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| 14 Gennaio |
14 gennaio
Il 14 gennaio è il 14° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 351 giorni alla fine dell'anno (352 negli anni bisestili).
Eventi
- 1301 - Andrea III d'Ungheria muore, ponendo fine alla Dinastia Arpad.
- 1639 - Viene adottata la prima costituzione del Connecticut.
- 1690 - A Norimberga in Germania, viene inventato il clarinetto.
- 1724 - Re Filippo V di Spagna abdica.
- 1784 - Il Congresso degli Stati Uniti ratifica il Trattato di Parigi che sancisce la fine della Guerra di indipendenza americana.
- 1814 - La Danimarca cede la Norvegia alla Svezia.
- 1858 - Un repubblicano italiano, Felice Orsini, attenta alla vita di Napoleone III di Francia.
- 1897 - Una spedizione raggiunge per la prima volta la vetta del Cerro Aconcagua in Argentina.
- 1900 - La Tosca di Giacomo Puccini viene rappresentata per la prima volta a Roma.
- 1907 - Un terremoto a Kingston, Giamaica, uccide più di 1.000 persone.
- 1923 - In Italia il regime fascista costituisce la Milizia Volontaria di Salvaguardia Nazionale
- 1939 - La Norvegia rivendica la Terra della Regina Maud in Antartide.
- 1943 - Franklin Delano Roosevelt è il primo presidente degli Stati Uniti a viaggiare in aeroplano, si reca a Casablanca per incontrare Winston Churchill.
- 1951 - La National Football League disputa il suo primo Pro Bowl a Los Angeles.
- 1954
- La Hudson Motor Car Company si fonde con la Nash-Kelvinator formando la American Motors Corporation.
- Marilyn Monroe sposa Joe DiMaggio.
- 1963 - George Wallace diventa governatore dell'Alabama.
- 1972 - La Regina Margaret II di Danimarca sale al trono.
- 1975 - Lesley Whittle viene rapita dalle Pantere Nere.
- 1978 - Johnny Rotten lascia i Sex Pistols dopo l'ultimo concerto del loro tour americano.
- 1980 - Negli Stati Uniti esce il film Blues Brothers.
- 1985 - Martina Navratilova vince il suo 100° torneo di tennis.
- 1990 - I Simpson debuttano sul canale televisivo FOX come serie regolare.
- 1994 - Il presidente statunitense Bill Clinton e quello russo Boris Yeltsin firmano gli Accordi del Cremlino che fermano il puntamento preprogrammato dei missili nucleari e provvedono per lo smantellamento dell'arsenale nucleare dell'Ucraina.
- 1996 - Jorge Sampaio viene eletto presidente del Portogallo.
- 1998 - Ricercatori di Dallas presentano prove della scoperta di un enzima che rallenta l'invecchiamento e la morte delle cellule (apoptosi).
- 2000 - Un tribunale delle Nazioni Unite condanna cinque croati bosniaci con sentenze fino a 25 anni di carcere per l'uccisione di oltre 100 musulmani in un villaggio bosniaco, avvenuta nel 1993.
- 2003 - La collaborazione giapponese SPring-8 osserva con certezza il primo pentaquark, la notizia verrà annunciata ufficialmente il 4 luglio
- 2004
- Amartya Sen steps down as Master of Trinity College, Cambridge.
- La bandiera nazionale della Georgia, la così detta "bandiera delle cinque croci", viene riportata ufficialmente in uso dopo circa 500 anni.
- 2005 - La sonda europea Huygens atterra su Titano, il più grande delle lune di Saturno, dopo un viaggio di 7 anni.
Nati
- 38 AC - Druso maggiore, politico e condottiero romano
- 1507 - Luca Longhi, pittore († 1580)
- 1741 - Benedict Arnold, generale americano († 1801)
- 1798 - Johan Rudolf Thorbecke, politico olandese († 1872)
- 1800 - Ludwig Alois Ferdinand Köchel, musicologo austriaco († 1877)
- 1836 - Henri Fantin-Latour, pittore († 1904)
- 1841 - Berthe Morisot, pittrice francese († 1895)
- 1861 - Mehmed VI, sultano ottomano († 1926)
- 1863 - Richard Felton Outcault, creatore ed autore di Yellow Kid, che viene considerato il primo fumetto
- 1875 - Albert Schweitzer, medico e teologo alsaziano, vincitore del Premio Nobel per la pace 1952 († 1965)
- 1886 - Hugh Lofting, scrittore († 1947)
- 1889 - Ema Puksec, alias Ilma de Murska, cantante d'opera croato († 1834)
- 1892 - Hal Roach, produttore cinematografico († 1992)
- 1896 - Martin Niemöller, teologo e pacifista tedesco († 1984)
- 1896 - John Dos Passos, scrittore († 1970)
- 1904 - Emily Hahn, scrittrice († 1997)
- 1905 - Cecil Beaton, fotografo († 1980)
- 1906
- William Bendix, attore († 1964)
- Rodolfo Volk, calciatore nativo di Fiume († 1983)
- 1908 - Rus Columbo, cantante, compositore
- 1909 - Giulio Andreotti, politico italiano
- 1912 - Rudolf Hagelstange, scrittore e saggista tedesco (d. 1984)
- 1914 - Harold Russell, attore († 2002)
- 1925 - Yukio Mishima, scrittore giapponese († 1970)
- 1926 - Tom Tryon, attore e scrittore († 1991)
- 1931 - Caterina Valente, cantante, attrice
- 1933 - Stan Brakhage, cineasta († 2003)
- 1938 - Jack Jones, cantante, attore
- 1940 - Julian Bond, attivista per i diritti civili
- 1941 - Faye Dunaway, attrice
- 1941 - Milan Kučan, politico sloveno
- 1942 - Stig Engström, attore
- 1948
- T-Bone Burnett, produttore, musicista
- Valery Kharlamov, hockeista russo
- Carl Weathers, attore
- 1949 - Lawrence Kasdan, regista, sceneggiatore
- 1956 - Ben Heppner, tenore canadese
- 1962 - Michael McCaul, politico statunitense
- 1963 - Steven Soderbergh, regista
- 1967
- Emily Watson, attrice
- Leonardo Ortolani, in arte Leo, fumettista italiano
- 1968 - LL Cool J, cantante, attore
- 1969 - Jason Bateman, attore
- 1969 - Dave Grohl, musicista statunitense, (Nirvana e Foo Fighters)
- 1972 - Predrag Gosta, direttore d'orchestra, musicologo
- 1973 - Giancarlo Fisichella, pilota automobilistico italiano
- 1977 - Narain Karthikeyan, pilota automobilistico indiano
- 1979 - Laura Bono, cantante
- 1980 - Cory Gibbs, calciatore statunitense
- 1981 - Rosa, cantante spagnola
Morti
- 1494 - Domenico Ghirlandaio, pittore italiano
- 1825 - George Dance il Giovane, architetto (n. 1741)
- 1898 - Lewis Carroll, scrittore e matematico britannico (n. 1832)
- 1905 - Ernst Abbe, fisico e matematico tedesco
- 1942 - Porfirio Barba-Jacob, poeta e scrittore colombiano (n. 1883)
- 1949 - Joaquín Turina, compositore (n. 1882)
- 1957 - Humphrey Bogart, attore statunitense (n. 1899)
- 1960 - Ralph Nicholas Chubb, poeta britannico
- 1965 - Jeanette MacDonald, attrice, cantante
- 1966
- Barry Fitzgerald, attore (n. 1888)
- Bill Carr, atleta statunitense
- 1970 - William Feller, matematico croato (n. 1906)
- 1972 - Re Federico IX di Danimarca (n. 1899)
- 1977
- Peter Finch, attore (n. 1916)
- Anais Nin, scrittrice statunitense di origine francese (n. 1903)
- Anthony Eden, politico britannico (n. 1897)
- 1978
- Kurt Gödel, matematico (n. 1906)
- Harold Abrahams, atleta britannico (n. 1899)
- 1984 - Ray Kroc, imprenditore (n. 1902)
- 1986 - Donna Reed, attrice (n. 1921)
- 1988 - Georgi Malenkov, politico russo
- 1999 - Bryn Jones (alias Muslimgauze), musicista (n. 1961)
- 2005
- Bernard Meadows, scultore britannico
- Salvador Garcia Aguilar, scrittore spagnolo
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
- Giorno di San Basilio il Grande per la Chiesa Ortodossa d'Oriente, è il capodanno (1 gennaio) del Calendario Giuliano.
Santi cattolici:
- Sant'Engelmaro, martire
- San Felice da Nola, confessore e martire
- San Fulgenzio di Astigi, vescovo
- Santa Macrina l'Anziana
- Santa Nino, apostola della Georgia
- San Potito Adolescente, martire
- San Saba, arcivescovo di Serbia
Feste e ricorrenze laiche
14
ja:1月14日
ko:1월 14일
simple:January 14
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
1301
Eventi
Nati
Morti
001
ko:1301년
1639
Eventi
Nati
22 dicembre - Jean Racine drammaturgo e poeta francese († 1699)
Morti
039
ko:1639년
1690
Eventi
Nati
Morti
- 17 ottobre - Margherita Maria Alacoque, monaca e mistica francese
090
ko:1690년
Germania
La Germania (denominazione ufficiale: Repubblica Federale Tedesca, in tedesco Bundesrepublik Deutschland) è una delle nazioni più industrializzate del mondo, situata nell'Europa occidentale. A nord confina con la Danimarca ed è bagnata dal Mare del Nord e dal Mar Baltico, ad est confina con la Polonia e la Repubblica Ceca, a sud con Austria e Svizzera, e ad ovest con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi.
La Germania è uno dei membri fondatori dell'Unione Europea. Partecipa inoltre dal 1985 agli accordi di Schengen.
Dal 2002 la moneta è l'euro. Precedentemente era stata il marco tedesco.
Storia
La Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Democratica Tedesca (fondate entrambe nel 1949) si sono riunite il 3 ottobre del 1990.
- Elenco dei Presidenti della Repubblica Tedeschi
- Elenco dei Cancellieri Tedeschi
- Elenco dei Presidenti del Bundestag
Geografia
La Germania si estende dalle alte montagne delle Alpi (punto più alto: il Zugspitze a 2.962 m) a sud, fino alle coste del Mare del Nord e del Mar Baltico a nord. Nel mezzo si trovano i territori boscosi della Germania centrale e le terre basse della Germania settentrionale (punto più basso: Neuendorfer/Wilstermarsch a -3,54 m), attraversate da alcuni dei principali fiumi europei: Reno, Danubio ed Elba.
Il clima è talvolta imprevedibile. Nel mezzo dell'estate può essere caldo e soleggiato un giorno, e freddo e piovoso il giorno dopo.
Istituzioni
Stati federali
La Germania è divisa in sedici Bundesländer o stati federali:
- Amburgo (Hamburg) (città-stato)
- Assia (Hessen)
- Baden-Württemberg
- Bassa Sassonia (Niedersachsen)
- Baviera (Bayern)
- Berlino (Berlin) (città-stato)
- Brandeburgo (Brandenburg)
- Brema (Bremen) (città-stato)
- Meclenburgo-Pomerania Occidentale (Mecklenburg-Vorpommern)
- Nord Reno-Westfalia (Nordrhein-Westfalen)
- Renania-Palatinato (Rheinland-Pfalz)
- Saarland
- Sassonia (Sachsen)
- Sassonia-Anhalt (Sachsen-Anhalt)
- Schleswig-Holstein
- Turingia (Thüringen)
La Germania è ulteriormente suddivisa in 438 Kreise (contee).
Demografia
La Germania ha molte grandi città; la popolazione è quindi poco centralizzata e non orientata verso una singola grossa capitale, rispetto a molte altre nazioni europee. Le città principali sono Berlino, Amburgo, Monaco di Baviera, Colonia, Francoforte sul Meno, Stoccarda, Dortmund, Bochum e Essen. Le più grandi aree metropolitane sono l'Area della Ruhr, la Regione del Reno-Meno e la Regione di Stoccarda.
La Germania ha circa 7,3 milioni di residenti senza cittadinanza, compresi rifugiati e lavoratori stranieri (Gastarbeiter). Circa i due terzi di questi sono nella nazione da più di 8 anni, il 20% è nato in Germania; entrambi i gruppi possono fare richiesta di cittadinanza dopo i recenti cambiamenti alla legge sull'immigrazione. La Germania è tuttora una destinazione preferenziale per i rifugiati politici ed economici di molti paesi in via di sviluppo, ma il numero di persone che vi cercano asilo è diminuito negli ultimi anni, raggiungendo i 50.000 nel 2003. Un'adeguata legge sull'immigrazione sta rimbalzando tra Bundestag e Bundesrat, senza molto successo, da quasi cinque anni.
Una minoranza di danesi etnici di circa 50.000 persone vive nello Schleswig, la maggior parte vicino al confine con la Danimarca, a nord; un piccolo numero di genti slave, note come Sorbi, vive negli stati della Sassonia (circa 40.000) e del Brandeburgo (circa 20.000). La lingua frisona, considerata quella tra le lingue vive più vicina all'inglese, è lingua madre per circa 22.000 persone in Germania, le altre vivono nei Paesi Bassi. Nelle aree rurali della Germania settentrionale viene ampiamente usato il Basso Sassone.
L'immigrazione ha creato una considerevole minoranza turca (circa 1,9 milioni di Curdi e Turchi), e altre comunità più piccole tra cui italiani (600.000), serbi (600.000), greci (400.000), polacchi (300.000) e croati (200.000) (dati del 2002). I sentimenti xenofobi sono indirizzati principalmente contro il gruppo più grande dei musulmani turchi, che viene percepito come meno integrato nella società tedesca rispetto ad altre minoranze più piccole.
Esistono anche un grosso numero di tedeschi etnici immigrati dall'ex Unione Sovietica (1,7 milioni), dalla Polonia (700.000) e dalla Romania (300.000) (totale del periodo 1980–1999), cui viene automaticamente concessa la cittadinanza tedesca, e che quindi non compaiono nelle statistiche dei residenti stranieri; contrarimente agli stranieri questi sono stati insediati dal governo in modo uniforme su tutto il territorio tedesco. Molti di loro a casa parlano la lingua della loro ex nazione di appartenenza.
Anche con le menzionate difficoltà, la Germania ha uno dei più alti livelli del mondo per quanto riguarda istruzione, sviluppo tecnologico, e produttività economica. Fin dalla fine della seconda guerra mondiale, il numero di giovani che entrano nell'università è più che triplicato, anche se in termini di frequenza universitaria rimane dietro a molte altre nazioni europee. Nell'annuale classifica delle migliori università, compilata dall'Università di Jiaotong di Shanghai nel 2004, la Germania ha ottenuto un 4° posto complessivo, ma con solo 7 università nei primi 100 posti. L'università meglio posizionata , al 45° posto, è stata l'Università Tecnica di Monaco. Con un reddito pro capite di circa 25.000 dollari, quella tedesca è una società composta principalmente dalla classe media. Un generoso sistema di assistenza pubblica fornisce cure mediche universali (ma non a conduzione statale), sussidi di disoccupazione, e altri bisogni sociali. Al 2004, la pressione economica sta costriungendo la Germania a ridurre la spesa sociale e ulteriori limitazioni sono attese in futuro.
I tedeschi si spostano di frequente; milioni di essi viaggiano ogni anno, gran parte delle loro destinazioni preferite sono lungo le coste del Mar Mediterraneo. Secondo lo studio sui viaggi della Dresdner Bank, i tedeschi hanno speso 52,5 miliardi di Euro per viaggi all'estero nel 2003, e si stima ne spenderanno 55 nel 2004.
Economia
Agricoltura
Risorse naturali
Industria
Servizi
Argomenti correlati
- Tedeschi celebri
- Scrittori di lingua tedesca
- Johann Wolfgang Goethe
- Friedrich Schiller
- Bertolt Brecht (Madre Coraggio e i suoi figli)
- Aziende tedesche
- Città
- Bundestag (Parlamento tedesco)
- sistema elettorale tedesco
- Chiesa cattolica tedesca
Collegamenti esterni
- [http://www.vacanzeingermania.com/index.asp Ente Nazionale Germanico per il Turismo]
- [http://www.stadtpanoramen.de/ StadtPanoramen] - Panorami della Germania
- [http://www.currybu.de/ Germania Fastfood] - Currywurst
als:Deutschland
fiu-vro:S'aksamaa
ja:ドイツ
ko:독일
ms:Jerman
roa-rup:Ghirmânii
simple:Germany
th:สหพันธ์สาธารณรัฐเยอรมนี
zh-min-nan:Tek-kok
Clarinetto
Il clarinetto è uno strumento musicale a fiato ad ancia semplice appartenente alla famiglia dei legni.
Il suono del clarinetto è limpido e grintoso. Nella sua estensione si divide in diversi registri, ognuno con le proprie particolarità. Il registro grave è dolce, vellutato e malinconico, quello centrale è goliardico e allegro mentre quello acuto è chiaro e cristallino.
Il clarinetto è costituito da una camera cilindrica alla cui estremità superiore c'è il bocchino e a quella inferiore una svasatura a campana. Il legno utilizzato per costruire il clarinetto è l'ebano che gli conferisce il caratteristico colore nero. Sul clarinetto sono presenti ventiquattro fori di dimensioni differenti. Sette fori, di cui sei circondati da anelli, vengono chiusi dalle dita, gli altri vengono chiusi dai cuscinetti azionati dalle diciotto chiavi o dagli anelli. Il clarinetto è diviso in cinque parti unite ad incastro con guarnizioni in sughero che svolgono funzioni diverse. Partendo dall'alto c'è il bocchino, corredato di ancia e fascetta, che serve a produrre le vibrazioni sonore. Segue il barilotto che fa risuonare le vibrazioni. Poi c'è la parte centrale costituita dal corpo superiore e quello inferiore. Su queste due parti ci sono i fori, le chiavi e gli anelli e, mediante impostazione delle dita, le vibrazioni vengono modellate per ottenere i suoni desiderati. Lo strumento termina con la campana che dà ulteriore risonanza ai suoni.
I generi
Grazie alle doti espressive e tecniche, il clarinetto è presente in vari generi musicali. È ampiamente presente in musica classica dove si trova prevalentemente in orchestra. Qui svolge un ruolo di accompagnamento e spesso gli vengono affidate parti a solo. Un esempio è la "Forza del Destino" di Giuseppe Verdi. Al clarinetto sono dedicati svariati concerti solistici, tra cui il Concerto KV 622 di Wolfgang Amadeus Mozart. Copiosa è la produzione di musica da camera che vede il clarinetto in molteplici formazioni. Il clarinetto è molto usato nelle bande musicali in cui riveste un ruolo pari a quello dei violini in orchestra. Nel genere jazz è utilizzato nelle orchestre e come strumento solista. Nella musica popolare si distingue per la tecnica brillante.
La famiglia
Esistono diversi tipi di clarinetti, differenti per intonazione. Questi strumenti formano una vera e propria famiglia composta dai seguenti tipi di clarinetto: soprano in Mi bemolle; soprano in DO, soprano in Si bemolle; soprano in La; contralto in Fa (noto come corno di bassetto); contralto in Mi bemolle; basso in Si bemolle; contrabbasso in Si bemolle. Genericamente, quando si parla di clarinetto, si sott'intende l'intonazione facendo implicito riferimento al clarinetto soprano in Si bemolle, il più utilizzato. Data la sua vastità, la famiglia dei clarinetti ricopre una grande estensione. La gamma dei suoni va da quello acuto del clarinetto soprano in Mi bemolle a quello grave del clarinetto contrabbasso. Queste caratteristiche consentono di far fronte alle più disparate richieste dei compositori che, nel corso degli anni, sono diventate sempre più audaci.
Le potenzialità della famiglia del clarinetto vengono sfruttate sopratutto in orchestra. Esistono varie composizioni orchestrali che richiedono la presenza del clarinetto soprano in Mi bemolle. Tutte le composizioni per orchestra (esclusa quella d'archi) includono i clarinetti soprano in Si bemolle o in La. Altre partiture richiedono la presenza del clarinetto basso come, ad esempio, "Gli Ugonotti" di Giacomo Meyerbeer e "Aida" di Giuseppe Verdi. Altre ancora richiedono il clarinetto contrabbasso, un esempio è il "Fervaal" di Vincent d'Indy. I clarinetti trovano ampio spazio nelle composizioni cameristiche e negli studi. In banda è largamente presente il soprano in Si bemolle, meno presenti sono il soprano in Mi bemolle, il contralto in Mi bemolle, il basso in Si bemolle e il contrabbasso in Si bemolle.
La storia
Lo strumento più antico che adotta il principio dell'ancia semplice è il memet egiziano, costituito da una coppia di canne e conosciuto dal 2700 AC. Esistono vari tipi di strumenti che adottano questo principio tra cui le launeddas sarde, conosciute dal 900 AC. Sullo stesso principio si basa lo chalumeau, il predecessore del clarinetto, costituito da un tubo cilindrico di canna alla cui parte superiore c'era un'incisione fatta per ricavare l'ancia.
Lo chalumeau fu soggetto ad innovazione attorno al 1690 da parte di Joahnn Christian Denner, un artigiano di Norimberga. Lo strumento di Denner aveva sei fori anteriori e uno posteriore e due chiavi, una posta sopra i fori anteriori e l'altra su quello posteriore, che chiudevano altri due fori. Successivamente Denner e i suoi figli hanno spostato il foro della chiave posteriore e lo hanno rimpicciolito per migliorare l'intonazione.
Il termine clarinetto appare per la prima volta nel 1732 nel "Musicalishes Lexicon" di Johan Gottfried Walther in cui è scritto: "Sentito a distanza, esso suona piuttosto come una tromba". Ciò spiega il nome clarinetto derivato da clarino, termine oggigiorno utilizzato impropriamente, che indica uno strumento appartenente alla famiglia delle trombe. Il clarinetto ebbe un suono penetrante probabilmente fino al principio del 1800; si ritiene così perché i metodi per imparare a suonare il clarinetto pubblicati del 1850 sottolineano il suono "ora più pieno dolce e piacevole" dei clarinetti successivi.
Lo sviluppo del clarinetto continua nel 1740 quando Jacob Denner (figlio di Joahnn Christian) aggiunse al clarinetto la terza chiave, portando lo strumento all'estensione attuale. Nei decenni successivi diversi artigiani hanno fatto tentativi per migliorare lo strumento, senza ottenere risultati rilevanti. Un passo importante è stato fatto da Ivan Müller, un musicista parigino nato in Russia. Müller costruì un clarinetto dalle caratteristiche rivoluzionarie. Il suo strumento aveva tredici chiavi con un nuovo tipo di cuscinetti e con i fori cigliati. Quello di Müller è stato il primo clarinetto a suonare in tutte le tonalità. Nel 1812 fu esaminato dagli specialisti del conservatorio di Parigi e, nonostante le sue notevoli potenzialità, fu rifiutato. Nonostante ciò il clarinetto di Müller ha posto le basi al clarinetto tedesco.
Successive modifiche al clarinetto sono state apportate da Hyacinthe Eleonor Klosé, il produttore del clarinetto "sistema Boehm". Klosé ha basato il suo lavoro su quello fatto da Theobald Boehm che introdusse sul flauto le chiavi ad anello. Klosé adottò gli anelli sul clarinetto, adottò i fori cigliati di Müller e aggiunse nuove chiavi per un totale di diciassette. Questo strumento era facile da gestire e dava la possibilità di suonare in tutte le tonalità. Fu Klosé stesso ad esibirlo per la prima volta a Parigi nel 1839. Oggi è il tipo di clarinetto più diffuso.
Al clarinetto di Müller gli anelli sono stati applicati da Carl Bärmann. Poi Oskar Oehler modificò la posizione delle chiavi adattandole alle caratteristiche delle mani e migliorando quelle acustiche. Questo è il clarinetto attualmente utilizzato in Germania e, con piccole differenze, in Austria.
Il clarinetto è tutt'ora sottoposto a miglioramenti tecnici. Si cerca di ottenere caratteristiche acustiche sempre migliori e maggiore maneggevolezza da parte degli esecutori.
Voci correlate
- Clarinettisti celebri
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1724
Eventi
Nati
- Giovanni Battista Cirri, violoncellista e compositore italiano
- 22 aprile - Immanuel Kant, filosofo tedesco
Morti
024
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Filippo V di Spagna
Filippo V di Borbone (Felipe V de Borbón, nato il 19 dicembre 1683 a Versailles e morto il 9 luglio 1746 a Madrid).
Filippo V Filippo V
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Guerra di indipendenza americana
Per Guerra di indipendenza americana (o Rivoluzione americana) si intende l'insieme di eventi che per vent'anni, fra il 1763 e il 1783, vide su fronti opposti la Gran Bretagna e le sue tredici colonie dislocate sulla costa atlantica dell'America del Nord, a sud del Canada. Alla base del conflitto - che portò il 4 luglio 1776 alla dichiarazione di indipendenza e all'incarico a George Washington di costituire un esercito regolare - vi erano motivi di ordine economico, politico e militare.
Motivazioni della rivoluzione
Uno dei sostegni della prosperità dell'impero inglese era il commercio con le colonie nordamericane, dalle quali la madrepatria importava materie prime a basso costo e dove esportava manufatti, arricchiti da un alto contenuto di lavoro. Alle colonie era preclusa ogni prospettiva di sviluppo industriale autonomo. Una legge del 1750 vietava alle colonie di costruire laminatoi, fonderie, acciaierie e in generale fabbriche adibite alla siderurgia. Fra le tredici colonie atlantiche, sussistevano però anche profondi motivi di divisione. Le differenze di prospettiva nascevano da differenze strutturali. Da questo punto di vista, le colonie possono essere distinte in tre gruppi:
# nelle quattro colonie del Nord che costituivano la Nuova Inghilterra (New Hampshire, Massachusetts, Rhode lsland, Connecticut) prevalevano le attività commerciali e industriali: segherie, lavorazione del pesce conservato fornito dalla pesca molto abbondante, cantieri navali; qui la vita culturale e gli interessi politici erano particolarmente vivaci, sicché la Nuova Inghilterra ebbe un peso determinante nello svolgimento della storia americana.
# nelle quattro colonie del Centro (New York, Pennsylvania, New Jersey, Delaware) l'attività era molto varia: aziende contadine di modeste proporzioni, attività commerciali riguardanti soprattutto le pellicce; i coloni di origine inglese costituivano il gruppo più numeroso della popolazione, ma erano in minoranza rispetto agli Olandesi, Svedesi e Tedeschi presi nel loro complesso.
# nelle cinque colonie del Sud (Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia), nettamente differenziate da quelle del Nord e del Centro, prevalevano le attività agricole: canna da zucchero, tabacco, riso e, più tardi, cotone, coltivati in grandi piantagioni con massiccio impiego di schiavi neri, erano le maggiori fonti di ricchezza del Sud.
Londra esigeva che i sudditi d'America contribuissero al pagamento delle spese dell'impero, ribadiva il monopolio e il divieto a uno sviluppo industriale autonomo delle colonie e si preoccupava, com'era ovvio, non tanto dei loro particolari interessi, quanto degli interessi globali dell'impero, ma né da una parte né dall'altra esisteva una aperta volontà di scontro. Se si giunse alla completa rottura fra le colonie e la madrepatria, alla dichiarazione d'indipendenza e alla guerra, è perché agivano ragioni profonde e oggettive da individuare come cause reali della rivoluzione americana però le colonie non si sarebbero potute sviluppare sino a diventare il primo nucleo degli Stati Uniti d'America, se fossero rimaste inquadrate e soffocate nell'organizzazione imperiale inglese.
Fin dal 1743, Benjamin Franklin aveva proposto d'inventariare le risorse agricole, minerali, industriali che la scienza avrebbe permesso di mettere a buon frutto. George Washington per quanto appartenente a una famiglia di ricchi proprietari di piantagioni della Virginia, aveva esperienza sufficiente per ragionare non nei termini provinciali del profondo Sud, ma secondo prospettive globali di sviluppo.
La guerra dei sette anni aveva posto fine alla dominazione francese sui territori americani, cosicché i coloni non avevano più quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Ciò li rendeva più insofferenti dei privilegi che l'Inghilterra si era riservati, che risultavano tanto più odiosi in quanto la cultura illuministica diffusasi anche oltreoceano, denunciava l'assurdità delle restrizioni frapposte alla libertà di commercio.
La conclusione della guerra fu per i coloni un'amara delusione: essi si aspettavano che la Louisiana fosse aperta alla loro libera espansione, mentre una disposizione regia precluse immediatamente questa possibilità dichiarando che le terre di recente conquista appartenevano all'impero. A ciò si aggiunsero molteplici iniziative del Parlamento, intese, come abbiamo detto, a imporre anche ai coloni l'obbligo di contribuire alle spese dell'impero. Si trattava di imposte indirette su generi che, avevano per gli Americani un'importanza non trascurabile. Le dogane percepite dal governo inglese non erano sufficienti a pagare le spese dei corpi militari e dei funzionari stanziati in America. D'altra parte i coloni erano abituati a pagare soltanto le imposte locali. Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l'apposizione di un bollo. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese, i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti.
Di fronte alla protesta dei coloni, la legge sul bollo fu abrogata, ma fu sostituita con una serie di imposte indirette su alcune merci (carta, vernici, piombo, tè), che le colonie importavano dall'Inghilterra. La portata economica di questi provvedimenti era molto limitata, ma con essi il Parlamento intendeva porre una questione di principio, facendo valere concretamente il suo diritto di tassare tutti i sudditi dell'impero. I coloni non accettarono l'impostazione del Parlamento e la questione di principio rimase irrisolta, nel 1770 le imposte indirette furono tutte abolite, salvo quella sul tè.
Le prime avvisaglie
Nel 1773 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali ottenne dal Parlamento il diritto di vendere in esclusiva e mediante i suoi stessi agenti il tè ch'essa importava dalla Cina, tagliando fuori gli intermediari americani che avevano fino allora goduto di un ampio e fruttuoso giro di affari.
I commercianti americani di tè, sostenuti dall'opinione pubblica e dalle organizzazioni popolari dei Figli della libertà, organizzarono di rimando il boicottaggio delle merci inglesi.
Un boicottaggio che culminò in un episodio particolarmente clamoroso che scatenò la fase acuta del conflitto: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella linea rossa - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile.
La rivolta di quello che è ricordato come "Boston Tea Party" (dicembre 1773), ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave della Compagnia alla fonda nel porto di Boston, carica di tè; intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di Niente tasse senza una rappresentanza politica una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnava un chiaro punto di svolta.
Il governo di Londra bloccò il porto dì Boston e tentò di privare il Massachusetts di ogni autonomia amministrativa inviando sul posto un gruppo di funzionari inglesi, nominati dal re. In tale situazione, già molto tesa, subentrò una nuova decisiva ragione di conflitto quando, nel 1774, il Parlamento approvò il Quebec Act (Legge di Quebec) che assicurava ai sudditi del Canada, di nazionalità francese e di recente acquisizione, la più ampia libertà religiosa e civile e assegnava al Canada tutti i territori a nord del fiume Ohio, nei quali i sudditi delle tredici vecchie colonie aspiravano ad espandersi.
Mitica cavalcata
Fra i molti eroi della Guerra di indipendenza Paul Revere è uno fra i più celebrati., Con una leggendaria cavalcata notturna si recò a Lexington ad avvisare i coloni insorti mettendoli in guardia sull'arrivo di un battaglione di soldati inglesi appena sbarcati nella zona di North Beach, vicino a Boston.
Il Quebec Act, subito definito intolerable Act (Legge intollerabile) accelerò il processo di ribellione ormai in corso. Nelle colonie meridionali i grandi proprietari terrieri, i mercanti, i ricchi professionisti consideravano il governo inglese come garante della conservazione sociale, ma, specie nel Nord, i lavoratori, il popolo minuto, i piccoli agricoltori e gli uomini di frontiera abbracciarono la tesi dell'indipendenza. Ciò nondimeno, un Congresso continentale riunitosi a Philadelphia nell'autunno del 1774, al quale parteciparono i delegati di tutte le colonie eccetto la Georgia, si limitò a rivendicare l'autonomia amministrativa dei coloni e votò il boicottaggio sistematico delle merci inglesi, da imporre con la forza anche a quegli Americani che non l'avessero praticato spontaneamente.
Di secessione, per il momento, non si parlava ancora, anzi Franklin, che si trovava in Inghilterra per tentare una ragionevole transazione, collaborava alla stesura di un progetto che prevedeva la costituzione di un impero federale, in cui i singoli paesi avrebbero goduto di larga autonomia pur rimanendo uniti nella persona del re. La tensione determinata dal boicottaggio costituiva un terreno propiziò al nascere di incidenti atti a far precipitare la situazione. Nell'aprile del 1775, in occasione di un ordine di confisca di armi impartito dal comandante militare britannico di Boston, si verificò a Lexington una sparatoria fra i patrioti americani e le truppe inglesi, dalla quale ebbe inizio la guerra civile.
Guerra d'indipendenza
Anche se nel maggio del 1776 gli insorti riuscirono a costringere gli Inglesi a sgomberare Boston, le loro truppe erano improvvisate e poco numerose, mancavano di equipaggiamento e di istruzione militare, inoltre una minoranza significativa della popolazione rimaneva fedele al governo di Londra, sicché la guerra non era rivolta solo contro un nemico esterno, ma assumeva anche il carattere di una guerra civile in senso stretto. La speranza dei coloni di ottenere l'appoggio delle popolazioni francesi del Canada fu delusa, ma l'opinione pubblica internazionale progressista appoggiava la causa dei ribelli. L'appoggio dell'opinione pubblica europea alla rivoluzione alimentò un certo flusso di volontari i quali, come il francese marchese di La Fayette, andavano a battersi per la libertà dei coloni, ma in seguito tale appoggio contribuì a facilitare l'intervento della Francia e di altri stati a fianco degli insorti, anche se i governi si muovevano per ben altri motivi che non quelli ideali.
Mentre Franklin sì recava in Francia per ottenere aiuti concreti, la responsabilità di organizzare i ribelli era affidata a George Washington. Nell'ottobre del 1777 una colonna inglese proveniente dal Canada, che procedeva lungo il fiume Hudson con l'intenzione di accerchiare e isolare gli Stati del Nord, fu battuta a Saratoga: tale successo non avrebbe potuto evitare la sconfitta finale cui gli insorti erano votati per la loro inferiorità di mezzi, ma divenne decisivo in quanto dimostrò che gli Americani erano abbastanza risoluti perché i governi europei se ne potessero fidare. La Francia, che da tempo li sosteneva con l'invio di armi, di munizioni e di danaro e che attendeva solo l'occasione propizia per vendicare la sconfitta subita nella guerra dei sette anni, si decise ad intervenire direttamente contro l'Inghilterra (febbraio 1778), seguita l'anno successivo anche dalla Spagna.
L'intervento della Francia mutò profondamente le sorti della guerra, che divampa ormai anche nel Mediterraneo, sulle coste dell'Africa e in India. Nel 1780 la situazione della Gran Bretagna divenne anche più pericolosa, perché non solo essa aveva dichiarato guerra all'Olanda che forniva il suo appoggio agli insorti, ma pretendeva di ispezionare le navi dei Paesi neutrali per accertare che essi non rifornissero gli Americani. Questo modo di procedere determinò la reazione di Caterina II di Russia, che rivendicò piena libertà di navigazione sui mari e promosse una Lega dei Neutri (1781) ostile all'Inghilterra. Alla Lega aderirono la Danimarca, la Svezia, la Prussia, l'Austria e il Portogallo.
In America: le truppe inglesi bloccate nella penisola di Yarktown dal corpo di spedizione francese e dall'esercito americano, dovettero capitolare (ottobre 1781). Gli Inglesi stipularono pertanto con gli Americani e con i loro alleati la Pace di Versailles (3 settembre del 1783) con la quale l'Inghilterra riconosceva la piena indipendenza degli Stati Uniti e restituiva alla Spagna Minorca e la Florida; la Francia recuperava alcune delle Antille, in America, e il Senegal, sulle coste dell'Africa occidentale.
Le conseguenze della rivoluzione americana
In Inghilterra, lo scacco subito costrinse Giorgio III a rinunciare al tentativo di far prevalere le prerogative della corona a scapito del Parlamento. Dopo che anche il Canada era riuscito ad ottenere dalla Gran Bretagna il diritto all'autogoverno, il processo di emancipazione - sospinto dall'esito della Rivoluzione Francese - si estese a macchia d'olio. Nell'America Latina, l'esempio statunitense e la presenza concreta degli Stati Uniti posero le premesse per il movimento indipendentistico che si sviluppò nei primi decenni dell'Ottocento. Nel 1810, con il coinvolgimento della Spagna nelle Guerre napoleoniche, le colonie spagnole nelle Americhe cominciarono anch'esse a lottare per l'indipendenza: nello stesso anno il Messico insorse contro la Spagna, riuscendo però ad ottenere l'indipendenza solo nel 1821. In Francia, la monarchia dei Borbone aveva contribuito ad innescare un processo di enormi proporzioni che l'avrebbe presto travolta. Non solo, infatti, le spese sostenute nella guerra accentuarono le difficoltà del bilancio francese, ma la rivoluzione americana, ispirata a principi democratici illuministici, aveva dato la prova concreta che la sovranità popolare e il diritto-dovere di resistere a un governo vessatorio non erano semplici utopie dei filosofi, ma potevano tradursi in realtà come di lì a poco avrebbe confermato la rivoluzione francese. Le tredici colonie della costa atlantica, conquistando l'indipendenza, prepararono il terreno per quell'esplosione produttiva del capitalismo che in un secolo e mezzo portò gli Stati Uniti ad affermarsi come la più grande potenza industriale e imperialistica del mondo.
Collegamenti esterni
- http://www.thefreedomtrail.org/ (in inglese)
Indipendenza americana
Categoria:Storia degli Stati Uniti
ja:アメリカ独立戦争
Danimarca
Il Regno di Danimarca è il più piccolo paese nordico. Si trova in Scandinavia, nel nord dell'Europa e consiste in una penisola, lo Jutland (in danese Jylland), unita al nord della Germania e in molte isole, anche di dimensioni consistenti. Anche la Groenlandia e le Isole Faroe sono soggette alla Corona danese, anche se godono di una ampia autonomia.
Storia
Anticamente abitata da tribù germaniche, fu sede nei secoli VIII e IX della civiltà dei vichinghi, che attacarono e saccheggiarono le coste inglesi e francesi.
A partire dal X secolo, la Danimarca divenne un regno indipendente, al quale appartengono la Norvegia, fino al Congresso di Vienna (1815), una parte della Germania settentrionale fino alla metà del XIX secolo, l'Islanda, che divenne independente nel 1944 e la Groelandia, che ne è tuttora una contea autonoma.
Politica
La Danimarca è diventata nel 1849 una monarchia costituzionale con l'adozione di una nuova costituzione. Il monarca formalmente è il capo dello stato, ma questo ruolo è più che altro cerimoniale, dato che il potere esecutivo è esercitato dal consiglio dei ministri, in cui il primo ministro agisce come primus inter pares.
Del potere legislativo sono investiti sia il governo che il parlamento danese, detto il Folketing, del quale fanno parte fino a 179 parlamentari. Il potere giudiziario funziona ed è amministrato in modo indipendente da dall'esecutivo e dal giudiziario.
Le elezioni per il parlamento vengono tenute almeno ogni quattro anni; tuttavia il primo ministro ha facoltà di richiedere elezioni anticipate. Nel caso in cui il parlamento approvasse un voto di sfiducia contro il primo ministro, tutto il governo dovrebbe dimettersi.
La Danimarca è spesso amministrata da governi di minoranza.
Contee
La Danimarca è divisa in 13 contee (amter, singolare: amt), e 271 comuni (kommuner, singolare kommune). La prossima Riforma Comunale Danese rimpiazzerà le contee con cinque nuove regioni e ridurrà il numero di comuni a 98.I nuovi comuni assumeranno le competenze delle precedenti contee. Gran parte dei nuovi comuni avrà una popolazione di almeno 20.000 persone.
La riforma sarà attuata il primo gennaio 2007.
- Aarhus
- Frederiksborg
- Funen (Fyn)
- Copenhagen (København)
- North Jutland (Nordjylland)
- Ribe
- Ringkjøbing
- Roskilde
- South Jutland (Sønderjylland)
- Storstrøm
- Vejle
- Viborg
- West Zealand (Vestsjælland)
Tre comuni hanno statuti speciali:
- Bornholm
- Copenhagen
- Frederiksborg
Anche la Groenlandia e le isole Faroe appartengono al regno di Danimarca, ma hanno statuti autonomi sono sostanzialmente autogovernate e ciascuna è rappresentata da due seggi nel parlamento.
Geografia
Il territorio è interamente pianeggiante. L'isola della Groenlandia, per il suo clima glaciale, è quasi del tutto disabitata; gli unici e pochi abitanti sono gli inuit.
Il territorio danese, invece, gode di un clima abbastanza mite e la vegetazione che vi si trova frequentemente sono boschi di latifoglie e la brughiera.
Economia
Vedi anche: Economia della Danimarca.
L'economia danese è legata prevalentemente all'agricoltura (ortaggi e cereali), all'allevamento e alle industrie conserviere e alimentari.
La pesca, praticata con attrezzature moderne, alimenta l'industria di conservazione del pesce. Nel Mare del Nord si trovano giacimenti di petrolio e gas naturale. L'industria è presente nei settori cantieristico, chimico, elettronico e alimentare.
Popolazione
ha 5.368.345 abitanti
Cultura
Il danese meglio conosciuto negli altri paesi è probabilmente Hans Christian Andersen, uno scrittore famoso principalmente per le sue favole, tra cui Il vestito nuovo dell'Imperatore ed il brutto anatroccolo.
Altri danesi famosi sono:
- Niels Bohr, fisico
- Hans Christian Ørsted, fisico, scopritore dell'elettromagnetismo
- Tycho Brahe, astronomo
- Karen Blixen, nota anche come Isak Dinesen, autrice
- Victor Borge, pianista
- Christoffer Wilhelm Eckersberg, pittore
- Arne Jacobsen, architetto, designer
- Søren Kierkegaard, filosofo esistenzialista
- Bent Larsen, scacchista
- Vilhelm Lauritzen, architetto
- Knud Ejler Løgstrup, Christian philosopher
- Carl Nielsen, compositore
- Jakob Nielsen, matematico
- Niels Steensen, anatomista, Vescovo Cattolico
- Bertel Thorvaldsen, scultore
- Lars Ulrich, musicista, membro dei Metallica
- Lars von Trier, regista
- Georg Jensen, designer
- Viggo Mortensen, attore
- Bjarne Stroustrup, computer scientist, inventore del linguaggio di programmazione C++
Voci correlate
- Elenco di monarchi danesi
- Elenco dei Primi Ministri Danesi
- Danesi celebri
- Aziende danesi
- Città della Danimarca
- Mary Donaldson
- Targhe automobilistiche danesi
Collegamenti esterni
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Svezia
Il Regno di Svezia (Konungariket Sverige in Svedese) è un paese che si trova nell'Europa del Nord, nella penisola Scandinava. Confina con la Norvegia ad ovest e con la Finlandia a nord-est; per il resto i confini del paese sono bagnati dal Mar Baltico e dal Golfo di Botnia ad est e dagli stretti dello Skagerrak e del Kattegat a sud-ovest. A causa del numero relativamente piccolo di abitanti, la Svezia ha ovunque una bassa densità di popolazione, tranne che nelle principali aree metropolitane. Per il resto, il paese è caratterizzato da ampie foreste e da montagne selvagge.
Fino al XIX secolo la Svezia era uno dei paesi più poveri d'Europa. In seguito, lo sviluppo dei trasporti permise un intenso sfruttamento delle sue risorse naturali (legname e ferro), fattore che portò ad un vigoroso sviluppo. Nei primi decenni del XX secolo furono caratterizzati dall'affemarsi del welfare state che, ancora oggi, rimane uno dei più efficienti al mondo. La Svezia attuale si distingue per l'alto livello di vita dei suoi abitanti (è saldamente ai primi posti nelle classifiche dell'ONU sullo sviluppo umano), per la loro mentalità progressista ed il grande rilievo che danno all'uguaglianza.
Storia
Vedi anche: Storia della Svezia
- Elenco di monarchi svedesi
- Elenco dei Primi Ministri Svedesi
Esistono prove sufficienti a sostenere che l'area comprendente l'attuale Svezia fu colonizzata durante l'età della pietra, quando i ghiacciai dell'ultima era glaciale si ritirarono. Si crede che i primi abitanti fossero cacciatori e raccoglitori, che vivevano principalmente di quello che il mare offriva loro.
Alcuni indizi supportano la teoria che la Svezia meridionale fosse densamente popolata durante l'età del bronzo, in quanto sono stati rinvenuti i resti di alcune grosse comunità commerciali.
Durante il IX e X secolo, la cultura vichinga fiorì in Svezia, con commerci, incursioni e colonizzazioni che si estendevano principalmente verso est in direzione degli Stati Baltici, della Russia e del Mar Nero.
Nel 1389, le tre nazioni di Norvegia, Danimarca e Svezia erano unite sotto un unico monarca. L'Unione di Kalmar ebbe carattere personale e non politico, e durante il XV secolo, la Svezia resistette ai tentativi di centralizzare il governo sotto il re danese, fino al punto di giungere alla ribellione armata. La Svezia successivamente si separò nel 1523, quando Gustav Eriksson Vasa, più tardi conosciuto come Gustavo I di Svezia ristabilì la separazione della Corona Svedese dall'Unione.
Il XVII secolo vide la Svezia emergere come una delle grandi potenze europee, a causa della sua vittoriosa partecipazione, iniziata dal Re Gustavo Adolfo, nella Guerra dei Trent'Anni. Questa posizione sarebbe crollata nel XVIII secolo quando la Russia prese le redini del nord Europa durante la Grande Guerra del Nord. Decisiva fu la Battaglia di Poltava, nell'Ucraina centrale, combattuta nel luglio 1709, nella quale l'esercito svedese, comandato dal Feldmaresciallo Rehnskiöld e dal re Carlo XII, costretto su una barella da una ferita, venne pesantemente sconfitto dall'esercito russo di Pietro il Grande. Cent'anni dopo, nel 1809, inoltre, la Russia divise la metà orientale della Svezia, creando la Finlandia come un granducato Russo.
La storia recente della Svezia è stata pacifica, l'ultima guerra e stata la campagna contro la Norvegia nel 1814 che stabilì una unione dei due paesi dominata dalla Svezia. L'unione venne dissolta pacificamente nel 1905. La Svezia rimase neutrale durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale (con l'eccezione della Guerra d'inverno).
La prima cerimonia di consegna del Premio Nobel si tenne alla vecchia Accademia Reale di Musica a Stoccolma nel 1901; a partire dal 1902, i premi sono stati formalmente consegnati dal Re di Svezia.
Politica
La Svezia è una monarchia da quasi un millennio, con la fiducia controllata del parlamento fino al 1866, e il potere legislativo condiviso tra il Re e il Parlamento (fino al 1975). Il potere esecutivo era diviso tra il Re e un nobile fino al 1680, successivamente si passò al governo autocratico del Re. Come reazione al fallimento della grande Guerra del Nord, venne introdotto il parlamentarismo nel 1719, seguito da tre differenti versioni di monarchia costituzionale nel 1772, 1789 e 1809, quest'ultima garantiva svariate libertà civili.
Il parlamentarismo venne reintrodotto nel 1917 quando Gustavo V di Svezia, dopo decenni di lotta, accettò di nominare dei gabinetti supportati dalla maggioranza del parlamento, seguito dal suffragio semplice e universale, introdotti nel 1918-21. Il Parlamentarismo fu sostenuto dal suo successore Gustavo VI Adolfo di Svezia fin quando una nuova costituzione nel 1975 aboli il potere politico del monarca. Il Re rimane come formale, ma puramente simbolico, capo dello stato, con funzioni principalmente cerimoniali.
La Socialdemocrazia ha giocato un ruolo politico dominante sin dal 1917, dopo che i riformisti confermarono la loro forze e i rivoluzionari lasciarono il partito. L'influenza Socialdemocratica sulla società e il governo è spesso descritta come egemonica. Dopo il 1932 i gabinetti sono stati guidati e dominati dai Socialdemocratici con l'eccezione di pochi mesi nel 1936; sei anni dal 1976 al 1982; e tre anni dal 1991 al 1994.
Costituzionalmente, il Parlamento unicamerale o Riksdag, di 349 membri, detiene autorità suprema in Svezia. Può alterare la costituzione e i suoi atti non sono soggetti a revisione giudiziaria. Nuove leggi possono essere promulgate dal gabinetto o dai membri del parlamento. I parlamentari sono eletti con il sistema proporzionale e dispongono di un mandato quadriennale.
La costituzione può essere modificata dal Riksdag, che richiede una maggioranza qualificata e una conferma dopo le elezioni generali successive.
Il sistema giudiziario e diviso tra corti con una regolare giurisdizione civile e criminale, e corti speciali con responsabilità sui contenziosi tra il pubblico e il governo o le autorità municipali. La legge Svedese è codificata e il sistema giuridico consiste di corti locali, corti d'appello regionali e una corte suprema.
Regioni
La Svezia è divisa in 21 regioni o län. In ogni regione c'è un Consiglio Amministrativo Regionale o länsstyrelse che viene nominato dal governo. In ogni regione c'è anche un Consiglio Regionale separato (landsting), che è una rappresentanza municipale nominata dall'elettorato della regione. Ogni regione si divide ulteriormente in comuni (kommuner), per un totale di 289 nel 2002. Esistono inoltre antiche divisioni storiche del Reame di Svezia in province e terre.
- Blekinge
- Dalarna
- Gotland
- Gävleborg
- Halland
- Jämtland
- Jönköping
- Kalmar
- Kronoberg
- Norrbotten
- Scania (Skåne)
- Smaland ( Smaland)
- Stoccolma
- Södermanland
- Uppsala
- Värmland
- Västerbotten
- Västernorrland
- Västmanland
- Västra Götaland
- Örebro
- Östergötland
Geografia
Östergötland
La Svezia presenta un clima freddo, nonostante quella che può essere l'influenza della Corrente del Golfo. Nella Svezia settentrionale predomina un clima artico, in quella centrale molto più riscaldato fino ad arrivare ad un clima freddo temperato, per poi raffreddarsi drasticamente nella Svezia Meridionale, dove predomina un clima subartico. In alcuni periodi dell'anno, come al Circolo Polare Artico, il sole non tramonta durante l'estate e in inverno la notte non termina.
A est della Svezia si trovano il Mar Baltico e il Golfo di Botnia, che bagnano una lunga costa e ammorbidiscono ulteriormente il clima. A ovest si trovano le montagne della Catena Scandinava, una barriera naturale che separa la Svezia dalla Norvegia.
La parte meridionale del paese è principalmente agricola, con foreste che coprono una percentuale crescente del territorio man mano che ci si sposta verso nord. La densità della popolazione è maggiore nella Svezia meridionale, soprattutto nella valle del lago Mälaren e nella regione di Öresund.
Gotland e Öland sono le due principali isole svedesi.
Economia
Aiutata da pace e neutralità per tutto il XX secolo, la Svezia ha raggiunto un invidiabile standard di vita tramite un sistema misto di capitalismo e benefici dello stato sociale. Ha un moderno sistema di distribuzione, eccellenti comunicazioni interne ed esterne, e una forza lavoro qualificata. Legname, energia idroelettrica, e minerali ferrosi costituiscono le risorse di base di un economia pesantemente orientata verso il commercio con l'estero.
L'industria privata è responsabile di circa il 90% della produzione industriale, nella quale il settore dell'ingegneria rappresenta il 50% della produzione e delle esportazioni. L'agricoltura rappresenta solo il 2% del Prodotto Interno Lordo e il 2% dei posti di lavoro. L'impegno del governo nella disciplina fiscale ha prodotto un sostanzioso surplus di bilancio nel 2001, che è stato più che dimezzato nel 2002, a causa del rallentamento globale dell'economia, del declino delle entrate e dell'incremento delle spese. La Banca Nazionale Svedese (Riksbank) è concentrata sulla stabilità dei prezzi con un obbiettivo di inflazione al 2%. La crescita dovrebbe raggiungere il 2,3% nel 2003, presupponendo una moderata ripresa economica.
Il sistema delle comunicazioni e dei trasporti svedesi è una componente importante dell'infrastruttura.
Cultura
La cultura svedese del XX secolo e caratterizzata dai lavori pionieristici agli albori del cinema, di Mauritz Stiller e Victor Sjöström. Più tardi, mostri sacri come Ingmar Bergman e attrici del calibro di Greta Garbo, Ingrid Bergman e Anita Ekberg hanno fatto fortuna all'estero.
Molto importanti artisti quali i noti ABBA, che hanno profondamente inciso nel panorama europeo della musica scandinava.
La musica svedese è da molti associata al gruppo Ace of Base, agli Ark ed ai The Cardigans, anche se gruppi meno conosciuti quali Soundtrack of our lives e The Hives hanno iniziato ad acquisire una fama internazionale. La Svezia vanta inoltre un panorama di artisti emergenti, in special modo per quanto concerne l'hard rock/metal (death/black in special modo). Tra i gruppi veterani del genere metal svedese vi sono: i Dark Tranquillity, gli In flames, i Soilwork e i Pain.
La letteratura svedese è anch'essa vibrante e attiva, la Svezia è terza tra le nazioni per il numero di Premi Nobel per la letteratura.
Festività
Il calendario delle festività svedesi è composto principalmente da festività cristiane. Molte di queste comunque sono una continuazione di costumi pre-cristiani come la Festa di Mezza Estate o la Notte di Walpurgis.
Il lunedì di Pentecoste non è più festività nazionale a partire dal 2005.
Voci correlate
- Targhe automobilistiche svedesi
- Elenco di monarchi svedesi
- Elenco dei Primi Ministri Svedesi
Collegamenti esterni
- CIA World Factbook - [http://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/sw.html Svezia]
- United States Department of State - [http://www.state.gov/r/pa/ei/bgn/2880.htm Svezia]
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Felice OrsiniFelice Orsini nacque, il 10 dicembre 1819, a Meldola, a pochi chilometri da quella Forlì che diede importanti figure al Risorgimento italiano, come Piero Maroncelli ed Aurelio Saffi.
D'indole focosa e violenta, nel 1838 fu accusato dell'omicidio di Domenico Spada, uomo di fiducia del facoltoso zio Orso Orsini. Il padre Andrea, ex ufficiale al seguito di Napoleone durante la campagna di Russia, era iscritto alla carboneria ed era ricercato dalla polizia pontificia.
Seguace di Mazzini svolse attività rivoluzionarie nello Stato della Chiesa ed in Toscana. Imprigionato dagli Austriaci riuscì ad evadere. Nel 1857 ruppe i legami col Mazzini e cominciò a complottare per assassinare Napoleone III di Francia, che riteneva responsabile del fallimento dei moti rivoluzionari italiani del 1848-49.
Il 14 gennaio 1858, con alcuni complici (Pieri, Rudio e Gomez), gettò tre bombe contro la carrozza dell'imperatore, che stava arrestandosi davanti al Teatro dell'Opera. L'attentato causò la morte di 8 persone ed il ferimento di 156. Il gesto venne abilmente usato da Camillo Benso conte di Cavour per contribuire a spingere Napoleone III all'alleanza col Regno di Sardegna. Ne seguì la seconda delle Guerre di indipendenza italiane.
Felice Orsini fu ghigliottinato, insieme al Pieri, a Parigi, il 13 marzo 1858.
Orsini, Felice
Napoleone III di Francia
Carlo Luigi Napoleone Bonaparte (20 Aprile, 1808 - 9 gennaio, 1873) fu il figlio di Re Luigi Bonaparte e della Regina Ortensia di Beauharnais entrambi regnanti del regno "fantoccio" d'Olanda controllato dalla Francia. Durante la sua gioventù fu membro della carboneria e questo ebbe effetto più tardi sulla sua politica estera.
Si sposò con Eugenia di Montijo, una nobile spagnola di origine scozzese e spagnola, Napoleone III ebbe da lei un figlio Eugenio Bonaparte.
Venne eletto Presidente della Seconda Repubblica francese (20 dicembre 1848 - 2 dicembre 1852) ed in seguito Imperatore (2 dicembre 1852 - 4 settembre 1870) regnando con il nome di Napoleone III e dando origine al Secondo Impero francese. Fu detto dai critici Napoleon le petit.
Imprigionato dopo il secondo tentativo di colpo di stato (Ottobre 1836 e agosto 1840), fuggì nel Regno Unito nel maggio 1846 e tornò dopo la rivoluzione del febbraio 1848 per vincere le elezioni presidenziali del 2 dicembre di quell'anno con un programma che prevedeva un forte governo, consolidamento sociale e grandezza della nazione. Il Presidente Bonaparte il 2 dicembre 1852 mise fine alla seconda repubblica e prese poteri dittatoriali. Divenne poi imperatore esattamente un anno dopo e fondò il Secondo Impero, con il nome di Napoleone III. In una situazione che ricorda quella di Luigi XVIII, il numero dinastico di Napoleone III presuppone la presenza di un legittimo Napoleone II che in effetti, figlio di Napoleone Bonaparte, regnò per due soli giorni e morì giovane in esilio. Quello stesso anno iniziò ad inviare prigionieri politici e criminali a colonie penali tristemente famose quali l'Isola del diavolo (nella Guyana Francese) o per crimini più leggeri nella Nuova Caledonia. Il 28 aprile 1855 sopravvisse ad un tentativo di assassinio. Anche Felice Orsini tentò invano di ucciderlo il 14 gennaio 1858. Questo gesto, insieme alla politica di Cavour, finì per spingere l'Imperatore all'alleanza col Regno di Sardegna. L'imperatore venne catturato durante la battaglia di Sedan (2 settembre 1870) e fu deposto dalla nascente terza repubblica a Parigi due giorni dopo. Egli morì in esilio in Inghilterra il 9 gennaio 1873.
È sepolto nella cripta imperiale nella Abbazia di San Michael a Farnborough nella contea dello Hampshire in Inghilterra.
Politica interna
Un importante evento durante il suo regno fu la ricostruzione di Parigi. Parte del progetto fu guidata dall'idea di rendere più difficili eventuali future azioni rivoluzionarie: ampie zone della città vennero rase al suolo e vecchie stradine lasciarono il passo i grandi boulevards, con l'intento di lasciare ampio spazio d'azione ai cannoni all'interno della città. La ricostruzione della città fu affidato al Barone Haussmann (1809-1891) che fu prefetto del dipartimento della Senna (1853-1870)
Politica economica
Napoleone III inoltre promosse la costruzione della rete ferroviaria francese, che contribuì notevolmente nello sviluppo dell'industria estrattiva del carbone e dell'acciaio, cambiando radicalmente l'industria francese che così entrò nell'epoca moderna del capitalismo su larga scala. L'economia francese, la seconda al mondo a quei tempi dietro a quella britannica, crebbe notevolmente durante il suo regno. Nomi come l'imprenditore rampante Eugene Schneider od il ricchissimo banchiere James de Rothschild sono simboli di quel periodo. Le due più grandi banche francesi Société Générale e Crédit Lyonnais, ancora in attività, furono fondate in quei tempi. Il mercato azionario francese si espanse prodigiosamente sull'onda della crescita di società di estrazione del carbone e fonderie dell'acciaio. Anche se largamente dimenticato dalle ultime generazione repubblicane, che ricordano solo la natura non democratica del regime, il successo economico del Secondo Impero è ritenuto impressionante dagli storici. L'imperatore stesso, che passò la sua gioventù nell'I | | |