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18 maggio
Il 18 maggio è il 138° giorno del Calendario Gregoriano (il 139° negli anni bisestili).
Mancano 227 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1593 - Le accuse di eresia al commediografo Thomas Kyd portano ad un mandato di arresto per Christopher Marlowe.
- 1652 - Il Rhode Island approva la prima legge che rende la schiavitù illegale nel Nord America.
- 1631 - A Dorchester (Massachusetts), John Winthrop presta giuramento e diviene il primo Governatore del Massachusetts.
- 1765 - Il fuoco distrugge un quartiere della città di Montreal, Quebec.
- 1783 - Saint John, New Brunswick, Canada - I primi Lealisti dell'impero unito raggiungono Parrtown.
- 1803 - Guerre Napoleoniche: Il Regno Unito revoca il Trattato di Amiens e dichiara guerra alla Francia.
- 1804 - Napoleone Bonaparte viene proclamato imperatore dal senato francese.
- 1848 - Apertura della prima Assemblea Nazionale Tedesca (Nationalversammlung) a Francoforte sul Meno, Germania
- 1863 - Guerra Civile Americana: Inizia l'assedio di Vicksburg (finirà il 4 luglio).
- 1869 - Resa della Repubblica di Ezo al Giappone e sua dissoluzione.
- 1900 - Il Regno Unito proclama un protettorato su Tonga.
- 1910 - La Terra passa attraverso la coda della Cometa di Halley.
- 1917 - Prima Guerra Mondiale: Il Selective Service Act viene approvato dal Congresso degli Stati Uniti e da al Presidente il potere di arruolare soldati di leva.
- 1933 - New Deal: il Presidente Franklin Delano Roosevelt firma l'atto di creazione della Tennessee Valley Authority.
- 1944 - Seconda Guerra Mondiale: Battaglia di Monte Cassino - I tedeschi evacuano Monte Cassino e le forze alleate catturano la roccaforte dopo una lotta che ha richiesto il tributo di 20.000 vite.
- 1948 - Il primo Yuan legislativo della Repubblica Cinese si riunisce ufficialmente a Nanchino.
- 1953 - Rogers Dry Lake, California: Jacqueline Cochran diventa la prima donna a superare la barriera del suono (volò con un F-86 Sabrejet ad una velocità media di 1.049,83 km/h).
- 1958 - Un F-104 Starfighter stabilisce il record mondiale di velocità a 2.259,82 km/h.
- 1969 - Programma Apollo: Lancio dell'Apollo 10.
- 1974 - Nell'ambito del progetto Buddha sorridente, l'India fa detonare con successo la sua prima arma nucleare, diventando la sesta nazione a disporre di tale tipo di armamento.
- 1980 - Il Monte St. Helens, nello stato di Washington erutta uccidendo 57 persone e causando danni per 3 miliardi di dollari.
- 1993 - Dopo undici anni di latitanza, all'alba viene arrestato il boss mafioso Nitto Santapaola. Si nascondeva in Sicilia, nelle campagne di Mazzarone (Catania)
- 1995 - Alain Juppé diventa Primo Ministro di Francia
- 1998 - Caso antitrust Microsoft: Il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti e 20 stati americani, aprono un procedimento dell'antitrust contro la Microsoft.
- 2005 - Durante una spedizione italiana sull'Annapurna, una valanga travolge gli alpinisti, causando la morte di Christian Kuntner, originario dell'Alto Adige
Nati
- 1048 - Omar Khayyam, matematico e astronomo persiano
- 1711 - Ruggero Giuseppe Boscovich, scienziato
- 1785 - John Wilson, scrittore scozzese
- 1797 - Federico Augusto II di Sassonia
- 1814 - Michail Bakunin, rivoluzionario russo († 1876)
- 1850 - Oliver Heaviside, medico
- 1872 - Bertrand Russell, matematico e filosofo inglese, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1950
- 1883 - Walter Gropius, architetto, fondatore del Bauhaus
- 1889 - Thomas Midgley, chimico e inventore
- 1891 - Rudolf Carnap, filosofo tedesco († 1970)
- 1892 - Pops Foster, musicista jazz (data presunta)
- 1897 - Frank Capra, produttore, regista, scrittore
- 1902 - Meredith Willson, compositrice
- 1911 - Big Joe Turner, cantante blues
- 1912 - Walter Sisulu, attivista anti-apartheid
- 1912 - Perry Como, cantante statunitense
- 1919 - Dama Margot Fonteyn, ballerina
- 1920
- Karol Wojtila, Papa Giovanni Paolo II († 2005)
- Lucia Mannucci, cantante e attrice italiana
- 1922 - Kai Winding, musicista jazz
- 1928 - Pernell Roberts, attore
- 1931 - Don Martin, fumettista
- 1931 - Robert Morse, attore
- 1937 - Jacques Santer
- 1939
- Hark Bohm, regista
- Giovanni Falcone, magistrato italiano († 1992)
- 1942 - Albert Hammond, musicista, compositore
- 1944 - Justus Frantz, pianista
- 1949
- Rick Wakeman, musicista ("Yes")
- Bill Wallace, musicista The Guess Who, Winnipeg
- 1950 - Rodney Milburn, atleta statunitense
- 1950 - Mark Mothersbaugh, compositore, musicista
- 1952 - George Strait, musicista country
- 1955 - Chow Yun-Fat, attore
- 1960 - Yannick Noah, tennista
- 1964 - Paolo Vallesi, cantautore italiano
- 1969 - Martika, cantante Cubano-Americana
- 1970 - Tina Fey, scrittrice, attrice
Morti
- 1807 - John Douglas, vescovo anglicano
- 1808 - Elijah Craig, importante per l'invenzione del bourbon whiskey
- 1900 - Jean Gaspard Felix Ravaisson-Mollien, filosofo francese
- 1910 - Pauline Garcia-Viardot, cantante, compositore
- 1911 - Gustav Mahler, compositore
- 1924 - Corrado Segre, matematico italiano (n. 1863)
- 1973 - Jeannette Rankin, prima donna eletta alla Camera dei deputati degli Stati Uniti
- 1980 - Ian Curtis, cantante dei Joy Division
- 1981 - William Saroyan, autore
- 1988
- Enzo Tortora, conduttore televisivo e deputato europeo per i radicali
- Daws Butler, attore
- 1995
- Elizabeth Montgomery, attrice
- Alexander Godunov, ballerino, attore
- Elisha Cook Jr., attore
- 1999
- Augustus Pablo, cantante reggae giamaicano
- Betty Robinson, vincitrice della prima gara olimpica dei 100 m femminili
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Santa Bartolomea Capitanio, vergine
- San Felice da Cantalice
- San Felice di Spalato, vescovo e martire
- San Giovanni I, Papa e martire
- San Leonardo Murialdo, sacerdote
- San Venanzio di Camerino, martire
- Santa Vincenza Gerosa, vergine
Laiche
18
ja:5月18日
ko:5월 18일
ms:18 Mei
simple:May 18
th:18 พฤษภาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
1593
Eventi
- Inizio della costruzione della fortezza stellata di Palmanova
Nati
- 8 luglio - Artemisia Gentileschi, pittrice italiana († 1653)
Morti
093
ko:1593년
1652
Eventi
Nati
Morti
052
ko:1652년
Rhode Island
Il Rhode Island è uno stato degli Stati Uniti. La capitale è Providence. Confina al nord con il Connecticut, con il Massachusetts e lo stato di New York.
ja:ロードアイランド州
ko:로드아일랜드 주
Nord America
L'America settentrionale o America del Nord è un continente dell'emisfero settentrionale della Terra, situato ad est dell'Oceano Pacifico, ad ovest dell'Oceano Atlantico, a sud dell'Mare Glaciale Artico ed a nord dell'America meridionale. Rappresenta la porzione settentrionale delle Americhe.
Su questo continente si trovano tre grandi paesi:
- Canada (Ottawa)
- alla quale appartengono alcuni grandi isole quali Vancouver Island e Queen Charlotte Islands ad ovest, Prince Edward Island, Newfoundland e Cape Breton Island ad est e Ellesmere Island, Baffin Island, e Victoria Island a nord.
- Messico (Città del Messico)
- Stati Uniti d'America (Washington D.C.)
- che include le Isole Aleutine e l'Alaska.
La Groenlandia, l'isola più grande al modo, è considerata parte del Nord America ed è situata all'estremo nord, ad est del Canada. È un territorio autonomo della Danimarca. Sempre al largo delle coste del Canada si trova Saint-Pierre e Miquelon, l'ultimo dei vasti possedimenti della Francia in Nord America.
All'estremo sud del continente, in un'area ridotta indicata come America Centrale si trovano i seguenti paesi:
- Belize
- Costa Rica
- El Salvador
- Guatemala
- Honduras
- Nicaragua
- Panamá
Nei Caraibi vi sono un certo numero di isole, tra le quali:
- Stati indipendenti
- Antigua e Barbuda (St. John's)
- Bahama (Nassau)
- Barbados (Bridgetown)
- Cuba (L'Avana)
- Dominica (Roseau)
- Giamaica (Kingston)
- Grenada (St. George's)
- Haiti (Port-au-Price)
- Repubblica Dominicana (Santo Domingo)
- Saint Kitts e Nevis (Basseterre)
- San Vincenzo e Grenadine (Kingstown)
- Santa Lucia (Castries)
- Trinidad e Tobago (Port of Spain)
- Possedimenti stranieri
- Anguilla, Regno Unito
- Antille Olandesi, Paesi Bassi
- Aruba, Paesi Bassi
- Guadalupa, Francia
- Martinica, Francia
- Montserrat, Regno Unito
- Porto Rico, Stati Uniti d'America
- Turks e Caicos, Regno Unito
- Isole Vergini Britanniche, Regno Unito
- Isole Vergini Americane, Stati Uniti d'America
Nel Oceano Atlantico:
- Bermuda (Regno Unito)
Categoria:America settentrionale
Categoria:Geografia
ja:北アメリカ
ko:북아메리카
simple:North America
th:ทวีปอเมริกาเหนือ
zh-min-nan:Pak Bí-chiu
1765
Eventi
Nati
- Luigi Tosi (morto nel 1847), canonico presso la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, Vescovo di Pavia.
- 7 marzo - Joseph Nicephore Niepce, ricercatore e fotografo francese
- 22 settembre - Paolo Ruffini, matematico italiano
Morti
065
ko:1765년
Montreal
Montréal è la seconda città più popolosa del Canada, coi suoi 1.812.800 abitanti (3.607.000 nell'area metropolitana). Oltre a ciò, è indubbiamente la capitale economica e sociale della provincia francofona canadese del Quebec, sebbene la capitale ufficiale sia Quebec City (Ville de Québec in francese).
Montreal è la terza città francofona del mondo per popolazione, dopo Parigi e Kinshasa, in Congo, sebbene essa sia caratterizzata da una minoranza particolarmente forte di anglofoni, nonché di stranieri aventi né inglese né francese come prima lingua; da notare una forte minoranza italiana di oltre 220.000 abitanti, calcolata nell'intera area metropolitana tuttavia.
La città è locata sull'Isola di Montreal alla confluenza dei fiumi Saint Lawrence e Ottawa, ed include anche altre 74 isole, di cui molte inabitate.
In passato città maggiormente abitata del Canada, Montreal rimane tuttoggi un vibrante polo commerciale, industriale e sociale del paese nordamericano. È tra l'altro particolarmente famosa per la cosiddetta città sotterranea, ossia una zona cittadina praticamente parallela al centro di Montreal, pensata al fine di fuggire dagli inverni particolarmente rigidi della metropoli canadese.
Ha ospitato le Olimpiadi estive nel 1976.
Montreal è anche un notevole polo universitario, ove hanno sede la McGill University, la Concordia University, la Université du Québec à Montréal e la Université de Montréal. Gli aeroporti cittadini sono due, di cui il più conosciuto è il Pierre Elliot Trudeau nella vicina municipalità di Dorval.
Montreal
ja:モントリオール
ko:몬트리올
simple:Montreal
1783
Eventi
- Rivoluzioni: ha termine la Rivoluzione americana
Nati
- 24 luglio - Simón Bolívar, rivoluzionario sudamericano († 1830)
- 13 febbraio - Guglielmo Pepe, generale e patriota († 1855)
Morti
- 7 gennaio - Giovanni Targioni Tozzetti, naturalista (n. 1712)
- Jean Baptiste Le Rond d'Alembert, matematico francese (n. 1717)
083
ko:1783년
ms:1783
simple:1783
New Brunswick New Brunswick è anche il nome di una città del New Jersey. Vedi New Brunswick (New Jersey).
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Il New Brunswick (in francese, le Nouveau-Brunswick) è una delle province del Canada. La sua capitale è Fredericton. La sua popolazione, in lenta crescita, attualmente supera le 700.000 unità.
Il New Brunswick è situato sulla costa orientale del Canada. Confina a nord con la Penisola di Gaspé (Quebec) e la Baia dei Calori e ad est con il Golfo di San Lorenzo e lo Stretto di Northumberland. A sud, è bagnato dalla Baia di Fundy, ma una stretta penisola lo collega alla Nuova Scozia; a ovest confina con gli Stati Uniti d'America (più precisamente con il Maine).
La superficie totale della provincia e di circa 70.000 km2. All'incirca l'80% del territorio è coperto da foreste, mentre il restante 20% consiste di terreni agricoli e aree urbane. Il New Brunswick è posto ai limiti settentrionali dei Monti Appalachi, una catena di antiche montagne erose. Il territorio consiste principalmente di vallate fluviali e colline.
Le popolazioni indigene del New Brunswick comprendono i Mi'kmaq (Micmac), i Malecite e i Passamaquoddy.
La popolazione parla principalmente inglese, ma esiste una forte minoranza (35%) di lingua francese che si fa chiamare "Acadiani", da Acadia; il nome che aveva la regione durante il periodo coloniale francese, quando ci fu una forte migrazione dalla zona della Vienne. Il New Brunswick è l'unica provincia ufficialmente bilingue del Canada.
La provincia del New Brunswick venne creata nel 1784, quando i lealisti della Corona Inglese, che mal sopportavano di essere governati dalla lontana Halifax (Nuova Scozia), chiesero al governo britannico di poter formare una provincia separata consistente della porzione continentale della Nuova Scozia. La nuova provincia prese il nome dal Duca di Brunswick, figlio di Re Giorgio III d'Inghilterra. Fredericton fu similarmente dedicata al Principe di Galles, che morì prima di diventare Re.
Le otto principali città del New Brunswick, elencate in ordine decrescente di popolazione, sono:
- Saint John
- Moncton
- Fredericton
- Miramichi
- Edmundston
- Dieppe
- Bathurst
- Campbellton
Saint John è una città portuale, basata sull'industria pesante, principalmente carta, raffinerie e bacini di carenaggio. Saint John, viene sempre scritto per esteso, in modo da distinguere la città da St. John's, la capitale del Newfoundland, con la quale viene comunemente confusa.
Fredericton, oltre ad essere la capitale della provincia, è una città universitaria, sede della Lord Beaverbrook Art Gallery, del Theatre New Brunswick, e di altri luoghi d'interesse, compresa la Christ Church Cathedral, che è la più antica cattedrale del Canada e degli Stati Uniti.
L'economia del New Brunswick è composta principalmente dal terziario, dominato dai servizi finanziari, assicurazioni e altri servizi, ma è meglio conosciuta per la silvicoltura, l'industria mineraria, l'agricoltura e la pesca. La principale coltivazione è quella delle patate, mentre la pesca si rivolge prrinciplamente alle aragoste.
L' Univerità del New Brunswick venne fondata come King's College nel 1785, ed è una delle più antiche istituzioni del Nord America.
Mappa
1785
categoria:Province canadesi
ja:ニューブランズウィック州
ko:뉴브런즈윅 주
zh-min-nan:New Brunswick
Regno Unito
Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (in ingl.: United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland) è uno stato dell'Europa Occidentale. Il Regno Unito fu formato da una serie di Atti d'Unione che riunirono diverse nazioni: Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda. Gran parte dell'Irlanda si separò nel 1922 costituendo la Repubblica d'Irlanda, la parte restante è ancora sotto il Regno Unito e viene chiamata Irlanda del Nord.
Il Regno Unito è situato al largo delle coste occidentali dell'Europa settentrionale, circondato a est dal Mar del Nord, a sud dal Canale della Manica, e a ovest dall'Oceano Atlantico e dal mare d'Irlanda. Sono sottoposte alla sovranità del Regno Unito le Isole del Canale, l'Isola di Man e un cospicuo numero di territori d'oltremare.
Gran Bretagna è il nome geografico dell'isola comprendente Inghilterra, Galles e Scozia.
Isole britanniche è il nome geografico dell'arcipelago comprendente la Gran Bretagna, l'Irlanda, l'Isola di Man, l'Isola di Wight, le isole Orcadi, le isole Ebridi, le isole Shetland le Isole del Canale e altre.
Storia
Vedi anche: Storia del Regno Unito
La Scozia e l'Inghilterra esistono come entità separate dal 10° secolo. Il Galles, che è sotto il controllo dell'Inghilterra dal 1284 entrò a far parte del regno di Inghilterra tramite l'Atto di Unione del 1536.
Con l'atto di unione del 1707 i regni separati di Scozia e Inghilterra, che dal 1603 avevano lo stesso sovrano, si uniscono in modo permanente e divengono il Regno di Gran Bretagna.
Tramite l'atto di unione del 1800 il Regno di Irlanda entrò a far parte del Regno di Gran Bretagna che prese così il nome di Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nel 1922 26 contee irlandesi, comprese tre contee dell'Ulster (Cavan, Monaghan e Donegal) formarono il libero Stato di Irlanda. Le rimanenti sei contee dell'Ulster rimasero parte del Regno Unito con il nome di Irlanda del Nord, il regno prese l'attuale nome di Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
- Monarchi britannici
- Primi Ministri britannici
Geografia
La maggior parte del territorio d'Inghilterra è caratterizzato da colline e pianure divise da est a ovest da alcune catene collinari. Da Nord a Sud le più rilevanti sono: le Cumbrian Mountains, i Monti Pennini, le colline del Peak District , i Cotswolds e i Chiltons.
I fiumi principali sono il Tamigi, il Severn, il Trent, l'Humber e il Tyne.
Città principali sono Londra, Birmingham, Manchester, Sheffield, Liverpool, Lincoln, Leeds, Bristol e Newcastle upon Tyne.
Il Galles è principalmente montuoso, il monte principale è lo Snowdon, alto 1.085 metri. A Nord del Galles si trova l'isola di Anglesey. Capoluogo e città principale è Cardiff situata nella parte meridionale del paese.
Il territorio della Scozia è contraddistinto da pianure nelle parti meridionale orientale e da montagne, tra le quali il Ben Nevis 1.343 metri, e altipiani nelle parti settentrionali e occidentali.
Vi sono numerosi laghi e profondi fiordi.
La Scozia comprende un vasto numero di isole situate al largo delle coste occidentali e settentrionali: Le Ebridi, le Orcadi e le isole Shetland.
Le città principali sono Edimburgo, Glasgow e Aberdeen.
L'Irlanda del Nord situata nella parte nord-orientale dell'isola irlandese è principalmente collinosa. Le maggiori città sono Belfast e Derry.
Popolazione
Lingua
Il Regno unito non ha una lingua ufficiale anche se di fatto lo è l'inglese. La Carta Europea delle lingue Regionali o minoritarie ha ufficialmente riconosciuto come lingua autoctone e regionali il gallese, il gaelico scozzese, il gaelico irlandese, il cornico, lo Scots e l'Ulster Scots.
Nelle altre lingue del Regno il nome ufficiale del paese è:
- Teyrnas Unedig Prydain Fawr a Gogledd Iwerddon (gallese)
- An Rìoghachd Aonaichte na Breatainn Mhòr agus Eirinn a Tuath (gaelico scozzese)
- Ríocht Aontaithe na Breataine Móire agus Thuaisceart Éireann (gaelico irlandese)
- An Rywvaneth Unys a Vreten Veur hag Iwerdhon Glédh (cornico)
- Unitit Kinrick o Great Breetain an Northren Ireland (Scots)
Economia
Il Regno Unito ha un ruolo trainante fra le economie occidentali sia sotto l'aspetto finanziario sia sotto quello commerciale.
Negli ultimi due decenni il paese ha fatto fronte ad un intenso processo di privatizzazione.
L'agricoltura è di tipo estensivo e altamente meccanizzata e la produzione copre circa il 60% del fabbisogno interno.
Il Regno unito è ricco di riserve di carbone, gas e petrolio.
La maggior parte del Prodotto Interno Lordo viene dal terziario; banche, assicurazioni e servizi finanziari mentre la parte di PIL dell'industria è in costante declino.
Con oltre, 9 milioni di visitatori all'anno il turismo è uno dei settori più importanti, il Regno Unito è il sesto paese più visitato al mondo.
Politica
Il parlamento del Regno Unito è diviso in due Camere (o Houses): la Camera dei Lord (House of Lords), non elettiva e la Camera dei Comuni (House of Commons). In entrambi i rami del parlamento vi sono rappresentanti dell'Inghilterra, della Scozia, del Galles e dell'Irlanda del nord.
Il Regno Unito, più precisamente Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è uno stato che comprende l'Inghilterra, il Galles, la Scozia e l'Irlanda del Nord nelle Isole Britanniche.
Il Regno Unito comprende inoltre alcuni altri territori, talvolta in regime post-coloniale:
- Anguilla
- Bermuda
- Territori Britannici dell'Antartico
- Territori Britannici dell'Oceano Indiano
- Isole Cayman
- Isole Falkland (dette anche Isole Malvine o Isole Malvinas)
- Georgia del Sud e Isole Sandwich meridionali
- Gibilterra
- Isola di Man
- Montserrat
- Isole Orcadi
- Isole Pitcairn
- Isola di Sant'Elena
- Isole Shetland
- Isole Turks e Caicos
- Isole Vergini Britanniche
- basi militari di Akrotiri e Dhekelia a Cipro
Le Isole del Canale (Isole Anglo-Normanne) non fanno parte del Regno Unito ma appartengono al re d'Inghilterra in qualità di duca di Normandia.
Il Regno Unito ha rapporti politici e commerciali con numerose altre nazioni del Commonwealth.
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1804
Eventi
- Francia:
- Napoleone sventa un complotto contro di lui e fa giustiziare il principe borbonico Duca di Enghien.
- viene adottato il Codice civile Napoleonico
- viene fondato il cimitero Père Lachaise a Parigi
- 2 dicembre - Napoleone si autoproclama Imperatore a Parigi. Viene incoronato da Papa Pio VII.
- Smithson Tennant scopre l'elemento (chimico) Osmio
- 12 dicembre - La Spagna dichiara guerra alla Gran Bretagna
Nati
- Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco
- Carl Gustav Jakob Jacobi, matematico tedesco († 1851)
- 14 marzo - Johann Strauss (padre), compositore austriaco
- 1 luglio - George Sand (Amantine Aurore Lucile Dupin), scrittrice francese
- 4 luglio - Nathaniel Hawthorne, scrittore († 1864)
- 23 novembre - Franklin Pierce, 14° presidente degli Stati Uniti
- 21 dicembre - Benjamin Disraeli, politico, scrittore britannico
Morti
- Francesco Albergati Capacelli, scrittore, politico e commediografo italiano (n. 1728)
- 6 febbraio - Joseph Priestley, chimico inglese
- 12 febbraio - Immanuel Kant, filosofo tedesco
- 1 novembre - Johann Friedrich Gmelin, naturalista tedesco (n. 1748)
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Napoleone Bonaparte
Napoleone Bonaparte (15 agosto 1769 - 5 maggio 1821) - Figura storica assai discussa ma di straordinaria importanza: di fatto impose dal 1799 una dittatura alla Francia, come Imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone I dal 18 maggio 1804 al 6 aprile 1814.
Governò inoltre sulla maggior parte dell'Europa occidentale e centrale di inizio XIX secolo. Fu il primo regnante della dinastia dei Bonaparte. Sposò in seconde nozze l'Arciduchessa Maria Luisa d'Austria l'11 febbraio 1810. Ebbe come figlio Napoleone Luigi detto il re di Roma (1811-1832). Napoleone ebbe inoltre almeno due figli illegittimi: Carlo, Conte Leone 1806 - 1881 (figlio di Catherine Eléonore Denuelle
de la Plaigne 1787 - 1868) e Alessandro Giuseppe Colonna, Conte Walewski (1810 - 1868) (figlio di Maria, Contessa Walewski 1789 - 1817), ministro degli esteri di Napoleone III.
La sua figura ispirò artisti, letterati, musicisti, politici e storici per tutto l'Ottocento fino ad oggi.
Primi anni e carriera nell'esercito
Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio in Corsica appena dopo la vendita dell'isola alla Francia da parte della Repubblica di Genova. La sua famiglia apparteneva alla piccola nobiltà corsa. Suo padre, di origine toscana, Carlo Maria Buonaparte (solo più tardi il cognome fu mutato in Bonaparte), organizzò l'istruzione di Napoleone, ma morì giovane nel 1785. La madre, Letizia Ramolino, sopravviverà allo stesso Napoleone, vivendo poi gli ultimi anni della sua vita a Roma. Letizia Ramolino ebbe 13 figli, di cui solo otto sopravvissero: i fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Gerolamo; le sorelle Elisa, Paolina e Carolina. Ad ognuno di essi Napoleone darà poi un titolo nobiliare durante il suo impero.
All'età di nove anni, il padre Carlo portò Napoleone in Francia, alla Scuola militare di Brienne, dove rimarrà per cinque anni. Napoleone inizialmente si considerava straniero ed estraneo; anzi, l'accusa di essere straniero l'avrebbe inseguito per tutta la vita. Egli era un ufficiale dell'esercito francese quando cominciò la Rivoluzione Francese nel 1789.
Napoleone tornò in Corsica quando un movimento nazionalista proclamò la separazione dalla
Francia. Scoppiò la guerra civile, capitanata dall'eroe nazionale Pasquale Paoli, e la famiglia di Napoleone - accusata di tradimento - dovette fuggire in Francia, stanziandosi a Nizza.
Napoleone sostenne la Rivoluzione e rapidamente salì di grado. Nel dicembre 1793, col ruolo di tenente colonnello addetto all'artiglieria, liberò Tolone (Toulon) dai monarchici e dalle truppe inglesi che li sostenevano. Fu il suo primo clamoroso successo militare, che gli valse la nomina a generale di brigata e l'attenzione del futuro membro del Direttorio, Barras, che lo aiuterà nella scalata al potere. La sua amicizia con Augustin Robespierre, fratello di Maximilien, lo portò a cadere in disgrazia all'indomani della giornata del 9 Termidoro e la conseguente caduta del Terrore. Tuttavia, la fortuna gli arrise quando il 13 Vendemmiaio del 1795 Barras lo nominò improvvisamente comandante della piazza di Parigi con l'incarico di salvare la Convenzione Nazionale dalla minaccia dei monarchici, che in quella spaventosa giornata vi marciavano contro. Con l'aiuto di Gioacchino Murat al comando della cavalleria, Napoleone colpì duramente i rivoltosi salvando la Francia da un nuovo colpo di Stato. Immediatamente, Barras lo nominava generale del Corpo d'armata dell'Interno.
La Campagna d'Italia
Gioacchino MuratIl 9 marzo 1796 Napoleone sposò Joséphine de Beauharnais, vedova di un valente ufficiale della Rivoluzione ghigliottinato, e solo due giorni dopo partì per il fronte italiano al comando di 38.000 uomini malissimo equipaggiati, per una campagna che nei piani del Direttorio doveva essere semplicemente di 'diversione', perché l'attacco all'Austria sarebbe avvenuto attraverso due direttrici sul Reno. Iniziava così la campagna d'Italia che avrebbe dimostrato l'ineguagliato genio militare e politico di Napoleone che, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache. Celebri le battaglie contro le forze armate austro/piemontesi a Dego, Millesimo, Cairo Montenotte e Cosseria. Il 10 maggio 1796 sbaragliò l'ultima difesa austriaca nelle celebre Battaglia al Ponte di Lodi e il 15 maggio dello stesso anno entrò trionfalmente a Milano. Nel giugno 1796 venne proclamata la Repubblica Cisalpina (capitale Milano) e nell'Ottobre del 1796 si costituì la Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il Tricolore (Verde, Bianco e Rosso). Contemporanemente le ex-legazioni pontificie si costituirono in Repubblica Cispadana e adottarono (7 gennaio 1797) il tricolore quale bandiera nazionale.
Le forze sabaude furono costrette a firmare il 28 aprile 1796 l'armistizio di Cherasco, che cedeva alla Francia Nizza e l'alta Savoia. Le forze austriache, comandate dall'Arciduca Carlo, terrorizzate dalla rapida marcia di Napoleone verso Vienna, dovettero accettare una tregua sfavorevole, che si concretizzò nel trattato di Campoformio il 17 ottobre 1797. Oltre all'indipendenza delle nuove repubbliche formatesi, la Francia acquisiva i Paesi Bassi e la riva sinistra del Reno, limitandosi a cedere Venezia agli austriaci. Terminava così, con uno smacco colossale all'Austria, la campagna d'Italia.
Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone, soprannominato il Piccolo Caporale, dimostrò la sua brillante capacità strategica, capace di assorbire il sostanzioso "corpo" delle conoscenze militari del suo tempo e di applicarlo al mondo reale che lo circondava. Ufficiale di artiglieria per formazione, la utilizzò in modo innovativo come supporto mobile agli attacchi della fanteria. Dipinti contemporanei del suo Quartier Generale mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo, un sistema di telecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col semaforo di Chappe, appena implementato nel 1792.
La Campagna d'Egitto e di Siria
Nel 1798 il Direttorio, geloso della popolarità del Bonaparte, lo incaricò di occupare l'Egitto per contrastare l'accesso inglese all'India. Un indizio della devozione di Napoleone ai principi dell'Illuminismo fu la sua decisione di affiancare gli studiosi alla sua spedizione: la spedizione d'Egitto ebbe il merito di far riscoprire, dopo centinaia di anni, la grandezza di quella terra, e fu proprio l'opera di Napoleone a far nascere la moderna egittologia, soprattutto grazie alla scoperta della Stele di Rosetta da parte dei soldati al seguito della spedizione. Napoleone aveva da anni accarezzato l'idea di una campagna in oriente, sognando di seguire le orme di Alessandro Magno ed essendo dell'idea che L'Europa è una tana di talpe. Tutte le grandi cose vengono dall'Oriente.
Alessandro Magno Dopo un'importante vittoria nella Battaglia delle Piramidi, Napoleone schiacciò i mamelucchi di Murad Bay ed entrando al Cairo divenne padrone dell'Egitto. Pochi giorni dopo, il 1° agosto 1798, la flotta di Napoleone in Egitto fu completamente distrutta da Orazio Nelson, nella baia di Abukir, cosicché Napoleone rimase bloccato a terra. Dopo una ricognizione sul Mar Rosso, Napoleone decise di recarsi in Siria, col pretesto di inseguire il tiranno Djezzar che aveva tentato di attaccarlo. Giunto, però, il 19 marzo 1799 dinanzi a San Giovanni d'Acri, l'antica fortezza dei crociati in Terra Santa, Napoleone perse più di due mesi in un inutile assedio e la campagna di Siria si concluse con un fallimento.
Ritornato al Cairo, Napoleone sconfisse i turchi ad Abukir, proprio dove l'anno prima era stato privato di tutta la sua flotta. Preoccupato tuttavia delle terribili notizie dalla Francia - l'esercito in ripiegamento su tutti i fronti, il Direttorio ormai privo di potere - e consapevole che la campagna d'Egitto non avesse conseguito il successo sperato, Napoleone s'imbarcò in gran segreto il 22 agosto 1799 su un piccolo bastimento alla volta della Francia.
Il 18 brumaio e il Consolato
Il 9 ottobre Napoleone sbarcò a Fréjus, e la sua corsa verso Parigi fu accompagnata dall'entusiasmo dell'intera Francia, certa che il generale fosse tornato in patria per assumere il controllo della situazione ormai ingestibile. Ed in effetti era questa l'intenzione di Napoleone. Giunto a Parigi, egli riunì i cospiratori decisi a rovesciare il Direttorio. Dalla sua si schierarono il fratello maggiore Giuseppe e soprattutto il fratello Luciano, allora presidente del Consiglio dei Cinquecento, che con il Consiglio degli Anziani costituiva il potere legislativo della repubblica. Dalla sua Napoleone riuscì ad avere il membro del Direttorio Roger Ducos e soprattutto Emmanuel Joseph Sieyès, il celebre autore dell'opuscolo Che cos'è il Terzo Stato? e ideologo di punta della borghesia rivoluzionaria. Inoltre, dalla sua si schierò l'astutissimo ministro degli esteri Talleyrand e il ministro della polizia Joseph Fouché. Barras, pur membro del Direttorio, conscio delle capacità di Napoleone accettò di farsi da parte. Joseph Fouché
Fatta trapelare la falsa notizia di un complotto realista per rovesciare la repubblica, Napoleone riuscì a far votare al Consiglio degli Anziani e al Consiglio dei Cinquecento una risoluzione che trasferisse le due camere il 18 brumaio (9 novembre) fuori Parigi, a Saint Cloud; Napoleone fu nominato comandante in capo di tutte le forze armate. Ciò fu fatto per evitare che durante il colpo di Stato qualche deputato potesse sollevare i cittadini parigini per difendere la Repubblica dal tentativo di Napoleone. L'intenzione di Napoleone era quella di portare le due camere a votare autonomamente il loro scioglimento e la cessione dei poteri nelle sue mani. Non fu così: il Consiglio degli Anziani rimase freddo al discorso pasticciato di Napoleone per far pressione su di essa, mentre quando Napoleone entrò nella sala del Consiglio dei Cinquecento i deputati gli si lanciarono contro chiedendo di votare per rendere Bonaparte fuorilegge (cosa che voleva significare l'arresto e la ghigliottina). Nel momento in cui sembrava che il colpo di Stato fosse prossimo alla catastrofe, a soccorrere Napoleone giunse il fratello Luciano, che nelle vesti di presidente dei Cinquecento uscì dalla sala ed arringò l'esercito schierato all'esterno, ordinando che disperdesse i deputati terroristi. Memorabile il momento in cui puntò la sua spada al collo di Napoleone e dichiarò: Non esiterei un attimo a uccidere mio fratello se sapessi che questi stesse attentando alla libertà della Francia. L'esercito entrò nella sala con le baionette spianate e disperse i deputati. In serata, le camere venivano sciolte e veniva votato il decreto che assegnava i pieni poteri a tre consoli: Roger Ducos, Sieyes e Napoleone.
Il Consolato
Nominati consoli provvisori, i tre nuovi padroni della Francia redigevano insieme a due commissioni apposite una nuova costituzione, la costituzione dell'anno VIII, che ratificata con un plebiscito popolare legittimava il colpo di Stato. Nel pensiero politico di Sieyes, il Consolato sarebbe dovuto essere un governo dei notabili, che assicurasse la democrazia attraverso un complesso equilibrio di poteri. Questo progetto fu mandato all'aria da Napoleone il quale, pur in teoria detentore del solo potere esecutivo, aveva in realtà facile gioco nello scavalcare il legislativo frammentato in ben quattro camere. Fattosi nominare Primo Console, ossia concretamente superiore a qualsiasi altro potere dello Stato, Napoleone ricostruiva la Francia con una struttura amministrativa fortemente accentratrice ma così perfetta che è rimasta tale fino ad oggi: la Francia veniva frazionata in province, distretti e comuni rispettivamente amministrate da prefetti, sottoprefetti e sindaci. Le casse dello Stato venivano risanate dalle conquiste di guerra e dalla fondazione della Banca di Francia, nonché dall'introduzione del franco d'argento che poneva fine all'era degli assegnati e dell'inflazione. La lunga lotta contro il cattolicesimo si concludeva col Concordato del 1801 ratificato dal papa Pio VII, che stabiliva il cattolicesimo "religione della maggioranza dei francesi" (benché non religione di Stato), ma non riconsegnava al clero i beni espropriati durante la rivoluzione. Nel campo dell'istruzione, Napoleone istituì i licei e i politecnici, per formare una classe dirigente preparata e indottrinata, ma tralasciò l'istruzione elementare essendo dell'idea che il popolo dovesse rimanere in una certa ignoranza per garantire un governo stabile e un esercito ubbidiente. Il consolato di Napoleone divenne "a vita" con il plebiscito del 2 agosto 1802. Si apriva la strada all'istituzione dell'Impero.
Il Codice Napoleonico
Durante l'esilio a Sant'Elena, Napoleone sottolineò più volte che la sua opera più importante, quella che sarebbe passata alla storia più delle centinaia di battaglie vinte, sarebbe stato il suo codice civile, il Codice Napoleonico. Indubbiamente, la sua frase colse nel segno.
Codice Napoleonico Il Codice Napoleonico legittimò le conquiste della Rivoluzione francese, fu esportato in tutti i paesi dove giunsero le armate di Napoleone, fu preso a modello da tutti gli Stati d'Europa e ancora oggi è la base del nostro diritto. Istituita l'11 agosto 1799, la commissione incaricata di redigere il codice civile fu presieduta spessissimo dallo stesso Napoleone, il quale ne leggeva le bozze durante le campagne militari e inviava a Parigi dal fronte le sue idee sul progetto. Il 21 marzo 1804 il Codice Civile, da subito ribattezzato Codice Napoleonico, entrava in vigore. Esso eliminava definitivamente i retaggi dell'ancién regime, del feudalesimo, dell'assolutismo, e creava una società prevalentemente borghese e liberale, di ispirazione laica, in cui venivano consacrati i diritti di eguaglianza, sicurezza e proprietà. Per l'Italia, il valore del Codice Napoleonico resta fondamentale, poiché esso venne esportato nelle repubbliche fondate da Napoleone e confluì poi nel codice civile italiano del 1865.
Guerra in Europa, ascesa all'Impero
Durante l'assenza di Napoleone impegnato in Egitto, i francesi erano stati ripetutamente battuti in Italia dagli austriaci (battaglia di Novi Ligure) e sul Reno. La nuova coalizione antifrancese aveva rovesciato la Repubblica Napoletana del 1799, fondata dai francesi, e quella romana. Il 6 maggio 1800, sei mesi dopo il colpo di Stato di brumaio, Napoleone assunse nuovamente il comando dell'esercito francese. Con una marcia inarrestibile, valicò le Alpi al passo del Gran San Bernardo, un'impresa formidabile che colse di sopresa gli austriaci, i quali vennero rapidamente battuti a Montebello, mentre Napoleone ritornava a Milano. Il 14 giugno 1800 si combatté la battaglia di Marengo. Fu la più celebre della battaglie napoleoniche in Italia, la più dura ma la più definitiva. Alle tre del pomeriggio Napoleone aveva perso. Alle otto della sera il suo trionfo era completo. A rovesciare le sorti della battaglia fu il generale Desaix, che giunto sul campo con nuove truppe annientò l'intero esercito austriaco del generale Melas già certo della vittoria ma morì in battaglia. Napoleone stesso attribuì la vittoria di Marengo a Desaix, piangendone la morte.
MelasLa pace in Italia venne sancita con la pace di Luneville, che in pratica riconfermava il precedente trattato di Campoformio violato dagli austriaci.
Nel 1802 venne proclamato Presidente della Repubblica Italiana (vice Presidente sarà il patrizio milanese Francesco Melzi d'Eril), titolo che conserverà sino al 17 marzo 1805 quando assumerà il titolo di Re d'Italia.
Con la pace di Amiens nel 1802, anche l'Inghilterra firmava la pace con la Francia. Napoleone aveva distrutto la nuova coalizione antrifrancese, assicurandosi anche l'appoggio dello zar di Russia Paolo I. Per due anni l'Europa sarà finalmente in pace.
Nel 1802, Napoleone vendette una gran parte del Nord America agli Stati Uniti come parte dell'Accordo sulla Louisiana; egli aveva appena fronteggiato un grave disastro militare quando l'esercito mandato a conquistare Santo Domingo e a stabilire una base nel mondo occidentale fu distrutto da una combinazione di febbre gialla e di fiera resistenza capeggiata da Toussaint L'Ouverture. Con le forze dell'Ovest inabilitate, Napoleone capì che non avrebbe potuto difendere la Louisiana e decise di venderla.
Autoincoronazione in Notre-Dame
Louisiana
Dopo che Napoleone ebbe allargato la sua influenza alla Svizzera e alla Germania, una disputa su Malta fornì all'Inghilterra il pretesto nel 1803 per dichiarare guerra alla Francia e fornire supporto ai monarchici francesi che a lui si opponevano. Infatti, la notte di Natale del 1800 Napoleone, la moglie e il suo seguito scamparono miracolosamente a un attentato dinamitardo nelle strade di Parigi, mentre si recavano all'Opera. Napoleone ne approfittò per mettere fuori legge i giacobini, molti dei quali vennero esiliati in Guyana, e disperdere i monarchici. Per dare un segnale forte ai Borboni, che ancora complottavano per ritornare sul trono francese, Napoleone fece catturare nel Brabante, sul confine francese, il duca d'Enghien, legato alla famiglia reale esiliata, accusato di cospirazione contro il Primo Console e fucilato poco dopo. Anche il generale Moreau, implicato nel complotto realista, venne giustiziato. Il ministro Talleyrand definì l'assassino del duca d'Enghien più che un delitto, un errore gravissimo.
Ormai console a vita, Napoleone era in pratica sovrano assoluto della Francia. Il 18 maggio 1804 il Senato lo proclamò Imperatore dei francesi. Il 2 dicembre dello stesso anno nella Cattedrale di Parigi, Notre Dame, fu celebrata la cerimonia di incoronazione. Le voci che strappasse la corona dalle mani del Papa Pio VII durante la cerimonia per non assoggettarsi all'autorità pontificia, sono apocrife; dopo che le insegne imperiali erano state benedette dal Papa, Napoleone incoronò se stesso prima di incoronare Imperatrice la moglie Josephin Beauharnais (Josephine de Beauharnais).
Josephin Beauharnais
Successivamente il 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano, Napoleone fu incoronato Re d'Italia con la Corona Ferrea, ora custodita al Duomo di Monza.
Rinasceva in Francia la monarchia. Ma non era la stessa monarchia rovesciata nel 1792, e privata dei poteri già nel 1789. Napoleone non era "re di Francia e di Navarra per grazia di Dio", come citavano le formule dell'ancién regime, ma "Imperatore dei Francesi per volontà del popolo". Non veniva ricostruita la nobiltà feudale, ma rimanevano i principi di eguaglianza sanciti dalla Rivoluzione francese. Napoleone era l'imperatore rivoluzionario. Il più grande paradosso della storia.
La conquista dell'Europa
Nel 1805 si formò in Europa la terza coalizione contro Napoleone; egli aveva trascorso l'ultimo anno sulle coste della Normandia, a prepare una vasta operazione militare con l'alleanza della Spagna contro l'Inghilterra, ma comprendendo la situazione troppo sfavorevole girò improvvisamente sui tacchi e si mise al comando della Grande Armata, che con marce forzate giunse rapidamente nel cuore dell'Europa per sconfiggere le forze nemiche sul continente. Napoleone aveva fatto bene i suoi conti: il 21 ottobre, infatti, a largo di Trafalgar la flotta francese comandata dal mediocre ammiraglio Villeneuve veniva completamente annientata dagli inglesi al comando di Orazio Nelson, che morì durante la battaglia navale. Svanivano per sempre i sogni di invasione dell'Inghilterra.
Le forze austriache, prussiane e russe (sotto il nuovo zar Alessandro I) coalizzate erano numericamente soverchianti. Due i fronti interessati: quello germanico ove Napoleone in persona guidava la Grande Armèe e quello italiano dove Massena guidava l'Armeè d'Italie. A nulla valsero la resa del generale nemico Mack ad Ulm (20 ottobre), la battaglia di Caldiero (30 ottobre) e la conquista di Vienna da parte di Gioacchino Murat: il grosso dell'esercito nemico rimaneva infatti intatto. Il 2 dicembre 1805, tuttavia, anniversario della sua incoronazione, Napoleone mise fine alla terza coalizione nella battaglia di Austerlitz. Rimasta nella storia come il suo capolavoro strategico, con la battaglia di Austerlitz Napoleone divenne padrone dell'Europa. Quando tornerete a casa, vi basterà dire "Io ero con lui nella battaglia di Austerlitz", e poi racconterete che in meno di quattro ore abbiamo battuto e disperso un esercito di 100.000 uomini comandato dagli imperatori di Russia ed Austria. Il giorno dopo, i sovrani d'Europa chiesero la pace. L'Austria perdeva anche Venezia, che veniva unita al regno d'Italia, e perdeva ogni controllo sulla Germania, che ora si ricostruiva come Confederazione del Reno, primo seme dell'unità tedesca sotto il controllo diretto di Napoleone.
L'anno seguente, Napoleone umiliò la Prussia nella Battaglia di Jena (14 ottobre 1806). Cadeva così l'ultima resistenza al suo potere. Si racconta che, dopo aver appreso di Austerlitz, il primo ministro inglese William Pitt avesse chiesto a una nipote di arrotolare la carta dell'Europa esposta in un corridoio di casa. Non ci servirà per i prossimi sette anni. Anche l'Inghilterra riconosceva l'ineluttabile conquista dell'Europa.
La quarta coalizione, comandata dalla Prussia, veniva sconfitta il 14 giugno 1807 sulle gelide pianure di Friedland, dopo i rovesci alterni della sanguinosissima battaglia di Eylau: lo zar Alessandro I fu costretto a firmare la pace, nell'incontro di Tillsit. L'Europa venne durante quell'incontro ufficiosamente divisa in zone d'influenza. Quella occidentale sotto Napoleone, quella orientale sotto lo zar. Rimaneva aperta la questione della Polonia, che Napoleone voleva rendere indipendente, contrariamente allo zar. In Polonia, Napoleone aveva incontrato un'ardente giovane nobile, Maria Waleska, che divenne sua amante e lo inconterà parecchie volte durante la sua caduta in disgrazia.
Il 7 maggio 1809 Napoleone ordinò l'annessione all'Impero francese dello Stato Pontificio.
Il blocco continentale e la conquista della Spagna
Per mettere in ginocchio l'Inghilterra, unica potenza ufficialmente ancora in armi contro la Francia, Napoleone decretò il 21 novembre 1806 il blocco continentale delle merci. In pratica, tutti porti europei sarebbero rimasti chiusi alle navi inglesi e non vi sarebbe stato alcun scambio commerciale con l'Inghilterra: né importazioni, né esportazioni. Effettivamente l'Inghilterra subì notevoli disagi economici, ma peggiori effetti ebbe l'Europa: la Francia perse molto nel commercio, benché l'industria ne fu potenziata e in campo agricolo furono introdotti nuovi alimenti (il più importante fu la barbabietola da zucchero). Il fallimento del blocco fu dovuto al fatto che molti paesi europei non vi aderirono completamente, continuando ad avere scambi col nemico: per tale motivo, Napoleone per colpire il Portogallo che aveva aperto i porti invase la Spagna, mentre più tardi l'uscita dal blocco della Russia costringerà Napoleone ad imbarcarsi in una campagna catastrofica.
PortogalloNel 1808, sfruttando un diverbio nella famiglia reale spagnola tra il re Carlo IV e il figlio, il principe delle Asturie Ferdinando, Napoleone costrinse entrambi ad abdicare ed annetté la Spagna all'Impero. Le truppe francesi conquistavano intanto il Portogallo, ma la situazione divenne presto problematica. Gli inglesi, infatti, sbarcarono in Portogallo truppe al comando del generale Arthur Wellesley duca di Wellington, che liberò il Portogallo e rese difficile la campagna in Spagna. Qui, infatti, la popolazione era insorta contro l'occupazione francese e aveva iniziato una durissima guerriglia che mise in gionicchio l'esercito occupante costringendo il re Giuseppe alla fuga e l'intervento diretto di Napoleone. Il 4 dicembre Madrid si arrendeva all'imperatore, ma la Spagna rimase una spina nel fianco poiché Napoleone fu raggiunto dalle notizie della nascita di una nuova coalizione.
Tra il 5 e il 6 luglio 1809 Napoleone sconfisse la quinta coalizione a Wagram, dopo aver occupato Vienna e il palazzo di Schönbrunn. L'Austria subì pesantissime condizioni di pace: ilTrentino-Alto Adige, la Baviera, l'Istria e la Dalmazia furono perse. L'indennizzo di guerra fu enorme. Ma la sconfitta del nemico fu definitiva.
La nuova Europa di Napoleone
Nel 1810, l'Europa era definitivamente ridisegnata secondo il volere napoleonico. I territori sotto il diretto controllo francese si erano espansi ben oltre i tradizionali confini pre-1789; il resto degli stati europei erano o suoi satelliti o suoi alleati. Il regno d'Italia era nominalmente governato da Napoleone, ma retto dal viceré Eugenio Beauharnais (figlio della moglie Josephin); la repubblica di Lucca, e quindi buona parte della Toscana, era governata dalla sorella Elisa, andata in sposa al principe Felice Baciocchi; alla sorella Paolina Bonaparte, sposata col principe Borghese, andò il ducato di Guastalla, poi ceduto al regno d'Italia; il fratello maggiore Giuseppe riceveva il trono di Spagna; il fratello Luigi riceveva il trono d'Olanda, dopo aver sposato Hortense Beauharnais, figlia della moglie Josephin; il fratello Gerolamo ebbe il regno di Westfalia; il generale Gioacchino Murat, poi maresciallo dell'Impero, ebbe il regno di Napoli, dopo aver sposato la sorella di Napoleone, Carolina; il maresciallo Bernadotte ebbe il trono di Svezia, ma ben presto tradì il suo ex padrone entrando nella coalizione che lo avrebbe detronizzato (aveva, tra l'altro, sposato Desirée, prima fiamma di Napoleone). La Confederazione del Reno era virtualmente sotto il controllo diretto di Napoleone.
Dopo la pace di Schönbrunn, Napoleone e l'austriaco Metternich si erano accordati per un matrimonio di Stato. Il 14 dicembre 1809, Napoleone divorziò da Josephin Beauharnais, la moglie certo infedele ma amatissima: i due rimasero sempre legati fino alla morte di questa, durante l'esilio napoleonico all'Elba. Il 1 aprile 1810 Napoleone sposò la figlia dell'imperatore d'Austria, Maria Luisa di Asburgo. Ora l'Austria era legata a Napoleone da un matrimonio, il che portava alla creazione di un'alleanza pressoché indissolubile. Non avendo avuto figli dalla prima moglie Josephin, Napoleone riuscì ad avere un erede legittimo da Maria Luisa, che nacque dopo un parto difficile il 20 marzo 1811: l'erede dell'Impero, Napoleone Francesco, detto il re di Roma, non sarebbe in realtà mai salito al trono, ma morì a soli 21 anni nel 1832.
Campagna di Russia
Alessandro I di Russia aveva cominciato a temere Napoleone e rifiutò di collaborare con lui riguardo il blocco continentale. Questa fu la principale causa che spinse Napoleone ad invadere la Russia nel 1812, con ben 600.000 uomini, solo un terzo dei quali francesi. I Russi, comandati da Kutuzov, decisero la tattica della ritirata piuttosto che scontrarsi contro il preponderante esercito napoleonico. Il 12 settembre nei dintorni di Mosca ebbe luogo la Battaglia di Borodino. I Russi, sconfitti, ripiegarono e Napoleone entrò a Mosca, immaginando che Alessandro avrebbe negoziato la pace. Stabilitosi nel Cremlino, Napoleone non poteva immaginare che la città completamente vuota nascondesse in realtà un'insidia: nella notte, Mosca bruciò, essendo state appiccate le fiamme da alcuni russi nascosti nelle case. Napoleone fu costretto ad iniziare la ritirata, dopo aver dato ordine di far saltare il Cremlino che solo per una miracolosa pioggia fu salvato. Cremlino
La Grande Armata francese soffrì gravi perdite nel corso della rovinosa ritirata; la spedizione era iniziata con circa 600.000 uomini, ma alla fine nel dicembre 1812 poco più di 10.000 riuscirono a mettersi in salvo. Tra il 25 e il 29 novembre, infatti, i resti dell'armata, distrutta dal grande freddo (il "generale inverno") vennero in gran parte annientati dai russi durante il passaggio della Beresina. Intanto, Napoleone era stato raggiunto dalla notizia che a Parigi il generale Malet aveva diffuso la notizia della morte dell'imperatore e tentato un colpo di Stato. Angosciato delle notizie di tradimento (Talleyrand e Fouché stavano ormai tramando col nemico), Napoleone abbandonò precipitosamente la Russia lasciando il comando a Gioacchino Murat e ad Eugenio Beauharnais e tornando nella capitale, dove iniziava a ricostruire un nuovo esercito di 400.000 uomini, in realtà giovanissimi e male addestrati. Le potenze europee, consce dell'atroce disfatta di Russia, sollevarono la testa e formarono una nuova coalizione.
La sconfitta di Lipsia, l'abdicazione e l'esilio all'Elba
La prima a unirsi alla vittoriosa Russia fu la Prussia che, abbandonando l'alleanza con Napoleone, si schierò a fianco dell'Inghilterra. Era la settima coalizione. Napoleone non si fece cogliere impreparato, e sconfisse i prussiani prima a Lutzen e poi a Bautzen nel maggio 1813. Ma l'insidia più grande era l'Austria, la quale - sempre non rispettosa dei patti - era pronta a scavalcare anche un matrimonio di Stato come quello di Napoleone con Maria Luisa pur di sconfiggere l'odiato nemico. Nel corso di un memorabile e burrascoso incontro bilaterale a Dresda, Napoleone e Metternich non riuscirono a giungere ad un accordo, e il 12 agosto l'Austria si univa alla coalizione antifrancese. Dopo un'ultima vittoria francese proprio a Dresda, le forze napoleoniche si scontrarono con gli eserciti congiunti di Austria, Russia, Prussia e Svezia (quest'ultima comandata dall'ex maresciallo francese Bernadotte) nella battaglia di Lipsia, detta "battaglia delle Nazioni" perché vi parteciparono eserciti di tutta Europa. L'inesperto esercito francese, formato in gran parte da novellini, la defezione dei contingenti tedeschi e le soverchianti forze nemiche furono i fattori che determinarono la sconfitta di Napoleone a Lipsia. L'esercito francese fu costretto ad una rovinosa ritirata per la Germania in piena insurrezione contro l'occupazione napoleonica, mentre anche l'Olanda si rivoltava e la Spagna era ormai persa.
Rientrato precipitosamente a Parigi, Napoleone doveva subire ora l'insubordinazione di tutti i corpi politici: le camere denunciarono solo ora la sua tirannia, la nuova nobiltà da lui creata gli girò le spalle, il popolo ormai stanco della guerra rimase freddo, i marescialli dell'Impero cominciarono a defezionare: tra i principali, Gioacchino Murat che passò al nemico per conservare il regno di Napoli. Il giorno di Natale del 1813 la Francia veniva invasa dagli eserciti della coalizione. Un mese dopo, consegnato al fratello Giuseppe il controllo di Parigi e alla moglie Maria Luisa la reggenza, salutato il piccolo figlio che non avrebbe mai più rivisto, Napoleone si metteva al comando di un esercito di 60.000 uomini della Vecchia guardia, i veterani di cento battaglie. Per due mesi, Napoleone tenne testa al nemico in quella che sarà definita la sua campagna più brillante, vincendo a Brienne (proprio dove aveva studiato l'arte militare), a Champaubert, Montmirail, Chateau Thierry, Vauchamps, Mormant, Villeneuve, Montreau. Battuto tuttavia infine dalle forze prussiane di Blücher e da quella austriache, egli corse verso Parigi pronto a una difesa sotto le mura: era troppo tardi, poiché Giuseppe aveva capitolato e il nemico vi era entrato vittorioso il 31 marzo. Napoleone ripiegò su Fontainebleau.
Fontainebleau
A Fontainebleau Napoleone passò i giorni più tremendi. Gli giunse notizia che il nemico aveva rigettato la sua proposta di pace che stabiliva il ritorno ai "confini naturali" della Francia. Lo zar Alessandro gli impose l'abdicazione. Egli, dopo aver più volte tentennato, decise di abdicare in favore del figlio e della reggenza di Maria Luisa. Ma il nemico decise per un abdicazione totale, poiché Talleyrand aveva già preso accordi per restaurare sul trono i Borboni. Napoleone, indignato, minacciò di rimettersi alla testa dei suoi eserciti e marciare su Parigi, ma i marescialli lo costrinsero a cedere. L'abdicazione divenne effettiva il 6 aprile. Il 12, Napoleone ingerì una forte dose di veleno ma miracolosamente si salvò. Dopo un memorabile addio alla Vecchia guardia, Napoleone subì il dramma della fuga per la Francia sollevata contro di lui, ed egli fu costretto ad indossare un'uniforme austriaca per non finire linciato dalla folla. Imbarcatosi precipitosamente su un bastimento inglese, il 4 maggio 1814 sbarcò all'isola d'Elba, dove il nemico aveva deciso di esiliarlo, pur riconoscendogli la sovranità sull'isola e il titolo di Imperatore. Stabilitosi a Portoferraio, Napoleone nei dieci mesi di esilio non rimase inoperoso ma costruì infrastrutture, miniere, strade, difese, mentre il Congresso di Vienna che doveva disegnare la nuova Europa della Restaurazione ipotizzava di esiliarlo nell'oceano.
I "Cento giorni"
Pur impegnato nei lavori sull'Elba, Napoleone continuava a ricevere notizie della situazione francese. Il nuovo sovrano, Luigi XVIII, borbone, era inviso alla popolazione: nel solco della Reastaurazione, Luigi stava lentamente smantellando tutte le conquiste della Rivoluzione legittimate da Napoleone. Queste notizie, aggiunte alla voce ormai certa che i nemici fossero prossimi a trasferirlo lontano dall'Europa, portarono Napoleone ad agire. Imbarcatosi in gran segreto con uno sparuto gruppo di granatieri su un bastimento, l'imperatore eluse la sorveglianza inglese e il 1 marzo 1815 sbarcò in Francia nel golfo di Cannes. Iniziavano i leggendari 'cento giorni'. La popolazione lo accolse con un entusiasmo soprendente, e gli eserciti inviatigli contro da Luigi invece di fermarlo si unirono a lui. Il maresciallo Ney, che Napoleone stesso aveva definito "il più prode dei prodi" dopo le sue eroiche imprese nella ritirata di Russia, giurò allora al sovrano borbone che avrebbe condotto Napoleone a Parigi "in una gabbia di ferro". Giunto davanti a lui, non resistette al vecchio padrone e senza sparare un colpo crollò tra le sue braccia. Il 20 marzo Napoleone entrò trionfalmente a Parigi, mentre Luigi era fuggito in gran fretta sotto suggerimento del sordido Talleyrand, il quale al Congresso di Vienna spinse le teste coronate a riprendere la spada contro il despota.
Riorganizzato in gran fretta l'esercito, Napoleone chiese in tutti i modi ai nemici nuovamente coalizzatisi una pace alla sola condizione di mantenere il trono di Francia: non venne ascoltato. Intanto, in campo politico l'imperatore aveva ben compreso i limiti del suo governo precedente ed aveva promulgato una costituzione maggiormente liberale, ritornando più fedelmente ai principi del 1789. Per evitare una nuova invasione del suolo patrio, Napoleone fece la prima mossa e giunse quasi alle porte di Bruxelles, battendo Blucher a Ligny. Il 18 giugno 1815 si combatté la battaglia di Waterloo. Il piano strategico di Napoleone venne mandato all'aria dall'inefficienza dei suoi marescialli, principalmente Grouchy | | |