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Birra
La birra è una bevanda alcoolica aromatizzata con luppolo ottenuta dalla fermentazione (generalmente indotta quindi non spontanea), per mezzo di un lievito, degli zuccheri estratti dal malto d'orzo o di altri cereali in grani o fiocchi maltati o non. Bevanda di antica origine diffusa pressoché in tutto il mondo. Si hanno testimonianze di produzione della birra addirittura presso i sumeri. Due erano le principali tipologie prodotte nelle case della birra: una birra d'orzo chiamata sikaru (pane liquido) e un'altra di farro detta kurunnu. La più antica legge che regolamenta la produzione e la vendita di birra è, senz'alcun dubbio, il Codice di Hammurabi (1728-1686 a.C.) che condannava a morte chi non rispettava i criteri di fabbricazione indicati e chi apriva un locale di vendita senza autorizzazione.
Dai quattro elementi base (acqua, malto, luppolo, lievito) per mezzo di cinque fasi standard (ammostamento, filtrazione, bollitura, fermentazione, maturazione) si può ottenere una gamma particolarmente ampia (per caratteristiche organolettiche, tasso alcolico e tipologia di consumo) di birre.
Il suo valore alcoolico è compreso generalmente fra il 2 e il 9 per cento; ma in casi particolari può superare il 14-15 per cento.
Per la sua fabbricazione, in molti Paesi orientali (fra cui Cina e Giappone) o in alcune industrie per abbattere i costi sulle materie prime viene utilizzato il riso, mentre nel continente africano si fa ricorso al miglio e al sorgo. Il processo di lavorazione avviene all'interno di grandi caldaie e prevede un'aromatizzazione del composto base con luppolo e altri preparati aromatici.
La gran parte della produzione brassicola avviene in produzioni di tipo industriale. Ciò non di meno, negli ultimi anni si stanno affermando importanti realtà di produzione artigianale anche in Italia, oltre ai paesi di tradizione birraria più solida. Esiste anche un importante (almeno dal punto di vista qualitativo) movimento di birrificatori casalinghi, detti anche homebrewers.
Tipologie birrarie
Italia
Numerose sono le possibilità di classificare le birre. Una particolarmente intuitiva, ma poco significativa se utilizzata come unico fattore di discriminazione, è quella basata sull'indicizzazione del colore, generalmente misurato in EBC o SRM. Il colore dipende dal tipo di maltazione subito dai cereali impiegati. Altra caratteristica visiva della birra è data dalla limpidezza o dalla opacità generalmente dovuta alla presenza di lievito in sospensione (nelle birre da produzione industriale il lievito viene eliminato prima dell'imbottigliamento per mezzo di particolari filtri).
Altra tipologia di classificazione è in base al lievito utilizzato. Ne esistono due grandi famiglie a fermentazione alta (Top-Fermenting Yeast) come il Saccharomyces cervisiae (e dai suoi ceppi) o a fermentazione bassa (Bottom-Fermenting Yeast) come il Saccharomyces carlsbergensiss (e dai suoi ceppi).
Il mosto di malto fermentato con lieviti a fermentazione alta dà quelle che in inglese vengono definite Ale tra cui, in gradazione di colore dalle chiare paglierino alle scure passando per le rosso ambrate, pale, amber, brown, porter e stout.
Dalla fermentazione per mezzo di lievito a fermentazione bassa si ottengono le più diffuse Beer. Fra quelle chiare si citano le Pilsner o Lager (dal nome del caratteristico processo di stoccaggio in magazzini a temperatura prossima allo zero. Dal tedesco Lager), fra le ambrate le Marzenbier e tra quelle scure le Vienna, le Bock e le Dunkel.
Esiste una terza categoria di birre ottenute da fermentazione spontanea chiamate Lambic che spesso vengono aromatizzate alla frutta.
Un ulteriore tipo di classificazione può essere legata al grado alcolico, generalmente misurato in percentuale di alcol sul volume della bevanda (ABV, Alcool By Volume), o alla quantità di zuccheri fermentabili presenti nel mosto prima della fermentazione misurato in gradi Plato. Questo tipo di tassonomia ha particolare significato per l'industria e il fisco. Ogni nazione ha denominazioni caratteristiche derivanti dalla tradizione.
In Italia si possono fregiare dell'appellativo birra doppio malto le birre con non meno di 14,5 gradi Plato (quindi non significa che hanno il doppio di malto!), birra speciale se ne hanno più di 12,5, birra se ne hanno almeno 10,5 e titolo alcolometrico volumico superiore a 3,5%, birra leggera o birra light il prodotto con grado Plato non inferiore a 5 e non superiore a 10,5 e con titolo alcolometrico volumico superiore a 1,2% e non superiore a 3,5%, birra analcolica è riservata al prodotto con grado Plato non inferiore a 3 e non superiore a 8 e con titolo alcolometrico volumico non superiore a 1,2%.
Produzione casalinga
La produzione casalinga della birra rispecchia nel piccolo la produzione industriale. Perciò è importante, oltre che per la produzione di una birra fatta in casa di qualità, in genere, superiore a quella commerciale; anche per una funzione didattica.
Attrezzature
Le attrezzature necessarie per una birrificazione casalinga sono in genere raccolte in kit e distribuite da ditte specializzate. Il costo di questi kit e di poche decine di euro. Il kit di solito contiene una latta di estratto di malto necessaria per la prima produzione, uno o due bidoni in plastica alimentare per la fermentazione, prodotti per la pulizia degli strumenti, un densimetro per misurare la densità del mosto con relativa provetta, un mestolo, e le istruzioni per l'intero procedimento. Oltre al kit è necessario solo una pentola di dimensioni opportune (da 10 a 25 litri) e tanta passione.
Procedimento
Per la produzione casalinga sono disponibili 3 diversi tipi di procedimenti, che differiscono tra di loro per la difficoltà e per la qualità del prodotto finale.
In ordine crescente sia di difficoltà che di qualità abbiamo:
- Birra da estratto luppolato
- Birra da estratto non luppolato con o senza aggiunta di grani speciali
- Birra da All Grain (partendo dai grani di malto e dagli altri ingredienti non preparati in precedenza)
Il procedimento adatto ad un principiante è sicuramente il primo, ed è diviso sommariamente nelle seguenti fasi:
# Bollitura dell'estratto luppolato
# Inoculazione del lievito opportunamente reidratato
# Fermentazione
# Imbottigliamento
# Maturazione
# Consumo
Voci correlate
- Diuretici
- Hash House Harriers - (sedicenti Serious drinkers with a running problem)
Collegamenti esterni
- [http://www.mondobirra.org/ Portale Web dedicato all'informazione birraria a tutto tondo]
- [http://www.coaster.ch/ Bettinas Bierdeckelsammlung - Immensa collezione di sottobicchieri]
- [http://www.areabirra.it/ Portale dedicato alla birra, alla sua storia, agli stili birrari, al collezionismo birrario]
- [http://www.hobbybirra.it Sito dei birrofili italiano]
- [http://www.kuaska.it/storia.html Cenni storici sulle birre]
- [http://www.glossari.it/glossariobirra.html Glossario della birra]
- [http://www.ateneodellabirra.it Storia & Curiosità sulla birra]
Categoria:Bevande alcoliche
als:Bier
ja:ビール
ko:맥주
simple:Beer
th:เบียร์
Luppolo
Il luppolo (Humulus lupulus) è una pianta a fiore (Angiosperma) appartenente, come la canapa (Cannabis Sp.), alla famiglia delle Cannabacee; ordine delle Urticali.
Morfologia
Pianta erbacea e perenne, con rizoma ramificato dal quale si estendono esili fusti rampicanti che possono raggiungere i 7 metri d'altezza.
Le foglie sono cuoriformi, picciolate, opposte, munite di 3-5 lobi seghettati. La parte superiore si presenta ruvida al tatto, la parte inferiore è invece resinosa.
Essendo una specie dioica, i fiori, unisessuali e di colore verdognolo, sono presenti su individui separati. I fiori maschili (o staminiferi) sono riuniti in pannocchie pendule e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami; i fiori femminili ( o pistilliferi) presentano un calice membranoso che circonda un ovario munito di 2 lunghi stimmi pelosi. Si trovano raggruppati alle ascelle di brattee fogliacee, costituendo un'infiorescenza dalla caratteristica ed inconfodibile forma a cono.
La fioritura avviene in estate. L'impollinazione è anemofila (trasporto per mezzo del vento) e in settembre-ottobre, con la maturazione dei semi, le brattee assumono una consistenza cartacea che aumenta la dimensione del cono. I frutti sono degli acheni di colore grigio-cenere.
Le infiorescenze femminili sono ricche di ghiandole resinose secernenti una sostanza giallastra e dal sapore amaro, la luppolina, che viene utilizzata per aromatizzare e conferire alla birra il suo gusto caratteristico.
Il luppolo predilige ambienti freschi e terreni fertili e ben lavorati. Cresce spontaneamente sulle rive dei corsi d'acqua, lungo le siepi, ai margini dei boschi, dalla pianura fino ad un' altitudine di 1.200 metri se il clima non è troppo ventoso ed umido. La sua presenza è molto comune nell' Italia settentrionale.
Uso terapeutico
Si usano la polvere resinosa delle infiorescenze femminili, la luppolina (farm.: Strobuli lupuli).
Il luppolo è un mite sedativo con proprietà ipnogoghe (sonnifero).
In fitoterapia si conosce l'uso come:
- mite sonnifero p. e.:
:Rp. Sonnifero
::Extract. Lupuli
::Tinct. Valerianae aa 20.0
:D.S. orale 30! gtt. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista. (vedi anche Ricetta medica magistrale)
- in disturbi gastrici nervosi p. e.:
:Rp. Disturbi neuro-gastrici
::Extract. Lupuli
::Tinct. carminativa aa 10.0
:D.S. orale 100! gtt. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.
Avendo probabilmente delle proprietà ormonali (fitoestrogeni), si usava anche come emmenagogo per le donne e come anafrodisiaco per gli uomini (nevrosi sessuali, polluzioni, eiaculatio praecox).
Si aggiunge anche volentieri a dei preparati magistrali ansiolitici e contro l'irrequietudine di bambini.
Categoria:Specie botaniche
Categoria:Dicotiledoni
Categoria:Erboristeria
ja:ホップ
LievitoI lieviti sono un gruppo di funghi unicellulari.
Alcune specie di lieviti sono comunemente usate per lievitare il pane e far fermentare le bevande alcoliche.
La maggior parte dei lieviti appartengono al gruppo degli Ascomiceti.
Un piccolo numero di lieviti, come la Candida albicans possono causare infezioni nell'uomo. Sono state catalogate più di mille specie di lieviti.
Il lievito più comunemente usato è Saccharomyces cerevisiae, che è stato "addomesticato" migliaia di anni fa per la produzione di vino, pane e birra.
Mentre alcuni lieviti utilizzano esclusivamente la respirazione aerobica, altri, in assenza di ossigeno, possono passare ad un processo di respirazione anaerobica chiamato fermentazione.
I lieviti fermentanti producono energia convertendo gli zuccheri in anidride carbonica e etanolo.
Nella fermentazione delle bevande è utile la produzione dell'etanolo, mentre nella lievitazione del pane l'anidride carbonica gonfia la pasta e l'alcool (etanolo) evapora.
Un esempio con un substrato di glucosio:
:C6H12O6 (glucosio) →2C2H5OH + 2CO2
I lieviti si possono riprodurre asessualmente per gemmazione o sessualmente tramite la formazione di ascospore.
La fermentazione del lievito è una delle più antiche e diffuse applicazioni della microbiologia.
I produttori di birra classificano i lieviti come top-fermenting e bottom-fermenting. Questa classificazione è stata introdotta dal danese Emil Christian Hansen.
I lieviti Top-fermenting (così chiamati perché galleggiano sulla superficie della birra) producono maggiori concentrazioni di alcool e preferiscono temperature più alte. Ad esempio Saccharomyces cerevisiae, conosciuto come ale yeast. Producono una birra più frutttata e dolce, ale.
I lieviti Bottom-fermenting trasformano con la fermentazione una maggior quantità di zuccheri lasciando un sapore più "croccante" e lavorano bene a basse temperature. Fra questi: Saccharomyces uvarum e Saccharomyces carlsbergensis. usati per produrre birre tipo-lager.
I produttori di vino usano differenti varietà di lieviti a seconda del tipo di vino e delle condizioni dell'uva. Troppo zucchero o un'eccessiva concentrazione di alcool rallenta la crescita del lievito , perciò per uve con molto zucchero sono necessari lieviti che ben sopportano elevate concentrazioni zuccherine. Se il lievito muore prima che tutti gli zuccheri fermentabili siano stati trasformati in alcool, il risultato èuna fermentazione "bloccata".
Alcuni lieviti sono selezionati in base agli aromi che tendono a sviluppare.
Lieviti naturali sono già presente sulla superficie degli acini d'uva perciò il succo d'uva tenderà spontaneamente a fermentare a meno che i lieviti non vengano fermati con temperature basse o con solfati.
Saccharomyces cerevisiae è conosciuto anche come lievito da fornaio. è usato come organismo modello da biologi che studiano genetica e biologia molecolare(in particolare ciclo cellulare) perché è facile crescerlo in coltura e come eucariota ha una struttura cellulare complessa.
Saccharomyces cerevisiae è stato il primo genoma di un eucariota a essere sequenziato completamente.
Il database del genoma dei lieviti [http://www.yeastgenome.org/] è uno strumento molto importante per sviluppare la conoscenza del funzionamento e organizzazione della genetica e della fisiologia delle cellule eucariote.
Un altro importante S. cerevisiae database è mantenuto dal Centro di informazione per le sequenze proteiche [http://mips.gsf.de/genre/proj/yeast/index.jsp] di Monaco di Baviera.
Voci correlate
- Lievito chimico
- Lievito di birra
categoria:biologia
categoria:chimica
Categoria:Micologia
ja:酵母
th:ยีสต์
Malto
Il malto non è altro che la cariosside di un chicco di cereale, più comunemente orzo, che ha subìto una germinazione. La produzione industriale avviene nel maltificio, con questa tecnica: le cariossidi sono fatte macerare in appositi tini, dove assorbono l'acqua e si rigonfiano; quindi vengono tenute per una settimana nelle camere di germinazione, dove spuntano le radichette (piccole radici); poi il malto passa in una camera di essiccazione, dove la germinazione è bloccata (l'umidità scende dal 50% all'8%); il malto secco arriva infine nei silos, dove viene lasciato in attesa della lavorazione.
CerealiCereali
- Avena
- Bulgur
- Farro
- Frumento
- kamut
- Mais
- Miglio
- Orzo
- Riso
- Segale
- Sorgo
- Spelta
- Triticale
Assimilati ai cereali
- Amaranto
- Grano saraceno
- kasha, è il grano saraceno tostato.
- Quinoa
- Sagù
Farine di cereali
- Manitoba
Altre farine alimentari
- Tapioca, Manioca
Voci correlate
- Cucina
Categoria:Cucina
ja:穀物
ms:Bijirin
simple:Corn
Sumeri
I Sumeri (sag-gi-ga) sono un antico popolo della Mesopotamia meridionale, stanziati in quella regione dal tempo in cui vi migrarono fino all’ascesa di Babilonia. La scrittura cuneiforme sumera potrebbe aver preceduto ogni altra forma di scrittura, e risale almeno al 3500 a.C..
Precedenti
Il termine Sumero è in realtà un esonimo (un nome dato da un altro gruppo di persone), che applicarono per primi gli Accadici. I Sumeri si descrivevano come “la gente dalla testa nera” (sag-gi-ga) e chiamavano la loro terra “luogo dei signori civilizzati” (Ki-en-gi). La parola accade Shumer, forse rappresenta questo nome in dialetto. I Sumeri, con una lingua, una cultura, e forse, un aspetto diverso dai loro vicini Semiti e successori, sono ritenuti invasori o emigranti, sebbene non sia facile determinare esattamente quando è occorso questo evento o l’origine geografica dei Sumeri. Alcuni archeologi hanno anche avanzato l’ipotesi che i Sumeri erano, infatti, indigeni delle pianure della Mesopotamia. Altri suggeriscono che il termine ‘Sumero’ dovrebbe essere applicato solo alla lingua sumera, supponendo che non ci fossero separati gruppi etnici tra essi. La lingua sumera è una lingua isolata perché non appartiene a nessun ceppo conosciuto, al contrario, ad esempio, dell’Accadico, che appartiene alle lingue afro-asiatiche.
Amministrazione e politica
I Sumeri abitavano in diverse città-stato, ognuna centrata su un tempio dedicato al dio della città e governata da un re, che era intimamente legato ai riti religiosi della città.
Alcune tra le più grandi città erano Eridu, Kish, Lagash, Uruk, Ur e Nippur. Come queste città cominciarono a crescere, sentirono l’esigenza di primeggiare l’una sull’altra, provocando così un millennio di quasi incessanti guerre sui diritti per l’acqua, le rotte commerciali e i tributi dalle tribù nomadi.
Agricoltura e caccia
I Sumeri crescevano orzo, ceci, lenticchie, miglio, grano, rape, datteri, cipolle, aglio, lattuga, porri e senape. Allevavano anche bestiame, pecore, capre e maiali. Usavano i buoi come principali animali da soma, e gli asini per spostarsi. Cacciavano pesci e uccelli.
L’agricoltura sumera dipendeva strettamente dall’irrigazione. L’irrigazione era ottenuta con l’uso di canali, fosse, dighe, chiuse e serbatoi. I canali esigevano frequente manutenzione, e la continua rimozione del limo. Il governo richiedeva agli individui di lavorare nei canali, sebbene i ricchi potessero esentarsi.
Usando i canali, gli agricoltori allagavano i campi, e quindi drenavano l’acqua, quindi lasciavano che i buoi calpestassero la terra uccidendo le erbacce e dragavano i campi con dei picconi. Quando la terra era asciutta, aravano, erpicavano e rastrellavano tre volte il terreno, e lo polverizzavano con zappe.
Il raccolto avveniva nel secco autunno, in gruppi da tre persone costituiti da un mietitore, un mietilegatore e un arrangiatore di fasci. I contadini usavano carri trebbiatori per separare le teste dei cereali dai gambi e quindi usavano un traino trebbiatore per raccoglierne i chicchi di grano. Per finire, poi, vagliavano la mistura di grano e fieno.
Architettura
La pianura del Tigri-Eufrate era carente di minerali e alberi. Le strutture sumere erano fatte di mattoni di argilla convessi, non fissati con malta o cemento. Queste costruzioni si deterioravano facilmente, quindi venivano periodicamente distrutte, livellate e ricostruite nello stesso punto. Questo costante ricostruire, aumentò gradualmente il livello delle città, che finirono per diventare più elevate rispetto alle circostanti pianure. Queste colline che risultavano, sono dette tell e si trovavano spesso nell’antico Medio Oriente. Le più famose e impressionanti costruzioni sumere erano le ziggurat, ampie piattaforme terrazzate che supportavano templi. La Biblica Torre di Babele potrebbe essere stata costruita in un modo simile. I sigilli cilindrici dei sumeri, inoltre, dipingono case costruite con le canne, non diversamente da quelle costruite dagli Arabi delle Paludi dell’Iraq meridionale fino a tempi recenti. I templi e i palazzi sumeri, facevano uso di materiali e tecniche più avanzate, come contrafforti, nicchie, mezze colonne e chiodi d’argilla.
Cultura
Lo storico Alan Marcus disse: “I Sumeri avevano una prospettiva abbastanza dura della vita”.
Un Sumero scrive: “Lacrime, tormento, angoscia e depressione sono dentro di me. La sofferenza mi sommerge. La malasorte mi trattiene, e porta con sé tutta la mia vita. La malattia maligna dilaga in me.”
Un altro scrive: “Perché sono considerato un ignorante? Il cibo è tutto, e il mio cibo è la fame. Nel giorno in cui sono state fatte le parti per ogni cosa, la mia parte era quella della sofferenza.”
Sebbene le femmine potessero ottenere una condizione migliore tra i Sumeri che in altre civiltà, la cultura restava prevalentemente maschilista.
Economia e commercio
Ritrovamenti di ossidiana proveniente da luoghi lontani in Anatolia e in Afghanistan, perle dal Dilmun (odierno Bahrain), e parecchi sigilli con sopra incisi scritti della Valle dell’Indo, suggeriscono un’ampia rete di antichi commerci centrata nel Golfo Persico.
Il poema di Gilgamesh, si riferisce al commercio con terre lontane, per beni come la legna che scarseggiavano in Mesopotamia. In particolare era stimato il cedro del Libano.
I Sumeri usavano schiavi, anche se non erano fondamentali per l’economia. Le donne schiave lavoravano come tessitrici, pressatrici, massaie e facchini.
I vasai Sumeri decoravano le loro opere con dipinti in olio di cedro. I vasai usavano archetti di legno per produrre il fuoco necessario per cuocere i vasi. I muratori e gioiellieri Sumeri conoscevano e utilizzavano l’avorio, l’oro, l’argento, la galena e i lapislazzuli.
Esercito
Le città Sumere erano difese da mura. Le varie città si assediavano, e le mura di argilla non scoraggiavano i nemici, che con un po’ di tempo le abbattevano.
Le armate Sumere erano principalmente costituite da fanteria. La fanteria leggera si serviva di asce da guerra, pugnali e lance. La fanteria regolare usava anche caschi di rame, mantelli di feltro e kilt di cuoio.
L’esercito sumero usava carrozze guidate da onagri. Queste antiche carrozze erano meno efficaci in combattimento rispetto ai successivi progetti, e si è pensato che servissero principalmente per il trasporto, sebbene i manovratori possedessero asce da guerra e lance. Le carrozze sumere erano costituite da un apparato a quattro ruote maneggiato da due persone che guidavano due onagri. Il carro era composto da una cesta intrecciata e le ruote avevano una solida struttura a tre pezzi.
I Sumeri usavano fionde e semplici archi (l’arco ricurvo non era ancora stato inventato).
Religione
arco ricurvo
Articolo principale: Mitologia sumera
E’ difficile parlare di una religione Sumera in quanto tale, siccome i credi e i riti variavano molto nel tempo e nelle distanze, e ogni città aveva il suo intreccio di mitologia e teologia.
I Sumeri adoravano An, il dio del paradiso, Nammu, la dea madre, Inanna, dea dell’amore e della guerra (equivalente alla dea Accadica Ishtar), Enil, dio del vento, e una serie di altri dei. Gli dei Sumeri (dingir, plurale dingir-dingir o dingir a-ne-ne) avevano ognuno associazioni con le varie città, e la loro importanza religiosa spesso splendeva e si oscurava con il potere politico della città associata. Secondo il credo Sumero, gli dei avrebbero creato gli umani dall’argilla, per usarli come servitori. Spesso gli dei esprimevano la loro ira e frustrazione nei terremoti: l’essenza della religione Sumera era sottolineare che tutta l’umanità stava alla mercé degli dei.
I Sumeri credevano che l’universo consistesse in un disco piatto racchiuso in una cupola. L’aldilà significava la discesa in un vile mondo inferiore, per passare l’eternità in una miserabile esistenza come un fantasma (Gidim).
I templi sumeri erano costituiti da una navata centrale con corridoi ai lati. A fianco dei corridoi c’erano le stanze dei sacerdoti, alla fine di uno dei due c’era un palco e una tavola di argilla per i sacrifici animali e vegetali. I granai e i magazzini si trovavano solitamente vicino ai templi. Dopo un certo periodo, i Sumeri cominciarono a piazzare i templi sopra colline artificiali, terrazzate e a più strati: le ziggurat.
Tecnologia
Alcuni esempi di tecnologia Sumera sono: la ruota, la sega, il cuoio, lo scalpello, il martello, il fermaglio, le punte di trapano, il chiodo, lo spillo, l’anello, la zappa, la scure, il coltello, la punta di lancia, la punta di freccia, la spada, la colla, il pugnale, le pelli d’acqua, le borse, la bardatura, la barca, l’armatura, la faretra, la guaina, gli stivali, i sandali, l’arpione, e la distillazione della birra.
I Sumeri avevano tre tipi di barche:
- Barche di pelle costituite da canne e tessuto animale
- Barche a vela con bitume impermeabile
- Navi con remi di legno, a volte tirate controcorrente da persone e animali camminanti lungo le sponde vicine
Declino
Come gli stati locali della Mesopotamia si rafforzarono, i Sumeri cominciarono a perdere la loro egemonia sul territorio. Gli Amoriti conquistarono il territorio Sumero e fondarono Babilonia. Gli Hurriti stabilirono l’impero dei Mitanni nella Mesopotamia settentrionale attorno al 1595 a.C., mentre i Babilonesi controllavano il sud. Entrambi i gruppi si difendevano dagli Egiziani e dagli Ittiti. Gli Ittiti sconfissero i Mitanni, ma vennero respinti dai Babilonesi; ma i Cassiti sconfissero i Babilonesi nel 1460 a.C.. I Cassiti a loro volta vennero sconfitti dagli Elamiti nel 1150 a.C..
Lingua e scrittura
articolo principale: Lingua sumera
Il Sumero, è una lingua isolata, cioé non è collegato a nessun altro linguaggio conosciuto. Ci sono stati molti tentativi mai riusciti di connettere il Sumero ad altre lingue, specialmente del gruppo Uralo-Altaico. E’ una lingua agglutinante, ossia, i morfemi (unità di parola), vengono messi insieme per creare parole.
Una produzione di testi estremamente ampia (centinaia di migliaia di scritti) in lingua Sumera sono sopravvissuti; per lo più in tavole d’argilla. Il Sumero utilizza una scrittura cuneiforme, ed è la forma di scrittura conosciuta più antica. Alcuni tipi di testi Sumeri includono lettere personali, lettere di affari e transazioni, ricevute, liste lessicali, leggi, inni e preghiere, incantesimi magici, e testi scientifici comprendenti matematica, astronomia e medicina. Le iscrizioni monumentali e testi su diversi oggetti come statue o mattoni sono anche molto comuni. Molti testi esistono in copie multiple perché erano ripetutamente trascritti dagli scribi per esercitazione.
Capire la scrittura Sumera al giorno d’oggi può essere difficile anche per gli esperti. I più problematici sono i primi testi, che spesso non rispettano pienamente la struttura grammaticale del linguaggio.
Curiosità
I Sumeri, forse, sono ricordati principalmente per le loro molte invenzioni. Molti accreditano loro l’invenzione della ruota. La loro scrittura cuneiforme è la prima di cui abbiamo notizia (con la possibile eccezione molto discussa dell’antica scrittura europea), antecedente ai geroglifici egiziani di almeno settantacinque anni. Erano tra i primi astronomi. Inventarono la carrozza e alcune formazioni militari. E soprattutto, i Sumeri introdussero l’agricolturalismo nell’antica Mesopotamia. Grano Einkorn e Emmer, orzo, pecore (all’inizio mufloni) e bestiame (all’inizio bisonti europei) erano tra le maggiori specie coltivate e allevate su larga scala per la prima volta. Queste invenzioni e innovazioni inserirono i Sumeri tra le culture più creative nella preistoria e nella storia umana.
Voci correlate
- Lingua sumera
- Scrittura cuneiforme
- Epica di Gilgamesh
- Lista dei re Sumeri
- Architettura Sumera
Categoria:Popoli antichi
ja:シュメール
ko:수메르
Hammurabi
Il più famoso re di Babilonia unificò il regno, inserendo il concetto che comandi del re sono sacri e scrisse il più antico codice di leggi che si conosca, il Codice di Hammurabi, basato sulla legge del taglione.
Durante il suo regno, dal 1792 al 1750 avanti Cristo, Babilonia ebbe il suo massimo splendore divenendo una delle città più belle del mondo ancora oggi ricordata come tale.
ja:ハンムラビ
Acqua
Questo articolo tratta dell'acqua principalmente secondo una prospettiva scientifica e tecnica.
L'acqua è un liquido, a temperatura e pressione standard. La sua molecola si compone di un atomo di ossigeno cui sono legati due atomi di idrogeno; la sua formula chimica è pertanto H2O.
Una sostanza particolare
Le forme fisiche dell'acqua
idrogeno
L'acqua assume molte forme in natura. Allo stato solido è nota come ghiaccio, allo stato gassoso è nota come vapore acqueo. Sono note anche altre due forme solide, quella del ghiaccio vetroso e quella del solido amorfo, non cristallino, simile al vetro.
Al di sopra di certi valori di temperatura e pressione (detti critici), che per l'acqua sono 647 K e 22,064 × 106 Pa, l'acqua entra in uno stato detto supercritico, in cui aggregati di acqua allo stato simil-liquido fluiscono dentro una fase di simil-vapore.
L'acqua pesante è acqua in cui gli atomi di idrogeno sono stati sostituiti dal deuterio, il suo isotopo avente peso atomico 2 amu. Il suo comportamento chimico è sostanzialmente uguale a quello dell'acqua; trova applicazione come mezzo per rallentare i neutroni emessi dalla fissione nucleare.
Le proprietà dell'acqua
A differenza della maggior parte delle altre sostanze, per le quali la forma solida è più densa di quella liquida, il ghiaccio è meno denso dell'acqua liquida. La densità dell'acqua è infatti massima a 4°C. Ciò è dovuto al fatto che il volume molare dell'acqua aumenta all'abbassarsi della temperatura, con conseguente diminuzione della densità, e galleggiamento per spinta di Archimede.
Questa insolita espansione dell'acqua a basse temperature costituisce un vantaggio importante per tutte le creature che vivono in ambienti di acqua dolce d'inverno. L'acqua, raffreddandosi in superficie, aumenta di densità e scende verso il fondo innescando correnti convettive che raffreddano uniformemente l'intero bacino. Quando la temperatura in superficie scende sotto i 4°C questo processo si arresta; l'acqua più fredda rimane in superficie, dove forma poi, con un ulteriore calo della temperatura, uno strato di ghiaccio.
La situazione nelle acque marine è in qualche modo diversa. Il sale contenuto nell'acqua abbassa sia il punto di congelamento dell'acqua di circa 2°C ed abbassa la temperatura cui l'acqua raggiunge la sua massima densità fino a circa 0°C. Quindi, nelle acque oceaniche i moti convettivi che portano verso il fondo l'acqua più fredda non sono bloccati dalla differenza di densità come nelle acque dolci. Le creature che vivono sul fondo degli oceani artici sono adattate a vivere a temperature prossime a 0°C.
Alla normale salinità dell'acqua di mare l'acqua congela a circa -1,9°C; il ghiaccio che si forma è sostanzialmente privo di sale ed ha densità paragonabile a quella del ghiaccio di acqua dolce. Questo ghiaccio galleggia sulla superficie, mentre il sale che ne è stato "espulso" va ad aumentare salinità e densità dell'acqua vicina, la quale scende per convezione verso il fondo.
Le condizioni di temperatura e pressione in cui le fasi solida, liquida e gassosa di una sostanza esistono contemporaneamente in equilibrio tra loro è detta punto triplo. Per l'acqua il punto triplo viene usato come riferimento di temperatura, avendo fissato per convenzione che questi è a 273,16 K (ossia 0,01 °C); la pressione al punto triplo dell'acqua è di 611,2 Pa, valore molto basso, se si considera che al livello del mare la pressione atmosferica vale mediamente 101.300 Pa.
Chimicamente l'acqua è un buon solvente. Le proprietà solventi dell'acqua sono essenziali per gli esseri viventi, dato che consentono lo svolgersi delle complesse reazioni chimiche che costituiscono le basi della vita stessa (ad esempio, quelle che avvengono nel sangue o nel citoplasma della cellula).
L'acqua possiede un'elevata tensione superficiale, osservabile tramite la formazione di gocce, proprietà anch'essa importante per la vita. Un esempio è il trasporto dell'acqua negli xilemi degli steli delle piante; la tensione superficiale mantiene la colonna d'acqua unita e forze adesive mantengono l'acqua aderente allo xilema. Colonne altrettanto alte e sottili di liquidi meno coesi e meno aderenti andrebbero a spezzarsi formando sacche d'aria o di vapore, rendendo inefficiente fino all'impossibilità il trasporto del liquido attraverso lo xilema.
L'acqua pura è un buon isolante elettrico (cioè un cattivo conduttore). Ma, essendo anche un buon solvente, spesso reca in sé tracce di sali disciolti in essa, che, con i loro ioni la rendono un buon conduttore di elettricità.
Tramite un processo chiamato elettrolisi, l'acqua può essere scomposta nei suoi componenti elementari, l'idrogeno e l'ossigeno. L'acqua è infatti parzialmente dissociata in ioni H+ e OH-, che migrano verso i due poli della cella elettrolitica dove avvengono le seguenti reazioni
anodo (+): 4 OH- --> O2 + 2 H2O + 4 e-
catodo (-): 2 H+ + 2 e- --> H2
ossigeno e idrogeno formano bolle di gas sulla superficie degli elettrodi, da cui possono essere raccolti.
In teoria il pH dell'acqua pura è 7. In pratica, date le sue buone capacità solventi, l'acqua pura è difficile da produrre. Per semplice esposizione all'aria, l'acqua ne dissolve l'anidride carbonica formando una soluzione molto diluita di acido carbonico che può arrivare fino ad un valore di pH di 5,7. Similmente si comportano le gocce di pioggia, che quindi hanno sempre una minima acidità. La presenza di ossidi di zolfo o di azoto nell'atmosfera, tramite la loro dissoluzione nelle gocce di pioggia, porta a piogge acide aventi valori di pH ben inferiori (3,5 - 2,5) i cui effetti sull'ambiente sono ben più seri.
Una sostanza comune
L'acqua nell'universo
L'acqua è stata trovata nelle nubi interstellari della nostra galassia, la Via Lattea. Si presume che l'acqua sia abbondante anche in altre galassie, dato che i suoi componenti elementari, idrogeno e ossigeno, sono tra i più abbondanti elementi dell'universo.
Le nubi interstellari danno origine a nebulose stellari e sistemi solari come il nostro. L'acqua si ritrova quindi nelle comete, nei pianeti e nei loro satelliti. Nel nostro sistema solare, l'acqua è stata trovata
- sulla Luna,
- sui pianeti Mercurio, Marte, Nettuno e Plutone,
- sui satelliti di alcuni pianeti, tra cui Tritone e Europa.
L'acqua sulla Terra
Europa
Il ciclo dell'acqua (noto scientificamente come ciclo idrologico) descrive il continuo scambio di acqua nell'idrosfera tra l'atmosfera, il suolo, le acque di superficie, le acque profonde e gli esseri viventi.
Il volume di acqua presente sulla Terra è stimato in 1.360.000.000 km3; di questi:
- 1.320.000.000 km3 sono acque marine (in maggioranza oceano).
- 25.000.000 km3 sono nei ghiacciai e nelle calotte polari.
- 13.000.000 km3 sono nel suolo, nelle falde acquifere.
- 250.000 km3 sono acque dolci nei laghi, nei mari interni e nei fiumi.
- 13.000 km3 sono vapore acqueo nell'atmosfera.
L'acqua nell'industria
L'acqua è usata anche in numerosi processi ed apparecchiature industriali, quali ad esempio il motore a vapore, i generatori di vapore, gli scambiatori di calore ed i radiatori, nonché nei processi dell'industria chimica. Una forma di inquinamento è rappresentata dallo scarico nell'ambiente di acque residue di processi industriali non opportunamente trattate (inquinamento chimico) o di acque di raffreddamento (inquinamento termico).
Fisica e chimica dell'acqua
La natura dipolare dell'acqua
radiatori
Una importante caratteristica dell'acqua è il suo essere una molecola polare. La molecola dell'acqua forma un angolo di 104,45° con l'atomo di ossigeno al vertice e i due atomi di idrogeno alle due estremità. Dato che l'ossigeno ha una elettronegatività maggiore, il vertice della molecola ospita una parziale carica elettrica negativa, mentre le estremità recano una parziale carica elettrica positiva. Una molecola che presenta questo squilibrio di cariche elettriche è detta essere un dipolo elettrico. Le cariche fanno sì che le molecole vengano attratte reciprocamente l'una all'altra. Questa attrazione nell'acqua è particolarmente intensa, prende il nome di Legame idrogeno e spiega molte delle proprietà fisiche tipiche dell'acqua.
Benché il legame idrogeno sia molto più debole dei legami covalenti interni alla molecola stessa, questi è responsabile di molte delle proprietà fisiche dell'acqua. Due di esse sono i relativamente alti punto di fusione e punto di ebollizione, è infatti richiesta una maggiore energia (rispetto a sostanze meno polari) per rompere i legami idrogeno che tengono unite le molecole le une alle altre. L'acido solfidrico, H2S, simile per geometria ma incapace di formare legami idrogeno, è un gas a temperatura ambiente pur avendo un peso molecolare quasi doppio rispetto all'acqua. Sempre al legame idrogeno è da attribuire l'elevata capacità termica specifica.
Il legame idrogeno spiega anche l'insolito comportamento dell'acqua quando questa congela. A causa sua, quando la temperatura si abbassa fino al punto di congelamento, le molecole di acqua si organizzano nella struttura cristallina dalla simmetria esagonale tipica del ghiaccio che risulta essere meno densa dell'acqua liquida.
Il fatto che il ghiaccio sia meno denso dell'acqua liquida porta con sé una curiosa conseguenza: il ghiaccio può essere fuso anche tramite l'applicazione di una adeguata pressione. Tale pressione risulta essere piuttosto elevata, si pensi per confronto che la pressione esercitata da un pattinatore abbassa il punto di fusione del ghiaccio su cui si trova di circa 0,09°C.
L'acqua come solvente
ghiaccio
La sua polarità rende l'acqua anche un buon solvente. Quando un composto ionico o polare viene messo in acqua, viene circondato dalle molecole di acqua le quali, per via delle loro piccole dimensioni, si inseriscono tra uno ione e l'altro o tra una molecola e l'altra di soluto orientandosi in modo da presentare ad ogni ione (o estremità polare) del soluto la parte di sé che reca la carica opposta; questo indebolisce l'attrazione tra gli ioni (o tra le molecole polari) e rompe la struttura cristallina. Ogni ione (o ogni molecola polare) si ritrova quindi solvatato, cioè circondato completamente da molecole d'acqua.
Un esempio di soluto ionico è il comune sale da cucina (cloruro di sodio), un esempio di soluto molecolare polare è lo zucchero.
In generale, le sostanze ioniche polari, quali acidi, alcoli e sali sono abbastanza solubili in acqua, mentre non lo sono le sostanze non polari, quali grassi ed oli. Le molecole non polari non si miscelano all'acqua perché per quest'ultima è energeticamente favorito il formare legami a idrogeno al suo interno, piuttosto che formare legami di Van der Waals con molecole non polari.
La natura anfotera dell'acqua
Chimicamente, l'acqua è un anfotero, cioè un composto capace di comportarsi sia da acido che da base.
A pH 7 (neutralità) la concentrazione di ioni idrossido OH- è uguale a quella di ioni idrogeno H+ (o idronio H3O+). Quando questo equilibrio viene alterato, la soluzione diventa acida (maggiore concentrazione di ioni idrogeno) o basica (maggiore concentrazione di ioni idrossido).
Secondo la teoria di Brønsted-Lowry, un acido è una specie chimica capace di donare uno ione H+ ed una base è una specie chimica capace di addizionarlo a sé. In presenza di un acido più forte di lei, l'acqua si comporta da base, in presenza di un acido più debole di lei, l'acqua si comporta da acido. Ad esempio, nell'equilibrio
l'acqua si comporta come base ed un acido le dona il suo ione H+. invece nella reazione con l'ammoniaca:
è l'acqua ad agire da acido donando il suo ione H+ a quest'ultima.
Nomenclatura sistematica
Il nome sistematico dell'acqua dovrebbe essere diidrogeno monossido, oppure idrossido di idrogeno o acido ossidrilico se se ne vuole enfatizzare il comportamento basico o acido. Tali nomi però non sono mai entrati in uso, se non in parodie del linguaggio dei chimici o in scherzi (si veda il caso "DHMO" [http://slashdot.org/articles/04/03/16/1419252.shtml?tid=133&tid=186]).
Cenni storici
Nel 1742, Anders Celsius definì la scala di temperatura che prende il suo nome ponendo il punto di fusione dell'acqua a 0 gradi ed il punto di ebollizione alla normale pressione atmosferica a 100 gradi.
La prima scomposizione dell'acqua in idrogeno e ossigeno per elettrolisi fu eseguita nel 1800 dal chimico inglese William Nicholson.
Gilbert Newton Lewis ha isolato il primo campione di pura acqua pesante nel 1933.
Una controversia scientifica è nata alla fine degli anni '60 a proposito dell'esistenza di una forma polimerica dell'acqua (la poliacqua). È ormai condivisa l'opinione che tale poliacqua non esiste.
L'acqua nelle culture umane
Per la maggior parte delle religioni, l'acqua è considerata un elemento purificatore. Esempi sono il battesimo cristiano ed i bagni rituali dell'ebraismo e dell'islam. Anche nello scintoismo l'acqua è usata nei rituali di purificazione di persone o luoghi.
All'acqua vengono spesso attribuiti poteri spirituali; molte religioni venerano dei legati all'acqua o i corsi d'acqua stessi (esempio, il Gange per l'induismo). Ancora, divinità particolari sono posti a patroni di particolari fonti d'acqua.
Il filosofo greco Empedocle annoverò l'acqua come uno dei quattro elementi fondamentali, insieme ad aria, terra e fuoco. Il taoismo cinese la include nei suoi cinque elementi con terra, fuoco, legno e metallo.
L'espansione dell'acqua al congelamento è portata come esempio di quelle proprietà fisiche critiche che supportano la vita sulla Terra a difesa del principio antropico.
Misure
Misure di proprietà chimiche dell'acqua
- Alcalinità
- Durezza
- pH
- COD
Misure del contenuto di acqua
- Reazione di Karl Fischer
Trattamenti
- Addolcimento
- Demineralizzazione
- Osmosi
Voci correlate
- Per la chimica: legame chimico, orbitale, acido, base
- Acqua minerale
Collegamenti esterni
- [http://www.lsbu.ac.uk/water/ Struttura e proprietà dell'acqua]
- [http://www.dhmo.org/ Un sito burlesco sui pericoli del diidrogeno monossido]
- [http://www.siwi.org/ Stockholm International Water Institute] (SIWI)
categoria:composti chimici
als:Wasser
ja:水
ko:물
ms:Air
simple:Water
th:น้ำ
Malto
Il malto non è altro che la cariosside di un chicco di cereale, più comunemente orzo, che ha subìto una germinazione. La produzione industriale avviene nel maltificio, con questa tecnica: le cariossidi sono fatte macerare in appositi tini, dove assorbono l'acqua e si rigonfiano; quindi vengono tenute per una settimana nelle camere di germinazione, dove spuntano le radichette (piccole radici); poi il malto passa in una camera di essiccazione, dove la germinazione è bloccata (l'umidità scende dal 50% all'8%); il malto secco arriva infine nei silos, dove viene lasciato in attesa della lavorazione.
Luppolo
Il luppolo (Humulus lupulus) è una pianta a fiore (Angiosperma) appartenente, come la canapa (Cannabis Sp.), alla famiglia delle Cannabacee; ordine delle Urticali.
Morfologia
Pianta erbacea e perenne, con rizoma ramificato dal quale si estendono esili fusti rampicanti che possono raggiungere i 7 metri d'altezza.
Le foglie sono cuoriformi, picciolate, opposte, munite di 3-5 lobi seghettati. La parte superiore si presenta ruvida al tatto, la parte inferiore è invece resinosa.
Essendo una specie dioica, i fiori, unisessuali e di colore verdognolo, sono presenti su individui separati. I fiori maschili (o staminiferi) sono riuniti in pannocchie pendule e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami; i fiori femminili ( o pistilliferi) presentano un calice membranoso che circonda un ovario munito di 2 lunghi stimmi pelosi. Si trovano raggruppati alle ascelle di brattee fogliacee, costituendo un'infiorescenza dalla caratteristica ed inconfodibile forma a cono.
La fioritura avviene in estate. L'impollinazione è anemofila (trasporto per mezzo del vento) e in settembre-ottobre, con la maturazione dei semi, le brattee assumono una consistenza cartacea che aumenta la dimensione del cono. I frutti sono degli acheni di colore grigio-cenere.
Le infiorescenze femminili sono ricche di ghiandole resinose secernenti una sostanza giallastra e dal sapore amaro, la luppolina, che viene utilizzata per aromatizzare e conferire alla birra il suo gusto caratteristico.
Il luppolo predilige ambienti freschi e terreni fertili e ben lavorati. Cresce spontaneamente sulle rive dei corsi d'acqua, lungo le siepi, ai margini dei boschi, dalla pianura fino ad un' altitudine di 1.200 metri se il clima non è troppo ventoso ed umido. La sua presenza è molto comune nell' Italia settentrionale.
Uso terapeutico
Si usano la polvere resinosa delle infiorescenze femminili, la luppolina (farm.: Strobuli lupuli).
Il luppolo è un mite sedativo con proprietà ipnogoghe (sonnifero).
In fitoterapia si conosce l'uso come:
- mite sonnifero p. e.:
:Rp. Sonnifero
::Extract. Lupuli
::Tinct. Valerianae aa 20.0
:D.S. orale 30! gtt. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista. (vedi anche Ricetta medica magistrale)
- in disturbi gastrici nervosi p. e.:
:Rp. Disturbi neuro-gastrici
::Extract. Lupuli
::Tinct. carminativa aa 10.0
:D.S. orale 100! gtt. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.
Avendo probabilmente delle proprietà ormonali (fitoestrogeni), si usava anche come emmenagogo per le donne e come anafrodisiaco per gli uomini (nevrosi sessuali, polluzioni, eiaculatio praecox).
Si aggiunge anche volentieri a dei preparati magistrali ansiolitici e contro l'irrequietudine di bambini.
Categoria:Specie botaniche
Categoria:Dicotiledoni
Categoria:Erboristeria
ja:ホップ
LievitoI lieviti sono un gruppo di funghi unicellulari.
Alcune specie di lieviti sono comunemente usate per lievitare il pane e far fermentare le bevande alcoliche.
La maggior parte dei lieviti appartengono al gruppo degli Ascomiceti.
Un piccolo numero di lieviti, come la Candida albicans possono causare infezioni nell'uomo. Sono state catalogate più di mille specie di lieviti.
Il lievito più comunemente usato è Saccharomyces cerevisiae, che è stato "addomesticato" migliaia di anni fa per la produzione di vino, pane e birra.
Mentre alcuni lieviti utilizzano esclusivamente la respirazione aerobica, altri, in assenza di ossigeno, possono passare ad un processo di respirazione anaerobica chiamato fermentazione.
I lieviti fermentanti producono energia convertendo gli zuccheri in anidride carbonica e etanolo.
Nella fermentazione delle bevande è utile la produzione dell'etanolo, mentre nella lievitazione del pane l'anidride carbonica gonfia la pasta e l'alcool (etanolo) evapora.
Un esempio con un substrato di glucosio:
:C6H12O6 (glucosio) →2C2H5OH + 2CO2
I lieviti si possono riprodurre asessualmente per gemmazione o sessualmente tramite la formazione di ascospore.
La fermentazione del lievito è una delle più antiche e diffuse applicazioni della microbiologia.
I produttori di birra classificano i lieviti come top-fermenting e bottom-fermenting. Questa classificazione è stata introdotta dal danese Emil Christian Hansen.
I lieviti Top-fermenting (così chiamati perché galleggiano sulla superficie della birra) producono maggiori concentrazioni di alcool e preferiscono temperature più alte. Ad esempio Saccharomyces cerevisiae, conosciuto come ale yeast. Producono una birra più frutttata e dolce, ale.
I lieviti Bottom-fermenting trasformano con la fermentazione una maggior quantità di zuccheri lasciando un sapore più "croccante" e lavorano bene a basse temperature. Fra questi: Saccharomyces uvarum e Saccharomyces carlsbergensis. usati per produrre birre tipo-lager.
I produttori di vino usano differenti varietà di lieviti a seconda del tipo di vino e delle condizioni dell'uva. Troppo zucchero o un'eccessiva concentrazione di alcool rallenta la crescita del lievito , perciò per uve con molto zucchero sono necessari lieviti che ben sopportano elevate concentrazioni zuccherine. Se il lievito muore prima che tutti gli zuccheri fermentabili siano stati trasformati in alcool, il risultato èuna fermentazione "bloccata".
Alcuni lieviti sono selezionati in base agli aromi che tendono a sviluppare.
Lieviti naturali sono già presente sulla superficie degli acini d'uva perciò il succo d'uva tenderà spontaneamente a fermentare a meno che i lieviti non vengano fermati con temperature basse o con solfati.
Saccharomyces cerevisiae è conosciuto anche come lievito da fornaio. è usato come organismo modello da biologi che studiano genetica e biologia molecolare(in particolare ciclo cellulare) perché è facile crescerlo in coltura e come eucariota ha una struttura cellulare complessa.
Saccharomyces cerevisiae è stato il primo genoma di un eucariota a essere sequenziato completamente.
Il database del genoma dei lieviti [http://www.yeastgenome.org/] è uno strumento molto importante per sviluppare la conoscenza del funzionamento e organizzazione della genetica e della fisiologia delle cellule eucariote.
Un altro importante S. cerevisiae database è mantenuto dal Centro di informazione per le sequenze proteiche [http://mips.gsf.de/genre/proj/yeast/index.jsp] di Monaco di Baviera.
Voci correlate
- Lievito chimico
- Lievito di birra
categoria:biologia
categoria:chimica
Categoria:Micologia
ja:酵母
th:ยีสต์
Giappone
Il Giappone (in giapponese 日本 Nihon o Nippon), detto anche Paese del Sol Levante come appare nella sua bandiera, è uno stato insulare dell'Asia orientale (377,835 km², 127.214.499 abitanti).
Il Giappone si estende sulla maggior parte dell'arcipelago giapponese, nell'Oceano Pacifico nord-occidentale, al largo delle coste della Cina e della Corea. La sua capitale è Tokyo (antico nome Edo).
Il Giappone rivendica le isole Curili meridionali e ha un contenzioso sull'isola di Takeshima o Tokto, che appartiene alla Corea del Sud.
Storia
Geografia
Geografia fisica
L'arcipelago è costituito da 4 isole principali: Hokkaido, Honshu, Kyushu, Shikoku, formanti un vasto arco aperto verso nord-ovest e accompagnate da un migliaio di isole minori, oltre un gran numero di isolotti e scogli. La morfologia del suolo è complicata dal succedersi di corrugamenti e dislocazioni, dall'intensa attività vulcanica e dall'azione erosiva del glacialismo e dei corsi d'acqua.
Il 75% del terreno è montuoso. I rilievi sono costituiti da una serie di catene che formano l'ossatura longitudinale dell'intero arco insulare; a questa si contrappone, nell'Honshu centrale, la catena delle Alpi Giapponesi, fortemente inclinata rispetto alla direzione precedente e comprende cime di altezza superiore ai 3000m. Isolato a sud-ovest il cono del Fuji (Fuji-san 富士山, 3.776 m), il monte più alto del paese.
Altre montagne degne di nota sono:
- Shirane (2.578 m)
- Asahi-dake 旭岳 (2.290 m)
- Chōkai-san 鳥海山 (2.236 m)
- Horoshiri-dake 幌尻岳 (2.052 m)
- Kiju-san (1.791 m)
Nell'arcipelago sono presenti quattro fasce vulcaniche comprendenti 165 coni, di cui una sessantina ancora attivi, causa di frequentissimi movimenti sismici, spesso disastrosi.
Se si eccettua la vasta depressione nell'Honshu centrale (detta Fossa Magna) tra le baie di Ise e di Wakasa, le sole zone pianeggianti sono rappresentate da strette cimose costiere per la maggior parte formate da depositi alluvionali. La più estesa (Kanto) è quella intorno al corso inferiore del fiume Tone a nord di Tokyo.
Le coste che si estendono per circa 27.000 km, sono prevalentemente a terrazze rocciose e sono accompagnate da isole. Limitate quelle basse e sabbiose, con formazione di lagune e laghi costieri. Quelle prospicienti il Mar del Giappone sono relativamente poco articolate; le altre sono invece caratterizzate da numerosissime frastagliature, che sovente si allargano a formare vaste e profonde insenature, quali la baia di Uchiura (Hokkaido), di Tokyo, Suruga, Ise, Osaka, Hiroshima (Honshu), di Tosa (Shikoku).
Idrografia
Dato l'aspetto della regione, non esistono grandi laghi tranne il Biwa, l'Inawashiro
e il Kussharo e i fiumi, in rapporto alla conformazione delle isole e all'orografia molto frammentata, hanno carattere torrentizio, mancanti di bacini estesi e quindi non navigabili. I fiumi principali si sviluppano nell'Honshu, tributano al Pacifico il Tone, che drena la sezione centrale dell'isola estendendo il suo bacino sulla piana del Kanto, e il Kitami, mentre scende al Mar del Giappone il Shinano.
Diversamente da questi e da pochi altri che sviluppano i loro bacini in valli longitudinali, come l'Ishitaki e il Teshio, nell'Hokkaido, il resto dei fiumi giapponesi hanno corsi più o meno diretti tra lo spartiacque e la costa, verso la quale mantengono una direzione normale. Si capisce come il loro ruolo, nella geografia del Giappone, sia piuttosto modesto. Il loro corso, giovanili nelle zone montagnose
interne, presso la costa si distendono nelle piane alluvionali, diventando elementi di attrazione demografica. Altri fiumi sono: Shikoku, Yoshino, Shinanu.
Hanno un ruolo fondamentale come fonti idriche per l'irrigazione. Gran parte delle risaie irrigue sfruttano le acque fluviali, specie nelle pianure costiere, che rappresentano le principali zone agricole del paese. Ricche e numerose sono in tutto il Giappone le sorgenti, tra cui abbondano quelle termali e termo-minerali, legate alla natura vulcanica delle isole.
Clima
Per il suo notevole sviluppo latitudinale e per la varietà degli influssi, il Giappone presenta un clima molto vario da parte a parte, nonostante la sua marittimità. Anche i mutamenti stagionali del clima sono sensibili e a un'estate di tipo tropicale o subtropicale che investe quasi per intero le isole, succede un inverno freddo e piovoso che si fa sentire anche nella parte sud-orientale, la più tropicale dell'arcipelago.
Il meccanismo degli influssi è piuttosto complesso, essendo collegato ai movimenti delle seguenti masse d'aria: le masse d'aria marittima polare (del Mare di Ohotsk), le masse d'aria continentale siberiana, le masse d'aria marittima tropicale (masse di Bonin), le masse equatoriali e quelle tropicali continentali (dello Chang Jiang).
L'inverno è massimamente soggetto, in tutta la sezione settentrionale, alle masse d'aria di origine siberiana, che portano freddi venti di nord-ovest. Sopra il Mare del Giappone questi venti assorbono molta umidità che scaricano sui rilievi occidentali del Honshu, dove si hanno rilevanti precipitazioni invernali, spesso a carattere nevoso. Agli influssi dell'anticiclone siberiano succede, nella tarda primavera, lo stanziamento dell'anticiclone marittimo polare, con masse d'aria umide e fredde; scontrandosi con le masse d'aria di Bonin, tropicali, formano un fronte depressionario detto di Bai u,
responsabile delle abbondanti precipitazioni estive che si scaricano soprattutto sul Giappone sud-occidentale.
In genere l'estate giapponese è umida e nebulosa, anche se non ovunque necessariamente piovosa, la stagione si chiude in settembre con l'arrivo dei tifoni, che risalgono le coste dell'Asia orientale, determinati dallo scontro di aria umida equatoriale con aria fredda continentale. Essi apportano precipitazioni abbondanti lungo la costa meridionale dell'arcipelago e spesso hanno carattere violento e rovinoso.
Autunno e primavera si configurano come le stagioni più calme e dolci del clima giapponese, i cui contrasti sono indicati dalle differenze tra temperature estive ed invernali.
Le aree più piovose sono il versante interno dell'Honshu (2000 mm annui, in gran parte nevosi) e il versante esterno del Kyushu e del Shikoku (2000 mm). Le precipitazioni diminuiscono verso nord lungo la costa del Pacifico (a Tokyo 1500 mm), che si abbassano ancora nell'Hokkaido (Sapporo 1000 mm).
Nel quadro climatico del Giappone una influenza non trascurabile hanno le correnti marine che lambiscono l'arcipelago: la calda Curoscivo (che ha azione umidificatrice e moderante nelle zone costiere meridionali) e la fredda Ogascivo (che influenza soprattutto l'Hokkaido). All'incontro delle correnti si formano le condizioni adatte alla formazione di plancton, rendendo pescosissimi questi tratti di costa giapponese.
Temperatura e precipitazioni
Ogascivo
Geografia umana
Popolazione
Densità: 334 per km²
Etnie
Giapponesi 99%, altri (coreani, cinesi) 1%.
Urbanesimo
In generale i maggiori insediamenti si hanno nella fascia litoranea e ciò perché l'interno del paese è montagnoso e poco agevole; l'organizzazione territoriale ha i suoi perni nelle metropoli della costa, sviluppatesi in rapporto alle loro attività commerciali e industriali, dove si elaborano quei prodotti che stanno alla base dell'economia giapponese. Questo riversamento sulle coste degli uomini e delle attività vale per tutte le isole, ma in particolar modo per Honshu, la più densamente popolata con 429 abitanti per km². Ciò si deve al grande sviluppo che ha avuto l'urbanesimo, che allinea tutta una serie di metropoli lungo la costa orientale con densità che raggiungono in certe prefetture i 600 abitanti per km² e in qualche caso superandole. Alle forti densità del litorale del Pacifico fanno riscontro i valori relativamente più bassi della costa del Mar del Giappone, dove pochi sono i grandi centri urbani.
Le zone più spopolate sono quelle interne montagnose del Honshu e soprattutto dell'Hokkaido. Le generali elevate densità del Giappone si spiegano con l'alto indice di urbanizzazione del paese, dove ormai il 23% della popolazione è considerata rurale. Questa vive ancor oggi nel baraku, il tipico villaggio nipponico, che conserva in molti casi quegli aspetti tradizionali legati a una precisa e autonoma organizzazione. Il baraku è formato in generale da abitazioni compatte e fa capo al tempio shintoista. Alle epoche di colonizzazioni imposta si devono i numerosi villaggi di strada e i villaggi inquadrati entro la maglia delle divisioni jori del terreno. Le città ospitano oggi il 76,9% della popolazione.
La misura dell'urbanesimo del Giappone può essere data dalla graduatoria delle città (10 con più di 1.000.000 di abitanti e 11 con oltre 500.000). In questo campo il paese conta la città più popolosa della Terra, Tokyo, con un'area metropolitana di 12 milioni di abitanti. La capitale è la più settentrionale delle grandi città che si allineano sulla costa orientale dell'Honshu: Kyoto, Osaka, Kobe, Nagoya, Shizuoka, Kawasaki, Yokohama, ecc.
Nell'ambito del complessivo schieramento urbano si possono individuare delle conurbazioni distinte, tra cui si impongono quella che fa capo al triangolo di Kyoto-Osaka-Kobe, quella di Nagoya-Gifu, quella di Tokyo-Yokohama. Altre concentrazioni si trovano lungo le coste del Kyushu; la principale è quella di Kitakyushu-Fukuoka, cui si associa la città di Shimoneseki, quella di Nagasaki-Sasebo, di Kumamoto-Kagoshima. Relativamente meno sviluppato è l'urbanesimo di Shikoku, dove le città maggiori si allineano sulla costa del Mare Interno. Nel nord dell'Honshu grossi centri sono gli sbocchi portuali di Sendai, Akita e Aomori (quest'ultima funge da collegamento tra Honshu e Hokkaido). Le città dell'Hokkaido sono tutte recenti ma sviluppatissime, come Hakodate e Sapporo, nella più popolosa pianura dell'isola. Le città giapponesi hanno volti e strutture più o meno uguali. Molte di esse sono sorte come sedi feudali e sono dominate dal castello del daimyō, che ne è il centro simbolico, al di fuori del quale non esistono nuclei coordinatori del tessuto urbano. La città è formata da una giustapposizione di quartieri con funzioni diverse, che li qualificano. Alla funzionalità per quartiere si aggiunge quella generale delle città nell'ambito del Paese. In tale quadro Tokyo fa parte a sé per il suo ruolo molteplice, la dimensione mondiale dei suoi interessi culturali, commerciali, industriali, finanziari.
Religione
Shintoisti 76%, buddhisti 16%, altri 8%.
Geografia politica
La struttura amministrativa del paese consta di 44 prefetture (ken), 2 prefetture urbane (fu, Kyoto e Osaka) e una metropoli (to, Tokyo) (vedi anche Prefetture del Giappone)
Economia
Una espansione economica iniziata negli anni 1950 e praticamente ininterrotta ha permesso al Giappone di divenire la seconda potenza mondiale dopo gli Stati Uniti con un prodotto lordo pro capite di 38.160 $ annui.
Punti di forza:
- grande produttore high-tech e automobilistico.
- Impegno in ricerca e sviluppo di lungo termine.
- Capacità di sviluppare idee importate da UE e USA.
- Diffusione globale delle imprese, con stabilimenti anche in UE e USA.
- I keiretsu tengono gli stranieri fuori dal mercato giapponese.
- Grande attenzione alle tematiche della gestione della produzione industriale: sono giapponesi molte delle teorie attualmente utilizzate nelle imprese del "primo mondo", come il "Just in time", le filosofie di miglioramento continuo kaizen, e il Total Quality Management.
Punti di debolezza:
- Pesante dipendenza dal petrolio importato.
- Il surplus di bilancia commerciale è fonte di tensioni internazionali.
- Sistema finanziario bisognoso di riforme, appesantito da un elevato tasso di cattivi debiti e da scarsa trasparenza.
- Il sistema industriale è indebolito dalla presenza di un gran numero di piccole e medie imprese che vivono al riparo di barriere commerciali e con forti protezioni politiche (p.e. costruzioni).
- L'agricoltura condiziona fortemente la vita politica del paese malgrado la sua declinante importanza economica.
Basi dell'economia
Lo sviluppo è stato particolarmente rilevante nel decennio 1961-1970, durante il quale il tasso medio di accrescimento annuo del prodotto nazionale si è aggirato sul 10%, di gran lunga superiore a quello dei grandi paesi altamente industrializzati. L'economia poggia eminentemente sull'industria, che ha raggiunto livelli eccezionali e che ha trasformato radicalmente le strutture produttive di un paese rimasto fondamentalmente agricolo quando già altrove, in Europa e in America, si era da tempo realizzata la rivoluzione industriale. Essenzialmente il formidabile sviluppo giapponese è riconducibile alla felice associazione dell'abbondanza di manodopera e dell'ampia reperibilità di capitali all'interno del paese. Non minor peso hanno avuto da un lato la stabilità politica e la tranquillità del clima sociale, dall'altro l'azione governativa, che ha saputo formulare adeguati programmi operativi e ha concesso opportune agevolazioni fiscali e creditizie alla industrie.
Pur rimanendo fedele al principio dell'economia liberista, il governo ha sempre avuto fin dall'epoca Meiji un ruolo decisivo per orientare i piani di sviluppo. Dopo la guerra questo ruolo di guida si è accentuato. L'industrializzazione, che sin da principio ha riguardato essenzialmente i settori di base (siderurgia, chimica, petrolchimica, metalmeccanica, macchinari e impianti industriali, navi e automobili), è stata facilitata dall'esistenza di aree adatte all'insediamento degli stabilimenti.
Con gli anni settanta lo spettacolare sviluppo produttivo ha registrato un rallentamento del ritmo di crescita e il Giappone è stato investito dalla gravissima crisi dei rincari energetici; tuttavia non solo la recessione economica giapponese non ha mai raggiunto la gravità denunciata in Occidente, ma l'apparato produttivo nel suo complesso rivela una dinamicità e una vitalità che lo distinguono nettamente dagli andamenti delle altre economie altamente industrializzate.
Per combattere il costo sempre crescente delle materie prime e la concorrenza ormai pericolosa presentata da alcuni paesi (Taiwan, Corea del Sud) nel settore della siderurgia, della metalmeccanica e in genere dell'industria pesante, la produzione si è sempre più andata orientando verso settori ad alta tecnologia e a basso contenuto di materie prime e di consumo energetico, principalmente verso l'elettronica, l'informatica, le telecomunicazioni, la meccanica di precisione altamente sofisticata, l'aeronautica, la tecnologia spaziale, la farmaceutica e in genere la chimica fine, ecc., settori nel quale il mercato internazionale è tuttora apertissimo. Contemporaneamente, per alleggerire le attualmente molto elevate importazioni di petrolio, colossali investimenti vengono destinati al settore della ricerca sia per l'ottenimento di maggiori risparmi energetici durante i processi produttivi sia per un migliore sfruttamento delle fonti di energia alternativa privilegiando soprattutto l'energia nucleare.
Agricoltura
Contrariamente agli altri settori economici e nonostante gli sforzi governativi per introdurre sistemi moderni, l'agricoltura (interessa il 12,8% del territorio) non ha certo conseguito sensibili progressi, né ha compiuto trasformazioni di rilievo nelle tecniche produttive. Occupa il 6,4% della popolazione attiva. In seguito alla riforma fondiaria, realizzata negli anni 1947-49 e che ha portato all'abolizione dei preesistenti latifondi, l'attività agricola è svolta essenzialmente da piccoli produttori terrieri. Data la generale limitatezza dei redditi agricoli, molti contadini lavorano anche in vicine aziende manifatturiere o comunque dedicano parte del loro tempo ad altre attività produttive; la polverizzazione fondiaria non consente di ottenere redditi elevati ne di realizzare grandi progressi in campo agricolo, benché sia sensibilmente cresciuto l'impiego tanto di macchine agricole che di fertilizzanti.
latifondi
Nonostante una certa modernizzazione, l'agricoltura è fondamentalmente rimasta con i suoi tipici caratteri asiatici, il che significa netta prevalenza della risicoltura intensiva su gran parte dell'arcipelago; essa però rende possibile due raccolti l'anno. Il riso occupa più di metà dell'arativo e, con una produzione annua di circa 131 milioni di quintali, riesce a coprire il fabbisogno interno, benché sia molto elevato l'impiego del riso per la fabbricazione del sake (liquore nazionale). Dopo varie sperimentazioni, i tecnici giapponesi sono riusciti a creare una varietà di riso che si adatta anche all'ambiente freddo dell'isola di Hokkaido; la maggior parte della produzione proviene però dalle aree irrigue del Shikoku, del Kyushu e del Honshu centro-meridionale. Un certo sviluppo ha assunto la coltivazione del frumento, praticata soprattutto nell'Hokkaido ma anche in altre isole come coltura invernale, che segue quella estiva del riso; la produzione è di 9,5 milioni di quintali e non copre la richiesta interna.
Abbastanza diffuso è anche l'orzo (3,4 milioni di q.), esso pure seminato dopo la raccolta del riso; molto meno rilevanti sono le produzioni degli altri cereali (mais, avena, miglio), mentre ben rappresentate sono le patate (35 milioni di q.) e le patate dolci (15 milioni di q.): tuttavia i consumi alimentari della popolazione sono in via di graduale trasformazione, soprattutto per le mutate richieste di chi vive in città. Così, mentre nel complesso è diminuito il consumo di riso, particolare importanza ha assunto la coltivazione di ortaggi, come pomodori (8 milioni di q.), cipolle (12 milioni di q), cavoli (29 milioni di q), ecc., coltivate sia nelle immediate vicinanze delle città sia in aree lontane ma particolarmente favorite dal clima, come le pianure costiere dell'Oceano Pacifico, influenzate dalla corrente di Curoscivo.
Altre colture. Anche la frutticoltura ha registrato un notevole incremento per l'accresciuta richiesta nazionale e per il rifornimento dell'industria conserviera, largamente al servizio dell'esportazione; si producono annualmente oltre 30 milioni di q. di agrumi (arance, mandarini, mandaranci, ecc.), 10 milioni di q. di mele, quindi, pere, pesche, uva, prugne, ecc. Tra le colture industriali è largamente diffusa quella del tè (1 milione di q.), coltivato sui pendii montuosi del Giappone centrale e meridionale e in gran parte esportato. Tra le colture oleaginose un buon posto occupa la soia (2,2 milioni di q.), quindi colza e arachidi; tra quelle tessili, tutte modeste, prevalgono lino e canapa. Benché la seta non sia più così prestigiosa come un tempo, in Giappone è molto praticata la gelsicoltura per l'allevamento del baco da seta (6.000 tonnellate di seta grezza annui); consistente è anche la produzione del tabacco (740.000 q.), che, con il luppolo, la canna e la barbabietola da zucchero, completa il quadro delle principali coltura industriali.
Elevatissimo è il patrimonio forestale, specie per un paese di cosi antico e fitto popolamento; ben il 67% della superficie nazionale è ricoperto da foreste, con prevalenza di conifere e latifoglie a seconda delle regioni e quindi delle varieta climatiche; le maggiori distese di conifere sono statali e strettamente controllate da un apposito organismo governativo allo scopo di non depauperare eccessivamente le risorse nazionali. La produzione annua di legname, largamente utilizzato come materiale da costruzione e per pasta da carta, si aggira sui 32 milioni di m³ si ricorre quindi in larga misura a legname d'importazione.
Allevamento
Come la maggior parte dei paesi dell'estremo oriente, anche in Giappone il ruolo dell'allevamento è molto limitato; le aree a prato e a pascolo permanente sono appena l'1,7% del territorio nazionale. Tuttavia, in relazione alle trasformazioni indotte dalle richieste urbane nel settore dell'alimentazione, e in particolar modo per la sempre crescente domanda di carni e latticini, il Giappone dispone oggi, soprattutto per bovini (4.7 milioni di capi), di complessi zootecnici moderni e razionali; dipende invece per lo più da piccoli agricoltori il tradizionale allevamento di suini (11,8 milioni) e quello dei volatili da cortili (334 milioni di capi).
Pesca
barbabietola da zucchero
La pesca, nonostante la decisione presa nel 1976 da parte di molti paesi di creare delle zone di pesca esclusiva, resta un settore di grandissima importanza per l'economia giapponese e dà lavoro a oltre 900.000 addetti; circa 11 milioni di tonnellate di pescato. L'attività è organizzata in modo moderno, con tecniche d'avanguardia e sperimentazioni con le quali si cerca di valorizzare tutte le risorse del mare, che per il Giappone è uno spazio vitale. La pesca è praticata sia da numerosissime imprese di piccole dimensioni, che la esercitano lungo le coste (gamberi, sgombri, molluschi, ecc.), sia da imponenti complessi industriali, cui si deve oltre il 70% del pescato totale. Questi complessi sono attrezzatissimi, con potenti flottiglie di battelli che solcano non solo i mari giapponesi, ma spaziano nel Pacifico, specie nella sezione settentrionale e che si spingono anche nell'Atlantico e nei mari antartici. Nei mari giapponesi le zone di pesca migliori sono quelle dove si incontrano le correnti Curoscivo e Ogascivo, ricche insieme di fauna ittica tropicale e di acque fredde; qui si catturano salmoni, merluzzi, aringhe, ecc., mentre nelle altre aree predomina il tonno. I porti di pesca attrezzati sono numerosi lungo le coste del Hokkaido, del Honshu e del Kyushu e ad essi sono annesse grosse industrie conserviere. Molto redditizia è anche la caccia alla balena, benché contraria agli accordi internazionali, definita dal governo giapponese "a scopo scientifico". Altre attività di sfruttamento del mare sono la raccolta di perle naturali e la coltivazione delle ostriche perlifere (a Toba). Questa tecnica fu messa a punto per la prima volta da Kokichi Mikimoto che era nato a Toba. Rilevante anche la raccolta di alghe usate per l'alimentazione.
Risorse minerarie
Le risorse minerarie del Giappone sono limitate, largamente insufficienti per le richieste nazionali. Gli unici minerali metalliferi di cui esistono buoni giacimenti sono quelli di zinco (127.000 t.) e di rame (13.000 t.); di minor rilievo sono quelle di piombo, oro (6100 kg), argento (150.000 kg), stagno, cromo, manganese, tungsteno, mercurio, ecc. Incosistenti sono le risorse di minerali ferrosi. Tra i minerali non metalliferi, buoni sono i giacimenti di zolfo (1,6 milioni di t.). Per quanto riguarda le risorse energetiche, il Giappone dispone quasi esclusivamente di carbone, di scarsa qualità e di difficile estraibilità. I maggiori depositi si trovano nel Kyushu e nel Hokkaido.
Energia
Il potenziale idrico, sfruttato più o meno interamente nei limiti della convenienza, fornisce poco più dell'11% del totale; la principale forma di energia è dunque ormai costituita dalle centrali termiche che operano con petrolio d'importazione e sono dislocate lungo le coste, dove sorgono anche le grandi raffinerie che alimentano i consumi delle aree industrializzate ed urbanizzate. Un notevole contributo proviene anche dalle centrali nucleari, con 50 installazioni attive dislocate in tutto il Paese.
Industria
Nel quadro generale dell'economia giapponese l'industria partecipa per circa il 42% alla formazione del reddito nazionale e occupa il 39% della popolazione attiva. Il Giappone è il secondo produttore di acciaio (115 milioni di t.) e di ghise e ferroleghe (80 milioni di t.). La distribuzione dei complessi siderurgici è piuttosto vasta, comunque le aree più privilegiate restano quelle costiere. Quanto alle lavorazioni metallurgiche, di rilievo quella dell'alluminio, che poggia interamente su bauxite d'importazione.
Potentissimo è il settore cantieristico, legato alle necessita marine del Giappone. I cantieri maggiori sono a Kobe, Nagasaki, Yokohama, Aloi, Osaka, Hiroshima, ecc. In espansione l'industria automobilistica, rappresentate da fabbriche (Toyota, Nissan, ecc.) che riescono ad esportare in tutto il mondo, annualmente si fabbricano oltre 12 milioni di autoveicoli (9,9 milioni di automobili). Molto importante anche l'industria ciclistica e motociclistica.
L'industria di precisione è forse la più peculiare del Giappone ed è il risultato di una oculatissima scelta economica, dato che i prodotti sono molto elaborati e poco ingombranti, mentre la produzione richiede numerosa e qualificata manodopera. Strumenti ottici giapponesi (macchine fotografiche e cinematografiche, binocoli, microscopi, proiettori, strumenti geodetici, ecc.) sono diffusi in tutto il mondo insieme con i prodotti della radiotecnica (radio e televisori) e con gli orologi, con una colossale avanzata sui mercati internazionali. Affermati anche i calcolatori e in generi i prodotti dell'industria elettronica.
Non meno poderosa è l'industria chimica, che dispone di numerosi impianti, dislocati nei pressi dei centri portuali; tra le principali produzioni si trovano l'acido solforico (6,8 milioni di t.), la soda caustica (1,3 milioni di t.), le materie plastiche e le resine (6 milioni di t.), i fertilizzanti azotati (1,3 milioni di t.), quindi coloranti, prodotti farmaceutici, ecc. Anche l'industria della gomma è ben rappresentata, con 3 milioni di t. di caucciù sintetico, utilizzato soprattutto nella produzione di pneumatici (155 milioni annui) e nelle calzature. Altro settore dell'industria di base in enorme sviluppo è quello cementifero (79 milioni di t.).
In espansione è l'industria della carta, si producono annualmente 10 milioni di t. di pasta di legno e 26 milioni di t. di carta. Il Giappone è uno dei massimi fornitori di fibre e tessuti; la tendenza in atto è quella di installare in altri paesi le industrie tessili, utilizzando manodopera a bassi prezzi. Il settore tradizionale è ancora il setificio (96 milioni di m²), ma rilevante anche il settore delle fibre tessili artificiali e sintetiche (rayon); limitato il settore lanificio, mentre sviluppatissimo il cotonificio. Sono molto attive le fabbriche delle ceramiche e quello del vetro, che trovano nel paese la gran parte delle materie prime necessarie. L'industria alimentare comprende zuccherifici, conservifici di pesce, frutta e verdura. Importante il settore delle bevande alcoliche (sake), della birra (62 milioni di hl); fiorente la manifattura del tabacco, che produce 300.000 milioni di sigarette, sigari, tabacco.
Cibi e piatti
I Giapponesi utilizzano come base per le proprie ricette il riso, che viene di norma cotto a vapore utilizzando degli appositi bollitori elettrici. Il riso risulta essere abbastanza colloso in modo da poter essere agilmente preso mediante i bastoncini, mezzo con cui mangiano.
In tavola vengono portati tutti i cibi, slegandosi dal concetto del primo, secondo, contorno, frutta ecc. ecc., e molti piatti sono conviviali, nel senso che vengono cotti oppure si attinge tutti da un piatto centrale.
Oltre al riso vengono utilizzate molte verdure cotte che in bocca risultano essere molto croccanti.
I piatti principali sono :
- Sushi, 寿司: polpettine di riso cotto al vapore quindi trattato con aceto di riso, zucchero e sale, con una guarnizione o ripieno di pesce (generalmente crudo), alghe, vegetali o uova.
- Sashimi 刺身: Fettine di pesce crudo
- Miso 味噌: Zuppa a base di riso e soia, può essere servita con Tofu, oppure verdure, carne
- Tōfu 豆腐: Specie di formaggio derivante dalla soia. Non ha sapore in quanto lo prende dai cibi a cui si accompagna
- Ramen ラーメン: Zuppa con carne, spaghetti di grano, uova e alghe crude
- Soba 蕎麦: spaghetti di grano saraceno serviti freddi
- Yakitori 焼鳥: spiedini di pollo
- Tempura 天麩羅: verdura o pesce in una pastella molto leggera, fritti per immersione
- Katsudon カツ丼: carne di vitello servito in una scodella con sotto una base di riso
- Tendon 天丼: come il katsudon ma con il tenpura al posto della carne
- Onigiri お握り: involtini a base di riso e alghe crude, solitamente di forma triangolare. Possono essere di solo riso oppure ripeni di pesce o carne. Molto diffusa e' la versione con all'interno l'umeboshi 梅干 una tipica prugna giapponese seccata con il sale, dal sapore aspro.
- Okonomiyaki お好み焼: la chiamano anche pizza giapponese, può essere composta da verdure e carne, con uova e salsa di soia, che si cuoce su una piastra direttamente al tavolo
- Yakiniku 焼肉: piccole fettine di carne, tipicamente maiale e vitello, cotte su una griglia direttamente al tavolo.
- Shabu shabu シャブシャブ: fettine di carne di vitello e maiale molto sottili che vengono lessate direttamente al tavolo.
- Sukiyaki 鋤焼: piatto conviviale che consiste in fettine sottili di carne bovina cotte in un largo contenitore, in cui si è lasciato sciogliere del grasso di rognone, insieme con verdure varie come porri, rape ed altro; il commensale preleva dal tegame la carne e le verdure e le immerge nella propria ciotola in cui, a piacere, ha versato salsa di soya ed un uovo crudo
Trasporti
Strade: 11,6 milioni di km.
Autostrade: 6.070 km.
Ferrovie: 20.175 km.
Canali navigabili: 1.770 km.
Tempura
La frammentazione insulare e il notevole sviluppo orografico hanno costituito un forte ostacolo alla realizzazione di una rete di vie di comunicazione; fin dai secoli più lontani la trama delle comunicazioni stradali si articolò lungo le coste, sulle quali ebbe sempre i suoi nodi principali. Il paese è dotato di oggi di un sistema sufficiente organico di vie di comunicazione, anche se non forse all'altezza della sua globale economia. Le ferrovie, in larghissima parte statali, si sviluppano per circa 26.000 km, concentrate sulle aree convergenti sulle città; celebri sono alcuni treni veloci detti Shinkansen, in particolare quello in servizio sulla linea del Tokaido (tra Osaka e Tokyo). Honshu è naturalmente l'isola meglio servita, ma numerosi traghetti e tunnel sottomarini assicurano raccordi ferroviari nell'intero arcipelago; dal 1979 il Giappone può contare sul più lungo tunnel ferroviario, il Daishimizu di oltre 22 km. Anche le strade si snodano soprattutto lungo le coste, allacciando tra loro le città costiere.
Porti. Dimensioni gigantesche e attrezzature tecnologicamente d'avanguardia caratterizzano i porti nazionali, il cui movimento è veramente poderoso; tra i maggiori scali marittimi, sono Chiba, Kobe, Yokohama e Nagoya; di poco inferiore il porto di Kawasaki. Gran parte del traffico marittimo è svolto da navi nazionali; la marina mercantile nazionale dispone di oltre 10.000 navi, con una stazza lorda di 27 milioni di t. Per le comunicazioni aeree internazionali il Giappone si avvale della compagnia Japan Air Lines (JAL), che effettua collegamenti diretti con tutto il mondo, incluse rotte transpolari e transiberiane; numerose le compagnie aeree minori, tra cui la Air Nippon Airways. I maggiori aeroporti sono quelli internazionali di Tokyo (Narita e Haneda) e di Osaka (Kansai).
Turismo
Quanto al turismo, sono oltre 4,2 milioni gli stranieri che annualmente visitano il Giappone, ma assai più alto il numero di Giapponesi che si recano all'estero. Il turismo in Giappone ha radici molto lontane, risale all'epoca di Edo quando l'aristocrazia feudale si recava per determinati periodi alla corte di Kyoto. Oggi il turismo che si sviluppa in Giappone riguarda quello interno e quello verso l'estero mentre è ancora limitato quello proveniente dall'estero.
Le principali mete verso l'estero sono gli Stati Uniti, Hong Kong, Taiwan dove è abbastanza diffusa la lingua giapponese poco conosciuta e parlata altrove. Oltre alle mete già citate abbiamo Cina, Singapore, Thailandia e Indonesia che negli ultimi anni hanno registrato degli aumenti vertiginosi di giapponesi. Con il sud-est asiatico, invece, il Giappone intrattiene rapporti economici e finanziari. L'isola di Bali presenta molte strutture ricettive per giapponesi con personale che sa proporre in modo adeguato gli spettacoli tradizionali. Le mete principali europee sono la Francia ma discreta importanza riveste anche l'Italia dove i giapponesi arrivano per assaporare la cultura occidentale.
Le strutture ricettive giapponesi sono molto sviluppate non in relazione alle entrate dall'estero, che come abbiamo detto sono abbastanza limitate, ma in relazione al turismo interno. Gli alberghi sono ancora divisi in alberghi "per giapponesi" e alberghi "per stranieri". Per quanto riguarda gli alberghi giapponesi presentano le "rykan", stuole di paglia, al posto di materassi, "tatami", locande a gestione familiare e dei villaggi vacanze situati sulle montagne oppure sulle rive dei laghi. Gli alberghi per stranieri, invece, appartengono a moderne catene alberghiere. Molti turisti, però, amano alloggiare nelle locande tradizionali per assaporare ancora meglio la tradizione del Pese.Il motivo del limitato flusso turistico dall'estero è dovuto sia alla difficoltà di raggiungere il territorio per la sua conformazione fisica e sia all'elevato tenore di vita che rende poco competitivi i soggiorni.
Esportazioni
Il commercio estero è forse il più straordinariamente organizzato dell'intero sistema economico giapponese. Elemento non meno straordinario, l'avanzata dei prodotti nazionali pare praticamente inarrestabile anche nei paesi altamente industrializzati, che pure sono, in piena crisi recessiva; sono comunque in forte progresso anche gli scambi con il Medio Oriente, la Cina e i paesi in via di sviluppo.
Usa 28%, Cina 11%, Taiwan 7%, Corea del Sud 6%, altri 48%.
Esporta: ferro e acciaio, autoveicoli, navi, strumenti ottici, apparecchi radio e televisivi, manufatti metallici, motociclette, fertilizzanti, fibre sintetiche, tessuti e prodotti dell'abbigliamento.
Importazioni
USA 22%, Cina 12%, Corea del Sud 4%, Indonesia 4%, Australia 4%, altri 52%.
Importa: petrolio, minerali metalliferi, legname ed altre materie prime, prodotti agricoli.
Cultura
Alfabetizzazione
Tasso di alfabetizzazione: 99%.
Studenti universitari: 3.900.000.
Istruzione
L'analfabetismo in Giappone è pressoché inesistente. La scuola primaria ha la durata di 6 anni, alla fine dei quali è obbligatoria la frequenza della scuola secondaria inferiore di tre anni. La secondaria superiore prevede un ulteriore ciclo di tre anni ad indirizzo generale o tecnico. L'istruzione superiore è affidata alle università, i cui corsi durano per lo più 4 anni, e a college con corsi biennali o triennali. Sia le università che i college sono organizzati per la formazione di docenti, mentre i college ad indirizzo tecnico forniscono tecnici in molti campi dell'ingegneria. Il Giappone occupa il secondo posto nel mondo nella proporzione fra università, scuole superiori e popolazione: ve ne sono circa 400 in tutto il paese. Le università sono statali, privati o dipendenti dalle autorità locali. Sedi di università statali: Chiba (1949), Sapporo (1918), Kobe (1949), Kyoto (1897), Fukuoka (1910), Nagoya (1939), Osaka (1931), Sendai (1907), Tokyo (1877). Sedi di università private a: Yokohama (1949), Osaka (1925), Tokyo (Kokugakuin 1882, Komazawa 1952, Meiji 1903, Nihon 1903, Waseda 1882), ecc. Molte le scuole superiori d'arte, musica, tecnica agraria, ecc.
Arte
1882
La produzione primitiva appartiene al complesso delle culture del Pacifico orientale e solo con l'inizio del Neolitico si fanno risentire gli influssi cinesi. Gli edifici più importanti dell'epoca sono i dolmen per le loro ricche suppellettili e la ceramica, ed i templi shintoisti. L'influsso della civiltà cinese aumenta a partire dal V secolo in concomitanza della diffusione del buddhismo, a cui si deve la ricca scultura in legno e bronzo dell'epoca ed i numerosi templi. Poi nel VII ed VIII secolo si sviluppa una corrente naturalista (affreschi nel Kondo di Nara ed i gruppi scultorei dei custodi delle porte).
L'evoluzione del naturalismo portò ad un arricchimento della decorazione e allo sviluppo della pittura (Koseno Kanaoka ed inoltre dall'affrancamento dall'influsso cinese ed al formarsi di un'arte cortigiana. Nell'epoca Kamakura (1185-1337) si ha una reazione per il ritorno al naturalismo ed a forme più semplici e severe. Ciò principalmente nella scultura ad opera di Kokei e Unkei, mentre per converso l'architettura e la scultura tendono, specie in un secondo tempo, ad appesantirsi | | |