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| 12 Agosto |
12 agosto
Il 12 agosto è il 224° giorno del Calendario Gregoriano (il 225° negli anni bisestili).
Mancano 141 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1099 - Prima crociata: Battaglia di Ascalon - I Crociati sconfiggono i Saraceni e viene fondato il Regno di Gerusalemme, guidato da Goffredo di Buglione.
- 1323 - Trattato di Nöteborg - Svezia e Novgorod (Russia) regolano i loro confini per la prima volta.
- 1332 - Battaglia di Dupplin Moor - Gli scozzesi guidati dal Conte di Mar, vengono messi in fuga da Edoardo Balliol
- 1676 - Finisce la Guerra di Re Filippo.
- 1851 - Isaac Singer ottiene il brevetto per la sua macchina da cucito
- 1854 - Il Conte Gaston de Raousset Boulbon viene fucilato per i fatti della Battaglia di Guaymas.
- 1877 - Asaph Hall scopre Deimos.
- 1883 - L'ultimo quagga muore all'Artis Magistra zoo di Amsterdam.
- 1898 - Un armistizio pone fine alla Guerra Ispano-Americana.
- 1898 - La bandiera hawaiana viene ammainata dal Iolani Palace, in un elaborata cerimonia di annessione e sostituita dalla bandiera statunitense, ad indicare il trasferimento di sovranità dalla Repubblica delle Hawaii agli Stati Uniti.
- 1914 - Prima guerra mondiale - Il Regno Unito dichiara guerra all'Austria-Ungheria. Le nazioni dell'Impero Britannico sono automaticamente incluse.
- 1953 - Test nucleari: L'Unione Sovietica detona la sua prima bomba all'idrogeno.
- 1960 - Viene lanciato Echo I, il primo satellite per telecomunicazione.
- 1981 - Viene presentato l'IBM PC, uno dei primi personal computer.
- 1985 - Un Boeing 747 della Japan Airlines si schianta sul Monte Ogura, in Giappone, uccidendo 520 persone, nel più grande disastro aereo della storia in cui è rimasto coinvolto un solo aeroplano.
- 1992 - Canada, Messico e Stati Uniti completano i negoziati del NAFTA.
- 1994 - Si svolge il concerto di Woodstock '94.
- 1994 - I giocatori della Major League Baseball scendono in sciopero. L'astensione dal lavoro costringerà a cancellare le World Series.
- 2000 - Il sottomarino nucleare russo Kursk affonda nel Mare di Barents.
Nati
- 1503 - Cristiano III di Danimarca e Norvegia († 1559)
- 1643 - Alfonso VI di Portogallo
- 1696 - Maurice Greene, compositore britannico
- 1774 - Robert Southey, poeta, biografo († 1843)
- 1859 - Katherine Lee Bates, poeta, autore di America the Beautiful († 1929)
- 1876 - Mary Roberts Rinehart, scrittrice († 1958)
- 1881 - Cecil B. DeMille, regista († 1959)
- 1887 - Erwin Schrödinger, fisico († 1961)
- 1892 - Alfred Lunt, attore († 1977)
- 1904 - Alexei Nikolaevich Romanov, Zarino, erede al trono di Russia († 1918)
- 1906 - Pauline Frederick, giornalista († 1990)
- 1907 - Joe Besser, attore, membro dei Three Stooges († 1988)
- 1911
- Jane Wyatt, attrice
- Cantinflas (Mario Moreno Reyes), attore († 1993)
- 1924 - Muhammad Zia ul-Haq, Leader del Pakistan, († 1988)
- 1926 - John Derek, attore († 1998)
- 1927
- Mstislav Rostropovich, violoncellista
- Porter Wagoner, cantante country and western
- 1928 - Dan Curtis, produttore e regista cinematografico e televisivo
- 1929 - Buck Owens, cantante country and western
- 1930 - George Soros affarista americano
- 1931 - William Goldman, sceneggiatore
- 1933 - Parnelli Jones, pilota d'auto
- 1939 - George Hamilton, attore
- 1947 - Beppe Carletti, fondatore e tastierista dei Nomadi
- 1947
- Stefano Benni, scrittore
- Amedeo Minghi, cantante
- 1949 - Mark Knopfler, musicista
- 1954 - Pat Metheny, chitarrista
- 1964 - Teo Mammuccari, comico
- 1971 - Pete Sampras, tennista
- 1972
- Rebecca Gayheart, attrice
- Paolo Vanoli, calciatore
- 1973 - Richard Reid, presunto membro di Al-Qaeda
- 1976 - Antoine Walker, cestista
Morti
- 875 - Ludovico II
- 1484 - Papa Sisto IV
- 1580 - Luca Longhi - pittore (n. 1507)
- 1612 - Giovanni Gabrieli, compositore italiano
- 1633 - Jacopo Peri, compositore
- 1689 - Papa Innocenzo XI
- 1827 - William Blake, poeta, pittore ed incisore inglese (n. 1757)
- 1848 - George Stephenson, progettista di locomotive
- 1884 - Paul Abadie, architetto francese
- 1914 - John Philip Holland, progettista di sottomarini
- 1917 - Eduard Buchner, chimico tedesco
- 1923 - Vatrslav Jagić - filologo croato (n. 1838)
- 1928 - Leos Janacek, compositore cecoslovacco
- 1955 - Thomas Mann, scrittore
- 1964
- Ian Fleming, scrittore
- Ardengo Soffici, scrittore futurista italiano
- 1968 - Angus Walters, capitano di goletta
- 1982
- Henry Fonda, attore (n. 1905)
- Joe Tex (Joseph Arrington), cantante
- Salvador Sanchez, pugile
- 1985 - Manfred Winkelhock, pilota di auto
- 1989 - William Shockley, fisico
- 1992 - John Cage, compositore americano
- 2000 - Loretta Young, attrice
- 2002 - Ed Headrick, sviluppatore del Frisbee
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici: Santa Ilaria
- San Colombo e compagni, monaci martiri a Lérins
- Sant'Equizio
- Sant'Ercolano di Brescia, vescovo
- Sant'Euplio di Catania, diacono e martire
- Santa Giovanna Francesca de Chantal, religiosa
- San Jaenbert, Arcivescovo di Canterbury
- San Porcario abate e compagni, monaci martiri a Lérins
Laiche
12
ja:8月12日
ko:8월 12일
simple:August 12
th:12 สิงหาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
1099
Eventi
- 12 giugno - I comandanti Crociati visitano il Monte degli Olivi, dove incontrano un eremita che li incita a portare l'assalto a Gerusalemme
- 15 giugno - L'esercito crociato conquista Gerusalemme strappandola ai musulmani Fatimidi. Grazie ad una torre d’assedio, Goffredo di Buglione entra fra i primissimi nella città santa.
- Inizia il pontificato di Papa Pasquale II
- Nasce a Genova, con la benedizione del vescovo Airaldo, la Compagna Communis. Fu questa l'organizzazione delle corporazioni (compagne) mercantili che diede vita al comune di Genova, dal quale poi nacque la Repubblica.
Nati
Morti
- Finisce il pontificato di Papa Urbano II.
- 10 luglio El Cid Campeador.
099
ko:1099년
Prima crociata
La Prima Crociata fu lanciata nel 1095 dal Papa Urbano II in margine al Concilio di Clermont, in Francia, con l'obiettivo di portare un aiuto alla Cristianità orientale preoccupata dall'insediamento dei Turchi selgiuchidi. La città di Antiochia era infatti caduta nel 1085 e una grossa componente selgiuchide - quella che si sarebbe audefinita "di Rūm", cioè "romea", "dell'area bizantina" - arrivò ad insediarsi a Nicea, attuale Iznik.
L'intento era anche quello di riguadagnare il controllo di Gerusalemme e del suo Santo Sepolcro e di tutta la Terra Santa, allentando la pressione sull'Impero Bizantino ad opera dei Selgiuchidi del ramo principale (i Grandi Selgiuchidi).
Dopo la richiesta di aiuto dell'imperatore Alessio, nel marzo del 1095, durante il concilio di Piacenza, a Urbano II premeva ancor di più il ricongiungimento della Chiesa orientale con quella occidentale, che dal 1054 erano divise a causa di uno scisma che non era ancora irrimediabile. Alessio, da parte sua, non chiedeva affatto l'intervento degli eserciti occidentali, men che meno una crociata come la si intende oggi in senso moderno. Voleva che fosse esaudita la richiesta di mercenari, che potessero difendere Costantinopoli e riconquistare i territori bizantini che erano stati da poco perduti. Gerusalemme, che si trovava sotto i musulmani fin dal 638, era per lui meno importante di Antiochia, baluardo nei confronti della Siria.
La spedizione inoltre diventava sostitutiva di ogni altra penitenza in remissione dei peccati confessati, come avvenne in Spagna (Reconquista spagnola).
Il Papa - per realizzare l'impresa di riconquista della Siria-Palestina - usò i toni più accesi della propaganda, non esimendosi dall'esporre il consueto corredo di accuse spaventose nei confronti dei musulmani. Roberto il Monaco così riassume il discorso di Urbano II:
:«I Turchi hanno distrutto completamente alcune chiese di Dio e ne hanno trasformate altre a uso del loro culto. Insozzano gli altari con le loro porcherie; circoncidono i cristiani macchiando gli altari col sangue della circoncisione, oppure lo gettano nel fonte battesimale. Si compiacciono di uccidere il prossimo squarciandogli il ventre, estraendone gli intestini, che legano a un palo. Poi, frustandole, fanno ruotare le vittime attorno al palo finché, fuoriuscendo tutte le viscere, non cadono morte a terra. Altre le legano al palo e le colpiscono scoccando frecce; ad altri ancora gli tirano il collo per vedere se riescono a decapitarli con un solo colpo di spada. E che dire degli orripilanti stupri ai danni delle donne?» ( Historia Hierosolymitana )
I soldati, nella visione di Urbano II, non avrebbero dovuto fungere da scorta per i pellegrini, ma essere pellegrini essi stessi. Pertanto i privilegi e le ricompense spirituali che il pellegrinaggio al Santo Sepolcro comportava furono accordati anche ai crociati. Il Papa cercò invece di dissuadere con ogni mezzo i chierici, le donne, i monaci, i poveri e gli ammalati dal mettersi in viaggio. Ma l'attrazione esercitata da Gerusalemme fu tale che egli non riusì a impedire che partissero anche laici inermi. Si trattò soprattutto di gente che ascoltava i sermoni di alcuni zelanti predicatori e anche di fanatici, di cui non si conosce bene il messaggio.
Crociate dei poveri e dei nobili
Crociata di Pietro l'Eremita
pellegrinaggio
È probabile che Urbano pensasse solo a una spedizione attuata dai signori feudali dell'Europa meridionale e continentale ma l'entusiasmo suscitato nell'opinione pubblica fu tale che a muoversi per prime furono proprio le componenti di pauperes, raccoltesi in modo spontaneo e informale intorno ad alcuni di questi predicatori e ad alcuni cavalieri.
Dei primi facevano parte Pietro l'Eremita e Roberto di Arbrissel, dei secondi Gualtiero Sans-avoir (Gualtiero Senza Averi).
Pietro l'Eremita (Pietro d'Amiens) era un predicatore popolare che, per il fatto di girare coperto di stracci e in sella a un umile asino, s'era guadagnato la fama di "eremita". Giunse il 12 Aprile 1096, dopo aver percorso le terre centrali del Berry, il territorio di Orléans e di Chartres, la Normandia, il territorio di Beauvais, la Piccardia, la Champagne, la valle della Mosella e infine la Renania. Era un personaggio dotato di grande carisma ed esercitava un'influenza enorme sulla folla.
Con un grosso seguito di Francesi e preceduto dal suo motto tardo-latino Deus le volt (Dio lo vuole), Pietro giunse a Colonia nella speranza di convincere, in quella ricca città tedesca, qualche ricco signore feudale a unirsi al suo gruppo, mentre Gualtiero si mise alla testa di un gruppo alquanto più esiguo di contadini e di cavalieri senza risorse economiche, partendo subito dopo Pasqua alla volta di Costantinopoli. Affermava di essere stato mandato direttamente da Dio e assicurava che, durante un precedente pellegrinaggio, sarebbe rimasto scandalizzato dalla condizione in cui aveva trovato i luoghi sacri e dal dominio musulmano sui cristiani di Gerusalemme. Mentre pregava nel Santo Sepolcro gli sarebbe apparso Cristo per affidargli una missione: tornare in Occidente a predicare la liberazione dei luoghi sacri e dei cristiani d'Oriente.
Nel marzo 1096, assai prima della data che il papa aveva previsto, gente d'ogni sorta - poveri, preti, monaci, donne, ma anche soldati, signori e perfino principi - si mise agli ordini di Pietro e si pose in viaggio: arrivò a Costantinopoli il primo Agosto, cioè 15 giorni prima della data fissata per la partenza di Le Puy.
Gualtiero Senza Averi, signore di Poissy, guidava l'avanguardia delle truppe di Pietro l'Eremita. Egli entrò nella valle del Reno per poi dirigersi verso quella del Danubio.
La via di terra da lui prescelta comportava tempi lunghi e l'improvvisazione della spedizione mise subito in mostra l'inadeguatezza dell'apparato logistico predisposto. La mancanza di vettovagliamenti portò pertanto gli uomini di Gualtiero a razziare, armi in pugno, quelle contrade e inevitabile fu la reazione del comandante militare della piazzaforte di Belgrado che sanzionò duramente le violenze operate in città dagli uomini di Gualtiero che dovette registrare la morte di numerosi suoi seguaci. Un episodio minore, praticamente una scaramuccia, ebbe poi luogo a Semlin.
I 20.000 uomini di Pietro seguirono la stessa via terrestre di Gualtiero. Passarono inizialmente senza troppi problemi attraverso i territori ungheresi di re Coloman, ma a Zemun un incidente si trasformò in scontro aperto fra i seguaci di Pietro e gli Ungheresi. Quattromila di questi ultimi furono trucidati dai Crociati di Pietro e Belgrado parzialmente data alle fiamme. Le autorità bizantine di Niš, guidate dal governatore Nicetas, trucidarono allora buona parte dei Crociati "popolari" che si ridussero alla cifra di 7.500 elementi che giunsero senza ulteriori problemi a Costantinopoli il 1 agosto 1096.
Le forze congiunte di Gualtiero e di Pietro furono trasportate l'8 agosto, su ordine dell'Imperatore bizantino, in Asia Minore. Attestatisi nel campo di Kibotos (dai Crociati chiamato Civetot) alcune migliaia di Francesi si spostarono a metà settembre sotto Nicea per attaccare i Turchi di Rūm e il loro sultano Kilij Arslan ibn Sulayman, saccheggiando il territorio circostante che era tutto di proprietà cristiana e uccidendo un gran numero di loro correligionari.
Il castello di Xerigordon fu da essi conquistato ma qui l'esercito "popolare" si trovò ad essere assediato il 29 settembre dai Selgiuchidi di Rūm. Alla morte per sete e per fame scamparono solo quanti decisero di convertirsi. Tutti gli altri furono uccisi o, catturati, venduti come schiavi nei più lontani mercati del mondo islamico.
Alla notizia dell'accaduto si mossero da Civitot i restanti Crociati, malgrado il consiglio di Gualtiero che consigliava di attendere il ritorno da Costantinopoli di Pietro. Prevalse invece il parere di Goffredo Burel e il 21 ottobre i 20 mila Crociati caddero nelle imboscate che il sultano selgiuchide aveva con ampio anticipo con efficienza predisposto. La strage fu immensa e i pochi sopravvissuti furono salvati dalle truppe dell'Imperatore bizantino che indussero i Selgiuchidi a tornare nelle loro basi di partenza.
Un'altra "crociata popolare" fu la cosiddetta "Crociata tedesca": profittando dell'appello pontificio alla crociata, alcuni signori tedeschi - primi fra tutti un certo Volkmar (con circa 10 mila seguaci) e un discepolo di Pietro l'Eremita, di nome Gottschalk (con più di 10 mila uomini) - partirono verso le aree balcaniche per seguire lo stesso itinerario terrestre prescelto da Pietro e da Gualtiero prima di loro, mentre il conte Emich von Leisingen (noto per aver espresso una certa predisposizione agli atti di violento brigantaggio) raccoglieva in Renania uno stuolo per il medesimo fine.
Malgrado gli ordini dell'Imperatore germanico Enrico IV vietassero di operare alcuna azione ostile nei confronti delle comunità ebraiche (considerate infedeli al pari dei musulmani), l'esercito di Emich si abbandonò a un vero e proprio pogrom, vuoi per esprimere tutto il suo zelo di "buon" cristiano, vuoi per evitare di restituire gli interessi concordati per alcuni prestiti da lui sollecitati e ottenuti dalle comunità israelitiche. Varrà la pena infatti ricordare come per il Cristianesimo fosse assolutamente vietato richiedere interessi per prestiti di denaro (al pari di Ebraismo e Islam) e come anche il minimo tasso preteso fosse considerato usura, in grado di comportare automaticamente la scomunica a carico del prestatore e l'interdetto per la città che si fosse dedicata al cosiddetto "commercio del denaro".
Le esigenze di una società in rapida trasformazione portavano nondimeno ad una continua richiesta di capitali e l'unico modo di ottenerli era di rivolgersi agli Ebrei, vista la riottosità dei cristiani a concedere a prestito senza interesse somme ingenti di danaro. Gli Ebrei, invece, concedendo capitali a non-israeliti, potevano chiedere un interesse senza commettere alcun peccato. L'accusa di "usura" agli Ebrei mascherava quindi di frequente l'intenzione di non restituire quanto precedentemente patteggiato, anche quando l'interesse richiesto era - come quasi sempre avveniva - assolutamente ragionevole (in occasione dell'espulsione nel 1492 degli Ebrei dalla Spagna "riconquistata", l'interesse richiesto oscillava tra il 4 e l'8% annuo).
Tra il 20 e il 25 maggio a Worms il massacro della locale comunità israelitica fu portato a compimento, malgrado il fattivo impegno della nobiltà e del clero in favore degli Ebrei, la cui morte avrebbe comportato intuibili futuri problemi finanziari di difficilissima soluzione.
Altrettanto avvenne poco dopo a Magonza, con circa un migliaio di Ebrei trucidati. Meno drammatica fu invece l'aggressione a Colonia perché gli Ebrei, allertati dalle notizie ricevute, avevano provveduto a nascondersi. Una coda persecutoria si registrò peraltro a Treviri, Metz, Neuss, Wevelinghofen, Eller e Xanten.
Volkmar cercò di emulare Emich a Praga, ma in Ungheria egli si trovò a subire la durissima reazione di re Coloman d'Ungheria che affrontò, distrusse e disperse le sue forze tedesche che avevano osato percorrere in armi il suo territorio e tentare di colpire i "suoi" Ebrei.
Gottschalk intanto s'era spostato a Ratisbona per effettuarvi la sua personale strage d'"infedeli" e, dopo aver cercato di resistere all'ordine regio di disarmo dei suoi uomini, assistette impotente al massacro che ne seguì.
Emich intanto, di fronte al rifiuto del permesso di transito decretato per le sue truppe da re Coloman, impegnò con le truppe del sovrano ungherese un duro combattimento ma dovette anch'egli subire una durissima lezione dalla quale scampò per puro miracolo.
Crociata dei nobili o dei baroni
La Crociata dei nobili che qualche storico definisce anche Crociata dei baroni (anche se nessun barone ne fece parte) riuscì a stabilire gli "Stati Crociati" di Edessa, Antiochia, Gerusalemme e Tripoli in Palestina e Siria.
All'impresa - affidata dal Papa alla guida spirituale di Ademaro di Monteil, vescovo di Le Puy - aderirono alcuni nomi famosi dell'aristocrazia feudale europea:
- Ugo, conte di Vermandois (1057-1101), figlio cadetto di re Enrico I di Francia e fratello minore del re Filippo I
- Roberto conte di Fiandra
- Roberto II, duca di Normandia, figlio di Guglielmo il Conquistatore
- Stefano di Blois, cognato di Roberto II, duca di Normandia
- Chartres, cognato di Roberto II duca di Normandia per averne sposato la figlia Adele
- Raimondo di Saint-Gilles, quarto conte di Tolosa a portare un tale nome
- Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena e, come tale, vassallo dell’Imperatore germanico Enrico IV
- Baldovino di Boulogne, fratello di Goffredo
- Eustachio III, conte di Boulogne e fratello di Goffredo
- Boemondo di Taranto, figlio di Roberto il Guiscardo.
Ugo di Vermandois partì verso il 15 agosto e, non senza vanità, scrisse all'imperatore Alessio I di preparargli un'accoglienza degna di lui. Si imbarcò a Bari alla volta di Durazzo, per raggiungere Costantinopoli percorrendo l'antica via Egnatia, ma le navi incapparono in una burrasca e si dispersero. Raccolto da Alessio I, fu considerato un ospite, ma posto sotto attenta anche se discreta sorveglianza.
burrasca
Goffredo di Buglione, che aveva seguito la via di Pietro l'Eremita, fu il secondo ad arrivare. Aveva attraverato l'Ungheria, che dopo i primi "passaggi" era già in allarme, e per tutto il tempo fu obbligato a lasciare in ostagggio suo fratello Baldovino. Giunto a Costantinopoli si accampò sotto le mura. Nacque una certa ostilità fra i suoi e gli uomini dell'imperatore, che era accusato di tenere prigioniero Ugo.
Boemondo di Taranto arrivò in aprile. Nemico dichiarato di Alessio, si era fatto crociato, «per opera dello Spirito Santo» dicono i testi, quando si stavano avvicinando i crociati normanni di Roberto. Non era stato solo per devozione: Boemondo era un uomo forte, astuto, ambizioso e frustrato: suo padre, Roberto il Guiscardo, dopo essersi risposato, gli aveva preferito il fratellastro, Ruggero Borsa. Ambiva ad avere una sua signoria a scapito dell'Imperatore bizantino, sul quale dodici anni prima aveva già riportato una vittoria. Fine conoscitore della mentalità bizantina e musulmana e dei loro metodi, egli sapeva di essere indispensabile. Per rassicurare il diffidente Alessio I, Boemondo evitò che le sue truppe operassero iul minimo saccheggio.
Raimondo di Saint-Gilles era uno dei più potenti signori. Aveva 55 anni e possedeva una dozzina di contee; può darsi che avesse partecipato alla Reconquista Spagnola. Già prima del Concilio di Clermont, il papa vide in lui il capo militare della crociata. In autunno, dopo aver lasciato al figlio il governo delle terre, il conte partì insieme con Ademaro, passando per l'Italia settentrionale e l'inospitale costa dalmata. Giunto nelle terre dell'impero, fu scortato dalle truppe peceneghe, che fungevano da polizia militare bizantina, che lo mettono sotto sorveglianza.
Roberto di Normandia, Roberto di Fiandra e Stefano di Blois lasciarono le loro terre nell'autunno del 1096. Passando per Roma, Bari e per la via Egnatia, arrivarono a Costantinopoli nell'aprile-maggio del 1097.
A ognuno l'Imperatore bizantino Alessio richiese nel 1096 a Costantinopoli un giuramento di vassallaggio che li impegnava a restituire all'Impero bizantino gli eventuali frutti dell'impresa.
Goffredo compì alcuni saccheggi in risposta al taglio dei viveri dell'Imperatore, ma alla fine il 20 gennaio 1097 cedette e si sottomise; Boemondo fu ricevuto dall'Imperatore il 10 aprile. Secondo Anna Comnena, Boemondo avrebbe chiesto, in cambio del sostegno militare, il titolo di «Gran Domestico d'Oriente» (comandante generale delle truppe bizantine in Oriente) e una vasta porzione di territorio dietro ad Antiochia. Alessio sisarebbe mostrato reticente. Tuttavia, Boemondo gli giurò fedeltà. Ma suo nipote, Tancredi, si rifiutò. Anche Raimondo si rifiutò nettamente di giurare fedeltà affermando di essere pronto a riconoscere come suo signore solo Colui per il quale aveva abbandonato patria e beni. Si arrivò ad un compromesso in base al quale Raimondo giurò che non avrebbe attentato all'onore e alla vita dell'imperatore.
Infine Roberto di Normandia, Stefano di Blois e Roberto di Fiandra non si mostrarono riluttanti a giurare fedeltà all'Imperatore.
In Anatolia i Crociati sconfissero Kilij Arslan I il 21 maggio 1097, conquistando la sua capitale di Nicea/Izniq. A Dorylæum/Eskishehir e a Heraclea/Ereğli i Crociati colsero un'ulteriore vittoria. Penetrarono poi in Siria con il grosse delle truppe, puntando su Tarso/Tarsūs e le Porte Cilicie, mentre un distaccamento guidato da Baldovino e da Tancredi d'Altavilla, nipote di Boemondo, si diresse verso Edessa, governata dall'armeno T'oros (Theodorus). Questi accolse Baldovino e, non avendo eredi, addirittura lo adottò, ma nel marzo 1098 una congiura - ispirata forse dallo stesso Baldovino - lo portò a morte violenta. Tradendo il suo impegno di vassallatico, Baldovino non restituì la città ad Alessio I, ma elesse la città ed il suo territorio a sua personale contea.
Il grosso dell'esercito crociato poneva intanto Antiochia sotto assedio e attaccò i locali contingenti selgiuchidi, catturando la città 7 mesi dopo grazie a Boemondo ed al tradimento d'un Armeno musulmano. Boemondo sgominò poi le forze inviate dall’atabeg di Mossul e massacrò tutti i Turchi della città conquistata, salvo un gruppetto che scampò nella cittadella.
Anche Boemondo violò il suo giuramento di vassallatico, adducendo come giustificazione il preteso (ma inesistente) infido atteggiamento bizantino, cosicché la città di Antiochia e il suo contado furono erette a suo principato.
Poco dopo la morte il 1 agosto 1098 di Ademaro di Le Puy, massimo tramite con l’Imperatore bizantino e attivo fautore di una corretta politica fra cristiani di rito greco e latino, seguì la cattura da parte del corpo principale dei Crociati di Ma‘arrat al-Nu‘mān (11-12 dicembre) con l'eccidio totale della popolazione musulmana.
Il 13 gennaio 1099 Raimondo di Tolosa si diresse verso Gerusalemme e attaccò Bostrys/Boutron/Batrùn, Biblos, Beirut, Sidone, Tiro, Acri, Haifa, il Monte Carmelo, Cesarea, Ramla (antico capoluogo del governatorato islamico fin dall'età califfale omayyade) che fu sgomberata da quasi tutta la popolazione musulmana e, infine, Betlemme.
Il 7 giugno il conte iniziò l'assedio di Gerusalemme, in quel momento sotto il controllo del fatimide Iftikhār al-Dawla. Il 15 giugno la conquista della Città Santa fu realizzata e, grazie ad una torre d’assedio, Goffredo di Buglione entrò fra i primissimi nella città coi suoi Lotaringi.
I Fatimidi si rifugiarono nella cittadella (da cui poterono uscire sani e salvi poco più tardi dopo aver pagato un fortissimo riscatto) mentre tutti gli altri musulmani, senza eccezione alcuna di sesso e d'età, furono massacrati insieme agli Ebrei della città, inutilmente ammassatisi nella sinagoga.
La corona fu offerta a Raimondo - i cui domini costituivano uno dei tre massimi feudi di Francia col ducato d'Aquitania e il ducato di Normandia - ma egli la rifiutò per il desiderio dei suoi guerrieri di tornare al più presto in patria avendo assolto al votum crucis crociato. Si ripiegò allora su Goffredo che rifiutò di assumere un titolo di re di un territorio dove Cristo aveva conosciuto il supplizio e la morte, accettando invece la titolatura più modesta di Advocatus Sancti Sepulchri (Difensore del Santo Sepolcro), dando così vita al terzo e più prestigioso Stato crociato di Terra Santa.
L'ultimo Stato crociato a costituirsi in Terra Santa fu quello della Contea di Tripoli.
Qui il governo era affidato all'epoca al qadi Fakhr al-Mulk, della tribù dei Banū ‘Ammār, favorevole a un accordo coi Crociati che salvaguardasse la città. Grazie a una flotta genovese, Raimondo strappò Tortosa ai Banu 'Ammàr e pose l'assedio a Tripoli, infliggendo con solo 300 cavalieri un'incredibile rotta ai difensori che, coi loro 3000 uomini, aiutati da altri 4000 soldati provenienti da Damasco e Homs, corroborarono nei musulmani di quella parte di mondo l'idea dell'invincibilità degli uomini venuti dall'Europa. Proprio l'esiguità degli uomini a sua disposizione impedì tuttavia al conte di Tolosa di superare le difese murarie di Tripoli.
A fine 1103, con l'aiuto bizantino, fu completata la costruzione del castello di Monte Pellegrino che servì a stringere d'assedio Tripoli, rifornita però dal mare grazie alla flotta fatimide.
Raimondo morì di lì a poco (1105) in seguito a una ferita fortuitamente procuratasi l'anno prima ed il problema della sua successione si risolse con difficoltà solo più tardi, con l'assunzione del potere da parte del figlio naturale Bertrando.
Tema principale
- Crociate
Categoria:Crociate
ja:第1回十字軍
Crociati
Storicamente, le Crociate furono una serie di campagne militari, tipicamente sancite dal papato, che si svolsero dall'XI al XIII secolo. In origine, furono tentativi da parte della Chiesa Romana di riconquistare la Terra Santa ai Musulmani. Alcune vennero dirette contro altri Cristiani, come la quarta crociata contro Costantinopoli e la crociata albigese contro i Catari della Francia Meridionale.
In senso più ampio, il termine "crociata" può essere usato per indicare una qualsiasi guerra dichiarata per motivi religiosi (vedi guerra santa), o anche per alcune campagne religiose, ideologiche o sociali (ad esempio, "crociata contro l'aborto", "crociata contro il fumo").
La parola spagnola cruzada risale alla metà del XIII secolo, allorchè l'epoca di quelle che oggi chiamamo Crociate era praticamente conclusa. L'uso storiografico della parola Crociata fu affare della fine del XVIII secolo. Si può dire insomma che le Crociate sono un idealtipo storiografico moderno e non corrispondono affatto alla percezione di chi allora le visse.
In effetti, secondo alcuni storici (come Franco Cardini), l'intenzione dei civili senz'armi e dei soldati e cavalieri che li accompagnarono durante il viaggio della Prima Crociata (1096-1099) doveva essere eminentemente pia e usuale all'epoca: il pellegrinaggio a Gerusalemme.
Fu però un pellegrinaggio armato, anzitutto per motivi di sicurezza. Da oltre un secolo le orde nomadi turche che sciamando dall'Asia centrale si erano stabilite nel bacino mesopotamico e siriano, avevano sconvolto la vita delle popolazioni locali. Benchè condividessero la fede musulmana di molti autoctoni, i Turchi governavano nell'assoluto arbitrio e non si erano fusi con la popolazione stanziale. Non avevano nemmeno appreso la lingua.
Tra l'altro avevano preso a vessare le carovane di pellegrini cristiani d'oriente e d'occidente che da secoli si recavano a Gerusalemme in pellegrinaggio sui luoghi dove visse Cristo. Rapine, sequestri, uccisioni, stupri di gruppi di pellegrini divennero abituali, e questi iniziarono a viaggiare sotto la scorta di piccoli gruppi armati. Sotto la sovranità araba dei primi secoli, invece, non si erano verificati incidenti di sorta, a parte sotto il sovrano fatimide d'Egitto al-Hakim (inizio XI secolo).
XI secolo
Quando Papa Urbano II indisse un pellegrinaggio armato al concilio di Clermont (1095) nessuno pronunciò la parola crociata. Lo scopo, garantito da Dio (Deus lo vult, Dio lo vuole) era l'arrivo di una massa mai vista prima di pellegrini nei luoghi santi della Cristianità. Molti ritengono tuttavia che l'uso della forza militare fu uno strumento preventivato sin dall'inizio.
Fu solo con la Seconda crociata (1135), causata dalla caduta di Edessa, che il fine bellico divenne esplicito.
Il teologo San Bernardo di Chiaravalle teorizzò, in risposta alla difficoltà per un cristiano di conciliare la guerra non difensiva con la parola di Dio, la teoria del malicidio: chi uccide un uomo intrinsecamente cattivo, quale è chi si oppone a Cristo, non uccide in realtà un uomo, ma il male che è in lui; dunque egli non è un omicida bensì un malicida.
Questa episodica giustificazione, in risposta a un espresso quesito dei Cavalieri templari, non assunse tuttavia il carattere di giustificazione generalizzata di quella che fu, in effetti, una campagna per la ripresa di Antiochia.
Voci correlate
- Guerra santa
als:Kreuzzug
ja:十字軍
ko:십자군
simple:The Crusades
th:สงครามครูเสด
SaraceniSaraceni è il termine col quale, in contesto medievale cristiano, si usavano chiamare i musulmani.
L'origine del termine è di fatto ignota, anche se non manca chi si richiama al nome di qualche gruppo tribale arabo sinaitico o chi si rifà al termine arabo sharqiyyùn (orientali) (ma è tutto da dimostrare che gli Arabi si vedessero stanziati a Oriente di un qualcosa di minimamente rilevante).
Un altro nome, che prendeva le mosse dal termine "Saraceni", ha portato nei secoli scorsi a usare talora la fantasiosa espressione "Agareni". La giustificazione fu che, in considerazione del fatto che il patriarca Abramo avuto Isacco/Israele da Sara, la discendenza dell'altro suo figlio Ismaele, progenitore biblico e coranico degli Arabi "che vivono nelle tende" (nomadi), avrebbe dovuto essere più logicamente chiamata "agarena", dal nome appunto della sua schiava Agar/Hagar.
Importanti nella storia le invasioni del X sec. Quando un gruppo di ""saraceni" arrivò sulle coste francesi e si fortificò sulle alture alle spalle di Saint Tropez in un luogo arroccato chiamato Frassineto (La Garde-Freinet)
Da questa base fortificata le orde facevano scorrerie verso le Alpi e nella pianura piemontese.
Dalle coste africane, dove avevano le loro basi, i pirati saraceni si spingevano fino alla penisola italiana e alle regioni della Francia del sud, dove facevano bottino di oro, argento e oggetti preziosi e catturavano gli abitanti per venderli come schiavi nei paesi musulmani.
Per avvistare da lontano le navi corsare e poter dare per tempo l'allarme alle popolazioni indifese, sorsero allora sulle coste del Mediterraneo torri e castelli, di cui ancora oggi è possibile vedere numerosi resti.
Gli Arabi però erano portatori di una grande civiltà e in Spagna e in Sicilia dove dominarono a lungo, diedero il loro contributo al progresso delle popolazioni.
Voci correlate
- Arabi
Categoria:Islam
ja:サラセン人
Goffredo di BuglioneGoffredo di Buglione (c. 1060 – 18 Luglio, 1100, Gerusalemme), (Godefroy de Bouillon in francese)
fu uno dei signori feudali della Prima crociata (Crociata dei baroni).
Fu il primogenito o il secondo figlio di Eustachio II, conte di Boulogne, e di Ida, figlia di Goffredo II, duca della Bassa Lorena.
Prima parte della vita
Goffredo fu designato da suo zio, Goffredo il Gobbo, suo successore in Bassa Lorena, ma nel 1076 l'Imperatore Enrico IV gli assegnò la sola marca di Anversa, che faceva parte della signoria di Buglione, riprendendosi il feudo della Bassa Lorena, visto che suo zio non aveva discendenti né eredi maschi diretti. Ciò nonostante Goffredo, ora di Buglione, combatté per Enrico sia a Elster sia nell'assedio di Roma e nel 1082 gli fu finalmente affidato il ducato della Bassa Lorena.
La Lorena era stata fortemente influenzata dai riformatori cluniacensi e Goffredo sembra sia stato un uomo pio. "Appena i vescovi, dopo il trionfo della Riforma cluniacense e la lotta per le investiture smisero di appoggiare gli Imperatori germanici, la provincia immediatamente si ridusse in piccoli domini feudali" (Catholic Encyclopedia, "Lorraine"). Sebbene egli avesse servito sotto Enrico IV contro il Papato, Goffredo liquidò letteralmente la maggior parte di quanto possedeva e si unì alla Crociata proclamata da Urbano II al Concilio di Clermont (1095).
Prima Crociata
Coi suoi fratelli Eustachio e Baldovino di Boulogne (il futuro Baldovino I di Gerusalemme) Goffredo partì dalla Lorena nell'Agosto 1096 alla testa di un'armata forte di 40.000 uomini, seguendo la strada di "Carlo Magno", che sembra Urbano II avesse chiamato (secondo il cronista Roberto il Monaco) la "Strada di Gerusalemme". Dopo alcune difficoltà in Ungheria, dove egli non fu in grado di impedire ai suoi uomini di saccheggiare i correligionari cristiani, Goffredo giunse a Costantinopoli nel Novembre. Fu il primo dei Crociati ad arrivare ed entrò in conflitto quasi subito con l'Imperatore bizantino Alessio I che pretendeva da Goffredo un giuramento di fedeltà all'Impero bizantino. Goffredo alla fine giurò nel Gennaio 1097, così come fecero molti altri comandanti al momento del loro arrivo.
All'inizio del 1099 Goffredo era una figura secondaria nella Crociata, con Baldovino, Boemondo di Taranto, Raimondo IV di Tolosa e Tancredi che determinavano il corso degli eventi. Goffredo fu il primo a presentarsi all'assedio di Nicea ma il suo solo risultato significativo in questa parte della Crociata fu il soccorso prestato all'esercito di Boemondo durante la Battaglia di Dorylaeum allorché questi s'era dovuto arrendere ai Turchi Selgiuchidi di Kilij Arslan I. L'esercito di Goffredo, in realtà, fu anch'esso costretto alla resa finché non giunse un altro gruppo di Crociati agli ordini di Ademaro, vescovo di Le Puy che attaccò l'accampamento selgiuchide.
Nel 1099, dopo la conquista di Antiochia al termine di un lungo assedio, i Crociati si divisero su cosa avrebbero dovuto fare. Molti fanti volevano proseguire verso sud alla volta di Gerusalemme ma Raimondo, a quel tempo considerato il capo della Crociata, era esitante nel proseguire la marcia. Goffredo, che sembra fosse influenzato da motivi religiosi piuttosto che politici, convinse Raimondo a condurre l'esercito a Gerusalemme. Goffredo fu attivo nell'assedio della città e il 15 luglio fu uno dei primi ad entrare in città che vide un massacro generale di musulmani ed ebrei. Il 22 Luglio, allorché Raimondo rifiutò di essere nominato re di Gerusalemme, Goffredo fu eletto al suo posto.
Regno di Gerusalemme
Goffredo rifiutò però di essere incoronato "re" nella città in cui il Cristo era morto. Assunse invece il titolo di Advocatus Sancti Sepulchri, "difensore" della Chiesa del Santo Sepolcro. Nel corso del suo breve regno di un anno Goffredo dovette difendere il nuovo Regno di Gerusalemme dai Fatimidi d'Egitto, che in Agosto furono sconfitti nella Battaglia di Ascalona. Fronteggiò anche l'opposizione di Dagoberto di Pisa, il Patriarca di Gerusalemme, che s'era alleato con Raimondo. Raimondo, secondo alccune fonti, avrebbe impedito a Goffredo di conquistare Ascalona dopo la battaglia ma altre fonti sostengono che le gelosie erano in realtà reciproche e che, anzi, gli abitanti della città costiera islamica avrebbero preferito di gran lunga arrendersi a Raimondo (di cui era ben nota la fedeltà alla parola data) anziché a Goffredo e che, a causa delle contrapposizione fra i due comandanti crociati, alla fine non se ne fece più nulla. Ascalona restò così con le sue porte sbarrate, approvvigionata regolarmente dalla flotta fatimide che in quella parte del Mediterraneo non aveva ancora rivali.
Nel 1100 Goffredo fu in grado d'imporre la sua autorità ad Acri, Arsuf, Giaffa e Caesarea. Nel frattempo il contrasto con Dagoberto continuava: Goffredo e Boemondo avrebbero preferito Arnolfo di Chocques come Patriarca ma Dagoberto voleva trasformare il Regno in una teocrazia, col Papa alla sua guida. Dagoberto riuscì a forzare Goffredo a una tregua e si concordò cheGerusalemme e Giaffa sarebbero state assegnate alla Chiesa se i Crociati avessero potuto conquistare Il Cairo per trasferirvisi. Tuttavia Goffredo morì il 18 Luglio senza aver conquistato l'Egitto e la questione di chi avrebbe dovuto governare su Gerusalemme rimase senza risposta. I sostenitori di una monarchia secolare chiamarono il fratello di Goffredo, Baldovino (diventato nel frattempo conte di Edessa), affinché assumesse la corona. Dagoberto – che era fuori Gerusalemme con Tancredi per assistere alla conquista di Acri e al massacro della sua popolazione di fede israelita – dovette piegarsi e con riluttanza incoronò Baldovino re il 25 Dicembre 1100.
Goffredo nella storia e nella leggenda
Per essere stato il primo governante di Gerusalemme, Goffredo è stato idealizzato nei racconti più tardi. Fu descritto come il capo dei Crociati, il re di Gerusalemme e il legislatore che presiedeva le assisi di Gerusalemme e fu incluso fra i cavalieri ideali, conosciuti come i Nove Prodi. In realtà egli non fu nulla di tutto ciò. Ademaro, Raimondo e Boemondo furono i capi della Crociata; Baldovino fu il primo vero re; le assisi furono il risultato di uno graduale processo.
Il ruolo di Goffredo nella Crociata è stato descritto da Alberto di Aix, l'anonimo autore delle Gesta Francorum e da Raimondo di Aguilers. Nella letteratura fantastica, Goffredo fu l'eroe delle due Francie: chansons de geste connessa con la Crociata, Chanson d'Antioche e Chanson de Jerusalem. Anche la sua famiglia e la prima parte della sua vita divennero soggetto di leggende. La leggenda del Cavaliere del Cigno, più nota oggi come soggetto dell'opera di Wagner Lohengrin, si riferiva originariamente al nonno di Goffredo, Elia, che arrivò su un misterioso battello a forma di cigno per difendere il casato di Buglione e impalmare la nonna di Goffredo.
Nella Divina Commedia Dante scorge lo spirito di Goffredo nel Cielo di Marte con altri "guerrieri della fede".
Opere d'arte
Fin da metà del 18° secolo una statua equestre di Goffredo di Buglione si erge al centro della Piazza Reale (Fr.: place Royale, Ol.: Koningsplein) a Bruxelles, Belgio. La statua fu scolpita da Eugène Simonis e inaugurata il 24 Agosto 1848.
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Goffredo di Buglione
1323
Eventi
- Guido Tarlati, signore di Arezzo, con l'aiuto di Francesco I Ordelaffi, signore di Forlì, ghibellini, conquistano Città di Castello.
Nati
Morti
023
ko:1323년
Novgorod
Novgorod (Но́вгород) è una città posta nel nord-ovest della Russia. Dal 1998 il suo nome ufficiale è Velikiy Novgorod (Grande Novgorod). È la capitale dell'omonimo oblast (divisione amministrativa russa). La città sorge lungo il Volkhov dove questi esce dal lago Ilmen. La popolazione è di circa 290000 abitanti. Da non confondere con la città di Nizhny Novgorod (Novgorod Inferiore) posta sul fiume Volga.
Storia
L'anno esatto di fondazione di Novgorod è controverso. Le poche testimonianze giunte fino a noi sono ambigue: in una viene affermato che la città esiste già nel 854 altre spostano tale data al 859. Quello che è certo è che la città nasce come stazione commerciale Variaga lungo il percorso fluviale che giunge fino nel sud della Russia ed a Costantinopoli.
Il nome variago della città , Holmgard (Holmgård, Holmegaard) , è citato nelle saghe Norrene come molto antico, ma è impossibile separare i fatti storici dal mito. In seguito le notizie su Holmgard riferiscono solamente sull'esistenza di una fortezza all'interno della città , Riurikovo Gorodische, dove il nome della fortezza è legato a Rurik, il capo variago che secondo la più antica cronaca russa , il Manoscritto Nestoriano, guida il suo popolo in Russia ed i cui discendenti fondano e governano il Rus' di Kiev.
Nel periodo mediovale Novgorod è una importante città della Ruthenia (nome abbastanza generico che indica l'Europa dell'est). All'interno del Rus' di Kiev la città è seconda per importanza solamente alla capitale ed è centro di un importante commercio di pellicce.
Dopo il saccheggio di Kiev, e di molte altre città russe, da parte dei Mongoli, la posizione di Novgorod si rafforza in quanto, pur dietro pagamento di un tributo, riesce a mantenere la propria indipendenza erigendosi a città-stato. Il modello di governo della città, in questi secoli, è abbastanza distante da quello autocratico del resto della Ruthenia, il principe è eletto da un concilio di nobili, detto Novgorod veche, termine che denomina un antico parlamento composto da rappresentati di tutte le arti o, in alcuni casi, composto da tutti gli uomini liberi. Il termine veche è stato recentemente riportato in uso per denotare il consiglio cittadino.
Al termine del periodo mediovale la città perde importanza a causa delle difficoltà di alimentare una grande popolazione e della conseguente dipendenza dalla regione di Vladimir e Suzdal per il fabbisogno di grano. Le grandi città di quell'area, Mosca e Tver, sfruttano questa dipendenza per controllare Novgorod.
Ivan II conquista la città annettendola alla Moscovia ma la rovina definitiva giunge quando Ivan IV saccheggia la città massacrandone gli abitanti in seguito ad un tentativo di rivolta.
categoria:Città della Russia
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Russia
ja:ノヴゴロド
ko:노브고로트
Russia
La Federazione Russa è, fra tutti, lo stato più grande nel mondo e va dall'Europa all'Asia. La Russia confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Bielorussia, Lituania, Polonia, Ucraina, Georgia, Azerbaijan, Kazakistan, Cina, Mongolia e Corea del Nord. È bagnata sulle coste esterne dal Mare Glaciale Artico fino all'Oceano Pacifico, sulle coste interne è bagnata dal Mar Baltico, il Mar Nero ed il Mar Caspio. Come principale successore dell'Unione Sovietica, la Russia è ancora uno stato con una forte influenza politica, specialmente all'interno della CSI, che comprende molti stati della ex Unione Sovietica.
Storia
Il primo stato della regione fu quello del Granducato di Kiev (Rus' di Kiev) fondato intorno all'anno 850 da genti normanne provenienti da Novgorod. Nei secoli che seguono il Granducato estende le sue frontiere giungendo ad interagire con altri stati dell'Europa del tempo. Nel 1132, alla morte del figlio di Vladimiro II Monomaco, il potere centrale si disgrega. Allo stato unitario si sostituiscono tre centri di potere: Volinia, Novgorod e Vladimir. Nel 1237 i Tartari irrompono nella Russia Europea suggellando la loro conquista nel 1240 con la distruzione di Kiev. Dal quel momento e per più di due secoli tutti i principi russi agiscono come vassalli e tributari dell'Orda d'Oro . Nel frattempo altre nazioni rivolgono i loro interesse alle terre russe: Svedesi, Livoni (Cavalieri Teutonici), Lituani. Una delle figure più famose della storia russa del periodo è Alessandro detto Nevskij granduca di Vladimir e principe di Novgorod (sconfigge gli Svedesi sulla Neva ed i Livoni sul Lago Peipus).Nel 1280 Daniele, figlio di Alessandro, assume il titolo di Granduca di Mosca. Con Ivan I (1332 - 1341) il granducato di Mosca si avvia a divenire il più importante principato russo. Nel 1380 Dimitrij, principe di Mosca (1358-1389), sconfigge i Tartari al "Campo delle Queglie" ponendo così fine al tabù della loro imbattibilità. Figura di spicco in questo periodo è IvanIV (detto il terribile, 1533-1584), primo a fregiarsi del titolo di Zar, dal latino Caesar, che ridimensionando il potere dei Boiari, ossia dei signori feudali, pose le basi dello stato autocratico in cui si evolse il granducato di Mosca. Sotto Ivan IV la Russia si estese verso est a scapito dei Tartari occupando Kazan ed Astrakan. Alla sua morte seguì un periodo di turbolenze dovute ai tentativi dei boiari di recuperare il potere perduto ed anche all'ingerenza polacca. Nel 1613, con la salita al trono del primo dei Romanov inizia una nuova fase di potenziamento dello stato russo.
Sotto il regno degli Zar, la Russia divenne una delle maggiori potenze europee, conosciuta come Russia Imperiale, ammodernata e sempre più espansa a ovest, a partire dal XVIII secolo. Comunque, all'inizio del XX secolo il potere della Russia stava scemando e nel contempo montava lo scontento fra la popolazione, a questo si aggiunga anche la sconfitta militare subita durante la prima guerra mondiale.
Tutti questi eventi precipitarono drammaticamente nel 1917 quando la rivoluzione di febbraio, d'ispirazione borghese, spazzò via il regime zarista di Nicola II e la seguente Rivoluzione d'Ottobre portò al potere il partito bolscevico sotto la guida di Vladimir Ulianov detto Lenin.
Nel 1918 venne fondata l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche abbreviata in URSS, in cui entrò a far parte anche la Repubblica Russa. Gli anni che seguirono, fino al 1922, videro lo scontro tra l'esercito sovietico, la cosiddetta Armata Rossa, organizzato e comandato da Troskji ed i vari eserciti che si rifacevano al potere zarista, le Armate Bianche.
Lenin soffrì una serie di infarti che portarono alla sua morte nel 1924. Dopo una breve lotta per il potere, la guida dell'Unione Sovietica venne consolidata nelle mani del dittatore Josif Dzugasvili, detto Stalin. Il regno brutale di Stalin costò milioni di vittime, tra le quali oppositori politici, noti o sospettati, e ufficiali militari che vennero giustiziati o esiliati in Siberia durante le Grandi Purghe degli anni '30.
A seguito della vittoria Sovietica sulla Germania Nazista, durante la seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica si sarebbe sviluppata in una delle due potenze dominanti della Guerra Fredda, fungendo da principale avversario ideologico degli Stati Uniti. Le due nazioni ingaggiarono una lunga lotta geopolitica per il controllo dei cuori e delle menti del Terzo Mondo a partire dalla Crisi di Suez del 1956. I sovietici crearono il Patto di Varsavia per opporsi alla NATO, e le due parti si imbarcarono in una lunga e costosa corsa per accumulare il maggior numero possibile di armi nucleari.
Nel 1962 con la crisi dei missili di Cuba, il leader sovietico Nikita Khruščёv quasi fece scoppiare una guerra con gli Stati Uniti, quando fece posizionare delle armi atomiche offensive a Cuba. I sovietici diedero anche il via alla corsa allo spazio lanciando lo Sputnik 1, il primo satellite a orbitare attorno alla Terra, e rendendo il Colonnello Yuri Gagarin, il primo uomo a viaggiare nello spazio.
Alla fine degli anni '80, il leader sovietico Mikhail Gorbačëv introdusse delle riforme come la glasnost e la perestroika, ma queste misure non furono in grado di di prevenire il collasso dell'Unione Sovietica, dopo un fallito colpo di stato militare nel 1991.
La RSFS Russa dichiarò la sua indipendenza il 24 agosto dello stesso anno come Federazione Russa. In quanto principale erede dell'Unione Sovietica, ha da allora cercato di mantenere la sua influenza globale, ma è stata ostacolata da difficoltà economiche.
Politica
La Federazione Russa è una democrazia federativa con un presidente, eletto direttamente per un mandato di quattro anni, che detiene un notevole potere esecutivo. Il presidente, che risiede al Cremlino, nomina le più alte cariche ufficiali dello stato, compreso il primo ministro, che deve essere approvato dalla Duma, la camera bassa del parlamento. Se la Duma respinge per tre volte la candidatura proposta, il presidente può decretarne lo scioglimento. La Duma può approvare una mozione di sfiducia al governo a maggioranza assoluta, ma il presidente può manifestare il suo dissenso; se la Duma approva entro tre mesi un'altra mozione di sfiducia, il presidente può optare tra l'accettazione delle dimissioni del governo e lo scioglimento dell'assemblea. Il presidente può far passare dei decreti, senza il consenso del parlamento; è il capo delle forze armate e del consiglio nazionale di sicurezza. I forti poteri di cui è titolare hanno determinato una definizione della forma di governo russa come "presidenzialistica".
La Russia ha un parlamento bicamerale. L'Assemblea Federativa o Federalnoye Sobraniye consiste in una camera alta conosciuta come Consiglio Federativo (Soviet Federatsii), composta da 178 delegati che prestano un servizio quadriennale (ognuna delle 89 suddivisioni amministrative ne nomina due), e in una camera bassa conosciuta, appunto, come Duma di Stato (Gosudarstvennaya Duma) che comprende 450 deputati, anch'essi in carica per quattro anni, dei quali 225 sono eletti dal voto popolare diretto su base maggioritaria, mentre gli altri 225 sono eletti con il sistema proporzionale da liste di partito a base nazionale.
Presidenti della repubblica Russa
- Boris Eltsin 1991 - 2000
- Vladimir Putin 2000 - in carica
Suddivisioni
La Federazione Russa consiste di un grande numero di differenti suddivisioni politiche, che formano un totale di 89 componenti costituenti. Ci sono 21 repubbliche all'interno della federazione, che godono di un alto livello di autonomia su vari argomenti, e che corrispondono ad alcune delle minoranze etniche russe. I rimanenti territori sono 49 provincie, conosciute come oblast e 6 regioni (krai), nelle quali si trovano 10 distretti autonomi e 1 oblast autonomo. Oltre a queste ci sono due città federali, Mosca e San Pietroburgo. Recentemente, sette estesi distretti federali sono stati aggiunti come nuovo strato tra le suddivisioni di cui sopra e il livello nazionale. Tutte le suddivisioni sono elencate di seguito, raggruppate sotto a questi distretti, con le repubbliche indicate da un - :
Geografia
La Federazione Russa si estende su gran parte dell'area settentrionale del supercontinente Eurasiatico e per questo motivo conosce una grande varietà di paesaggi e climi. Gran parte del paesaggio consiste di vaste pianure, sia nella parte europea che in quella asiatica. Queste pianure sono predominantemente steppa nella parte meridionale, foresta a nord, e tundra lungo la costa settentrionale. Le catene montuose si trovano lungo i confini meridionali, come il Caucaso (che contiene il Monte Elbrus, il punto più elevato della Russia, a 5.633 m) e i monti Altai, e nella parte orientale, come il massiccio di Verkhoyansk o i vulcani della Kamchatka. Degna di nota è anche la più centrale catena degli Urali, che forma la principale linea di demarcazione tra Europa e Asia.
La Russia ha una linea costiera di oltre 37.000 km, lungo il Mare Glaciale Artico e l'Oceano Pacifico, così come lungo i mari interni, come il Baltico, il Mar Nero e il Mar Caspio. Bacini più piccoli fanno parte degli oceani; Mare di Barents, Mar Bianco, Mare di Kara, Mare di Laptev e Mare Siberiano Orientale sono parte dell'Artico, mentre Mare di Bering, Mare di Okhotsk e Mar del Giappone appartengono al Pacifico. Le isole principali che vi si possono trovare comprendono: Novaya Zemlya, la Terra di Francesco-Giuseppe, le Nuove Isole Siberiane, Wrangel, le Isole Kurili e Sakhalin.
Molti grandi fiumi scorrono attraverso le pianure per finire nei mari e negli oceani. In Europa ci sono il Volga, il Don, la Kama, la Oka e la Dvina Settentrionale, mentre molti altri fiumi hanno le sorgenti in Russia ma scorrono attraverso altre nazioni, come il Dnepr e la Dvina Occidentale. In Asia si trovano: Ob, Irtysh, Yenisei, Angara, Lena e Amur. I laghi principali comprendono il Lago Baikal, il Lago Ladoga e il Lago Onega.
- Città della Russia
Economia
Un decennio dopo il collasso dell'Unione Sovietica del 1991, la Russia sta ancora lottando per stabilire una moderna economia di mercato e ottenere una forte crescita economica. La Russia ha visto la sua economia contrarsi per cinque anni, mentre l'esecutivo e la legislatura tentennavano di fronte all'implementazione delle riforme e la base industriale russa affrontava un serio declino.
La Russia ottenne una leggera ripresa nel 1997. La crisi finanziaria del 1998 culminò ad agosto nel deprezzamento del rublo, nel default del debito governativo, e in un netto deterioramento degli standard di vita per la gran parte della popolazione. L'economia è in seguto rimbalzata, crescendo con una media annuale di oltre il 6%, nel periodo 1999-2002, supportata da un più alto prezzo del petrolio e dal rublo debole.
Questa ripresa, unita a un rinnovato sforzo governativo, nel 2000 e 2001, per portare avanti le riforme strutturali lasciate indietro, hanno innalzato la confidenza della finanza e degli investitori sulle prospettive della Russia nel secondo decennio di transizione. La Russia rimane pesantemente dipendente dall'esportazione di materie prime, specialmente petrolio, gas naturale, metalli, e legno, che rappresentano l'80% dell'export, lasciando la nazione vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi mondiali.
Demografia
La Russia è scarsamente popolata a causa della sua enorme estensione; La densità della popolazione è maggiore nella parte europea della Russia, nella zona delle Montagne degli Urali, e nella parte sud-orientale della Siberia. La Federazione Russa ospita molti differenti gruppi etnici e popolazioni indigene. Più dell'80% della popolazione è composta da Russi etnici, il resto comprende Bashkiri, Ceceni, Chuvasci, Cosacchi, Evenki, Tedeschi, Ingushezi, Inuit, Ebrei, Calmucchi, Careliani, Coreani, Mordvini, Osseziani, Taimyri, Tatari, Tuvani, Yakutzi e molti altri.
La lingua russa è l'unica lingua ufficiale di stato, ma le singole repubbliche hanno spesso reso il loro linguaggio nativo co-ufficiale con il russo. La Chiesa Russa Ortodossa è la confessione cristiana dominante nella Federazione, altre religioni comprendono: Islam, diverse chiese protestanti, Cattolici Romani, Buddhismo ed Ebraismo.
Vedi anche: Crisi demografica della Russia
Cultura
- Russi celebri
- Letteratura russa
- Poeti russi
Altri argomenti
- Comunicazioni in Russia
- Trasporti in Russia
- Esercito della Russia
- Relazioni estere della Russia
- Turismo in Russia
- Legge della Federazione Russa
- Targhe automobilistiche russe
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1676
Eventi
Nati
Morti
- 29 gennaio - Alessio I di Russia
076
ko:1676년
1851
Eventi
- 18 settembre: esce a New York il primo numero del quotidiano New York Times
Nati
- 2 ottobre - Ferdinand Foch, militare francese (†1929)
- Ermete Novelli
Morti
- Stefano Pelloni, detto Il Passatore, Brigante da strada
- 1 febbraio - Mary Wollstonecraft Shelley, scrittrice inglese (n. 1797)
- 9 marzo - Hans Christian Ørsted, fisico e chimico danese (n. 1777)
- 19 dicembre - William Turner, pittore inglese
051
ko:1851년
ms:1851
simple:1851
th:พ.ศ. 2394
1877
Eventi
- 8 maggio - Grecia: con un telegramma, l'archeologo Ernst Curtius dà notizia che gli scavi ad Olimpia hanno portato alla luce una statua marmorea di Hermes, forse del IV secolo a.C..
Nati
- 26 gennaio - Kees Van Dongen, pittore olandese († 1968)
- 24 maggio - Robert Garrett, atleta statunitense († 1951)
- 3 giugno - Raoul Dufy, pittore francese († 1953)
- 22 luglio - Gian Giorgio Trissino, sportivo (equitazione) († 1963)
- 7 agosto - Ulrich Salchow, pattinatore svedese
Morti
- 3 febbraio - Paolo Emilio Imbriani, politico, umanista, avvocato; (n.1808)
- 3 settembre - Adolphe Thiers, uomo politico e storico francese
077
ko:1877년
Deimos (astronomia)
Deimos (in greco Δείμος) è la più piccola delle due lune di Marte, scoperta insieme a Phobos dall'astronomo americano Asaph Hall il 12 agosto 1877.
Nella mitologia greca, Deimos è uno dei figli di Ares (Marte) e Afrodite (Venere).
I loro nomi significano rispettivamente "terrore" e "paura", assegnati, su suggerimento del Professore di scienze di Eton Henry Madan (1838-1901), in onore dei due compagni del dio della guerra Marte (mitologia) citati nel XV libro dell'Iliade.
La scoperta di Deimos risale alle ore 07:48 UTC del 12 agosto 1877, per mezzo dell'Osservatorio Navale di Washington, anche se la sua presenza era stata ipotizzata già un secolo e mezzo prima dallo scrittore inglese Jonathan Swift, che aveva fatto affermare agli scienziati di Laputa (l'isola galleggiante dei viaggi di Gulliver), che Marte possedeva due lune. La stessa cosa affermarono l'abitante di Sirio e quello di Saturno nel libro Micromega di Voltaire. È da notare che al tempo di questi scrittori i telescopi non erano abbastanza potenti da poter individuare satelliti così piccoli come Phobos e Deimos, e si tratta quindi di una supposizione fortunata.
L'origine del satellite è ancora incerta. La stretta somiglia tra Deimos e i tanti pianetini presenti nella fascia principale degli asteroidi suggerirebbe che un corpo celeste di quel tipo sarebbe stato catturato dalla gravità marziana ad opera di una perturbazione causata dal passaggio di Giove. Questa spiegazione risulta però molto improbabile poiché la forma dell'orbita del satellite è troppo regolare e posta su un piano quasi coincidente con quello equatoriale del pianeta rosso. La disputa rimane accesa.
Deimos è composto da rocce ricche di carbonio, molto simili a quelle degli asteroidi di tipo C, e ghiaccio. La sua superficie è inoltre ricoperta da uno spesso strato di regolite, probabilmente più spesso di quello che ricopre Phobos, che riempie quasi completamente alcuni crateri.
Visto da Deimos, Marte appare 1.000 volte più grande e 400 volte più brillante della Luna piena vista dalla Terra, e riempie 1/11 della volta celeste.
Visto da Marte, Deimos ha un diametro angolare di non più di 2,5° ed appare visibile ad occhio nudo simile ad una stella. Al massimo della sua luminosità ("luna piena") appare brillante come Venere visto dalla Terra; al primo o al terzo quarto della sua fase è luminoso come Vega. Quando Deimos passa davanti al Sole il suo diametro angolare è solo circa 2,5 volte il diametro angolare di Venere durante un transito del pianeta davanti al Sole visto da Terra.
Diversamente da Phobos, che sorge ad ovest e tramonta ad est, Deimos sorge ad est e tramonta ad ovest. Inoltre, il periodo obitale di Deimos è di circa 30,5 ore, superiore al giorno solare marziano, corrispondente invece a 24,5 ore terrestri.
Poiché l'orbita di Deimos è relativamente vicina a Marte e possiede solo una piccolissima inclinazione equatoriale, non può essere visto da latitudini maggiori di 82,7°.
Riferimenti
Resoconti della scoperta di Phobos e Deimos:
- [http://adsbit.harvard.edu/cgi-bin/nph-iarticle_query?journal=Obs&year=1877&volume=1&page_ind=90&letter=.&type=SCREEN_GIF Obs, 1 (1877) 90]
- [http://adsbit.harvard.edu/cgi-bin/nph-iarticle_query?journal=AN&year=1878&volume=91&page_ind=12&letter=.&type=SCREEN_GIF AN, 91 (1878) 12]
- [http://adsbit.harvard.edu/cgi-bin/nph-iarticle_query?journal=MNRAS&year=1878&volume=..38&letter=.&db_key=AST&page_ind=207&plate_select=NO&data_type=GIF&type=SCREEN_GIF MNRAS, 38 (1878) 205]
- [http://adsbit.harvard.edu/cgi-bin/nph-iarticle_query?journal=AN&year=1878&volume=92&page_ind=28&letter=.&type=SCREEN_GIF AN, 92 (1878) 47]
Collegamenti esterni
- [http://www.solarviews.com/cap/mars/vdeimos3.htm Filmato sulla rotazione di Deimos]
- [http://www.solarviews.com/cap/mars/vdeimos1.htm Animazione di Deimos]
Categoria:Lune
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