1791
Eventi
- Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) compone il "Flauto Magico" (KV 620), singpiel tedesco su libretto di Emmanuel Schikaneder.
Nati
- 7 marzo - Giuseppe Gioacchino Belli, poeta italiano († 1863)
- 27 aprile - Samuel Morse, inventore del telegrafo e dell'alfabeto Morse († 1872)
- 22 settembre - Michael Faraday, fisico e chimico inglese († 1867)
Morti
- 22 agosto - Giustiniana Wynne, avventuriera e scrittrice italiana (n. 1737)
- 5 dicembre - Wolfgang Amadeus Mozart, compositore austriaco (n. 1756)
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Wolfgang Amadeus Mozart]
Wolfgang Amadeus Mozart (nome di battesimo: Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart - Salisburgo 27 gennaio 1756 - Vienna 5 dicembre 1791) è stato un compositore austriaco che creò musica di incommensurabile bellezza.
Viene annoverato tra i genii della musica. Dotato di raro talento, manifestatosi precocemente, morì a neppure trentasei anni di età lasciando però pagine indimenticabili di musica classica, da camera e operistica.
Biografia
L'infanzia a Salisburgo
operistica]
La notizia della nascita di Wolfgang venne data dal padre Leopold in una lettera del 9 febbraio ad un amico di Augusta, Johann Jakob Lotter:
:"Ti informo che il 27 gennaio, alle otto della sera, la mia cara moglie ha dato felicemente alla luce un bambino. Si era dovuta rimuovere la placenta e perciò ella era estremamente debole. Ora invece, grazie a Dio, sia il bimbo che la madre stanno bene. Il bambino si chiama Johannes Chrysostomus Wolfangus Theophilus".
I quattro nomi che furono dati al bambino si giustificano così: Johannes Chrysostomus, perché il 27 gennaio, secondo il calendario cattolico, era intitolato a San Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli e patrono degli oratori; Wolfangus, in onore del suo nonno paterno, Wolfgang Nikolaus Pertl; Theophilus (Gottlieb, in tedesco), in onore del padrino, Johann Gottlieb Pergmayr, commerciante e consigliere civico. In seguito l'ultimo nome venne mutato nel più armonioso Amadeus, che è la traduzione latina del greco Theophilus. Ma per intanto il bambino fu chiamato affettuosamente "Wolferl".
La famiglia del piccolo Wolfgang era costituita, da altre tre persone: il padre Leopold, un uomo dal carattere austero, permeato di ideali illuministi, schivo e sprezzante, che all'epoca ricopriva l'incarico di compositore di corte e insegnante di musica al servizio dell'arcivescovo Anton Firmian; la madre Anna Maria, una donna semplice, dal carattere sereno e scherzoso; la sorella Nannerl, nata sei anni prima, il 30 luglio 1751.
I coniugi Mozart avevano avuto in precedenza altri cinque figli, ma erano tutti morti in tenerissima età.
Genio precoce
Non si sa molto dei primissimi anni di vita di Mozart. È però certo che egli venne in contatto con la musica assai presto. Quando infatti il padre cominciò a impartire alla sorella di sei anni le prime lezioni di clavicembalo, il piccolo Wolfgang, che di anni ne aveva tre, dimostrò immediatamente uno spiccato interesse per la musica. Il bimbo infatti amava trascorrere ore intere a strimpellare con la tastiera.
Leopold riunì gli esercizi che dava da studiare alla figlia in un libretto che intitolò Pour le clavecin, ce Livre appartient à Mademoiselle Marie-Anne Mozartin (1759). Dagli appunti di Leopold si viene a sapere che Wolfgang era già in grado di utilizzare questa raccolta di esercizi. Il fatto è confermato anche da una successiva lettera scritta dalla sorella: "Quando Wolfgang ebbe quattro anni, nostro padre iniziò a insegnargli alcuni minuetti. A Wolfgang occorreva solo mezz'ora per eseguirli perfettamente. Fece progressi così straordinari che già a cinque anni componeva brevi pezzi, che poi suonava al padre perché questi li trascrivesse."
Anche molte altre persone che conobbero il piccolo Mozart rimasero sbalordite dalle sue capacità, lasciandone trepide testimonianze. Johann Andreas Schachtner, trombettista della corte di Salisburgo e amico della famiglia Mozart, scrisse in una lettera di aver visto il bambino, di appena quattro anni, tutto intento a scarabocchiare su un foglio di carta un abbozzo di concerto: "All'inizio ridemmo di questo pasticcio; poi il padre rimase a lungo assorto nella lettura del foglio, finché gli caddero lagrime di meraviglia e di gioia. Guardi Schachtner, mi disse, come tutto sia corretto: peccato che non se ne possa far nulla, perché è così difficile che nessuno sarebbe in grado di suonarlo".
Mozart in Italia
Nel 1769 Wolfgang viaggiò con il padre per l'Italia, soggiornando a Milano, Venezia, Bologna, Roma e Napoli.
Mozart arrivò a Milano il 23 gennaio 1770, invitato dal conte Firmian, all'età di 14 anni. Il giovane è accompagnato dal padre Mozart.
Prima di arrivare a Milano, visitò alcuni teatri come quello di Cremona e di Mantova, riportando le sue impressioni nelle lettere che scrive alla sorella: «Anche là c'è stato un Crudescer, che ad ogni piroetta lasciava andare una scoreggia...».
I due alloggeranno alla foresteria del Convento di San Marco, in zona Brera. Qui si può ancora torvare una lapide che racconta l'evento, anche se è situata in un luogo sbagliato, in quanto il convento fu abbattuto e sostituito dal Liceo Parini.
In queste giornate partecipa al carnevale ambrosiano, assiste ad una esecuzione capitale e suona l'organo della chiesa.
Il soggiorno milanese diventerà una importante esperienza formativa e rimarrà a Milano per quasi un anno della sua breve vita. Incontrò musicisti (A. Hasse, Niccolò Piccinni, Giovan Battisti Sammartini e forse anche Paisiello), cantanti (Caterina Gabrielli) e scrittori (Giuseppe Parini, che scrisse per lui alcuni libretti). Hasse rimase molto colpito dalle capacità del ragazzo, tanto che disse «Questo ragazzo ci farà dimenticare tutti».
A Milano ebbe anche la sua prima infatuazione. Nella passione per il castrato Venanzio Rauzzini, si mescolarono arte e sentimenti. Per lui Mozart scrisse il mottetto Exsultate Jubilate.
Compose qui il suo primo vero lavoro teatrale, Mitridate, Re di Ponto. Nella città meneghina scoprì per la prima volta il clarinetto, che si diffuse in Austria più tardi.
Lasciò Milano il 15 marzo 1770, per tornarvi più volte. Arrivato a Lodi, sulla strada per Parma, scrisse le prime tre parti, Adagio, Allegretto e Menuetto, del quartetto KV80, completato con il Rondò che scriverà più tardi, forse a Vienna (1773) o a Salisburgo (1774).
Tornerà a Milano per rappresentare le sue opere liriche, l'ultima, il Lucio Silla, nel 1972.
A Bologna prese lezioni di contrappunto da padre Martini. Il Papa gli conferì lo Speron d'oro.
Mozart sperò si rimanere a Milano quale compositore di corte, ma le sue aspettive furono frustrate da Maria Teresa d'Austria: «Non capisco perché avete bisogno di un compositore o di gente inutile ... Avvilisce il servizio quando si tratta di gente che viaggia per il mondo come pezzenti; Mozart inoltre ha una grande famiglia».
Il padre Leopoldo, avvezzo a queste situazioni, già il 17 febbraio 1770, scriveva «Dall'Italia non può venir fuori granché. L'unico mio piacere è che qui si è meglio desiderati e meglio capiti, e che gli italiani riconoscono quel che Wolfgang vale». Wolfgang ricorderà il tempo trascorso in Italia in una lettera al padre dell'11 ottobre 1977: «In verità non ho mai avuto tanti onori, non sono mai stato così stimato come in Italia».
Opere principali
Composizioni per il Teatro
1977
- Apollo et Hyacinthus KV 38
- Bastien und Bastienne KV 50
- La finta semplice KV 51
- Mitridate Re di Ponto KV 87
- Ascanio in Alba KV 111
- Il sogno di Scipione KV 126
- Lucio Silla KV 135
- la finta giardiniera KV 196
- Il re pastore KV 208
- Zaide KV 344
- Thamos König in Ägypten KV 345
- Idomeneo KV 366
- Die Entführung aus dem Serail KV 384
- L'oca del Cairo KV 422
- Lo sposo deluso KV 430
- Der Schauspieldirektor KV 486
- Le nozze di Figaro KV 492
- Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni KV 527
- Così fan tutte KV 588
- Die Zauberflöte KV 620
- La clemenza di Tito KV 621
Opere sacre principali
- Litaniae de venerabili altaris Sacramento KV 125
- Exultate Jubilate KV 165 (158a).
- Missa brevis KV 220
- Krönungsmesse KV 317
- Credo-Messe KV 257
- Spaur-Messe KV 258
- Missa KV 427
- Ave verum Corpus (Mozart) KV 618
- Requiem KV 626
Estratti di Lettere
- "Oui, con quanto sentimento defeco sul tuo naso, così che ti coli sul mento". Alla cugina Maria Anna, chiamata affettuosamente Bäsle.
- "Ieri ascoltammo il re scoreggione / Era dolce come torrone / E benché non fosse granché in voce / Rumoreggiava in modo atroce". Alla madre
- "Sono dispiaciuto di sentire che Herr Abate Salate ha avuto un colpo apoplettico, ma spero che con l'aiuto del Signore Truffatore le conseguenze non siano un insano pantano" (1777). L'espressione "Signore Truffatore" riprende con enfasi lo scetticismo teologico e l'irriverenza comica che impregnano la musica di Mozart.
- "Vedi, sono capace di scrivere in tutti i modi che voglio, elegante o selvaggio, corretto o contorto. Ieri ero di pessimo umore e il mio linguaggio era corretto e serio; oggi sono allegro e il mio stile è contorto e giocoso". A Bäsle.
Mozart e Salieri
Nel corso degli anni nacque e si diffuse la leggenda secondo la quale Mozart sarebbe stato avvelenato, per gelosia, dal compositore Antonio Salieri. Questa diceria, priva di fondamento, ha ispirato diversi artisti nel corso dei secoli.
Il poeta e scrittore russo Alexandr Sergeevič Puškin credette a queste voci, e nel 1830 scrisse Mozart e Salieri (precedentemente intitolato Invidia), un brevissimo dramma in versi, in cui un Salieri roso dalla gelosia commissiona all'odiato rivale Mozart un Requiem, con l'intento di rubarglielo, una volta avvelenato, e spacciarlo per suo. Per la trovata, l'autore russo si ispirò probabilmente al fatto che il Requiem di Mozart fu commissionato dal conte Fritz Von Walsegg, che infatti voleva spacciarlo per proprio durante le esequie della propria consorte.
In merito all'opera di Puškin si è detto: «Se Salieri non ha ucciso Mozart, di sicuro Puškin ha ucciso Salieri»1.
Il 25 novembre 1898, al Teatro Solodovnikov di Mosca, va in scena la prima dell'opera Mozart e Salieri del compositore russo Nikolaij Rimskij-Korsakov. La musica è ispirata e dedicata al compositore Dargomyžškij, mentre il libretto è scritto da Rimskij-Korsakov stesso, basandosi sulla tragedia di Puškin, e come questa l'opera si divide in due sole scene. La sera della prima, le variazioni sulla musica di Mozart sono eseguite dal pianista e compositore Sergej Rachmaninov.
È del 1978 un successivo adattamento della vicenda mozartiana: con Amadeus, infatti, il drammaturgo Peter Shaffer conquista i teatri di Londra.
La vicenda prende le basi del lavoro di Puškin e ne amplia la portata. Rimane l'invidia di Salieri e il Requiem commissionato da un uomo vestito di nero (Salieri mascherato), ma il tutto viene approfondito e, soprattutto, la narrazione avviene ad opera di Salieri stesso. Il testo subisce diverse modifiche, fino alla versione definitiva del 1981.
Nel 1984 il dramma di Shaffer viene portato al cinema da Miloš Forman con Amadeus, dove però vengono ammorbiditi i lati negativi del personaggio di Salieri: anche se nella versione rimasterizzata del film del 2002 verranno ripristinate alcune scene "forti", il Salieri cinematografico (interpretato da F. Murray Abraham) è decisamente meno "negativo" di quello del dramma di Shaffer.
- 1 Citazione riportata da Maria Agostinelli in "Effetto Mozart" ([http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=95]).
Voci correlate
- Amadeus, film di Miloš Forman sulla vita di Mozart
- Catalogo Köchel completo
Collegamenti esterni
- [http://www.wamozart.it www.wamozart.it]
- [http://www.angelfire.com/tn3/papazacharias/mozart.html Sonate per Pianoforte (midi)]
- http://www.mozart.at
- [http://www.mozart2006.at il 250enario]
- [http://www.w-o-deutsch.de/mozart Wilhelm Otto Deutsch, Mozart und die Religion]
Mozart
Mozart
Mozart
ja:ヴォルフガング・アマデウス・モーツァルト
ko:볼프강 아마데우스 모차르트
ms:Wolfgang Amadeus Mozart
simple:Wolfgang Amadeus Mozart
th:โวล์ฟกัง อะมาเดอุส โมซาร์ท
1756
Eventi
- Scoppia la Guerra dei sette anni
Nati
- 27 gennaio - Wolfgang Amadeus Mozart, compositore austriaco († 1791)
Morti
- 15 aprile - Johann Gottlieb Goldberg, compositore e clavicembalista tedesco (n. 1727)
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simple:1756
Giuseppe Gioacchino Belli]
Giuseppe Gioacchino Belli (Roma, 7 marzo 1791 - 21 dicembre 1863) fu un poeta romano. Nei suoi numerosi sonetti descrisse in vernacolo romanesco la Roma papalina del XIX secolo.
Note biografiche
Di famiglia modesta e rimasto assai presto orfano di padre, il Belli dovette cambiare spesso d'impiego, sempre nei settori della copistica e dell'impiego di concetto, ma grazie all'amico poeta Francesco Spada ebbe modo da un lato di iniziare la produzione poetica (inizialmente in lingua italiana) e dall'altro di selezionare i contatti professionali, ricoprendo incarichi via via più importanti.
Fu segretario del principe Stanislao Poniatowsky, poi istitutore privato, poi ancora impiegato all'Ufficio del Bollo e Registro. Sposò una donna di diversi anni più matura, recante una dote che gli permise di guardare con minori preoccupazioni alla vita pratica e di dedicare più tempo alla produzione poetica, che intanto prendeva forma tipica nella metrica del sonetto, oltre che all'Accademia Tiberina, cui con lo Spada aveva aderito dopo la scissione dell'Accademia degli Elleni.
Dell'Accademia fu segretario e nel 1850 presidente. In questa veste fu responsabile della censura artistica, e come tale si trovò a vietare la diffusione delle opere di William Shakespeare.
Morì, nel 1863, a causa di un colpo apoplettico, avendo disposto nel testamento che tutte le sue opere venissero bruciate, ma il figlio decise di non rispettare la volontà paterna, consentendo invece che fossero conosciute.
I Sonetti
L'opera del Belli, principalmente nota per la produzione dei suoi sonetti in dialetto, rappresenta con felice sintesi la mentalità dei popolani della Città Eterna, lo spirito salace, disincantato, a tratti furbesco e sempre autocentrico della plebe, come egli stesso la individua, rendendo con vivezza una costante traduzione in termini ricercatamente incolti di tutte le principali tematiche della quotidianità del tempo.
L'aspetto teocratico della Roma dei papi, della Roma del "Papa Re", che incrocia le vicissitudini del popolano nelle ritualità religiose e nelle liturgie giuridiche, nell'immanenza politica come nella sacralizzazione del pratico, è sempre, in ogni verso svolto nell'ottica del vulgus, che sue proprie conclusioni trae secondo quanto di sua percezione. In questo senso è stato discusso se l'opera belliana, come inizialmente accadde, possa ancora tout-court ascriversi al verismo, che intanto dava migliori prove nella prosa, o se invece non sia il caso di riconsiderarla fra le categorie che, avvicinandosi al picaresco per tematiche e contestualizzazioni, trovano un certo fattor comune nella forma della poesia dialettale italiana.
Da un punto di vista letterario, si tratta infatti della produzione più corposa della poesia dialettale italiana dell'Ottocento, e contemporaneamente, in termini linguistici, si tratta di un documento di inestimabile valore sulle mille possibili articolazioni del romanesco, di cui isola un tipo oramai classico, mentre il tempo trascorso ha già provveduto a farlo evolvere.
A chi vi veda solo un carattere di poesia minore (e questa posizione non è maggioritaria), personalistica, ad usi familiari, si contrappone dunque chi vi riconosca il registro storico di una fase culturale popolare, un secolo prima che l'esigenza di catalogare e studiare (e prima ancora, di raccogliere) gli elementi espressivi dei ceti bassi, certamente quelli anche proverbiali, divenisse sentimento diffuso. Il corpo dei sonetti raggiunge inoltre anche un obiettivo non secondario delle opere letterarie, che è il piacere della lettura, agevolato dalla costante ed intrigante trasparenza del personale diletto dell'Autore nella sua estensione.
Eppure il realismo è parte del modo narrativo belliano, quantunque non esclusivo. Del realismo Belli fu certo attento osservatore, avendone peraltro selezionato materiale per il suo Zibaldone, ma l'inclinazione verso una satira di sistema, velenosa proporzionalmente alla presunta impossibilità di portare a moralistica "redenzione" i cattivi costumi che punge, sposta la classificabilità verso parametri solo apparentemente più "leggeri", e difatti dell'opera si hanno inquadramenti nelle categorie dell'umorismo, della "cronica", del lazzo e - per estremo - della letteratura scandalistica. Come per altre opere di tutte le letterature, al piacere di degustarne l'arguzia, si è spesso aggiunta la morbosità per la dirompente frequenza di ricorso a temini e locuzioni, o proprio a situazioni tematiche, di drastico scandalo.
Al Belli che di fatto componeva un'opera moralisteggiante, senza uso dei limiti e senza rispetto delle inibizioni "morali" della letteratura ufficiale, per di più con l'aggravante di essere egli stesso censore ufficiale dell'arte per ragioni di pubblica moralità, non si riconobbe se non sottovoce, quasi clandestinamente, valore letterario, almeno sin quando (nella seconda metà del Novecento) la cultura ufficiale non prese atto, restituendolo come nozione, che presso il popolo erano in uso il turpiloquio e la semplificazione in senso materiale delle tematiche riguardanti la religione (il "Timor di Dio"), il pudore sessuale ed altri argomenti di pari delicatezza.
I sonetti sono più di 2.200 e sono, non infrequentemente, accostati alla proverbialistica poiché nel loro complesso dipingono con ampiezza di dettaglio la filosofia dei Romani del tempo, costituendone impercettibilmente, come dall'Autore stesso dichiarato, "monumento".
Le altre opere
Poco notoriamente, la produzione in italiano è quantitativamente superiore a quella in dialetto, che la oscura per il suo peso specifico quanto a particolarità ed innovatività. Nondimeno, in tempi recenti si volge crescente attenzione al resto dell'opera di Belli, del quale si cerca ora di analizzare in modo meno superficiale le altre ricchezze creative contenute.
Principalmente si notano l'epistolario e lo "Zibaldone", una selezione di brani del realismo, dell'illuminismo e del romanticismo.
Collegamenti esterni
- [http://www.liberliber.it/biblioteca/b/belli/index.htm Le opere di Belli scaricabili su LiberLiber]
Belli, Giuseppe Gioacchino
Belli, Giuseppe Gioacchino
Belli, Giuseppe Gioacchino
1863
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Eventi
- 1 gennaio - Abramo Lincoln proclama l'abolizione della schiavitù negli Stati Uniti.
- 10 gennaio - Apre la prima sezione della Metropolitana di Londra (da Paddington a Farringdon Street).
- 22 gennaio - In Polonia, Lituania e Bielorussia esplode la rivolta di gennaio.
- 10 febbraio - Alanson Crane brevetta l'estintore.
- 10 marzo - Matrimonio di Edoardo VII del Regno Unito, Principe del Galles, con la Principessa Alessandra di Danimarca
- 30 marzo - Il Principe Guglielmo Giorgio di Danimarca viene scelto come Re Giorgio I di Grecia.
- 1 maggio - 7 maggio - Guerra civile americana: Il Generale Robert E. Lee sconfigge le forze dell'Unione nella Battaglia di Chancellorsville
- 18 maggio - Guerra civile americana: Inizia l'Assedio di Vicksburg (finirà il 4 luglio).
- 31 maggio - Prima edizione della corsa ippica del Prix de l'Arc de Triomphe.
- 20 giugno - La Virginia Occidentale viene ammessa come 35o stato degli USA.
- 1-3 luglio: Guerra di secessione - i nordisti vincono la battaglia di Gettysburg.
- 23 ottobre - Quintino Sella fonda il Club Alpino Italiano.
- 29 ottobre - A Ginevra i rappresentanti di sedici nazioni danno vita alla Croce Rossa Internazionale.
Nati
- 1 gennaio - Pierre de Coubertin, ideatore delle Olimpiadi moderne
- 12 gennaio
- Swami Vivekananda († 1902)
- Edvard Munch, pittore e incisore norvegese († 1944)
- 15 gennaio - Wilhelm Marx, politico tedesco, cancelliere della Repubblica di Weimar († 1946)
- 17 gennaio - David Lloyd George, primo ministro del Regno Unito († 1945)
- 12 marzo - Gabriele D'Annunzio, poeta, drammaturgo, politico italiano († 1938)
- 25 marzo - Simon Flexner, patologo († 1946)
- 27 marzo - Sir Henry Royce, pioniere dell'automobile († 1933)
- 5 maggio - Demetrio Tolosani (Bajardo), enigmista
- 24 maggio - George Grey Barnard, scultore statunitense († 1938)
- 2 giugno - Felix Weingartner, direttore d'orchestra jugoslavo († 1942)
- 1 luglio - William Stairs, esploratore britannico († 1892)
- 30 luglio - Henry Ford, industriale americano († 1947)
- 20 agosto - Corrado Segre, matematico italiano († 1924)
- 31 agosto - Serghej Prokudin-Gorskij, pioniere della fotografia a colori russo
- 10 settembre - Charles Spearman, psicologo britannico
- 21 settembre - John Bunny, attore del cinema muto († 1915)
- 7 dicembre - Pietro Mascagni, compositore italiano († 1945)
- 11 dicembre - Annie Jump Cannon, astronomo († 1941)
- 12 dicembre - Edvard Munch, pittore norvegese
Morti
- 10 maggio - Thomas "Stonewall" Jackson, generale dell'esercito confederato
- 26 luglio - Sam Houston, primo presidente della Repubblica del Texas (n. 1793)
- 13 agosto - Eugène Delacroix, pittore
- 17 settembre - Alfred de Vigny, scrittore
- 21 dicembre - Giuseppe Gioacchino Belli, poeta italiano
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Samuel Finley Breese Morse
Samuel Finley Breese Morse (Charleston, Massachusetts, 27 aprile 1791 - New York, 2 aprile 1872) è stato un famoso inventore americano; fu anche storico e pittore di ritratti; è conosciuto per aver inventato insieme (o in competizione?) con un altro inventore americano, Alfred Vail, il telegrafo elettrico e il relativo alfabeto (o Codice Morse) che da lui prende il nome. Compì anche esperimenti di telegrafia sottomarina via cavo.
Animato da aspirazioni artistiche, una volta completati gli studi all'allora College di Yale (oggi Yale University), Morse si trasferì a Londra per dedicarsi alla pittura ed alla scultura.
Rientrato in America, nel 1825 contribuì a fondare a New York la National Academy of Design. In quegli stessi anni continuò a dipingere dedicandosi anche all'insegnamento di pittura e scultura alla New York University.
Fu solo fra il 1832 ed il 1836 che prese ad occuparsi di esperimenti chimici ed elettrici mettendo a punto un apparecchio telegrafico elettromagnetico che peraltro non riuscì a brevettare in Europa ma solo negli Stati Uniti grazie ad una notifica presentata all'ufficio brevetti di Washington.
Alcuni anni dopo (1843) il Congresso USA gli assegnò i fondi per costruire per la Western Union la linea telegrafica che congiungeva in via sperimentale Washington alla città di Baltimora (Maryland). Il 24 maggio 1844 riuscì ad inviare il primo messaggio telegrafico in codice Morse battendo - si dice - una citazione biblica che recitava: "WHAT HATH GOD WROUGHT!" ("Cosa Dio creò!").
La collaborazione con Vail si trasformò dapprima in rivalità e successivamente in un aspro contenzioso giudiziario. Solo dopo numerose cause legali Morse ottenne il riconoscimento della sua invenzione.
Collegamenti esterni
Morse, Samuel
Morse, Samuel
Alfabeto MorseIl Codice Morse, detto comunemente anche Alfabeto Morse, è un sistema per trasmettere lettere, numeri e segni di punteggiatura per mezzo di un segnale in codice ad intermittenza. È stato sviluppato da Alfred Vail nel 1835 durante la sua collaborazione con Samuel Morse nello sviluppo della telegrafia e completato l'8 gennaio del 1838.
Il codice Morse è una forma antelitteram di comunicazione digitale, tuttavia diversa dai moderni codici digitali binari che usano solo due stati (comunemente rappresentati con 0 e 1), il Morse infatti ne usa 5: punto (·), linea (-), intervallo breve (tra ogni lettera), intervallo medio (tra parole) e intervallo lungo (tra frasi).
Storia del codice Morse
Morse iniziò a interessarsi di telegrafia nel 1832 e nel 1835 aveva già progettato un primitivo sistema di relè. Il sistema fu gradualmente migliorato e presentato pubblicamente nel 1837 (anno in cui deposita il brevetto del telegrafo), infine brevettato nel 1840. Fu presto costruita la prima linea telegrafica tra Baltimora e Washington e il 24 maggio 1844 fu inviato il primo messaggio: 'What hath God wrought!' (Bibbia ed. inglese - Numeri 23:23) e cioè "Cosa ha fatto Dio!".
Il codice Morse originale consisteva in combinazioni di punti e linee ognuna corrispondente a un numero. A sua volta ogni numero corrispondeva a una parola che poteva essere ricavata cercando il numero in un apposito libretto. I numeri venivano trasmessi mediante l'uso del tasto telegrafico.
Sebbene Morse fosse l'inventore del telegrafo, non eccelleva in perizia tecnica e per questo chiese la collaborazione di Alfred Vail che invece tecnicamente era molto preparato. Vail sviluppò un sistema nel quale ogni lettera o simbolo veniva inviata singolarmente usando una combinazione di punti, linee e pause. I due convennero che fosse proprio il metodo di Vail il più adatto ad essere inserito nel brevetto che Morse si accingeva a richiedere. Fu proprio questo sistema, conosciuto come codice Morse americano, che fu usato per trasmettere il primo messaggio telegrafico.
Considerato da subito lo standard per la codifica delle informazioni, il codice Morse ebbe un così ampio e incontrastato successo che nessun altro sistema alternativo riuscì a soppiantarlo, tanto da rimanere lo standard internazionale per le comunicazioni marittime fino al 1999.
Il costo di un messaggio telegrafato dipendeva dalla sua lunghezza, per questo vennero escogitati alcuni codici commerciali in modo da codificare intere frasi in gruppi di poche lettere (normalmente cinque) che venivano poi inviati come singole parole. Per esempio: LIOUY ("Perché non rispondi alla mia domanda?") o AYYLU ("Non codificato chiaramente, ripeti più chiaramente"). Tra questi, il codice Q e il codice Z hanno ancora una discreta fortuna tanto che attualmente sono usati sia dai Radioamatori che dagli operatori di telegrafia per informazioni di servizio come la qualità del collegamento, il cambio di frequenza o la numerazione dei telegrammi.
Codice Morse Internazionale Moderno
Il codice Morse americano era usato nei primi sistemi di telegrafia su filo, il primo vero e proprio sistema elettronico di telecomunicazione a distanza. Il suo successore, il codice Morse internazionale, non si serve delle pause, e quindi è formato solo da punti e linee.
Il codice Morse internazionale è usato quasi esclusivamente dai radioamatori e dal 2003 l'Unione mondiale delle comunicazioni (ITU) ha stabilito che per ottenere la licenza di radioamatore è necessaria la padronanza del codice Morse. Ancor oggi alcuni paesi riservano certe frequenze alla sola trasmissione dei segnali Morse.
Metodi di trasmissione
Il codice può essere trasmesso come tono audio, come segnale radio (CW o telegrafia on/off senza modulazione), come impulso elettrico attraverso un cavo telegrafico, o come segnale meccanico o visivo (p.e. una luce lampeggiante).
La trasmissione in codice Morse può appoggiarsi a un segnale radio fisso senza modulazione e quindi necessita di un equipaggiamento molto meno complesso rispetto alle altre forme di radiocomunicazione e soprattutto dà buoni risultati anche in ambienti con segnale molto basso o disturbato. Richiede poca ampiezza di banda e agevola alquanto la comunicazione tra radioamatori che non usano la stessa lingua o che hanno grande difficoltà nella comunicazione a voce.
Cadenza temporale e rappresentazione
Per rappresentare le lettere e gli altri segni vengono usati i punti e le linee. La lunghezza di un punto determina la velocità con cui viene inviato il messaggio ed è usato come unità di tempo di riferimento. Qui sotto un esempio di rappresentazione di un messaggio in Morse:
-- ·- ·-· · / -··· ·-·· ··-
M A R E (spazio) B L U
dove - corrisponde a "linea" e · corrisponde a "punto".
Esiste comunque un modo convenzionale e più corretto di rappresentare la cadenza temporale dei segnali da trasmettere. Ecco l'esatta rappresentazione del messaggio precedente: (= corrisponde al segnale "on", . corrisponde al segnale "off", ognuno della lunghezza di un punto):
....=....=..=...=........=.=.=...=..=.=...=.=.
^ ^ ^ ^ ^
| linea punto | spazio tra lettere
spazio tra simboli spazio tra parole
Una linea è convenzionalmente 3 volte un punto. Gli spazi tra i punti e le linee di un carattere sono della lunghezza di un punto, quelli tra le lettere sono ampi come una linea (3 punti), quelli tra parole sono lunghi 7 punti.
(Per imparare più rapidamente, ai principianti viene raccomandato di inviare spazi brevi tra i punti e le linee che formano una lettera e spazi molto ampi tra i simboli e le parole.)
Per familiarizzare con il codice Morse, si usa scriverlo e leggerlo nel seguente modo: (Ti = punto e Ta = linea)
-- ·- ·-· · / -··· ·-·· ··-
TaTa TiTa TiTaTi Ti, TaTiTiTi TiTaTiTi TiTiTa.
Tabelle dei codici
Lettere, numeri e punteggiatura
Codici speciali
I codici speciali sono composti da due caratteri trasmessi come se fossero un singolo carattere cioè senza la pausa tra di loro.
Segnalazione errori |