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10 Marzo

10 marzo

Il 10 marzo è il 69° giorno del Calendario Gregoriano (il 70° negli anni bisestili). Mancano 296 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 241 AC - Prima guerra punica: Battaglia delle Isole Egadi - I romani affondano la flotta cartaginese ponendo fine alla guerra.
- 1496 - Cristoforo Colombo lascia Hispaniola e torna in Spagna, terminando la sua seconda visita nell'Emisfero Occidentale.
- 1629 - Carlo I d'Inghilterra scioglie il Parlamento dando inizio alla tirannia degli undici anni.
- 1804 - Acquisto della Louisiana: A St. Louis, con una cerimonia formale viene trasferita la proprietà della Louisiana dalla Francia agli Stati Uniti.
- 1814 - Napoleone I di Francia viene sconfitto nella battaglia di Laon, in Francia.
- 1848 - Il Trattato di Guadalupe Hidalgo viene ratificato dagli Stati Uniti, ponendo fine alla Guerra Messicano-Americana.
- 1864 - Guerra civile americana: La Campagna del Red River inizia con le truppe unioniste che raggiungono Alexandria (Louisiana).
- 1876 - Alexander Graham Bell effettua con successo la prima chiamata telefonica.
- 1880 - Membri dell'Esercito della Salvezza sbarcano negli Stati Uniti e iniziano la loro attività.
- 1891 - Almon Strowger, un becchino di Topeka (Kansas), brevetta il selettore Strowger, un meccanismo che porterà all'automazione delle linee telefoniche.
- 1893 - La Costa d'Avorio diventa una colonia francese.
- 1902 - Guerra Boera: I Boeri sudafricani vincono la loro ultima battaglia contro le truppe britanniche, con la cattura di un generale britannico e di 200 dei suoi uomini.
  - Una corte d'appello statunitense sentenzia che Thomas Edison non ha inventato la cinepresa.
- 1933 - Un terremoto a Long Beach (California) provoca 120 vittime.
- 1948 - Viene assassinato il ministro degli esteri cecoslovacco Jan Masaryk.
- 1951 - Henri Queuille diventa primo ministro di Francia
- 1952 - Fulgencio Batista esegue un colpo di stato a Cuba.
- 1966 - La Regina Beatrice dei Paesi Bassi sposa Claus von Amsberg.
- 1969 - A Memphis (Tennessee), James Earl Ray si dichiara colpevole dell'assassinio di Martin Luther King Jr. In seguito ritirerà la sua dichiarazione.
- 1975 - Guerra del Vietnam: truppe nordvietnamite attaccano Ban Me Thout, nel Vietnam del Sud, sulla loro strada verso la cattura di Saigon.
- 1977 - L'astronomo James Elliott comunica la scoperta degli anelli di Urano.
- 1982 - Gli Stati Uniti pongono un embargo sull'importazione di petrolio della Libia a causa del supporto di quest'ultima ai gruppi terroristici.
  - Tutti e 9 i pianeti si allineano sullo stesso lato del sole.
- 1987 - La Santa Sede condanna la pratica dell'utero in affitto, oltre ai bambini in provetta e all'inseminazione artificiale.
- 1990 - Ad Haiti, Prosper Avril viene estromesso, 18 mesi dopo aver preso il potere con un colpo di stato.
- 1991 - Guerra del golfo: Operazione Phase Echo - 540.000 truppe statunitensi iniziano a lasciare il Golfo Persico.
- 1998 - Le truppe statunitensi di stanza nel Golfo Persico iniziano a ricevere le prime vaccinazioni contro l'antrace.
- 2000
  - L'indice Nasdaq raggiunge i 5048,62 punti, segnalando l'inizio della fine del boom delle dot-com.
  - Pallacanestro: i Detroit Pistons ritirano la maglia numero 4 di Joe Dumars.

Nati


- 1452 - Ferdinando II di Aragona sovrano spagnolo († 1516)
- 1503 - Ferdinando I del Sacro Romano Impero
- 1606 - Edmund Waller, poeta inglese († 1687)
- 1628 - Marcello Malpighi, scienziato italiano († 1694)
- 1709 - Georg Steller, naturalista tedesco († 1746)
- 1749 - Emanuele Conegliano, meglio noto come Lorenzo da Ponte, librettista e scrittore italiano († 1838)
- 1759 - William Playfair, statistico scozzese.
- 1772 - Friedrich von Schlegel, esteta, poeta e pubblicista († 1829)
- 1776 - Luisa di Mecklenburg-Strelitz Regina di Prussia († 1810)
- 1788 - Joseph von Eichendorff, poeta († 1857)
- 1842 - Mykola Lysenko, compositore
- 1844 - Pablo de Sarasate, violinista († 1908)
- 1845 - Zar Alessandro III di Russia
- 1847 - Kate Sheppard, suffragetta neozelandese
- 1848 - Albert Fraenkel, medico († 1916)
- 1880 - Bronco Billy Anderson, attore († 1971)
- 1888 - Barry Fitzgerald, attore († 1966)
- 1891 - Sam Jaffe, attore († 1984)
- 1892 - Arthur Honegger, compositore († 1955)
  - Gregory La Cava, regista, produttore, scrittore († 1952)
- 1903 - Bix Beiderbecke, jazzista († 1931)
  - Clare Boothe Luce, editore, scrittore († 1987)
- 1915 - Harry Bertoia, artista e designer italiano († 1978)
- 1920 - Boris Vian, scrittore francese
- 1927 - Paul Wunderlich, pittore, artista grafico, scultore
- 1928 - James Earl Ray, assassino († 1998)
- 1940 - Dean Torrence, musicista (Jan and Dean)
- 1940 - Chuck Norris, attore statunitense
- 1947 - Kim Campbell, politica canadese
- 1957 - Marlon Jackson, cantante
- 1957 - Osama bin Laden, terrorista
- 1958 - Sharon Stone, attrice
- 1963 - Jeff Ament, bassista (Pearl Jam)
- 1963 - Neneh Cherry, musicista
- 1964 - Edoardo, Conte di Wessex
- 1966 - Edie Brickell, cantante
- 1971 - Ugonna Wachuku, poeta e scrittore
- 1972 - Matt Kenseth, pilota di auto da corsa

Morti


- 1832 - Muzio Clementi, compositore italiano
- 1872 - Giuseppe Mazzini, patriota italiano (n. 1805)
- 1895 - Charles Frederick Worth, stilista
- 1913 - Harriet Tubman, attivista contro lo schiavismo (n. 1820)
- 1932: Paolo Boselli, politico italiano
- 1940 - Mikhaïl Boulgakov, scrittore russo
- 1948
  - Zelda Fitzgerald (moglie di Francis Scott Fitzgerald), (n. 1900)
  - Jan Masaryk, politico cecoslovacco (n. 1886)
  - Placido Rizzotto, sindacalista (n. 1914)
  - Evgenij Evgen'evic Slutsky, economista e statistico russo
- 1973 - Eugene 'Bull' Connor, segregazionista
- 1985 - Konstantin Chernenko, politico sovietico (n. 1911)
- 1986 - Ray Milland, attore britannico (n. 1907)
- 1988 - Andy Gibb, cantante (n. 1958)
- 1994 - Abdelkader Alloula, autore teatrale
- 1996 - Ross Hunter, produttore
- 1997 - La Vern Baker, cantante
- 1998 - Lloyd Bridges, attore (n. 1913)
- 2003 - Barry Sheene, motociclista (n. 1950)
- 2004 - Dave Blood, musicista statunitense

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- San Giovanni Ogilvie, martire
- San Macario di Gerusalemme, vescovo
- Santa Maria Eugenia di Gesù, fondatrice
- San Vittore in Africa, martire

Laiche

10 ja:3月10日 ko:3월 10일 simple:March 10 th:10 มีนาคม

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

Anno

Un anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano). In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s). :La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono: # il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio) # l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio). :A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni. Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno. Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni. La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni. L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni. L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare. L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.

Voci correlate


- Anno luce Categoria:Astronomia e Astrofisica Categoria:Unità di tempo ja:年 ms:Tahun simple:Year zh-min-nan:Nî

241 AC

Eventi


- 10 marzo - Battaglia delle Isole Egadi, i Romani affondano la flotta cartaginese e questo determina la fine della Prima Guerra Punica.
- Falerii veteres è rasa al suolo dai romani; termina la resistenza dei Falisci.
- Viene stabilito l'elenco delle 35 tribù di Roma.
- Cleomene III diventa re di Sparta.
- Attalo I diventa re di Pergamo.

Nati

Morti


- Agide IV, re di Sparta
- Eumene I, re di Pergamo 060

Prima guerra punica

La Prima guerra punica fu combattuta fra Cartagine e Roma dal 264 AC al 241 AC e fu la prima delle tre grandi guerre che queste due superpotenze del mondo antico ingaggiarono per il controllo della Sicilia e per la supremazia nel Mediterraneo. Dopo 23 anni di combattimenti Roma vinse ed impose a Cartagine pesanti condizioni di pace.

Situazione

Roma

Nel 280 AC la Repubblica di Roma era in una condizione di vittoriosa espansione. Dopo secoli di conflitti e ribellioni l'intera penisola italiana a sud dell'Appennino Tosco-emiliano era strettamente controllata dalle forze romane; tutti i nemici prossimi come gli Etruschi, i Sabini, i Volsci erano stati sconfitti. I Marsi, gli Apuli, i Vestini erano federati o alleati. I Galli Senoni erano stati fermati al Piceno (attuali Marche). Roma aveva stretto accordi di alleanza o di non-interferenza con varie popolazioni italiche e colonie greche dell'Adriatico come Ancona (aiutata contro i Galli). Operazioni di consolidamento si stavano effettuando soprattutto nei territori del sud appena entrati nell'orbita della Repubblica. Roma era abituata al successo e riponeva un'enorme fiducia nel suo sistema politico e nel suo esercito. Per contro non possedeva, in pratica, una vera Marina e per i commerci si affidava soprattutto agli Etruschi e ai Greci. Le guerre sannitiche avevano portato Roma a cercare di accerchiare il Sannio con l'alleanza degli Apuli (in Puglia) e una politica di controllo dei Lucani. La Repubblica si venne allora trovare a stretto contatto con le colonie greche del Mar Ionio fra cui Tarentum. I tarantini, in lotta con Thurii che aveva chiesto aiuto a Roma, dal momento che la loro fragile coalizione con Sanniti, Bruzi e Lucani non riusciva ad aver ragione delle forze romane, si risolsero a chiedere aiuto a Pirro, re dell'Epiro.

Pirro

Pirro aveva perso il trono nel 302 ed era stato mandato quale ostaggio alla corte egiziana di Tolomeo Soster. Questi nel 297 AC lo aiutò a rientrare nel suo regno. Nel 295 AC sposò la figlia di Agatocle di Siracusa. Chiamato dalle città greche contro Roma, giunse in Italia (280 AC) con un esercito di 25.000 uomini e 20 elefanti da guerra. Dopo aver vinto due battaglie Eraclea e Ascoli d'Apulia tentò un accordo con Roma. Le trattative fallirono per intervento di Cartagine.

Cartagine

Cartagine era da secoli un'affermata potenza commerciale e navale, controllava tutte le coste del Mediteraneo Occidentale: Nord Africa dall'Egitto fino all'Algeria, le coste di Spagna, Isole Baleari, Sardegna e Corsica. Resistevano solo Massalia colonia greca, alcune città della costa spagnola fra cui la (più tardi) tristemente famosa Sagunto, e le coste del Mar Tirreno, monopolio greco-etrusco. Le colonie e le tribù libiche portavano a Cartagine tributi per circa 12.000 talenti d'argento (1 talento= 26 Kg). Inoltre Cartagine possedeva un'agricoltura sviluppatissima e le vaste proprietà della nobiltà punica erano giustamente famose per la loro ricchezza. I cartaginesi detiti al commercio e all'agricoltura avevano affidato l'esercito a buoni generali che però si servivano quasi esclusivamente di truppe mercenarie, per lo più libiche. Un fattore che ebbe grande importanza in tutto il percorso bellico fra Roma e la rivale. In questo scorcio di secolo Cartagine era, come già da decenni, in guerra con Siracusa, praticamente la sola città-stato concorrente nel controllo della Sicilia.

Siracusa

Questa città era all'epoca governata da Gerone II che, eletto stratego nel 275 AC per i suoi successi contro i cartaginesi, nel 265 AC venne proclamato re dopo vittoriose azioni contro i Mamertini di Messina. La guerra contro questi mercenari alleati a Roma lo spinse a un'innaturale e temporanea alleanza con Cartagine.

L'accordo del 278 AC

La potenza navale di Cartagine si vide nel 278 AC. Attenta a non far dimenticare i suoi interessi sulle coste italiche e preoccupata di un possibile allargamento del regno di Pirro, greco e "imparentato" con Siracusa, Cartagine inviò una flotta di 120 navi, comandata da Magone che si ancorò nel porto di Ostia per forzare i romani, impegnati nella guerra con Pirro e che pensavano alla pace, a continuare le ostilità. Cartagine così ottenne di avere mani più libere contro Siracusa e la stipulazione di un trattato (il quarto con Roma) nel quale le due potenze implicitamente spartivano le zone di influenza. Il patto, oltre a promesse di aiuto economico e militare di Cartagine contro i greci, garantiva a Roma che i punici non si accordassero con Pirro (c'erano voci di accordi in proposito) mentre Roma era impegnata in combattimenti con Sanniti, Lucani e Bruzi. La zona di influenza di Roma veniva fissata nell'Italia peninsulare. Pirro, però, proprio nel 278 AC sbarcò con 8.000 uomini a Catania e Taormina, allontanò i cartaginesi da Siracusa e conquistò praticamente tutta la Sicilia riducendo i punici al possesso del solo Capo Lilibeo. Due anni dopo dovette però rientrare in Italia e Cartagine ritornò sulle posizioni precedenti.

Casus belli

Agatocle, tiranno di Siracusa, era morto nel 289 AC. Un gruppo di mercenari italici, rimasti senza lavoro, l'anno successivo conquistò Messina. Crearono una loro struttura statale con a capo due meddices (termine osco) e si autonominarono Mamertini (probabilmente dal nome di Marte - dio della guerra). Dalla base di Messina saccheggiavano il territorio circostante diventando ben presto un serio problema per Siracusa. I siracusani si affidarono a Gerone che, riorganizzato l'esercito mercenario, dopo alterne vicende riuscì a scofiggere i Mamertini a Milazzo e pose Messina sotto assedio. I Mamertini, scoprendo di avere bisogno di aiuto militare, inviarono due delegazioni, contemporaneamente, a Roma e a Cartagine, le due potenze che erano in grado di sostenere un simile attacco. Cartagine poteva essere interessata a chiudere la partita con Siracusa e conquistare finalmente l'intera Sicilia. Roma era ormai la "padrona" dell'Italia e i Mamertini erano Italici. All'inizio Roma non gradiva l'idea di aiutare un gruppo di militari che perseguivano una guerra "ingiusta" avendo rubato la città ai veri proprietari. In più Roma aveva da pochi anni domato una rivolta di mercenari della legio Campana (Reghium, 271 AC) ed era riluttante ad aiutare quella fazione. Cartagine fu quindi la prima a rispondere. Inviò truppe che conquistarono Messina e navi furono dislocate nel porto. A meno di tre miglia dalla costa italiana. Probabilmente questo fu il fattore determinante. Forze cartaginesi troppo vicine al territorio romano e orientate al controllo totale della Sicilia che, a sua volta, controllava il passaggio fra le due parti, orientale e occidentale, del Mediterraneo. Roma formò un'alleanza con i Mamertini e nel successivo 264 AC inviò truppe in Sicilia. Era la prima volta che forze romane uscivano dalla penisola italiana. Gerone II, innaturalmente alleato a Cartagine, dovette fronteggiare le legioni di Valerio Messala. Perse, ottenne la pace versando 100 talenti, e divenne un fedele alleato di Roma fornendole aiuti, soprattutto grano e macchine da guerra. In breve tempo, così, rimasero in campo solo i due eserciti romano e cartaginese. La posta era il possesso della Sicilia,grande produttrice di grano e testa di ponte di entrambe le potenze per il controllo commerciale e militare del Mediterraneo centrale. I trattati vennero infranti, una plurisecolare amicizia fra le due città era terminata. Iniziava la Prima guerra punica.

La guerra sulla terra

La Sicilia è una regione con un territorio aspro e collinoso, con ostacoli geografici e dove le linee di comunicazione sono difficili da mantenere. La guerra terrestre, quindi, un tipo di guerra che Roma conosceva bene, giocò un ruolo secondario nella Prima guerra punica. Le operazioni rimasero confinate ad alcune scaramucce fra le forze in campo, con solo qualche vera battaglia. In genere si assistette ad assedi e blocchi di comunicazioni che furono le sole operazioni degli eserciti. Lo sforzo maggiore fu posto nei tentativi di chiudere i porti principali in quanto i due contendenti erano entrambi nella condizione di dover rifornire le truppe di viveri, materiali ed effettivi, non avendo nessuna delle due città vere e proprie basi militari in Sicilia. Ciononostante almeno due battaglie di larga scala furono combattute durante questa guerra. Nel 262 AC Roma assediò Agrigento in un'operazione che coinvolse entrambi gli eserciti consolari per un totale di quattro legioni (circa 20.000 legionari e 2.000 cavalieri) e che tenne campo per molti mesi. La guranigione cartaginese di Agrigento riuscì a chiedere rinforzi che giunsero, guidati da Annone. I romani passarono quindi da assedianti ad assediati e, perso il supporto di Siracusa, dovettero costruire un vallo per propria difesa dalle sopraggiungenti forze cartaginesi. Dopo alcune schermaglie si venne a una vera battaglia che fu vinta dai romani. Agrigento cadde e questo diede coraggio a Roma per ulteriori operazioni. La seconda operazione terrestre su grande scala fu quella di Marco Atilio Regolo. Fra il 256 AC e il 255 AC Roma tentò di portare la guerra in Africa invadendo le colonie cartaginesi. Fu costruita una grande flotta sia per il trasporto delle truppe e dei rifornimenti sia per la protezione dei convogli. Cartagine cercò di fermare questa operazione ma venne sconfitta nella Battaglia di Capo Ecnomo. Le legioni di Atilio Regolo sbarcarono in Africa senza grosse difficoltà e iniziarono a saccheggiare il territorio per costringere l'esercito cartaginese ad entrare in azione. Questa campagna ebbe risultati contrastanti. All'inizio Regolo vinse l'esercito cartaginese nella battaglia di Adys forzando Cartagine a chiedere la pace. Furono però presentate condizioni tanto pesanti che i negoziati fallirono e Cartagine, assunto il mercenario spartano Santippo per riorganizzare le proprie forze, riuscì a fermare l'avanzate romana. Santippo sconfisse Regolo nella battaglia di Tunisi e lo catturò. L'invasione romana dell'Africa ebbe fine con la vittoria cartaginese. Verso la fine della guerra, nel 249 AC Cartagine inviò in Sicilia il generale Amilcare Barca (il padre di Annibale). Amilcare riuscì a porre sotto il suo controllo la maggior parte dell'interno dell'isola e Roma dovette risolversi ad affidarsi a un dittatore per risolvere il problema. Le forze terrestri di Amilcare non furono mai sconfitte. D'altra parte la guerra doveva chiaramente essere decisa sul mare. E sul mare avvenne lo scontro decisivo. La battaglia delle Egadi del 241 AC vinta dalla flotta romana, segnò la fine della Prima guerra punica, dimostrando, per questo caso, la scarsa importanza delle battaglie terrestri.

La guerra per mare

A causa delle difficoltà di operare in Sicilia, la maggior parte della Prima guerra punica, comprese le battaglie più decisive, fu combattuta in mare, uno spazio ben noto alle flotte cartaginesi che da secoli lo percorrevano vincenti. Di più, la guerra navale permetteva il blocco dei porti nemici con il conseguente possibile o mancato rinforzo per le truppe a terra. Entrambi i contendenti dovettero investire pesantemente nell'allestimento delle flotte e questo diede fondo alle finanze pubbliche sia di Roma che di Cartagine. Probabilmente segnò il corso della guerra. All'inizio della Prima guerra Punica, Roma non aveva nessuna esperienza di guerra navale. Le sue legioni erano vittoriose da secoli nelle terre italiche ma non esisteva una Marina, tantomeno Marina Militare. Nondimeno il Senato comprese immediatamente l'importanza del controllo del Mediterraneo centrale nel prosieguo del conflitto. La prima grande flotta fu costruita dopo la battaglia di Agrigentum del 261 AC che fu vinta ma che mise in evidenza l'importanza del controllo delle linee di comunicazione nemiche. Roma mancava della teconologia navale e quindi dovette costruire una flotta basandosi sulle triremi e quinqiremi cartaginesi catturate. Per compensare la mancanza di esperienza in battaglie fra navi, Roma sviluppò una tecnica di combattimento che permetteva di sfruttare la conoscenza delle tattiche di combattimento terrestri in cui era maestra. Le navi romane furono equipaggiate con uno speciale congegno d'abbordaggio: il corvo. Questo congegno agganciava le navi nemiche e permetteva alla fanteria di combattere quasi come sulla terraferma. L'efficienza di quest'arma fu provata per la prima volta nella battaglia di Milazzo, la prima vittoria navale romana; e continuò ad essere provata negli anni successivi, specielmente nella dura battaglia di Ecnomo. L'aggiunta del corvo forzò Cartagine a rivedere le sue tattiche militari e, poiché ebbe serie difficoltà in questo senso, Roma pervenne ad un vantaggio anche in campo navale. In seguito, con la crescita dell'esperienza romana nella guerra navale, il corvo fu abbandonato a causa del suo impatto sulla navigabilità dei vascelli da guerra. Nonostante le vittorie romane sul mare, la Repubblica fu il belligerante che ebbe maggiori perdite, sia in vascelli che in equipaggi, in larga parte a causa di tempeste. In almeno due occasioni 255 AC e 253 AC intere flotte furono distrutte dal maltempo. Il peso dei corvi sulle prode delle navi fu il maggior responsabile dei disastri. Verso la fine della guerra Cartagine comandava sul mare in quanto Roma non pensava di poter finanziare la costruzione di un'altra costosissima flotta. Ma un'altra flotta fu varata, attingendo a donazioni di cittadini facoltosi. La Prima guerra punica fu decisa nella battaglia navale delle Egadi (10 marzo 241 AC) vinta dalla flotta romana sotto la guida del console Gaio Lutazio Catulo. Cartagine, persa la maggior parte delle navi, fu economicamente incapace di vararne un'altra o di trovare nuovi equipaggi. Senza una flotta che gli consentisse i collegamenti con la madrepatria, Amilcare Barca, in Sicilia, fu costretto ad arrendersi.

Dopoguerra

Roma vinse la Prima guerra punica dopo 23 anni di combattimenti e alla fine sostituì Cartagine come maggiore potenza del Mediterraneo. Nel dopoguerra entrambi i contendenti erano finanziariamente e demograficamente esausti. La vittoria di Roma fu per lo più dovuta alla sua persistenza nel non ammettere la sconfitta e nel non accontentarsi di nulla di meno di una vittoria totale. Inoltre, la capacità della Repubblica di attrarre investimenti privati nello sforzo bellico, incanalando il patiottismo dei cittadini per trovare navi e uomini, fu uno dei fattori decisivi, specialmente se a paragone con l'apparente mancanza di volontà della nobiltà cartaginese di rischiare le proprie fortune per il bene comune.

Perdite

É quasi impossibile determinare le perdite per i due contendenti. Le fonti storiche normalmente tendono ad aumentare il valore di Roma. Comunque, (escludendo la guerra terrestre), si consideri che:
- Roma perse 700 navi (massimamente per cattive condizioni atmosferiche) e almeno una parte degli equipaggi,
- Cartagine perse 500 navi e almeno parte degli equipaggi
- Ogni equipaggio era composto mediamente da 100 uomini. Se ne trae la conclusione che le perdite di uomini furono pesanti per entrambe le parti. Lo storico Polibio commenta che la Prima guerra punica fu per l'epoca la più distruttiva in termini di vite umane nella storia bellica, comprese le campagne di Alessandro Magno, e questo può dare un'idea delle dimensioni. Guardando ai dati del censimento romano del terzo secolo, A. Galsworthy notava come durante il conflitto Roma avesse perso circa 50.000 cittadini. E questo escludendo le truppe ausiliarie e ogni altro partecipante al conflitto che non avesse avuto il rango di cives romanus; queste perdite non erano determinabili.

Condizioni di pace

Le condizioni poste da Roma furono particolarmente pesanti per Cartagine che dovette accettarle, non essendo in posizione da poter trattare. Eccole:
- Cartagine doveva evacuare la Sicilia,
- Cartagine doveva restituire i prigionieri di guerra senza ottenere riscatto mentre doveva riscattare i propri prigionieri,
- Cartagine doveva impegnarsi a non attaccare Siracusa e i suoi alleati,
- Cartagine doveva consegnare a Roma il possesso di un gruppo di piccole isole a nord della Sicilia,
- Cartagine doveva pagare un'indennità di guerra di 1.000 talenti immediatamente e 2.200 talenti in 10 rate annuali. Altre clausole determinavano che gli alleati di entrambe le parti non sarebbero stati attaccati dagli altri, nessun attacco poteva essere effettuato dalle due parti verso gli alleati degli altri e fu proibito a entrambi di raccogliere truppe nel territorio della parte avversa. Questo impediva ai cartaginesi, che facevano largo uso di mercenari, soprattutto libici, di accedere alle forze mercenarie inquadrate fra le legioni e quindi alla tecnologia e alla superiore tecnica militare romana.

Risultati politici

Nel dopoguerra Cartagine non aveva virtualmente fondi e non fu in grado nemmeno di pagare le truppe mercenarie smobilitate. Questo portò ad un conflitto interno, la rivolta dei mercenari, vinta dopo durissimi combattimenti da Amilcare Barca. Forse il risultato politico più immediato della Prima guerra punica fu la caduta di Cartagine come principale forza navale. Le condizioni poste a Cartagine ne compromisero la situazione economica e impedirono la rinascita della città. Le indennità richieste da Roma causarono un aggravio ulteriore per le finanze dello Stato e forzarono i cartaginesi verso la ricerca di altre aree economiche per trovare i fondi da versare a Roma. Tutto ciò causò l'aggressione dell'interno dell'Iberia e lo sfruttamento intensivo delle sue miniere d'argento. E alla fine portò alla Seconda guerra punica. Si può percorrere un interessante parallelismo con la situazione della Germania dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale e il Trattato di Versailles che la portarono alla crisi economica, alla Repubblica di Weimar e alla Seconda guerra mondiale. Per Roma, la fine della Prima guerra punica segnò l'inizio dell'espansione fuori della penisola italiana. La Sicilia, tranne Siracusa, anziché un alleato, divenne la prima Provincia romana governata da un pretore. Qualche anno dopo nel 238 AC vennero aggiunte Sardegna e Corsica (sempre tolte agli ormai inermi cartaginesi approfittando della rivolta dei mercenari).

Condottieri


- Amilcare Barca, generale cartaginese
- Annibale Gisco, generale cartaginese
- Annone, nome di molti contemporanei generali cartaginesi (ad esempio Annone)
- Appio Claudio Caudex, console romano
- Asdrubale, generale cartaginese
- Aulo Atilio Caiatino, dittatore romano
- Gaio Duilio, console romano
- Gaio Lutazio Catulo, console romano
- Gerione II, tiranno di Siracusa
- Gneo Cornelio Scipione Asina, console romano
- Lucio Caecilio Metello, console romano
- Marco Atilio Regolo, console romano
- Publio Claudio Pulcro, console romano
- Santippo, mercenario spartano al servizio di Cartagine

Cronologia


- 265 AC - I Mamertini, sotto l'attacco di Gerione II di Siracusa, chiedono assistenza a Roma e a Cartagine. Roma risponde solo dopo Cartagine.
- 264 AC - Sbarco in Sicilia di forze romane comandate dal console Appio Claudio. I cartaginesi che si erano ritirati da Messina ritornano e la pongono sotto assedio. Contrattacco di Appio Claudio che respinge insistenti offerte di pace.
- 263 AC - Truppe romane passano lo stretto su navi fornite da Taranto, Locri e altre città greche. I cartaginesi evitano lo scontro. Gerione II viene sconfitto dal console Manio Valerio Messalla ed è forzato ad un'alleanza con Roma.
- 262 AC - Le forze cartaginesi si rinchiudono ad Agrigento, la città viene assediata dai romani che la espugnano dopo sette mesi. Segesta si allea con Roma.
- 261 AC - Vittoria romana e saccheggio di Agrigento. I cartaginesi riescono a evacuare la guarnigione. Roma decide di costruire una flotta per contrastare il cartaginese dominio dei mari. Si apprestano 100 quinquiremi e 20 triremi nei cantieri delle città greche. 30.000 rematori, in gran parte contadini italici, vengono addestrati a remare su "navi virtuali" nello stesso ordine in cui, dopo, avrebbero dovuto remare.
- 260 AC - Prima battaglia navale (battaglia delle Lipari) e disastro per Roma per l'imperizia del console Gneo Cornelio Scipione (detto poi Asina). Subito dopo, però, l'altro console, Gaio Duilio, vince la battaglia di Milazzo con l'aiuto dei "corvi".
- 259 AC - Il conflitto terrestre si estende alla Sardegna e alla Corsica dove viene conquistata Alalia.
- 258 AC - Battaglia navale di Sulci, vittoria romana.
- 257 AC - Battaglia navale di Tindaride, vittoria romana. Roma decide di riprendere la politica aggressiva di Agatocle. Viene apprestata una flotta di 230 navi quinquiremi.
- 256 AC - Con la nuova flotta, sulla quale sono imbarcati 97.000 uomini, i romani tentano di invadere l'Africa e Cartagine cerca di intercettare la flotta d'invasione opponendo una flotta di 250 navi con 150.000 uomini. La risultante battaglia di Capo Ecnomo è la più grande battaglia navale dell'antichità e la maggiore vittoria di Roma. La flotta romana, guidata dai consoli Lucio Manlio Vulsone e Marco Atilio Regolo in formazione a cuneo si inserisce nella formazione cartaginese, rischia di essere circondata ma riesce a prevalere per l'uso dei "corvi". Roma, raggiunta la superiorità navale oltre che terrestre, sbarca le truppe in Africa, a Clupea, e avanza verso Cartagine. La battaglia di Adys e l'espugnazione di Tunisi da parte dei 15.000 uomini di Atilio Regolo segna il primo successo romano in Africa e Cartagine chiede la pace. I negoziati non portano ad un accordo e la guerra continua.
- 255 AC - I cartaginesi impiegano il generale spartano Santippo per organizzare la difesa. Regolo cerca la pace ma, per errore di valutazione delle forze, viene sconfitto nella nella battaglia di Tunisi. Il comandante Atilio Regolo viene catturato, le truppe romane sopravissute (solo 2.000 uomini) raggiungono Clupea e vengono evacuate dalla flotta di 350 navi che però viene distrutta durante il viaggio di ritorno verso la Sicilia.
- 254 AC - Viene costruita una nuova flotta di 220 navi per sostituire quella distrutta dalla tempesta e si apre una leva per un nuovo esercito. I romani vincono a Palermo dove fanno 27.000 prigionieri di cui 13.000 vennero venduti come schiavi, ma non riescono a compiere passi significativi nella guerra. Contrattacco cartaginese respinto dalle forze di Cecilio Metello che nel suo trionfo, porta a Roma per la prima volta degli elefanti. Cinque città greche in Sicilia passano da Cartagine a Roma.
- 253 AC - Roma continua nella politica di portare la guerra in Africa, nella costa della Sirte, a est di Cartagine. Dopo un anno senza significativi successi la flotta ritorna in patria. Durante il ritorno i romani sono nuovamente presi dalla tempesta e perdono 150 navi.
- 251 AC - Nuova vittoria romana a Palermo contro i cartaginesi condotti da Asdrubale. Come risultato delle ultime sconfitte Cartagine rinforza la guarnigione in Sicilia e riconquista Agrigento.
- 250 AC - I romani, dopo aver rinforzato le guarnigioni e costruita una strada fra Agrigento e Palermo iniziano l'assedio di Lilibeo con forze di terra e 200 navi. Insuccesso.
- 249 AC - Roma, nel tentativo di forzare il porto perde quasi tutta la flotta nella battaglia di Trapani. Si da la colpa al deprimente effetto ottenuto dal console Claudio Fulcro che fece gettare in mare i polli augurali che non beccavano il mangime (cosa ritenuta di cattivo augurio). La frase del console: "se non vogliono mangiare, che bevano" è diventata famosa. Il console Giunio Pullo perde, ancora una volta per la tempesta, la sua flotta ma riesce a conquistare Erice. Aulo Atilio Caiatino viene nominato dittatore e inviato in Sicilia.
- 248 AC - 243 AC - Battaglie di bassa intensità in Sicilia. Scorrerie di entrambi i contendenti in territorio nemico. A causa delle condizioni economiche disastrose, Cartagine non riesce ad ottenere da Tolomeo Filadelfo, re dell'Egitto, un prestito di 2.000 talenti. Ma anche Roma non naviga nell'oro e per contenere le spese limita le unità necessarie a 60 navi. Amilcare Barca compie vittoriose incursioni in Sicilia e prende prigioniero Giunio Pullo. Nessuna battaglia navale importante. Vengono intavolate trattative per la pace ma Atilio Regolo, che qualche anno prima cercava la pace e quindi inviato a Roma per patrocinarla, intuendo che Cartagine era quasi esausta si oppone.
- 242 Con un estremo sforzo Roma riesce a costruire una nuova flotta ricorrendo anche a finanziamenti privati. Vengono allestite 219 navi. Cartagine viene colta di sorpresa da questo riacutizzarsi di una guerra che si stava trascinando senza grandi novità. I romani riescono a occupare Trapani e il Lilibeo viene bloccato.
- 241 AC - Il 10 Marzo avviene la battaglia delle Egadi con la decisiva vittoria di Roma. Le navi cartaginesi, cariche di rifornimenti per la Sicilia non riescono a manovrare e fuggono. Cartagine perde 120 navi e 10.000 uomini vengono catturati. Il comandante Annone finisce sotto processo per la sconfitta e viene condannato a morte. Cartagine viene forzata ad accettare le condizioni di pace. Termine della Prima guerra punica.

Bibliografia essenziale


- The Punic Wars, by Adrian Goldsworthy, Cassel
- The First Punic War by J.F.Lazenby, 1996, UCLPress

Voci correlate


- Guerre puniche
- Cartagine - la rivolta dei mercenari Categoria:Cartagine categoria:Guerre categoria:Roma antica

1496

Eventi

Nati

Morti

096 ko:1496년

Cristoforo Colombo

Cristoforo Colombo (Genova o Savona 25 agosto o 31 ottobre 1451 - Valladolid, Spagna, 20 maggio 1506) è stato un navigatore ed esploratore italiano. Il suo luogo di nascita non è certo. Fonti storiche sostengono che sia nato, da Domenico e da Susanna Fontanarossa, a Genova (nel capoluogo ligure si trova ancor oggi una casa indicata come la casa di Colombo, nella quale potrebbe però aver vissuto da adulto), altre in provincia di Genova, esattamente in una località della val Fontanabuona chiamata Terrarossa; altre ancora lo vogliono originario della città di Savona, altri ancora dell'Emilia Romagna. La figura di Cristoforo Colombo è rimasta nella storia per la scoperta dell'America. Nel 1492 dopo aver ottenuto l'autorizzazione ed il finanziamento da parte di Isabella di Castiglia (Castiglia Spagna) Colombo salpò da Palos al comando di tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Al termine di un un difficile viaggio, il 12 ottobre 1492 giunse in un'isola dell'arcipelago delle Bahamas chiamata dagli indigeni Guanahani e che lui ribattezzò San Salvador. Il suo scopo era quello di raggiungere le Indie, sostenendo egli che la Terra avesse un diametro più piccolo di quanto effettivamente sia e che il continente euroasiatico fosse più esteso del reale: la composizione di questi due errori aveva come effetto la convinzione, effettivamente infondata, di poter compiere la traversata. Infatti, nonostante la credenza oggi molto diffusa che Colombo fosse il solo a sostenere che la Terra fosse rotonda, questa idea era invece opinione comune della gente colta del basso Medio Evo (per tutti, si possono citare San Tommaso d'Aquino e Dante Alighieri), in diversa misura a conoscenza delle osservazioni prodotte in ambiente astronomico-matematico ellenistico, riprese e perfezionate poi da quello arabo, che quei testi conobbe e spesso tradusse, e dagli studiosi occidentali. Non essendo in discussione che il nostro pianeta fosse in effetti sferico, la forte opposizione che Colombo trovò non derivava dal fatto che si reputava la traversata oceanica troppo lunga per essere fattibile. I calcoli di Colombo erano, oggi sappiamo, sbagliati, mentre quelli dei suoi avversari erano sostanzialmente corretti. La grande fortuna di Colombo fu che il suo viaggio venne ridotto a solo un terzo di quello previsto, perché sulla strada per le Indie trovò le America. Colombo stesso non si rese conto all'inizio di essere su un continente diverso da quello che si aspettava, cosa che invece fu appurata da Amerigo Vespucci, da cui il continente americano prende il nome.

Collegamenti esterni

Colombo, Cristoforo Colombo, Cristoforo Colombo, Cristoforo ja:コロンブス ko:크리스토퍼 콜럼버스 ms:Christopher Columbus simple:Christopher Columbus th:คริสตอเฟอร์ โคลัมบัส

Spagna

La Spagna (Reino de España) è una monarchia nel sudovest dell'Europa. Assieme al Portogallo forma la penisola iberica. Nel nordest confina, separata dai Pirenei, con la Francia e il ministato Andorra.
- La Spagna ha una superficie di 505.782 km² e conta circa 43.197.684 abitanti (2004).
- Fin dal 1591 la capitale è Madrid.
- Dal primo gennaio 1986 è membro dell'Unione Europea.
- Dal 1982 fa parte della NATO
- La lingua ufficiale del paese è lo spagnolo (ovvero il castigliano), si parla inoltre catalano, basco, galiziano e occitano che sono lingue ufficiali nelle rispettive regioni autonome.
- Le principali città sono (2003):
  - Madrid 3.092.759
  - Barcellona 1.582.738
  - Valencia 780.653
  - Siviglia 709.975
  - Saragozza 626.081
  - Malaga 547.105
  - Murcia 391.146
  - Las Palmas de Gran Canaria 377.600
  - Palma de Mallorca 367.277
  - Bilbao 353.567
  - Valladolid 321.143
  - Cordova 318.628
  - Alicante 305.911
- I principali fiumi sono: Ebro, Duero, Tago, Guadiana, Guadalquivir, Jucar, Segura, Turia, Miño.

Geografia

Regioni

La Spagna è suddivisa in 17 regioni autonome (comunidad autónoma, al plurale: comunidades autónomas) che sono ulteriormente suddivise in 50 province, più due città autonome (Ceuta e Melilla).
Le regioni autonome sono:
- Andalusia (Andalucia)
- Aragona (Aragon)
- Asturie (Principado de Asturias)
- Baleari (Illes Balears)
- Canarie (Islas Canarias)
- Cantabria
- Castiglia e Leon (Castilla y León)
- Castiglia-La Mancia (Castilla-La Mancha)
- Catalogna (Catalunya)
- Comunità Valenciana (Comunitat Valenciana)
- Estremadura (Extremadura)
- Galizia (Galicia)
- La Rioja
- Madrid (Comunidad de Madrid)
- Murcia (Región de Murcia)
- Navarra (Comunidad Foral de Navarra)
- Paesi baschi (Pais vasco - Euskadi) .

Storia

Turismo

Voci correlate


- Comunità autonome della Spagna
- Province spagnole
- Targhe automobilistiche spagnole fiu-vro:Hispaania ja:スペイン ko:에스파냐 ms:Sepanyol simple:Spain th:ประเทศสเปน zh-min-nan:Se-pan-gâ

1629

Eventi

Nati


- 9 marzo - Alessio I di Russia († 1676)

Morti

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Parlamento

Un Parlamento è un corpo legislativo dello stato, cioè una riunione, un'assemblea, un congresso, con il potere di deliberare leggi. Il nome deriva dalla parola francese parlement, riferita all'azione di parlare: un parlamento è quindi anche una conversazione, una discussione, un dibattito intorno ad un argomento. La parola Parlamento viene impiegata, per la prima volta, nella Chanson de Roland, sebbene il concetto da essa indicato - ossia, una istituzione collegiale intermedia tra l'intero popolo costitutivo di una comunità e coloro i quali di questa comunità hanno la direzione - sia un dato comune di antropologia culturale, come testimoniato dalle assemblee, variamente denominate, delle poleis greche, così come dal Senato romano. In una accezione molto più simile a quella moderna, il termine "Parlamento" compare, in Inghilterra, nel 1248, per designare un'assemblea formata da due bracci, uno ecclesiastico (vescovi e abati con il grado di barone) e uno laico (baroni diretti della Corona); assemblea cui nel 1254 si assicura una stabile struttura, all'interno della quale entrano anche i rappresentanti elettivi delle contee. Nel 1297, infine, con lo Statuto de tallagio non concedendo, si conferma il principio per cui ogni contribuzione poteva essere imposta solo dietro assenso comune degli «arcivescovi, vescovi ed altri prelati, conti, sovrani, uomini d'arme, borghesi, ed altri uomini liberi del regno nostro», nonché il diritto dell'assemblea elettiva a controllare la validità delle elezioni, sottraendo quindi agli agenti del Re tale privilegio. Come ben si vede, si presentano in nuce i moderni principi della (pur contestata) sovranità e della indipendenza del Parlamento. Abbandonando questa prospettiva di comparazione diacronica, si può affermare che il Parlamento costituisca una diretta conseguenza del principio di sovranità popolare (sancito, nella nostra Costituzione, dall'art. 1: «la sovranità appartiene al popolo»), ben potendo essere descritto con le efficaci parole di Hegel: porticato tra «società civile e Stato». Nato come organo in cui viene espresso il consenso all'attività impositiva del sovrano (ed è significativo che il moderno parlamento nasca proprio in Inghilterra: per il diritto germanico, infatti, è attributo dell'uomo libero l'esenzione da ogni tributo, il quale quindi deve essere da questi - o dai suoi rappresentanti - autorizzato), esso estende le sue competenze, svolgendo oggi funzioni di indirizzo politico, legislative, di coordinamento, di controllo e di garanzia costituzionale. Quanto alla sua struttura e alla sua composizione, può essere bicamerale o monocamerale, a seconda che sia composto da una o due assemblee (nell'era moderna i casi di multicameralismo sono molto rari); quando bicamerale, le Camere saranno distinte in base alla loro rappresentatività (elettiva e di nomina regia; nazionale e statale/regionale) o alle loro funzioni (o a entrambi questi criteri). Forse unico caso di bicameralismo eguale e perfetto (stessa rappresentatività, stesse funzioni) è dato dal Parlamento Italiano.

Voci correlate


- Parlamento europeo
- Parlamento italiano
- Lista dei parlamenti nazionali Categoria:Stato Categoria:Diritto costituzionale ja:議会 ko:국회

Louisiana

La Louisiana è uno stato degli Stati Uniti. Confina con Texas, Arkansas, Mississippi, mentre a sud è bagnata dal Golfo del Messico. La capitale è Baton Rouge, la città più grande (e famosa) è New Orleans. ja:ルイジアナ州 ko:루이지애나 주 simple:Louisiana



1814

Eventi


- 31 marzo - Francia: Occupazione di Parigi
- 6 aprile - Francia: Abdicazione di Napoleone
- 11 aprile - Francia: Resa di Napoleone
- 1 ottobre - Congresso di Vienna

Nati


- 18 maggio - Michail Bakunin, pensatore anarchico russo
- 13 agosto - Anders Jonas Ångström, fisico svedese († 1874)
- 4 ottobre - Jean-François Millet, pittore

Morti


- 2 dicembre: Donatien Alphonse François, Marchese De Sade 014 ko:1814년 ms:1814 simple:1814 th:พ.ศ. 2357

1848

Eventi


- 4 gennaio - Bruxelles: viene pubblicato il Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels
- 11 febbraio - Ferdinando II promulga la Costituzione del Regno delle due Sicilie, concessa il 29 gennaio precedente come risposta alle sommosse scoppiate in tutto il Regno
- 15 marzo Berlino: rivoluzione (poi fallita) nella Confederazione tedesca
- 18 marzo Milano: iniziano le Cinque Giornate
- marzo Parigi: rivoluzione che porterà alla Seconda repubblica
- 10 dicembre: Luigi Napoleone Bonaparte viene eletto Presidente della Repubblica Francese

Nati


- 21 aprile - Carl Stumpf, filosofo e psicologo († 1936)
- 7 giugno - Paul Gauguin, pittore
- 5 agosto - Roma Clelia Bompiani, pittrice romana († 1927)
- 19 agosto - Gustave Caillebotte, pittore francese († 1894)
- 8 novembre - Gottlob Frege, logico e matematico tedesco († 1925)

Morti


- 7 agosto - Jöns Jakob Berzelius, chimico svedese 048 ko:1848년 simple:1848



1864

Eventi


- 12 giugno - Guerra civile americana: Battaglia di Cold Harbor: Il Generale Ulysses S. Grant toglie le sue truppe dalle posizioni di Cold Harbor (Virginia) e marcia verso sud.
- 22 agosto - Ratifica della prima convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna
- 25 agosto - M. Beachroft, D. W. Freshfield, I.D. Walker, F. Devouassoud salgono per primi la Presanella, 3.463 metri la montagna più alta del Trentino.
- 30 ottobre - Busto Arsizio viene insignita del titolo di città
- 31 ottobre - USA: il Nevada diventa il 36° stato dell'Unione
- Jules Verne pubblica Viaggio al centro della Terra

Nati


- 6 maggio - Eugenio Tosi, Arcivescovo di Milano (7 marzo 1922-7 gennaio 1929), Cardinale (nominato nel Concistoro dell'11 dicembre 1922 da Papa Pio XI)
- 24 agosto - Hermann Weingärtner, ginnasta tedesco († 1919)
- 5 ottobre - Louis Lumière, pioniere del cinema assieme al fratello Auguste († 1948)
- 24 novembre - Henri de Toulouse-Lautrec, pittore francese

Morti


- 19 maggio - Nathaniel Hawthorne, autore
- 8 dicembre - George Boole, matematico e logico britannico
- 19 aprile - Eugenio Barsanti, inventore italiano 064 ko:1864년

1876

Eventi


- 5 marzo - Primo numero del quotidiano Corriere della Sera
- 1 agosto - USA: il Colorado diventa il 38° stato dell'Unione
- Tecnologia
  - 6 febbraio - Alexander Graham Bell ed Elisha Gray depositano un brevetto relativo al telefono.

Nati


- 5 gennaio - Konrad Adenauer, statista tedesco
- 12 gennaio - Jack London, scrittore americano
- 25 marzo - Irving Baxter, atleta statunitense
- 4 aprile - Maurice de Vlaminck, pittore francese († 1958)
- 13 giugno - William Sealy Gosset, statistico († 1937)
- 22 luglio - Gwen John, pittrice britannica († 1939)
- 4 agosto - Jarl Waldemar Lindeberg, matematico († 1932)
- 14 agosto - Sibilla Aleramo, scrittrice italiana († 1960)
- 12 dicembre - Alvin Kraenzlein, atleta statunitense

Morti


- 1 luglio - Michail Bakunin, pensatore anarchico russo
- 2 agosto - Wild Bill Hickok, pistolero 076 ko:1876년

1880

Eventi

USA - Chiusura ufficiale del primo Ku Klux Klan

Nati


- Attilio Crepas, matematico italiano († 1903)
- 6 gennaio - Tom Mix, attore († 1940)
- 17 gennaio - Mack Sennett, regista, produttore († 1960)
- 26 gennaio - Douglas MacArthur, generale statunitense († 1964)
- 29 gennaio - W.C. Fields, attore († 1946)
- 30 gennaio - Franklin Delano Roosevelt, Presidente degli Stati Uniti († 1945)
- 8 febbraio - Franz Marc, pittore e grafico, co-fondatore di Blauer Reiter († 1916)
- 5 marzo - Sergei Natanovic Bernstein, statistico russo
- 7 aprile - Evgenij Evgen'evic Slutsky, economista e statistico russo
- 17 aprile - Leonard Woolley, archeologo inglese
- 6 maggio - Ernst Ludwig Kirchner, pittore tedesco († 1938)
- 10 giugno - André Derain, pittore francese († 1954)
- 17 giugno - Carl Van Vechten, scrittore e fotografo statunitense
- 27 giugno - Helen Keller, socialista, pacifista, portavoce per i sordi e ciechi
- 22 agosto - George Herriman, disegnatore di cartoni (Krazy Kat)
- 26 agosto - Guillaume Apollinaire, scrittore francese
- 14 settembre - Archibald Hahn, velocista statunitense († 1955)
- 15 settembre - Frank Kramer, ciclista statunitense
- 6 novembre - Robert Musil, scrittore (L'uomo senza qualità) austriaco († 1942)

Morti


- 4 ottobre - Jacques Offenbach, compositore franco-tedesco
- 23 ottobre - Bettino Ricasoli 080 ko:1880년

Esercito della Salvezza

Definizione ufficiale dell'Esercito della Salvezza

La definizione ufficiale dell'Esercito della Salvezza internazionale è la seguente: L'EdS è un movimento internazionale e fa parte della Chiesa christiana universale. Il suo messaggio si fonda sulla Bibbia. Il suo ministero è motivato dall'amore di Dio La sua missione consiste nell'annunciare l'Evangelo di Gesù Cristo e nel dare sollievo, nel suo nome e senza discriminazione alcuna, allo sconforto umano. L'EdS afferma che è possibile e necessario in un mondo impregnato di materialismo di vivere un cristianesimo visibile, gioioso e attivo. La sua lotta è riassunta dalle parole che il suo fondatore, William Booth, scrisse poco prima di morire il 9 maggio del 1912 di cui qui sotto c'è una sintesi: Fin tanto che dei bambini avranno fame io lotterò Fin tanto che degli esseri umani andranno in prigione io lotterò Fin tanto che ci sono delle vittime della dipendenza io lotterò Fin tanto che qualcuno è costretto a vendere il suo corpo io lotterò Fin tanto che qualcuno è privo della luce di Dio io lotterò Lotterò fino alla fine L'Esercito della Salvezza è parte della Chiesa Cristiana mondiale. Attualmente, serve in 109 paesi ed usa circa 175 lingue affiancando alla predicazione della Parola di Dio, opere sociali di vario genere quali scuole, case per bambini, ostelli per senza fissa dimora, ospedali, programmi di emergenza per i disastri, ecc...In Italia l'Esercito della Salvezza opera dal 1887. Il sito italiano che presenta i suoi servizi in Italia è il seguente: www.esercitodellasalvezza.org [http://www.esercitodellasalvezza.org Sito con tutti gli indirizzi in Italia] Il sito internazionale è molto ben fornito e chiaro: www.salvationarmy.org [http://www.salvationarmy.org Sito con tutti gli indirizzi e le attività dell'EdS nel mondo]

Wilson Kirwa

Wilson Kipchumba Kirwa (s. 28. joulukuuta 1974, Eldoret Kenia) on suomalainen keskimatkojen juoksija. Hän edustaa Lahden Ahkeraa. Kirwa kuuluu kalenjin-heimoon. Keniassa syntynyt Wilson Kirwa muutti suomeen vuonna 1997 aloittaen samana vuonna juoksijan uransa päämatkanaan 800 metriä. Kirwalla on useita Suomen mestaruuksia 400, 800 ja 1 500 metrillä sekä viestijuoksussa Lahden Ahkeran riveissä. Wilson Kirwa on myös edustanut Suomea EM- ja MM-kilpailuissa. Kirjoittanut myös satukirjan Amani-aasi ja sisäinen kauneus, kustantamo Pieni Karhu 2005.

Saavutuksia


- Yhteensä 12 SM-mitalia 400, 800 ja 1500 metrillä
- 400 m SM-kultaa 2000, 2002
- 800 m SM-kultaa 1998 - 2000, 2002, 2004
- 1500 m SM-kultaa 2000

Ennätykset


- 400 metriä 47.31
- 800 metriä 1:44.69
- 1500 metriä 3:42.63

Katso myös

[http://www.tilastopaja.net/db/fi/atm.php?ID=12443 Wilson Kirwan tilastoja Tilastopajan sivuilla] Kirwa, Wilson

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Rochers des Moines (Île de la Possession)
The Crozet Islands (French: Îles Crozet or officially Archipel Crozet) are a sub-antarctic archipelago of small islands in the southern Indian Ocean, part of the French Southern Territories.

Geography

Ther
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List of state leaders in 689
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