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14 febbraio
Il 14 febbraio è il 45° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 320 giorni alla fine dell'anno (321 negli anni bisestili).
Eventi
- 1014 - Papa Benedetto VIII riconosce Enrico di Baviera come Re di Germania.
- 1076 - Papa Gregorio VII scomunica Enrico IV del Sacro Romano Impero.
- 1556 - Thomas Cranmer viene dichiarato eretico.
- 1743 - Henry Pelham diventa Primo Ministro del Regno Unito.
- 1779 - James Cook viene ucciso dai nativi sulle Isole Sandwich.
- 1803 - Il Giudice Capo John Marshall dichiara che qualsiasi atto del Congresso degli Stati Uniti che sia in conflitto con la costituzione è nullo.
- 1804 - Inizia la prima rivolta serba.
- 1849 - A New York, James Knox Polk diventa il primo presidente statunitense a cui viene scattata una fotografia.
- 1854 - Il Texas viene collegato via telegrafo al resto degli Stati Uniti.
- 1859 - Oregon diventa il 33° stato degli USA.
- 1876 - Alexander Graham Bell fa domanda di brevetto del telefono.
- 1879 - Scoppia la Guerra del Pacifico, quando le forze armate del Cile occupano la città portuale Boliviana di Antofagasta.
- 1895 - Londra: prima rappresentazione al St James's Theatre di L'importanza di essere onesto, commedia in tre atti di Oscar Wilde. Meno di tre mesi dopo, questa e le altre commedie di Wilde vengono ritirate dai teatri a causa dello scandalo che colpisce l'autore.
- 1900 - La Russia risponde alle pressioni internazionali per liberare la Finlandia dal sempre più stretto controllo imperiale sulla nazione.
- 1900 - Guerra Boera: In Sudafrica, 20.000 soldati britannici invadono lo Stato Libero di Orange.
- 1912 - L'Arizona diventa il 48° stato degli USA.
- 1912 - A Groton (Connecticut), viene commissionato il primo sottomarino a propulsione diesel.
- 1918 - L'Unione Sovietica adotta il Calendario Gregoriano (1 febbraio secondo il Calendario Giuliano).
- 1920 - La League of Women Voters (Lega delle donne elettrici) viene fondata a Chicago.
- 1924 - Viene fondata la IBM.
- 1929 - Strage di San Valentino: Al Capone stermina la banda rivale di Bugsy Moran.
- 1936 - LA AG Weser vara il primo di 162 U-boot (l'ultimo sarà varato il 1 marzo 1945).
- 1943 - Seconda guerra mondiale: Viene liberata Rostov, in Russia.
- 1943 - Seconda guerra mondiale: Battaglia del Passo di Kasserine. Il generale tedesco Erwin Rommel e i suoi Afrika Korps lanciano un'offensiva contro le difese alleate in Tunisia.
- 1944 - Seconda guerra mondiale: Rivolta anti-giapponese sull'isola di Giava.
- 1945 - Cile, Ecuador, Paraguay e Perù entrano nelle Nazioni Unite.
- 1945 - Il presidente statunitense Franklin Rooseveltsi incontra con Re Ibn Saud dell'Arabia Saudita a bordo della USS Quincy, dando ufficialmente il via alle relazioni diplomatiche tra i due paesi.
- 1946 - La Bank of England viene nazionalizzata.
- 1946 - L'ENIAC (che sta per "Electronic Numerical Integrator and Computer"), il primo calcolatore elettronico polifunzionale, viene svelato all'Università di Pennsylvania.
- 1949 - La Knesset (il parlamento israeliano) si riunisce per la prima volta.
- 1952 - Si apre a Oslo (Norvegia) la VI Olimpiade Invernale.
- 1961 - L'Elemento 103, Lawrenzio, viene sintetizzato per la prima volta a Berkeley.
- 1966 - La valuta australiana viene decimalizzata.
- 1979 - A Kabul, estremisti musulmani rapiscono l'ambasciatore statunitense in Afghanistan, Adolph Dubs, che rimarrà ucciso in una sparatoria tra i suoi rapitori e la polizia.
- 1980 - Walter Cronkite annuncia il suo ritiro dal notiziario CBS Evening News.
- 1985 - Il reporter della CNN Jeremy Levin viene rilasciato dalla prigionia in Libano.
- 1989 - La Union Carbide accetta di pagare 470 milioni di dollari al governo Indiano, per i danni causati nel Disastro di hopal del 1984.
- 1989 - Il leader iraniano Ruhollah Khomeini emette una fatwa che incoraggia i musulmani ad uccidere Salman Rushdie, l'autore de I versetti satanici.
- 1989 - Il primo di 24 satelliti del sistema GPS viene messo in orbita.
- 1992 - Alle Olimpiadi di Albertville il sedicenne Toni Nieminen vince l'oro nel salto con gli sci e diventa il più giovane campione olimpico in campo maschile nella storia delle Olimpiadi invernali
- 2003 - Muore la pecora Dolly, il primo mammifero frutto di clonazione.
- 2004 - In un sobborgo di Mosca, crolla il tetto di un parco acquatico al coperto. Più di 25 morti e oltre 100 feriti.
Nati
- 1404 - Leon Battista Alberti, architetto, pittore, matematico, poeta, linguista, filosofo, musicista e archeologo italiano († 1472)
- 1483 - Zahir al-Din Mohammed Babur Shah, fondatore della dinastia Moghul († 1530)
- 1766 - Thomas Malthus, economista inglese († 1834)
- 1856 - Frank Harris, scrittore ed editore († 1931)
- 1869 - Charles Wilson, fisico
- 1884 - Hezekiah M. Washburn, missionario († 1972)
- 1890 - Nina Hamnett, artista († 1956)
- 1894 - Jack Benny, attore, comico († 1974)
- 1895 - Max Horkheimer, filosofo e sociologo († 1973)
- 1898 - Fritz Zwicky, fisico e astronomo († 1974)
- 1905 - Thelma Ritter, attrice († 1969)
- 1912 - Tibor Sekelj, esploratore croato († 1988)
- 1913 - Jimmy Hoffa, sindacalista statunitense († 1975
- 1916 - Masaki Kobayashi, regista
- 1917 - Herbert A. Hauptman, biofisico, Premio Nobel per la chimica 1985
- 1929 - Vic Morrow, attore († 1982)
- 1932 - Alexander Kluge, attore e regista
- 1934 - Michel Corboz, direttore d'orchestra svizzero
- 1934 - Florence Henderson, attrice statunitense
- 1943 - Maceo Parker, musicista (P-Funk)
- 1944 - Alan Parker, regista, scrittore
- 1944 - Carl Bernstein, giornalista
- 1946 - Bernard Dowiyogo, presidente di Nauru († 2003)
- 1946 - Gregory Hines, ballerino, attore († 2003)
- 1948 - Raymond Teller, prestigiatore
- 1951 - Kevin Keegan, giocatore e allenatore di calcio inglese
- 1959 - Renee Fleming, soprano canadese
- 1962 - Philippe Sella, giocatore di rugby francese
- 1968 - Jules Asner, modella
- 1970 - Simon Pegg, comico, scrittore ed attore
- 1971 - Gheorghe Mureşan, cestista rumeno
- 1972 - Drew Bledsoe, giocatore di football americano
- 1973 - Steve McNair, giocatore di football americano
- 1974 - Valentina Vezzali, fiorettista italiana
- 1978 - Richard Hamilton, cestista
- 1981 - Randy De Puniet, motociclista francese
- 1983 - Manuel Poggiali, motociclista sanmarinese
Morti
- 1400 - Re Riccardo II d'Inghilterra (n. 1367)
- 1405 - Tamerlano, sovrano e conquistatore mongolo (n. 1336)
- 1779 - James Cook, esploratore britannico (n. 1728)
- 1831 - Vincente Guerrero, eroe rivoluzionario messicano (n. 1782)
- 1831 - Henry Maudslay, inventore (n. 1771)
- 1929 - Thomas Burke, atleta statunitense (n.1875)
- 1943 - David Hilbert, matematico tedesco (n. 1862)
- 1959 - Baby Dodds, jazzista (n. 1898)
- 1975 - Julian Huxley, biologo britannico (n. 1887)
- 1975 - P. G. Wodehouse, scrittore (n. 1881)
- 1983 - Lina Radke, atleta tedesca
- 1989 - James Bond, ornitologo statunitense (n. 1900)
- 1994 - Andrei Chikatilo, serial killer russo (n. 1936)
- 1999 - John Ehrlichman, consigliere presidenziale statunitense (n. 1925)
- 2003 - Johnny Longden, fantino
- 2004 - Marco Pantani, ciclista italiano (n. 1970)
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Valentino, vescovo e martire, patrono di Terni e protettore degli innamorati
- Sant'Alessandra d'Egitto, reclusa e penitente
- Sant'Antonino di Sorrento, abate
- San Cirillo, monaco, apostolo degli Slavi
- San Fiorentino, sacerdote e martire
- San Flaviano, diacono e martire
- Santa Fortunata, martire
- San Giorgio il Chozibita, eremita
- San Giovanni Battista della Concezione
- San Metodio, vescovo, apostolo degli Slavi
- San Modestino, vescovo
- San Vitale di Spoleto, martire
Laiche
- San Valentino - festa degli innamorati
14
ja:2月14日
ko:2월 14일
simple:February 14
th:14 กุมภาพันธ์
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
1014
Eventi
- 23 aprile - Irlanda: nella Battaglia di Clontarf, decisiva per l'indipendenza dell'isola, i Vichinghi invasori vengono sconfitti dalle truppe di Brian Boru.
Nati
Morti
014
ko:1014년
Enrico I del Sacro Romano Impero
Enrico I (876 - 2 luglio 936 a Memleben in Sassonia-Anhalt) noto anche come Enrico l'Uccellatore è stato Duca di Sassonia dal 912 e Re dei Franchi dell'Est dal 919.
Biografia
Enrico I faceva parte della casata sassone dei Liudolfingi, così chiamati dal fondatore Liudolfo, dinastia di cui si ha la prima traccia documentale in occasione della fondazione di un monastero nell'845 e che nei decenni successivi acquisì progressivamente potere.
Suo padre era il Duca Ottone di Sassonia, quando ottenne il titolo ducale Enrico era al secondo matrimonio, la moglie Matilde portò a lui e alla dinastia dei Liudolfingi un notevole aumento di prestigio in quanto lontanamente imparentata con il Duca Widukind, oppositore di Carlomagno, si costituì pertanto una linea di discendenza che fu presumbilmente determinante per l'elezione di Enrico nel 919.
Fu l'unico sovrano dell'epoca a non ricevere l'unzione, motivo per cui fu in seguito molto criticato. Vi sono diverse ipotesi sul motivo per cui rinunciò al rituale: alcuni storici sostengono che desiderasse ridurre l'influenza della Chiesa sul monarca o troncare in modo netto i legami con la tradizione carolingia di una monarchia molto legata alle gerarchie religiose oppure per dare un segnale di avvicinamento ai duchi che non gli avevano ancora garantito un appoggio dimostrando loro di essere un primus inter pares, d'altrocanto il rituale dell'unzione del sovrano non era ancora consolidato ma venne introdotto stabilmente solo da Ottone I (936).
Nonostante l'elezione ad Enrico mancò dapprima l'appoggio degli Svevi e della Baviera che riuscì in seguito ad assicurarsi con abili mosse politiche, nel 919 ottenne l'appoggio del Duca di Svevia Burcardo II e nel 921 del Duca di Baviera Arnolfo di Baviera che fino a quel momento era stato riconosciuto dalla nobiltà e dal clero bavarese come "controsovrano".
Nel 925 venne riconosciuto anche da Giselberto (Duca di Lorena dal 915 al 939), la Lorena e quindi la Renania divennero il quinto ducato inglobato nel regno.
Alla riunificazione dei ducati tedeschi contribuì la pressione esercitata dai Magiari che in quel periodo erano soliti fare frequenti incursioni e razzie nei territori dei ducati. Enrico riuscì a catturare un nobile magiaro e ad ottenere (926) con la corresponsione di tributi una tregua decennale. Il periodo di pace fu utilizzato per costruire fortezze, armare un numeroso esercito con cavalleria pesante ed assoggettare le tribù slave
insediate ad est dell'Elba. Molte di queste fortificazioni divennero in seguito città, motivo per cui Enrico è spesso detto "il fondatore". Ancora prima della fine della tregua Enrico riuscì a sconfiggere i magiari 933 nella battaglia di Riade presso il fiume Unstrut. La vittoria, ottenuta da un esercito composto con l'aiuto di tutti i ducati tedeschi consolidò il nascente Regno di Germania tanto che Enrico in seguito attaccò anche i danesi 934 per conquistare i territori fra i fiumi Eider e Schlei.
Il figlio di Enrico, Ottone il grande, nato dal secondo matrimonio con Matilde, fondò la dinastia degli Ottoni motivo per cui Enrico viene talvolta considerato appartenente alla dinastia ottoniana. Enrico, il figlio più giovane e rivale del fratello Ottone, divenne Duca di Baviera mentre il di figlio Bruno divenne arcivescovo di Colonia
Alla sua morte, il 2 luglio del 936 tutte le tribù germaniche erano riunite in un regno, Enrico I viene spesso considerato il primo sovrano tedesco e fondatore del successivo Sacro Romano Impero. Le sue spoglie sono sepolte nella chiesa di Quedlinburg.
Categoria:Biografie
Categoria:Imperatori del Sacro Romano Impero
Germania
La Germania (denominazione ufficiale: Repubblica Federale Tedesca, in tedesco Bundesrepublik Deutschland) è una delle nazioni più industrializzate del mondo, situata nell'Europa occidentale. A nord confina con la Danimarca ed è bagnata dal Mare del Nord e dal Mar Baltico, ad est confina con la Polonia e la Repubblica Ceca, a sud con Austria e Svizzera, e ad ovest con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi.
La Germania è uno dei membri fondatori dell'Unione Europea. Partecipa inoltre dal 1985 agli accordi di Schengen.
Dal 2002 la moneta è l'euro. Precedentemente era stata il marco tedesco.
Storia
La Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Democratica Tedesca (fondate entrambe nel 1949) si sono riunite il 3 ottobre del 1990.
- Elenco dei Presidenti della Repubblica Tedeschi
- Elenco dei Cancellieri Tedeschi
- Elenco dei Presidenti del Bundestag
Geografia
La Germania si estende dalle alte montagne delle Alpi (punto più alto: il Zugspitze a 2.962 m) a sud, fino alle coste del Mare del Nord e del Mar Baltico a nord. Nel mezzo si trovano i territori boscosi della Germania centrale e le terre basse della Germania settentrionale (punto più basso: Neuendorfer/Wilstermarsch a -3,54 m), attraversate da alcuni dei principali fiumi europei: Reno, Danubio ed Elba.
Il clima è talvolta imprevedibile. Nel mezzo dell'estate può essere caldo e soleggiato un giorno, e freddo e piovoso il giorno dopo.
Istituzioni
Stati federali
La Germania è divisa in sedici Bundesländer o stati federali:
- Amburgo (Hamburg) (città-stato)
- Assia (Hessen)
- Baden-Württemberg
- Bassa Sassonia (Niedersachsen)
- Baviera (Bayern)
- Berlino (Berlin) (città-stato)
- Brandeburgo (Brandenburg)
- Brema (Bremen) (città-stato)
- Meclenburgo-Pomerania Occidentale (Mecklenburg-Vorpommern)
- Nord Reno-Westfalia (Nordrhein-Westfalen)
- Renania-Palatinato (Rheinland-Pfalz)
- Saarland
- Sassonia (Sachsen)
- Sassonia-Anhalt (Sachsen-Anhalt)
- Schleswig-Holstein
- Turingia (Thüringen)
La Germania è ulteriormente suddivisa in 438 Kreise (contee).
Demografia
La Germania ha molte grandi città; la popolazione è quindi poco centralizzata e non orientata verso una singola grossa capitale, rispetto a molte altre nazioni europee. Le città principali sono Berlino, Amburgo, Monaco di Baviera, Colonia, Francoforte sul Meno, Stoccarda, Dortmund, Bochum e Essen. Le più grandi aree metropolitane sono l'Area della Ruhr, la Regione del Reno-Meno e la Regione di Stoccarda.
La Germania ha circa 7,3 milioni di residenti senza cittadinanza, compresi rifugiati e lavoratori stranieri (Gastarbeiter). Circa i due terzi di questi sono nella nazione da più di 8 anni, il 20% è nato in Germania; entrambi i gruppi possono fare richiesta di cittadinanza dopo i recenti cambiamenti alla legge sull'immigrazione. La Germania è tuttora una destinazione preferenziale per i rifugiati politici ed economici di molti paesi in via di sviluppo, ma il numero di persone che vi cercano asilo è diminuito negli ultimi anni, raggiungendo i 50.000 nel 2003. Un'adeguata legge sull'immigrazione sta rimbalzando tra Bundestag e Bundesrat, senza molto successo, da quasi cinque anni.
Una minoranza di danesi etnici di circa 50.000 persone vive nello Schleswig, la maggior parte vicino al confine con la Danimarca, a nord; un piccolo numero di genti slave, note come Sorbi, vive negli stati della Sassonia (circa 40.000) e del Brandeburgo (circa 20.000). La lingua frisona, considerata quella tra le lingue vive più vicina all'inglese, è lingua madre per circa 22.000 persone in Germania, le altre vivono nei Paesi Bassi. Nelle aree rurali della Germania settentrionale viene ampiamente usato il Basso Sassone.
L'immigrazione ha creato una considerevole minoranza turca (circa 1,9 milioni di Curdi e Turchi), e altre comunità più piccole tra cui italiani (600.000), serbi (600.000), greci (400.000), polacchi (300.000) e croati (200.000) (dati del 2002). I sentimenti xenofobi sono indirizzati principalmente contro il gruppo più grande dei musulmani turchi, che viene percepito come meno integrato nella società tedesca rispetto ad altre minoranze più piccole.
Esistono anche un grosso numero di tedeschi etnici immigrati dall'ex Unione Sovietica (1,7 milioni), dalla Polonia (700.000) e dalla Romania (300.000) (totale del periodo 1980–1999), cui viene automaticamente concessa la cittadinanza tedesca, e che quindi non compaiono nelle statistiche dei residenti stranieri; contrarimente agli stranieri questi sono stati insediati dal governo in modo uniforme su tutto il territorio tedesco. Molti di loro a casa parlano la lingua della loro ex nazione di appartenenza.
Anche con le menzionate difficoltà, la Germania ha uno dei più alti livelli del mondo per quanto riguarda istruzione, sviluppo tecnologico, e produttività economica. Fin dalla fine della seconda guerra mondiale, il numero di giovani che entrano nell'università è più che triplicato, anche se in termini di frequenza universitaria rimane dietro a molte altre nazioni europee. Nell'annuale classifica delle migliori università, compilata dall'Università di Jiaotong di Shanghai nel 2004, la Germania ha ottenuto un 4° posto complessivo, ma con solo 7 università nei primi 100 posti. L'università meglio posizionata , al 45° posto, è stata l'Università Tecnica di Monaco. Con un reddito pro capite di circa 25.000 dollari, quella tedesca è una società composta principalmente dalla classe media. Un generoso sistema di assistenza pubblica fornisce cure mediche universali (ma non a conduzione statale), sussidi di disoccupazione, e altri bisogni sociali. Al 2004, la pressione economica sta costriungendo la Germania a ridurre la spesa sociale e ulteriori limitazioni sono attese in futuro.
I tedeschi si spostano di frequente; milioni di essi viaggiano ogni anno, gran parte delle loro destinazioni preferite sono lungo le coste del Mar Mediterraneo. Secondo lo studio sui viaggi della Dresdner Bank, i tedeschi hanno speso 52,5 miliardi di Euro per viaggi all'estero nel 2003, e si stima ne spenderanno 55 nel 2004.
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Papa Gregorio VII
Papa Gregorio VII, al secolo Ildebrando di Sovana ( - Sovana, ca. 1020/1025 - † Salerno, 25 maggio 1085), fu Papa dal 1073 alla sua morte. Uno dei più grandi papi riformatori, Gregorio è forse meglio noto per il ruolo svolto nella lotta per le investiture, che lo pose in contrasto con l'Imperatore Enrico IV.
Prima del papato
Ildebrando nacque a Sovana, un piccolo villaggio della Toscana dove esiste ancora la sua casa. Venne inviato a Roma in giovane età per la sua educazione; un suo zio era infatti abate del convento di Santa Maria sull'Aventino. Tra i suoi istruttori sembra vi fosse Papa Gregorio VI. Quando l'imperatore Enrico III depose Gregorio VI e lo esiliò in Germania, Ildebrando lo seguì. Come egli stesso ammise in seguito, non era desideroso di attraversare le Alpi, ma la sua permanenza in Germania fu di grande valore educativo, e importante per la sua successiva attività ufficiale. A Colonia fu in grado di continuare i suoi studi. Ildebrando tornò a Roma con Leone IX. Sotto di lui iniziò a lavorare nel servizio ecclesiastico, diventando sottodiacono della Chiesa Romana. Operò come legato papale in Francia, dove dovette gestire la questione di Berengario di Tours, la cui visione dell'Eucarestia aveva provocato una controversia.
Alla morte di Leone IX venne spedito dai romani, come loro inviato, alla corte tedesca, per condurre i negoziati per la successione. L'imperatore si pronunciò in favore di Papa Vittore II che nuovamente impiegò Ildebrando come legato in Francia. Quando Stefano X venne eletto, senza previa consultazione della corte tedesca, Ildebrando e il vescovo Anselmo di Lucca vennero inviati in Germania per assicurarsi un tardivo riconoscimento, e riuscirono ad ottenere il consenso dell'imperatrice Agnese di Poitou. Stefano, comunque, morì prima del ritorno di Ildebrando e, con la frettolosa elevazione del Vescovo Giovanni da Velletri, l'aristocrazia romana fece un ultimo tentativo di recuperare l'influenza perduta sulla nomina al trono papale: un procedimento che era pericoloso per la Chiesa in quanto implicava un rinnovo del disastroso regime patrizio. Il superamento della crisi fu essenzialmente opera di Ildebrando. Contro Benedetto X, il candidato aristocratico, egli appoggiò un Papa rivale, nella persona di Niccolò II, il cui ufficio si distinse per gli eventi che esercitarono una forte influenza sulle politiche della Curia nel corso dei due decenni successivi: il riavvicinamento con i Normanni nell'Italia meridionale, e l'alleanza con il movimento "democratico" e di conseguenza anti-germanico, dei Patari nell'Italia settentrionale.
Fu sempre durante questo pontificato che entrò in vigore la legge che trasferiva l'elezione del papa al Collegio dei cardinali, sottraendola quindi ai nobili e al popolo di Roma e diminuendo l'influenza tedesca sull'elezione. Quando Niccolò II morì e gli successe Alessandro II, Ildebrando apparve sempre più come l'anima della politica della Curia, agli occhi dei suoi contemporanei. Le condizioni politiche generali, specialmente in Germania, erano all'epoca molto favorevoli alla Curia, ma utilizzarle con la saggezza che venne dimostrata fu nondimeno un grande successo, e la posizione di Alessandro alla fine del suo pontificato era una brillante giustificazione dell'impostazione Ildebrandina.
L'elezione al papato
Alla morte di Papa Alessandro II (21 aprile 1073), Ildebrando divenne Papa con il nome di Gregorio VII. La modalità della sua elezione fu aspramente contestata dai suoi oppositori. Molte delle accuse mossegli potrebbero essere state espressioni di disistima personale, soggette a sospetti per il semplice fatto che non vennero sollevate per contestare la sua promozione se non molti anni dopo che questa avvenne; ma risulta chiaro dai suoi stessi resoconti delle circostanze della sua elezione, che venne condotta in modo molto irregolare, e che le forme prescritte dalla legge del 1059 non vennero osservate. Il 22 maggio ricevette l'ordinamento sacerdotale, e il 30 giugno la consacrazione episcopale.
Il cardine dei progetti politico-ecclesiastici di Gregorio VII va ricercato nella sua relazione con la Germania. Fin dalla morte di Enrico III, la forza della monarchia tedesca si era seriamente indebolita, e suo figlio Enrico IV aveva dovuto affrontare grandi difficoltà interne. Questo stato delle cose fu di aiuto al Papa. Il suo vantaggio venne ulteriormente accentuato dal fatto che nel 1073 Enrico aveva solo ventitré anni ed era ancora inesperto.
Nei due anni seguenti Enrico fu costretto dalla ribellione sassone a scendere ad ogni costo a termini amichevoli con il Papa. Di conseguenza nel maggio 1074 fece penitenza a Norimberga, alla presenza dei legati papali per espiare la sua continuata amicizia con i membri del suo consiglio che erano stati banditi da Gregorio, prestò un giuramento di obbedienza, e promise di appoggiare il lavoro di riforma della Chiesa. Questo atteggiamento comunque, che all'inizio gli fece guadagnare la confidenza del Papa, venne abbandonato non appena riuscì a sconfiggere i Sassoni con la vittoria nella battaglia di Hohenburg (9 giugno 1075). Enrico cercò quindi subito di riasserire i suoi diritti come sovrano dell'Italia settentrionale.
Enrico inviò quindi il Conte Eberardo in Lombardia per combattere i Patari; nominò il chierico Tedaldo all'arcivescovato di Milano, scatenando una prolungata e astiosa diatriba; e infine cercò di stabilire delle relazioni con il Duca normanno Roberto il Guiscardo. Gregorio VII replicò con una dura lettera, datata 8 dicembre, nella quale, tra le altre cose, accusava il re tedesco di essere venuto meno alla parola data ed aver continuato ad appoggiare i consiglieri scomunicati; mentre al tempo stesso inviò anche un messaggio verbale che lasciava capire che la gravità dei crimini che gli sarebbero stati mossi a questo proposito lo avrebbero reso passibile, non solo del bando da parte della Chiesa, ma della deprivazione della corona. Gregorio fece ciò in un periodo in cui lui stesso era fronteggiato da un oppositore senza scrupoli, nella persona di Cencio, che nella notte di Natale lo sorprese in chiesa e lo portò con se come prigioniero, anche se il giorno seguente Gregorio fu rilasciato.
Il conflitto con l'Imperatore
Le reprimende del Papa, formulate com'erano in un modo che non aveva precedenti, fecero infuriare Enrico e la sua corte, e la risposta fu un concilio nazionale radunato in tutta fretta a Worms, che si riunì il 24 gennaio 1076. Tra i ranghi più alti del clero tedesco, Gregorio aveva molti nemici, ed un cardinale romano, Ugo Candido, un tempo in confidenza ma ora suo avversario, si era recato di corsa in Germania per l'occasione e fece la sua comparsa a Worms. Tutte le accuse nei confronti del Papa, che affiorarono alla mente di Candido, vennero ben accolte dall'assemblea, che si impegnò in una dichiarazione secondo la quale Gregorio aveva abbandonato il papato. In un documento pieno di accuse, i vescovi rinunciarono alla loro lealtà. In un altro Re Enrico lo dichiarò deposto, e ai romani venne richiesto di scegliere un nuovo Papa [http://www.fordham.edu/halsall/source/henry4-to-g7a.html]. Il concilio inviò due vescovi in Italia, e questi si procurarono un simile atto di deposizione dai vescovi lombardi nel sinodo di Piacenza. Rolando di Parma informò il Papa di queste decisioni, ed egli fu sufficientemente fortunato da avere l'opportunità di parlare al sinodo che si era appena riunto nella chiesa del Laterano, dove consegnò il messaggio che annunciava la detronizzazione. Per un momento i membri ne furono agghiacciati, ma ben presto si sollevò una tale tempesta di indignazione, che fu solo per la moderazione di Gregorio che l'inviato non venne ucciso.
Il giorno seguente il Papa pronunciò la sentenza di scomunica contro il re tedesco con tutta la solennità dovuta, lo svestì della dignità reale e assolse i suoi sudditi dai giuramenti prestati a suo favore. Questa sentenza aveva l'intento di espellere il re dalla Chiesa e di spogliarlo della corona. Che avesse prodotto realmente questo effetto, o che fosse rimasta una vana minaccia, non dipendeva tanto da Gregorio, quanto dai sudditi di Enrico, e soprattutto, dai principi tedeschi. Le prove dell'epoca suggeriscono che la scomunica del re creò profonda impressione sia in Germania che in Italia. Trent'anni prima, Enrico III aveva deposto tre Papi, rendendo quindi un servizio riconosciuto alla Chiesa. Quando Enrico IV cercò di copiare questa procedura ebbe meno successo, e gli mancò l'appoggio della popolazione. In Germania si ebbe un rapido e generale cambio di sentimenti in favore di Gregorio, ed i principi colsero l'opportunità per portare avanti le loro politiche anti-regali sotto il manto di rispettabilità fornito dalla decisione papale. Quando a Whitsun il re propose di discutere le misure da prendere contro Gregorio, in un concilio con i suoi nobili, solo in pochi si presentarono; i Sassoni approfittarono dell'occasione d'oro per rinnovare la loro ribellione, e il partito anti-realista accrebbe la sua forza mese dopo mese.
A Canossa
La situazione era ora estrememente critica per Enrico. Come risultato dell'agitazione, che veniva alimentata con zelo dal legato papale, vescovo Altmann di Passau, i principi si incontrarono in ottobre a Tribur per eleggere un nuovo re tedesco, ed Enrico, che stazionava ad Oppenheim, sulla riva sinistra del Reno, venne salvato dalla perdita del trono solo per via del fallimento dell'assemblea dei principi nell'accordarsi sulla questione del suo successore. Il dissenso tra i principi, comunque, li indusse semplicemente a rimandare il verdetto. Enrico, essi dichiararono, doveva chiedere scusa al Papa e impegnarsi all'obbedienza; decisero inoltre che, se all'anniversario della sua scomunica, si fosse trovato ancora sotto bando, il trono sarebbe stato considerato vacante. Allo stesso tempo i principi decisero di invitare Gregorio ad Augusta per risolvere il conflitto. Questi accordi mostrarono ad Enrico il percorso da seguire. Era imperativo, in qualsiasi circostanza e a qualsiasi prezzo, assicurarsi l'assoluzione di Gregorio prima della scadenza del periodo, altrimenti avrebbe difficilmente impedito ai suoi avversari di perseguire le loro intenzioni, di attaccarlo giustificando le loro misure appellandosi alla scomunica. Inizialmente Enrico tentò di ottenere i suoi fini per mezzo di un ambasciata, ma quando Gregorio respinse la sua apertura, si decise a fare la famosa mossa di recarsi di persona in Italia.
Il Papa aveva già lasciato Roma, ed aveva fatto sapere ai principi tedeschi di aspettarsi una scorta per il suo viaggio dell'8 gennaio a Mantova. Ma la scorta non apparve quando ricevette la notizia dell'arrivo del re. Enrico, che aveva viaggiato attraverso la Borgogna, venne accolto con entusiasmo dai lombardi, ma resistette alla tentazione di impiegare la forza contro Gregorio. Scelse invece la mossa inaspettata di costringere il Papa a concedergli l'assoluzione facendo penitenza di fronte a lui a Canossa, dove si era fermato. Questo evento divenne leggendario. La riconciliazione avvenne solo dopo un negoziato prolungato e precisi impegni da parte del re, e fu con riluttanza che Gregorio accettò il pentimento, perché dando l'assoluzione, la dieta dei principi di Augusta, nella quale aveva ragionevoli speranze di agire da arbitro, sarebbe diventata inutile o se fosse riuscita a riunirsi, avrebbe cambiato completamente il suo carattere. Fu comunque impossibile negare il rientro nella Chiesa al penitente, e gli obblighi religiosi di Gregorio scavalcarono i suoi interessi politici.
La rimozione del bando non implicava una vera riconciliazione, e non vi furono basi per un appianamento della grande questione in gioco: quella dell'investitura. Un nuovo conflitto era inevitabile per il semplice fatto che Enrico IV naturalmente, considerava la sentenza di deposizione annullata assieme a quella di scomunica; mentre Gregorio d'altra parte era intento a riservarsi la propria libertà di azione e non diede nessuno spunto sulla questione a Canossa.
Seconda scomunica di Enrico
Che la scomunica di Enrico fosse semplicemente un pretesto, non un motivo, per l'opposizione dei mobili tedeschi ribelli è evidente. Non solo essi perseverarono nella loro politica anche dopo l'assoluzione, ma presero un ulteriore e più deciso passo nell'installare un re rivale nella persona del Duca Rodolfo di Svabia (Forchheim, marzo 1077). All'elezione i legati papali presenti osservarono in apparenza la neutralità, e Gregorio stesso cercò di mantenere questo atteggiamento negli anni seguenti. Il suo compito venne facilitato in quanto i due partiti erano di uguale forza, ognuno alla ricerca del vantaggio che portasse il Papa dalla sua parte. Ma il risultato di questa politica di disimpegno fu che egli perse gran parte della fiducia di entrambe le parti. Alla fine Gregorio decise per Rodolfo di Svabia, dopo la vittoria di questi a Flarchheim (27 gennaio, 1080). Su pressione dei Sassoni, e malinformato sul significato della battaglia, Gregorio abbandonò la sua politica attendista e si pronunciò di nuovo per la deposizione e scomunica di Re Enrico (7 marzo, 1080).
Ma la censura papale si rivelò molto differente da quella di quattro anni prima. Venne diffusamente sentita come un'ingiustizia, e la popolazione iniziò a chiedersi se una scomunica pronunciata su basi futili avesse diritto ad essere rispettata. A peggiorare le cose, Rodolfo di Svabia morì il 16 ottobre dello stesso anno. Un nuovo pretendente, Ermanno di Lussemburgo, venne avanzato nell'agosto del 1081, ma la sua personalità non era adatta per il capo del partito gregoriano in Germania, e il potere di Enrico IV era ai massimi. Il re, ora più esperto, affrontò la lotta con grande vigore. Si rifiutò di riconoscere il bando sulle basi della sua illegalità. Venne indetto un concilio a Bressanone, e il 16 giugno dichiarò la deposizione di Gregorio e nominò l'arcivescovo Guiberto di Ravenna come suo successore. Nel 1081 Enrico aprì il conflitto contro Gregorio in Italia. Quest'ultimo era ora meno potente, e tredici cardinali lo abbandonarono, Roma si arrese al re tedesco e Guiberto di Ravenna venne posto sul trono come Clemente III (24 marzo 1084). Enrico venne incoronato imperatore dal rivale di Gregorio, mentre questi dovette fuggire da Roma.
La politica papale nel resto d'Europa
Le relazioni di Gregorio con gli altri stati europei vennero fortemente influenzate dalla sua politica tedesca; la Germania, occupandogli gran parte dei suoi poteri, lo costrinse spesso a mostrare agli altri governanti la moderazione che non concedeva al re tedesco. L'atteggiamento dei Normanni lo costrinse ad un brusco risveglio. Le grandi concesioni fattegli da Niccolò II non solo erano impotenti ad impedire la loro avanzata nell'Italia centrale, ma fallirono nell'assicurare anche l'aspettata protezione del papato. Quando Gregorio venne confrontato duramente da Enrico IV, Roberto il Guiscardo lo abbandonò al suo destino, ed interferì solo quando lui stesso venne minacciato dalle armate tedesche. Quindi, alla ricattura di Roma, abbandonò la città alle sue truppe, e l'indignazione popolare evocata da questo atto porto all'esilio di Gregorio.
Nel caso di diverse nazioni, Gregorio cercò di stabilire una pretesa di sovranità da parte del papato, e di assicurarsi il riconoscimento dei diritti di possesso auto-proclamati. Sulle base dell'"uso immemore" Corsica e Sardegna vennero assunte come appartenenti alla Chiesa Romana. Anche Spagna e Ungheria vennero reclamate come sua proprietà, e venne fatto un tentativo per indurre il re di Danimarca a mantenere il suo regno come feudo del Papa. Filippo I di Francia, con la sua pratica della simonia e la violenza delle sue azioni contro la Chiesa, provocò una minaccia di misure sommarie; e scomunica, deposizione e interdizione apparvero imminenti nel 1074. Gregorio comunque, evitò di tradurre le minacce in azioni, anche se l'atteggiamento del re non mostrò alcun cambiamento, in quanto si augurava di evitare una dispersione delle sue forze nel conflitto che stava per scoppiare in Germania. In Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore ottenne anch'egli dei benefici da qusto stato delle cose. Si sentì così al sicuro da interferire in modo autocratico con la gestione della Chiesa, vietando ai vescovi di recarsi a Roma, compiendo nomine a vescovati ed abbazie, e mostrando poca ansia quando il Papa gli tenne una lezione sui principi differenti che aveva circa le relazioni tra Stato e Chiesa, o quando gli proibì il commercio o gli ordinò di riconoscersi come vassallo della sede apostolica. Gregorio non aveva potere per costringere il re inglese ad una modifica delle sue politiche ecclesiastiche, scelse quindi di ignorare ciò che non poteva approvare, e trovò addirittura consigliabile rassicurarlo del suo particolare affetto.
Gregorio, in effetti, stabilì un qualche tipo di relazione con ogni nazione della Cristianità; anche se queste relazioni non finirono invariabilmente per realizzare le speranze politico-ecclesiastiche ad esse collegate. La sua corrispondenza giunse in Polonia, Russia e Boemia. Scrisse in termini amichevoli ai re saraceno della Mauritania in nordafrica, e cercò senza successo di portare l'Armenia a stretto contatto con Roma. Gregorio fu particolarmente preoccupato dall'oriente. Lo scisma tra Roma e l'Impero Bizantino fu per lui un duro colpo, e lavorò sodo per ripristinare le precedenti relazioni amichevoli. Gregorio riuscì ad entrare in contatto con l'imperatore Michele VII. Quando la notizia dell'attacco arabo ai cristiani d'oriente giunse a Roma, e l'imbarazzo politico dell'imperatore bizantino aumentò, Gregorio concepì il progetto di una grande spedizione militare ed esortò i fedeli a partecipare alla riconquista della Chiesa del Santo Sepolcro. Nel suo trattamento della politica e della riforma ecclesiastica, Gregorio non fu solo, ma trovò un forte supporto. In Inghilterra l'arcivescovo Lanfranco di Canterbury gli stette a fianco. in Francia il suo campione fu il vescovo Ugo di Die, che in seguito divenne arcivescovo di Lione.
Politica interna e riforma
L'opera della sua vita fu basata sulla convinzione che la Chiesa venne fondata da Dio e incaricata del compito di abbracciare tuta l'umanità in un'unica società nella quale la volontà divina è l'unica legge; che, nella sua facoltà di istituzione divina, la Chiesa si pone al di sopra di tutte le strutture umane, in particolare lo stato secolare; e che il Papa, nel suo ruolo di capo della Chiesa, è il vice-reggente di Dio sulla Terra, e quindi la disobbedienza nei suoi confronti implica la disobbedienza a Dio: o in altre parole, l'abbandono della cristianità. Ma ogni tentativo di interpretare questo in termini di azione avrebbe costretto la chiesa ad annichilire non un singolo stato, ma tutti. Perciò Gregorio, in qualità di politico desideroso di ottenere alcuni risultati, venne spinto nella pratica ad adottare una posizione differente. Egli riconobbe l'esistenza dello stato come deroga della providenza, descrivendo la coesistenza di Chiesa e Stato come un ordinanza divina, ed enfatizzando la necessità di unione tra il sacerdotium e limperium. Ma mai si sarebbe sognato di mettere i due poteri sullo stesso piano; la superiorità della Chiesa era per lui un fatto che non ammetteva discussioni e del quale non dubitò mai.
Gregorio si augurava di vedere tutti i più importanti motivi di disputa indirizzati a Roma; gli appelli dovevano essere rivolti direttamente a lui; la centralizzazione del governo ecclesiastico di Roma coinvolse naturalmente una riduzione del potere dei vescovi. Poiché questi si rifiutarono di sottomettersi volontariamente e cercarono di asserire la loro tradizionale indipendenza, il suo papato fu pieno di lotte contro i ranghi più alti del clero.
Questa battaglia per la fondazione della supremazia papale è connessa al suo forte appoggio all'obbligatorietà del celibato del clero e al suo attacco contro la simonia. Gregorio VII non introdusse il celibato dei sacerdoti nella chiesa, ma condusse la battaglia con maggiore energia dei suoi predecessori. Nel 1074 pubblicò un'enciclica, assolvendo la gente dall'obbedienza verso quei vescovi che permettevano dei preti sposati. L'anno seguente li incoraggio a prendere provvedimenti contro i preti sposati, privando questi ultimi anche del loro sostentamento. Entrambe le campagne contro il matrimonio dei sacerdoti e la simonia provocarono una diffusa resistenza.
Gregorio morì in esilio a Salerno, dove è attualmente sepolto nella Cattedrale; i romani e diversi dei suoi più fidati sostenitori lo avevano abbandonato, e il gruppo di suoi fedeli in Germania si era ridotto a un piccolo numero.
Sulla sua tomba fu messa la frase "Ho amato la giustizia e ho odiato l'iniquità: perciò muoio in esilio"
Gregorio 07
Gregorio 07
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Enrico IV del Sacro Romano Impero
Enrico IV del Sacro Romano Impero (11 novembre 1050, probabilmente nel palazzo imperiale di Goslar – Liegi, 7 agosto 1106) dal 1056 rex romanorum e dal 1084 imperatore del Sacro Romano Impero. Abdicò il 31 dicembre 1105, a Ingelheim. Enrico fu il terzo imperatore della dinastia Salica.
L'infanzia
Enrico era figlio maggiore dell'imperatore Enrico III e della sua seconda moglie Agnese di Poitou, e nacque nel palazzo imperiale di Goslar. Per il suo battesimo si volle attendere la Pasqua successiva, in modo che l'abate di Cluny Ugo potesse essere suo padrino.
Nel 1053 venne nominato duca di Baviera. Lo stesso anno Enrico III fece nominare il figlio rex romanorum da una grande assemblea di nobili che si tenne a Tribur. Divenne dunque duca di Baviera sua fratello minore, Corrado. L'anno seguente, ad Aquisgrana, Enrico venne consacrato ed incoronato rex romanorum dall'arcivescovo di Colonia Ermanno, il 17 giugno 1054.Riguardo alla sua educazione scrive Lampert von Hersfeld:"L'educazione del re e tutto il governo erano nelle mani dei vescovi, e tra di loro avevano grandissima influenza gli arcivescovi di Magonza e di Colonia".
Quando, il 5 ottobre 1056, Enrico III inaspettatamente morì, nessuno si oppose a che Enrico IV, che allora aveva sei anni, ne fosse il successore. Agnese, vedova dell'imperatore, assunse la reggenza, pur essendo a mala pena in grado di svolgere un tale compito.
la giovinezza
Una congiura dei principi, guidata da Annone II, arcivescovo di Colonia, fece si che il giovane re, nell'anno 1062, fosse imprigionato a Kaiserwerth. Annone divenne reggente dell'impero, ma, dal 1063 dovette dividere questa carica con Adalberto, arcivescovo di Amburgo e Brema. Adalberto acquistò su Enrico sempre maggiore influenza, e fece sì che Annone fosse costretto a lasciare la reggenza.
Il 26 maggio 1065 Enrico fu dichiarato maggiorenne, e nel gennaio dell'anno seguente, durante la Dieta imperiale a Tribur i principi, guidati da Annone e Sigfid di Magonza scacciarono Adalberto dalla corte. Ciononostante Annone non riuscì ad recuperare alcuna influenza sul re. Il 13 luglio 1066 Enrico sposò Berta da Torino (1051 – 1087), figlia del marchese Odo, conte di Chablais, con la quale si era fidanzato il 25 dicembre 1055, a Zurigo.
Il governo di Enrico fu caratterizzato dal tentativo di rafforzare l'autorità imperiale. In realtà si trattava di trovare un difficile equilibrio, dovendo assicurarsi da una parte la fedeltà dei nobili, senza perdere l'appoggio del pontefice dall'altra. Mise in pericolo tutte e due le cose quando, nel 1075, decise di assegnare la diocesi di Milano, divenuta vacante. Ciò fece scoppiare un conflitto con papa Gregorio VII, conflitto che è passato alla storia come lotta per le investiture. Il 22 febbraio 1076 il papa scomunicò Enrico, e lo dichiarò decaduto. Precedentemente era stato Enrico a dichiarare decaduto il papa, perché la sua nomina sarebbe stata irregolare, avendo il Re dei Romani il diritto di intervenire nell'elezione del papa.
Per giungere alla revoca della scomunica, Enrico e sua moglie si recarono in penitenza a Canossa, per incontrare Gregorio VII. Per tre giorni, dal 25 al 27 gennaio 1077, rimase in attesa di fronte all'ingresso del castello, e il 28 gennaio il papa decise di revocare la scomunica, soprattutto grazie alla mediazione di Matilde di Canossa, signora del castello.
L'immagine odierna dell'”umiliazione di canossa” si basa principalmente su di un'unica fonte, peraltro molto dettagliata e vivace, il cui autore, Lampert von Hersfeld era fautore del papa e oppositore della nobiltà. La ricerca moderna tende a valutare tale fonte come tendenziosa e propagandistica, e vede piuttosto nell'”umiliazione di Canossa” un'astuta mossa diplomatica che restituì grande libertà d'azione ad Enrico, ponendo limiti a quella di Gregorio.
Gregorio revocò la scomunica a Enrico, ma non la dichiarazione di decadenza dal trono. Per questo, il 15 marzo, a Forchheim il duca di Svevia, Rodolfo von Rheinfelden, venne venne nominato re da alcuni principi tedeschi, guidati dall'arcivescovo di Magonza Sigfrido, e incoronato il 26 marzo a Magonza.
Mentre, inizialmente, il papa esitava, la pontenza di Enrico cresceva, cosicchè, infine, il papa decise di prendere parte per Rodolfo di Rheinfelden, dichiarò nuovamente decaduto Enrico e sciolse i suoi sudditi dal giuramento di fedeltà. Il 25 giugno 1080 Enrico, a sua volta, dichiaro decaduto Gregorio VII, e lo stesso giorno Guiberto di Ravenna venne eletto antipapa. Il 15 ottobre dello stesso anno Rudolf von Rheinfelden morì durante un combattimento. Gli venne amputata la mano destra, quella che si usa nei giuramenti: questo episodio venne propagandato dai partigiani di Enrico come una sorta di giudizio di Dio, indebolendo ulteriormente in questo modo il campo avversario. Nel 1083 Enrico attaccò Roma, dove fece ingresso nel marzo 1084.
Il 24 marzo Guiberto salì al soglio di Pietro con il nome di Clemente III, e una settimana più tardi incoronò Enrico imperatore. Gregorio contava sul'intervento dei Normanni, che, guidati da Roberto il Guiscardo e con il sostegno dei Saraceni, mossero verso Roma. L'esercito di Enrico era molto indebolito, e preferì non opporsi agli avversari, che bruciarono la città e quindi si ritirarono nuovamente verso sud, insieme a Gregorio.
gli ultimi anni
Gli ultimi anni della vita di Enrico furono segnati dai conflitti con i due figli avuti dal primo matrimonio. Suo figlio secondogenito, Enrico, nel 1105, lo costrinse infine all'abdicazione e divenne suo successore con il nome di Enrico V.
il privilegio di Worms
In un privilegio dell'anno 1090 Enrico fissò i diritti degli ebrei di Worms. Essi erano: tutela della vita e della proprietà, libertà economica e religiosa, diritto a servirsi di servitori di religione cristiana, autonomia della comunità per quanto riguardava la giurisdizione tra ebrei, e fissazione di una procedura vincolante per le liti tra ebrei e cristiani. Si trattava di una normativa rivoluzionaria, che avrebbe segnato per secoli, sia in positivo che in negativo, le relazioni tra ebrei e cristiani.
discendenza
Dal suo matrimonio con Berta da Torino Enrico ebbe cinque figli:
- Adelaide ( 1070, - 4 giugno precedentemente al 1079), sepolta nel duomo di Spira
- Enrico (1/2 agosto 1071, 2 agosto 1071 a Harzburg)
- Agnese (estate 1072/inizi 1073, - 24 settembre 1143, sepolta nel convento di Klosterneuburg, sposa nel 1086/1087 Federico I di Hohenstaufen , quindi, nel 1106 Leopoldo III margravio d'Austria
- Corrado (1074 - 1101), duca di Lorena, coreggente del Sacro Romano Impero 1087-1098, sposa nel 1095 Costanza di Sicilia, figlia del conte Ruggero I di Sicilia.
- Enrico V (1086 - 1125) rex romanorum da 1098, Imperatore del Sacro Romano impero dal 1111 al 1125), sposa nel 1114 Matilde (1102 - 1167), figlia del re Enrico I d'Inghilterra
Il 14 agosto 1089 Enrico si sposò una seconda volta con Adelaide di Kiev (1071 ca. - 1109), figlia del principe Wsewolod I di Kiev. Il matrimonio, da cui non nacquero eredi, fu sciolto nel 1095, e Adelaide si ritirò in convento a Kiev.
Bibliografia
- Bernd Schneidmüller/Stefan Weinfurter (ed.): Die deutschen Herrscher des Mittelalters, Historische Porträts von Heinrich I. bis Maximilian I., edizioni C.H. Beck, Monaco di Baviera 2003
- Rudolph Wahl: Heinrich IV. Der Gang nach Canossa, Weltbild Verlag, Augusta 2000, ISBN 3-8289-0365-7
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EresiaL'eresia nell'ambito del cristianesimo, è una dottrina che si oppone apertamente e direttamente ad una verità rivelata o, per estensione, a quella di qualsiasi altra chiesa, credo o sistema religioso considerato come ortodosso. Il termine, fuori dall'ambito religioso, viene utilizzato in senso figurato per indicare un'opinione o una dottrina in filosofia, politica, scienza, arte ecc. in disaccordo con quelle generalmente accettate come autorevoli.
Etimologia
La parola "eresia" deriva dal greco αιρεσις, hairesis (da αιρεομαι, haireomai, "scegliere"), che significa sia una scelta di credo o una fazione di credenti dissidenti. In origine il termine, utilizzato da scrittori ellenistici, indicava una fazione o una setta religiosa senza connotazioni negative. Già nel Nuovo Testamento il termine assume un significato negativo e in questo senso venne utilizzato da padri della Chiesa e scrittori ecclesiastici. Ad esempio il termine venne ampiamente impiegato da Ireneo nel suo trattato Contra haeresis (Contro le eresie) per contrastare i suoi oppositori nella Chiesa. Egli descrisse le sue posizioni come ortodosse (dal greco ortho- "retto" e doxa "pensiero") in contrapposizione con quelle "eretiche" dei suoi avversari.
L’opuscolo "Che cos’è l’eresia?", firmato dal teologo gesuita Karl Rahner (tr.it. Paideia 1964) definisce: “Sotto il profilo giuridico-ecclesiastico, eretico è definito colui che, dopo il battesimo, e conservando il nome di Cristiano, ostinatamente si rifiuta o pone in dubbio una delle verità che nella fede divina e cattolica si devono credere” (p.29)
Ovviamente nella sua accezione negativa il termine eresia può essere visto come reciproco: pochi eretici definiscono le loro credenze come eretiche, ma piuttosto come l'interpretazione corretta di una dottrina che è stata corrotta dalla maggioranza, e quindi la visione ortodossa cui si oppongono è vista come eretica dal loro punto di vista. Ciò che costituisce eresia è un giudizio dato in funzione dei propri valori; si tratta dell'espressione di un punto di vista di una consolidata struttura di credenze. Per esempio, i cattolici vedevano nel protestantesimo un'eresia mentre i non cattolici consideravano il cattolicesimo stesso come la grande apostasia.
Teologia
Nell'ambito del cristianesimo si tende a fare una distinzione fra eresia e scisma: quest'ultimo comporta un distacco dalla chiesa ortodossa senza "perversioni nel dogma" (secondo la definizione di San Girolamo), anche se, secondo alcuni teologi cattolici, lo scisma inveterato finisce per assumere anche caratteristiche dottrinali.
Vengono inoltre fatte, nell'ambito del cattolicesimo, alcune distinzioni fra i diversi gradi dell'eresia. Quando si tratta dell'opposizione diretta e immediata ad un dogma esplicitamente proposto dalla Chiesa si parla di dottrina eretica, mentre quando ci si oppone a una conclusione teologica o ad altri elementi derivati di una verità rivelata o ad una dottrina definible, ma non ancora definita, si parla di proposizioni erronee, o che sanno di eresia, o prossime all'eresia.
Eresiologia
Già nel Nuovo Testamento ci sono alcuni riferimenti a persone che diffondevano dottrine nell'ambito del cristianesimo riprovate dagli apostoli. Nei primi secoli del cristianesimo nascono e si diffondono tutta una serie di movimenti eterodossi che non di rado danno luogo a chiese scismatiche: grande rilievo ebbe soprattutto la controversia cristologica che vide il fiorire di numerose eresie sulla natura di Cristo.
Nel Medioevo le eresie avevano più una coloritura sociale ed ecclesiologico, con l'enfasi posta sulla povertà di Cristo o l'opposizione alla gerarchia ecclesiastica (Lollardi, Valdesi etc.)
Molte dottrine propugnate da Martin Lutero e Giovanni Calvino nell'ambito della riforma protestante furono condannate come eretiche al Concilio di Trento. I protestanti storici, soprattuto a partire dalla fine del XVI secolo, cristallizarono le loro dottrine nell'ambito di ordodossie (come nella formula di concordia luterana). Fra gli eretici del XVI secolo spiccano, per la loro radicalità, alcuni riformatori italiani come l'antitrinitario Socino.
Nel XVII secolo ebbe un certo rilievo nella Chiesa cattolica il giansenismo.
Nel XIX e principio del XX secolo il modernismo.
Voci correlate
- :Categoria:Eretici
- Eretico
- Eresie dei primi secoli
- Movimenti ereticali medievali
- Storia del Cristianesimo
- Inquisizione
Collegamenti esterni
- [http://www.eresie.it/ Eresie.it]
Categoria:Cristianesimo
ja:異端
ko:이단
1743
Eventi
Nati
- 26 agosto - Antoine Lavoisier, chimico († 1794)
Morti
043
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1779
Eventi
Nati
- 20 agosto - Jöns Jakob Berzelius, chimico svedese
Morti
- 14 febbraio - James Cook, esploratore britannico
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James Cook
James Cook (27 ottobre 1728 - 14 febbraio 1779) fu un esploratore, cartografo e navigatore britannico. Fece tre viaggi nell'Oceano Pacifico durante i quali scoprì varie isole e ne disegnò le coste.
Nacque a Marton in Cleveland, che ai tempi faceva parte dello Yorkshire, vicino alla città di Middlesbrough. Ancora bambino, si trasferì con la sua famiglia a Great Ayton. Durante l'adolescenza nacque l'amore per il mare e imparò la cartografia.
Durante la Guerra dei sette anni servì nella Royal Navy (la marina militare britannica) partecipando all'assedio della città di Quebec prima della battaglia delle pianure di Abraham nel 1759. Mostrò un ottimo talento per le ricognizioni e la cartografia e durante l'assedio divenne responsabile per la creazione delle mappe della foce del fiume San Lorenzo. La mappatura delle coste di Terranova lo portò all'attenzione della Royal Society.
I suoi successi possono essere ricondotti ad un insieme di caratteristiche: ottime capacità marinaresche, eccellenti abilità cartografiche, coraggio nell'effettuare esplorazioni anche pericolose, capacità di leadership e di comando e una certa spregiudicatezza nell'interpretare gli ordini dell'Ammiragliato.
Il primo viaggio (1768-1771)
Nel 1766, la Royal Society lo incaricò di effettuare un viaggio nell'Oceano Pacifico per osservare il transito di Venere davanti al Sole. Salpò nel 1768 sulla nave HM Bark Endeavour, (il cui nome fu ispirazione per il nome dello Space Shuttle Endeavour) e il 13 aprile 1769 giunse a Tahiti, dove costruì un piccolo forte ed osservatorio per osservare il transito, a causa della mancanza di strumentazione scientifica precisa non fu in grado di misurarlo con esattezza.
Si dedicò all'eplorazione del Pacifico del sud e alla ricerca del mitico continente Terra australis, sull'esistenza del quale nutriva dei dubbi ma che la Royal Society, in particolre Alexander Dalrymple, sosteneva esistesse.
Con l'aiuto di un indigeno tahitiano chiamato Tupaia che aveva ampie conoscenze della geografia locale raggiunse la Nuova Zelanda. Era il secondo europeo (dopo Abel Tasman nel 1642) a raggiungere la Nuova Zelanda. Cook ne tracciò le coste facendo solo errori minimi, chiamò penisola di Banks quella che in realtà era un'isola e non comprese che l'Isola di Stewart era un'isola a se stante.
Scoprì lo stretto di Cook che separa North Island da South Island e del quale Tasman non aveva intuito l'esistenza.
Si recò poi verso l'Australia della quale esplorò la costa orientale. Il luogo del suo primo attracco fu la penisola di Kurnell presso la Botany Bay, destinato ad essere la prima colonia britannica in Australia, quando il capitano Arthur Phillip arrivò con la Prima Flotta nel 1788 ritenne però la baia poco idonea e attraccò più a nord dove attualmente si trova la città di Sydney.
Cook scoprì inoltre la Grande barriera corallina (Great Barrier Reef) quando la sua nave andò in secca l'11 giugno 1770 (lEndeavour fu seriamente danneggiata e le attività di riparazione ritardarono il suo viaggio di due mesi). In seguito navigò attraverso lo stretto di Torres tra Australia e Nuova Guinea, anche questa volta fu il secondo europeo dopo il passaggio di Luis Vaez de Torres nel 1604.
Un altro aspetto notevole di questo viaggio fu che fino a questo punto nessun uomo dell'equipaggio era caduto vittima dello scorbuto, fatto eccezionale per quei tempi. Cook costringeva gli uomini a nutrirsi di agrumi e crauti. Sfortunatamente la tappa successiva fu Batavia la capitale delle Indie Orientali olandesi nota per le sue epidemie di malaria. La maggior parte dell'equipaggio di Cook morì di malaria prima del ritorno nel 1771.
I diari di Cook furono pubblicati al suo ritorno e Cook divenne una sorta di eroe nella comunità scientifica.
1771
Il secondo viaggio (1772-1775)
A Cook fu nuovamente commissionato da parte della Royal Society un viaggio alla ricerca della Terra Australis. Nonostante lo scetticismo e l'insuccesso del primo viaggio Dalrymple si rifiutò di credere che non esistesse un contintente meridionale.
Cook assunse il comando della HMS Resolution mentre Tobias Furneaux comandava la HMS Adventure. Cook circumnavigò il globo ad una latitutidine molto meridionale, fu il primo europeo a superare il Circolo polare antartico il 17 gennaio 1773 raggiungendo i 71°10' Sud.
Dopo aver trascorso la stagione invernale del 1774 in Nuova Zelanda Cook salpò nel novembre 1774 attraversando il Pacifico meridionale a giungendo, cinque settimane dopo, in Terra di Fuoco dove rimase per due settimane. Si diresse poi nell'Atlantico verso nord-est. Inaspettatamente avvistò una terra ricoperta di neve e ghiaccio sulla quale sbarcò il 17 gennaio 1775 in una baia riparata che chiamò Possession Bay. Ne tracciò parte della costa ma non rimase particolarmente affascinato dalla scoperta, ne descrisse anzi la desolazione:
:"Not a tree was to be seen, nor a shrub even big enough to make a toothpick."
Arrivato all'estremo meridionale di quella terra si rese conto che non era il tanto ricercato continente antartico, chiamò quindi il capo meridionale Cape Disappointment e diede all'isola il nome di Georgia del Sud.
Poseguendo la navigazione scoprì la Nuova Caledonia (4 settembre) e le isole Sandwich Australi. Nella nebbia antartica perse i contatti con Furneaux che proseguì per la Nuova Zelanda dove perse alcuni uomini in uno scontro coi maori.
Cook proseguì l'esplorazione del mare antartico e arrivò in prossimità dell'Antartide ma tornò a Tahiti per fare rifornimento di viveri. Si recò nuovamente a sud nel tentativo di trovare il continente portando nuovamente con sé un indigeno tahitiano, Omai, che però si rivelò meno competente di Tupaia. Al ritorno attraccò a Tonga e sull'Isola di Pasqua. Il suo ritorno pose fine temporaneamente alle ricerche di Terra Australis.
Un altro risultato positivo del secondo viaggio fu il collaudo di uno strumento segnatempo ideato da John Harrison che facilitò la misura accurata delle longitudini.
Al suo ritorno Cook ottenne un congedo con tutti gli onori dalla Marina ma ciò non lo tenne lontano dal mare e dalla navigazione. Un terzo viaggio alla ricerca del Passaggio a nord-ovest era già pianificato. Cook avrebbe dovuto navigare attraverso il Pacifico e sempre verso est per tornare all'Atlantico e un'altra nave avrebbe fatto il percorso contrario.
Il terzo viaggio (1776-1779)
Nel suo ultimo viaggio Cook era nuovamente al comando della HMS Resolution mentre il capitano Charles Clerke era al comando della HMS Discovery. Lo scopo dichiarato del viaggio era di accompagnare a Tahiti Omai; questo è ciò che credeva la gente e divenne una sorta di curiosità a Londra.
Londra
Dopo lo sbarco di Omai Cook navigò verso nord e nel 1778 divenne il primo europeo a visitare le isole Hawaii, che lui chiamò "Isole Sandwich" in onore del Primo Lord dell'Ammiragliato il 4° conte di Sandwich. Dalle Hawaii proseguì ed esplorò la costa occidentale americana attraccando presso il Nootka Sound sull'Isola di Vancouver, passando lo Stretto di Juan de Fuca. Esplorò è tracciò le mappe della costa dalla California allo Stretto di Bering.
Lo stretto di Bering nonostante gli svariati tentativi fatti si rivelò impenetrabile. Per Cook questo viaggio fu molto frustrante e iniziò a soffrire di problemi di stomaco che secondo alcune teorie furono all'origine del suo comportamento viepiù irrazionale nei confronti dell'equipaggio.
Cook tornò alle Hawaii nel 1779. Il 14 febbraio presso la baia di Kealakekua alcuni indigeni rubarono una delle scialuppe. Questo genere di furti era abbastanza normale e solitamente alcuni indigeni venivano presi in ostaggio per ottenere la restituzione del maltolto. Cook, in preda all'irrazionalità, ebbe un violento alterco con un folto gruppo di locali, nella disputa furono esplosi alcuni colpi d'arma da fuoco e Cook venne accoltellato.
Clerke prese il comando della spedizione e fece un altro tentativo di passaggio attraverso lo stretto di Bering. La Resolution e la Discovery rientrarono nel 1780.
Bibliografia
- Richard Hough Captain James Cook
- Arthur Kitson The Life of Captain James Cook ISBN 1414289189
- A. Kippis Narrative Of The Voyages Round The World Performed By Captain James Cook ISBN 1419136674
- Roger Morriss Captain Cook and His Exploration of the Pacific ISBN 1860074707
- John Ledyard The Last Voyage of Captain Cook
Luoghi che portano il suo nome
- le Isole Cook, stato dell'Oceania associato alla Nuova Zelanda
- il Monte Cook, il più alto (3754 m) della Nuova Zelanda
- il Ghiacciaio Cook, il principale delle Isole Kerguelen
Collegamenti esterni
- [http://www.win.tue.nl/~engels/discovery/cook.html Pagina di link su James Cook]
- [http://www.collectionscanada.ca/explorers/kids/h3-270-e.html Le mappe dei viaggi dell'Explorer]
- [http://nla.gov.au/nla.ms-ms1 I diari di bordo dellEndeavour]
- [http://southseas.nla.gov.au/index_voyaging.html I diari del primo viaggio di Cook, 1768-1771]
- [http://www.gutenberg.org/etext/8106 Diario di Cook durante il suo primo viaggio intorno al mondo]
Cook, James
Cook, James
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