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18 Agosto

18 agosto

Il 18 agosto è il 230° giorno del Calendario Gregoriano (il 231° negli anni bisestili). Mancano 135 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 293 AC - Fondazione dei più antico tempio romano dedicato a Venere, vengono istituiti i Vinalia Rustica.
- 1590 - John White, il governatore della Colonia di Roanoke, ritorna da un viaggio di rifornimento in Inghilterra e trova l'insediamento deserto.
- 1864 - Guerra civile americana: Battaglia di Weldon Railroad - Le forze del generale unionista Ulysses S. Grant cercano di tagliare una fondamentale linea di rifornimento confederata che porta a Petersburg (Virginia), attaccando la Weldon Railroad.
- 1877 - Asaph Hall scopre Phobos.
- 1893 - Con la salita alla Punta Gnifetti della Regina Margherita viene inaugurato l'omonimo rifugio sul Monte Rosa, il più alto d'Europa.
- 1917 - Prima Guerra Mondiale: Fronte Italiano - Inizia l'XI battaglia dell'Isonzo (Monte Santo - Altopiano della Bainsizza). Sarà di gran lunga la più sanguinosa delle 12 battaglie dell'Isonzo:165.000 italiani e 140.000 austriaci fra morti, feriti e dispersi.]
- 1920 - Viene approvato il XIX emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che garantisce il suffragio femminile.
- 1938 - Il Thousand Islands Bridge, che collega gli Stati Uniti al Canada, viene inaugurato dal presidente statunitense Franklin D. Roosevelt.
- 1941 - Olocausto: Adolf Hitler ordina la fine dell'eutanasia sistematica su malati mentali e portatori di handicap, a causa delle proteste interne al popolo tedesco.
- 1958 - Il controverso romanzo di Vladimir Nabokov, Lolita, viene pubblicato negli USA.
- 1963 - Movimento americano per i diritti civili: James Meredith diventa la prima persona di colore a laurearsi all'Università del Mississippi.
- 1965 - Guerra del Vietnam: Inizia l'Operazione Starlite - 5.500 marines statunitensi distruggono una roccaforte Viet Cong sulla penisola di Van Tuong, nella Provincia di Quang Ngai, nella prima grande battaglia di terra della guerra cui partecipano gli americani. I marines vennero consigliati da un disertore Viet Cong, che riferì di un attacco pianificato contro la base statunitense di Chu Lai.
- 1971 - Guerra del Vietnam: Australia e Nuova Zelanda decidono di ritirare le loro truppe dal Vietnam.
- 1976 - Nella Corea del Nord a Panmunjom, due soldati americani vengono uccisi mentre cercano di tagliare parte di un albero posto nella zona demilitarizzata, che ostruiva la loro vista.
- 1989 - Il candidato presidente Luis Carlos Galán viene assassinato nei pressi di Bogotá in Colombia.
- 1990 - Viene interrotta la produzione del disco a 45 giri, poiché è un supporto che non viene più richiesto.
- 1991 - Crollo dell'Unione Sovietica: il presidente sovietico Mikhail Gorbachev viene posto agli arresti domiciliari, mentre si trovava in vacanza in Crimea. Il colpo di stato venne diretto da otto esponenti di alto rango della linea dura, ma fallirà in meno di 72 ore.

Nati


- 1750 - Antonio Salieri, compositore († 1825)
- 1774 - Meriwether Lewis, esploratore († 1809)
- 1830 - Imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria († 1916)
- 1896 - Jack Pickford, attrice († 1933)
- 1901 - Arne e Åke Borg, nuotatori svedesi
- 1904 - Max Factor, imprenditore dei cosmetici († 1996)
- 1917 - Caspar Weinberger, ex Segretario della Difesa degli Stati Uniti
- 1918 - Walter Joseph Hickel, ex Governatore dell'Alaska, ex Segretario degli Interni degli Stati Uniti
- 1922 - Shelley Winters, attrice
- 1925 - Brian Aldiss, scrittore
- 1927 - Rosalynn Carter, First Lady degli Stati Uniti
- 1932 - William R. Bennett, Premier della Columbia Britannica
- 1933 - Roman Polanski, regista, attore
- 1934 - Vincent Bugliosi, avvocato dell'accusa nel caso Charles Manson
- 1935 - Rafer Johnson, decatleta americano
- 1937 - Robert Redford, attore, regista
- 1943 - Martin Mull, attore comico
- 1945 - Barbara Harris, cantante (Toys)
- 1952
  - Patrick Swayze, attore
  - Elayne Boosler, attrice comica
- 1955 - Stefano Tamburini, autore di fumetti italiano
- 1957 - Denis Leary, attore comico
- 1958 - Madeleine Stowe, attrice
- 1969
  - Christian Slater, attore
  - Edward Norton, attore
- 1970 - Malcolm-Jamal Warner, attore

Morti


- 472 - Ricimero, generale romano
- 946 - San Ivan Rilski, santo bulgaro, fondatore del monastero di Rila
- 1227 - Genghis Khan, condottiero mongolo
- 1276 - Papa Adriano V
- 1503 - Papa Alessandro VI
- 1559 - Papa Paolo IV
- 1809 - Matthew Boulton, pioniere dell'industria e membro della Lunar Society
- 1850 - Honoré de Balzac, scrittore francese
- 1940 - Walter P. Chrysler, magnate dell'automobile
- 1949 - Paul Mares, jazz musicista (n. 1900)
- 1963 - Clifford Odets, commediografo
- 1970 - Soledad Miranda, attrice spagnola (n. 1943)
- 1983 - Nikolaus Pevsner, storico dell'arte
- 1994 - Elias Canetti, scrittore Premio Nobel
- 1995 - Julio Caro Baroja, antropologo spagnolo (n. 1914)
- 2004 - Elmer Bernstein, compositore statunitense

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Elena Imperatrice
- San Floro, martire
- San Franco, venerato a Francavilla a Mare
- San Lauro e compagni martiri

Laiche

18 ja:8月18日 ko:8월 18일 ms:18 Ogos simple:August 18 th:18 สิงหาคม

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno

Un anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano). In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s). :La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono: # il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio) # l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio). :A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni. Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno. Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni. La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni. L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni. L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare. L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.

Voci correlate


- Anno luce Categoria:Astronomia e Astrofisica Categoria:Unità di tempo ja:年 ms:Tahun simple:Year zh-min-nan:Nî

293 AC

Eventi


- 18 agosto - Viene costruito il più antico tempio romano dedicato a Venere; nasce l'istituzione delle Vinalia Rustica.
- Seleuco I Nicatore insedia suo figlio Antioco come vicerè a Baghdad.
- Battaglia di Aquilonia: I Sanniti sono definitivamente sconfitti dai Romani.

Nati


-

Morti


- 008

Impero romano

L'Impero romano succedette alla Repubblica Romana, controllò il mondo Mediterraneo e gran parte del Nord Europa dopo il 31 AC; entrò in crisi nel III secolo DC e si riorganizzò su basi autocratiche, spostando il proprio baricentro in oriente, dove con l'imperatore Costantino ebbe una nuova capitale. In seguito l'impero venne diviso in un impero d'oriente e un impero d'occidente, ma Roma non fu più capitale, neanche dell'occidente. L'ultimo imperatore romano nella metà occidentale dell'Impero fu deposto nel 476. La parte orientale dell'Impero sopravvisse senza interruzioni, ma con graduale perdita di territori fino al 1453 quando Costantinopoli cadde sotto il dominio dei Turchi (si veda Impero Bizantino). Gli stati successori in occidente (Regno franco e Sacro romano impero) ed in oriente (la Russia degli Zar) continuarono ad usare i titoli adottati dall'Impero romano, fino all'epoca delle rivoluzioni. Influenze dell'Impero romano sul modo di governare, la legge, l'architettura e molti altri aspetti della vita risultano inevitabili.

L'ascesa di Augusto e gli imperatori Giulio-Claudi

Quando la Repubblica Romana (509 AC - 31 AC) arrivò alla fine, Caio Giulio Cesare Ottaviano, pronipote di Giulio Cesare e da lui adottato, rafforzò la sua posizione con la sconfitta del suo unico rivale per il potere, Marco Antonio, nella battaglia di Azio. Anni di guerra civile avevano lasciato Roma quasi senza legge. Tuttavia Roma non era ancora preparata ad accettare il controllo di un despota. Ottaviano agì astutamente. Per prima cosa sciolse il suo esercito ed indisse elezioni. Ottaviano fu eletto alla prestigiosa carica di console. Nel 27 AC, ufficialmente restituì il potere al Senato di Roma, e si offrì di rinunciare alla sua personale supremazia militare ed egemonia sull'Egitto. Non solo il Senato respinse la proposta, ma gli fu anche dato il controllo della Spagna, Gallia e Siria. Poco dopo Il Senato gli concesse anche l'appellativo di "Augusto". Augusto sapeva che il potere necessario per un governo assoluto non sarebbe derivato dal consolato. Nel 23 AC, rinunciò a questa carica, ma si assicurò il controllo effettivo assumendo alcuni poteri legati alle antiche magistrature repubblicane.
- Gli fu garantita a vita la tribunicia potestas, legata in origine alla magistratura di tribuno della plebe, che gli permetteva di convocare il Senato e decidere e porre questioni avanti ad esso.
- Ricevette inoltre limperium, ossia il comando militare, che gli dava autorità suprema in tutte le questioni riguardanti il governo del territorio. Il 27 AC e il 23 AC segnano le principali tappe di questa vera e propria riforma costituzionale, con la quale si considera che Augusto assumesse concretamente i poteri propri di imperatore di Roma. Egli tuttavia più tipicamente usò titoli come "Principe" o "Primo Cittadino". Con i nuovi poteri che gli erano stati conferiti, Augusto organizzò l'amministrazione dell'Impero con molta padronanza. Stabilì moneta e tassazione standardizzata; creò una struttura di servizio civile formata da cavalieri ed uomini liberi (mentre in precedenza erano prevalentemente schiavi) e previde benefici per i soldati al momento del congedo. Fu un maestro nell'arte della propaganda, favorendo il consenso dei cittadini alle sue riforme. La pacificazione delle guerre civili fu celebrata come una nuova età dell'oro dagli scrittori e poeti contemporanei, come Orazio, Livio e soprattutto Virgilio. La celebrazione di giochi ed eventi speciali rafforzavano la sua popolarità. Augusto inoltre per primo creò un corpo di vigili del fuoco, ed una forza di polizia per la città di Roma, che fu suddivisa amministrativamente in 14 regioni. Il controllo assoluto dello stato gli permise di indicare il suo successore, nonostante il formale rispetto della forma repubblicana. Inizialmente si rivolse al nipote Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia, al quale diede in sposa la figlia Giulia. Marcello morì tuttavia nel 23 AC: alcuni degli storici successivi ventilarono l'ipotesi, probabilmente infondata, che fosse stato avvelenato da Livia. Augusto maritò quindi la figlia alla sua "mano destra", Agrippa. Da questa unione nacquero tre figli Caio Cesare, Lucio Cesare e Postumo (così chiamato perché nato dopo la morte del padre) e i due maggiori furono adottati dal nonno con l'intento di farne i suoi successori, ma morirono anch'essi in giovane età. Augusto mostrò anche favore per i suoi figliastri (figli del primo matrimonio di Livia) Tiberio e Druso, che conquistarono a suo nome nuovi territori nel nord. Dopo la morte di Agrippa nel 12 AC, il figlio di Livia, Tiberio, divorziò dalla prima moglie, figlia di Agrippa e ne sposò la vedova, Giulia. Tiberio fu chiamato a dividere con l'imperatore la tribunicia potestas, che era fondamento del potere imperiale, ma poco dopo si ritirò in esilio volontario a Rodi. Dopo la morte precoce di Caio e Lucio nel 4 AC e 2 AC rispettivamente, e la precedente morte del fratello Druso maggiore (9 AC), Tiberio fu richiamato a Roma, e venne adottato da Augusto, che lo designava in tal modo proprio erede. Roma Il 9 agosto 14, Augusto morì. Poco dopo il Senato decretò il suo inserimento fra gli dei di Roma. Postumo Agrippa e Tiberio erano stati nominati coeredi. Tuttavia Postumo era stato esiliato e venne ben presto ucciso. Si ignora chi ordinasse la sua morte, ma Tiberio ebbe la via libera per assumere lo stesso potere che aveva avuto il padre adottivo. I primi anni del regno di Tiberio furono pacifici e relativamente tranquilli. Tiberio assicurò il potere di Roma e la sua ricchezza. Nel 19 fu accusato della morte del nipote, il popolare Germanico. Nel 23 morì suo figlio, Druso minore. Sempre più Tiberio si ritirava in se stesso e diede il via ad una serie di processi ed esecuzioni per tradimento. Lasciò il potere nelle mani del comandante della guardia pretoriana, Elio Seiano. Tiberio stesso si ritirò a vivere nella sua villa di Capri nel 26 lasciando Seiano al potere. Seiano proseguiva le persecuzioni. Anche lui cominciò a consolidare il proprio potere; nel 31 fu nominato console insieme a Tiberio e sposò Livilla, nipote dell'Imperatore. Ma la sua potenza divenne eccessiva e la paranoia dell'Imperatore che aveva sfruttato tanto abilmente per il suo interesse, colpì questa volta lui. Seiano fu messo a morte, insieme a molti dei suoi amici lo stesso anno. Le persecuzioni continuarono fino alla morte di Tiberio nel 37. 37 Al momento della morte di Tiberio, molti dei personaggi che avrebbero potuto succedergli erano stati brutalmente uccisi. Il successore più logico (scelto anche da Tiberio) era il suo pronipote e figlio di Germanico, Caio (meglio conosciuto col nome di Caligola). Caligola iniziò il regno ponendo fine alle persecuzioni e bruciando gli archivi dello zio. Ma sfortunatamente cadde presto malato e a partire dal tardo 37 gli storici successivi riportano una serie di suoi atti insensati, alterando probabilmente in parte le vicende storiche. Pare che avesse ordinato ai suoi soldati di invadere la Britannia, ma avesse cambiato parere all'ultimo minuto, mandandoli invece a raccogliere conchiglie sulla riva del mare. Vernivano inoltre riportati i rapporti incestuosi che avrebbe avuto con le sue sorelle. Il suo ordine di erigere una sua statua nel tempio di Gerusalemme, sebbene fosse di normale amministrazione nelle province orientali il culto riservato al sovrano, scatenanò l'opposizione degli Ebrei. Nel 41, Caligola cadde vittima di una congiura, assassinato dal comandante della guardia Cassio Cherea. L'unico membro rimasto della famiglia imperiale era un altro nipote di Tiberio: Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico, meglio noto come Claudio. Claudio era stato a lungo considerato un debole ed un pazzo dal resto della famiglia. E tale fama, alla quale contribuì anche lo scrittore Tacito, gli rimase per tradizione. Egli non fu tuttavia né paranoico come lo zio Tiberio, né pazzo come il nipote Caligola, e fu invece capace di amministrare con responsabile capacità. Riorganizzò la burocrazia e mise ordine nella cittadinanza e nei ruoli senatoriali. Proseguì la conquista e colonizzazione della Britannia, creando nel 43 la nuova provincia, ed aggiunse all'Impero molte provincie orientali. In Italia costruì un porto invernale ad Ostia, creando magazzini per accumulare granaglie e cereali provenienti da altre parti dell'Impero e da usare nella cattiva stagione. Sul fronte familiare, Claudio ebbe meno successo. La moglie Messalina lo tradiva e fu quindi messa a morte; successivamente sposò la nipote Agrippina. Questa, insieme con molti dei suoi liberti aveva uno straordinario potere su di lui e probabilmente lo uccise nel 54. Claudio nello stesso anno fu inserito fra gli dei. La morte di Claudio spianò la strada al figlio di Agrippina, il sedicenne Lucio Domizio Enobarbo, che adottato da Claudio aveva preso il nome di Tiberio Claudio Nerone Domiziano, noto come Nerone. Inizialmente, Nerone lasciò il governo di Roma a sua madre ed ai suoi tutori, in particolare a Seneca. Tuttavia divenendo adulto, il suo desiderio di potere aumentò; fece giustiziare la madre ed i tutori. Durante il regno di Nerone ci fu una serie di rivolte e ribellioni in tutto l'Impero: in Britannia, Armenia, Partia e Giudea. L'incapacità di Nerone di gestire le ribellioni e la sua sostanziale incompetenza divennero rapidamente evidenti e nel 68, cosicché perfino la guardia Imperiale lo abbandonò. Nerone si suicidò, e l'anno 69 (noto come l'anno dei quattro Imperatori) fu un anno di guerra civile, con gli Imperatori Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano al trono in rapida successione. Alla fine dell'anno, Vespasiano riuscì a consolidare il suo potere come Imperatore di Roma.
Si veda anche Albero genealogico Giulio-Claudio e
[http://www.wikipedia.org/wiki/Roman_Emperors/JulioClaudian (l'albero genealogico degli Imperatori Giulio Claudi in inglese)]

Gli Imperatori Flavi

Vespasiano era stato un Generale Romano di notevole successo ed aveva amministrato molte parti esterne dell'Impero. Aveva sostenuto la candidatura imperiale di Galba; tuttavia alla sua morte, Vespasiano divenne il maggior aspirante al trono. Dopo il suicidio di Otone, Vespasiano riuscì a dirottare la fornitura invernale del grano per Roma, mettendosi in ottima posizione per sconfiggere l'ultimo rivale, Vitellio. Il 20 dicembre 69, alcuni sostenitori di Vespasiano occuparono Roma. Vitellio fu ucciso dalle sue truppe, ed il giorno successivo il Senato confermò Imperatore Vespasiano. Vespasiano fu praticamente un autocrate, ed ebbe molto meno appoggio dal Senato dei suoi predecessori Giulio-Claudii. Questo è esemplificato dal fatto che lui stesso riferisce la sua salita al potere l'1 luglio quando fu proclamato Imperatore dalle truppe, invece del 21 dicembre quando fu confermato dal Senato. Egli volle, negli anni successivi, espellere i Senatori a lui contrari. Vespasiano riuscì a liberare Roma dai problemi finanziari creati dagli eccessi di Nerone e dalle guerre civili. Aumentando le tasse in modo drammatico (talvolta più che raddoppiate), egli riuscì a raggiungere una eccedenza di bilancio ed a realizzare progetti di lavori pubblici. Egli fu il primo committente del Colosseo e costruì un Foro il cui centro era il Tempio della Pace. Vespasiano fu inoltre effettivamente imperatore delle provincie. I suoi generali soffocarono ribellioni in Siria e Germania. Infatti in Germania riuscì ad allargare le frontiere dell'Impero, e gran parte della Bretagna fu portata sotto il dominio di Roma. Inoltre estese la Cittadinanza romana agli abitanti della Spagna. Un altro esempio delle sue tendenze monarchiche fu la sua insistenza che gli succedessero i figli Tito e Domiziano; il potere imperiale non era visto allora come ereditario. Tito, che aveva avuto qualche successo militare all'inizio del regno di Vespasiano, fu visto come il supposto erede al trono; Domiziano era visto come meno disciplinato e responsabile. Tito affiancò il padre nei compiti di censore e console e lo aiutò nel riorganizzare i ruoli del Senato. Il 23 giugno 79, alla morte di Vespasiano, Tito fu immediatamente confermato imperatore. Il breve regno di Tito fu marcato dai disastri: nel 79 l'eruzione del Vesuvio distrusse Pompei, e nell'80 un incendio distrusse gran parte di Roma. La sua generosità nella ricostruzione dopo le tragedie, lo rese molto popolare. Tito fu molto fiero dei suoi progressi nella costruzione del grande anfiteatro cominciato dal padre. Egli tenne la cerimonia inaugurale nell'edificio non ancora terminato durante gli anni 80, con un grandioso spettacolo in cui si esibirono 100 gladiatori e che durò 100 giorni. Tuttavia il Colosseo fu completato solo durante il regno di Domiziano. Tito morì nell'81 a 41 anni e ci furono voci che fosse stato assassinato dal fratello impaziente di succedergli.
Fu con Domiziano che i rapporti già tesi tra la dinastia flavia ed il senato si andarono sempre più logorando. Le cause di questo difficile sodalizio furono dapprima la divinizzazione del culto personale dell'imperatore secondo modalità tipicamente ellenistiche ed in seguito il divorzio dalla moglie Domizia, di estrazione senatoria. Anche sul fronte esterno le cose non andavano meglio; nonostante i successi della guerra britannica, finita nell'84, e la vittoria sui Catti, la guerra dacica (85-89) finì col pagamento dell'alleanza con Decebalo. Nell'89 Domiziano dovette reprimere la ribellione di Antonino Saturnino a Magonza. La parte finale del suo regno fu macchiata dalla condanna dei filosofi e, nel 95, dalla persecuzione contro i Cristiani. L'anno seguente Domiziano morì, vittima di una congiura.

Gli imperatori adottivi

Il periodo che va dalla fine del I alla fine del II secolo è caratterizzato da una successione non più dinastica, ma adottiva, basata sui meriti dei singoli scelti dagli imperatori come loro successori. Nerva (96-98), un anziano senatore scelto come successore di Domiziano, adottò un eminente personaggio militare, Traiano. Durante l'impero di quest’ultimo (98-117), le conquiste derivanti dalle guerre daciche e dalle campagne contro i Parti, con la creazione di tre nuove provincie (Armenia, Mesopotamia e Assiria), consentirono all'impero di raggiungere la sua massima estensione. A lui succedette Adriano (117-138), che accrebbe i poteri del principe rispetto a quelli del senato ed unificò la legislazione dell'impero. Negli anni del suo regno vi fu un periodo di pace, turbata esclusivamente dalla seconda rivolta giudaica (132-135), e l'imperatore si occupò della fortificazione dei confini settentrionali, con la realizzazione del Vallo di Adriano in Britannia ed il consolidamento del confine germanico. Antonino Pio (138-161), capostipite della Dinastia degli Antonini, continuò la politica pacifica del predecessore, fu un saggio amministratore e riconfermò al senato le prerogative passate, tanto da meritarsi l'appellativo di
pio. Alla sua morte gli succedettero Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero, morto nel 169. Il periodo del regno dell'imperatore filosofo non fu felice come i precedenti: dal 162 al 165 vi fu una guerra contro i Parti, nel 166 scoppiò una pestilenza, dal 167 al 175 le campagne contro Marcomanni e Quadi e la rivolta di Avidio Cassio in Oriente misero a dura prova le finanze dell'impero. I prodromi della crisi che investì l'impero romano nel III secolo si fecero maggiormente sentire con la successione al trono di Commodo (180-192). Il figlio di Marco Aurelio incrinò l'equilibrio istituzionale raggiunto e con il suo atteggiamento dispotico favorì il malcontento delle province e dell'aristocrazia. Il suo assassinio diede il via ad un periodo di guerre civili. L'ultimo periodo della pax romana può essere considerata l'età più felice dell'impero romano: tramite la politica di pace instaurata e la prosperità derivatane il governo imperiale attirò consensi unanimi, tanto che Nerva ed i suoi successori sono anche noti come i cinque buoni imperatori. Lo sviluppo economico e la coesione politica ed ideale, raggiunta anche per l'adesione delle classi colte ellenistiche, che contraddistinsero il secondo secolo, non devono, comunque, trarre in inganno, in quanto da lì a poco l'impero comincerà a mostrare i primi sintomi della decadenza.

La tarda età imperiale

Durante il III secolo, le guerre civili, la crisi economica conseguente, l'indebolimento delle difese, la pressione dei barbari, i cambiamenti sociali e religiosi mettono in pericolo l'esistenza stessa dell'impero. Da tale crisi l'impero esce trasformato, ma saldo con Diocleziano, che ne modifica profondamente l'ordinamento. Nei primi anni del secolo la dinastia dei Severi attua una politica accentratrice ed un processo di relativa democratizzazione. In tale programma si inserisce la
Constitutio antoniniana promulgata da Caracalla (Marco Aurelio Antonino) nel 212 che, concedendo la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi residenti nell'impero, sana le disparità giuridiche, fiscali ed amministrative. Nel 235, l'assassinio di Alessandro Severo apre un periodo di anarchia militare, durante il quale si susseguono numerosissimi imperatori che restano in carica pochi mesi, o anche pochi giorni. In tale situazione prevalgono gli interessi particolari delle differenti parti dell'impero che cercano di risolvere con interventi pragmatici i problemi che il potere centrale non è in grado di risolvere. Le spinte eccentriche vengono in qualche modo frenate dall'imperatore Diocleziano istituendo la tetrarchia, un regime collegiale di due Augusti e due Cesari che amministrano raggruppamenti distinti di province dell'Impero, accresciute in numero e riunite in diocesi. In questa circostanza anche l'Italia viene suddivisa in province. Più in generale si verifica in questi anni una progressiva marginalizzazione delle aree più antiche dell'impero a vantaggio di un oriente, forte della tradizione ellenistica, assai più prospero quanto a politica amministrazione e cultura. Ciò crea i presupposti per il frazionamento dell'impero che avviene di fatto nel 395, alla morte di Teodosio I. La pressione dei barbari ai confini e l'enorme estensione degli stessi rende l'esercito garante della sopravvivenza dello Stato ed il comando delle truppe è affidato ad ufficiali di carriera, che sostituiscono nell'incarico i senatori, spezzando il già labile legame fra il potere costituzionale e quello militare ed aprendo agli ufficiali la possibilità di ottenere cariche di notevole importanza nell'amministrazione dello Stato. Inoltre la necessità di frequenti leve estende il reclutamento a cittadini di tutto l'impero e, poi, anche ai barbari. Lo spopolamento delle campagne, dovuto sia alla crisi militare, sia alla scarsità di manodopera servile, porta ad una crisi economica, aggravata dall'insicurezza delle vie di comunicazione che causa la riduzione dei commerci. La necessità di mantenere in efficienza gli eserciti comporta un inasprimento fiscale e la conseguente inflazione provoca un aumento dei prezzi che colpisce soprattutto le città. Pestilenze e catastrofi naturali aggravano la situazione con un imponente calo della popolazione.

Storici antichi dell'Impero

In latino


- Livio - la sua è una storia della Repubblica Romana, ma scritta durante il regno di Augusto [http://www.thelatinlibrary.com/florus2.html Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Svetonio [http://www.biblio-net.com/lett_cla/svetonio.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Tacito [http://www.biblio-net.com/lett_cla/tacito.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Ammiano Marcellino

In greco


- Eusebio di Cesarea
- Sozomen

Letteratura latina del periodo imperiale


- Lucio Apuleio
- sant'Agostino d'Ippona
- Orazio
- Virgilio

Studi del XVIII secolo e XIX secolo


- The History of the Decline and Fall of the Roman Empire, Edward Gibbon (1776 - 1788)

Studi moderni sull'Impero romano


- Brown, P.,
Società romana e impero tardo-antico, Roma-Bari 1986.
- J.B. Bury,
A History of the Roman Empire from its Foundation to the death of Marcus Aurelius, 1913
- Jacques, F. - Scheid, J.,
Roma e il suo impero. Istituzioni, economia, religione, Laterza, Roma-Bari 1992.
- Jones, A.H.M.,
Il tardo impero romano. 284-602 d.C., Milano 1973-1981.
- Luttwak, E.N.,
La grande strategia dell'impero romano, Milano 1991.
- Mazzarino, S.,
L'impero romano, Roma-Bari 1995.
- Rémondon, R.,
La crisi dell'impero romano, Milano 1975.
- Rostovzev, M.,
Storia economica e sociale dell'Impero romano, Firenze 1980.
- Wacher, J. (a cura di),
Il mondo di Roma imperiale, Roma-Bari 1989.
- Wheeler, M.,
La civiltà romana oltre i confini dell'impero, Torino 1963.

Voci correlate


- Consoli Repubblicani Romani
- Imperatori romani
- Limes
- Costantinopoli
- Impero Bizantino
- Imperatori Bizantini
- Pax Romana
- Strade Romane
- Letteratura latina Sulle battaglie:
- Lista battaglie romane

Collegamenti esterni


- [http://www.imperium-romanum.it/IR/impero/urbe_colonie.htm Le città romane]
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/principale.htm Imperium-Romanum]
- [http://www.signainferre.it Signa Inferre] Categoria:Roma antica Categoria:Storia d'Italia ja:ローマ帝国 ko:로마 제국 simple:Roman Empire


Venere (mitologia)

Venere (latino Venus) è una figura della mitologia romana, era in origine lo spirito e la divinità dei giardini. La dea era di origine italica, estranea al pantheon romano. Prima di ogni influsso greco, Venere era essenzialmente agreste, protettrice dei campi, dei giardini e dei loro coltivatori.
Appartiene quindi alle divinità della natura fiorente e della primavera, tipica delle popolazioni italiche antiche.
Le tracce più antiche del suo culto, si ritrovano ad Alba e a Gabi. Nella religione romana non ha alcun legame con miti della fertilità e venne a sostituire arcaiche divinità locali, come Murcia, Cloacina e Libitina.
Il primo tempio dedicato alla dea fu costruito nel 295 a.C..
Dopo la battaglia di Farsalo (48 a.C.), Giulio Cesare consacrò un tempio a Venere Genitrice (Genetrix), capostipite del popolo romano. Dopo l'associazione di Venere con Marte, si ebbero la Venere Felix, la Venere Victrix, la Venere Salacia, ecc. Identificata con la dea Afrodite della mitologia greca, identificazione che sembra sia cominciata nella Sicilia nord-orientale, ad Erice, dove i romani veneravano Venere Ericina. Per i romani, era a Venere che si doveva la vita. Lucrezio, nell'incipit del De rerum natura, la descrive così:
Alma Venere, genitrice degli Eneidi delizia degli uomini e degli dei, tu che sotto gli astri erranti nel cielo fecondi il mare che porta le navi e la terra carica di messi, per te tutti gli esseri viventi sono concepiti e nascendo vedono la luce del sole; quando tu appari, o dea, fuggono i venti, fuggono le nubi del cielo, sotto i tuoi piedi la terra fertile produce fiori soavi, a te sorride la distesa del mare e il cielo, placato, versa un torrente di luce ...

Venere nell'arte

La sua figura, presa a modello come ideale di bellezza, è diventata il soggetto di innumerevoli opere d'arte.

Pittura


- Allegoria del trionfo di Venere di Bronzino (1540-1545 circa).
- La nascita di Venere di Sandro Botticelli.
- Marte che spoglia Venere con amorino e cane di Paolo Veronese.
- Marte e Venere sorpresi da Vulcano di François Boucher (1754)
- Venere e Amore spiati da un satiro di Correggio (1528 circa).
- Venere e amorini di Salvador Dalí (1925).
- Venere e Cupido di Diego Velazquez.
- Venere e Marte di Sandro Botticelli.
- Venere e Giove di Paolo Veronese.

Scultura


- "Venere di Milo" Categoria:Divinità romane ja:ウェヌス ko:베누스 simple:Venus (goddess)

1590

Eventi

Nati

Morti


- 27 agosto - Papa Urbano VII 090 ko:1590년

Colonia di Roanoke

]] L'isola di Roanoke (in inglese Roanoke Island) è situata lungo la costa della Carolina del Nord (USA). Nel XIV secolo vi fu fondata la colonia di Roanoke, secondo insediamento inglese nel nuovo mondo dopo San Giovanni di Terranova. Nel XIX secolo fu teatro di una battaglia della Guerra civile americana e in seguito ospitò una colonia per schiavi liberati.

L'isola

L'isola è situata lungo la costa della Carolina del Nord. Lunga circa 19 km e larga circa 5 km, Roanoke si trova tra la terraferma e gli Outer Banks, la barriera esterna di isole che separano l'Oceano Atlantico dalle acque salate delle lagune interne, chiamate Sound. A nord si trova l'Albermarle Sound, a est il Roanoke Sound, a sud il Pamlico Sound e a ovest il Croatoan Sound. Sull'isola sorgono le città di Manteo a nord e Wanchese a sud.

La colonia inglese

La colonia di Roanoke fu il secondo insediamento inglese in Nord America. Il primo fu San Giovanni di Terranova, fondato nel 1583. L'impresa fu finanziata e organizzata da Walter Raleigh, a cui la Regina Elisabetta I d'Inghilterra aveva affidato la colonizzazione della Virginia, il cui territorio allora comprendeva anche l'isola di Roanoke (attualmente nella Carolina del Nord). Furono due i gruppi inviati da Raleigh che, nel 1585 e poi nel 1587, tentarono l'insediamento sull'isola. Nel 1585 vi fu il primo tentativo di colonizzazione da parte di una spedizione formata da 150 uomini e capitanata da Sir Grenville e Sir Lane. Le cose però non andarono come previsto sia a causa delle cattive condizioni meteorologiche sia a causa delle forti tensioni con i nativi dell'isola che spesso davano origine a scontri violenti. Lo stesso capo tribù Winginia venne ucciso a seguito di un furto a danno degli inglesi. I coloni, sfiniti e decimati, vennero tratti in salvo e rimpatriati da Francis Drake che lasciò 15 uomini a guardia dell'insediamento. Nel 1587 Raleigh organizzò un'altra spedizione capitanata da John White, nominato governatore della colonia. White partì con più di 100 persone al seguito, e arrivò all'isola di Roanoke il 22 luglio 1587. Quando la spedizione raggiunse l'isola non trovò nessun superstite tra i volontari lasciati da Drake, probabilmente uccisi per vendetta dagli indigeni. Un mese dopo, il 18 agosto, a Roanoke venne al mondo Virginia Dare, la nipote del governatore, che fu così il primo bambino di origine inglese a nascere nel continente americano. Ben presto White dovette tornare in Inghilterra per acquistare ulteriori approvvigionamenti ma, per una serie di circostanze, tra le quali la guerra con la Spagna, non potè fare ritorno sull'isola che tre anni più tardi. Ebbe però una triste sorpresa: dell'accampamento trovò soltanto case disabitate e nessuna traccia dei coloni, niente tombe nè cadaveri. Non c'erano tracce di lotta, ma sembrava che gli abitanti (circa 90 uomini, 17 donne e 9 bambini) avessero lasciato in tutta fretta l'insediamento. L'unico indizio che trovò fu la scritta "Croatoan” sul tronco di un albero. Pensò significasse che si erano trasferiti sulla vicina isola di Croatoan, ma nemmeno là si trovarono loro tracce. Ad oggi non sappiamo quale fu il destino dei coloni di Roanoke. Per questo spesso Roanoke viene detta la "colonia perduta". Il sito della colonia perduta è la principale attrazione turistica dell'isola assieme all'acquario North Carolina Aquarium.

La battaglia

Durante la Guerra civile americana l'isola fu fortificata dai confederati. Il 7 e l'8 febbraio 1862 vi si svolse la "Battaglia dell'isola di Roanoke", durante la quale le forze nordiste comandate da Ambrose E. Burnside sbarcarono sull'isola e conquistarono i tre fortini sudisti. In seguito, vennero ribattezzati con i nome dei generali unionisti che avevano comandato le forze vincitrici: Fort Huger divenne Fort Reno, Fort Blanchard divenne Forte Parke, e Fort Bartow divenne Fort Foster. L'isola rimase sotto l'occupazione unionista per tutto il resto della guerra, ed attirò gli schiavi fuggiti dall'isola e dalla terraferma con la speranza di ottenere la libertà.

La colonia per schiavi liberati

Nel 1863 un numero considerevole di ex-schiavi viveva ai margini dell'accampamento nordista. Avevano costruito chiese e aperto una scuola gratuita per neri, probabilmente la prima mai aperta nella Carolina del Nord. Temendo problemi di igiene e disciplina dei soldati, l'esercito aprì una colonia ufficiale per gli schiavi liberati in un altro punto dell'isola, la Roanoke Island Freedmen's Colony. Oltre ad essi, la colonia ospitava anche le famiglie dei soldati neri arruolati nell'esercito unionista. Il sovrintendente della colonia, Horace James, riponeva grandi aspettative nella colonia, che vedeva come un importante esperimento sociale. Insegnanti missionari dal nord, soprattutto donne, arrivarono sull'isola per contribuire alla sperimentazione. Alla fine della guerra la popolazione della colonia arrivava quasi a 3500 persone. Categoria:Storia degli Stati Uniti

Inghilterra

L'Inghilterra è la più vasta, più popolosa e più densamente popolata nazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. È situata nella parte sud-orientale dell'Isola della Gran Bretagna. Il nome Inghilterra deriva dagli Angli, una delle numerose popolazioni di origine germanica che vi si insediarono nel V e VI secolo. Il capoluogo dell'Inghilterra è Londra.

Storia

Vedi articolo principale (e serie di articoli): Storia dell'Inghilterra

Geografia fisica

L'Inghilterra comprende la parte meridionale dell'isola della Gran Bretagna più le isole situate a sud della Gran Bretagna, fra cui l'isola di Wight. Confina a nord con la Scozia, a ovest con il Galles e il Mare d'Irlanda, a est con il Mare del Nord e a sud con il canale della Manica. È collegata al continente europeo tramite il tunnel sotto la Manica. Il territorio è per lo più collinare, a nord vi si trovano alcune aree montuose. La linea di demarcazione fra le due aree è nota come Tees-Exe line. Nella parte orientale del paese si trova una zona pianeggiante le cui paludi sono state bonificate per consentirne la coltivazione. Le città più grandi sono: Londra, Birmingham, Leeds, Sheffield, Liverpool, e Manchester. I fiumi principali sono:
- Tamigi
- Severn
- Trent
- Humber
- Yorkshire Ouse
- Tyne
- Mersey
- Dee
- Avon

Geografia umana

L'Inghilterra, con i suoi 49 milioni di abitanti, non è solo la più popolosa ma anche la nazione con più gruppi etnici: un decimo circa della popolazione appartiene a etnie diverse da quella britannica. Le ondate di immigrazione sono state molte, a partire dai Celti intorno al 600 AC. I Romani con le loro legioni composte da soldati di molte etnie giunsero tra il 50 AC e il 300 DC; Seguirono nel periodo 350–550 gli Angli, i Sassoni e gli Iuti; nel periodo 800900, i Vichinghi e i Danesi; nel 1066, i Normanni; nel 16501750, rifugiati dall'Europa continentale ed Ugonotti; tra il 1880 e il 1940, molti Ebrei; negli anni 19501985, persone originarie dell'area Caraibica, dell'Africa e dell'Asia; dal 1985 ci sono state ondate di abitanti est europei e rifugiati Curdi. La prosperità della nazione ha anche attirato flussi di immigrazione dalle vicine Scozia e Irlanda.

Politica

La sede del governo si trova a Londra, anche se tecnicamente la città è la capitale di Inghilterra e Galles. Contrariamente alla Scozia, al Galles (entrambe a partire dal 1999) e all'Irlanda del Nord, l'Inghilterra non ha un governo e un parlamento propri: le funzioni di governo sono esercitate da parlamento e governo del Regno Unito. Nelle decisioni riguardanti la sola Inghilterra i rappresentanti delle altre parti del regno si astengono.

Suddivisione amministrativa

L'Inghilterra è suddivisa in 9 regioni tra le quali l'area di "Greater London", escludendo quest'ultima le 8 regioni sono divise in 35 contee (counties) e 6 contee metropolitane (Metropolitan counties). Le 35 contee sono ulteriormente suddivise in 283 distretti non-urbani (Non-Metropolitan districts). Le 6 aree metropolitane, che dal 1986 non hanno organi amministrativi e consigli di governo, sono suddivise in 36 distretti metropolitani (Metropolitan districts). Contando anche i 32 distretti londinesi (boroughs) e la città di Londra (City of London, che ha status a parte) si ha un totale di 353 distretti, 354 con l'Isola di Wight. Le regioni sono:

Voci correlate


- Gran Bretagna
- Regno Unito

Collegamenti esterni


- [http://www.enjoyengland.com/ Turismo in Inghilterra - Enjoy England]
- [http://www.thecep.org.uk/ Campagna per un parlamento inglese] categoria:Regno Unito ja:イングランド ko:잉글랜드 ms:England simple:England th:แคว้นอังกฤษ zh-min-nan:England

Guerra civile americana

La Guerra civile americana, nota anche come Guerra di secessione, venne combattuta negli Stati Uniti dal 1861 al 1865 tra gli Stati settentrionali, abitualmente indicati come USA, l'Unione, il Nord, o gli Yankees, e una parte degli Stati secessionisti meridionali, per i quali vale solitamente l'indicazione di Stati Confederati d'America (CSA), la Confederazione, il Sud, i Ribelli, o i Dixies.

Quadro generale

Dixie Nella prima metà dell'800, il problema della schiavitù divise gli Stati Uniti. La schiavitù era scomparsa nel nord industrializzato, i cui prodotti erano protetti dai dazi, e che anzi accoglieva gli schiavi fuggitivi che trovavano impiego nell'industria come manodopera a basso costo, ma la schiavitù pareva ineliminabile nel Sud, prevalentemente agricolo, che aveva mantenuto attivi gli scambi economici con la madrepatria britannica. 800 I piantatori di cotone e i produttori di tabacco del Sud non potevano fare a meno (in un'epoca di carenza assoluta di meccanizzazione) di mano d'opera a buon prezzo mentre i dazi, con i quali il Nord proteggeva i propri prodotti, danneggiavano i commerci degli Stati meridionali.
Il contrasto fra schiavisti e antischiavisti si fece sempre più aspro. La borghesia cittadina del Nord presentava l'abolizione della schiavitù come un obbligo morale e una necessità nazionale. I più accesi degli schiavisti appoggiarono la secessione del Sud dall'Unione per difendere l'autonomia, anche legislativa, degli Stati che avevano formato la primitiva Confederazione. La guerra civile appariva inevitabile anche agli abolizionisti del Nord, che fondarono il partito repubblicano. Il problema dell'abolizione da parte di Washington della legislazione che consentiva in certi Stati la schiavitù, esorbitava secondo molti cittadini del Sud dal problema squisitamente morale della liceità o meno della schiavitù. Uno dei principi su cui si era basato il primitivo Patto che nel XVIII secolo aveva portato alla nascita degli USA era quello che concedeva un riservato dominio legislativo dei singoli Stati in materia civile, commerciale e perfino penale (comprese determinate forme d'omicidio), a totale esclusione della legislazione federale che, invece, tendeva ad allargare nel XIX secolo il proprio raggio d'intervento e ad intromettersi in alcuni settori che fino ad allora erano rimasti propri degli Stati. La libertà di mantenere una legislazione che consentiva l'obbrobrio dello schiavismo era ritenuto - al di là del tema specifico - un irrinunciabile diritto da una parte degli Stati (non tutti del Sud) e come tale la schiavitù rimase infatti, fino al terzo anno della Guerra civile, in vigore in certuni Stati che s'erano opposti militarmente col Nord al processo secessionista intentato da una parte del Sud.

La questione della schiavitù

tabacco L'abolizionista repubblicano Abraham Lincoln fu eletto presidente nel 1860. Gli Stati del sud, nel 1861, dichiararono la secessione e si diedero un nuovo governo come Confederazione degli Stati d'America (Confederate States of America, CSA). Il 12 aprile 1861, scoppiò la guerra di secessione, tra gli Stati Confederati del Sud e gli Stati dell'Unione del Nord. Lincoln proclamò la libertà di tutti gli schiavi dal 1 gennaio 1863, ma nel 1863 ci fu una serie di vittorie sudiste e solo a fatica il nuovo comandante in capo delle forze unioniste, il generale Ulysses S. Grant, riuscì a capovolgere la situazione. I secessionisti ormai travolti dalla crisi economica, subirono una serie di sconfitte nella seconda metà del 1864. Grant entrò a Richmond e il generale secessionista (ma anch'egli abolizionista) Robert E. Lee fu costretto alla resa (9 aprile 1865) ad Appomattox Court House (Virginia). Poco dopo Abraham Lincoln fu assassinato da un sudista il 14 aprile 1865.

Analogie

Le cause che portarono alla guerra civile americana non sono peculiari dello stato d'oltreoceano ma si ritrovano anche in altri Stati come la Svizzera. Qui, nel 1847-48, si ebbe la Guerra del Sonderbund che partiva dalla stesse motivazioni di quella americana.

Voci correlate


- Storia degli Stati Uniti d'America
- Guerra di indipendenza americana
- Storia degli Stati Uniti (1784-1861) Civile americana categoria:Storia degli Stati Uniti ja:南北戦争 ko:남북 전쟁 simple:American Civil War th:สงครามกลางเมืองอเมริกา

Ulysses S. Grant

Ulysses Simpson Grant (27 Aprile 182223 Luglio, 1885) fu un generale della Guerra civile americana e 18° presidente degli Stati Uniti (18691877). Anche se fu un generale di successo, è considerato da molti storici come uno dei peggiori presidenti statunitensi e a capo di un governo che fu afflitto da gravi scandali e corruzione. Comunque gli storici concordano che Grant non fu corrotto, ma lo furono i suoi subordinati nelle posizioni esecutive. Grant è in genere criticato per non aver preso una posizione decisa contro la corruzione, e non aver agito per fermarla.

Biografia

Grant (all'anagrafe Hiram Ulysses Grant) nacque a Point Pleasant nell'Ohio, 40 km a monte di Cincinnati sul fiume Ohio, da Jesse R. Grant e Hannah Simpson. Il padre e la madre erano nati in Spagna. Suo padre era un conciatore di pelli. Nell'autunno del 1823 si trasferirono nel villaggio di Georgetown sempre nell'Ohio, dove Grant visse fino all'età di 17 anni. Nel 1839 riuscì ad entrare nell'Accademia militare di West Point appoggiato dal rappresentante locale al Congresso. Questi lo registrò per errore con il nome di Ulysses Simpson Grant, ma a Grant questo nome piacque tanto che lo tenne. Si diplomò nel 1843 al 21° posto in un corso di 39. Sposò Julia Boggs Dent (18261902) il 22 agosto 1848 ed ebbero quattro figli: Frederick Dent, Ulysses Simpson Jr., Ellen Wrenshall, and Jesse Root. La religione di Grant fu il metodismo.

Carriera militare

Fu agli ordini dei generali Zachary Taylor e Winfield Scott nella guerra contro il Messico, e prese parte alle battaglie di Resace di Palma, Palo Alto, Monterrey e Veracruz. Ebbe due decorazioni per merito di guerra per azioni a Molino del Rey e Chapultepec. Nell'estate seguente, il 31 luglio 1854, si ritirò dall'esercito. Nei sette anni che seguirono ebbe diverse occupazioni: proprietario di una fattoria, agente immobiliare a Saint Louis nel Missouri e assistente del padre e del fratello nel commercio di pellami. Missouri Il 24 aprile 1861 dieci giorni dopo la caduta di Fort Sumter (che segnò l'inizio della guerra civile) il capitano Grant arrivò nella capitale dell'Illinois (Springfield) con una compagnia di cento uomini che aveva organizzato. Il governatore ritenne che un uomo di West Point avrebbe potuto fare di più per la causa dell'Unione e lo proclamò colonnello del Ventunesimo battaglione di fanteria dell'Illinois. Il 7 agosto fu promosso Brigadiere-Generale dei volontari. Grant riuscì a dare all'esercito dell'Unione la sua prima grande vittoria nella guerra civile catturando Fort Henry nel Tennessee il 6 febbraio 1862. Combatté strenuamente l'esercito confederato e vinse battaglie importanti ma a caro prezzo come ad esempio la battaglia di Shiloh, la battaglia di Vicksburg e la terza battaglia di Chattanooga. La sua volontà di combattere e la sua abilita nel vincere impressionarono il presidente Abramo Lincoln, che lo promosse a Tenente-Generale il 2 marzo 1864 ed il 17 dello stesso mese gli dette il comando di tutte le forze armate degli Stati Uniti. Lo stile di Grant nei combattimenti venne definito da un generale "quello di un bulldog". Durante molte battaglie egli ordinò offensive dirette o assedi rigidi contro forze confederate, spesso anche quando i Confederati stavano lanciando offensive contro le sue forze. Una volta che l'offensiva o l'assedio erano iniziati Grant rifiutava di arrestarli fino a quando il nemico non si arrendeva o era sbaragliato. Una simile tattica toglieva senza dubbio forze al nemico infliggendo perdite irreparabili ma spesso portava anche a pesanti perdite fra i suoi uomini. Nell aprile del 1864 Grant mise il Maggiore-Generale William T. Sherman a comando delle forze nel settore occidentale e spostò il suo quartier generale in Virginia dove concentrò la sue attenzioni per prendere la città di Richmond che da lungo tempo resisteva alle forze dell'Unione. Nonostante le gravi perdite e le difficoltà del terreno, l'Esercito del Potomac oppose una resistenza accanita alle truppe del generale Robert E. Lee, perse in un confronto sanguinoso nella battaglia di Wilderness, ebbe un sostanziale pareggio nella guerra di Spotsylvania e una tremenda sconfitta nella battaglia di Cold Harbor. Nonostante le pesanti perdite Grant non si ritirò a Washington. Infine riuscì fortunosamente a portare le truppe attraverso il fiume James, sfruttando un errore di Lee e da qui partì l'assedio di Petersburg. La sua pressione incessante portò Lee ad evacuare Richmond che venne incendiata, forzandolo ad arrendersi nel tribunale di Appomatox il 9 aprile 1865. Dopo poche settimane la guerra civile venne combattuta la battaglia di Palmito Ranch il 12-13 maggio e il Generale Smith Kirby si arrese il 2 giugno con le sue forze confederate del Dipartimento del Mississippi. Dopo la guerra il Congresso degli Stati Uniti creò appositamente per lui il grado di Generale dell'Esercito e glielo assegnò il 25 luglio 1866.l

Presidenza

Grant fu scelto come candidato del Partito Repubblicano come presidente alla Convention repubblicana tenuta a Chicago il 20 maggio 1868 praticamente senza oppositori. Nell'elezione per il Presidente degli Stati Uniti del 1868 vinse con una maggioranza di 3.012.833 voti su di un totale di 5.716.082 votanti. Fu il 18° Presidente degli Stati Uniti (18681877) e restò in carica per due mandati dal 4 marzo 1869 al 3 marzo 1877. La presidenza di Grant fu afflitta dal sospetto di scandali, specialmente quello conosciuto come Whiskey Ring (Gruppo del Whiskey) nel quale oltre 3 milioni di dollari di tasse fu sottratto al governo federale. Orville E. Babcock, segretario privato del presidente, presunto membro del gruppo, fu sottratto al processo solo per una speciale grazia presidenziale. Dopo l'affare Whiskey Ring il ministro della guerra William W. Belknap fu coinvolto in un'inchiesta in cui fu provato che egli aveva preso tangenti per l'assegnazione di posti di lavoro ai nativi americani. Comunque non c'è prova che Grant stesso abbia tratto profitto dalla corruzione dei suoi subordinati, ma non prese una posizione ferma contro i malfattori e non reagì con forza dopo che la loro colpa fu accertata. Grant fu marginalmente coinvolto nella storia di Edgardo Mortara, avendo inviato un appello a Papa Pio IX per permettere al ragazzo di tornare dai suoi genitori. Grant è ricordato per essersi rifugiato all'Hotel Williard per sfuggire allo stress della Casa Bianca. Egli si riferiva alle persone che lo aspettavano nell'ingresso (lobby in inglese) come "quei maledetti lobbisti", probabilmente dando origine al termine come lo intendiamo oggi. È però da notare che sotto la sua amministrazione furono creati: il Ministero della Giustizia (1870), il Ministero delle Poste (1872), l'ufficio dell'Avvocatura dello Stato (1870) e fu formulato il Quindicesimo emendamento alla costituzione. Infine nel 1876 lo Stato del Colorado fu ammesso nell'Unione.

Dopo la Presidenza

Colorado Dopo la fine del secondo mandato Grant passò due anni a visitare il mondo. Durante il viaggio, nella città inglese di Sunderland aprì la prima biblioteca comunale gratuita. Nel 1879 il governo del Giappone annunciò l'annessione delle isole Ryukyu. La Cina sollevò obiezioni e a Grant fu chiesto di arbitrare la questione. Egli decise che la rivendicazione giapponese era più solida e deliberò in loro favore. Grant fu eletto come ottavo presidente dell'ancor oggi influente National Rifle Association (Associazione nazionale degli utilizzatori di armi) nel 1883 1883 Grant scrisse le sue memorie poco prima di morire, mentre era malato terminale di cancro alla gola e in difficoltà finanziarie dopo il collasso della ditta "Grant and Ward". Lottò per completare le sue memorie nella speranza di poter risolvere il problema finanziario della sua famiglia dopo la sua morte. Assistito da Mark Twain riuscì a completarle pochi giorni prima della sua morte e riuscì a garantire il futuro economico alla moglie e ai figli. Morì il 23 luglio 1885 a Mount McGregor nello Stato di New York. il suo corpo riposa nella città di New York, con quello di sua moglie, nella Grant's Tomb, il più grande mausoleo del Nord America. Il ritratto di Grant è raffigurato sulle banconote da 50 dollari. Grant, Ulysses S. Grant, Ulysses S. ja:ユリシーズ・S・グラント ko:율리시스 그랜트 simple:Ulysses S. Grant

Asaph Hall

right Asaph Hall (15 ottobre 1829 - 22 novembre 1907), astronomo americano famoso per aver scoperto le lune di Marte (Deimos e Phobos) nel 1877. Determinò le orbite di satelliti di altri pianeti e di stelle doppie, la rotazione di Saturno e la massa di Marte. Hall nacque a Goshen nel Connecticut. Nel 1856 iniziò a lavorare all'Harvard College Observatory di Cambridge, nel Massachusetts, divenendo un esperto nella computazione delle orbite. Hall divenne assistente astronomo all'Osservatorio Navale degli Stati Uniti, a Washington DC nel 1862, ed entro un anno dal suo arrivo divenne professore. Nel 1875 Hall divenne responsabile di un telescopio da 66 cm, il più grande telescopio rifrattore esistente al mondo a quel tempo. Notò una macchia chiara su Saturno e la utilizzò per misurare il periodo di rotazione del pianeta. Nel 1884 dimostrò che Iperione, una delle lune di Saturno, mostrava un'orbita retrograda di circa 20° all'anno. Hall lavorò anche sulla parallasse stellare e sulla posizione delle stelle nell'ammasso delle Pleiadi. Hall, Asaph Hall, Asaph

1893

Eventi


- 18 agosto Con la salita alla Punta Gnifetti la Regina Margherita inaugura l'omonimo rifugio sul Monte Rosa, il più alto d'Europa
- 7 settembre nasce il Genoa Cricket and Football Club, la società calcistica più antica d'Italia
- 31 ottobre - Entra in vigore in Italia il sistema di determinazione del tempo legata ai fusi orari con una rettifica di 10 minuti dell'ora in vigente.
- Novosibirsk è fondata in Russia

Nati


- Toti Dal Monte, cantante lirica italiana († 1975)
- 18 marzo - Costante Girardengo, ciclista italiano
- 30 aprile - Joachim von Ribbentrop, ministro degli esteri della Germania Nazista († 1946)
- 7 giugno - Gillis Grafström, pattinatore svedese
- 26 luglio - George Grosz, pittore tedesco († 1959)
- 30 ottobre - Roland Freisler, politico nazista tedesco
- 14 novembre - Carlo Emilio Gadda, scrittore italiano

Morti


- 6 ottobre - Ford Madox Brown, pittore inglese
- 6 novembre - Piotr Ilič Čaikovskij, compositore russo
- 13 novembre - Arnaud Michel d'Abbadie, esploratore e geografo francese 093 ko:1893년 simple:1893

Monte Rosa

Il massiccio del Monte Rosa è la seconda montagna delle Alpi per altezza.
La Punta Dufour con i suoi 4.634 metri è la vetta più alta. Sulla Punta Gnifetti è ubicato il rifugio più alto d'Europa, la Capanna Regina Margherita (a quota 4.554 metri), che è sede anche di una stazione meteorologica e centro di ricerche sugli effetti dell'alta quota sul corpo umano.

Descrizione

Il nome

All'alba e al tramonto le sue cime svettano tinte di rosa, tuttavia il suo nome deriva dal termine rouese, che in patois (un antico idioma parlato nei dintorni) significa ghiacciaio.

Configurazione

Il massiccio è famoso per i suoi numerosi 4.000.
- Punta Dufour 4.634 m
- Nordend 4609 m
- Zumstein 4563 m
- Punta Gnifetti 4.559 m
- Lyskamm Orientale 4.527 m
- Parrot 4.436 m
- Ludwigshoe 4.342 m
- Corno Nero 4.322 m
- Naso del Lyskamm 4.272 m
- Castore 4.221 m
- Piramide Vincent 4.215 m
- Balmenhorn 4.167 m
- Breithorn Occidentale 4.165 m
- Breithorn Centrale 4.160 m
- Polluce 4.091 m
- Roccia Nera 4.075 m
- Punta Giordani 4.046 m

Accessi

Vallate

Europa] Il Monte Rosa è per tre quarti in territorio italiano.
Sono sette le valli che da esso nascono: la Valtournanche, la Val d'Ayas e la Valle del Lys (o di Gressoney) in territorio valdostano, la Valsesia e la Valle Anzasca in Piemonte e le valli Mattertal (con Zermatt) e Saastal (con Saas Fee) in Svizzera.

Percorsi alpinistici

Le numerose punte collocate oltre i 4000 metri rendono il Monte Rosa molto attraente dal punto di vista alpinistico. La parete est che si affaccia su Macugnaga è considerata una vera e propria parete himalayana: è una parete con oltre duemila metri di ghiaccio, neve e roccia, la più lunga nel suo genere sulle Alpi. L'accesso più facile alle vette del Monte Rosa avviene partendo da Gressoney e da Alagna Valsesia, motivo per il quale gran parte delle vette del massiccio portano il nome degli alpinisti alagnesi e di Gressoney che per primi hanno raggiunto tali vette. È il caso del parroco di Alagna Valsesia, Giovanni Gnifetti, cui è stata dedicata una punta, chiamata dagli svizzeri Signalkuppe o punta del segnale, un colle a 4480 metri e un rifugio a circa 3600 metri di quota. La Punta Dufour è stata così chiamata invece in onore del comandante svizzero G. H. Dufour, autore, tra l'altro, del primo atlante topografico della Svizzera. Da Punta Indren si raggiunge agevolmente e in meno di due ore il rifugio Gnifetti, tappa obbligata prima di affrontare la salita alla Capanna Margherita.

I rifugi

La Capanna Margherita

Giovanni Gnifetti Nel 1891 furono avviati i lavori, diretti da Guadenzio Sella, con lo spianamento della Punta Gnifetti dove avrebbe dovuto prender posto il rifugio. I lavori si conclusero il 18 agosto 1893 quando salì a pernottarvi la regina Margherita.
Il rifugio gestito dal Cai di Varallo Sesia è il più alto d'Europa. L'idea della costruzione fu lanciata dallo stesso Sella e patrocinata dal Cai che voleva in questo modo contrastare la costruzione di un rifugio sul Monte Bianco da parte francese che sarebbe stato a sua volta il più elevato d'Europa. A fianco del rifugio fu costruita una capanna osservatorio per gli studi di fisiologia d'alta montagna. La capanna è stata demolita e interamente ricostruita nel 1979. Dall'estate 2004 grazie a numerose donazioni di diversi editori italiani ed esteri, e da privati, la Capanna Margherita è anche la biblioteca più alta d'Europa, con oltre 250 volumi messi a disposizione degli alpinisti. La biblioteca sarà ulteriormente ampliata nel 2005 con l'aggiunta di altri testi.

Il comprensorio sciistico

Negli anni Sessanta la salita al Rosa è stata agevolata dalla funivia che collega Alagna con Punta Indren a 3260 metri, dove è stato possibile, per molti anni, praticare lo sci estivo sul ghiacciaio di Indren. Con l'ammodernamento degli impianti esistenti e un nuovo tratto, la Valsesia è entrata così a far parte del vasto comprensorio del Monterosa Ski che già riuniva gli impianti di Gressoney e di Champoluc.

Collegamenti esterni


- [http://digilander.libero.it/fotogian/rosa.html Foto del Monte Rosa]
- [http://www.monterosa4000.it/ Monterosa 4000] Categoria: Montagne delle Alpi ja:モンテ・ローザ

Prima guerra mondiale

Con l'espressione prima guerra mondiale (per i contemporanei Grande guerra) si intende il conflitto cominciato il 4 agosto 1914 a seguito dell'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell'Impero austro-ungarico, compiuto a Sarajevo (Bosnia) il 28 giugno 1914 da parte del nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip. La guerra vide inizialmente lo scontro degli Imperi Centrali: Germania e Impero Austro-Ungarico contro le nazioni dell'Intesa: Francia Gran Bretagna e Russia. Con lo svolgersi del conflitto, a seguito di varie alleanze altre nazioni vi presero parte. Tra queste: Italia, Impero Ottomano, Belgio, Canada, Australia, Stati Uniti, Serbia, Romania, Sud Africa e Nuova Zelanda. Il numero dei continenti coinvolti fu tale da poter definire la Guerra come Mondiale, prima nella storia dell'umanità. L'Italia decise di intervenire nel conflitto il 24 maggio 1915, dichiarando guerra all'Impero Austro-Ungarico. La decisione di intervenire fu presa dal parlamento dopo che il ministro degli esteri Sidney Sonnino ebbe stipulato con la Triplice Intesa il 26 aprile un patto segreto, detto Patto di Londra, nel quale l'Italia si impegnava ad entrare in guerra entro un mese in cambio di alcune conquiste territoriali che avrebbe ottenuto dopo la guerra: il Trentino, il Tirolo meridionale, Trieste, Gorizia, l'Istria (a eccezione della città di Fiume) e parte della Dalmazia. La guerra si concluse l'11 novembre 1918, quando la Germania firmò l'armistizio con le forze dell'Intesa. Il numero di morti della Prima Guerra Mondiale è stato di oltre quindici milioni.

Paesi coinvolti:


- Imperi Centrali e loro alleati:
  - Germania
  - Impero Austro-Ungarico
  - Impero Ottomano
  - Bulgaria
- Triplice Intesa e loro alleati:
  - Gran Bretagna
  - Francia
  - Russia
  - Belgio
  - Italia (24 maggio 1915 fino 4 novembre 1918)
  - Stati Uniti d'America
  - Serbia
  - Romania
  - Giappone
  - Canada
  - Australia
  - Sud Africa
  - Cina

Origini diplomatiche

Lo scoppio della guerra è storicamente associato all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria il 28 giugno 1914, ma le origini della guerra giacciono in realtà nel complesso delle relazioni tra le potenze europee tra la fine del XIX<