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14 Settembre

14 settembre

Il 14 settembre è il 257° giorno del Calendario Gregoriano (il 258° negli anni bisestili). Mancano 108 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 786 - Harun al-Rashid diventa califfo Abbaside alla morte del fratello al-Hadi.
- 1752 - L'Impero Britannico adotta il Calendario gregoriano saltando undici giorni (il 2 settembre venne seguito dal 14).
- 1812 - L'esercito russo dà fuoco a Mosca per impedire che Napoleone la catturi.
- 1814 - Francis Scott Key scrive The Star-Spangled Banner.
- 1886 - Brevettato il nastro della macchina da scrivere.
- 1901 - Theodore Roosevelt diventa Presidente degli Stati Uniti d'America.
- 1917 - In Russia viene dichiarato un governo repubblicano.
- 1923 - Miguel Primo de Rivera diventa dittatore della Spagna.
- 1944 - I Marines statunitensi sbarcano sull'isola di Peleliu.
- 1948 - Inizio degli scavi del quartier generale delle Nazioni Unite a New York.
- 1959 - La sonda sovietica Luna 2 si schianta sulla Luna, diventando il primo manufatto umano a raggiungerla.
- 1960 - Viene fondata l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC).
- 1964 - Apertura del terzo ciclo del Concilio vaticano secondo.
- 1965 - Apertura del quarto ed ultimo ciclo del Concilio vaticano secondo.
- 1975 - La prima santa statunitense, Elizabeth Ann Seton, viene canonizzata da Papa Paolo VI.
- 1984 - Joe Kittinger diventa la prima persona ad attraversare in solitaria l'Oceano Atlantico con una mongolfiera.
- 1999 - Kiribati, Nauru e Tonga entrano nelle Nazioni Unite.
- 2000 - Juan Antonio Samaranch lascia la presidenza del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), dopo 20 anni.
- 2003
  - La Svezia, con un referendum, rigetta l'adozione dell'Euro.
  - L'Estonia, con un referendum, approva l'ingresso nell'Unione Europea.
- 2005
  - Baghdad: Una serie di attentati causa 154 morti ed oltre 500 feriti, per la maggior parte sciiti. Al Qaeda rivendica le stragi, come rivalsa per i morti causati poche settimane prima durante una celebrazione sunnita.
  - Latina: Un ordigno ad alto potenziale esplode nella caserma del comando provinciale dell'Arma dei Carabinieri. L'Appuntato Alberto Andreoli rimane ucciso, un altro agente riporta ferite lievi.
  - L'emulatore MAME raggiunge la storica versione 0.100. Contemporaneamente parte il Progetto EMMA di Stefano Bastianello, per riportare il MAME in Italia

Nati


- 1543 - Claudio Aquaviva teologo italiano
- 1547 - Johan van Oldenbarnevelt, statista olandese († 1619)
- 1737 - Michael Haydn, compositore austriaco
- 1760 - Luigi Cherubini, compositore († 1842)
- 1769 - Alexander von Humboldt, naturalista ed esploratore († 1859)
- 1849 - Ivan Pavlov, scienziato († 1936)
- 1867 - Charles Dana Gibson, artista († 1944)
- 1879 - Margaret Sanger, sostenitrice del controllo delle nascite († 1966)
- 1880 - Archibald Hahn, velocista statunitense († 1955)
- 1886 - Jan Masaryk, politico cecoslovacco († 1948)
- 1899 - Hal Wallis, produttore cinematografico († 1986)
- 1909 - Peter Scott, naturalista, artista ed esploratore († 1989)
- 1914 - Clayton Moore, attore († 1999)
- 1921 - Ruth Brooks Flippen, scrittrice per la televisione († 1981)
- 1923
  - Bud Palmer, cronista sportivo
  - Gaetano Badalamenti, mafioso siciliano († 2004)
- 1933
  - Zoe Caldwell, attrice
  - Harve Presnell, attore
- 1934 - Kate Millett, scrittrice femminista
- 1936 - Walter Koenig, attore
- 1937 - Renzo Piano, architetto italiano
- 1938 - Nicol Williamson, attore
- 1940 - Larry Brown, allenatore di pallacanestro
- 1947 - Sam Neill, attore
- 1959
  - Mary Frances, attrice
  - Morten Harket, cantante degli A-ha, norvegese
- 1968 - Michelle Stafford, attrice
- 1971 - Kimberly Williams, attrice
- 1973 - Nas, cantante rap
- 1974 - Hicham El Guerrouj, atleta marocchino
- 1978 - Ben Cohen, rugbysta inglese
- 1980 - Nathaniel Lake, politologo
- 1984 - Adam Lamberg, attore

Morti


- 9 AC - Druso maggiore, politico e condottiero romano
- 258 - Tascio Cecilio Cipriano, scrittore cristiano
- 786 - Al-Hadi, califfo abbaside
- 891 - Papa Stefano V
- 1321 - Dante Alighieri, scrittore
- 1523 - Papa Adriano VI
- 1638 - John Harvard, ecclesiastico, dà il nome all'Università di Harvard
- 1712 - Giovanni Cassini, astronomo italiano
- 1820 - François-Joseph Lefebvre, maresciallo di Francia
- 1836 - Aaron Burr, Vice Presidente degli Stati Uniti (n. 1756)
- 1851 - James Fenimore Cooper, scrittore
- 1852 - Arthur Wellesley, primo Duca di Wellington, generale e primo ministro britannico
- 1898 - William Seward Burroughs, inventore della calcolatrice
- 1901 - William McKinley, Presidente degli Stati Uniti d'America
- 1905 - Pietro Savorgnan di Brazzà, esploratore (n. 1852)
- 1927 - Isadora Duncan, ballerina
- 1936 - Irving Thalberg, produttore cinematografico
- 1960 - Sir Arthur Percy Morris Fleming, pioniere del radar
- 1966 - Gertrude Berg, attrice
- 1970 - Rudolf Carnap, filosofo tedesco
- 1982
  - Bachir Gemayel, Presidente del Libano
  - Grace Kelly, attrice e principessa di Monaco
- 1984 - Janet Gaynor, attrice, Premio Oscar
- 1989 - Dámaso Pérez Prado, musicista cubano
- 1996 - Juliet Prowse, attrice, ballerina
- 2000 - Beah Richards, attrice
- 2001 - Ahmad Shaah Massoud muore a causa delle ferite subite in un attentato suicida condotto da membri di Al Qaeda
- 2004
  - Giuni Russo, cantante italiana (n. 1951)
  - Tamas Szechy, nuotatore ungherese
- 2005 - Robert Wise, regista statunitense (n. 1914)

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose


- Cattolicesimo - Esaltazione della Santa Croce Santi cattolici:
- San Crescenzio di Roma, martire
- San Materno di Colonia
- Santa Notburga di Eben, domestica

Laiche

14 ja:9月14日 ko:9월 14일 simple:September 14 th:14 กันยายน

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

786

Eventi

Nati

Morti

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Califfo

Califfo (in arabo khalīfa) è il termine impiegato per indicare il "Vicario" o "Successore" di Maometto alla guida politica e spirituale della Comunità islamica (Umma). La massima magistratura islamica non è prevista né nel Corano, né nella Sunna del profeta Maometto e fu quindi realizzata in modo del tutto originale da alcuni fra i primissimi compagni di Maometto nella stessa giornata della sua morte, l'8 giugno 632 (corrispondente al 13 rabī' I dell'11 dell'egira). Per evitare probabilmente che i musulmani di Medina scegliessero come successore politico di Maometto uno dei loro, un gruppo di musulmani meccani (i cosiddetti "Emigranti" che erano giunti con l'egira), fra cui Abu Bakr, 'Omar ibn al-Khattàb e Abū 'Ubayda ibn al-Jarrāh, riuscirono a far sì che il prescelto fosse per l'appunto Abū Bakr che, per essere stato il miglior amico di Maometto (di cui era coetaneo) e il primo uomo forse a convertirsi all'Islam, era assai apprezzato da tutti e che garantiva una linea di comportamento non dissimile da quella messa in atto dal Profeta. L'espressione usata per indicarlo fu quindi "khalīfat rasūl Allāh" (vicario, o successore, dell'Inviato di Dio). I Califfati furono diversi. I primi quattro "Successori dell'Inviato di Dio" furono: #Abū Bakr (632 - 634) #'Umar ibn al-Khattāb (634 - 644) #'Uthmān ibn 'Affān (644 - 656) #'Alī ibn Abī Tālib (656 - 661) I califfi della dinastia omayyade sufyanide di Siria furono: #Mu'āwiya ibn Abī Sufyān (661 - 680) #Yazīd ibn Mu'āwiya (680 - 683) # Mu'āwiya ibn Yazīd (683 - 684) I califfi della dinastia omayyade marwanide di Siria furono: #Marwān ibn al-Hakam (684 - 685) #'Abd al-Malik ibn Marwān (685 - 705) #al-Walīd ibn 'Abd al-Malik (705 - 715) #Sulaymān ibn 'Abd al-Malik (715 - 717) #'Umar ibn 'Abd al-'Azīz (717 - 720) #Yazīd ibn 'Abd al-Malik (720 - 724) #Hishām ibn 'Abd al-Malik (724 - 743) #al-Walīd ibn Yazīd (743 - 744) #Yazīd ibn al-Walīd ibn Yazīd (744) #Ibrāhīm ibn al-Walīd ibn Yazīd (744) #Marwān ibn Muhammad ibn Marwān (744 - 750) Da un nipote di Hishām ibn 'Abd al-Malik, 'Abd al-Rahmān ibn Mu'āwiya, si diparte la dinastia omayyade di al-Andalus. I califfi della dinastia abbaside furono: # al-Saffāh (750-754) # al-Mansūr (754-775) # al-Mahdī (775-785) # al-Hādī (785-786) # Hārūn al-Rashīd (786-809) # al-Amīn (809-813) # al-Ma'mūn (813-833) # al-Mu'tasim (833-842) # al-Wāthiq (842-847) # al-Mutawakkil (847-861) # al-Muntasir (861-862) # al-Musta'īn (862-866) # al-Mu'tazz (866-869) # al-Muhtadī (869-870) # al-Mu'tamid (870-892) # al-Mu'tadid (892-902) # al-Muktafī (902-908) # al-Muqtadir (908-932) # al-Qāhir (932-934) # al-Rādī (934-940) # al-Muttaqī (940-944) # al-Mustakfī (944-946) # al-Mutī ' (946-974) # al-Tā'ī ' (974-991) # al-Qādir (991-1031) # al-Qā'im (1031-1075) # al-Muqtadī (1075-1094) # al-Mustazhir (1094-1118) # al-Mustarshid (1118-1135) # al-Rāshid (1135-1136) # al-Muqtafī (1136-1160) # al-Mustanjid (1160-1170) # al-Mustadī ' (1170-1180) # al-Nāsir (1180-1225) # al-Zāhir (1225-1226) # al-Mustansir (1226-1242) # al-Musta'sim (1242-1258) Un califfato di grande importanza, antagonistico di quello abbaside e omayyade andaluso fu quello dei Fatimidi, anche se essi preferirono definirsi Imam, secondo la tradizione dello Sciismo cui appartenevano. In qualche misura un altro califfato fu quello degli Almohadi e quello degli Ottomani. L'ultimo califfo ottomano fu dichiarato decaduto da un'apposita Assemblea tenutasi ad Ankara nel 1924 su disposizione di Kemal Pascià, detto Atatürk). Categoria:Islam ja:カリフ

1752

Eventi


- a Limone sul Garda si sposano Cristoforo Pomaroli e Cattarina Zito. Tutti i loro discendenti sono portatori di una mutazione genetica, che garantisce loro un'inviadiabile "resistenza" all'aterosclerosi. L'apolipoproteina A1 Milano, questo il nome della proteina mutante, è stata scoperte nel 1979 dal Dr. Cesare Sirtori

Nati


- 9 maggio - Antonio Scarpa, medico italiano († 1832)

Morti

052 ko:1752년 ms:1752

Impero britannico

L'Impero britannico fu la prima superpotenza mondiale; nel 1921 dominava su una popolazione di 400 - 500 milioni di persone (circa un quarto della popolazione mondiale) e misurava circa 36 milioni di kmq, circa il 40% delle terre abitabili, e poco di piú del secondo impero mondiale per estensione, l'Impero Mongolo, che al suo apice misurava quasi 35 milioni di kmq. L'Impero Britannico si formò in 300 anni, attraverso una serie di fasi di espansione tramite il commercio, la colonizzazione o la conquista, alternate con fasi di diplomazia pacifica e commercio o da contrazione dell'Impero. I suoi territori si trovavano in ogni continente e in ogni Oceano, e fu spesso accostato all'Impero Spagnolo, sul quale "non tramontava mai il sole". Probabilmente il suo culmine fu tra gli anni '90 dell'800 e il 1900. L'Impero facilitó la diffusione della tecnologia, del commercio, della lingua e del sistema di governo britannici in tutto il mondo. L'egemonia imperiale contribuì alla crescita economica straordinaria della Gran Bretagna e le diede un ruolo importante nella politica mondiale. La politica coloniale britannica è sempre stata guidata da interessi strategici, politici e commerciali. Mentre le economie dei colonizzatori avevano mezzi culturali e infrastrutture per sostenere uno sviluppo bilanciato, i territori tropicali Africani si ritrovarono declassati a meri fornitori di materie prime. Le politiche britanniche basate sul vantaggio comparato lasciavano spesso le colonie dipendenti da una singola coltura da esportazione. La tendenza alla manipolazione delle identità etniche e razziali per dividere e dominare la popolazione, lasciò una tragica eredità di guerre dopo la decolonizzazione in Irlanda, India, Zimbabwe, Sudan, Uganda, Iraq, Guyana e Fiji. Il Colonnello Frank Kitson, nel suo libro Bande e controbande (1960) descrive come le autorità britanniche manipolarono la rivolta Mau Mau fino a farla diventare una guerra tra fazioni rivali; alla fine solo 28 bianchi furono uccisi, opposti a 18000 - 30000 nativi. Il merito di aver per primo usato le parole "Impero Britannico" è di solito attribuito a John Dee, astrologo, alchimista e matematico di Elisabetta I.

Il retroterra: colonialismo inglese

Elisabetta I

Espansione nelle isole britanniche e in Francia

Dopo la conquista della Normandia nel 1066, l'Inghilterra sostenne inizialmente i possedimenti di Guglielmo il Conquistatore. La sua politica di coinvolgimento attivo negli affari continentali europei sarebbe durata parecchie centinaia di anni. Entro la fine del XIV secolo il commercio estero, basato inizialmente sulla lana esportata in Europa, era uno dei fondamenti della politica nazionale. Questi secoli videro l'inizio dell'espansione politica inglese, con la conquista del Galles (1282) e dell' Irlanda (1169). Un breve trionfo in Scozia nel 1296 fu annullato dalla battaglia di Bannockburn, nel 1314. Le due corone si sarebbero poi unite attraverso un'unione matrimoniale nel 1603. Nonostante la perdita della Normandia nel 1204, attraverso matrimoni e eredità dinastica, l'Inghilterra guadagnò ampi territori nella parte ovest della Francia, perse nel 1453. L'Inghilterra mantenne solo il porto strategico di Calais, perso anch'esso nel 1563.

Crescita dell'impero d'oltremare

L'impero britannico d'oltremare (inteso come l'esplorazione oceanica e la colonizzazione fuori dall'Europa e dalle isole britanniche); ebbe origine nelle politiche marittime pionieristiche di Enrico VII, che regnò dal 1485 al 1509. Basandosi sulle connessioni commerciali nel campo della lana stabilite durante il regno del suo predecessore Riccardo III, Enrico stabilì il moderno sistema marittimo mercantile inglese, che ha espanso ulteriormente la costruzione di navi e al loro raggio d'azione. La marina mercantile fornì la base per istituzioni marine che avrebbero giocato un ruolo cruciale nelle successive avventure imperiali britanniche. Esempi ne furono la Massachusetts Bay Company e la British East India Company. Enrico ha anche ordinato la costruzione del primo porto asciutto e ha migliorato la piccola Royal Navy.

Enrico VIII e la crescita della Royal Navy

Le basi del potere marittimo britannico, poste durante il regno di Enrico VII, furono ulteriormente ampliate per proteggere il commercio britannico e per proteggere le linee mercantili. Il re Enrico VIII fondò la marina inglese moderna, triplicando il numero di navi da guerra e costruendo il primo grande vascello con cannoni pesanti e a lungo raggio. Iniziò l'apparato amministrativo centralizzato, costruì nuovi porti e un sistema di fari che facilitò enormemente la navigazione costale. Dunque Enrico costruì la Royal Navy che sconfisse l' Invincibile Armada nel 1588, e le sue innovazioni posero i semi per la Imperial Navy dei secoli successivi.

L'era elisabettiana

Durante il regno di Elisabetta I, Sir Francis Drake circumnavigò il globo dal 1577 e il 1580, il secondo a raggiungere questo obiettivo dopo la spedizione di Magellano. Nel 1579 raggiunse il nord della California che ribattezzò Nova Albion, sebbene a questa scoperta non seguì una colonizzazione. Di qui in poi gli interessi extraeuropei crebbero stabilmente. Sir Walter Raleigh ha organizzato la prima colonia in Virginia nel 1587 a Roanoke, che ebbe breve vita. La colonia di Roanoke fu abbandonata per mancanza di cibo, il clima impietoso e l'ostilitá indigena.

L'era Stuart

La sconfitta dell'Invincibile Armada nel 1588 ha affermato decisamente l'Inghilterra come potenza navale, sebbene le successive sconfitte navali subite dalla Spagna negli anni 90 del 1500 abbiano fermato i tentativi di colonizzazione del periodo. Alla fine, nel 1604 Giacomo I pose fine alle ostilitá con la Spagna con il Trattato di Londra: a questo seguì il primo insediamento stabile a Jamestown, in Virginia. Nei tre secoli successivi l'Inghilterra estese la sua influenza oltremare e consolidó il suo sviluppo politico in patria. Nel 1707 i parlamenti di Inghilterra e Scozia furono uniti, a Londra, nel parlamento della Gran Bretagna.

La colonizzazione delle Americhe

Il primo impero britannico prese forma nel primo XVII secolo, con la fondazione delle 13 colonie in Nord America, che sarebbero in seguito diventate gli Stati Uniti, delle province atlantiche del Canada e con la colonizzazione di isole più piccole nei Caraibi come Giamaica e Barbados. Le colonie produttrici di zucchero dei Caraibi, dove la base dell'economia divenne schiavistica, furono agli inizi le colonie più importanti e lucrative. Le colonie americane avevano meno successo commerciale, producendo tabacco, cotone e riso nel sud e materiale navale e pellicce nel nord. Avevano in compenso ampie aree di terra coltivabile e attrassero un maggior numero di colonizzatori inglesi. L'Impero in America fu lentamente ampliato con guerra e colonizzazione. L'Inghilterra prese possesso di Nuova Amsterdam (in seguito New York) nelle guerre anglo-olandesi. Le colonie americane in crescita spingevano ad ovest in cerca di nuove terre coltivabili. Durante la guerra dei sette anni i francesi furono sconfitti nelle Pianure di Abraham e si assicurarono tutta la Nuova Francia nel 1760, dando alla Gran Bretagna sulla maggior parte dell' America del Nord. In seguito la colonizzazione dell' Australia (colonia penale inglese dal 1788) e della Nuova Zelanda (1840) si creò una ampia zona di migrazione britannica, causando enormi sofferenze alle popolazioni indigene con guerre e malattie, che ridussero la popolazione locale del 60 - 70% in un secolo. Le colonie ottennero in seguito l'autogoverno, e divennero esportatori di lana e oro.

Libero commercio e "impero informale"

Il vecchio sistema coloniale inglese cominciò a declinare nel XVIII secolo. Durante il lungo periodo di egemonia conservatrice nella politica interna inglese (1714-1762), l'Impero diventò sempre meno importante e rispettato, fino a che un tentativo fallito di cambiarne le sorti (attraverso tasse, monopoli e maggiore controllo) provocò la guerra d'indipendenza americana (1775-1783), privando l'Inghilterra delle sue colonie più popolose. Ci si riferisce la periodo come alla fine del "primo impero britannico", per indicare lo spostamento dell'espansione britannica dalle Americhe all'Asia e, nel XVIII secolo, all'Africa ("secondo impero britannico"). La perdita degli Stati Uniti mostrò che le colonie non erano particolarmente benefiche in termini economici, in quanto la Gran Bretagna poteva controllare il commercio con le ex colonie senza pagare per la loro difesa e amministrazione. Il mercantilismo, che aveva caratterizzato il primo periodo coloniale, lasciò il posto in Gran Bretagna e altrove, al liberalismo ("laissez-faire") di Adam Smith e Richard Cobden La lezione delle colonie americane (il commercio poteva continuare a portare prosperità anche senza il controllo coloniale) contribuì (tra gli anni 50 e i 60 dell'Ottocento) all'estensione dello status di "colonia autogovernantesi" alle colonie in Canada e Australia, considerando i loro abitanti come pionieri della madrepatria. L'Irlanda venne trattata diversamente: nel 1801 fu incorporata nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. In questo periodo la Gran Bretagna mise fuori legge il commercio degli schiavi (1807) e cominciò a imporre questo principio a altre nazioni. Per la metà del XIX secolo la schiavitù era sradicata dal mondo occidentale, sebbene continuasse attraverso canali orientali. Il lavoro forzato rimase comunque nelle colonie britanniche fino a circa il 1920. Con la scusa di "bloccare la schiavitù" la Gran Bretagna avrebbe esteso il proprio potere in Africa. La fine del commercio degli schiavi e del vecchio sistema coloniale portarono all'affermazione del libero commercio. Alcuni sostengono che questa nascita riflettesse semplicemente la posizione economica britannica e non fosse collegata a veri cambiamenti ideologici. In effetti La Gran Bretagna è sempre stata più diligente nell'imporre la propria politica su altri che nel praticarla essa stessa. Nonostante la perdita delle 13 colonie, la sconfitta di Napoleone nel 1815 rese la Gran Bretagna la prima potenza mondiale. Mentre la Rivoluzione industriale le dava la predominanza economica la Royal Navy dominava i mari. L'attenzione prestata dai rivali alle questioni europee permise alla Gran Bretagna di completare la fase di espansione dell' "impero informale", caratterizzato da libero commercio e predominanza strategica. Tra il Congresso di Vienna del 1815 e la guerra franco-prussiana del 1870, la Gran Bretagna divenne la prima potenza industriale, con il controllo su oltre il 30% della produzione industriale nel 1870. Come "officina del mondo" La Gran Bretagna potè, grazie alle stabile condizione politica dei mercati d'oltremare, prosperare attraverso il libero commercio senza ricorrere al controllo diretto. categoria:Storia del Regno Unito ja:大英帝国 ko:대영 제국

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

2 settembre

Il 2 settembre è il 245° giorno del Calendario Gregoriano (il 246° negli anni bisestili). Mancano 120 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 31 AC - Guerra civile romana: Battaglia di Azio - Al largo della costa occidentale greca, la flotta di Ottaviano sconfigge quella di Marco Antonio e Cleopatra.
- 1666 - Grande incendio di Londra: Un grosso incendio scoppia a Londra, nella casa del panettiere di Carlo II d'Inghilterra, a Pudding Lane nei pressi del London Bridge. L'incendio divampa per tre giorni distruggendo 10.000 edifici tra cui la Cattedrale di St. Paul, ma risulta che solo 16 persone vi abbiano perso la vita.
- 1752 - Il Regno Unito adotta il Calendario Gregoriano, quasi due secoli dopo la maggior parte dell'Europa occidentale.
- 1789 - Viene fondato il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
- 1862 - Guerra civile americana: il Presidente Abraham Lincoln riassegna con riluttanza il comando generale dell'esercito dell'Unione al generale George McClellan, dopo la disastrosa sconfitta del Generale John Pope nella Seconda battaglia di Bull Run.
- 1864 - Guerra civile americana: le truppe dell'Unione, comandate dal Generale William T. Sherman, entrano ad Atlanta (Georgia), il giorno successivo a quello in cui i difensori Confederati abbandonarono la città.
- 1870 - Guerra Franco-Prussiana: Battaglia di Sedan - Le forze prussiane sconfiggono l'esercito francese e prendono prigioniero l'imperatore Napoleone III di Francia e 100.000 soldati.
- 1885 - A Rock Springs (Wyoming), 150 minatori bianchi attaccano i loro colleghi cinesi, uccidendone 28, ferendone 15 e costringendone diverse centinaia a lasciare la città.
- 1898 - Battaglia di Omdurman - Truppe britanniche ed egiziane, guidate da Horatio Kitchener, sconfiggono i guerrieri sudanesi guidati da Khalifa Abdullah al-Taashi, stabilendo così il dominio britannico in Sudan.
- 1901 - Il Vice-Presidente statunitense Theodore Roosevelt pronuncia la famosa frase, "parlate con dolcezza e tenete pronto un bastone" alla Fiera di Stato del Minnesota.
- 1927 - Bologna: lo svedese Arne Borg è il primo uomo della storia a nuotare i 1500 m in meno di 20 minuti.
- 1939 - A seguito dell'invasione della Polonia, la Città Libera di Danzica, governata dal leader nazista Forster, viene annessa alla Germania Nazista.
- 1943 - Salvatore Giuliano viene ufficialmente dichiarato bandito
- 1944 - Olocausto: Anna Frank e la sua famiglia vengono caricati sul treno che li porterà da Westerbork ad Auschwitz. Vi arriveranno tre giorni dopo.
- 1945 - Seconda guerra mondiale: la resa finale ed ufficiale dell'Impero giapponese, presentata da una delegazione guidata da Mamoru Shigemitsu, viene accettata dal Generale Douglas MacArthur e dall'Ammiraglio Chester Nimitz a bordo della nave da guerra Missouri nella Baia di Tokyo. In Giappone comunque, il 14 agosto è riconosciuto come la data finale della Guerra del Pacifico.
- 1945 - Il Vietnam dichiara la sua indipendenza e forma la Repubblica Democratica del Vietnam (Vietnam del Nord).
- 1967 - La micronazione del Principato di Sealand dichiara unilateralmente la sua indipendenza.
- 1969 - Il primo bancomat degli Stati Uniti viene installato a Rockville Centre (New York).
- 1987 - Inizia a Mosca, il processo del diciannovenne pilota tedesco Mathias Rust, che atterrò con il suo Cessna sulla Piazza Rossa nel maggio del 1987.
- 1998 - In Canada, piloti dell'Air Canada effettuano il primo sciopero nella storia della compagnia.
- 1998 - Una corte delle Nazioni Unite riconosce Jean-Paul Akayesu, l'ex-sindaco di una piccola città del Ruanda, colpevole di nove imputazioni di genocidio. È la prima volta che la legge sul bando del genocidio (del 1948), viene applicata.

Nati


- 1243 - Gilbert de Clare, settimo conte di Hertford, politico inglese († 1295)
- 1548 - Vincenzo Scamozzi, architetto italiano († 1616)
- 1675 - William Somervile, poeta inglese († 1742)
- 1810 - William Seymour Tyler, educatore e storico americano († 1897)
- 1850 - Albert Spalding, cestista statunitense e produttore di equipaggiamento sportivo(† 1915)
- 1840 - Giovanni Verga, scrittore italiano († 1922)
- 1853 - Wilhelm Ostwald, chimico tedesco († 1932)
- 1866 - Hiram Johnson, ex Governatore della California e attivista politico († 1945

1812

Eventi


- 24 febbraio - Alleanza tra Prussia e Francia.

Nati


- 22 agosto - Marina Videmari, fondatrice delle Suore di Santa Marcellina († 1891)
- 14 novembre - Aleardo Aleardi, poeta italiano († 1878)
- 10 dicembre - Paul Abadie, architetto francese

Morti

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Napoleone I di Francia

Napoleone Bonaparte (15 agosto 1769 - 5 maggio 1821) - Figura storica assai discussa ma di straordinaria importanza: di fatto impose dal 1799 una dittatura alla Francia, come Imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone I dal 18 maggio 1804 al 6 aprile 1814. Governò inoltre sulla maggior parte dell'Europa occidentale e centrale di inizio XIX secolo. Fu il primo regnante della dinastia dei Bonaparte. Sposò in seconde nozze l'Arciduchessa Maria Luisa d'Austria l'11 febbraio 1810. Ebbe come figlio Napoleone Luigi detto il re di Roma (1811-1832). Napoleone ebbe inoltre almeno due figli illegittimi: Carlo, Conte Leone 1806 - 1881 (figlio di Catherine Eléonore Denuelle de la Plaigne 1787 - 1868) e Alessandro Giuseppe Colonna, Conte Walewski (1810 - 1868) (figlio di Maria, Contessa Walewski 1789 - 1817), ministro degli esteri di Napoleone III. La sua figura ispirò artisti, letterati, musicisti, politici e storici per tutto l'Ottocento fino ad oggi.

Primi anni e carriera nell'esercito

Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio in Corsica appena dopo la vendita dell'isola alla Francia da parte della Repubblica di Genova. La sua famiglia apparteneva alla piccola nobiltà corsa. Suo padre, di origine toscana, Carlo Maria Buonaparte (solo più tardi il cognome fu mutato in Bonaparte), organizzò l'istruzione di Napoleone, ma morì giovane nel 1785. La madre, Letizia Ramolino, sopravviverà allo stesso Napoleone, vivendo poi gli ultimi anni della sua vita a Roma. Letizia Ramolino ebbe 13 figli, di cui solo otto sopravvissero: i fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Gerolamo; le sorelle Elisa, Paolina e Carolina. Ad ognuno di essi Napoleone darà poi un titolo nobiliare durante il suo impero. All'età di nove anni, il padre Carlo portò Napoleone in Francia, alla Scuola militare di Brienne, dove rimarrà per cinque anni. Napoleone inizialmente si considerava straniero ed estraneo; anzi, l'accusa di essere straniero l'avrebbe inseguito per tutta la vita. Egli era un ufficiale dell'esercito francese quando cominciò la Rivoluzione Francese nel 1789. Napoleone tornò in Corsica quando un movimento nazionalista proclamò la separazione dalla Francia. Scoppiò la guerra civile, capitanata dall'eroe nazionale Pasquale Paoli, e la famiglia di Napoleone - accusata di tradimento - dovette fuggire in Francia, stanziandosi a Nizza. Napoleone sostenne la Rivoluzione e rapidamente salì di grado. Nel dicembre 1793, col ruolo di tenente colonnello addetto all'artiglieria, liberò Tolone (Toulon) dai monarchici e dalle truppe inglesi che li sostenevano. Fu il suo primo clamoroso successo militare, che gli valse la nomina a generale di brigata e l'attenzione del futuro membro del Direttorio, Barras, che lo aiuterà nella scalata al potere. La sua amicizia con Augustin Robespierre, fratello di Maximilien, lo portò a cadere in disgrazia all'indomani della giornata del 9 Termidoro e la conseguente caduta del Terrore. Tuttavia, la fortuna gli arrise quando il 13 Vendemmiaio del 1795 Barras lo nominò improvvisamente comandante della piazza di Parigi con l'incarico di salvare la Convenzione Nazionale dalla minaccia dei monarchici, che in quella spaventosa giornata vi marciavano contro. Con l'aiuto di Gioacchino Murat al comando della cavalleria, Napoleone colpì duramente i rivoltosi salvando la Francia da un nuovo colpo di Stato. Immediatamente, Barras lo nominava generale del Corpo d'armata dell'Interno.

La Campagna d'Italia

Gioacchino MuratIl 9 marzo 1796 Napoleone sposò Joséphine de Beauharnais, vedova di un valente ufficiale della Rivoluzione ghigliottinato, e solo due giorni dopo partì per il fronte italiano al comando di 38.000 uomini malissimo equipaggiati, per una campagna che nei piani del Direttorio doveva essere semplicemente di 'diversione', perché l'attacco all'Austria sarebbe avvenuto attraverso due direttrici sul Reno. Iniziava così la campagna d'Italia che avrebbe dimostrato l'ineguagliato genio militare e politico di Napoleone che, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache. Celebri le battaglie contro le forze armate austro/piemontesi a Dego, Millesimo, Cairo Montenotte e Cosseria. Il 10 maggio 1796 sbaragliò l'ultima difesa austriaca nelle celebre Battaglia al Ponte di Lodi e il 15 maggio dello stesso anno entrò trionfalmente a Milano. Nel giugno 1796 venne proclamata la Repubblica Cisalpina (capitale Milano) e nell'Ottobre del 1796 si costituì la Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il Tricolore (Verde, Bianco e Rosso). Contemporanemente le ex-legazioni pontificie si costituirono in Repubblica Cispadana e adottarono (7 gennaio 1797) il tricolore quale bandiera nazionale. Le forze sabaude furono costrette a firmare il 28 aprile 1796 l'armistizio di Cherasco, che cedeva alla Francia Nizza e l'alta Savoia. Le forze austriache, comandate dall'Arciduca Carlo, terrorizzate dalla rapida marcia di Napoleone verso Vienna, dovettero accettare una tregua sfavorevole, che si concretizzò nel trattato di Campoformio il 17 ottobre 1797. Oltre all'indipendenza delle nuove repubbliche formatesi, la Francia acquisiva i Paesi Bassi e la riva sinistra del Reno, limitandosi a cedere Venezia agli austriaci. Terminava così, con uno smacco colossale all'Austria, la campagna d'Italia. Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone, soprannominato il Piccolo Caporale, dimostrò la sua brillante capacità strategica, capace di assorbire il sostanzioso "corpo" delle conoscenze militari del suo tempo e di applicarlo al mondo reale che lo circondava. Ufficiale di artiglieria per formazione, la utilizzò in modo innovativo come supporto mobile agli attacchi della fanteria. Dipinti contemporanei del suo Quartier Generale mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo, un sistema di telecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col semaforo di Chappe, appena implementato nel 1792.

La Campagna d'Egitto e di Siria

Nel 1798 il Direttorio, geloso della popolarità del Bonaparte, lo incaricò di occupare l'Egitto per contrastare l'accesso inglese all'India. Un indizio della devozione di Napoleone ai principi dell'Illuminismo fu la sua decisione di affiancare gli studiosi alla sua spedizione: la spedizione d'Egitto ebbe il merito di far riscoprire, dopo centinaia di anni, la grandezza di quella terra, e fu proprio l'opera di Napoleone a far nascere la moderna egittologia, soprattutto grazie alla scoperta della Stele di Rosetta da parte dei soldati al seguito della spedizione. Napoleone aveva da anni accarezzato l'idea di una campagna in oriente, sognando di seguire le orme di Alessandro Magno ed essendo dell'idea che L'Europa è una tana di talpe. Tutte le grandi cose vengono dall'Oriente. Alessandro Magno Dopo un'importante vittoria nella Battaglia delle Piramidi, Napoleone schiacciò i mamelucchi di Murad Bay ed entrando al Cairo divenne padrone dell'Egitto. Pochi giorni dopo, il 1° agosto 1798, la flotta di Napoleone in Egitto fu completamente distrutta da Orazio Nelson, nella baia di Abukir, cosicché Napoleone rimase bloccato a terra. Dopo una ricognizione sul Mar Rosso, Napoleone decise di recarsi in Siria, col pretesto di inseguire il tiranno Djezzar che aveva tentato di attaccarlo. Giunto, però, il 19 marzo 1799 dinanzi a San Giovanni d'Acri, l'antica fortezza dei crociati in Terra Santa, Napoleone perse più di due mesi in un inutile assedio e la campagna di Siria si concluse con un fallimento. Ritornato al Cairo, Napoleone sconfisse i turchi ad Abukir, proprio dove l'anno prima era stato privato di tutta la sua flotta. Preoccupato tuttavia delle terribili notizie dalla Francia - l'esercito in ripiegamento su tutti i fronti, il Direttorio ormai privo di potere - e consapevole che la campagna d'Egitto non avesse conseguito il successo sperato, Napoleone s'imbarcò in gran segreto il 22 agosto 1799 su un piccolo bastimento alla volta della Francia.

Il 18 brumaio e il Consolato

Il 9 ottobre Napoleone sbarcò a Fréjus, e la sua corsa verso Parigi fu accompagnata dall'entusiasmo dell'intera Francia, certa che il generale fosse tornato in patria per assumere il controllo della situazione ormai ingestibile. Ed in effetti era questa l'intenzione di Napoleone. Giunto a Parigi, egli riunì i cospiratori decisi a rovesciare il Direttorio. Dalla sua si schierarono il fratello maggiore Giuseppe e soprattutto il fratello Luciano, allora presidente del Consiglio dei Cinquecento, che con il Consiglio degli Anziani costituiva il potere legislativo della repubblica. Dalla sua Napoleone riuscì ad avere il membro del Direttorio Roger Ducos e soprattutto Emmanuel Joseph Sieyès, il celebre autore dell'opuscolo Che cos'è il Terzo Stato? e ideologo di punta della borghesia rivoluzionaria. Inoltre, dalla sua si schierò l'astutissimo ministro degli esteri Talleyrand e il ministro della polizia Joseph Fouché. Barras, pur membro del Direttorio, conscio delle capacità di Napoleone accettò di farsi da parte. Joseph Fouché Fatta trapelare la falsa notizia di un complotto realista per rovesciare la repubblica, Napoleone riuscì a far votare al Consiglio degli Anziani e al Consiglio dei Cinquecento una risoluzione che trasferisse le due camere il 18 brumaio (9 novembre) fuori Parigi, a Saint Cloud; Napoleone fu nominato comandante in capo di tutte le forze armate. Ciò fu fatto per evitare che durante il colpo di Stato qualche deputato potesse sollevare i cittadini parigini per difendere la Repubblica dal tentativo di Napoleone. L'intenzione di Napoleone era quella di portare le due camere a votare autonomamente il loro scioglimento e la cessione dei poteri nelle sue mani. Non fu così: il Consiglio degli Anziani rimase freddo al discorso pasticciato di Napoleone per far pressione su di essa, mentre quando Napoleone entrò nella sala del Consiglio dei Cinquecento i deputati gli si lanciarono contro chiedendo di votare per rendere Bonaparte fuorilegge (cosa che voleva significare l'arresto e la ghigliottina). Nel momento in cui sembrava che il colpo di Stato fosse prossimo alla catastrofe, a soccorrere Napoleone giunse il fratello Luciano, che nelle vesti di presidente dei Cinquecento uscì dalla sala ed arringò l'esercito schierato all'esterno, ordinando che disperdesse i deputati terroristi. Memorabile il momento in cui puntò la sua spada al collo di Napoleone e dichiarò: Non esiterei un attimo a uccidere mio fratello se sapessi che questi stesse attentando alla libertà della Francia. L'esercito entrò nella sala con le baionette spianate e disperse i deputati. In serata, le camere venivano sciolte e veniva votato il decreto che assegnava i pieni poteri a tre consoli: Roger Ducos, Sieyes e Napoleone.

Il Consolato

Nominati consoli provvisori, i tre nuovi padroni della Francia redigevano insieme a due commissioni apposite una nuova costituzione, la costituzione dell'anno VIII, che ratificata con un plebiscito popolare legittimava il colpo di Stato. Nel pensiero politico di Sieyes, il Consolato sarebbe dovuto essere un governo dei notabili, che assicurasse la democrazia attraverso un complesso equilibrio di poteri. Questo progetto fu mandato all'aria da Napoleone il quale, pur in teoria detentore del solo potere esecutivo, aveva in realtà facile gioco nello scavalcare il legislativo frammentato in ben quattro camere. Fattosi nominare Primo Console, ossia concretamente superiore a qualsiasi altro potere dello Stato, Napoleone ricostruiva la Francia con una struttura amministrativa fortemente accentratrice ma così perfetta che è rimasta tale fino ad oggi: la Francia veniva frazionata in province, distretti e comuni rispettivamente amministrate da prefetti, sottoprefetti e sindaci. Le casse dello Stato venivano risanate dalle conquiste di guerra e dalla fondazione della Banca di Francia, nonché dall'introduzione del franco d'argento che poneva fine all'era degli assegnati e dell'inflazione. La lunga lotta contro il cattolicesimo si concludeva col Concordato del 1801 ratificato dal papa Pio VII, che stabiliva il cattolicesimo "religione della maggioranza dei francesi" (benché non religione di Stato), ma non riconsegnava al clero i beni espropriati durante la rivoluzione. Nel campo dell'istruzione, Napoleone istituì i licei e i politecnici, per formare una classe dirigente preparata e indottrinata, ma tralasciò l'istruzione elementare essendo dell'idea che il popolo dovesse rimanere in una certa ignoranza per garantire un governo stabile e un esercito ubbidiente. Il consolato di Napoleone divenne "a vita" con il plebiscito del 2 agosto 1802. Si apriva la strada all'istituzione dell'Impero.

Il Codice Napoleonico

Durante l'esilio a Sant'Elena, Napoleone sottolineò più volte che la sua opera più importante, quella che sarebbe passata alla storia più delle centinaia di battaglie vinte, sarebbe stato il suo codice civile, il Codice Napoleonico. Indubbiamente, la sua frase colse nel segno. Codice Napoleonico Il Codice Napoleonico legittimò le conquiste della Rivoluzione francese, fu esportato in tutti i paesi dove giunsero le armate di Napoleone, fu preso a modello da tutti gli Stati d'Europa e ancora oggi è la base del nostro diritto. Istituita l'11 agosto 1799, la commissione incaricata di redigere il codice civile fu presieduta spessissimo dallo stesso Napoleone, il quale ne leggeva le bozze durante le campagne militari e inviava a Parigi dal fronte le sue idee sul progetto. Il 21 marzo 1804 il Codice Civile, da subito ribattezzato Codice Napoleonico, entrava in vigore. Esso eliminava definitivamente i retaggi dell'ancién regime, del feudalesimo, dell'assolutismo, e creava una società prevalentemente borghese e liberale, di ispirazione laica, in cui venivano consacrati i diritti di eguaglianza, sicurezza e proprietà. Per l'Italia, il valore del Codice Napoleonico resta fondamentale, poiché esso venne esportato nelle repubbliche fondate da Napoleone e confluì poi nel codice civile italiano del 1865.

Guerra in Europa, ascesa all'Impero

Durante l'assenza di Napoleone impegnato in Egitto, i francesi erano stati ripetutamente battuti in Italia dagli austriaci (battaglia di Novi Ligure) e sul Reno. La nuova coalizione antifrancese aveva rovesciato la Repubblica Napoletana del 1799, fondata dai francesi, e quella romana. Il 6 maggio 1800, sei mesi dopo il colpo di Stato di brumaio, Napoleone assunse nuovamente il comando dell'esercito francese. Con una marcia inarrestibile, valicò le Alpi al passo del Gran San Bernardo, un'impresa formidabile che colse di sopresa gli austriaci, i quali vennero rapidamente battuti a Montebello, mentre Napoleone ritornava a Milano. Il 14 giugno 1800 si combatté la battaglia di Marengo. Fu la più celebre della battaglie napoleoniche in Italia, la più dura ma la più definitiva. Alle tre del pomeriggio Napoleone aveva perso. Alle otto della sera il suo trionfo era completo. A rovesciare le sorti della battaglia fu il generale Desaix, che giunto sul campo con nuove truppe annientò l'intero esercito austriaco del generale Melas già certo della vittoria ma morì in battaglia. Napoleone stesso attribuì la vittoria di Marengo a Desaix, piangendone la morte. MelasLa pace in Italia venne sancita con la pace di Luneville, che in pratica riconfermava il precedente trattato di Campoformio violato dagli austriaci. Nel 1802 venne proclamato Presidente della Repubblica Italiana (vice Presidente sarà il patrizio milanese Francesco Melzi d'Eril), titolo che conserverà sino al 17 marzo 1805 quando assumerà il titolo di Re d'Italia. Con la pace di Amiens nel 1802, anche l'Inghilterra firmava la pace con la Francia. Napoleone aveva distrutto la nuova coalizione antrifrancese, assicurandosi anche l'appoggio dello zar di Russia Paolo I. Per due anni l'Europa sarà finalmente in pace. Nel 1802, Napoleone vendette una gran parte del Nord America agli Stati Uniti come parte dell'Accordo sulla Louisiana; egli aveva appena fronteggiato un grave disastro militare quando l'esercito mandato a conquistare Santo Domingo e a stabilire una base nel mondo occidentale fu distrutto da una combinazione di febbre gialla e di fiera resistenza capeggiata da Toussaint L'Ouverture. Con le forze dell'Ovest inabilitate, Napoleone capì che non avrebbe potuto difendere la Louisiana e decise di venderla.

Autoincoronazione in Notre-Dame

Louisiana Dopo che Napoleone ebbe allargato la sua influenza alla Svizzera e alla Germania, una disputa su Malta fornì all'Inghilterra il pretesto nel 1803 per dichiarare guerra alla Francia e fornire supporto ai monarchici francesi che a lui si opponevano. Infatti, la notte di Natale del 1800 Napoleone, la moglie e il suo seguito scamparono miracolosamente a un attentato dinamitardo nelle strade di Parigi, mentre si recavano all'Opera. Napoleone ne approfittò per mettere fuori legge i giacobini, molti dei quali vennero esiliati in Guyana, e disperdere i monarchici. Per dare un segnale forte ai Borboni, che ancora complottavano per ritornare sul trono francese, Napoleone fece catturare nel Brabante, sul confine francese, il duca d'Enghien, legato alla famiglia reale esiliata, accusato di cospirazione contro il Primo Console e fucilato poco dopo. Anche il generale Moreau, implicato nel complotto realista, venne giustiziato. Il ministro Talleyrand definì l'assassino del duca d'Enghien più che un delitto, un errore gravissimo. Ormai console a vita, Napoleone era in pratica sovrano assoluto della Francia. Il 18 maggio 1804 il Senato lo proclamò Imperatore dei francesi. Il 2 dicembre dello stesso anno nella Cattedrale di Parigi, Notre Dame, fu celebrata la cerimonia di incoronazione. Le voci che strappasse la corona dalle mani del Papa Pio VII durante la cerimonia per non assoggettarsi all'autorità pontificia, sono apocrife; dopo che le insegne imperiali erano state benedette dal Papa, Napoleone incoronò se stesso prima di incoronare Imperatrice la moglie Josephin Beauharnais (Josephine de Beauharnais). Josephin Beauharnais Successivamente il 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano, Napoleone fu incoronato Re d'Italia con la Corona Ferrea, ora custodita al Duomo di Monza. Rinasceva in Francia la monarchia. Ma non era la stessa monarchia rovesciata nel 1792, e privata dei poteri già nel 1789. Napoleone non era "re di Francia e di Navarra per grazia di Dio", come citavano le formule dell'ancién regime, ma "Imperatore dei Francesi per volontà del popolo". Non veniva ricostruita la nobiltà feudale, ma rimanevano i principi di eguaglianza sanciti dalla Rivoluzione francese. Napoleone era l'imperatore rivoluzionario. Il più grande paradosso della storia.

La conquista dell'Europa

Nel 1805 si formò in Europa la terza coalizione contro Napoleone; egli aveva trascorso l'ultimo anno sulle coste della Normandia, a prepare una vasta operazione militare con l'alleanza della Spagna contro l'Inghilterra, ma comprendendo la situazione troppo sfavorevole girò improvvisamente sui tacchi e si mise al comando della Grande Armata, che con marce forzate giunse rapidamente nel cuore dell'Europa per sconfiggere le forze nemiche sul continente. Napoleone aveva fatto bene i suoi conti: il 21 ottobre, infatti, a largo di Trafalgar la flotta francese comandata dal mediocre ammiraglio Villeneuve veniva completamente annientata dagli inglesi al comando di Orazio Nelson, che morì durante la battaglia navale. Svanivano per sempre i sogni di invasione dell'Inghilterra. Le forze austriache, prussiane e russe (sotto il nuovo zar Alessandro I) coalizzate erano numericamente soverchianti. Due i fronti interessati: quello germanico ove Napoleone in persona guidava la Grande Armèe e quello italiano dove Massena guidava l'Armeè d'Italie. A nulla valsero la resa del generale nemico Mack ad Ulm (20 ottobre), la battaglia di Caldiero (30 ottobre) e la conquista di Vienna da parte di Gioacchino Murat: il grosso dell'esercito nemico rimaneva infatti intatto. Il 2 dicembre 1805, tuttavia, anniversario della sua incoronazione, Napoleone mise fine alla terza coalizione nella battaglia di Austerlitz. Rimasta nella storia come il suo capolavoro strategico, con la battaglia di Austerlitz Napoleone divenne padrone dell'Europa. Quando tornerete a casa, vi basterà dire "Io ero con lui nella battaglia di Austerlitz", e poi racconterete che in meno di quattro ore abbiamo battuto e disperso un esercito di 100.000 uomini comandato dagli imperatori di Russia ed Austria. Il giorno dopo, i sovrani d'Europa chiesero la pace. L'Austria perdeva anche Venezia, che veniva unita al regno d'Italia, e perdeva ogni controllo sulla Germania, che ora si ricostruiva come Confederazione del Reno, primo seme dell'unità tedesca sotto il controllo diretto di Napoleone. L'anno seguente, Napoleone umiliò la Prussia nella Battaglia di Jena (14 ottobre 1806). Cadeva così l'ultima resistenza al suo potere. Si racconta che, dopo aver appreso di Austerlitz, il primo ministro inglese William Pitt avesse chiesto a una nipote di arrotolare la carta dell'Europa esposta in un corridoio di casa. Non ci servirà per i prossimi sette anni. Anche l'Inghilterra riconosceva l'ineluttabile conquista dell'Europa. La quarta coalizione, comandata dalla Prussia, veniva sconfitta il 14 giugno 1807 sulle gelide pianure di Friedland, dopo i rovesci alterni della sanguinosissima battaglia di Eylau: lo zar Alessandro I fu costretto a firmare la pace, nell'incontro di Tillsit. L'Europa venne durante quell'incontro ufficiosamente divisa in zone d'influenza. Quella occidentale sotto Napoleone, quella orientale sotto lo zar. Rimaneva aperta la questione della Polonia, che Napoleone voleva rendere indipendente, contrariamente allo zar. In Polonia, Napoleone aveva incontrato un'ardente giovane nobile, Maria Waleska, che divenne sua amante e lo inconterà parecchie volte durante la sua caduta in disgrazia. Il 7 maggio 1809 Napoleone ordinò l'annessione all'Impero francese dello Stato Pontificio.

Il blocco continentale e la conquista della Spagna

Per mettere in ginocchio l'Inghilterra, unica potenza ufficialmente ancora in armi contro la Francia, Napoleone decretò il 21 novembre 1806 il blocco continentale delle merci. In pratica, tutti porti europei sarebbero rimasti chiusi alle navi inglesi e non vi sarebbe stato alcun scambio commerciale con l'Inghilterra: né importazioni, né esportazioni. Effettivamente l'Inghilterra subì notevoli disagi economici, ma peggiori effetti ebbe l'Europa: la Francia perse molto nel commercio, benché l'industria ne fu potenziata e in campo agricolo furono introdotti nuovi alimenti (il più importante fu la barbabietola da zucchero). Il fallimento del blocco fu dovuto al fatto che molti paesi europei non vi aderirono completamente, continuando ad avere scambi col nemico: per tale motivo, Napoleone per colpire il Portogallo che aveva aperto i porti invase la Spagna, mentre più tardi l'uscita dal blocco della Russia costringerà Napoleone ad imbarcarsi in una campagna catastrofica. PortogalloNel 1808, sfruttando un diverbio nella famiglia reale spagnola tra il re Carlo IV e il figlio, il principe delle Asturie Ferdinando, Napoleone costrinse entrambi ad abdicare ed annetté la Spagna all'Impero. Le truppe francesi conquistavano intanto il Portogallo, ma la situazione divenne presto problematica. Gli inglesi, infatti, sbarcarono in Portogallo truppe al comando del generale Arthur Wellesley duca di Wellington, che liberò il Portogallo e rese difficile la campagna in Spagna. Qui, infatti, la popolazione era insorta contro l'occupazione francese e aveva iniziato una durissima guerriglia che mise in gionicchio l'esercito occupante costringendo il re Giuseppe alla fuga e l'intervento diretto di Napoleone. Il 4 dicembre Madrid si arrendeva all'imperatore, ma la Spagna rimase una spina nel fianco poiché Napoleone fu raggiunto dalle notizie della nascita di una nuova coalizione. Tra il 5 e il 6 luglio 1809 Napoleone sconfisse la quinta coalizione a Wagram, dopo aver occupato Vienna e il palazzo di Schönbrunn. L'Austria subì pesantissime condizioni di pace: ilTrentino-Alto Adige, la Baviera, l'Istria e la Dalmazia furono perse. L'indennizzo di guerra fu enorme. Ma la sconfitta del nemico fu definitiva.

La nuova Europa di Napoleone

Nel 1810, l'Europa era definitivamente ridisegnata secondo il volere napoleonico. I territori sotto il diretto controllo francese