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10 Settembre

10 settembre

Il 10 settembre è il 253° giorno del Calendario Gregoriano (il 254° negli anni bisestili). Mancano 112 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1776 - Nathan Hale si offre volontario come spia.
- 1813 - Battaglia del Lago Erie.
- 1823 - Simón Bolívar viene nominato Presidente del Perù.
- 1846 - Elias Howe ottiene il brevetto per la macchina da cucito.
- 1913 - Viene aperta la prima autostrada asfaltata che attraversa gli USA da costa a costa.
- 1919 - L'Austria e le potenze Alleate firmano un trattato che riconosce l'indipendenza di Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia e Regno di Jugoslavia.
- 1927 - La Francia vince la prima Coppa Davis
- 1939 - Il Canada dichiara guerra alla Germania.
- 1943 - Le truppe tedesce iniziano l'occupazione di Roma durante la seconda guerra mondiale.
- 1945 - Vidkun Quisling viene condannato a morte per aver collaborato con la Germania Nazista.
- 1951 - Il Regno Unito inizia un boicottaggio economico dell'Iran.
- 1967 - La popolazione di Gibilterra vota per rimanere una dipendenza britannica, piuttosto che diventare parte della Spagna.
- 1972 - Gli Stati Uniti perdono la loro prima partita internazionale di pallacanestro, contro la nazionale dell'Unione Sovietica, durante le Olimpiadi di Monaco.
- 1974 - La Guinea-Bissau ottiene l'indipendenza dal Portogallo.
- 1977 - L'ultima condanna a morte comminata in Francia viene eseguita.
- 1990 - Will Smith fa il suo debutto televisivo nel telefilm "The Fresh Prince of Bel-Air."
- 2002 - La Svizzera entra nelle Nazioni Unite.
- 2003 - Anna Lindh, il ministro degli esteri svedese, viene accoltellata a morte in un centro commerciale. Morirà il giorno dopo.

Nati


- 920 - Luigi IV di Francia († 954)
- 1487 - Papa Giulio III († 1555)
- 1638 - Maria-Teresa d'Austria, Regina consorte di Francia
- 1714 - Niccolò Jommelli, compositore († 1774)
- 1758 - Hannah Webster Foster, scrittrice
- 1788 - Jacques Boucher de Crèvecœur de Perthes, geologo, archeologo e antiquario francese († 1868)
- 1839 - Isaac Kauffman Funk, editore di dizionari († 1912)
- 1839 - Charles Sanders Peirce, matematico e filosofo
- 1852 - Alice Brown Davis
- 1863 - Charles Spearman, psicologo britannico
- 1864 - Josephine Adams Rathbone, bibliotecaria
- 1866 - Jeppe Aakjær, scrittore danese († 1930)
- 1886 - Hilda Doolittle, poetessa, romanziera († 1961)
- 1887 - Giovanni Gronchi, Presidente della Repubblica († 1978)
- 1890 - Elsa Schiaparelli, stilista francese († 1973)
- 1892 - Arthur Compton, fisico statunitense († 1962)
- 1907 - Fay Wray, attrice canadese († 2004)
- 1914 - Robert Wise, regista statunitense
- 1915 - Edmond O'Brien, attore († 1985)
- 1920
  - Fabio Taglioni, ingegnere motociclistico italiano († 2001)
  - Calyampudi Radhakrishna Rao, statistico indiano
- 1927 - Yma Sumac, cantante (la data è incerta)
- 1929 - Arnold Palmer, golfista statunitense
- 1931 - Philip Baker Hall, attore
- 1932 - Bo Goldman, sceneggiatore
- 1933 - Yevgeny Khrunov, astronauta († 2000)
- 1934 - Charles Kuralt, giornalista († 1997)
- 1937 - Alan Pask, rugbysta gallese
- 1938 - Karl Lagerfeld, stilista
- 1942 - Stephen Jay Gould, paleontologo statunitense († 2002)
- 1945 - Jose Feliciano, cantante
- 1946 - Jim Hines, atleta statunitense
- 1948
  - Bob Lanier, cestista
  - Charles Simonyi, informatico ungherese
- 1949 - Bill O'Reilly, giornalista, scrittore e commentatore statunitense
- 1950 - Joe Perry, chitarrista (Aerosmith)
- 1951 - Giuni Russo, cantante italiana († 2004)
- 1952 - Bruno Giacomelli, ex-pilota di Formula 1
- 1957 - Siobhan Fahey, cantante (Bananarama, Shakespear's Sister)
- 1958 - Chris Columbus, regista
- 1960 - Colin Firth, attore
- 1968 - Guy Ritchie, regista
- 1968 - Big Daddy Kane, musicista rap
- 1969 - Jonathon Schaech, attore
- 1971 - David Humphreys, giocatore di rugby irlandese
- 1972 - Ghada Shouaa, eptatleta siriana
- 1974 - Ryan Phillippe, attore
- 1974 - Ben Wallace, cestista
- 1976 - Gustavo Kuerten, tennista brasiliano
- 1987 - Gaetano Liperoti, giornalista

Morti


- 918 - Conte Baldovino II delle Fiandre
- 954 - Luigi IV di Francia
- 1167 - Imperatrice Maud
- 1547 - Pier Luigi Farnese, 1° duca di Parma e Piacenza
- 1669 - Enrichetta Maria, regina d'Inghilterra
- 1827 - Ugo Foscolo, poeta italiano
- 1851 - Thomas Hopkins Gallaudet, educatore (n. 1787)
- 1867 - Simon Sechter, insegnante di musica
- 1898 - Elisabetta d'Austria
- 1935 - Huey Long, politico statunitense
- 1948 - Re Ferdinando di Bulgaria
- 1961 - Leo Carrillo, attore
- 1965 - Father Divine, leader religioso
- 1966 - Emil Julius Gumbel, statistico e pubblicista tedesco
- 1971 - Pier Angeli, attrice
- 1976 - Dalton Trumbo, scrittore statunitense
- 1977 - Hamida Djandoubi, ultima persona ghigliottinata in Francia
- 1979 - Agostinho Neto, politico angolano
- 1983 - Felix Bloch, fisico svizzero
- 1983 - John Vorster, Primo Ministro del Sud Africa
- 2004
  - Frank Thomas, animatore della Walt Disney
  - Francesco Galise, architetto e storiografo italiano

Feste e ricorrenze

Nazionali


- Gibilterra - Festa nazionale

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Agabio di Novara, vescovo
- San Nicola da Tolentino, sacerdote
- Santa Pulcheria, Imperatrice
- San Sostene di Calcedonia, martire
- San Vittore di Calcedonia, martire

Laiche


- Giornata mondiale contro la povertà, promossa dalla Rete Artisti contro le guerre 10 ja:9月10日 ko:9월 10일 simple:September 10 th:10 กันยายน

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

Anno

Un anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano). In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s). :La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono: # il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio) # l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio). :A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni. Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno. Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni. La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni. L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni. L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare. L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.

Voci correlate


- Anno luce Categoria:Astronomia e Astrofisica Categoria:Unità di tempo ja:年 ms:Tahun simple:Year zh-min-nan:Nî

1776

Eventi


- 4 luglio, dichiarazione di indipendenza americana

Nati


- 1 aprile - Sophie Germain, studiosa di matematica († 1831)
- 11 giugno - John Constable, pittore inglese († 1837)
- 6 agosto - Amedeo Avogadro, scienziato italiano († 1856)

Morti


- David Hume, filosofo dell'empirismo (n. Edimburgo Scozia 26 aprile 1711) 076 ko:1776년 ms:1776 simple:1776

1813

Eventi


- 19 ottobre - Napoleone Bonaparte subisce una clamorosa sconfitta nella Battaglia di Lipsia che lo costringe a ritirarsi nei territori prima del Reno.

Nati


- 5 maggio - Søren Kierkegaard, filosofo († 1855)
- 5 agosto - Ivar Aasen, glottologo e poeta norvegese († 1896)
- 10 ottobre - Giuseppe Verdi, compositore italiano († 1901)

Morti


- Carlo Denina, storico italiano (n. 1731) 013 ko:1813년 ms:1813 simple:1813

Simón Bolívar

Simón Bolívar (24 luglio 1783 - 17 Dicembre 1830) generale e patriota sud americano.

Bolivar da giovane

Bolívar nacque a Caracas (Venezuela) da una famiglia aristocratica, venne educato da diversi insegnanti, tra i quali Simón Rodríguez, la cui influenza fu notevole in termini di ideali e di stile. In seguito alla morte dei genitori, si trasferì nel 1799 in Spagna per completare gli studi. In Spagna sposò María Teresa Rodríguez del Toro y Alaysa nel 1802 ma, in occasione di un breve ritorno in Venezuela nel 1803, ella si ammalò di febbre gialla e morì. Bolívar ritornò in Europa nel 1804 e per un periodo fece parte della scorta di Napoleone.

El Libertador

Bolívar ritornò in Venezuela nel 1807 e, quando Napoleone incoronò Giuseppe Bonaparte Re di Spagna e delle sue colonie nel 1808, egli partecipò alla giunta per la resistenza in America. La Giunta di Caracas dichiarò l'indipendenza nel 1810, rifiutando l’autorità del Consiglio di Reggenza spagnolo e Bolívar fu inviato in Inghilterra in missione diplomatica. Bolívar ritornò in Venezuela nel 1811. Nel luglio del 1812, il comandante della Giunta, Francisco de Miranda, si arrese e Bolívar dovette fuggire a Cartagena de Indias. Da lì, Bolívar scrisse il Manifesto di Cartagena. Nel 1813 guidò l'invasione del Venezuela. Entrò a Merida il 23 maggio e fu proclamato El Libertador ("il liberatore"). Caracas fu ripresa il 6 agosto e venne proclamata la Seconda Repubblica Venezuelana. Bolívar allora prese il comando di una formazione nazionalista, l'Armada Nacional de Colombia e nel 1814 conquistò Bogotá. Comunque, dopo qualche rovescio militare, Bolívar fuggì in Giamaica nel 1815 dove chiese aiuto ad Haiti a Alexander Sabes Petión. Nel 1816, con l'aiuto di Haiti, Bolívar ritornò a combattere, conquistando Angostura (adesso Ciudad Bolívar). La vittoria di Boyacá nel 1819 liberò la Colombia dal dominio spagnolo e, in dicembre Bolívar creò la Gran Colombia (una federazione che si estendeva sulla maggior parte dei territori di Venezuela, Colombia, Panama, ed Ecuador) e se ne proclamò il presidente. Le ulteriori vittorie a Carabobo nel 1821 e a Pichincha nel 1822 consolidarono il suo ruolo. Nel 1822 conquistò il Perù, che era stato in parte liberato dalla Spagna dal generale argentino José de San Martín nel luglio 1821. Bolívar fu nominato presidente il 10 settembre. Bolívar, con l'aiuto di Antonio José de Sucre sconfisse definitivamente gli spagnoli nell'agosto del 1824 a Junín. Sucre distrusse il resto delle forze spagnole ad Ayacucho in dicembre. Nell'agosto del 1825, la Repubblica di Bolivia fu creata in onore di Bolívar. Ma nel 1827, le divisioni interne provocarono dei conflitti e la fragile coalizione Sud Americana si ruppe. Bolívar si dimise dalla presidenza nel 1828 e morì di tubercolosi il 17 dicembre 1830.

Collegamenti esterni


- [http://www.bolivarmo.com/history.htm Storia di Simon Bolivar]
- [http://www.crystalbeach.com/history.htm La vita di Simon Bolivar] Bolívar, Simón ja:シモン・ボリバル simple:Simón Bolívar

Perù

La voce tratta unicamente la nazione Perù; per altri significati vedi:
- Città degli USA: Peru (Illinois) · Peru (Indiana) · Peru (Maine) · Peru (Nebraska) · Peru (New York) · Peru (Vermont) ---- Il Perù (in spagnolo Perú) è una nazione (1.285.220 km², 27.949.630 abitanti, capitale Lima) del America meridionale. Confina a nord con Ecuador e Colombia,a est con Brasile e Bolivia, a sud con Cile , a ovest con l'Oceano Pacifico. Il Perù è una repubblica presidenziale. La lingua ufficiale è quella spagnola. Altre lingue indigene sono il quechua e l'aymara. L'inglese è compreso nei migliori alberghi. In Perù vige il sistema metrico decimale; unica eccezione la benzina, che viene venduta a galloni.

Storia

Per una descrizione più completa vedi Storia del Perù.

Preistoria

I primi abitanti del Perù furono cacciatori e raccoglitori nomadi, i resti ritrovati qui risalgono a circa 14.000 anni fa.
Gli abitanti coltivavano fagioli e cotone, peperoncini, zucche e, verso il 1400 a.C., il mais. Gli antichi peruviani si dedicavano inoltre alla realizzazione di costruzioni destinate a scopi cerimoniali o rituali.
Verso il 3000 a.C. venne avviata la coltivazione di diversi tipi di patata, che è ancora l'alimento base della zona andina.

Le prime civiltà precolombiane

patata Nel periodo iniziale (2000 a.C. - 1000 a.C.) iniziò la lavorazione della ceramica.
Nell'antico orizzonte (1000 a.C - 300 a.C.) si sviluppò la tessitura, la ceramica, l'agricoltura, la religione, ovvero la cultura. Durante questo periodo si iniziò a lavorare l'oro. Nel periodo intermedio antico (300 a.C. - 600) vi fu il declino dello stile Chavin, con l'affermazione di varie culture locali: Salinar, Paracas, Moche, Trujillo e Nazca. Il medio orizzonte (600 - 1000) fu segnato da un disastroso periodo di siccità che contribuì alla fine della civiltà dei moschee vi fu ascesa dei Wari, il primo popolo espansionista di cui si abbia notizia nella zona andina. Intorno al 1000 i Wari furono sostituiti da singoli stati regionali, affermatisi nelle diverse zone del paese, che fiorirono per 400 anni: il regno dei Chimu, i Chancay, i Chachapoyas, Ica-Chincha, i Chankas e i primi Inca. L'Impero Inca fu di breve durata (1400 - 1430). Era noto come Tahuantinsuyu (la terra dei quattro angoli), si estese dalla Colombia meridionale fino al Cile centrale, e comprendeva le regioni andine della Bolivia e dell'Argentina settentrionale.

L'invasione spagnola e la colonia (1492 - 1800)

Dopo lo sbarco di Colombo nel 1492, e la conquista delle isole caraibiche, della sottomissione di Aztechi e Maya, gli spagnoli rivolsero le attenzioni al continente sudamericano. Con tre spedizioni distinte Francisco Pizarro mosse verso il Perù, catturando l'imperatore Atahualpa e ponendo fine all'Impero degli Inca. Gli spagnoli spostarono la capitale del vicereame del Perù a Lima nel 1535.
L'inca Manco cercò di riassumere il controllo degli altipiani e nel 1536 fu sul punto di riuscire nell'impresa, ma un anno più tardi dovette ritirarsi a Villacabamba, nella giungla, dove venne ucciso nel 1544. Nel 1551 venne fondata la prima università del continente a Lima: Università di San Marcos. La colonia veniva governata da un viceré nominato dalla corona di Spagna.

L'indipendenza (1801 - 1940)

José de San Martin liberò l'Argentina e il Cile, entrando nel 1821 a Lima. Proclamò l'indipendenza del paese nello stesso anno a Huacho.
Nel 1824 iniziò la disgragazione dell'esercito realista. Le due battaglie decisive per l'indipendenza furono combattute a Junín il 6 agosto 1824 e ad Ayacucho il 9 dicembre dello stesso anno.
Nel periodo tra il 1836 e il 1839 Perù e Bolivia sono unite in federazione.
Nel 1866 scoppiò la guerra peruviano-spagnola. Guerra del Pacifico (1879-1884).
Nel 1908 cominciò la dittatura militare di Augusto Leguía y Salcedo. Victor Raúl Haya de la Torre fondò il Partito nazionale APRA.

Storia recente

Nel 1941 il Perù entrò in guerra con l'Ecuador, in seguito a contrasti di confine.
Il 31 maggio 1971 un terremoto di intensità pari a 7,7 gradi della scala Mercalli uccise più di 70.000 persone nel Perù settentrionale.
Il periodo fra 1960 e 1985 è caratterizzato da una alternanza di colpi di stato e dittature.
Tra il 1980 e primi anni del 1990, il gruppo maoista "Sendero Luminoso", conduce una campagna terroristica contro il governo centrale. Segni di ripresa economica, si ebbero quando Alberto Fujimori, figlio di immigrati giapponesi, fu eletto presidente nel 1990. Nel 1992, con un auto-golpe, sospese la Costituzione e sciolse il congresso, queste sue decisioni cambiarono l'atteggiamento delle nazioni nei confronti del Perù, che sospesero gli aiuti economici.
Nell'ottobre 1993 fu approvata una nuova costituzione, che prevedeva la possibile rielezione del presidente per due mandati consecutivi (cosa non permessa da quella precedente).
Nel 1995 Fujimori si ricandida alla carica di presidente della repubblica, vincendo con il 64% dei voti.
Nel 2001 viene rieletto Fujimori, che fu costretto a dimettersi e a non ripresentarsi, nel 2002 viene eletto a presidente della repubblica Alejandro Toledo Manrique.

Geografia

Il Perù è il terzo paese del Sud America.
È completamente in un'area tropicale. Il Perù viene suddiviso in tre aree:
- striscia costiera
- catena montuosa andina
- foresta pluviale amazzonica.

Geografia fisica

Striscia o fascia costiera

L'area è prevalentemente arida con la parte meridionale che confluisce nel deserto di Atacama, pianeggiante, larga anche 150 km, che si restringe verso sud, dove le Ande raggiungono spesso il mare, affacciandosi con coste alte e ripide, fronteggiate da isolotti aridi e disabitati (il più esteso è il gruppo delle Chincha) e coperti da strati di guano.
A nord termina, presso i confini con l'Ecuador, in boschi tropicali secchi e mangrovie.
Le principali città, si trovano in quest'area, che ha anche la migliore rete di comunicazione nazionale, è attraversata per tutta la sua lunghezza dalla Panamericana. Il deserto è attraversato da fiumi che scendono dalle pendici occidentali delle Ande, formando circa 40 oasi. L'irrigazione svolge un ruolo essenziale poiché rifornisce di acqua le principali città costiere e consente l'irrigazione dei campi. Il terreno delle valli fluviali è molto fertile, mentre quello di collegamento tra una valle e l'altra è costituito da deserto secco e roccioso.

Catena montuosa andina o Sierra

oasi La sierra rappresenta i due terzi della superficie totale ed è costituita da alte catene montuose e da vasti altipiani appartenenti al sistema andino.
Si tratta di una catena montuosa giovane, ancora in fase di sollevamento. Si sviluppa attraverso lo scivolamento della placca di Nazca (nel Pacifico) sotto la zolla sudamericana.
Il processo ancora in corso conferisce all'area una notevole instabilità geologica e provoca frequenti terremoti, oltre che essere la causa di una notevole quantità di vulcani attivi.
- La parte settentrionale della sierra, a nord del Cerro de Pasco, è formata da tre catene che si estendono quasi parallele da nord-ovest a sud-est:
  - Cordigliera occidentale o Blanca
    - segna lo spartiacque tra Oceano Pacifico e Oceano Atlantico, formata da una duplice fila di creste superiori ai 4.000 m, tra le quali si estende un lungo altopiano stepposo
  - Cordigliera centrale
    - tra le valli del Marañón e del Huallaga, priva di nevi perenni, le sue cime raggiungono i 5.000 m
  - Cordigliera orientale
    - è collegata a quella centrale tramite il nodo di Moyobamba, è poco elevata (2.000 m) e declina verso le Pampas del Sacramento
- A sud del Cerro del Pasco le catene sono due:
  - Cordigliera occidentale
    - compatta e alta, comprende anche una vasta zona vulcanica (Coropuna 6.613 m, Misti 5.825 m, Nudo de Ampato 6.300 m)
  - Cordigliera orientale
    - costituita da nord-ovest a sud-est da varie catene comprendenti vasti altipiani (Pampa de Junín, Pampa de Parinacochas, Collao). Le montagne sono ricche di minerali, soprattutto rame, ma il terreno è di scarsa qualità, fatta eccezione per alcuni bacini montani.

Foresta pluviale amazzonica o Montaña

A est della Sierra, si trova la Montaña, ampia regione appartenente al bassopiano amazzonico, che occupa circa un quarto del paese, formata da terreni alluvionali su cui si estende una fitta foresta equatoriale. L'area amazzonica è praticamente priva di strade, i trasporti avvengono via fiume o per via aerea. Questa zona è poco popolata.
Nelle foreste nord-orientali si estrae il petrolio, ma la qualità del terreno è scadente.

Morfologia

Strutturalmente il territorio peruviano è fondato sul sistema andino, che qui è formato da una serie di pieghe, che vanno a costituire le catene che, in senso lingitudinale, si succedono da est a ovest: Cordigliera orientale, Cordigliera centrale, Cordigliera occidentale. Queste sono tra loro separate da bacini depressionari di rocce mesozoiche ricoperte da strati neozoici, che idrograficamente si aprono verso la regione amazzonica, ma che talora sono a carattere endoreico, come quello del lago Titicaca. Le tre cordigliere hanno struttura e imponenza diverse, sono il risultato di piegamenti avvenuti in epoche diverse e quindi si differenziano anche geologicamente. La Cordigliera orientale è formata prevalentemente da rocce paleozoiche, non presenta un andamento unitario; a sud i monti Auzangate (6.384 m) e Salcantay (6.271 m) dominano la valle del rio Urubamba, mentre verso nord si suddivide in una serie di dorsali minori, diminunendo la sua imponenza. Anche la Cordigliera centrale non è molto unitaria, con esclusione della parte più settentrionale, ed è la meno imponente delle tre. La Cordigliera occidentale è un possente bastione che ostacola le comunicazioni tra interno e costa; i passi sono posti a quote elevate: quello di Ticlio (raggiunto dalla ferrovia Lima-La Oroya) è a 4.829 m di quota. Orograficamente si presenta come una successione di sierre di materiale granitico. Un grande horst granitico è la Cordigliera Blanca, dominata dall'Huascarán (6.768 m), la più alta cima peruviana. Il processo orogenetico che ha assestato il rilievo peruviano è stato accompagnato da vasti fenomeni vulcanici, numerosi sono gli apparati eruttivi presenti nel Perù. L'area vulcanica più estesa si trova nella parte meridionale, dove svetta il cono del Misti (5.822 m). L'attività sismica è ancora oggi rilevante, denotando la giovinezza e l'instabilità della regione andina peruviana.

Idrografia

La maggior parte dei fiumi peruviani si dirige verso l'Atlantico tramite il Rio delle Amazzoni, che ha nel paese i suoi rami sorgentiferi:
- il Marañón (1.350 km), che nasce dal lago Lauricocha e che riceve
  - l'Huallaga (1.120 km)
- l'Ucayali (1600 km), formato dall'unione dell'Apurimac con l'Urubamba Altri fiumi che formano il bacino amazzonico sono il Rio Purús e il Rio Madre de Dios. I fiumi che sboccano sul Pacifico hanno un corso breve, generalmente non superiore ai 400 km. Appartiene al Perù anche parte del lago Titicaca, al confine con la Bolivia.

Clima

In Perù esistono due stagioni, una umida e una secca, ma le condizioni climatiche possono cambiare da regione a regione. La zona desertica ha un clima arido: durante l'estate (da gennaio a marzo) giornate assolate e con caldo umido, nel resto dell'anno predominano le foschie costiere, chiamate garúa e il sole si vede raramente. La garúa è provocata della fredda corrente di Humboldt. Durante la stagione estiva giungono le calde correnti del Pacifico centrale, che respingono la corrente fredda, rialzando la temperatura delle acque; ad intervalli di qualche anno, questa corrente diviene più calda del normale, provocando il fenomeno meteorologico detto El Niño. Spostandoci verso l'interno, si sale di quota e la foschia scompare e per la gran parte dell'anno il clima è caldo e soleggiato. L'alternanza delle stagioni è più evidente man mano che ci si addentra nella zona andina. La stagione secca va da maggio a settembre, ma la temperatura notturna è comunque molto bassa a causa dell'altitudine, per esempio a Cuzco (3.399 m.) la temperatura scende al di sotto dello zero. La stagione umida va da ottobre a maggio, ma le vere e proprie piogge arrivano solo verso la fine di gennaio. Mentre si scendono le pendici orientali il clima si fa più umido, la stagione umida tende ad essere più marcata e i mesi più piovosi sono tra gennaio e febbraio.
Nei bassi piani amazzonici il clima è simile.

Temperatura e precipitazioni

Geografia umana

Popolazione

La popolazione peruviana supera i 26 milioni di abitanti (stima del 2000), la metà concentrata nella fascia desertica costiera. Lima, compresa Callao, conta quasi 8 milioni di abitanti, altre città molto popolate sono Arequipa e Trujillo con quasi un milione ciascuna. La restante metà della popolazione vive quasi tutta sugli altipiani, composta prevalentemente da indios e meticci.
Nel 60% del territorio nazionale, il bacino amazzonico, vive solo il 5% della popolazione. Densità: 22 per km²

Etnie

Il 45% della popolazione è costituito da indios (indigenas), per la maggior parte quechua e, nelle regioni del lago Titicaca, aymara, mentre gli indios amazzonici parlano lingue molto diversificate. Il 37% è costituito da meticci, il 15% da razza bianca e il rimanente 3% da neri, asiatici e altri gruppi etnici.

Religione

La religione dominante è la cristiana cattolica (90%). Le popolazioni autoctone, tendono a mischiare le antiche religioni con la religione cattolica, con offerte a Pachamama o agli apus (dei delle montagne).

Geografia politica

Il Perù, in seguito alla legge sulla regionalizzazione entrata in vigore il 18 novembre 2002, è diviso in 25 regioni (regiones; singolare: región) a loro volta suddivise in 180 province composte da 1747 distretti. L'area della città di Lima con i suoi dintorni è chiamata Lima Metropolitana e amministrativamente non fa parte di alcuna regione.

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 2.610$ pro capite (46° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -3,4 miliardi di $.
Inflazione: 8,6%.
Disoccupazione: 7,00%. Nel 1997 la crescita economica è stata del 7%, ma non più del 1% nel 1998, a causa degli effetti disastrosi del Niño, che ha provocato inondazioni con conseguenze sulla pesca, oltre le crisi finanziarie in Asia, Brasile e Russia. La popolazione è impiegata in
- agricoltura e pesca 33% - 13% del PIL
- settore minerario 2,5% - 10% del PIL
- industria 10% - 22% del PIL
- servizi 30% - 40% del PIL
- disoccupati 8% Il salario minimo mensile è di 112 dollari USA. Punti di Forza. Abbondanti le risorse minerarie, tra cui il petrolio. Ricche le riserve di pesca. Le variazioni climatiche permettono un'agricoltura diversificata. Ben sviluppata l'industria tessile. Punti di debolezza. Eccessiva dipendenza dai metalli e dalle materie prime le cui fluttuazioni di prezzo minacciano il commercio e gli investimenti. La corruzione e le scarse infrastrutture scoraggiano gli investimenti. Le banche sono fragili.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 3.800.000 kw.
Pesca: 9.520.000 tonnellate.
Petrolio: 124.290 b/g.
Allevamento: pecore 13,6 milioni, capre 2 milioni, bovini 4,7 milioni, suini 2,5 milioni.
Minerali: petrolio, carbone, piombo, zinco, ferro, argento, oro, rame.
Agricoltura
L'agricoltura è praticata soprattutto lungo la costa ( cotone, canna da zucchero, riso, vite, te, tabacco), mentre sulla sierra il suolo da solamente una produzione di sussistenza (grano, mais, orzo, patate, quinoa, ortaggi, frutta).
Nella montaña si trovano colture tipicamente tropicali (cacao, caffè, te, chinchona, tabacco).
Le foreste forniscono legnami pregiati (cedro, mogano, palissandro).
I guadagni clandestini provenienti dalla coca sono molto elevati, si parla di quasi lo stesso valore delle esportazioni legali.
Allevamento
L'allevamento (ovini, bovini, caprini, suini, cavalli, muli, asini e pollame) è fiorente; animali tipici della zona andina sono il lama (allevato sia come animale da soma, che da latte o da carne) e l'alpaca (utilizzato per la lana, a volte anche per la carne).
Minerali
Il prodotto minerario maggiormente esportato è il rame, seguito da zinco, oro, prodotti petroliferi, piombo, argento, ferro, stagno, fosfati, carbone, vanadio, bismuto, guano, mercurio, antimonio, molibdeno, tungsteno, sale.
Pesca
L'esportazione di prodotti della pesca, riguarda in particolar modo, acciughe e sardine, seguiti da gamberetti e olio di pesce.
Industria
Importante la produzione tessile e siderurgica, anche se ancora non oggetto di esportazione, quindi cemento, tabacco, metallurgia, alimentari, carta, chimica.

Trasporti

Aeroporto internazionale Jorge Chávez di Lima: 2.570.000 passeggeri/anno.
La flotta nazionale è composta da 695 navi, per 345.600 tsl.
Rete stradale: 72.800 km (la guida è a destra).
Rete autostradale: 2.495 km ("Panamericana").
Rete ferroviaria: 1.691 km.
Rete navigabile: 8.600 km. Le ferrovie non sono molto sviluppate, ma sono fra le più alte del mondo: la Lima-Oroya sale fino a 4.829 m.

Turismo

1 visitatore l'anno ogni 39 abitanti.
Provenienza dei turisti: USA 22%, Cile 12%, Argentina 6%, Italia 4%, Bolivia 3%, altri 53%. Punti di forza del turismo sono i siti archeologici (come Machu Picchu e Nazca), la catena andina e la foresta amazzonica.

Esportazioni

USA 23%, Cina 7%, Giappone 7%, Svizzera 6%, Germania 6%, Altri 51%.

Importazioni

Nel 1996 le importazioni hanno superato le esportazioni, soprattutto per i generi alimentari, i macchinari, attrezzature per trasporti prodotti industriali. USA 32%, Spagna 9%, Cile 6%, Venezuela 4%, Colombia 4%, altri 45%.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 89%.

Istruzione

L'istruzione elementare è compresa tra i 6 e i 12 anni, obbligatoria. L'istruzione superiore va dai 12 ai 16 anni, non obbligatoria.
Ai livelli più alti, ci sono le scuole professionali, quelle di preparazione degli insegnanti, gli istituti pre-universitari e universitari, il 40% di questi sono private e il rimanente statali. Studenti universitari: 755.929. Il livello di alfabetizzazione era del 72,5% nel 1972, dell'85% nel 1990 e dell'89% nel 1995.

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

La divisione geografica, determina una chiara definizione degli habitat, i più importanti sono:
- foreste di arbusti e praterie montane (paramos al nord, punas al centro e al sud)
- foreste nebulari
- foreste pluviali
- deserto. La deforestazione ha portato seri problemi di erosione, grossi problemi sono anche creati dal massiccio sfruttamento da pascolo nelle aree montane. La continua erosione, ha peggiorato anche la qualità delle acque del bacino amazzonico a causa della maggior quantità di limo trasportato. I fiumi, così sovraccarichi, non sono più in grado di permettere la vita ai microrganismi acquatici, che sono la base della catena alimentare del fiume e delle aree circostanti. Altro problema per i fiumi sono le miniere sugli altopiani e gli scarichi inquinanti urbani. L'inquinamento della costa, unito al depauperamento della fauna ittica, sottoposta ad una pesca eccessiva, costituisce una grave minaccia alle ricche risorse marine della nazione. Trattati ambientali a cui il Perù aderisce:
- Ramsar - protezione aree umide
- Protocollo di Montreal - emissione di CFC
- CITES - specie a rischi di estinzione
- CBD - biodiversità
- Trattato di Basile - rifiuti tossici
- Trattato di Kyoto - effetto serra.

Tutela del patrimonio ambientale

Esistono aree protette, ma spesso mancano di attrezzature che le possano gestire e preservare. Lo stato non ha la possibilità di assumere guardie forestali a sufficienza, per garantire il controllo delle aree.
Importante è l'azione svolta da vari organismi internazionali (come il Worlf Wildlife Found) o nazionali (Fundación Peruana para la Conservación de la Naturaleza, Asociación de Conservación para la Selva Sur, Peru verde, Centro de conservación, investigación y manejo de areas naturales). Molti habitat creano una notevole varietà di flora e fauna, il Perù è tra le prime dieci zone calde per quanto riguarda la biodiversità, ovvero alto numero di specie unito ad un notevole rischio di distruzione ed estinzione.

Flora

Costa del Pacifico
Salendo la costa verso le Ande, le aree desertiche sono abitate da cactacee. In aree circoscritte, soprattutto sui versanti esposti alle nebbie invernali nella parte centrale e meridionale del paese, si formano durante i mesi più freddi (luglio a ottobre) delle formazioni vegetali chiamate lomas. Solo a quote più elevate la varietà di flora diventa più abbondante.
Altopiani andini
Il páramo e la puna sono habitat tipici degli altipiani, sono caratterizzati da bassa vegetazione e da praterie montane. Il páramo occupa la parte settentrionale e prosegue fino all'Ecuador e oltre. Tratti caratteristici sono il clima aspro, i forti raggi ultravioletti e il terreno torboso e umido.
Nel Perù meridionale, nella zone di Huaraz, il terreno e il clima si fanno più aridi e le zone montane più erbose, e vanno a costituire la puna. La flora è limitata ad erbe resistenti, piante a cuscinetto, piccole piante erbacee, arbusti e alberi nani. Vegetazione tipica degli ambienti con notevole escursione termica. Caratteristiche le foglie piccole e spesse, ricurve e ricoperte da un rivestimento ceroso, per riflettere l'intensa radiazione diurna; la riduzione delle dimensioni le mantiene più vicine al terreno, dove la temperatura è più costante e il vento meno forte. Facili da trovare sono le Espeletia, simili a margherite, più a sud si incontrano le bromeliacee, dotate di foglie appuntite e chiamate puyas. Ci sono poi piccoli alberelli, del genere Polylepis, anche se diventati piuttosto rari a causa del pascolo e degli incendi. Molto comuni, invece, i cespugli resistenti e spinosi, chiamati ichu.
Bassipiani amazzonici
Scendendo verso i bassipiani amazzonici occidentali, il paesaggio si fa aspro e remoto. Tipica di questa zona è la foresta nebulare (così chiamata in quanto cattura le nuvole e le trasforma in nebbia sottile), nella cui umidità vivono piante molto delicate. Gli alberi sono bassi e nodosi e s'intrecciano in fitte volte arboree, con rami coperti da orchidee, bromeliacee, felci, muschi ed altro ancora. Queste piante sono dette epifite. Scendendo ancora si raggiunge la foresta pluviale amazzonica. La diversità di alberi che crescono nella foresta pluviale è notevole.

Fauna

Le stime sul numero di specie abitanti gli habitat peruviani, parlano di quasi 400 mammiferi, 1700 uccelli, 500 rettili e anfibi e circa 2000 di pesci.
Costa del Pacifico
Sulla costa non vi sono molti animali chiaramente visibili, ma il mare ospita una notevole quantità di mammiferi e uccelli, oltre che naturalmente, di pesci. Il luogo migliore per avere una idea di questa biodiversità è la Reserva Nacional de Paracas. Una notevole quantità di piccoli animali e pesci offre nutrimento a molti uccelli: pellicani, sule, cormorani, gabbiani e fregate. Ci sono anche piccoli gruppi di pinguini di Humboldt e sterne inca. Non mancano le colonie di leoni marini. Salendo la costa verso le Ande, le aree desertiche, sono abitate da uccelli rapaci e rettili, lungo le sponde dei fiumi si possono trovare anche roditori e piccoli uccelli. Solo a quote più elevate, la varietà di fauna diventa più abbondante.
Altopiani andini
Tra gli animali abitanti il páramo e la puna figurano i camelidi sudamericani: lama, alpaca, guanaco e vigogna. I primi due sono stati addomesticati da migliaia di anni. Il lama è il più grande e viene usato come animale da soma e, in certe zone, anche come animale da carne; vengono anche tosati, per ricavarne una lana molto grezza (4 kg. per ogni animale). Secondo in dimensioni è l'alpaca, addomesticato quasi esclusivamente per la lana (5 kg. per animale), che è più fine di quella della pecora, molto utilizzata in Perù per gli indumenti. La lana è di diversi colori: bianca, marrone, grigia o nera. Lama ed alpaca possono accoppiarsi tra di loro, e sono talvolta difficili da distinguere.
Il pelo dell'alpaca è più lungo, mentre il lama ha orecchie più lunghe e coda più sporgente.
Il guanaco si vede raramente ed è una versione più piccola del lama, solitamente di colore arancio-marrone con ventre bianco.
La vigogna è la più piccola e la più rara, non è mai stata addomesticata, ma viene catturata e tosata (250 g. per animale ogni tre o quattro anni), per ottenerne la lana, la più pregiata del mondo. La tosatura è ora vietata per legge, anche se nel 1995 è stata nuovamente autorizzata in quantità limitata. Altri animali che vivono sulle Ande sono: volpe, puma, cervo dalla coda bianca, viscaccia, formichiere, tamandua. Tra gli uccelli troviamo: il condor delle Ande, il caracara caruncolato, la pavoncella delle Ande. Quasi tutte le città ospitano il passero dal collare rossiccio. Nelle acque turbolente vive l'anatra di torrente, che nuota con il corpo quasi completamente sommerso. Nei laghi, soprattutto nella parte meridionale, vivono tre specie di fenicotteri.
Bassipiani amazzonici
Qui vivono animali rari come: il tapiro dei monti, l'orso dagli occhiali, il puma e molti uccelli endemici (colibri, tucani, are). Notevole la diversità di scimmie: scimmia urlatrice, scimmia ragno, scimmia lanosa, titi, cebo capuccino, uistiti, tamarino. Le scimmie del Nuovo Mondo, sono dette Platirrine, in contrapposizione alle Catarrine del Vecchio Continente.

Parchi nazionali

Di seguito una lista delle categorie di aree protette in Perù, con alcuni esempi:
- parque nacionales - parchi nazionali.
  - Parque Nacional Cerros de Amotape.
  - Parque Nacional Cutervo.
  - Parque Nacional Huascarán.
  - Parque Nacional Manu.
  - Parque Nacional Rio Abiseo.
  - Parque Nacional Tingo María.
  - Parque Nacional Yanachaga Chemillén.
  - Parque Nacional Bahuaja-Sonene.
  - Parque Nacional Cordillera Azul.
  - Parque Nacional Otishi.
- reservas nacionales - riserve nazionali.
  - Reserva Nacional Pampas Galeras.
  - Reserva Nacional Junín.
  - Reserva Nacional Paracas.
  - Reserva Nacional Lomas de Lachay.
  - Reserva Nacional Titicaca.
  - Reserva Nacional Salinas y Aguada Blanca.
  - Reserva Nacional Calipuy.
  - Reserva Nacional Pacaya-Samiria.
  - Reserva Nacional Tambopata.
  - Reserva Nacional Allpahuayo Mishana.
- santuarios nacionales - santuari nazionali.
  - Santuario Nacional Huayllay.
  - Santuario Nacional Calipuy.
  - Santuario Nacional Lagunas de Mejía.
  - Santuario Nacional Ampay.
  - Santuario Nacional Los Manglares de Tumbes.
  - Santuario Nacional Tabaconas-Namballe.
  - Santuario Nacional Megantoni.
- santuarios historicos - santuari storici.
  - Santuario Historico Chacamarca.
  - Santuario Historico Pampa de Ayacucho.
  - Santuario Historico Machu Picchu.
  - Santuario Historico Bosque de Pomac.
- reservas paisajisticas - riserve paesaggistiche.
  - Reserva Paisajistica Nor Yauyos-Cochas.
- zonas reservadas - zone riservate.
  - Zona Reservada Laquipampa.
  - Zona Reservada Pantanos de Villa.
  - Zona Reservada Tumbes.
  - Zona Reservada Algarrobal El Moro.
  - Zona Reservada Chancaybanos.
  - Zona Reservada Aymara Lupaca.
  - Zona Reservada Gueppi.
  - Zona Reservada Rio Rimac.
  - Zona Reservada Santiago-Comaina.
  - Zona Reservada Alto Purus.
  - Zona Reservada Cordillera de Colan.
  - Zona Reservada Huayuash.
- bosques de protección - foreste di protezione.
  - Bosque de protección A.B. Canal Nuevo Imperial.
  - Bosque de protección Puquio Santa Rosa.
  - Bosque de protección Pui Pui.
  - Bosque de protección San Matias-San Carlos.
  - Bosque de protección Pagaibamba.
  - Bosque de protección Alto Mayo.
- reservas comunales - riserve comunali.
  - Reserva Comunal Yanesha.
  - Reserva Comunal El Sira.
  - Reserva Comunal Amarakaeri.
  - Reserva Comunal Ashaninka.
  - Reserva Comunal Matsiguenga.
- cotos de caza - riserve di caccia.
  - Coto de caza El Angolo.
  - Coto de caza Sunchubamba. In tutto occupano oltre il 10% del territorio nazionale.

Siti naturali


- Bosque Nacional de Tumbes
- Cañon del Colca
- Cañon del Cotahuasi
- Chanchamayo
- Coto de Caza El Angolo
- Deserto di Sechura
- Inca trail
- Isla Amantani
- Isla del Sol e Isla de la Luna
- Isla Suasi
- Isla Lobos de Afuera
- Isla Lobos de Tierra
- Isla Taquile
- Isole Ballestas
- Lago Titicaca
- Lago Sandoval
- Laguna de Salinas
- Penisola di Illescas
- Penisola di Paracas
- Tres Cruces
- Valle de los Volcanes
- Yarinacocha

Arte

Tipica manifestazione dell'arte peruviana precolombiana è la ceramica che si sviluppo sia nella zona costiera che sulla Sierra, seguendo nel tempo diversi stili.
Nel periodo più antico (VII-IX secolo), si ebbero, nelle regioni costiere meridionali, lo stile Nazca, caratterizzato dallo spiccato senso coloristico nella rappresentazione di soggetti naturalistici o immaginari, tra i quali spicca una grottesca figura mostruosa felino-gorgonica, simbolo comune ad altre civiltà.
Nelle valli settentrionali dominò lo stile Mochica, cui seguì, nel XIV-XV secolo, lo stile Chimù che, più povero di colore di quello Nazca, è però superiore nel disegno e nella decorazione con rappresentazione di scene quotidiane, di caccia, di battaglia e dei famosi, vasi-ritratto.
Contemporanemente nella sierra si sviluppava la ceramica Recuay.
Fra i secoli IX e XIV in tutto il Peru si diffuse lo stile Tiahuanaco cui nel secolo XVI si sovrappose quello Inca, caratterizzato da vasi a fondo conico e sobriamente decorati con forme geometriche, col quale la ceramica peruviana, grazie alla sagoma perfetta, alla vivacità dei colori e alla raffinata decorazione raggiunse un altissimo pregio artistico.

Architettura

Dal punto di vista architettonico nella sierra sono notevoli le costruzioni di pietra quali la Porta del Sole a Tiahuanaco, la Stele Raimondi e le rovine del Castillo a Chavín.
Del periodo incaico sono le grandiose costruzioni megalitiche di cui rimangono testimonianze nelle rovine di Machu Picchu, Cuzco, Sachsahuamán, ecc. L'architettura del periodo coloniale fu caratterizzata dal barocco spagnolo, dapprima severo, poi sempre più ricco e pesante (churrigueresco), che ebbe le manifestazioni più notevoli nell'architettura religiosa (cattedrali di Lima ed Arequipa; la chiesa dei gesuiti di Arequipa, convento della Mercede, chiesa della Compagnia di Gesù a Cuzco), mentre in quella civile predomina una certa semplicità, come edifici a portici sovrapposti e spaziosi cortili (palazzo del marchese di Torra Tagle a Lima).

Pittura e scultura

Notevole fu la scultura lignea, con i capolavori del pulpito e del coro della chiesa di San Biagio a Cuzco. La pittura del periodo coloniale non ebbe caratteri propri, nel Peru lavorò, tra gli altri, Mateo Pérez de Alesio.
Nel XIX e XX secolo, sia la pittura che la scultura si ispirarono alla scuola francese. Da ricordare, fra i pittori: Matías Maestre, Pedro Diaz, Ignacio Merino, Luis Montero, Francisco Lazo; fra gli scultori: Gaspar Ricardo Suarez e Tamborino.

Letteratura

Del periodo incaico manca qualsiasi produzione letteraria scritta, anche se nella cultura peruviana rimangono vive leggende e tradizioni di quel tempo. Il primo rappresentante della letteratura nazionale può essere considerato Garcilaso de la Vega el Inca (n. a Cuzco nel 1539), autore fra l'altro della "Historia general del Peru" e della "Florida del Inca", che rimase però una figurata isolata, poiché gli altri esponenti di quel periodo, quali Diego de Ojeda (Cristiades), J. Espinosa-Medrano, P. de Peralta Barnuevo, ecc., conservano stretti legami con la Spagna. Grande influenza ebbero nel XVIII secolo le idee illuministiche propugnate dalla rivista "El Mercurio Peruano" che ebbe il merito di aprire le menti agli ideali di indipendenza.
Raggiunta l'indipendenza, la letteratura nazionale fu caratterizzata dalla polemica politica, risolvendosi nella satira e nell'invettiva.
Figure significative furono: Felipe Pardo y Aliaga, Manuel A. Segura. Il Romanticismo si ispirò ai modelli francesi, fondendoli con motivi di cultura locale.
Il più importante esponente di tale epoca è Ricardo Palma autore della "Tradiciones peruana"; tra gli altri: Manuel Castillo, Manuel N. Corpancho, Clemente Althaus, Arnoldo Márquez, Luis Benjamín Cisneros e Juana Manuela Corriti autrice di "La Quena" e "Sueños-realidades". Alla tendenza modernista si collegano J. C. Mariáteguì ("Sette saggi d'interpretazione della realtà peruviana"), C. Vallejo, Ciro Alegria ("El mundo es ancho y ajeno").
Tra gli altri scrittori contemporanei: José María Arguedas, V. R. Haya de la Torre, L. A. Sánchez, V. A. Beláunde, J. Basadre, S. Salazar Bondy, M. Vargas Llosa, José Sabogal, Camilo Blas, ecc. In sintesi la letteratura peruviana dell'ultimo periodo pare che si orienti verso temi sociologici e nazionalistici, seguendo l'indirizzo dei maggiori centri culturali dell'America meridionale.

Poesia

César Vallejo è l'autore di Trilce, libro di poesie, ed è considerato il più grande poeta peruviano. Le opere dei poeti moderni peruviani sono state raccolte in antologie, come The new poetry and the newest peruvian poetry in translation. Altro importante poeta fu José Santos Chocano.

Romanzo

Teatro

Il teatro drammatico gode molta popolarità in Lima, in misura minore altrove.

Cinematografia

L'industria cinematografia è ancora agli inizi, pochi i film di produzione nazionale e quei pochi quasi sempre sono brevi documentari.

Musica

Sulle Ande

La musica precolombiana si basava su una scala pentatonica (Re-Fa-Sol-La-Do), utilizzava strumenti a fiato e a percussione. Gli strumenti a corde derivano da strumenti introdotti dagli spagnoli. La musica andina tradizionale è detta música folklórica, la si può sentire nelle feste, ma anche in bar e ristoranti delle città. Strumenti tradizionali:
- A fiato.
  - qena - flauto, generalmente di bambù, di lunghezza varia, in passato fatta anche con argilla, osso o legno.
  - mohseno - grande flauto di bambù, emette note molto basse e profonde.
  - siku o zampoña - una specie di flauto di Pan, composto da due file di canne di bambù, una di sei elementi, l'altra di sette.
  - chuli - come il siku, ma molto piccolo, produce note acute.
  - toyo - versione gigante del siku, è lungo un metro, si ricavano note basse.
  - ocarinas - strumenti di argilla di forma ovale, con al massimo 12 fori
  - corni - ricavati da corna di animali o da conchiglie.
- A percussione.
  - bombo - tamburo ricavato da un segmento di tronco di cedro o noce, su cui si tende una pelle di capra.
  - shajshas - sonagli fatti con zoccoli di capra, lucidati e legati uno all'altro
- A corda.
  - charango - piccola chitarra a 5 corde, cassa ricavata dallo scudo di un armadillo (ma oggi è quasi sempre in legno) Agli strumenti tradizionali, si sono aggiunti arpa, violino ed ottoni).

Moderna

La musica classica viene seguita poco, malgrado la presenza di una orchestra sinfonica e di un corpo di ballo nazionali. I generi di musica moderna più seguiti sono rock, pop, blues, reggae e punk. Diffusa anche la musica da ballo latina, come salsa, cumbia e chicha.

Sulla costa

La música criolla ha le sue radici in Spagna e in Africa. Gli strumenti caratteristici sono la chitarra e il cajon, su cui il musicista sta seduto, battendo il tempo con le mani. La danza più popolare è la marinera, un ballo romantico, molto aggraziato, nella quale i movimenti sono accompagnati dallo sventolare di fazzoletti.
Altra danza molto popolare è l' alcatraz.

Politica

Il Perù è una repubblica presidenziale, il presidente resta in carica per cinque anni e può ricandidarsi.
Dal presidente dipendono, due vicepresidenti e un gabinetto di 12 membri. Il congresso unicamerale e composta da 120 membri. Il voto è obbligatorio per tutti i cittadini che hanno età compresa tra 18 e 70 anni, facoltativo per quelli che superano i 70.

Politica interna

Politica estera

Festività


- 1 gennaio - Año Nuevo (Capodanno) (Festa nazionale)
- 2 gennaio - La Viergen de la Candelaria (Festa della Candelora)
- febbraio-marzo - Carnaval (Carnevale)
- marzo-aprile - Semana Santa (Settimana Santa): il pomeriggio del giovedì santo ed il venerdì santo sono Festa nazionale
- 1 maggio - Festa del lavoro (Festa nazionale)
- giugno - Corpus Domini: nono giovedì dopo la Pasqua.
- 24 giugno - Inti Raymi (Festa nazionale)
- 29 giugno - San Pedro y San Pablo (SS. Pietro e Paolo)) (Festa nazionale)
- 16 luglio - La Viergen del Carmen
- 28 luglio e 29 luglio - Fiestas Patria (Indipendenza del Perù) (Festa nazionale)
- 30 agosto - Santa Rosa da Lima (Patrona di Lima e delle Americhe) (Festa nazionale)
- 8 ottobre - Battaglia di Angamos.
- 18 ottobre - El Señor de los Milagros (Il Signore dei Miracoli)
- 1 novembre - Todos Santos (Ognissanti) (Festa nazionale)
- 2 novembre - Dias de los Muertos (Giorno dei morti)
- 5 novembre - Festa di Puno
- 8 dicembre - Fiesta de la Purisima Concepcion (Festa dell'Immacolata Concezione)
- 25 dicembre - Navidad (Natale) (Festa nazionale)

Bibliografia


- Alberto

1846

Eventi


- 22 giugno - Adolphe Sax brevetta il Sassofono.

Nati


- 5 maggio - Henryk Sienkiewicz, scrittore polacco
- 19 giugno - Antonio Abetti, astronomo e fisico italiano († 1928)
- 21 ottobre - Edmondo de Amicis, scrittore italiano
- 29 ottobre - Auguste Escoffier, cuoco francese († 1935)

Morti


- 17 marzo - Bessel, filosofo e matematico tedesco
- 25 agosto - Giuseppe Acerbi, esploratore italiano. 046 ko:1846년 nb:1846 th:พ.ศ. 2389



Austria

L'Austria o Repubblica austriaca (tedesco: Österreich) è una nazione dell'Europa Centrale, composta da una federazione di nove stati. È una democrazia parlamentare, entrò a fare parte dell'ONU nel 1955 e 40 anni dopo, nel 1995, aderì all'Unione Europea (UE). Confina con: Svizzera e Liechtenstein ad ovest, Italia e Slovenia a sud, Ungheria e Slovacchia ad est e Germania e Repubblica Ceca a nord.

Storia

Dopo essere stata conquistata da Romani, Unni, Longobardi, Ostrogoti, Bavari e Franchi, l'Austria finì sotto il dominio dei Babenberg dal X al XIII secolo. I Babenberg vennero quindi scalzati dagli Asburgo, la cui linea continuò a governare l'Austria fino al XX secolo. Dopo l'abolizione del Sacro Romano Impero nel 1806, venne fondato l'Impero Austriaco, che venne trasformato nel 1867 nella doppia monarchia dell'Austria-Ungheria. L'impero venne diviso in diversi stati indipendenti dopo la sconfitta delle Potenze Centrali nella prima guerra mondiale, portando l'Austria ad ottenere la forma odierna. Nel 1918 l'Austria divenne una repubblica, che durò fino al 1934, quando il cancelliere Engelbert Dollfuß stabilì la dittatura. L'Austria venne annessa alla Germania Nazista nel 1938 (il cosiddetto Anschluß). Alla fine della seconda guerra mondiale, dopo la sconfitta nazista, l'Austria venne occupata dagli Alleati fino al 1955, quando la nazione divenne nuovamente una repubblica indipendente, a condizione che rimanesse neutrale. Comunque, dopo il collasso del comunismo, in Europa Orientale, l'Austria venne sempre più coinvolta nelle questioni europee, e nel 1995, entrò a far parte dell'Unione Europea, e nella zona dell'Euro nel 1999.

Politica


- Elenco dei Presidenti della Repubblica Austriaci
- Elenco dei Cancellieri Austriaci
- Elenco degli Imperatori d'Austria Il capo di stato è un presidente federale (tedesco: Bundespräsident), egli viene votato ogni 6 anni direttamente dalla popolazione. Il presidente a sua volta vota il cancelliere federale (nella scelta può essere abbastanza libero, deve però prendere in considerazione la maggioranza del consiglio nazionale), tradizionalmente il capo del principale partito risultante dalle elezioni per il parlamento. Il parlamento austriaco consiste di due camere, il Bundesrat, che consiste di 64 rappresentanti degli stati, a seconda della popolazione, e il Nationalrat, che ha 183 membri eletti direttamente. Dopo tre decenni di partecipazione social-democratica (SPÖ) al governo, nel 2000 venne formata una coalizione di destra, consistente del conservatore Partito Popolare (ÖVP) e dal Partito della Libertà, di destra (FPÖ). Comunque, dopo qualche tumulto interno sulla politica e la leadership del partito, il Cancelliere Federale Wolfgang Schüssel (ÖVP) annunciò il 9 settembre 2002 che si sarebbero tenute elezioni generali anticipate per la fine di novembre. Nelle elezioni del 24 novembre 2002, l'ÖVP vinse con una netta vittoria (42,3% dei voti), mentre l'FPÖ venne ridotto ad un mero 10,1%. L'attuale parlamento austriaco (Nationalrat, 183 seggi) è così composto:
- 79 seggi ÖVP (Partito Popolare Austriaco) (42,3% dei voti)
- 69 seggi SPÖ (Partito socialdemocratico Austriaco) (36,51%)
- 18 seggi FPÖ (Partito della Libertà Austriaco) (10,1%)
- 17 seggi Verdi (Partito Verde Austriaco) (9,47%) Il 28 febbraio 2003, la coalizione tra ÖVP ed FPÖ venne continuata, sempre con Wolfgang Schüssel (ÖVP) come Cancelliere Federale. Il suo Vice Cancelliere fu Herbert Haupt (FPÖ) fin quando non venne rimpiazzato da Hubert Gorbach (FPÖ) il 20 ottobre 2003. In precedenza lunghissimi colloqui ("Sondierungsgespräche") si svolsero tra l'ÖVP e gli altri maggiori partiti: FPÖ, SPÖ e Verdi.

I Länder

Laender Austriaci L'Austria è composta da 9 stati federali (tedesco: Bundesländer, singolare: Bundesland) # Burgenland (Capoluogo Eisenstadt) # Carinzia (Capoluogo Klagenfurt) # Bassa Austria (Capoluogo St. Pölten) # Alta Austria (Capoluogo Linz) # Salisburghese (Capoluogo Salisburgo) # Stiria (Capoluogo Graz) # Tirolo (stato) (Capoluogo Innsbruck) # Vorarlberg (Capoluogo Bregenz) # Vienna

Geografia

L'occidente e il meridione del paese sono costituiti dalle Alpi austriache che ne fanno una meta sciistica di fama mondiale. Il monte più alto è il Großglockner (3798 m), seguito dalla Wildspitze (3774 m). L'Austria è montuosa per il 60% circa. La parte nord ed est è invece composta da terreno collinare. Il clima è temperato, gli inverni sono abbastanza rigidi mentre nei mesi da luglio a settembre le temperature si aggirano su i 25-35 gradi C. Il Paese è tra i più boschivi d'Europa, in quanto il 47% del territorio lo è.

Principali città

Le città principali sono la capitale Vienna e i capoluoghi dei vari Bundesländer: St. Pölten, Linz, Salisburgo, Innsbruck, Bregenz, Klagenfurt, Graz ed Eisenstadt.

Economia

L'Austria, con la sua economia di mercato ben sviluppata e la sua alta qualità della vita, è strettamente legata alle altre economie dell'Unione Europea, specialmente a quella tedesca. L'appartenenza all'UE ha portato un influsso di investitori esteri attratti dall'accesso austriaco al mercato unico e alla sua vicinanza ai nuovi membri dell'UE. La lenta crescita della Germania e del resto del mondo ha influenzato l'Austria, rallentandone la crescita all'1,2% in 2001. Per incontrare la crescente competizione dei paesi UE e dell'Europa Centrale, l'Austria necessiterà di incrementare i settori economici più legati al know-how, continuare la deregulation del settore dei servizi, ed abbassare il carico fiscale. Si allevano bovini e si coltivano barbabietole da zucchero,cereali ecc... Particolarmente sviluppata è la coltura delle viti con cui si fanno degli ottimi vini leggerissimi. know-how

Demografia

Circa il 90% della popolazione austriaca è di provenienza bavarese, il restante 10% proviene principalmente dalle nazioni circostanti: ungheresi (che sono fluiti durante l'impero austro-ungarico) e slavi. Gli stati federali di Carinzia e Stiria ospitano una significativa minoranza (indigena) slovena di circa 18.000 membri. I cosiddetti "lavoratori ospiti" (Gastarbeiter) e i loro discendenti, formano anch'essi un importante mi