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1497

1497

Eventi


- Giovanni Caboto raggiunge l'isola di Terranova in Canada.
- Caterina Sforza, signora di Forlì ed Imola, sposa Giovanni de' Medici (detto "il Popolano"): da loro nascerà Giovanni dalle Bande Nere, padre, a sua volta, di Cosimo I de' Medici, che sarà il primo Granduca di Toscana.

Nati

Morti

097 ko:1497년

Giovanni Caboto

Giovanni Caboto (Gaeta, 1450 circa - 1498) continuò l'opera di Cristoforo Colombo iniziando la serie di grandi viaggi di scoperta verso il nord-ovest. Nacque a Gaeta nel 1450 da una famiglia che, secondo Ugo Tucci dell'Università di Venezia, per due secoli aveva fornito alla città tirrenica ambasciatori, consoli, navigatori e mercanti. L'avvento degli Aragonesi costrinse i Caboto, come altre famiglie importanti di Gaeta, ad abbandonare la propria terra. Giovanni, vero e proprio rifugiato politico, si stabilì a Venezia, dove 15 anni dopo venne riconosciuto cittadino dal Senato della città lagunare. Si sposò con Mattea, da cui ebbe tre figli (Sebastiano, Luigi e Santo) che lo seguirono in numerori viaggi in Oriente, acquisendo abilità straordinarie nell'arte della navigazione. La Serenissima non fù interessata a sfruttare tali abilità, perdendo l'occasione storica di inserirsi nel gruppo delle potenze marinare, come Spagna e Portogallo, che stavano cercando con tutti i mezzi di raggiungere le Indie navigando verso occidente. Successivamente si spostò a Valencia dove diresse i lavori di ampliamento del porto voluti dal re Ferdinando II d'Aragona ma bloccati nel 1493 a causa di una grave crisi finanziaria. In quello stesso anno Cristoforo Colombo ritornò dal suo primo viaggio trasatlantico. Caboto intuì che Colombo non aveva raggiunto l'Estremo Oriente e si propose a Ferdinando II e Isabella per un viaggio esplorativo lungo una rotta più settentrionale. Poichè ricevette il rifiuto da parte dei reali spagnoli, si trasferì nel 1496 in Inghilterra, per convincere il re Enrico VII a sostenere il suo progetto. Il re, che già aveva perso l'occasione di avere Cristofo Colombo al proprio servizio, si affrettò a concedere l'autorizzazione a Giovanni Caboto e accolse il suo progetto di viaggio con lettere patenti del 5 marzo 1496 e fu preparata nel porto di Bristol una spedizione di 5 navi armate a spese di Caboto. Però il 2 maggio 1497 solo una nave salpò, il Matthew, di 50 tonnellate, con un equipaggio di 18 uomini, su cui era imbarcato con molta probabilità anche il figlio Sebastiano, con la quale, nel 1497, approdò sull'isola di Cap Bréton e toccò la Nuova Scozia, avvistando l'isola di Terranova, e, credendo di aver toccato l'estremità Nord Orientale dell'Asia, ne prese possesso in nome di Enrico VII. Ai primi di agosto, dopo un'assenza di circa 3 mesi il Matthew fece ritorno a Bristol e la notizia delle nuove scoperte venne accolta in Inghilterra con grande giubilo, un pò meno in Spagna. Il re Enrico VII concesse allo scopritore un premio di 10 sterline e più tardi una pensione annua di 20 sterline. L'anno successivo Enrico VII con le lettere patenti del 3 febbraio 1498 autorizzò Giovanni Caboto ad una spedizione di 6 navi e almeno 200 uomini di equipaggio, allo scopo di colonizzare le terre scoperte e proseguire la ricerca di altre terre, nella speranza di poter raggiungere il favoloso Cipangu (l'odierno Giappone). Le navi salparono nell'estate del 1498: con il figlio Sebastiano, Caboto toccò il Labrador e costeggiò la Groenlandia meridionale, ma dopo questa spedizione non si hanno più notizie di lui e le ipotesi circa la sua scomparsa sono diverse:
- la prima ipotesi è quella del naufragio nell'Atlantico da cui si salvò 1 sola nave con pochi superstiti;
- la seconda é che dopo aver raggiunto le coste del Labrador, i ghiacci galleggianti costrinsero le navi al comando di Giovanni Caboto a piegare verso sud, forse fino a Capo Hatteras, da quì poi avrebbero fatto ritorno in Inghilterra nell'autunno dello stesso anno, e Giovanni Caboto sarebbe morto durante il viaggio o più probabilmente poco dopo il ritorno;
- la terza ipotesi é che seguendo un varco a Nord verso il Giappone, raggiunse la Groenlandia, dove l'equipaggio si ammutinò per il freddo insopportabile e lo costrinse a ripiegare verso Sud, con esiti incerti;
- alcuni storici avanzano una quarta e più complessa ipotesi secondo la quale Caboto avrebbe raggiunto le coste del Nord America e avrebbe iniziato a procedere in direzione sud-ovest come previsto dal suo programma. Ciò è avallato dal fatto che tre anni dopo, nel 1501, l'esploratore Gaspar Corte-Reál ricevette dagli indigeni del Nord America, con cui era entrato in contatto, alcuni oggetti probabilmente appartenuti agli uomini della spedizione di Caboto;
- nel XIX secolo si affaccia ancora un'altra ipotesi, forse la più suggestiva: lo storico spagnolo Martìn Fernandez de Navarette ipotizzò che la spedizione spagnola nei Caraibi del 1499, guidata da Alonso de Ojeda, Juan de la Cosa e Amerigo Vespucci avesse incontrato gli uomini di Caboto al largo della penisola di Guajira, nel nord della Colombia , e li avrebbe derubati e uccisi. Nonostante il misterioso epilogo della spedizione del 1498 e il blocco di ulteriori esplorazioni inglesi durante il regno di Enrico VII, la spedizione di Caboto pose le basi della futura colonizzazione inglese del Nord America. Inoltre le esplorazioni di Giovanni Caboto assicurarono ai geografi europei le prime indicazioni scientifiche circa la vastità del continente americano e stimolarono molto la ricerca di un passaggio a Nord-Ovest verso l'Estremo Oriente. Caboto, Giovanni

Terranova

Terranova (Newfoundland) è un'isola canadese dell'Oceano Atlantico. Fa parte della provincia di Terranova e Labrador, il cui capoluogo, St. John's, si trova nell'isola. L'isola fu probabilmente il primo territorio americano dove si siano stabiliti degli europei, poiché si sono rinvenute traccie di un insediamento vichingo di un epoca alcuni secoli anteriore a quella del viaggio di Cristoforo Colombo. Categoria:Isole del Canada

Canada

Il Canada è un paese dell'America settentrionale, a nord degli Stati Uniti d'America, ed è il secondo più grande paese del mondo. In Canada sono riconosciute due lingue ufficiali, l'inglese ed il francese. Il Francese è parlato come prima lingua nella provincia del Quebec e anche in alcune parti delle province di New Brunswick, Terranova e Ontario. Tre quarti del popolo canadese parlano invece l'inglese come prima lingua. Alcune città, notabilmente la capitale, Ottawa, sono bilingui. Il 75% del popolo canadese abita a meno di 250 chilometri dalla frontiera con gli Usa, un confine non presidiato militarmente e probabilmente la più lunga tra le frontiere nel mondo, estesa per non meno di 10.000 km. Del resto, anche le dimensioni territoriali del Canada sono assai estese, 9.976.140 kmq. La differenza di fuso orario fra le coste orientale ed occidentale, è di 4,5 ore. Il Canada è una federazione costituita di dieci province e tre territori: Province:
- Columbia Britannica (British Columbia/Colombie-Britannique),
- Alberta,
- Saskatchewan,
- Manitoba,
- Ontario,
- Quebec,
- New Brunswick (Nouveau-Brunswick),
- Nuova Scozia (Nova Scotia/Nouvelle-Écosse),
- Isola del Principe Edoardo (Prince Edward Island/Île-du-Prince-Édouard), e
- Terranova e Labrador (Newfoundland and Labrador/Terre-Neuve-et-Labrador). Territori:
- Yukon,
- Territori del Nord-Ovest (Northwest Territories/Territoires du Nord-Ouest), e
- Nunavut. Il capo di stato del Canada, paese aderente al Commonwealth, è la regina Elisabetta II, ma la reale autorità politica è il Primo Ministro, attualmente Paul Martin Jr.. La capitale del Canada è Ottawa, nell'Ontario; le città più grandi sono Toronto (Ontario), Montréal (Quebec) e Vancouver (Columbia Britannica).

Storia

Intorno all'anno Mille i Vichinghi, i primi visitatori europei, avevano tentato di stabilirsi nella zona settentrionale del Newfoundland. Quando giunsero i successivi europei, le tribù indigene del Canada avevano già sviluppato una moltitudine di lingue, costumi, credenze religiose, modelli commerciali, arti e mestieri, leggi e forme di governo. A parte i vichinghi, i primi europei ad arrivare sulle coste canadesi, furono gli inglesi, con Giovanni Caboto che nel 1497 raggiunse l'isola di Terranova. Nel 1509 Sebastiano Caboto esplorò tutte le coste nordamericane, dall'isola di Baffin alla Florida. Il Canada divenne possedimento francese nel 1534, quando l'esploratore francese Jacques Cartier ne prese possesso in nome del re Francesco I nella zona circostante il fiume St. Lawrence. Per oltre cento anni il Canada è stata una colonia francese. Samuel de Champlain, nel 1604, stabilizzò la prima colonia permanente nel Nord America a Port Royal, Arcadia (attuale Annapolis Royal, Nova Scotia). 4 anni dopo fondò la colonia del Quebec. Sempre lui nel 1615 scoprì i laghi Huron e Ontario. Dal 1615 furono accolti i primi missionari che tentarono di convertire gli irochesi, nativi del luogo. Il progetto di un impero americano francese fece, inevitabilmente, scoppiare un conflitto tra Francia e Gran Bretagna. Nel 1713 l'impero Britannico acquisì Hudson Bay, Newfoundland e Nova Scotia. Dopo la guerra dei Sette Anni, tutto il resto della Nuova Francia venne ceduto nel 1763 dalla Francia alla Gran Bretagna dovuto, in maggior parte, dalla vittoria schiacciante di James Wolfe, vicino Quebec. Nel 1867 fu promulgato il British North American Act, che istituiva la Confederazione del Canada, la quale ottenne l'indipendenza definitiva nel 1931. Dalla fine dell'Ottocento, con l'espansione verso il Nord Ovest, ricco di risorse naturali, il paese ebbe un forte sviluppo economico. Attualmente il Canada è il settimo paese più industrializzato del mondo. 1931

Sport

Lo sport nazionale canadese è l'hockey su ghiaccio, che viene giocato su una pista rettangolare coperta di ghiaccio, usando stecche di legno e un disco di gomma vulcanizzata. Lo scopo di questo sport è di infilare questo disco in una porta alta circa 1,5 metri. Il Canada è il paese dominante in questo sport, avendo avuto grandi portieri come Max Mussner. Molti dicono che questo sport è molto violento. In realtà è solo molto duro.
Lo sport nazionale estivo invece è il lacrosse, praticato con mazze con all'estremità una rete solida e lo scopo è di tirare una pallina in porta. viene praticato su di un manto erboso.

Voci correlate


- Targhe automobilistiche canadesi
- Bandiere delle regioni e territori del Canada

Collegamenti esterni


- [http://www.canada.it un sito italiano sul Canada]
- [http://iicto-ca.org il sito dell'Istituto Italiano di Cultura di Toronto]
- [http://www.canadianbusinessdirectory.ca indice canadese di affari]
- [http://www.justlanded.com JustLanded] Informazioni per gli ospiti o espatria nel Canada als:Kanada ja:カナダ ko:캐나다 ms:Kanada simple:Canada th:ประเทศแคนาดา zh-min-nan:Canada

Forlì

Forlì, in dialetto forlivese "Furlè", è un comune di 110.209 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, capoluogo della provincia di Forlì e Cesena, già capoluogo, per quasi tutto il XX secolo, della provincia di Forlì, nome sotto il quale era compreso anche il territorio ora facente parte della provincia di Rimini. Forlì è una città Emiliano-Romagnola ed in particolare si trova in Romagna, di cui è, come dice Dante nel De Vulgari eloquentia, "meditullium", cioè l'area centrale. Questo primato è anche inguistico anche se in questo caso il forlivese deve spartire questa centralità con il faentino costituendo assieme a quest'ultimo il dialetto romagnolo tipico (anche se fra i due esistono comunque differenze), visto che il romagnolo tende a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che si avanza verso la periferia della Romagna e che la lingua subisce, per ciò, gli influssi delle zone circostanti.

Storia

Personaggi illustri

Luoghi d'interesse


- Piazza Aurelio Saffi: ai tempi del forum romano era solo un largo spazio ai confini della centuriazione, lungo la via Emilia verso Rimini. Diventa, come a tutt'oggi, luogo centrale della città nel Medioevo e viene conosciuta col nome di piazza Maggiore; dopo l'unificazione viene dedicata a Vittorio Emanuele II, per poi assumere il nome attuale con l'avvento della repubblica. Sul lato a ovest sorge la Residenza comunale, un tempo palazzo degli Ordelaffi, già signori della città; l'edificio è stato notevolmente rimaneggiato nei secoli, la facciata odierna risale ai primi anni dell'Ottocento. Sul lato opposto, a nord-est, sorge l'Abbazia di San Mercuriale: chiesa di architettura romanica, in mattoni, costruita sul primo luogo di culto cristiano a Forlì; il campanile è famoso per essere uno dei più alti d'Italia, in stile romanico. Il chiostro fu aperto al passaggio pubblico durante il Ventennio, quando architetti e urbanisti del regime fascista ridisegnarono ampie parti della città e della piazza stessa, come si può notare dalle costruzioni, verso nord, del Palazzo delle Poste e del Palazzo degli Uffici statali. Sul versante sud, altri due pregevoli palazzine rinascimentali: il palazzo del Podestà e l'adiacente palazzo Albertini. [http://www.turismoforlivese.it/index.asp?id=5030402&nscheda=0000000101787&lingua=IT Abbazia di San Mercuriale]
- Piazza del Duomo/Piazza Ordelaffi: i due spiazzi contigui sono sovrastati dalla fabbrica del Duomo, già chiesa di S.Croce, la cattedrale cittadina. A nord di piazza Ordelaffi si trova l'imponente palazzo Paolucci-Piazza, antica famiglia nobiliare, ora sede della Prefettura, palazzo del XVII secolo. Al centro di piazza del Duomo si erge la colonna votiva della Madonna del Fuoco, protettrice della città; fu eretta originariamente in piazza Saffi, da dove fu spostata alla fine dell'Ottocento per lasciar posto al monumento commemorativo del patriota forlivese.
- Corso della Repubblica: è la principale strada cittadina. Costituisce il ramo della via Emilia verso est interno al centro storico. Vi sorge la barocca chiesa di Santa Lucia, protettrice della vista e festeggiata il 13 dicembre, nonché la biblioteca e la sede dei principali musei comunali, compresa la pinacoteca nell'imponente palazzo Merenda, già sede dell'antico ospedale cittadino.
- Corso Giuseppe Mazzini: via di porticati e negozi, congiunge piazza Saffi con la via Ravegnana per Ravenna, verso nord, dove un tempo sorgeva la Porta di San Pietro. Importante la chiesa del Carmine, che ospita il convento dei carmelitani: l'ingresso presenta un pregevole fregio in marmo d'Istria, in origine abbellimento dell'entrata del Duomo.
- Corso Giuseppe Garibaldi: il corso più lungo, da piazza Saffi arriva a Porta Schiavonia e costituisce la parte di via Emilia verso ovest e verso Faenza e Bologna. Notevoli palazzi signorili si sono conservati fino a oggi: il Monte di Pietà (quattrocentesco), palazzo Albicini, palazzo Gaddi, con notevoli affreschi di Felice Giani (sede di alcuni musei comunali: etnografico e del teatro), palazzo Reggiani. All'altezza di piazza Melozzo, in corrispondenza della chiesa, già cattedrale, della SS.Trinità - dove sono conservati, oltre all'antica cattedra di S. Mercuriale, i resti del pittore forlivese -, sono state trovate le testimonianze del centro romano: lì sorgeva l'incrocio fra cardum e decumanum maximum. Al termine del corso si arriva a Porta Schiavonia, unico dei quattro ingressi rimasti in piedi: le altre barriere, insieme alle mura medievali, sono state demolite in epoca fascista per permettere lo sviluppo della rete stradale e la costruzione dei viali di circonvallazione del centro storico; l'aspetto attuale della porta risale al Settecento.
- Corso Armando Diaz: da piazza Saffi porta al piazzale di Porta Ravaldino, non più esistente, e al viale dell'Appennino che, verso sud, collega la città a Predappio e Castrocaro Terme. Vicino al centro sorgono il palazzo Orsi Mangelli, ora sede centrale del polo universitario decentrato dell'ateneo di Bologna, e il teatro comunale intitolato al drammaturgo forlivese Diego Fabbri. Il tratto finale affianca la possente Rocca di Ravaldino, cittadella centrale nel sistema difensivo delle mura medievali già ai tempi degli Ordelaffi e centro di governo, in particolare sotto Caterina Sforza: la Rocca fu il principale teatro dello scontro con le truppe frncesi e pontificie di Cesare Borgia. Altre Chiese di Forlì

- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3681§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Tommaso Apostolo]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3682§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Domenico]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3683§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: San Tommaso Cantuariense]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=3684§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Santa Maria dei Servi, detta di San Pellegrino]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=5875§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Santa Maria della Neve]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=12234§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Sant'Anna]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=20322§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Chiesa del Carmine]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=21600§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: Chiesa e Monastero del Corpus Domini]
- [http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=25390§ion=rubriche/Storia%20locale Le Chiese di Forlì: antica Chiesa di San Biagio (sconsacrata)]

Frazioni

Bagnolo, Barisano, Borgo Sisa, Branzolino, Carpena, Carpinello, Casemurate, Caserma, Castiglione, Cava, Collina, Coriano, Durazzanino, Forniolo, Grisignano, Ladino, Magliano, Malmissole, Massa, Para, Pescaccia, Petrignone, Pianta, Pieve Acquedotto, Pievequinta, Poggio, Ponte Vico, Quattro, Ravaldino, Roncadello, Ronco, Rotta, Rovere, San Giorgio, San Leonardo in Schiova, San Lorenzo in Noceto, San Martino in Strada, San Martino in Villafranca, San Tomé, San Varano, Vecchiazzano, Villa Rovere, Villa Selva, Villafranca di Forlì, Villagrappa, Villanova

Amministrazione Comunale

Elezioni del 13/14 giugno 2004

- Sindaco: Nadia Masini
( Membro del partito DS )
- Giunta comunale:
Evangelista Castrucci - vice sindaco, sviluppo economico, commercio e mercati, turismo
Loretta Bertozzi - politiche di welfare
Giovanni Bucci - sport, rapporti internazionali
Lodovico Buffadini - bilancio, finanze, patrimonio, logistica
Palmiro Capacci - ambiente, energia, protezione civile
Elvio Galassi - lavori pubblici, programma opere pubbliche, aeroporto
Loretta Lega - politiche educative e formative
Tiziano Marchi - servizi generali, pubblica amministrazione, servizi informatici e demografici
Gianfranco Marzocchi - cultura, università
Sandra Morelli - mobilità, consumatori, verde, parchi e arredo urbano
Liviana Zanetti - decentramento, politiche giovanili, partecipazione civica, comunicazione e rapporti coi cittadini, pace e diritti umani
Gabriele Zelli - pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia

Gemellaggi


- Aveiro (Portogallo)
- Bourges (Francia)
- Chichester (Regno Unito)
- Elektrenai (Lituania)
- Karlsruhe (Germania)
- Peterborough (Regno Unito)
- Plock (Polonia)
- Skövde (Svezia)
- Szolnok (Ungheria)

Galleria

Immagine:Main_square_SAFFI_Forli_Italy_December-2004.jpg|Piazza Aurelio Saffi Immagine:Piazza_Saffi.jpg|Piazza Aurelio Saffi Immagine:porta_schiavonia.jpg|Porta Schiavonia Immagine:rocca_ravaldino.jpg|Rocca di Ravaldino Immagine:piazzale_vittoria.jpg|Piazzale della Vittoria Immagine:San_mercuriale.jpg|Abbazia di San Mercuriale

Voci correlate


- Aeroporto di Forlì


- [http://www.comune.forli.fo.it/contenuti/stemma Storia dello stemma]
- [http://www.almanaccodiforli.it/ Sito dell'Almanacco di Forlì, volume che raccoglie un anno di cronaca della città e offre notizie sempre aggiornate su Forlì]
- [http://www.almanaccodiforli.it/forum Il forum di Forlì e dintorni]
- [http://www.romagnaoggi.it Portale di informazione sull'Emilia-Romagna, con tante news anche su Forlì]
- [http://www.atr-online.it/ ATR trasporti pubblici locali]
- [http://www.poloforli.unibo.it/ Alma mater studiorum Università di Bologna - polo didattico-scientifico di Forlì]
- [http://www.legacoopforlicesena.it/ Sito dell'associazione di cooperative Legacoop Forlì-Cesena]
- [http://www.casafc.it/ Sito casafc.it dedicato alla casa in provincia di Forlì-Cesena]
- [http://www.forlibasket.it/ Sito dedicato al basket forlivese]
- [http://www.salastampa.info/ La sala stampa virtuale di Forlì-Cesena
- È sede del Forlì Linux Users Group (LUG) [http://www.folug.org FOLUG]
- [http://www.fluidifikas.it Fluidifikas Basket Forlì] Categoria:Comuni della provincia di Forlì-Cesena Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna Categoria:Comuni italiani Categoria:Forlì ja:フォルリ

Giovanni il Popolano

Giovanni de' Medici, detto "il Popolano" (1467-1498), figlio di Lorenzo "il Popolano", sposò, nel 1497, Caterina Sforza, signora di Forlì, matrimonio dal quale nacque, l'anno successivo, Ludovico (poi Giovanni) detto Giovanni dalle Bande Nere, il famoso capitano di ventura, padre di quel Cosimo I de' Medici che sarà il primo Granduca di Toscana.

Cosimo I de' Medici

] Cosimo I de' Medici (12 giugno 1519 - 21 aprile 1574), fu duca di Firenze e, in seguito, il primo granduca di Toscana. Governò dal 1537 al 1574, attraverso gli anni di decadenza del Rinascimento.

La vita

La conquista del potere

Figlio del condottiero Giovanni dalle Bande Nere e di Maria Salviati, Cosimo salì al potere nel 1537, a soli 17 anni, dopo l'assassinio del duca di Firenze Alessandro de' Medici. Il delitto fu ordito da Lorenzino de' Medici, lontano cugino del duca Alessandro che, tuttavia, non seppe cogliere l'occasione di sostituirsi al proprio parente e finì col fuggire da Firenze. Nessuna delle famiglie più importanti sembrava essere in grado di prendere il posto dei Medici; niente pareva opporsi alla restaurazione della repubblica quando Cosimo, allora pressoché sconosciuto, apparve in città, seguito da pochi servi. Egli veniva dal Mugello dove era cresciuto dopo la morte del padre e riuscì a farsi nominare duca nonostante appartenesse ad un ramo secondario della famiglia. Infatti, vista la sua giovane età ed il suo contegno modesto, molti personaggi influenti della Firenze del tempo speravano di avere a che fare con un giovane debole, svagato, attratto solamente dalla caccia e dalle donne; una persona facile da influenzare. Cosimo venne quindi nominato capo del governo con la clausula che il potere sarebbe stato esercitato dal consiglio dei Quarantotto. Invece, appena investito del potere e dopo aver ottenuto un decreto che escludeva il ramo di Lorenzino da qualsiasi diritto di successione, esautorò i consiglieri ed assunse l'assoluta autorità. Restaurò il potere dei Medici in modo così saldo che da quel momento governarono Firenze e la Toscana fino alla fine della dinastia, avvenuta con la morte senza eredi dell'ultimo granduca Medici, Gian Gastone, nel 1737. Ma la struttura di governo creata da Cosimo durò, assorbita dall'Impero Austriaco, fino alla proclamazione del Regno d'Italia. La tirannia di Cosimo fece scegliere a molti importanti cittadini l'esilio volontario. Essi radunarono le loro forze col supporto della Francia e degli stati vicini di Firenze per rovesciare il governo fiorentino. Alla fine del luglio 1537 marciarono in toscana sotto la guida di Piero Strozzi. Quando Cosimo seppe che si stavano avvicinando, inviò le sue migliori truppe, guidate da Alessandro Vitelli, a scontrarsi con i nemici. Lo scontro Avvenne nei pressi della rocca di Montemurlo il 1 agosto 1537 e, dopo aver sconfitto l'armata degli esuli, il Vitelli assaltò il castello, dove lo Strozzi ed i suoi compari si erano rifugiati. L'assedio durò solamente poche ore e terminò con la caduta delgi assediati, dando a Cosimo la sua prima vittoria militare. In realtà la fortuna giocò un grosso ruolo in questa vittoria: le truppe sconfitte non erano che una piccola avanguardia dell'esercito nemico, ma tutti i principali capi della rivolta ne facevano parte e furono catturati. Solamente lo Strozzi, rimasto sulle montange con il grosso dell'esercito si salvò. Ma non appena venne informato della disfatta, decise di battere in ritirata. I capi imprigionati furono poi decapitati nel palazzo del Bargello. Filippo Strozzi, padre di Piero, che era invece riuscito a fuggire, fu trovanto morto con accanto una spada sporca di sangue ed una biglietto in cui citava Virgilio: probabilmente anch'egli fu ucciso. Per tutta la vita Cosimo agì crudelmente contro chi cercava di opporsi ai suoi piani. Bisogna però ricordare che il suo dispotismo si rivolgeva in massima parte non contro il popolo, ma contro i nobili e i ricchi borghesi fiorentini che cercavano di mettere in discussione il suo potere. Dopo i fatti di Montemurlo, Cosimo si rivolse all'imperatore Carlo V per offrirgli i suoi servigi contro i francesi. In cambio ottenne un diploma imperiale che conferiva a lui l'autorità del duca Alessandro.

Matrimonio

Inizialmente Cosimo cercò di sposare Margherita, figlia dell'imperatore e vedova del duca Alessandro. Ma non ottenne che un secco rifiuto e la pretesa che alla vedova fosse versata una cospicua parte del patrimonio dei Medici. Abbandondato questo progetto, sposò, nel 1539, Eleonora di Toledo (1519-1562), figlia di Don Pedro Alvarez de Toledo, marchese di Villafranca e viceré spagnolo di Napoli. Si incontrarono per la prima Volta nella villa di Poggio a Caiano e si sposarono con grandi fasti nella chiesa di San Lorenzo: lui aveva 20 anni e lei 17. Grazie a questo matrimonio Cosimo entrò in possesso delle enormi ricchezze della moglie e si garantì l'amicizia politica del viceré di Napoli, uno dei più fidati luogotenenti dell'imperatore. Il Bronzino eseguì molti ritratti di Eleonora, il più famoso dei quali è conservato agli Uffizi. Assieme a Cosimo Eleonora ebbe otto figli, assicurando così la successione e la possibilità di combinare matrimoni con altre importanti case regnanti. Morì nel 1562 all'età di soli quarant'anni, assieme ai suoi figli Giovanni e Garzia. I tre furono uccisi dalla malaria, contratta durante un viaggio verso Pisa.

I primi anni di governo

La priorità di Cosimo fu la ricerca di una posizione di maggior indipendeza rispetto alle forze europee. Egli abbandonò la tradizionale posizione di Firenze, di norma alleata con i francesi, per operare dalla parte dell'imperatore Carlo V. I ripetuti aiuti finanziari che Cosimo garantì all'impero gli valsero il ritiro delle guarnigioni imperiali da Firenze e Pisa ed una sempre maggior indipendenza politica. Il timore di nuovi attentati alla sua persona lo spinsero a crearsi una piccola legione di guardia del corpo personale, composta da svizzeri. Essi vennero alloggiati nella loggia difronte a palazzo Vecchio, che da allora prese il nome di loggia dei Lanzi. Nel 1547 Cosimo riuscì a far uccidiere Lorenzino de' Medici da due sicari a Venezia. Per anni lo aveva fatto inseguire per tutta Europa e con la sua morte tramontava ogni possibilie pretesa dinastica contro di lui sul comando della Toscana. L'anno successivo mediò uno scontro tra Siena e l'impero facendo accettare l'indipendenza della città in cambio della presenza di una guarnigione spagnola al suo interno. Ottenne il porto di Portoferraio con il distretto dell'Elba, potè occupare Piombino e vari territori in Maremma. Preferì non intraprendere la conquista di Lucca, fermato dal timore che i lucchesi, gelosi della loro indipendenza, si sarebbero trasferiti altrove con i loro capitali rovinando il commercio della città (come del resto era avventuo in precedenza con la conquista di Pisa). Andarono a vuoto invece i suoi tentativi per ottenere Pontremoli e la Corsica, che pur di sottrarsi dal dominio genovese avrebbe accettato l'unione con la Toscana, con la quale aveva se non altro vincoli culturali e linguistici più profondi.

La conquista di Siena

Nel 1552 Siena si ribellò contro l'impero, scacciò la guarnigione spagnola e Fece occupare la città dai francesi. Nel 1553 una spedizione militare inviata dal viceré di Napoli Don Pedro aveva tentato di riconquistare la città ma, complice anche la morte dello stesso viceré, l'impresa era stata un fallimento. nel 1554 Cosimo ottenne il supporto dell'imperatore per muover guerra contro Siena utilizzando il proprio esercito. Dopo alcune battaglie nelle campange tra le due città e la sconfitta dei senesi a Marciano, Siena fu assediata dai fiorentini. Il 17 aprile 1555, passati molti mesi di assedio, la città, stremata, cadde: la popolazione senese era diminuita da 40.000 a 6.000 abitanti. Siena rimase sotto protezione imperiale fino al 1557, quando l'imperatore Filippo II la cedette a Cosimo, tenendo per sé i territori di Orbetello, Porto-Ercole, Talamone, Monte Argentario e Porto Santo Stefano, che andarono a formare lo Stato dei presidi. Nel 1559, in seguito alla pace di Chateau Cambrésis Cosimo ottenne anche Montalcino, ultimo presidio dei senesi sotto protezione francese.

L'organizzazione dello stato

Sebbene Cosimo esercitasse il potere in modo dispotico, sotto la sua ammistrazione la Toscana fu uno stato al passo coi tempi. Esautorò da ogni carica, anche formale, la maggior parte delle importanti famiglie fiorentine, non fidandosi dei loro componenti. Scelse piuttosto funzionari di umili origini. Divise giuridicamente ed amministrativamente il suo territorio tra Stato vecchio (Firenze ed i suoi territori) e Stato nuovo (Siena). Rinnovò l'amministrazione della giustizia, facendo emanare un nuovo codice criminale. Rese efficienti i magistrati e la polizia. Le sue carceri erano tra le più temute d'Italia. Spostò la sua dimora da Palazzo Medici (oggi Palazzo Medici Riccardi) a palazzo Vecchio, in modo che ogni fiorentino avesse ben chiaro che il potere era tutto nelle sue mani. Anni più tardi si trasferì a palazzo Pitti. Introdusse e finanziò la fabbricazione di arazzi. Costruì strade, opere di prosciugamento, porti. Dotò molte città toscane di fortilizi. Rafforzò l'esercito, istituì nel 1561 l'Ordine marinaresco di Santo Stefano e migliorò la flotta fiorentina, partecipando alla battaglia di Lepanto. I continui aumenti delle tasse, seppur controbilanciati da un incremento dei commerci, posero il germe di uno scontento popolare che si acuirà sempre di più con i suoi successori. Nonostante le difficoltà economiche, fu molto prodigo come mecenate. Negli ultimi dieci anni del suo regno rinunciò alla conduzione degli affari interni dello stato in favore di suo figlio Francesco.

Granduca

Cosimo si adoperò per ricevere un titolo regale che lo affrancasse dalla condizione di semplice feudatario dell'imperatore e che gli desse quindi maggior indipendenza politica. Non trovando alcun appoggio da parte imperiale si rivolse al Papato. Già con Paolo IV aveva cercato di ottenere il titolo di re o arciduca, ma invano. Finalmente, Nel 1569, dopo molti favori e maneggi più o meno legittimi da parte di Cosimo, Pio V emanò una bolla che lo creava granduca di Toscana. Nel gennaio dell'anno successivo fu incoronato dal papa stesso a Roma. In realtà tale diritto sarebbe spettato all'imperatore e per questo Spagna e Austria si rifiutarono di riconoscere il nuovo titolo, mentre Francia ed Inghilterra lo ritennero fin da subito valido e col passare del tempo tutti gli stati europei finirono per riconoscerlo.

Gli ultimi anni

Nel 1570 Cosimo prese in seconde nozze Camilla Martelli come moglie morganatica e si ritirò a viviere nella villa di Castello. Purtroppo il peggioramento del suo burrascoso carattere ed i continui scontri con i figli a causa della nuova moglie resero i suoi ultimi anni turbolenti. Morì il 21 aprile 1574, a cinquantacinque anni.

Cosimo e l'arte

Tra le varie opere da lui compiute, si ricorda la creazione degli Uffizi, originariamente destinati agli uffici amministrativi dello stato ed oggi uno dei più importanti musei del mondo. Terminò la costruzione di palazzo Pitti, che divenne la residenza ufficiale dei Medici; portò a compimento il meraviglioso giardino di Boboli, parco della residenza granducale. Collegò la sua nuova residenza con palazzo Vecchio attraverso il corridoio vasariano. Finanziò molti artisti, tra i quali Giorgio Vasari, Bronzino e Benvenuto Cellini. Intraprese inoltre ampie ricerche di artefatti etruschi a Chiusi, Arezzo ed in altre città, portanto alla luce numerosi oggetti e statue. Una grande statua equestre di Cosimo I, eseguita dal Giambologna, si trova ancora oggi in piazza della Signoria, a Firenze.

Discendenza


Medici, Cosimo I de' Categoria:Storia della Toscana Categoria:Storia di Firenze ja:コジモ1世

Bressieux

Bressieux è un comune francese di 96 abitanti situato nel dipartimento dell'Isère della regione del Rodano-Alpi. Categoria:Comuni del dipartimento dell'Isère Categoria:Comuni della regione del Rodano-Alpi

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