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| 14 Aprile |
14 aprile
Il 14 aprile è il 104° giorno del Calendario Gregoriano
(il 105° negli anni bisestili).
Mancano 261 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 43 AC - Battaglia di Forum Gallorum Marco Antonio affronta le legioni del console Gaius Vibius Pansa che viene mortalmente ferito
- 69 - Vitellio batte l'imperatore romano Otone nella Battaglia di Bedriaco e conquista il trono
- 193 - Settimio Severo viene incoronato imperatore romano
- 1205 - Battaglia di Adrianopoli tra i bulgari e i crociati
- 1450 - Battaglia di Formigny: i soldati francesi attaccano le truppe inglesi ponendo fine alla dominazione di questi ultimi nel nord della Francia
- 1632 - Guerra dei Trent'Anni: Battaglia di Rain - Le forze svedesi di Gutavo Adolfo battono l'esercito del Sacro Romano Impero
- 1864 - Massimiliano d'Asburgo e la moglie Carlotta del Belgio partono alla volta del Messico sulla nave Novara, alle ore 14
- 1865 - USA Abramo Lincoln è assassinato da John Wilkes Booth
- 1879 - Russia: Giovanni Sokoloff fallisce il tentativo di assassinare lo zar Alessandro II di Russia
- 1894 - USA: Thomas Alva Edison effettua una dimostrazione del cinetoscopio, apparecchio precursore di un proiettore cinematografico
- 1912 - Oceano Atlantico: il transatlantico Titanic in viaggio inaugurale cozza contro un iceberg; affonderà nelle prime ore del 15 aprile
- 1928 - Milano, decolla il dirigibile Italia, al comando di Umberto Nobile diretto al Polo Nord
- 1931 - Le Cortes spagnole depongono re Alfonso XIII e proclamano la seconda Repubblica spagnola
- 1942 - Seconda Guerra Mondiale: un idrovolante giapponese bombarda la città di San Diego in California
- 1962 - Francia: Georges Pompidou diviene primo ministro
- 1975 - A Milano viene rapito l'ingegnere Carlo Saronio di Potere Operaio. Richiesto un riscatto di 5 miliardi di lire, la famiglia paga solo 470 milioni. Saronio non sarà liberato e verrà trovato morto nel 1979
- 1981 - USA: lo space shuttle Columbia supera il primo testo di volo
- 1982 - Roma, ha inizio il primo processo a carico dei presunti responsabili del sequestro Moro. L'udienza si tiene nell'aula bunker del Foro Italico
- 1986 - Gli Stati Uniti bombardano la Libia ritenuta responsabile di favorire il terrorismo contro cittadini americani
- 1991 - La nave Amoco Milford Haven naufraga nel porto di Genova, perdendo il suo carico di petrolio e creando un disastro ecologico.
- 2003 - Washington, il consorzio pubblico internazionale annuncia il completamento della mappatura del genoma umano
- 2004
- Iraq, Fabrizio Quattrocchi, uno dei quattro ostaggi italiani in mano ai ribelli, viene ucciso con un colpo alla nuca
- USA, Ariel Sharon, primo ministro israeliano, annuncia durante un incontro con il presidente statunitense George W. Bush un piano per il ritiro da buona parte della striscia di Gaza e parte della Cisgiordania
Nati
- 1629 - Christiaan Huygens, matematico
- 1827 - Augustus Henry Lane-Fox Pitt-Rivers, archeologo
- 1831 - Gerhard Rohlfs, scienziato
- 1842 - Catherine Eddowes, quarta vittima accertata di Jack lo squartatore (Jack the Ripper)
- 1882 - Moritz Schlick, filosofo tedesco
- 1886 - Ernst Robert Curtis, studioso della romanità
- 1904 - John Gielgud, attore
- 1908 - Hermann Stahl, scrittore
- 1925 - Rod Steiger, attore
- 1936 - Kenneth Mars, attore
- 1940 - Loretta Lynn, cantante di musica country
- 1941 - Julie Christie, attrice
- 1942 - Valeri Brumel, campione di atletica leggera
- 1942 - Valentin Lebedev, cosmonauta
- 1945 - Ritchie Blackmore, chitarrista rock
- 1951 - Julian Lloyd Webber, musicista
- 1959 - Roberto Brunamonti, cestista italiano
- 1966 - Jan Boklöv, saltatore con gli sci svedese
- 1968 - Anthony Michael Hall, attore
- 1973 - Adrien Brody, attore
- 1974 - Da Brat, musicista rap
- 1977 - Sarah Michelle Gellar, attrice
- 1978 - Carolina Marconi, showgirl
- 1979 - Kevin Douglas Fowlks, inventore
- - Iain Balshaw, rugbysta inglese
- 1983 - Simona La Mantia, triplista italiana
Morti
- 1759 - Georg Friedrich Handel, compositore
- 1914 - Hubert Bland, co-fondatore della Fabian Society
- 1917 - Ludwik Lejzer Zamenhof, creatore dell'Esperanto
- 1935 - Emmy Noether, matematica
- 1938 - Gillis Grafström, pattinatore svedese
- 1964 - Rachel Carson, scrittrice ed ecologista
- 1975 - Fredric March, attore
- 1978 - Sophia Lyon Fahs, educatrice e teorica della religione, morta a 101 anni di età
- 1980 - Gianni Rodari, scrittore e giornalista italiano (n. 1920)
- 1986 - Simone de Beauvoir, filosofa e femminista
- 1995 - Burl Ives, attore e cantante di musica folk
- 1999 - Anthony Newley, attore e cantante
- 2001 - Hiroshi Teshigahara, direttore d'orchestra
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Lamberto
- Santa Liduina, vergine
- San Tiburzio e compagni, martiri
- San Valeriano, martire
Laiche
14
ja:4月14日
ko:4월 14일
simple:April 14
th:14 เมษายน
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Marco AntonioMarco Antonio (latino: M•ANTONIVS•M•F•M•N¹) (c. 82 AC – Agosto 30 AC), fu un politico e generale romano.
Giovinezza
Antonio nacque a Roma verso l'82. Suo padre, Marco Antonio Cretico, era figlio del grande oratore Marco Antonio Oratore ucciso dai sostenitori di Gaio Mario nell'86 AC. Per parte di madre, Giulia Antonia, era nipote di secondo grado di Giulio Cesare. Suo padre morì in giovane età, lasciando lui ed i suoi fratelli, Lucio e Gaio, alle cure della madre, che sposò Publio Cornelio Lentulo Sura, un politico coinvolto nella congiura di Catilina e giustiziato nel 63 AC.
Secondo Plutarco la giovinezza di Antonio fu caratterizzata da uno stile di vita dissoluto, tanto che prima di compiere 20 anni sembra che avesse già contratto debiti per una somma di circa 250 talenti.
Dopo questo periodo Antonio andò in Grecia per studiare retorica. Poco dopo si arruolò nella cavalleria dell'esercito del proconsole Aulo Gabinio diretto in Siria.
Nel ruolo di comandante della cavalleria si distinse per coraggio e sprezzo del pericolo. Fu durante questa campagna che visitò per la prima volta Alessandria d'Egitto.
Antonio e Cesare
Nel 54 AC Antonio si unì allo stato maggiore dell'esercito di Giulio Cesare in Gallia, dove fu questore nel 52 AC.
Diventato accanito sostenitore di Cesare, grazie all'aiuto di questi nel 50 AC fu eletto tribuno della plebe e augure. Durante questo anno Antonio sostenne Cesare nel conflitto con il senato e Pompeo, che avrebbero voluto che il generale romano si dimettesse dal proconsolato e lasciasse il comando dell'esercito prima di richiedere l'assegnazione del consolato.
Il 19 novembre Antonio fu espulso dalla Curia, lasciò Roma e raggiunse Cesare sul Rubicone. Durante la guerra civile, mentre Cesare marciava su Roma, Antonio, assunto il comando di un reparto, occupò Arezzo e poi Ancona.
Nel 49 AC Antonio ebbe l'imperio propretorio per l'Italia. In seguito prese parte alla battaglia di Farsalo e, quando Cesare venne nominato dittatore, fu fatto magister equitum, carica che prevedeva la direzione della politica militare ed interna della penisola.
La condotta di Antonio come amministratore portò ad un raffreddamento dei rapporti con Cesare, che lo rimosse dalle responsabilità politiche.
Nonostante ciò Antonio nel 44 AC fu eletto console, carica che ricoprì avendo come collega Cesare.
Nel febbraio dello stesso anno, durante la festa dei Lupercali, il console offrì pubblicamente a Cesare un diadema, che questi rifiutò.
Il 15 marzo del 44 Giulio Cesare venne assassinato da un gruppo di senatori, capeggiato da Gaio Cassio Longino e Marco Giunio Bruto.
Antonio scese a compromessi con i cesaricidi, ai quali concesse l'amnistia, ed ottenne la ratifica delle volontà di Cesare in suo possesso.
Il secondo triumvirato
Il vuoto di potere causato dalla morte di Cesare lasciò la scena politica romana divisa tra tre fazioni: quella dei cesaricidi, che con Bruto controllava la Gallia cisalpina e che godeva dell'appoggio del senato, quella che faceva capo ad Antonio e quella dei veterani delle legioni di Cesare, che avevano trovato una guida nel figlio adottivo di Cesare, Ottaviano.
Dopo mesi di difficili negoziati ed in seguito alla sconfitta di Antonio a Modena ad opera delle legioni dei consoli unite a quelle di Ottaviano, si giunse ad un accordo stipulato tra Antonio, Ottaviano e Marco Emilio Lepido.
Nel novembre del 43 AC i tre uomini si unirono nel secondo triumvirato, ratificato dalla legge Titia per un periodo di cinque anni.
Per suggellare l'alleanza Ottaviano sposò Clodia, figliastra di Antonio.
Ottenuta dai comizi la condanna dei cesaricidi, i triumviri diedero inizio ad una sistematica persecuzione degli oppositori. Cicerone fu tra le vittime delle violenze perpretate.
Nel 42 AC, in seguito alla vittoria nella battaglia di Filippi ed il suicidio di Bruto e Cassio, i triumviri procedettero alla spartizione delle rispettive sfere d'influenza. Lepido ottenne il controllo dell'Africa, Ottaviano, al quale erano toccate le provincie occidentali, rimase in Italia per garantire l'assegnazione di terre ai veterani ed Antonio ebbe le provincie orientali.
Questi, partito per sedare una rivolta in Giudea, durante il viaggio incontrò la regina Cleopatra a Tarso nel 41 AC e la seguì ad Alessandria, dove rimase con Cleopatra, della quale era divenuto l'amante, fino all'anno successivo.
Nel frattempo Ottaviano aveva divorziato da Clodia ed aveva dovuto fronteggiare una rivolta interna, capeggiata dalla moglie di Antonio, Fulvia.
Nel 40 AC Ottaviano ed Antonio negoziarono un trattato di pace a Brindisi, suggellato dal matrimonio tra Antonio e Ottavia, sorellastra di Ottaviano.
Antonio e Cleopatra
Antonio intraprese i preparativi per la spedizione contro i Parti, quando la ribellione di Sesto Pompeo in Sicilia occupò l'esercito promesso da Ottaviano ad Antonio.
Questi non reagì bene alla frustrazione dei suoi piani e solamente con l'intervento di Ottavia si giunse ad un nuovo trattato firmato a Taranto nel 38 AC.
Il triumvirato fu rinnovato per un ulteriore periodo di cinque anni ed Ottaviano promise di fornire ad Antonio le legioni per la campagna partica.
Questi, stanco degli indugi del triumviro, salpò per Alessandria d'Egitto per incontrare di nuovo Cleopatra, che nel frattempo aveva avuto due gemelli. Con l'aiuto delle finanze egiziane Antonio raccolse un esercito e partì per la campagna contro i Parti. L'esito fu disastroso: dopo aver subito varie sconfitte Antonio perse qausi tutti gli uomini durante la ritirata attraverso l'Armenia.
Nel frattempo a Roma, dopo l'allontanamento di Lepido, Ottaviano, rimasto solo al potere, iniziò ad attirare dalla sua parte l'aristocrazia tradizionalista romana.
Sposò Livia e cominciò ad alienare le simpatie dei sostenitori di Antonio, accusandolo di immoralità per aver abbandonato la moglie ed i figli per la relazione con la regina d'Egitto. Nonostante ripetuti inviti rivolti ad Antonio perché tornasse in patria, egli rimase ad Alessandria con Cleopatra, dalla quale ebbe un altro figlio.
Dopo la conquista dell'Armenia, nel 34 AC, condotta da Antonio con il contributo finanziario egiziano, entrambi celebrarono il trionfo ad Alessandria.
Il tradizionalismo dell'opinione pubblica romana fu profondamente scosso dalla inconsueta procedura trionfale e dalle decisioni prese nell'occasione delle Donazioni di Alessandria.
Cleopatra ebbe il titolo di "regina dei re", fu associata nel culto a Iside e nominata reggente dell'Egitto e di Cipro con Cesarione, dichiarato figlio ed erede di Cesare.
Dei tre figli avuti con Antonio, Alessandro Helios fu incoronato sovrano dell'Armenia, Media e Partia,
Cleopatra Selene fu nominata sovrana di Cirenaica e Libia, mentre Tolomeo Filadelfo fu incoronato sovrano di Fenicia, Siria e Cilicia.
La politica di Cleopatra ed Antonio favorì la reazione di Ottaviano, che accusò la regina di minare il predominio di Roma e convinse i Romani a dichiarare guerra all'Egitto.
Il 2 settembre del 31 AC le forze navali romane si scontrarono con quelle di Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio. Visto che la battaglia era persa la regina riparò ad Alessandria con parte della flotta, seguita da Antonio.
Nell'agosto del 30 AC Ottaviano invase l'Egitto ed entrò nella capitale. Non avendo vie di scampo, Antonio si suicidò. Pochi giorni più tardi, Cleopatra ne seguì l'esempio.
Matrimoni e figli
#Matrimonio con Fadia
#Matrimonio con Antonia Ibrida (sua cugina)
#Matrimonio con Fulvia
# - Marco Antonio Antillo, giustiziato da Ottaviano nel 31 AC
# - Iullo Antonio
#Matrimonio con Ottavia
# - Antonia Maggiore
# - Antonia Minore
#Figli con Cleopatra
# - Alessandro Helios
# - Cleopatra Selene
# - Tolomeo Filadelfo.
Cronologia
- 82 AC—nasce a Roma
- 54–50 AC—al seguito di Cesare nella campagna gallica
- 52 AC—questore
- 50 AC—tribuno della plebe
- 48 AC—magister equitum
- 47 AC—amministratore in Italia
- 44 AC—console con Cesare
- 43 AC—forma il secondo triumvirato con Ottaviano e Lepido
- 42 AC—sconfigge Cassio e Bruto; viaggi in Oriente
- 41 AC—incontra Cleopatra
- 40 AC—ritorna a Roma, sposa Ottavia; trattato di Brindisi
- 38 AC—trattato di Taranto: rinnovo del triumvirato
- 36 AC—campagna contro i Parti
- 35 AC—conquista dell'Armenia
- 34 AC—console per la seconda volta; donazioni di Alessandria
- 33 AC—fine del triumvirato
- 31 AC—battaglia di Azio
- 30 AC—muore suicida
Note
1- Marcus Antonius Marci Filius Marci Nepos, in italiano "Marco Antonio, figlio di Marco, nipote di Marco".
Marco Antonio
Marco Antonio
ms:Marcus Antonius
69
Eventi
È questo l'anno dei 4 imperatori, che Tacito definì longus et unus
- 15 gennaio - Alcuni pretoriani uccidono Galba e il suo successore designato Lucio Calpurnio Pisone Liciniano
- 14 aprile - Le truppe di Vitellio sconfiggono quelle dell'imperatore romano in carica Otone
- 16 aprile - Vitellio diviene Imperatore romano
- 20 dicembre - Roma, Vespasiano diviene Imperatore romano
Nati
Morti
- 15 gennaio - Roma Galba imperatore romano
- 16 aprile - Roma Otone imperatore romano
- 22 dicembre - Vitellio Imperatore romano (n. 15)
069
Vitellio
Aulo Vitellio Germanico, chiamato generalmente Vitellio, (24 settembre 15 - 22 dicembre 69) fu imperatore romano dal 16 aprile 69 al 22 dicembre dello stesso anno, uno degli imperatori dell'"anno dei quattro Imperatori".
Era figlio di Lucio Vitellio, che era stato console e governatore in Siria sotto Tiberio. Vitellio figlio fu console nel 48, e (forse nel 60 - 61) proconsole in Africa, e si dice che avesse assolto il compito con successo. Alla fine del 68 Galba, fra lo stupore generale, lo scelse per comandare l'esercito dislocato nella Germania meridionale, e qui Vitellio si guadagnò la popolarità presso i subalterni ed i soldati per l'eccessiva prodigalità e buona disposizione, la qual cosa fu fatale all'ordine ed alla disciplina.
Lungi dall'essere ambizioso o scaltro, fu pigro ed autoindulgente, amante del mangiare e del bere, e dovette la salita al trono a Cecina e Fabio Valente, comandanti di due legioni sul Reno. Da questi due uomini fu compiuto un colpo di stato militare, ed all'inizio del 69 Vitellio fu proclamato imperatore a Colonia Agrippinense (l'odierna Colonia), o, più precisamente, imperatore degli eserciti della Germania meridionale e settentrionale.
In effetti non fu mai accettato come imperatore dall'intero mondo romano, anche se a Roma il senato lo accettò e gli attribuì i consueti onori imperiali. Egli entrò in Italia alla testa di soldati licenziosi e rozzi, e Roma divenne lo scenario di rivolte e massacri, spettacoli di gladiatori e fasti stravaganti. Appena si sparse la voce che gli eserciti dell'Est, Dalmazia e Illiria, avevano acclamato Vespasiano, Vitellio, abbandonato da molti dei suoi sostenitori, avrebbe voluto rinunciare al titolo di imperatore.
Vespasiano]]
Si dice che aspettasse le truppe di Vespasiano a Mevania (Bevagna). Si dice anche che le sue dimissioni fossero accettate da Primo, uno dei capi dei sostenitori di Vespasiano,ma che i pretoriani rifiutassero di permetterle, e lo costringessero a rientrare al palazzo ed a depositare le insegne dell'Impero presso il Tempio della Concordia. All'arrivo a Roma delle truppe di Vespasiano fu trascinato fuori da un miserabile nascondiglio, portato sulle Scale Gemonie, e gettato di sotto. "Si, io fui una volta il vostro imperatore", furono le ultime e, per quanto si sa, le più nobili parole di Vitellio.
Durante la sua breve amministrazione Vitellio aveva mostrato l'intenzione di governare saggiamente, ma fu completamente sotto l'influenza di Valente e Cecina, che lo indussero ad una sequenza di eccessi che misero completamente in secondo piano le sue qualità.
Questo articolo include informazioni provenienti dalla Enciclopedia Britannica ed. 1911
Vitellio
Categoria:Imperatori romani
ja:ウィテリウス
ko:비텔리우스
Otone
Marco Salvio Otone (25 aprile 32 - 16 aprile 69) fu
Imperatore romano dal 15 gennaio al 16 aprile del 69, l'anno dei quattro imperatori.
Otone apparteneva ad una antica e nobile famiglia etrusca residente a Ferentino in Etruria. Sembrava inizialmente essere uno dei più incauti e stravaganti giovani che circondavano Nerone. Questa amicizia fu interrotta bruscamente nel 58 a causa di una donna. Poppea era stata presa al marito da Nerone per farne la sua amante. La decenza richiedeva che lei fosse maritata e così l'imperatore la diede in moglie al suo favorito Otone convinto che non avrebbe avuto problemi da questi. Ma Otone si innamorò di lei e, quando venne il momento, rifiutò di mandarla a Nerone. Dopo minacce e appelli dell'imperatore, il matrimonio fu annullato ed Otone mandato come governatore nella remota provincia di Lusitania.
Otone rimase in Lusitania per i successivi dieci anni, amministrando la provincia con moderazione non comune a quel tempo. Quando, nel 68, il suo "vicino" Galba, governatore della Spagna Tarraconese, si rivoltò contro Nerone, Otone lo accompagnò a Roma. Il risentimento per il trattamento che aveva ricevuto da Nerone può averlo spinto a questo, ma a tale motivazione certamente si aggiunge l'ambizione personale. Galba non aveva figli ed era avanti negli anni ed Otone, incoraggiato anche dalle predizioni degli astrologi, aspirava a succedergli. Ma nel gennaio del 69 le sue speranze furono raffreddate dall'adozione formale da parte di Galba di Lucio Calpurnio Pisone, uomo scelto casualmente una mattina in un'udienza.
Non rimaneva ad Otone che incassare il colpo. Disperato per lo stato delle sue finanze, a causa delle sue precedenti stravaganze, trovò il danaro per pagare i servizi di ventitré pretoriani. La mattina del 15 gennaio, solo cinque giorni dopo l'adozione di Pisone, presentò i suoi omaggi all'imperatore, e si scusò frettolosamente per certi suoi affari che lo richiamavano d'urgenza al Palatino. Egli quindi fu scortato al campo dei pretoriani, dove, dopo pochi momenti di sorpresa e indecisione, fu acclamato imperatore.
Con un'imponente scorta tornò verso il Foro, ed ai piedi del Campidoglio incontrò Galba, che, allarmato da vaghi "rumori" di rivolta, si dirigeva verso un assembramento di cittadini stupefatti verso gli alloggiamenti della truppa. La coorte di stanza al Palatino, che scortava l'imperatore, immediatamente lo abbandonò. Galba, suo figlio appena adottato Pisone ed altri furono brutalmente uccisi dai pretoriani. La scaramuccia finì, Otone tornò in trionfo all'accampamento, e lo stesso giorno ricevette l'investitura dai senatori con il nome di "Augusto", il potere tribunizio ed altre dignità appartenenti all'imperatore. Otone dovette il suo successo al risentimento covato dai pretoriani e dal resto dell'esercito per il rifiuto di Galba di pagare le somme promesse a chi aveva supportato la sua ascesa al trono. La popolazione della città non gradiva Galba e rimpiangeva la memoria di Nerone. Il primo atto di Otone come imperatore mostrò che egli teneva bene in conto questo fatto.
Otone accettò, o finse di accettare, il soprannome di "Nerone" datogli per acclamazione dal popolo, che a lui lo assimilava per il suo aspetto femmineo. Furono di nuovo installate statue di Nerone, i suoi liberti e la sua servitù furono richiamati, e fu annunciata l'intenzione di completare la Domus Aurea. Allo stesso trempo i timori dei più sobri e rispettabili cittadini furono dissipati dalle dichiarazioni liberali di Otone sulle sue intenzioni di governare con giustizia, e dal suo clemente giudizio nei riguardi di Mario Celso, console designato e devoto seguace di Galba.
Ma ogni ulteriore sviluppo della politica di Otone, fu messo alla prova dalla notizia che raggiunse Roma subito dopo la sua salita al trono, che l'esercito in Germania aveva acclamato Vitellio, comandante delle legioni del basso Reno, il quale già stava avanzando verso l'Italia. Dopo un vano tentativo di accordo con Vitellio con l'offerta di dividere l'impero, Otone con vigore inaspettato, si preparò alla guerra. C'era da aspettarsi poco aiuto dalle provincie lontane che pure avevano accettato il suo regno; ma le legioni di Dalmazia, Pannonia e Mesia erano affidabili per la sua causa, le coorti dei pretoriani erano di per sè una forza formidabile ed una flotta efficiente gli dava il dominio dei mari italiani.
La flotta fu disposta a protezione della Liguria e, il 14 marzo Otone, spaventato da prodigi e presagi, partì verso il Nord alla testa delle sue truppe, nella speranza di impedire l'ingresso in Italia degli eserciti di Vitellio. Ma per questo era troppo tardi, e tutto ciò che potè fare fu di mandare le truppe a Piacenza e tenere la linea del Po. Le avanguardie di Otone difesero con successo Piacenza contro Cecina Alieno, e costrinsero quel generale a ripiegare su Cremona. Ma l'arrivo di Fabio Valente alterò gli equilibri.
A questo punto i generali di Vitellio si risolsero a dare la battaglia decisiva, ed i loro piani furono facilitati dalle opinioni divise e incerte che prevalevano nel campo di Otone. Gli ufficiali più esperti sostenevano l'importanza di evitare una battaglia, almeno fino all'arrivo delle legioni dalla Dalmazia. Ma l'avventatezza di Tiziano, fratello dell'imperatore e di Proculo, prefetto della Guardia pretoriana, aggiunte all'impazienza di Otone, sopraffecero ogni opposizione, e fu decisa un'avanzata immediata ed Otone rimase indietro con notevoli forze di riserva a Brescello sulla riva meridionale del Po. Quando fu presa questa decisione, l'esercito di Otone aveva già traversato il Po ed era accampato
a Bedriaco, piccolo villaggio sulla Via Postumia, posto sul percorso da cui dovevano arrivare le legioni dalla Dalmazia.
La battaglia di Bedriaco (14 aprile 69) - Lasciando un forte distaccamento a tenere il campo di Bedriaco, le forze di Otone avanzarono lungo la Via Postumia in direzione di Cremona. A breve distanza da questa città, inaspettatamente incontrarono le truppe di Vitellio. Gli Otoniani erano in svantaggio, combatterono disperatamente, ma alla fine furono costretti a ripiegare in disordine verso il loro campo di Bedriaco. Là, il giorno successivo, li seguì Vitellio vittorioso ma solo per cessare le ostilità con lo scoraggiato nemico, e per essere accolto nel campo come un amico.
Ancora più inaspettato fu l'effetto prodotto a Brescello dalle notizie della battaglia. Otone era ancora al comando di una forza formidabile: le legioni della Dalmazia avevano già raggiunto Aquileia e lo spirito dei soldati e dei loro ufficiali era intatto. Ma egli si risolse ad accettare il verdetto della battaglia che la sua stessa impazienza aveva affrettato. Con un solenne discorso si accomiatò da chi gli era intorno e ritiratosi per riposare, dormì profondamente qualche ora. La mattina presto si trafisse il cuore con una spada che aveva nascosto sotto il cuscino, e morì mentre il suo attendente entrava. Il suo funerale fu celebrato subito, secondo il suo desiderio, e non pochi dei suoi soldati seguirono il suo esempio uccidendosi sulla sua pira. A Brescello fu eretta in suo onore una modesta tomba con la semplice iscrizione: Diis manibus Marci Otonis.
Otone aveva solo 37 anni ed aveva regnato appena tre mesi.
Riferimenti
- Enciclopedia Britannica (ed.: 1911)
- I Dodici Cesari Svetonio: [http://www.biblio-net.com/lett_cla/svetonio.htm Si veda anche il collegamento esterno sulle opere]
Categoria:Imperatori romani
Categoria:Biografie
ja:オト
ko:오토
193
Eventi
- Roma - Settimio Severo diviene Imperatore Romano
Nati
Morti
- 28 marzo - Pertinace, Imperatore Romano
093
ko:193년
Settimio Severo
Lucio Settimio Severo (11 aprile 146 - 4 febbraio 211),
Imperatore Romano dal 193 al 211, era nato a
Leptis Magna (62 miglia a sud-est di Cartagine, sulla costa Nord
dell'Africa e mori a York (Eboracum) in Inghilterra.
La famiglia di Settimio Severo apparteneva all'ordine equestre, e sembra che nel 172 sia
stato fatto senatore da Marco Aurelio. Nel 190 ebbe il
Consolato e negli anni seguenti resse per Commodo il comando delle
legioni in Pannonia. Al momento di assassinare Pertinace nel 193, le truppe
proclamarono imperatore Settimio Severo, e questi si affrettò a rientrare in
Italia e prese possesso di Roma senza opposizioni. I legionari di Siria,
tuttavia, proclamarono imperatore Pescennio Nigro e quelli della Britannia,
Clodio Albino; fu solo nel 197 che furono eliminati tutti i pretendenti.
Negli ultimi anni del suo regno Settimio Severo intraprese un buon numero di azioni militari in difesa della Britannia romana dalle invasioni barbariche e la ricostruzione del Vallo di Adriano prima di morire a York il 4 febbraio 211.
211 da Settimio Severo per celebrare la fedeltà dalla legione XIIII Gemina Martia Victrix]]
Settimio Severo fu nel suo cuore un soldato, e cercava la gloria attraverso le imprese militari.
Intraprese una breve guerra coronata da successo contro i Parti, con la quale recuperò a
Roma la metà settentrionale della Mesopotamia. Durante questa
campagna i suoi soldati saccheggiarono Ctesifonte, capitale dei Parti, e ne vendettero come schiavi i superstiti.
I suoi rapporti con il Senato non furono mai buoni. Egli non fu amato
da subito, avendo preso il potere con l'aiuto dei militari, e ricambiò l'ostilità. Settimio Severo
ordinò l'esecuzione di dozzine di senatori accusati di corruzione e
cospirazione contro di lui, sostituendoli con suoi favoriti. Egli inoltre sciolse la
Guardia Pretoriana e la sostituì con un suo esercito privato di 50.000 soldati a lui fedeli,
accampati nei dintorni di Roma.
Roma
Malgrado la sua azione avesse introdotto a Roma la dittatura militare, egli
era popolare presso i cittadini romani, avendo bollato la degenerazione morale del regno di
Commodo e la corruzione crescente. Quando ritornò dopo la vittoria sui Parti,
eresse un arco di trionfo che ancora oggi è in piedi e porta il suo nome.
Dopo la morte nel 211, fu dichiarato dio dal Senato ed a lui
successero i due litigiosi figli avuti da Giulia Domna: Caracalla e
Geta e la stabilità che Settimio Severo aveva dato
all'Impero finì.
Il regno di Settimio Severo fornisce un interessante esempio dei metodi di persecuzione dei
Cristiani nell'Impero Romano. Settimio Severo non promulgò nuove leggi
contro i Cristiani, ma consentì l'applicazione di vecchie leggi. Non sono dimostrate persecuzioni
sistematiche, ma anzi, ci sono prove che l'imperatore non solo non era personalmente ostile ai
Cristiani, ma anzi, in molte occasioni li protesse dall'accanimento popolare.
Non c'è dubbio che i Cristiani in famiglia e nei loro regni, le chiese, almeno a Roma stessero in pace. D'altro lato, singoli funzionari si sentivano autorizzati dalla legge a procedere con rigore verso i Cristiani. Naturalmente l'Imperatore, a stretto rigore di legge, non ostacolava qualche persecuzione limitata, che avesse luogo in Egitto, in Tebaide o nei proconsolati di Africa e Oriente. I martiri cristiani furono numerosi ad Alessandria (cfr. Clemente di Alessandria, Stromata, ii. 20; Eusebio, Storia della Chiesa, V., xxvi., VI., i.).
Non meno dure furono le persecuzioni in Africa, che sembra avessero inizio nel 197 o 198 (cfr. Tertulliano Ad martires), alle cui vittime ci si riferisce nel martirologio Cristiano come ai martiri di Madaura. Probabilmente nel 202 o 203 caddero Felicita e Perpetua. La persecuzione infuriò ancora, per breve tempo, sotto il proconsole Scapula nel 211, specialmente in Numidia e Mauritania. Nei tempi successivi sono leggendarie le persecuzioni in Gallia, specialmente a Lione. In generale, si può dire che la posizione dei Cristiani sotto Settimio Severo fu la stessa che sotto gli Antonini; ma la disposizione di questo imperatore almeno mostra chiaramente che Traiano aveva mancato i suoi obiettivi.
Si veda anche: Impero Romano, Impero Romano d'Oriente, Imperatori Bizantini e Albero genealogico dei Severi (in inglese [http://en.wikipedia.org/wiki/Severan_dynasty_family_tree Genealogia della Dinastia Severiana])
Bibliografia
- Septimius Severus: The African Emperor di Anthony R. Birley ISBN 0415165911
Categoria:Imperatori romani
Categoria:Biografie
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Imperatori romaniQuello che segue è l'elenco degli imperatori romani. Per ciascuno si riportano il nome con cui sono più comunemente conosciuti, il nome ufficiale, la data di nascita, le date di regno (in cui ricevono il titolo di augusto). Accanto sono citati gli usurpatori (a volte la distinzione è dubbia, e in generale si segue la tradizione storica consolidata), gli imperatori che regnano insieme, le date di eventuale associazioni al trono con il titolo di cesare.
Malgrado molti lo credano, Giulio Cesare non fu mai imperatore: tuttavia fu nominato dittatore a vita nel 45 AC (ma non era il primo romano a godere di quel titolo) e fu ritenuto tale dagli storici romani.
Augusto e i Giulio-Claudi
I Flavi
Gli imperatori adottivi e gli Antonini
I Severi
Gli imperatori della crisi del III secolo
Gli imperatori della Tetrarchia
I secondi Flavi
I Valentiniani
Gli imperatori d'Occidente
La fine dell'mpero romano di occidente si fa coincidere tradizionalmente con la riconsegna delle insegne imperiali da parte di Odoacre all'imperatore d'Oriente Zenone, nel 476. Tuttavia va considerato che l'imperatore Giulio Nepote continua dalla Dalmazia a considerarsi il legittimo imperatore d'Occidente fino alla sua morte nel 480, e secondo alcuni questa è la vera data della fine dell'impero.
a continuazione si veda: Re barbari di Roma, Imperatori Bizantini
Voci correlate
- [http://www.wikipedia.org/wiki/Julio-Claudian_family_tree Genealogia Giulio-Claudia (in inglese)]
- Impero delle Gallie
- Albero genealogico Giulio-Claudio
- Dinastia Giulio-Claudia
- Albero genealogico degli Antonini
- Dinastia degli Antonini
- Albero genealogico dei Severi
- Dinastia dei Severi
Collegamenti esterni
- Si possono trovare buone biografie (in inglese) di molti imperatori romani in: [http://www.roman-emperors.org/impindex.htm De Imperatoribus Romanis].
V. anche [http://www.gruppoarcheologico.it/imperatori/introduzione.htm Lista con brevi biografie di imperatori e usurpatori]
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Bulgaria
La Repubblica di Bulgaria è una nazione situata nella parte sud-orientale dell'Europa. È posta nella metà orientale della penisola Balcanica. Confina con il Mar Nero ad est, con la Grecia e la Turchia a sud, con Serbia e Montenegro e la Macedonia ad ovest, e con la Romania a nord da cui è divisa dal fiume Danubio. La lunghezza complessiva dei confini bulgari è di 2245 Km, di cui 1181 Km sono terrestri, 686 Km fluviali e 378 Km costieri.
La rete stradale della Bulgaria è lunga 36.720 Km, la rete ferroviaria 4.300 Km.
Storia
I Bulgari, una tribù antica dell'Asia Centrale, si fusero con la locale popolazione slava alla fine del VII secolo, per formare il primo stato bulgaro. Nei secoli successivi, la Bulgaria lottò contro l'Impero Bizantino per far valere la sua posizione nei Balcani, ma alla fine del XIV secolo la nazione venne invasa dall'Impero Ottomano.
La Bulgaria riconquistò la sua indipendenza nel 1878 come principato autonomo e venne proclamata un regno indipendente nel 1908. Nel 1912/13 fu coinvolta nelle Guerre Balcaniche, una serie di conflitti con i paesi confinanti, durante le quali il territorio bulgaro variò le sue dimensioni. Durante la prima guerra mondiale e successivamente durante la seconda guerra mondiale, la Bulgaria di trovò a combattere per la parte perdente.
Nel 1923 e 1934, con l'appoggio del monarca Boris III, attraverso due colpi di stato di ispirazione fascista vengono messe fuori legge le forze democratiche. Una rivolta popolare organizzata dal partito comunista nel settembre del 1923 viene soffocata nel sangue.
Alleata della Germania Nazista, nel 1941 dichiarò guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna, e consentì il transito delle truppe naziste che invasero la Jugoslavia e la Grecia. Nel 1943 il tentativo di deportare gli ebrei bulgari verso i campi di sterminio viene sventato dall'intervento del Vice Presidente del Parlamento Dimitar Peshev, e dal movimento popolare di opposizione.
Il 9 settembre 1944 il regime monarco-fascista, ormai allo sbando, viene abbattuto dalle forze antifasciste riunite nel Fronte della Patria. Nei giorni precedenti l'Unione Sovietica, le cui truppe si erano attestate ai confini, aveva dichiarato guerra alla Bulgaria.
Il nuovo governo bulgaro, ristabilisce le libertà democratiche ed il nuovo esercito bulgaro combatte assieme agli Alleati per la liberazione della Jugoslavia, dell'Ungheria e della Austria, ma tra il 1946 ed il 1948 gli spazi democratici si restringono sempre più ed il Partito Comunista acquista un ruolo egemone. La Bulgaria cadde nella sfera d'influenza dell'Unione Sovietica e divenne una repubblica popolare nel 1946. Il regime comunista cadde nel novembre 1989, e nel 1990 si tennero le elezioni multipartitiche.
La Bulgaria è entrata nella NATO nel 2004 e farà parte dell'UE nel 2007.
Il 28 luglio 2005 viene eletto a primo ministro Sergei Stanishev.
Politica
Il presidente della Bulgaria viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni, e può essere rieletto una sola volta. Il presidente funge da capo di stato e da comandante in capo delle forze armate. Il presidente è a capo del Consiglio Consultivo per la Sicurezza Nazionale e anche se non è in grado di iniziare una legislazione, può respingere una legge per un ulteriore dibattito. Ma il parlamento può ribaltare il veto presidenziale con un semplice voto di maggioranza.
Il parlamento unicamerale bulgaro, l'Assemblea Nazionale o Narodno Sabranie, consiste di 240 deputati che sono eletti con un mandato di 4 anni dal voto popolare. I voti vanno a liste di partito o di coalizioni per ognuna delle nove divisioni amministrative. Un partito o coalizione deve ottenere un minimo del 4% dei voti per entrare in parlamento. Il Parlamento è responsabile dell'emanazione delle leggi, dell'approvazione del budget, della programmazione delle elezioni presidenziali, e della selezione e dimissione del primo ministro e degli altri ministri, della dichiarazione di guerra, del dispiegamento di truppe al di fuori della Bulgaria e della ratifica di accordi e trattati internazionali.
Geografia
La Bulgaria è composta dalle antiche regoni della Tracia, Moesia e Macedonia. La parte sud-ovest della nazione è montagnosa, e contiene il punto più alto della penisola balcanica, il Musala, con 2.925 m, e la catena delle montagne balcaniche, che corre da ovest a est attraverso la parte cenrale della nazione, a nord della famosa valle delle rose. Colline e pianure si trovano a sud-est, lungo la costa del Mar Nero ad est, e lungo il corso del fiume principale della Bulgaria, il Danubio, a nord. Altri fiumi importanti sono lo Struma e il Marica a sud.
Il clima bulgaro è temperato, con inverni freddi e umidi e estati mediterranee, calde e secche.
La penisola balcanica deriva il suo nome dalla catena dei Balcani, o Stara Planina, che attraversa il centro della nazione e si estende fino alla Serbia orientale.
Vedi anche:
- Elenco di città della Bulgaria
- Fiumi della Bulgaria
- Bacini idrici e dighe della Bulgaria
Regioni
Dal 1999 la Bulgaria consiste di 28 regioni (oblasti, singolare - oblast), dopo essere stata suddivida in 9 provincie fin dal 1987. Tutte le regioni prendono il nome dal loro capoluogo, la capitale nazionale forma una regione separata:
1987
# Blagoevgrad (vedi la mappa a destra)
# Burgas
# Dobrich
# Gabrovo
# Khaskovo
# Kurdzhali
# Kyustendil
# Lovech
# Montana
# Pazardzhik
# Pernik
# Pleven
# Plovdiv
# Razgrad
# Ruse
# Shumen
# Silistra
# Sliven
# Smolyan
# Sofia
# Regione di Sofia
# Stara Zagora
# Turgovishte
# Varna
# Veliko Turnovo
# Vidin
# Vratsa
# Yambol
Economia
L'economia della Bulgaria si è contratta drammaticamente dopo il 1989, a causa della perdita del mercato dell'Unione Sovietica, al quale l'economia bulgara era strettamente legata. La qualità della vita e caduta del 40%, ma ci si aspetta che raggiunga i livelli precedenti al 1990 per la fine del 2003.
Inoltre, le sanzioni delle nazioni unite contro Jugoslavia e Iraq sono costate molto all'economia bulgara. I primi segni di ripresa emersero nel 1994 quando il PIL crebbe e l'inflazione scese. Durante il 1996, comunque, l'economia collassò a causa delle riforme economiche insufficenti e di un sistema bancario instabile. Dal 1997 la nazione è sulla strada della ripresa, con un PIL in crescita ad un tasso annuo del 4-5%, incremento degli investimenti stranieri, stabilità macroeconomica e l'ingresso nell'Unione Europea previsto per il 2007.
L'attuale governo, eletto nel 2001, si è impegnato a mantenere gli obiettivi di politica economica fondamentale adottata dal suo predecessore nel 1997, ovvero, mantenere il piano valutario, praticare delle politiche finanziarie sane, accelerare le privatizzazioni, e perseguire delle riforme strutturali. Mentre le previsioni economiche per il 2002 e 2003 predicono una crescita continua dell'economia bulgara, il governo affronta ancora un alto tasso di disoccupazione e una bassa qualità della vita. La Bulgaria sta conducendo colloqui per l'entrata nell'Unione Europea nel 2007.
Demografia
In base al censimento del 2001, la popolazione della Bulgaria è composta principalmente da Bulgari etnici (83.9%), con due importanti minoranze: turchi (9,4%) e Rom (4,7%).
Il restante 2% consiste di diverse minoranze più piccole, comprendenti armeni, russi, rumeni, ucraini, greci ed ebrei. L'84,8% della popolazione bulgara parla il bulgaro, appartenente alle lingue slave, che è l'unica lingua ufficiale, ma vengono parlate anche altre lingue che corrispondono strettamente alle varie minoranze etniche.
La maggior parte dei bulgari (83.9%) sono almeno nominalmente membri della Chiesa ortodossa bulgara, la Chiesa ortodossa nazionale. Altre denominazioni religiose sono Islam (12,1%), cattolicesimo (1,7%), ebraismo (0,8%), con protestanti, Armeno-Gregoriani e altre confessioni che ammontano all'1,6%.
Cultura
- Bulgari celebri
- Martenitsa
- Musica della Bulgaria
- Monasteri della Bulgaria
Argomenti vari
- Communicazioni in Bulgaria
- Trasporti in Bulgaria
- Esercito della Bulgaria
- Relazioni estere della Bulgaria
- Turismo in Bulgaria
- Targhe automobilistiche bulgare
Gran parte del materiale di questo articolo è tratto dal CIA World Factbook 2000 e dal sito del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Collegamenti esterni
Ufficiali
- [http://www.government.bg/English Consiglio dei Ministri] - Sito ufficiale governativo
- [http://www.president.bg/en/index.php President.bg] - Sito ufficiale presidenziale
- [http://www.parliament.bg/en/index.php Narodno Sobranie] - Sito ufficiale parlamentare
- [http://www.ice.it/estero2/sofia/default.htm ICE - Bulgaria -] - Istituto nazionale per il Commercio Estero in Bulgaria
Altri
- [http://www.bulgaria-italia.com Bulgaria-Italia] - Bulgaria-Italia, portale sulla Bulgaria in lingua italiana
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 Indice mondiale della libertà di stampa] - 38a su 139 nazioni
- [http://www.numismondo.com/pm/bgr/ Banconote della Bulgaria]
- [http://www.pbase.com/ngruev/bulgaria/ Immagini della Bulgaria]
- [http://www.kirildouhalov.net History art and music in Bulgaria]
- [http://bulgariantour.com/ Turismo in Bulgaria]
----
Bulgaria è anche il nome dello stato storico che esistette tra il X e il XIV secolo nella regione attorno alla confluenza del Volga e del Kama.
fiu-vro:Bulgaaria
ja:ブルガリア
ko:불가리아
ms:Bulgaria
roa-rup:Vurgarii
simple:Bulgaria
th:ประเทศบัลแกเรีย
zh-min-nan:Bulgariya
Crociate
Storicamente, le Crociate furono una serie di campagne militari, tipicamente sancite dal papato, che si svolsero dall'XI al XIII secolo. In origine, furono tentativi da parte della Chiesa Romana di riconquistare la Terra Santa ai Musulmani. Alcune vennero dirette contro altri Cristiani, come la quarta crociata contro Costantinopoli e la crociata albigese contro i Catari della Francia Meridionale.
In senso più ampio, il termine "crociata" può essere usato per indicare una qualsiasi guerra dichiarata per motivi religiosi (vedi guerra santa), o anche per alcune campagne religiose, ideologiche o sociali (ad esempio, "crociata contro l'aborto", "crociata contro il fumo").
La parola spagnola cruzada risale alla metà del XIII secolo, allorchè l'epoca di quelle che oggi chiamamo Crociate era praticamente conclusa. L'uso storiografico della parola Crociata fu affare della fine del XVIII secolo. Si può dire insomma che le Crociate sono un idealtipo storiografico moderno e non corrispondono affatto alla percezione di chi allora le visse.
In effetti, secondo alcuni storici (come Franco Cardini), l'intenzione dei civili senz'armi e dei soldati e cavalieri che li accompagnarono durante il viaggio della Prima Crociata (1096-1099) doveva essere eminentemente pia e usuale all'epoca: il pellegrinaggio a Gerusalemme.
Fu però un pellegrinaggio armato, anzitutto per motivi di sicurezza. Da oltre un secolo le orde nomadi turche che sciamando dall'Asia centrale si erano stabilite nel bacino mesopotamico e siriano, avevano sconvolto la vita delle popolazioni locali. Benchè condividessero la fede musulmana di molti autoctoni, i Turchi governavano nell'assoluto arbitrio e non si erano fusi con la popolazione stanziale. Non avevano nemmeno appreso la lingua.
Tra l'altro avevano preso a vessare le carovane di pellegrini cristiani d'oriente e d'occidente che da secoli si recavano a Gerusalemme in pellegrinaggio sui luoghi dove visse Cristo. Rapine, sequestri, uccisioni, stupri di gruppi di pellegrini divennero abituali, e questi iniziarono a viaggiare sotto la scorta di piccoli gruppi armati. Sotto la sovranità araba dei primi secoli, invece, non si erano verificati incidenti di sorta, a parte sotto il sovrano fatimide d'Egitto al-Hakim (inizio XI secolo).
XI secolo
Quando Papa Urbano II indisse un pellegrinaggio armato al concilio di Clermont (1095) nessuno pronunciò la parola crociata. Lo scopo, garantito da Dio (Deus lo vult, Dio lo vuole) era l'arrivo di una massa mai vista prima di pellegrini nei luoghi santi della Cristianità. Molti ritengono tuttavia che l'uso della forza militare fu uno strumento preventivato sin dall'inizio.
Fu solo con la Seconda crociata (1135), causata dalla caduta di Edessa, che il fine bellico divenne esplicito.
Il teologo San Bernardo di Chiaravalle teorizzò, in risposta alla difficoltà per un cristiano di conciliare la guerra non difensiva con la parola di Dio, la teoria del malicidio: chi uccide un uomo intrinsecamente cattivo, quale è chi si oppone a Cristo, non uccide in realtà un uomo, ma il male che è in lui; dunque egli non è un omicida bensì un malicida.
Questa episodica giustificazione, in risposta a un espresso quesito dei Cavalieri templari, non assunse tuttavia il carattere di giustificazione generalizzata di quella che fu, in effetti, una campagna per la ripresa di Antiochia.
Voci correlate
- Guerra santa
als:Kreuzzug
ja:十字軍
ko:십자군
simple:The Crusades
th:สงครามครูเสด
1450
Eventi
Nati
Morti
050
ko:1450년
Francia
La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna.
È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.
Storia
I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France).
Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia.
I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789.
Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta.
Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari.
Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999.
Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace.
La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Politica
La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati.
L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere.
Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento.
Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia
Divisioni amministrative
La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi.
dipartimenti
I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements).
I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti.
I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002.
Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare.
La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.
Geografia
La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso).
Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna.
Le principali città della Francia sono:
:Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence.
Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.
Economia
L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale.
Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su questi settori fin dai primi anni '90. Il governo sta lentamente vendendo le sue partecipazioni in France Telecom, Air France, e nei settori assicurativo, bancario e della difesa.
La Francia si uní ad altri 10 paesi UE per lanciare l'Euro il 1 gennaio 1999, valuta che ha rimpiazzato completamente il franco francese all'inizio del 2002.
Demografia
la lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.
Religione
A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione di chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella).
Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione.
Il CIA World Factbook del 2003 elenca le religioni in Francia come:
Cattolici Romani 83-88%, Protestanti 2%, Ebrei 1%, Musulmani 5-10%, non affiliati 4%. Non è chiaro da dove provengano queste cifre.
Comunque, in un [http://a1692.g.akamai.net/f/1692/2042/1h/medias.lemonde.fr/medias/pdf_obj/sondage030416.pdf sondaggio del 2003] il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine "ateo" li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara "Cristiano". Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto Cattolico Romano, il 6% Musulmano, il 2% Protestante, l'1% ebraico, il 2% "altre religioni" (eccetto per Ortodossi o Buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% "nessuna religione" e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di "atei" (41%) e il numero di "nessuna religione" (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile. La religione è considerata come un fatto privato. I francesi in generale si oppongono al potere clericale ed alla sua influenza nella politica. Il | | |