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17 gennaio
Il 17 gennaio è il 17° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 348 giorni alla fine dell'anno (349 negli anni bisestili).
Eventi
- 1562 - La Francia riconosce gli Ugonotti con l'Editto di St. Germain.
- 1648 - Il Parlamento Lungo inglese rompe i negoziati con Re Carlo I dando il via alla seconda fase della guerra civile inglese.
- 1746 - Carlo Edoardo Stuart, "Bonnie Prince Charlie", sconfigge l'esercito degli Hanover a Falkirk, nella sua campagna (che terminerà senza successo) per recuperare il trono alla dinastia Giacobita.
- 1773 - James Cook, a bordo della HMS Resolution, è il primo europeo ad oltrepassare il Circolo Polare Antartico.
- 1781 - Le truppe continentali del Brigadiere Generale Daniel Morgan sconfiggono le forze britanniche del Tenente Colonnello Banastre Tarleton, nella battaglia di Cowpens, nella [Carolina del Sud]].
- 1819 - Simón Bolívar proclama la Repubblica di Colombia.
- 1852 - Il Regno Unito riconosce l'indipendenza delle colonie Boere del Transvaal.
- 1885 - Una forza britannica sconfigge un grosso esercito Derviscio nella Battaglia di Abu Klea in Sudan.
- 1893 - I coltivatori di zucchero americani, guidati dal Comitato Cittadino di Pubblica Sicurezza, rovesciano il governo della Regina Liliuokalani del Regno delle Hawaii.
- 1899 - Gli Stati Uniti prendono il possesso dell'Isola Wake nell'Oceano Pacifico.
- 1912 - Robert Falcon Scott raggiunge il Polo Sud, un mese dopo Roald Amundsen.
- 1916 - Viene fondata la Professional Golfers Association (PGA).
- 1917 - Gli Stati Uniti pagano alla Danimarca 25 milioni di dollari per le Isole Vergini.
- 1929 - Braccio di Ferro, un personaggio dei fumetti creato da Elzie Crisler Segar, appare per la prima volta con una striscia su un quotidiano.
- 1945 - L'Armata Rossa occupa e distrugge quasi completamente Varsavia
- 1945 - I nazisti cominciano ad evacuare il campo di sterminio di Auschwitz
- 1945 - Il diplomatico svedese Raoul Wallenberg scompare in Ungheria, mentre è sotto la custodia dei sovietici.
- 1946 - Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tiene la sua prima sessione.
- 1948 - Viene firmato un armistizio tra le forze nazionaliste indonesiane e l'esercito olandese.
- 1966 - Simon and Garfunkel pubblicano il loro secondo album, Sounds of Silence.
- 1966 - Un bombardiere B-52 si scontra con un aereo da rifornimento KC-135 sui cieli della Spagna, sganciando tre bombe all'idrogeno da 70-kilotoni nei pressi della cittadina di Palomares e un'altra in mare. Nessuna di queste è esplosa.
- 1973 - Ferdinand Marcos diventa presidente a vita delle Filippine.
- 1977 - Gary Gilmore, un assassino, viene giustiziato da un plotone di esecuzione nello Utah, ponendo fine ad una moratoria di dieci anni sulla pena di morte negli Stati Uniti.
- 1985 - La British Telecom annuncia il ritiro delle celebri cabine rosse del telefono britanniche.
- 1991 - Guerra del Golfo: L'Iraq lancia 8 missili Scud su Israele, nel tentativo di provocarne la reazione.
- 1991 - Harald V diventa Re di Norvegia alla morte del padre, Olav V.
- 1995 - Un terremoto di magnitudo 7,3, chiamato "Grande terremoto di Hansin", ha luogo nei pressi di Kobe, in Giappone, causando gravi danni alle costruzioni e facendo oltre 6.400 vittime.
- 1996 - La Repubblica Ceca chiede di entrare a far parte dell'Unione Europea.
- 1998 - Paula Jones accusa il presidente statunitense Bill Clinton di molestie sessuali.
- 2002 - Il monte Nyiragongo, nella Repubblica Democratica del Congo, erutta, creando 400.000 sfollati.
- 17 gennaio - Ritrovato sul Colle Oppio, a Roma, un antico mosaico del 100 d.C.
Nati
- 1463 - Federico III di Sassonia († 1525)
- 1504 - Papa Pio V († 1572)
- 1560 - Gaspard Bauhin, botanico († 1624)
- 1600 - Pedro Calderon de la Barca, drammaturgo spagnolo
- 1706 - Benjamin Franklin, inventore, scrittore, editore e ambasciatore statunitense († 1790)
- 1749 - Vittorio Alfieri, poeta italiano († 1803)
- 1763 - John Jacob Astor, imprenditore († 1848)
- 1820 - Anne Brontë, scrittrice britannica († 1849)
- 1832 - Henry Martyn Baird, storico statunitense († 1906)
- 1860 - Douglas Hyde, politico irlandese
- 1860 - Anton Cechov, autore teatrale († 1904)
- 1863 - David Lloyd George, politico britannico († 1945)
- 1867 - Carl Laemmle, cineasta († 1939)
- 1871 - David Earl Beatty ammiraglio britannico († 1936)
- 1880 - Mack Sennett, regista, produttore († 1960)
- 1899 - Al Capone, gangster italo-americano († 1947)
- 1899 - Nevil Shute, scrittore († 1960)
- 1914 - William Stafford, poeta e saggista († 1993)
- 1922 - Nicholas Katzenbach, politico
- 1922 - Betty White, attrice
- 1925 - Rock Hudson, attore statunitense († 1985)
- 1926 - Moira Shearer, attrice, ballerina
- 1927 - Eartha Kitt, attrice, cantante
- 1928 - Jean Barraqué, compositore († 1973)
- 1931
- James Earl Jones, attore
- Douglas Wilder, politico statunitense
- 1933
- Renzo Alverà, bobbista italiano
- Dalida, cantante francese († 1987)
- Shari Lewis, marionettista († 1998)
- 1937 - Troy Donahue, attore
- 1942 - Cassius Clay (Mohammed Ali), pugile statunitense
- 1942 - Ulf Hoelscher, violinista
- 1944 - Françoise Hardy, cantante francese
- 1948 - Davíð Oddsson, politico islandese
- 1949 - Andy Kaufman, comico († 1984)
- 1950 - Roland Thoeni, sciatore italiano
- 1952 - Ryuichi Sakamoto, musicista e compositore giapponese
- 1953 - Jeff Berlin, musicista americano
- 1955 - Steve Earle, musicista
- 1956 - Paul Young, musicista britannico
- 1957 - Suzanne Danielle, attrice inglese
- 1962 - Jim Carrey, attore statunitense
- 1966 - Shabba Ranks, cantante
- 1969 - Lukas Moodysson, regista
- 1971 - Kid Rock, cantante
- 1982 - Dwyane Wade, cestista statunitense
Morti
- 1229 - Alberto di Buxhoeveden (n. 1165)
- 1617 - Faust Vrancic, inventore croato (n. 1551)
- 1751 - Tomaso Albinoni, compositore italiano (n. 1671)
- 1826 - Juan Crisóstomo Arriaga, compositore
- 1861 - Lola Montez, avventuriera (n. 1821)
- 1893 - Rutherford B. Hayes, politico statunitense (n. 1822)
- 1961 - Patrice Lumumba, politico congolese (n. 1925)
- 1964 - T.H. White, scrittore (n. 1906)
- 1967 - Evelyn Nesbit, attrice (n. 1884)
- 1991
- Re Olav V di Norvegia (n. 1903)
- Giacomo Manzù, scultore italiano
- 1994 - Helen Stephens, velocista statunitense
- 1996 - Barbara Jordan, politica (n. 1936)
- 1997 - Clyde Tombaugh, astronomo (n. 1906)
- 2001 - Laurent-Desire Kabila, politico congolese (n. 1939)
- 2002 - Camilo José Cela, scrittore spagnolo, Premio Nobel per la letteratura
- 2005
- Conroy Maddox, pittore surrealista statunitense
- Charlotte MacLeod, scrittrice statunitense
- Virginia Mayo, attrice statunitense (n. 1920)
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Antonio Abate. Festa patronale di Mele e di Fara Filiorum Petri.
- Santa Neosnadia, vergine
- Santa Roselina di Villeneuve, vergine e monaca certosina
Laiche
17
ja:1月17日
ko:1월 17일
simple:January 17
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
Francia
La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna.
È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.
Storia
I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France).
Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia.
I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789.
Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta.
Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari.
Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999.
Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace.
La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Politica
La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati.
L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere.
Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento.
Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia
Divisioni amministrative
La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi.
dipartimenti
I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements).
I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti.
I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002.
Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare.
La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.
Geografia
La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso).
Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna.
Le principali città della Francia sono:
:Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence.
Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.
Economia
L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale.
Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su questi settori fin dai primi anni '90. Il governo sta lentamente vendendo le sue partecipazioni in France Telecom, Air France, e nei settori assicurativo, bancario e della difesa.
La Francia si uní ad altri 10 paesi UE per lanciare l'Euro il 1 gennaio 1999, valuta che ha rimpiazzato completamente il franco francese all'inizio del 2002.
Demografia
la lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.
Religione
A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione di chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella).
Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione.
Il CIA World Factbook del 2003 elenca le religioni in Francia come:
Cattolici Romani 83-88%, Protestanti 2%, Ebrei 1%, Musulmani 5-10%, non affiliati 4%. Non è chiaro da dove provengano queste cifre.
Comunque, in un [http://a1692.g.akamai.net/f/1692/2042/1h/medias.lemonde.fr/medias/pdf_obj/sondage030416.pdf sondaggio del 2003] il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine "ateo" li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara "Cristiano". Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto Cattolico Romano, il 6% Musulmano, il 2% Protestante, l'1% ebraico, il 2% "altre religioni" (eccetto per Ortodossi o Buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% "nessuna religione" e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di "atei" (41%) e il numero di "nessuna religione" (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile. La religione è considerata come un fatto privato. I francesi in generale si oppongono al potere clericale ed alla sua influenza nella politica. Il fondamentalismo islamico è considerato una reale minaccia per la coesione della società francese, dove il comunitarismo non è accettato. Questo è già successo con i Cattolici prima della Rivoluzione Francese del 1789.
Vedi anche:
- Chiesa cattolica francese
- Islam in Francia.
Cultura
- Académie française
- Letteratura francese
- Francesi celebri
- Cucina francese
- Cinema francese
- Musica francese
Il governo sta considerando la soppressione del lunedi di Pentecoste come festività pubblica.
Voci correlate
- Comunicazioni in Francia
- Trasporti in Francia
- Esercito Francese
- Educazione in Francia
- Elenco d'università francesi
- Relazioni estere della Francia
- Turismo in Francia
- Impero coloniale francese
- Parchi Nazionali (Francia)
Classifiche internazionali
- Indice di sviluppo umano, 2003: 17a (su 175)
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 indice della libertà di stampa] 11a su 139 nazioni
Collegamenti esterni
- [http://www.assemblee-nat.fr/italiano/index.asp Assemblée Nationale] - L'assemblea nazionale francese
- [http://www.elysee.fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Presidente francese] - Il Palazzo dell'Eliseo
- [http://www.premier-ministre.gouv.fr/fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Primo Ministro francese]
- [http://www.senat.fr/international/english/ Sénat] - Il senato francese
- [http://www.service-public.fr/etranger/english.html Sito ufficiale del servizio pubblico francese] - Contiene molti link a diverse istituzioni e amministrazioni
als:Frankreich
fiu-vro:Prantsusmaa
ja:フランス
ko:프랑스
ms:Perancis
simple:France
th:ประเทศฝรั่งเศส
zh-min-nan:Hoat-kok
UgonottiGli Ugonotti sono una confessione protestante francese. Vanno ricordati perché vennero perseguitati dalla Corona di Francia a partire dal 1572; tale persecuzione culminò con la Strage di san Bartolomeo.
Origine del nome
In origine il termine aveva scopo di derisione, ma la sua etimologia rimane incerta. Si crede che possa essere ricercata nella parola tedesca Eidgenossen (cospiratore o confederato): il termine deriverebbe dal cognome di Besançon Hugues, il leader del "Partito della Confederazione" in Ginevra, in combinazione con la corruzione francese del vocabolo tedesco. Il partito di Hugues venne chiamato, infatti, "i confederati", perché favoriva l'alleanza tra la città-stato di Ginevra e la Confederazione Elvetica. Questa ipotesi sull'etimologia del nome sembra confermata dal fatto che il termine Huguenot apparve per la prima volta in Francia per indicare i cospiratori (tutti membri aristocratici della Chiesa Riformata) implicati nella Congiura di Amboise del 1560. La congiura consisteva in un tentativo sventato di usurpazione del potere in Francia dall'influenza della casata di Guisa, che avrebbe avuto come effetto un'accentuazione delle relazioni con la Svizzera. Quindi Hugues più eidgenot diventa Huguenot, con l'intento di associare i Protestanti con alcuni politici molto impopolari.
Owen I.A. Roche, nel suo libro The Days of the Upright, A History of the Huguenots (New York, 1942), scrisse che "Huguenot" è
:"una combinazione di fiammingo e tedesco. Nell'area fiamminga della Francia, gli studenti che si raccoglievano in una casa privata per studiare segretamente la Bibbia erano chiamati Huis Genooten (colleghi di casa) mentre nella zona tedesca e svizzera erano chiamati Eid Genossen (colleghi di giuramento) che indicava le persone legatesi sotto giuramento. Francesizzato in "Huguenot", spesso usato con tono di disapprovazione, la parola divenne, in due e tre secoli di trionfo e di terrore, un simbolo di paziente onore e coraggio".
Altri, invece, affermano che il termine derivi dal nome di un luogo in cui i protestanti francesi celebravano il loro culto; questo luogo era detto “Torre di Hugon” e si trovava a Tours.
Credo religioso
I predecessori degli Ugonotti includevano elementi cattolici riformatori e gallicani, come Jacques Lefevre. In seguito gli Ugonotti seguirono il movimento luterano e infine quello calvinista. Condividevano con la riforma calvinista quanto veniva obiettato sul clero, sui sacramenti e sulla dottrina della Chiesa Cattolica. Credevano nella salvezza dell'anima come atto di Dio così come la creazione, e così solo la misericordia predestinata di Dio verso leletto procurava la salvezza. Alcuni vedono in questa dualità sulla creazione e sulla salvezza, e la sovranità di Dio su entrambi, come un pilastro ideologico su cui si basò lo sviluppo economico degli Ugonotti nell'architettura, nell'industria e nel commercio.
Gli Ugonotti, comunque, divennero noti per il loro fiero criticismo verso il servizio religioso presente nella Chiesa Cattolica Romana. Credevano che la liturgia, le immagini, i santi, i pellegrinaggi, le preghiere e la gerarchia della Chiesa Cattolica non aiutavano per la redenzione (salvezza attraverso le opere). Dicevano che la fede cristiana si concretizzava nella vita pia e fedele in ottemperanza agli insegnamenti biblici, al di là della speranza nella misericordia divina e non come esecuzione dei rituali e ossessione per la morte. Come gli altri Protestanti credevano in quel tempo, pensavano che la Chiesa Romana richiedesse una radicale depurazione dalle sue impurità e che il papa rappresentasse un sovrano del potere temporale che siede come tiranno sulle cose di Dio. Argomentazioni come questa divennero più violente con l'accentuarsi dell'ostilità delle gerarchie ecclestiastiche cattoliche.
Gli Ugonotti fronteggiarono persecuzioni periodiche fin dall'inizio della Riforma, ma Francesco I (1515 - 1547) inizialmente li protesse dalle misure parlamentari emanate per il loro sterminio. L'Affare dei Placard (i Placard erano manifesti che qui vennero affissi per imporsi alla liturgia della messa) del 1534, cambiò la posizione del sovrano verso di loro: si mosse a ristabilire le persecuzioni verso il movimento. Intanto il numero degli Ugonotti cresceva rapidamente tra il 1555 e il 1562, soprattutto tra la nobiltà e gli abitanti delle città. In questo periodo gli oppositori chiamarono per la prima volta i Protestanti Ugonotti con questo nome, ma loro stessi si appellavano come reformés, "Riformati". Organizzarono il loro primo sinodo nazionale a Parigi nel 1558. Nel 1562 avevano un numero totale di membri che si poteva stimare in almeno un milione di persone, specialmente nel sud e nel centro del paese.
Violentemente opposti alla Chiesa Cattolica, gli Ugonotti erano iconoclasti, contrari al monachesimo e alle costruzioni ecclesiastiche. Molte delle città tenute dagli Ugonotti subirono attacchi iconoclasti, e in queste particolarmente furno colpiti gli altari e le immagini nelle chiese e qualche volta le stesse costruzioni. Bourges, Montauban e Orleans soffrirono particolarmente.
Guerre di religione
In reazione alla crescita dell'influenza degli Ugonotti e allo straordinario zelo dei Protestanti, la violenza dei Cattolici nei loro confronti crebbe nello stesso momento in cui le varie concessioni ed i vari editti di tolleranza divenivano sempre più liberali. Nel 1561 l'editto di Orléans, per esempio, dichiarò il termine delle persecuzioni; e l'editto di Saint Germain del 17 gennaio 1562 li riconobbe per la prima volta; ma queste misure smascherarono la crescente tensione nelle relazioni tra Cattolici e Protestanti. Questi tentativi di conciliazione su cui si tentava di creare una pace divennero al contrario le cause della guerra; e quando la violenza degenerò, le divisioni divennero ormai inconciliabili.
Le tensioni condussero a otto guerre civili, interrotte da periodi di relativa calma, tra il 1562 e il 1598. Ad ogni pausa la fiducia degli Ugonotti verso il seggio papale diminuiva e la violenza si faceva sempre più profonda e le richieste senpre maggiori, fino all'ultima cessazione delle ostilità nel 1598. Le guerre gradualmente prendevano un carattere dinastico, sviluppandosi in una faida estesa tra la casata dei Borboni e quella di Guisa, che - in aggiunta alla presa di posizione dal punto di vista religioso da parte del rivale - entrambi puntavano al trono di Francia. La corona era tenuta dalla casata dei Valois,che generalmente parteggiavano per i Cattolici ma in più occasioni passavano dalla parte dei Protestanti con espedienti politici.
Oltre alla lotta tra le due grandi famiglie sopra citate per la successione al trono, vi erano anche i problemi dei nobili, che tentavano di difendere i propri privilegi feudali, della borghesia, che sperava in un’organizzazione che fosse favorevole al commercio, e degli artigiani, i quali desideravano ottenere una posizione più elevata nella scala sociale.
Gli ugonotti acquistavano sempre più forza e cercarono di escludere i Guisa dalla corte, facendo accettare Luigi di Condè (la loro guida) come reggente nel periodo in cui Carlo IX non era ancora maggiorenne.
Sfortunatamente il tentativo non ebbe buon esito: la parte cattolica reagì imprigionando e giustiziando numerosi ugonotti.
Le Guerre di Religione Francesi iniziarono con il massacro di Vassy il 1 Marzo 1562, nel quale i seguaci del duca di Guisa massacrarono un gruppo di ugonotti (ci furono circa 200 feriti e almeno 300 morti, anche se altre fonti affermano che furono più di 1000); tutto ciò avvenne all’insaputa dello stesso duca.. Gli Ugonotti si trasformarono definitivamente in un movimento politico. I predicatori protestanti raggrupparono una considerevoile armata e una formidabile cavalleria, che fu posta sotto il comando dell'Ammiraglio Gaspard de Coligny. Enrico di Navarra e la casata dei Borboni si allearono con gli Ugonotti, aggiungendo ricchezze e commerci alla forza ugonotta, tra cui sessanta città fortificate che posero una seria minaccia alla corona cattolica e a Parigi per le successive 3 decadi.
In quello che è conosciuto come Massacro di San Bartolomeo del 24 Agosto - 17 Settembre 1572 i Cattolici uccisero molti Ugonotti a Parigi; lo stesso massacro ebbe luogo in altre città nelle settimane successive, con una stima totale dei morti che raggiungeva le 70.000 persone. Un'amnistia emanata nel 1573 perdonava quelli che avevano preso parte al massacro. La quinta guerra santa contro gli Ugonotti si è tenuta il 23 febbraio 1574, e il conflitto è continuato periodicamente fino al 1598 quando Enrico di Navarra, convertitosi al Cattolicesimo, divenne re di Francia come Enrico IV. Celebre è la frase pronunciata in questa occasione: "Parigi val bene una messa". Egli emise in seguito l'Editto di Nantes che garantiva ai Protestanti uguaglianza con i Cattolici e la libertà religiosa e politica. L'Editto contemporaneamente proteggeva i Cattolici scoraggiando la nascita di nuove chiese protestanti nelle regioni cattoliche.
Non tutti, però, accettarono pienamente questo editto: a La Rochelle (che si poteva definire come “capitale dei riformati”) venne ristabilita la religione cattolica (prima dell’editto di Nantes essa non esisteva in questa città). Nel 1621, i riformati si unirono nonostante il divieto del re e crearono una sorta di costituzione valida solamente per lo stato Calvinista in cui erano presenti ordini e regolamenti a proposito della politica e della finanza.
Tutti coloro che parteciparono a quest’assemblea vennero dichiarati da Luigi XIII “ribelli e colpevoli di lesa maestà”.
Il Richelieu, ministro di Luigi XIII, era deciso ad affermare i diritti del trono; nel 1627, tutte le condizioni per iniziare la lotta contro La Rochelle (che aveva preso il nome di “metropoli dell’eresia”) erano pronte. Nel 1628 la lotta si concluse con la disfatta degli ugonotti i quali, grazie all’editto di Nantes del 1629, riuscirono a conservare la libertà di culto.
Migrazione
Luigi XIV (1643 - 1715), che aveva assunto il controllo del governo francese nel 1661, riprese la persecuzione dei Protestanti e rese la loro vita talmente intollerabile che parecchi preferirono abbandonare la patria. Alla fine revocò l'"irrevocabile" Editto di Nantes nel 1685 e dichiarò il Protestantesimo illegale con l'Editto di Fontainebleau. Dopo di questo, enormi masse di Ugonotti (stimati tra i 200.000 e i 500.000) migrarono nelle confinanti nazioni protestanti: Inghilterra, Olanda, Svizzera, Danimarca e Prussia, zona quest'ultima dove il calvinista Grande Elettore Federico Guglielmo I di Brandenburgo li ricevette con piacere per ricostruire le sue terre spopolate e distrutte dalla guerra. Il 31 Dicembre 1687 un gruppo di Ugonotti salpò dalla Francia verso la colonia del Capo di Buona Speranza.
Uno dei principali teologi e scrittori Ugonotti che guidò la comunità in esilio a Londra, Andre Lortie (o Andrew Lortie), divenne famoso per aver definito il criticismo ugonotto verso la Santa Sede e la transustanziazione.
I rifugiati Ugonotti si ammassarono a Shoreditch nella zona nord di Londra in gran numero. Stabilirono importanti filande intorno Spitalfields e Wandsworth. The Truman Brewery, poi conosciuto come Black Eagle Brewery, apparve nel 1724. I rifugiati ugonotti che lasciarono Tours in Francia, virtualmente distrussero l'importante tessitura della seta che qui avevano stabilito. Alcuni misero le loro conoscenze al servizio della neonata industria del lino che si andava formando nell'Irlanda del Nord.
L'esodo degli Ugonotti dalla Francia produsse una specie di fuga dei cervelli da cui il regno non si riprese completamente per diversi anni.
Molti fra coloro che emigrarono erano infatti commercianti, operai e industriali; con la loro partenza, l’economia della Francia peggiorò sempre più.
Per coloro che restavano, Luigi XIV e il suo ministro avevano riservato un trattamento speciale: si tentò di far convertire gli ugonotti con la forza utilizzando metodi piuttosto violenti. Questi episodi vengono definiti “dragonnade” (dragoni: soldati rozzi e indisciplinati)
La persecuzione dei Protestanti finì nel 1764 e la Rivoluzione Francese del 1789 alla fine li rese cittadini francesi a tutti gli effetti.
Gli Ugonotti e gli Stati Uniti
Essendo vietato loro di insediarsi nella Nuova Francia, parecchi Ugonotti si mossero verso le 13 colonie della Gran Bretagna in Nord America, la prima migrazione si ebbe nel 1624 (nel 1924 un mezzo dollaro commemorativo, conosciuto come Huguenot-Walloon Half Dollar, è stato coniato negli Stati Uniti per celebrare il 300mo anniversario di questa migrazione), in mezzo a loro c'era un argentiere chiamato Apollos Rivoire, che poi anglicizzò il nome in Paul Revere. Egli avrebbe, in seguito, trasmesso il suo nome e la sua professione a suo figlio, Paul Revere, il famoso rivoluzionario statunitense. Gli Ugonotti fondarono New Rochelle, New York (secondo il nome della loro roccaforte di La Rochelle in Francia), e un sobborgo di New York City sulla Staten Island è stato chiamato "Huguenot" in loro ricordo.
Il rifiuto della corona francese a permettere il loro stabilirsi nella Nuova Francia fu un fattore per il quale tali colonie crescevano lentamente come popolazione, cosa che favorì la conquista inglese. Dai tempi della Guerra Franco-Indiana, c'erano più persone di origine francese che viveva nelle colonie britanniche d'America di quante ce ne fossero prima nella Nuova Francia.
Il terzo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, aveva alcuni sicuri antenati ugonotti, così come Alexander Hamilton, John Jay e altri uomini di Stato e, secondo come si dice spessissimo, un quarto o più di inglesi.
Le Chambon-sur-Lignon
Durante la Seconda guerra mondiale, la popolazione a maggioranza protestante di Le Chambon-sur-Lignon nel sud della Francia nascose tra i 3.000 e i 5.000 ebrei proteggendoli dalla persecuzione nazista. Il pastore André Trocmé guidò la comunità in questo impegno. Nel Yad Vashem, il memoriale israeliano delle vittime ebree della Shoah, Trocmé e trentaquattro altri residenti dell'area sono ricordati tra i "Giusti tra le nazioni".
Collegamenti esterni
- [http://www.huguenotsocietyofamerica.org Huguenot Society of America]
- [http://www.huguenotsocietyoflondon.org Huguenot Society of London]
Filmografia
Un film del genere storico, che ben rende il clima e le ragioni politiche presenti alla corte di Francia nel periodo in questione, è La Regina Margot [http://www.imdb.com/title/tt0110963/], produzione italo-francese del 1994.
ja:ユグノー
1648
Eventi
- Pace di Westfalia - (Chiude la Guerra dei Trent'anni)
Nati
Morti
048
ko:1648년
Guerra civile inglese
Nella prima metà del XVII secolo la borghesia inglese, in via di rapida ascesa, non era più disposta a lasciare nelle mani del re il potere esclusivo di decidere sulle condizioni generali dell'agricoltura, dell'industria, dei commerci e, sulla politica complessiva del regno. Gli scontri fra la Camera dei Comuni e la Corona, portarono alla rivoluzione durante il regno di Carlo I (1625-1649).
Il governo di Carlo I rimase senza il controllo del Parlamento dal 1629 al 1640 e impose al Paese un regime assolutistico. Un'insurrezione in Scozia, fra il 1638 e il 1639, costrinse il re a riconvocare il Parlamento per ottenere i finanziamenti necessari a condurre l'azione repressiva contro i rivoltosi, ma dovette affrontare l'opposizione dei deputati, decisi a porre fine all'arbitrio del sovrano. Nonostante lo scioglimento precoce del Corto Parlamento (maggio 1640), la guerra contro la Scozia lo costrinse a riconvocarlo e le rivendicazioni dell'assemblea furono riprese dal Lungo Parlamento (1640-1653).
Il Parlamento, guidato da John Pym, nel 1641, presentò una "Grande Rimostranza", chiedendo riforme e condannando gli abusi, mentre i cattolici irlandesi si sollevavano. Un tentativo fallito di Carlo I di arrestare i maggiori esponenti dell'opposizione parlamentare (gennaio 1642) scatenò la guerra civile. Dalla parte del re si schierarono i nobili e le regioni più arretrate del Paese, dalla parte del Parlamento la borghesia e le regioni più progredite, facenti capo a Londra. Oliver Cromwell, uomo di profonda fede puritana e di grande intelligenza politica, organizzò l'esercito parlamentare (New Model Army) e lo guidò alla vittoria; poi, epurato il Parlamento dei deputati moderati e decapitato il re (febbraio 1649), stroncò brutalmente l'insurrezione irlandese (1650), sconfisse gli Scozzesi e, mentre il Paese, diviso fra monarchici e radicali, rischiava di sgretolarsi, salvò la rivoluzione esercitando un potere dittatoriale, sancito dalla sua nomina a Lord Protettore (1653).
Mediante una fortunata politica estera (guerra contro l'Olanda per imporle l'Atto di navigazione del 1651; accordi vantaggiosi con Danimarca, Svezia e Portogallo), Cromwell favorì lo sviluppo economico dell'Inghilterra, che acquisì una posizione di primaria importanza sul piano internazionale; nella politica interna egli impose però al paese un pesante controllo, ispirato a rigidi principi religiosi e morali.
Alla sua morte (1658), dopo un breve periodo di caos, la monarchia fu restaurata e salì al trono Carlo II (1660-1685), ma quando Giacomo II, successore di Carlo II, tentò di ristabilire l'assolutismo, fu deposto. Gli successe Guglielmo III d'Orange (1689-1702), che fu riconosciuto come sovrano dal Parlamento solo a patto ch'egli accettasse una Dichiarazione dei diritti, intesa a stabilire in modo univoco i limiti del potere regio. Il nuovo regime fu, dunque, una monarchia costituzionale, sottoposta ad un effettivo controllo del Parlamento. Entro i limiti imposti dalla situazione concreta, si attuavano così i principi elaborati da John Locke che, contestando le dottrine di Thomas Hobbes, teorico dell'assolutismo, concepì lo Stato come istituzione rivolta a salvaguardare la libertà e i "diritti naturali" dei cittadini.
Classi e idee nella rivoluzione inglese
I contrasti fra la Corona e il Parlamento si inasprirono durante il regno di Carlo I Stuart (1625-1649), e si tradussero nella guerra civile, nel regicidio e nella proclamazione della repubblica.
Da una parte si schierarono il re ed i suoi sostenitori: i nobili che ricavavano le proprie rendite da ciò che sopravviveva del sistema feudale, i loro fittavoli, i loro servi e l'alta borghesia, legata alla monarchia perché ne aveva ottenuto privilegi e monopoli a scapito della rimanente classe media. Dall'altra si allinearono la piccola e media borghesia e la folla eterogenea delle classi più infime, in particolare il nuovo proletariato, prodotto dal recente sistema delle enclosure (la recinzione delle terre che in precedenza erano di uso comune). I grandi proprietari terrieri infatti, dalla seconda metà del XVI secolo, modificarono radicalmente le pratiche agrarie recintando i terreni coltivabili, espellendo i piccoli possidenti e sfrattando gli affittuari, negando l'accesso alla terra a migliaia di persone che andarono ad ingrossare le fila del proletariato urbano producendo il caratteristico disordine sociale dell'epoca.
Il Parlamento aveva l'appoggio dell'Est e del Sud, zone ricche e relativamente sviluppate, e di quasi tutte le città di qualche importanza, mentre il re controllava le zone arretrate del Nord e dell'Ovest, dove il feudalesimo era più forte, ma in queste stesse zone, i distretti della produzione tessile ed i maggiori porti di mare furono fortezze della resistenza parlamentare. La borghesia inglese, alla quale molto avevano giovato la vittoria sull'Invincibile Armata (1588) e l'indebolimento della Spagna ormai incapace di controllare l'Atlantico e il Mediterraneo, si stava affermando come la più potente d'Europa: commercio, industria ed allevamento prosperavano.
La prosperità dei borghesi che grazie alla proprietà fondiaria partecipavano all'amministrazione del Paese, diventavano influenti nelle elezioni e nel Parlamento ed aspiravano alle cariche nella Chiesa, nell'esercito, nello Stato, fomentò l'ostilità dei nobili, le cui rendite erano rimaste fisse e ed erano ormai inadeguate all'aumento dei prezzi. Lo sviluppo del capitalismo nelle campagne e nelle città stava progressivamente riducendo le fonti vitali cui attingevano la nobiltà e la Corona, e l'impegno di Carlo I nella difesa delle prerogative regie nasceva dalla consapevolezza che l'abbandono dell'assolutismo avrebbe significato la cessione del potere alla nuova classe dirigente borghese. La borghesia, d'altronde, non poteva accettare i controlli che la monarchia tentava di imporre all'attività economica e rifiutava il metodo dei monopoli che il re vendeva a ristrette oligarchie di mercanti. Perciò la borghesia chiedeva una costituzione, e si batteva contro l'episcopalismo anglicano, supporto dell'assolutismo regio. Inoltre nella coscienza dei capi della rivoluzione prevalevano gli argomenti politici e soprattutto religiosi.
L'assolutismo di Carlo I
Il contrasto di classe si manifestò in un primo tempo come tensione fra Corona e Parlamento. I rappresentanti della Camera dei Comuni pretesero di controllare il potere esecutivo e di approvare i ministri del re, si ribellarono contro gli arresti ordinati arbitrariamente dal re e contro ogni tentativo regio di imporre tasse che non fossero state approvate dai rappresentanti stessi, avversarono l'episcopalismo della monarchia in nome di una concezione più democratica (presbiteriana) della vita religiosa. Il Parlamento, sciolto più volte fra il 1625 e il 1626, dovette però essere nuovamente convocato da Carlo I nel 1628, perché approvasse le tasse necessarie a finanziare una spedizione in appoggio degli ugonotti assediati dal Richelieu a La Rochelle. Ma la Camera dei Comuni rifiutò di votare la contribuzione se non venivano prima riconosciuti i suoi diritti, e formulò una Petizione dei diritti, che il re approvò, pensando di eluderla nella pratica.
La spedizione in aiuto degli ugonotti di La Rochelle fallì, nel marzo del 1629, Carlo I sciolse ancora una volta la Camera e, per undici anni, governò senza Parlamento, tentando di edificare un solido regime assolutistico. Per eludere ogni controllo il re ricorse ad una serie di artifici fiscali che, senza essere formalmente dei veri e propri tributi, per i quali sarebbe occorsa l'approvazione del Parlamento, gli garantirono delle entrate costanti.
Carlo I procedette sulle vie dell'assolutismo anche nel campo della giustizia: attribuendo la massima importanza ai tribunali speciali, docili strumenti della sua volontà. Nel Consiglio privato, costituito da pochi uomini scelti dal re e fidatissimi, primeggiavano Thomas Wentworth conte di Strafford che era stato fra i capi dell'opposizione, ma che, convintosi della necessità di un forte governo centrale, rimase fino all'ultimo fedelissimo servitore del sovrano e William Laud, arcivescovo di Canterbury, che organizzò attivamente la repressione di ogni tendenza religiosa non conformista.
Ancora una volta l'episcopalismo anglicano sostenne il potere regio: consacrò il diritto divino del re, considerò come peccaminosa ogni affermazione rivolta a limitare le prerogative reali, proclamò che ogni resistenza al re era da condannare come atto di ribellione a Dio. La politica di Carlo I, rivolta alla sistematica edificazione dell'assolutismo, non trovò però sostegno nelle condizioni oggettive del Paese, perciò l'assolutismo non riuscì ad imporsi realmente in tutto il regno. Nulla vi era in Inghilterra che si avvicinasse agli eserciti continentali, strumento necessario di ogni assolutismo. Lo stesso rigoglio economico della Gran Bretagna, favorito dal non aver preso parte alla guerra dei trent'anni che imperversa in Europa, rafforzò la borghesia e la rese più capace di resistere all'arbitrio regio.
Mentre in Inghilterra l'opposizione all'assolutismo regio si acuiva, in Scozia, dove Laud aveva voluto introdurre, ad umiliazione del presbiterianesimo locale, le strutture episcopali della Chiesa anglicana, mentre Carlo I aveva minacciato di confiscare i beni cattolici che erano stati distribuiti ai nobili ai tempi dello scisma da Roma, il malcontento esplose in aperta ribellione. La nobiltà e il clero presbiteriano scozzesi formarono un blocco compatto, che per motivi religiosi, economici e politici fra il 1638 e il 1639 passò dalla denuncia contro il "papismo" del sovrano alla guerra armata vera e propria. Pertanto, per reperire i mezzi finanziari indispensabili a reprimere la ribellione scozzese, dopo undici anni di assolutismo, Carlo I dovette convocare di nuovo il Parlamento (aprile 1640).
Dal "Corto Parlamento" alla guerra civile
Guidata da John Pym e da Hampden, la nuova Camera pose come condizione l'annullamento di tutta la legislazione assolutistica del precedente decennio. Perciò, dopo meno di due mesi, Carlo I sciolse l'assemblea che, per la sua brevissima durata fu detta "Corto Parlamento", ma la minaccia scozzese diveniva sempre più pericolosa, mentre le poche truppe mercenarie del re subivano una serie di sconfitte che resero necessario un governo sostenuto dall'appoggio dei rappresentanti del popolo. Così, ai primi di novembre dello stesso 1640, Carlo I fu costretto a convocare una nuova Camera che durò, con alterne vicende, sino al 1653 e fu perciò detta "Lungo Parlamento" (1640-1653). Il Parlamento procedette prima di tutto al sistematico smantellamento del sistema assolutistico costruito da Carlo I fra il 1629 e il 1640: gli artifici fiscali furono abrogati, i tribunali speciali furono sciolti, la Chiesa anglicana fu sottoposta ad una Commissione di controllo, ai vescovi fu interdetta ogni interferenza negli affari politici. Strafford e Laud furono condannati a morte. Nel 1641, i cattolici Irlandesi insorsero contro l'esoso dominio degli Inglesi protestanti, ne sterminarono alcune migliaia e minacciarono di spazzarli via dalla propria isola.
Il comando dell'esercito da reclutare per la repressione della rivolta sarebbe spettato di diritto al re, ma poiché egli lo avrebbe usato non contro gli Irlandesi ma contro il Parlamento questo esitava ad ordinare il reclutamento. Il re, il 3 gennaio del 1642, irruppe con una scorta armata nell'aula parlamentare con l'intenzione di arrestare Pym, Hampden e altri esponenti dell'opposizione. L'atto provocatorio fallì, perché gli oppositori, avvertiti avevano avuto modo di mettersi in salvo, ma Carlo I dovette abbandonare Londra, rifugiandosi al Nord, mentre il Parlamento accantonava la questione irlandese e s'apprestava ad affrontare l'ormai inevitabile guerra civile.
Le guerre civili
Le forze più vive e più ricche della nazione appoggiavano il Parlamento: le città manifatturiere e commerciali, i porti, gli squires (gentiluomini di campagna) che avevano più stretti contatti col mondo degli affari, alcuni esponenti della nobiltà, come i conti di Essex e di Manchester che assunsero inizialmente il comando degli eserciti parlamentari e Londra stessa.
La natura composita delle forze sociali che costituivano il blocco rivoluzionario fu però fonte di divisioni che emersero nel corso della guerra. L'avversione all'assolutismo regio e all'episcopalismo anglicano era il denominatore comune di tutte le correnti, ma ben diverse sono le prospettive dei due partiti che si stavano formando: il moderato e il radicale. I moderati, guidati dai conti di Essex e di Manchester, rappresentavano i grandi proprietari terrieri e i mercanti più ricchi; essi professavano la religione presbiteriana e volevano una Chiesa di Stato, benché non più controllata dai vescovi, ma retta da un consiglio degli anziani e da un'assemblea generale. I radicali rappresentavano la borghesia terriera e imprenditoriale, gli artigiani e tutti coloro che non erano disposti a venire a compromessi col re: pur appartenendo a diverse confessioni protestanti, essi si dichiararono indipendenti, perché erano fautori di una Chiesa decentrata e democratica, che lasciasse ampio margine di libertà alle singole congregazioni e ai singoli individui (fatta eccezione per i cattolici).
Dal punto di vista militare, la situazione immediata era favorevole al re, perché era appoggiato dalla maggioranza dei nobili, ben più esperti degli avversari nell'arte della guerra. L'esercito dei Cavalieri, così detto per l'estrazione sociale dei suoi comandanti, ottenne infatti, nel 1643, notevoli successi. Fra il 1643 e il 1645, però, Oliver Cromwell, riuscì a realizzare una riforma nell'esercito parlamentare (detto delle Teste Rotonde, perché i borghesi, al contrario dei nobili, usavano portare i capelli corti) non solo tecnica, ma anche etico–politica (mira a reclutare uomini che abbiano timor di Dio e coscienza di ciò che fanno). L'Esercito Nuovo Modello (New Model Army), rinnovato nello spirito, nell'armamento, nell'organizzazione, fu lo strumento della vittoria della rivoluzione sul re e della vittoria di Cromwell sui moderati presbiteriani.
Duramente sconfitto a Marston Moor (luglio 1644) e a Naseby (giugno 1645), Carlo I si rifugiò presso gli Scozzesi (maggio 1646) che, nel gennaio del 1647, lo consegnano al Parlamento. La prima fase della guerra civile era conclusa. La maggioranza moderata del Parlamento, d'accordo con gli Scozzesi, chiedeva semplicemente che il re rinunciasse all'episcopalismo, aderendo all'introduzione della Chiesa presbiteriana in tutto il regno (Inghilterra, Scozia, Irlanda) e accettando che l'esercito finisse posto sotto il controllo del Parlamento per vent'anni, Ma il re non era disposto a nessuna concessione mentre l'esercito premeva per una soluzione radicale. Cromwell con il suo immenso prestigio riuscì ad indurre le truppe alla calma.
Quando il Parlamento intimò l'immediato scioglimento dell'esercito, senza neppure pagare alle truppe gli arretrati (maggio 1647), Cromwell abbandonò Londra e raggiunse il Nuovo Modello, pur continuando a svolgere opera moderatrice. Nel giugno del 1647 egli contribuì a far approvare una dichiarazione dell'esercito, che si limitava a chiedere che la Camera dei Comuni fosse sciolta e che fossero indette nuove elezioni. Né Carlo, né il Parlamento, né la cittadinanza di Londra, schierata ora dalla parte dei moderati presbiteriani, erano però disposti alla minima concessione, sicché il Paese, precipitò di nuovo nel caos.
Cromwell ,convinto che il seguito degli avvenimenti avesse dimostrato che Dio condannava il re e i suoi sostenitori, guidò il Nuovo Modello contro gli Scozzesi, li sconfisse a Preston (agosto 1648). Il re sembrava ormai disposto alle più ampie concessioni nelle trattative col Parlamento (settembre 1648), ma gli esponenti del Nuovo Modello, diffidarono della manovra e presentarono al Parlamento una Rimostranza, tutta riassumibile nel suo primo, chiarissimo articolo: "Il re sia portato davanti alla giustizia, perché egli è la causa di tutti i mali". Rimasti senza risposta, occuparono Londra e epurarono il Parlamento di tutti i deputati moderati - presbiteriani - filomonarchici (dicembre 1648). Ridotto a un centinaio di membri, il Troncone di Parlamento (Rump Parliament) condannò a morte il re: la sentenza, recante la firma di Cromwell, venne eseguita il 9 febbraio 1649. La decapitazione del re sconvolse buona parte della popolazione e il rischio di una rinnovata insurrezione monarchica consentì a Cromwell di instaurare un potere dittatoriale.
Gli Scozzesi avevano riconosciuto come sovrano Carlo II, figlio di Carlo I, l'insurrezione irlandese era ancora in corso perché le guerre civili avevano impedito di organizzare una spedizione repressiva: I Levellers, fautori di una democrazia basata sul suffragio universale e di un rinnovamento sociale a favore delle classi più disagiate, d'accordo col Cromwell solo a proposito del destino da riservare al re, erano di nuovo all'apposizione. Essi persero però ogni rilevanza, dopo che l'ammutinamento di alcuni reparti da loro subornati fu duramente represso fra l'aprile e il maggio del 1649.
Cromwell provvide prima di tutto a reprimere l'insurrezione in Irlanda, (1650) ricorrendo a stragi di intere popolazioni, infatti, ritenne che non si dovesse usare misericordia verso i cattolici-papisti. Le uccisioni e le confische di terre a favore dei vincitori ridussero gli Irlandesi in condizioni tali, che buona parte di loro dovette abbandonare la patria e cercare rifugio in America. Cromwell guidò quindi il Nuovo Modello contro gli Scozzesi e, mentre Carlo II si rifugiava in Francia, li costrinse alla resa. Alla Scozia fu però riservato un trattamento ben diverso da quello toccato all'Irlanda, tanto che il paese poté presto riprendersi e iniziare il processo di fusione con la nazionalità inglese. Al suo rientro in Londra (settembre 1651), Cromwell si impose come la massima autorità del paese, dapprima con un difficile rapporto col Rump Parliament, poi, dopo lo scioglimento di questo (aprile 1653), con sempre maggiore peso. Al colmo del suo prestigio, egli ottenne il titolo di Lord Protettore (1653), che, riconoscendogli il diritto di nominare un successore, gli conferì un potere quasi monarchico.
Dopo la sconfitta dell'Irlanda e della Scozia, Cromwell poté consolidare il nuovo regime. I suoi ripetuti tentativi di farsi assistere da rinnovati organi parlamentari, ebbero però esiti negativi, perché si fondavano sul contraddittorio proposito di evitare il soverchio accentramento del potere, ma nello stesso tempo di non fornire nessuna occasione di rivincita ai monarchici, che in elezioni veramente libere avrebbero ottenuto notevoli successi. Efficace fu invece l'azione promossa dal Lord Protettore per la moralizzazione del clero, che fu affidata a una commissione, incaricata di allontanare i sacerdoti moralmente indegni, senza operare però discriminazioni di carattere ideologico. Ciò corrispondeva puntualmente al disegno del Cromwell, rigidissimo sulla questione morale, ma favorevole alla tolleranza religiosa nell'ambito del protestantesimo e nei limiti compatibili col regime.
Le leggi furono aggiornate e semplificate, i costi dei procedimenti giudiziari abbassati, la qualità dei giudici decisamente migliorata. Le Province Unite Olandesi, uscite vittoriose dalla lotta contro la Spagna e ottenuto con la Pace di Westfalia (1648) il riconoscimento della propria indipendenza, erano diventate uno dei più ricchi e dei più progrediti Paesi d'Europa. Nell'agricoltura, nell'allevamento del bestiame, nella pesca, nell'industria tipografica, nell'attività bancaria, nella marina mercantile gli Olandesi non erano secondi a nessuno. Le Province Unite erano perciò il naturale concorrente dell'Inghilterra, che peraltro, sin dai tempi di Elisabetta, le aveva efficacemente aiutate a liberarsi dal dominio spagnolo. In nome della tradizionale amicizia, l'Inghilterra offrì all'Olanda un trattato di unione commerciale e politica così vincolante che l'Olanda, alla quale la libertà di movimento era assolutamente necessaria, fu costretta a rifiutarlo. Cromwell intraprese una guerra economica. Nell'ottobre del 1651 egli fece votare dal Rump Parliament un Atto di navigazione che vietava l'accesso in Inghilterra di qualsiasi merce che non fosse trasportata o da naviglio inglese o da naviglio appartenente al Paese di provenienza delle merci stesse. L'Atto di navigazione mentre favoriva lo sviluppo della marina mercantile inglese, era chiaramente rivolto contro gli Olandesi, per i quali il trasporto delle merci era una delle principali attività.
Nonostante i successi la dittatura di Cromwell ebbe anche aspetti negativi. Entro certi limiti il dissenso dottrinario era ammesso (e perciò il non conformismo, ma ogni libertà nei costumi fu negata sino al punto di chiudere i teatri e le taverne come luoghi di perdizione). Quando Cromwell morì, nel settembre del 1658, per un breve periodo governò suo figlio Riccardo, poi l'Inghilterra rischiò di precipitare nuovamente nell'anarchia. Si fece allora strada l'ipotesi di una restaurazione monarchica. Carlo II che si trovava a Breda, nelle Province Unite, per accattivarsi l'opinione pubblica, promise l'amnistia per i rivoluzionari e pieno rispetto dei diritti del Parlamento e della libertà di coscienza. Il nuovo Parlamento, nel quale prevalevano i moderati invitò Carlo II a riassumere la corona a tali condizioni (1660). La restaurazione non significava un ritorno al passato: la differenza fra la monarchia restaurata e quella precedente la rivoluzione era evidente nel fatto che non era stato Carlo II a convocare il Parlamento, ma il Parlamento a "convocare" Carlo II.
Nei primi anni del regno di Carlo II (1660-1685), gli Inglesi godettero di una libertà assai più ampia di quella concessa dalla dittatura del Cromwell. I primi screzi fra Corona e Parlamento si manifestarono nel 1672, quando il re emanò un Decreto di indulgenza che concedeva libertà religiosa a tutti i dissidenti, compresi di fatto i cattolici. L'iniziativa, fece nascere il sospetto che la tolleranza nei confronti dei cattolici fosse rivolta a compiacere la Francia di Luigi XIV, alla quale Carlo II vendette Dunkerque e da dove venivano pressioni e finanziamenti, intesi a favorire lo sviluppo di una politica assolutistica in Inghilterra. Perciò il Parlamento rispose al Decreto di indulgenza con l'approvazione di un Atto di prova (Test act) che precludeva ogni carica pubblica a chiunque non professasse le dottrine della Chiesa ufficiale inglese (1673). Il Parlamento successivo nel 1679 approvò un Atto di esclusione che toglieva i diritti di successione a Giacomo Stuart, fratello del re e suo erede presunto, a tutti noto come cattolico e come fautore dell'assolutismo.
In questo periodo si costituirono due partiti:
# i sostenitori delle prerogative reali (Tories)
# coloro che rivendicano i diritti del Parlamento e avversano lo strapotere del re (Whigs).
Il primo era il partito dei grandi proprietari terrieri e del clero anglicano, nel secondo prevalevano le classi medie mercantili, guidate da una parte dell'alta aristocrazia. La lotta fra Corona e Parlamento si inasprì tanto che Carlo II, dal 1681, governò senza Parlamento. Ciò nondimeno, quand'egli morì nel 1685, per evitare nuovi disordini, nonostante l'Atto di esclusione, Giacomo II (1685-1688) ottenne il trono. Il sovrano non aveva, infatti, figli maschi, e le due figlie, erano sposate l'una a Guglielmo d'Orange, statolder d'Olanda, e l'altra a Giorgio di Danimarca, entrambi protestanti. Ciò rassicurò gli Inglesi, infatti, sembrava escluso il pericolo di una dinastia cattolica ossia filofrancese e assolutistica. Il regno di Giacomo Il esordì con una ribellione nelle regioni dell'Ovest (1685), nella quale i ceti inferiori della popolazione, di religione puritana, presero le armi nel tentativo di porre termine alle persecuzioni cui erano sottoposti. La repressione ordinata dal re fu eccessiva e gli alienò le simpatie anche dei suoi più convinti sostenitori.
Negli anni successivi il re moltiplicò gli arresti arbitrari, distribuì a cattolici di sua fiducia importanti cariche nell'esercito e nell'amministrazione, e reclutò truppe fra gli Irlandesi, coll'evidente proposito di utilizzarle contro i suoi sudditi inglesi. Nel giugno del 1688, dalla seconda moglie del re nacque un figlio maschio, battezzato secondo il rito cattolico col nome di Giacomo. Gli Inglesi non accettarono il perpetuarsi di una dinastia cattolica, assolutistica e legata alla Francia di Luigi XIV (che proprio in quegli anni aveva revocato l'editto di Nantes e perseguitato gli ugonotti e conduceva una politica di egemonia sull'intero continente europeo, in contrasto con gli interessi dell'Inghilterra). I Tories stessi abbandonarono il re . Gli Inglesi offersero il trono al genero di Giacomo II, il protestante Guglielmo d'Orange, che, avendo già dovuto combattere contro Luigi XIV offriva le migliori garanzie di abbandonare la politica filofrancese degli Stuart.
Guglielmo d'Orange accettò la proposta e nel 1688 sbarcò sulle coste d'Inghilterra. Giacomo II lasciò Londra e si rifugiò in Francia, presso Luigi XIV. Il Parlamento lo dichiarò decaduto e proclamò sovrani d'Inghilterra Guglielmo III d'Orange (1689–1702). e sua moglie Maria II Stuart. Non fu però, semplicemente una sostituzione di sovrani, ma un radicale mutamento del regime: i nuovi sovrani dovettero, infatti, accettare non una Petizione, ma una Dichiarazione dei diritti, dettata dal Parlamento, che poneva precisi limiti all'esercizio della loro autorità. La dichiarazione, infatti, proclamava fra l'altro, che è illegale sospendere l'esecuzione delle leggi senza l'approvazione del Parlamento, che ogni tassa doveva essere sancita dal Parlamento, che solo il Parlamento poteva autorizzare il re ad arruolare un esercito in tempo di pace, che i membri della Camera dei Comuni e della Camera dei Lord erano responsabili solo di fronte alle Camere stesse dei discorsi tenuti nei dibattiti parlamentari.
Il nuovo regime era una monarchia costituzionale, controllata dalla borghesia e dalla stessa nobiltà. Sarebbe del tutto anacronistico parlare di "democrazia" nell'accezione attuale del termine, perché il Parlamento non rappresentava affatto l'intero corpo della nazione, ed era, anzi, lo strumento di potere di una minoranza, ma si trattava di una minoranza capace di promuovere lo sviluppo delle forze produttive e quindi di esercitare un'effettiva egemonia anziché un semplice dominio imposto con la forza. Si compiva così un passo significativo verso un regime nel quale la sovranità della legge si sostituisce all'arbitrio regio. Da quel momento nessun sovrano inglese osò più governare senza il Parlamento o contro di esso. Nel 1695 fu abolita la censura sulla stampa. Nel 1701 un Atto di successione, per evitare che l'ultimo erede di Giacomo II potesse rivendicare il trono stabilì che, poiché Guglielmo III non aveva eredi, alla sua morte gli sarebbe succeduta Anna di Danimarca (sorella di Maria II), e a questa i discendenti di Sofia Stuart, una nipote di Giacomo I andata sposa al principe di Hannover (madre di Giorgio I). Secondo la volontà del Parlamento, dopo i regni di Guglielmo III, morto nel 1702, e di Anna Stuart (1702-1714) - Giorgio I (1714-1727, figlio di Sofia) diede inizio alla nuova dinastia hannoverese.
In definitiva bisogna notare che le voci radicali della rivoluzione inglese vennero messe a tacere. La maggioranza dei soldati del New Model Army tornò a casa povera e oppressa come prima, i miglioramenti per le classi sociali più basse furono irrisori.
La rivoluzione avrebbe potuto avere un esito assai diverso: ripristino delle terre di uso comune, trionfo di valori diversi da quelli della società mercantile e della produzione di merci, ripudio della visione del lavoro come condizione della salvezza umana, abbandono del patriarcato nella famiglia e pieno riconoscimento del lavoro delle donne, proliferazione delle assemblee popolari aperte a tutti, mutuo sostegno anzichè accumulazione individuale come base dell'attività economica e abolizione della schiavitù (in un'epoca nella quale non esisteva ancora il concetto di razza, la schiavitù non era legata al colore della pelle). Tutti valori che hanno portato migliaia di poveri e straccioni a combattere sotto Cromwell.
Assolutismo e liberalismo
Fra le due rivoluzioni non ci furono solo i ripetuti tentativi degli Stuart di instaurare un regime assolutistico, ma fu anche proposta da Thomas Hobbes (1588-1679) la teoria che li giustificava e quando fu fondata una monarchia costituzionale e parlamentare, John Locke (1632-1704) elaborò l'ideologia del nuovo modo d'intendere la società politica.
Ideologia dell'assolutismo
Thomas Hobbes estese a tutta la realtà il metodo interpretativo proprio delle scienze secondo il filosofo, anche i più complessi fenomeni umani e "spirituali" devono essere interpretati in chiave meccanicistica (esclude il fatalismo). La realtà deriva solo da forze fisiche e materiali, perché la materia, retta da leggi rigorosamente deterministiche (ogni fenomeno ha una causa diretta e necessaria), è l'unica vera realtà. L'uomo stesso, che si crede libero, è mosso per natura solo dal proprio egoismo e aspira a godere di tutto ciò che gli dà piacere. Poiché da ciò deriverebbe la continua lotta di tutti contro tutti, gli uomini, spinti da un calcolo puramente utilitario, decisero di sottostare al solo egoismo del sovrano, piuttosto che conservare la propria libertà vivendo nell'angoscia dell'anarchia.
Da questo contratto ideale fra i sudditi nasce dunque lo stato, nel quale l'arbitrio del sovrano, che non ha partecipato al contratto e ha dunque conservato il diritto naturale su tutto, non ha né deve avere limiti di sorta. È nell'interesse dei sudditi che il potere del sovrano sia assoluto e quindi atto a stroncare sul nascere ogni motivo di contesa e di disordine. Dove nasce la società, ivi cessano i diritti naturali dell'uomo, che secondo l'autore sarebbero solo fonte di anarchia e di tormentosa guerra.
Ideologia del liberalismo
Alle teorie laiche dei diritti naturali e dell'origine contrattualistica dello stato s'ispirò anche Locke, che però non condivise il pessimismo hobbesiano sulla natura spietata dell'uomo. Secondo Locke l'uomo è legato ai suoi simili da un sentimento fondamentale di simpatia. I diritti naturali alla libertà, alla vita, alla proprietà e all'autodifesa non portano necessariamente alla guerra di tutti contro tutti, ma ciascuno può esercitarli ordinatamente senza ledere quelli del prossimo. Perciò la società non nasce sull'abrogazione di tali diritti, ma anzi ha il fine di garantire la loro difesa efficace e sistematica. I cittadini devono solo rinunciare a farsi giustizia da sé, perché una giustizia pubblica è certamente più capace di imporsi e nello stesso tempo più serena di una giustizia privata. Se i cittadini pattuiscono di vivere in società e rinunciano all'autodifesa proprio perché l'esercizio dei loro diritti naturali sia meglio assicurato, allora è chiaro che lo Stato deve a sua volta rispettare tali diritti. Se esso li viola, il contratto fra sovrano e cittadini (contratto che Locke considera bilaterale) viene meno, ed i cittadini hanno il diritto-dovere di ribellarsi.
Bibliografia
- I ribelli dell'Atlantico. La storia perduta di un'utopia libertaria, Peter Linebaugh e Marcus Rediker, Feltrinelli, Campi del sapere, 2004
- Il mondo alla rovescia. Idee e movimenti rivoluzionari nell'Inghilterra del '600, Christopher Hill, Einaudi, 1981
1746
Eventi
Nati
- 30 marzo - Francisco Goya, pittore spagnolo († 1828)
Morti
- 18 marzo - Anna II di Russia, reggente dell'impero russo
046
ko:1746년
Falkirk
Falkirk (an Eaglais Bhreac in gaelico) è una delle 32 aree amministrative della Scozia. Confina con il Lanarkshire settentrionale,Stirling e il Lothian occidentale. Quest'area amministrativa copre parte della contee tradizionali di Stirlingshire e del Lothian occidentale.
Centri abitati più importanti
- Bo'ness
- Bonnybridge
- Denny
- Dunipace
- Falkirk (città)
- Grangemouth
- Stenhousemuir
Collegamenti esterni
- [http://somewherenear.com/staticFK.htm Things to do around Falkirk]
Categoria:Aree amministrative della Scozia
1773
Eventi
- 17 gennaio - James Cook è il primo europeo a oltrepassare il Circolo polare antartico
Nati
- 3 maggio - Giuseppe Acerbi, esploratore italiano
- 15 maggio - Klemens von Metternich, statista austriaco
Morti
Luigi Vanvitelli, architetto italiano (n. 1700)
073
ko:1773년
ms:1773
simple:1773
James Cook
James Cook (27 ottobre 1728 - 14 febbraio 1779) fu un esploratore, cartografo e navigatore britannico. Fece tre viaggi nell'Oceano Pacifico durante i quali scoprì varie isole e ne disegnò le coste.
Nacque a Marton in Cleveland, che ai tempi faceva parte dello Yorkshire, vicino alla città di Middlesbrough. Ancora bambino, si trasferì con la sua famiglia a Great Ayton. Durante l'adolescenza nacque l'amore per il mare e imparò la cartografia.
Durante la Guerra dei sette anni servì nella Royal Navy (la marina militare britannica) partecipando all'assedio della città di Quebec prima della battaglia delle pianure di Abraham nel 1759. Mostrò un ottimo talento per le ricognizioni e la cartografia e durante l'assedio divenne responsabile per la creazione delle mappe della foce del fiume San Lorenzo. La mappatura delle coste di Terranova lo portò all'attenzione della Royal Society.
I suoi successi possono essere ricondotti ad un insieme di caratteristiche: ottime capacità marinaresche, eccellenti abilità cartografiche, coraggio nell'effettuare esplorazioni anche pericolose, capacità di leadership e di comando e una certa spregiudicatezza nell'interpretare gli ordini dell'Ammiragliato.
Il primo viaggio (1768-1771)
Nel 1766, la Royal Society lo incaricò di effettuare un viaggio nell'Oceano Pacifico per osservare il transito di Venere davanti al Sole. Salpò nel 1768 sulla nave HM Bark Endeavour, (il cui nome fu ispirazione per il nome dello Space Shuttle Endeavour) e il 13 aprile 1769 giunse a Tahiti, dove costruì un piccolo forte ed osservatorio per osservare il transito, a causa della mancanza di strumentazione scientifica | | |