:: wikimiki.org ::
| 17 Dicembre |
17 dicembre
Il 17 dicembre è il 351° giorno del Calendario Gregoriano (il 352° negli anni bisestili).
Mancano 14 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 283 - San Caio diventa Papa.
- 384 - San Siricio diventa Papa.
- 1538 - Papa Paolo III scomunica Re Enrico VIII d'Inghilterra
- 1869 - Apertura del Canale di Suez.
- 1903 - Primo volo a motore del Fratelli Wright.
- 1935 - Primo volo del Douglas DC-3.
- 1941 - I nazisti iniziano l'assedio di Sebastopoli.
- 1944 - Il Western Defense Command emana una dichiarazione che pone fine all'Internamento dei giapponesi negli USA.
- 1944 - Nel massacro di Malmedy, circa 80 prigionieri di guerra statunitensi vengono giustiziati dalle Waffen-SS di Joachim Peiper.
- 1961 - L'India strappa Goa al Portogallo.
- 1969 - L'aviazione degli Stati Uniti annuncia che le sue investigazioni sugli UFO non hanno dato prove dell'esistenza di astronavi extraterrestri.
- 1969 - Iniziano i colloqui per il trattato SALT I.
- 1970 - Si apre il processo per il Massacro di My Lai.
- 1970 - Rivolte di massa nelle città costiere della Polonia finiscono con il massacro degli operai dei cantieri navali a Gdynia.
- 1973 - L'American Psychiatric Association toglie l'omosessualità dalla sua lista di malattie mentali.
- 1989 - Il Brasile tiene le sue prime elezioni libere in 25 anni.
- 2002 - Accordi di pace firmati nella Repubblica Democratica del Congo.
- 2003 - Primo volo supersonico della SpaceShipOne.
Nati
- 1778 - Humphry Davy, chimico inglese († 1829)
- 1796 - Thomas Chandler Haliburton, romanziere († 1865)
- 1799 - Titian Peale, artista († 1885)
- 1807 - John Greenleaf Whittier, poeta e abolizionista statunitense(† 1892)
- 1853 - Herbert Beerbohm Tree, attore britannico († 1917)
- 1872 - Mistinguett, attrice e cantante francese († 1956)
- 1873 - Ford Madox Ford, scrittore († 1939)
- 1874 - William Lyon Mackenzie King, politico canadese († 1950)
- 1893 - Erwin Piscator, regista tedesco († 1966)
- 1894
- Arthur Fiedler, direttore d'orchestra statunitense († 1979)
- Hans Henny Jahnn, drammaturgo e saggista († 1959)
- 1901 - Lee Strasberg, attore, regista, insegnante di recitazione ucraino († 1982)
- 1903 - Erskine Caldwell, scrittore († 1987)
- 1906
- Simo Häyhä, cecchino († 2002)
- Soichiro Honda, pioniere dell'automobile giapponese († 1992)
- 1908 - Willard Frank Libby, fisico e chimico († 1980)
- 1911 - André Claveau, cantante francese (†2003)
- 1922 - Mario Rigamonti, calciatore italiano
- 1925 - Rock Hudson, attore statunitense († 1985)
- 1929 - William Safire, editorialista
- 1930
- Armin Mueller-Stahl, attore russo
- Bob Mathias, atleta
- Bob Guccione, editore
- 1931 - Constantin Freiheer von Heeremann, politico tedesco
- 1938
- Gordon Lightfoot, musicista
- Peter Snell, atleta neozelandese
- 1939 - Eddie Kendricks, musicista
- 1941 - Gene Clark, musicista
- 1942 - Paul Butterfield, musicista († 1987)
- 1943
- Ron Geesin, musicista
- Lauren Hutton, attrice e modella statunitense
- 1944
- Jack L. Chalker, scrittore
- Lorne Michaels, produttore canadese
- 1945 - Elvin Hayes, cestista
- 1947 - Wes Studi, attore statunitense di origine Cherokee
- 1973 - Paula Radcliffe, atleta
- 1975 - Milla Jovovich, attrice e modella ucraina
- 1977 - Raphael Ibanez, giocatore di rugby francese
Morti
- 1187 - Papa Gregorio VIII (n. ca. 1100)
- 1273 - Jalal al-Din Muhammad Rumi, poeta e mistico sufi persiano (n. 1207)
- 1663 - Nzinga, Regina di Ndongo e Matamba (n. 1583)
- 1813 - Antoine Parmentier, agronomo francese (n. 1737)
- 1830 - Simón Bolívar, generale e patriota sud americano (n. 1783)
- 1907 - William Thomson, dal 1892 conosciuto come Lord Kelvin, fisico britannico (n. 1824)
- 1909 - Re Leopoldo II del Belgio (n. 1835)
- 1930 - Peter Warlock, compositore inglese (n. 1894)
- 1931 - Alfredo Testoni, commediografo italiano
- 1957 - Dorothy L. Sayers, scrittrice britannica (n. 1893)
- 1964 - Victor Franz Hess, fisico statunitense (n. 1883)
- 1987
- Irving Allen, produttore polacco (n. 1905)
- Marguerite Yourcenar, scrittrice francese (n. 1903)
- 1992 - Dana Andrews, attore statunitense (n. 1909)
- 1999 - Grover Washington Jr., musicista (n. 1943)
- 2003 - Ed Devereaux, attore australiano (n. 1925)
- 2004
- Agnes Martin, pittrice statunitense
- Mahmoud Messaadi, scrittore tunisino
- Sidonie Goossens, musicista britannica
- Liliana Iacoca, scrittrice brasiliana
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
A partire da questo giorno la Chiesa Cattolica inizia la seconda parte dell'Avvento, caratterizzata da una preghiera più intensa e da una preparazione più serrata alla celebrazione della festività del Natale.
Santi cattolici:
- Santi Anania, Misaele e Azaria, martiri
- Santa Begga, badessa di Andenne
- San Floriano, venerato a Bologna
- San Giovanni de Matha, sacerdote
- Santa Iolanda
- San Lazzaro di Betania
- Sant'Olimpia, vedova
- Santa Wivine, badessa benedettina
Laiche
17
ja:12月17日
ko:12월 17일
ms:17 Disember
simple:December 17
th:17 ธันวาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Papa CaioSan Caio fu Papa dal 283 alla sua morte avvenuta nel 296. Era figlio di Gaio, o, secondo Santa Susanna di Concordio, un parente dell'Imperatore Diocleziano, e divenne Papa il 17 dicembre 283. La sua tomba, con l'epitaffio originale, venne scoperta nelle catacombe di Callisto, e al suo interno si rinvenne l'anello con il quale sigillava le sue lettere (si veda Arringhi, Roma subterr., 1. iv. c. xlviii. p. 426).
Viene celebrato il 22 aprile, assieme a Papa Sotero. San Caio viene ritratto nell'arte mentre indossa la tiara papale, in compagnia di San Nereo. Viene venerato in Dalmazia e a Venezia.
Caio
ko:교황 카이오
384
Eventi
Nati
Morti
084
ko:384년
Papa
), Giovanni Paolo II]]
Papa è il titolo detenuto dal vescovo di Roma e dai patriarchi di Alessandria d'Egitto.
Ad assumere il titolo di papa fu Siricio, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma ad essere acclamato pontefice, dopo la rinuncia dell'imperatore Graziano a tale carica. Attualmente il soglio pontificio è occupato da Joseph Alois Ratzinger con il nome da lui scelto, Papa Benedetto XVI.
Nella Chiesa antica
Già al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali: "In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi." Mentre la sede di Roma si ritiene fondata dall'apostolo Pietro, quella di Alessandria fu fondata dall'evangelista Marco, sebbene la tradizione relativa non sia antica come quella di Roma.
Il ruolo del papa nella Chiesa cattolica
evangelista Marco
evangelista Marco
Nella Chiesa cattolica il papa di Roma ha compiti a diversi livelli, locale e universale:
Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa. Il papa è inoltre arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche.
Poichè la fondazione della sede di Roma viene fatta risalire a San Pietro, il papa viene anche detto successore del principe degli apostoli.
Il papa è anche il primate della chiesa cattolica italiana.
Egli è inoltre il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di sua santità o santo padre.
Nella Chiesa cattolica al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre chiese, derivato dall'essere successore di Pietro.
Egli è capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il Papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana.
Il Codice di diritto canonico definisce il Papa Organo supremo della potestà di giurisdizione e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato sommo pontefice della Chiesa Universale e Servo dei servi di Dio.
Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano della Santa Sede e dello stato della Città del Vaticano, che è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.
L'infallibilità papale
Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioé quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" [...] e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". Pertanto quanto da lui stabilito "vincola tutta la Chiesa". Tale prerogativa non è generalmente accettata dalle altre confessioni cristiane.
L'elezione del papa
Le modalità di elezione del papa hanno subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni papi vennero nominati dall'imperatore del Sacro romano Impero.
Attualmente l'elezione del Papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente pontefice. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato può essere eletto Papa e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgante nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da Papa Giovanni Paolo II nel 1996.
Il nome dei papi
È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo papa a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, papa Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché stranieri. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II come forma di rispetto per San Pietro. Alla fine cambiare il nome divenne una regola che ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriano Breakspear fu Adriano IV, Marcello Cervini fu Marcello II.
Voci correlate
- Diocesi di Roma
- Patriarcato di Alessandria
- Elenco dei Papi
- I 10 pontificati più lunghi
- I 10 pontificati più brevi
- Anello del pescatore
- Profezia sui papi
- Papi riformatori
Collegamenti esterni
- [http://145.253.206.229/benedetto/ - Benedetto XVI a Colonia nel 2005]
- [http://www.tuttipapi.it/index.htm Tuttipapi.it] cronologia - ritratti, cenni biografici, stemmi dei sommi pontefici, palazzi, tombe, epitaffi, mausolei e curiosità
Categoria:Diritto canonico
Categoria:Ministeri della Chiesa Cattolica
Categoria:Vaticano
als:Papst
ja:ローマ教皇
ko:교황
ms:Paus (Katholik)
simple:Pope
th:พระสันตะปาปา
Papa Paolo III
Paolo III, nato Alessandro Farnese (29 febbraio 1468 - 10 novembre 1549), fu Papa dal 1534 al 1549. Fu lui a convocare il Concilio di Trento nel 1545.
Nato come Alessandro Farnese, a Canino, nell'Alta Tuscia Laziale (oggi provincia di Viterbo), discendeva da parte di madre dalla famiglia Gaetani, dalla quale discendeva anche Papa Bonifacio VIII.
Alessandro ricevette la sua istruzione a Roma e Firenze da distinti umanisti, e divenne protonotaio della curia sotto Papa Innocenzo VIII. Da Papa Alessandro VI ricevette una rapide promozione, divenendo cardinale nel 1493. Fu vicino a succedere a Papa Leone X e a Papa Adriano VI.
Sotto Papa Clemente VII divenne vescovo cardinale di Porto (Ostia) e diacono del sacro collegio, ed alla morte di Clemente VII, nel 1534, venne eletto Papa.
Le sue prime nomine al cardinalato, in 18 dicembre 1534, resero chiaro che il nepotismo era di nuovo alla ribalta; poiché il copricapo rosso andò a posarsi sulle teste di Alessandro Farnese ed Ascanio Sforza, suoi nipoti, dell'età di quattordici e sedici anni rispettivamente. Tra le nomine successive troviamo Gasparo Contarini, Sadoleto, Pole, e Giovanni Pietro Carafa, futuro Papa Paolo IV.
Papa Paolo IV
Paolo III era coinvolto seriamente nello sforzo di migliorare la situazione ecclesiastica, ed il 2 giugno 1536 emise una bolla che convocava un concilio generale a Mantova nel 1537. Ma sin dall'inizio gli stati tedeschi protestanti rifiutarono di inviare delegati ad un concilio in Italia, mentre il Duca di Mantova stesso fece tali richieste, che Paolo inizialmente rinviò di un anno, e poi annullò l'intero progetto.
Nel 1536, Paolo invitò nove eminenti prelati, che si distinguevano per erudizione e pietà, ad agire in comitato e relazionare sulla riforma e ricostruzione della Chiesa. Nel 1537 essi presentarono il loro celebrato Concilium de emendenda ecclesia (in J. le Plat, Monumenta ad historiam Concilii Tridentini, ii. 596-597, Lovanio, 1782), esponendo gravi abusi nella Curia, nell'amministrazione della Chiesa e nelle celebrazioni pubbliche; e profferendo molte parole oneste e coraggiose a favore dell'abolizione di tali abusi. Questo rapporto venne stampato non solo a Roma, ma anche a Strasburgo e altrove.
Ma ai protestanti ciò non sembrò abbastanza; Martin Lutero mise come prefazione alla sua edizione (1538), una vignetta che mostrava i cardinali mentre pulivano le Stalle di Augia con le loro code da volpe, invece che con delle vigorose ramazzate. Eppure il Papa era onesto quando affrontò il problema della riforma. Egli percepiva chiaramente che l'imperatore non avrebbe avuto riposo fino a quando il problema non fosse stato affrontato sul serio, e che il modo più sicuro per convocare un concilio, senza pregiudizio per il Papa, era tramite una procedura inequivocabile che non lasciasse spazio al dubbio sulla prontezza del Papa a fare ammenda. Ciononostante è chiaro che il concilio non portò frutti nell'attuale situazione, e che a Roma nessun risultato fece seguito alle raccomandazioni del comitato.
D'altra parte, gli eventi generarono gravi complicazioni politiche. Allo scopo di investire il nipote Ottavio Farnese del Ducato di Camerino, Paolo strappò questo con la forza al Duca di Urbino (1540). Egli inoltre si trovò in uno stato di guerra virtuale con i suoi sudditi e vassalli, a causa dell'imposizione di pesanti tasse. Perugia, che rinunciò all'obbedienza, venne assediata da Pier Luigi e perse completamente la sua libertà al momento della resa. I cittadini di Colonna vennero prontamente sconfitti, ed Ascanio venne bandito (1541). Dopo questi fatti sembrò il momento giusto per eliminare definitivamente l'eresia.
Mentre non era ancora prevedibile nella Roma del 1540, quando la Chiesa riconobbe ufficialmente la giovane società formata da Ignazio di Loyola (vedi: Gesuiti), quale grande risultato questa nuova organizzazione era destinata ad ottenere; prendeva piede proprio in quel periodo una deliberata e graduale azione contro il protestantesimo. Il secondo stadio visibile di questo processo venne segnato nel 1542 dall'istituzione, o riorganizzazione, del Santo Uffizio (vedi Inquisizione).
D'altra parte, l'imperatore insisteva che Roma dovesse portare avanti il progetto di un recupero pacifico dei protestanti tedeschi. A questo scopo il Papa inviò il nunzio Morone a Hagenau e Worms, nel 1540; mentre, nel 1541, il Cardinale Contarini prese parte ai procedimenti della Conferenza di Regensburg. Fu Contarini che portò alla formulazione di una definizione, in connessione con l'articolo di giustificazione, nel quale si trova la famosa formula "dalla sola fede siamo giustificati", alla quale venne combinata, comunque, la dottrina Cattolica Romana delle opere buone. A Roma, questa definizione venne rigettata nel concistoro del 27 maggio, e Lutero dichiarò che poteva accettarla solo a patto che gli oppositori ammettessero di aver insegnato in maniera differente da quanto indicato nella presente istanza.
Il risultato generale della conferenza e l'attitudine della Curia, compreso il rifiuto delle proposizioni di Contarini, mostra un deciso allontanamento dal tentativo di comprensione con i Protestanti. Tutto ciò che ci si poteva qundi aspettare dal Papa era che avrebbe cooperato con la repressione violenta degli "eretici" in Germania, così come aveva fatto in Italia, creando per la loro annichilazione un braccio della rivitalizzata Inquisizione.
Eppure, anche ora, e in particolare dopo che la Conferenza di Regensburg si era dimostrata inutile, l'imperatore non finì di insistere per la convocazione di un concilio. Il risultato finale della sua insistenza fu il Concilio di Trento il quale, dopo numerosi rinvii, venne infine convocato con la bolla Laetare Hierusalem, del 15 marzo 1545. Nel frattempo, dopo la Pace di Crespy (settembre 1544), la situazione si era configurata in modo tale che Carlo V iniziò a reprimere il protestantesimo con la forza. Pendente la dieta del 1545 a Worms, l'imperatore concluse un accordo di azione congiunta con il legato pontificio, Cardinale Alessandro Farnese. Il Papa avrebbe aiutato nella guerra progettata contro i principi e i territori evangelici. La pronta accettazione del progetto di guerra da parte di Paolo III fu probabilmente basata su motivazioni personali. Il momento gli sembrò opportuno, dato cher l'imperatore era sufficentemente preoccupato dai reami tedeschi, per acquisire per suo figlio Pier Luigi i ducati di Parma e Piacenza. Anche se questi appartennevano agli Stati Pontifici, Paolo pensò di avere la meglio sulla riluttanza dei caridnali scambiando i ducati con i meno preziosi domini di Camerino e Nepi. L'imperatore accettò, a causa della prospettata ricompensa di 12.000 unità di fanteria, 500 cavalieri e una considerevole quantità di denato.
In Germania la campagna iniziò ad occidente, dove i movimenti protestanti operavano nell'arcivescovato di Colonia dal 1542. La Riforma li, non era stata un successo completo, poiché il consiglio cittadino a la maggiornaza del capitolo gli si opposero; perciò il 16 aprile 1546, Herman di Wied venne scomunicato, le sue truppe lo abbanddonarono, ed egli, nel febbraio 1547, venne costretto ad abdicare dall'imperatore.
Allo stesso tempo la guerra aperta era scoppiata contro i principi e i territori evangelici, e le città loro alleate nella Lega di Smalcalda (si veda: Filippo d'Assia). Per la fine del 1546, Carlo V era riuscito a soggiogare la Germania meridionale, mentre la vittoriosa battaglia di Muhlberg, il 24 aprile 1547, stabilì la sua sovranità imperiale in Germania e consegnò nelle sue mani i due capi della Lega.
Ma mentre a nord delle Alpi l'imperatore era stato strumentale al recupero della Germania al cattolicesimo romano, il Papa si distaccò da lui poiché l'imperatore stesso si era tenuto distante nella questione del riconoscimento di Parma e Piacenza a Pier Luigi, e la situazione giunse ad una rottura totale quando il vice-reggente imperiale, Ferrante Gonzaga, procedette all'espulsione forzata di Pier Luigi.
Il figlio del Papa venne assassinato a Piacenza e Paolo III credette che ciò non potesse essere accaduto all'insaputa dell'imperatore. Nello stesso anno, comunque, e dopo la morte del Re di Francia Francesco I, con il quale aveva cercato un'allenaza, le circostanze spinsero il Papa a fare la volontà dell'imperatore e ad accettare le misure ecclesiastiche adottate durante l'Interim. In riferimento all'eredità del principe assassinato, la restituzione della quale Paolo III richiese apparentemente in nome e per il bene della Chiesa, i progetti del Papa vennero ostacolati dall'imperatore, che si rifiutò di cedere Piacenza, e dall'erede di Pier Luigi a Parma, Ottavio Farnese.
In conseguenza di un violento alterco a questo riguardo con il Cardinal Farnese, il Papa, ad ottantun anni d'età, ne venne così agitato da cadere in una malattia per la quale morì il 10 novembre 1549.
Paolo III si dimostrò incapace di sopprimere la riforma protestante, anche se fu durante il suo pontificato che vennero gettate le fondamenta per la controriforma.
Voci correlate
- Carlo V e i Papi - i due poteri
- Ducato di Castro
- Pier Luigi Farnese, duca di Parma
Paolo 03
Categoria:Cristianesimo
ja:パウルス3世 (ローマ教皇)
ko:교황 바오로 3세
Enrico VIII d'Inghilterra
Enrico VIII (28 giugno 1491–28 gennaio 1547) è stato Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda (in seguito re d'Irlanda) dal 22 aprile 1509 fino alla morte. Fu il secondo monarca della dinastia dei Tudor, essendo succeduto al padre Enrico VII d'Inghilterra. È famoso per essersi sposato sei volte e aver detenuto il potere più assoluto tra tutti i Re britannici. Durante il suo regno ebbe luogo la rottura con la Chiesa cattolica e la nascita della Chiesa d'Inghilterra, lo scioglimento dei monasteri e l'unione dell' Inghilterra col Galles.
Durante il regno di Enrico VIII vennero promulgate numerose importanti leggi inglesi. Tra le altre quelle che hanno separato la Chiesa Inglese dalla Chiesa cattolica ed hanno messo Enrico a capo della chiesa d'Inghilterra; gli "Acts of Union" emessi tra il 1536 ed il 1543 (che hanno unito l'Inghilterra ed il Galles in una nazione), il Buggery Act del 1533 — la prima legge contro la sodomia in Inghilterra — e il Witchcraft Act del 1542 — che puniva con la morte "l'invocazione o l'evocazione dello spirito diabolico".
Enrico è noto per stato essere un avido scommettitore e giocatore di dadi. In gioventù eccelleva nello sport, in particolare nel "tennis reale". Era inoltre un musicista completo, autore sia della musica che del testo; secondo la leggenda, ha scritto la famosa canzone popolare "Greensleeves". Inoltre promosse la costruzione e il miglioramento di parecchi edifici significativi, incluso il King's College a Cambridge, la Christ Church ad Oxford, il palazzo di Hampton Court, il palazzo di Nonsuch e l'Abbazia di Westminster.
I primi anni
Nato al palazzo di Placentia, Enrico era il terzo figlio di Enrico VII e di Elisabetta di York. Soltanto tre dei sei fratelli di Enrico — Arturo, principe di Galles, Margherita e Maria Tudor (in seguito regina consorte di Francia) — sopravvissero all'infanzia. Suo padre era diventato re con la conquista, ma aveva consolidato la corona sposando Elisabetta, la sorella di Edoardo V d'Inghilterra.
Nel 1493, il giovane Enrico fu nominato Conestabile del castello di Dover e Lord Guardiano dei Cinque Ports. Nel 1494, fu creato Duca di York. In seguito fu nominato Earl Marshal d'Inghilterra e Lord Luogotenente d'Irlanda, sebbene fosse ancora un bambino.
Nel 1501, assistette alle nozze del suo fratello più anziano Arturo e di Caterina d'Aragona, che avevano allora rispettivamente solo circa quindici e sedici anni. I due furono mandati per qualche tempo nel Galles, come era consueto per l'erede-presunto e sua moglie, ma Arturo morì d'infezione. Di conseguenza, all'età di undici anni, Enrico, duca di York divenne erede al trono. Subito dopo, fu nominato Principe di Galles.
Enrico VII desiderava ancora effettuare un'alleanza matrimoniale fra Inghilterra e Spagna con un matrimonio fra Enrico, ora principe di Galles e Caterina. Poiché il principe del Galles si impegnava a sposare la vedova di suo fratello, in primo luogo doveva ottenere una dispensa dal papa. Caterina testimoniò che la sua prima unione non era mai stata consumata; se fosse stato vero, non ci sarebbe stato bisogno di nessuna dispensa papale. Ciò nonostante, sia i partiti inglesi che spagnoli si accordarono sulla necessità di una dispensa papale per la rimozione di tutti i dubbi per quanto riguardava la legittimità dell'unione. Per l'impazienza della madre di Caterina, la regina Isabella, il papa concesse frettolosamente la sua dispensa con una Bolla papale. Quindi, quattordici mesi dopo la morte del marito, Caterina si trovò promessa al principe di Galles. Nel 1505, tuttavia, Enrico VII perse interesse nell'alleanza con la Spagna ed il giovane Principe di Galles fu costretto a dichiarare che il suo impegno era stato preso senza il suo assenso.
Gli inizi del regno
Enrico ascese al trono nel 1509 alla morte del padre. Il padre di Caterina, Ferdinando II di Aragona, cercava di controllare l'Inghilterra attraverso sua figlia e conseguentemente insistette per sua unione con il nuovo re inglese. Enrico sposò Caterina circa nove settimane dopo la sua ascesa al trono, malgrado le preoccupazioni di Papa Giulio II e di William Warham, Arcivescovo di Canterbury, sulla validità dell'unione. Entrambi furono incoronati nell'Abbazia di Westminster il 24 giugno 1509. La prima gravidanza della regina Caterina si concluse con un figlio nato morto nel 1510. Poi diede alla luce un figlio, Enrico, il 1 gennaio 1511, ma questo visse soltanto fino al 22 febbraio.
Per due anni dopo l'ascesa di Enrico, Richard Fox, Vescovo di Winchester e Lord del Sigillo Privato, assieme William Warham controllarono gli affari di stato. Dal 1511 in poi, tuttavia, il potere fu tenuta dal cardinale Thomas Wolsey. Nel 1511, Enrico aderì alla Lega santa, un'alleanza contro il re francese Luigi XII di principi europei come il papa Giulio II, l'imperatore Massimiliano I e Ferdinando II, con quale Enrico aveva firmato il Trattato di Westminster. Enrico raggiunse di persona l'esercito inglese quando attraversò la Manica per la Francia partecipando ad assedi e battaglie.
Tuttavia nel 1514 Ferdinando abbandonò l'alleanza e gli altri firmarono la pace con i Francesi. L'irritazione verso la Spagna portò ad una discussione per il divorzio dalla regina Caterina. Tuttavia, con l'ascesa del re Francesco I di Francia nel 1515, l'Inghilterra e la Francia furono nuovamente antagoniste ed Enrico si riconciliò con Ferdinando. Nel 1516, la regina Caterina diede alla luce ad una bambina, Maria, facendo pensare ad Enrico che poteva ancora avere un erede maschio malgrado le precedenti gravidanze non positive di sua moglie (un nato morto, un aborto e due infanti vissuti brevemente).
Ferdinando morì nel 1516, e gli successe suo nipote — e quindi nipote della regina Caterina; — Carlo V. Nel 1519, alla morte di Massimiliano, Wolsey — che in quel momento era un cardinale; — propose segretamente Enrico come candidato per la carica di Sacro Romano Imperatore, pur sostenendo in pubblico il re francese Francesco I. Alla fine, tuttavia, i Principi elettori scelsero Carlo. La successiva rivalità fra Francesco e Carlo permise ad Enrico di fare il mediatore fra loro. Enrico divenne l'ago della bilancia tra le potenze in Europa. Sia Francesco che Carlo cercavano il favore di Enrico, il primo in un modo abbagliante e spettacolare al Field of Cloth of Gold (il Campo del Panno d'Oro) ed il secondo in modo solenne a Kent. Dopo il 1521, tuttavia, l'influenza dell'Inghilterra in Europa cominciò a diminuire. Enrico si alleò con Carlo V e Francesco I fu rapidamente sconfitto. Il ricorso di Carlo ad Enrico diminuì, come fece anche la potenza dell'Inghilterra in Europa.
Il grande problema del Re
Quella di Enrico VIII fu la prima ascesa al trono pacifica che l'Inghilterra aveva visto da molti anni; tuttavia, la legittimità della nuova dinastia dei Tudor non era del tutto consolidata. Il popolo inglese riteneva disastroso il governo femminile ed Enrico riteneva che soltanto un erede maschio avrebbe potuto mantenere il trono. Anche se la regina Caterina era stata incinta almeno sette volte (per ultima volta nel 1518), solo una bambina, la principessa Maria, era sopravvissuta all'infanzia. Enrico in precedenza era stato felice con le sue amanti, tra cui Maria Bolena e Elizabeth Blount, dalla quale aveva avuto un figlio bastardo, Henry Fitzroy. Nel 1526, quando divenne evidente che la regina Caterina non avrebbe potuto avere altri bambini, cominciò a corteggiare la sorella di Mary Boleyn, Anna Bolena. Così il desiderio di Enrico di avere un erede maschio, e non Anna stessa, fu probabilmente la causa principale del tentativo di Enrico di sbarazzarsi della regina Caterina.
Il lungo ed arduo tentativo di Enrico di porre fine al la suo matrimonio con la regina Caterina è noto come il "Great Matter" del re. Il cardinale Wolsey e William Warham cominciarono riservatamente un'indagine sulla validità del matrimonio. La regina Caterina, tuttavia, aveva testimoniato che la sua unione con Arthur non era mai stata consumata e che quindi non c'era impedimento alla sua successiva unione con Enrico. L'indagine non poteva continuare ulteriormente ed fu lasciata cadere.
Senza informare il cardinale Wolsey, Enrico si era appellato direttamente alla Santa Sede. Aveva inviato il suo segretario William Knight a Roma per sostenere che la Bolla di Giulio II era stata ottenuta con un inganno e conseguentemente era non valida. In più, aveva chiesto a papa Clemente VII di concedergli anche una dispensa permettendogli di sposare qualsiasi donna, anche nel primo grado di affinità; una tal dispensa era necessaria perché Enrico precedentemente aveva avuto una relazione con Maria, la sorella di Anna Bolena. Knight trovò che Clemente VII era praticamente prigioniero dell'imperatore Carlo V. Ebbe difficoltà ad avere accesso al Papa e quando infine lo vide, poté ottenere poco. Clemente VII non era favorevole ad annullare il matrimonio, ma concesse la dispensa voluta, probabilmente perché presumeva che la dispensa non sarebbe servita a nulla finché Enrico fosse rimasto sposato a Caterina.
Venuto a conoscenza dell'iniziativa del re, il cardinale Wolsey inviò a Roma Stephen Gardiner ed Edward Fox . Forse temendo il nipote della regina Caterina, Carlo V, il papa Clemente VII inizialmente tergiversò. Fox fu mandato indietro con una missione che autorizzava l'inizio degli atti, ma le limitazioni imposte praticamente rendevano tutto senza senso. Gardiner cercò d'ottenere una "commissione decretizia", che valutasse i precedenti di diritto e lasciasse da decidere solo gli aspetti pratici. Clemente VII si persuase ad accettare la proposta del Gardiner e consentì al cardinale Wolsey e al cardinale Lorenzo Campeggio di esaminare insieme il caso. Le decisioni furono emesse in segreto; non dovevano essere mostrate a nessuno e dovevano rimanere sempre in possesso del cardinale Campeggio. I punti di legge furono depositati nella commissione; la Bolla Papale che autorizzava il matrimonio di Enrico con Caterina doveva essere dichiarata nulla se i presupposti annessi fossero stati falsi. Per esempio, La Bolla sarebbe stata nulla se avesse asserito erroneamente che l'unione era necessaria assolutamente per mantenere l'alleanza Anglo-Spagnola.
Il cardinale Campeggio arrivò in Inghilterra il 1528. Il procedimento, tuttavia, arrivò ad un punto d'arresto quando gli Spagnoli produssero un secondo documento che si presumeva accordasse la dispensa necessaria. Si asseriva che, alcuni mesi prima di accordare la dispensa papale con una Bolla pubblica, il papa Giulio II avesse accordato segretamente la dispensa stessa con un Breve privato inviato alla Spagna. La commissione decretizia, tuttavia, fece solo menzione della Bolla; non autorizzò il cardinale Campeggio ed il cardinale Wolsey a determinare la validità del Breve. Per otto mesi, i partiti si litigarono sull'autenticità del Breve. Nel frattempo, la regina Caterina aveva fatto appello al nipote, Carlo V, che pressò il papa per richiamare il cardinale Campeggio a Roma nel 1529.
Irritato con il cardinale Wolsey per il ritardo, Enrico lo privò della sue ricchezze e del potere. Fu accusato di præmunire — insidiare l'autorità del re acconsentendo a rappresentare il papa; — ma morì prima del processo. Con il cardinale Wolsey caddero altri ecclesiastici potenti in Inghilterra; furono nominati laici a cariche come quelle di Lord Cancelliere e di Lord del Sigillo Privato, che in precedenza erano state riservate a prelati.
Il potere passò allora a Thomas Cranmer (che divenne Arcivescovo di Canterbury nel 1532) e a Thomas Cromwell (che divenni Cancelliere dello Scacchiere (cioè Ministro delle Finanze) nel 1533). Il 25 gennaio 1533, Cranmer partecipò alle nozze di Enrico e di Anna Bolena. In maggio, Cranmer sancì l'annullamento del matrimonio di Enrico e Caterina e poco dopo dichiarò valido il matrimonio con Anna. La principessa Maria fu dichiarata illegittima e sostituita come erede-presunto dalla nuova figlia della regina Anna, la Principessa Elisabetta. Caterina perse il titolo di "regina," e divenne principessa Vedova del Galles; Maria non fu più una "principessa", ma semplicemente una "Lady", una signora. La principessa vedova del Galles morirà di cancro il 1536.
Lo scisma Religioso
Il papa rispose a questi eventi con la scomunica di Enrico, emessa nel mese di luglio del 1533. Ne seguì un considerevole terremoto religioso. Sollecitato da Thomas Cromwell, il Parlamento approvò diverse Leggi che sigillarono la frattura con Roma nella primavera del 1534. Lo Statute in Restraint of Appeals proibì i ricorsi delle corti ecclesiastiche inglesi al Papa. Fu inoltre impedito alla chiesa di emettere regole senza il consenso del re. L'Ecclesiastical Appointments Act del 1534 impose al clero di scegliere vescovi nominati dal sovrano. L'Act of Supremacy del 1534 dichiarò che il re era "l'unico Capo Suprema in terra della Chiesa d'Inghilterra"; ed il Treasons Act del 1534 rese alto tradimento, punibile con la morte, il rifiuto di riconoscere il Re come tale. Al Papa furono negate fonti di finanziamento come l'obolo di San Pietro.
Rigettando le decisioni del Papa, il Parlamento convalidò l'unione fra Enrico ed Anna con l'Act of Succession del 1534. La figlia di Caterina, Lady Mary, fu dichiarata illegittima e la discendenza di Anna Bolena fu dichiarata la prima nella linea della successione. Tutti gli adulti furono tenuti ad accettare le disposizioni di queste Leggi; coloro che rifiutavano erano passibili della prigione a vita. L'editore o il tipografo di letteratura, che dichiara che l'unione di Enrico con Anna non era valida, era automaticamente colpevole di alto tradimento e poteva essere punito con la morte.
L'opposizione alle politiche religiose di Enrico fu soppressa rapidamente. Parecchi monaci dissenzienti furono torturati e condannati a morte. Cromwell, per di quale fu creato l'incarico di "Viceregente negli affari spirituali, fu autorizzato a visitare i monasteri, apparentemente per accertarsi che seguissero le istruzioni reali, ma in realtà per valutare la loro ricchezza. In 1536, una Legge del Parlamento èpermise ad Enrico di incamerare i possedimenti dei monasteri minori (quelli con reddito annuale di £200 o inferiore).
Nel 1536, la regina Anna cominciò a perdere il favore di Enrico. Dopo la nascita della principessa Elisabetta, la regina Anna ebbe due gravidanze che si conclusero con un aborto spontaneo o con dei nati - morti. Enrico VIII, nel frattempo, aveva cominciato a rivolgere le sue attenzioni ad un'altra signora della sua corte, Jane Seymour. Forse consigliato da Thomas Cromwell, Enrico fece arrestare Anna con l'accusa di aver usato la stregoneria per spingere Enrico a sposarla, di avere rapporti adulterini con altri cinque uomini, di incesto con il fratello George Boleyn, visconte di Rochford, di ingiuria del re e della cospirazione per ucciderlo — il che equivaleva a tradimento. (Le prove a carico furono molto probabilmente fabbricate ad arte.) La corte che prova il caso fu presieduta dallo zio di Anna, Thomas Howard, terzo duca di Norfolk. Nel maggio del 1536, la corte condannò Anna e suo fratello a morte, o con l'esecuzione al rogo o con la decapitazione, secondo il desiderio del Re. Gli altri quattro uomini che si presumeva la regina Anna avesse coinvolto a stare con lei dovevano essere appesi e squartati. Lord Rochford fu decapitato poco dopo la fine del processo; gli altri quattro implicati ebbero cambiate le loro sentenze dallo squartamento alla decapitazione. Anche Anna fu decapitata poco dopo. Il suo matrimonio con Enrico fu annullato poco prima della sua esecuzione. Quindi, poiché Anna ufficialmente non era stata sposata con Enrico, né lei né i cinque uomini già uccisi avrebbero potuto commettere adulterio. Questo sottile punto, tuttavia, fu convenientemente ignorato.
Nei giorni successivi all'esecuzione di Anna nel 1536, Enrico sposò Jane Seymour. La Legge inglese di successione del 1536 dichiarò che i figli di Enrico e della Regina Jane sarebbero stati i primi nella linea di successione e dichiarò sia Lady Mary che Lady Elizabeth illegittime, escludendole dalla successione. Al re fu assegnato il potere di determinare in seguito la linea della successione con le sue volontà. Jane diede alla luce un figlio, Principe Edoardo, nel 1537 e morì dopo due settimane.
Nello stesso periodo della sua unione con Jane Seymour, Enrico diede la sua approvazione all'Act of Union del 1536, che annesse formalmente il Galles, unendo Inghilterra e Galles in un'unica nazione. La Legge prevedeva l'uso del solo inglese nelle deliberazioni ufficiali nel Galles, disturbando i numerosi parlanti la Lingua gallese.
Enrico continuò la persecuzione dei suoi avversari religiosi. In 1536, una sommossa conosciuta come Pilgrimage of Grace scoppiò nell'Inghilterra del Nord. Per calmare i Cattolici Romani ribelli, Enrico acconsentì a permettere che il Parlamento prestasse ascolto alle loro preoccupazioni. Inoltre, acconsentiva a concedere un perdono generale tutti i coinvolti. Non mantenne nessuna promessa ed una seconda sommossa ebbe luogo nel 1537. Di conseguenza, i capi della rivolta furono condannati a morte per tradimento ed eseguiti. Nel 1538, Enrico sanzionò la distruzione dei santuari dedicati ai Santi Cattolici Romani. Nel 1539, i monasteri che ancora rimanevano in Inghilterra furono tutti aboliti e le loro proprietà furono trasferita alla Corona. Come ricompensa per il suo ruolo, Thomas Cromwell fu creato Earl of Essex. Abati e priori persero i loro seggi alla Camera dei Lord; soltanto gli arcivescovi ed i vescovi rimasero a rappresentare l'elemento ecclesiastico in questo corpo. I Lord Spirituali, come erano chiamati i membri del clero con seggio nella Camera dei Lord, per la prima volta furono superati in numero dai Lord Temporali.
Gli ultimi anni
Camera dei Lord
L'unico figlio maschio di Enrico che sopravviveva, il principe Edoardo, duca di Cornovaglia, non era un bambino di buona salute. Di conseguenza Enrico desiderava sposarsi ancora una volta per assicurarsi che un maschio potesse succedergli. Thomas Cromwell, suggerì Anna di Cleves, sorella del protestante Duca di Cleves, che era visto come un importante alleato nel caso di un attacco Cattolico all'Inghilterra. Hans Holbein il giovane fu inviato a Cleves per dipingere un ritratto di Anna per il Re. Dopo aver visto la rappresentazione adulatoria di Holbein e sollecitato dalla descrizione lusinghiera di Anna data dai suoi cortigiani, Enrico acconsentì a sposarla. Quando Anna arrivò in Inghilterra, si dice che Enrico non la trovasse per niente attraente. Ciò nonostante, la sposò il 6 gennaio 1540.
Tuttavia poco dopo Enrico desiderò porre termine al matrimonio, non solo per i suoi sentimenti personali ma anche a causa di considerazioni politiche. Il duca di Cleves si era impegnato in una disputa con l'imperatore , con cui Enrico non voleva entrare in lite. La regina Anna era abbastanza intelligente da non impedire la richiesta di Enrico per un annullamento. Testimoniò che il loro matrimonio non era mai stato consumato. Il matrimonio fu di conseguenza annullato sulla base che Anna in precedenza aveva stipulato un contratto per sposare un altro nobile europeo. Lei ricevette il titolo di "Sorella del re," e le fu assegnato il castello di Hever, la ex-residenza della famiglia di Anna Bolena. Thomas Cromwell, nel frattempo, rimase senza il favore del re per il suo ruolo nell'organizzazione del matrimonio ed in seguito fu privato dei suoi poteri e decapitato. L'ufficio di "Viceregent in Spirituals", che era stato creato specificamente per lui, non fu riempito ed è ancora vacante.
Il 28 Luglio del 1540 — lo stesso giorno della esecuzione di Lord Essex — Enrico sposò la giovane Catherine Howard, prima cugina di Anna Bolena. Tuttavia poco dopo il matrimonio sembrò che la regina Catherine avesse una relazione con il cortigiano Thomas Culpeper. Inoltre assunse Francis Dereham — che precedentemente era stato legato informalmente con lei e gli ha avuto una relazione con lei prima del matrimonio — come suo segretario. Thomas Cranmer, che si era opposto alla potente famiglia cattolica degli Howard, portò la prova delle attività della regina Catherine all'attenzione del re. Benché Enrico inizialmente rifiutasse di credere ai documenti, permise a Cranmer di condurre una ricerca, che dimostrò l'implicazione della regina Catherine. Una volta interrogata, la regina avrebbe ammesso un precedente contratto anteriore per sposare Dereham — il che avrebbe reso nullo il suo successivo matrimonio non Enrico — ma preferì sostenere che Dereham la aveva forzata ad avere un rapporto adulterino. Dereham, nel frattempo, rivelò la relazione della regina Catherine con Thomas Culpeper.
Nel dicembre 1541, ci fu l'esecuzione di Culpeper e Dereham. Catherine fu condannata non con un processo, ma da un "Act of Attainder" approvato dal Parlamento. La legge citava le prove contro la regina ed Enrico sarebbe stato obbligato ad ascoltare l'intero testo prima di concedere l'approvazione reale. Poiché "la ripetizione di una storia così grave e l'esposizione di un crimine così infame" alla presenza del re "avrebbe potuto riaprire una ferita già che si stava chiudendo nel petto reale", fu inserita nella Legge una clausola speciale che permetteva ai commissari di concedere l'approvazione reale a nome del re. Questo metodo di concedere l'approvazione reale non era stato usato mai prima, ma, nei regni successivi, sostituì la tradizionale presenza personale del Sovrano nel Parlamento.
Il matrimonio di Catherine fu annullato poco prima della sua esecuzione. Come nel caso di Anna Bolena, Catherine Howard non avrebbe tecnicamente potuto essere colpevole del adulterio, poiché ilmatrimonio era ufficialmente nullo e senza effetto dall'inizio. Di nuovo, questo punto fu ignorato e l'esecuzione di Catherine avvenne il 13 febbraio 1542. Allora aveva solo circa diciotto anni.
Enrico sposò la sua ultima moglie, la ricca vedova Catherine Parr , nel 1543. Lei si scontrò con Enrico per la religione: lei era infatti una protestante estremista, ma Enrico era rimasto cattolico. Il suo comportamento odioso stava quasi per portare ad una separazione, ma si salvò mostrando sottomissione. Catherine contribuì a riconciliare Enrico con le sue prime due figlie, Mary ed Elizabeth. Nel 1544, una legge del Parlamento le reinserì nella linea di successione dopo il principe Edward, duca di Cornwall, benché fossero ancora ritenute illegittime. La stessa legge permise ad Enrico di determinare l'ulteriore successione al trono con le sue volontà
La morte e la successione
In tarda età, Enrico era fortemente sovrappeso, con una misura di vita di 54 pollici (137 centimetri) e possibilmente soffriva di gotta. La teoria da che ha sofferto di sifilide è plausibile. Le sue dimensione aumentate datano dall'incidente di giostra del 1536. Ricevette una ferita alla coscia che non solo gli impediva le esercitazioni, ma gradualmente si ulcerò e può indirettamente aver condotto alla sua morte, che avvenne il 28 gennaio 1547 al palazzo di Whitehall. Enrico VIII fu sepolto alla dentro St George's Chapel nel Castello di Windsor, vicino alla moglie Jane Seymour.
Una sequenza mnemonica per i destini delle mogli enrico è "divorziata, decapitata, morta, divorziata, decapitata, superstite." Una versione alternativa è "King Henry the Eighth, to six wives he was wedded: One died, one survived, two divorced, two beheaded." (qualcosa tipo: "A re Enrico ottavo sei mogli furon sposate: una è morta, una superstite, due divorziate, due decapitate") La filastrocca, tuttavia, può essere ingannevole. In primo luogo, Enrico non si è mai divorziato da nessuna delle sue mogli; piuttosto, le sue unioni con loro furono annullate. Secondariamente, quattro matrimoni — non due— si conclusero con annullamenti. I matrimoni con Anna Bolena e Catherine Howard erano stati annullati poco prima delle loro esecuzioni.
In conseguenza dell'Atto della successione del 1544, l'unico figlio maschio sopravvissuto di Enrico, Edoardo, ereditò la corona, diventando Edoardo VI. Edoardo era il primo monarca protestante a regnare in Inghilterra. Poiché Edoardo aveva allora soltanto nove anni, non poté esercitare un potere reale. Le volontà di Enrico designarono sedici esecutori che servissero da consiglio di reggenza finché Edoardo non avesse raggiunto l'età di diciotto anni. Gli esecutori scelsero Edward Seymour primo duca di Somerset e primo Earl di Hertford, fratello maggiore di Jane Seymour, per essere Lord Protettore del regno. Tuttavia richiesero a Lord Hertford di "non fare alcuna azione se non con il consiglio e consenso del resto degli co-esecutori." Nonostante ciò, Lord Hertford aumentò il suo potere trasformarsi nell'unico Reggente. Fu scalzato da John Dudley, primo duca di Northumberland e condannato a morte per tradimento. Il duca di Northumberland, tuttavia, non prese il titolo di Lord Protettore; invece invitò Edoardo a dichiarare la sua maggiore età prima dei diciotto anni, quindi trasgredendo le volontà di Enrico VIII.
A norma della legge della successione del 1544 e secondo le volontà di Enrico VIII, ad Edoardo (in mancanza di una sua discendenza) sarebbe succeduta la figlia di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, Maria. Se Maria non avesse avuto bambini, doveva essere succeduta dalla figlia avuta da Anna Bolena, Elisabetta. Per concludere, se anche Elisabetta non avesse avuto figli, doveva essere seguita dai discendenti della sorella defunta di Enrico VIII, Maria Tudor. Edoardo VI ed i suoi consiglieri, tuttavia, avevano disegni differenti. Quando fu sul suo letto di morte, Edoardo espresse delle volontà che pretendevano di contraddire le disposizioni di Enrico.
Maria ed Elisabetta furono escluse dalla linea della successione come illegittime. Frances Brandon, duchessa del Suffolk (figlia di Maria Tudor, duchessa del Suffolk) fu posta da parte perché Edoardo temeva che suo marito Henry Grey, primo Duca del Suffolk avrebbe potuto reclamare la corona per se stesso. Edoardo infine designò Lady Jane Grey, la figlia della duchessa del Suffolk e cognata del potente Duca di Northumberland. Alla morte di Edoardo nel 1553, Lady Jane fu proclamata regina. Secondo la legge, tuttavia, non sarebbe potuta succedere; una Legge del Parlamento aveva specificamente consentito ad Enrico di assegnare la corona con le sue volontà, ma nessuna legislazione simile era stata approvata per Edoardo. Con questa giustificazione, Maria depose e fece condannare a morte Jane, prendendo la corona per se stessa.
Quando Maria I morì senza discendenza nel 1558, le successe la sorella Elisabetta. Elisabetta I non si sposò o nominò un erede, causando una crisi di successione. Per impedire agli Scozzesi di diventare la famiglia dinastica di Europa, Elisabetta ordinò l'esecuzione di Maria Stuarda per provare ad impedirle di prendere il trono. Con le volontà di Enrico VIII, si supponeva che ad Elisabetta succedesse l'erede di Maria Tudor, (Lady Anne Stanley).In realtà ad Elisabetta, tuttavia, successe Giacomo VI, re di Scozia. Giacomo VI, re di Scozia era il figlio di Maria Stuarda, regina di Scozia. Era già un potente sovrano in Scozia ed era il parente vivente più vicino ad Elisabetta. Lui sostenne che il suo diritto ereditario era maggiore del diritto statutario di Lady Anne. Giacomo era sufficientemente potente ed i suoi avversari deboli; quindi, la sua successione incontrò poca opposizione. Giacomo VI divenne Giacomo I, il primo re d'Inghilterra della Casa Stuart.
L'eredità
In tempi moderni, Enrico VIII è diventato uno dei re storici più popolari della monarchia inglese. Ciò pricipalmente si basa sulla percezione comune di una personalità maggiore di quella reale, come una buona forchetta, un bon vivant amante delle donne, il che a sua volta è basato su storie piuttosto esagerate o apocrife della sua vita. Nel 2002, EnricoVIII si è piazzato quarantesimo in un sondaggio patrocinato dalla BBC sui 100 Britannici più grandi.
Enrico VIII è il soggetto di un'opera di ambientazione storica di William Shakespeare, VIII. L'opera, tuttavia, non è stato mai una di quelle più popolari di Shakespeare. Stranamente, era lEnrico VIII che si stava rappresentando il 29 giugno 1613 quando si incendiò il Globe Theatre.
Ci sono stati molte pellicole su Enrico e la sua corte. I due che meritano la citazione sono Le sei mogli di Enrico VIII (The Private Life of Henry VIII) del ((1933), con Charles Laughton, di cui le prestazioni gli hanno guadagnato un Premio Oscar per il miglior attore e The Six Wives of Henry VIII una serie televisiva prodotta dalla BBC con Keith Michell. Richard Burton ha avuto una nomination per un premio Oscar per con la sua interpretazione di Enrico di fronte ad un'Anna Bolena interpretata da Genevieve Bujold nel film Anne of the Thousand Days - Anna dei mille giorni premio Oscar nel 1969.
Un Enrico interpretato da Robert Shaw inoltre appare come uno dei personaggi principali in un film multi-premiato sulla vita di Tommaso Moro, Un uomo per tutte le stagioni (A Man for All Seasons) del (1966), basato su un'opera di Robert Bolt dello stesso titolo. Nel 1988 ne è stato girato un remake diretto da Charlton Heston.
Enrico era quasi certamente l'ispiratore per il titolo della canzone popolare "I'm Henry the Eighth, I am" del (1911), registrata da Harry Champion e più tardi da Herman's Hermits; la canzone in realtà è su un uomo chiamato Henry la cui moglie è stata sposata a sette individui differenti, tutti di nome Henry.
In un episodio della sitcom americana degli anni 60 Vita da strega (Bewitched) Samantha Stevens cercava di evitare le attenzioni di Enrico desideroso di renderla la sua moglie seguente. Sid James ha interpretato Enrico nel film Carry On Henry (1970), che ha ritratto il rapporto fra il re e due mogli fittizie ("Marie di Normandia "e" Bettina ", una cortigiana). Nel 1973, Rick Wakeman rilasciato un concept album di musica rock su The Six Wives of Henry VIII, il suo primo album da solista dopo essersi separato dagli Yes. La vita di Enrico è stato l'argomento di un famoso ma inesatto episodio dei Simpsons 2004, in cui Homer Simpson interpreta il ruolo del re.
Titoli e armi
Enrico VIII fu il primo monarca inglese per usare regolarmente il titolo di "Majesty", benché anche le alternative "Highness" e "Grace" fossero usate di tanto in tanto.
Parecchi cambiamenti sono stati fatti ai titoli reale durante il suo regno. Enrico originalmente ha usato il titolo di "Enrico ottavo, per grazia di Dio, Re dell'Inghilterra, Francia e Lord d'Irlanda." Nel 1521, per una concessione di Papa Leone X espressa come ricompensa del libro di Enrico che attaccava Martin Lutero e difendeva la Chiesa cattolica, il titolo reale si è trasformato in "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra e di Francia, protettore della fede ] ] e Lord d'Irlanda." Dopo la frattura con [[Roma]], [[Papa Paolo III annullò la concessione del titolo "protettore della fede," ma una Legge del Parlamento dichiarò che rimaneva valida.
Nel 1535, Enrico aggiunse la "frase delle supremazia" al titolo reale, che si trasformò "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra e Francia, protettore della fede, Lord d'Irlanda e Capo supremo in terra della chiesa d'Inghilterra." Il 1536, la frase "della Chiesa d'Inghilterra" fu cambiata in "della chiesa d'Inghilterra ed anche d'Irlanda".
Il 1542, Enrico cambiò il titolo di "Lord d'Irlanda" in "Re d'Irlanda" dopo che gli fu fatto notare che molti irlandesi guardavano al Papa come al vero capo del loro paese, con il Lord d'Irlanda che fungeva da mero rappresentante. Il titolo "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra, di Francia e d'Irlanda, protettore della fede e Capo Supremo in terra della chiesa d'Inghilterra ed anche d'Irlanda" è rimasto in uso fino alla fine del regno di Enrico.
Le armi di Enrico VIII furono uguali a quelle usate dai suoi predecessori a partire da Enrico IV: Inquartato, Azzurro, tre gigli (fleurs-de-lys) d'Oro (per la Francia) e Rosso, tre leoni guardanti e passanti in Oro pallido (per l'Inghilterra).
Discendenza
- Nota: Tra i figli di Enrico VIII reputati illegittimi, solo il Duca di Richmond e Somerset fu riconosciuto formalmente dal Re. La paternità degli altri figli illeggitti non fu stabilita pienamente.
Voci correlate
- Elenco di monarchi britannici
- Chiesa d'Inghilterra
- Annullamento
- Divorzio
- Riforma protestante
- Re inglesi di Francia
- Dissoluzione dei monasteri in Inghilterra
Bibliografia
- Bowle, John. (1964). Henry VIII: A Study of Power in Action Boston: Little, Brown.
- [http://tudorhistory.org/wives/ Eakins, L. E. (2004). "The Six Wives of Henry VIII."]
- "Henry VIII." (1911). Encyclopædia Britannica, 11th ed. London: Cambridge University Press.
- [http://www.luminarium.org/renlit/tudor.htm Jokinen, A. (2004). "Henry VIII (1491–1547)."]
- [http://www.pbs.org/wnet/sixwives/ Public Broadcasting Service. (2003). "The Six Wives of Henry VIII."]
- [http://www.newadvent.org/cathen/07222a.htm Thurston, H. (1910). "Henry VIII." The Catholic Encyclopedia. (Vol. VII). New York: Robert Appleton Company.]
- [http://www.luminarium.org/renlit/vallieres.htm Vallieres, S. (1999). "Tudor Succession Problems"]
- Weir, Alison; The Six Wives of Henry VIII (Bodley Head, London, 1991)
Collegamenti Esterni
- [http://www.tudor-portraits.com Buehler, Edward. (2004). "Tudor and Elizabethan Portraits."]
- [http://www.tudorplace.com.ar/aboutHenryVIII.htm Castelli, Jorge H. (2004). "Henry VIII."]
- [http://www.archsoc.com/games/Henry.html Stevens, Garry. (2003). "Henry VIII: Intrigue in the Tudor Court."]
- [http://members.ozemail.com.au/~tperrott/sirjohn.htm Perrott, Terry. (2004). "Sir John Perrott."]
Categoria:Sovrani britannici
ja:ヘンリー8世 (イングランド王)
ko:헨리 8세
simple:Henry VIII of England
Canale di Suez
Il Canale di Suez (Qanâ el Suweis), ad ovest della penisola del Sinai, è un canale artificiale navigabile lungo 163 km situato in Egitto tra Porto Said (Bûr Sa'îd) sul Mar Mediterraneo e Suez (El Suweis) sul Mar Rosso.
Il canale permette il trasporto su acqua dall'Europa all'Asia, senza circumnavigare l'Africa. Prima della costruzione del canale, alcuni trasporti venivano effettuati scaricando le navi e trasportando le merci via terra dal Mediterraneo al Mar Rosso (o viceversa), dove venivano reimbarcate.
Il canale consiste di due parti, a nord e a sud del Grande lago amaro.
Venne costruito tra il 25 aprile 1859 e il 1869 da una compagnia francese (Compagnie Universelle du Canal Maritime de Suez) diretta da Ferdinand de Lesseps, mentre il progetto fu realizzato da Alois Negrelli, un ingegnere austriaco. Il canale era di proprietà del governo egiziano e della Francia. La prima nave attraversò il canale il 17 febbraio 1867, ma il canale venne inaugurato, con una cerimonia sfarzosa il 17 novembre 1869; Giuseppe Verdi scrisse la famosa opera Aida per questa cerimonia. Si stima che un milione e mezzo di egiziani lavorarono al canale, e che 125.000 di essi morirono, principalmente a causa del colera.
Il canale ebbe un effetto immediato e fondamentale sui commerci mondiali e giocò un ruolo importante nell'aumentare la penetrazione europea in Africa. Il debito esterno costrinse l'Egitto a vendere la sua quota di partecipazione nel canale al Regno Unito, nel 1882 e truppe britanniche vennero dislocate per proteggerlo, controllando la nazione fino al 1952. Il canale permise anche un più facile accesso all'Africa orientale, che venne ben presto spartita tra le potenze europee.
Il successo del canale incoraggiò i francesi ad imbarcarsi nella costruzione del Canale di Panama, impresa che però non riuscirono a completare.
Il 26 luglio 1956, l'Egitto prese il controllo del canale, il che provocò un invasione da parte di Francia, Regno Unito e Israele, che durò una settimana (vedi Crisi del Canale di Suez). Come risultato di questo conflitto, il canale venne chiuso per diversi mesi. Le Nazioni Unite dichiararono il canale di proprietà dell'Egitto.
Dopo la Guerra dei sei giorni, nel 1967, il canale rimase chiuso fino al 5 giugno 1975. Una Forza di pace ONU staziona nella Penisola del Sinai fin dal 1974.
1974
Il canale non ha chiuse perché non ci sono differenze di livello tra i mari e non c'è nessun dislivello da superare. Il canale permette il passaggio di navi fino a 15 m di pescaggio ed è pervisto di aumentare questo valore fino a 22 m entro il 2010 per permettere il passaggio alle superpetroliere. Attualmente le superpetroliere possono scaricare una parte del carico su una nave di proprietà del canale e ricaricarlo al termine del percorso. Può passare una sola nave per volte con diverse aree che permettono l'affiancamento.
Circa 15.000 navi percorrono il canale ogni anno, circa il 14% dei trasporti navali mondiali. Il passaggio richiede tra le 11 e le 16 ore.
Collegamenti tra le rive
Da nord a sud:
- A El Qantara c'è un ponte fisso stradale.
- Nel 2001 è stato completato il ponte ferroviario di El Ferdan a 20 km a nord di Ismailia: il più lungo ponte girevole del mondo. Il ponte precedente è stato distrutto nel 1967 durante la guerra Arabo-Israeliana.
- A sud del Grande lago amaro c'è il tunnel di Ahmed Hamdi, costruito nel 1983. A causa di problemi di infiltrazioni, fra il 1992 ed il 1995 è stato costruito un nuovo tunnel all'interno del precedente.
Categoria:Canali artificiali
Categoria:Egitto
ko:수에즈 운하
ja:スエズ運河
simple:Suez Canal
th:คลองสุเอซ
1903
Eventi
- 23 marzo - Stati Uniti: I fratelli Wright presentano il brevetto (US821393, poi GB6732/1904) per un velivolo a motore
- 16 giugno - Stati Uniti: Nasce la bibita Pepsi Cola
- 28 agosto - Viene fondata a Milwaukee (Wisconsin) la Harley-Davidson una delle case motociclistiche più famose al mondo.
- 17 dicembre - Stati Uniti: Primo volo dei fratelli Wright, nella spiaggia di Kitty Hawk, nella Carolina del Nord, riuscirono ad alzare da terra per 12 secondi il loro velivolo.
Nati
- Will Mastin, ballerino e cantante statunitense († 1975)
- 12 febbraio - Georges Simenon, scrittore belga († 1989)
- 26 febbraio - Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica († 1979)
- 18 marzo - Galeazzo Ciano, Ministro degli Esteri fascista († 1944)
- 25 aprile - Andrey Nikolaevich Kolmogorov, statistico russo († 1987)
- 2 maggio - Bing Crosby, cantante e attore statunitense († 1977)
- 25 maggio
- Cele Abba, attrice italiana
- Charles Spaak, sceneggiatore belga
- 8 giugno - Marguerite Yourcenar, scrittrice statunitense di origine belga († 1987)
- 25 giugno - George Orwell, scrittore inglese († 1950)
- 11 settembre - Theodor Adorno, filosofo e sociologo tedesco († 1969)
- 7 novembre - Konrad Lorenz, etologo austriaco, premio Nobel († 1989)
- 4 dicembre - Cornell Woolrich, scrittore († 1968)
- 10 dicembre - Emilio Giuseppe Dossena, pittore, († 1987)
- 12 dicembre - Yasujiro Ozu, regista giapponese († 1963)
Morti
- aprile - Attilio Crepas, matematico italiano (n. 1880)
- 8 maggio - Paul Gauguin, pittore (n. 1848)
- 17 luglio - James Abbott McNeill Whistler, pittore statunitense (n. 1834)
- 2 dicembre - Giuseppe Zanardelli, statista italiano (n. 1826)
- per la Pace: William Randal Cremer
- per la Letteratura: Bjornstjerne Martinus Bjornson
- per la Medicina: Niels Ryberg Finsen
- per la Fisica: Antoine Henri Becquerel, Marie Curie, Pierre Curie
- per la Chimica: Svante August Arrhenius
003
ja:1903年
ko:1903년
simple:1903
Fratelli Wright
Wilbur Wright (Melville, Indiana, 16 aprile 1867 - Dayton, Ohio, 30 maggio 1912) e Orville Wright (Dayton, Ohio, 19 agosto 1871 - 30 gennaio 1948).
Furono i due inventori pionieri dell'aeronautica cui viene attribuita - in maniera forse non del tutto corretta sotto l'apetto storico - la paternità del primo volo umano totalmente controllato su un aeroplano a motore in grado di superare la forza di gravità. Contribuirono in tal modo a realizzare uno dei maggiori sogni dell'uomo, quello di volare.
Gli stessi Wright non avanzarono mai alcuna primogenitura in materia. Tentativi di volo con aeroplani a motore erano stati compiuti - sia pure con esisti quasi sempre disastrosi - già alcuni anni prima della loro storica impresa compiuta il 17 dicembre del 1903.
Contro la legge di gravità
Dopo alcuni tentativi non riusciti tre giorni prima, i fratelli Wright riuscirono a far decollare, appunto il 17 dicembre 1903 sulla spiaggia di Kitty Hawk, nella Carolina del Nord - tenendolo in aria per quei dodici secondi che avrebbero cambiato la storia del volo - il loro aeroplano Flyer 1 (chiamato anche Wright Flyer, Flyer 1903 o anche Kitty Hawk Flyer).
Era il primo velivolo con propulsione a motore ad essere costruito compiutamente e il primo a riuscire a librarsi in volo. Il prototipo di aeroplano a motore era stato brevettato il 23 marzo precedente con l'identificativo US821393 (poi GB6732/1904).
I Wright erano proprietari di una fabbrica di biciclette; sin dal 1896 furono affascinati dalle esperienze di studiosi che tentavano un approccio scientifico al tentativo di far volare mezzi più pesanti dell'aria (fra cui l'astronomo statunitense Samuel Langley e l'italiano Enrico Forlanini che nel 1877 aveva realizzato un elicottero a due eliche).
A cavallo del cambio di secolo, dopo gli esperimenti portati avanti sugli alianti - per garantirne una maggiore stabilità e manovrabilità - si dedicarono alla costruzione di un velivolo a cellula biplana e doppia elica propulsiva della potenza di 16 CV, azionata con un motore a benzina.
Lo storico volo
benzina
Nella sola mattinata di quel 17 dicembre il Flyer 1 effettuò quattro voli: Orville e Wilbur si alternarono ai comandi; nei primi due voli l'aeroplano, pilotato dapprima da Orville, volò per circa dodici secondi ad un'altezza di circa tre metri e ad una velocità di 48 km orari; dopo poco Wilbur riuscì a effettuare un volo di 59 secondi su una distanza di 266 metri.
L'aeroplano dei Wright si alzò ancora in aria, ma durante l'ultimo tentativo di quella storica giornata si danneggiò in fase di atterraggio a causa di una raffica di vento, che lo fece roteare su se stesso. Danneggiato in modo serio, il Flyer 1 non volò più, ma il sogno di Icaro si era ormai avverato.
Gli esperimenti di volo dei fratelli Wright proseguirono - sia pure con qualche incidente - fino al 1908; l'anno successivo fecero diversi voli sperimentali e dimostrativi sia in America che in Europa per lanciare il loro prototipo prodotto nella fabbrica "American Wright Company" di proprietà di Wilbur.
Alla morte di Wilbur l'attività fu proseguita da Orville fino al 1915, cioè fino a quanto venne nominato membro del National Advisory Board of Aeronautics.
| | |