1840
Eventi
- Samuel Morse inventa il primo telegrafo che utilizza efficientemente l'omonimo codice a tratti e punti.
Nati
- 23 gennaio - Ernst Abbe, fisico e matematico tedesco
- 2 marzo - Heinrich Wilhelm Olbers, astronomo tedesco (n. 1758)
- 22 aprile - Odilon Redon, pittore francese († 1916)
- 7 maggio - Piotr Ilič Čaikovskij, compositore russo († 1893)
- 6 agosto - Adolph Francis Alphonse Bandelier, archeologo americano († 1914)
- 2 settembre - Giovanni Verga, scrittore italiano
- 12 ottobre - Luigi Bodio, statistico italiano
- 12 novembre - Auguste Rodin, scultore francese († 1917)
- 14 novembre - Claude Monet, pittore († 1926)
- 8 dicembre - Annibale Ferrero, matematico italiano († 1902)
Morti
- 25 aprile - Siméon-Denis Poisson, scienziato francese
- 27 maggio - Niccolò Paganini
040
ko:1840년
th:พ.ศ. 2383
Samuel Finley Breese Morse
Samuel Finley Breese Morse (Charleston, Massachusetts, 27 aprile 1791 - New York, 2 aprile 1872) è stato un famoso inventore americano; fu anche storico e pittore di ritratti; è conosciuto per aver inventato insieme (o in competizione?) con un altro inventore americano, Alfred Vail, il telegrafo elettrico e il relativo alfabeto (o Codice Morse) che da lui prende il nome. Compì anche esperimenti di telegrafia sottomarina via cavo.
Animato da aspirazioni artistiche, una volta completati gli studi all'allora College di Yale (oggi Yale University), Morse si trasferì a Londra per dedicarsi alla pittura ed alla scultura.
Rientrato in America, nel 1825 contribuì a fondare a New York la National Academy of Design. In quegli stessi anni continuò a dipingere dedicandosi anche all'insegnamento di pittura e scultura alla New York University.
Fu solo fra il 1832 ed il 1836 che prese ad occuparsi di esperimenti chimici ed elettrici mettendo a punto un apparecchio telegrafico elettromagnetico che peraltro non riuscì a brevettare in Europa ma solo negli Stati Uniti grazie ad una notifica presentata all'ufficio brevetti di Washington.
Alcuni anni dopo (1843) il Congresso USA gli assegnò i fondi per costruire per la Western Union la linea telegrafica che congiungeva in via sperimentale Washington alla città di Baltimora (Maryland). Il 24 maggio 1844 riuscì ad inviare il primo messaggio telegrafico in codice Morse battendo - si dice - una citazione biblica che recitava: "WHAT HATH GOD WROUGHT!" ("Cosa Dio creò!").
La collaborazione con Vail si trasformò dapprima in rivalità e successivamente in un aspro contenzioso giudiziario. Solo dopo numerose cause legali Morse ottenne il riconoscimento della sua invenzione.
Collegamenti esterni
Morse, Samuel
Morse, Samuel
TelegrafoIl Telegrafo è un sistema di comunicazione a distanza basato su codici convenzionali per trasmettere lettere, numeri e segni di punteggiatura. La comunicazione per mezzo del telegrafo è definita telegrafia.
Storia
L'antichità
La necessità di comunicare è sempre stata presente in ogni civiltà ed in ogni epoca.
Già gli antichi greci impiegavano falò per comunicare.
Per la comunicazione diurna sono stati impiegati segnali sonori, sia di strumenti a fiato (corni) che percussioni (tamburi, tam-tam). Per distanze ancora maggiori sono stati impiegati i segnali di fumo, comunemente associati agli Indiani d'America.
Al tempo dell'Antica Roma operò una fitta rete di corrieri che trasportavano lungo le strade consolari le tavolette di cera con incisi i messaggi.
Un altro mezzo, particolarmente usato in ambito militare in diverse epoche, fu il piccione viaggiatore.
piccione viaggiatore
Il telegrafo ottico Chappe
Verso la fine del diciottesimo Claude Chappe e fratello lavorarono allo sviluppo di un sistema telegrafico basato su una catena di semafori. Nel 1793 presentarono al pubblico il modello definitivo: su una torre era installato un braccio rotante che portava alle estremità due bracci minori; il tutto era manovrabile per assumere configurazioni standardizzate corrispondenti a lettere, numeri e ordini di servizio. Da una postazione successiva, distante molti chilometri, un addetto dotato di binocolo osservava il messaggio per poi ripeterlo alla prossima stazione.
Il sistema ebbe successo e nei decenni seguenti si sviluppò una rete di centinaia di semafori che collegavano Parigi con le zone periferiche della Francia e oltre, seguendo l'espansione dell'impero napoleonico. Lo stesso Napoleone Bonaparte, consapevole dell'importanza delle comunicazioni in campo militare, commissionò stazioni semaforiche mobili da installare sui campi di battaglia.
L'ottocento ed i primi esperimenti di telegrafia elettrica
Fino alla prima metà del IX secolo la corrispondenza era esclusivamente cartacea ed era recapitata dai servizi postali. Le missive viaggiavano su regolari servizi di corriere, che avevano tratto beneficio dallo sviluppo della rete di strade postali nel settecento. I tempi era però lunghi, si parlava di giorni, settimane o anche mesi per la corrispondenza intercontinentale.
Negli Stati Uniti, in seguito alla scoperta dell'oro in California nel 1848, si sviluppò un sistema di corrieri specializzati nel collegamento tra le due coste, atlantica e pacifica: il Pony express, istituito nel 1860.
Insomma, la richiesta di comunicazione era elevata e diversi studiosi ed inventori si erano cimentati nell'impresa, ma con i risultati più diversi.
Si possono ricordare tra gli altri:
- Il telegrafo di William Fothergill Cooke e Charles Wheatstone
- Il sistema a tastiera di David Edward Hughes
- Il sistema Meyer
- Il telegrafo Baudot
- Il telegrafo italiano ad aghi Bonderi
- Il pantelegrafo dell'abate Giovanni Caselli, antenato dell'odierno telefax
Il telegrafo elettrico Morse
Negli anni quaranta il successo arriva finalmente per Samuel Morse, che inventa un sistema telegrafico elettrico impiegante un unico filo, ed inventa uno speciale codice, il Codice Morse, che permette di codificare le lettere alfabetiche in sequenze di impulsi di diversa durata (punti e linee).
Egli riesce a brevettare la sua invenzione negli Stati Uniti ed ottenere il supporto del governo e il 24 maggio 1844 si ha la prima trasmissione ufficiale tra le città di Washington e Baltimora.
In breve tempo il sistema comincia a diffondersi in ogni continente formando una fitta rete, grazie anche a ulteriori perfezionamenti quali l'introduzione degli isolatori in vetro o ceramica, il filo di rame al posto del ferro ed il sistema duplex, che consentirono di aumentare la lunghezza delle tratte ed aumentarne l'efficienza. Si forma anche una classe di operatori specializzati, alcuni dei quali arrivavano a digitare il codice Morse ad una velocità di 80-100 caratteri al minuto.
I nodi della rete, gli uffici telegrafici intermedi (Relais), provvedevano ad instradare i messaggi sulle giuste tratte fino a destinazione. Da notare che il lavoro veniva svolto a mano: i messaggi ricevuti erano letti e, in base alla destinazione, consegnati all'impiegato che li ritelegrafava sul tratto successivo. Il sistema venne parzialmente automatizzato con l'introduzione del nastro perforato e dei trasmettitori automatici.
Oltre ai messaggi privati, sulla rete telegrafica viaggiavano le notizie dei corrispondenti ai giornali: è l'epoca in nascono le agenzie di stampa, prime fra tutte la Reuters.
In Italia l'introduzione del sistema telegrafico avviene nel 1852, nel Regno delle Due Sicilie.
Il cavo sottomarino
Le reti, per quanto estese, coprivano però solo la terraferma: la comunicazione tra continenti avveniva ancora via nave. I telegrammi giungevano all'ufficio postale del porto, qui venivano trascritti su carta, condotti a destinazione per mare e qui di nuovo telegrafati fino a destinazione. Ed il viaggio poteva richiedere settimane.
Il primo esperimento di posta di un cavo sotto il mare venne effettuato nel 1845 all'interno della baia di Portsmouth dalla ditta S.W. Silver & Company. il cavo era lungo un miglio ed isolato con gomma naturale (Gutta percha). Nel 1850, ad opera della ditta Submarine Telegraph Co viene posato il primo cavo attraverso La Manica da Dover a Calais, ma rimase operativo per soli tre giorni, fino a che non fu tranciato per errore da un pescatore.
Negli anni seguenti si sviluppò una rete di cavi sottomarini tra le coste europee e mediterranee, sotto i canali, tra le isole e anche sotto alcuni grandi fiumi. Nel contempo migliorava la tecnologia dei conduttori e dei rivestimenti, nonché il know-how relativo alla posa e riparazione. Furono allestite navi speciali adibite al ripescaggio e riparazione dei cavi.
In Italia nel 1854 furono realizzati i primi collegamenti tra il continente, Corsica e Sardegna.
Gli stati del Commonwealth Britannico furono interconnessi da una fitta rete, ed in particolare si ricorda la lunga tratta sottomarina Londra-Bombay via Porthcurno, Gibilterra, Malta e Suez.
Mancava ancora un tassello fondamentale: il collegamento tra Europa e Nord America attraverso l'oceano atlantico. Questa opera fu una vera e propria epopea, un'impresa di estrema complessità tecnica ed amministrativa. Si pensi all'enorme matassa di cavo, migliaia di chilometri da fabbricare, trasportare, caricare nella stiva delle navi, da calare lentamente in mare per settimane, magari nel mezzo di una tempesta. Il considerevole costo fu coperto con emissioni di obbligazioni e con contributi pubblici.
Il primo tentativo fu effettuato nel 1858 tra Irlanda e Terranova, 2200Km di cavo posati da due navi salpate dalle coste e destinate ad incontrarsi a metà strada. I lavori furono ostacolati da molte difficoltà e furono interrotti più volte. Al termine il cavo opero per circa tre mesi prima di guastarsi.
Il collegamento definitivo fu realizzato tra il 1865 e il 1866 dalla ditta Atlantic Telegraph Co, utilizzando il transatlantico Great Eastern riadattato come nave posacavo. Europa ed America potevano finalmente comunicare in tempo reale.
La telegrafia attraverso i migliaia di chilometri di cavo atlantico è però ben diversa da quella ordinaria; il segnale risulta enormemente attenuato a causa della legge di Ohm e gli impulsi dilatati nel tempo e confusi a causa di induttanza e capacità del cavo. La trasmissione doveva essere quindi molto lenta e la ricezione effettuata con sensibili galvanometri. Diversi ingegneri operarono per migliorare la tecnica della telegrafia sottomarina, uno tra i quali fu Michael Pupin, che diede il nome alla tecnica della pupinizzazione.
Nota: nonostante l'avvento della radio e dei satelliti il cavo sottomarino è ancora oggi ampiamente utilizzato.
La telegrafia senza fili
Nel 1897 Guglielmo Marconi presenta il brevetto della radio ed entro il 1907 vengono stabilite le prime comunicazioni transoceaniche sufficientemente affidabili. Le prime radio non erano ancora in grado di trasmettere la voce ma erano più idonee ed inviare semplici segnali acceso/spento, quindi ideali per il codice Morse. Uno svantaggio dei primi sistemi radio era l'assenza della sintonia e quindi dei canali. Qualunque segnale trasmesso veniva ricevuto da tutte le stazioni a portata di segnale, con gravi problemi di riservatezza e volume di messaggi inviabili. In compenso era evidente la possibilità di installare una stazione anche sulle navi, cosa che ha permesso la trasmissione della richiesta di soccorso da parte del Titanic, captata dal Carpathia, che ha così potuto intervenire in soccorso. Questo evento disastroso ha reso evidente l'utilità del mezzo radiotelegrafico in mare, il cui uso è stato disciplinato per la prima volta dalla conferenza internazionale di Londra del 1914 sulla sicurezza marittima.
La telescrivente
La continua ricerca volta ad aumentare la velocità delle trasmissioni riducendo nel contempo i costi ha portato allo sviluppo, negli anni '20, della telescrivente. Si trattava di una macchina simili alla macchina da scrivere, su cui l'operatore componeva il testo da inviare. I caratteri digitati venivano automaticamente codificati secondo un codice a cinque bit, il codice Baudot. Il testo ricevuto veniva stampato su un foglio di carta. Negli anni '30 iniziò a svilupparsi una rete di telecomunicazione specifica per le telescriventi, in grado di commutare automaticamente le comunicazioni: la rete Telex.
La telegrafia oggi
Al giorni d'oggi la telegrafia è passata in secondo piano, retrocessa dell'avvento del telefono prima e del digitale poi.
A partire da 1 febbraio 1999 l'utilizzo della telegrafia Morse non è più obbligatorio in ambito marittimo, in favore della tecnologia digitale GMDSS.
L'utilizzo di questo mezzo è però portato avanti con passione dai radioamatori, i quali sostengono che questa tecnologia è molto efficace rispetto al parlato nelle comunicazioni a lunga distanza, anche con trasmettitori di bassa potenza.
Naturalmente è sempre possibile andare all'ufficio postale ed inviare un telegramma. Questo però da molti decenni non è più trasformato in codice Morse da un operatore, ma è composto su una tastiera ed inviato, fino al 2001, con il sistema Telex, oggi con il servizio Teltex di Poste Italiane.
Tecnologia del telegrafo elettrico
Il circuito più semplice di telegrafo comprende un generatore di corrente (es. batteria), un pulsante in grado di chiudere il circuito quando premuto, un filo di trasmissione ed un elemento rivelatore del segnale, che può essere una lampadina oppure un campanello. Il filo di ritorno per chiudere il circuito è sostituito dalla terra, grazie a due picchetti infissi nel terreno alle due stazioni.
In pratica è possibile fare telegrafia con il citofono di casa, il cui circuito è pressochè identico.
citofono
Il tasto manipolatore
Il tipo più semplice di tasto telegrafico è un pulsante che premuto collega la fonte di energia alla linea, inviando un impulso. In posizione di riposo la linea è automaticamente collegata all'apparecchio ricevitore.
Esistono anche tasti automatici dotati di due levette in grado di generare il punto e la linea con durata precisa.
Il trasmettitore automatico da nastro perforato
Nelle stazioni di smistamento venivano impiegati speciali trasmettitori automatici in cui era possibile inserire un nastro perforato con inciso il messaggio. Questo permetteva maggiore precisione e velocità dei segnali rispetto alla digitazione manuale, ma permetteva anche di parallelizzare il lavoro per ottimizzare l'utilizzo delle linee maggiori. Con una speciale macchina simile ad una macchina da scrivere, diversi impiegati preparavano i nastri, che poi erano accodati nel trasmettitore per essere inviati senza interruzione.
La stampante
Un elettromagnete attira un'ancorina metallica solidale con un pennino inchiostrato, il quale può toccare un nastro di carta fatto avanzare da un meccanismo a molla o elettrico. In questo modo si ottiene su carta la rappresentazione visiva delle linee e dei punti.
Il rivelatore acustico
Il più semplice ricevitore di tipo acustico è costituito da un elettromagnete in grado di attirare un'ancorina. Il semplice rumore prodotto (tlac-tlac) consentiva ad un orecchio allenato di decifrare il messaggio. Questo sistema era in genere preferito dagli operatori rispetto alla stampante, per cui fu perfezionato con l'aggiunta di cassa di risonanza in legno per aumentare il volume sonoro. In epoca moderna si utilizzano segnalatori acustici elettronici che emettono un suono acuto (ti-tii).
Il rivelatore ottico
Il segnale in arrivo attraverso un cavo sottomarino era troppo attenuato per azionare un rivelatore sonoro o una stampante. Per questo particolare compito si utilizzava inizialmente un galvanometro ottico a torsione. In pratica uno specchietto solidale con un pezzo di ferro era sospeso ad un filo e collocato all'interno di un grosso solenoide. Il debole campo magnetico indotto dalla corrente del segnale era in grado si ruotare leggermente lo specchio. Dagli spostamenti di un raggio luminoso riflesso dallo specchio un operatore era in grado di decodificare il testo.
campo magnetico
I rigeneratori ed i ripetitori
Il problema dell'amplificazione dei segnali per la trasmissione a distanza fu affrontato con apparecchi ripetitori, in pratica relé molto sensibili che a loro volta agivano da tasti trasmittenti per la tratta successiva. Apparecchi più complessi, i rigeneratori, erano in grado di ricostruire un segnale deteriorato anche nella forma degli impulsi.
Altri tipi di telegrafo
In Marina viene impiegato un telegrafo ottico costituito da un faro che può essere oscurato o meno agendo su una levetta. Con esso è possibile inviare segnali morse da una nave ad un'altra per mezzo di impulsi luminosi.
Un altro sistema impiega due bandierine impugnate da un marinaio che, assumendo diverse posizioni, codifica lettere e segnali standard. Altri tipi di bandiere sono usate nel Codice Internazionale Nautico.
Argomenti correlati
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- Codice Morse
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- Radioamatori
- Telex
- Telescrivente
- lettera
Collegamenti esterni
- [http://chappe.ec-lyon.fr Il telegrafo Chappe (fr)]
- [http://www.telegraph-history.org Storia della telegrafia negli USA (en)]
- [http://www.porthcurno.org.uk Il museo di telegrafia sottomarina di Porthcurno, in Cornovaglia (en)]
- [http://www.atlantic-cable.com Storia del cavo atlantico (en)]
- [http://www.ari.it Associazione Radioamatori Italiani]
Categoria:Telecomunicazioni
ja:電報
Codice MorseIl Codice Morse, detto comunemente anche Alfabeto Morse, è un sistema per trasmettere lettere, numeri e segni di punteggiatura per mezzo di un segnale in codice ad intermittenza. È stato sviluppato da Alfred Vail nel 1835 durante la sua collaborazione con Samuel Morse nello sviluppo della telegrafia e completato l'8 gennaio del 1838.
Il codice Morse è una forma antelitteram di comunicazione digitale, tuttavia diversa dai moderni codici digitali binari che usano solo due stati (comunemente rappresentati con 0 e 1), il Morse infatti ne usa 5: punto (·), linea (-), intervallo breve (tra ogni lettera), intervallo medio (tra parole) e intervallo lungo (tra frasi).
Storia del codice Morse
Morse iniziò a interessarsi di telegrafia nel 1832 e nel 1835 aveva già progettato un primitivo sistema di relè. Il sistema fu gradualmente migliorato e presentato pubblicamente nel 1837 (anno in cui deposita il brevetto del telegrafo), infine brevettato nel 1840. Fu presto costruita la prima linea telegrafica tra Baltimora e Washington e il 24 maggio 1844 fu inviato il primo messaggio: 'What hath God wrought!' (Bibbia ed. inglese - Numeri 23:23) e cioè "Cosa ha fatto Dio!".
Il codice Morse originale consisteva in combinazioni di punti e linee ognuna corrispondente a un numero. A sua volta ogni numero corrispondeva a una parola che poteva essere ricavata cercando il numero in un apposito libretto. I numeri venivano trasmessi mediante l'uso del tasto telegrafico.
Sebbene Morse fosse l'inventore del telegrafo, non eccelleva in perizia tecnica e per questo chiese la collaborazione di Alfred Vail che invece tecnicamente era molto preparato. Vail sviluppò un sistema nel quale ogni lettera o simbolo veniva inviata singolarmente usando una combinazione di punti, linee e pause. I due convennero che fosse proprio il metodo di Vail il più adatto ad essere inserito nel brevetto che Morse si accingeva a richiedere. Fu proprio questo sistema, conosciuto come codice Morse americano, che fu usato per trasmettere il primo messaggio telegrafico.
Considerato da subito lo standard per la codifica delle informazioni, il codice Morse ebbe un così ampio e incontrastato successo che nessun altro sistema alternativo riuscì a soppiantarlo, tanto da rimanere lo standard internazionale per le comunicazioni marittime fino al 1999.
Il costo di un messaggio telegrafato dipendeva dalla sua lunghezza, per questo vennero escogitati alcuni codici commerciali in modo da codificare intere frasi in gruppi di poche lettere (normalmente cinque) che venivano poi inviati come singole parole. Per esempio: LIOUY ("Perché non rispondi alla mia domanda?") o AYYLU ("Non codificato chiaramente, ripeti più chiaramente"). Tra questi, il codice Q e il codice Z hanno ancora una discreta fortuna tanto che attualmente sono usati sia dai Radioamatori che dagli operatori di telegrafia per informazioni di servizio come la qualità del collegamento, il cambio di frequenza o la numerazione dei telegrammi.
Codice Morse Internazionale Moderno
Il codice Morse americano era usato nei primi sistemi di telegrafia su filo, il primo vero e proprio sistema elettronico di telecomunicazione a distanza. Il suo successore, il codice Morse internazionale, non si serve delle pause, e quindi è formato solo da punti e linee.
Il codice Morse internazionale è usato quasi esclusivamente dai radioamatori e dal 2003 l'Unione mondiale delle comunicazioni (ITU) ha stabilito che per ottenere la licenza di radioamatore è necessaria la padronanza del codice Morse. Ancor oggi alcuni paesi riservano certe frequenze alla sola trasmissione dei segnali Morse.
Metodi di trasmissione
Il codice può essere trasmesso come tono audio, come segnale radio (CW o telegrafia on/off senza modulazione), come impulso elettrico attraverso un cavo telegrafico, o come segnale meccanico o visivo (p.e. una luce lampeggiante).
La trasmissione in codice Morse può appoggiarsi a un segnale radio fisso senza modulazione e quindi necessita di un equipaggiamento molto meno complesso rispetto alle altre forme di radiocomunicazione e soprattutto dà buoni risultati anche in ambienti con segnale molto basso o disturbato. Richiede poca ampiezza di banda e agevola alquanto la comunicazione tra radioamatori che non usano la stessa lingua o che hanno grande difficoltà nella comunicazione a voce.
Cadenza temporale e rappresentazione
Per rappresentare le lettere e gli altri segni vengono usati i punti e le linee. La lunghezza di un punto determina la velocità con cui viene inviato il messaggio ed è usato come unità di tempo di riferimento. Qui sotto un esempio di rappresentazione di un messaggio in Morse:
-- ·- ·-· · / -··· ·-·· ··-
M A R E (spazio) B L U
dove - corrisponde a "linea" e · corrisponde a "punto".
Esiste comunque un modo convenzionale e più corretto di rappresentare la cadenza temporale dei segnali da trasmettere. Ecco l'esatta rappresentazione del messaggio precedente: (= corrisponde al segnale "on", . corrisponde al segnale "off", ognuno della lunghezza di un punto):
....=....=..=...=........=.=.=...=..=.=...=.=.
^ ^ ^ ^ ^
| linea punto | spazio tra lettere
spazio tra simboli spazio tra parole
Una linea è convenzionalmente 3 volte un punto. Gli spazi tra i punti e le linee di un carattere sono della lunghezza di un punto, quelli tra le lettere sono ampi come una linea (3 punti), quelli tra parole sono lunghi 7 punti.
(Per imparare più rapidamente, ai principianti viene raccomandato di inviare spazi brevi tra i punti e le linee che formano una lettera e spazi molto ampi tra i simboli e le parole.)
Per familiarizzare con il codice Morse, si usa scriverlo e leggerlo nel seguente modo: (Ti = punto e Ta = linea)
-- ·- ·-· · / -··· ·-·· ··-
TaTa TiTa TiTaTi Ti, TaTiTiTi TiTaTiTi TiTiTa.
Tabelle dei codici
Lettere, numeri e punteggiatura
Codici speciali
I codici speciali sono composti da due caratteri trasmessi come se fossero un singolo carattere cioè senza la pausa tra di loro.
Segnalazione errori |