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1524
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In settembre, Erasmo da Rotterdam pubblica il De libero arbitrio.
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Erasmo da Rotterdam
Erasmo da Rotterdam (Rotterdam 27 Ottobre 1466/1469 - Basilea 12 Luglio 1536), nome latinizzato di Geert Geertsz, insigne umanista olandese. Firmò i suoi scritti con lo pseudonimo di Desiderius Erasmus. La sua opera più conosciuta è lElogio della follia.
Figlio illegittimo di un prete, tale Roger Gerard, frequentò le severe scuole monastiche di Deventer e s'Hertogenbosch. Dopo la morte del padre, entrò nell'ordine agostiniano a Steyn, e fu ordinato prete nel 1492. Mentre prestava servizio presso il vescovo di Cambrai, iniziò lo studio della filosofia scolastica e del greco all'Università di Parigi. Trovando la vita religiosa poco congeniale al suo carattere, chiese e ottenne di essere dispensato dagli uffici sacri.
Dal 1499, effettuò viaggi in Francia, in Inghilterra ed in Italia entrando in contatto con i più importanti centri culturali, tenendovi lezioni e conferenze, e studiando gli antichi manoscritti. Tenne inoltre una fitta corrispondenza con alcuni dei personaggi più importanti del suo tempo. In Inghilterra, conobbe, tra gli altri, Tommaso Moro, ed insegnò greco all'università di Cambridge.
In Italia divenne amico del tipografo ed editore veneziano Aldo Manuzio.
Erasmo dedicò la maggior parte dei suoi studi all'ambito religioso. L'opera più importante fu lElogio della follia (1509), una satira della teologia scolastica, dell'immoralità del clero e della curia oltre ad un'esaltazione della follia del vero cristiano dedicante la sua vita alla fede. Si oppose duramente al protestantesimo di Martin Lutero, condividendo comunque la necessità di rinnovamento in ambito ecclesiastico.
Erasmo fu traduttore del Nuovo Testamento dal greco: proprio in quel periodo giungevano dalla Grecia i primi manoscritti dell'età classica e si iniziava a decifrare l'alfabeto greco nella sua interezza.
Le traduzioni (spesso a senso, senza la maturità filologica degli umanisti italiani guidati da Lorenzo Valla) forgiarono la sua vasta cultura umanistica e lo indussero a contrapporre la cultura teologica vista come creatrice di letterati alla fede religiosa che definisce creatrice di soldati di cristo, riprendendo il tema classico del miles christianus.
Ne "l'elogio della follia", la fede religiosa viene vista più come una pratica di carità che come una dottrina razionale, essendo il cristianesimo fondato sulla pazzia della croce. "L'elogio della pazzia" è quindi un'apologia della fede cristiana che contro e oltre le necessità della ragione accetta un articolo di fede indimostrabile, un uomo che è Dio, che muore e da solo risuscita sè stesso dai morti, in conflitto con la ragione, principale categoria della grecità classica. Ciò lo spinse a sentire la formazione classica dei teologi e letterati,ancora lontana dalla sensibilità richiesta dalle scritture evangeliche. .
Tra le altre opere Adagia (1500), Manuale del soldato cristiano (1503), Institutio principis christiani (1504), Colloquia familiaria (1522). Fu anche autore di un'edizione critica e di una traduzione del Nuovo testamento (1516). Questi lavori che riportavano i testi alle fonti originarie lo fecero considerare come il padre della Riforma protestante. In realtà, egli rimase cattolico anche se spesso si avvicinò alle posizioni riformiste.
I suoi attacchi agli errori delle autorità ecclesiastiche ed alla superstizione lo esposero all'accusa di essere luterano, ma Erasmo rifiutò sempre quest'accusa. Per far fronte agli attacchi che gli venivano mossi, illustrò la sua posizione ideologica con l'opera De libero arbitrio (1524), che conteneva una brillante critica a Martin Lutero (che a sua volta gli risponderà con il De servo arbitrio).
Erasmo godette di ampio prestigio nella sua epoca e gli venne anche offerta dal papa il cappello cardinalizio, che rifiutò. Dopo la sua morte, nel periodo successivo al Concilio di Trento, nella fase della controriforma, la sua libertà intellettuale venne guardata con sospetto e le sue opere vennero incluse nell'Indice dei libri proibiti, ma la sua guerra contro l'ignoranza e la superstizione fu motivata esclusivamente dalle sue convinzioni umanistiche.
categoria:biografie categoria:teologi olandesi categoria:scrittori olandesi categoria:filosofi olandesi
ja:デジデリウス・エラスムス
De libero arbitrioIl problema alla fine del XV secolo
Erasmo da Rotterdam, invitato ripetutamente a prendere posizione su Lutero e la sua dottrina, pubblicò nel settembre del 1524 il libello De libero arbitrio διατριβή [diatribé] sive collatio per Desiderium Erasmum Roterodamum.
Ma perché un’opera sul libero arbitrio? Principalmente perché la questione della libertà sembrerebbe proprio il centro, la quintessenza delle idee di Erasmo e Lutero; secondariamente, però, si deve notare che, occupandosi della responsabilità umana davanti a Dio, l’umanista non favorisce in niente l’amministrazione della Chiesa cattolica. Anzi: c’è chi vede in questa scelta una protesta in favore dei diritti dell’individuo, punto che con maggiore facilità permetterebbe a Erasmo di essere rispettivamente "cattolico e anticlericale".
La definizione di libero arbitrio su cui Erasmo costruisce il proprio discorso è quella di un "potere della volontà umana in virtù del quale l’uomo può sia applicarsi a tutto ciò che lo conduce all’eterna salvezza, sia, al contrario, allontanarsene". Ma è importante segnalare da subito che per la controversia -in seguito parrà manifesto- si rivelerà fondamentale e centrale il concetto di grazia.
Il pensiero di Erasmo
Il grande umanista, nella sua opera, è molto chiaro: arbitror esse aliquam liberi arbitrii vim. Dopo aver precisato che la controversia non mette ovviamente in discussione l’autorità e il valore delle Sacre Scritture, ma il loro senso, Erasmo commenta brevemente che, malgrado la sofferenza e i danni subiti a causa del peccato originale, il libero arbitrio permane ancora: solo l’immensa massa delle mancanze e l’abitudine al peccato intorbidano il giudizio e scuotono la libertà del volere. Chi afferma che il libero arbitrio può solo peccare s’esprime troppo duramente; ancor più duramente, però, s’esprime chi crede il libero arbitrio una vuota accezione, perché sia il bene che il male si realizzerebbero necessariamente in noi per opera di Dio.
Segue l’argomentazione basata sulle Scritture, con dei passi in cui, secondo Erasmo, si dimostra il libero arbitrio (gli uomini vengono esortati a scegliere il bene, Dio si lamenta della rovina del suo popolo, Cristo piange su Gerusalemme apostata che lo ripudia, e la invita a seguirlo, ecc.), e con altri in cui sembrerebbe essere negato (ma l’olandese spiega perché non vanno interpretati in quel modo) il libero arbitrio. Ma la soluzione di Erasmo (che lui stesso giudica come “moderata”) esce con tutta forza nel finale dell’opera: l’uomo può tutto con l’aiuto della grazia e dunque tutte le azioni umane possono essere buone; dal momento che tutto si sviluppa in tre parti (l’inizio, il progresso e la fine), s’accordano alla grazia i due estremi ma si riconosce che il libero arbitrio interviene solo nel progresso esclusivamente in modo che le due cause -la grazia di Dio e la volontà umana- concorrano allo stesso tempo e a una stessa opera indivisibile (dove, ad ogni modo, la grazia -che è la causa principale- si basterebbe da sola).
Un’idea che, secondo Godin, si può giudicare tomista nelle sue grandi linee. Particolarmente incisivo è l’esempio del padre, del figlio e del frutto che Erasmo presenta per supportare la sua soluzione: il padre alza il figlio che ancora non sa camminare, che cade e che fa degli sforzi disordinati; gli mostra un frutto posato davanti a lui; il bambino vuole correre a prenderlo, ma la sua debolezza è tale che cadrebbe se il padre non lo sostenesse e guidasse. È quindi solo grazie alla conduzione del padre che il bambino arriva al frutto che sempre suo padre gli mette volentieri nelle mani come ricompensa; ma il bambino non sarebbe riuscito ad alzarsi se il padre non l’avesse sostenuto, non avrebbe visto il frutto se il padre non glielo avesse mostrato, non sarebbe potuto avanzare senza la guida del padre, non avrebbe potuto prendere il frutto se il padre non glielo avesse dato! Cosa potrà arrogarsi il bambino? Malgrado nulla avrebbe potuto compiere con le sue forze, ha pertanto fatto qualcosa. Allo stesso modo dalla soluzione moderata erasmiana verrebbe che esiste un’opera buona, anche se imperfetta, ma della quale l’uomo non può arrogarsi niente; avrà un merito, ma di questo la totalità va a Dio.
Voci correlate
- Libero arbitrio
- De servo arbitrio
categoria:opere filosofiche
categoria:opere letterarie
Categoria:Anni del XVI secoloIl XVI secolo comprende gli anni che vanno dal 1501 al 1600
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01-16
ja:Category:16世紀
MagnitúdóA csillagászat területén egy csillagnak, bolygónak vagy más égitestnek a látszólagos fényességét (azt, hogy mennyi fény jut hozzánk az égitestről) a látszólagos magnitúdóval (m) jellemezzük. Százszor gyengébb fényintenzitásnak (ami olyan, mintha az égitestet tízszer távolabbról néznénk) 5 magnitudó növekedés felel meg; 2,512-szeresnek egy magnitudó (a 2,512 a 100 ötödik gyöke, 1001/5). Tehát a nagyobb magnitudójú égitest halványabb! Természetesen a skálához szükség van alapontra, ezt alább részletezzük.
Ettől megkülönbözetjük az abszolút magnitúdót (M). Csillagok és galaxisok esetén, azt mutatja meg, hogy 10 parsec távolságból milyen fényesnek látnám, bolygók és más Naprendszerbeli égitestek esetén pedig azt, hogy milyen fényesnek látnám, ha a Földtől és a Naptól is 1 csillagászati egység (CsE) távolságra lenne.
A Nap abszolút magnitúdója +4.83 a V (sárga) sávban és +5.48 a B (kék) sávban.
A látszólagos fényesség valójában a légkör vastagságától és állapotától is függ. A látszólagos magnitúdót úgy adják meg, mintha nem légkörön keresztül néznénk.
Definíció
Az m magnitúdó definíciója (az F sugárzási fluxus függvényében):
m = -log2.51(F/FVega)
A magnitúdórendszer standardjaként az északi félgömb Lant csillagképében elhelyezkedő Vega nevű csillagot használták, tehát FVega az adott idő alatt a Vegáról a Földre érkező fény mennyiségét jelenti. Ez a definíció azt jelenti, hogy a Vega magnitúdója definíció szerint minden szűrőn keresztül nulla.
Újabb definíció:
Kategória:Csillagászat
ja:等級 (天文)
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