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| 11 Dicembre |
11 dicembre
L'11 dicembre è il 345° giorno del Calendario Gregoriano (il 346° negli anni bisestili).
Mancano 20 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1205 - John Grey, Vescovo di Norwich, viene eletto Arcivescovo di Canterbury.
- 1792 - Re Luigi XVI di Francia viene processato per tradimento.
- 1816 - L'Indiana diventa il 19° stato degli USA.
- 1816 - Gli abitanti di Ginevra, in Svizzera respingono l'attacco dei Savoia.
- 1901 - Guglielmo Marconi invia il primo segnale radio transatlantico dalla Cornovaglia a Terranova.
- 1917 - La Lituania dichiara l'indipendenza (Regno di Lituania).
- 1931 - Lo Statuto di Westminster dà la completa indipendenza legislativa a Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Irlanda e Terranova.
- 1937 - L'abdicazione di Edoardo VIII da Re del Regno Unito diventa effettiva.
- 1937 - L'Italia esce dalla Società delle Nazioni.
- 1941 - Germania e Italia dichiarano guerra agli Stati Uniti.
- 1944 - La JCI (Junior Chamber International) viene fondata a Città del Messico.
- 1946 - Viene fondato l'UNICEF.
- 1954 - Viene fondata la American Nuclear Society.
- 1958 - L'Alto Volta dichiara l'indipendenza dalla Francia.
- 1970 - John Lennon pubblica il classico album Plastic Ono Band.
- 1971 - Viene fondato il Partito Libertario degli Stati Uniti.
- 1972 - L'Apollo 17 sbarca sulla Luna.
- 1981 - Ultimo incontro di Mohammed Ali – perde contro Trevor Berbick.
- 1981 - Il peruviano Javier Pérez de Cuéllar diventa Segretario generale delle Nazioni Unite.
- 1981 - L'esercito salvadoregno massacra 900 persone nel Massacro di El Mozote
- 1991 - Nasce a Maastricht l'Unione Europea.
- 1994 - Inizia l'intervento militare russo in Cecenia.
- 1994 - Una piccola bomba esplode sul Volo 434 della Philippine Airlines, uccidendo un uomo d'affari giapponese. L'attentato era una prova sul campo fatta da Ramzi Yousef per testare gli esplosivi che sarebbero stati usati nel Progetto Bojinka, un attacco terroristico scoperto a causa di un incendio in un'abitazione.
- 2001 - La polizia interviene e fa cessare le attività degli hacker dell'organizzazione DrinkOrDie.
- 2001 - La Repubblica Popolare Cinese entra nella World Trade Organization.
Nati
- 1465 - Ashikaga Yoshihisa, shogun Ashikaga († 1489)
- 1475 - Papa Leone X († 1521)
- 1725 - George Mason, patriota statunitense († 1792)
- 1781 - Sir David Brewster, fisico († 1868)
- 1801 - Christian Dietrich Grabbe, scrittore († 1836)
- 1803 - Hector Berlioz, compositore († 1869)
- 1810 - Alfred de Musset, poeta († 1857)
- 1843 - Robert Koch, batteriologo, Premio Nobel per la medicina 1905 († 1910)
- 1863 - Annie Jump Cannon, astronoma († 1941)
- 1873 - Josip Plemelj, matematico († 1967)
- 1882 - Max Born, fisico tedesco Premio Nobel per la fisica 1954 († 1970)
- 1882 - Fiorello LaGuardia, sindaco di New York († 1947)
- 1882 - Subramanya Bharathy, poeta indiano tamil († 1921)
- 1883 - Victor McLaglen, attore († 1959)
- 1890 - Mark Tobey, pittore († 1976)
- 1905 - Gilbert Roland, attore († 1994)
- 1908 - Elliott Carter, compositore contemporaneo americano
- 1911 - Naguib Mahfouz, scrittore egiziano, Premio Nobel per la letteratura 1988
- 1912 - Carlo Ponti, produttore cinematografico italiano
- 1913 - Jean Marais, attore († 1998)
- 1918 - Aleksandr Solzhenitsyn, scrittore russo, Premio Nobel per la letteratura1970
- 1919 - Marie Windsor, attrice († 2000)
- 1920 - Big Mama Thornton, cantante († 1984)
- 1924 - Doc Blanchard, vincitore del Trofeo Heisman
- 1925 - Paul Greengard, scienziato, Premio Nobel per la medicina 2001
- 1930 - Jean-Louis Trintignant, attore
- 1931 - Rita Moreno, cantante, ballerina, attrice
- 1935 - Pranab Mukherjee, politico indiano
- 1936 - Taku Yamasaki, politico giapponese
- 1939 - Tom Hayden, politico statunitense
- 1943 - John Kerry, politico statunitense
- 1944 - Booker T. Jones, musicista
- 1944 - Brenda Lee, cantante
- 1948 - Allan Martin, giocatore di rugby gallese
- 1950 - Christina Onassis armatrice († 1988)
- 1954 - Jermaine Jackson, musicista
- 1958 - Nikki Sixx, musicista
- 1962 - Denise Biellmann, pattinatrice svizzera
Morti
- 384 - Papa Damaso I
- 1282
- Llywelyn l'Ultimo, Principe di Galles
- Michele VIII di Bisanzio
- 1285 - Pietro d'Aragona, re di Sicilia
- 1474 - Enrico IV di Castiglia
- 1628 - Cesare d'Este
- 1694 - Ranuccio II Farnese
- 1843 - Casimir Delavigne, scrittore francese
- 1918 - Ivan Cankar, poeta sloveno
- 1920 - Olive Schreiner, scrittore (n. 1855)
- 1938 - Christian Lous Lange, pacifista norvegese, Premio Nobel
- 1941 - John Gillespie Magee, Jr., poeta ed aviatore statunitense (n. 1922)
- 1945 - Charles Fabry, fisico
- 1950 - Leslie Comrie, astronomo e informatico (n. 1893)
- 1964 - Sam Cooke, cantante (n. 1931)
- 1978 - Vincent du Vigneaud, chimico americano, Premio Nobel
- 1996 - Willie Rushton, comico, satirico, attore e fumettista britannico (n. 1937)
- 1997 - Simon Jeffes, compositore e musicista britannico
- 2003 - Ahmadou Kourouma, scrittore della Costa d'Avorio
- 2003 - Paulos Tzadua, cardinale cattolico etiope
- 2005 - Richard Pryor, attore statunitense (n. 1940)
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Damaso I Papa
- Santa Maria Maravillas de Jesus, religiosa, fondatrice
- San Savino di Piacenza, vescovo
Laiche
- Argentina - Giorno del tango
11
ja:12月11日
ko:12월 11일
ms:11 Disember
simple:December 11
th:11 ธันวาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Luigi XVI di Francia
Luigi XVI di Francia (23 agosto 1754 - 21 gennaio 1793), fu Re di Francia e di Navarra dal 1774 al 1791, mentre dal 1791 al 1792 fu solo Re di Francia.
Sospeso ed arrestato durante l'insurrezione del 10 agosto, venne processato dalla Convenzione Nazionale, trovato colpevole di tradimento col nemico, e ghigliottinato il 21 gennaio 1793. Inizialmente amato dal popolo, la sua indecisione e il suo conservatorismo portarono il popolo a rifiutarlo e ad odiarlo come simbolo della tirannia percepita dei precedenti re di Francia. Durante la rivoluzione francese, gli venne dato il cognome Capeto (un erroneo riferimento a Ugo Capeto fondatore della dinastia), e venne chiamato "Luigi Capeto", nel tentativo di desecrare il suo status di Re. Era anche soprannominato "Louis le Dernier" (Luigi l'Ultimo), un uso derisorio della tradizione di dare un soprannome ai re francesi. Oggi, gli storici e i francesi in generale hanno un'opinione più dettagliata di Luigi XVI, che viene visto come un uomo onesto, che desiderava il bene della nazione, ma che era probabilmente inadatto al compito erculeo di riforma della monarchia, e che venne usato come capro espiatorio dai rivoluzionari.
Luigi XVI successe al nonno (Luigi XV di Francia) come Re di Francia il 10 maggio 1774 e venne incoronato l'11 giugno 1775. Suo padre, il delfino Luigi, figlio di Maria Leszczynska, era morto nel 1765. Luigi XVI era il terzo figlio di suo padre con Maria Giuseppina di Sassonia.
Il 16 maggio 1770 Luigi sposò Maria Antonietta, figlia di Francesco I del Sacro Romano Impero e di Maria Teresa d'Austria, una Asburgo. Ebbero quattro figli:
- Principessa Maria-Teresa Carlotta (20 dicembre 1778 - 19 ottobre 1851);
- Luigi-Giuseppe-Saverio-Francesco (22 ottobre 1781 - 4 giugno 1789);
- Luigi-Carlo (27 marzo 1785 - 8 giugno 1795);
- Sofia-Beatrice (9 luglio 1786 - 19 giugno 1787).
Il governo francese era fortemente indebitato, le riforme radicali di Turgot e Malesherbes scontentarono i nobili (parlements), Turgot venne licenziato e de Malesherbes si dimise nel 1776 per essere sostituito da Jacques Necker. Luigi appoggiò la rivoluzione americana nel 1778, ma col Trattato di Parigi (1783) i francesi ottennero poco, se non si conta un'ulteriore aggiunta all'enorme debito nazionale. Necker si dimise nel 1781 per essere sostituito da de Calonne e de Brienne, prima di essere richiamato nel 1788. Venne ricercata un'altra riforma delle tasse, ma la nobiltà oppose resistenza nel corso dell'Assemblea dei Notabili (1787).
1788
Nel 1788 Luigi ordinò la prima elezione degli Stati Generali dal 1614, allo scopo di far approvare le riforme monetarie. L'elezione fu uno degli eventi che trasformarono il malessere generale nella rivoluzione francese, che iniziò nel giugno 1789. Il Terzo Stato si era autoproclamato come Assemblea Nazionale; i tentativi di Luigi di controllarla produssero come conseguenza il Giuramento della pallacorda (20 giugno), la dichiarazione dell'Assemblea Nazionale Costituente il 9 luglio, e la presa della Bastiglia il 14 luglio. In ottobre la famiglia reale venne costretta a spostarsi nel Palazzo delle Tuileries a Parigi.
Luigi era molto popolare e accomodante nei conronti delle riforme sociali, politiche ed economiche della rivoluzione. Studi recenti hanno concluso che Luigi soffriva di depressione clinica che lo lasciava soggetto a scoppi di grave indecisione, durante i quali la moglie, la meno intelligente e più impopolare Maria Antonietta, assumeva in effetti la responsabilità di agire per la Corona. I principi rivoluzionari della sovranità popolare, benche centrali per i principi democratici dell'epoca successiva, segnarono una rottura decisiva rispetto al principio della monarchia assoluta che vedeva il trono e l'altare come cuore del governo. Come risultato, la rivoluzzione venne avversata da quasi tutta la precedente elite di governo francese, e da praticamente tutti i governi europei. Anche alcune figure di spicco dell'iniziale movimento rivoluzionario erano dubbiose sui principi del controllo popolare del governo. Alcune di esse, soprattutto Honoré Mirabeau, complottarono segretamente per ripristinare il potere della Corona in una nuova forma costituzionale.
Comunque, la morte improvvisa di Mirabeau e la depressione di Luigi, indebolirono fatalmente questi sviluppi. Mentre Luigi non era neanche lontanamente reazionario come i suoi fratelli: il Conte d'Artois e il Conte di Provenza, ed inviò ad essi ripetuti messaggi pubblici e privati che li richiamavano a fermare i tentativi di lanciare un contro-colpo (spesso attraverso il suo reggente nominato segretamente, l'ex ministro de Brienne), egli si sentì alienato dal nuovo governo sia per la sua sfida al ruolo tradizionale del monarca, sia per il trattamento riservato a lui e alla sua famiglia. Era in particolare irritato dal fatto di essere tenuto praticamente prigioniero nelle Tuileries, dove la moglie venne costretta in modo umiliante ad avere dei soldati rivoluzionari nella sua camera da letto privata, che la sorvegliavano mentre dormiva, e dal rifiuto del nuovo regime di permettergli di avere sacerdoti e confessori cattolici di sua scelta, piuttosto che i "sacerdoti costituzionali" crati dalla rivoluzione.
Il 21 giugno 1791, Luigi tento la fuga in segreto da Parigi con la famiglia, nella speranza di costringere la rivoluzione ad una svolta moderata, più di quanto fosse possibile restando nella Parigi radicale, ma pecche nel piano di fuga causarono ritardi sufficenti a far si che venissero riconosciuti e catturati a Varennes. Luigi venne ricondotto a Parigi dove rimase nominamlente come monarca costituzionale, ma in realtà agli arresti domiciliari, fino al 1792.
Il 25 luglio 1792, Carlo Guglielmo Ferdinando, Duca di Brunswick-Luneburg, comandante delle forze prussiane, pubblicò un manifesto (il cosidetto Manifesto di Brunswick), nel quale minacciava gli abitanti di Parigi con una vendetta esemplare se fosse stato recato danno alla famiglia reale, e minacciava il popolo francese con una punizione esemplare se avesse opposto resistenza all'esercito imperiale e prussiano o al reinsediamento forzato della monarchia. Il manifesto venne preso come prova definitiva di una collusione tra Luigi e le potenze straniere in una cospirazione contro il suo stesso paese. Luigi venne arrestato uficialmente il 13 agosto 1792. Il 21 settembre 1792, l'Assemblea Nazionale dichiarò che la Francia era una repubblica.
Luigi venne processato (dall'11 dicembre 1792) e accusato di alto tradimento davanti all'Assemblea Nazionale. Venne condannato a morte (17 gennaio 1793) per ghigliottina con 361 voti favorevoli, 288 contrari e 72 astenuti.
Re Luigi XVI venne ghigliottinato davanti ad una folla festante il 21 gennaio 1793. Alla sua morte, il figlio di soli otto anni, Luigi-Carlo di Francia, divenne automaticamente, per i monarchici e gli stati internazionali, il Re de jure Luigi XVII di Francia. Sua moglie, Maria Antonietta, lo seguì sulla ghigliottina il 16 ottobre 1793. Mori come cittadino Luigi Capeto.
categoria:sovrani francesi
categoria:biografie
ja:ルイ16世 (フランス王)
ko:루이 16세
Indiana
L'Indiana (che significa "Terra degli Indiani""), è uno stato degli USA, la cui capitale è Indianapolis. Gli abitanti dell'Indiana vengono chiamati Hoosier.
ja:インディアナ州
ko:인디애나 주
simple:Indiana
th:มลรัฐอินดีแอนา
1816
Eventi
- Nell'emisfero settentrionale si verificano anormalità climatiche dovute all'abbassamento della temperatura causato dall'eruzione del vulcano Monte Tambora avvenuta nel 1815. In particolare nell'Europa settentrionale vengono perduti i raccolti e l'anno viene ricordato come anno senza estate o anno della miseria.
Nati
Morti
016
ko:1816년
ms:1816
simple:1816
Svizzera
La Svizzera (ted. Schweiz, fr. Suisse, romancio Svizra) è uno stato dell'Europa centrale.
Confina a nord con la Germania, a est con il Liechtenstein e l'Austria, a sud con l'Italia, a ovest con la Francia.
Il nome ufficiale è Confederazione Svizzera, ted. Schweizerische Eidgenossenschaft, fr. Confédération Helvétique, romancio Confederaziun Svizra, lat. Confoederatio Helvetica, da cui la sigla CH.
La capitale è Berna, che è anche capitale dell'omonimo cantone.
La Svizzera è una repubblica federale.
Le lingue ufficiali sono tedesco, francese e italiano. Inoltre il romancio ha lo status di quarta lingua nazionale.
Storia
La regione dell'attuale Svizzera fu occupata nell'antichità dalle genti celtiche degli Elvezi a nord delle Alpi e dei Rezi a sud. La Rezia fu intensamente romanizzata durante l'Impero (corrisponde grossomodo all'attuale cantone dei Grigioni). La storia della Svizzera ha inizio il primo agosto del 1291 quando i rappresentanti delle comunità montane di Uri, Nidvaldo e Svitto si riunirono sul prato del Rütli, sulle sponde del Lago dei Quattro Cantoni, e stipularono il giuramento di alleanza eterna che costituisce la nascita della Confederazione. Il patto del Rütli costituiva una lega difensiva volta ad estromettere dalle valli gli Asburgo. A Morgarten (1315), Sempach (1386) e Näfels (1388) la fanteria confederata inflisse tre clamorose sconfitte agli Austriaci. Nel contempo nuovi cantoni aderivano alla confederazione: Con l'adesione di Lucerna, Zurigo, Glarona, Zugo e Berna si costituisce la cosidetta Confederazione degli Otto Cantoni. Nel corso del XV secolo gli Svizzeri assoggettano i territori di Appenzello, Argovia e Turgovia e ottengono l'alleanza di Ginevra, Vallese, San Gallo e Grigioni. Nel XVI secolo Carlo il Temerario di Borgogna è sconfitto a Grandson e Morat. Adesione di Friburgo e Soletta. Nel 1501 aderisce Basilea. Intanto Uri, con l'aiuto di Untervaldo, passa a sud delle Alpi e conquista la valle settentrionale del fiume Ticino. Nel corso del secolo dilaga anche in Svizzera la Riforma Protestante introdotta da Ulrico Zwingli. Le guerre di religione che infuriano in tutta l'Europa non risparmiano il paese (lo stesso Zwingli muore sul campo di battaglia). Berna conquista il Vaud e vi diffonde il Protestantesimo. Nel 1648 con la Pace di Westfalia viene riconosciuta l'indipendenza della Svizzera nei confronti dell'Impero. Nel 1798 la Svizzera è invasa dalle truppe rivoluzionarie francesi e trasformata in una repubblica unitaria. Non ci sono più territori soggetti ma solo cantoni (nascita dei cantoni Argovia, Grigioni, San Gallo, canton Turgovia, Canton Ticino, Vaud). Nel 1847 i cantoni conservatori-cattolici costituiscono una propria lega (Sonderbund). La Guerra del Sonderbund è rapidamente vinta dai cantoni liberali. Nel 1848 entra in vigore una nuova costituzione. La Svizzera, da confederazione di stati, diventa uno stato federale sul modello degli Stati Uniti. Nel 1977 Il Canton Giura si stacca da Berna e diventa il 26.o cantone. Nel 1971 in un referendum gli elettori maschi decidono che anche le donne hanno diritto al voto. Elisabeth Kopp del Partio Radical-Democratico è la prima donna eletta ministro. Nel 1986 in un plebiscito gli elettori rifiutano di entrare nelle Nazioni Unite. Nel 1992 rifiutano di partecipare all'area economica europea. In questa occasione il paese si divide tra la Romandia (Svizzera Francese) favorevole a un'integrazione nell'Europa Unita e la Svizzera Tedesca e Italiana che vogliono mantenere la separazione culturale ed economica dagli "Europei". Si dice che la Svizzera Tedesca tema la Germania e la Svizzera Italiana tema l'Italia. Un accordo è invece raggiunto con le maggiori organizzazioni capitalistiche mondiali, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. In seguito ad accuse da parte di organizzazioni ebraiche americane, secondo le quali, beni depositati da cittadini ebrei in banche svizzere, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale non sarebbero stati restituiti ai legittimi proprietari, due delle maggiori banche del paese patteggiano nel 1998 il pagamento di $1,25 miliardi alle suddette organizzazioni per essere distribuiti alle famiglie delle vittime dell'Olocausto. Nel 1999 Ruth Dreifuss è la prima donna presidente. L'entrata ufficiale della Confederazione nelle Nazioni Unite è avvenuta il 10 settembre 2002.
Geografia
Geografia fisica
Morfologia
La Svizzera occupa tre regioni morfologichea: il Giura, l'altopiano centrale (Mittelland) e le Alpi. Le Alpi svizzere hanno il loro fulcro nel Massiccio del San Gottardo da cui originano il Reno e il Rodano. Sempre dal San Gottardo nascono gli altri principali fiumi svizzeri, il Ticino, la Reuss e l'Aar. Dal Maloja nasce l'Inn.
Religione
Le religioni prevalenti in Svizzera sono la cattolica (41,8%) e la protestante (35,3%).
Vedi anche:
- Chiesa cattolica svizzera
Geografia politica
La Svizzera è la più antica democrazia del mondo. Politicamente è una confederazione di 26 cantoni. La maggioranza dei cantoni sono coestensivi con gli omonimi stati (p.es. Repubblica e Cantone del Ticino, République et Canton de Neuchâtel); sei di essi (Obvaldo e Nidvaldo, Basilea Città e Campagna, Appenzello Interno ed Esterno) sono considerati in pratica mezzi cantoni: uniti a due a due, dànno vita a uno stato e cantone (risp. Untervaldo, Basilea e Appenzello).
( - ) semicantone: i semicantoni Appenzello Esterno e Interno formano il Canton Appenzello, Basilea Città e Basilea Campagna formano il Canton Basilea, Nidvaldo e Obvaldo formano Untervaldo.
A livello federale il potere legislativo è esercitato da due camere, il Consiglio Nazionale e il Consiglio degli Stati (elaborate sul modello del Congresso americano). I cantoni svizzeri mantengono gran parte della loro sovranità. In alcuni piccoli cantoni (Appenzello, Glarona e Untervaldo) è ancora in vigore la pratica della Landsgemeinde: l'assemblea dei cittadini si riunisce all'aperto e vota per alzata di mano.
Le lingue ufficiali della Svizzera sono tre: il tedesco, nella pratica lo svizzero-tedesco (Schwyzertüetsch) (65% della popolazione), il francese (dialetti francoprovenzali) (18%) e l'l'italiano (dialetti lombardi) (12%). A queste si aggiunge il romancio (meno dell'1%) che è lingua nazionale, non ufficiale.
Geografia economica
Risorse
Trasporti
La rete di trasporti in Svizzera è molto ben sviluppata: le ferrovie coprono in modo capillare tutto il territorio. Il tariffario è unificato tra treni, bus, battelli, funivie, ecc. Da una biglietteria automatica delle Ferrovie Federali Svizzere è possibile selezionare qualsiasi destinazione, anche di un'altra compagnia di trasporti. Un sistema d'orario cadenzato fu istituito già negli anni '70-'80. Dal 2005 un sistema di nodi in corrispondenza dei principali centri ha migliorato la connettività tra le regioni. Tutti i treni, siano essi regionali o di lunga percorrenza, entrano in stazione nei 10 minuti che precedono l'ora in punto per poi ripartire nei 10 minuti successivi. Sulle linee principale circolano dei treni ogni mezz'ora.
Turismo
Esportazioni
Importazioni
Cultura
Istruzione
Sanità
Ambiente
Flora
La vegetazione è tipicamente alpina e segue le fascie di altitudine. Le foreste di latifoglie arrivano fino a circa 1500 metri.
Fauna
Arte
Architettura
Pittura e scultura
Letteratura
Poesia
Romanzo
Teatro
Musica
Politica
Politica interna
La base della Confederazione è nella Costituzione del 1848, la quale è stata modificata nel 1874 ed è rimasta inalterata fino alla votazione del 1999, quando il popolo adottò una magna charta totalmente rinnovata.
Politica estera
La Svizzera e l'Unione Europea
In generale la Svizzera affronta la politica europea, così come quella estera, con prudenza e pragmatismo.
Dopo il fallimento di alcuni referendum su un eventuale adesione, la Svizzera ha scelto una via bilaterale (basata cioé su accordi bilaterali).
Nel 2000 un importante pacchetto di accordi sulla libera circolazione delle persone ha avuto l'avallo popolare. Nel giugno del 2005 la Svizzera ha aderito a Schenghen, negoziandone l'attuazione pratica in modo di mantenere controlli saltuari alle frontiere, e reclamando un eventuale diritto di rescissione. Il 25 settembre 2005, un altro referendum ha esteso i precedenti accordi bilaterali ai 10 Paesi entrati nell'UE nel 2004.
Bibliografia
Voci correlate
Città
- Airolo
- Altdorf
- Ascona
- Baden
- Basilea
- Bellinzona
- Berna
- Biasca
- Bienna (Biel/Bienne)
- Bivio
- Bosco/Gurin
- Brienz
- Briga (Brig)
- Carouge
- Celerina/Schlarigna
- la Chaux-de-Fonds
- Chiasso
- Coira (Chur)
- Crans-sur-Sierre
- Davos
- Delémont
- Disentis/Mustér
- Einsiedeln
- Friburgo
- Ginevra
- Glarona
- Göschenen
- Gstaad
- Herisau
- Interlaken
- Kriens
- Landquart
- Leuk (Loèche)
- Liestal
- Losanna
- Locarno
- Lucerna
- Lugano
- Martigny
- Mendrisio
- Mesocco (Misox)
- Montana (Svizzera)
- Montreux
- Morat (Murten)
- Neuchâtel
- Nyon
- Olten
- Pontresina (Puntraschigna)
- Porrentruy
- Poschiavo
- Saas
- Samedan
- San Gallo
- Sankt Moritz (San Murezzan)
- Sciaffusa
- Sierre
- Silvaplana (Silvaplauna)
- Sion (Sitten)
- Scuol (Schuls)
- Spluga (Splügen)
- Stans
- Stein am Rhein
- Svitto
- Tarasp-Vulpera
- Thun
- Thusis
- Vevey
- Wiznau
- Yverdon-les-Bains
- Winterthur
- Zermatt
- Zugo
- Zurigo
Fiumi
- Aar
- Reno
- Rodano
- Ticino
Collegamenti esterni
Circoli Svizzeri in Italia
- [http://rivierasvizzera.duemetri.com Circolo Svizzero della Riviera di Ponente]
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Casa Savoia
La Casa Savoia è una dinastia che tradizionalmente aveva i suoi domini in Savoia, e che divenne la casa regnante del Regno d'Italia, dalla sua fondazione nel 1861 all'istituzione della Repubblica Italiana nel 1946.
Le origini
I pochi documenti che riguardano le origini di Casa Savoia sono soggetti a varie interpretazioni e dall'epoca di Amedeo VIII (XV secolo), fino al XIX secolo vennero sempre escogitati criteri di giustificazione di tipo politico, con l'avallo di genealogisti compiacenti. In un primo tempo fu necessario giustificare il titolo ducale ottenuto appunto da Amedeo VIII nel 1416: si trovò quindi uno scrittore - il cronista medioevale Jean d'Ormeville, vissuto nel XV secolo - che fece discendere la casa di Savoia dall'imperatore Ottone II di Sassonia.
Nel secolo successivo, invece, gli interessi politici della dinastia erano collegati alla sua posizione in seno al impero e si trovarono altri studiosi (G. Botero, G. Monod e soprattutto Guichenon) che, pur mantenendo la tradizione sassone, fecero risalire le origini della famiglia addirittura a Vitichindo, lo strenuo difensore dell'indipendenza dei Sassoni contro Carlo Magno.
Più tardi, orientatasi la politica sabauda verso l'Italia, si ebbe interesse a dimostrare l'origine italiana della casa sabauda; per questo diversi studiosi (G. F. Napione nel XVIII secolo, L. Cibrario nel XIX secolo e altri) volsero le loro attenzioni all'ultimo sovrano del regno italico dell'alto Medioevo e, sia pure con soluzioni varianti nei dettagli, ne trovarono il capostipite in Berengario II d'Ivrea. Questi era stato deposto da Ottone I nel 961, pertanto era vittima di quella famiglia da cui un tempo i Savoia credevano o volevano discendere. Una soluzione locale, borgognona, ideata da D. Carutti nel XIX secolo e fondata sull'esistenza di un paio di Amedeo e di Umberto, è altrettanto ipotetica.
Nel XX secolo l'origine fu invece ricercata o nella dinastia provenzale collegata a un carolingio (C. W. Previté Orton, Baudi di Vesme, F. Gabotto e altri) o a una famiglia del Viennese discendente, per linea femminile, da Lotario II di Lotaringia, anche lui un carolingio (G. de Manteyer).
Queste presunte origini sono state oggi respinte dai più importanti studiosi (F. Cognasso, Maria José di Savoia) come pure congetture. L'unico punto sicuro di partenza della dinastia è il conte Umberto I Biancamano (m. 1048), che, già signore delle contee di Savoia (1003?), di Belley, Sion e Aosta, al disgregarsi del regno di Borgogna (1032) si schierò dalla parte di Corrado II ottenendone in premio la contea di Moriana in Val d'Isère (ca. 1034).
A lui succedettero i figli Amedeo I detto Coda (m. ca. 1051) e Oddone (m. 1060), il quale ultimo, sposando Adelaide, figlia ed erede di Ulderico Manfredi signore di Torino, Susa, Ivrea, Pinerolo e Caraglio, ingrandì notevolmente i suoi domini in Piemonte. Da lui nacquero Berta (1051-1087) e Adelaide (m.
1079), future mogli di Enrico IV e di Rodolfo di Svezia, e i successori Pietro I (ca. 1048-1078) e Amedeo II (m. 1080) che esercitarono però un potere più che altro nominale, giacché l'effettivo governo dello Stato rimase nelle salde mani di Adelaide fino alla sua morte.
La corona passò quindi in linea diretta maschile a Umberto II il Rinforzato (m. 1103) che si vide usurpare molti dei territori piemontesi da ribelli e pretendenti all'eredità di Adelaide, ad Amedeo III (ca. 1094 - 1148), la cui sorella Adelaide (1092 - 1154) sposò nel 1115 il re di Francia Luigi il Grosso e la cui figlia Matilde (o Mafalda; m. 1158) andò in moglie ad Alfonso I del [[Portogallo]] (ca. [[1146), poi a Umberto III il Beato (1136 - 1189), fieramente avverso al Barbarossa e per questo messo al bando dell'Impero, e infine a Tommaso I (1178 - 1233) che, nominato vicario imperiale da Federico II (1225), iniziò a ristabilire i domini della casata in Piemonte e ampliò i possessi d'Oltralpe.
Alla morte di Tommaso I gli antagonismi da tempo serpeggianti tra i membri della famiglia portarono (1233) alla divisione dei possessi tra Amedeo IV (ca. 1197 - 1253), che mantenne oltre al dominio diretto sui beni di Francia la superiorità feudale e il titolo di conte di Savoia, e il fratello Tommaso II, che ricevette dal primo le terre d'Italia da Avigliana in giù e assunse il titolo di principe di Piemonte.
Ad Amedeo IV, la cui figlia primogenita Beatrice (m. ante 1259) aveva sposato nel 1247 Manfredi di Hohenstaufen poi re di Sicilia, succedette Bonifacio (1244 - 1263), sotto reggenza della madre Cecilia del Balzo sino al 1259; alla sua morte gli subentrò (contro la volontà del padre che aveva stabilito gli succedesse Tommaso II, figlio primogenito di Tommaso I) prima lo zio Pietro II detto il Piccolo Carlo Magno (1203 - 1268) e poi Filippo I (1207 - 1285), fratello del precedente.
Dopo di lui salì al trono nel 1285 Amedeo V il Grande, (1252/53 - 1323), figlio secondogenito di Tommaso II, ma le opposizioni dei parenti a lui contrari vennero sopite soltanto in seguito a una decisione arbitrale del 1285 che portò a un'ulteriore divisione dei beni della casa. In base ad essa ad Amedeo V e ai suoi discendenti maschi venne infatti riconosciuta la contea di Savoia e la superiorità feudale su ogni ramo della famiglia; il paese di Vaud venne assegnato al fratello di Amedeo, Ludovico I (1250 - 1302), che diede in tal modo origine alla linea dei Savoia-Vaud - estintasi poi nel 1359 quando Caterina (m. 1373), figlia di Ludovico II (ca. 1269- 1348), cedette per denaro i suoi possessi ad Amedeo VI -, e una parte del Piemonte (gli altri due terzi rimasero nominalmente ad Amedeo V) venne confermata al nipote di Tommaso II, Filippo I (1274 - 1334), iniziatore della linea che fu detta dei Savoia-Acaia in seguito al suo matrimonio (1301) con Isabella di Villehardouin erede del principato di Acaia.
Ad Amedeo V succedettero i due figli maschi: prima Edoardo il Liberale (1284 - 1329) e poi Aimone il Pacifico (1291 - 1343), mentre una delle loro sorelle, Anna, nel 1326 andò in moglie ad Andronico III Paleologo imperatore bizantino.
Dopo Aimone, la cui secondogenita Bianca nel 1350 sposò Galeazzo II Visconti, salì al potere nel 1343 Amedeo VI detto il Conte Verde (1334 - 1383), marito di Bona di Borbone e abile politico che nel 1359 riuscì a riannettere alla corona le terre di Vaud.
A lui succedettero in linea diretta Amedeo VII detto il Conte Rosso (1360 - 1391), la cui tragica morte determinò violente lotte tra la madre e la moglie Bona di Berry; Amedeo VIII detto il Pacifico (1383 - 1451), che unì definitivamente il Piemonte ai domini aviti dopo l'estinzione del ramo di Acaia (1418) e assunse per primo il titolo di Duca di Savoia (1416); Ludovico (1413 - 1465), luogotenente per conto del padre dal 1434 e vano pretendente alla successione di Filippo Maria Visconti che nel 1428 aveva sposato sua sorella Maria (1411 - 1469); Amedeo IX il Beato (1435 - 1472), una sorella del quale, Carlotta (1445 - 1483), sposò nel 1451 il delfino di Francia, il futuro re Luigi XI; e infine Filiberto I il Cacciatore (1465 - 1482) sotto reggenza della madre Iolanda di Francia, sorella di Luigi IX; questi fu continuamente insidiato dai parenti che si impadronirono a più riprese delle sue terre.
A Filiberto subentrò il fratello Carlo I il Guerriero (1468 - 1490) che nel 1485 assunse anche il titolo di Re di Cipro e di Gerusalemme cedutogli da Carlotta di Lusignano moglie del fratello di Amedeo IX, Ludovico di Savoia.
A lui succedette Carlo Giovanni Amedeo detto anche Carlo II (1489 - 1496) che, morto ancora bambino, lasciò il ducato al prozio, conte di Bresse, Filippo II il Senza Terra (1443 - 1497), cui seguirono i figli Filiberto II il Bello (1480 - 1504) che lasciò l'amministrazione dello Stato al fratellastro Renato detto il Gran Bastardo e Carlo III (o II) il Buono (1486 - 1553) che perse quasi tutti i suoi possessi durante le guerre tra Francia e Spagna.
Uno dei fratelli di quest'ultimo, Filippo (1490 - 1533), venne investito da Francesco I del ducato di Nemours (1528) e diede inizio al ramo dei Savoia-Nemours, che fu reso illustre da Giacomo e da Enrico e che si estinse nel 1659 con suo nipote Enrico (1625 - 1659).
A Carlo III succedette il figlio Emanuele Filiberto detto Testa di Ferro (1528 - 1580), marito di Margherita di Valois e restauratore dello Stato sabaudo. Dopo la sua morte ebbe il ducato dal 1580 il figlio Carlo Emanuele I (1562 - 1630) da cui nacquero, tra gli altri, Emanuele Filippo (1586 - 1605), morto precocemente; Vittorio Amedeo I (1587 - 1637), suo successore dal 1630; Filiberto (1588-1624), valoroso generale al servizio della Spagna, che nel 1614 sventò il tentativo di sbarco in Sicilia dei Turchi; Maurizio, cardinale; e Tommaso Francesco, iniziatore delle linee dei Savoia-Carignano e Savoia-Soissons.
Alla morte di Vittorio Amedeo I, che lasciò lo Stato praticamente vassallo di Luigi XIII, tenne la reggenza la vedova Cristina di Francia detta Madama Reale, che dovette combattere accanitamente con Maurizio e Tommaso Francesco per conservare la corona ai figli Francesco Giacinto (1632 - 1638) e Carlo Emanuele II (1634 - 1675).
A Carlo Emanuele II succedette nel 1675 il figlio Vittorio Amedeo II (1666 - 1732), che rafforzò i suoi domini e nel 1713 ottenne la corona di Sicilia commutata poi nel 1720 con quella di Sardegna.
Dopo la sua abdicazione (1730) gli succedette Carlo Emanuele III (1701 - 1773), re di Sardegna dal 1730, che portò i confini dello Stato sino al Ticino e le cui sorelle Adelaide (1685 - 1712) e Maria Luisa Gabriella (1688 - 1714) sposarono rispettivamente Luigi di Borbone, duca di Borgogna (1697) e Filippo V Re di Spagna (1701).
Al nuovo re, dal 1773 Vittorio Amedeo III (1726 - 1796), che fu battuto da Napoleone e dovette assoggettarsi all'umiliante Trattato di Cherasco, subentrarono poi l'uno dopo l'altro i figli Carlo Emanuele IV (1751 - 1819), privato di tutti i possessi del Piemonte, Vittorio Emanuele I (1759 - 1824), costretto ad abdicare dai moti
rivoluzionari liberali nel 1821, e Carlo Felice (1756 - 1831) Re di Sardegna dal 1821, ultimo erede del ramo diretto.
Le principesse di questo periodo, invece, si segnalarono per illustri matrimoni. Tra le figlie di Vittorio Amedeo III, infatti, Maria Giuseppina (1753 - 1810) sposò (1771) il conte di Provenza, poi Re di Francia col nome di Luigi XVIII, e Maria Teresa (1756 - 1805) andò in moglie (1773) al conte di Artois poi Carlo X; mentre le figlie di Vittorio Emanuele I, Maria Beatrice Vittoria (1792 - 1840), Maria Anna (1803 - 1884) e Maria Cristina (1812 - 1836) sposarono rispettivamente Francesco IV duca di Modena (1812), Ferdinando I imperatore d'Austria (1831) e Ferdinando II di Borbone re delle Due Sicilie (1832).
Dopo la morte di Carlo Felice che, come s'è accennato, non lasciò discendenza, la successione al trono passò alla linea laterale più prossima e cioè a quella dei Carignano rappresentata da Carlo Alberto (1798-1849) che abdicò dopo la prima guerra d'indipendenza contro l'Austria, mentre sua sorella Maria Elisabetta (1800-1856) aveva sposato nel 1820 l'arciduca Ranieri d'Asburgo viceré del Lombardo-Veneto.
A Carlo Alberto seguirono in linea diretta:
- Vittorio Emanuele II (1820-1878), re di Sardegna fino al 1861 e da quell'anno primo re d'Italia unita; [1]
- Umberto I (1844-1900), la cui sorella Clotilde, contessa di Moncalieri, sposò (1859) Napoleone Girolamo Bonaparte e il cui fratello Amedeo Ferdinando Maria (1845-1890), prendendo in moglie Maria del Pozzo della Cisterna (1867), diede origine al ramo dei Savoia-Aosta;
- Vittorio Emanuele III (1869-1947), re d'Italia (1900-1946), imperatore d'Etiopia (1936-1946) e re d'Albania (1939-1946), da cui nacquero Iolanda (1901-1988), Mafalda (1902-1944), Giovanna (1907-2000), Maria (1914-2001) e Umberto (1904-1983).
Umberto di Savoia fu luogotenente del regno dal 5 giugno 1944 al 2 giugno 1946
quando in seguito ai risultati del referendum istituzionale l'Italia cessò di essere una monarchia.
Avendo Vittorio Emanuele III abdicato il 9 maggio 1946 in favore del figlio, ma in violazione agli accordi del 1944, che avevano rinviato al referendum la questione istituzionale, "congelando" anche una eventuale successione di Vittorio Emanuele III, è corretto dire che nel periodo tra il 9 maggio ed il 2 giugno non vi fu alcun re, in quanto la presunta ascesa al trono di Umberto non venne ratificata, né vi fu alcuna incoronazione.
Dopo il referendum Umberto di Savoia andò in esilio.
Dal suo matrimonio con Maria José (1906-2001) sono nati:
- Maria Pia (n. 1934), sposata con Alessandro Karageorgevic e madre di Dimitri e Michele (1958) e di Elena e Sergio (1963);
- Vittorio Emanuele (n. 1937), sposato con Marina Ricolfi Doria e padre di:
- Emanuele Filiberto (n. 1972), sposato con l'attrice francese Clotilde Courau e padre di Vittoria;
- Maria Gabriella (n. 1940), sposata con Robert de Balkany e madre di Maria Elisabetta;
- Maria Beatrice (1943), sposata con Luis Reyna e madre di Raffaello (1971-1994) e Asaea (1973).
Altri rami
Oltre alle linee già ricordate dei Savoia-Acaia, dei Savoia-Vaud e dei Savoia-Nemours vanno ricordati altri rami importanti della famiglia. Dal citato Tommaso Francesco (1595-1656), figlio di Carlo Emanuele I e fratello di Vittorio Amedeo I, discese il ramo dei principi di Carignano e quello dei conti di Soissons. Il primo ebbe origine da Emanuele Filiberto (1628-1709) e attraverso Vittorio Amedeo I (1690-1741), Luigi Vittorio (1721-1778), Vittorio Amedeo (1743-1780), Carlo Emanuele e Carlo Alberto (1798-1849), giunse con Vittorio Emanuele II (1820-1878) e i suoi discendenti alla corona d'Italia; il secondo, invece, iniziatosi con Eugenio Maurizio (1634-1673) fratello di Emanuele Filiberto e reso illustre da Eugenio di Savoia il Gran Capitano, famoso generale al servizio dell'impero, si estinse con Eugenio Giovanni Francesco (1714-1734), figlio di Emanuele (1687-1729) nipote ex patre del predetto Eugenio Maurizio; da Eugenio Ilarione (1753-1785) conte di Villafranca, secondogenito del predetto Luigi Vittorio di Carignano, ebbe inoltre origine un ulteriore ramo, quello dei Savoia-Villafranca al quale appartenne il nipote Eugenio (1816-1888), che fu comandante generale della marina da guerra sarda e luogotenente generale del Regno di Sardegna durante le tre guerre di indipendenza.
Da Ferdinando Alberto Amedeo, secondogenito di Carlo Alberto e padre di Margherita (1851-1926), prima regina d'Italia, e di Tommaso Alberto (1854-1931), ebbe origine la rigogliosa linea dei Savoia-Genova, proseguita dai numerosi figli di Tommaso Alberto: Ferdinando Umberto (1884-1963), Filiberto (n. 1895-1990), Maria Bona (1896-1971), Adalberto (1898-1982), Maria Adelaide (1904-1979), Eugenio (n. 1906-1996).
Da Amedeo Ferdinando Maria (1845-1890), figlio di Vittorio Emanuele II, duca d'Aosta e re di Spagna dal 1870 al 1873, derivò infine la linea dei Savoia-Aosta. Da lui nacquero infatti Emanuele Filiberto (1869-1931), Vittorio Emanuele (1870-1946) conte di Torino e comandante generale dell'arma di cavalleria nella guerra del 1915-1918, Luigi Amedeo, duca degli Abruzzi e Umberto (1889-1918) conte di Salemi. Nel 1895 Emanuele Filiberto, sposò Elena di Orléans, da cui ebbe Amedeo, duca d'Aosta e viceré d'Etiopia dal 1937, e Aimone (1900-1948) duca prima di Spoleto e poi (1942) di Aosta, nominalmente re di Croazia dal 1941 al 1945 e padre di Amedeo (n. 1943).
Rami minori
Vanno infine citati almeno alcuni dei numerosi rami illegittimi della casata. Da Lantelmo (sec. XIV) figlio naturale di Filippo I di Acaia iniziò il ramo di Collegno che si estinse nel 1598; da Renato detto il Gran Bastardo (ca. 1470-1525), figlio adulterino di Filippo II il Senza Terra (1443-1497), ebbero origine i rami dei conti di Villars e quello dei conti di Tenda, reso illustre da Claudio (1507-1566), capitano al servizio dei Francesi distintosi alla battaglia di Pavia (1525), nella difesa della Provenza (1536) e all'assedio di Nizza (1543). Dal matrimonio morganatico tra Vittorio Emanuele II di Savoia (1820-1878) e la contessa di Mirafiori, Rosa Teresa Vercellana, discese infine il ramo comitale di Mirafiori e Fontanafredda.
I Savoia e la Repubblica Italiana
Il rapporto fra lo Stato italiano e gli ex sovrani d'Italia venne sancito dalla XIII norma del la Costituzione approvata dall'assemblea Costituente il 5 dicembre 1947, con 214 voti favorevoli e 145 contrari su 359 votanti - contenuta nel capitolo Disposizioni transitorie e finali della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita:
:"I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive. Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale".
Nel 1987 il Consiglio dei ministri accolse la richiesta di Maria José di fare rientro in Italia, mentre nel 2002 Camera dei Deputati e Senato approvavano una legge che abrogava i primi due commi della XIII norma della Costituzione.
Linea di Successione
Conti di Savoia
Ramo principale
- 1003-1047 o 1048 Umberto I Biancamano
- 1048-1051 o 1056 Amedeo I Coda
- 1051 o 1056-1060 Oddone
- 1060-1078 Pietro I
- 1060-1080 Amedeo II
- 1080-1103 Umberto II
- 1103-1148 Amedeo III
- 1148-1189 Umberto III
- 1189-1233 Tommaso I
- 1233-1253 Amedeo IV
- 1253-1263 Bonifacio
- 1253-1259 Tommaso II
- 1263-1268 Pietro II
- 1268-1285 Filippo I
- 1285-1323 Amedeo V
- 1323-1329 Edoardo
- 1329-1343 Aimone
- 1343-1383 Amedeo VI
- 1383-1391 Amedeo VII
- 1391-1416 Amedeo VIII diventa Duca di Savoia
Duchi di Savoia
- 1416-1440 Amedeo VIII
- 1440-1465 Lodovico
- 1465-1472 Amedeo IX
- 1472-1482 Filiberto I
- 1482-1490 Carlo I
- 1490-1496 Carlo II Giovanni Amedeo
- 1496-1497 Filippo II
- 1497-1504 Filiberto II
- 1504-1553 Carlo III
- 1553-1580 Emanuele Filiberto
- 1580-1630 Carlo Emanuele I
- 1630-1637 Vittorio Amedeo I
- 1637-1638 Francesco Giacinto
- 1638-1675 Carlo Emanuele II
- 1675-1720 Vittorio Amedeo II diventa Re di Sardegna
Re di Sardegna
- 1720-1730 Vittorio Amedeo II
- 1730-1773 Carlo Emanuele III
- 1773-1796 Vittorio Amedeo III
- 1796-1802 | | |