:: wikimiki.org ::
| Giuseppe Fiorelli |
Giuseppe Fiorelli
Giuseppe Fiorelli (Napoli 8 giugno 1823 - 28 gennaio 1896) fu un eminente archeologo e numismatico italiano del XIX secolo. Nato a Napoli, allora capitale del Regno delle Due Sicilie, iniziò la sua formazione studiando giurisprudenza ma presto passò allo studio della numismatica. Avendo ottenuto buoni risultati riuscì a lavorare come numismatico ed archeologo finché ottenne la carica di Ispettore della Soprintendenza e del Museo di Napoli
Nel 1848 fu coinvolto nei moti liberali, per cui fu per un periodo recluso in prigione nel carcere di S. Maria Apparente. Alla costituzione del Regno d'Italia divenne il direttore degli Scavi archeologici di Pompei, dove condusse gli scavi con sistematicità e rigore scientifico.
Infatti invece di muoversi alla ricerca di oggetti preziosi, come avevano fatto i suoi predecessori, Fiorelli suddivide gli scavi in regiones (quartieri) ed insulae (isolati), numerando ogni edificio. Fiorelli intuì anche la possibilità di ottenere calchi dalle vittime dell'eruzione colando gesso liquido nel vuoto lasciato dai corpi, nella cenere solidificata, calchi che sono ora conservati nell'Antiquarium di Pompei. Nel 1866, Fiorelli fondò il Museo Nazionale di San Martino.
Fiorelli fece realizzare il plastico in sughero della città di Pompei, eseguito tra il 1861 e il 1879, e che si trova ancora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Decise di aprire al pubblico gli scavi, fissando un biglietto d'ingresso. Fondò la Scuola Archeologica di Pompei e nel 1875 pubblicò la Descrizione di Pompei, la prima guida scientifica della città.
Nel periodo fra il 1863 e il 1875, Giuseppe Fiorelli cominciò la riorganizzazione delle collezioni del Museo, che fu poi continuata da Paolo Orsi
È morto a Napoli nel 1896. La città di Lucera gli ha intitolato il museo civico.
Incarichi
- prof. Archeologia univ. Napoli (1860-63)
- Direttore Museo di Napoli
- Direttore Scavi Pompei
- Senatore del Regno (1965)
- Direttore Generale delle Antichità e Belle Arti
- Fonda a Pompei la Scuola di Archeologia, in seguito Scuola Italiana di Archeologia
- Fonda (1876) la rivista scientifica di Archeologia Notizie degli Scavi
Opere
- "Osservazioni sopra talune monete rare di città greche",
- Monete inedite dell'Italia antica, Napoli 1845, 22, n.9.
- "Pompeianarum Antiquitatum Historia", la storia degli scavi di Pompei (1860 - 1864)
- Catalogo del Museo Nazionale di Napoli : Medagliere, Vol. I, Monete Greche, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, 1870
- Catalogo del Museo Nazionale di Napoli : Collezione Santangelo. Napoli, 1866-67.
- Descrizione di Pompei, 1875
Fiorelli Giuseppe
Fiorelli Giuseppe
Napoli
Napoli (Napule in napoletano) è un comune popolato da circa un milione di abitanti, capoluogo della provincia omonima e della regione Campania. È la maggiore città del Mezzogiorno d'Italia ed è situata tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei.
Il suo centro storico - conosciuto in tutto il mondo e meta di turisti provenienti da ogni dove - è uno dei siti che l'UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'umanità.
Oggi Napoli - una malìosa città, secondo le parole di Vittorio De Sica nel film del 1954 "La baia di Napoli" - è al centro di una vastissima area metropolitana che comprende al suo interno l'intera provincia partenopea e larghe parti delle province confinanti di Salerno, Caserta e Avellino.
La conurbazione che ne risulta è la seconda più popolata d'Italia dopo quella di Milano, con una popolazione stimata oltre i 4.400.000 abitanti.
Storia
Amministrazioni
Milano
L'attuale comune è composto dalla città storica (corrispondente ai quartieri circoscrizionali di Avvocata, Chiaia, Mercato, Montecalvario, Pendino, Porto, Posillipo, San Carlo all'Arena, San Giuseppe, San Lorenzo, Stella, Vicarìa), da alcune frazioni fuse con la città a varie fasi anche per volere di Gioacchino Murat (Arenella, Bagnoli, Miano, Piscinola, Rione Flegreo o Fuorigrotta, Vomero) e dai comuni aggregati durante il regime fascista (attualmente suddivisi nei quartieri di Barra, Chiaiano, Marianella, Pianura, Soccavo, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Secondigliano, Scampìa).
I quartieri più popolosi sono quelli corrispondenti al territorio dei comuni aggregati sotto il fascismo. La sovrappopolazione di tali zone, che fanno da sole i due terzi della popolazione della città, è dovuta principalmente alla scelta politica - poi rivelatasi fallimentare - di individuare in quei luoghi le aree in cui realizzare gli agglomerati ex lege 167/1962 (edilizia residenziale pubblica) e lege 219/1981 (edilizia residenziale pubblica per i terremotati del 1980). Questa improvvisa 'periferizzazione' di tali aree, senza che fossero approntate adeguate infrastrutture funzionali all'edilizia popolare che vi si andava sviluppando, ha portato sul medio periodo a degli indubbi disagi sociali che sono sfociati nella formazione di folti gruppi microdelinquenziali. Negli ultimi anni il Comune si sta adoperando, anche grazie ai fondi della legge 328/2000, per tentare di ristabilire gli equilibri in queste aree, rimaste profondamente segnate dalla perdita della propria identità. La denominazione dei confini e dei quartieri è stata definita con delibera del consiglio comunale tenendo conto, quali criteri generali, delle denominazioni storiche e dei confini amministrativi degli ex comuni autonomi.
legge 328/2000, gli ultimi due sindaci di Napoli]]
I quartieri sono raggruppati in 21 circoscrizioni (Chiaia - San Ferdinando - Posillipo, San Lorenzo - Vicarìa, Mercato - Pendino, Avvocata - Montecalvario - San Giuseppe - Porto,
Stella - San Carlo all'Arena, Bagnoli, Soccavo, Pianura, Vomero, Arenella, Marianella - Piscinola, Miano, Chiaiano, Secondigliano, San Pietro a Patierno, Poggioreale, Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio, Scampìa e Fuorigrotta, che corrisponde al territorio del quartiere Rione Flegreo), con poteri per lo più consultivi. Per ogni circoscrizione sono presenti una o più sezioni comunali, i cui servizi demografici sono coordinati dai servizi anagrafe circoscrizionali, ognuna delle quali detiene un proprio ufficio di stato civile (con registri separati per singolo quartiere).
Il CAP in dettaglio
Tutti i codici di avviamento postale di Napoli suddivisi per quartieri e zone (il CAP generico è 80100).
80121 quart. Chiaia
80122 quart. San Ferdinando
80123 quart. Posillipo
80124 quart. Bagnoli (parte)
80125 quart. Bagnoli (zona Agnano Terme)
80125 quart. Rione Flegreo
80126 quartt. Pianura e Soccavo
80127-80129 quart. Vomero
80128 quart. Arenella (parte)
80131 quart. Stella (zona Colli Aminèi)
80131 quart. Arenella (zona rione Alto)
80132 limite tra i quartt. Chiaia e Montecalvario
80133 quart. Porto
80134 quart. Montecalvario
80135 quart. Avvocata
80136 quart. San Lorenzo rione Sanità
80136 quart. Stella località Capodimonte (parte)
80137 quartt. San Carlo all'Arena e Stella (parte)
80138 quart. San Giuseppe
80139 quart. San Lorenzo
80141 quart. Vicarìa
80142 quartt. Mercato e Pendino
80143 quartt. Poggioreale e Zona industriale
80144 quartt. San Pietro a Patierno, Scampìa, Secondigliano
80145 quartt. Chiaiano, Miano, Piscìnola
80146 quart. San Giovanni a Teduccio
80147 quartt. Barra e Ponticelli
Sistemi di trasporto
Monumenti storici e luoghi notevoli
A Napoli vengono spesso preferite dai turisti le attrazioni dei dintorni, quali Pompei, la Reggia di Caserta, Capri, la Costiera amalfitana; la città è tuttavia ricca di un patrimonio culturale senza eguali che negli ultimi anni è stato fortemente rivalutato grazie anche a eventi annuali quali il Maggio dei Monumenti.
Palazzi storici e musei
Costiera amalfitanaNapoli è particolarmente nota per i suoi castelli: il Castel dell'Ovo che è parte integrante del notissimo panorama del Golfo; il Maschio Angioino o Castel Nuovo che domina Piazza Municipio; il Castel Sant'Elmo che sovrasta la città dall'alto di San Martino.
Il Castel dell'Ovo è così chiamato perché secondo la leggenda Virgilio vi nascose nelle segrete un uovo che reggeva tutta la struttura dell'edificio, e che nel momento in cui fosse stato rotto avrebbe fatto crollare il castello e portato catastrofi alla città. Esso sorge sull'isolotto di Megaride, dove nel VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono Partenope. Vi fu costruita la villa del romano Lucio Licinio Lucullo, fortificata da Valentiniano III e che ospitò il deposto ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, mortovi poco dopo. Dopo alterne vicende, nel XII secolo fu ricostruito dai Normanni e poi ristrutturato dagli Aragonesi. Attualmente vi si svolgono mostre e convegni e l'ingresso è libero. Notevole la maestosità della fortezza e la terrazza dei cannoni. Molto caratteristico il Borgo marinaro che si sviluppa alla base dell'edificio.
Il Maschio Angioino fu costruito tra il 1279 e il 1282 da Carlo I d'Angiò ed adibito a palazzo reale sotto la sua dinastia. Sotto Roberto d'Angiò vi soggiornarono tra gli altri Petrarca e Boccaccio. Dopo la conquista aragonese, il castello fu rinforzato e assunse la conformazione attuale più vicina a quella di fortezza. Imponenti le cinque torri di piperno e tufo che delimitano le spesse mura. Il fossato da tempo prosciugato alimentò la leggenda del coccodrillo, secondo cui appunto un coccodrillo azzannava di nascosto i prigionieri delle segrete. L'arco di trionfo in marmo all'ingresso del castello fu costruito nel '400 dagli Aragonesi. La monumentale Sala dei Baroni, che oggi ospita le riunioni del Consiglio comunale, era la sala centrale del castello. Fu così chiamata perché nel 1487 vi furono arrestati i baroni che congiurarono contro Ferrante I d'Aragona, da lui appunto riuniti lì per celebrare le nozze della nipote. Oggi l'edificio ospita il Museo Civico.
Il Castel Sant'Elmo fu edificato sulla cima della collina del Vomero verso il 1275 da Carlo I d'Angiò col nome di Belforte. Completamente ristrutturato tra il 1538 e il 1546 dal viceré Don Pedro de Toledo, assunse l'attuale pianta a stella. Fu teatro delle ultime disperate difese dei patrioti della Repubblica napoletana contro la reazione borbonica nel 1799. Oggi ospita spesso eventi di livello internazionale grazie alla sua vastità e imponenza e grazie al bellissimo panorma che offre sulla città.
1799
Il Palazzo reale è stato fulcro del potere a Napoli dal 1600 al 1946. Edificato per volere del viceré Fernando Ruiz de Castro, fu relizzato da Domenico Fontana (di cui particolarmente notevole è la monumentale facciata su Piazza Plebiscito) e rimaneggiato più volte dai vari sovrani. Le sale sono sontuosamente arredate e affrescate in stili spesso diversi a seconda dei sovrani che vi abitarono. Di particolare magnificenza lo Scalone d'Onore in marmo. Il giardino esotico fu realizzato nel 1841. La facciata fu arricchita alla fine dell'Ottocento dalle grandi statue dei principali Re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia. Fu abitato dai Savoia fino al 1946.
La Reggia di Capodimonte fu edificata da Carlo III nel Settecento nella già preesistente riserva di caccia dell'omonima collina. Vi abitarono Ferdinando IV e Gioacchino Murat, e nel 1950 è diventata Museo Nazionale. Nei saloni ospita opere di Michelangelo, Raffaello, Botticelli e Caravaggio, nonché un'importante collezione di porcellane. Il vasto parco che circonda il palazzo è il principale polmone verde della città e meta favorita delle famiglie napoletane nei finesettimana.
Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli fu inizialmente progettato nel Seicento come università, ma solo fra il 1834 e il 1860 divenne vero e proprio museo allorché Ferdinando IV vi trasferì i marmi della pregevole collezione Farnese. Attualmente contiene un'ampia raccolta di manufatti risalenti all'epoca romana, provenienti dai siti di Pompei ed Ercolano, marmi, mosaici, nonché un'impotante raccolta egiziana. La sua importanza è primaria nel circuito dei musei mondiali.
Il Teatro San Carlo, inaugurato il 4 novembre del 1737 è il più vecchio teatro d'opera attivo oggi in Europa. Nel 1816 fu restaurato in seguito a un incendio, e l'attuale facciata, la loggia e l'atrio risalgono ad allora. Tra i direttori artistici del teatro si annoverano Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.
Chiese
Guardando la città dall'alto la prima cosa che attira l'osservatore è l'enorme numero di cupole e croci che contraddistinugono le molteplici chiese. Napoli è infatti caratterizzata dal vastissimo numero di edifici religiosi storici.
Tra i principali spicca il monastero di Santa Chiara, nel cuore del centro storico della città, edificato tra il 1310 e il 1340 per volere di Roberto d'Angiò. All'originale pianta gotica seguì una ristrutturazione barroca nel Seicento, finché nel 1943 non venne quasi interamente distrutta dai massicci bombardamenti degli Alleati e completamente restaurata nella sua originale forma gotica. L'interno, che colpisce per la vastità e la semplicità, ospita la tomba del re Roberto dietro l'altare maggiore e tra i sepolcri delle cappelle vi è quello della regina Maria Cristina di Savoia e dell'eroe nazionale Salvo d'Acquisto, il carabiniere che sotto l'occupazione nazista si sacrificò per salvare alcuni civili innocenti. Di qualità artistica notevole è il chiostro maiolicato delle Clarisse, una piccola oasi di pace in un giardino delimitato da un chiostro rivestito di mattonelle in maiolica policroma del Settecento.
La Chiesa del Gesù Nuovo è sita nella piazza omonima, nei pressi di Santa Chiara. Inaugurata nel 1597, fu voluta dai gesuiti ed edificata sul sito dove già si trovava il palazzo Sanseverino del principe di Salerno. In puro stile barocco, l'interno è riccamente decorato con stucchi in oro, statue ed affreschi (la maggior parte dei quali di Belisario Corenzio); vi si onorano numerosi santi, tra cui Ignazio di Loyola e Giuseppe Moscati.
Il Duomo assume un'importanza centrale sul piano storico. Sul suo sito esisteva probabilmente un tempio ad Apollo, e la prima cattedrale fu fatta edificare da Costantino nel IV secolo. Il Duomo vero e proprio fu costruito sotto gli Angiò, ma rimenaggiato continuamente nei secoli al punto da essere un insieme di vari stili: facciata pseudo neogotica costruita nell'Ottocento, portali in gotico fiorito, interni in buona parte barocchi: in particolare in puro barocco napoletano è la Cappella del Tesoro. Fulcro della chiesa, la Cappella ospita la statua bronzea di San Gennaro e 51 statue d'argento dei "compatroni". Il tesoro è formato da varie donazioni di sovrani e ricchi devoti, tra cui spicca la mitra d'argento di Matteo Treglia arricchita di pietre preziose. Nella Cappella è anche custodito il cranio del santo e soprattutto l'ampolla che racchiude il suo sangue, oggetto del "miracolo" più celebre del mondo, quello della liquefazione.
La chiesa di San Domenico Maggiore è anch'essa frutto di una stratifcazione di stili: edificata tra il 1283 e il 1324 sotto Carlo II d'Angiò, fu poi restaurata dopo vari dissesti nel Seicento in chiave barocca ma un tentativo di riproporne l'originale assetto gotico fu fatto nell'Ottocento. Nel Cappellone del Crocifisso è conservato appunto un crocifisso che si dice abbia parlato a Tommaso d'Aquino, il quale insegnò teologia nell'attiguo convento all'epoca Università. La Sacrestia è affrescata con Il trionfo dell'Ordine Domenicano (che appunto abitavano la chiesa) di Francesco Solimena e vi sono sepolti sovrani e nobili Aragonesi.
La Cappella San Severo fu probabilmente edificata da Giovan Francesco di Sangro duca di Torremaggiore nel 1590 ed adibita ad ospitare le tombe della famiglia San Severo. Tra le numerosissime e importanti statue spicca La Pudicizia di Antonio Corradini, particolare per la sua sensualità, e il celeberrimo Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino del 1753 in cui sgomenta la capacità artistica di riprodurre l'effetto del velo marmoreo sul corpo del Cristo: l'opera attirò il Canova nel suo soggiorno napoletano, al punto che tentò invano di acquistarla.
Per concludere questa carrelata comunque incompleta, da citare è San Lorenzo Maggiore. Edificata da Carlo I d'Angiò nel Duecento sul sito di una chiesa paleocristiana i cui resti sono stati riportati recentemente alla luce, come sempre fu rimaneggiata nei secoli ed è un misto di barocco e gotico. La torre del campanile fu teatro della rivolta di Masaniello. Nell'interno sono ospitate le tombe di Caterina d'Austria, Carlo e Giovanna di Durazzo, Roberto d'Artois. In questa chiesa Giovanni Boccaccio incontrò il suo amore Fiammetta, e Francesco Petrarca vi pregò la notte del 4 novembre 1343 terrorizzato dalla predizione di una spaventosa tempesta fatta da un eremita.
Piazze, strade e luoghi tipici
Arteria principale di Napoli e di certo strada preferita dai napoletani è Via Toledo, fino a pochi anni fa denominata "Via Roma" e che ora prende il nome del viceré Pedro de Toledo che la edificò nel 1536. Grazie alla pedonalizzazione effettuata, la lunga strada è ora fulcro dello shopping cittadino con i suoi numerosi negozi (soprattutto di abbigliamento) e del turismo con i suoi eleganti palazzi che vi si affacciano: il monumentale Banco di Napoli costruito nel ventennio fascista, il palazzo Doria D'Angri, il palazzo Colonna di Stigliano, la chiesa del Santo Spirito, piazzetta Fuga, l'accesso est della galleria Umberto I. Si collega a piazza Trieste e Trento e a quella del Plebiscito da un lato, dall'altro a Piazza Dante.
1536Simbolo moderno di Napoli è Piazza del Plebiscito, dove hanno luogo manifestazioni e concerti che l'hanno resa celebre tra gli italiani. Su di essa si affaccia il Palazzo Reale e la particolare forma vi è data dal colonnato semicircolare della basilica di San Francesco di Paola, che forma un'ellisse ai cui fuochi sono poste due statue equestri, una di Antonio Canova raffigurante Carlo III e l'altra di Antonio Calì raffigurante Ferdinando IV. Molto care ai napoletani le statue dei leoni sul basamento ai lati del colonnato. La sua riscoperta è avvenuta sotto le amministrazioni degli anni '90 che l'hanno trasformata da parcheggio pubblico a centro turistico e luogo di iniziative culturali: nel cuore della piazza ogni anno verso Natale vengono relizzate singolari opere artistiche, attorno alle quali si dividono le opinioni dei curiosi cittadini che accorrono ad osservarle.
Più antica è Piazza Dante: tra il Cinquecento e il Seicento era detto "Mercatello" perché vi si tenevano i mercati 'periferici', ma tra il 1757 e il 1765 fu completamente ricostruita sotto Carlo III da Luigi Vanvitelli, che edificò il monumentale emiciclo sulla cui sommità eresse ventisei statue raffiguranti le virtù del sovrano. Al centro della piazza la statua equestre di Carlo non fu mai posta, venne occupata dall'albero della libertà durante la Repubblica napoletana e poi dalla statua di Napoleone Bonaparte durante il regno di Murat. L'attuale statua di Dante Alighieri che dà il nome alla piazza fu posta dopo l'unità d'Italia. Al lato nord vi è Port'Alba col suo mercato dei libri e al lato sud la chiesa di San Michele. Nel 2002 è stata ristrutturata e resa ancora più spaziosa per ospitare la fermata della metroplitana. L'edificio vanvitelliano ospita il Convitto e Liceo Vittorio Emanuele.
La zona di San Gregorio Armeno attira tra novembre e gennaio frotte di turisti da tutto il mondo. Vi si tiene il mercato del presepe, la grande tradizione natalizia napoletana, e le botteghe espongono i modelli più raffinati e più singolari di pastori, santi, gesù bambini e altre amenità. La via prende il nome dell'importante chiesa omonima, costruita tra il 1574 e il 1580 con affreschi interni di Luca Giordano. Ogni martedì vi si tiene il miracolo della liquefazione del sangue del dente di Santa Patrizia. Luca Giordano
Centrale è la zona di piazza del Gesù Nuovo e dell'attigua via Benedetto Croce: sulla piazza si affaccia la chiesa omonima mentre al centro si erge il monumentale obelisco alto 34 metri sulla cui cima è posta la statua bronzea della Madonna Immacolata eretta nel 1747. L'8 dicembre di ogni anno vi si tiene la cerimonia della posa di una corona di fiori sulla statua in cima alla colonna. Via Benedetto Croce prende invece il nome del grande filosofo napoletano d'origini abbruzzesi che in quella strada - e precisamente a Palazzo Filomarino - visse i principali anni della sua vita e fondò l'Istituto di Studi Storici. Ai lati della strada si affacciano palazzi storici, fino alla chiesa di Santa Chiara.
Il lungomare di Napoli prende il nome di Via Caracciolo, in onore dell'ammiraglio omonimo della Repubblica napoletana impiccato da Orazio Nelson sulla sua nave nel golfo della città. La strada in realtà è recente, risale alla fine dell'Ottocento quando fu sottratta al mare che giungeva fino alla Riviera di Chiaia. Ora il lungomare ha alle spalle la Villa Comunale e si snoda per chilometri di passeggiata con vista. Negli ultimi anni l'amministrazione comunale ha reso balneabili le sottili spiagge vicino alle scogliere artificiali.
Parchi e tempo libero
La Villa Comunale fu fatta realizzare da Ferdinando IV nel 1780 per dare alla nobiltà napoletana un oasi di gran ricercatezza sul lungomare cittadino, impreziosendola di statue, fontane e alberi esotici ma proibita al popolo. Ben diversamente, oggi la Villa è tra le mete preferite dai napoletani soprattutto dopo che al degrado è subentrata una ristrutturazione negli ultimi anni '90 che l'ha recintata potenziando le infrastrutture ma conservando il progetto originale. Al suo interno di primaria importanza è la Stazione zoologica Antonio Dohrn, aperta al pubblico nel 1874: si tratta dell'acquario di Napoli e sito in un edificio neoclassico. È uno degli acquari più antichi e più famosi d'Europa.
Oltre al già citato Parco di Capodimonte, attualmente principale polmone verde della città, la cui pianta odierna fu realizzata dal tedesco Friedrich Dehenhard nel 1833, è da citare la Villa Floridiana. Il parco prende il nome da Lucia Migliaccio duchessa di Floridia, seconda moglie di Ferdinando IV, che appunto abitò in questa villa del Vomero il cui grande parco fu relizzato nel 1817 da Dehenhard e Antonio Niccolini in stile neoclassico con statue, finte rovine, boschetti, anfratti e un teatrino di verzura all'aperto. Nella villa attualmente ha sede il Museo delle Ceramiche Duca di Martina mentre la zona panoramica sul golfo è da anni in ristrutturazione.
Più periferica è l'oasi degli Astroni, diretta dal WWF, che si trova in una grande conca vulcanica risalente a 3700 anni fa nei Campi Flegrei. Riserva di caccia aragonese, poi di Carlo III, fu arricchita di alcune torri e casini di caccia ancora esistenti. Immersa completamente nel verde, l'oasi si distingue per il grande lago, la ricca flora e la presenza di numerose specie di uccelli oltre che piccoli animali.
Campi FlegreiIl tempo libero ha un polo di grande attrattiva nel quartiere di Fuorigrotta. Qui sorge lo Stadio San Paolo inaugurato nel 1959 che ha ospitato le partite di calcio del Napoli dei tempi di Maradona ed è stato ristrutturato per i mondiali di calcio del 1990; la Mostra d'Oltremare realizzata nel 1940 dal fascismo per ospitare i prodotti delle colonie e diventata area di 750.000 metri quadri con 9 padiglioni espositivi per mostre e fiere, 30 sale congressuali fino a 2000 posti, teatro al chiuso e all'aperto per complessivi 3000 posti, due piscine, quattro campi da tennis, e che ospita numerosissimi eventi di portata nazionale e internazionale; il parco dei divertimenti Edenlandia più 'antico' in Italia fondato nel 1965 con 22 attrazioni, frequentatissimo benché in costante degrado; il Giardino Zoologico fondato negli anni '50 con numerose specie di animali ma fallito nel 2003 dopo un periodo di decadenza e degrado che ha portato alla morte di centinaia di esemplari e che sarà completamente ricostruito segendo un progetto d'avanguardia; in più la zona ospita un bowling, un multicinema con 11 sale, fast food, sale giochi, campi di calcio, calcetto e tennis, nonché la Piscina Scandone, olimpionica, utilizzata per le gare di pallanuoto delle squadre napoletane ed utilizzata precedentemente per i Giochi del Mediterraneo del 1964.
1964Nella zona era anche sito il Palazzetto dello Sport "Mario Argento" destinato sia alla pallacanestro che ad altri sport sia di squadra che individuali, abbattuto nel 2005 ed in corso di ricostruzione. Le partite di basket attualmente vengono ospitate nella moderna struttura del PalaBarbuto, situato di fronte al vecchio "Mario Argento".
L'amministrazione intende creare nuovi poli d'attrazione in altre aree di Napoli: a Bagnoli, dove ha già sede dal 1993 la Città della Scienza ('museo' scientifico sui generis primo in Europa), e nelle zone di riqualifica del Real Albergo dei Poveri - che diverrà Città dei Giovani - e del Centro Direzionale. Arterie di shopping principali nella città sono, oltre le già citate, quelle di Via dei Mille e di Piazza dei Martiri con negozi prestigiosi e la grande libreria Feltrinelli, quelle al Vomero di Via Scarlatti e Via Luca Giordano, e a Soccavo quella di Via Epomeo.
Napoli Sotterranea
È possibile effettuare visite guidate nel sottosuolo che mostrano la stratificazione del territorio della città nel corso della storia. Napoli Sotterranea è un percorso guidato attraverso vecchie cisterne sotterranee, risalenti in gran parte all'epoca greco-romana: tali cisterne sono state ritrovate attraverso scavi nel sottosuolo di tufo, la tipica roccia sulla quale la città è stata costruita. Circa un chilometro di gallerie, delle decine presenti sotto la città, è visitabile.
In diversi luoghi della città e dei dintorni sono presenti anche diverse catacombe.
Cultura
Università
A Napoli sono operativi sei atenei:
catacombe L'Università degli Studi di Napoli Federico II è la principale e più antica università della città. Nata in contrapposizione a quella di Bologna, fu fondata da Federico II nel 1224, ed è la seconda in Italia (In realtà l'Università di Padova risale a due anni prima, ma nacque come costola dell'ateneo bolognese, dall'opposizione di alcuni studenti che vi trasferirono alcuni insegnamenti). L'Ateneo Federiciano, che ha assunto il nome del suo fondatore con decreto del 7 settembre 1987, è comunque la più antica università statale e laica d'Europa, ed è considerato uno degli atenei più prestigiosi per gli studi giuridici e letterari. Fra gli altri vi ha insegnato il celebre grecista Marcello Gigante.
Marcello Gigante La Seconda università degli studi di Napoli è stata istituita nel 1989 per decongestionare quella federiciana; è articolata in poli omogenei situati nelle città di Aversa, Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, mentre ha operativa in città una facoltà di Medicina e Chirurgia che comprende le lauree specialistiche e gli altri corsi dell'area sanitaria. Le strutture assistenziali e didattiche sono suddivise tra il policlinico vecchio (nel centro storico) ed il nuovo policlinico nella zona collinare (quest'ultimo è però in massima parte occupato da strutture dell'università Federico II).
Santa Maria Capua Vetere L'Università degli studi di Napoli "L'Orientale", istituto universitario Orientale fino al 2002, fu fondata nel '700 dal padre missionario Matteo Ripa come collegio dei cinesi e oggi la più importante istituzione europea per gli studi filologici e linguistici. È composta dalle facoltà di Lettere e filosofia, Lingue e letterature straniere, Studi arabo-islamici e del Mediterraneo, Scienze politiche (con un occhio di riguardo alle relazioni internazionali). Vi si insegnano tutte le lingue antiche conosciute ed oltre 140 lingue moderne.
Scienze politicheL'Università degli Studi di Napoli "Parthenope", istituto universitario Navale sino al 2001, fu istituita nel 1920 come real istituto superiore Navale (originariamente specializzato in, e ancora famoso per, gli studi economici con una particolare attenzione agli scambi commerciali internazionali).
L'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" (ex istituto universitario omonimo), è un libero ateneo fondato dalla religiosa Orsola Benincasa, pensatrice molto in vista nei salotti intellettuali napoletani del periodo della controriforma (inizi XVII secolo), nato come istituto superiore di magistero e tuttora specializzato negli studi umanistici e sociali, con un particolare riguardo alla tradizione educativa introdotta dalla pedagogista suor Orsola.
XVII secolo Napoli è inoltre sede della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale che vi opera attraverso la Sezione San Tommaso d'Aquino e la Sezione San Luigi la prima delle quali è legata al seminario arcivescovile e trae origine dalla facoltà teologica già presente nel primo ordinamento dell'ateneo federiciano nel 1224 e la seconda alla Compagnia di Gesù (gesuiti). La facoltà teologica è nata nel 1969 riunendo e lasciando distinte le due scuole.
Biblioteca Nazionale
Nel 1804 fu aperta al pubblico la Reale Biblioteca di Napoli nel Palazzo degli Studi, attualmente sede del Museo Archeologico Nazionale. Le collezioni librarie ivi ubicate erano state trasferite dalla Reggia di Capodimonte per volontà reale. Divenuta Reale Biblioteca Borbonica nel 1816, solo nel 1860 con l'unità d'Italia fu denominata Biblioteca Nazionale. Nel 1910 fu arricchita con la collezione di papiri ercolanensi ritrovati negli scavi della città vesuviana. Nel 1922 la sede dopo lungo dibattito e su suggerimento di Benedetto Croce fu spostata all'odierna sede nel Palazzo Reale in Piazza Plebiscito. Subì molti problemi durante la guerra sia per l'occupazione nazista che per quella alleata, ma i testi più preziosi furono trasferiti in località più sicure fino alla riapertura nel 1945. Oggi la Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele III" contiene quasi due milioni di volumi, circa 20.000 manoscritti, più di 8.000 periodici, 4.500 incunamboli e 1.800 papiri ercolanensi.
Poli scientifici
Oltre alle già citate Città della Scienza e Acquario Dohrn, di particolare interesse sono altri siti scientifici.
Il Real Orto Botanico fu voluto da Giuseppe Bonaparte nel 1807 durante il governo napoleonico con scopi illuministici e realizzato dagli architetti De Fazio e Paoletti. Caduto in degrado per i danni della Seconda guerra mondiale, fu abilmente rimaneggiato e arricchito tra gli anni '60 e '80 dal direttore Aldo Merolla. Attualmente i 12 ettari di terreno ospitano 25.000 esemplari di piante di ogni genere disposte in collezioni all'aperto o in serre.
Nel Collegio Massimo dei Gesuiti in via Mezzocannone n.8 sono ubicati i principali musei scientifici napoletani, curati dalla Federico II:
- Il Museo di Zoologia con collezione di uccelli, mammiferi e di particolare interesse quella di conchiglie da tutto il mondo.
- Il Museo di Paleontologia con circa 50.000 reperti fossili molti dei quali da siti campani, e un grandioso scheletro completo di Allosauro.
- Il Museo di Antropologia con reperti e mummie da tutto il mondo tra cui reperti di Troia e uno scheletro umano del paleolitico.
- Il Museo di Mineralogia con minerali e pietre da tutto il mondo e il Museo Mineralogico Campano con circa 3.500 esemplari.
Per gli astrofili impossibile non citare l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Voluto da Gioacchino Murat nel 1812, fu inaugurato nel 1819. Situato a 150 metri dal livello del mare sulla collina di Capodimonte, è impegnato nell'osservazione del Sole, delle stelle e della galassie grazie anche all'accesso ai più grandi telescopi ottici del pianeta e a quelli in orbita. Visite al pubblico sono possibili dietro prenotazione.
Si segnala inoltre la presenza di numerosi LUG:
- [http://hmn.tux.nu HackMeetNaples]
- [http://www.iglug.org IGLUG]
- [http://nalug.interferenza.net NaLUG]
- [http://www.officina99.org/hacklab.html Neapolis Hacklab]
Arte
Napoli per tutta la sua storia è stata una capitale artistica di primo piano. Anche oggi mantiene questa tradizione. L'Accademia di Belle Arti, fondata da Carlo III nel 1752 come "Real Accademia di Disegno", è stata il centro dell'attività della Scuola di Posillipo nell'Ottocento ed è stata diretta da personalità quali Domenico Morelli, Saverio Altamura, Gioacchino Toma. Vi si tengono oggi corsi di pittura, decorazione, scultura, scenografia, restauro, arredo urbano, e una scuola di nudo. Nel 2005 è stato inaugurato nel settecentesco palazzo Roccella in via dei Mille il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, adibito ad ospitare opere ed eventi artistici di ogni tendenza. Storica è la tradizione del Conservatorio di San Pietro a Majella, nel cuore della città, fondato nel 1826 da Francesco I come "Regio conservatorio di musica", e dove oggi si tengono insegnamenti per tutti gli strumenti musicali ed è ospitato un notevole museo della musica. Infine da segnalare la grande offerta di teatri, una tradizione tra le più antiche d'Europa (il San Carlo risale al Settecento), che oggi vanta dodici teatri principali.
Pittura
Musica
La vita musicale napoletana fu molto intensa già a partire dal XV fino al XVII nell'ambito della polifonia sacra e profana. Dal XVII e soprattutto nel XVIII secolo la scuola napoletana assunse un ruolo preminente nel campo della musica sacra e operistica con musicisti come Antonio Scarlatti, Giovan Battista Pergolesi, Niccolò Porpora.
Altro fenomeno musicale di particolare interesse è la cosiddetta Sceneggiata che si fonda sulla sceneggiatura di un intero spettacolo teatrale partendo da una canzone di argomento popolare.
Dagli anni '80 si è affermato, come fenomeno locale, il genere "neomelodico": numerosi cantanti ed autori locali hanno composto canzoni, che in genere trattano storie d'amore ambientate nella napoli moderna. Il risultato non è sicuramente paragonabile a quello ottenuto dalla canzone napoletata propriamente detta, ma in ambito locale questo genere riscuote un notevole successo: Gigi D'Alessio e Nino D'Angelo sono i più famosi esponenti di questo genere, che poi hanno progressivamente abbandonato.
È comunque vasta la schiera di cantautori e musicisti che in modo moderno hanno dato e danno il loro contributo alla continuazione della tradizione musicale partenopea: Pino Daniele, Edoardo Bennato ed Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Alan Sorrenti sono solo alcuni dei "moderni" più famosi.
Teatro
Il teatro napoletano è una delle più antiche e conosciute tradizioni artistiche della città. Le prime tracce di questa tradizione risalgono all'opera poetica di Jacopo Sannazaro che tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento recitava le sue farse alla corte angioina prima, aragonese poi. A livello popolare famoso in questo periodo è il Velardiniello, cantastorie di strada.
Il teatro napoletano pre-Novecento fu sostanzialmente legato alla maschera di Pulcinella. Come affermò Benedetto Croce nei suoi studi sull'argomento, Pulcinella più che una maschera fissa è una maschera il cui carattere è stato plasmato dai numerosi attori che l'hanno interpretata, e che spesso - soprattutto nel periodo della dominazione spagnola - l'hanno utilizzata come strumento di satira e critica politica. Pulcinella è un personaggio che rappresenta da sempre il modo tutto napoletano di vedere il mondo, è un personaggio di umile rango sociale che grazie alla sua furbizia e alla sua arte dell'arrangiamento riesce in qualche modo ad averla sempre vinta. Importante per il teatro napoletano è il modo in cui Pulcinella viene 'rielaborato' a partire dall'Ottocento. L'ultimo e forse il più grande interprete di Pulcinella fu infatti Antonio Petito (1822-1876), che trasformò il personaggio di servo sciocco nel cittadino napoletano per antonomasia, furbo e burlonesco, modernizzandolo e permettendone così la sua trasformazione ad opera di Eduardo Scarpetta.
Scritturato da Petito all'età di quindici anni, Eduardo Scarpetta ebbe il compito di impersonare nella compagnia di Petito il personaggio di Felice Sciosciammocca (letteralmente "Felice soffia in bocca"), supporter comico di Pulcinella. Alla morte di Petito, e con la scomparsa del personaggio di Pulcinella, Scarpetta si fece interprete del cambiamento di gusti nel pubblico napoletano. Eliminò quindi definitivamente la maschera ormai obsoleta introducendo personaggi della borghesia cittadina che mantenessero però immutati i caratteri farseschi della tradizione. Le sue commedie su Felice Sciosciammocca ottennero un enorme successo a Napoli (Scarpetta si arricchì oltre ogni immaginazione) e aprirono la strada al successo dei fratelli De Filippo.
Figli illegittimi dello stesso Scarpetta, essendo infatti nati da una relazione con Luisa de Filippo, nipote della moglie di Scarpetta (Rosa de Filippo), i tre più celebri fratelli del teatro italiano, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo e Titina De Filippo iniziarono giovanissimi a calcare le scene (Eduardo a soli 4 anni) e nel 1931 - dopo aver formato una loro autonoma compagnia teatrale - esordirono insieme con l'atto unico Natale in casa Cupiello. Il successo di questi tre attori venne consacrato da una clamorosa tourneé nelle città italiane, benché sotto il fascismo Eduardo ebbe non pochi problemi per le sue posizioni contrarie al regime. Sarà solo con la fine della dittatura che il successo di De Filippo giungerà agli storici livelli di commedie quali Napoli Milionaria e Filomena Marturano. Ambientate in una Napoli disillusa in pieno dopoguerra, queste commedie s'imposero su scala anche internazionale (Filomena Marturano fu nel 1947 rappresentata anche a Bucarest) per la loro solida verosimiglianza verso la realtà contemporanea - abbandonando dunque il farsesco fine a sé stesso che aveva contraddistinto il teatro di Pulcinella e Scarpetta - e le personalità dei De Filippo s'imposero per la loro verve intepretativa, le intense espressioni, la sofferta gestualità, la spontaneità e la vitalità dei personaggi impersonati, sempre a metà tra la commedia e il dramma. Più tardi De Filippo, dopo aver conosciuto la persona e la produzione di Luigi Pirandello, adattò e recitò alcune sue celebri commedie (es. Il berretto a sonagli) trovandovi anche lì quell'inesplicabile sottile confine tra la realtà e la finzione, tra l'umorismo e la tragedia, che contraddistingue la natura umana. Più sul burlesco si allineò invece Peppino dopo la guerra, abbandonando per vari screzi Eduardo e lanciandosi nel cinema dove interpetò con Totò alcune delle più memorabili sue commedie (Totò, Peppino e la malefemmena e La banda degli onesti), mentre Titina si affermò con la sua intepretazione di Filomena Marturano rimasta nella storia del teatro. Eduardo negli ultimi anni adattò anche commedie di Moliere e Goldoni, aprendo poi a sue spese nel 1964 il Teatro San Ferdinando.
La personalità di Totò (Antonio de Curtis), anch'essa celebre a livello nazionale, s'impone al cinema ma raccoglie i suoi primi successi sulle scene del teatro dove recita insieme ad Eduardo e Titina De Filippo. Pur non raccogliendo i risvolti drammatici della commedia di Eduardo, Totò si allinea col sul teatro non disedegnando però un certo ritorno al burlonesco di stampo pulcinelliano.
Sport
Napoli vanta una lunga tradizione sportiva che però raramente ha portato squadre della città a conquistare campionati nazionali o coppe europee; evento tra l'altro assai raro in tutto il Centro-Sud Italia. Fanno eccezione le squadre di pallanuoto (il Posillipo vanta nove scudetti, l'ultimo di quest'anno) e rugby e il Napoli Calcio che negli anni di Maradona conquistò 2 volte il titolo di Campione d'Italia e una coppa UEFA.
Il 26 maggio 1996 l'8^ tappa del Giro d'Italia si è conclusa a Napoli con la vittoria di Mario Cipollini; quasi venti anni prima il giro si era fermato nella città partenopea, traguardo di una tappa a cronometro vinta da Francesco Moser.
Folta invece la schiera di atleti napoletani che hanno regalato all'Italia titoli mondiali e olimpici. Fra i tanti ricordiamo i fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale (campioni del canottaggio, sette titoli mondiali e due ori olimpici), il pugile Patrizio Oliva (tre titoli europei, uno mondiale e medaglia d'oro a Mosca) e il nuotatore Massimiliano Rosolino (un titolo mondiale e madaglia d'oro a Sidney); anche un'altra giovanissima nuotatrice, Caterina Giacchetti, campionessa a livello europeo (quarta nei 200 m farfalla ai Mondiali di nuoto di Montreal nel 2005) si avvia a risultati di livello olimpionico. Napoli, tra l'altro, è stata scelta per ospitare nel 2006 i mondiali di nuoto in acque libere.
Fra le manifestazioni sportive fisse ricordiamo la maratona di nuoto Napoli-Capri-Napoli, il Gran Premio Lotteria di Agnano di Trotto ed il Giro Ciclistico della Campania.
Folklore
Pizza, Vesuvio e mandolino: sono le tre famose parole magiche che si associano a Napoli nella mentalità collettiva. Molto più note dei suoi monumenti, le tradizioni napoletane sono risapute, celebrate - e a volte caricaturizzate - in tutto il mondo.
Cucina napoletana
La Pizza
mandolino
La pizza, simbolo immortale di Napoli, ha in realtà una storia non molto antica: essa si diffonde a Napoli tra il Seicento e il Settecento senza tuttavia le caratteristiche attualmente note. Si tratta infatti inizialmente di una variante della focaccia, arricchita con basilico o strutto e più tardi con pomodoro e mozzarella di bufala. Solo nell'Ottocento scoppia la 'moda', e la prima vera pizzeria di cui si conosce il nome fu aperta nel 1830 nella zona di Port'Alba. La ricetta classica più nota risale invece al 1889. In quell'anno re Umberto I e la consorte la regina Margherita visitarono per alcuni giorni Napoli e per richiesta della regina fu chiamato al palazzo di Capodimonte il più rinomato pizziaolo del tempo - tale "don" Raffaele Esposito - che assistito dalla moglie Rosa sfornò per i reali, insieme a due pizze 'classiche', una con pomodoro, mozzarella e basilico per rappresentare i tre colori della bandiera italiana. Quest'ultima pizza entusiasmò la regina, e don Raffaele la chiamò in suo onore "Pizza Margherita". Le pizze presenti in ogni pizzeria napoletana sono: la Marinara (pomodoro, aglio e origano), la Margherita (pomodoro mozzarella e basilico), e la Quattro Stagioni (divisa in quattro spicchi ognuna condita in modo diverso). Non esiste a Napoli una pizza chiamata "napoletana". Curiosamente fuori Napoli la pizza marinara viene chiamata napoletana, mentre si definisce marinara la pizza con acciughe, che a Napoli si chiama "romana". Oggi il numero di varianti della pizza classica è potenzialmente infinito, dopo che la tradizione napoletana si è diffusa con successo nel mondo ed è stata adattata ai diversi gusti della gente: non è un caso se nel 2003 il concorso napoletano per la pizza più buona è stato vinto da un giovane giapponese, Makato Onishi. Da un paio di anni l'Unione europea, per preservare la ricetta originale della pizza, ha adottato il marchio di qualità STG (Specialità Tradizionale Garantita). Ogni anno a Napoli a Settembre si tiene il Pizzafest nella sede della Mostra d'Oltremare dove a prezzi modici si può degustare una pizza scegliendo tra le dozzine di pizzerie all'aperto.
La Pastasciutta
Non si ferma certo alla pizza il vastissimo campionario della cucina napoletana. Necessario citare infatti gli spaghetti: l'immagine tipica dell'affamato Pulcinella che s'ingozza con un piattone di spaghetti al pomodoro è stata ripresa anche da Totò nel suo Miseria e Nobiltà. Il modo più tipico di cucinare gli spaghetti (o anche vermicelli) a Napoli è quello di condirli con le vongole. Gli spaghetti alle vongole possono essere o in bianco o col pomodoro (la tradizione si divide) e possono essere conditi o con vongole veraci o con lupini. Altra tradizione è quella del ragù, tipico piatto domenicale. Probabilmente derivante dal ragôut francese, il ragù napoletano (o rraù in dialetto, celebrato in una poesia di De Filippo) è una salsa di lunga ed elaborata preparazione (cinque-sei ore di cottura) fatta con pomodoro e carne di vitello o di maiale nei tempi di Carnevale, e va servita su pasta col buco.
I dolci
CarnevaleCeleberrima è poi la tradizione dolciaria napoletana. Tra le mille specialità la più nota è forse la sfogliatella, che può essere riccia o frolla a seconda della preparazione della pasta sfoglia che la compone: realizzata nel Settecento nel monastero di Santa Rosa nei pressi di Amalfi, il ripieno è a base di crema di ricotta, semolino, canditi, vaniglia e cedro. Vi è poi il babà, forse di origini polacche, dolcetto fatto con pasta morbida imbevuto di sciroppo a base di limone e rum e che poi può essere ricoperto in superficie con crema pasticcera e frutta fresca. Le zeppole mangiate il giorno di San Giuseppe - e che per questo a volte sono confuse con le zeppole di San Giuseppe (bigné alla crema) - sono a Napoli morbide cimabelline ricoperte di zucchero candito. Ci sono poi dolci legati a festività, come la pastiera che si mangia a Pasqua fatta con pasta frolla e grano cotto nonché con ricotta, cedro, arancia e zucca candita. A Natale ci sono gli struffoli, piccole sferette fritte candite ricoperte di diavolilli (confettini colorati) e miele, che si suppone siano stati portati dagli antichi greci ('stroungolous' è una parola che significa 'arrotondato'). A Carnevale, infine, ci sono le chiacchiere, fritte e ricoperte di zucchero a velo, e il sanguinaccio, crema in origine fatta di sangue di maiale e oggi di cioccolata aromatizzata con la cannella.
Benché la tradizione attribuisca la nascita del primo presepe a San Francesco d'Assisi nel 1223, l'arte presepiale è tipicamente napoletana. Le prime manifestazioni di questo fenomeno risalgono al 1340 quando la regina Sancia d'Aragona (moglie di Roberto d'Angiò) regalò alle Clarisse un presepe per la loro nuova chiesa, di cui oggi è rimasta la statua della Madonna nel museo di San Martino. Altri esempi risalgono al 1478, con un presepe di Pietro e Giovanni Alemanno di cui ci sono giunte dodici statue, e il presepe di marmo del 1475 di Antonio Rossellino, visibile a Sant'Anna dei Lombardi. Nel Seicento il presepe (parola che viene dal latino "praesepe" o "praesepium" e che vuol dire "mangiatoia") allargò il suo scenario. Non venne più rappresentata la sola grotta della Natività, ma anche tutto il mondo 'profano' al di fuori: in puro gusto barocco, si diffusero le rappresentazioni delle taverne con ben esposte le carni fresche e i cesti di frutta e verdura e le scene divennero sfarzose e particolareggiate (Michele Perrone fu tra gli artisti principali in questo campo), mentre i personaggi si fecero più piccoli: manichini in legno o in cartapesta saranno preferiti anche nel Settecento. Il Settecento fu infatti l'epoca d'oro del presepe: i committenti non erano più solo gli ordini religiosi, ma anche i ricchi e i nobili. La scena si sposta sempre più al di fuori del gruppo della sacra famiglia e più laicamente s'interessa dei pastori, dei venditori ambulanti, dei re Magi, dell'anatomia degli animali. Benché Vanvitelli definì l'arte presepiale "una ragazzata", tutti i grandi scultori dell'epoca si cimentarono in essa fino all'Ottocento inoltrato. Forse il più celebre e acclamato esempio di presepe napoletano è il presepe Cuciniello realizzato tra il 1887 e il 1889 ed esposto a San Martino. Nel Novecento questa tradizione è gradualmente scomparsa, ma oggi grandi presepi vengono regolarmente allesiti in tutte le principali chiese della città e molti napoletani lo allestiscono ancora nelle proprie case acquistando le statuette in via San Gregorio Armeno durante il periodo natalizio. Ti piace 'o presepio?: la celebre battuta di Eduardo De Filippo in Natale in casa Cupiello sintetizza la graduale scomparsa della tradizione del presepe.
Smorfia, iettatura e religiosità popolare
Benché il gioco del lotto abbia avuto origine in Italia intorno al 1539 a Genova, esso è fortemente legato alla città di Napoli, dove venne introdotto relativamente tardi, nel 1682. La forte religiosità del popolo napoletano provocò dei "problemi di morale" giacché la Chiesa lo aveva proi
8 giugno
L'8 giugno è il 159° giorno del Calendario Gregoriano (il 160° negli anni bisestili).
Mancano 206 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 452 - Attila invade l'Italia.
- 536 - San Silverio diventa Papa.
- 570 - Alla Mecca viene fondato l'Islam.
- 1776 - Gli invasori americani vengono respinti a Trois-Rivières (Quebec)
- 1783 - In Islanda il vulcano Laki, inizia un eruzione che durerà otto mesi, ucciderà più di 9.000 persone e darà il via a una carestia di sette anni.
- 1824 - Primo brevetto rilasciato in Canada
- 1861 - Guerra civile americana: Il Tennessee secede dall'Unione.
- 1866 - Il parlamento canadese si riunisce per la prima volta ad Ottawa.
- 1887 - Herman Hollerith ottiene il brevetto per il suo calcolatore a schede perforate.
- 1941 - Seconda guerra mondiale: Gli Alleati invadono Siria e Libano
- 1942 - Seconda guerra mondiale: Tobruk cade in mano ai tedeschi.
- 1949 - Viene pubblicato 1984 di George Orwell.
- 1949 - Celebrità del calibro di Helen Keller, Dorothy Parker, Danny Kaye, Fredric March, John Garfield, Paul Muni e Edward G. Robinson vengono nominate in un rapporto dell'FBI come membri del partito comunista.
- 1959 - la prima (e unica) spedizione di posta missilistica.
- 1967 - Attacco israeliano alla USS Liberty.
- 1968 - James Earl Ray viene arrestato per l'omicidio di Martin Luther King.
- 1978 - Roma: Berlusconi fonda la "Finanziaria d'Investimento" Srl, meglio nota come Fininvest. In realtà è la "seconda" società di due con questo nome, che poi si fonderanno. Con un capitale sociale pari a 20 milioni di lire, pari a 70 mila euro del 2005, ne era Amministratore delegato Umberto Previti, padre di Cesare. Il capitale sociale verrà aumentato a 50 milioni il 30 giugno.
- 1985 - Italia: Ratifica dell'accordo di modifica dei Patti Lateranensi fra Italia e Città del Vaticano.
- 1987 - Nasce il Telefono azzurro
- 1998 - Charlton Heston diventa presidente della National Rifle Association.
- 2004 - Primo transito di venere dal 1882; il prossimo avverrà il 6 giugno 2012.
Nati
- 1625 - Giovanni Cassini, astronomo
- 1724 - John Smeaton, ingegnere civile († 1794)
- 1743 - Alessandro Cagliostro, avventuriero († 1795)
- 1753 - August Friedrich Wilhelm Crome, economo e statistico tedesco
- 1810 - Robert Schumann, compositore tedesco († 1856)
- 1838 - Paolo Boselli, politico italiano († 1932)
- 1847 - Ida McKinley, ex First Lady degli Stati Uniti
- 1867 - Frank Lloyd Wright, architetto († 1959)
- 1903 - Marguerite Yourcenar, scrittrice belga († 1987)
- 1910 - John W. Campbell Jr., scrittore di fantascienza ed editore statunitense († 1971)
- 1916 - Francis Crick, scienziato britannico, Premio Nobel, aiutò a scoprire la struttura molecolare del DNA.
- 1918 - Robert Preston, attore statunitense († 1987)
- 1921
- Alexis Smith, attrice canadese († 1993)
- Suharto, ex presidente dell'Indonesia
- 1925 - Barbara Bush, ex First Lady degli Stati Uniti
- 1927 - LeRoy Neiman, pittore statunitense
- 1929 - Jerry Stiller, comico ed attore statunitense
- 1933 - Joan Rivers, comica e scrittrice statunitense
- 1934 - Millicent Martin, cantante ed attrice britannica
- 1936 - Kenneth Geddes Wilson, fisico
- 1940 - Nancy Sinatra, cantante statunitense
- 1941 - Fuzzy Haskins, musicista ("P Funk")
- 1942 - Rudi Dornbusch, economista
- 1944 - Boz Scaggs, cantante statunitense
- 1947 - Kathy Baker, attrice statunitense
- 1950 - Sonia Braga, attrice brasiliana
- 1951 - Bonnie Tyler, cantante e chitarrista britannica
- 1955
- Griffin Dunne, attore e regista statunitense
- Tim Berners-Lee, il co-inventore del World Wide Web
- 1957 - Scott Adams, fumettista ("Dilbert")
- 1958 - Keenen Ivory Wayans, regista, attore e sceneggiatore statunitense
- 1960 - Mick Hucknall, cantante britannico ("Simply Red")
- 1963 - Leopoldo Brizuela, scrittore argentino
- 1962 - John Rhodes, musicista ("Duran Duran")
- 1966 - Julianna Margulies, attrice statunitense
- 1970 - Kelli Williams, attrice statunitense (The Practice)
- 1973 - Lexa Doig, attrice canadese
- 1975 - Rick Oliver, tecnologo
- 1982 - Nadia Petrova, tennista russa
- 1982 - Matteo Barbini, giocatore di rugby italiano
Morti
- 218 - Macrino, Imperatore Romano
- 632 - Maometto, fondatore dell'Islam
- 1042 - Harthacanute, Re d'Inghilterra
- 1795 - Re Luigi XVII di Francia
- 1809 - Thomas Paine, scrittore e rivoluzionario americano
- 1845 - Andrew Jackson, settimo Presidente degli Stati Uniti d'America
- 1857 - Douglas Jerrold, drammaturgo e satirico politico inglese
- 1874 - Cochise, capo della Tribù Apache
- 1876 - George Sand, scrittrice francese
- 1924 - George Leigh Mallory e Andrew Irvine, alpinisti
- 1929 - Bliss Carman, poeta
- 1966 - Anton Melik, geografo sloveno
- 1969 - Robert Taylor, attore statunitense (n. 1911)
- 1970 - Abraham Maslow, psicologo
- 1979 - Herb Polesie, commediografo (n. 1899)
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Festa dell'Arma dei Carabinieri
Religiose
Santi cattolici:
- San Guglielmo di York
- San Medardo, vescovo
- San Vittorino, eremita
Laiche
- Impero Romano - secondo giorno dei Vestalia in onore di Vesta
08
ja:6月8日
ko:6월 8일
simple:June 8
th:8 มิถุนายน
1823
Eventi
- 15 luglio - Roma: la chiesa San Paolo fuori le Mura viene quasi completamente distrutta da un incendio
Nati
- 13 febbraio - Arnold Rikli, medico svizzero († 1906)
- 20 luglio - William Playfair, scozzese, è considerato colui che introdusse le rappresentazioni grafiche in statistica.
Morti
- Luigi Acquisti - scultore italiano, (nato a Forlì nel 1745)
- 7 febbraio - Ann Radcliffe, scrittrice
- 7 novembre - Rafael del Riego, generale e uomo politico liberale spagnolo
023
ko:1823년
ms:1823
simple:1823
28 gennaio
Il 28 gennaio è il 28° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 337 giorni alla fine dell'anno (338 negli anni bisestili).
Eventi
- 1521 - Inizia la Dieta di Worms, durerà fino al 25 maggio.
- 1547 - Edoardo VI diventa Re d'Inghilterra.
- 1573 - Vengono firmati gli articoli della Confederazione di Varsavia, che sanciscono la libertà religiosa in Polonia.
- 1788 - A Botany Bay (Australia) viene fondata la prima colonia penale.
- 1846 - Battaglia di Aliwal, le truppe indiane battono i britannici guidati da Sir Harry Smith.
- 1855 - La prima locomotiva corre dall'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico lungo la Panama Railway.
- 1871 - La Francia si arrende e mette fine alla Guerra Franco-Prussiana.
- 1902 - A Washington DC con una donazione da 10 milioni di dollari da parte di Andrew Carnegie, viene fondata la Carnegie Institution.
- 1909 - Le truppe degli Stati Uniti lasciano Cuba dopo esservi rimaste fin dalla Guerra Ispano-Americana.
- 1915 - Un atto del Congresso crea la Guardia Costiera degli Stati Uniti.
- 1917 - Gli Stati Uniti cessano la ricerca di Pancho Villa.
- 1918 - Inizia la Guerra civile finlandese.
- 1932 - La Marina Imperiale Giapponese bombarda Shanghai.
- 1935 - L'Islanda diventa la prima nazione a legalizzare l'aborto.
- 1945 - Seconda guerra mondiale: i rifornimenti iniziano a raggiungere la Cina lungo l'appena riaperta strada birmana.
- 1982 - Il Generale statunitense James L. Dozier viene liberato dall'antiterrorismo italiana dopo 42 giorni di prigionia nelle mani delle Brigate Rosse.
- 1986 - Lo Space Shuttle Challenger esplode subito dopo il decollo uccidendo tutti e sette gli astronauti a bordo.
- 1998 - La Ford Motor Company annuncia l'acquisto della Volvo per 6,45 miliardi di dollari.
- 1998 - Uomini armati tengono in ostaggio per diverse ore almeno 400 tra bambini e insegnanti, in una scuola elementare di Manila nelle Filippine.
- 2003 - A Bad Mitterndorf, in Austria, Daniela Iraschko è la prima donna a raggiungere i 200 metri nel salto con gli sci.
- 2004 - Lord Hutton pubblica i suo rapporto sulla morte dell'ispettore ONU David Kelly.
- 2005
- Bormio, Italia: si aprono i Mondiali di sci alpino 2005.
- A Sydney (Australia), viene ufficialmente presentato Mooter, il primo motore di ricerca a cluster
Nati
- 1600 - Papa Clemente IX († 1669)
- 1608 - Giovanni Alfonso Borelli fisico, fisiologo, matematico e astronomo italiano
- 1706 - John Baskerville, stampatore († 1775)
- 1784 - George Hamilton Gordon Aberdeen, politico britannico († 1860)
- 1822 - Alexander Mackenzie, politico canadese († 1892)
- 1833 - Charles George Gordon, soldato e amministratore britannico († 1885)
- 1841 - Henry Morton Stanley, esploratore e giornalista († 1904)
- 1853 - José Martí, rivoluzionario († 1895)
- 1857 - William Seward Burroughs, inventore statunitense († 1898)
- 1873 - Colette, scrittrice († 1954)
- 1879 - Francis Picabia, pittore, poeta († 1953)
- 1884 - Auguste Piccard, fisico († 1962)
- 1887 - Artur Rubinstein, pianista e direttore d'orchestra polacco († 1982)
- 1892 - Ernst Lubitsch, regista († 1947)
- 1900 - Heinrich Kesten, scrittore († 1996)
- 1912 - Jackson Pollock, pittore statunitense († 1956)
- 1923 - Ivo Robić, cantante croato († 2001)
- 1927 - Hiroshi Teshigahara, regista († 2001)
- 1928 - Eugenio Monti, bobbista italiano
- 1929
- Claes Oldenburg, artista svedese
- Acker Bilk, musicista
- 1933 - Susan Sontag, scrittrice, filosofa, saggista, regista, commediografa
- 1935 - David Lodge, scrittore
- 1936 - Alan Alda, attore, scrittore e regista statunitense
- 1945 - Marthe Keller, attrice
- 1949 - Mikhail Baryshnikov, ballerino
- 1960 - Robert von Dassanowsky, storico, scrittore, produttore
- 1968 - Sarah McLachlan, cantante, musicista
- 1974 - Tony Delk, cestista
- 1976 - Mark Madsen, cestista
- 1978 - Takuma Sato, pilota automobilistico giapponese
- 1978 - Gianluigi Buffon, calciatore italiano
- 1980 - Nick Carter, cantante
- 1981 - Elijah Wood, attore
Morti
- 814 - Carlomagno, Sacro Romano Imperatore (n. 742)
- 1547 - Re Enrico VIII d'Inghilterra (n. 1491)
- 1596 - Francis Drake, corsaro ed esploratore britannico (n. ca. 1540)
- 1599 - Cristofano Malvezzi, compositore italiano
- 1621 - Papa Paolo V (n. 1550)
- 1725 - Pietro I di Russia, zar russo
- 1754 - Ludvig Holberg, storico e scrittore (n. 1684)
- 1865 - Felice Romani, librettista
- 1881 - Fedor Michajlovic Dostoevskij, scrittore russo
- 1903 - Augusta Holmès, compositore francese
- 1912 - Gustave de Molinari, economista belga
- 1939 - William Butler Yeats, poeta irlandese (n. 1865)
- 1949 - Jean-Pierre Wimille, pilota di auto da corsa (n. 1908)
- 1953 - James Scullin, politico australiano (n. 1876)
- 1960 - Zora Neale Hurston, scrittrice (n. 1891)
- 1965 - Maxime Weygand, soldato (n. 1867)
- 1971 - Donald Winnicott, psicanalista britannico (b. 1896)
- 1972 - Dino Buzzati, scrittore e giornalista italiano
- 1977 - Freddie Prinze, attore (n. 1954)
- 1983 - Frank Forde, politico australiano (n. 1890)
- 1986 - Equipaggio dello Space Shuttle Challenger: Francis R. Scobee (n. 1939), Michael J. Smith (n. 1945), Judith Resnik (n. 1949), Ellison Onizuka (n. 1946), Ronald McNair (n. 1950), Greg Jarvis (n. 1944), Christa McAuliffe (n. 1948)
- 1996
- Jerry Siegel, fumettista (n. 1914)
- Joseph Brodsky, poeta (n. 1940?)
- 2002 - Astrid Lindgren, scrittrice svedese (n. 1907)
- 2005
- Karen Lancaume, attrice francese (n. 1973)
- Daniel Branca, fumettista argentino (n. 1951)
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Carlomagno, Imperatore
- Sant'Emiliano di Trevi, vescovo
- San Giacomo, eremita in Palestina
- San Giuseppe Freinademetz, missionario
- San Tommaso d'Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa
- San Valerio, vescovo
Laiche
28
ja:1月28日
ko:1월 28일
ArcheologoL'archeologia (termine derivato dal greco Αρχαιολογία, composizione di αρχαίος archàios "antico" e λόγος, lògos = "discorso" o "studio") è la disciplina che studia le civiltà e le culture umane del passato, e le loro relazioni con l'ambiente circostante, mediante la raccolta, la documentazione e l'analisi delle tracce materiali che hanno lasciato (architetture, manufatti, resti biologici e umani).
L'archeologia è tradizionalmente suddivisa in discipline a seconda del periodo o della cultura oggetto di studio (per esempio archeologia classica o archeologia industriale o paletnologia), oppure a seconda di particolari tecniche di indagine (per esempio archeologia subacquea o archeologia sperimentale), o di specifiche problematiche (per esempio archeologia urbana), o ancora sulla base del tipo di materiale esaminato (per esempio numismatica o epigrafia).
Tecniche e metodi di indagine
La principale tecnica di indagine è quella dello scavo stratigrafico, che consente di rimuovere il terreno e di raccogliere i materiali che vi sono deposti, collocandoli in una precisa sequenza cronologica relativa.
L'indagine archeologica può inoltre usufruire oggi di tecniche di rilevamento e di datazione o di analisi scientifiche elaborate da altre discipline.
L'esame del territorio, sia come ricerca preliminare ad uno scavo, per individuare la presenza di resti archeologici, sia per acquisire dati statistici generali sulla storia del territorio stesso, oltre che della tradizionale ricognizione archeologica di superficie (osservazione diretta), può avvalersi dell'interpretazione delle fotografie aeree e di misurazioni geofisiche (in particolare magnetometriche o con georadar). I sonar possono essere utilizzati in ambiente subacqueo, mentre sonde fotografiche sono state impiegate per esplorare preliminarmente cavità presenti nel terreno, quali tombe non ancora scavate.
Lo studio dei materiali, sia di quelli raccolti nello scavo, sia quelli privi di contesto stratigrafico, ha gli scopi di comprenderne i modi di utilizzo e l'origine e di arrivare ad una datazione.
Il primo modo per datare un oggetto in senso relativo è il suo inserimento nella sequenza stratigrafica. Tuttavia per gli oggetti rinvenuti in un momento in cui questa tecnica non era ancora stata elaborata, o comunque fuori contesto, si continua ancora ad utilizzare il confronto formale e stilistico con altri oggetti simili
Per ottenere datazioni assolute possono essere utilizzati il metodo del Carbonio 14 (o radiocarbonio) per i materiali organici (mentre altri metodi di datazione ai radioisotopi, quali quelli del potassio-argo, dell'uranio-torio-piombo e delle tracce di fissione dell'uranio 238, possono servire a datare le rocce e quindi i fossili o i resti di industria litica ad esse associate), la dendrocronologia per il legno, la termoluminescenza e l'archeomagnetismo, per ceramiche, laterizi e terre di fusione.
Possono aiutare nella datazione relativa di oggetti rinvenuti in uno stesso sito i metodi del FUN test o della racemizzazione degli amminoacidi, per le ossa, e quello dell'idratazione dell'ossidiana o del rapporto tra cationi (in ambienti aridi) per datare la lavorazione dell'ossidiana o della pietra in genere. Presso i ghiacciai un altro metodo è quello tramite il conteggio delle "varve", un particolare tipo di depositi che registra variazioni annuali nei sedimenti glacio-lacustri.
L'archeozoologia e l'archeobotanica indagano i resti faunistici e botanici, allo scopo di ricostruire l'ambiente naturale con il quale gli uomini interagivano.
L'archeoastronomia fornisce inoltre un supporto all'indagine con lo studio degli allineamenti astronomici e degli orientamenti delle strutture antiche, a volte ricercati per specifici motivi simbolici, soprattutto nel caso di edifici a carattere cultuale.
Le numerose applicazioni del computer, dall'archiviazione e organizzazione dei dati, alle rappresentazioni cartografiche (GIS), alle ricostruzioni virtuali, con utilizzi sia per la ricerca, sia per la presentazione al pubblico, sono oggetto dell'archeologia computazionale.
L'archeologia sperimentale tenta infine di riprodurre le condizioni antiche nelle quali gli oggetti sono stati prodotti e si sono successivamente modificati, deteriorati e distrutti, allo scopo di sottoporre a prova sperimentale le ipotesi fatte sulla base dei resti rinvenuti.
Oltre alla chimica e alla fisica, per l'elaborazione delle tecniche di analisi già citate, le indagini archeologiche possono ricevere un utile apporto dalla geologia, per la conoscenza sia delle caratteristiche delle varie pietre da costruzione, delle gemme, dei metalli e leghe metalliche, delle argille, sia dei i meccanismi geomorfologici di erosione e di sedimentazione, e ancora per la datazione delle rocce, e ancora dalla paleontologia o paleobiologia, per lo studio dei resti fossili (con la paleozoologia per i fossili animali, la paleobotanica per quelli vegetali, la palinologia per i pollini fossili, e infine la paleoantropologia per i resti fossili umani e lo studio dell'evoluzione dell'uomo): nel loro insieme i cambiamenti ambientali e climatici sono studiati dalla paleoecologia. Numerose sono anche le possibili applicazioni dei metodi statistici all'analisi dei dati.
Hanno inoltre tematiche affini e complementari numerose discipline, quali l'antropologia culturale e l'etnologia (per lo studio delle organizzazioni socio-culturali delle comunità umane, dei loro aspetti comportamentali e simbolici e delle loro relazioni con l'ambiente), la paletnologia (per lo studio delle origini e dei movimenti delle popolazioni), la linguistica storica (per lo studio e la diffusione delle lingue), le ricerche di storia dell'arte e naturalmente della storia.
Storia dell'archeologia
Il termine archeologia era già utilizzato dagli storici antichi, nel suo senso letterale di "discorso sul passato". Lo storico greco Tucidide utilizza in qualche caso le testimonianze materiali come prova per una ricostruzione del passato (i Cari avrebbero abitato in passato le isole dell'Egeo in quanto a Delo erano state rinvenute dagli ateniesi molte tombe antiche con oggetti e tipo di sepoltura simili a quelli utilizzati ancora ai suoi tempi da quella popolazione).
A partire dall'Umanesimo e dal suo interesse per il passato classico, si sviluppò un collezionismo di antichità greco-romane, dalle opere d'arte agli oggetti di uso comune. Questi resti non erano tuttavia utilizzati ai fini di una ricostruzione storica, che si basava quasi esclusivamente sulle fonti scritte, ma erano visti come semplici raccolte di "curiosità".
Johann Joachim Winckelmann, considerato l'iniziatore degli studi archeologici, pubblicò nel 1764 la sua Storia delle arti del disegno presso gli antichi, nella quale, in contrapposizione con gli eruditi studi della precedente disciplina antiquaria, le opere d'arte greco-romane vennero inserite nel loro contesto storico. L'archeologia era ancora intesa principalmente come studio dell'arte greco-romana, fortemente influenzata dalle concezioni estetiche neoclassiche.
Alois Riegl, appartenente alla "scuola viennese", pubblicò nel 1901 lo studio sullIndustria artistica tardoromana, nel quale si asseriva la necessità di giudicare l'opera d'arte in rapporto alle concezioni dell'epoca in cui è stata realizzata e non in rapporto ad un astratto modello ideale. Questa storicizzazione permise una rivalutazione dell'arte romana rispetto a quella greca e pose le basi per l'allargamento degli studi alle civiltà artistiche estranee al mondo classico.
Dopo le scoperte di Pompei e di Ercolano nel XVIII secolo, dei primi ritrovamenti si erano già avuti a partire dal XIX secolo, con Giovanni Battista Belzoni e Karl Richard Lepsius in Egitto dove la scrittura geroglifica era stata decifrata da Jean-François Champollion, con Paul-Emile Botta, Austen Henry Layard e Robert Koldeway in Mesopotamia, con la decifrazione della scrittura cuneiforme ad opera di Georg Friedrich Grotefend, fino alla celeberrima riscoperta di Troia da parte di Heinrich Schliemann nel 1873 e agli scavi di Cnosso di sir Arthur Evans nel 1900. Si trattava in buona parte ancora di "sterri" allo scopo di "scoprire" oggetti d'arte da esporre nei musei, più che della raccolta e indagine di testimonianze storiche.
In questo periodo si sviluppò anche l'archeologia cristiana, legata alla scoperta delle Catacombe di Roma e interessata prevalentemente ai fenomeni storico-artistici.
Contemporaneamente i rinvenimenti di utensili in pietra associati ad ossa di animali estinti inaugurarono gli studi sulla preistoria: Christian Thomsen elaborò per l'ordinamento dei materiali del museo nazionale danese, fondato nel 1807, la periodizzazione delle età della pietra, del bronzo e del ferro.
Gli studi sulle culture preistoriche e protostoriche, che non potevano avvalersi di fonti scritte, ma solo dei dati materiali ("cultura materiale"), rivalutarono l'importanza degli oggetti come testimonianze del passato, indipendentemente dalla loro eventuale qualità artistica. L'archeologia assume dunque, e in particolare nei paesi anglosassoni, un aspetto sempre più storico-antropologico, al posto dell'iniziale orientamento storico-artistico. In Italia, a partire dalla seconda metà del XIX secolo il paletnologo Luigi Pigorini recupera sistematicamente tutti gli oggetti e cura l'esecuzione dello scavo e l'analisi dei dati che questo fornisce. La documentazione del ritrovamento di ciascun oggetto diviene sistematica anche nella prosecuzione degli scavi di Pompei, ad opera di Giuseppe Fiorelli e Amedeo Maiuri.
Ci si cominciò infine ad interessare prima alle architetture e quindi ai siti e ai materiali di epoca medioevale, con veri e propri scavi archeologici soprattutto in Gran Bretagna e nei paesi scandinavi, in collegamento con lo sviluppo di un interesse per le origini nazionali, dando origine all'archeologia medioevale. In quest'ambito il generale inglese Pitt-Rivers si dedicò tra il 1881 e il 1896 alla ricerca di villaggi e necropoli, registrando in modo estremamente accurato tutti i dati dei ritrovamenti.
A Roma i primi scavi stratigrafici del Foro Romano furono condotti negli anni tra il 1898 e il 1925 da Giacomo Boni, mentre Rodolfo Lanciani documentava la grande quantità di ritrovamenti casuali e di scavi "di recupero" che avvenivano parallelamente alle costruzioni per la Roma Capitale. Successivamente le esigenze propagandistiche del regime fascista condussero ad una ripresa di grandi sterri poco documentati, mentre sulla via dell'indagine stratigrafica proseguivano Nino Lamboglia in Liguria e studiosi di paletnologia e preistoria.
La necessità di una corretta raccolta dei dati portò nel XX secolo alla codificazione del metodo stratigrafico. Il sistema dello "scavo per quadrati", fu elaborato dall'archeologo inglese sir Mortimer Wheeler tra gli anni 1920 e 1950 mentre quello "per grandi aeree" fu descritto da Edward Harris alla fine degli anni 1970.
Lo scavo delle zone cittadine bombardate e distrutte durante la Seconda guerra mondiale in occasione delle ricostruzioni permise di elaborare inoltre gli specifici metodi di indagine dell'archeologia urbana, legata spesso a scavi di emergenza e costretta ad operare quindi con tempi limitati in contesti stratigrafici estremamente complessi.
I metodi archeologici sono indipendenti dall'epoca dei resti studiati e sono infatti stati applicati anche all'epoca successiva alla rivoluzione industriale (archeologia industriale) e persino come metodo di indagine sulle società contemporanee (per esempio con l'analisi dei rifiuti urbani).
Negli anni 1960 si sviluppò, in particolare negli Stati Uniti la cosiddetta archeologia processuale o "nuova archeologia" ("processual archaeology" o "new archaeology", sviluppatasi soprattutto in ambito preistorico e protostorico) che ambiva a collocare l'archeologia tra le scienze esatte attraverso l'elaborazione di un metodo completamente nuovo, che partisse da ipotesi teoretiche sui grandi processi culturali, da verificare quindi attraverso metodi scientifici (lo scavo). Si tendeva a ricollegare l'archeologia all'antropologia, come studio dei fenomeni culturali, staccandola invece dalla storia e dalla ricostruzione storica delle diverse culture umane. Si criticava in modo particolare la tendenza degli archeologi "tradizionali" a limitarsi alla pura e semplice raccolta di manufatti e il loro mero inserimento in serie cronologiche e la mancanza di una riflessione metodologica e sugli scopi della disciplina. Il ruolo centrale era riconosciuto ai "processi culturali" che costituivano comportamenti umani fondamentali. Nell'attività archeologica queste premesse teoriche si traducevano in una nuova attenzione rivolta ai modelli di insediamento e di rapporto con l'ambiente.
La successiva archeologia post-processuale, sviluppatasi in Gran Bretagna criticava in particolare la possibilità di un'osservazione oggettiva e asettica dei fenomeni culturali e quindi la pre | | |