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Temisto

Temisto

Temisto è un personaggio della mitologia greca, era figlia di Peneo e di Creusa. Il suo mito è alquanto incerto e la indica come seconda o terza moglie di Atamante, mentre per altri autori, non lo è mai stata.
La sua leggenda viene raccontata in una tragedia di Euripide, tramandataci da Igino.
Temisto sposò Atamante come terza moglie e da lui ebbe due coppie di gemelli: Scheneo, Leucone, Porfirione e Ptoio.
Ino, seconda moglie di Atamante, dopo il periodo di pazzia che l'aveva colpita, ritornò da Atamante, lavorando per lui come serva.
Temisto venne a sapere che Ino era ancora viva e decise che doveva ucciderne i figli, ma chiese aiuto alla sua servitrice, ovvero Ino.
Ino scambio le vesti dei bambini, facendo in modo che Temisto uccidesse i propri figli. Scoperto il drammatico errore, Temisto si suicidò. Categoria:Personaggi della mitologia greca

Mitologia greca

La mitologia greca raccoglie le leggende delle divinità e degli eroi della Grecia antica. Tutti questi personaggi sono stati creati e diffusi dalla tradizione orale e poetica, arrivando a mescolarsi o sostituirsi con la storia della Grecia classica. In tutte le leggende, le divinità greche vengono descritte con un aspetto umano, ma immortali e con poteri sovrannaturali. Ognuno di essi aveva capacità peculiari ed aveva una propria genealogia.

La genesi del mondo greco

All'inizio esisteva solo il Caos, da esso si separarono tutti gli elementi.
Nacquero Gea la Terra, Eros l'amore, il Tartaro (l'inferno), l'Erebo (la tenebra) e Nyx(la Notte).
Da Erebo e Nyx (la Notte)nacquero l'Etere (il Giorno) ed Emera (la Luce), mentre da Gea nacquero Urano (il cielo) e Ponto (il mare). Urano e Gea furono i primi veri genitori del mondo mitologico greco, da loro nacquero gli Ecatonchiri, esseri soprannaturali con 50 teste e 100 braccia. A loro seguirono i Ciclopi, talmente disgustosi, che il padre decise di nasconderli nelle viscere della Terra. Per ultimi nacquero i Titani. Gea era indignata col suo sposo per aver nascosto i propri figli sotto terra e chiese l'aiuto dei Titani per punirlo. Il primo a rispondere fu Crono, che aggredì Urano mentre dormiva. Con un falcetto gli tagliò i testicoli, dal sangue che cadde sulla terra e sul mare, nacquero i Giganti, le Erinni e Afrodite naque dalla spuma del mare.

Zeus e gli dei dell'Olimpo

Crono sposò la sorella Rea, ma, per evitare di essere detronizzato da uno dei suoi figli come indicato da una predizione, li divorava tutti.Rea scoperto di dover partorire il suo sesto figlio si ritirò in Arcadia, dove nacque Zeus.
Crono scoperta la nascita andò su tutte le furie e ordinò di cercare il bimbo. Rea per proteggere Zeus, diede una pietra avvolta in fasce e Crono ingoiò la pietra. Una volta cresciuto, Zeus si vendicò del padre, aiutato dai Titani e dagli Ecatonchiri, costrinse il padre, tramite una pozione versata nel calice, a restituire tutti i figli ingoiati. Iniziò così la guerra tra vecchi e nuovi dei. I Titani fedeli a Crono, guidati da Atlante sfidarono Zeus e i suoi fratelli con i Titani ribelli. Zeus, per vincere la guerra si rivolse ai Ciclopi, liberandoli dalla loro prigionia imposta da Crono. I Ciclopi così donarono a Zeus, un fulmine, a Poseidone, un tridente e ad Ade un elmo che lo rendeva invisibile. Così armati riuscirono a colpire Crono e a ucciderlo mentre i Ciclopi sconfiggevano i Titani.

Animali


- Aello
- Amaltea
- Arione
- Arpie
- Celeno
- Cerbero
- Cinghiale di Calidone
- Cinghiale di Erimanto
- Echidna
- Idra di Lerna
- Minotauro
- Ocipete
- Pegaso
- Pitone
- Scilla
- Sfinge
- Sirena

Dei

Si veda: Lista degli dei greci

Genealogia degli dei dell'Olimpo

La genealogia degli dei dell'Olimpo è molto controversa, ogni autore ha la propria.
Nell'immagine qui sotto riportata viene indicata quella riportataci da Omero. Omero

Festività


- Carneia
- Cronia
- Purificazione

Leggende


- Giudizio di Paride
- I sette contro Tebe
- Le dodici fatiche di Eracle
- Teogonia
- Vello d'oro

Località


- Acheronte
- Acropoli
- Alfeo
- Areopago
- Argo
- Atene
- Campi Elisi
- Caos
- Cinzio
- Colchide
- Creta
- Delfi
- Ditte
- Dodona
- Elicona
- Eleusi
- Eretteo
- Giardino delle Esperidi
- Ida
- Isole dei beati
- Labirinto di Cnosso
- Lete
- Micene
- Olimpo
- Oracolo di Delfi
- Oracolo di Dodona
- Parnaso
- Stige
- Stinfalia (lago)
- Tartaro
- Tebe
- Tiro
- Troia

Oggetti


- Abadir
- Ambrosia

Personaggi ed eroi


- Abante, centauro
- Abante, figlio di Ippotoone
- Abante, figlio di Linceo
- Abante, figlio di Melampo
- Abante, figlio di Poseidone
- Achille, figlio di Peleo
- Acrisio
- Admeto
- Adone
- Adrasto
- Aedone
- Afareo
- Agamennone
- Agave
- Agenore
- Agraulo
- Aiace il grande
- Aiace di Locride
- Alcesti
- Alcinoo
- Alcione
- Alcippe
- Alcmena
- Alcmeone
- Alirrozio
- Aloadi
- Altea
- Altemene
- Amico
- Amimone
- Amintore
- Anceo figlio di Licurgo
- Anceo figlio di Poseidone
- Anchise
- Androgeo
- Andromaca
- Andromeda
- Anfiarao
- Anfimaro
- Anfione
- Anfitrione
- Anfitrite
- Anfizione
- Antenore
- Anteo
- Anticlea
- Antigone
- Antinoo
- Antiope figlia di Nitteo
- Antiope regina delle Amazzoni
- Apsirto
- Aracne
- Aretusa
- Arge
- Argo
- Argonauti
- Arianna
- Aristeo
- Ascalafo, figlio di Ares
- Ascalafo, figlio di Acheronte
- Ascanio
- Assaraco
- Asterione
- Astianatte
- Atalanta
- Atamante
- Atreo
- Atteone
- Attore
- Augia
- Autolico
- Autonoe
- Bauci
- Bellerofonte
- Belo
- Briareo
- Briseide
- Busiris
- Cadmo
- Calais
- Calamo
- Calcante
- Calciope
- Calcodonte
- Calipso
- Calliope
- Callisto
- Caronte
- Carpo, figlio di Clori
- Cassandra
- Cassiopea
- Castalia
- Castore
- Catreo
- Cecrope
- Cefalo
- Cefeo
- Celeo
- Cenis
- Centauro
- Cercopi
- Chione
- Chirone
- Ciclope
- Circe
- Cisseo
- Clio
- Clitennestra
- Cometo
- Coronide
- Cranao
- Creonte
- Creusa, figlia di Eretteo
- Creusa, figlia di Priamo
- Criseide
- Cureti
- Dafne
- Dafni
- Danaidi
- Danao
- Dardano
- Dedalione
- Dedalo
- Deianira
- Deidamia
- Deifobo
- Deioneo
- Deipile
- Demofoonte
- Deucalione, figlio di Minosse
- Deucalione, figlio di Prometeo
- Diomede figlio di Ares
- Diomede figlio di Tideo
- Diomedea
- Dioscuri
- Dirce
- Doro
- Eaco
- Ecatonchiri
- Echione, uno degli Sparti
- Echione, figlio di Ermes
- Eco
- Ecuba
- Edipo
- Eete
- Eezione
- Efialte
- Egeo
- Egialeo
- Egina
- Egisto
- Egitto
- Eidomene
- Elefenore
- Elena
- Eleno
- Elettra figlia di Agamennone
- Elettra figlia di Atlante, una delle Perseidi
- Elettrione
- Eliadi
- Elle
- Elleno
- Endimione
- Enea
- Eolo
- Epigoni
- Epimeteo
- Eracle
- Eraclidi
- Erato
- Erebo
- Eretteo
- Erittonio
- Ermione
- Ero
- Eteocle
- Etra
- Ettore
- Eufemo
- Eumeo
- Eumolpo
- Eurialo
- Euridice, ninfa moglie di Orfeo
- Euridice, madre di Alcmena
- Euridice, madre di Danae
- Euridice, madre di Laomedonte
- Euriloco
- Euristeo
- Eurito
- Europa, figlia di Agenore
- Europa, figlia di Oceano
- Europa, figlia di Tizio
- Febe, figlia di Leucippo
- Fedra
- Fenice, figlio di Agenore
- Fenice, figlio di Amintore
- Fetonte
- Filammone
- Filemone
- Filomela
- Filottete
- Fineo, figlio di Agenore
- Fineo, figlio di Belo
- Folo
- Frisso
- Galatea
- Ganimede
- Gerione
- Giacinto
- Giasone
- Giganti
- Giocasta
- Glauco figlio di Bellerofonte
- Glauco figlio di Minosse.
- Glauco figlio di Poseidone
- Glauco figlio di Sisifo.
- Gordio
- Gorgoni
- Graie
- Icario
- Icaro
- Idas
- Idomenea
- Idomeneo
- Ificlo
- Ifigenia
- Ifito
- Illo
- Ismeme, figlia di Edipo
- Ino
- Io
- Ione
- Ipermnestra
- Ippodamia, figlia di Adrasto
- Ippodamia, figlia di Enomao
- Ippolita
- Ippolito
- Ippomene
- Ippotoone
- Ismene
- Issione
- Laerte
- Laio
- Laocoonte
- Laomedonte
- Leandro
- Learco
- Leda
- Leto
- Leucippo, figlio di Enomao
- Leucippo, re di Messenia
- Libia
- Licaone, figlio di Ares
- Licaone, figlio di Pelasgo
- Licaone, figlio di Priamo
- Lico
- Licomede
- Licurgo
- Linceo
- Lino, figlio di Apollo
- Lino, personaggio dell'Iliade
- Lino, figlio di Ismeno
- Lino, figlio di Urania
- Lisimaca
- Litierse
- Marsia
- Mechisteo
- Medea
- Medusa
- Meganira
- Megara
- Melampo
- Melanione
- Meleagro
- Melicerte
- Memnone
- Menelao
- Menezio, figlio di Attore
- Menezio, figlio di Giapeto
- Metanira
- Mida
- Minosse
- Mirmidone
- Momo
- Mopso indovino degli Argonauti
- Mopso figlio di Manto
- Narciso
- Nauplio
- Nausicaa
- Neleo
- Neottolemo
- Nesso
- Nestore
- Niobe
- Nitteo
- Oineo
- Onfale
- Oreste
- Orfeo
- Orione
- Oritia
- Oto
- Palamede
- Pallante gigante
- Pallante titano
- Pallante eroe attico
- Pandora
- Paride
- Partenopeo
- Pasifae
- Patroclo
- Pelia
- Pelope
- Pelopia
- Penelope ninfa
- Penelope moglie di Ulisse
- Penteo
- Pentesilea
- Peribea
- Pericle
- Perseo
- Pigmalione
- Piritoo
- Pirra
- Pitteo
- Polinice
- Polissena
- Polluce
- Preto
- Priamo
- Procri
- Promaco
- Prometeo
- Protesilao
- Pterelao
- Radamante
- Reso
- Salmoneo
- Sarpedonte
- Semele
- Sibilla
- Sisifo
- Sparti
- Stelèo
- Stenelo
- Talo
- Tamiri
- Tantalo
- Telamone
- Telefassa
- Telefo
- Telegono
- Temisto
- Tersandro
- Teseo
- Teucro, figlio di Scamandro
- Teucro, figlio di Telamone
- Tideo
- Tieste
- Tindaro
- Tiresia
- Tiro
- Tisameno
- Titone
- Tizio
- Troilo
- Ulisse
- Urania
- Xuto
- Zete
- Zeto

Popoli


- Abanti
- Achei
- Amazzoni
- Cimmeri
- Dori
- Feaci
- Iperborei
- Lapiti
- Mirmidoni
- Tafi

Bibliografia

[http://www.adelphi.it/catalogo/schedaLibro.asp?id=2400&isbn=8845918920&v=s&metaTitolo=Le%20nozze%20di%20Cadmo%20e%20Armonia%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20%20&metaAutore=Roberto%20Calasso| Le Nozze di Cadmo e Armonia] di Roberto Calasso

Collegamenti esterni

Voci correlate


- Religione greca
- Mitologia
- Mitologia romana
- Lista di divinità Categoria:Mitologia greca ja:ギリシア神話 ko:그리스 신화

Peneo (mitologia)

Peneo è una figura della mitologia greca, era il dio del fiume omonimo. Era il padre della ninfa Dafne. Categoria:Divinità fluviali greche

Atamante

Atamante è una figura della mitologia greca, figlio di Eolo re di Orcomeno. Atamante compare all'inizio del ciclo leggendario del vello d'oro. Sposò la dea Nefele e ne ebbe un figlio (Frisso) e una figlia (Elle). Sposo in seconde nozze Ino, figlia di Cadmo, dalla quale ebbe Learco e Malicerte. Ino odiava i suoi figliastri e decise di farli morire. Persuase le donne della Beozia, di far seccare i campi di grano e quindi consigliò Atamante di consultare l'oracolo di Delfi. Gli emissari inviati furono da le corrotti e dissero al re che, per placare gli dei, doveva sacrificare i suoi due figli. Nefele si rivolse ad Era che le inviò Ermes con un ariete alato dal vello d'oro. Nefele raccontò ad Ermes che il luogo del sacrificio era il monte Lafistio. L'ariete arrivo sul luogo del sacrificio proprio mentre Atamante stava per uccidere i bambini. L'animale li fece salire sulla sua groppa e li condusse nella Colchide. Ma Era doveva ancora vendicarsi, e lo fece sui figli che Ino aveva dato ad Atamante: Learco e Melicerte. La dea fece impazzire Atamante, che vide nel figlio Learco un cervo bianco, lo uccise con una freccia e lo divorò. Ino fuggì con Melicerte, mentre gli abitanti di Orcomeno, bandirono Atamante dal suo regno. La leggenda di Atamante è alquanto confusa, si parla anche di una terza moglie, Temisto, che, in funzione degli autori, diviene la sua seconda moglie, dopo Nefele e prima di Ino, oppure l'ultima. Un'altra leggenda indica di come Zeus avesse affidato ad Atamante il proprio figlio Dioniso, per salvarlo dalla gelosia di Era. Categoria:Personaggi della mitologia greca

Gaio Giulio Igino

Gaio Giulio Igino erudito ed enciclopedico, probabilmente di origine spagnola. Fu condotto schiavo da Cesare a Roma ed affrancato da Augusto, del quale divenne bibliotecario.
Fu amico di Ovidio e di Codio Licinio; perdette succesivamente i favori imperiali e visse gli ultimi anni in miseria. Scrisse di filologia, di geografia, di storia, d'agricoltura e di critica. Di molte delle sue oper conosciamo solo i titoli. Famosi i suoi commenti al Propecticon Pollionis di Elvio Cinna e dellEneide (5 libri). Alcuni lo indicano come auore anche delle Fabulae, che altri indicano opera di un omonimo, che viene differenziato come Igino l'Astronomo per distinguerlo dall'Igino il Bibliotecario.

Opere


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De familiis Troianis
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De origine urbium Italicarum
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Exempla
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De vita rebusque illustrium virorum
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De agricoltura
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De apibus Igino

Ino

Ino è una figura della mitologia greca, era figlia di Cadmo e di Armonia. Insieme a Agave e Autonoe uccide Penteo, confondendolo con una belva feroce.
Sposò Atamante, che aveva due figli dal precedente matrimonio con Nefele: Frisso e Elle.
Ino s'innamorò di Frisso ma visto che lui non ricambiava lo incolpò davanti al pedre di averla sedotta.br/> Persuase le donne della Beozia, di far seccare i campi di grano e quindi consigliò Atamante di consultare l'oracolo di Delfi. Gli emissari inviati furono da lei corrotti e dissero al re che, per placare gli dei, doveva sacrificare i suoi due figli.
Nefele si rivolse ad Era che le inviò Ermes con un ariete alato dal vello d'oro. Nefele raccontò ad Ermes che il luogo del sacrificio era il monte Lafistio. L'ariete arrivo sul luogo del sacrificio proprio mentre Atamante stava per uccidere i bambini. L'animale li fece salire sulla sua groppa e li condusse nella Colchide.
Ma Era doveva ancora vendicarsi, e lo fece sui figli che Ino aveva dato ad Atamante: Learco e Melicerte. La dea fece impazzire Atamante, che vide nel figlio Learco un cervo bianco, lo uccise con una freccia e lo divorò. Ino fuggì con Melicerte, mentre gli abitanti di Orcomeno, bandirono Atamante dal suo regno. Secondo una versione successiva, Era rende pazza Ino e le fa uccidere Melicerte. Non appena si rende conto del gesto compiuto, si suicida gettandosi in mare con le spoglie del figlio tra le braccia.
Viene trasformata in una divinità marina: Leucotea (dea bianca). Categoria:Personaggi della mitologia greca

Hongwu

Hongwu 洪武 (
- 21. September 1328; † 24. Juni 1398), Geburtsname: Zhu Yuanzhang 朱元璋, Tempelname: Taizu 太祖, war der Gründer der Ming-Dynastie. Er regierte als Kaiser von 1368 bis 1398 über China. China Zhu Yuanzhang, der spätere Hongwu-Kaiser, kam aus einfachsten bäuerlichen Verhältnissen. Durch seine ungewöhnlichen körperlichen und geistigen Eigenschaften, gelang ihm der schnelle Aufstieg innerhalb der Rebellenbewegung die man Rote Turbane nannte und schließlich der Sturz der fremdländischen Yuan-Dynastie und damit die Vertreibung der Mongolen zurück in die Steppe. Er gründete 1368 nach dem Vorbild des ersten Han-Kaisers Gaozu die Ming-Dynastie und formte die Institutionen des Reiches so, wie sie bis zum Ende der Kaiserzeit bestand haben sollten. Durch seine großen Leistungen wird er zu den bedeutendsten Kaisern Chinas gezählt.

Aufstieg und Kampf um die Macht

Zhu Yuanzhang wurde 1328 als jüngstes von sechs Kindern geboren. Sein Vater Zhu Shichen floh von Nanjing nach Anchui, weil er die dortigen Steuern nicht bezahlen konnte. Sein Großvater war Goldwäscher und der Vater seiner Mutter ein populärer Hexenmeister. 1344 starben die meisten Mitglieder von Zhu Yuanzhangs Familie durch eine Epidemie, so dass er sich gezwungen sah in ein buddhistisches Kloster einzutreten, um nicht zu verhungern. Hier lernte er Lesen und Schreiben und kam zum ersten mal mit höherer Bildung in Berührung. 1352 verließ er das Kloster und trat den Roten Turbanen bei, denn überall in China flackerten Aufstände und die Macht der Yuan-Khane war im Begriff unterzugehen. Mit einer kleinen Gruppe von Freunden gelang ihm der Aufstieg innerhalb der Rebellenarmee und bald hatte er eine eigene kleine Truppe, mit der er feindliche Garnisonen und Städte angriff. Durch seine Erfolge wurde der Rebellenanführer Guo Zixing auf ihn aufmerksam, zu dessen persönlichen Stab nun schnell Zhu Yuanzhang gehörte. Durch die Heirat Zhus mit der Tochter des Guo Zixing kam dem zukünftigen Hongwu immer mehr Bedeutung zu und er wurde so zu einem neuen Kriegsherrn in China. Mit seiner eigenen 30.000 Mann starken Armee machte er sich in den Südosten auf und eroberte eine Reihe von Städten entlang des unteren Yangtze. Nach dem Tod seines Schwiegervaters 1355 verfolgte er zusehends seine eigenen Ziele, obwohl er formal den Machtanspruch der Roten Turbane weiter unterstützte. 1356 eroberte er nach mehreren fehlgeschlagenen Versuchen die Großstadt Nanjing und machte sie zu seiner neuen Basis. Bis 1367 hatte er praktisch den gesamten Südosten Chinas erobert. Im gleichen Jahr verweilte das Oberhaupt der Roten Turbane bei ihm als Gast und starb unter unaufgeklärten Umständen. Unverzüglich verkündete Zhu Yuanzhang seinen Anspruch auf den Kaiserthron und entsandte seine Armeen nach Norden, um die Mongolenhauptstadt Dadu anzugreifen. Der letzte Mongolenkaiser Toghan Timur floh des Nachts in die Mongolei und die Herrschaft der Yuan war nun endgültig beendet. Zhu Yuanzhang ließ die Paläste Dadus versiegeln, alle Archive und Sammlungen nach Nanjing bringen, die Mauern schleifen und den Stadtnamen in Beiping (Nördlicher Friede) ändern.

Gründung einer neuen Dynastie

Am 14. September 1368 proklamierte der Sieger des Bürgerkriegs Zhu Yuanzhang, die Gründung einer neuen Kaiserdynastie, die er Da Ming nannte, was die Große Leuchtende bedeutet. Er selbst wählte für sich die Regierungsdevise Hongwu (Gewaltige Militärische Macht). Hongwu war sich nicht sicher, ob Nanjing wirklich seine neue Reichshauptstadt sein sollte, denn nie zuvor war das gesamte Reich von so weit im Süden regiert worden. Zunächst ließ er die alte Hauptstadt der Song-Dynastie Kaifeng und die Hauptstadt der Han- und Tang-Dynastie Chang’an (heute Xi'an) auskundschaften, dann legte er sich auf seinen eigenen Geburtsort Fengyang fest, einige hundert Kilometer nordwestlich von Nanjing. Hier wollte er seine neue Residenz, die Mittlere Hauptstadt (Zhongdu), errichten. Ab 1369 begannen die gewaltigen Bauarbeiten. Zuerst ließ er seinen Eltern eigene Kaisermausoleen errichten und dann großzügige Paläste und weite Stadtmauern errichten. 1375 besichtigte er die fast fertigen Anlagen der Mittleren Hauptstadt zum ersten mal. Prompt war er erschüttert über die Kosten und den nutzlosen Luxus der Bauten. Er ließ die Arbeiten anhalten und binnen weniger Jahre verfielen die Anlagen zu Schutthalden. Der Kaiser beabsichtigte in Nanjing zu bleiben und ließ diese nun als Kaiserresidenz prächtig ausschmücken. Östlich der Altstadt entstand die Verbotene Stadt von Nanjing, außerdem wurde die gesamte Stadt stark ausgedehnt und mit einer 35 km langen Mauer umgeben. So wuchs die Südliche Hauptstadt zum Zentrum Chinas heran, mit einer Bevölkerungszahl um die eine Million Einwohner.

Strukturen der neuen Regierung

Die neue Ming-Regierung benötigte eine eigene Verwaltungsstruktur. Auf Institutionen der Yuan konnte Hongwu nicht aufbauen, da es solche praktisch kaum gegeben hatte. So musste man an die Tradition der Song-Zeit anknüpfen. Doch formte Hongwu keine bloße Kopie, sondern eine völlig eigenständige, ganz auf ihn abgestimmte Bürokratie. Nach 1380 schaffte er zunächst den Titel eines Kanzlers ab, nachdem sein eigener Kanzler Hu Weiyong einen Anschlag auf ihn geplant hatte. Damit beendete er eine Ämtertradition die seit dem Ersten Kaiser ununterbrochen existiert hatte, wenn auch mit ständigem Machtverlust. Er wurde nun sein eigener Kanzler, weshalb die Hongwu-Ära auch als der Beginn des chinesischen Absolutismus betrachtet wird. Verwaltungsaufbau:
- 1. Das Großsekretariat ::Mit drei bis sechs Großsekretären besetzt, die dem Kaiser bei der Beaufsichtigung und Koordination der Arbeit der sechs Fachministerien an die Hand gingen und damit große Macht innerhalb der Regierung auf sich vereinigten.
- 2. Die sechs Ministerien ::Ministerium für Ernennungen und Personal, Finanzministerium, Ritenministerium, Kriegsministerium, Justizministerium und Ministerium für Öffentliche Arbeiten.
- 3. Das Zensorat ::War mit zwei leitenden Zensoren und einigen Unterzensoren besetzt und umfasste vier untergeordnete Amtsstellen. Es beschäftigte 110 Ermittlungsbeamte, die die Verwaltung im gesamten Reich beobachteten und Fälle von Untüchtigkeit, Rechtsbeugung und Korruption bestrafen sollten. Außerdem waren sie befugt die höchsten Staatsdiener und selbst den Kaiser für ihre Handlungen zu kritisieren. Zur Zeit von Hongwu hatte das Zensorat aber noch keine so weitreichenden Kompetenzen, erst mit Kaiser Xuande sollte es eine wirklich mächtige Behörde werden. Hongwu schuf zwar ein geradezu autokratisch zentralisiertes System, dass der unmittelbaren Machtausübung des Kaisers diente, dennoch passte dieses System gut für ambitionierte und arbeitsame Herrscher wie Hongwu. Problematisch sollte es jedoch bei schwachen und an Politik desinteressierten Kaisern werden. Um die Macht dann nicht an ehrgeizige Eunuchen fallen zu lassen, verbot er diesen bei Todesstrafe die Einmischung in die Politik. Sogar das Lesen und Schreiben versuchte er ihnen vorzuenthalten und Banner mit der Aufschrift: Eunuchen haben sich nicht für die Angelegenheiten des Staates zu interessieren, wurden im Palast als Mahnungen aufgehängt. Außerdem führte er die Sitte der Beamtenprügel ein. Bei Rechtsvergehen wurden die Staatsdiener mit einer Holzlatte geschlagen, bei schweren Übertretungen soll es dadurch sogar Tote gegeben haben.

Herrschaft und Persönlichkeit

Eunuch Nachdem sich Hongwu zum ersten Kaiser der Ming gemacht und ganz Zentralchina restlos erobert hatte, begann er eine aggressive Außenpolitik. Als erstes unterwarf er Korea als Vasallen und Tibet als Protektorat. Bei einer Invasion der Mongolei gelang ihm zwar nicht deren Eroberung, aber seine Generäle machten die Mongolenhauptstadt Karakorum dem Erdboden gleich, wobei die letzten Angehörigen der Yuan-Sippe den Tod fanden. Des weiteren mischte er sich in die inneren Verhältnisse von Annam und Japan ein. Seine Innenpolitik stand im Zeichen wirtschaftlichen Wiederaufbaus. Es kam zu unzähligen Bebauungs- und Bewässerungsprojekten, durch die ½ bis fünf Millionen ha Land pro Jahr erschlossen wurden. Die Einnahmen aus der Getreidesteuer verdreifachten sich in sechs Jahren. Man schätzt, dass in 20 Jahren bis zu einer Milliarde Nutzbäume gepflanzt wurden. Die Folge war ein enormes Bevölkerungs- Wirtschaftswachstum. Im zunehmenden Alter wurde Kaiser Hongwu immer mehr zu einem Autokraten, der ständig Verschwörungen und Intrigen gegen seine Person fürchtete. Den Säuberungen, die er nach dem Verrat seines Kanzlers durchführen ließ, fielen an die 70.000 Personen zum Opfer. Hongwu verspürte den Drang, die Welt von bösen und unaufrichtigen Menschen zu befreien. Er schreibt selbst: “Des Morgens bestrafe ich einige; am Abend begehen andere das selbe Verbrechen. Bestrafe ich diese am Abend, so kommt es am nächsten Morgen zu neuen Übertretungen. Die Leichen der ersten Übeltäter sind noch nicht weggeschafft, da folgen bereits die nächsten ihrem Pfad. Je härter die Strafe, desto mehr Übertretungen. Tag und Nacht muss ich wachsam bleiben. Aus dieser Lage gibt es keine Hilfe. Verhänge ich milde Strafen, werden diese Personen noch schlimmere Verbrechen begehen. Wie sollen da die Menschen außerhalb der Regierung ein friedliches Leben führen ? Was für eine schwierige Situation ! Bestrafe ich diese Personen, so hält man mich für einen Tyrannen. Erweise ich ihnen Milde, so verliert das Gesetz seine Wirkung, die Ordnung zerfällt, und das Volk hält mich für einen unfähigen Kaiser.“ Es wird berichtet, dass ein konfuzianischer Gelehrter sehr unzufrieden war mit den extremen Maßnahmen seines Kaisers und beschloss in die Hauptstadt zu gehen um Hongwu seine Meinung zu sagen. Als er zur Audienz vorgelassen wurde, brachte er seinen eigenen Sarg mit. Nachdem er den Kaiser heftig kritisiert hatte, legte er sich in den Sarg, sein Todesurteil erwartend. Doch stattdessen, war der Herrscher so sehr von dem Mut des Mannes beeindruckt, dass er ihm nichts tat. Mit Hongwu wandte sich der Staat mehr und mehr der Landwirtschaft zu und nicht mehr so stark dem Handel wie in früheren Zeiten. Der Kaiser verstand wenig von Ökonomie und übernahm von den Konfuzianern den Standpunkt, dass Händler Parasiten an der Gesellschaft wären. In typisch konfuzianischer Sichtweise wünschte Hongwu, dass die Landwirtschaft die Quelle allen Reichtums für die Menschen sei und nicht mehr so sehr der Handel, wie einst zur Song-Zeit. Dies ist nur nachvollziehbar, wenn man Hongwus bäuerliche Herkunft bedenkt. Gesellschaft Mit Hongwu kam auch wieder der Gebrauch von Papiergeld in Mode. Da der Kaiser jedoch nichts von Inflation verstand, gab er so gewaltige Mengen davon heraus, dass Preisverfall die Folge war und bald wieder ausschließlich Münzgeld geprägt wurde. Trotz der persönlichen Fehler gibt es an Hongwu mehr zu loben als zu tadeln. Man kann ihm nicht absprechen ein erfolgreicher Kaiser gewesen zu sein, der sich ernsthaft mit den Problemen der Menschen beschäftigte und pflichtbewusst arbeitete. Nach 30 Jahren Regentschaft hinterließ er ein sehr reiches und stabiles Land, dazu noch hatte er 36 Söhne und 16 Töchter in die Welt gesetzt. Seinen Söhnen verschaffte er mächtige Positionen in eigens geschaffenen Fürstentümern entlang der Grenzen. Damit beabsichtigte er die Prinzen von der Hauptstadt und der Regierung fernzuhalten. Ein System das nicht lange bestand haben sollte, denn spätestens sein Sohn Yongle und sein Urenkel Xuande demontierten die Ming-Prinzen in ihren Privilegien, da sie sie als Machtkonkurrenten und potentielle Rebellen fürchteten Auch seine Nachfolge regelte Hongwu eher unglücklich. Sein ältester Sohn Zhu Biao war vor ihm gestorben, so dass er dessen Sohn, seinen Enkel Zhu Yunwen, zum Kronprinzen machte. Damit verstieß er gegen die traditionelle Thronfolge, wonach immer der älteste lebende Sohn eines Kaisers die Nachfolge antritt. Dies war aber Zhu Di, der Prinz von Yan. Als Hongwu schließlich starb, wurde er im Xiaoling bei Nanjing bestattet und ist somit der einzige Ming-Kaiser der nicht in der Nähe von Peking ruht. Seinem Enkel Jianwen war nur eine kurze Regierung vergönnt, denn Zhu Di nahm für sich das Recht des Erstgeborenen in Anspruch. Als der berühmte Yongle-Kaiser sollte Zhu Di dann seinen Vater noch an Ruhm und Fähigkeit in den Schatten stellen.

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[http://www.orientalarchitecture.com/nanjing/mingtombindex.htm Xiaoling-Mausoleum des Hongwu bei Nanjing] Kategorie:Kaiser (China) Kategorie:Ming-Dynastie Kategorie:Mann Kategorie:Geboren 1328 Kategorie:Gestorben 1398 ja:朱元璋 zh-cn:朱元璋

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