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11 Maggio

11 maggio

L'11 maggio è il 131° giorno del Calendario Gregoriano (il 132° negli anni bisestili). Mancano 234 giorni alla fine dell'anno.

Eventi

Fino al 1899


- 330 - Bisanzio viene ribattezzata Costantinopoli durante un'apposita cerimonia.
- 1745 - Guerra di successione austriaca: Battaglia di Fontenoy - A Fontenoy, le forze francesi sconfiggono l'armata Anglo-Olandese-Hannoveriana.
- 1792 - Il Capitano Robert Gray diventa il primo uomo bianco a scoprire il fiume Columbia.
- 1812 - Il Primo Ministro britannico Spencer Perceval viene assassinato da un banchiere fallito, nella lobby della Camera dei Comuni.
- 1818 - Carlo XIV di Svezia-Norvegia viene incoronato Re di Svezia.
- 1857 - Ammutinamento Indiano: I ribelli indiani strappano Delhi ai britannici.
- 1858 - Il Minnesota viene ammesso come 32o stato degli USA.
- 1862 - Guerra civile americana: La CSS Virginia viene autoaffondata nel fiume James, a nord-ovest di Norfolk (Virginia).
- 1864 - Guerra civile americana: Battaglia di Yellow Tavern - Il generale confederato Jeb Stuart viene ferito mortalmente a Yellow Tavern (Virginia).

Fino al 1999


- 1927 - In California viene fondata l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che istituisce il Premio Oscar.
- 1928 - Il primo servizio di televisione analogica viene inaugurato dalla WGY, Schenectady (New York).
- 1943 - Seconda guerra mondiale: le truppe statunitensi invadono Attu nelle Isole Aleutine, nel tentativo di espellere le forze occupanti giapponesi.
- 1949 - Il Siam cambia il suo nome in Thailandia.
- 1960 - A Buenos Aires quattro agenti del Mossad rapiscono il gerarca nazista fuggitivo Adolf Eichmann, che usava il falso nome di "Ricardo Klement".
- 1987
  - Klaus Barbie viene processato a Lione per crimini di guerra commessi durante la seconda guerra mondiale.
  - A Baltimore (Maryland), viene eseguito il primo trapianto cuore-polmoni.
- 1994 - La Guardia di Finanza Italiana esegue "Hardware I", la prima fase dell'Italian Crackdown
- 1995 - A New York, più di 170 nazioni decidono di estendere indefinitamente e senza condizioni il Trattato di Non Proliferazione Nucleare.
- 1997 - Deep Blue, il supercomputer giocatore di scacchi della IBM, sconfigge Garry Kasparov diventando il primo computer a battere un campione del mondo di scacchi.
- 1998 - Nel deserto del Rajasthan, l'India conduce i suoi primi test nucleari sotterranei, violando il Trattato di Non proliferazione Nucleare e infiammando il suo vicino-rivale, il Pakistan (che già possiede armi nucleari).

Nati


- 1720 - Karl Friedrich Hieronymus Freiherr von Münchhausen, ufficiale e avventuriero conosciuto come Barone di Münchhausen
- 1752 - Johann Friedrich Blumenbach, antropologo tedesco
- 1801 - Henri Labrouste, architetto
- 1887 - Paul Wittgenstein, pianista
- 1888 - Irving Berlin, compositore
- 1892 - Margaret Rutherford, attrice
- 1894 - Martha Graham, ballerina, coreografa
- 1895 - Jiddu Krishnamurti, filosofo indiano
- 1896 - Mari Sandoz, scrittrice
- 1896 - Josip Stolcer-Slavenski, compositore croato
- 1904 - Salvator Dalì, pittore surrealista († 1989)
- 1907
  - Rose Ausänder, poetessa
  - Pasquale Soccio, scrittore italiano († 2001)
- 1911 - Phil Silvers, attore, comico
- 1913 - Robert Jungk, pubblicitario e futurologo
- 1916 - Camilo José Cela, scrittore. Premio Nobel per la letteratura
- 1918 - Richard P. Feynman, fisico statunitense († 1988)
- 1921 - Hildegard Hamm-Brücher, politica
- 1928
  - Mort Sahl, umorista, commentatore politico
  - Marco Ferreri, regista
- 1930 - Edsger Dijkstra, informatico
- 1933 - Louis Farrakhan, leader dei Meri Musulmani
- 1940 - Juan Downey, video artista
- 1946 - Robert Jarvik, fisico, inventore
- 1950 - Jeremy Paxman, autore e giornalista britannico
- 1952
  - Renaud Séchan, compositore francese
  - Frances Farmer, attrice
- 1963 - Natasha Richardson, attrice
- 1965 - Davide Van De Sfroos, cantautore italiano
- 1977 - Janne Ahonen, saltatore con gli sci finlandese
  - - Victor Matfield, rugbysta sudafricano

Morti


- 1610 - Matteo Ricci, matematico italiano (n. 1552)
- 1812 - Spencer Perceval, Primo Ministro del Regno Unito (assassinato)
- 1848 - Tom Cribb, pugile
- 1871 - John Herschel, astronomo britannico
- 1916 - Max Reger, compositore
- 1973 - Lex Barker, attore
- 1976 - Alvar Aalto, designer ed architetto finlandese
- 1981 - Bob Marley, cantante e musicista reggae giamaicano
- 1987 - Peter Tosh, musicista
- 1988 - Kim Philby, spia
- 2001 - Douglas Adams, scrittore britannico

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Antimo (santo) e compagni, martiri
- San Francesco De Geronimo, sacerdote
- Sant'Ignazio da Laconi, religioso
- Sant'Illuminato, monaco
- San Maiolo, Abate di Cluny

Laiche

11 ja:5月11日 ko:5월 11일 simple:May 11 th:11 พฤษภาคม

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

330

Eventi


- Costantino I consacra Costantinopoli (già Bisanzio) come capitale dell'Impero

Nati


- San Romedio, eremita († 405 o, forse 400)

Morti

030 ko:330년

Costantinopoli

Costantinopoli (nome latino: Constantinopolis; greco: Kostantinoupolis) è il vecchio nome di Istanbul, maggiore città della Turchia. Il suo nome originale era Bisanzio (greco Byzantion). Costantinopoli è una italianizzazione di "Kostantinoupolis", che in greco significa "Città di Costantino"; il nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'Impero romano l'11 maggio dell'anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questo nome non entrò mai nell'uso comune. Roma continuò a mantenere sull'antica Bisanzio i suoi diritti politici e commerciali. Costantinopoli divenne successivamente la capitale dell'Impero Bizantino e fu espugnata il 29 maggio 1453 dai Turchi (Caduta di Costantinopoli). Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara. La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati nomi: Costantinopoli (nome ufficiale), Neà Romè o Nuova Roma, Polis o La Città (per eccellenza, come già Roma), Rumiyya al-Khubra (Roma la nuova in Arabo), Qostantiniyye (Costantinopoli in Arabo e in Turco), Istanbul, Stambul, Islambol (centro dell'Islam, perché sede del Califfato), Michaelgard (città di Michele, nome di alcuni Imperatori, nella lingua dei mercenari Vareghi, cioè Vichinghi, che parlavano l'antico germanico norreno), Zarigrado (cioè città degli Imperatori in Russo e in Bulgaro), Gostandnubolis (il suo nome in Armeno). Istanbul divenne il nome ufficiale solo nel 1930. Il nome Istanbul, a sua volta, deriva dalle parole greche stin poli che significano "alla Città": infatti questo era il modo di riferirsi dei Greci alla "Città delle Città", così come Costantinopoli era conosciuta durante l'era bizantina. Costantinopoli è sede del famoso patriarcato di Costantinopoli, una delle antiche sedi apostoliche. Categoria:Turchia Categoria:Città antiche Categoria:Medioevo ja:コンスタンティノポリス ko:콘스탄티노폴리스

Guerra di successione austriaca

Guerra di successione austriaca - Ancora non si erano spenti del tutto gli echi del conflitto legato alla successione polacca, chiuso nel 1739 con la Pace di Parigi, che un altro grande conflitto stava per travolgere l'Europa. Nel mese di ottobre del 1740, all'età di soli 56 anni, moriva improvvisamente Carlo VI d'Asburgo e saliva al trono d'Austria la figlia primogenita Maria Teresa. Aveva soltanto 23 anni. L'ascesa al trono di Maria Teresa d'Asburgo provocò l'insorgere di numerosi dissensi tra le case regnanti in Europa che sfociarono in una sanguinosa guerra, passata alla Storia come “guerra di successione austriaca” Poiché il conflitto nacque sui contrasti circa l'esatta interpretazione delle norme che regolavano la successione al trono d'Austria, prima di addentrarci nella descrizione delle vicende legate alla cosiddetta “guerra di successione austriaca”, si rendono necessari alcuni chiarimenti proprio su queste norme.

Guerra di successione austriaca (1741-1748)

Le disposizioni sul diritto di successione

Nel mese di settembre del 1703, appena due anni prima della sua morte, l'Imperatore Leopoldo I decise di modificare le disposizioni che regolavano il diritto di successione al trono d'Austria, introducendo criteri completamente nuovi rispetto a quanto tradizionalmente era stato sempre fatto in passato. I nuovi criteri riguardavano, è bene chiarire, soltanto le norme della successione all'Arciducato d'Austria e ai suoi possedimenti, ma non la successione al titolo imperiale che, come si sa, era di natura elettiva. Fino a quel momento il diritto di successione spettava soltanto agli eredi di sesso maschile, e cioè ai discendenti in linea retta, oppure, in mancanza di figli maschi, il diritto passava ai fratelli del sovrano appena defunto, in linea collaterale e in ordine decrescente di età. La successione per via femminile era tassativamente esclusa. Nel nuovo statuto egli restrinse la successione ai propri figli maschi e, in prosieguo, alle figlie femmine del primo maschio, appartenenti sempre alla sua linea diretta, escludendo dalla successione, in tal modo, sia le proprie figlie femmine che tutti i loro discendenti. Leopoldo era giunto a tanto sulla scorta dell'esperienza avuta nella recente successione al trono di Spagna, ove, in mancanza di discendenti diretti di sesso maschile, la corona era passata ad altra dinastia in virtù di vincoli matrimoniali, acquisiti con una discendente Asburgo di sesso femminile. In altri termini, con le nuove norme intendeva evitare che gli Asburgo potessero correre il rischio che, dopo aver perduto il trono che era stato di Carlo V, potessero perdere, prima o poi, anche la corona d'Austria e dei possedimenti ad essa legati. A ben guardare la scelta effettuata da Leopoldo, si può anche notare che egli preferiva che sul trono d'Austria sedesse una discendente diretta di sesso femminile, piuttosto che un maschio seppur lontano parente. Nel 1705, l'Imperatore Leopoldo I morì e gli successe Giuseppe I, figlio della sua terza moglie Eleonora Duchessa di Palatinato Neuberg. Il suo regno non ebbe lunga durata. Il 17 aprile 1711 morì di vaiolo a soli 35 anni. Avendo lasciato a sé superstiti soltanto due figlie femmine, Maria Giuseppa e Maria Amelia, la successione al trono spettò al fratello Carlo, che, secondo le disposizioni contenute nello statuto emanato pochi anni prima dal padre Leopoldo, salì al trono acquisendo anche la corona imperiale con il nome di Carlo VI.

La prammatica sanzione

Al momento della sua ascesa al trono, però, Carlo respinse lo statuto emanato dal padre, rifiutando il principio della restituzione della linea di successione alla discendenza diretta del fratello, qualora egli non avesse avuto figli maschi. In altri termini era sua intenzione assicurare il diritto di successione alla sua propria discendenza diretta, a qualunque costo, anche eventualmente secondo una linea femminile, in assenza di figli maschi. A tal fine, nel 1713, emanò una “prammatica sanzione”, mediante la quale dettava le nuove disposizioni per la successione, abrogando quelle leopoldine delle quali proprio lui aveva beneficiato, consentendogli di succedere al fratello Giuseppe. Tra le nuove norme vi era anche quella che regolava la successione secondo un rigido principio di primogenitura. Principio che era stato sempre rifiutato all'interno della dinastia, ove si era invece privilegiata la successione in linea maschile anche e, forse, soprattutto per non rinunciare alla corona imperiale. La cosiddetta “prammatica sanzione” non era altro che una “bolla”, ovvero un decreto regio che conteneva norme di diritto pubblico e che non necessariamente doveva sempre essere ratificato dalla Dieta. In altri termini, era un documento che veniva frequentemente usato nella normale amministrazione dello Stato e per gli argomenti più svariati. Formalmente si trattava di un documento, diremmo oggi, di normale amministrazione. L'eccezionalità risiedeva, al più, nel contenuto. Al momento dell'emanazione della “prammatica sanzione”, ovvero nel 1713, il sovrano era ancora senza figli e il problema della successione non si presentava affatto imminente. Poi, nel 1716, nacque il primogenito Leopoldo, per cui la successione non fu messa in discussione. Ma la morte improvvisa del piccolo erede al trono, a soli sette mesi nel novembre dello stesso anno, seguita dalla nascita, l'anno successivo, di una femmina a nome Maria Teresa, divenuta primogenita e potenziale erede al trono, fece capire che, per la prima volta dall'XI secolo, la dinastia si apprestava a perdere la guida maschile, soprattutto anche dopo la nascita di altre due femmine, Maria Anna e Maria Amelia, con le quali si chiuse la figliolanza di Carlo VI. Questi aveva, però, la necessità che il diritto alla successione che egli aveva assegnato alla figlia Maria Teresa mediante la prammatica sanzione, fosse riconosciuto dalle altre dinastie regnanti in Europa. Per ottenere questo riconoscimento Carlo VI profuse tutto il suo impegno per gran parte della sua vita, sia attraverso numerose trattative diplomatiche e sia attraverso veri e propri conflitti armati. Soltanto nel 1739, a conclusione della guerra di successione polacca, l'Imperatore riuscì ad ottenere il tanto agognato riconoscimento, anche se al prezzo del sacrificio dei Regni di Napoli e di Sicilia ceduti a Don Carlos di Borbone, figlio del Re di Spagna, nonché dei territori occidentali del milanese ceduti ai Savoia, e della Lorena ceduta alla Francia. Tutto lasciava, quindi, presupporre che l'avvicendamento sul trono dell'Arciduchessa Maria Teresa d'Asburgo sarebbe stato tacitamente accettato all'interno del consesso delle grandi nazioni europee. Ma la Storia ci ha detto, invece, che le vicende andarono in tutt'altro modo.

L'ascesa al trono di Maria Teresa

Non appena salita al trono, infatti, per la giovane Maria Teresa fu subito chiaro che i rapporti con le altre nazioni sarebbero stati molto difficili e che ben presto avrebbero assunto una connotazione decisamente conflittuale. Nonostante che la prammatica sanzione fosse stata riconosciuta sia sul piano interno che su quello internazionale, molti segnali lasciavano intuire che, da più parti, era in atto un ripensamento sul consenso dato, che avrebbe portato, quanto meno, a nuovi negoziati, forse non del tutto indolori. Carlo Alberto Duca di Baviera, ad esempio, sosteneva un proprio presunto diritto ad una parte dei territori asburgici in virtù di una sua discendenza diretta da una figlia dell'Imperatore Ferdinando I. Filippo V Re di Spagna, invece, si rivolgeva alla giovine Maria Teresa con il titolo di Granduchessa di Toscana; mentre il Principe Elettore del Palatinato, dal canto suo, l'appellava con il titolo di Arciduchessa d'Austria, pur essendo, ella, Regina d'Ungheria e di Boemia. Erano segnali molto significativi di un latente conflitto.

L'invasione della Slesia

Ma, l'azione che diede avvio, di fatto, al conflitto armato per la successione austriaca fu l'iniziativa assunta dal Re di Prussia Federico II, che portò all'occupazione militare della Slesia, nel 1741, senza neppure una preliminare e formale dichiarazione di guerra. La Prussia era uno degli Stati più piccoli d'Europa, con poco più di due milioni di abitanti e, per di più, priva di continuità territoriale, la quale doveva proprio all'Imperatore Leopoldo I il privilegio di essere stata elevata al rango di regno. Ebbene, proprio la Prussia, mediante l'occupazione della Slesia, diede avvio all'opera di erosione dei territori asburgici, che si sarebbe perpetrata ancora nel corso del conflitto, giustificandosi con il fatto che, in tal modo, avrebbe impedito che altre potenze avrebbero potuto fare altrettanto. In altri termini, la Prussia considerava ufficialmente l'occupazione del Ducato di Slesia come un atto di difesa a protezione dei territori asburgici e non un atto di aggressione militare. L'occupazione della Slesia non fu, però, un atto indolore. L'esercito austriaco tentò di opporsi all'invasione ma nel mese di aprile del 1741 fu sconfitto nella battaglia di Molwitz, dando così via libera ai prussiani per il loro insediamento nel territorio.

L'espansione del conflitto

L'esordio internazionale della nuova sovrana non fu dei più felici che la Storia ricordi. Infatti, all'iniziativa prussiana fece seguito una recrudescenza dell'atteggiamento ostile della Francia che produsse una nuova intesa con la Baviera dei Wittelsbach, suoi tradizionali alleati, la quale portò all'occupazione di Linz e di Praga per mano delle truppe franco-bavaresi cui si aggiunsero quelle del Duca di Sassonia. Occorre registrare che anche l'iniziativa militare francese ebbe luogo senza essere stata preceduta da alcuna formale dichiarazione di guerra. L'iniziativa congiunta franco-bavarese, più che quella prussiana, indusse l'Inghilterra a scendere in campo, preoccupata che una eventuale sconfitta austriaca avrebbe potuto alterare l'equilibrio politico-militare che era stato faticosamente raggiunto in Europa dopo ben due guerre di successione, quella spagnola e quella polacca, a tutto vantaggio della Francia e a danno proprio dell'Inghilterra il cui scopo principale era la difesa delle proprie rotte commerciali da cui traeva sostegno il suo primato quale nazione leader del continente europeo. Infatti, poiché la Francia era anch'essa una nazione marinara, un suo rafforzamento avrebbe aperto il conflitto anche sui mari e avrebbe messo in crisi la sicurezza dei trasporti inglesi d'oltremare. In altri termini, la discesa in campo dell'Inghilterra aveva lo scopo di difendere i suoi propri interessi più che quelli della casa d'Austria. L'appoggio della Gran Bretagna indusse Maria Teresa a sottoscrivere un accordo con la Prussia, nel quale, in cambio della cessione definitiva della Bassa Slesia, Federico II abbandonava l'alleanza con la Francia. L'accordo fu sottoscritto, segretamente, a Klein Schnellendorf nella seconda metà del 1741, ma ebbe breve durata. Avendo, infatti, la coalizione franco-bavarese conseguito notevoli successi militari, Re Federico riprese le ostilità invadendo la Moravia e conquistando la città di Olmütz nel mese di novembre del medesimo anno.

La perdita della corona imperiale

Con il nuovo anno, l'Europa prese atto che, dopo ben tre secoli di ininterrotto possesso, gli Asburgo perdevano la corona imperiale. Nel febbraio del 1742, dopo circa due anni di vacanza, la Dieta di Francoforte eleggeva il Duca di Baviera, Carlo Alberto di Wittelsbach, nuovo Imperatore S.R.I. con il nome di Carlo VII. Sebbene la perdita della corona imperiale da parte degli Asburgo fosse una eventualità largamente prevista e annunciata, la non prevista elezione del Duca di Baviera fu una ulteriore sconfitta per Maria Teresa. Questa elezione stava a significare una sostanziale perdita di potere della dinastia Asburgo all'interno degli Stati appartenenti all'area austro-germanica, soprattutto in virtù del fatto che il nuovo Imperatore era il più importante alleato della Francia in funzione anti austriaca. Per cercare di compensare tutte queste sconfitte, Maria Teresa strinse alleanza con il Re di Sardegna Carlo Emanuele III di Savoia, il quale, sulla scorta delle precedenti esperienze negative che lo avevano legato alla Francia e alla Spagna nel corso della guerra di successione polacca, si impegnò a sostenere le posizioni austriache in cambio dell'acquisizione della Lombardia. A tal fine, le truppe congiunte austro-piemontesi diedero avvio ad una campagna militare proprio nella Lombardia che portò alla conquista della città di Modena, sottratta a Francesco III d'Este e ai suoi alleati spagnoli.

Conclusione della prima guerra di Slesia

Sul fronte dell'Europa centrale, le operazioni belliche che videro contrapposte le truppe austriache e quelle prussiane, portarono ad una vittoria prussiana a Chotusitz in Boemia e ad una contemporanea vittoria austriaca in Moravia con conseguente abbandono della città di Olmütz. La concomitanza di questi due avvenimenti ebbe come conseguenza non solo la riconquista di Praga da parte delle truppe austriache, ma anche la sottoscrizione di un trattato di pace, firmato a Berlino, mediante il quale veniva posta la parola fine alla cosiddetta “prima guerra di Slesia”, a patto della cessione definitiva della Slesia e della contea di Glatz alla Prussia in cambio dell'uscita di quest'ultima dalla coalizione anti-austriaca. La fine dell'anno 1742, ovvero del secondo anno di guerra, vide anche il raggiungimento di altri obiettivi importanti. L'Inghilterra, forte sui mari, impose il blocco navale nel Mediterraneo al fine di impedire una eventuale occupazione della Lombardia da parte delle forze congiunte del regno di Napoli e della Spagna. Sottoscrisse con la Prussia, inoltre, un trattato che le impegnava entrambe reciprocamente nella eventualità di un'attacco francese e, contemporaneamente, riuscì ad ottenere la neutralità della Russia nel conflitto. L'8 febbraio del 1743, presso Camposanto sul Panaro, ebbe luogo una sanguinosissima battaglia dall'esito incerto che vide schierati gli austro-piemontesi contro l'esercito spagnolo. Questa battaglia diede, di fatto, l'avvio per una più corposa campagna militare, dove all'esercito austro-piemontese si affiancarono anche l'esercito britannico, nonché gli eserciti dell'Hannover e dell'Assia. Questa forte coalizione, al comando di Re Giorgio II inflisse ai francesi una pesante sconfitta, il 27 giugno 1743, nella battaglia di Dettingen, talmente devastante, da provocare la fuga dell'Imperatore verso la città di Francoforte ove trovò rifugio. La sfolgorante vittoria di Giorgio II a Dettingen sull'esercito francese ebbe vasta eco in tutta Europa e fu persino celebrata in una famosa composizione musicale per mano di G.F. Haendel dal titolo Gettingen Te Deum.

Consolidamento delle alleanze

La severa sconfitta francese indusse tutti i contendenti a sottoscrivere alleanze sempre più strette e impegnative, in vista di una più che certa ripresa delle operazioni militari. Su di un fronte, l'Inghilterra, il Regno di Sardegna e l'Austria sottoscrissero il trattato di Worms il 13 settembre 1743, mediante il quale assumevano impegno formale di allontanare definitivamente i Borboni dall'Italia meridionale, anche con l'aiuto finanziario inglese, mentre l'Austria cedeva al Piemonte i territori d'Oltrepò. Sull'altro fronte, la Francia e la Spagna sottoscrissero un nuovo “patto borbonico” contro tutti i paesi firmatari del trattato di Worms, con l'impegno di restituire alla Spagna non solo Gibilterra, ma anche i Ducati di Milano e di Parma. Il 1744 fu un anno denso di eventi significativi sia sul piano diplomatico che militare, che vide anche il coinvolgimento di altri stati. La campagna militare riprese in Italia con il fallito assedio di Cuneo da parte dei francesi, risoltosi con il ritiro degli assedianti dopo il non riuscito tentativo di Carlo Emanuele III di liberare la città. Sul fronte navale si dové registrare la battaglia di Tolone tra le flotte britannica e francese, conclusasi con un nulla di fatto. Dopo di che il fronte bellico si trasferì sui confini orientali della Francia, precisamente in Alsazia ove le truppe francesi riuscirono a respingere un tentativo di invasione da parte delle truppe austriache. Ma il 1744 fece registrare anche la nascita di un'altra coalizione, la cosiddetta “Unione di Francoforte” tra la Prussia, la Baviera, il Palatinato e l'Assia, cui diede l'adesione anche la Francia. I firmatari si impegnavano a cacciare l'Austria dalla Baviera e, a tal fine, il primo a dare inizio alle operazioni militari fu Federico II di Prussia che nel mese di agosto occupò la Sassonia. Si apriva, in tal modo, la seconda guerra di Slesia.

La corona imperiale agli Asburgo-Lorena

A questi eventi seguì la morte, nel gennaio del 1745, dell'Imperatore Carlo VII, cui fece seguito l'elezione del nuovo Imperatore nella persona di suo figlio Massimiliano Giuseppe. Maria Teresa, prima che il nuovo Imperatore potesse assumere impegni anti austriaci, si affrettò a concludere con lui un importante trattato, la Pace di Fussen, mediante la quale Maria Teresa rinunciava all'occupazione della Baviera in cambio della rinuncia di Massimiliano Giuseppe alla corona imperiale a favore del marito di Maria Teresa, Francesco Stefano di Lorena, il quale fu eletto nel mese di settembre del medesimo anno. Un primo importante risultato la giovane Maria Teresa l'aveva ottenuto. Dopo cinque anni di assenza, la corona imperiale rientrava nella dinastia Asburgo, seppur attraverso un Lorena. Ma il conflitto apertosi con l'invasione della Slesia quattro anni prima non sembrava affatto avviarsi a conclusione. La recrudescenza delle operazioni militari per mano di Federico II che avevano portato all'occupazione della Sassonia produsse una nuova alleanza, questa volta in funzione anti prussiana. L'Inghilterra, l'Olanda, l'Austria e la Sassonia formarono la quadruplice alleanza e l'Inghilterra diede anche avvio a corposi aiuti economici a Maria Teresa in vista di una ripresa delle operazioni belliche da parte della Francia. La qual cosa, puntualmente, si verificò allorquando i francesi, dopo aver sconfitto gli inglesi nella battaglia di Fontenoy (11 maggio 1745), allargarono il teatro delle operazioni con l'invasione dei Paesi Bassi. Dopo questa sconfitta, la coalizione anti francese dovette subirne ben altre. In Italia le truppe franco-spagnole, dopo la vittoriosa battaglia di Bassignana sul Tanaro (27 settembre 1745), ove sconfissero l'esercito asburgico appoggiato da un contingente piemontese, dilagarono nella pianura padana e occuparono Asti, Casale, Tortona e il Ducato di Parma, costringendo gli austriaci ad abbandonare anche Milano.

Conclusione della seconda guerra di Slesia

Sul teatro germanico i prussiani conseguirono importanti e ripetute vittorie, a Hoenfriedeberg (4 giugno 1745) e Kesseldorf (15 dicembre 1745), a seguito delle quali l'Austria e la Sassonia sottoscrissero la Pace di Dresda (25 dicembre 1745), in virtù della quale, in cambio del riconoscimento della prammatica sanzione e della corona imperiale per Francesco Stefano di Lorena, la Prussia conservava il possesso dell'intera Slesia. Si concludeva, in tal modo, la cosiddetta “seconda guerra di Slesia”. Una volta chiuse le operazioni belliche sul fronte nord-orientale e assicuratasi la neutralità della Prussia, Maria Teresa aveva necessità di chiudere anche il fronte bellico con la Francia per la qual cosa non era in vista alcuna trattativa, in quanto le rispettive cancellerie non avevano avanzato alcuna proposta negoziale. Poiché l'Inghilterra si era temporaneamente disimpegnata dal conflitto per problemi interni legati alla vicenda del rientro in patria di Carlo Edoardo Stuart, pretendente al trono appoggiato dalla Francia, l'Austria chiese l'appoggio dell'esercito piemontese per poter riaprire le ostilità contro la Francia proprio in Italia. Nel mese di giugno del 1746, le truppe austro-piemontesi sferrarono una violenta offensiva nella pianura padana, sconfiggendo l'esercito franco-spagnolo nella battaglia di Piacenza (16 giugno 1745) e annullando tutte le conquiste ottenute dagli avversari con la battaglia di Bassignana dell'anno precedente. I franco spagnoli furono cacciati dal Piemonte, dalla Lombardia e dal Ducato di Parma. Ma la sconfitta in Italia non ebbe alcuna conseguenza sul teatro bellico della Renania. I francesi riaprirono il fronte nelle Fiandre, ovvero nei Paesi Bassi austriaci e occuparono Anversa e Bruxelles.

L'alleanza con la Russia

L'anno 1746 vide, però, ancora altri avvenimenti importanti e decisivi per la sorte del conflitto. L'alleanza di Maria Teresa con la Russia della Zarina Elisabetta Petrovna; la morte del Re di Spagna Filippo V e la successione di Ferdinando VI; la definitiva cacciata dell'ultimo Stuart dall'Inghilterra e la dichiarazione di autonomia dall'Impero da parte di Federico II di Prussia. Questi avvenimenti non possono non portare ad alcune considerazioni che, con la guerra di successione ancora in atto, già possono fornire delle indicazioni circa un possibile esito del conflitto. L'Arciduchessa Maria Teresa, imperatrice da qualche anno, dopo essersi assicurata la neutralità della Prussia, si era assicurata anche l'alleanza della Russia, chiudendo in tal modo ogni possibilità che potesse aprirsi prima o poi qualche fronte bellico sui confini orientali dell'Impero. In ciò bisogna dire che la sovrana dimostrò notevole abilità diplomatica, anche se a prezzo della perdita dell'intero Ducato di Slesia. L'Inghilterra si era ormai disfatta del problema del ritorno degli Stuart sul trono, operazione sostenuta dalla Francia che intravedeva la possibilità di instaurare sul trono britannico un re fantoccio sotto l'influenza francese. La qual cosa avrebbe consentito a Luigi XV di avere mano libera contro gli Asburgo. Il fallimento del disegno francese consentì il ritorno in campo dell'Inghilterra a favore dell'Austria. La cacciata dei franco-spagnoli dal Nord Italia aveva consentito il consolidamento del fronte anti francese in Piemonte e nella Savoia. Rimaneva, però, ancora aperto il fronte bellico nelle Fiandre e in Renania. Restava la dichiarazione di indipendenza di Federico II che riguardava, però, l'Impero e non l'Austria; nel mentre la posizione del nuovo re di Spagna già cominciava a delinearsi. Appena salito al trono, questi si liberò immediatamente della matrigna Elisabetta Farnese, e iniziò un lento ma progressivo disimpegno dal conflitto, facendo segnare un altro punto a favore di Maria Teresa. L'anno 1747 si aprì con una duplice offensiva francese, a Sud in Savoia e a Nord nelle Province Unite, ovverosia in Olanda. Mentre sul fronte meridionale, però, l'esercito francese subiva una pesante sconfitta per mano degli austro-piemontesi nella battaglia dell'Assietta (19 luglio 1747), sul fronte settentrionale i francesi riportavano una brillante vittoria sugli inglesi nella battaglia di Lawfeldt, spingendo l'Inghilterra a stringere alleanza con la Russia per un effettivo coinvolgimento di quest'ultima al fine di cercare di risolvere definitivamente e al più presto la guerra di successione che si protraeva ormai da molti anni. A questa alleanza seguì anche la sottoscrizione della cosiddetta “Convenzione di San Pietroburgo” tra Inghilterra, Russia e Olanda che autorizzava le truppe zariste ad attraversare la Germania per raggiungere il fronte francese. Allorquando la Francia prese atto che le truppe russe stavano attraversando la Germania in direzione del Reno per aprire un nuovo fronte a sostegno dell'alleanza anglo-austriaca, dovette anche convenire che con l'entrata in guerra dello Zar le sorti del conflitto volgevano decisamente a favore di Maria Teresa. Occorreva necessariamente aprire i negoziati di pace. E così fu.

La fine del conflitto

La guerra di successione austriaca si concluse con la sottoscrizione, da parte di tutte le grandi potenze d'Europa, di un trattato di pace che ebbe luogo nella città di Aquisgrana il 18 ottobre 1748. Le clausole del trattato furono le seguenti: #Federico II di Prussia manteneva l'annessione della Slesia. #La Spagna rinunciava alla rivendicazione di Gibilterra e confermava all'Inghilterra la cessione del monopolio del commercio degli schiavi. #Carlo Emanuele III di Savoia acquisiva l'alto novarese nonché Vigevano e Voghera. #A Maria Teresa d'Asburgo veniva riconosciuta la prammatica sanzione, a conferma delle clausole della Pace di Dresda (1745) e veniva altresì riconosciuto il titolo imperiale a Francesco Stefano di Lorena, consorte di Maria Teresa. #La Francia restituiva all'Austria i Paesi Bassi nonché la Savoia e Nizza al Re di Sardegna. #L'Austria cedeva a Felipe di Borbone, secondogenito di Elisabetta Farnese e di Filippo V, il Ducato di Parma e Piacenza a compensazione della cessione della Toscana a Francesco Stefano di Lorena. #L'Inghilterra restituiva alla Francia l'isola di Cap Breton in America, in cambio di Madras in India. #Il Ducato di Modena rientrava nel possesso di Francesco III d'Este e, quindi, sotto l'influenza asburgica.

Conclusioni

La Pace di Aquisgrana chiudeva definitivamente la guerra di successione austriaca, terzo grande conflitto che aveva investito l'Europa, e non solo l'Europa, nella prima metà del secolo XVIII. Esaminando con attenzione le clausole del trattato, non possiamo non rilevare che, nonostante il conflitto avesse coinvolto tutte le maggiori potenze d'Europa, gli Stati che ricavarono ampliamenti territoriali furono soltanto due, la Prussia e il regno sardo, con un piccolo corollario per Elisabetta Farnese, ormai vedova di Filippo V, la quale, dopo aver sistemato il primogenito Don Carlos con l'assegnazione di Napoli e della Sicilia a seguito della Pace di Parigi che aveva concluso la guerra di successione polacca, era riuscita a sistemare anche il secondogenito Felipe, con l'assegnazione del Ducato di Parma e Piacenza, sua terra d'origine, dando così inizio alla quarta dinastia Borbone in Europa. Per il resto vi fu soltanto una operazione di restituzione del mal tolto, ovverosia il ripristino della situazione geopolitica esistente innanzi il conflitto. Potremmo dire che le grandi potenze, pur avendo profuso tanti mezzi e tante risorse economiche e pur avendo sacrificato tante vite umane, con la Pace di Aquisgrana avevano semplicemente differito nel tempo la risoluzione di ogni loro controversia. Persino l'Austria, pur avendo dovuto cedere Parma e la Slesia si vide riconosciuta in cambio soltanto la prammatica sanzione. Riconoscimento che vi era comunque già stato con la Pace di Parigi. La Prussia, pur essendo un piccolissimo stato e per di più privo di continuità territoriale, assurgeva a ruolo di grande potenza militare, visto che il suo sovrano, Federico II, aveva dimostrato di saper ben governare le proprie truppe sul campo. Le altre nazioni antagoniste dell'Austria avevano dimostrato di non avere interesse alcuno alla scomparsa degli Asburgo, ma piuttosto ad un loro ridimensionamento sul piano della potenza politico-militare, come la Francia, oppure, come nel caso della Spagna e della Prussia, mediante l'accrescimento dei propri territori a spese di quelli austriaci. La Francia fu la maggiore antagonista di Maria Teresa e anche la più impegnata sul fronte strettamente militare, ma fu anche quella che non ottenne quasi nulla con la Pace di Aquisgrana, se non la restituzione di piccoli territori in America in cambio, comunque, della città di Madras sulla costa orientale della penisola indiana. Così come neppure l'Inghilterra ottenne vantaggi significativi, nonostante il notevole impegno sul piano diplomatico e finanziario nel sostenere la causa e gli eserciti asburgici, nonché sul piano militare dove ebbe a subire più di una sconfitta per mano dei francesi. Riuscì ad ottenere soltanto la conferma di quanto già possedeva prima del conflitto, con l'aggiunta di una rinuncia da parte spagnola alla rivendicazione della rocca di Gibilterra; la qual cosa, di fatto, rientrava tra il quantum posseduto nell'anteguerra. Un risultato significativo si ebbe, però, nel nuovo assetto geopolitico della penisola italiana. Con gli accordi di Aquisgrana, l'Italia aveva subito un riassetto tale da trasformarla in un insieme di stati dall'equilibrio stabile per lungo tempo. L'Austria aveva ripreso il possesso del milanese e ripristinato la propria influenza sul Ducato di Modena. Il regno sardo aveva acquisito ampliamenti territoriali verso la valle padana e si era consolidato con la riappropriazione di Nizza e della Savoia. La Spagna era stata tacitata mediante la cessione del Ducato di Parma e Piacenza a Felipe di Borbone, mentre il fratello di questi rimaneva nel pieno possesso dei regni di Napoli e della Sicilia, per nulla rimessi in discussione. L'Italia si avviava, quindi, ad un lungo periodo di stabilità che sarà scosso soltanto sul finire del secolo a seguito del coinvolgimento della penisola nei fatti legati alla rivoluzione francese e all'epopea bonapartista. La guerra di successione austriaca era definitivamente chiusa. Si apriva il lungo regno dell'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo.

Voci correlate


- L'Europa alla vigilia delle guerre di successione
- Guerra di successione spagnola 1701-1714
- Guerra di successione polacca 1733-1739
- Guerra dei sette anni 1756-1763 Categoria:Guerre ja:オーストリア継承戦争 ko:오스트리아 왕위계승전쟁

Fontenoy

Esistono più comuni francesi con questo nome
- Fontenoy (Aisne)
- Fontenoy (Yonne)

1812

Eventi


- 24 febbraio - Alleanza tra Prussia e Francia.

Nati


- 22 agosto - Marina Videmari, fondatrice delle Suore di Santa Marcellina († 1891)
- 14 novembre - Aleardo Aleardi, poeta italiano († 1878)
- 10 dicembre - Paul Abadie, architetto francese

Morti

012 ko:1812년 ms:1812 simple:1812

1818

Eventi


- Mary Shelley scrive Frankenstein

Nati


- 17 aprile - Alessandro II di Russia († 1881)
- 5 maggio - Karl Marx, filosofo, economista e pensatore politico tedesco († 1883)
- 30 luglio - Emily Brontë, scrittrice inglese († 1848)
- 15 settembre - beato Giuseppe Benedetto Dusmet, cardinale italiano († 1894)
- 17 settembre - Rudolf von Jhering, giurista tedesco.
- 23 ottobre - Michele Novaro, musicista genovese e dell'Inno di Mameli († 1885)

Morti


- 20 marzo - Johann Nikolaus Forkel, musicista e musicologo tedesco (n. 1749) 018 ko:1818년 ms:1818

Svezia-Norvegia

Il Regno di Svezia e Norvegia è un termine talvolta, ma erroneamente, usato per indicare i regni di Svezia e di Norvegia tra il 1814 e il 1905, quando vennero riuniti sotto un unico monarca, in un unione personale. Svezia e Norvegia erano state unite sotto la stessa corona in due occasioni, dal 1319 al 1343, e brevemente dal 1449 al 1450 in opposizione a Cristiano del Casato di Oldenburg che era stato eletto dai danesi come Re dell'Unione di Kalmar.

Elenco dei monarchi


- 1814-1818 : Carlo XIII / Carlo II
- 1818-1844 : Carlo XIV / Carlo III Giovanni
- 1844-1859 : Oscar I
- 1859-1872 : Carlo XV / Carlo IV
- 1872-1905 : Oscar II

Voci correlate


- Unione tra Svezia e Norvegia
- Elenco di monarchi svedesi
- Elenco di monarchi norvegesi
- Vicerè di Norvegia
- Unioni della Svezia
- Danimarca-Norvegia
- Trattato di Kiel
- Costituzione norvegese
- Campagne contro la Norvegia Categoria:Storia Categoria:Norvegia Categoria:Svezia

Svezia

Il Regno di Svezia (Konungariket Sverige in Svedese) è un paese che si trova nell'Europa del Nord, nella penisola Scandinava. Confina con la Norvegia ad ovest e con la Finlandia a nord-est; per il resto i confini del paese sono bagnati dal Mar Baltico e dal Golfo di Botnia ad est e dagli stretti dello Skagerrak e del Kattegat a sud-ovest. A causa del numero relativamente piccolo di abitanti, la Svezia ha ovunque una bassa densità di popolazione, tranne che nelle principali aree metropolitane. Per il resto, il paese è caratterizzato da ampie foreste e da montagne selvagge. Fino al XIX secolo la Svezia era uno dei paesi più poveri d'Europa. In seguito, lo sviluppo dei trasporti permise un intenso sfruttamento delle sue risorse naturali (legname e ferro), fattore che portò ad un vigoroso sviluppo. Nei primi decenni del XX secolo furono caratterizzati dall'affemarsi del welfare state che, ancora oggi, rimane uno dei più efficienti al mondo. La Svezia attuale si distingue per l'alto livello di vita dei suoi abitanti (è saldamente ai primi posti nelle classifiche dell'ONU sullo sviluppo umano), per la loro mentalità progressista ed il grande rilievo che danno all'uguaglianza.

Storia

Vedi anche: Storia della Svezia
- Elenco di monarchi svedesi
- Elenco dei Primi Ministri Svedesi Esistono prove sufficienti a sostenere che l'area comprendente l'attuale Svezia fu colonizzata durante l'età della pietra, quando i ghiacciai dell'ultima era glaciale si ritirarono. Si crede che i primi abitanti fossero cacciatori e raccoglitori, che vivevano principalmente di quello che il mare offriva loro. Alcuni indizi supportano la teoria che la Svezia meridionale fosse densamente popolata durante l'età del bronzo, in quanto sono stati rinvenuti i resti di alcune grosse comunità commerciali. Durante il IX e X secolo, la cultura vichinga fiorì in Svezia, con commerci, incursioni e colonizzazioni che si estendevano principalmente verso est in direzione degli Stati Baltici, della Russia e del Mar Nero. Nel 1389, le tre nazioni di Norvegia, Danimarca e Svezia erano unite sotto un unico monarca. L'Unione di Kalmar ebbe carattere personale e non politico, e durante il XV secolo, la Svezia resistette ai tentativi di centralizzare il governo sotto il re danese, fino al punto di giungere alla ribellione armata. La Svezia successivamente si separò nel 1523, quando Gustav Eriksson Vasa, più tardi conosciuto come Gustavo I di Svezia ristabilì la separazione della Corona Svedese dall'Unione. Il XVII secolo vide la Svezia emergere come una delle grandi potenze europee, a causa della sua vittoriosa partecipazione, iniziata dal Re Gustavo Adolfo, nella Guerra dei Trent'Anni. Questa posizione sarebbe crollata nel XVIII secolo quando la Russia prese le redini del nord Europa durante la Grande Guerra del Nord. Decisiva fu la Battaglia di Poltava, nell'Ucraina centrale, combattuta nel luglio 1709, nella quale l'esercito svedese, comandato dal Feldmaresciallo Rehnskiöld e dal re Carlo XII, costretto su una barella da una ferita, venne pesantemente sconfitto dall'esercito russo di Pietro il Grande. Cent'anni dopo, nel 1809, inoltre, la Russia divise la metà orientale della Svezia, creando la Finlandia come un granducato Russo. La storia recente della Svezia è stata pacifica, l'ultima guerra e stata la campagna contro la Norvegia nel 1814 che stabilì una unione dei due paesi dominata dalla Svezia. L'unione venne dissolta pacificamente nel 1905. La Svezia rimase neutrale durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale (con l'eccezione della Guerra d'inverno). La prima cerimonia di consegna del Premio Nobel si tenne alla vecchia Accademia Reale di Musica a Stoccolma nel 1901; a partire dal 1902, i premi sono stati formalmente consegnati dal Re di Svezia.

Politica

La Svezia è una monarchia da quasi un millennio, con la fiducia controllata del parlamento fino al 1866, e il potere legislativo condiviso tra il Re e il Parlamento (fino al 1975). Il potere esecutivo era diviso tra il Re e un nobile fino al 1680, successivamente si passò al governo autocratico del Re. Come reazione al fallimento della grande Guerra del Nord, venne introdotto il parlamentarismo nel 1719, seguito da tre differenti versioni di monarchia costituzionale nel 1772, 1789 e 1809, quest'ultima garantiva svariate libertà civili. Il parlamentarismo venne reintrodotto nel 1917 quando Gustavo V di Svezia, dopo decenni di lotta, accettò di nominare dei gabinetti supportati dalla maggioranza del parlamento, seguito dal suffragio semplice e universale, introdotti nel 1918-21. Il Parlamentarismo fu sostenuto dal suo successore Gustavo VI Adolfo di Svezia fin quando una nuova costituzione nel 1975 aboli il potere politico del monarca. Il Re rimane come formale, ma puramente simbolico, capo dello stato, con funzioni principalmente cerimoniali. La Socialdemocrazia ha giocato un ruolo politico dominante sin dal 1917, dopo che i riformisti confermarono la loro forze e i rivoluzionari lasciarono il partito. L'influenza Socialdemocratica sulla società e il governo è spesso descritta come egemonica. Dopo il 1932 i gabinetti sono stati guidati e dominati dai Socialdemocratici con l'eccezione di pochi mesi nel 1936; sei anni dal 1976 al 1982; e tre anni dal 1991 al 1994. Costituzionalmente, il Parlamento unicamerale o Riksdag, di 349 membri, detiene autorità suprema in Svezia. Può alterare la costituzione e i suoi atti non sono soggetti a revisione giudiziaria. Nuove leggi possono essere promulgate dal gabinetto o dai membri del parlamento. I parlamentari sono eletti con il sistema proporzionale e dispongono di un mandato quadriennale. La costituzione può essere modificata dal Riksdag, che richiede una maggioranza qualificata e una conferma dopo le elezioni generali successive. Il sistema giudiziario e diviso tra corti con una regolare giurisdizione civile e criminale, e corti speciali con responsabilità sui contenziosi tra il pubblico e il governo o le autorità municipali. La legge Svedese è codificata e il sistema giuridico consiste di corti locali, corti d'appello regionali e una corte suprema.

Regioni

La Svezia è divisa in 21 regioni o län. In ogni regione c'è un Consiglio Amministrativo Regionale o länsstyrelse che viene nominato dal governo. In ogni regione c'è anche un Consiglio Regionale separato (landsting), che è una rappresentanza municipale nominata dall'elettorato della regione. Ogni regione si divide ulteriormente in comuni (kommuner), per un totale di 289 nel 2002. Esistono inoltre antiche divisioni storiche del Reame di Svezia in province e terre.
- Blekinge
- Dalarna
- Gotland
- Gävleborg
- Halland
- Jämtland
- Jönköping
- Kalmar
- Kronoberg
- Norrbotten
- Scania (Skåne)
- Smaland ( Smaland)
- Stoccolma
- Södermanland
- Uppsala
- Värmland
- Västerbotten
- Västernorrland
- Västmanland
- Västra Götaland
- Örebro
- Östergötland

Geografia

Östergötland La Svezia presenta un clima freddo, nonostante quella che può essere l'influenza della Corrente del Golfo. Nella Svezia settentrionale predomina un clima artico, in quella centrale molto più riscaldato fino ad arrivare ad un clima freddo temperato, per poi raffreddarsi drasticamente nella Svezia Meridionale, dove predomina un clima subartico. In alcuni periodi dell'anno, come al Circolo Polare Artico, il sole non tramonta durante l'estate e in inverno la notte non termina. A est della Svezia si trovano il Mar Baltico e il Golfo di Botnia, che bagnano una lunga costa e ammorbidiscono ulteriormente il clima. A ovest si trovano le montagne della Catena Scandinava, una barriera naturale che separa la Svezia dalla Norvegia. La parte meridionale del paese è principalmente agricola, con foreste che coprono una percentuale crescente del territorio man mano che ci si sposta verso nord. La densità della popolazione è maggiore nella Svezia meridionale, soprattutto nella valle del lago Mälaren e nella regione di Öresund. Gotland e Öland sono le due principali isole svedesi.

Economia

Aiutata da pace e neutralità per tutto il XX secolo, la Svezia ha raggiunto un invidiabile standard di vita tramite un sistema misto di capitalismo e benefici dello stato sociale. Ha un moderno sistema di distribuzione, eccellenti comunicazioni interne ed esterne, e una forza lavoro qualificata. Legname, energia idroelettrica, e minerali ferrosi costituiscono le risorse di base di un economia pesantemente orientata verso il commercio con l'estero. L'industria privata è responsabile di circa il 90% della produzione industriale, nella quale il settore dell'ingegneria rappresenta il 50% della produzione e delle esportazioni. L'agricoltura rappresenta solo il 2% del Prodotto Interno Lordo e il 2% dei posti di lavoro. L'impegno del governo nella disciplina fiscale ha prodotto un sostanzioso surplus di bilancio nel 2001, che è stato più che dimezzato nel 2002, a causa del rallentamento globale dell'economia, del declino delle entrate e dell'incremento delle spese. La Banca Nazionale Svedese (Riksbank) è concentrata sulla stabilità dei prezzi con un obbiettivo di inflazione al 2%. La crescita dovrebbe raggiungere il 2,3% nel 2003, presupponendo una moderata ripresa economica. Il sistema delle comunicazioni e dei trasporti svedesi è una componente importante dell'infrastruttura.

Cultura

La cultura svedese del XX secolo e caratterizzata dai lavori pionieristici agli albori del cinema, di Mauritz Stiller e Victor Sjöström. Più tardi, mostri sacri come Ingmar Bergman e attrici del calibro di Greta Garbo, Ingrid Bergman e Anita Ekberg hanno fatto fortuna all'estero. Molto importanti artisti quali i noti ABBA, che hanno profondamente inciso nel panorama europeo della musica scandinava. La musica svedese è da molti associata al gruppo Ace of Base, agli Ark ed ai The Cardigans, anche se gruppi meno conosciuti quali Soundtrack of our lives e The Hives hanno iniziato ad acquisire una fama internazionale. La Svezia vanta inoltre un panorama di artisti emergenti, in special modo per quanto concerne l'hard rock/metal (death/black in special modo). Tra i gruppi veterani del genere metal svedese vi sono: i Dark Tranquillity, gli In flames, i Soilwork e i Pain. La letteratura svedese è anch'essa vibrante e attiva, la Svezia è terza tra le nazioni per il numero di Premi Nobel per la letteratura.

Festività

Il calendario delle festività svedesi è composto principalmente da festività cristiane. Molte di queste comunque sono una continuazione di costumi pre-cristiani come la Festa di Mezza Estate o la Notte di Walpurgis. Il lunedì di Pentecoste non è più festività nazionale a partire dal 2005.

Voci correlate


- Targhe automobilistiche svedesi
- Elenco di monarchi svedesi
- Elenco dei Primi Ministri Svedesi

Collegamenti esterni


- CIA World Factbook - [http://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/sw.html Svezia]
- United States Department of State - [http://www.state.gov/r/pa/ei/bgn/2880.htm Svezia] als:Schweden fiu-vro:Roodsi [[got:

1858

Eventi


- 11 febbraio - Bernadette di Lourdes ha la prima apparizione della Beata Vergine Maria

Nati


- 1 marzo - Georg Simmel, sociologo tedesco
- 15 aprile - Emile Durkheim, pensatore francese
- 16 luglio - Eugène Ysaÿe, compositore belga
- 21 luglio - Lovis Corinth, pittore e grafico tedesco († 1925)
- 27 ottobre - Theodore Roosevelt, uomo politico statunitense, futuro presidente degli Stati Uniti
- 22 dicembre - Giacomo Puccini, musicista italiano
- 31 dicembre - Vincas Kudirka, poeta lituano

Morti

058 ko:1858년 ms:1858 simple:1858 th:พ.ศ. 2401

Minnesota

Il Minnesota è il trentaduesimo stato degli USA (ne è entrato a far parte l'11 maggio 1858) conta (censimento 2000) una popolazione di 4.919.479 abitanti; la capitale è Saint Paul (287.151) ma la città più popolosa è Minneapolis (382.618 abitanti); altri centri rilevanti sono Duluth, Rochester e Bloomington. La superficie è di 225.181 km², gran parte dei quali occupati dall'acqua di laghi e fiumi, inclusa una parte del Lago Superiore. Situato in posizione centro-settentrionale, e confinante con Canada, Nord Dakota e Sud Dakota, Iowa e Wisconsin, il Minnesota è conosciuto come la terra dei 10.000 laghi (in realtà sono quasi 12.000). Oltre a questi conta 6.500 fra torrenti e fiumi, fra cui l'omonimo Minnesota River e il Mississippi, che sfociano in tre diverse direzioni: Hudson Bay in Canada a nord, Oceano Atlantico a est e Golfo del Messico a sud. Secondo una antica leggenda non a caso prende il nome dal vocabolo dakota minisota, cioè acqua che riflette il cielo. Per la sua posizione geografica il Minnesota ha un clima che, nella stessa stagione, varia sensibilmente da settentrione a meridione. Ugualmente differenziato è il terreno, con praterie e fertili pianure a ovest e a sud, e ricco di conifere a nord e folte foreste a est (la parte un tempo conosciuta come Big Wood).

Collegamenti esterni


- [http://www.state.mn.us/ Sito istituzionale] ja:ミネソタ州 ko:미네소타 주

1862

Eventi

Nati


- 15 maggio - Arthur Schnitzler, scrittore e drammaturgo austriaco († 1931)
- 14 luglio - Gustav Klimt, pittore austriaco († 1918)
- 27 luglio - Miguel Lillo, naturalista argentino
- 21 agosto - Emilio Salgari, scrittore italiano
- 22 agosto - Claude Debussy, compositore francese
- 29 agosto - Maurice Maeterlinck, scrittore belga
- 19 ottobre - Auguste Lumière, pioniere del cinema assieme al fratello Louis († 1954)

Morti

062 ko:1862년

1864

Eventi


- 12 giugno - Guerra civile americana: Battaglia di Cold Harbor: Il Generale Ulysses S. Grant toglie le sue truppe dalle posizioni di Cold Harbor (Virginia) e marcia verso sud.
- 22 agosto - Ratifica della prima convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna
- 25 agosto - M. Beachroft, D. W. Freshfield, I.D. Walker, F. Devouassoud salgono per primi la Presanella, 3.463 metri la montagna più alta del Trentino.
- 30 ottobre - Busto Arsizio viene insignita del titolo di città
- 31 ottobre - USA: il Nevada diventa il 36° stato dell'Unione
- Jules Verne pubblica Viaggio al centro della Terra

Nati


- 6 maggio - Eugenio Tosi, Arcivescovo di Milano (7 marzo 1922-7 gennaio 1929), Cardinale (nominato nel Concistoro dell'11 dicembre 1922 da Papa Pio XI)
- 24 agosto - Hermann Weingärtner, ginnasta tedesco († 1919)
- 5 ottobre - Louis Lumière, pioniere del cinema assieme al fratello Auguste († 1948)
- 24 novembre - Henri de Toulouse-Lautrec, pittore francese

Morti


- 19 maggio - Nathaniel Hawthorne, autore
- 8 dicembre - George Boole, matematico e logico britannico
- 19 aprile - Eugenio Barsanti, inventore italiano 064 ko:1864년

1927

Eventi


- Italia: Vittorio Formentano dà vita all'AVIS
- Stati Uniti: viene istituito il primo servizio telefonico transatlantico tra Stati Uniti e Gran Bretagna
- 2 gennaio - Italia: viene istituita la Provincia di Varese
- 11 maggio - In California viene fondata l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che istituisce il Premio Oscar.
- 15 maggio - Unione Sovietica: a valle delle rapide del Dnepr ha inizio la costruzione della più grande centrale idroelettrica dell'Urss
- 23 agosto - Stati Uniti: nonostante le proteste nazionali, vengono giustiziati gli anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti
- 2 settembre - Bologna: lo svedese Arne Borg è il primo uomo della storia a nuotare i 1500 m in meno di 20 minuti.
- 23 ottobre - Stati Uniti: la prima proiezione del film "Il cantante di Jazz" di Alan Crosland segna l'inizio dell'era del film sonoro
- Fra Washington DC e New York viene effettuata la prima trasmissione televisiva via cavo, con riprese dal vivo.

Nati


- 16 marzo - Vladimir Komarov, cosmonauta
- 6 aprile - Gerry Mulligan, musicista
- 16 aprile - Joseph Ratzinger, divenuto Papa Benedetto XVI
- 1 maggio - Laura Betti, attrice e scrittrice italiana
- 13 maggio - Bice Valori, attrice italiana († 1980)
- 9 giugno - Franco Donatoni, compositore di musica contemporanea e didatta († 2000)
- 12 luglio - Pavle Merkù, compositore di musica contemporanea, etnomusicologo e linguista
- 13 settembre - Turgut Özal, statista turco († 1993)
- 26 settembre - Enzo Bearzot, giocatore e allenatore di calcio italiano
- 14 ottobre - Roger Moore, attore inglese
- 26 ottobre - Warne Marsh, sassofonista statunitense
- 23 novembre - Fred Buscaglione, attore e cantante italiano
- 8 dicembre - Mario Rossello, pittore e scultore italiano

Morti


- 25 gennaio - Pompeo Mariani, pittore italiano
- 23 febbraio - Clelia Bompiani, pittrice italiana
- 14 luglio - Fritz Hofmann, ginnasta e atleta tedesco, campione olimpico alla I Olimpiade (n.1871)
- 24 luglio - Ryûnosuke Akutagawa, scrittore giapponese

Premi Nobel


- per la Pace: Ferdinand Buisson, Ludwig Quidde
- per la Letteratura: Henri Bergson
- per la Medicina: Julius Wagner-Jauregg
- per la Fisica: Arthur Holly Compton, Charles Thomson Rees Wilson
- per la Chimica: Heinrich Otto Wieland 027 ja:1927年 ko:1927년 simple:1927 th:พ.ศ. 2470

Academy of Motion Picture Arts and Sciences

La Academy of Motion Picture Arts and Sciences (A.M.P.A.S.) è un'organizzazione professionale onoraria, fondata l'11 maggio 1927 in California, per sostenere lo sviluppo dell'industria cinematografica (letteralmente il nome significa Accademia delle Arti e delle Scienze Cinematografiche). L'Academy, come spesso è brevemente chiamata, è nota in tutto il mondo per l'assegnazione degli Academy Awards, meglio noti in Italia come Premi Oscar. L'attuale presidente dell'Academy è Frank R. Pierson.

I 36 fondatori originali dell'Academy

Attori


- Richard Barthelmess
- Jack Holt
- Conrad Nagel
- Milton Sills
- Douglas Fairbanks, Sr.
- Harold Lloyd

Registi


- Cecil B. DeMille
- Frank Lloyd
- Henry King
- Fred Niblo
- John M. Stahl
- Raoul Walsh

Sceneggiatori


- Joseph Farnham
- Benjamin F. Glazer
- Jeanie MacPherson
- Bess Meredyth
- Carey Wilson
- Frank Woods

Tecnici


- J, Arthur Ball
- Cedric Gibbons
- Roy J. Pomeroy

Produttori


- Fred Beetson
- Charles H. Christie
- Sid Grauman
- Milton E. Hoffman
- Jesse L. Lasky
- M. C. Levee
- Louis B. Mayer
- Joseph M. Schenck
- Irving Thalberg
- Harry Warner
- Jack Warner
- Mary Pickford
- Harry Rapf

Avvocati


- Edwin Loeb
- George W. Cohen

Collegamenti esterni


- [http://www.oscars.org/ Academy of Motion Picture Arts and Sciences] - Sito ufficiale Categoria:Cinema

1928

Eventi


- 13 gennaio - Francia: inizia la costruzione della linea Maginot
- 10 febbraio - Germania/USA: Primo collegamento telefonico via etere
- Dall'11 al 19 febbraio - St. Moritz, Svizzera: si svolge la II Olimpiade Invernale
- 25 maggio - Artico: durante il viaggio verso il Polo Nord precipita il dirigibile Italia di Umberto Nobile. Le operazioni di soccorso mobilitano mezza Europa e costano la vita a Roald Amundsen.
- 5 settembre - Gran Bretagna: il batteriologo Alexander Flemingscopre l'effetto antibiotico della penicillina
- 3 luglio - Gran Bretagna: L'inventore scozzese John Logie Baird mostra la prima trasmissione (tecnica) televisiva a colori
- 31 luglio - Olanda: Elizabeth Robinson vince i 100 m alle Olimpiadi di Amsterdam. È la prima gara femminile di atletica leggera nella storia delle Olimpiadi
- 12 agosto - Unione Sovietica: come contromanifestazione rispetto alle Olimpiadi, si svolgono a Mosca le Spartachiadi dell'Internazionale rossa dello sport.
- 19 settembre - Stati Uniti: prima apparizione cinematografica di Mickey Mouse (Topolino) nel cartone animato "Steambot Willie"
- 28 settembre - Italia: viene istituita la Federazione Italiana Rugby (FIR).
- 2 dicembre - Italia: la Provincia di Viterbo è istituita con Legge n. 2735.

Nati


- 8 gennaio - Domenico Modugno, cantante
- 18 gennaio - Alexander Gomelski, allenatore di pallacanestro russo
- 28 gennaio - Eugenio Monti, bobbista italiano
- 25 febbraio - Paul Bert Elvstrøm, velista danese
- 26 febbraio - Fats Domino, cantante statunitense
- 25 marzo - Gigi Reder (Luigi Schroeder), attore italiano (ha interpretato il ruolo del Ragionier Filini nei film di "Fantozzi") († 1998)
- 23 aprile - Shirley Temple, attrice e diplomatica statunitense
- 14 giugno - Che Guevara, rivoluzionario († 1967)
- 26 luglio
  - Francesco Cossiga, politico italiano, VIII Presidente della Repubblica
  - Stanley Kubrick, regista († 1999)
- 6 agosto - Andy Warhol, artista († 1987)
- 3 novembre -