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| 1 Novembre |
1 novembre
Il primo novembre è il 305° giorno del Calendario Gregoriano (il 306° negli anni bisestili).
Mancano 60 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1512 - Il soffitto della Cappella Sistina, dipinto da Michelangelo, viene mostrato al pubblico per la prima volta.
- 1604 - Al Whitehall Palace di Londra, prima dellOtello di William Shakespeare.
- 1611 - Al Whitehall Palace di Londra, prima de La Tempesta di William Shakespeare.
- 1683 - La colonia della Corona Britannica di New York viene divisa in 12 contee.
- 1755 - Terremoto di Lisbona del 1755: In Portogallo, Lisbona viene distrutta da un terremoto e dal conseguente tsunami, che uccide tra le sesanta e le novamtamila persone.
- 1765 - Il Parlamento Britannico impone lo Stamp Act sulle 13 colonie, allo scopo di aiutare il pagamento delle operazioni militari britanniche nel Nord America.
- 1800 - John Adams diventa il primo Presidente degli Stati Uniti ad abitare la Casa Bianca.
- 1848 - A Boston (Massachusetts), apre la prima scuola medica per donne.
- 1861 - Guerra civile americana: Il presidente statunitense Abraham Lincoln nomina George McClellan come comandante dell'esercito dell'Unione, sostituendo l'anziano generale Winfield Scott.
- 1876 - In Nuova Zelanda viene disciolto il sistema dei governi provinciali.
- 1884 - La conferenza Internazione sui meridiani che si svolge a Washington DC adotta il sistema dei fusi orari
- 1894 - Lo Zar Alessandro III di Russia muore e viene succeduto dal figlio Nicola II.
- 1914 - Prima guerra mondiale: Battaglia di Coronel. Si tratta della prima sconfitta navale britannica della guerra.
- 1922 - L'Impero Ottomano viene abolito e il suo ultimo sultano, Mehmed VI, abdica.
- 1943 - Seconda guerra mondiale: lancio dell'Operazione Goodtime, i Marines statunitensi invadono Bougainville nelle Isole Salomone.
- 1944 - Seconda guerra mondiale: lancio dell'Operazione Infatuate, l'esercito inglese sbarca a Walcheren in Olanda.
- 1950 - I nazionalisti portoricani Griselio Torresola e Oscar Collazo tentano di assassinare il presidente statunitense Harry S. Truman.
- 1952 - Operazione Ivy - Gli Stati Uniti detonano con successo la prima bomba all'idrogeno; nome in codice "Mike" ["m" for megaton], Sull'Isola Eniwetok nell'Atollo di Bikini, situato nell'Oceano Pacifico.
- 1960 - Durante la campagna elettorale per le presidenziali USA, John F. Kennedy annuncia l'idea dei Corpi della pace.
- 1962 - Esce in Italia il primo numero di Diabolik.
- 1962 - Viene lanciata nello spazio la prima sonda diretta verso Marte, ma la missione russa "Mars 1" sarà un fallimento: la sonda si perde a 106 milioni di chilometri dalla Terra
- 1969 - Dopo sette anni lontano dai vertici, "Suspicious Minds", di Elvis Presley raggiunge il primo posto nelle classifiche.
- 1973 - Scandalo Watergate: Leon Jaworski viene nominato come nuovo procuratore speciale del Watergate.
- 1981 - Antigua e Barbuda ottiene l'indipendenza dal Regno Unito.
- 1993 - Entra in vigore il Trattato di Maastricht, che stabilisce formalmente l'Unione Europea.
- 1994 - George Lucas abbandona le attività quotidiane della sua industria cinematografica per iniziare un anno sabbatico (in questo periodo scriverà il prequel in tre episodi di Guerre Stellari).
- 1997 - La Star Comics lancia la testata Dragon.
- 1998 - Viene istituita la Corte europea dei diritti dell'uomo.
- 2004 - Uccisa sui Pirenei Cannelle, l'ultima orsa femmina originaria del luogo. Il suo cucciolo è scappato ai cacciatori, ma gli esperti non sono fiduciosi sulla sua sorte.
Nati
- 1500 - Benvenuto Cellini, Scultore e scrittore († 1571)
- 1596 - Pietro da Cortona, pittore italiano
- 1661 - Luigi, il Grande Delfino di Francia
- 1757 - Antonio Canova, scultore italiano († 1822)
- 1761 - Angelo Anelli, librettista italiano
- 1778 - Gustavo IV Adolfo di Svezia († 1837)
- 1798 - Sir Henry Lee Guinness, industriale della birra
- 1871 - Stephen Crane, scrittore († 1900)
- 1877 - Roger Quilter, compositore († 1953)
- 1880
- Alfred Wegener, meteorologo, geofisico († 1930)
- Sholom Asch, scrittore († 1957)
- Grantland Rice, scrittore sportivo († 1954)
- 1886 - Hermann Broch, scrittore austriaco († 1951)
- 1892 - Alexander Alekhine, scacchista († 1946)
- 1902 - Eugen Jochum, direttore d'orchestra († 1987)
- 1905 - Aldo Fabrizi, attore italiano
- 1921 - Ilse Aichinger, scrittrice austriaca
- 1923
- Gordon R. Dickson, scrittore di fantascienza († 2001)
- Victoria de los Angeles, soprano
- 1929 - Betsy Palmer, attrice
- 1931 - Elvino Scavolini, fondatore della ditta Scavolini Cucine († 2004)
- 1934
- William Mathias, compositore († 1992)
- Umberto Agnelli, fratello di Gianni, industriale italiano († 2004)
- 1935 - Gary Player, golfista
- 1940 - Ramesh Chandra Lahoti, Giudice supremo dell'India
- 1942 - Ralph Klein, politico canadese
- 1943 - Salvatore Adamo cantante italo-belga
- 1950 - Robert B. Laughlin, fisico americano, Premio Nobel
- 1952 - Larry Flynt, editore
- 1957 - Lyle Lovett, cantante
- 1962 - Antony Kiedis, cantante
- 1963 - Rick Allen, batterista (Def Leppard)
- 1967 - Sophie B. Hawkins, musicista
- 1972 - Toni Collette, attrice
Morti
- 1546 - Giulio Romano, pittore italiano
- 1700 - Carlo II di Spagna
- 1804 - Johann Friedrich Gmelin, naturalista tedesco (n. 1748)
- 1807 - Angelika Kauffman, pittrice svizzera (n. 1741)
- 1888 - Nikolai Przhevalsky, esploratore russo
- 1894 - Alessandro III di Russia
- 1903 - Theodor Mommsen, scrittore e vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1902
- 1924 - William Tilghman, politico statunitense
- 1956 - Pietro Badoglio, politico italiano
- 1972 - Ezra Pound, poeta
- 1977 - Franco Albini, architetto italiano
- 1978 - Giuseppe Berto, scrittore italiano
- 1979 - Mamie Eisenhower, First Lady degli Stati Uniti
- 1982 - King Vidor, regista
- 1982 - James Broderick, attore
- 1983 - Anthony van Hoboken, musicologo
- 1985 - Phil Silvers, attore, comico
- 1993 - Severo Ochoa, biochimico spagnolo, Premio Nobel
- 1999 - Walter Payton, giocatore di football americano
- 2002 - Käte Jaenicke, attrice
- 2004 - Stefano Facchielli, musicista italiano, degli "Almamegretta"
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Ognissanti
- San Benigno di Digione, sacerdote e martire
- San Cesario di Terracina, martire
Laiche
01
ja:11月1日
ko:11월 1일
ms:1 November
simple:November 1
th:1 พฤศจิกายน
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Cappella SistinaLa Cappella Sistina è uno dei più famosi tesori artistici della Città del Vaticano, costruita tra il 1475 e il 1483, all'epoca di Papa Sisto IV della Rovere.
È conosciuta in tutto il mondo sia per essere la sala nella quale si tiene il conclave e altre cerimonie ufficiali, comprese alcune incoronazioni papali, che per essere stata decorata da Michelangelo Buonarroti. Si trova sulla destra della Basilica di San Pietro, dopo la Scala Regia, e in origine serviva come cappella palatina all'interno della vecchia fortezza vaticana.
La cappella è di forma rettangolare e misura 40,93 metri di lunghezza per 13,41 di larghezza (le dimensioni del Tempio di Salomone, così come vengono riportate nel vecchio testamento). L'altezza è di 20,70 metri e il tetto e formato da una volta a botte ribassata con voltine laterali di scarico in corrispondenza delle dodici finestre che danno luce all'ambiente. Il pavimento (XV secolo) è composto da tarsie policrome in marmo.
Una transenna in marmo di Mino da Fiesole, Andrea Bregno e Giovanni Dalmata divide la cappella in due parti; quella più ampia, assieme all'altare, è riservata alle cerimonie religiose e ad altri usi clericali, mentre quella più piccola è per i fedeli. La cancellata di passaggio era originariamente di ferro placcato in oro e in posizione più centrale; venne in seguito spostata verso la parte dei fedeli per garantire uno spazio maggiore al Papa. Degli stessi artisti è il Cantoria, lo spazio riservato al coro.
Durante le cerimonie importanti, i muri laterali sono coperti da una serie di arazzi, (opera di Raffaello) che riproducono eventi tratti dai vangeli e dagli atti degli apostoli.
I piani architetonici vennero eseguiti da Baccio Pontelli e i lavori di costruzione furono supervisionati da Giovannino de' Dolci tra il 1473 e il 1784, agli ordini di Sisto IV.
La prima messa venne celebrata nella Cappella Sistina il 9 agosto 1483, come cerimonia con la quale venne consacrata e dedicata all'Assunzione della Vergine Maria.
I dipinti sui muri vennero eseguiti da Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli, Luca Signorelli e dai loro rispettivi laboratori, dei quali facevano parte Pinturicchio, Piero di Cosimo e Bartolomeo della Gatta.
I soggetti dei dipinti erano temi religiosi storici, selezionati e divisi in base al concetto medievale di partizione della storia del mondo in tre epoche: prima dei dieci comandamenti, tra Mosè e la nascita di Cristo, e la successiva era cristiana. Essi sottolineano la continuità tra il patto antico e il nuovo patto, o la transizione dalle leggi mosaiche alla religione cristiana.
Michelangelo Buonarroti venne incaricato da Papa Giulio II della Rovere, nel 1508, per ridipingere il soffitto, che originariamente raffigurava delle stelle dorate su un cielo blu; il lavoro venne completato tra il 1508 e il 1 novembre 1512. Michelangelo dipinse il Giudizio Universale sopra l'altare, tra il 1535 e il 1541; lavoro commissionato da Papa Paolo III Farnese.
Per essere in grado di raggiungere il soffitto, Michelangelo necessitava di un supporto; la prima idea fu di Bramante, che volle costruire per lui una speciale impalcatura, sospesa in aria per mezzo di funi. Ma Michelangelo sospettava che questa soluzione avrebbe lasciato dei buchi nel soffitto, una volta completato il lavoro, così costruì un impalcatura da se, una semplice piattaforma in legno su sostegni ricavati da fori nei muri posti nella parte alta vicino alle finestre.
Il primo strato di gesso cominciò ad ammuffire perché era troppo bagnato. Michelangelo dovette rinuoverlo e ricominciare da capo, ma provò una nuova miscela, chiamata intonaco, creata da uno dei suoi assistenti, Jacopo l'Indaco. Questa non solo resistette alla muffa, ma entrò anche nella tradizione costruttiva italiana (ed è ancora in uso).
Michelangelo venne incaricato di dipingere solo 12 figure, gli apostoli, ma quando il lavoro fu finito ve ne erano presenti più di 3.000. I bozzetti sono un documento molto prezioso e curioso. Michelangelo usò modelli maschili, anche per le donne, poiché le modelle erano più rare e costose.
Il Giudizio Universale fu oggetto di una pesante disputa tra il Cardinale Carafa e Michelangelo: l'artista venne accusato di immoralità e intollerabile oscenità, poiché aveva dipinto delle figure nude, con i genitali in evidenza, all'interno della più importante chiesa della cristianità, perciò una campagna di censura (nota come "campagna delle foglie di fico") venne organizzata da Carafa e Monsignor Sernini (ambasciatore di Mantova) per rimuovere gli affeschi. Quando il Maestro di Cerimonie del Papa, Biagio da Cesena, fece una denuncia simile del lavoro, dicendo che era più adatto a un bagno termale che a una cappella, Michelangelo raffigurò i suoi tratti nella figura di Minos, giudice degli inferi. Si narra che quando Biagio da Cesena si lamentò con il Papa, il pontefice rispose che la sua giurisdizione non si applicava all'inferno, e così il ritratto rimase.
In coincidenza con la morte di Michelangelo, venne emessa una legge per coprite i genitali ("Pictura in Cappella Ap.ca coopriantur"). Così Daniele da Volterra, un apprendista di Michelangelo che dopo questo lavoro venne soprannominato "Braghettone", coprì i genitali delle figure con delle specie di perizomi, lasciando inalterato il complesso dei corpi. Quando l'opera venne restaurata nel 1993, i restauratori scelsero di non rimuovere i perizomi di Daniele; comunque, una copia fedele e senza censure dell'originale, di Marcello Venusti, è oggi a Napoli al Museo di Capodimonte.
La cappella è stata recentemente restaurata (dal 1981 al 1994).
Gli affreschi
Elenco dei vari affreschi della Cappella Sistina:
- La Sibilla deifica (1509)
- La creazione di Adamo (1511 circa)
- Il Giudizio Universale (1536-1541)
Citazioni
Giorgio Vasari (sugli affreschi di Michelangelo):
:Quest'opera è stata veramente un faro della nostra arte, ed ha portato tale beneficio e illuminazione all'arte della pittura che fu sufficiente ad illuminare il mondo che per molti secoli era rimasto nell'oscurità. E, a dir la verità, chiunque sia un pittore non ha più bisogno di preoccuparsi nel vedere innovazioni e invenzioni, nuovi modi di dipingere le pose, i vestiti sulle figure, e vari dettagli che ispirino un timore reverenziale, perché Michelangelo diede a quest'opera tutta la perfezione che può essere data a tali dettagli.
Goethe:
:Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un idea apprezzabile di cosa un uomo sia in grado di ottenere.
Bibliografia
- Carlo Pietrangeli, Michael Hirst, Gianluigi Colalucci, Fabrizio Mancinelli, John Shearman, Matthias Winner, Edward Maeder, Pierluigi De Vecchi, Nazzareno Gabriellil, Piernicola Pagliara, (photografie Takashi Okamura) The Sistine Chapel: A Glorious Restoration (Harry N. Abrams, 1994)
Categoria:vaticano
Categoria:Monumenti di Roma
ja:システィーナ礼拝堂
Michelangelo Buonarroti
Michelangelo di Lodovico Buonarroti Simoni, universalmente noto semplicemente come Michelangelo, (Caprese, 6 marzo 1475 - Roma, 18 febbraio 1564) è stato uno dei massimi artisti italiani del tardo Rinascimento.
Fu scultore, pittore e architetto ma anche letterato: infatti scrisse poesie vergandole su semplici fogli di carta. Intese fare della sua attività un'incessante ricerca dell'ideale di bellezza. Fu - nell'insieme - un artista geniale quanto irrequieto e a tutto tondo, sicuramente uno dei protagonisti della storia dell'arte occidentale del suo tempo.
Il nome di Michelangelo è essenzialmente collegato ad una serie di opere che lo hanno consegnato alla storia dell'arte. Alcune di esse - situate nella Città del Vaticano - sono conosciute in tutto il mondo, come l'affresco sulla volta della Cappella Sistina (con il riquadro con la Creazione di Adamo - uno dei più importanti lavori dell'arte occidentale - e il grande Giudizio Universale posto sulla parete sopra l'altare). Come scultore, Michelangelo ha lasciato, fra le altre, opere come la celebre Pietà (alta 1,80 mt, scolpita intorno al 1499 dall'artista ventiquatreenne), il David e il Mosè, considerati sublimi esempi di questo tipo di arte.
Biografia
Al giardino neoplatonico (1475-1490)
Michelangelo nasce il 6 marzo 1475 a Caprese, vicino Arezzo, da Ludovico di Leonardo Buonarrota Simoni, podestà al Castello di Chiusi e di Caprese, e da Francesca di Neri del Miniato del Sera.
Michelangelo manifestò subito una forte inclinazione artistica che il padre cercò in ogni modo di ostacolare, mettendolo a studiare grammatica a Firenze con il maestro Francesco da Urbino.
Il 28 giugno 1488 Michelangelo entra nella bottega dei fratelli Ghirlandaio, lasciata già nel 1489, e dal 1490 circa inizia la frequentazione del giardino delle sculture di Piazza San Marco, dove si studiano le sculture antiche, vicino a Bertoldo di Giovanni che operava alla corte di Lorenzo de' Medici. Fu la frequentazione di Palazzo Medici che gli consentì di conoscere personalità del suo tempo, come Poliziano, Marsilio Ficino e Pico della Mirandola. Ebbe modo così di crescere nutrendosi della dottrina platonica ed elaborando un proprio gusto artistico derivato dallo studio delle opere di Masaccio e Giotto: caso vuole che in quegli stessi anni si possano datare le prime copie degli affreschi di Masaccio nella chiesa del Carmine.
Madonna della scala (1490-1491)
La Madonna della scala è databile tra il 1490 e il 1492, ed è ora conservata a Firenze nella Casa Buonarroti: dal Vasari sappiamo che fu donata da Leonardo Buonarroti, nipote dell'artista, al duca Cosimo I de' Medici. Probabilmente l'opera era sempre rimasta nella casa dell'artista in via Ghibellina, dove ritornò nel 1616, quando il granduca Cosimo II de' Medici la restituì ai discendenti di Michelangelo. In quest'opera l'artista riprende la tecnica donatelliana dello stiacciato, creando un'immagine di tale monumentalità da far pensare a steli classiche; la figura della Madonna, seduta sopra un masso squadrato e vista di profilo mentre guarda lontano, occupa tutta l'altezza del rilievo, da un margine all'altro, mentre il Bambino è assopito sul suo grembo, sulla sinistra una scala, da cui prende il nome il rilievo, con due putti in atteggiamento di danza e un altro che tende, insieme ad un altro putto posto dietro la Vergine, un drappo.
Battaglia dei centauri (1491-1492)
Posteriore alla Madonna della scala è la battaglia dei centauri, databile tra il 1491 e il 1492: secondo il Condivi l'opera fu eseguita per Lorenzo il Magnifico, su un soggetto proposto da Agnolo Poliziano, soggetto che il Condivi definisce "il ratto de Deianira e la zuffa de Centauri" mentre il Vasari ritiene rappresenti "la battaglia di Ercole coi Centauri"; per questo rilievo Michelangelo si rifà sia ai sarcofagi, alle formelle dei pulpiti di Giovanni Pisano, e guarda anche al contemporaneo rilievo bronzeo di Bertoldo Di Giovanni, con una battaglia di cavalieri, a sua volta ripreso da un sarcofago del Camposanto di Pisa, anche se nel rilievo michelangiolesco viene esaltato il dinamico groviglio dei corpi nudi in lotta e annullato ogni riferimento spaziale.
Un pupazzo di neve e in fuga per l'Italia (1492-1495)
Con la morte di Lorenzo il Magnifico l'8 aprile 1492, lascia la corte medicea. Del 1493 è il Crocifisso ligneo, realizzato come ringraziamento per il priore di Santo Spirito, che gli aveva permesso di condurre studi di anatomia sui cadaveri dell'Ospedale. Tra il 1493 e il 1494 acquista il marmo per la statua colossale di Ercole, mandata in Francia e ora dispersa. Il 20 gennaio del 1494, Piero de' Medici commissiona a Michelangelo una statua di neve, facendo in modo che l'artista venisse riammesso alla corte medicea. Nello stesso anno in seguito alla cacciata dei Medici lascia la città per Venezia e poi Bologna, dove rimarrà circa un anno. In questa città, per l'Arca di San Domenico nella chiesa omonima, scolpisce un San Procolo, un San Petronio e un Angelo reggicandelabro. Rientrato a Firenze, poco prima della fine dell'anno, la lascia nuovamente spaventato dalla minaccia dell'invasione francese e dai disordini cittadini.
Il frate, un falso e Bacco (1495-1496)
Tornato a Firenze tra la fine del 1495 e il giugno 1496, al contrario di Leonardo che vede nel Savonarola un fanatico, Michelangelo rimane profondamente scosso dalla predicazione e dal rigorismo morale del frate, accendendo in lui sia la convinzione che la Chiesa dovesse essere riformata, sia i primi dubbi sul valore etico da dare all'arte; in città scolpisce, sul modello dell'antico, un Cupido dormiente, venduto a sua insaputa come reperto di scavo al cardinale Raffaele Riario. Scoperto l'inganno e rifiutata l'opera, il cardinale invita Michelangelo a Roma dove arriva il 25 giugno 1496, e il 4 luglio inizia a scolpire una figura di Bacco adolescente in preda all'ebbrezza il cui committente è Jacopo Galli, opera che, grazie alla resa naturalistica del corpo, raggiunge effetti illusivi e tattili simili a quelli della scultura ellenistica.
Pietà (1497-1499)
scultura ellenistica
Nel novembre 1497 il cardinale francese Jean de Bilhères Lagranlos, ambasciatore di Carlo VIII presso papa Alessandro VI, lo incarica di scolpire il gruppo con la Pietà, ora nella Basilica di San Pietro, contratto stipulato nell'agosto 1498; il gruppo realizzato in posizione piramidale con la Vergine come asse verticale e il corpo morto del Cristo come asse orizzontale, riunita attraverso il panneggio che assume carattere monumentale, si rifà ai gruppi lignei realizzati a nord delle Alpi, detti Vesperbilder, cioè immagini della Vergine, e collegati alla liturgia del Venerdì Santo. In questo la tecnica scultorea della finitura dei particolari viene condotta alle estreme conseguenze, tanto da dare al marmo effetti di traslucido e di cerea morbidezza.
A Firenze una Madonna e quattro santi (1499-1501)
Tornato a Firenze, intorno al 1499 esegue la statua della Madonna col Bambino di Notre-Dame di Bruges, dove le figure appaiono incluse in un ideale ovale, composto dalla solenne figura della Vergine in contrasto col dinamismo della figura del Bambino. Nel giugno 1501 il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini lo incarica di realizzare quindici statue per l'altare della cattedrale di Siena. Ne porterà a termine soltanto quattro: un san Pietro, un san Paolo, un san Pio e un san Gregorio.
David (1501)
Siena
Nell'agosto del 1501 i consoli dell'Arte della Lana gli commissionano il David, per l'epoca un'opera di travolgente innovazione: l'artista affrontava il tema dell'eroe in maniera insolita rispetto all'iconografia data dalla tradizione, rappresentando il simbolo della fede ebraica con il corpo di un uomo giovane e privo di vesti, dall'atteggiamento pacato ma pronto ad una reazione, quasi a simboleggiare - secondo molti - il nascente ideale politico repubblicano, che vedeva nel cittadino-soldato e non nel mercenario l'unico in grado di poter difendere le libertà republicane.
Leonardo e Michelangelo
Michelangelo rimane impressionato dalle nuove idee pittoriche di avvolgimento atmosferico e di indeterminatezza spaziale e psicologica presentate nel cartone o negli studi di Leonardo per il gruppo di Sant'Anna con la Vergine, il Bambino e san Giovannino. Il cartone, disperso visto che quello conservato alla National Gallery di Londra non risponde alle descrizioni iconografiche né del Vasari né di Pietro da Novellara, venne esposto, nel 1500, nella Chiesa della Santissima Annunziata. È quasi certo che Michelangelo l'abbia studiato, e se ne ha testimonianza nei tre tondi da lui realizzati. Forse tra il 1500 e il 1501 realizza la tempera su tavola con Sepoltura di Cristo conservato alla National Gallery di Londra.
Tondo Taddei (1502 circa)
Del 1502 circa è il marmoreo [http://www.royalacademy.org.uk/collection/photo/large/75/PL001175.jpg Tondo Taddei], ora alla Royal Academy of Arts di Londra: in esso il Bambino fugge spaventato nel grembo della Vergine, alla vista del cardellino, simbolo della sua futura passione, porto dal san Giovannino. Il confronto con l'indefinito spaziale e l'avvolgimento atmosferico di Leonardo viene risolto da Michelangelo sia con la tecnica del non finito presente nel trattamento irregolare del fondo dal quale le figure sembrano emergere che nel san Giovannino, con i contorni ondeggianti per rendere maggiormente l'indeterminazione delle figure.
San Matteo non finito (1503)
Il 24 aprile 1503 l'Arte della Lana di Firenze e gli Operai del duomo gli commissionano la realizzazione delle statue marmoree dei dodici apostoli, per il Duomo fiorentino: di queste inizierà solo il San Matteo, opera non-finita e ora alla Galleria dell'Accademia di Firenze.
Tondo Pitti (1503 circa)
Del 1503 circa è il Tondo Pitti, realizzato in marmo e ora al Bargello, in cui la composizone è dominata dalla monumentale figura della Vergine che stringe a sé il Bambino e guarda lontano in direzione opposta, come a cercare di capire il destino del figlio; alle spalle il san Giovannino affiora appena dal fondo non finito.
Tondo Doni (1503-1504)
Tra il 1503 e il 1504 realizza il tondo dipinto per Agnolo Doni, con una Sacra Famiglia, in primo piano: la Vergine col Bambino e subito dietro san Giuseppe, di grandiose proporzioni e dinamicamente articolati, dietro una balaustra san Giovannino e dietro ancora, un gruppo di ignudi. Questo dipinto può essere letto come il susseguirsi delle diverse epoche della storia dell'uomo, gli ignudi rappresentano la civiltà pagana, san Giovannino e san Giuseppe l'era mosaica e la Vergine col Bambino l'era della Redenzione, attraverso l'incarnazione del Cristo. Quest'interpretazione è sostenuta anche dalle teste scolpite sulla cornice originale: due sibille (rappresentanti dell'età pagana), due profeti (rappresentati dell'età mosaica) e la testa del Cristo (rappresentante l'era della Redenzione), inframezzate da un fregio con animali, maschere di satiri e lo stemma degli Strozzi.
La Battaglia di Cascina (1504)
Tra l'agosto e il settembre 1504, gli viene commissionato l'affresco con la Battaglia di Cascina, una battaglia vinta dai fiorentini contro i pisani nel 1364 nei pressi di Cascina. Di quest'opera, destinata alla Sala Grande del Consiglio in Palazzo Vecchio, realizza solo il cartone, eseguito presso lo Spedale dei Tintori a Sant'Onofrio, e terminato nel 1505, ma che è poi andato perduto; ne possiamo solo immaginare la parte centrale attraverso la copia di Aristotele da Sangallo che mostra l'episodio in cui un allarme richiama alla battaglia i soldati fiorentini che si stanno bagnando nell'Arno. Altri disegni di Michelangelo raffigurano altre parti del cartone, e un disegno ora conservato agli Uffizi mostra lo stesso gruppo centrale, ma senza quelle figure in pose contorte e concatenate presenti nella copia del Sangallo. Questo può essere dipeso dal fatto che l'artista lavorò nuovamente sul cartone dopo essere ritornato da Roma nel 1506 e aver studiato da vicino la statuaria antica e in special modo il Laocoonte, rinvenuto il 14 gennaio 1506 proprio in sua presenza.
A Roma sotto Giulio II (1505-1508)
Nel 1505 torna a Roma per la realizzazione del monumento funebre di Giulio II. Di lì a poco parte per Carrara dove rimane quasi un anno per scegliere i marmi del mausoleo ma, quando al suo ritorno a Roma il Papa, cambiata opinione, si rifiuta di concedergli udienza, Michelangelo deluso interrompe i lavori e si dirige a Firenze dove riprende il San Matteo. Su insistente richiesta del papa, la signoria fiorentina spinge Michelangelo alla riconciliazione, avvenuta a Bologna, città appena riconquistata dalle truppe pontificie. Realizza una colossale statua di Giulio II, per la facciata di San Petronio, distrutta nel 1511, al rientro dei Bentivoglio in città.
La volta (1508-1512)
Tra il marzo e l'aprile 1508 l'artista riceve da Giulio II l'incarico di decorare la volta della Cappella Sistina, terminata nel 1512.
A causa del processo di assestamento dei muri, si era aperta, nel maggio del 1504, una crepa nel soffitto della cappella rendendola inutilizzabile per molti mesi; rinforzata con catene poste nel locale sovrastante da Bramante, la volta aveva bisogno però di essere ridipinta; l'8 maggio del 1508 venne steso il contratto con il primo progetto: esso prevedeva dodici apostoli nei peducchi, mentre nel campo centrale partimenti con decorazioni geometriche, di questo progetto rimangono due disegni di Michelangelo, uno al British Museum e uno a [http://www.dia.org/art/comping/1921_1940_300ppi/27.2.a.jpg Detroit].
Insoddisfatto, l'artista ottenne di poter ampliare il programma iconografico: al posto degli Apostoli mise sette Sibille e cinque Profeti, assisi su troni fiancheggiati da pilastrini che sorreggono la cornice, essa delimita lo spazio centrale, diviso in nove scompartimenti attraverso la continuazione delle membrature architettoniche ai lati del trono, in essi vi sono raffigurati episodi tatti della Genesi, disposti in ordine cronologico partendo dalla parete dell'altare: Separazione della luce dalle tenebre, Creazione degli astri e delle piante, Separazione della terra dalle acque, Creazione di Adamo, Creazione di Eva, Peccato originale e cacciata dal Paradiso Terrestre, Sacrificio di Noè, Diluvio Universale, Ebbrezza di Noè; nei cinque scomparti che sormontano i troni lo spazio si restringe lasciando posto a ignudi che reggono ghirlande con foglie di quercia, allusione al casato del papa cioè Della Rovere e medaglioni bronzei con scene tratte dal Libro dei Re, nelle lunette e nelle vele vi sono le quaranta generazioni degli Antenati di Cristo, riprese dal Vangelo di Matteo, nei pennacchi angolari, quattro scene bibliche, che si riferiscono ad altrettanti eventi miracolosi a favore del popolo eletto: Giuditta e Oloferne, David e Golia, Punizione di Aman e il Serpente di bronzo.
Nel suo complesso il progetto iconografico, nato dalla collaborazione tra l'artista, il committente e i consiglieri e teologi della corte papale, va letto tenendo presente i sermoni che venivano recitati nella cappella, in essi l'opera di Dio raggiunge il culmine della creazione nella realizzazione dell'uomo a sua immagine e somiglianza e in essi veniva considerata l'incarnazione di Cristo, non tanto per il suo valore di riscatto dell'umanità dal peccato originale, quanto come perfetto e ultimo compimento della creazione divina che ha innalzato l'uomo ancora di più verso Dio; in questo modo appare più chiara la celebrazione che fa Michelangelo della bellezza del corpo umano nudo. La volta comunque si basa sul sistema delle concordanza fra Antico e Nuovo Testamento, dove il primo prefigura il secondo; le storie della Genesi vanno lette come prefigurazioni delle storie del nuovo testamento, la prima creazione di Dio, cioè l'uomo, sarà completata con la seconda creazione cioè Cristo, a questa interpretazione si riallacciano le figure dei veggenti su troni, poiché quelle a cui assistono non sono eventi passati ma eventi profetici.
Montato il ponteggio Michelangelo inizia a dipingere le tre storie di Noè gremite di personaggi; mentre nelle successive a scene: il Peccato originale e cacciata dal Paradiso Terrestre e la Creazione di Eva la raffigurazione diventa più spoglia, con corpi più massicci e gesti semplici ma retorici; dopo un'interruzione dei lavori e vista la volta dal basso nel suo complesso e senza i ponteggi, lo stile di Michelangelo cambia, accentuando maggiormente la grandiosità e l'essenzialità delle immagini, fino a rendere la scena occupata da un'unica grandiosa figura annullando ogni riferimento al paesaggio circostante; nel suo complesso queste variazioni stilistiche non si notano, anzi vista dal basso la volta ha aspetto perfettamente unitario, dato anche dall'uso di una violenta cromia, recentemente riportata alla luce dal restauro concluso nel 1994.
Mosè, prigionieri e Cristo risorto (1513-1515)
1994
Nel febbraio 1513, con la morte Giulio II, gli eredi decidono di riprendere il progetto della tomba monumentale, con un nuovo disegno e un nuovo contratto, per questo esegue il Mosè e i Prigioni, lo [http://cartelen.louvre.fr/pub/fr/image/4275_s0001085.004.jpg Schiavo ribelle], una figura di nudo in atto di divincolarsi e lo [http://cartelen.louvre.fr/pub/fr/image/4278_s0001084.004.jpg Schiavo morente], che attraverso il lento snodarsi delle membra dà l'idea del risveglio e del ritorno ad un coscienza consapevole dopo il sonno; quest'ultimi oggi conservati al Louvre di Parigi. Per Metello Vari nel 1514 scolpisce un Cristo risorto opera abbandonata per una vena sul marmo del volto del Cristo.
La facciata di San Lorenzo (1515-1519)
Nel 1515 il papa Leone X, si reca in visita a Firenze e, per l'occasione, viene ricoperta la facciata incompiuta di San Lorenzo, con un'apparato effimero realizzato da Jacopo Sansovino e Andrea del Sarto. Il pontefice decide allora di indire un concorso per la facciata della chiesa, da sempre patrocinata dai Medici e mausoleo della famiglia. Nel 1516, a seguito della stipula del terzo contratto con gli eredi di Giulio II per la tomba del papa, parte per Carrara, per scegliere i marmi e nel 1517, in seguito alla vittoria del concorso per la facciata della chiesa di San Lorenzo, a cui hanno partecipato Giuliano da Sangallo, Raffaello, Andrea e Jacopo Sansovino, rientra a Firenze e progetta di realizzare un frontale in cui sia rappresentata tutta l'architettura e tutta la scultura d'Italia; oltre a diversi disegni possediamo anche il modello ligneo, ora conservato alla Casa Buonarroti; il progetto prevedeva una struttura a narcete con un prospetto rettangolare, ispirato a modelli di architettura profana, scandito da potenti membrature animate da statue in marmo, bronzo e da rilievi. Il lavoro procede però a rilento, a causa della scelta del papa di servirsi dei più economici marmi di Seravezza, la cui cava era mal collegata col mare, piuttosto che i marmi di Carrra. Nel marzo 1520 il contratto è reciso, per la difficoltà dell'impresa e i costi elevati. In quell'anno lavorerà ai quattro Prigioni, oggi alla Galleria dell'Accademia, per la tomba di Giulio II, alla statua della Vittoria di Palazzo Vecchio e alla nuova versione del Cristo risorto per Metello Vari (opera portata a Roma nel 1521) rifinita dal suo assistente Urbano e posta nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva.
Sagrestia Nuova (1519-1529)
Nel 1519 i Medici lo incaricano di realizzare una seconda cappella funeraria nella chiesa di San Lorenzo a Firenze, la cosidetta Sagrestia Nuova, destinata ad accogliere le tombe dei Capitani Giuliano duca di Nemours e Lorenzo duca di Urbino, morti di recente, e quella dei Magnifici Lorenzo e Giuliano de' Medici.
Il primo progetto michelangiolesco è quello di un monumento isolato al centro della sala ma, in seguito a discussioni con i committenti, lo cambia prevedendo di collocare le tombe dei Capitani addossate al centro delle pareti laterali, mentre quelle dei Magnifici, addossate entrambe alla parete di fondo davanti all'altare.
L'opera venne iniziata nel 1525 circa: la struttura in pianta si rifà alla Sagrestia Vecchia, sempre nella chiesa di San Lorenzo, del Brunelleschi: a pianta quadrata e con piccolo sacello anch'esso quadrato. Grazie alle membrature, in pietra serena e a ordine gigante, l'ambiente acquista un ritmo più serrato e unitario; inserendo un mezzanino tra le pareti e le lunette e aprendo tra quest'ultime delle finestre architraviate, dà alla sala un potente senso ascensionale concluso nella volta a cassettoni di ispirazione antica.
Le tombe che sembrano far parte della parete, riprendono nella parte alta le edicole, che sono inserite sopra le otto porte dell'ambiente, quattro vere e quattro finte. Le tombe dei due capitani si compongono di un sarcofago curvilineo sormontato da due statue distese con le Allegorie del Tempo; in quella di Lorenzo il Crepuscolo e L'Aurora, mentre in quella di Giuliano La Notte e il Giorno. Si tratta di figure massiccie e dalle membra poderose che sembrano gravare sui sarcofagi quasi a spezzarli e a liberare le anime dei defunti ritratti nelle statue inserite sopra di essi. Inserite in una nicchia della parete, le statue non sono riprese dal vero ma idealizzate mentre contemplano, Lorenzo in una posa pensierosa e Giuliano con uno scatto repentino della testa, la statua posta sull'altare con la Vergine allattante il Bambino. Quest'ultima è simbolo di vita eterna ed è fiancheggiata dalle statue dei santi Cosma e Damiano (protettori dei Medici) eseguite sul modello del Buonarroti, rispettivamente da Giovanni Angelo Montorsoli e Raffaello da Montelupo.
All'opera, anche se non continuativamente, lavorerà fino al 1534, lasciandola incompiuta: senza il monumento funebre dei Magnifici, le sculture dei Fiumi alla base delle tombe dei Capitani e forse di affreschi nelle lunette.
Fortezze dinamicamente aggressive e una Biblioteca (1529-1534)
Nel 1529 partecipa attivamente all'insurrezione repubblicana contro i Medici occupandosi delle fortificazioni della città assediata dalle forze medicee scacciate nel 1527. Di questo periodo rimangono disegni di fortificazione, realizzate attraverso una complicata dialettica di forme concave e convesse che sembrano macchine dinamiche atte all'offesa e non bastioni difensivi. Consapevole della sconfitta dell'esercito repubblicano nel settembre dello stesso anno fugge a Venezia, restandovi pochi giorni assalito da dubbi sul da farsi; dichiarato dalla città fiorentina ribelle decide di ritornarvi, dopo aver pagato una multa considerevole. Caduta la città il 12 agosto 1530, si nasconde presso il priore di San Lorenzo per sfuggire alla vendetta dei Medici, da cui si sottrarrà definitivamente grazie all'intervento del papa Clemente VII che gli commisione in quegli anni la realizzazione della Biblioteca Laurenziana.
Si tratta di una biblioteca pubblica annessa alla chiesa di San Lorenzo: nella sala di Lettura si rifà al modello della Biblioteca di San Marco realizzata da Michelozzo, eliminando la divisione in navate e realizzando un ambiente con le mura scandite da finestre sormontate da mezzanini tra pilastrini, tutti con modanature in pietra serena. I banchi in legno sono disegnati dallo stesso Michelangelo, il soffitto è tripartito e intagliato, il pavimento è formato da piastrelle in terracotta. Il vestibolo ha un forte slancio verticale dato dalle colonne binate che cingono il portale timpanato e dalle edicole sulle pareti. Solo nel 1558 Michelangelo fornirà il modello in argilla per lo scalone, da lui progettato in legno, ma realizzato per volere di Cosimo I de' Medici, in pietra serena.
Dell'aprile 1532 è il quarto contratto per la tomba di Giulio II.
Un Giudizio sconveniente a Roma (1534-1541)
1532
Nel 1534 si trasferì definitivamente a Roma, sia per finire la tomba che per abbandonare la Firenze sottomessa ai Medici. Leone X gli commissionò la decorazione della parete di fondo della Cappella Sistina con il Giudizio Universale e l'incarico venne confermato anche dal successivo pontefice, Paolo III; l'opera venne iniziata alla fine del 1536 e proseguì fino all'autunno del 1541.
Al centro dell'affresco vi è il Cristo giudice con vicino la Madonna che rivolge lo sguardo verso gli eletti; questi ultimi formano un'ellissi che segue i movimenti del Cristo in un turbine di santi, patriarchi e profeti. Nelle lunette sono dipinti angeli con i simboli della passione e in basso scene di dannazione o beatificazione; al suolo da sinistra si notano: resurrezione dei corpi, antro infernale, Caronte e infine Minosse (questi ultimi due sono citazioni dantesche).
Le licenze iconografiche, come i santi senza aureola, gli angeli apteri e il Cristo giovane e senza barba, possono essere allusioni al fatto che davanti al giudizio ogni singolo uomo è uguale. Questo fatto, che poteva essere letto come un generico richiamo ai circoli della Riforma Cattolica, unitamente alla nudità e alla posa sconveniente di alcune figure (Santa Caterina d'Alessandra prona con alle spalle San Biagio), scatenarono contro l'affresco i severi giudizi di buona parte della curia. Dopo la morte dell'artista, e col mutato clima culturale dovuto anche al Concilio di Trento, si arrivò al punto di provvedere al rivestimento dei nudi e alla modifica delle parti più sconvenienti.
Un Cristo troppo sensuale (1541)
In quegli anni, si avvicinò alla marchesa di Pescara Vittoria Colonna e attraverso di lei al circolo di Viterbo del cardinale Reginald Pole. Tra i frequentatori di quell'ambiente dove si propugna una riforma interna della Chiesa Cattolica e una generale riconciliazione di tutta la cristianità vi erano anche Vittore Soranzo, Apollonio Merenda, Pietro Carnesecchi, Pietro Antonio Di Capua, Alvise Priuli e la contessa Giulia Gonzaga. L'influenza che questi pensatori ebbero sull'artista si possono vedere nei disegni che realizzerà per Vittoria, tra cui la [http://www.thebritishmuseum.ac.uk/compass/resources/image/large/ps225623.jpg Crocifissione] realizzata nel 1541; nell'opera la Crocifissione del giovane e sensuale Cristo è un'allusione alle teorie riformiste cattoliche che vedevano nel Sacrificio del sangue di Cristo l'unica via di salvezza individuale.
Una religiosità tormentata (1542)
Nel 1542 il papa gli affida la decorazione della sua cappella privata in Vaticano dove realizza due affreschi. Il primo, la Conversione di Saulo, presenta una scena inserita in un paesaggio spoglio e irreale, con compatti grovigli di figure alternati a spazi vuoti e, al centro, la luce accecante che da Dio scende su Saulo a terra. Il secondo, il Martirio di San Pietro, ha una croce disposta in diagonale in modo da costituire l'asse di un ipotetico spazio circolare con al centro il volto del martire. Quest'ultimo affresco venne realizzato dopo l'ultimazione della tomba di Giulio II.
La mediazione teologica (1544-1545)
Dopo gli ultimi accordi del 1542,la tomba di Giulio II venne posta in essere nella chiesa di San Pietro in Vincoli tra il 1544 e il 1545 con le statue del Mosè, di Lia (Vita attiva) e di Rachele (Vita contemplativa) nel primo ordine. Nel secondo ordine, al fianco del pontefice disteso con sopra la Vergine col Bambino si trovano una Sibilla e un profeta. Anche questo progetto risente dell'influsso del circolo di Viterbo; Mosè uomo illuminate e sconvolto dalla visione di Dio è affiancato da due modi di essere, ma anche da due modi di salvezza non necessariamente in conflitto tra di loro: la vita contemplativa viene rappresentata da Rachele che chiede di pregare come se ti salvassi unicamente per la Fede, mentre la vita attiva, rappresentata da Lia, chiede di operare come se ti salvassi unicamente per le opere. L'interpretazione comune dell'opera d'arte è che si tratti di una specie di posizione di mediazione tra Riforma e Cattolicesimo.
Palazzo Farnese (1546-1550)
Con la morte di Antonio da Sangallo il Giovane nel 1546, a Michelangelo vennero affidati le fabbriche di Palazzo Farnese e della basilica di San Pietro, quest'ultima dal 1457, entrambe lasciate incompiute dal primo.
Tra il 1547 e il 1550 realizza il completamento della facciata e del cortile di Palazzo Farnese: nella facciata variò, rispetto al progetto del Sangallo, alcuni elementi che danno all'insieme una forte connotazione plastica e monumentale ma al tempo stesso dinamica ed espressiva. Per ottenere questo risultato accrebbe in altezza il secondo piano, inserì un massiccio cornicione e sormontò il finestrone centrale con uno stemma colossale (i due ai lati sono successivi).
Nello stesso tempo si occupò anche dell'inserimento della chiesa di Santa Maria degli Angeli nelle Terme di Diocleziano.
Per la basilica di San Pietro progettò il ritorno alla pianta centale del primo progetto di Bramante, con un quadrato inscritto nella croce greca, rifiutando la pianta a croce latina introdotta da Raffaello; per la massiccia struttura muraria che doveva correre lungo tutto l'edifico progettò un unico ordine gigante a paraste corinzie con attico, tamburo con colonne binate (sicuramente realizzato dall'artista) e cupola emisferica a costoloni conclusa da lanterna.
Una piazza per Marc'Aurelio
Raffaello
Con il trasferimento sul Campidoglio della statua equestre di Marc'Aurelio, simbolo dell'autorità imperiale e per estensione della continuità tra la Roma imperiale e quella papale, Paolo III incaricò Michelangelo di studiare la ristrutturazione della piazza del Campidoglio, centro della vita civile romana.
La piazza venne realizzata a pianta trapezoidale con sullo sfondo il palazzo dei Senatori, dotato di scala a doppia rampa, e delimitata ai lati da due palazzi: il Palazzo dei Conservatori e il cosidetto Palazzo Nuovo costruito ex-novo, entrambi convergenti verso la scala di accesso al Campidoglio. Gli edifici vennero dotati di un ordine gigante a pilastri corinzi in facciata, con massiccie cornici e architravi mentre la pavimentazione della piazza è disegnata secondo un reticolo curvilineo inscritto in un'ellisse con al centro il basamento ad angoli smussati per la statua del Marc'Aurelio.
Una Pietà presa a martellate (1550-1555 circa)
statua
Dal 1550 circa inizia a realizzare la Pietà dell'Opera del Duomo, opera destinata alla sua tomba e abbandonata dopo che l'artista frantumò, in un accesso d'ira due o tre anni più tardi, il braccio e la gamba sinistra del Cristo, spezzando anche la mano della Vergine. Fu in seguito Tiberio Calcagni a ricostruire il braccio e rifinire la Maddalena lasciata dal Buonarroti allo stato di non-finito: il gruppo costituito dal Cristo sorretto dalla Vergine, dalla Maddalena e da Giuseppe d'Arimatea è disposto in modo piramidale con al vertice quest'ultimo; la scultura viene lasciata a diversi gradi di finitura con la figura del Cristo allo stadio più avanzato.
Una Pietà sbozzata e non finita (1552-1564)
La Pietà Rondanini venne definita, nell'inventario di tutte le opere rinvenute nel suo studio dopo la morte, come:
«Un'altra statua principiata per un Cristo et un'altra figura di sopra, attaccate insieme, sbozzate e non finite».
Michelangelo nel 1561 donò la scultura ad Antonio del Francese continuando però ad apportarvi modifiche sino alla morte; il gruppo è costituito da parti condotte a termine, come il braccio destro di Cristo, e da parti non finite, come il torso del Salvatore schiacciato contro il corpo della Vergine quasi a formare un tutt'uno. Degli ultimi anni sono una serie di disegni con temi devozionali.
Porta Pia (1561)
Disegna - verso il 1561 - la monumentale Porta Pia, con la fronte pricipale verso l'interno della città, in modo da creare una vera e propia scenografia urbana. La porta con frontone curvilineo interrotto e inserito in un'altro triangolare è fiancheggiata da paraste scanalate, mentre sul setto murario ai lati si aprono due finestre timpanate, con al di sopra altrettanti mezzanini ciechi.
18 febbraio 1564
Muore a Roma il 18 febbraio 1564 all'età di ottantotto anni; il 10 marzo le sue spoglie vennero portate nella Chiesa di Santa Croce a Firenze. Fu Giorgio Vasari a disegnare il monumento che sta sulla tomba e comprende tre figure piangenti che rappresentano la pittura, la scultura e l'architettura.
Rime
Da lui considerata come una "cosa sciocca" la sua attività poetica si viene caratterizzando, a differenza di quella usuale nel Cinquecento influenzata dal Petrarca, da toni energici, austeri e intensamente espressivi ripresi dalle poesie di Dante.
I più antici componimenti poetici datano agli anni 1504-1505 ma è probabile che ne abbia realizzati anche in precedenza visto che sappiamo che molti suoi manoscritti giovanili andarono perduti.
La sua formazione poetica avvenne probabilmente sui testi di Petrarca e Dante, conosciuti nella cerchia umanistica della corte di Lorenzo de' Medici. I primi sonetti sono legati a vari temi collegati al suo lavoro artistico, a volte raggiungono il grottesco con immagini e metafore bizzarre. Successivi sono i sonetti realizzati per Vittoria Colonna e per l'amato Tommaso de' Cavalieri; in essi si concentra maggiormente sul tema neoplatonico dell'amore sia divino che umano che viene tutto giocato intorno al contrasto tra amore e morte risolvendolo con soluzioni ora drammatiche ora ironicamente distaccate.
Negli ultimi anni le sue rime si concentrano maggiormente sul tema del peccato e della salvezza individuale, qui il tono diventa amaro e a volte angoscioso tanto da diventare vere e proprie visioni mistiche del divino.
Il non finito di Michelangelo
Per prima cosa bisogna distinguere tra le opere che vennero realizzate intenzionalmente con alcune parti non finite, come i due tondi Taddei e Pitti e quelle che non riuscì a portare a termine a causa di fattori esterni.
Nei due non finiti volontari, Michelangelo era in gara con Leonardo e la sua poetica dell'indeterminatezza spaziale e psicologica, per questo lasciò alcune parti dei due tondi ad uno stato di abbozzo.
Per tutte le altre opere non finite si tratta solamente di casi accidentali, anche se ci permettono di vedere come l'artista procedeva nella scultura, definita da lui stesso come un'arte che viene creando per "via di levare", piuttosto che di porre. Discorso a parte per la Pietà Rondanini, opera da lui sbozzata fino agli ultimi giorni di vita, il non finito qui serve per creare una vera e propia visione mistica del divino.
Bibliografia
- Giorgio Vasari, Le Vite de piu eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri: descritte in lingua Toscana, da Giorgio Vasari Pittore Aretino, Firenze, 1550.
- Ascanio Condivi, Vita di Michelangelo Buonarroti raccolta per Ascanio Condivi da La Ripa Transone, Roma, 1553.
- Francesco Milizia, Le vite de' più celebri architetti d'ogni nazione e d'ogni tempo precedute da un saggio sopra l'architettura, Roma 1768.
- Ch. de Tolnay, Michelangelo, Princeton, 1943-1960, 5 volumi.
- Ch. De Tolnay, Michelangelo Buonarroti, Firenze, 1951.
- Ch. de Tolnay, Corpus dei disegni di Michelangelo, Firenze-Novara 1975-1980, 4 volumi.
- Il carteggio di Michelangelo, edizione postuma di Giovanni Poggi a cura di Paola Barocchi e Renzo Ristori, Firenze 1965-1983 5 volumi.
- Giuseppe Caronia, Ritratto di Michelangelo architetto, Roma-Bari 1985.
- Giulio Carlo Argan - Bruno Contardi, Michelangelo Architetto, Milano 1900.
- Michael Hirst, Michelangelo i disegni, Torino 1993.
- Antonio Forcellino, Michelangelo Buonarroti, Torino 2002.
- Antonio Forcellino, Michelangelo. Una vita inquieta, Roma-Bari 2005.
Musei
Elenco dei musei che espongono opere dell'artista:
- Cappelle Medicee di Firenze
- Casa Buonarroti di Firenze
- Complesso di San Lorenzo di Firenze
- Galleria degli Uffizi di Firenze
- Galleria dell'Accademia di Firenze
- Museo dell'Opera del Duomo di Firenze
- Museo Nazionale del Bargello di Firenze
- National Gallery di Londra
- Palazzo Vecchio di Firenze
Collegamenti esterni
- [http://www.mega.it/ita/gui/pers/micbuon.htm Approfondimento]
- [http://www.scultura-italiana.com/Biografie/Michelangelo.htm Biografia e galleria fotografica]
- [http://www.casabuonarroti.it/ Casabuonarroti.it]
Buonarroti, Michelangelo
ja:ミケランジェロ・ブオナローティ
ko:미켈란젤로
simple:Michelangelo Buonarroti
th:มีเกลันเจโล บัวนาร์โรตี
1604
Eventi
Nati
Morti
004
ko:1604년
ms:1604
Londra
Londra è la capitale del Regno Unito e dell'Inghilterra ed una delle città più grandi d'Europa. È la terza piazza borsistica al mondo, dopo New York e Tokyo, e una delle principali città che influenzano il resto del mondo in fatto di cultura, comunicazione, politica, economia e nelle arti.
Londra è la città più popolata dell'Unione Europea, con una popolazione nella Greater London di 7.421.328 abitanti e di 12,5 milioni circa nell'area metropolitana.
Gli abitanti, chiamati "londinesi" (londoners), appartengono alle più diverse nazionalità, religioni e culture, facendone una delle città più cosmopolite del mondo ed una delle più differenziate linguisticamente: vi sono parlate oltre 300 lingue.
A Londra hanno sede numerose istituzioni, organizzazioni e società internazionali, a conferma del suo ruolo mondiale. Vi si trovano importanti musei, teatri, sale da concerto. I suoi affollatissimi aeroporti ne fanno uno dei maggiori snodi del traffico aereo mondiale.
Nel luglio 2005 Londra subì una grave serie attacchi terroristici che colpirono la popolazione civile.
Definire Londra
Al giorno d'oggi, "Londra" si riferisce amministrativamente alla conurbazione conosciuta come Grande Londra, composta da 32 Distretti e dalla City of London. Storicamente Londra era costituita nient'altro che dal miglio quadrato della City, da cui la città ha avuto origine; dal 1889 al 1965 identificò la non più esistente County of London (oggi coincidente con la zona chiamata Inner London): soppressa quest'ultima, con la costituzione di Greater London il concetto si riferisce all'attuale regione.
E' tuttavia comune fra gli abitanti indicare come "Londra" tutto il territorio interno all'autostrada anulare M25.
Geografia e clima
M25 e il Westminster Bridge]]
La Grande Londra copre un'area di circa 1.579 chilometri quadrati e si trova nel sud della Gran Bretagna, sul fiume Tamigi a poche ore dal Passo di Calais, che separa il Regno Unito dalla Francia. A nord si trova la città di Cambridge (nota sede universitaria) mentre a sud c'è quella di Brighton, famosa località turistica sul canale della Manica.
Ad ovest invece procedendo sulla M4 si arriva alla cittadina di Windsor, nota residenza estiva della Corona Inglese, non lontano dall'aeroporto di Heatrow.
Il Tamigi è navigabile e Londra ha sfruttato questa caratteristica con un porto fluviale che, data la vicinanza al mare, è stato fino a pochi decenni fa uno degli scali più importanti del mondo.
Il fiume, che la attraversa scorrendo da ovest ad est, ha avuto un'enorme influenza sullo sviluppo della città. Londra è stata fondata sulla riva settentrionale del fiume che, per molti secoli, è stata collegata alla sponda opposta da un solo ponte, il London Bridge. Come conseguenza, il centro di gravità cittadino è posto storicamente nella parte a nord del Tamigi. Quando, a partire dal XVIII secolo, si costruirono nuovi ponti (il più famoso dei quali è il neogotico Tower Bridge) la città prese ad espandersi in tutte le direzioni, favorita dal fatto che il suolo cittadino, una pianura alluvionale, non offre ostacoli alla crescita urbana. A Londra si possono trovare dei rilievi, ad esempio Parliament Hill e Primrose Hill, che comunque risultano irrilevanti nell'assetto urbanistico della città, la quale presenta, di conseguenza, un'estensione dalla forma vagamente circolare.
Un tempo il fiume aveva un letto più largo, che oggi è stato ristretto dagli argini. Analogamente, molti suoi affluenti sono stati incanalati in tubature sotterranee.
Il Tamigi risente delle maree e così Londra è a rischio d'inondazioni. Il problema è aggravato dalla lenta "inclinazione" della Gran Bretagna, che, per motivi geologici, si sta alzando nella parte settentrionale ed abbassando in quella meridionale. A fronte del pericolo, negli anni '70 si è costruita, a Woolwich, la Thames Barrier.
Clima
Il clima è temperato, con estati non esageratamente calde ed inverni freddi, ma raramente duri, e piogge regolari, ma leggere, durante il resto dell'anno. D'estate difficilmente si superano i 33 °C, anche se temperature più elevate stanno diventando meno infrequenti. La temperatura massima mai registrata a Londra è stata di 39,7 °C all'Heathrow Airport durante la torrida estate del 2003.
Anche le nevicate abbondanti sono una cosa del tutto inusuale: negli ultimi inverni le precipitazioni nevose sono avvenute al massimo un paio di volte e con accumuli sempre inferiori ai 25 mm. Sebbene sia diffuso lo stereotipo di Londra come città piovosa, la media annuale di precipitazioni è ben inferiore a quella di città come Roma o Sidney: 600 mm.
Il gran numero di costruzioni ha creato un microclima londinese: il caldo viene "immagazzinato" dagli edifici, al punto che in città le temperature sono spesso superiori anche di 5°C, rispetto a quelle che si registrano nelle zone circostanti.
Storia
Originariamente città celtica, fu fortificata dai Romani che la chiamarono Londinium e la usarono come porto sul fiume Tamigi. Durante questo periodo Londra fu eretta a capitale della Britannia da parte dei Romani che la abbandonarono all'inizio del V secolo quando le legioni lasciarono l'intera isola.
Nel periodo medievale Londra accrebbe la sua importanza sancita anche dalla Abbazia di Westminster. In questa abbazia (da non confondere con la Cattedrale di Westminster, che è sede dell'arcivescovo cattolico) fin dal Medioevo vengono incoronati tutti i re di Inghilterra. La residenza dei reali di Inghilterra fin da periodo normanno fu nel castello-fortezza della Torre di Londra dove oggi sono custoditi i gioielli della Corona.
Con il passare degli anni sulla Londra romana si sviluppò quello che oggi è il distretto finanziario (la City).
Londra si è poi notevolmente ingrandita in ogni direzione, inglobando campagne, boschi, villaggi e paesi.
Dal XVI secolo fino alla prima metà del XX secolo è stata la capitale dell'Impero Britannico.
Nel 1666 un grande incendio distrusse gran parte della City. La ricostruzione durò una decina d'anni e vide all'opera il grande architetto Christopher Wren, che riedificò molte chiese distrutte, tra cui la Cattedrale di St. Paul, dove oggi riposano gli eroi della nazione britannica.
La crescita cittadina ebbe una grande accelerazione nel XVIII secolo e, agli inizi del XIX secolo, Londra era la città più grande del mondo.
L'amministrazione locale cercò di fronteggiare questa enorme espansione, specialmente per fornire adeguate infrastrutture alla città. Nel 1855 si creò il Metropolitan Board of Works, con lo scopo, appunto, di sovrintendere alle costruzione delle infrastrutture necessarie. Nel 1889 il MBW venne liquidato ed al suo posto fu istituita la County of London, governata dalla prima assemblea eletta da tutta la Londra "allargata", il London County Council.
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, Londra venne bombardata dalla Luftwaffe, con largo uso di bombardieri durante la Battaglia d'Inghilterra e poi con i razzi V1 e V2. Le incursioni uccisero oltre 30.000 londinesi e distrussero varie zone della città, ricostruite con vari stili architettonici nei decenni successivi.
L'espansione esterna di Londra fu notevolmente rallentata a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale con l'adozione di diversi piani regolatori, tesi alla salvaguardia di un anello di verde intorno alla città (c.d. Green Belt).
Fino al cessate il fuoco del 1997, Londra fu un bersaglio regolare per le bombe dell'IRA che in questo modo cercava di spingere il Governo Britannico a negoziare con il Sinn Féin nell'Irlanda del Nord.
Il 6 luglio 2005, il Comitato Olimpico Internazionale ha designato Londra come sede dei XXX Giochi Olimpici moderni del 2012. Londra sarà così la prima città al mondo ad ospitare tre edizioni dei Giochi, dopo la IV edizione nel 1908 e la XIV nel 1948.
Il 7 luglio 2005, in concomitanza con l'inizio del summit del G8 a Gleneagles, in Scozia, una serie coordinata di attacchi terroristici, condotti da estremisti islamici, colpirono i passeggeri di tre linee della metropolitana ed di un autobus.
Quella mattina si fecero esplodere quattro uomini bomba, a partire dalle 08:50. Uno nella metropolitana di Aldgate nella City, un altro su un treno carico di viaggiatori che percorreva una galleria della Piccadilly Line, un terzo su un treno all'interno della stazione di Edgware Road. Circa un'ora dopo, alle 09:47, un ordigno portato da un quarto attentatore squarciò un bus a due piani che transitava per Russel Square.
Questi attentati hanno provocato cinquantacinque morti, oltre a diverse centinaia di feriti.
Un'ulteriore serie d'attacchi si verificò il 21 luglio successivo, questa volta senza causare vittime.
Londra moderna
21 luglio da Edward Blore e risistemata nel 1913 di Sir Aston Webb]]
Aston Webb tra la galleria Tate Modern e la St Paul's Cathedral]]
Oggi la Grande Londra comprende la City of London e i 32 Distretti (inclusa la City of Westminster). Il fulcro dominante della vita di Londra è la City of Westminster (che comprende anche gran parte del West End), principale distretto culturale, d'intrattenimento e shopping, oltre che sede di gran parte delle principali società londinesi non operanti nel settore finanziario, e, infine, centro della politica. La City of London (anche conosciuta come Square Mile o City) è il principale centro bancario del mondo, e il principale centro di affari europeo. Più di 100 delle 500 principali società europee hanno sede a Londra, mentre il mercato dei cambi è il più grande del mondo, con un cambio medio giornaliero di 504 bilioni di dollari, più di quelli di Tokyo e New York insieme. Affollatissima durante la settimana lavorativa, gran parte della City tende a calmarsi durante il fine settimana, essendo una zona poco residenziale.
Londra attira un enorme numero di visitatori e turisti. Le principali attrazioni turistiche sono situate in Central London, comprendendo la città storica; il West End per i cinema, bar, club, teatri, negozi e ristoranti; Westminster con la Westminster Abbey, il palazzo reale di Buckingham Palace, Clarence House e altro, il Royal Borough of Kensington and Chelsea con i suoi musei (lo Science Museum, Natural History Museum, e Victoria and Albert Museum) e Hyde Park. Altre importanti attrazioni turistiche includono St Paul's Cathedral, la National Gallery, il Bankside di Southwark con il Globe Theatre, Tate Modern, e London Bridge, il Tower Bridge e la Torre di Londra, Tate Britain, il British Museum a Bloomsbury. Oltre ai principali esposti, molti altri sono i luoghi di interesse in città.
Distretti di Londra
Vedere anche: Inner London, Outer London.
Central London
La City
Outer London
La City è il principale distretto finanziario del Regno Unito e uno dei principali del mondo. È governata dalla Corporation of London, un antico organo presieduto dal Lord Mayor of London, ed ha un proprio corpo di polizia. Una volta dominato dalla St Paul's Cathedral, il distretto si è popolato negli ultimi decenni di alti edifici, tra i quali Tower 42 (la più alta torre britannica, in passato e ancora oggi colloquialmente conosciuta come Nat West Tower) e la recente 30 St Mary Axe, conosciuta anche come "Il Cetriolo" (Sexual Gherkin) e finita nel 2003.
La popolazione residente della City, è decisamente scarsa (circa 7.000 abitanti), ma durante la giornata lavorativa il distretto si affolla di più di 300.000 persone. L'emergere di un altro distretto finanziario, Canary Wharf nell'East London, causato anche dall'eccessiva congestione della City, ha messo in discussione, negli ultimi anni, il ruolo di quest'ultima come sede esclusiva della finanza londinese.
A Covent Garden si trova l'Avenue of Stars, la risposta londinese al Walk of Fame di Hollywood.
Il West End
Hollywood
Il West End è il principale distretto per i divertimenti e lo shopping. Il luogo più conosciuto della zona è senz'altro Trafalgar Square, mentre Oxford Street è una strada per lo shopping famosa in tutto il mondo. Oxford Street si interseca a Oxford Circus con un'altra celebre via londinese, Regent Street che con le sue traverse è il centro principale per le grandi catene di elettronica, hi-fi e grandi rivenditori.
Fa parte del West End la zona di Soho, una rete di piccole strade ricche di pub, ristoranti, piccoli negozi, ma anche teatri, cinema e, soprattutto, locali notturni gettonatissimi. Soho è anche vista come fabbrica del sesso per molti suoi locali e negozi in tema, oltre che il quartiere con più numero di gay. Anche Piccadilly è nel West End, ed è un'importante arteria che congiunge Piccadilly Circus ad est con Hyde Park Corner ad ovest. Vicino si trovano il quartiere di Mayfair e Green Park. Regent Street e Bond Street sono altre vie molto importanti.
East London
A East London si sono scritti molti capitoli della storia industriale cittadina. L'area è ora in fase di piena ricostruzione (progetto Thames Gateway). I progetti di riqualificazione urbana in questa parte della città sono stati la carta vincente per l'assegnazione a Londra delle Olimpiadi del 2012 e, per preparare l'evento olimpico, sono stati pianificati nuovi ed estesi interventi. Per la seconda volta nella storia moderna, East London è al centro di un vasto programma urbanistico. La prima fu dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando, per rimediare alle distruzioni dei bombardamenti, si costruirono squallidi complessi residenziali ed enormi condomini.
L'East End
L'East End è prossimo al vecchio porto di Londra e per questa ragione è stato tradizionalmente il luogo in cui gli immigrati, arrivati via mare, trovavano la loro prima residenza londinese. Questo fecero gli Ugonotti francesi, i belgi, gli Ebrei, gli italiani, gli indiani del Gujarat, i pakistani e le molte altre etnie che, nei secoli, hanno cercato a Londra una vita diversa.
L'East End parte dal lato orientale della City, e comprende zone come Whitechapel, Mile End, Bethnal Green, Hackney, Bow e Poplar. Vi si trovano vari luoghi d'interesse turistico, come i mercati (ad esempio il Columbia Road Flower Market e quelli a Spitalfields, Brick Lane, Petticoat Lane) e diversi musei, come il Geffrye Museum ed il Museum of the Childhood a Bethnal Green.
L'East End ha confini incerti. È la zona popolare per eccellenza, abitata dai londinesi cockneys. La sua storia, a volte vista in chiave romantica, è fatta di umorismo e valori della classe operaia, ma anche di delitti, come quelli di Jack lo Squartatore a Whitechapel, crimine organizzato, gangsters come la Banda Kray, povertà affrontata e resa sopportabile dalla tenacia britannica. La | | |