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| 12 Dicembre |
12 dicembre
Il 12 dicembre è il 346° giorno del Calendario Gregoriano (il 347° negli anni bisestili).
Mancano 19 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 627 - Battaglia di Ninive.
- 1531 - Apparizione di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico.
- 1787 - La Pennsylvania diventa il secondo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti.
- 1870 - Joseph H. Rainey della Carolina del Sud diventa il primo congressista nero degli Stati Uniti.
- 1872 - Un meteorite colpi'la terra vicino la città di Banbury, Inghilterra.
- 1897 - Viene fondata in Brasile la città di Belo Horizonte.
- 1901 - Guglielmo Marconi riceve il primo segnale radio transoceanico.
- 1913 - La Gioconda viene recuperata a Firenze, due anni dopo essere stata rubata dal Louvre.
- 1915 - Il presidente della Repubblica Cinese Yuan Shikai si autodichiara Imperatore dell'Impero Cinese, ristabilendo la monarchia.
- 1925 - Reza Pahlavi prende il controllo dell'Iran come Scià.
- 1937 - Incidente di Panay.
- 1941 - Gli Stati Uniti catturano la nave francese Normandie.
- 1948 - Massacro di Batang Kali, in Malesia.
- 1963 - Il Kenia ottiene l'indipendenza dal Regno Unito.
- 1969 - Strage di Piazza Fontana nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano: 16 morti e 88 feriti.
- 1979 - La Rhodesia cambia il suo nome in Zimbabwe.
- 1996 - Uday Hussein resta gravemente ferito durante un tentativo di assassinio.
- 2000 - La Corte Suprema degli Stati Uniti emette la sua decisione nel caso George W. Bush contro Al Gore, decidendo le elezioni presidenziali del 2000.
Nati
- 1298 - Duca Alberto II d'Austria
- 1745 - John Jay, giudice statunitense († 1829)
- 1805 - William Lloyd Garrison, abolizionista statunitense († 1879)
- 1806 - Stand Watie, generale degli Stati Confederati d'America, capo Cherokee († 1871)
- 1821 - Gustave Flaubert, scrittore francese († 1880)
- 1863 - Edvard Munch, pittore e incisore norvegese († 1944)
- 1871 - Umenosuke Bessho, scrittore giapponese († 1945)
- 1876 - Alvin Kraenzlein, atleta statunitense († 1928)
- 1879 - Laura Hope Crews, attrice († 1942)
- 1887
- Guido Ascoli, matematico italiano († 1957)
- Kurt Atterberg, compositore svedese
- 1889 - Otto Scheff, nuotatore austriaco
- 1892
- Liesl Karlstadt, attrice († 1960)
- Herman Potočnik Noordung, pioniere della cosmonautica sloveno († 1929)
- 1893 - Edward G. Robinson, attore († 1973)
- 1900 - Sammy Davis Sr., ballerino, attore e cantante statunitense († 1988)
- 1903 - Ozu Yasujiro, regista († 1963)
- 1905 - Mànes Sperber, scrittore († 1984)
- 1914 - Patrick O'Brian, scrittore britannico († 2000)
- 1915 - Frank Sinatra, cantante e attore statunitense († 1998)
- 1918 - Joe Williams, cantante († 1999)
- 1919
- Hermann Neuberger, dirigente sportivo († 1992)
- Ferruccio Valcareggi, calciatore ed allenatore di calcio († 2005)
- 1922 - Julius Schubert, calciatore ungherese
- 1924 - Ed Koch, ex sindaco di New York
- 1927
- Honor Blackman, attrice
- Robert Noyce, inventore statunitense († 1990)
- 1929 - John Osborne, drammaturgo britannico († 1994)
- 1934 - Miguel de la Madrid, politico messicano
- 1936 - Iolanda Balas, saltatrice in alto rumena
- 1938 - Connie Francis, cantante statunitense
- 1940
- Sharad Pawar, politico indiano
- Dionne Warwick, cantante statunitense
- 1943
- Dickie Betts, musicista (The Allman Brothers)
- Grover Washington Jr., musicista († 1999)
- 1946 - Renzo Zorzi, pilota italiano
- 1952 - Cathy Rigby, ginnasta, attrice
- 1956 - Nikki Sixx, musicista
- 1957 - Sheila E., musicista
- 1965
- Alessandra Acciai, attrice italiana
- Will Carling, rugbysta inglese
- 1967 - John Randle, giocatore di football americano
- 1972 - Wilson Kipketer, atleta danese
- 1975 - Lucia Morico, judoka italiana
- 1976 - Dan Hawkins, musicista
- 1988 - Francesco Capecchi, Dj produttore
Morti
- 884 - Carlomanno, re dei Franchi dell'Ovest
- 1574 - Selim II, imperatore ottomano
- 1894 - Sir John Thompson, politico canadese (n. 1845)
- 1923 - Raymond Radiguet, scrittore francese (n. 1903)
- 1934 - Thorleif Haug, sciatore norvegese
- 1939 - Douglas Fairbanks, Sr., attore americano (n. 1883)
- 1952 - Bedřich Hrozný, linguista e orientalista cecoslovacco
- 1956 - Lorenzo Perosi, compositore italiano (n. 1872)
- 1963 - Ozu Yasujiro, regista
- 1968 - Tallulah Bankhead, attrice (n. 1902)
- 1970 - Doris Blackburn, politica australiana (n. 1889)
- 1971 - David Sarnoff, pioniere della radio e della televisione (n. 1891)
- 1990 - Giorgio Ghezzi, calciatore italiano
- 1994 - Stuart Roosa, astronauta (n. 1933)
- 1996 - Vance Packard, scrittore statunitense (n. 1914)
- 1999 - Joseph Heller, scrittore statunitense (n. 1923)
- 2001
- Ardito Desio, alpinista, geologo italiano
- Jean Richard, attore francese (n. 1921)
- 2002 - Dee Brown, scrittrice
- 2003
- Geidar Aliev, ex Presidente dell'Azerbaijan (n. 1923)
- Fadwa Toukan, poetessa palestinese
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici: Madonna di Guadalupe
- Sant'Alessandro, martire
- Sant'Epimaco, martire
- San Valerico, abate
Laiche
12
ja:12月12日
ko:12월 12일
ms:12 Disember
simple:December 12
th:12 ธันวาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
627
Eventi
Il 5 Aprile (dhū l-qa‘da del 5 dell'egira) i musulmani presenti a Medina affrontano i Meccani pagani in un assedio lungo 15 giorni che va sotto il nome di Battaglia del Fossato. Improduttivo sotto il profilo tattico, l'evento produce una una chiara vittoria strategica per i musulmani.
Nati
Morti
027
ko:627년
1531
Eventi
Nati
Morti
031
ko:1531년
Nostra Signora di Guadalupe
Nostra Signora di Guadalupe è il titolo attribuito alla Vergine Maria in seguito a un'apparizione avvenuta in Messico nel 1531 a san Juan Diego.
L'apparizione sarebbe avvenuta sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, dove adesso sorge l'omonima Basilica di Nostra Signora di Guadalupe.
Collegamenti esterni
- [http://www.gesuiti.it/moscati/Ital2/Guadalupe_DL.html Articolo di Maria Di Lorenzo]
- [http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/homilies/1981/documents/hf_jp-ii_hom_19811212_guadalupe_it.html Omelia] di Giovanni Paolo II per il 450º anniversario dell'apparizione (12 dicembre 1981)
Categoria:Apparizioni mariane
Categoria:Messico
1787
Eventi
- William Herschel scopre Titania e Oberon, lune del pianeta Urano
Nati
Morti
- 15 novembre - Christoph Willibald Gluck, compositore tedesco
- 28 Maggio - Leopold Mozart, compositore tedesco
087
ko:1787년
ms:1787
simple:1787
Pennsylvania
Il Commonwealth of Pennsylvania è uno stato federato
(119.283 kmq, 12.281.054 abitanti, capitale Harrisburg)
degli Stati Uniti d'America.
Lo stato è situato nel nord-est degli Stati Uniti, vicino all'Oceano Atlantico. Confina a nord con lo stato di
New York e con il Lago Erie, a est con New Jersey
e Delaware, a sud con Maryland e Virginia Occidentale, a ovest con
l'Ohio.
Il nome Pennsylvania (che significa boschi di Penn) fu scelto dal quacchero inglese William Penn, considerato il fondatore dello stato, che voleva onorare il padre ed indicare la natura boscosa del territorio.
Storia
Prima dell'arrivo degli europei, la Pennsylvania era abitata dalle tribù dei Delaware, dei Susquehanna, degli Irochesi, degli Eriez e degli Shawnee.
Nel 1643 alcuni coloni svedesi si stanziarono nella parte sud-orientale dello stato, ma il controllo passò rapidamente prima agli olandesi e poi agli inglesi. Nel 1681 re Carlo II d'Inghilterra concesse a William Penn l'autorizzazione a colonizzare una regione che comprendeva l'attuale Pennsylvania e parte degli attuali stati circostanti (in particolare il Delaware). Penn vi fondò una colonia (la Pennsylvania, appunto) che doveva fungere da rifugio per i suoi correligionari quaccheri; in quell'anno fu fondata anche la città di Philadelphia, che ne è ancora oggi il centro più importante (per quanto la capitale dello stato sia la cittadina di Harrisburg).
Fra il 1704 ed il 1710 le tre contee meridionali di New Castle, Kent e Sussex si separarono dalla Pennsylvania, formando la colonia del Delaware.
La colonia accolse numerosi immigrati, spesso da paesi del nord Europa o dalla Germania e prosperò rapidamente, tanto che alla fine del XVIII secolo Philadelphia era per popolazione la seconda città di lingua inglese al mondo (dopo Londra).
Pennsylvania e Delaware sono fra le 13 colonie che si ribellarono agli inglesi durante la Rivoluzione Americana: nel 1776 la Dichiarazione di Indipendenza fu redatta a Philadelphia, e lo stato fu teatro di importanti eventi bellici (in particolare la ritirata a Valley Forge dell'esercito guidato da George Washington).
Al termine della guerra vi fu scritta anche la costituzione statunitense. La Pennsylvania fu il secondo stato a ratificare questa costituzione (12 dicembre 1787) e fra il 1790 ed il 1800 (quando il governo fu trasferito a Washington) Philadelphia fu anche capitale della nuova nazione statunitense.
Durante il XIX secolo la Pennsylvania restò uno dei più importanti stati dell'Unione ed ebbe un fortissimo sviluppo industriale, specialmente nel settore siderurgico. Durante la guerra di secessione gran parte degli armamenti delle truppe nordiste proveniva dalla Pennsylvania, e nel 1863 vi si combatté la grande battaglia di Gettysburg. Successivamente, fu nell'ovest della Pennsylvania che nacque l'industria petrolifera statunitense.
Nel XX secolo, specialmente nella seconda metà, la Pennsylvania perse lentamente importanza, sia per lo sviluppo di molti stati più ad ovest, sia per la crisi che colpì l'industria siderurgica (Pennsylvania, Ohio, Michigan ed altri stati la cui economia era basata sull'industria pesante furono soprannominati the rust belt, ovvero la cintura della ruggine), cui lo sviluppo dell'industria finanziaria e dei servizi ha solo parzialmente posto rimedio.
Lo stato resta comunque fra i più importanti degli U.S.A. (per esempio, è al sesto posto fra i 50 stati sia per popolazione che per prodotto interno lordo).
Geografia
La Pennsylvania ha una forma molto simile a quella di un rettangolo di 260 km (in direzione nord-sud) per 450 km (in direzione est-ovest); infatti i suoi confini sono per larga parte artificiali essendo delle semplici linee rette tracciate sulla carta geografica: fanno eccezione l'"angolo" nord-occidentale (costa del lago Erie) e tutto il confine orientale (segnato dal fiume Delaware).
La superficie è di 119.283 kmq, di cui 3.208 kmq (2,7%) sono costituiti da acque interne. La massima elevazione (Mt. Davis) è di 979 m s.l.m., mentre la minima si trova sulle rive del fiume Delaware, che sono praticamente al livello del mare stesso.
Geografia fisica
Per quanto non molto elevati, i monti Appalachi costituiscono la più importante caratteristica fisica della Pennsylvania, attraversandola in diagonale, da sud ovest a nord est. Sul loro versante sud orientale si trova una regione di colline molto dolci e di pianure alluvionali. Invece sul versante nord occidentale si trova l'altopiano degli Allegheny; questo altopiano è percorso da numerose vallate, tanto da sembrare montagnoso esso stesso. Esso giace su uno strato sedimentario, e nel suo sottosuolo sono presenti carbone, gas naturale e petrolio (tanto che il primo pozzo di petrolio al mondo fu costruito nel 1859 in Pennsylvania, vicino a Titusville). Questo altopiano prosegue a nord entro lo stato di New York, mentre ad ovest declina progressivamente, trasformandosi nelle pianure che caratterizzano l'Ohio e gli altri stati del Midwest.
Idrografia
Lo spartiacque degli Appalachi attraversa completamente la Pennsylvania e la suddivide in due distinte zone idrografiche: le acque della regione a sud-est delle montagne fluiscono direttamente nell'Oceano Atlantico, formando i fiumi Delaware (al confine con il New Jersey) e Susquehanna, o finendo come tributari del Potomac. Invece (fatta eccezione per alcuni piccoli corsi d'acqua che fluiscono in direzione del lago Erie, e quindi del golfo del San Lorenzo, nell'Atlantico settentrionale) le acque che cadono a nord ovest degli Appalachi vengono raccolte dai fiumi Allegheny e Monongahela, che a Pittsburgh si uniscono a formare il fiume Ohio, uno dei principali affluenti del Mississippi, che sfocia nel Golfo del Messico.
Clima
Demografia
Nel 2000 la popolazione della Pennsylvania era di circa 12.300.000 abitanti (52% donne). Essa è concentrata soprattutto attorno alle due città più importanti dello stato, Philadelphia (nel sud-est) e Pittsburgh (nel sud-ovest), le cui aree metropolitane raccolgono circa metà della popolazione. Le altre città sono molto più piccole, e le più importanti contano fra 50.000 e 100.000 abitanti; fra esse si segnalano Allentown, Altoona, Betlehem, Erie, Harrisburg (la capitale), Lancaster, Reading, Scranton, State College, Wilkes-Barre, Williamsport e York.
Dal punto di vista etnico, afro-americani ed ispanici sono numerosi soprattutto nelle grandi città (ed in particolare a Philadelphia), mentre le aree rurali sono largamente popolate da bianchi, spesso discendenti dai primi immigrati (sono frequenti i cognomi di chiare origini tedesche). Fra questi è particolarmente nota la piccola minoranza costituita dai Pennsylvania Dutch (in questo caso Dutch è deformazione di Deutsch, tedesco, mentre normalmente in inglese significa olandese), molti dei quali fanno parte delle sette degli Amish e dei Mennoniti e rifiutano l'uso della tecnologia moderna (ad es. rinunciando all'uso delle automobili o dell'elettricità).
Statistiche
Secondo il censimento del 2003 i bianchi rappresentano l'84% della popolazione dello stato, seguiti dai neri (10%), dagli ispanici (3%) e dagli asiatici (2%), mentre il restante 1% è costituito da meticci e da nativi americani. Fra i bianchi, il 25% dichiara di essere di origini tedesche, il 16% di origini irlandesi, l'11% di origini italiane e l'8% di origini inglesi.
Dal punto di vista religioso, lo stesso censimento ha rilevato che il 53% degli abitanti è Protestante (fra cui ci suno un 10% di Battisti, un 10% di Metodisti ed un 9% di Luterani), il 33% è Cattolico, l'1% appartiene ad altre confessioni cristiane, il 2% è seguace di altre religioni, il 6% si dichiara non religioso.
Geografia politica
Contee della Pennsylvania
Economia
Nel 1999 il Prodotto Interno Lordo della Pennsylvania è stato di 383 miliardi di dollari, corrispondenti ad un reddito annuo pro-capite di 29.539 dollari.
L'agricoltura produce latte e latticini, bestiame (pollame, bovini e suini), funghi e cereali. Le industrie principali sono quella siderurgica (in grave crisi), alimentare, chimica ed elettrica. La finanza riveste un ruolo importante nell'economia dello stato, ed il turismo è moderatamente sviluppato.
Risorse
Trasporti
La Pennsylvania è dotata di due importanti aeroporti internazionali a Philadelphia (codice PHL) e Pittsburgh (PIT).
Queste due città sono anche importanti porti fluviali, specialmente Philadelphia, che grazie alla navigabilità dell'estuario del Delaware è praticamente un porto oceanico.
Lo stato è poi attraversato da diverse linee ferroviarie, in particolare dal cosiddetto Corridoio di Nord-Est che collega le principali città della East Coast (Boston, New York, Philadelphia, Baltimore, Washington) e dalla linea che collega la costa a Chicago, passando per Harrisburg e Pittsburgh.
Vi è poi un'estesa rete stradale, che include numerose autostrade, fra cui le più importanti sono la I-95 (che va dal Maine alla Florida seguendo la costa e passando per Philadelphia), la I-76 (Pennsylvania Turnpike, a pedaggio) che collega Philadelphia e Pittsburgh e la I-80 (che va da New York a San Francisco e attraversa tutto il nord della Pennsylvania.
Infine, Philadelphia e la sua area metropolitana sono dotate di un'ampia rete di trasporto locale (SEPTA), che si estende anche nel New Jersey e nel Delaware, e che comprende anche una metropolitana. Anche Pittsburgh è dotata di una metropolitana leggera.
Turismo
La principale attrazione turistica dello stato è la città di Philadelphia, dove si trovano numerosi luoghi ed oggetti storici legati alla nascita degli Stati Uniti (ad es. la Independence Hall, dove fu firmata la Dichiarazione di Indipendenza); anche Valley Forge e Gettysburg sono importanti mete del turismo "storico". Nel resto dello stato, la principale attrazione è sicuramente costituita dalle ampie foreste che ricoprono gli Appalachi, costellate di piccoli parchi statali. Infine, le comunità dei Pennsylvania Dutch ed in generale le varie sette religiose (Amish, Mennoniti ecc.) sono spesso oggetto di un turismo etnografico.
Cultura
Soprannome dello stato: The Keystone State (lo stato testata d'angolo)
Alfabetizzazione
Istruzione
Lo stato è sede di circa 100 università. Fra le più importanti si segnalano:
- la University of Pennsylvania (UPenn), privata, con sede a Philadelphia, fondata nel 1749 da Benjamin Franklin; essa fa parte della cosiddetta Ivy League (il gruppo delle università più prestigiose della East Coast)
- la University of Pittsburgh (Pitt), semi-pubblica, con sedi Pittsburgh ed in alcune cittadine, fondata nel 1787
- la Pennsylvania State University (PSU), pubblica, con sede principale a State College e numerose sedi staccate sparse nello stato; fondata nel 1855, è la più grande delle università della Pennsylvania, contando oltre 80000 studenti
- la Drexel University, privata, con sede a Philadelphia, fondata nel 1891
- la Carnegie-Mellon University, privata, con sede a Pittsburgh, fondata nel 1900
-
Sanità
Ambiente
Arte
Politica
Come gli altri stati americani, la Pennsylvania elegge un governatore (attualmente - 2004 - il democratico Edward G. Rendell). Ci sono poi una Camera di circa 190 membri, ed un Senato di 50 membri, dove attualmente i repubblicani sono in maggioranza.
A livello nazionale, entrambi i senatori (Arlen Specter e Rick Santorum) della Pennsylvania sono repubblicani, mentre dei suoi 19 rappresentanti 12 sono repubblicani e 7 sono democratici (2004).
Tuttavia è dal 1992 che durante le elezioni presidenziali la Pennsylvania assegna i suoi voti elettorali al candidato democratico.
Questa divisione riflette la generale tendenza della Pennsylvania a non schierarsi "automaticamente" con un partito o per l'altro (come accade invece per stati come la California ed il Texas), effetto dell'equilibrio fra le aree urbane (fortemente democratiche) e quelle rurali (fortemente repubblicane).
Bibliografia
Voci correlate
- Aziende
- Città
- Montagne
- Fiumi
- Laghi
Collegamenti esterni
- [http://www.usaonline.it/states/state_pa.asp USA online] - Pennsylvania
- [http://www.state.pa.us/ Pennsylvania Government] - Stato della Pennsylvania (inglese)
Categoria:Stati USA
ja:ペンシルバニア州
ko:펜실베이니아 주
simple:Pennsylvania
1870
Eventi
- 20 settembre - L'esercito italiano entra in Roma, ponendo fine allo Stato della Chiesa.
- Heinrich Schliemann inizia gli scavi a Hissarlik (nel nord dell'Anatolia). Non molto più tardi individua il luogo dove presumeve fosse sorta la città di Troia dei poemi omerici (che, in realtà, si rivelò poi assai più tarda, come dimostrarono i successivi scavi di Blegen, tra il 1932 e il 1939).
Nati
- 5 marzo - Rosa Luxemburg, socialista († 1919)
- 31 agosto - Maria Montessori, pedagogista italiana († 1952)
- 16 settembre - John Pius Boland, tennista irlandese, campione olimpico alla I Olimpiade († 1958)
- 25 novembre - Maurice Denis, pittore francese († 1943)
Morti
070
ko:1870년
simple:1870
1872
Eventi
- 2 settembre, a Madonna di Campiglio (TN), viene fondata la Società Alpina del Trentino, successivamente denominata Società Alpinisti Tridentini (SAT)
Nati
- 6 gennaio - Alexander Scriabin, compositore russo († 1915)
- 15 gennaio - Arsen Kotsoyev, scrittore russo († 1944)
- 10 aprile - Anton Maria Antoniazzi, matematico italiano († 1925)
- 18 maggio - Bertrand Russell, filosofo inglese († 1970)
- 16 luglio - Roald Amundsen, esploratore norvegese († 1928)
- 18 settembre - Adolf Schaml, ciclista olimpico austriaco († 1919)
- 14 ottobre - Reginald Doherty, tennista inglese († 1910)
- 20 dicembre - Lorenzo Perosi, compositore italiano († 1956)
Morti
- 10 marzo - Giuseppe Mazzini, politico italiano (n. 1805)
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1897
Eventi
- 12 giugno - Karl Elsener brevetta il Coltello dell'ufficiale. L'oggetto diventerà in seguito noto come coltellino svizzero.
- 2 luglio - Guglielmo Marconi brevetta, a Londra, la radio
- Summer & Payne varano lo yacht Javelin a Northam
- Ferdinand Braun realizza l'oscilloscopio a tubo a raggi catodici.
Nati
- 4 marzo - Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi "Liala", scrittrice italiana († 1995)
- 18 aprile - Ardito Desio, alpinista, geologo italiano († 2001)
- 26 aprile - Eddie Eagan, pugile e bobbista statunitense
- 27 aprile - Adolfo Baloncieri, calciatore italiano
- 13 giugno - Paavo Nurmi, atleta finlandese († 1973)
- 8 luglio - Austin Bradford Hill, epidemiologo e statistico britannico († 1991)
- 28 agosto - Louis Wirth, sociologo tedesco († 1952)
- 26 settembre - Giovanni Battista Montini, dal 21 giugno 1963 Papa Paolo VI († 1978)
- 25 novembre - Giorgio Santelli, maestro di scherma italiano († 1985)
- 30 dicembre - Alfredo Bracchi, paroliere, sceneggiatore, autore italiano († 1976)
Morti
- 20 marzo - Antoine Thomson d'Abbadie, esploratore e geografo francese (n. 1810)
- 3 aprile - Johannes Brahms, compositore tedesco (n. 1833)
- 20 agosto - Michele Angiolillo, anarchico italiano (n. 1871)
- 30 settembre - Santa Teresa di Lisieux (n. 1873)
- 6 novembre - Eduard Engelmann, pioniere del pattinaggio su ghiaccio
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Brasile
Il Brasile (República Federativa do Brasil) è una repubblica federale (8.511.966 km² 180.000.000 abitanti, capitale Brasilia) di tipo presidenziale dell'America meridionale.
Confina a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con l'Uruguay, a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù.
Comprende 26 stati e un distretto federale.
Il suo nome deriva da quello del legno tintorio chiamato "pau brasil" (Caesalpinia echinata).
Storia
Popoli precolombiani
Prima dell'arrivo degli europei, le popolazioni erano alquanto primitive, vivevano raggruppate in villaggi e tribù localizzate sia lungo la costa che nell'interno.
Il Brasile fu scoperto dal navigatore Pedro Alvares Cabral nell'aprile del 1500, quando approdò a Porto Seguro, a sud dell'attuale Salvador (Bahia), la denominò come Isola di Vera Cruz.
Scoperta e colonizzazione
I portoghesi trovarono un popolo senza alcuna organizzazione militare che poterono assoggettare facilmente. Il loro interesse non era però legato alla costituzione di un impero coloniale, ma doveva servire come base per il loro commercio con le Indie, per cui l'interesse iniziale fu veramente scarso. I primi a comprendere l'importanza dei territori brasiliani, furono francesi e spagnoli, che fecero numerosi tentativi di occupazione.
In base al Trattato di Tordesillas (7 giugno 1494), precisato da quello successivo di Saragozza (1529), il nuovo territorio fu ufficialmente incluso nella zona d'espansione territoriale
del Portogallo.
Nel 1533 re Giovanni III adottò la prima struttura politica ed amministrativa per il Brasile basata sulle Capitanias: queste erano concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile, al
quale venivano assegnati pieni poteri sulla terra, con l'obbligo di pagare un tributo al sovrano. Il sistema aveva però il difetto di creare comunità separate, prive di interessi comuni, che nuoceva al commercio e alla difesa del paese dagli interessi stranieri.
Governatorato portoghese
Andrea Barra III fu così costretto nel 1549 a costituire un potere centrale, nominò un governatore generale e stabilì la capitale della colonia a Bahia. I governatori si dimostrarono degni del loro compito, specialmente nel respingere i tentativi di infiltrazione dei francesi. Nel 1567 fu fondata la città di Rio de Janeiro.
Passaggio alla Spagna
Nel 1580 il Brasile finì, insieme con il Portogallo, sotto il dominio spagnolo fino al 1640; durante questo periodo dovette difendersi con le proprie forze dalle nuove insidie portate da inglesi, francesi e olandesi. Particolarmente dura fu la lotta con gli olandesi, che riuscirono a creare un dominio vasto ed organico, con una efficiente organizzazione politica e militare.
Contro l'invasione olandese, i coloni di origine portoghese si armarono, questo indusse il governo olandese, a mandare in Brasile il principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637), nel tentativo di rendere possibile la coabitazione tra olandesi, portoghesi e indigeni. Giovanni fece bene il suo lavoro, ma quando il Portogallo riacquistò la sua indipendenza, e quindi la supremazia sul Brasile, venne accusato di accordi con i portoghesi per staccare la Nuova Olanda dalla madrepatria, e fu costretto a dimettersi.
Il dominio spagnolo non fu comunque del tutto inutile, in quanto portò ad una coscienza nazionale ed all'apertura di nuovi orizzonti. Da una parte i Gesuiti erano penetrati all'interno per convertire gli indigeni, dall'altra gli abitanti della zona di San Paolo si diedero alla ricerca di nuove terre e di mano d'opera per le loro piantagioni.
Ritorno al Portogallo
Un conflitto tra le due correnti fu inevitabile quando i paulisti arrivarono ai confini dell'attuale repubblica del Paraguay, dove i Gesuiti avevano fondato colonie autonome di Indios, per sottrarli alla schiavitù. I tentativi paulisti di asservirli fallirono e quindi si rivolsero verso il bacino del Paraná, che colonizzarono nella prima metà del XVI secolo. Nel frattempo le popolazioni di Rio de Janeiro e di Bahia penetrarono al centro e al nord, attirati dall'oro e dalle pietre preziose.
Alla fine del XVII secolo i coloni portoghesi si riunirono per combattere la Repubblica di Palmares, formata da schiavi neri fuggiti dalle piantagioni, costituiti in comunità autonoma ed indipendente, che sconfissero solo nel
1695. Molte altre le imprese dei coloni portoghesi, che penetrarono nel Minas Gerais, nel Mato Grosso e nel Goias, aprendo queste terre alla civilizzazione occidentale e procurando al Portogallo grandi quantità d'oro e di gemme
preziose.
Nel periodo di regno di Giuseppe I (1750-1777), il governo fu nella mani del Marchese di Pombal, che introdusse riforme che riguardavano il Brasile. Diminuì i donatori locali, creò due corti di giustizia, portò la capitale a Rio de Janeiro (1763).
Sul piano sociale abolì nel 1758 la schiavitù degli indios, ma il decreto venne praticamente annullato dall'espulsione dei Gesuiti, molti degli indios che vissero nelle loro comunità preferirono tornare alla vita della foresta piuttosto che sottostare alla dominazione bianca. I vantaggi delle riforme di Pombal, vennero annullati dopo la sua morte dalla
politica dura e reazionaria della nuova regina Maria I, che sollevò le ostilità dei coloni. Nel 1789 un gruppo di patrioti di Minas Gerais provocò una rivolta per creare una repubblica democratica ed indipendente,
ma fu duramente repressa.
Riparo dei reali portoghesi in Brasile
Nel 1807, quando Napoleone si accinse a conquistare il Portogallo, i regnanti rifugiarono in Brasile, a Rio de Janeiro. Qui il reggente Giovanni VI svincolò le industrie dai limiti e dai controlli di cui erano gravati ed aprì i porti al traffico con l'estero, facendo rifiorire il Brasile e calmando gli interessi indipendentistici. Nel 1816 conquistò anche l'attuale Uruguay, che divenne una provincia brasiliana.
Indipendenza
Caduto Napoleone, Giovanni tornò in Portogallo, lasciando la reggenza del Brasile al figlio Don Pedro, a cui venne imposto di ripristinare gli ordinamenti della vecchia colonia. Il giovane principe si oppose, sostenuto
dall'intera popolazione, e il 7 settembre 1822 proclamò l'indipendenza del Brasile. Represse però le intenzioni liberali dei suoi sudditi e fece redigere una costituzione di tipo paternalistico, in base alla quale l'imperatore aveva il potere di opporsi a qualsiasi legge votata dall'organico legislativo, di sciogliere le camere (una di nomina imperiale e una popolare) del parlamento in qualsiasi momento.
Nel 1831 scoppiò una conflitto con l'Argentina sulla provincia dell'Uruguay, che porto ad un accordo sull'indipendenza della regione. I brasiliani si rivoltarono (7 aprile 1831) e costrinsero Pedro I ad abdicare in favore del figlio Don Pedro de Alcantara (Pedro II), che allora aveva solo 5 anni e che quindi fu affiancato ad un consiglio di reggenza.
Il periodo della reggenza fu caratterizzato da rivolte interne (Pará, Minas Gerais, Mato Grosso e Maranhao) che furono sedate concedendo poteri delegati alle singole province. Nel 1840 Don Pedro fu dichiarato maggiorenne con due anni di anticipo ed eletto imperatore col nome di Pedro II; egli fu sovrano colto e abile politico, seppe imporre una politica di grande espansione economica favorevole all'aristocrazia terriera che, dopo il 1860, intraprese su larga scala la coltivazione del caffè. Favorì l'immigrazione europea, aprendo ai principi di liberalismo. Curò molto la politica estera, cercando l'amicizia dei paesi esteri, ma non riuscì a guadagnarsi quella dell'Inghilterra, che giunse persino a bloccare i porti brasiliani (1860).
Il Brasile entrò in conflitto con l'Argentina, per assicurare l'indipendenza all'Uruguay, indipendenza che venne riaffermata, con vantaggi territoriali per il Brasile.
Repubblica
Il contrasto tra il nord, retrogrado e sonnolento, e il sud, liberale e attivo, determinò forti problemi politici. Nel sud nacquero circoli politici liberali, che miravano ad ottenere nuove strutture statali, di cui Pedro II non comprese l'importanza e, dopo essersi inimicato esercito e clero, continuò ad appoggiarsi ai coltivatori del nord ed ai conservatori,
finché nel 1871 la situazione precipitò. A San Paolo venne costituito il Partito Repubblicano e fu abolita la schiavitù. Il 15 novembre 1889 il capo dell'esercito impose all'imperatore di ritirarsi e, poiché egli non oppose resistenza, il Brasile si trasformò pacificamente in una repubblica.
Il colpo di stato fu facilitato dalla circostanza che la classe dirigente e addirittura lo stesso sovrano non sembravano più credere ai valori e alla funzione della monarchia.
Con la nuova costituzione repubblicana fu creato uno stato laico e federale con istituzioni analoghe e quelle degli USA. La nuova repubblica seppe resistere alle invadenze dell'esercito e della flotta (1893) e dal 1894 (elezione del presidente Barros) al 1930, dodici presidenti si succedettero nella più rigorosa legalità mentre il paese raggiungeva notevole prosperità economica soprattutto grazie all'esportazione del caffè e all'arrivo di immigranti europei sempre più numerosi (italiani, spagnoli, portoghesi, tedeschi, etc).
Prima guerra mondiale
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale il Brasile era incontestabilmente la principale potenza dell'America latina, il governo brasiliano decise di restare neutrale, cambiando posizione solo all'ingresso nella guerra degli USA, schierandosi contro gli "Imperi centrali" (26 ottobre 1917) e dando un importante
contributo alla vittoria delle forze alleate. Al termine della guerra, segui un breve periodo di prosperità economica a cui
ne subentrò uno di crisi.
La chiusura dei mercati europei, il crollo del prezzo del caucciù e soprattutto del caffè (1929), provocarono una profonda modifica nel sistema di governo e la nascita delle prime forze comuniste. Questa situazione porto il Brasile quasi alla rovina, finché, il capo dei liberali, Getúlio Vargas costituì un governo provvisorio e dittatoriale: il suo scopo era colpire i signori delle province e le loro clientele ed attuare una completa centralizzazione del potere stroncando le tendenze autonomistiche locali.
Seconda guerra mondiale
L'inizio della seconda guerra mondiale vide il Brasile combattere con gli alleati. ma al termine di questa (1945), Vargas venne deposto per iniziativa di un gruppo di generali, e nelle elezioni successive venne eletto presidente il generale Enrico Dutra, candidato del partito social-democratico. Nel 1946 fu adottata una nuova costituzione democratica e federalista.
Tra il 1950 e il 1960 si affermò una fase di prosperità nell'ambito dei governi democratici. Nel 1950 fu rieletto Vargas, al quale venne però imposto un programma democratico, che, pur mantenendo gli impegni presi, diede alla sua politica un carattere chiusamente nazionalistico, che portarono ad una campagna di protesta degli avversari politici, che culminarono con il suo suicidio nel 1954.
Gli succede alla presidenza J. Cafè Filho e quindi Juscelino Kubitschek. Egli dedicò ogni sforzo all'industrializzazione, fece costruire sull'altopiano di Goias la città di Brasilia (che diviene capitale il
21 aprile 1960). A Kubitschek succede Janio Quadros che adottò una politica interna austera, mentre sul piano internazionale affermò l'indipendenza della politica estera brasiliana. Il suo sistema di governo venne aspramente criticato, tanto da costringerlo alle dimissioni dopo solo sette mesi, sostituito da Joao Goulart nell'autunno del 1961, affiancato da un consiglio di ministri responsabile di fronte al governo. Il 3 gennaio 1963 venne ripristinato il precedente sistema e Goulart riebbe i pieni poteri.
Governi militari
Dopo un colpo di stato, il potere venne assunto dal generale Castelo Branco.
Nell'ottobre 1966 il Congresso Federale brasiliano elesse presidente della repubblica il maresciallo Arthur Da Costa e Silva, che si insediò il 15 marzo 1967, rimanendo al potere fino al 1969. Il governo fu caratterizzato da una rilevante presenza di militari, che costrinsero il presidente a revocare le garanzie costituzionali.
Viene sostituito alla presidenza da Emilio Garrastazu Medici (1969-1974). Una crisi petrolifera mondiale segna la fine, nel 1974, del boom economico brasiliano; nel frattempo viene eletto presidente della repubblica Ernesto Geisel (1974-1979).
Ritorno alla democrazia
Nel 1979 vengono ammessi più partiti alle competizioni elettorali, alla presidenza arriva João Baptista Figueiredo (1979-1985).
Con l'elezione di Tancredo Neves (1985), il governo tornò ai civili; il ritorno alla democrazia fu funestato dalla morte improvvisa del neoeletto presidente, al quale succedette il vicepresidente José Sarney (1985-1989). Questi fece approvare un emendamento per l'elezione del presidente della repubblica a suffragio universale diretto (fino ad allora gli analfabeti erano esclusi dal voto). Il nuovo governo ha comunque cercato di fronteggiare la grave situazione socio-economica, deliberando il piano per la riforma agraria (ottobre 1985). Questa doveva, entro il 1989, portare alla distribuzione di 43 milioni di ettari di terreno appartenenti allo stato o a proprietari assenteisti, al fine di creare un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri. La riforma ha però incontrato l'opposizione, anche armata, dei latifondisti.
La nuova costituzione (1988), oltre alla riforma agraria, promette ingenti spese sociali; in quest'anno fu assassinato Chico Mendes, capo del sindacato dei lavoratori della gomma.
Storia recente
Nel 1989 nacque il primo programma di protezione ambientale, ma l'inflazione tocca il 1000%.
Fernando Collor de Mello (1989-1992) vince le prime elezioni completamente democratiche. Il governo vara programmi economici per ridurre l'inflazione e la povertà (1990);
Nel 1992 si svolge a Rio de Janeiro il summit mondiale ambientale, il presidente Mello è costretto alle dimissioni in quanto accusato di corruzione, viene sostituito ad interim dal vicepresidente Itamar Franco (1992-1994) (attuale ambasciatore del Brasile in Italia, 2004).
L'elezione a presidente di Fernando Henrique Cardoso (1995-2003) porta ad un piano di stabilizzazione monetaria che ferma l'iperinflazione del 1994-1995; il Congresso si oppone ad una modifica della Costituzione, ma approva la privatizzazione dei monopoli chiave. Una nuova crisi economica impone la svalutazione del real nel 1999.
Nel gennaio del 2003, viene eletto a presidente della Repubblica Luiz Inácio da Silva, detto Lula.
Luglio del 2005, gravi scandali coinvolgono il partito al governo (PT) e altri partiti dell´area del governo.
Geografia
Geografia fisica
La maggior parte del Brasile è costituito da uno zoccolo precambriano inegualmente ricoperto da rocce sedimentarie.
Il territorio ha i suoi fondamenti strutturali in tre elementi che sono la base della stessa America meridionale:
- il massiccio della Guyana
- l'altopiano del Brasile
- la depressione amazzonica.
I due elementi orografici rappresentano le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti.
Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:
- il Nord o Amazzonia (Norte)
- è la regione in cui confluiscono le acque ed è limitata a nord dal massiccio delle guyane (Serra Parima, Pacaraima, Uassari, Acarai, Tumucumaque). Il bacino del Rio delle Amazzoni è colmato da sedimenti nell'ampio imbuto che si apre a monte della città di Manaus.
- il Nord-Est (Nordeste)
- in questa zona vi sono tavolati limitati da cuestas: chapadas, del Maranhão, del Plauí, del Ceará, con la Serra di Ibiapa e la Serra do Araripe. L'altitudine è inferiore ai 1.000 m. Alcuni grandi fiumi (Gurupi, Turiaç, Mearim, Itapecuru, Parnaiba) hanno formato larghe valli.
- il Sud-Est (Sudeste)
- regione d'altitudine abbastanza elevata, con rilievi che si ergono a picco direttamente sull'Oceano Atlantico. La costa, con le baie di Guanabara, Angra dos Reis, Santos, Paranaguá, è dominata dalla scarpata della Serra do Mar.
- Nel retroterra si estende la valle del Paraiba, dominata dalla scarpata che limita verso valle la Serra da Mantiqueida; in quest'ultima si trova il Pico da Bandeira (2.890 m), seconda cima nazionale. La maggior parte delle acque che scorrono in questa regione confluiscono verso ovest nel Río Grande, che forma il Paraná.
- il Sud (Sul)
- è la regione delle dolci colline del Rio Grande do Sul. I terreni formano grandi cuestas sinuose, attraversate dai fiumi nati sul dorso della Serra do Mar.
- il Centro-Ovest (Centro-Oeste)
- caratterizzato dall'estensione delle chapadas (Goiás e Mato Grosso) e vi scorre il Paraná da nord a sud.
Morfologia
Altopiani
Il massiccio della Guyana è costituito da un altopiano non elevato (500 m di media) sormontato da montagne granitiche che, al confine con il Venezuela, superano di poco i 3.000 m (Pico da Neblina 3.014 m), massima elevazione nazionale). Gli altopiani sono morfologicamente più vari. Essi si estendono dalla costa atlantica fino alle grandi depressioni continentali interne dell'Amazzonia e del Paraná, divise tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua ad ovest dei penepiani che anticipano le Ande. In genere per questi altipiani si parla di planaltos, ma le loro forme sono diverse. Non mancano le strutture tabulari (chapadas) che terminano con tipiche scarpate a cuestas e sono costituite sia da formazioni sedimentarie sia da formazioni vulcaniche. In altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme gli altopiani presentano una caratteristica disimmetria, sono cioè inclinati verso l'interno, terminando ad est con un orlo rilevato; qui si succedono delle sierras ben marcate e di uguale orientamento come la Sierra do Mar, la Sierra da Mantiqueira, la Sierra do Paranapiacaba e la Sierra do Espinhaço, che toccano in media i 2.000 metri e che raggiungono le massime altezze con il Pico da Bandeira (2.890 m). Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare, originando un contorno costiero roccioso e vario, con insenature come la baia di Guanabara. In altri casi la scarpata termina su brevi pianure costiere (restingas) tra le quali si aprono spesso delle lagune (lagoas) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos Patos (Laguna delle Anatre), lunga 300 km.
Depressione amazzonica
Le pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente rappresentata da un piatto territorio con substrato archeozoico, orlato dalle scarpate del massiccio della Guyana a nord e dalle chapadas dell'altopiani brasiliano e del Mato Grosso a sud. Tutta la parte centrale dove scorre il Rio delle Amazzoni è costituita da depositi alluvionali; per il resto predomino i terreni sedimentari cenozoici che lasciano il posto, intorno al massiccio guyanense ed all'altopiano del Brasile, al penepiano cristallino o alle formazioni paleozoiche. Nella parte più interna la depressione amazzonica è delimitata dal penepiano del Mato Grosso, regione archeozoica alta non più di 500 m, che continua verso ovest della Sierra do Parecis, bordo settentrionale del bacino del Paraguay-Paraná, solo in parte incluso in territorio brasiliano.
Idrografia
Il Brasile è inserito nella rete dei due maggiori fiumi sudamericani, il Rio delle Amazzoni e il Paraná. Il resto raggiunge l'Atlantico tramite i fiumi che dall'altopiani scendono direttamente verso la costa.
Il corso d'acqua più importante è il Rio delle Amazzoni (6.280 km con l'Ucayali), che attraversa il territorio nazionale per oltre 3.000 km, offrendo un percorso sempre navigabile; il suo bacino idrografico copre più della metà dell'area del Brasile. L'enorme quantità d'acqua sfocia nell'Oceano Atlantico, in un esteso estuario. Principali affluenti sono: Madeira (3.350 km), Rio Negro (2.150 km), Xingù (2.000 km), Purus, Tapajós; il Tocantins ha in comune con il Rio delle Amazzoni, soltanto la foce.
Un altro importante fiume è il San Francisco (2.900 km), che scorre tra gli altipiani.
Il Paraná sviluppa la parte elevata del suo bacino sugli altopiani brasiliani; il suo spartiacque orientale corre sulle sierre marginali, non lontano dalle coste atlantiche, con importanti affluenti (Paranaiba,
Río Grande, Uguaçu, Uruguay; fuori dal suo confini, viene raggiunto dal Paraguay, che però nasce nell'altopiano del Mato Grosso.
Clima
Il Brasile rientra per intero nell'area tropicale e questa tropicalità costituisce il carattere più marcato della sua geografia per le incidenze che essa ha sul paesaggio oltre che sugli uomini e le loro attività. Vi sono peraltro diversità notevoli tra una regione e l'altra; si può iniziare da una prima distinzione riconoscendo un clima equatoriale umido nella regione amazzonica, uno subequatoriale nella fascia immediatamente a sud e un clima tropicale a due stagioni, più o meno piovoso, nel resto del paese, il cui settore più meridionale fa presentire il clima temperato (clima subtropicale).
In quanto ai meccanismo che determinano il clima occorre tenere conto della conformazione del territorio, che è aperto, privo di formazioni montuose elevate e quindi largamente esposto all'Atlantico, da cui provengono le masse d'aria che portano le precipitazioni.
Nella regione amazzonica. situata nella fascia delle convergenze intertropicali, tale apporto è dovuto agli alisei di nord-est e di sud-est, i cui effetti si sommano dando luogo alle condizioni di equatorialità che fanno di questa regione una delle più umide e piovose della Terra con valori annui di precipitazione che si aggirano sui 2.030 mm e con temperature quasi costanti di 26° C. Anche in Amazzonia vie è tuttavia una attenuazione delle piogge che si verifica nei mesi dell'inverno australe, cioè in corrispondenza della massima zenitazione del sole nell'emisfero
boreale. In questa stessa stagione le superfici continentali tropicali sono dominate da formazioni anticicloniche che mantengono condizioni stabili e che rientrano perciò come fattori responsabili del clima a due stagioni di gran parte del Brasile. La stagione secca, che in Amazzonia è molto effimera e relativa, a sud di essa diviene marcata e si prolunga fino a sei mesi. Le precipitazioni si verificano massimamente nell'estate australe (novembre-marzo) e apportano intorno ai 1.500 mm annui di pioggia. Anche le temperature, specie nella parte interna, variano molto, con escursioni termiche annue sino a 7-8° C e con escursioni termiche giornaliere che raggiungono i 15° C sugli altopiani interni più meridionali.
Nella regione costiera è di nuovo elevata la piovosità, in quanto le scarpate continentali hanno un effetto di cattura nei confronti delle masse d'aria umide atlantiche; si ha un clima di tipo monsonico con precipitazioni complessive che superano i 2.000 mm sui rilievi (4.524 mm nella Serra do Mar); tra Salvador e il Capo São Roque, le piogge cadono da marzo a settembre, cioè durante la stagione più fresca.
Nell'interno degli stati del Nord-Est regna un clima semiarido.
Temperatura e precipitazioni
marzo
Geografia umana
Popolazione
Gli indios rappresentano ormai una piccola percentuale, difficile da valutare. I gesuiti ne avevano iniziato l'evangelizzazione già nel XVI secolo. Ma i coloni portoghesi intrapresero contro di loro razzie. La lenta ma
inesorabile penetrazione dei bianchi e le malattie che questi portarono contribuirono a decimare la massa degli indios. Tuttavia la civiltà brasiliana deve molto agli indios, e il contadino per eccellenza è il meticcio (caboclo), i cui metodi di coltura sono ancora quelli degli indios Tupí.
Oggi metà della popolazione è di razza bianca, il resto è costituito da neri, mulatti, meticci, amerindi e asiatici (giapponesi, cinesi, coreani).
Circa 20% della popolazione brasiliana è di origine italiana (25 milioni di persone). È la più numerosa popolazione di origine italiana nel mondo.
Densità: 20 per km²
Etnie
La popolazione brasiliana cambia nelle differenti regioni:
- Nella regione Nordest, la maggioranza dei Brasiliani sono Meticci e Neri.
- Nella regione Norte, la maggioranza dei Brasiliani sono Meticci e Índios.
- Nella regione Sud, la maggioranza dei Brasiliani sono Bianchi, discendenti dei milioni di immigranti europei che sono arrivato nel Brasile alla fine del secolo XIX e inizio del secolo XX.
La maggioranza della popolazione brasiliana è di razza Bianca (53%), discendenti degli immigranti Portoghesi e al secondo posto discendenti degli Italiani. Dopo vengono i discendenti di Tedeschi, Spagnoli, Polacchi e altre europei.
I meticci sono inoltre un gruppo molto numeroso in Brasile. La maggior parte dei meticci brasiliani sono Mulatti (Nero+Bianco), Caboclo (Índio+Bianco) e Cafuzo (Nero+Índio). Circa il 38% dei brasiliani sono meticci.
I brasiliani di razza Nera sono inoltre numerosi, discendenti degli schiavi africani.
La popolazione di Índios del Brasile è composta da 700.000 persone. Circa il 10% del territorio del Brasile sono terre di índios, che vivono nelle foreste del paese.
La popolazione brasiliana di origine Asiatica è inoltre importante. Circa 2 millioni di Giapponesi e discendenti vivono nel Brasile. È la più numerosa popolazione Giapponese all'estero.
La popolazione di origine Araba del Brasile è molto importante. Circa 10 millioni di Libanesi, Siriani e discendenti vivono nel Brasile. La maggioranza di loro è cristiana.
Religione
La religione predominante è quella cattolica (89%); assai più modeste percentuali praticano confessioni e culti tradizionali dei paesi d'origine (protestantesimo 6%, ortodossia, buddhismo, ebraismo, islamismo, ecc.) e gli indios delle foreste seguono ancora culti animistici.
Geografia politica
Il Brasile è composto da 26 stati, più un distretto federale nel quale si trova la capitale.
cristiana
Da un punto di vista geografico il paese è inoltre diviso in 5 regioni (região, pl. regiões), queste sono usate talvolta anche per fini statistici non hanno però rilevanza da un punto di vista amministrativo, gli stati sono così distribuiti:
- (Região Norte): Acre, Amapá, Amazonas, Pará, Rondônia, Roraima, Tocantins
- (Região Nordeste): Alagoas, Bahia, Ceará, Maranhão, Paraíba, Pernambuco, Piauí, Rio Grande do Norte, Sergipe
- (Região Centro-Oeste): Goiás, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Distrito Federal do Brasil, Brasília
- (Região Sudeste): Espírito Santo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, São Paulo
- (Região Sul): Paraná, Santa Catarina, Rio Grande do Sul
Geografia economica
- Prodotto Nazionale Lordo: 4.790$ pro capite (8° posto della classifica mondiale).
- Bilancia dei pagamenti: -33,8 miliardi di $.
- Inflazione: 6,9%.
- Disoccupazione: 7%.
Punti di forza. L'industria locale è ben sviluppata e assicura al paese una posizione dominante nella regione. Immense le risorse naturali. Ampi giacimenti d'oro, d'argento e di ferro. È uno dei più importanti produttori di acciaio.
Punti di debolezza. Le dissestate finanze regionali rischiano di mettere a repentaglio la stabilità economica. Gli investimenti esteri sono frenati dalle imposte sulle attività economiche e dalla corruzione. La priorità è data alla privatizzazione di compagnie statali. La vulnerabilità dell'economia è causata dalle fluttuazione dei prezzi delle materie prime.
Risorse
- Produzione di energia elettrica: 59.000.000 kw.
- Pesca: 850.000 tonnellate.
- Petrolio: 630.732 b/g.
- Allevamento: pecore 18,3 milioni, capre 12,6 milioni, bovini 161 milioni, suini 31,4 milioni.
- Minerali: ferro, manganese, carbone, bauxite, nichel, petrolio, stagno, argento, diamanti, oro.
La colonia portoghese, soggetta al regime del patto coloniale, fu aperta all'immigrazione degli stranieri solo all'inizio del XIX secolo. Il Brasile divenne per l'Europa, e in seguito per l'America Settentrionale, un fornitore di derrate tropicali ed un acquirente di manufatti. Dopo la prima guerra mondiale si verificò tuttavia un cambiamento dovuto al rapido progresso dell'industrializzazione e all'inizio degli anni settanta si è assistito al cosiddetto "miracolo economico brasiliano". Purtroppo si è anche trattato di un fenomeno più apparente che reale, cui ha fatto seguito una recessione economica che è andata sempre più aggravandosi con il passare degli anni.
Agricoltura
Solo una porzione relativamente modesta del territorio viene sfruttata in modo adeguato. In linea di massima, fatta eccezione per le grandi piantagioni di canna da zucchero e di una gran parte di quelle di cacao, soia (attualmente primo produttore mondiale) e caffè, le grandi proprietà sono dedicate all'allevamento, mentre le piccole praticano un'agricoltura abitudinaria di colture di uso alimentare. In testa alle produzioni agricole vengono la soia, il mais (terzo produttore mondiale), quindi frumento e fagioli neri (alimento base nazionale insieme al riso). La coltura del cacao è concentrata negli stati di Bahia e di Espirito Santo. Tipica è la coltura della manioca e della batata. Largamente diffusa la coltivazione di piante oleifere come le arachidi, la soia, il ricino, il cotone e il lino; le ultime due sono anche piante tessili che si uniscono alla coltivazione di sisal e iuta. La coltivazione del tabacco è concentrata nello stato di Bahia. Ovviamente importantissima la produzione forestale con il legname dell'Amazzonia; essenza tipica di quest'area è il caucciù. L'essenza più ricercata è il pino del Paraná. Nel nord-est la pianta tipica è la palma carnauba, coltivata per la produzione della cera. Altra coltivazione tipica è quella dell'erva-mate, della quale vengono utilizzate le foglie per ricavarne infusi. E´un grande produttore di frutta tropicale.
Allevamento
Nell'allevamento, prevalgono i bovini, quindi seguono suini, ovini e caprini. Il Brasile è il primo allevatore mondiale di cavalli. Dall'importante patrimonio zootecnico si ricavano lana, latte e uova. Nello stato
di Sao Paulo è importante l'allevamento del baco da seta.
Pesca
I maggiori centri per la pesca si trovano negli stati di Maranhao, Ceará, Bahia, Rio de Janeiro, San Paolo e Amazonas. Diffusa specialmente nel Nordest la pescicoltura ( gamberi)
Risorse minerarie
Di antica tradizione è la produzione aurifera, con il centro più importante a Nova Lima. Anche la produzione diamantifera è di origine antica, concentrata nel Bahia e nel Minas Gerais. Più importanti economicamente i giacimenti ferrosi, cosi come quelli di magnetite e nichel. La produzione di uranio è concentrata nello stato di Pernambuco. Nel Minas Gerais sono presenti depositi di bauxite, mentre quelli di rame si trovano nel Rio Grande do Sul. La produzione di tungsteno non riveste più l'importanza di un tempo,
mentre poco importante economicamente la produzione di carbone, petrolio. L'estrazione di gas naturale è localizzata nello stato di Bahia e di Rio de Janeiro (specialmente in acque profonde marine). Una produzione pressoché monopolistica è quella del quarzo ialino.
Il Brasile è anche ai primi posti nella produzione di mica. Altri prodotti minerari: columbite, berillio, manganese, magnesite, cromite, zirconio, ecc.
Industria
Nel settore industriale il progresso fu più equilibrato grazie allo sviluppo delle industrie produttrici di beni strumentali; con la scoperta dei giacimenti amazzonici (bauxite e ferro) e con gli investimenti stranieri fiorirono a ritmo sostenuto. Si è andato generalizzando il sistema delle società a capitale misto, per cui le società straniere sostengono tutte le spese delle infrastrutture e si rivalgono poi su una parte della produzione senza mai controllare finanziariamente le società brasiliane. La siderurgia è ormai poderosa. Invece nel settore energetico che più si è manifestato il dinamismo brasiliano; alla trascurabile importanza del carbone, fa riscontro il poderoso potenziale idroelettrico. La gamma delle industrie di trasformazione è assai varia: prevalgono le industrie siderurgiche, quelle tessili ed automobilistiche e negli ultimi anni l ´industria aerea ( Embraer). L'industria cotoniera è concentrata in San Paolo, Rio de Janeiro e Porto Alegre, quella serica (quasi la totalità della produzione) e quella laniera (ben oltre la metà) sempre nello stato di San Paolo. Importante anche la produzione di fibre di iuta, sviluppata su tutto il territorio nazionale. Oltre alle fibre tessili naturali, si è sviluppata anche quella di fibre artificiali (soprattutto raion). Il settore alimentare è sviluppato negli zuccherifici, nell'industria molitoria, delle carni e dei latticini. Attiva l'industria della concia e del cuoio, unitamente alla connessa industria calzaturificia. L'industria della gomma è sviluppata grazie alla presenza della materia prima
in loco; notevole la produzione di pneumatici (Rio de Janeiro, Guanabara). Ben sviluppata è anche l'industria che
sfrutta le risorse forestali (legname, cellulosa, carta). Importante lo sviluppo del settore metallurgico, con produzione di ghisa, acciaio, piombo e alluminio.
Trasporti
- Reti autostradali: 5.000 km.
- Reti stradali: 224.397 km.
- Reti ferroviarie: 30.379km.
- Reti navigabili interne: 50.000 km.
Turismo
Un visitatore all'anno per ogni 55 abitanti.
Paesi di provenienza: Argentina 43%, Uruguay 9%, USA 9%, Paraguay 5%, Germania 5%, altri 30%
Principali poli turistici:
Rio de Janeiro, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Nordeste, Pantanal.
Parchi nazionali:
Foz de Iguacu, Lencois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino Fernando de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Orgãos, Sete Cidades, Serra da Canasta, Ubajara, Pico da Neblina.
Esportazioni
USA 17%, Argentina 14%, Olanda 7%, Giappone 6%, Germania 5%, altri 51%.
Importazioni
USA 23%, Argentina 13%, Germania 8%, Giappone 6%, Italia 6%, altri 44%.
Cultura
Alfabetizzazione
- Tasso di alfabetizzazione: 84%.
- Studenti universitari: 1.710.000.
Istruzione
L'istruzione di base è garantita a tutti ma la difficoltà nel censire gli abitanti nei grossi agglomerati urbani genera una grande difficoltà da parte del governo ad obbligare i piccoli a frequentare la scuola.
Le università pubbliche sono di ottimo livello e per potervi accedere è necessario passare un esame di ammissione, normalmente sono frequentate dai ricchi in quanto hanno potuto frequentare scuole superiori a pagamento di ottimo livello, la classe povera che frequenta le scuole superiori pubbliche (di pessimo livello) difficilmente riesce ad accedere ai corsi universitari statali.
Sanità
Sistema sanitario pubblico.
Arte
Prima della colonizzazione, il patrimonio artistico era alquanto limitato e privo di grande originalità. Le produzione più notevole è costituita da urne funerarie rivenute nell'isola di Marajo, alle foci del Rio delle Amazzoni, con una decorazione estremamente varia. Nella parte meridionale, si trovano idoli, statue e sculture in pietra. Alcune pitture rupestri sono state ritrovate in Amazzonia e nel Ceará.
L'arte coloniale si impernia soprattutto sull'architettura, spesso di stampo europeo. Pochi sono gli edifici rimasti dei primi 150 anni di colonizzazione: le prime chiese erano fatte in mattoni e rivestite di vegetazione, ben presto sostituite da quelle in pietra rivestite di calce, con la base divisa in due parti, una per i fedeli, l'altra per il presbiterio. L'arte del periodo coloniale si ricollega nell'insieme al barocco portoghese e il suo sviluppo, piuttosto tardivo, si colloca nel XVII e nel XVIII secolo. La grande architettura brasiliana risale però al XVIII secolo ed è in stile Rococò. Nella seconda metà del 1600, fu costruita la più importante chiesa di tutto il Brasile, la chiesa dei Gesuiti a Salvador: costituita da una sola navata, con cappelle laterali intercomunicanti, priva di cupola. Il maggior rappresentante dell'arte brasiliana è Antonio Francisco Lisboa, architetto e scultore, protagonista del filone detto mineiro. A lui sono attribuite chiese di notevole valore, soprattutto per le composizioni scultoree: "Il Calvario" e "I dodici profeti" del Santuario di Cngonhas, la facciata di San Francesco a Ouro Preto. I rapporti con il movimento artistico moderno si fanno risalire al 1816, quando venne chiamata in Brasile una commissione tecnica francese. La critica più autorevole pone l'inizio della architettura contemporanea nel 1930, anno in cui fu eretto il palazzo del Ministero dell'educazione e della sanità pubblica a Rio de Janeiro, sotto la direzione di Lucio Costa. La personalità più significativa dell'epoca è però Oscar Niemeyer, con la sinuosità delle piante e le audaci coperture paraboliche.
Nonostante l'attività di artisti come il pittore Eliseu d'Angelo Visconti (1866-1944), che rivela influssi dell'impressionismo e dell'Art nouveau, bisogna arrivare al 1920-1930 per ritrovare un nuovo slancio nell'arte nazionale. La pittura e la scultura contemporanea, riflettono i caratteri delle correnti artistiche più moderne, si trovano quindi elementi cubisti, astrattisti e illustrativi. I pittori più noti sono Candido Portinari, Flavio de Carbalho,
Emiliano di Cavalcanti. Il pittore attualmente più interessante è Lasar Segall, appartenente al gruppo degli espressionisti
Letteratura
L'attività letteraria nazionale vera e propria iniziò solo con l'arrivo dei Gesuiti, cui fece seguito una seconda ondata di missionari, tra i quali spiccò Padre José de Anchieta, autore della prima grammatica dei Tupí. Per tutto il 1600, i generi letterari maggiormente praticati furono la storiografia e l'oratoria sacra; lo stile generalmente usato fu il Barocco.
Durante il 1700 lo stile fu influenzato dai modelli italiani e il Classicismo si sostituì al barocco, furono fondate accademie e circoli culturali; nel 1728 fu pubblicata a Lisbona la prima parte del primo romanzo brasiliano "Il compendio narrativo do peregrino da America" che fu uno dei libri più letti di tutto il secolo. Verso la fine del 1700 fiorì la "Escola mineria", di tendenze arcadiche, formata da scrittori originari del Minas Gerais, autori di poemi, sonetti,
patetiche poesie, canzonette e leggiadre liriche amorose.
Nei primi del 1800, la letteratura nazionale subì l'influsso delle dottrine filosofiche parigine e assorbì i principi del romanticismo europeo. Rappresentanti del nuovo indirizzo furono: Josè Domingos Gonçalves de Magalhaes, Manuel de Arujo Porto-Alegre, Antonio Gonçalves Dias. Verso il 1860 la letteratura brasiliana abbandonò i temi amorosi, i versi dolci e musicali, per affrontare i problemi sociali e nazionali, soprattutto quello dell'abolizione della schiavitù. Tale poesia si differenzia dalla precedente per l'impeto e il vigore da cui è pervasa. Esempio di questa letteratura è Antonio de Castro Alves, che si scaglia contro la schiavitù, descrivendo la profonda infelicità dei neri schiavizzati. In questo periodo ha un grande sviluppo anche il romanzo, il cui iniziatore è Antonio Gonçalves Teixeira, creatore del romanzo popolare di ambiente nazionale; altri romanzieri furono Joaquim Manuel de Macedo, che descrive la vita media durante il secondo periodo imperiale, Josè Martiniano de Alencar, che consacrò i suoi romanzi al periodo delle origini, Manoel Antonio de Almeida, precursore isolato del realismo. Verso il 1870 vi fu una reazione al romantiscimo da parte della
corrente letteraria parnassiana, che proponeva come temi le nuove scoperte scientifiche e la realtà della vita urbana. A questa corrente aderì Joaquim Maria Machado de Assis, unico scrittore brasiliano di questo secolo, a godere di fama mondiale. La sua opere è varia e multiforme, si dedicò anche al teatro, ma la sua passione fu la narrativa impostata sul
tema di misurato realismo, con una fine analisi psicologica. Ma la sua opera rimase isolata e, dopo di lui, la narrativa prese un indirizzo naturalistico sull'esempio di Emile Zola e di Eça de Queiroz. Contemporaneamente a parnassiani e naturalisti, operarono storiografi e critici, come Silvio Romero, che pubblicò due raccolte di letteratura
popolare.
Verso la fine del 1800 si sviluppò la corrente simbolista, la cui tematica non si accordava col temperamento brasiliano. Il primo poeta simbolista fu Joao da Cruz e Sousa. Accanto ai simbolisti, i narratori regionalisti, che svilupparono la corrente sertanista già delineatasi in epoca romantica, così chiamata in quanto si ispirava al sertao, l'interno montuoso e boscoso del Brasile, solo in parte civilizzato. Rappresentante di questa corrente fu Euclides de Cunha, autore del romanzo "Il retroterra", quadro di ambiente regionale, ma anche documento storico e sociologico di valore universale.
Tra il 1913-1917 sorse la poesia modernista, che si ispira ai rappresentanti dell'Esprit Nouveau come [[Apollin
1901
Eventi
- Si svolge a Stoccolma la prima cerimonia per l'assegnazione dei premi Nobel
- La Nigeria diviene un protettorato britannico
- 12 gennaio - Inghilterra: Charlotte Cooper, pluricampionessa di Wimbledon, sposa Alfred Sterry
Nati
- 16 gennaio - Fulgencio Batista, dittatore cubano
- 30 gennaio - Rudolf Caracciola, pilota automobilistico tedesco († 1959)
- 1 febbraio - Clark Gable attore cinematografico statunitense († 1960)
- 27 marzo - Carl Barks, fumettista statunitense († 2000)
- 29 aprile - Showa, imperatore giapponese († 1989)
- 18 giugno - Granduchessa Anastasia, della famiglia imperiale russa († 1918)
- 19 giugno - Piero Gobetti, giornalista e uomo politico italiano († 1926)
- 15 luglio - Nicola Abbagnano, filosofo italiano († 1990)
- 1 agosto - Gérard Blitz, nuotatore e pallanuotista belga († 1979)
- 4 agosto - Louis Armstrong, musicista statunitense († 1971)
- 18 agosto - Arne e Åke Borg, nuotatori svedesi († 1987) e († 1973)
- 20 agosto - Salvatore Quasimodo, poeta italiano († 1968)
- 16 settembre - Ugo Frigerio, marciatore italiano († 1968)
- 21 settembre - Georg Rasch, statistico danese
- 29 settembre - Enrico Fermi, fisico | | |