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| 11 Marzo |
11 marzo
L'11 marzo è il 70° giorno del Calendario Gregoriano
(il 71° negli anni bisestili).
Mancano 295 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1513 - Leone X è eletto Papa.
- 1649 - La Fronda (ribelli) e il governo Francese firmano la Pace di Rueil.
- 1702 - Il primo giornale di informazione a pubblicazione regolare in Lingua Inglese, The Daily Courant, esce per la prima volta.
- 1818 - Mary Shelley pubblica Frankenstein.
- 1824 - Il Dipartimento di guerra statunitense crea il Bureau of Indian Affairs.
- 1845 - Guerra di Flagstaff: I capi Hone Heke e Kawiti spingono 700 Maori ad ammainare la bandiera Britannica e cacciano i coloni dal villaggio di Kororareka a seguito di rotture al Trattato di Waitangi del 1840.
- 1861 - Guerra civile Americana: Viene adottata la Costituzione della Confederazione degli Stati Americani.
- 1864 - La Grande alluvione di Sheffield: Il più grande disastro causato dall'uomo che abbia mai colpito l'Inghilterra uccide più di 250 persone a Sheffield.
- 1888 - La "Grande Bufera del 1888" inizia lungo le coste orientali degli Stati Uniti, bloccando i commerci e uccidendo più di 400 persone.
- 1900 - Guerra Boera: Le aperture di pace del leader dei Boeri Paul Kruger vengono respinte dal Primo Ministro del Regno Unito Lord Salisbury.
- 1917 - Baghdad cade sotto il controllo delle forze Anglo-Indiane comandate dal Generale Maude.
- 1927 - A New York City, Samuel Roxy Rothafel apre il Roxy Theatre.
- 1936 - Il Primo Ministro Britannico grazia cinque detenuti Irlandesi che promettono di unirsi alla crescente lotta contro la Germania.
- 1941 - Seconda Guerra Mondiale: Il Presidente Franklin Delano Roosevelt firma una legge che permette di inviare aiuti militari agli Alleati sotto forma di prestiti.
- 1942 - Seconda Guerra Mondiale: Il Generale Douglas MacArthur abbandona Corregidor.
- 1978 - Terroristi Palestinesi sulla Autostrada Tel Aviv Haifa uccidono 34 Israeliani.
- 1985 - Mikhail Gorbachev diventa leader dell'Unione Sovietica.
- 1990 - La Lituania si dichiara indipendente dall'Unione Sovietica.
- 1990 - Patricio Aylwin presta giuramento come primo presidente democraticamente eletto del Cile dal 1973.
- 1991 - Viene imposto il coprifuoco nelle townships nere in Sudafrica dopo che lotte tra gang politiche rivali hanno ucciso 49 persone.
- 1993 - Janet Reno è confermata dal Senato degli Stati Uniti e presta giuramento il giorno successivo diventando il primo Attorney General degli Stati Uniti donna.
- 1996 - John Howard diventa il venticinquesimo Primo Ministro dell'Australia.
- 1997 - Una esplosione ad un impianto di trattamento delle scorie nucleari in Giappone espone i lavoratori alla contaminazione radioattiva nel peggior incidente nucleare della storia del Giappone.
- 1999 - Infosys è la prima azienda indiana ad essere inserita nel Nasdaq.
- 2003 - A The Hague viene fondata la Corte criminale Internazionale.
- 2004 - Spagna: Una serie di attentati a treni sconvolge Madrid. Il bilancio in termini di vittime è di 200 morti e circa 1.500 feriti.
Nati
- 1544 - Torquato Tasso, poeta italiano († 1595)
- 1821 - Churchill Babington, archeologo inglese († 1889)
- 1876 - Carl Ruggles, compositore († 1971)
- 1885 - Malcolm Campbell, pilota di auto da corsa († 1948)
- 1890 - Vannevar Bush, ingegnere e politico († 1974)
- 1892 - Raoul Walsh, regista († 1980)
- 1898 - Dorothy Gish, attrice († 1968)
- 1899 - Re Federico IX di Danimarca († 1972)
- 1903 - Ronald Syme, classicista e storico († 1989)
- 1907 - Helmut von Moltke, giurista († 1945)
- 1910 - Robert Havemann, chimico († 1982)
- 1915
- Gaetano Afeltra, giornalista († 2005)
- Hans Peter Keller, scrittore († 1988)
- Karl Krolow, poeta e saggista († 1999)
- 1916 - Harold Wilson, politico britannico († 1995)
- 1919 - Mercer Ellington, musicista, compositore († 1996)
- 1921 - Astor Piazzolla, musicista e compositore argentino († 1992)
- 1927 - Joachim Fuchsberger, attore
- 1931 - Rupert Murdoch, editore, imprenditore
- 1934 - Sam Donaldson, reporter
- 1936 - Reverendo Ralph Abernathy, leader dei diritti civili († 1990)
- 1948 - Dominique Sanda, attrice
- 1950
- Bobby McFerrin, cantante
- Jerry Zucker, produttore, regista, scrittore
- 1952 - Douglas Adams, scrittore britannico († 2001)
- 1955 - Nina Hagen, cantante
- 1959 - Nina Hartley, attrice
- 1964 - Shane Richie, attore britannico
- 1968 - Lisa Loeb, cantante
- 1979
- Benji Madden, musicista (Good Charlotte)
- Joel Madden, musicista (Good Charlotte)
- 1981 - David Anders, attore
- 1982 - Thora Birch, attrice
Morti
- 222 - Eliogabalo, imperatore romano, (n. ca. 203 AC)
- 1847 - Johnny Appleseed, pioniere, agronomo (n. 1774)
- 1908 - Edmondo De Amicis, scrittore italiano (n. 1846)
- 1908 - Rev. Benjamin Waugh, riformatore sociale (n. 1839)
- 1920 - Julio Garavito Armero, astronomo colombiano (n. 1865)
- 1931 - Friedrich Wilhelm Murnau, regista tedesco (n. 1888)
- 1955 - Alexander Fleming, batteriologo inglese, Premio Nobel per la medicina (n. 1881)
- 1957 - Ammiraglio Richard E. Byrd, esploratore (n. 1888)
- 1967 - Geraldine Farrar, soprano statunitense (n. 1882)
- 1969 - John Wyndham, scrittore (n. 1903)
- 1970 - Erle Stanley Gardner, scrittore (n. 1889)
- 1971 - Philo T. Farnsworth, pioniere della televisione (n. 1906)
- 1972 - Frederick Brown, scrittore (n. 1906)
- 2002 - James Tobin, economista (n. 1918)
- 2005 - Aurelio Fierro, cantante italiano (n. 1923)
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Lituania - Ristabilimento dell'indipendenza lituana
- Zambia - Giornata della gioventù
Religiose
Santi cattolici:
- San Costantino, Re di Scozia e martire
- Sant'Eutimio di Sardi, vescovo e martire
- San Firmino di Amiens, abate
- San Ramiro (o San Ranimiro), martire
- Santa Rosina di Wenglingen, vergine, martire
Laiche
11
ja:3月11日
ko:3월 11일
simple:March 11
th:11 มีนาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Papa Leone X
Leone X, nato Giovanni di Lorenzo de' Medici (11 dicembre 1475 - 1 dicembre 1521), fu l'unico Papa a conferire il suo nome ad un'epoca, e uno dei pochi la cui estrazione d'origine corrispondeva in qualche misura allo splendore della dignità pontificia. Giovanni era infatti il secondogenito di Lorenzo de' Medici e nacque a Firenze.
Venne destinato fin dall'inizio alla carriera ecclesiastica; ricevette la tonsura a sette anni, reggeva dei benefici ad otto, e prima dei tredici erano in corso negoziati per la sua elevazione a cardinale. Innocenzo VIII, il Papa regnante, era legato a Lorenzo de' Medici da relazioni domestiche e da una comunanza di interessi e politiche; nell'ottobre 1488 Giovanni venne nominato cardinale alla condizione che non venisse riconosciuto pubblicamente come tale per altri tre anni. L'intervallo di tempo venne dedicato allo studio della teologia e del diritto canonico, impegni meno congeniali al giovane principe della chiesa, rispetto all'elegante letteratura per la quale aveva ereditato il gusto del padre, e nella quale aveva fatto grandi progressi sotto la tutela di Poliziano e Bibbiena.
Nel marzo 1492 divenne cardinale e prese residenza a Roma, ricevendo una lettera di consigli [http://www.fordham.edu/halsall/source/lorenzomed1.html] dal genitore, che figura tra le più sagge e di valore nelle composizioni del suo genere. Nel giro di pochi mesi le sue prospettive vennero offuscate dalla morte quasi simultanea di suo padre e del Papa, un doppio lutto che chiudeva un'era di pace che la politica prudente di Lorenzo aveva donato all'Italia, e inaugurava un periodo di invasioni staniere e lotte interne.
Una delle prime conseguenze dell'irruzione francese in Italia, che seguì a breve, fu l'espulsione della famiglia Medici da Firenze (novembre 1494). Dopo aver resistito il meglio che potè, il cardinale de' Medici trovò rifugio a Bologna, e, vedendosi privato al momento di importanza politica, oltre ad essere malvisto dal successore di Innocenzo, Alessandro VI, intraprese un viaggio in nazioni straniere con un gruppo di amici. Al suo ritorno si insediò a Roma, sottraendosi all'attenzione il più possibile, e disarmando la gelosia di Alessandro con la sua completa devozione ai conseguimenti letterari.
Alessandro VI
Questo papa, raffinato e colto umanista in un'Europa che si stava avviando al fanatismo religioso e alle guerre teologiche inaugurate dalla Riforma protestante, è stato spesso criticato per le caratteristiche laiche del suo pontificato e per la mancanza di zelo riformista. Di lui gli avversari raccontano che quando divenne papa, l'11 marzo 1513, abbia detto a suo fratello Giuliano "Poiché Dio ci ha dato il Papato, godiamocelo." e viaggiasse attraverso Roma alla testa di una stravagante parata, in cui sarebbero apparsi pantere, giullari e Hanno, un elefante bianco. Avrebbe fatto servire cene con sessantacinque portate, nelle quali dei ragazzini saltavano fuori dai budini.
A corto di fondi causate da guerre contro la Francia e da vasti lavori edilizi in corso a Roma, Leone fece un accordo con l’arcivescovo Alberto di Brandeburgo, in Germania, che avrebbe aiutato a compiere l’opera di completamento della basilica di S.Pietro a Roma. Egli accettò da Alberto la somma di 10.000 ducati in cambio dell’arcivescovado di Magonza. Affinché Alberto potesse restituire la somma alla casa finanziaria di Jakob Fugger, da cui aveva ottenuto il prestito, il Il 31 marzo 1515 il papa con la bolla Sacrosancti Salvatoris et Redemptoris gli diede il privilegio di dispensare un’indulgenza nei suoi territori per un periodo di otto anni. Metà del denaro ricevuto sarebbe stato versato al papa e l’altra metà a Fugger come restituzione del prestito.
Martin Lutero critico' Leone X per la vendita di indulgenze e la predicazione grossolana del monaco domenicano Johann Tetzel commissario generale dell'arcivescovado di Magonza. Il 31 ottobre 1517, Lutero affisse le sue "95 tesi sulle Indulgenze" sul portone della chiesa di Wittenberg, e la riforma protestante, con suo furore religioso, fu il peggior colpo allo splendore umanistico della corte papale del rinascimento, di cui Leone fu uno dei maggiori esponenti.
Il 15 giugno 1520 Leone pubblicò la bolla Exsurge Domine con la quale vennero condannate alcune delle tesi di Lutero e con la quale minaccio' di scomunica Lutero se non avesse ritrattato entro 60 giorni le sue posizioni. Lutero ignoro la bolla e successivamente la brucio' nella piazza di Wittenberg. Il 3 gennaio 1521 Papa Leone X scomunicò Martin Lutero con la bolla Decet Romanu Pontefici, il 1 dicembre dello stesso anno Leone moriva e fu seppellito nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.
Voci correlate
- Carlo V e i Papi - i due poteri
Leone 10
ja:レオ10世 (ローマ教皇)
ko:교황 레오 10세
1649
Eventi
- Italia - Distruzione della città di Castro e fine del Ducato di Castro
Nati
Morti
- 18 marzo - Mons. Cristoforo Giarda, vescovo barnabita, muore assassinato nei pressi di Monterosi.
049
ko:1649년
Francia
La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna.
È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.
Storia
I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France).
Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia.
I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789.
Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta.
Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari.
Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999.
Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace.
La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Politica
La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati.
L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere.
Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento.
Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia
Divisioni amministrative
La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi.
dipartimenti
I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements).
I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti.
I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002.
Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare.
La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.
Geografia
La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso).
Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna.
Le principali città della Francia sono:
:Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence.
Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.
Economia
L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale.
Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su questi settori fin dai primi anni '90. Il governo sta lentamente vendendo le sue partecipazioni in France Telecom, Air France, e nei settori assicurativo, bancario e della difesa.
La Francia si uní ad altri 10 paesi UE per lanciare l'Euro il 1 gennaio 1999, valuta che ha rimpiazzato completamente il franco francese all'inizio del 2002.
Demografia
la lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.
Religione
A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione di chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella).
Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione.
Il CIA World Factbook del 2003 elenca le religioni in Francia come:
Cattolici Romani 83-88%, Protestanti 2%, Ebrei 1%, Musulmani 5-10%, non affiliati 4%. Non è chiaro da dove provengano queste cifre.
Comunque, in un [http://a1692.g.akamai.net/f/1692/2042/1h/medias.lemonde.fr/medias/pdf_obj/sondage030416.pdf sondaggio del 2003] il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine "ateo" li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara "Cristiano". Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto Cattolico Romano, il 6% Musulmano, il 2% Protestante, l'1% ebraico, il 2% "altre religioni" (eccetto per Ortodossi o Buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% "nessuna religione" e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di "atei" (41%) e il numero di "nessuna religione" (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile. La religione è considerata come un fatto privato. I francesi in generale si oppongono al potere clericale ed alla sua influenza nella politica. Il fondamentalismo islamico è considerato una reale minaccia per la coesione della società francese, dove il comunitarismo non è accettato. Questo è già successo con i Cattolici prima della Rivoluzione Francese del 1789.
Vedi anche:
- Chiesa cattolica francese
- Islam in Francia.
Cultura
- Académie française
- Letteratura francese
- Francesi celebri
- Cucina francese
- Cinema francese
- Musica francese
Il governo sta considerando la soppressione del lunedi di Pentecoste come festività pubblica.
Voci correlate
- Comunicazioni in Francia
- Trasporti in Francia
- Esercito Francese
- Educazione in Francia
- Elenco d'università francesi
- Relazioni estere della Francia
- Turismo in Francia
- Impero coloniale francese
- Parchi Nazionali (Francia)
Classifiche internazionali
- Indice di sviluppo umano, 2003: 17a (su 175)
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 indice della libertà di stampa] 11a su 139 nazioni
Collegamenti esterni
- [http://www.assemblee-nat.fr/italiano/index.asp Assemblée Nationale] - L'assemblea nazionale francese
- [http://www.elysee.fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Presidente francese] - Il Palazzo dell'Eliseo
- [http://www.premier-ministre.gouv.fr/fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Primo Ministro francese]
- [http://www.senat.fr/international/english/ Sénat] - Il senato francese
- [http://www.service-public.fr/etranger/english.html Sito ufficiale del servizio pubblico francese] - Contiene molti link a diverse istituzioni e amministrazioni
als:Frankreich
fiu-vro:Prantsusmaa
ja:フランス
ko:프랑스
ms:Perancis
simple:France
th:ประเทศฝรั่งเศส
zh-min-nan:Hoat-kok
1702
Eventi
- Cervia: Terminata la Cattedrale
Nati
- Thomas Bayes, matematico britannico
Morti
002
ko:1702년
ms:1702
Lingua inglese Storia della Lingua Inglese
Nel suo lungo sviluppo l'inglese si è notevolmente alterato. Convenzionalmente si divide l'evoluzione diacronica della lingua in tre fasi:
- Inglese Antico (AI) o Anglosassone (AS)
- Medio Inglese (MI)
- Inglese Moderno (IM)
Possiamo estrapolare delle date approssimative tra le molte proposte, e dire che l'AI va dall'invasione della Britannia ad opera di Sassoni, Juti e Angli (V secolo d.C.) fino all'invasione normanna.
Il MI si può far terminare intorno all'inizio del XVI secolo.
L'IM copre un periodo di tempo molto lungo, che va da Shakespeare ai nostri giorni.
Benché la lingua si sia evoluta in questi secoli (noi non leggiamo al giorno d'oggi le opere di Shakespeare seguendo la pronuncia dei suoi contemporanei), la sua struttura è rimasta sostanzialmente immutata.
Antico Inglese (Anglosassone)
Storia esterna
Secondo il resoconto del Venerabile Beda, le stirpi germaniche degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, partite dallo Jutland e dalla Germania settentrionale, si insediarono in quella regione della Britannia che è oggi l'Inghilterra nel 499 d.C.
Gli Juti si stabilirono nel Cantium (Kent), gli Angli nell'East Anglia, nelle Midlands e in Northumbria, i Sassoni nell'Essex, nel Middlesex e nel Wessex - cioè rispettivamente regno dei Sassoni orientali, di mezzo ed occidentali.
Sotto la spinta dei nuovi venuti i Celti in parte si assimilarono, in parte si spostarono a ovest (North Walas, West Walas o Galles, Sûth Walas o Cornovaglia).
Fonetica
Il sistema vocalico dell'AI consta di sette vocali, che possono essere brevi o lunghe:
- a (aperta se breve, chiusa se lunga)
- æ ([æ] o [æ:])
- e (/ε/ se breve, /e:/ se lunga)
- i
- o (aperta se breve, chiusa se lunga)
- u ([υ] o [u:])
- y (come la ü del tedesco)
La lunghezza delle vocali non veniva indicata graficamente.
A partire dal X secolo le atone brevi a, e, o e u tendono a confluire nel suono indistinto schwa [ə] così frequente nell'inglese moderno.
I dittonghi sono:
- ea ([æa] e [æ:a])
- eo ([εo] e [ε:o])
- ie ([iε] e [i:ε])
Tra le consonanti:
- c rende i suoni [k] (cynn, stirpe) e [t∫] (c di cena) (spræc [spræt∫], discorso).
- g può indicare i suoni [j] (gêar, anno) o [γ] (gh) (dagas, giorni).
- h rende i suoni [h], [x] (fricativa sorda velare) o [ç] (ted. ich).
- ð e þ possono rendere indifferentemente i suoni [ð] o [θ], esattamente come th nell'inglese moderno.
- sc si legge [∫] (sc di scena) (wascan ['wa∫an], lavare).
Sostantivi
L'AI, a differenza dell'IM, possiede una ricca flessione, sia nominale che verbale. I generi sono tre, maschile, femminile e neutro.
Come in tedesco, il nome nell'AI presenta quattro casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Le classi di declinazione più frequenti sono tre:
- Nomi maschili e neutri in -a-. Questa classe corrisponde ai nomi indoeuropei in -o-s, germ. -a-z, lat. -u-s)
- Nomi femminili in -o- (corrispondenti all'IE -a-, germ -u, lat. -a)
- Nomi maschili, femminili e neutri in nasale (ted. Name, Friede).
Altre declinazioni meno frequenti sono la atematica, quella in -r-, quella dei neutri con plur. in -ru.
I sostantivi atematici, masch. e femm., cambiano al plurale la vocale tematica in conseguenza di un antico umlaut: fôt, masch. "piede", plur. fêt.
Gli aggettivi
Gli aggettivi, secondo una caratteristica delle lingue germaniche, seguono una declinazione forte, con le desinenze dei pronomi, e una debole, con le desinenze dei sostantivi in nasale. Un aggettivo segue la declinazione debole quando è preceduto da un articolo, un dimostrativo o un possessivo, la forte negli altri casi.
Pronomi personali
L'articolo definito
L'aricolo definito si presenta nella forma sê per il maschile, sêo per il femminile, ðæt per il neutro. Quest'ultima forma sopravvive nell'IM the e that.
L' articolo indefinito
L' articolo indetefinito ( o indeterminativo) a\an è invariabile. Lo si usa davanti ai sostantivi singolari numerabili.
1. Si usa an davanti ad una parola che inizia per vocale o "h" muta.
2.Si usa a davanti ad una parola che inizia per consonante o "h" aspirata.
Verbi
Come in genere nelle lingue germaniche i verbi si dividono in due categorie: forti e deboli. Nei forti la vocale tematica muta passando dal presente al preterito al participio passato e dal singolare al plurale. P.es. da singan (cantare) si ha pret. sang, pret. plur. sungon, part. pass. gesungen. I verbi deboli formano il preterito mediante le desinenze -ede, -ode, -de, -te. Esistono varie ipotesi sull'origine di questa desinenza in dentale tipicamente germanica. Secondo alcuni autori deriverebbe dall'agglutinazione del verbo germanico per "fare" (qualcosa del tipo "I did change", "I change-did", "I changed"), secondo altri dalla particella tô, "to". I verbi forti, molto numerosi in AI, tenderanno, col passare dei secoli, in gran parte a scomparire o a confluire nella più "regolare" declinazione forte. Quelli che si sono mantenuti sono in effetti i verbi di uso più frequente, quindi meno propensi a venir "regolarizzati".
Un esempio di AI: il Padre Nostro
:Fæder ûre,
:þû þe eart on heofonum,
:sî þîn nama gehâlgod.
:Tôbecume þîn rîce.
:Gewurþe ðîn willa on eorðan swâ swâ on heofonum.
:Ûrne gedæghwâmlîcan hlâf syle ûs tô dæg.
:And forgyf ûs ûre gyltas, swâ swâ wê forgyfað ûrum gyltendum.
:And ne gelæd þû ûs on costnunge,
:ac âlys ûs of yfele.
:Sôþlîce.
Medio Inglese (MI)
Storia esterna
Alla morte di Edoardo il Confessore (1066) si scatena la lotta per il trono d'Inghilterra tra Aroldo II, discendente designato dal re morente, e Guglielmo Duca di Normandia. Guglielmo sbaraglia le truppe di Aroldo a Hastings e viene incoronato a Westminster il giorno di Natale del 1066.
Con l'insediamento di una nuova classe governativa ed ecclesiastica normanna l'inglese regredisce dinanzi alla preponderanza del franco-normanno. Gli stessi re passavano spesso più tempo nei loro possedimenti francesi che sull'isola: le loro terre nel XII secolo comprendevano l'Angiò, il Maine, la Turenna, il Poitou e l'Aquitania oltre all'Inghilterra e alla Normandia.
Con Giovanni Senzaterra pressoché tutti i possedimenti francesi vanno perduti (tranne le Isole del Canale, ultimo brandello del Ducato di Normandia). A partire dalla Guerra dei Cent'Anni i legami con la Francia si affievoliscono. Il vecchio proverbio "Jack wold be a gentilman if he cold speke Frensk" comincia a perdere molto del suo significato. In Inghilterra si delinea un nuovo standard, basato sul dialetto di Londra e delle Home Counties.
Fatti di pronuncia
Nel passaggio dall'AI al MI hanno luogo i seguenti mutamenti fonetici.
- /a/ lunga passa a /o/ lunga aperta (stân > ston).
- [æ:] > [e:] (tæcan > teche).
- [æ] resta immutata. Viene resa con a.
- [y] > [i].
- [eз] > [ε].
- [æз] > [a].
- [e:з] > [e:].
- [æ:з] > [ε:]
- Alcune vocali si allungano: climban > climbe ['kli:mbə], milde > milde ['mi:ldə], gatu > gate ['ga:tə].
- Cade la n finale, tranne nell'infinito e nel part. pass. dei verbi forti.
- hl-, hn-, hr- perdono la h (hnutu > nute).
- Cade la finale -ch (luflich > lovely).
Perdita della flessione
Fatti di fonetica e di analogia, in parte già attivi nel tardo AI, portarono alla quasi totale perdita della flessione. Tutte le finali -m diventarono -n. Contemporaneamente le vocali a, o, u, e in sillaba atona tesero verso il suono indistinto (schwa) e vennero generalmente scritte e (talvolta i).
La flessione dapprima si riduce a tre casi con la perdita dell'accusativo (ston, stones, stone), ma già in Sir Gawain And The Green Knight il dativo è scomparso (stan, stanes).
Per il plurale si estende la desinenza -es - -en per alcuni antichi sostantivi in nasale (oxen).
L'aggettivo si riduce a un singolare adesinenziale e a un plurale in -e (blind, blinde). Presto cadde anche questa marca del plurale (blind, blind)
Una delle conseguenze più rilevanti dei fatti fonetici descritti fu la perdita pressoché totale del genere grammaticale.
AI stân, stânas, stâne, stân
MI ston, stones, ston(e)
AI stânas, stâna, stânum, stânas
MI stones
Inoltre, scompare il duale.
I pronomi
Con la perdita della flessione, i parlanti dipesero in misura sempre maggiore dai pronomi per avere indicazioni sul genere, sul caso e (quando gli aggettivi persero la desinenza -e del plurale) anche sul numero. Tra i dimostrativi delle forme AI sê, sêo e þæt solamente the e that, originariamente forme neutre, sopravvissero nel MI. Un plurale tho esisteva in età elisabettiana. Dei dimostrativi þês, þêos e þis solo quest'ultimo sopravvisse in MI.
Tra i pronomi personali le perdite furono meno gravi poiché qui c'era una maggior necessità di distinguere generi e casi. La prima persona ha nom., gen., dat.-acc. I, min, me, plur. we, our, us. La seconda þu (thou), þin, þe, plur. ye, your, you. La terza masch. he, his, him, femm. heo (sche), hir, hire (her), neutro (h)it, his, (h)it. Il plur. he (þei), here (þair), hem (þem). Le nuove formazioni in sh- per il femm. e in th- per il plurale sono di origine settentrionale e sono quelle che si affermeranno.
Verbi
1)La caduta delle e e delle n finali in quasi tutte le forme condurrà a una notevole semplificazione della coniugazione verbale. Questo è il presente di drinken nei dialetti meridionali: drinke, drinkest, drinketh, plur. drinketh. Al preterito nel Nord c'è ormai solo una forma (drank) per tutte le persone.
2)I verbi inglesi hanno due forme principali: il simple present e il continuous present. Il primo indica azioni abituali; si forma togliendo "to" dall' infinito del verbo. Per tutte le persone si usa la forma base preceduta dal soggetto, con l' eccezione della terza persona singolare che aggiunge la desinenza -e oppure -es alla forma base. Il secondo si usa per idicare un' azione che si svolge in quel momento; si forma con il presente del verbo to be + il gerundio del verbo in questione. Il gerundio si forma a sua volta aggiungendo -ing all' infinito tematico (infinito senza "to").
Pronomi interrogativi e relativi
Esistono due pronomi interrogativi: who [hwo:] (masch. e femm.) e what [hwåt] (neutro). Derivano direttamente dall'AI hwâ e hwæt. Il genitivo è whos [hwo:s] per tutti i generi, il dativo-accusativo risp. whom [hwom] e what [hwat]. Who ha anche funzione di pronome interrogativo indefinito (mod. whoever). Le altre forme sono impiegate sia come pronomi interrogativi che relativi. In funzione di pronome relativo si inizia a fare ampio uso di what e di which, entrambi usati per tutti i generi e numeri.
Gli avverbi
Con la perdita di -ch finale la desinenza -lich diventa -ly e trova un vasto impiego come indicatore della funzione avverbiale (deep, deeply).
Un esempio di MI, dalla "Ballad Of Our Lady" di Dunbar
:Hale, sterne superne! Hale in eterne,
:In Godis sicht to schyne!
:Lucerne in derne [luce nelle tenebre], for to discerne,
:Be glory and grace devyne;
:Hodiern, modern, sempitern,
:Angelicall regyne!
Inglese Moderno
L'introduzione della stampa in Inghilterra ad opera di William Caxton nel 1476 contribuì alla fissazione dell'ortografia ma, poiché ebbe luogo prima che si concludesse il Great Vowel Shift, determinò il primo grande divario tra scrittura e pronuncia. Dopo la nascita della Chiesa d'Inghilterra nacque l'esigenza di una versione inglese della Bibbia. Nel 1611 fu data alle stampe lAuthorized Version. La stampa, la Riforma e l'affermazione del ceto medio ("middle class") ebbero come conseguenza della diffusione di quella che si andava affermando come lingua standard.
L'espansione coloniale dell'Inghilterra diffuse la lingua in vasti territori dell'America del Nord, dell'Africa, dell'Asia, dell'Oceania. L'indipendenza degli Stati Uniti corrispose alla formazione di una varietà d'inglese, diversa dallo standard britannico, che si sarebbe affermata a livello mondiale nel XX secolo.
Il Grande Spostamento Vocalico (Great Vowel Shift)
Il Great Vowel Shift (GVS) è la più importante alterazione fonetica della storia della lingua inglese. Si può affermare che esso portò l'inglese alla sua pronuncia attuale. Il GVS non ebbe luogo nella stessa epoca nelle diverse regioni (in alcune, particolarmente al Nord, è assente nelle parlate locali al giorno d'oggi); si può comunque porre il suo inizio al XV secolo e considerarlo compiuto alla fine del XVI.
Il GVS riguarda le vocali lunghe:
- [i:] > [ai]--- side [si:də] > [said]
- [e:] > [i:]--- deed [de:d] > [di:d]
- [ε:] > [i:]--- heat [hε:t] > [hi:t]
- [u:] > [au]--- town [tu:n] > [taun]
- [o:] > [u:]--- roof [ro:f] > [ru:f]
Altri fatti fonetici
Tra i dittonghi [iu] e [εu] confluiscono in [ju:] (mute). [ju:] tende a semplificarsi in [u:] dopo l, r, [t∫] e [dζ] (rude, chew, June pronunciati come rood, choo, joon).
[au] passa a [ò:] (law).
Le spiranti allungano il suono di una a che le preceda: mass [ma:s], bath [ba:θ], staff [sta:f].
La r, peraltro destinata a scomparire dopo vocale, impedisce il GVS introducendo uno schwa: door [doз], clear [kliз].
Scompaiono i suoni [χ] e [ç]. Il gh che li rappresentava perde ogni suono causando l'allungamento della vocale precedente (bright, night) ([briçt] > [brait], [niçt] > [nait]) oppure, specie in fine di parola, diventa [f] (cough).
[hw] diventa [w] (tranne che al Nord) ma si mantiene la grafia wh.
[j] tende a fondersi con la consonante precedente: ocean ['o:sjən] > ['o:∫ən], measure ['mεzjər] > ['mεζə], future ['fju:tjur] > ['fju:t∫ə], etc.
Uno dei fatti più importanti è la scomparsa della r postvocalica. Questa è una caratteristica tipica del Sud, assente ancor oggi dai Midlands verso nord e in Scozia. È assente negli Stati Uniti tranne nel New England orientale e nel Sud.
Il sostantivo
Il plurale in -s si afferma decisamente. Restano alcune forme con umlaut (foot, feet) e alcuni plurali in nasale (oxen).
Gli aggettivi
Gli aggettivi sono ormai invariabili.
I verbi
Diminuiscono notevolmente i verbi forti (ormai chiamati "irregolari"). All'interno di questa categoria scompare spesso la distinzione tra preterito e participio passato (cling, clung, clung).
Il congiuntivo si riduce fin quasi a scomparire. Nei rari casi in cui è impiegato è indistinguibile dall'indicativo tranne nei casi in cui ha una forma diversa (terza pers. sing. adesinenziale [he do], forma be del verbo essere).
La desinenza della terza persona singolare oscilla fra -(e)th (meridionale) e (e)s (settentrionale). Sarà quest'ultima forma a prevalere.
La forma progressiva (to be ...ing) diventa regolare.
La costruzione to be + participio passato (I am come) diventa molto rara con l'affermazione di to have in questa funzione.
L'inglese contemporaneo
Lo standard britannico
La pronuncia dell'inglese standard britannico è caratterizzata come segue:
- È una pronuncia non-rotica, cioè la r non è mai pronunciata dopo una vocale a meno che non segua un'altra vocale (anche iniziale di una parola successiva).
- La l è velarizzata in fine di sillaba (mill [miŁ]), chiara in tutte le altre posizioni.
- Non c'è distinzione tra w e wh [w].
- La o lunga si pronuncia come uno schwa seguito da /u/ [əu]
- La u breve (but) ha un suono molto aperto, praticamente [a].
Varietà dialettali
La pronuncia dialettale settentrionale (dallo Staffordshire, Leicestershire e Lincolnshire verso nord) è caratterizzata dai seguenti fatti fonetici.
- GVS assente: cloud si pronuncia [klu:d], house [hu:s], night [ni:t].
- Una vocale derivata da â dell'AI si pronuncia [iə]: stone [stiən].
- [aη] dell'AI è conservato: lang [laηg] = long [loη] dello standard.
- Il gruppo wh è generalmente pronunciato [hw].
- La u breve si pronuncia [υ]: butter ['bυtər], standard ['bata].
- Path, grass, laugh, etc. si pronunciano [pæθ], [græs], [læf] anziché [pa:θ] etc.
- La pronuncia è rotica (r pronunciata in tutte le posizioni).
Nel Sud
- Il gruppo path, grass, etc. si pronuncia [pa:θ], [gra:s], etc.
- h generalmente non è pronunciata.
- I dialetti occidentali (Dorset, Somerset, Devon) sono rotici e conservano la desinenza -eth alla terza persona sing. dei verbi.
- Nei dialetti orientali (Kent, Dorset) le fricative sorde in inizio di parola sono sonorizzate: farm [va:m], sea [zi:].
- A Londra e nelle Home Counties [ei] tende a diventare [ai] o [a:]: they [vai].
L'inglese d'Irlanda
L'Irlanda si può suddividere, dal punto di vista linguistico in tre aree:
- La costa orientale, con Dublino al centro, in cui l'inglese si è affermato già nel XVII secolo. L'inglese parlato in questa regione, denominato English Pale, conserva molti dei tratti portati nell'isola dai coloni inglesi.
- Il Gaeltacht, la frangia occidentale in cui il gaelico irlandese è ancora nell'uso quotidiano.
- Tra le due si trova l'area centrale, in cui l'inglese si è affermato tra il XVII e il XX secolo.
L'inglese parlato in Irlanda, specialmente il Pale, ha subito poche variazioni a livello di pronuncia mantenendosi per alcuni aspetti molto conservativo. Perfino al giorno d'oggi l'influsso dello standard britannico non si fa sentire molto fuori di Dublino.
A livello fonetico l'inglese d'Irlanda è caratterizzato dai seguenti fenomeni:
- I dittonghi [ai] e [oi] tendono a confondersi, e si realizzano, a seconda della regione, come [зi] o [ai].
- I dittonghi [ei] e [əu] si presentano come [e:] e [o:]: face [fe:s], load [lo:d].
- La [i:] derivata da [ε:] si presenta come [e:]: meat [me:t].
- La r si pronuncia sempre.
- La l è sempre chiara, mai velarizzata.
- [θ] tende a diventare [t] e [ð] [d]. Non si distinguono parole come thorn e torn, then e den.
- [s] e [z] davanti a consonante vengono spesso relizzate come "sh" [∫] e "zh" [ζ], specialmente al sud. Fist si legge "fisht".
Nel lessico si riscontrano termini peculiari di origine gaelica, p.es. slean, vanga.
Voci correlate
- Lingua inglese di Scozia o Scots
- Lingua inglese americana
Inglese
als:Englische Sprache
ja:英語
ko:영어
ms:Bahasa Inggeris
simple:English language
th:ภาษาอังกฤษ
zh-min-nan:Eng-gí
1818
Eventi
- Mary Shelley scrive Frankenstein
Nati
- 17 aprile - Alessandro II di Russia († 1881)
- 5 maggio - Karl Marx, filosofo, economista e pensatore politico tedesco († 1883)
- 30 luglio - Emily Brontë, scrittrice inglese († 1848)
- 15 settembre - beato Giuseppe Benedetto Dusmet, cardinale italiano († 1894)
- 17 settembre - Rudolf von Jhering, giurista tedesco.
- 23 ottobre - Michele Novaro, musicista genovese e dell'Inno di Mameli († 1885)
Morti
- 20 marzo - Johann Nikolaus Forkel, musicista e musicologo tedesco (n. 1749)
018
ko:1818년
ms:1818
Mary Shelley
Mary Wollstonecraft Shelley nata Godwin (30 agosto 1797 - 1 febbraio 1851) fu una scrittrice inglese ed è ricordata a livello popolare come autrice di Frankenstein (Frankenstein, or The Modern Prometheus) e come moglie del poeta romantico Percy Bysshe Shelley.
Biografia
Mary Wollstonecraft Godwin nacque a Londra il 30 agosto 1797, unica figlia della filosofa e promotrice dei diritti delle donne Mary Wollstonecraft, considerata la prima femminista della storia, e del saggista e scrittore politico William Godwin.
Incontrò Percy Bysshe Shelley, un libero pensatore come il padre, il 26 giugno 1814 presso la tomba della madre. I due fuggirono in Francia un mese più tardi, il 27 luglio, con Jane Clairmont, sorellastra di Mary. Tornati in Inghilterra nel settembre del 1816, dopo il suicidio della prima moglie del poeta inglese si sposarono, stavolta con il benestare dei genitori. Mary aveva appena ideato la storia di Frankenstein, che avrebbe scritto definitivamente durante l'estate dell'anno successivo.
Dopo una serie di alti e bassi letterari e personali di Shelley, il seguito del poeta si spostò a Lerici, vicino La Spezia in Italia. Fu lì che l'8 luglio del 1822 il giovane poeta annegò durante un viaggio in barca di ritorno da Livorno.
Mary si prodigò in modo infaticabile per promuovere gli ultimi lavori scritti dal marito, curando personalmente la pubblicazione di inediti e trovando anche l'occasione di scrivere alcuni romanzi propri, tra cui Valperga, The Fortunes of Perkin Warbeck e Falkner, che sono poco noti rispetto alla sua opera più famosa. The Last Man, una storia pioniera della fantascienza che narra dell'apocalisse dell'umanità in un lontano futuro è, tuttavia, da alcuni considerata la sua opera migliore.
Mary Shelley morì il 1 febbraio 1851 a Londra e fu sepolta nel cimitero di St. Peter a Bournemouth, nella contea inglese del Dorset.
Biografia approfondita
Mary Shelley nasce a Londra intorno al 1800, figlia di William Godwin, un’ex pastore dissidente poi ateo, e di Mary Wollstonecraft, scrittrice e pioniera del femminismo. Entrambi i genitori sono stati profondamente influenzati dalle idee rivoluzionarie francesi e fanno parte del piccolo gruppo radicale dei giacobini inglesi (Blake, Paine). Entrambi non vedono di buon’occhio l’istituzione del matrimonio, ma si sposano perché Mary è incinta. A soli cinque mesi dal matrimonio e pochi giorni dalla nascita della bambina però, Mary Wollstonecraft muore in seguito al parto. È il primo triste lutto nella vita di Mary e il tema della vita e della morte sarà non a caso centrale nella sua opera maggiore.
Il padre cerca di trovare un’altra donna che faccia da madre a sua figlia e sposa la sua vicina di casa Jane Clairmont, che non sarà mai benvoluta da Mary. Si attacca invece molto al padre, nonostante egli sia spesso freddo con lei e pur non condividendo le sue idee politiche rivoluzionarie. L’infanzia di Mary è comunque stimolante e piena di libri. Ospiti abituali della nuova casa in Skinner Street sono Hazlitt, Lamb, Coleridge (in Frankenstein c’è l’influenza della Rime of the ancient mariner), ma è sempre una grande gioia per Mary se può trascorrere dei periodi lontano da quella casa. Un commerciante ammiratore di suo padre gnene da l’opportunità e la invita in Scozia per un lungo periodo. In una lettera che Godwin scrive al commerciante si legge che Mary dovrebbe essere secondo lui cresciuta come un filosofo, se non come un cinico poiché questo aggiungerebbe forza al suo carattere; inoltre Mary tende a creare castles in the air e qualche volta deve essere svegliata.
Ospite e discepolo di Godwin diventa anche dal 1812 Percy Bisshe Shelley, che visita spesso Skinner Street con la sua giovane moglie Harriet. Godwin, semi dimenticato come filosofo è ben lieto di questo nuovo interessamento. È nel 1814 che Mary, ormai una giovane e colta donna di 16 anni, e Shelley si avvicinano: la moglie di lui è ormai stata abbandonata (si suiciderà) e i due fanno molte passeggiate alla tomba della madre di Mary.
In estate scappano sul continente e con loro va anche Claire (figlia di Jane Clairemont), ma Mary non sopporta affatto la sua presenza. Tornati a Londra in autunno, Mary si estranea dalla sua famiglia e da alla luce il primo bambino che però muore in pochi giorni. Mary scrive di aver sognato che suo figlio rinascesse.
Un secondo figlio nasce ma sopravvive solo tre anni. Mary, Percy e Claire compiono un secondo viaggio sul continente con questo figlio. Claire, diventata l’amante di Byron, convince i due a seguirlo a Ginevra. Il tempo piovoso confina spesso i soggiornanti (Mary, Percy, Claire, Byron e Polidori, fisico personale di Byron) in casa e questi occupano il tempo leggendo storie di fantasmi tedesche –tradotte in francese-. Byron propone allora di scivere loro stessi una storia di fantasmi: tutti cominciano una storia, ma Mary non ha subito l’ispirazione. Intanto le lunghe conversazioni degli uomini vertono sulla natura dei principi della vita, su Darwin, sul galvanismo, sulla possibilità di assemblare una creatura e infondere in essa la vita. Tali pensieri scatenano l’immaginazione di Mary e portano all’incubo che è all’origine del grande mito gotico: uno studente che si inginocchia di fianco alla creatura che ha assemblato, creatura che, grazie ad una qualche forza, comincia a mostrare segni di vita. Mary inizia il racconto decisa a ricreare quel terrore che lei ha provato nell’incubo: il successo dello scienziato nell’animare la creatura l’avrebbe terrorizzato ed egli sarebbe scappato dal suo lavoro, sperando che abbandonato a se stesso l’essere sarebbe morto; ma la creatura rimane sconcertata dalla sua solitudine “Satana aveva i suoi compagni che lo ammirassero ed incoraggiassero; ma io sono solo” e avrebbe voluto delle spiegazioni, similmente a quelle di Adamo del Paradise Lost di Milton che compaiono all’inizio del testo:
“Did I request thee, Maker, from my clay (creta)
to mould me man., did I solicit thee
from darkness to promote me...?”
Il marito spinge Mary a sviluppare maggiormente la storia che viene continuata in Inghilterra. Fanny Godwin e la prima moglie di Shelley si suicidano a breve distanza di tempo. Nel 1816 Percy e Mary si sposano.
Mary da alla luce un’altra figlia ma anche questa sopravviverà solo un anno. Nel 1818 viene pubblicato Frankenstein or the modern Prometheus. Mary e Percy (accompagnati a volte da Claire e Byron) viaggiano in Italia e a Firenze nasce Percy Florence (che diverrà l’erede di Shelley alla morte del figlio di Harriet e frequenterà cambridge).
Questo brevissimo periodo di felicità finisce nel 1822 quando Mary quasi muore per un aborto spontaneo e Percy Shelley invece annega in mare durante una tempesta.
Mary torna a Londra col figlio e continua a scrivere: pubblica The last man, romanzo ambientato nel ventunesimo secolo che narra dell’unico superstite in un mondo decimato dalle epidemie; scrive articoli e storie per diversi giornali e vari romanzi; scrive saggi sulle vite di molti illustri personaggi (Petrarca, Boccacio, Goldoni, Cervantes, Molière, Voltaire, Rousseau); cura raccolte e saggi sui lavori del marito, anche se il padre di Percy è contrario; scrive un libro sui viaggi intrapresi sul continente con suo figlio e i suoi amici.
Mary Wollstonecraft Shelley muore nel 1851 a 54 anni e viene sepolta accanto ai suoi genitori.
Figli di Mary Wollstonecraft: Mary and Fanny Godwin
Figli di Jane Clairmont: Charles, Jane (Claire)
Frankenstein
Frankenstein, o il Prometeo moderno fu scritto nel 1818 e sarebbe ispirato alla vita dell'alchimista Konrad Dippel. L'idea del romanzo risale al 1816, quando Mary Shelley era in vacanza a Bellerive, nei pressi di Ginevra, in compagnia di suo marito, della sorellastra Jane Clairmont (Claire) e del loro comune amico Lord Byron, che aveva avuto una relazione con Claire. La stagione era molto piovosa e gli amici discutevano a lungo; è da una di queste discussioni sulla letteratura tedesca che la scrittrice ebbe l'idea di un romanzo gotico che raccontasse la creazione di un uomo, senza essere Dio, ma utilizzando un'energia di essenza divina il cui uso era considerato da Plinio il Vecchio un sacrilegio dalle terribili conseguenze. Di qui il sottotitolo "Prometeo moderno" con chiara allusione al mito, tratto da Ovidio, del Titano che aveva dato il fuoco agli uomini.
Il gruppo decise di intraprendere una gara letteraria per scrivere una storia sul soprannaturale. Un altro ospite, il dott. John William Polidori, scrisse in quell'occasione Il vampiro, che in seguito avrebbe avuto una forte influenza sul Dracula di Bram Stoker. La storia di Mary si dimostrò di ancora maggior successo ed è oggi generalmente considerata il primo vero romanzo di fantascienza.
Voci correlate
- Prometeo liberato (poema di Percy Bysshe Shelley)
- Fantascienza
- Cyborg
Shelley, Mary
Shelley, Mary
Shelley, Mary
ja:メアリー・シェリー
simple:Mary Shelley
Frankenstein
Frankenstein, o il Prometeo moderno è un romanzo scritto da Mary Wollstonecraft Shelley fra il 1816 ed il 1817, pubblicato nel 1818. Questo è il romanzo che genera il nome del dottor Victor von Frankenstein ed il personaggio della creatura, spesso ricordata come Mostro di Frankenstein, i quali a livello popolare sono (erroneamente) ricordati sotto lo stesso nome.
Il primo obiettivo dell'autrice sembra fosse stato quello di attaccare il "delirio di onnipotenza dell'uomo che vuole farsi simile a Dio diventando egli stesso creatore".
È probabilmente grazie alla figura del mostro, espressione della paura, al tempo diffusa, per lo sviluppo tecnologico, che il romanzo è divenuto immortale. Frankenstein è uno dei grandi miti della letteratura proprio perché affonda le sue radici nelle paure umane. La "creatura" è l'esempio del sublime, del "diverso" che in quanto tale causa terrore.
Dalla pubblicazione del libro, il nome di Frankenstein è entrato nella cultura popolare, in ambito letterario, cinematografico e televisivo. È inoltre spesso ultilizzato, per estensione, come esempio negativo in quello bioetico, alludendo al fatto che il suddetto dottore compisse esperimenti illeciti o eticamente discutibili.
Il romanzo
All’uscita anonima nel 1818 le critiche sono sfavorevoli: dicono che il romanzo non insegna nessuna condotta morale e che affatica i sentimenti senza coinvolgere la mente. Walter Scott però scrive che l’autore è dotato di una buona capacità d’espressione e di un buon inglese. L’unico indizio che porta all’autore è la dedica a William Godwin, che i critici attribuiscono a Percy Shelley, il suo più famoso discepolo. Ma Frankenstein non è una celebrazione dei razionali principi godwiniani, bensì una lezione morale e forse anche politica su quali azioni possano essere difese come ragionevoli (parte centrale, la creatura narra la sua storia).Ma i critici preferiscono non badare a questo evidente sottofondo e catalogano il romanzo come un'orribile storia movimentata.
In ogni caso Frankenstein, come Dracula, è un best seller fin da subito e i critici rimangono spiazzati quando nella seconda edizione l’autore si rivela un’autrice. Scrivono “per un uomo era eccellente ma per una donna è straordinario”?!! Un’autrice per giunta molto giovane (21 anni): la giovinezza della mente di Mary è proprio il punto che permette alla storia di nascere e svilupparsi.
Alcuni critici hanno voluto vedere nel talento della scrittrice il riflesso delle doti di Percy Shelley; non è esattamente così ma certo c’è molto del marito nell’opera di Mary.
Percy come un modello
Shelley aveva fede nei poteri creativi degli uomini ma Mary dimostra fino a che punto questi possano spingersi se liberati in un contesto scientifico. Percy Shelley sembra così essere il modello iniziale per l’ambizioso scienziato, con cui ha in comune la passione per la scienza (da giovane utilizzava strumentazioni chimiche, specialmente elettriche). Victory era pergiunta il nome che Percy aveva scelto per se stesso.
Mary parla di una doppia esistenza di suo marito: un aspetto superficiale afflitto da sofferenze e delusioni , ma uno spirtio celeste all’interno. Questa sorta di sdoppiamento è comune anche a Frankenstein che sente a un certo punto di essere immerso in una tranquillità interiore come non era da tempo.
In un suo componimento Shelley esalta la bellezza della morte e il suo potere tetro; Frankenstein dichiara che per esaminare le cause della vita bisogna far ricorso alla morte, osservare il naturale decadimento del del corpo umano recandosi presso tombe e creamtori.
Forma epistolare
La forma epistolare, studiata per aumentare la suspense, viene direttamente da Samuel Richardson, primo sfruttatore di questa tecnica applicata al romanzo (Clarissa, Pamela, Sir Charles Grandison).
Prometeo
Il sottotitolo del romanzo The modern Prometheus porta all’aspirazione degli scienziati di poter fare tecnicamente qualsiasi cosa. Ci sono due versioni della storia di Prometeo che Mary Shelley cerca di unificare:
- il Prometeo della mitologia greca, titano ribelle che ruba il fuoco dall’Olimpo per salvare l’umanità, da cui viene tratto il tema della ribellione contro il destino;
- la rielaborazione romana della leggenda di Ovidio (Metamorfosi) in cui Prometeo plasma gli esseri umani dalla creta.
Il Professor Waldman
Humphry Davy, famoso chimico sperimentatore, è uno degli ospiti di casa Godwin e Mary si avvicina ai suoi trattati che portano lo stesso messaggio del Professor Waldman di Ingolstadt (insegnante di Frankenstein) e cioè che la scienza ha fatto molto per l’umanità, ma può fare ancora di più. E così Frankenstein dichiara di voler esplorare nuove vie, nuovi poteri fino ad arrivare ai misteri più profondi della creazione. L’autrice non ambisce però a spingersi tanto oltre, come dimostra la morale dell’opera; cerca invece di avvertire il mondo dal pericolo del manipolare forze più grandi di noi stessi (che esse siano la scienza, la tecnologia, o ai giorni nostri la globalizzazione e i mass media). Non va dimenticato che la Shelley vive nell’era del nascente capitalismo. Già Godwin, suo padre, aveva ravvisato il pericolo di anteporre gli scopi scientifici alle responsabilità sociali, dichiarando che la conoscenza sarebbe divenuta presto fredde senza la coerenza con l’umanità.
Università di Ingolstadt, la stessa del Faust di Marlowe, dove si studiavano testi alchemici riguardanti la ricerca della vita eterna e la pietra filosofale (capace di trasformare il ferro in oro).
Influenze e la giustizia godwiniana
Mary Shelley ha letto Rousseau dal quale viene l’idea di una condizione d’innocenza in cui vive la creatura prima di essere corrotta dalla società e dalle persone. La ragazza araba si chiama Safie, similmente alla Sophie dell’Emile di Rousseau. Agatha potrebbe invece aver preso il nome dall’omonimo personaggio di The Monk di Lewis.
Forte è certamente poi l’influenza del padre: Godwin in Political Justice sostiene che istituzioni come il governo, la legge o il matrimonio, seppur positive, tendano a esercitare forze dispotiche sulla vita della gente. Egli aspira ad un nuovo ordine sociale basato sulla benevolenza universale, contraddicendo la visione seicentesca di Hobbes di una società essenzialmente egoista. Non c’è da stupirsi quindi se la creatura, completamente estraniata dalla società, si consideri come un diavolo malefico e chieda giustizia proprio in senso godwiniano: “Do your duty towards me”. La creatura desidera infatti che lo scienziato gli crei una compagna. In un primo compassionevole momento Frankenstein accetta la richiesta, ma successivamente distrugge la nuova creazione temendo che una race of devils would be propagated upon the earth. L’essere si vendica uccidendo l’amico di Frankenstein Clerval e sua moglie Elizabeth.
C’è in Frankenstein più in generale, una reminescenza di stile e personaggi del repertorio godwiniano.
Altra influenza nell’opera di Mary Shelley è quella dell’ Ancient Mariner di Coleridge, che Mary e la sorellastra Claire avevano la fortuna di sentir recitare dal vivo nella casa paterna. Come il marinaio Walton parte per la terra of mist and snow ma assicura la sorella che non ucciderà nessun albatross. L’intento della narrazione di Victor e quello di dissuadere Walton dalle sue pericolose ambizioni: learn my miseries, and do not seek to increase your own” e cita anche direttamente una stanza dell’ Ancient Mariner (pag 60)
Like one who on a lonesome road
Doth walk in fear and dread,
And having once torned round walks on,
And turns no more his head;
Because he knows, a frightful fiend (demonio)
Doth close behind him tread (passo)
Da qui si instaura l’inesorabile tema dell’inseguimento tra creatore e creatura che prosegue nel resto della trama.
Anche il Don Chichotte, libro che Mary leggeva durante la vacanza sulle Alpi, fa sentire la sua influenza: sia Don Chichotte che Frankenstein partono con l’intenzione di aiutare i loro simili ma giungono pian piano ad un tragico personale epilogo.
In ogni caso Mary Shelley non ha mai “rubato” elementi specifici di altri autori, ma ha semmai sfruttato le sue numerose esperienze letterarie.
Sensazionalismo
Il sensazionalismo sviluppato da Locke e portato avanti dai philosophes francesi settecenteschi Diderot e Condillac viene sfruttato da Mary Shelley. L’essere dichiara così di distinguere between the operations of his various senses e nel suo ultimo discorso, al Capitano Walton, si dispiace del fatto che non potrà più vedere il sole o le stelle e sentire il vento sulla pelle. La Shelley piega la trama alla teorie lockiane facendo imparare alla creatura lingua, storia e morale dell’uomo origliando le conversazioni dei De Lacey e leggendo il Paradise Lost, le Vite di plutarco e il Werther di Goethe.
La luce
Nel quadro di una società che valuta l’apparenza prima dei sentimenti e dei bisogni, la luce assume un ruolo importantissimo. Dal ruolo centrale che assume coi pittori e poeti romantici, diviene con Humphry Davy dispensatrice di organizzazione e movimento nell’universo, in quanto possiamo immaginare le stelle come soli di altri mondi.
E strettamente connesso con la luce è il fenomeno dell’aurora boreale, che si può osservare al Polo Nord, una delle grandi location di Frankenstein.
La luce è poi sinonimo di divinità, di un Dio sconosciuto, della sua manifestazione attraverso la natura.
Frankenstein e il suo genere
Per l’autrice del più grande mito gotico di tutti i tempi, la presenza di alcune opere come background letterario è scontata: ha infatti letto The Italian e The Mysteries of Udolpho di Ann Radcliffe, The Monk di Lewis, Vathek di William Beckford. Quest’ultimo si rifiuta di ammettere Frankenstein all’interno del genere gotico, per lo stile realistico delle sue descrizioni, che producono un effetto molto più potente dello stile rifinito di Beckford. In effetti Frankenstein è diverso dal tradizionale gotico in cui gli elementi naturali rimangono intatti. Quella natura che ci circonda tanto amata nel 700 viene fortemente invasa. È Victor stesso a dichiarare di voler sconfiggere ogni malattia e debolezza umana.
Vi sono alcuni punti però che possono accostare Frankenstein al gotico, come l’ansia data per la mancanza di una via d’uscita, il fatto che entrambi i protagonisti vogliano perseguitarsi fino alla morte di uno di loro. Man mano che si procede verso la fine della storia i loro percorsi si fanno sempre più intrecciati fino a ricordare un Doppelgänger Motiv.
Il romanzo può rientrare in un tipo di gotico moderno che illustra l’aspetto più importante di questo genere e cioè la mancanza del rapporto tra causa ed effetto o comunque la sua debolezza.
Galvanismo
Nel 1803 Giovanni Aladini, nipote dello sperimentatore anatomico Luigi Galvani, pubblica a Londra An account of the late improvements in Galvanism, che include il resoconto di alcuni interessanti esperimenti. Tramite l’uso di archi elettrici si è riusciti a infondere il movimento in un cadavere tanto da dare l’impressione di rianimazione. Aladini aggiunge che con determinate condizioni forse si sarebbe potuta ripristinare anche la vita stessa.
Interpretazione politico civile
Il fatto che la creatura sia senza nome e che sia comunque priva di individualità può farla apparire in un'ottica marxista come il simbolo dell’emergente proletariato industriale. Fatto sta che i tories radicali sfruttarono il mito letterario di Mary Shelley come strumento di propaganda contro le tendenze ateiste e rivoluzionarie del tempo, ad esempio dichiarando che uno Stato senza una religione è come un corpo umano senza anima. Del resto i conservatori avevano preso a modello la figura del mostro paragonata all’insurrezione sin dai tempi della Rivoluzione Francese, Burke era stato uno dei primi a farlo. Per comprendere la Rivoluzione e il successivo periodo napoleonico, Mary e Percy Shelley non rimasero chiusi negli ambienti radicali a cui erano abituati, ma lessero anche opere conservatrici e anti giacobine come quelle di Burke, pervase dal senso di minaccia maligna legato alla Rivoluzione. Mary Shelley comunque dichiarò espressamente di sentirsi ben fiera di schierarsi tra i riformatori, ma di non volere avere nulla a che fare con i radicali.
Confronto tra le edizioni
Nell’edizione del 1831 vengono ridotti i termini e le spiegazioni scientifiche.
Nell’edizione del 1818 Elizabeth viene presentata come la cugina di Victor (figlia della sorella di suo padre); sebbene nell’edizione del ‘31 venga mantenuto il termine cugina, la ragazza non è più legata biologicamente al futuro marito in modo da allontanare l’idea di incesto.
La destinazione del viaggio di nozze degli sposi viene cambiata da Colonia (residenza di Byron nell’estate del 1816) al Lago di Como, dove Percy e Mary avevano pensato di stabilirsi nella loro fuga sul continente.
Dopo la morte di Percy, la nuova edizione dell’opera della moglie risente di una maggiore influenza della Provvidenza nella vita degli esseri umani. Se gia nel ’18 è chiaro lo scopo ossessivo di creare qualcosa senza pensare poi alle conseguenze, nel ’31 questo diventa ancora più esplicito.
Bibliografia
- Tutte le storie di Frankenstein - antologia curata da Stephen Jones nel 1994 che racchiude racconti che hanno come tema la "creatura" del dottor Frankenstein e le sue varie interpretazioni.
Cinema
Il cinema ha attinto a piene mani ai personaggi di Mary Shelley, tanto da produrre una quantità sostanziosa di film, alcuni di ottima qualità altri di pessima. Quello che segue è un ristrettissimo elenco di film distribuiti in Italia di un certo rilievo (in ordine cronologico).
- Frankenstein - cortometraggio muto del 1910 di J. Searle Dawley, prima versione cinematografica del romanzo di Shelley.
- Frankenstein - film del 1931 diretto da James Whale: rimane uno dei più famosi.
- La moglie di Frankenstein - film del 1935 diretto da James Whale, diretto seguito del precedente.
- Il figlio di Frankenstein - film del 1939 diretto da Rowland V. Lee, terzo film con Boris Karloff nei panni della "creatura".
- Il terrore di Frankenstein - film del 1942 diretto da Erle C. Kenton
- Frankenstein contro l'uomo lupo - film del 1943 diretto da Roy William Neill
- La strage di Frankenstein - film del 1957 diretto da Herbert L. Strock
- La maschera di Frankenstein - film del 1957 diretto da Terence Fisher
- Frankenstein 70 - film del 1958 diretto da Howard Koch
- La vendetta di Frankenstein - film del 1958 diretto da Terence Fisher
- La rivolta di Frankenstein - film del 1964 diretto da Freddie Francis
- Frankenstein alla conquista della terra - film del 1965 diretto da Ishirō Honda
- Il figlio di Frankenstein - film del 1966 diretto da Rowland V. Lee
- La maledizione dei Frankenstein - film del 1967 | | |