nome, non tutte le nazioni furono coinvolte; alcune mantennero la neutralità (come Eire, Svezia e Svizzera), altre erano insignificanti dal punto di vista strategico (come il Messico). La guerra colpì la popolazione civile più gravemente di qualsiasi altro conflitto precedente (portando così alla ribalta il concetto di guerra totale) e servì come sfondo per l'olocausto condotto dai nazisti nei confronti degli ebrei, così come per diverse altre significative uccisioni di massa di civili inermi. Queste comprendono il massacro di milioni di cinesi e coreani da parte dei giapponesi, e il bombardamento di obiettivi civili in Germania e Giappone da parte degli alleati, così come i bombardamenti delle città europee da parte della Germania. In totale, la seconda guerra mondiale causò circa 50 milioni di vittime (circa il 2% della popolazione del pianeta), più di ogni altra guerra.

Fasi preliminari

Il risentimento tedesco nei confronti del trattamento subito dopo la fine della prima guerra mondiale, e le susseguenti difficoltà economiche, permisero ad Adolf Hitler e al suo movimento estremista nazionalista (NSDAP) di prendere il potere in Germania e assumere il controllo totale della nazione. Ignorando i vincoli imposti dal Trattato di Versailles, egli ricostruì l'esercito tedesco. Rimilitarizzò la zona di confine con la Francia, ottenne l'unificazione di Germania e Austria, e si annesse parti della Cecoslovacchia (i Sudeti, la Conferenza di Monaco). Nel 1922 Benito Mussolini e il suo Partito Fascista avevano preso il potere in Italia e nel maggio 1939 strinsero il famoso Patto d'acciaio con la Germania. L'Impero giapponese invase la Cina nel settembre del 1931, usando la messa in scena del sabotaggio ferroviario di Mukden (si veda Incidente di Mukden) come pretesto per l'invasione della Manciuria. Anche se il governo giapponese si oppose all'azione, l'esercito fu in grado di agire in maniera indipendente e instaurò un governo fantoccio, creando uno stato separato: il Manchukuo. La Germania stipulò un trattato (Patto Molotov-Ribbentrop) con l'Unione Sovietica e nel 1939 avanzò pretese territoriali su parte della Polonia (il famoso Corridoio di Danzica). La Polonia rigettò le pretese e la Germania, il 1 settembre 1939, la invase con un pretesto (Incidente di Gleiwitz). Il 3 settembre, Regno Unito e Francia inizialmente riluttanti a morire per Danzica dichiararono guerra alla Germania. Si veda anche: Eventi precedenti alla seconda guerra mondiale sul teatro europeo

Teatro Europeo

Si veda anche: Teatro europeo della seconda guerra mondiale e Fine della seconda guerra mondiale in Europa

1939

Il periodo che va dal settembre del 1939 al maggio 1940 divenne noto come la Finta Guerra. Le forze tedesche vennero spostate a ovest dopo l'attacco alla Polonia, mentre il 17 settembre 1939 l'armata rossa sovietica metteva in atto un'invasione da est in applicazione del patto Molotov-Ribbentrop. La Francia si mobilitò lungo il suo confine, pesantemente difeso lungo la famosa Linea Maginot, mentre i britannici inviarono un corpo di spedizione in Francia. Eccetto per un breve attacco francese attraverso il Reno, ci furono poche ostilità, mentre ambo le parti ammassavano le proprie forze. Nel frattempo, il 30 novembre 1939, l'Unione Sovietica aveva invaso la Finlandia dando il via alla Guerra d'inverno che si concluse nel marzo 1940 con la cessione di alcuni territori finlandesi all'Unione Sovietica. Come più tardi risultò chiaro, il significato di questo attacco per l'URSS fu soprattutto dovuto alla consapevolezza che presto la Germania avrebbe attaccato e il retroterra finlandese avrebbe permesso alla Russia di difendere l'avamposto di Leningrado.

1940

Il 9 aprile 1940 la Germania invase e annientò in breve la resistenza di Norvegia e Danimarca. Nel maggio 1940 le truppe tedesche attaccarono i Paesi Bassi e il Belgio e da qui, passando per la Foresta delle Ardenne e aggirando completamente la Linea Maginot entrarono in Francia dando il via alla Battaglia di Francia. La loro tattica della blitzkrieg (guerra lampo) riuscì a sconfiggere i francesi e le armate britanniche in Francia. L'esercito britannico evacuò da Dunkerque lasciandosi dietro il proprio equipaggiamento, e il governo francese trattò la pace, che lasciò la Germania in possesso del nord e il Governo di Vichy in carica al sud. Nel giugno 1940 l'Unione Sovietica occupò la Lituania, l'Estonia e la Lettonia. Non trovando vie per una pace con la Gran Bretagna la Germania iniziò una campagna di bombardamenti strategici che venne chiamata dai britannici the Blitz. Quella che passò alla storia come la Battaglia d'Inghilterra (10 luglio - 31 ottobre 1940) però non ottenne i risultati sperati: se inizialmente la Luftwaffe bombardava i centri di controllo della Royal Air Force, in seguito la tattica si trasformò nel semplice bombardamento terroristico di Londra. Ciò permise alle fabbriche inglesi di produrre aerei in gran quantità e alla RAF di ottenere il dominio dei cieli indispensabile per contrastare l'Operazione Leone Marino, l'invasione della Gran Bretagna già pianificata dal comando tedesco ma mai realizzata. Allo scopo di portare la Gran Bretagna alla sottomissione la Germania attuò anche un blocco navale, la Battaglia dell'Atlantico, svolta soprattutto dai famigerati U-boat. Secondo una teoria accreditata, in realtà Hitler perseguì malvolentieri la campagna contro la Gran Bretagna, ritenendo che l'avversario inglese fosse ormai fuori combattimento e che prima o poi avrebbe chiesto un armistizio. Tutti i suoi piani erano rivolti all'Est, alla campagna contro l'Unione Sovietica, e pertanto non allocò alla Battaglia d'Inghilterra tutte le risorse che avrebbe dovuto e potuto impiegare. Il 28 ottobre 1940 su personale iniziativa di Benito Mussolini l'Italia invase la Grecia partendo dalle basi in Albania. Sebbene in inferiorità numerica le forze greche respinsero gli invasori dando agli alleati la loro prima vittoria e costringendo Mussolini a chiedere aiuto ai tedeschi. I caduti italiani nel dissennato attacco alla Grecia furono più di 13.000. -

1941

Lo stallo venutosi a creare in Grecia fu affrontato e risolto con l'invasione tedesca della Jugoslavia. Questa tuttavia non era nei piani di Hitler, che dovette risolversi a un tale passo vista l'inefficacia dell'attacco italiano. Dovendosi concentrare sui balcani, la Germania dovette posporre l'invasione dell'Unione sovietica, già nei piani di battaglia fin dall'inizio del conflitto, e per Hitler strategicamente ben più importante. Il 20 maggio unità aviotrasportate tedesche iniziarono l'invasione dell'isola di Creta. La Battaglia di Creta si concluse il 1 giugno con la vittoria tedesca che però pagarono con 17.000 vittime la loro prima e unica invasione aviotrasportata. Proprio per le perdite riportate Hitler non ordinò mai l'invasione di Malta (Operazione Herkules), Cipro e del Canale di Suez. Il 22 giugno la Germania attaccò l'Unione Sovietica, con la quale aveva un patto di non aggressione, con l'Operazione Barbarossa. I russi furono colti ampiamente di sorpresa e i tedeschi conquistarono vaste aree di territorio, catturando centinaia di migliaia di soldati nemici. I sovietici si ritirarono, e riuscirono a portarsi dietro gran parte della loro industria pesante, togliendola dalla linea del fronte e riposizionandola in zone più remote. Una tenace e sacrificale difesa impedì alla Germania di catturare Mosca prima dell'arrivo dell'inverno. La Germania , che si aspettava di finire la campagna in pochi mesi, non aveva le proprie armate equipaggiate per il combattimento nel rigido inverno russo. Il 7 dicembre 1941 con un'operazione a sorpresa e senza preventiva dichiarazione di Guerra il Giappone bombardò il porto di Pearl Harbor distruggendo e affondando la maggior parte delle navi alla falda. La risposta Statunitense fu immediata, il giorno dopo l'esercito degli Stati Uniti d'America entrò in guerra contro il Giappone e i suoi alleati.

1942

Nella primavera del 1942 l'esercito tedesco portò nuovi attacchi, ma sembrò incapace di scegliere tra un attacco diretto a Mosca e la cattura dei pozzi petroliferi del Caucaso. Sul fronte russo combattevano anche i soldati del corpo di spedizione italiano, il CSIR che arrivò nell'estate del 1941, e che venne rinforzato dall'ARMIR giunto nell'estate del 1942, e resterà coinvolto in una disastrosa ritirata. Mosca venne ancora una volta risparmiata, e alla fine del 1942 i sovietici riuscirono a schiantare le linee del fronte dell'Asse a sud e a circondare la Sesta Armata Tedesca nella Battaglia di Stalingrado.

1943

Nel febbraio 1943, i miseri resti dell'esercito tedesco forte di 300.000 uomini si arresero a Stalingrado. Nella primavera del 1943 i tedeschi furono in grado di reagire con successo nella Terza Battaglia di Kharkov, ma la loro offensiva nella gigantesca Battaglia di Kursk (luglio 1943) fu così fallimentare che i russi furono in grado di contrattaccare e di recuperare il terreno perduto. Da quel momento in poi, l'Armata Rossa avrebbe avuto l'iniziativa ad est. Il disastro tedesco di Stalingrado venne seguito da uno simile in Tunisia, che risultò nella perdita dell'ultimo caposaldo dell'Asse in Nordafrica e nella cattura di un quarto di milione di soldati tedeschi e italiani (maggio 1943). Subito dopo gli Alleati usarono il Nordafrica come trampolino di lancio per l'invasione della Sicilia (luglio 1943) e dell'Italia continentale (settembre 1943), che Churchill descrisse come "il ventre molle dell'Europa". Il 25 luglio Mussolini fu destituito e sostituito con il Maresciallo Pietro Badoglio. L'Italia si arrese, firmando l'armistizio il 3 settembre, reso poi pubblico l'8 settembre, ma le truppe tedesche si mossero a disarmare gli italiani e a difendersi in Italia da soli. Essi stabilirono una serie di resistenti linee difensive sulle montagne, e i progressi alleati rallentarono.

1944

Mentre l'offensiva sovietica sul fronte orientale logorava le armate tedesche facendole arretrare oltre i confini originali dell'URSS, gli Alleati invasero la Francia settentrionale con l'Operazione Overlord nel giugno 1944 e liberarono gran parte della Francia e di Belgio e Olanda per la fine dell'anno. Contemporaneamente all'invasione della Francia, gli Alleati conquistarono Roma (4 giugno) e, in poche settimane, il resto dell'Italia Centrale. Dopo una disperata reazione dell'esercito tedesco nell'Offensiva delle Ardenne del dicembre 1944, gli Alleati entrarono in Germania nel 1945.

1945

Il quadro dei rapporti internazionali sorto attorno al secondo anno del conflitto vede nella seconda metà del '45 il suo definitivo deterioramento. Gli eventi militari cominciano a delineare l'imminente revisione delle alleanze, così che mentre l'armata tedesca subisce il suo definitivo annientamento sui tre fronti europei, già si vengono chiarendo quali sono i veri interessi in gioco da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica. Non c'è dubbio che un ruolo importante nel cambiamento dello scenario mondiale lo ebbe il nuovo presidente degli Stati Uniti, Harry S. Truman, portatore di interessi e tendenze sociali che da anni covavano un profondo risentimento per i principi ispiratori del riformismo rooseveltiano del New Deal. E soprattutto per la sua tolleranza verso il "nemico" per antonomasia: l'URSS. In quest'ottica, la storiografia contemporanea, avvantaggiata dalla conoscenza di documenti diplomatici solo recentemente desecretati, tende a leggere tutta la fase finale del conflitto mondiale, e soprattutto gli eventi legati alla Guerra civile in Grecia e alla liberazione dell'Italia del nord, più nell'ottica della politica di contenimento del comunismo che in quella più ideale, e finora indiscussa, di un ristabilimento incondizionato della libertà e della democrazia. I compromessi degli Alleati con la mafia siciliana, l'intolleranza nei confronti dei partigiani greci, le trattative già in atto fin dal '45 con i gerarchi nazisti minori, i bombardamenti indiscriminati operati in Italia e Germania a guerra quasi conclusa come forma di ammonimento nei confronti dell'Armata Rossa: tutto concorre a tracciare un quadro politico già definito nei termini di un confronto tra i "blocchi", per il quale tutto era considerato lecito, da entrambe le parti. Anche l'uso della bomba atomica. Ormai è accertato, infatti, che il Giappone non costituiva più, almeno dall'inizio dell'anno, una seria minaccia per nessuno; che esso era alla disperata ricerca di uno spiraglio attraverso il quale uscire con un minimo di onore dalla guerra, e che questo spiraglio gli fu sistematicamente negato dall'apparato politico-militare statunitense. Lo scopo del presidente Truman era di impadronirsi del Giappone prima di Stalin, e a questo fine erano già pronte 10 armi nucleari. Alla conferenza apertasi a luglio nel sobborgo berlinese di Potsdam, Truman e Stalin non avevano più nulla da dirsi: ciascuno dei due perseguiva già piani strategici e politici in netta rotta di collisione. E Churchill, forse il vero grande stratega di tutta l'immensa tragedia appena conclusa, era appena stato "licenziato" dai suoi concittadini, stanchi di guerra e di retorica.

Teatro Asiatico

Si veda anche: Teatro asiatico della seconda guerra mondiale I giapponesi avevano già invaso la Cina nel 1937, prima che la seconda guerra mondiale iniziasse in Europa. Con gli Sati Uniti e altre nazioni che bloccavano le esportazioni verso il Giappone, quest'ultimo decise di bombardare Pearl Harbor il 7 dicembre 1941 senza una preventiva dichiarazione di guerra. Il danno per la Flotta Americana del Pacifico fu grave, anche se le portaerei scamparono perché si trovavano al largo. Le forze giapponesi invasero simultaneamente i possedimenti britannici in Malesia e Borneo e le Filippine occupate dagli americani, con l'intenzione di assediare i pozzi petroliferi delle Indie Orientali Olandesi. L'isola fortezza britannica di Singapore venne catturata in quella che Churchill considerò una delle più umilianti sconfitte britanniche di tutti i tempi. Nel maggio 1942 l'invasione giapponese di Port Moresby, che se avesse avuto successo li avrebbe messi a portata di tiro dell'Australia, venne sventata dalle forze navali statunitensi nella Battaglia del Mar dei Coralli, divenendo sia la prima efficace opposizione ai piani giapponesi, che la prima battaglia navale combattuta principalmente tra portaerei. Un mese dopo la Marina statunitense prevenne l'invasione delle Isole Midway, questa volta distruggendo quattro portaerei, che l'industria giapponese non fu in grado di rimpiazzare, e mettendo in Giappone sulla difensiva. I capi alleati si erano accordati, ancora prima dell'ingresso degli USA nella guerra, che la priorità andava alla sconfitta della Germania. Cionondimeno, gli Stati Uniti e altre forze, inclusa l'Australia, iniziarono a metà del 1942 a riguadagnare i territori catturati, contro l'amara e determinata difesa delle truppe giapponesi. Guadalcanal venne assalita dal mare dai Marines statunitensi, mentre l'esercito guidato dal Generale MacArthur si sforzò di riprendere le zone occupate della Nuova Guinea. Le Isole Salomone furono riprese nel 1943, Nuova Bretagna e Nuova Irlanda nel 1944. Le Filippine furono attaccate nel tardo 1944 a seguito della Battaglia del Golfo di Leyte. La Marina statunitense attaccò anche i mercantili giapponesi, privando l'industria delle materie prime per cui il Giappone era entrato in guerra. L'efficacia di questa stretta aumentò quando gli USA catturarono le isole vicine al territorio principale del Giappone. L'Armata nazionalista Kuomintang di Chiang Kai-shek e l'Armata Comunista Cinese di Mao Zedong si accordarono per mettere da parte le differenze e opporsi al Giappone nelle aree occupate della Cina, ma senza cooperare. La cattura alleata di isole come Iwo Jima e Okinawa, vicine al Giappone, portò quest'ultimo nel raggio d'azione degli attacchi aerei e navali, e all'inizio del 1945, l'Unione Sovietica dichiarò guerra al Giappone, attaccando i suoi possessi in Manciuria ad agosto. Dopo il bombardamento di Tokyo con bombe incendiarie e l'attacco atomico contro Hiroshima e Nagasaki, I giapponesi si arresero.

Teatro africano e medio orientale

La campagna Nordafricana iniziò nel 1940, quando la piccola forza Britannica in Egitto fermò l'avanzata italiana dalla Libia e contrattaccò. L'avanzata britannica venne fermata nel 1941 quando le forze tedesche comandate da Erwin Rommel sbarcarono in Libia. In compenso, nel giugno 1941 l'esercito australiano e le forze alleate invasero la Siria e il Libano, catturando Damasco il 17 giugno. L'Afrika Korps di Rommel avanzò rapidamente ad est, portando l'assedio al vitale porto di Tobruk. Le truppe, principalmente australiane, che difendevano la città, resistettero finché vennero rilevate, ma una rinnovata offensiva dell'Asse portò alla cattura della città e spinse indietro l'Ottava Armata Britannica fino alla linea di El Alamein. La Prima battaglia di El Alamein ebbe luogo tra il 1 luglio e il 27 luglio 1942. La Germania era avanzata fino all'ultimo punto difendibile prima di Alessandria d'Egitto e del Canale di Suez. Comunque rimase a corto di rifornimenti e la difesa britannica fermò la sua spinta. La Seconda battaglia di El Alamein avvenne tra il 23 ottobre e il 3 novembre 1942 dopo che Montgomery aveva sostituito Auchinleck come comandante dell'Ottava Armata. Le forze del Commonwealth lanciarono l'offensiva e distrussero l'Afrika Korps. Rommel venne respinto indietro, e questa volta non si fermò fino a che non giunse in Tunisia. A complemento di questa vittoria, l'8 novembre 1942, truppe americane e britanniche sbarcarono in Marocco e Algeria durante l'Operazione Torch. Le forze locali della Francia di Vichy opposero poca resistenza prima di unirsi alle forze alleate. Infine, le truppe tedesche e italiane vennero prese tra le pinze di una doppia avanzata dall'Algeria e dalla Libia. Avanzando da est e da ovest, gli Alleati spinsero le forze dell'Asse completamente fuori dall'Africa e il 13 maggio 1943, i resti delle truppe italiane e tedesche in Nordafrica si arresero. Furono presi 250.000 prigionieri; quasi tanti come a Stalingrado. Il Nordafrica venne usato come punto di partenza per l'invasione della Sicilia e dell'Italia nel 1943.

Importanza storica

Contrariamente a quanto accadde con la prima guerra mondiale, i vincitori occidentali non chiesero compensazioni alle nazioni sconfitte. Al contrario, un piano creato dal Segretario di Stato statunitense George Marshall, il "Piano di Recupero Economico", meglio noto come Piano Marshall, chiese al Congresso degli Stati Uniti di allocare miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Europa. Siccome la Società delle Nazioni aveva chiaramente fallito nel prevenire la guerra, un nuovo ordine internazionale venne costruito. Nel 1945 vennero fondate le Nazioni Unite. La porzione di Europa occupata o dominata dall'Unione Sovietica non beneficiò del Piano Marshall. Nel Trattato di Pace di Parigi, ai nemici dell'Unione Sovietica: Ungheria, Finlandia e Romania venne richiesto di pagare delle riparazioni di guerra per 300.000.000 di dollari ciascuna (in dollari del 1938) all'USSR e ai suoi satelliti. All'Italia ne furono chiesti 360.000.000, divisi principalmente tra Grecia, Jugoslavia e Unione Sovietica. Nelle aree occupate dall'Unione Sovietica alla fine della guerra, vennero installati regimi fantoccio comunisti (Ungheria e Cecoslovacchia sono per il momento escluse dal processo), contro le obiezioni degli altri alleati e dei governi in esilio. La Germania venne divisa in due stati, con la parte orientale che divenne uno stato comunista separato. Usando le parole di Churchill, "una Cortina di ferro è calata attraverso l'Europa". Come conseguenza, ciò portò all'impegno americano di proteggere l'Europa occidentale con la formazione della NATO e alla Guerra Fredda. Il rimpatrio, conformemente ai termini della Conferenza di Yalta, di due milioni di soldati russi che erano stati sotto il controllo delle forze armate britanniche e americane, risultò per molti di loro in una condanna a morte. L'imponente ricerca e sviluppo coinvolti nel Progetto Manhattan, allo scopo di ottenere rapidamente un'arma atomica funzionante, ebbe un profondo effetto sulla comunità scientifica, sia dal punto di vista puramente tecnico, che dal punto di vista filosofico e morale. Nella sfera militare, sembrò che la seconda guerra mondiale avesse marcato l'avvento dell'era della potenza aerea, principalmente a spese delle navi da guerra. Mentre il pendolo continua a oscillare in questa interminabile competizione, l'aviazione è ora una delle componenti fondamentali di ogni azione militare. La guerra fu anche una linea di demarcazione per gli eserciti di massa. Anche se enormi eserciti composti da truppe scadenti si sarebbero visti ancora (durante la Guerra di Corea e in diversi conflitti africani), dopo questa vittoria, tutte le principali potenze si affidarono a piccoli eserciti altamente addestrati. Dopo la guerra, molti alti esponenti della Germania Nazista vennero processati per crimini di guerra, così come per gli omicidi di massa dell'olocausto (commessi principalmente nella zona del Governatorato Generale), al Processo di Norimberga. Similarmente i capi giapponesi vennero giudicati nel Processo per crimini di guerra di Tokyo. In altre nazioni, ad esempio in Finlandia, gli Alleati chiesero che la leadership politica venisse giudicata in un "processo per le responsabilità di guerra", ovvero non per crimini di guerra. Una delle poche eccezioni è rappresentata dal'Italia, dove non si arriverà mai ad un processo contro i vari criminali di guerra. La sconfitta del Giappone, e la sua occupazione da parte delle forze americane, portò a un'occidentalizzazione del paese che fu molto più estesa di quanto non sarebbe stato altrimenti. Il Giappone si avvicinò di più alla democrazia di stampo occidentale. Questo grande sforzo porto il Giappone del dopoguerra al miracolo economico e a diventare la seconda economia mondiale. Anche la Germania, pur uscendo sconfitta dalla seconda guerra mondiale, riuscì a risollevarsi nel dopoguerra, diventando la principale forza economica europea.

Operazioni militari

Battaglie terrestri


- Campagna di Polonia "Piano Bianco"
- Campagna di Francia "Piano Giallo"
- Battaglia di Dunkerque "Operazione Dinamo"
- Battaglia d'Inghilterra
- Battaglia di Creta
- Operazione Barbarossa
- Battaglia di Stalingrado
- Battaglia di Kursk
- Prima battaglia di El Alamein
- Seconda battaglia di El Alamein
- Sbarco in Normandia, conosciuto anche come D-Day or Operazione Overlord
- Operazione Market Garden (Battaglia di Arnhem)
- Battaglia di Monte Cassino
- Offensiva delle Ardenne
- Battaglia della foresta di Hurtgen
- Battaglia di Berlino
- Battaglia di Leyte
- Battaglia di Luzon
- Battaglia di Mindanao
- Battaglia di Peleliu
- Battaglia di Saipan
- Battaglia di Tinian
- Battaglia di Guam
- Battaglia di Tarawa
- Conquista delle Marianne
- Battaglia di Iwo Jima
- Battaglia di Okinawa
- Battle del Ponte Lugou
- Battaglia di Tai er zhuang
- Battaglia di Changsha
- Battaglia dei Cento Reggimenti
- Guerra Unione Sovietica-Giappone
- Battaglia di Bir Hacheim
- Battaglia delle Alpi Occidentali

Battaglie navali


- Battaglia dell'Atlantico (1940)
- Battaglia di Guadalcanal
- Battaglia del Golfo id Leyte
- Battaglia di Capo Matapan
- Battaglia del Mar dei Coralli
- Battaglia delle Midway
- Prima battaglia di Narvik
- Seconda battaglia di Narvik
- Battaglia di Pearl Harbor
- Battaglia del fiume Plata
- Battaglia di Punta Stilo

Principali campagne di bombardamento


- Dresda
- Incursioni Baedeker
- Londra (The Blitz e le campagne delle V-1 e V-2)
- Hiroshima
- Nagasaki
- Tokyo
- Varsavia
- Rotterdam
- Amburgo
- Malta
- Coventry Vedi anche: Indagine sui bombardamenti strategici per l'impatto complessivo dei bombardamenti.

Linee difensive


- Linea d'arresto Taunton
- Linea GHQ
- Linea gotica
- Linea Gustav
- Linea Maginot
- Linea Sigfrido
- Linea Stalin
- Vallo atlantico

Massacri


- Eccidio delle fosse Ardeatine
- Massacro di Marzabotto
- Massacro di Sant'Anna di Stazzema
- Massacro di Malmedy
- Massacro di Kiev (1941)
- Massacro di Katyn

Aspetti politici e sociali della guerra

Alcune considerazioni sulle dinamiche politiche in atto negli anni del conflitto

1941

Il 1941 è un anno-chiave nella storia della II Guerra Mondiale e dei suoi successivi esiti geo-politici. L'aggressione nazista contro l'Unione Sovietica e quella giapponese contro gli Stati Uniti paiono legate, alla luce degli eventi sopra riportati, da un sotterraneo filo conduttore. Alcuni dati ormai accertati sembrano confermare l'ipotesi che l'amministrazione del presidente Franklin Delano Roosevelt non solo fosse a conoscenza dei piani giapponesi per l'invasione del Pacifico, ma che addirittura abbia operato per provocare l'attacco nipponico, in un contesto sociale che vedeva l'opinione pubblica statunitense molto lontana dall'accettare la necessità di un ingresso americano nel conflitto europeo, e in un quadro internazionale di mutamenti politici ed economici che offriva agli Stati Uniti opportunità di espansione e supremazia globale mai prima verificatesi nella storia. Solo così si spiegano le numerose iniziative politiche e legislative messe in atto da Roosevelt fin dall'inizio dell'anno, tutte mirate alla preparazione di un futuro impegno bellico mai pubblicamente ammesso fino al momento fatale. Lo stesso si può dire per l'ambiguo comportamento di Stalin nei confronti di Hitler e del Giappone. Il dittatore sovietico firma il trattato di non aggressione con la Germania e contemporaneamente organizza la produzione del più versatile tra i mezzi corazzati - il T34 - apparsi su tutti i teatri di guerra, opponendo alla Wermacht una resistenza che stupì tutto il mondo, resa possibile anche dal fatto che egli poteva contare sulla conoscenza delle intenzioni giapponesi di spostare le ostilità dalla Russia verso le innumerevoli isole del Pacifico e le terre dell'Oceano Indiano. In mezzo, dunque, il Giappone e i suoi nuovi interessi petroliferi e coloniali, che per meglio amministrare le proprie forze non esita a "tradire" le attese di Hitler volte all'annientamento della Russia e a scoprire le proprie carte in una sorta di romanzesco "triplo gioco". In sostanza, sia gli USA che l'URSS sapevano che prima o poi sarebbero dovuti entrare in guerra, i primi per un preciso calcolo di convenienza (il popolo americano non dimostrò, fino all'ultimo, nessun interesse per la tragedia europea e preoccupazione nei confronti del nazismo); la seconda per una oggettiva necessità di difesa. Sia Roosevelt che Stalin apparvero, agli occhi dell'opinione pubblica, trascinati in quella che venne chiamata l'"Olimpiade della morte" contro la loro volontà. Sia l'uno che l'altro seppero dunque fare di necessità virtù, ed è presumibile che il loro accordo politico fosse basato su una reciproca esigenza di intesa e collaborazione, a prescindere dalle attese e dalle ragioni di Churchill e dell'Europa.

1942

Il 1942 passa decisamente "in sordina" sul fronte politico, mentre su quello bellico si consumano due decisivi disastri per l'esercito tedesco: la sconfitta di Rommel nell'Africa del nord e il fallimento del piano di invasione dell'URSS. E se i grandi capi di Stato, come Roosevelt e Churchill, possono cominciare a valutare seriamente la possibilità di una sconfitta dell'Asse (gli USA già pensano alla bomba atomica), i nuovi politici italiani "fiutano" in qualche modo che il vento sta cambiando, e che è giunto il momento di prepararsi al confronto diretto col nemico. Gli USA devono ancora assorbire l'impatto disastroso con la forza d'invasione messa in campo dal Giappone e, contemporaneamente, prepararsi a una gigantesca operazione finanziaria di sostegno verso l'Unione Sovietica. A tale scopo attuano il più grande investimento industriale della loro storia, quello che avrebbe poi posto le basi della politica economica della più grande potenza del periodo post bellico. Proprio per questo, F.D. Roosevelt comincia a operare sul piano diplomatico per segnare in modo discreto ma inequivocabile la leadership del suo paese in un panorama internazionale ripulito dall'orrore nazista. L'idea di un consesso di nazioni unite sotto i valori della pace e della libertà, matura infatti nell'ambito della convinzione anglo-americana che la vittoria avrebbe insignito le grandi potenze di un'autorità non solo militare ma anche morale e politica. Per il presidente americano il problema è stato, fin dall'inizio, non quello di vincere (chi mai avrebbe potuto fermare una potenza economica e militare come quella statunitense, resa inoltre "invulnerabile" dal suo stesso isolamento geografico?), ma di come gestire la vittoria nel modo più vantaggioso.

1943

Dal 3 gennaio del 1943 gli eventi evolvono precipitosamente verso il capovolgimento dei rapporti di forza. L'anno è infatti caratterizzato dalla rapida sconfitta dell'Italia e dall'uscita del regime fascista dal quadro militare internazionale. Proprio gli eventi italiani mettono in luce quale sarebbe stata la posta in gioco sul nuovo scenario mondiale che la sconfitta dell'Asse avrebbe determinato. Lo schema dei fatti appare complesso, ma in realtà il filo conduttore che li lega è di per sé semplice: Churchill ha ormai compreso che la Germania non può sconfiggere la Russia, e che per la controffensiva sovietica è ormai solo questione di tempo. In previsione dell'avanzata dell'Armata Rossa verso la Germania, il premier britannico ha quindi tutto l'interesse a contrapporre una "controinvasione" anglo-americana dal Mediterraneo, per sottrarre a Stalin i territori dell'Europa dell'est. Una tale manovra avrebbe dovuto colpire i tedeschi dai Balcani, per giungere all'occupazione di Romania e Germania orientale. L'alleato comunista sta già diventando il futuro avversario. Roosevelt, al contrario, vede ancora in Stalin un elemento di equilibrio fondamentale, sia perché Hitler è tutt'altro che finito, sia perché l'alleanza USA - URSS contro il Giappone gli sembra un fattore strategico determinante. Ed è quindi intenzionato a "giocare" la partita contro il nazismo sul fronte occidentale francese, quello più conveniente all'Unione Sovietica. Alla conferenza di Casablanca, i due statisti si presentano dunque con idee molto diverse, ma nessuno dei due esce pienamente vincitore dal confronto; anzi: la decisione lì concordata non risulterà di particolare utilità per gli scopi di nessuna delle due grandi potenze, e neppure particolarmente dannosa per Hitler, se non nel lungo periodo. Il piano "Husky" (così fu chiamato il piano di invasione della Sicilia) si rivelò infatti una manovra più tattica che strategica, tesa ad impegnare il più a lungo possibile su un terzo fronte le forze dell'Asse dopo la loro sconfitta in Africa, per dare modo a Stati uniti e Unione Sovietica di organizzare la grande offensiva finale da est e ovest. Dal punto di vista dell'Italia, le conseguenze dell'invasione anglo-americana sono di due tipi: da un lato la caduta del fascismo, che porterà con sé le note e drammatiche vicende della smobilitazione e della guerra di liberazione partigiana; dall'altro il determinarsi di una spaccatura ideologica tra nord e sud della Penisola, con il prevalere delle forze repubblicane di sinistra al nord e di quelle conservatrici (monarchico-cattoliche) al sud. In questo quadro si collocano le vicende, fino ad oggi negate alla conoscenza ufficiale degli storici, legate al movimento separatista siciliano, ai rapporti tra separatismo e mafia e tra mafia ed eserciti alleati. Va comunque ricordato che il lento processo di liberazione dell'Italia da parte degli anglo-americani mette progressivamente in luce il fondamentale problema dei rapporti di questi ultimi col Partito comunista italiano, se non con le forze genericamente di sinistra, che stanno progressivamente proponendosi - tra il '43 e il '46 - come forze politiche egemoni nell'Italia centro-settentronale. La politica americana del "contenimento" del comunismo ha dunque il suo battesimo non ufficiale in quel tragico contesto. La caduta del fascismo ha generato, parallelamente agli eventi sopra ricordati, tutta una serie di problematiche e dinamiche politiche che avranno un peso decisivo nella storia della Repubblica. Gli scioperi massicci nelle fabbriche del nord nei primi mesi del 1943, e il crollo del regime poi, destano nella classe imprenditrice un profondo stato di allarme circa il destino del patrimonio industriale, a suo parere minacciato dal risorgente "pericolo rosso" (la rinnovata paura di una rivoluzione bolscevica) e dalla minaccia della ritorsione tedesca. Se pur con finalità e sensibilità politiche diverse, di nuovo si viene a creare qualcosa di molto simile a un blocco sociale tra agrari meridionali e imprenditori settentrionali (Pirelli, Valletta), teso a salvaguardare non il fascismo in quanto tale, ma la continuità istituzionale degli apparati dello Stato, per favorire un dialogo immediato, senza "soluzione di continuità", con le forze anglo-americane. Come provano i documenti recentemente desecretati sia negli Stati Uniti che in Italia, non vi è mai stata in Italia una sostanziale rottura tra monarchia e repubblica, bensì una transizione incompleta che ha conservato quasi tutta la struttura amministrativa del vecchio regime, per precisa volontà dei partiti di centro, e quindi della Democrazia Cristiana, volta ad anteporre la lotta contro il comunismo ad ogni altro valore e obiettivo politico e sociale. Il 1943 si chiude con la Conferenza di Teheran. In contraddizione con quanto sta avvenendo in Italia, la politica estera USA conosce alla fine di quell'anno (e fino alla morte di F.D. Roosevelt) l'unico momento di vera coesistenza pacifica e unità di intenti con l'Unione Sovietica. Anche se non è possibile sapere quali fossero le vere intenzioni di Roosevelt nel lungo periodo, non c'è dubbio che le sue scelte politiche avranno come effetto di ridimensionare per sempre la già compromessa potenza inglese, a tutto vantaggio della sorgente potenza sovietica.

1944

Sul teatro bellico il 1944 è l'anno decisivo per le sorti dell'Europa. Mentre Roma viene liberata dai nazi-fascisti, gli anglo-americani sbarcano in Normandia aprendo il secondo decisivo fronte contro Hitler fortemente auspicato da Stalin. L'Armata Rossa può così dilagare incontenibile verso ovest giungendo in pochi mesi ai confini della Jugoslavia. È proprio questo sviluppo che più preoccupa il premier inglese W. Churchill, fortemente avverso, fin dagli inizi della sua carriera politica, al regime sovietico. Mentre infatti F.D. Roosevelt vede ancora una possibilità d'intesa con l'alleato orientale, tutto l'apparato di comando inglese intraprende dal mese di luglio una serie di iniziative che porteranno ad alcune drammatiche conseguenze: la prima è l'arrogante sconfessione delle iniziative politico-diplomatiche del governo provvisorio italiano, di nuovo abbassato al rango di Stato aggressore e posto sotto un'umiliante tutela; questo a causa del dialogo apertosi tra Badoglio e Stalin e, soprattutto, per la forte influenza politica che comincia ad assumere nel panorama italiano la figura di Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista. Più incisivi ed immediati, invece, gli sviluppi militari in Grecia. Qui gli Alleati sbarcano quando già la Resistenza aveva sconfitto e cacciato i tedeschi, ma con un colpo di mano militare gli anglo-americani costringono i combattenti comunisti a ritirarsi dalla capitale Atene, e organizzano un referendum popolare che vede la vittoria della monarchia e delle forze della destra reazionaria. In questa cornice altamente precaria ed esplosiva, si inserisce la missione politica di Churchill a Mosca, durante la quale il premier inglese imposta con Stalin il quadro della futura spartizione europea, tracciando preventivamente i confini di quella che egli stesso poi chiamerà "Cortina di ferro". Prende avvio dunque proprio negli ultimi mesi del '44 quell'atmosfera di tensione internazionale tra Occidente e Oriente comunista che potrebbe aver definitivamente convinto Togliatti a "traghettare" i comunista italiani verso i principi della democrazia occidentale, ormai consapevole del disinteresse di Stalin per le sorti della rivoluzione al di fuori dell'URSS, e del pericolo che avrebbe comportato per migliaia di italiani la contrapposizione contro le forze di occupazione alleate.

1945

Il quadro dei rapporti internazionali sorto attorno al secondo anno del conflitto vede nella seconda metà del '45 il suo definitivo deterioramento. Gli eventi militari cominciano a delineare l'imminente revisione delle alleanze, così che mentre l'armata tedesca subisce il suo definitivo annientamento sui tre fronti europei, già si vengono chiarendo quali sono i veri interessi in gioco da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica. Non c'è dubbio che un ruolo importante nel cambiamento dello scenario mondiale lo ebbe il nuovo presidente degli Stati Uniti, Harry S. Truman, portatore di interessi e tendenze sociali che da anni covavano un profondo risentimento per i principi ispiratori del riformismo rooseveltiano del New Deal. E soprattutto per la sua tolleranza verso il "nemico" per antonomasia: l'URSS. In quest'ottica, la storiografia contemporanea, avvantaggiata dalla conoscenza di documenti diplomatici solo recentemente desecretati, tende a leggere tutta la fase finale del conflitto mondiale, e soprattutto gli eventi legati alla Guerra civile in Grecia e alla liberazione dell'Italia del nord, più nell'ottica della politica di contenimento del comunismo che in quella più ideale, e finora indiscussa, di un ristabilimento incondizionato della libertà e della democrazia. I compromessi degli Alleati con la mafia siciliana, l'intolleranza nei confronti dei partigiani greci, le trattative già in atto fin dal '45 con i gerarchi nazisti minori, i bombardamenti indiscriminati operati in Italia e Germania a guerra quasi conclusa come forma di ammonimento nei confronti dell'Armata Rossa: tutto concorre a tracciare un quadro politico già definito nei termini di un confronto tra i "blocchi", per il quale tutto era considerato lecito, da entrambe le parti. Anche l'uso della bomba atomica. Ormai è accertato, infatti, che il Giappone non costituiva più, almeno dall'inizio dell'anno, una seria minaccia per nessuno; che esso era alla disperata ricerca di uno spiraglio attraverso il quale uscire con un minimo di onore dalla guerra, e che questo spiraglio gli fu sistematicamente negato dall'apparato politico-militare statunitense. Lo scopo del presidente Truman era di impadronirsi del Giappone prima di Stalin, e a questo fine erano già pronte 10 armi nucleari. Alla conferenza apertasi a luglio nel sobborgo berlinese di Potsdam, Truman e Stalin non avevano più nulla da dirsi: ciascuno dei due perseguiva già piani strategici e politici in netta rotta di collisione. E Churchill, forse il vero grande stratega di tutta l'immensa tragedia appena conclusa, era appena stato "licenziato" dai suoi concittadini, stanchi di guerra e di retorica.

Produzione e logistica

Gli Alleati vinsero, l'Asse perse, almeno in parte, perché gli Alleati avevano più risorse produttive, e furono in grado di trasformare queste risorse in un maggior numero di soldati e di armi rispetto all'Asse. Questo fu vero soprattutto per gli Stati Uniti, la cui economia stava uscendo da una crisi di sottoconsumo. Ma a questo fattore macroeconomico di base si devono aggiungere due importanti innovazioni: lo studio teorico sistematico dei problemi logistici, che diede vita alla ricerca operativa, una scienza completamente nuova in grado di studiare ed ottimizzare una serie di fenomeni legati alla distribuzione, alla composizione, al carico merci eccetera .

Elenchi


- Lista di nazioni coinvolte nella seconda guerra mondiale
- Lista delle vittime della seconda guerra mondiale per nazione
- Lista di personaggi associati alla seconda guerra mondiale
- Lista di armi comuni della seconda guerra mondiale
- Lista di armi non ordinarie della seconda guerra mondiale ---- Anni di guerra: 1939, 1940, 1941, 1942, 1943, 1944, 1945

Collegamenti esterni


- [http://www.progettonovecento.it Progetto Novecento - documenti declassificati dei servizi segreti] categoria:Seconda guerra mondiale categoria:Storia contemporanea als:Zweiter Weltkrieg

Case automobilistiche

Elenco di case automobilistiche, aziende attive nella produzione di autovetture. Sono esclusi dall'elenco i carrozzieri, anche se talvolta provvedono in proprio alla costruzione dei propri modelli (es. Pininfarina, Bertone, Ghia, Giugiaro ecc.ecc.) L'industria delle automobili è molto sviluppata nel mondo occidentale e negli ultimi tempi le aziende del ramo hanno provveduto ad una globalizzazione con l'intento di essere competitive sul mercato mondiale dell'auto. Per questo molte marche storiche si sono consociate tra loro per realizzare economie di scala o sono state acquisite da gruppi più grandi. Ciò nonostante continuano a resistere sul mercato anche piccole aziende, a carattere quasi artigianale, che fanno della specializzazione la loro forza trainante. Si tratta per lo più di fabbriche di auto sportive o comunque destinate ad un bacino particolare di utenza. Nel primo secolo di vita dell'automobile sono molte le società che hanno dovuto lasciato il mercato, anche tra quelle che hanno maggiormanete influenzato l'evoluzione delle 4 ruote con le loro innovazioni estetiche o meccaniche.

Costruttori di automobile ancora attivi

Si può notare che la maggior concentrazione dei fabbricanti attivi negli USA, nell'Europa occidentale (Germania, Francia, Italia) e nell'Estremo Oriente (Giappone e Corea del Sud). Le previsioni sono che nel breve termine anche le industrie cinesi e indiane si affacceranno sul mercato globale dell'auto, al contrario di oggi in cui la produzione è limitata quasi esclusivamente all'assemblaggio di prodotti su licenza. Aggiornamento al novembre 2005

Costruttori non più sul mercato o marginali

categoria:liste th:รายชื่อผู้ผลิตรถยนต์

Potenza (fisica)

La potenza è definita come il lavoro compiuto nell'unità di tempo: :P=\frac In elettrologia ed elettrotecnica la potenza è definita come il lavoro svolto da una carica elettrica in un campo elettrico nell'unità di tempo. Si veda l'articolo principale sulla potenza elettrica.

Unità di misura

Nel SI la potenza si misura in Watt: [Watt]=[Joule]/[Secondo]=Kg
- m2
- S-3. Altre unità di misura sono:
- kW
- ora
= J
- cavallo vapore = 745,7 W categoria:Energia ja:仕事率 ms:Kuasa (fizik)

BMW

BMW (acronimo di Bayerische Motoren Werke) è un'azienda tedesca di autoveicoli e motoveicoli con sede a Monaco di Baviera.

Informazioni generali

Monaco di Baviera La sua storia ha inizio il 7 marzo del 1916 (allora si chiamava Bayerische Flugzeug Werke) con la produzione di motori aeronautici di vario tipo; difatti il logo rappresenta un'elica stilizzata i cui quattro "campi" sono riempiti alternativamente con i colori della Baviera. Dal 1929 produce automobili con il marchio BMW. Durante il periodo della seconda guerra mondiale è fortemente impegnata nello sforzo bellico come gran parte delle aziende tedesche. Con il cessare delle ostilità si apre un periodo di grandi difficoltà: gli impianti devono essere in buona parte riconvertiti alla produzione civile; sforzo segnato dall'imposizione americana di non tornare a fabbricare motori per aerei, produzione che contrasterebbe con la volontà di impedire il riarmo tedesco. Resta un riferimento all'avionica nel logo BMW che rappresenta un'elica bianca in campo blu (il cielo). Il rilancio si fonda quindi sulla produzione di motociclette che consentono alla BMW di risanarsi. seconda guerra mondiale Durante gli anni '50 BMW torna a fabbricare automobili, ma le vetture di lusso che escono dagli stabilimenti di Monaco non incontrano il favore della clientela, ancora alle prese con le ristrettezze economiche del dopoguerra. Sul finire del decennio la situazione diventa insostenibile e BMW riceve un'offerta di acquisto da parte di Daimler-Benz. La svolta arriva in coincidenza dell'assemblea generale tenuta il 9 dicembre del 1959, nella quale il banchiere Herbert Quandt (già partecipe dell'impresa) diventa azionista di riferimento (tutt'ora la famiglia Quandt controlla l'azienda). La famiglia Quandt, oltre che della Bmw, è maggiore azionista di aziende di chimica farmaceutica (Altana), di elettronica di consumo (Loewe) e di microelettronica e robotica (Kontron Gmbh). Da ora in poi BMW, forte di un'assetto societario stabile, inizierà uno sviluppo senza precedenti che la porterà, sul finire degli anni 2000, ad assumere dimensioni da costruttore di rilevanza mondiale. Negli anni '90 assume il controllo del marchio Mini (unico superstite a seguito dell'infelice esperienza oltremanica legata al gruppo Rover) e dal 2003 è proprietaria del marchio Rolls Royce rilevato da Volkswagen.

Caratteristiche peculiari

Meccanica

La produzione BMW si caratterizza da sempre per la propensione alla meccanica di qualità e per la prestazione. Famosi alcuni suoi motori aeronautici come il BMW 801. Tutt'oggi è uno dei pochi costruttori al mondo che equipaggia correntemente le sue automobili con motori a sei cilindri in linea (L6), architettura a cui ha legato buona parte dei propri destini per 75 anni. Allo stesso modo le motociclette BMW sono le uniche che ripropongono da decenni propulsori con architettura boxer a cilindri contrapposti e trasmissioni cardaniche. Recentemente ha introdotto la tecnologia "Valvetronic" che rende superfluo il corpo farfallato nei motori a ciclo otto. Da qualche anno BMW conduce esperimenti su veicoli alimentati a idrogeno con motori a combustione interna. Nel 2004 è il primo costruttore a proporre un motore a ciclo diesel con turbocompressione bi-stadio (tecnologia derivata dai propulsori marini che prevede due o più turbine montate in serie, talvolta di dimensioni differenti come nel caso del propulsore BMW).

Design

L'aspetto delle automobili BMW è legato ad alcuni celebri stilisti, tra i quali Albrecht Graf Goertz, Paul Bracq, Klaus Luthe. Il design BMW annovera anche diverse "matite" italiane (Giorgetto Giugiaro, Ercole Spada), in particolare l'italiano Giovanni Michelotti che, tra gli anni '60 e gli anni '80, ha disegnato molte vetture del marchio, contribuendo più di altri a caratterizzare le moderne BMW. Da circa dieci anni la direzione stilistica è affidata all'americano Chris Bangle che ha impresso una svolta decisa al prodotto.

Le automobili

Alcune delle vetture più famose prodotte con il marchio BMW (talune denominano un'intera gamma di automobili): Chris Bangle
- 303 (prima vettura equipaggiata con motore a sei cilindri in linea)
- 315
- 328 (vettura che ha consegnato al marchio numerosi titoli sportivi)
- 502 (berlina di lusso equipaggiata con il primo motore V8 in lega leggera del dopoguerra)
- Isetta (piccola utilitaria realizzata su licenza dell'italiana ISO)
- 507
- 700 (piccola berlina che contribuisce in modo determinante al rilancio post '59)
- 1500
- 1602
- 2000
- 2002 Turbo (prima vettura dotata di turbocompressore prodotta in serie)
- 5 (Serie 5)suddivise in varie cilindrate 520,525,530,535" tutte a 6 cilindri tranne il 520".
- 3 (Serie 3)suddivise in varie cilindrate 318"con motore a 4 cilindri",320,325,330"quest'altre i cilindri sono 6".
- 750i (grande berlina di lusso con il primo motore V12 del dopoguerra tedesco)
- M1 (prima vettura sportiva realizzata dalla divisione sportiva Motorsport)
- M3 (nota variante sportiva della più diffusa berlina BMW)
- X-5 (primo veicolo SUV del costruttore tedesco)
- 1 (Serie 1 - segna l'ingresso della BMW nel vasto segmento di mercato delle vetture medio-piccole)
- 6 (Serie 6)"un eccitante 2 posti sia coupe che cabrio"
- M5 Spaventosa auto di potenza racchiude un motore 5000 con 507 cavalli sotto il cofano
- M6 Straordinari i Cerchi a razze dati solo in esclusiva alla M6

Le motociclette

Le motociclette BMW sono state prodotte per decenni sulla base di un progetto originale di motore boxer, cioè a 2 cilindri contrapposti, allestite in varie tipologie di modelli, sia da strada che da fuoristrada, riconoscibili dalla lettera R nella sigla del modello. Negli anni più recenti è stata messa in produzione anche la serie riconoscibile dalla lettera K, caratterizzata dalla presenza di un motore a 4 cilindri in linea (a sogliola) e destinata ad un uso specificatamente stradale. La terza serie, caratterizzata dalla lettera F è relativa alle motociclette con motore monocilindrico, anch'esse di recente introduzione. linea Alcuni modelli di larga diffusione:
- BMW R45
- BMW R80
- BMW R1150 R
- BMW R1150 RS
- BMW R1150 RT
- BMW R1200 GS
- BMW K75
- BMW K1100LT
- BMW K1200LT
- BMW F650GS

La BMW e la Formula 1

La BMW milita attualmente nel Campionato Mondiale di Formula 1 in collaborazione con la celebre scuderia Williams. In futuro tuttavia esisterà un team tutto bavarese grazie all'acquisto della scuderia Sauber. I suoi colori saranno gli storici bianco-azzurro BMW

Collegamenti esterni


- [http://www.bmwgroup.com Il sito del gruppo BMW]
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- [http://www.historischesarchiv.bmw.de/hias/index2.html Archivio storico BMW]
- [http://de.wikipedia.org/wiki/Bayerische_Flugzeugwerke_AG Bayerische Flugzeug-werke su Wikipedia tedesca]
- [http://de.wikipedia.org/wiki/Herbert_Quandt Herbert Quandt su Wikipedia tedesca]
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- [http://www.bmw-motorrad.it/ Sito ufficiale moto BMW Italia] Categoria:Aziende tedesche Categoria:Acronimi Categoria:Case automobilistiche Categoria:Case motociclistiche ja:BMW

Ada Township, Michigan

Ada Township is a township located in Kent County, Michigan, United States. As of the 2000 census, the township had a total population of 9,882. The unincorporated community of Ada is located within the township on Michigan State Highway 21 twelve miles east of Grand Rapids. Ada is the corporate home of Alticor and its subsidiary companies Quixtar and Amway.

History

Ada Township is one of the oldest townships in the state of Michigan. The Village of Ada, founded in 1821 by [http://skywalker.cochise.edu/vondesti/family/rix.htm Rix Robinson], on the site of a French-Canadian trading post, is the oldest settlement in Kent County. Robinson went on to become Ada Township's first Supervisor.

Geography

According to the United States Census Bureau, the township has a total area of 95.9 km² (37.0 mi²). 93.4 km² (36.1 mi²) of it is land and 2.5 km² (1.0 mi²) of it is water. The total area is 2.59% water. In addition to its two rivers (the Grand and the Thornapple), numerous streams and meadows, Ada Township is best known for its lush, rolling, woodland terrain. In fact, the local school district is called [http://www.fhps.k12.mi.us Forest Hills].

Demographics

As of the census2 of 2000, there are 9,882 people, 3,263 households, and 2,802 families residing in the township. The population density is 105.8/km² (273.9/mi²). There are 3,384 housing units at an average density of 36.2/km² (93.8/mi²). The racial makeup of the township is 95.57% White, 0.47% African American, 0.16% Native American, 2.35% Asian, 0.01% Pacific Islander, 0.51% from other races, and 0.94% from two or more races. 1.07% of the population are Hispanic or Latino of any race. There are 3,263 households out of which 47.1% have children under the age of 18 living with them, 78.7% are married couples living together, 5.4% have a female householder with no husband present, and 14.1% are non-families. 11.6% of all households are made up of individuals and 3.7% have someone living alone who is 65 years of age or older. The average household size is 3.03 and the average family size is 3.30. In the township the population is spread out with 32.6% under the age of 18, 5.4% from 18 to 24, 27.6% from 25 to 44, 27.3% from 45 to 64, and 7.1% who are 65 years of age or older. The median age is 37 years. For every 100 females there are 99.8 males. For every 100 females age 18 and over, there are 97.1 males. The median income for a household in the township is $83,357, and the median income for a family is $87,972. Males have a median income of $61,795 versus $36,288 for females. The per capita income for the township is $37,840. 1.9% of the population and 1.1% of families are below the poverty line. Out of the total population, 1.6% of those under the age of 18 and 2.8% of those 65 and older are living below the poverty line.

External links


- [http://www.ada.mi.us Ada Township Official Website]
- [http://www.adabusinessassociation.com Ada Business Association]
- [http://www.websitetoolbox.com/tool/mb/adaconnect Ada Connect Discussion Forum]
- [http://www.adacroft.org Adacroft Commons Community Association]
- [http://www.clementsmill.com Clements Mill Community Association] Category:Kent County, Michigan Category:Townships in Michigan

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