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10 novembre
Il 10 novembre è il 314° giorno del Calendario Gregoriano (il 315° negli anni bisestili).
Mancano 51 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1444 - Battaglia di Varna: Le forze crociate di Re Ladislao III di Polonia vengono sconfitte dai turchi del sultano Murad II. Ladislao resta ucciso.
- 1674 - Guerra Anglo-Olandese: Come previsto dal Trattato di Westminster, i Paesi Bassi cedono la Nuova Olanda all'Inghilterra.
- 1766 - L'ultimo governatore coloniale del New Jersey, William Franklin, firma lo statuto del Queen's College (in seguito ribattezzato Rutgers University).
- 1775 - Guerra d'indipendenza americana: Il Congresso Continentale passa una risoluzione che crea i Continental Marines (il futuro Corpo dei Marines degli Stati Uniti) per servire come truppe da sbarco nella recentemente creata Marina Contineltale.
- 1871 - Henry Morton Stanley individua l'esploratore e missionario scomparso, Dottor David Livingstone a Ujiji, nei pressi del Lago Tanganica esclamando la famosa frase: "Il Dottor Livingstone, suppongo?"
- 1919 - La prima convenzione nazionale della Legione Americana si svolge a Minneapolis (Minnesota).
- 1928 - Michinomiya Hirohito viene incoronato 124° Imperatore del Giappone.
- 1942 - Seconda guerra mondiale: La Germania invade la Francia di Vichy a seguito dell'accordo dell'ammiraglio francese François Darlan per un armistizio con gli Alleati nel Nord Africa.
- 1951 - Inaugurazione del servizio di telefonate dirette da costa a costa negli Stati Uniti.
- 1954 - Il presidente statunitense Dwight D. Eisenhower inaugura il memoriale di guerra dei Marines (Memoriale di Iwo Jima) del Cimitero nazionale di Arlington.
- 1969 - La National Educational Television (che diverrà il Public Broadcasting Service) degli Stati Uniti manda in onda per la prima volta il programma per bambini Sesame Street.
- 1970 - Guerra del Vietnam: Vietnamizzazione - Per la prima volta in cinque anni, un intera settimana termina senza vittime statunitensi nel Sud-est asiatico.
- 1970 - Viene lanciata la sonda lunare sovietica Lunokhod 1.
- 1971 - In Cambogia, le forze dei Khmer Rossi attaccano la città di Phnom Penh e il suo aeroporto, uccidendo 44 persone, ferendone 30 e danneggiando 9 aerei.
- 1975 - Italia e Jugoslavia firmano il Trattato di Osimo.
- 1975 - Risoluzione 3379 delle Nazioni Unite: L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva una risoluzione che parifica il Sionismo al razzismo (la risoluzione verrà abrogata nel dicembre 1991).
- 1989 - Dopo 35 anni di governo comunista in Bulgaria, Il capo del Partito Comunista Bulgaro, Todor Zhivkov, viene sostituito dall'ex Primo Ministro Petre Mladenov che cambia il nome del partito in Partito Socialista Bulgaro.
- 1995 - In Nigeria, l'autore televisivo, romanziere, imprenditore ed ambientalista Ken Saro-Wiwa e altri otto attivisti del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni (Mosop), vengono impiccati dalle forze governative.
- 1997 - Le società di telecomunicazioni WorldCom ed MCI annunciano una fusione per un controvalore di 37 miliardi di dollari (la più grande fusione nella storia degli USA).
- 1997 - Una giuria di Fairfax (Virginia) dichiara Mir Aimal Kasi colpevole dell'uccisione di due impiegati della CIA nel 1993.
Nati
- 745 - Musa al-Kazim, Imam sciita († 799)
- 1341 - Henry Percy Northumberland, statista inglese († 1408)
- 1483 - Martin Lutero, religioso tedesco († 1546)
- 1566 o 1567 - Robert Devereux, II Conte di Essex, soldato inglese († 1601)
- 1668 - François Couperin, compositore francese († 1733)
- 1697 - William Hogarth, artista († 1764)
- 1728 - Oliver Goldsmith, autore teatrale († 1774)
- 1759 - Friedrich Schiller, poeta, storico e drammaturgo tedesco. († 1805)
- 1801 - Samuel Gridley Howe, riformatore sociale statunitense († 1876)
- 1845 - Sir John Sparrow David Thompson, politico canadese
- 1879 - Vachel Lindsay, poeta statunitense († 1931)
- 1887 - Arnold Zweig, scrittore († 1968)
- 1889 - Claude Rains, attore († 1967)
- 1890 - Carl Friedrich Wilhelm Borgward, fabbricante di automobili († 1963)
- 1890 - Eli Lissitsky, pittore statunitense († 1941)
- 1893 - John P. Marquand, scrittore statunitense († 1960)
- 1909 - Paweł Jasienica, storico polacco († 1970)
- 1919 - Moise Tshombe, Primo Ministro della Repubblica Democratica del Congo († 1969)
- 1919 - Mikhail Timofeevich Kalashnikov, sottufficiale dell'esercito sovietico ed inventore del fucile d'assalto "AK-47"
- 1925 - Richard Burton, attore († 1984)
- 1928 - Ennio Morricone, compositore italiano
- 1932 - Roy Scheider, attore
- 1935 - Igor Dmitrievich Novikov, astrofisico teorico e cosmologo
- 1940 - Screaming Lord Sutch, musicista
- 1940 - Russell Means, attivista pellerossa
- 1942 - Hans-Rudolf Merz, politico svizzero
- 1944 - Sir Tim Rice, compositore
- 1947 - David Loggins, musicista
- 1948 - Greg Lake, musicista
- 1949 - Ann Reinking, attrice, ballerina, coreografa
- 1956 - Sinbad, attore comico
- 1959 - Mackenzie Phillips, attrice
- 1960 - Neil Gaiman, scrittore di fantascienza
- 1965 - Eddie Irvine, pilota di Formula 1
- 1972 - Luigi Tarantino, schermidore italiano
- 1977 - Brittany Murphy, attrice
- Scott Palmer, giocatore di rugby
- 1979 - Eve, cantante rap
- 1985 - Giovonnie Samuels, attrice
Morti
- 461 - Papa Leone I
- 1241 - Papa Celestino IV
- 1444 - Re Ladislao III di Polonia (o Ulaszlo I d'Ungheria)
- 1549 - Papa Paolo III
- 1605 - Ulisse Aldrovandi, geologo italiano
- 1861 - Isidore Geoffroy Saint-Hilaire, zoologo francese
- 1891 - Arthur Rimbaud, poeta francese
- 1909 - Renee Vivien, poetessa
- 1938 - Mustafa Kemal Ataturk, fondatore della Turchia
- 1946 - Louis Zutter, ginnasta svizzero (n.1856)
- 1948 - Vincent Schiavelli, attore
- 1965 - Aldo Nadi, schermidore italiano
- 1981 - Abel Gance, sceneggiatore, regista, produttore, attore
- 1982 - Leonid Brežnev, politico sovietico
- 1992 - Chuck Connors, attore, giocatore di baseball
- 1994 - Carmen McRae, cantante jazz
- 1995 - Ken Saro-Wiwa, scrittore ed attivista nigeriano (n. 1941)
- 2000 - Adamantios Androutsopoulos, politico greco (n. 1919)
- 2001 - Ken Kesey, scrittore
- 2002 - Gert Westphal, attore
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Adelelmo di Seez, vescovo
- Sant'Andrea Avellino, sacerdote
- Sant'Aniano, diacono e martire
- San Baudolino di Alessandria, eremita
- San Giusto di Canterbury, vescovo
- San Leone I, detto Magno Papa e dottore della Chiesa
- San Modesto, martire
- Santa Ninfa, martire
- San Probo di Ravenna, vescovo
- San Tiberio, martire
- San Trifone, martire
Laiche
10
ja:11月10日
ko:11월 10일
ms:10 November
simple:November 10
th:10 พฤศจิกายน
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
1674
Eventi
Nati
Morti
- 18 aprile - John Graunt, statistico inglese
074
ko:1674년
Paesi Bassi
I Paesi Bassi (Nederland) sono uno stato dell'Europa occidentale, fra il Belgio (a sud), la Germania (ad est) ed il Mare del Nord (a nord e ad ovest). Essi costituiscono la parte principale del Regno dei Paesi Bassi, che comprende anche le isole caraibiche delle Antille Olandesi e di Aruba.
I Paesi Bassi sono uno degli stati più densamente popolati al mondo e sono famosi perché il territorio è in buona parte strappato al mare e per la grande tolleranza in campo sociale (ad es. riguardo la sfera sessuale e quella delle droghe). Il livello di vita degli abitanti è considerato fra i migliori del mondo.
La capitale è Amsterdam, ma il governo, il parlamento e la residenza del sovrano si trovano tutti a L'Aia (Den Haag), dove hanno pure sede la Corte di Giustizia Internazionale ed il recentemente istituito Tribunale Penale Internazionale. Attualmente (2005) il sovrano è la regina Beatrice, mentre il primo ministro è Jan Peter Balkenende.
Paesi Bassi e Olanda
In modo simile a quanto accade per il Regno Unito che viene spesso indicato come Inghilterra, i Paesi Bassi vengono comunemente indicati con il nome di Olanda (Holland), che propriamente indicherebbe solo la parte più popolata del paese, ovvero le due province dell'Olanda Settentrionale (Noord Holland) e dell'Olanda Meridionale (Zuid Holland). In italiano il termine olandese si riferisce a tutto ciò che proviene dai Paesi Bassi, non solo dall'Olanda propriamente detta.
Storia
Articolo principale: Storia dei Paesi Bassi
Sottomesso da Giulio Cesare nel I secolo AC, il sud dei Paesi Bassi costituì la frontiera del mondo romano fino alla disgregazione dell'impero.
In seguito nel paese si stanziarono Sassoni e Franchi e nell'VIII secolo i Paesi Bassi erano parte del Sacro Romano Impero fondato dal franco Carlo Magno. Fino al XV secolo (quando passarono alla famiglia imperiale degli Asburgo) i Paesi Bassi rimasero formalmente soggetti all'Impero, ma vi sorsero vari principati semi-indipendenti.
Nel XVI secolo la Riforma protestante fu accolta con favore da buona parte della popolazione olandese. L'imperatore Carlo V finì per accettare la situazione, ma alla sua morte (1558) l'intransigenza del suo erede Filippo II (re di Spagna) provocò una rivolta (1568) e poi la proclamazione (1579) della Repubblica delle Sette Province Unite.
Nel XVII secolo (il secolo d'oro) gli olandesi fondarono numerose colonie in India, Indonesia, e nelle Americhe. Tuttavia il secolo terminò con una serie di guerre che segnarono la fine dell'espansione olandese.
Il successivo XVIII secolo fu relativamente tranquillo fino alla Rivoluzione Francese del 1789: pochi anni dopo i francesi invasero i Paesi Bassi, dove costituirono dapprima la Repubblica Batava (1795-1806) e poi il Regno di Olanda (1806-1810), fino a che non li annessero alla Francia (1810-1813).
Il Congresso di Vienna restaurò lo stato olandese, trasformandolo in monarchia. Il regno perse vari possedimenti extraeuropei, ma vi furono accorpati il Belgio ed il Lussemburgo.
Questa situazione non durò a lungo: nel 1830 il Belgio ottenne l'indipendenza grazie all'aiuto francese e nel 1890 anche il Lussemburgo divenne indipendente.
I Paesi Bassi proclamarono la propria neutralità in entrambe le guerre mondiali. Nella Prima Guerra Mondiale essa venne sostanzialmente rispettata.
Invece nella Seconda Guerra Mondiale il paese fu occupato dalla Germania Nazista (1940) e nel 1942 anche l'Indonesia venne occupata dal Giappone. La liberazione giunse nel maggio 1945.
Nel 1948 i Paesi Bassi aderirono l'unione doganale del Benelux, con Belgio e Lussemburgo.
A partire dal 1949 (indipendenza dell'Indonesia) i Paesi Bassi rinunciarono a gran parte del loro impero coloniale. Grazie anche agli aiuti americani del Piano Marshall la perdita delle colonie non portò a difficoltà economiche, anzi l'economia olandese attraversò una fase di rapida crescita.
Da allora la politica estera olandese è dominata dall'impegno a creare o rafforzare le istituzioni internazionali di cui fanno parte, come le Nazioni Unite, la NATO e l'Unione Europea.
Geografia
Unione Europea
Territorio
La principale caratteristica della geografia olandese è la piattezza del territorio: circa il 50% della superficie si trova a meno di 1 metro sopra il livello del mare. Una catena di dune e dighe lungo le coste e le rive dei fiumi principali impediscono che queste zone vengano inondate, mentre numerose stazioni di pompaggio (un tempo costituite dai mulini a vento) provvedono a rimuovere l'acqua piovana in eccesso.
La lotta per strappare il territorio al mare ed ai fiumi è uno dei temi ricorrenti della storia e della geografia olandese.
Infatti buona parte del territorio (ad es. l'intera provincia di Flevoland) è costituito da polders, ovvero da terreni strappati al mare o a lagune e paludi costiere.
Il punto più elevato dei Paesi Bassi è il Vaalserberg (321 m s.l.m.), nell'estremo sud-est del paese.
Idrografia
I Paesi Bassi sono divisi in due parti principali da un intricato sistema di fiumi che ha origine dalla Schelda, e soprattutto dalla Mosa e dal Reno, che in territorio olandese formano un complicato delta. Alcuni dei rami hanno un nome proprio, come il Waal ed il Lek (considerati alla stregua degli stessi Reno e Mosa), l'IJssel (il più settentrionale, che sfocia nell'IJsselmeer anziché nel Mare del Nord) e l'Amstel (su cui sorge Amsterdam). Questa divisione è rilevante anche dal punto di vista culturale, come evidenziato dai differenti dialetti parlati nel nord e nel sud, ed ancor più dalla predominanza cattolica nella regione a sud dei fiumi e protestante (specie calvinista) nel nord, in particolare nelle province frisone a nord dell'IJssel).
La geografia olandese ha subito consistenti evoluzioni in età storica. Nel 1287 una grande tempesta travolse le dune costiere e permise al mare di riversarsi nell'interno del paese, formando il golfo noto come Zuiderzee. Nel 1932, con la costruzione della cosiddetta Afsluitdijk (diga di sbarramento) fra la Frisia e l'Olanda Settentrionale questo golfo è stato nuovamente separato dal mare e trasformato nel lago IJsselmeer, che è poi stato parzialmente prosciugato, formando la provincia di Flevoland.
Ambiente
Clima
Il clima dei Paesi Bassi è oceanico temperato. Gli inverni sono freddi e con frequenti gelate, ma la temperatura media a gennaio resta qualche grado sotto lo zero. L'estate è fresca e piovosa, con temperature medie a luglio di poco sotto i 20 °C.
Geografia Umana
Demografia
Etnie
Olandesi 80%, Indonesiani 2,5%, Tedeschi 2,4%, Turchi 2,0%, Surinamesi 2,0%, Marocchini 1,9%, altri 8,3%
Urbanesimo
La maggior parte della popolazione vive in una grande conurbazione, la Randstad Holland, formata da Amsterdam, Rotterdam, L'Aia e Utrecht.
Sanità
Trasporti
Parlando di età antiche, proprio in Olanda sono stati inventati i pattini, inizialmente come mezzo di trasporto, e che oggi hanno dato vita allo stupendo e creativo sport del pattinaggio su rotelle e su ghiaccio.
Attualmente i Paesi Bassi sono dotati di un esteso sistema di strade, ferrovie, e canali navigabili che connettono ogni parte del paese. Essi sono inoltre un importante punto di partenza ed arrivo per il commercio transatlantico (ma anche con le vicine isole britanniche), ed i porti di Amsterdam e ancor più di Rotterdam sono fra i più attivi al mondo. Inoltre l'aeroporto di Amsterdam-Schiphol è uno dei più importanti al mondo.
La rete stradale supera i 123.000 km (di cui circa 111.000 km sono asfaltati), cui vanno aggiunti 2.235 km di autostrade. Accanto alle normali strade, sono presenti numerosissime piste ciclabili (vedere il paragrafo dedicato alle biciclette nella sez. Cultura).
La rete ferroviaria è di circa 3.700 km, di cui 2.061 elettrificati e circa 2.800 km a doppio binario. Essa è principalmente gestita dalle Nederlandse Spoorwegen (ferrovie olandesi), anche se alcune parti minori sono gestite da altri (ad esempio dalle ferrovie tedesche). Il sistema tariffario è comunque unico. I treni sono generalmente suddivisi fra prima e seconda classe, e molti sono equipaggiati per il trasporto di biciclette.
La rete delle vie d'acqua navigabili supera i 5.000 km, di cui il 47% è utilizzabile da navigli che superano le 1.000 tonnellate di stazza. Essa viene usata soprattutto per il trasporto delle merci; un ruolo particolare viene rivestito dal Reno, su cui si svolge buona parte del traffico con la Germania e persino con la città svizzera di Basilea.
Texel e le altre isole della Frisia sono collegate alla terraferma (e fra di loro) da traghetti che partono da Den Helder, Harlingen e Lauwersoog.
Il trasporto urbano sfrutta spesso estese reti di tram o metropolitane leggere; solo Amsterdam e Rotterdam hanno delle vere metropolitane. Come per le ferrovie, anche in questo campo vi è un unico sistema tariffario, per cui un biglietto acquistato in una città può essere usato in qualunque altra.
I trasporti pubblici sono generalmente ben integrati fra di loro: ad esempio, l'aeroporto di Schiphol è servito da una stazione ferroviaria che si trova praticamente dentro l'aeroporto stesso, e generalmente le stazioni ferroviarie sono anche il centro dei sistemi di trasporto urbano delle rispettive città.
Economia
Articolo principale: Economia dei Paesi Bassi.
I Paesi Bassi hanno un'economia prospera ed aperta, nella quale il governo ha alquanto ridotto il proprio ruolo a partire dagli anni '80. Il settore pubblico (incluso il sistema pensionistico) raccoglie comunque il 46% del PIL (1999).
Essendo uno dei 12 membri della prima ora dell'unificazione monetaria europea, il 1 gennaio 1999 i Paesi Bassi hanno sostituito il fiorino olandese (gulden) con l'euro, anche se la nuova valuta ha fatto la sua comparsa "fisica" solo nel gennaio del 2002.
Attività economiche
Come in gran parte delle economie più sviluppate, il principale settore economico è quello dei servizi, che contribuisce molto più della metà del PIL. In particolare sono importanti le imprese di trasporto e distribuzione, le banche e le assicurazioni.
L'attività industriale ed estrattiva fornisce circa il 30% del PIL. Le industrie più sviluppate sono quella chimica (specialmente la raffinazione del petrolio), quella alimentare (legata al fiorente settore agricolo), quella elettrica ed elettronica e quella delle costruzioni.
I Paesi Bassi sono anche importanti produttori di gas naturale.
Il settore agricolo contribuisce circa il 4% del PIL, ed impiega una uguale frazione della popolazione attiva. Grazie all'elevata meccanizzazione, l'agricoltura olandese fornisce grandi surplus che possono essere destinati all'industria alimentare od esportati. I Paesi Bassi sono al terzo posto al mondo per valore delle loro esportazioni agricole, (dopo USA e Francia). Le più note sono sicuramente quelle di fiori ed i tulipani che, a partire dal XVII secolo, sono diventati una sorta di simbolo nazionale.
Commercio Estero
La bilancia dei pagamenti olandese è generalmente in forte attivo, tanto che la differenza fra importazioni ed esportazioni è di circa il 4% del PIL (1999).
Finanza pubblica
I Paesi Bassi hanno affrontato i problemi del bilancio della finanza pubblica e della stagnazione nella crescita occupazionale prima degli altri paesi europei, ottenendone sostanziali benefici.
Politica
Articolo principale: Politica dei Paesi Bassi
- Re dei Paesi Bassi
- Primi Ministri dei Paesi Bassi
Assetto istituzionale
I Paesi Bassi sono una monarchia costituzionale fin dalla fondazione del regno (1815).
Il sovrano ha un ruolo largamente cerimoniale; i suoi compiti principali sono la scelta del primo ministro e la nomina dei giudici. Il sovrano può essere sia un re che una regina e curiosamente tutti i sovrani del XX secolo sono stati delle regine.
Il potere esecutivo è affidato al governo, guidato dal primo ministro. Il primo ministro attuale (gennaio 2005) è Jan-Peter Balkenende, a capo di un governo di coalizione.
Il Parlamento esercita il potere legislativo ed è composto di una camera bassa (la più importante, composta di 150 membri) ed una camera alta (composta di 75 membri) che ha solo potere di veto sulle leggi approvate dalla camera bassa.
Il Paese è diviso in 12 Province (Brabante Settentrionale, Drenthe. Flevoland, Frisia, Gheldria, Groninga, Limburgo, Olanda Meridionale, Olanda Settentrionale, Utrecht, Overijssel e Zelanda), a loro volta divise in un totale di 483 municipalità; esse sono governate da consigli provinciali e municipali.
Esiste pure una divisione in 37 "distretti idrici" che hanno autorità sulla gestione delle acque; ciascuno è retto da un consiglio regolarmente eletto. Questa forma di divisione amministrativa è più antica dello stato dei Paesi Bassi, essendo apparsa nel 1196.
Politica interna
L'attuale governo Balkenende dispone di 78 voti su 150 nella camera bassa e di 41 voti su 75 nella camera alta. Esso è sostenuto da una coalizione composta da cristiano-democratici (CDA), liberali (VVD) e social-liberali (D66).
I principali partiti di opposizione sono i laburisti (PvdA), i verdi (GL), i socialisti (SP) e la lista pim Fortuyn (LPF; dal nome del leader politico assassinato nel 2002), oltre a due piccoli partiti religiosi (CU e SGP) e ad un indipendente.
Politica estera
Dopo essere stati coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale i Paesi Bassi hanno abbandonato la loro tradizionale neutralità, proponendosi di favorire l'integrazione europea, le relazioni transatlantiche, lo sviluppo del Terzo Mondo, la diffusione della democrazia ed il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. I Paesi Bassi generalmente perseguono i propri interessi nel quadro di organizzazioni multilaterali come l'Unione Europea, l'ONU, l'OECE, l'OECD, il WTO, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
Una tradizione legale secolare ha favorito l'insediamento nei Paesi Bassi (a l'Aia) della Corte Internazionale di Giustizia, dei tribunali per i crimini di guerra in Rwanda e nella ex-Yugoslavia e del Tribunale Penale Internazionale.
La politica dei Paesi Bassi in materia di sicurezza è principalmente basata sulla partecipazione alla NATO, di cui il paese è membro dal 1949. Vi sono comunque anche accordi a livello europeo e bilaterale (ad es. in collaborazione con la vicina Germania). I Paesi Bassi hanno inviato truppe per le forze di peacekeeping dell'ONU in Bosnia. Molto più controverso è il contributo olandese (di oltre 1.000 uomini) alle forze di occupazione dell'Iraq, tanto che nel gennaio 2005 il governo ha annunciato l'intenzione di ritirare le truppe entro la primavera successiva.
I Paesi Bassi sono fra i più generosi elargitori di aiuti economici ai paesi del Terzo Mondo, con un contributo annuale di circa l'1% del proprio PIL (cifra molto superiore alla media dei paesi sviluppati).
Uno dei principali motivi di attrito fra i Paesi Bassi ed i loro vicini sono le politiche olandesi in materia di droga, che sono mal viste da tutti quei paesi (la grande maggioranza) che non approvano le politiche di riduzione del danno perseguite dal governo olandese.
Cultura
Lingua
La lingua nazionale è l'olandese (nederlands), che è una lingua germanica. Inoltre nella provincia di Frisia e nelle vicinanze il frisone (Fries, o Frysk) è parlato da circa 700.000 persone ed è riconosciuto come lingua ufficiale di tutti i Paesi Bassi. Tuttavia anche in questa regione praticamente tutti parlano l'olandese o sono bilingui.
Inoltre vengono parlati vari dialetti sassoni e franconi come il Nedersaksisch (parlato nel nord-est) ed il Limburgs (nel Limburgo), che hanno qualche forma di riconoscimento ufficiale.
Vi sono poi le lingue parlate dai numerosi immigrati, fra cui l'arabo, il turco, il cinese, il malese e le altre lingue della regione indonesiana.
Infine, la quasi totalità della popolazione olandese ha una buona conoscenza almeno dell'inglese ed ha nozioni di francese e tedesco.
Religione
Le religioni più importanti nei Paesi Bassi sono il protestantesimo (specie nella forma calvinista della Chiesa Riformata Olandese) nel nord e il cattolicesimo nelle province meridionali (vedi Chiesa cattolica olandese). Tuttavia queste due confessioni raccolgono in totale solo poco più del 50% della popolazione, in quanto circa il 40% degli olandesi dichiara di non essere religioso.
A partire dagli anni '60 l'arrivo di lavoratori stranieri (specialmente dalla Turchia, dal Marocco e da altri paesi del Maghreb) e di numerosi cittadini olandesi originari delle colonie ha grandemente aumentato il numero di musulmani nei Paesi Bassi. Oggi i musulmani sono circa 900.000 (5% della popolazione). Fino alla seconda guerra mondiale la minoranza ebraica era di qualche centinaio di migliaia di persone; a causa dell'Olocausto e dell'emigrazione (ad es. verso Israele) questo numero è fortemente diminuito ed oggi è stimato fra 50.000 e 100.000 persone.
Fin dal XVI secolo i Paesi Bassi sono stati considerati uno dei luoghi Cultura
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Lingua
La lingua nazionale è l'olandese (nederlands), che è una lingua germanica. Inoltre nella provincia di Frisia e nelle vicinanze il frisone (Fries, o Frysk) è parlato da circa 700.000 persone ed è riconosciuto come lingua ufficiale di tutti i Paesi Bassi. Tuttavia anche in questa regione praticamente tutti parlano l'olandese o sono bilingui.
Inoltre vengono parlati vari dialetti sassoni e franconi come il Nedersaksisch (parlato nel nord-est) ed il Limburgs (nel Limburgo), che hanno qualche forma di riconoscimento ufficiale.
Vi sono poi le lingue parlate dai numerosi immigrati, fra cui l'arabo, il turco, il cinese, il malese e le altre lingue della regione indonesiana.
Infine, la quasi totalità della popolazione olandese ha una buona conoscenza almeno dell'inglese ed ha nozioni di francese e tedesco.
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Religione
più tolleranti del mondo in materia religiosa. Tuttavia negli ultimi tempi gli omicidi dell'uomo politico Pim Fortuyn (nel 2002, ad opera di un estremista di sinistra) e del regista Theo Van Gogh (nel 2004, ad opera di un estremista islamico) hanno parzialmente scosso la fiducia dell'opinione pubblica in questo approccio.
Istruzione
Nei Paesi Bassi l'istruzione è obbligatoria fra i 6 ed i 16 anni. Esistono scuole pubbliche, scuole speciali e scuole private.
Le scuole pubbliche sono finanziate dal governo e controllate dalle amministrazioni locali.
Le scuole speciali ricevono dal governo il medesimo trattamento finanziario delle scuole pubbliche, ma rispondono ad una particolare commissione: queste scuole sono generalmente basate su qualche genere di religione, ideologia o filosofia educativa, per cui esistono ad esempio scuole speciali cattoliche, o scuole speciali basate sul metodo Montessori. Le scuole speciali possono rifiutarsi di ammettere uno studente nel caso i suoi genitori (o lui stesso, se maggiorenne) indichino di non rispettare i valori morali propugnati dalla scuola stessa.
Le scuole private non ricevono fondi governativi, e godono di maggiori libertà (riguardo ad es. alle ammissioni). Tuttavia, come tutte le altre scuole, anche le scuole private sono soggette al controllo di un'agenzia governativa chiamata Onderwijsinspectie (ispettorato dell'educazione), che ha il potere di chiuderle nel caso di gravi violazioni.
Alfabetizzazione
L'istruzione elementare (fra i 6 ed i 12 anni) è stata resa obbligatoria nel 1900 (l'obbligo fu poi esteso fino ai 15 anni nel 1969 e fino a 16 anni nel 1975) e l'analfabetismo è praticamente scomparso.
Le scuole si dividono in elementari (Basis Onderwijs, di 8 anni; le prime due classi comprendono bambini di 4 e 5 anni e non sono obbligatorie), secondarie (Voortgezet Onderwijs, da 4 a 6 anni, secondo il tipo di scuola; coloro che seguono un corso di 6 anni possono accedere direttamente all'università) e terziarie o professionali (di diversi tipi e che forniscono una specializzazione professionale o consentono di intraprendere studi universitari).
Istruzione superiore (universitaria)
Arte
Articolo principale: Arte dei Paesi Bassi
Pittura e arti figurative
Articolo principale: Pittura olandese
La pittura olandese ha una grande tradizione che risale almeno ai maestri fiamminghi del tardo medioevo e del primo rinascimento (Jan Van Eyck, Hyeronimus Bosch, Pieter Bruegel ed i suoi discendenti).
Come in campo politico, il XVII secolo fu il secolo d'oro della pittura olandese, con le opere di Rembrandt van Rijn, Johannes Vermeer, Frans Hals e molti altri.
Tuttavia il più famoso pittore olandese è probabilmente Vincent van Gogh, attivo alla fine del XIX secolo.
Nel corso del XX secolo altri importanti artisti olandesi sono stati i grafici Piet Mondrian (iniziatore del movimento artistico De Stijl) e M. C. Escher.
Letteratura
Articolo principale: Letteratura olandese
I primi olandesi a raggiungere fama internazionale per i propri scritti furono probabilmente i filosofi Erasmo da Rotterdam e Spinoza, che furono attivi nel XVI e nel XVII secolo. Essi però generalmente non scrissero in lingua olandese, bensì in latino.
Nel XVII secolo tuttavia l'olandese iniziò ad essere usato come lingua letteraria, ad esempio dal drammaturgo Joost van den Vondel e da P.C. Hooft; la prima traduzione in olandese della Bibbia, nota come De Statenbijbel risale al 1637 ed è considerata una delle pietre miliari nell'evoluzione della lingua olandese.
Nel XIX secolo Multatuli pubblicò quello che probabilmente è il più importante romanzo della letteratura olandese, Max Havelaar; in esso si denunciava il cattivo trattamento degli indigeni nelle colonie olandesi.
L'opera letteraria olandese più nota è invece il Diario di Anna Frank, anche se formalmente la sua autrice non ha mai avuto la cittadinanza olandese (la famiglia Frank era originaria della Germania, da cui era fuggita alla fine degli anni '30).
Musica e Danza
Articoli principali: Musica e Danza dei Paesi Bassi
Il contributo olandese al patrimonio storico della musica classica mondiale è alquanto scarso, principalmente perché i calvinisti consideravano frivola la musica. Al giorno d'oggi comunque vi sono numerose orchestre (fra cui la più famosa è quella del Concertgebouw di Amsterdam) ed alcuni teatri d'opera (in particolare il Muziektheater di Amsterdam).
Anche nel campo della musica Jazz i Paesi Bassi non possono vantare una grande tradizione, anche se sono sede del più importante festival jazz d'Europa (il Festival Jazz del Mare del Nord tenuto in estate all'Aja) e possono vantare numerosi esecutori di ottimo livello.
Amsterdam è poi una delle scene più importanti al mondo per la musica pop-rock e per la cosiddetta world music.
I Paesi Bassi sono all'avanguardia per la danza moderna, con importanti compagnie all'Aja (Nederlands Dans Theater, Introdans) e Rotterdam (Scapino ballet, Danse Academie). La compagnia Nazionale di Balletto di Amsterdam tende invece ad eseguire principalmente un repertorio classico.
Cinema
Articolo principale: Cinema olandese
L'industria cinematografica olandese è piuttosto piccola e produce circa 20 pellicole all'anno, spesso cofinanziate dallo stato. Fra i registi olandesi si segnalano il documentarista Joris Ivens ed i più noti registi holliwoodiani Paul Verhoeven (Robocop, Basic Istinct) e Jan de Bont (Speed). Fra gli attori il più famoso è indubbiamente Rutger Hauer.
Fra i più famosi film realizzati nei Paesi Bassi si segnalano Amsterdamned, l'Albero di Antonia e Fanfara.
Nei Paesi Bassi si tengono annualmente diversi festival cinematografici, fra cui il Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam (in febbraio).
Generalmente i film stranieri non vengono doppiati, ma vengono semplicemente sottotitolati in olandese.
Sport
Come nella maggior parte degli altri paesi sviluppati, molti degli abitanti dei Paesi Bassi praticano qualche sport a livello amatoriale: oltre un quarto degli olandesi frequenta almeno uno degli oltre 35.000 centri sportivi del paese, e due terzi della popolazione oltre i 15 anni pratica qualche sport. Come altrove, lo sport è anche un importante fenomeno sociale e di costume.
Gli sporto più popolari, sia dal punto di vista della pratica attiva che dell'affluenza di pubblico sono il calcio, il ciclismo, il pattinaggio ed il tennis, nei quali i Paesi Bassi possono spesso vantare squadre ed atleti di ottimo livello.
Esistono anche diversi sport tipici olandesi; uno dei più curiosi è il fierljeppen, una sorta di "salto in lungo con l'asta" che si ritiene essere nato dalla pratica dei contadini frisoni di attraversare piccoli canali saltandoli con l'aiuto di un'asta.
Particolarità olandesi
tennis
Biciclette, Tulipani, Mulini a Vento
La bicicletta (fiets in olandese) è uno dei mezzi di trasporto più diffusi e utilizzati dai cittadini olandesi.
Ogni famiglia ne possiede più di una e davanti alle stazioni centrali se ne vedono a centinaia incatenate nei parcheggi ad esse adibiti.
La tipologia del territorio particolarmente pianeggiante è adatto a questo mezzo di trasporto pratico e non inquinante.
Legislazione liberale
I Paesi Bassi sono noti per la legislazione liberale concernente per esempio le droghe (marijuana) e l'aborto. È stato uno dei primi paesi al mondo ad aprire al matrimonio per gli omosessuali.
Turismo
Articolo principale: Turismo nei Paesi Bassi
Città
La principale attrazione turistica dei Paesi Bassi è indubbiamente la capitale Amsterdam, detta da alcuni "la Venezia del nord" per via del centro storico attraversato da numerosi canali. Fra le altre cose (ad es. i suoi musei) Amsterdam è famosa anche per attrazioni come il quartiere a luci rosse o i suoi coffee shops.
Fra le altre città, le più interessanti dal punto di vista turistico sono probabilmente L'Aia, dove ha sede il governo; Delft, famosa per le sue ceramiche "blu"; Rotterdam, che ha il porto più grande d'Europa, Utrecht ed Haarlem. Fra i centri minori si segnalano Volendam e Marken.
Musei
I musei più importanti e famosi dei Paesi Bassi sono il Rijksmuseum ed il Van Gogh Museum, entrambi situati ad Amsterdam. Ad Amsterdam si trova pure la casa di Anna Frank, ora trasformata in museo.
Fuori da Amsterdam si segnalano il Museo Frans Hals di Haarlem, la Mauritshuis e il Gemeentemuseum dell'Aia, il Museo Boijmans van Beuningen di Rotterdam ed il Museo Kröller-Müller, situato nel parco nazionale degli Hoge Veluwe.
Natura e paesaggio
Il paesaggio olandese è piatto ed estremamente verdeggiante, percorso da fiumi e canali, spesso abitato da numerose mucche.
Attrazioni particolari sono costituite dalle dighe (ad es. quelle del progetto Delta, o la grande Afsluitdijk), dai campi di tulipani e dai mulini a vento.
Sono numerose le dune, specialmente lungo le coste, ma anche nell'interno (ad es. nel parco degli Hoge Veluwe, in Gheldria).
Le coste sono basse e sabbiose. Nel nord le isole frisone sono separate dal continente dal Waddenzee (mare dei guadi) che presenta fondali così bassi che con la bassa marea è possibile camminare dalla costa fino alle isole. Le isole stesse (Texel, Vlieland, Terschelling, Ameland e Schiermonnikoog) sono grandi banchi di sabbia che proteggono la costa, coperte da dune e da foreste di pini.
Parchi nazionali
I parchi nazionali olandesi coprono 1.065 km², ovvero circa il 3% del territorio dei Paesi Bassi. I parchi sono piuttosto piccoli e non sono pensati per custodire delle grandi meraviglie naturali, ma per preservare aree particolari che sono rimaste relativamente immuni allo sviluppo agricolo ed industriale.
Al momento esistono 11 parchi nazionali. I più famosi gli Hoge Veluwe, il Biesbosch ed il parco di Schiermonnikoog (sull'omonima isola).
Riferimenti
Bibliografia
- Wikipedia inglese
- Wikipedia olandese
Collegamenti Esterni
- [http://www.government.nl/ Sito ufficiale del governo] (in inglese ed olandese)
- [http://www.overheid.nl/guest/sites/ Portale di siti governativi] (in olandese)
- [http://www.cbs.nl/ Ufficio centrale di statistica] (in olandese)
- [http://www.amsterdam.info/it/paesi-bassi/ Paesi Bassi info] Province, storia, usi e costumi.
- [http://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/nl.html CIA World Factbook - Netherlands] (in inglese)
- [http://www.esteri.it/ita/3_22_40_214.asp? Scheda del Ministero degli Esteri]
- [http://www.ns.nl/ Ferrovie Olandesi] (in olandese)
- [http://www.sababa.nl/it Il tuo Portale in Olanda]
- [http://www2.rnw.nl/rnw/en/ Radio olandese] (in inglese ed olandese)
- [http://wikitravel.org/en/article/Netherlands Wiki Guida turistica] (in inglese) da [http://en.wikipedia.org/wiki/Wikitravel Wikitravel]
- [http://en.wikibooks.org/wiki/Dutch Wiki corso di olandese] per anglofoni (in inglese) da [http://en.wikipedia.org/wiki/Wikibooks Wikibooks]
- [http://www.deltawerken.com Dighe olandesi e progetto Delta] (in inglese)
Voci correlate
- Città dei Paesi Bassi
- Storia dei Paesi Bassi
- Economia dei Paesi Bassi
- Politica dei Paesi Bassi
- Province dei Paesi Bassi
- Lingua olandese
- Lingua frisona
- Arte dei Paesi Bassi
- Turismo nei Paesi Bassi
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Nuova OlandaQuesto articolo tratta del territorio un tempo chiamato Nuova Olanda nel Nordamerica. Nuova Olanda fu anche il primo nome attribuito dagli europei all'Australia.
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La Nuova Olanda (in olandese Nieuw Nederland, in latino: Nova Belgica, Novum Belgium) fu un territorio posto sulla costa orientale del Nord America e reclamato dai Paesi Bassi nel XVII secolo. La Nuova Olanda era parte della Colonizzazione olandese delle Americhe.
Colonizzazione olandese delle Americhe
La costa era stata esplorata nel 1524 da Giovanni da Verrazano, la cui spedizione era stata finanziata dai cittadini di Lione, sotto gli auspici di Re Francesco I. Nonostante ciò, l'area venne sostanzialmente ignorata dagli europei per un lungo periodo a seguire.
Nel 1609, Henry Hudson salpò per un viaggio di esplorazione commissionato dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, sulla nave Halve Maen (Mezza Luna), per trovare un Passaggio a nord-ovest verso l'Asia Orientale. Comunque egli trovò la sua rotta prevista, a nord della Norvegia, bloccata dal ghiaccio e girò verso ovest, esplorando la costa del Nord America e risalendo il fiume Hudson fino alla futura Albany.
Hudson si impegnò in piccoli baratti con gli indiani Lenape e Mohicani che incontrò i quella zona, scambiando perline e oggetti in metallo con pellicce di castoro. All'epoca, il commercio delle pellicce, principalmente dalle regioni del Mar Baltico e della Russia, era molto remunerativo in Europa. Nel 1610, la prospettiva di sfruttare questa nuova risorsa spronò un gruppo di particuliere kooplieden (mercanti privati) a inviare un ulteriore spedizione per esplorare il fiume Hudson. Un turbine di viaggi commerciali verso la regione segui negli anni successivi sotto il comando di capitani come Henrick Chistiaensen, Adriaen Block, e Cornelius May, da cui prende il nome Capo May.
Nel 1613, Block partì per il suo quarto viaggio in quello che oggi viene chiamato fiume Hudson, a bordo della nave Tyger. Mentre era ancorato sull'Hudson nella parte bassa di Manhattan, un incendio distrusse la nave, costringendo lui e i suoi uomini a passare l'inverno a Manhattan. Durante l'inverno, questi, con l'aiuto dei Lenape, costruirono una nuova nave, la Onrust (Irrequieta), sulla quale esplorarono l'East River e il Long Island Sound nella primavera del 1614. Ritornando in Europa, si lasciarono indietro Jan Rodrigues, un mulatto di San Domingo, per organizzare il commercio con gli indiani fino all'arrivo della spedizione successiva.
La mappa di Block, del suo viaggio del 1613-1614, fu la prima ad usare il nome "Nuova Olanda", che applicò al territorio tra la Nuova Francia e la Virginia Inglese. Fu anche il primo a disegnare Long Island come un'isola.
La Repubblica delle Sette Province Unite reclamò l'area compresa tra i 40 e i 45 gradi nord, e diverse compagnie commerciali di Amsterdam fondarono postazioni commerciali in competizione per i traffici con gli abitanti nativi. Fort Nassau venne fondata nel 1614 vicino alla futura Albany e venne abbandonato nel 1618. Nel 1621 la Comagia Olandese delle Indie Occidentali venne formata con un monopolio sul commercio, e nel 1624 costruì Fort Orange sul luogo dove oggi sorge Albany.
La colonizzazione iniziò nel 1626, quando 30 famiglie olandesi e valloni si insediarono sull'isola di Manhattan e nell'area del fiume Delaware. Il primo acquisto di terra dai nativi fu proprio Manhattan, comprata da Peter Minuit. La politica olandese era quella di richiedere l'acquisto formale di tutte le terre che colonizzavano, anche se il principio della proprietà della terra non era qualcosa che gli abitanti preesistenti riconoscessero, il che provocò delle incomprensioni. Ad esempio, la gente a cui Minuit "comprò" Manhattan non viveva sull'isola, e probabilmente questi gli vendettero una quota dei diritti di caccia.
Nel 1664 una flotta britannica entrò nel porto e catturò la colonia. I britannici incontrarono una resistenza minima, forse a causa dell'impopolarità del governatore coloniale, Peter Stuyvesant. La sua impopolarità verso i residenti era in parte dovuta al fatto che cercò di restringere la libertà religiosa: la protesta di Flushing del 1660 obiettò alla messa al bando dei Quaccheri come a una violazione dei residenti in quanto cristiani e cittadini olandesi.
Dopo la seconda e la Terza guerra Anglo-Olandese, in cui gli insediamenti cambiarono di mano alcune volte, questi vennero infine ceduti all'Inghilterra come previsto dal Trattato di Westminster del 10 novembre 1674.
Categoria:America settentrionale
Categoria:Storia dei Paesi Bassi
Categoria:Nazioni_scomparse
1766
Eventi
Nati
- 14 febbraio - Thomas Malthus, economista inglese
- 22 aprile - Anne Louise Germaine de Staël, scrittrice († 1817)
- 9 luglio - Johanna Henriette Schopenhauer, nata Trosiener, scrittrice tedesca e madre del più noto filosofo Arthur Schopenhauer († 1839)
- 5 settembre - John Dalton, chimico inglese
Morti
066
ko:1766년
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Guerra d'indipendenza americana
Per Guerra di indipendenza americana (o Rivoluzione americana) si intende l'insieme di eventi che per vent'anni, fra il 1763 e il 1783, vide su fronti opposti la Gran Bretagna e le sue tredici colonie dislocate sulla costa atlantica dell'America del Nord, a sud del Canada. Alla base del conflitto - che portò il 4 luglio 1776 alla dichiarazione di indipendenza e all'incarico a George Washington di costituire un esercito regolare - vi erano motivi di ordine economico, politico e militare.
Motivazioni della rivoluzione
Uno dei sostegni della prosperità dell'impero inglese era il commercio con le colonie nordamericane, dalle quali la madrepatria importava materie prime a basso costo e dove esportava manufatti, arricchiti da un alto contenuto di lavoro. Alle colonie era preclusa ogni prospettiva di sviluppo industriale autonomo. Una legge del 1750 vietava alle colonie di costruire laminatoi, fonderie, acciaierie e in generale fabbriche adibite alla siderurgia. Fra le tredici colonie atlantiche, sussistevano però anche profondi motivi di divisione. Le differenze di prospettiva nascevano da differenze strutturali. Da questo punto di vista, le colonie possono essere distinte in tre gruppi:
# nelle quattro colonie del Nord che costituivano la Nuova Inghilterra (New Hampshire, Massachusetts, Rhode lsland, Connecticut) prevalevano le attività commerciali e industriali: segherie, lavorazione del pesce conservato fornito dalla pesca molto abbondante, cantieri navali; qui la vita culturale e gli interessi politici erano particolarmente vivaci, sicché la Nuova Inghilterra ebbe un peso determinante nello svolgimento della storia americana.
# nelle quattro colonie del Centro (New York, Pennsylvania, New Jersey, Delaware) l'attività era molto varia: aziende contadine di modeste proporzioni, attività commerciali riguardanti soprattutto le pellicce; i coloni di origine inglese costituivano il gruppo più numeroso della popolazione, ma erano in minoranza rispetto agli Olandesi, Svedesi e Tedeschi presi nel loro complesso.
# nelle cinque colonie del Sud (Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia), nettamente differenziate da quelle del Nord e del Centro, prevalevano le attività agricole: canna da zucchero, tabacco, riso e, più tardi, cotone, coltivati in grandi piantagioni con massiccio impiego di schiavi neri, erano le maggiori fonti di ricchezza del Sud.
Londra esigeva che i sudditi d'America contribuissero al pagamento delle spese dell'impero, ribadiva il monopolio e il divieto a uno sviluppo industriale autonomo delle colonie e si preoccupava, com'era ovvio, non tanto dei loro particolari interessi, quanto degli interessi globali dell'impero, ma né da una parte né dall'altra esisteva una aperta volontà di scontro. Se si giunse alla completa rottura fra le colonie e la madrepatria, alla dichiarazione d'indipendenza e alla guerra, è perché agivano ragioni profonde e oggettive da individuare come cause reali della rivoluzione americana però le colonie non si sarebbero potute sviluppare sino a diventare il primo nucleo degli Stati Uniti d'America, se fossero rimaste inquadrate e soffocate nell'organizzazione imperiale inglese.
Fin dal 1743, Benjamin Franklin aveva proposto d'inventariare le risorse agricole, minerali, industriali che la scienza avrebbe permesso di mettere a buon frutto. George Washington per quanto appartenente a una famiglia di ricchi proprietari di piantagioni della Virginia, aveva esperienza sufficiente per ragionare non nei termini provinciali del profondo Sud, ma secondo prospettive globali di sviluppo.
La guerra dei sette anni aveva posto fine alla dominazione francese sui territori americani, cosicché i coloni non avevano più quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Ciò li rendeva più insofferenti dei privilegi che l'Inghilterra si era riservati, che risultavano tanto più odiosi in quanto la cultura illuministica diffusasi anche oltreoceano, denunciava l'assurdità delle restrizioni frapposte alla libertà di commercio.
La conclusione della guerra fu per i coloni un'amara delusione: essi si aspettavano che la Louisiana fosse aperta alla loro libera espansione, mentre una disposizione regia precluse immediatamente questa possibilità dichiarando che le terre di recente conquista appartenevano all'impero. A ciò si aggiunsero molteplici iniziative del Parlamento, intese, come abbiamo detto, a imporre anche ai coloni l'obbligo di contribuire alle spese dell'impero. Si trattava di imposte indirette su generi che, avevano per gli Americani un'importanza non trascurabile. Le dogane percepite dal governo inglese non erano sufficienti a pagare le spese dei corpi militari e dei funzionari stanziati in America. D'altra parte i coloni erano abituati a pagare soltanto le imposte locali. Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l'apposizione di un bollo. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese, i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti.
Di fronte alla protesta dei coloni, la legge sul bollo fu abrogata, ma fu sostituita con una serie di imposte indirette su alcune merci (carta, vernici, piombo, tè), che le colonie importavano dall'Inghilterra. La portata economica di questi provvedimenti era molto limitata, ma con essi il Parlamento intendeva porre una questione di principio, facendo valere concretamente il suo diritto di tassare tutti i sudditi dell'impero. I coloni non accettarono l'impostazione del Parlamento e la questione di principio rimase irrisolta, nel 1770 le imposte indirette furono tutte abolite, salvo quella sul tè.
Le prime avvisaglie
Nel 1773 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali ottenne dal Parlamento il diritto di vendere in esclusiva e mediante i suoi stessi agenti il tè ch'essa importava dalla Cina, tagliando fuori gli intermediari americani che avevano fino allora goduto di un ampio e fruttuoso giro di affari.
I commercianti americani di tè, sostenuti dall'opinione pubblica e dalle organizzazioni popolari dei Figli della libertà, organizzarono di rimando il boicottaggio delle merci inglesi.
Un boicottaggio che culminò in un episodio particolarmente clamoroso che scatenò la fase acuta del conflitto: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella linea rossa - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile.
La rivolta di quello che è ricordato come "Boston Tea Party" (dicembre 1773), ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave della Compagnia alla fonda nel porto di Boston, carica di tè; intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di Niente tasse senza una rappresentanza politica una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnava un chiaro punto di svolta.
Il governo di Londra bloccò il porto dì Boston e tentò di privare il Massachusetts di ogni autonomia amministrativa inviando sul posto un gruppo di funzionari inglesi, nominati dal re. In tale situazione, già molto tesa, subentrò una nuova decisiva ragione di conflitto quando, nel 1774, il Parlamento approvò il Quebec Act (Legge di Quebec) che assicurava ai sudditi del Canada, di nazionalità francese e di recente acquisizione, la più ampia libertà religiosa e civile e assegnava al Canada tutti i territori a nord del fiume Ohio, nei quali i sudditi delle tredici vecchie colonie aspiravano ad espandersi.
Mitica cavalcata
Fra i molti eroi della Guerra di indipendenza Paul Revere è uno fra i più celebrati., Con una leggendaria cavalcata notturna si recò a Lexington ad avvisare i coloni insorti mettendoli in guardia sull'arrivo di un battaglione di soldati inglesi appena sbarcati nella zona di North Beach, vicino a Boston.
Il Quebec Act, subito definito intolerable Act (Legge intollerabile) accelerò il processo di ribellione ormai in corso. Nelle colonie meridionali i grandi proprietari terrieri, i mercanti, i ricchi professionisti consideravano il governo inglese come garante della conservazione sociale, ma, specie nel Nord, i lavoratori, il popolo minuto, i piccoli agricoltori e gli uomini di frontiera abbracciarono la tesi dell'indipendenza. Ciò nondimeno, un Congresso continentale riunitosi a Philadelphia nell'autunno del 1774, al quale parteciparono i delegati di tutte le colonie eccetto la Georgia, si limitò a rivendicare l'autonomia amministrativa dei coloni e votò il boicottaggio sistematico delle merci inglesi, da imporre con la forza anche a quegli Americani che non l'avessero praticato spontaneamente.
Di secessione, per il momento, non si parlava ancora, anzi Franklin, che si trovava in Inghilterra per tentare una ragionevole transazione, collaborava alla stesura di un progetto che prevedeva la costituzione di un impero federale, in cui i singoli paesi avrebbero goduto di larga autonomia pur rimanendo uniti nella persona del re. La tensione determinata dal boicottaggio costituiva un terreno propiziò al nascere di incidenti atti a far precipitare la situazione. Nell'aprile del 1775, in occasione di un ordine di confisca di armi impartito dal comandante militare britannico di Boston, si verificò a Lexington una sparatoria fra i patrioti americani e le truppe inglesi, dalla quale ebbe inizio la guerra civile.
Guerra d'indipendenza
Anche se nel maggio del 1776 gli insorti riuscirono a costringere gli Inglesi a sgomberare Boston, le loro truppe erano improvvisate e poco numerose, mancavano di equipaggiamento e di istruzione militare, inoltre una minoranza significativa della popolazione rimaneva fedele al governo di Londra, sicché la guerra non era rivolta solo contro un nemico esterno, ma assumeva anche il carattere di una guerra civile in senso stretto. La speranza dei coloni di ottenere l'appoggio delle popolazioni francesi del Canada fu delusa, ma l'opinione pubblica internazionale progressista appoggiava la causa dei ribelli. L'appoggio dell'opinione pubblica europea alla rivoluzione alimentò un certo flusso di volontari i quali, come il francese marchese di La Fayette, andavano a battersi per la libertà dei coloni, ma in seguito tale appoggio contribuì a facilitare l'intervento della Francia e di altri stati a fianco degli insorti, anche se i governi si muovevano per ben altri motivi che non quelli ideali.
Mentre Franklin sì recava in Francia per ottenere aiuti concreti, la responsabilità di organizzare i ribelli era affidata a George Washington. Nell'ottobre del 1777 una colonna inglese proveniente dal Canada, che procedeva lungo il fiume Hudson con l'intenzione di accerchiare e isolare gli Stati del Nord, fu battuta a Saratoga: tale successo non avrebbe potuto evitare la sconfitta finale cui gli insorti erano votati per la loro inferiorità di mezzi, ma divenne decisivo in quanto dimostrò che gli Americani erano abbastanza risoluti perché i governi europei se ne potessero fidare. La Francia, che da tempo li sosteneva con l'invio di armi, di munizioni e di danaro e che attendeva solo l'occasione propizia per vendicare la sconfitta subita nella guerra dei sette anni, si decise ad intervenire direttamente contro l'Inghilterra (febbraio 1778), seguita l'anno successivo anche dalla Spagna.
L'intervento della Francia mutò profondamente le sorti della guerra, che divampa ormai anche nel Mediterraneo, sulle coste dell'Africa e in India. Nel 1780 la situazione della Gran Bretagna divenne anche più pericolosa, perché non solo essa aveva dichiarato guerra all'Olanda che forniva il suo appoggio agli insorti, ma pretendeva di ispezionare le navi dei Paesi neutrali per accertare che essi non rifornissero gli Americani. Questo modo di procedere determinò la reazione di Caterina II di Russia, che rivendicò piena libertà di navigazione sui mari e promosse una Lega dei Neutri (1781) ostile all'Inghilterra. Alla Lega aderirono la Danimarca, la Svezia, la Prussia, l'Austria e il Portogallo.
In America: le truppe inglesi bloccate nella penisola di Yarktown dal corpo di spedizione francese e dall'esercito americano, dovettero capitolare (ottobre 1781). Gli Inglesi stipularono pertanto con gli Americani e con i loro alleati la Pace di Versailles (3 settembre del 1783) con la quale l'Inghilterra riconosceva la piena indipendenza degli Stati Uniti e restituiva alla Spagna Minorca e la Florida; la Francia recuperava alcune delle Antille, in America, e il Senegal, sulle coste dell'Africa occidentale.
Le conseguenze della rivoluzione americana
In Inghilterra, lo scacco subito costrinse Giorgio III a rinunciare al tentativo di far prevalere le prerogative della corona a scapito del Parlamento. Dopo che anche il Canada era riuscito ad ottenere dalla Gran Bretagna il diritto all'autogoverno, il processo di emancipazione - sospinto dall'esito della Rivoluzione Francese - si estese a macchia d'olio. Nell'America Latina, l'esempio statunitense e la presenza concreta degli Stati Uniti posero le premesse per il movimento indipendentistico che si sviluppò nei primi decenni dell'Ottocento. Nel 1810, con il coinvolgimento della Spagna nelle Guerre napoleoniche, le colonie spagnole nelle Americhe cominciarono anch'esse a lottare per l'indipendenza: nello stesso anno il Messico insorse contro la Spagna, riuscendo però ad ottenere l'indipendenza solo nel 1821. In Francia, la monarchia dei Borbone aveva contribuito ad innescare un processo di enormi proporzioni che l'avrebbe presto travolta. Non solo, infatti, le spese sostenute nella guerra accentuarono le difficoltà del bilancio francese, ma la rivoluzione americana, ispirata a principi democratici illuministici, aveva dato la prova concreta che la sovranità popolare e il diritto-dovere di resistere a un governo vessatorio non erano semplici utopie dei filosofi, ma potevano tradursi in realtà come di lì a poco avrebbe confermato la rivoluzione francese. Le tredici colonie della costa atlantica, conquistando l'indipendenza, prepararono il terreno per quell'esplosione produttiva del capitalismo che in un secolo e mezzo portò gli Stati Uniti ad affermarsi come la più grande potenza industriale e imperialistica del mondo.
Collegamenti esterni
- http://www.thefreedomtrail.org/ (in inglese)
Indipendenza americana
Categoria:Storia degli Stati Uniti
ja:アメリカ独立戦争
1871
Eventi
Nati
- 7 gennaio - Felix Édouard Justin Émile Borel, matematico, politico, statista, partigiano francese
- 18 febbraio - George Udny Yule, statistico scozzese
- 27 marzo - Heinrich Mann, scrittore tedesco
- 27 maggio - Georges Rouault, pittore francese († 1958)
- 5 giugno - Michele Angiolillo, anarchico italiano
- 19 giugno
- Fritz Hofmann, ginnasta e atleta tedesco, campione olimpico alla I Olimpiade († 1927)
- Alojz Szokol, atleta slovacco, campione olimpico alla I Olimpiade († 1932)
- 10 luglio - Marcel Proust, scrittore francese († 1922)
- 19 agosto - Orville Wright, pioniere del volo († 1948)
- 22 settembre - Charlotte Cooper, tennista inglese
- 27 settembre - Grazia Deledda, scrittrice italiana(† 1936)
- 26 novembre - Don Luigi Sturzo, sacerdote italiano senatore a vita dal 1953
Morti
- 11 maggio - John Herschel, astronomo britannico
- 11 luglio - Germain Sommeiller, ingegnere italiano
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David Livingstone
David Livingstone (19 marzo 1813 - 1 maggio 1873) fu un missionario ed esploratore scozzese dell'era vittoriana. Nacque nel villaggio di Blantyre, nella regione scozzese del Lanarkshire del sud.
L'attività missionaria
Seguì la facolà di medicina e teologia a Glasgow e nel 1838 entrò nella Società Missionaria di Londra con il desiderio di trasferirsi in Cina, ma non potè realizzare questo suo sogno a causa della guerra dell'oppio che imperversava in quel paese. Nel dicembre del 1840 fu destinato alle missioni africane, al territorio della tribù bantu dei Bechuana, nel Botswana, dove arrivò nel luglio del 1841. Fu in questo periodo che Livingstone convertì al cristianesimo l'unico africano della sua vita, che però rinunciò alla conversione dopo sei mesi.
Nel 1844 si sposò con Mary Moffat, figlia di un altro missionario, Robert Moffat. La moglie rimase con lui in Africa per alcuni anni, per poi ritornare in Inghilterra con i loro figli.
La scoperta delle cascate Vittoria
Nel periodo 1852-56, esplorò l'entroterra africano, scoprendo le cascate Vittoria, a cui diede il nome dell'allora Regina d'Inghilterra. Livingstone fu uno dei primi europei a fare un viaggio transcontinentale attraverso l'Africa. Lo scopo del suo viaggio era di aprire nuove vie commerciali, e di accumulare informazioni utili sul continente africano. In particolare, Livingstone era un sostenitore delle missioni e del commercio nell'Africa centrale.
Egli credeva che la chiave per raggiungere questo obiettivo era la navigazione del fiume Zambesi. Tornò in Inghilterra per ottenere un supporto a queste sue idee, e per pubblicare un libro sui suoi viaggi. Fu in questo periodo che si dimise dalla società missionaria alla quale apparteneva.
La spedizione sul fiume Zambesi
Livingstone ritornò in Africa a capo di una spedizione con lo scopo di esplorare il fiume Zambesi. Mentre Livingstone esplorava lo Zambesi, le missioni da lui volute in Africa centrale e orientale finirono in modo disastroso, con quasi tutti i missionari morti di malaria o di altra malattia. Il fiume Zambesi si rivelò essere completamente non navigabile a causa di una serie di cateratte e rapide che Livingstone non riuscì a esplorare nei suoi viaggi precedenti.
Ad eccezione di un ingegnere di nome George Rae, gli altri occidentali o morirono o rinunciarono o furono sparati da Livingstone. Sua moglie Mary morì il 29 aprile 1863 di dissenteria, ma Livingstone continuò le sue esplorazioni, ed in fine tornò in Inghilterra nel 1864. La spedizione fu considerata un fallimento da molti giornali britannici del tempo, e Livingstone ebbe grosse difficoltà a raccogliere fondi per esplorare ulteriormente l'Africa.
La sorgente del Nilo
Nel marzo 1866, Livingstone tornò in Africa, a Zanzibar da dove cominciò a cercare la sorgente del Nilo. Richard Francis Burton, John Hanning Speke, e Samuel Baker avevano in precedenza, e correttamente, identificato sia il lago Alberto che il lago Vittoria come sorgenti, ma la questione era ancora dibattuta. Livingstone, nel cercare la sorgente del Nilo si spinse in realtà troppo ad ovest, fino a raggiungere il fiume Lualaba che altro non è che la parte iniziale del fiume Congo, ma che Livingstone erroneamente considerò essere il Nilo.
Malattia e morte
Si ammalò e per sei anni perse completamente il contatto con il mondo esterno. Solo uno dei suoi 44 dispacci arrivò fino a Zanzibar.
Stanley, un esploratore mandato alla sua ricerca nel 1869, lo trovò nella città di Ujiji, sulle sponde del | | |