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| 1864 |
1864
Eventi
- 12 giugno - Guerra civile americana: Battaglia di Cold Harbor: Il Generale Ulysses S. Grant toglie le sue truppe dalle posizioni di Cold Harbor (Virginia) e marcia verso sud.
- 22 agosto - Ratifica della prima convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna
- 25 agosto - M. Beachroft, D. W. Freshfield, I.D. Walker, F. Devouassoud salgono per primi la Presanella, 3.463 metri la montagna più alta del Trentino.
- 30 ottobre - Busto Arsizio viene insignita del titolo di città
- 31 ottobre - USA: il Nevada diventa il 36° stato dell'Unione
- Jules Verne pubblica Viaggio al centro della Terra
Nati
- 6 maggio - Eugenio Tosi, Arcivescovo di Milano (7 marzo 1922-7 gennaio 1929), Cardinale (nominato nel Concistoro dell'11 dicembre 1922 da Papa Pio XI)
- 24 agosto - Hermann Weingärtner, ginnasta tedesco († 1919)
- 5 ottobre - Louis Lumière, pioniere del cinema assieme al fratello Auguste († 1948)
- 24 novembre - Henri de Toulouse-Lautrec, pittore francese
Morti
- 19 maggio - Nathaniel Hawthorne, autore
- 8 dicembre - George Boole, matematico e logico britannico
- 19 aprile - Eugenio Barsanti, inventore italiano
064
ko:1864년
12 giugno
Il 12 giugno è il 163° giorno del Calendario Gregoriano (il 164° negli anni bisestili).
Mancano 202 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1099 - I comandanti Crociati visitano il Monte degli Olivi, dove incontrano un eremita, che li incita a portare l'assalto a Gerusalemme.
- 1381 - Rivolta dei contadini, Inghilterra - i ribelli arrivano a Blackheath
- 1442 - Alfonso V di Aragona viene incoronato Re di Napoli.
- 1653 - Battaglia del Gabbard (durò fino al 13 giugno), durante la Prima guerra Anglo- Olandese.
- 1665 - L'Inghilterra installa un governo municipale a New York.
- 1667 - La prima trasfusione di sangue su un umano viene eseguita dal Dottor Jean Baptiste. Egli trasfuse con successo del sangue di pecora in un ragazzo di 15 anni.
- 1758 - Inizia l'attacco di James Wolfe a Louisbourg (Nuova Scozia).
- 1812 - Guerre napoleoniche: Napoleone inizia l'invasione della Russia.
- 1838 - Viene organizzato il Territorio dello Iowa.
- 1839 - Come vuole la leggenda, Abner Doubleday inventa il gioco del baseball. Comunque, sono emerse prove che indicano che il gioco era praticato prima del 1800.
- 1849 - La maschera antigas viene brevettata da L.P. Haslett.
- 1864 - Guerra civile americana: Battaglia di Cold Harbor: Il Generale Ulysses S. Grant toglie le sue truppe dalle posizioni di Cold Harbor (Virginia) e marcia verso sud.
- 1897 - Karl Elsener brevetta il Coltello dell'ufficiale. L'oggetto diventerà in seguito noto come coltellino svizzero.
- 1898 - Il Generale Emilio Aguinaldo dichiara l'indipendenza delle Filippine dalla Spagna.
- 1900 - Il Reichstag approva una seconda legge che permette l'espansione della Marina tedesca.
- 1901 - Cuba accetta di diventare un protettorato statunitense accettando il Primo Emendamento
- 1912 - Carl Laemmle fonda gli Universal Studios.
- 1918 - Prima guerra mondiale: Primo bombardamento aereo da parte di un'unità americana sul fronte occidentale, in Francia.
- 1926 - Il Brasile esce dalla Società delle Nazioni per protesta contro il progetto di ammettere la Germania.
- 1931 - Al Capone e 68 dei suoi accoliti vengono incriminati per violazione delle leggi sul Proibizionismo.
- 1935 - La Guerra del Chaco finisce con una tregua. Bolivia e Paraguay combattevano dal 1932.
- 1937 - L'Unione Sovietica di Joseph Stalin giustizia otto comandanti dell'esercito.
- 1940 - Seconda guerra mondiale: 54.000 soldati inglesi e francesi si arrendono al Maresciallo di campo Erwin Rommel, a St. Valery-en-Caux.
- 1941 - Si tiene a Londra la Conferenza Interalleata nella quale vengono gettate le basi per la fondazione delle Nazioni Unite
- 1942 - Anna Frank riceve un diario come regalo per il suo tredicesimo compleanno.
- 1944 - Il leader comunista cinese Mao Tse-tung annuncia che appoggerà il capo del Kuomintang, Chiang Kai-shek, nella guerra contro l'Impero giapponese.
- 1957 - Maurice Bourgès-Maunoury diventa Primo Ministro di Francia.
- 1963 - Prima mondiale di Cleopatra con Elizabeth Taylor, Rex Harrison e Richard Burton, al Rivoli Theatre di New York.
- 1963 - Il leader del diritti civili Medgar Evers viene ucciso con colpi di arma da fuoco, davanti alla sua casa di Jackson (Mississippi).
- 1964 - Il Sud Africa condanna Nelson Mandela all'ergastolo.
- 1967 - Le leggi statali che vietano i matrimoni misti, vengono dichiarate incostituzionali dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.
- 1967 - La sonda Venera 4 viene lanciata e diventa la prima sonda spaziale ad entrare nell'attmosfera di un altro pianeta e a restituire dei dati.
- 1975 - Il Primo Ministro indiano Indira Gandhi viene trovata colpevole di brogli elettorali nelle elezioni del 1971
- 1979 - Bryan Allen fa volare il Gossamer Albatross, azionato dalla sola forza umana, attraverso il Canale della Manica.
- 1982 - 750.000 persone manifestano contro le armi nucleari, nel Central Park di New York. Jackson Browne, James Taylor, Bruce Springsteen, e Linda Ronstadt sono presenti.
- 1985 - La camera degli Stati Uniti approva un aiuto di 27 milioni di dollari ai Contras del Nicaragua.
- 1986 - Il Sud Africa dichiara lo stato di emergenza nazionale. Un potere virtualmente illimitato viene dato alle forze di sicurezza e vengono posti limiti sulla copertura stampa delle rivolte.
- 1987 - L'ex Imperatore della Repubblica Centrafricana, Jean-Bedel Bokassa, viene condannato a morte per i crimini commessi durante i 13 anni del suo regno.
- 1987 - Il Presidente americano Ronald Reagan sfida pubblicamente Mikhail Gorbachev ad abbattere il Muro di Berlino.
- 1990 - Il parlamento della Federazione Russa dichiara formalmente la sua sovranità.
- 1991
- I russi eleggono Boris Yeltsin come presidente della repubblica
- A Toronto, Ontario, si aprono i colloqui del NAFTA.
- 1992 - In una lettera al senato statunitense, il presidente russo Boris Yeltsin dichiara che nei primi anni '50 l'Unione Sovietica aveva abbattuto nove aerei americani e trattenuto 12 sopravvissuti.
- 1994 - Nicole Brown Simpson e Ronald Goldman vengono assassinati nella casa di lei a Los Angeles, California. O. J. Simpson verrà in seguito scagionato degli omicidi, ma ritenuto responsabile in una causa civile.
- 1996 - A Philadelphia (Pennsylvania), un gruppo di giudici federali blocca la legge contro l'indecenza su internet. I giudici sostengono che il Communications Decency Act del 1996 violerebbe i diritti alla libertà di parola degli adulti.
- 1998 - La Compaq Computer paga 9 miliardi di dollari per l'acquisto della Digital Equipment Corporation, nella più grande acquisizione del settore high-tech.
- 1999 - La forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite (Kfor]), a guida NATO, entra nella provincia del Kosovo nella Repubblica Federale di Jugoslavia.
Nati
- 1519 - Cosimo I de' Medici, granduca di Toscana († 1574)
- 1827 - Johanna Spyri, scrittore († 1901)
- 1875 - Sam De Grasse, attore († 1953)
- 1890 - Egon Schiele, pittore e grafico austriaco († 1918)
- 1892 - Djuna Barnes, scrittore († 1982)
- 1897 - Anthony Eden, Primo Ministro del Regno Unito († 1977)
- 1903 - Emmett Hardy, musicista jazz († 1925)
- 1906 - Sandro Penna, poeta († 1977)
- 1908 - Otto Skorzeny, militare tedesco († 1975)
- 1914 - Wassily Hoeffding, statistico
- 1915 - David Rockefeller, banchiere
- 1916
- Ivan Tors, produttore cinematografico († 1983)
- Irwin Allen, produttore cinematografico († 1991)
- 1918 - Samuel Z. Arkoff, produttore cinematografico († 2001)
- 1919 - Uta Hagen, attrice
- 1920 - Dave Berg, fumettista per Mad Magazine († 2002)
- 1921
- (alcune fonti dicono 1919) - Vera Ralston, attrice
- James Houston, artista
- 1922 - Margherita Hack, fisica
- 1924 - George H.W. Bush, 41o Presidente degli Stati Uniti
- 1928 - Vic Damone, cantante
- 1929
- Anna Frank, vittima del Nazismo, nota per i suoi diari (†
1945)
- Brigid Brophy, scrittrice britannica
- 1930
- Otto Schenk, attore e regista
- Jim Nabors, attore e musicista
- 1932 - Rona Jaffe, romanziere
- 1935 - Christoph Meckel, scrittore
- 1941 - Chick Corea, musicista
- 1942 - "Scatman John" musicista americano († 1999)
- 1962 - Luca Enoch, fumettista
- 1968 - Francesco Renga, cantautore
- 1973 - Daron Rahlves, sciatore statunitense
- 1974
- Joseph Blair, cestista statunitense
- Jason Mewes, attore
- 1979 - Walter Pozzebon, giocatore di rugby italiano
- 1980 - Marco Bortolami, giocatore di rugby italiano
Morti
- 1675 - Duca Carlo Emanuele II di Savoia
- 1957 - Jimmy Dorsey, musicista
- 1963 - Medgar Evers, attivista dei diritti civili
- 1980
- Milburn Stone, attore
- Egon Pearson, statistico (n. 1895)
- 1983 - Norma Shearer, attrice
- 1995 - Arturo Benedetti Michelangeli, pianista italiano (n. 1920)
- 2002 - Bill Blass, stilista
- 2003 - Gregory Peck, attore
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Filippine - Festa dell'indipendenza - Araw ng Kalayaan 1898
- Russia - Festa dell'indipendenza - Russia Day 1990
Religiose
Santi cattolici:
- San Bernardo di Aosta
- San Gaspare Luigi Bertoni
- San Giovanni da Sahagun
- San Guido da Cortona
- San Leone III, Papa
- Sant'Onofrio, eremita
Laiche
- Impero Romano - sesto giorno dei Vestalia in onore di Vesta
12
ja:6月12日
ko:6월 12일
ms:12 Jun
simple:June 12
th:12 มิถุนายน
Guerra civile americana
La Guerra civile americana, nota anche come Guerra di secessione, venne combattuta negli Stati Uniti dal 1861 al 1865 tra gli Stati settentrionali, abitualmente indicati come USA, l'Unione, il Nord, o gli Yankees, e una parte degli Stati secessionisti meridionali, per i quali vale solitamente l'indicazione di Stati Confederati d'America (CSA), la Confederazione, il Sud, i Ribelli, o i Dixies.
Quadro generale
Dixie
Nella prima metà dell'800, il problema della schiavitù divise gli Stati Uniti. La schiavitù era scomparsa nel nord industrializzato, i cui prodotti erano protetti dai dazi, e che anzi accoglieva gli schiavi fuggitivi che trovavano impiego nell'industria come manodopera a basso costo, ma la schiavitù pareva ineliminabile nel Sud, prevalentemente agricolo, che aveva mantenuto attivi gli scambi economici con la madrepatria britannica.
800
I piantatori di cotone e i produttori di tabacco del Sud non potevano fare a meno (in un'epoca di carenza assoluta di meccanizzazione) di mano d'opera a buon prezzo mentre i dazi, con i quali il Nord proteggeva i propri prodotti, danneggiavano i commerci degli Stati meridionali.
Il contrasto fra schiavisti e antischiavisti si fece sempre più aspro. La borghesia cittadina del Nord presentava l'abolizione della schiavitù come un obbligo morale e una necessità nazionale. I più accesi degli schiavisti appoggiarono la secessione del Sud dall'Unione per difendere l'autonomia, anche legislativa, degli Stati che avevano formato la primitiva Confederazione. La guerra civile appariva inevitabile anche agli abolizionisti del Nord, che fondarono il partito repubblicano.
Il problema dell'abolizione da parte di Washington della legislazione che consentiva in certi Stati la schiavitù, esorbitava secondo molti cittadini del Sud dal problema squisitamente morale della liceità o meno della schiavitù.
Uno dei principi su cui si era basato il primitivo Patto che nel XVIII secolo aveva portato alla nascita degli USA era quello che concedeva un riservato dominio legislativo dei singoli Stati in materia civile, commerciale e perfino penale (comprese determinate forme d'omicidio), a totale esclusione della legislazione federale che, invece, tendeva ad allargare nel XIX secolo il proprio raggio d'intervento e ad intromettersi in alcuni settori che fino ad allora erano rimasti propri degli Stati. La libertà di mantenere una legislazione che consentiva l'obbrobrio dello schiavismo era ritenuto - al di là del tema specifico - un irrinunciabile diritto da una parte degli Stati (non tutti del Sud) e come tale la schiavitù rimase infatti, fino al terzo anno della Guerra civile, in vigore in certuni Stati che s'erano opposti militarmente col Nord al processo secessionista intentato da una parte del Sud.
La questione della schiavitù
tabacco
L'abolizionista repubblicano Abraham Lincoln fu eletto presidente nel 1860. Gli Stati del sud, nel 1861, dichiararono la secessione e si diedero un nuovo governo come Confederazione degli Stati d'America (Confederate States of America, CSA). Il 12 aprile 1861, scoppiò la guerra di secessione, tra gli Stati Confederati del Sud e gli Stati dell'Unione del Nord. Lincoln proclamò la libertà di tutti gli schiavi dal 1 gennaio 1863, ma nel 1863 ci fu una serie di vittorie sudiste e solo a fatica il nuovo comandante in capo delle forze unioniste, il generale Ulysses S. Grant, riuscì a capovolgere la situazione. I secessionisti ormai travolti dalla crisi economica, subirono una serie di sconfitte nella seconda metà del 1864. Grant entrò a Richmond e il generale secessionista (ma anch'egli abolizionista) Robert E. Lee fu costretto alla resa (9 aprile 1865) ad Appomattox Court House (Virginia). Poco dopo Abraham Lincoln fu assassinato da un sudista il 14 aprile 1865.
Analogie
Le cause che portarono alla guerra civile americana non sono peculiari dello stato d'oltreoceano ma si ritrovano anche in altri Stati come la Svizzera. Qui, nel 1847-48, si ebbe la Guerra del Sonderbund che partiva dalla stesse motivazioni di quella americana.
Voci correlate
- Storia degli Stati Uniti d'America
- Guerra di indipendenza americana
- Storia degli Stati Uniti (1784-1861)
Civile americana
categoria:Storia degli Stati Uniti
ja:南北戦争
ko:남북 전쟁
simple:American Civil War
th:สงครามกลางเมืองอเมริกา
Virginia
La Virginia è uno degli stati originari degli USA, che si ribellarono al dominio britannico nella Rivoluzione Americana, e viene generalmene considerato come appartenente al sud degli Stati Uniti. Il suo nome ufficiale è Commonwealth of Virginia; è uno dei quattro Commonwealth tra i cinquanta stati.
Kentucky e Virginia Occidentale erano parte della Virginia all'epoca della fondazione degli Stati Uniti, ma il primo venne ammesso nell'Unione come stato separato nel 1792, mentre il secondo si separò dalla Virginia durante la guerra civile americana.
La Virginia è nota come la "Madre dei Presidenti", poiché ben otto di essi sono nati in questo stato. Cinque di questi vennero rieletti per un secondo mandato: George Washington, Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe, e Woodrow Wilson. William Henry Harrison, John Tyler, e Zachary Taylor sono gli altri tre. (Curiosità storica: sia Harrison che Taylor morirono mentre erano in carica.)
ja:バージニア州
ko:버지니아 주
22 agosto
Il 22 agosto è il 234° giorno del Calendario Gregoriano (il 235° negli anni bisestili).
Mancano 131 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1485 - Con la Battaglia di Bosworth Field finisce definitivamente la Guerra delle Due Rose.
- 1559 - Bartolomeo de Carranza, arcivescovo spagnolo, viene arrestato per eresia.
- 1572 - Francia: dopo le nozze di Enrico IV di Francia con la cattolica Margherita di Valois, viene eseguito un attentato a Gaspard de Coligny, capo degli ugonotti: l'azione terminerà nella Notte di San Bartolomeo
- 1642 - Carlo I accusa di tradimento il Parlamento inglese, dando inizio alla guerra civile inglese.
- 1654 - Jacob Barsimson arriva a New Amsterdam. È il primo immigrante ebraico in quelli che diventeranno gli Stati Uniti.
- 1717 - Truppe spagnole sbarcano in Sardegna.
- 1770 - La spedizione di James Cook sbarca sulla costa orientale dell'Australia.
- 1775 - Re Giorgio III del Regno Unito dichiara che le colonie americane sono in aperta ribellione.
- 1780 - La nave di James Cook, la Resolution, ritorna in Inghilterra (Cook rimase ucciso alle Hawaii durante il viaggio)
- 1791 - Inizio della Rivoluzione degli schiavi ad Haiti.
- 1846 - Gli Stati Uniti si annettono il Nuovo Messico.
- 1851 - L'oro viene scoperto in Australia.
- 1851 - La prima America's Cup viene vinta dallo yacht America.
- 1864 - Ratifica della prima convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in battaglia. Viene fondata la Croce Rossa.
- 1901 - Viene fondata la Cadillac Motor Company.
- 1902 - Theodore Roosevelt diventa il primo Presidente degli Stati Uniti a viaggiare in automobile.
- 1910 - Il Giappone si annette la Corea.
- 1911 - Un italiano ruba la Monna Lisa dal Museo del Louvre di Parigi.
- 1914 - In Belgio, le truppe britanniche e tedesche si scontrano per la prima volta nel corso della prima guerra mondiale.
- 1926 - L'oro viene scoperto a Johannesburg, Sud Africa
- 1941 - Le truppe tedesche raggiungono Leningrado, portando all'assedio di Leningrado
- 1942 - Il Brasile dichiara guerra alle potenze dell'Asse (Germania nazista, Italia fascista e Impero giapponese).
- 1944 - Ultimo trasporto di ebrei francesi verso i campi di concentramento in Germania.
- 1944 - 32 spagnoli e 4 francesi contrastano una colonna tedesca (1.300 uomini in 60 camion, con 6 carri armati e 2 pezzi d'artiglieria semoventi), a La Madeiline, Francia. Tre Maquis feriti, 110 soldati tedeschi uccisi e 200 feriti.
- 1950 - Althea Gibson diventa la prima giocatrice di colore del tennis internazionale.
- 1953 - Viene chiusa la prigione di Devil's Island.
- 1962 - Fallito tentativo di assassinio del presidente francese Charles de Gaulle.
- 1962 - La Savannah, la prima nave a propulsione atomica del mondo, completa il suo viaggio inaugurale.
- 1968 - Papa Paolo VI arriva a Bogotá, Colombia. È la prima visita di un Papa in America Latina.
- 1972 - La Rhodesia viene espulsa dal Comitato Olimpico Internazionale per le sue politiche razziste.
- 1975 - Fallito tentativo di assassinare il presidente statunitense Gerald Ford.
- 1984 - Il paleoantropologo Alan Walker ed il suo team trovano i resti del Ragazzo del Turkana, un Homo erectus quasi perfettamente conservato.
- 1988 - Il koala australiano, la prima moneta di platino del mondo, viene emesso.
- 1989 - Viene scoperto il primo anello di Nettuno.
- 2005 - Roma: alle 14.02 un terremoto di 4,5 gradi della scala Richter desta preoccupazione fra la popolazione. L'ipocentro è a 30 chilometri di profondità nel Mar Tirreno, e l'epicentro a 5 chilometri al largo di Anzio, ma la scossa viene avvertita sia in città che in provincia. Le prime notizie di una vittima vengono subito smentite: non si registrano, infatti, se non danni lievi ad alcune strutture cittadine, come il Teatro dell'Opera in città, o ad un palazzo ad Anzio. Il clamore della notizia è dovuto alla scarsa sismicità della capitale ed alla rarità di terremoti.
Nati
- 1647 - Denis Papin, inventore
- 1760 - Papa Leone XII
- 1771 - Henry Maudslay, inventore
- 1800 - William S. Harney, generale statunitense
- 1818 - Rudolf von Jhering, giurista tedesco.
- 1854 - Re Milan I di Serbia
- 1860 - Paul Nipkow, inventore, pioniere della televisione
- 1862 - Claude Debussy, compositore francese († 1918)
- 1867 - Maximilian Bircher-Benner, medico svizzero inventore del Muesli († 1939)
- 1874 - Max Scheler, filosofo
- 1880 - George Herriman, fumettista (Krazy Kat)
- 1893 - Dorothy Parker, scrittrice († 1967)
- 1900 - Sergei Ozhegov, lessicografo russo († 1964)
- 1902 - Leni Riefenstahl, regista († 2003)
- 1904 - Deng Xiaoping, leader della Repubblica Popolare Cinese (1976-1983) († 1997)
- 1908 - Henri Cartier-Bresson, fotografo francese († 2004)
- 1913 - Guy Owen, pattinatore canadese
- 1915 - Hugh Paddick, attore britannico († 2000)
- 1917 - John Lee Hooker, chitarrista e cantante blues († 2001)
- 1920
- Ray Bradbury, scrittore statunitense
- Dottor Denton Cooley, chirurgo cardiaco
- 1924 - James Kirkwood Jr., scrittore († 1989)
- 1928 - Karlheinz Stockhausen, compositore
- 1929 - Honor Blackman, attrice
- 1934 - Norman Schwarzkopf, generale statunitense
- 1935 - E. Annie Proulx, vincitrice del Premio Pulitzer
- 1940 - Valerie Harper, attrice
- 1947 - Cindy Williams, attrice
- 1955 - Will Shetterly, scrittore
- 1958 - Vernon Reid, musicista (Living Colour)
- 1960 - Debbi Peterson, batterista (The Bangles)
- 1961 - Roland Orzabal, cantante, chitarrista (Tears for Fears)
- 1963 - Tori Amos, cantante, pianista
- 1964 - Mats Wilander, tennista
Morti
- 408 - Stilicone, generale romano
- 1188 - Re Ferdinando II di Leon
- 1241 - Papa Gregorio IX
- 1280 - Papa Niccolò III
- 1286 - Erik V Klipping, Re di Danimarca
- 1350 - Filippo VI di Francia
- 1485 - Riccardo III d'Inghilterra
- 1553 - John Dudley, ammiraglio inglese e politico
- 1599 - Luca Marenzio, compositore italiano
- 1791 - Giustiniana Wynne, avventuriera e scrittrice italiana (n. 1737)
- 1818 - Warren Hastings, governatore generale dell'India (1773-1784)
- 1891 - Jan Neruda, scrittore
- 1903 - Robert Salisbury, primo ministro britannico
- 1904 - Kate Chopin, scrittrice
- 1912 - Papa Gregorio IX
- 1922 - Michael Collins, rivoluzionario irlandese
- 1977 - Sebastian Cabot, attore
- 1978 - Jomo Kenyatta, primo Primo Ministro del Kenya (1963-1978)
- 1989 - Huey P. Newton, cofondatore delle Pantere Nere
- 1991 - Colleen Dewhurst, attrice
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Andrea da Fiesole, confessore
- San Fabrizio
- San Filiberto, martire
- San Filippo Benizi, sacerdote
- San Carlo Filosofo
Laiche
22
ja:8月22日
ko:8월 22일
simple:August 22
th:22 สิงหาคม
Convenzione di Ginevra
Le Convenzioni di Ginevra consistono in una serie di trattati formulati a Ginevra, in Svizzera, che hanno segnato uno standard di diritto internazionale. Le convenzioni furono il risultato dello sforzo di Henri Dunant, motivato dagli orrori di guerra da lui osservati durante la Battaglia di Solferino.
Sul campo, soldati di un Paese membro che trasportano equipaggiamenti proibiti o compiono azioni proibite dalla Convenzione sono passabili di esecuzione sommaria sul campo, senza processo. Questo succede in genere a prigionieri di guerra che sono catturati con equipaggiamenti proibiti. L'esecuzione può essere ordinata dall'ufficiale di grado più elevato di un gruppo che ha osservato un'atrocità e può riconoscere gli individui che vi hanno partecipato.
Le accuse di violazione delle Convenzioni di Ginevra da parte delle nazioni firmatarie sono portate di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia a L'Aia.
La Convenzione di Ginevra, prima delle quattro complessivamente firmate, viene adottata il 22 agosto 1864 a Ginevra, in Svizzera, dai rappresentanti di 12 governi, compresi gli Stati Uniti d'America, unica Potenza non europea rappresentata.
La Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti in campagna è un documento, composto da dieci articoli, stabilisce numerosi principi fondamentali sul soccorso, come ad esempio la neutralità e la protezione di ambulanze e ospedali militari. Viene stabilita inoltre la regola fondamentale secondo la quale "i militari feriti o malati saranno raccolti e curati, a qualunque nazione appartengano".
Le convenzioni sono le seguenti:
- Prima Convenzione di Ginevra (1864): trattamento delle vittime delle battaglie
- Seconda Convenzione di Ginevra (1906): estende i principi della prima convenzione anche alle guerre condotte per mare
- Terza Convenzione di Ginevra (1929): trattamento dei prigionieri di guerra.
- Quarta Convenzione di Ginevra (1949): trattamento dei civili durante la guerra
La Prima Convenzione dettò anche la fondazione della Comitato Internazionale della Croce Rossa. Il testo è fornito nell'articolo Risoluzioni della Conferenza Internazionale di Ginevra.
Le convenzioni vennero riviste e ratificate nel 1949: l'insieme è chiamato "Convenzioni di Ginevra del 1949" o semplicemente le "Convenzioni di Ginevra". Conferenze successive hanno aggiunto la proibizione di certi metodi di battaglia e hanno considerato anche le guerre civili. Quasi 200 nazioni sono firmatarie, nel senso che hanno ratificato queste convenzioni.
Clara Barton fu fondamentale con la sua campagna per la ratifica della Prima Convenzione di Ginevra da parte degli Stati Uniti: essi firmarono nel 1882. Al momento della Quarta Convenzione, le nazioni che le avevano ratificate erano 47.
Insieme ai due Protocolli Aggiuntivi del 1977, le Convenzioni di Ginevra costituiscono il fondamento giuridico del Diritto Internazionale Umanitario e forniscono una solida base per l'azione della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale.
Da segnalare, nel 1980, la Convenzione sul divieto e la limitazione dell'impiego di talune armi classiche.
Voci correlate
- Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Luna Crescente
- crimine di guerra
- danno collaterale
- atrocità.
Collegamenti esterni
- [http://www.icrc.org/eng/party_gc Geneva Conventions] testo completo (in inglese).
- [http://www.studiperlapace.it/view_news_html?news_id=20041031172936 Centro italiano studi per la pace] approfondimenti sul diritto bellico (trattati, convenzioni, tesi di laurea)
Categoria:Diplomazia
25 agosto
Il 25 agosto è il 237° giorno del Calendario Gregoriano (il 238° negli anni bisestili).
Mancano 128 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1580 - Battaglia di Alcantara. La Spagna sconfigge il Portogallo.
- 1609 - Galileo Galilei presenta il suo primo telescopio al Senato di Venezia.
- 1718 - Viene fondata New Orleans (Louisiana).
- 1768 - James Cook inizia il suo primo viaggio.
- 1825 - L'Uruguay dichiara l'indipendenza dal Brasile.
- 1830 - Il Belgio si rivolta contro i Paesi Bassi.
- 1835 - Il New York Sun pubblica The Great Moon Hoax, una delle più celebri burle americane nel campo astronomico.
- 1864 - M. Beachroft, D. W. Freshfield, I.D. Walker, F. Devouassoud salgono per primi la Presanella, 3.463 metri la montagna più alta del Trentino.
- 1875 - Matthew Webb diventa la prima persona ad attraversare a nuoto la Manica.
- 1910 - Viene fondata la Yellow Cab.
- 1912 - Viene fondato il Kuomintang, il Partito Nazionalista Cinese.
- 1916 - Viene fondato lo United States National Park Service.
- 1920 - Guerra Russo-Polacca: finisce la Battaglia di Varsavia, iniziata il 13 agosto. L'Armata Rossa viene sconfitta.
- 1942 - Battaglia di Milne Bay, in Papua Nuova Guinea.
- 1944 - Seconda guerra mondiale: Parigi viene liberata dagli Alleati (si veda Liberazione di Parigi).
- 1960 - A Roma si apre la XVII Olimpiade.
- 1980 - La Microsoft annuncia la sua versione di UNIX: Xenix.
- 1989 - La sonda spaziale Voyager 2 oltrepassa Nettuno.
- 2003 - 52 morti in due attentati eseguiti da terroristi islamici a Mumbai, in India.
Nati
- 1530 - Ivan IV di Russia ("Ivan il Terribile") († 1584)
- 1635 - Sir Henry Morgan, pirata († 1688)
- 1767 - Louis Antoine Leon de Saint Just, scrittore e rivoluzionario francese († 1794)
- 1819 - Allan Pinkerton, fondatore dell'Agenzia Pinkerton († 1884)
- 1836 - Bret Harte, scrittore († 1902)
- 1841 - Emil Kocher, ricercatore medico
- 1845 - Re Ludovico II di Baviera
- 1850 - Charles Richet, scienziato
- 1880 - Robert Stolz, compositore austriaco
- 1891 - Alberto Savinio, scrittore italiano
- 1894 - Alfred Berger, pattinatore austriaco
- 1900 - Sir Hans Adolf Krebs, scienziato
- 1902 - Stefan Wolpe, compositore († 1972)
- 1909 - Michael Rennie, attore († 1971)
- 1909 - Ruby Keeler, cantante, attrice († 1993)
- 1912 - Erich Honecker, capo di stato della Germania Est († 1994)
- 1913 - Walt Kelly, fumettista americano († 1917)
- 1916 - Van Johnson, attore
- 1917 - Mel Ferrer, attore
- 1918 - Leonard Bernstein, direttore d'orchestra e compositore († 1990)
- 1918 - Richard Greene, attore
- 1919 - George Wallace, Governatore dell'Alabama († 1998)
- 1927 - Althea Gibson, tennista
- 1930 - Sean Connery, attore scozzese
- 1933 - Tom Skerritt, attore
- 1933 - Wayne Shorter, musicista jazz
- 1938 - Frederick Forsyth, scrittore
- 1938 - David Canary, attore
- 1941 - Marshall Brickman, sceneggiatore
- 1941 - Dom Rosario di Bragança, pretendente al trono di Portogallo e Duca di Bragança
- 1944 - Anthony Heald, attore
- 1945 - John Birch, soldato, missionario, prima vittima della Guerra Fredda
- 1947 - Anne Archer, attrice
- 1949 - Gene Simmons, bassista
- 1949 - Martin Amis, romanziere
- 1949 - John Savage, attore
- 1952
- Peter Wolf, cantante, compositore
- Geoffrey Downes, musicista inglese
- 1954 - Elvis Costello, cantante, musicista
- 1956 - Henri Toivonen, pilota finlandese
- 1958 - Tim Burton, regista, produttore, sceneggiatore
- 1961 - Billy Ray Cyrus, cantante
- 1962 - Viv Campbell, chitarrista (Def Leppard)
- 1964 - Maxim Kontsevich, matematico russo
- 1964 - Blair Underwood, attore
- 1966 - Agostino Abbagnale, canottiere italiano
- 1968 - Rafet El Roman, cantante, compositore
- 1970 - Claudia Schiffer, modella
Morti
- 79 - Plinio il Vecchio, scrittore latino
- 1192 - Ugo III, Duca di Borgogna
- 1774 - Niccolò Jommelli, compositore
- 1867 - Michael Faraday, fisico e chimico inglese
- 1900 - Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco
- 1904 - Henri Fantin-Latour, pittore
- 1908 - Antoine Henri Becquerel, fisico francese, premio Nobel per la fisica 1903
- 1925 - Franz Conrad von Hötzendorf, capo di stato maggiore austro-ungarico
- 1942 - George Edward Alexander Windsor, Duca di Kent
- 1957 - Umberto Saba, poeta italiano
- 1965 - Johnny Hayes, atleta statunitense
- 1967 - Stanley Bruce, ottavo Primo Ministro d'Australia
- 1967 - Paul Muni, attore, vincitore del Premio Oscar
- 1967 - George Lincoln Rockwell, leader del Partito Nazista Americano
- 1971 - Ted Lewis, musicista jazz (n. 1890)
- 1979 - Stan Kenton, musicista jazz
- 1979 - Ray Eberle, musicista jazz
- 1980 - Gower Champion, ballerino, attore, coreografo
- 1984 - Truman Capote, scrittore
- 1985 - Samantha Smith, attrice e attivista sociale statunitense
- 1990 - Morley Callaghan, scrittore canadese
- 2000 - Carl Barks, fumettista americano creatore di Paperon de' Paperoni (Scrooge McDuck)
- 2001 - Aaliyah, cantante
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Uruguay - Festa nazionale
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Aredio di Limoges, abate
- Sant'Erminia, venerata a Reims
- Sant'Eusebio di Roma, martire
- San Genesio di Arles, vescovo e martire
- San Genesio di Brescello
- San Genesio di Roma, martire
- Santi Giulio e Ermete
- San Giuseppe Calasanzio, sacerdote
- San Ludovico (Luigi IX) Re di Francia
- Santa Maria Michela del SS. Sacramento, fondatrice
- Santa Patrizia di Costantinopoli, vergine
- San Pellegrino, martire
Laiche
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Douglas William Freshfield
Douglas William Freshfield (Londra, 27 aprile 1845 - Forest Row, 9 febbraio 1934) è stato un alpinista inglese.
La vita e le memorie: 1845-1864
Vibrazioni incontenibili e perenni
Figlio unico di Henry Ray Freshfield - illustre avvocato ed esperto di finanza, della Banca d'Inghilterra - Douglas William Freshfield fu condotto sin da bambino - grazie alla disponibilità monetaria paterna - in stazioni climatiche di grido, dapprima nei territori anglosassoni, quindi nelle Alpi Svizzere, egli andò a poco a poco sviluppando in se stesso quell'amore profondo per i monti che lo avrebbe accompagnato e confortato fino agli ultimi giorni della sua vita. Ricevuta la debita formazione scolastica dapprima nell'esclusivo collegio di Eton, e poi all'Università di Oxford (dove si sarebbe laureato in diritto civile e in storia) egli divenne per l'influsso fortissimo della romantica madre, Jane Henry Freshfield - delicata scrittrice di montagna - un fine cultore della propria lingua e uno straordinario divulgatore delle sue contemplazioni.
I viaggi del singolare bambino, fino all'ottavo anno di età, s'erano limitati alla conoscenza e al godimento dei luoghi più bucolici e più suggestivi d'Inghilterra. Viaggi che alla signora Freshfield, così doviziosamente favorita dall'agiatezza famigliare, offrivano il presupposto primo per un'educazione del figlio al culto nei riguardi della natura. E dell'arte.
L'incontro comunque dell'emotivo fanciullo con quello che sarebbe stato il sogno di tutta la sua esistenza - la predilezione per i territori montani - avvenne tre anni dopo, allorché le villeggiature di Henry Ray Freshfield - anche per ragioni professionali - si spostarono in Svizzera, e pertanto sulle Alpi, destando a poco a poco nel sensibile giovinetto impressioni incancellabili. Ricorderà, a sessant'anni di distanza, nella confidenziale intervista biografica rilasciata a Adolf Hess:
:Credo che, senza alcuna interruzione, per i dieci anni che seguirono, mi recai ogni agosto nelle Alpi con i miei genitori, e conobbi non solo le gite facili, ma anche parecchie mete meno comuni. Facemmo il giro del Monte Bianco, del Monte Rosa e del Bernina; andammo ad Arolla, ad Evolena, a Cogne, in Val Formazza, nelle Alpi di Glarus, a Davos, a Livigno e nel Vorderrhein. Alcune carte, anzi, da me tracciate mostrano ancora i nostri annuali itinerari. Scalammo il Titlis, la Cima di Jazzi, il Mittelhorn, ed altre cime di altezze moderate. Ma poiché queste ultime non soddisfacevano la mia ambizione, così nel 1863 decisi di tentare da solo il Gran Paradiso, dove il proibitivo tempo mi arrestò. Fui in grado, ad ogni modo, d'attraversare il Col du Géant, e di scalare il Monte Bianco.
:Fatto sta che l'anno seguente ero pronto per incominciare le mie escursioni con due compagni di scuola, e feci la marcia ricordata in Across Country from Thonon to Trent (stampato privatamente) che ora è assai raro, e per il quale ora è richiesto un prezzo fantastico.
Dieci anni di vacanze estive tra le favolose Alpi svizzere e italiane, dunque, che non potevano non lasciare nell'adolescente vibrazioni incontenibili e perenni.
Impersonava la signora Freshfield, a quel tempo, oltre che la soavità commovente della madre, l'età intramontabile della donna entusiasta della sua maternità. Autentica maestra d'una lingua limpida e ricercata, essa era autrice di deliziose guide turistiche (diari delle sue escursioni) che l'avrebbero posta tra le alfiere dell'escursionismo femminile europeo. Scrisse di lei Valeria Azzolini in I resoconti di viaggio di Freshfield
:Amante della montagna nel senso più giovane e vero della parola, la fretta le era sconosciuta perché non era tanto il raggiungimento della vetta che la interessava, quanto l'incanto del paesaggio che incontrava lungo il percorso, e così le ore passavano in quel godimento.
:Oltre ai membri della famiglia, poi, vi era un altro protagonista nei racconti della signora Freshfield: la guida Michel Alphonse Couttet. E fu sicuramente in quegli anni che il giovane Freshfield capì l'importanza, in ogni azione alpinistica, della presenza di una buona guida.
Solo con la convinzione di quanto contasse un buon accompagnatore nelle scalate, Douglas (giunto quasi al termine della sua formidabile carriera) avrebbe potuto affermare:
:La mia ambizione più alta non è mai stata quella di trascorrere le intere giornate in faticosi esercizi che sviluppavano i muscoli. Nessun altro momento alpinistico invece era da me più apprezzato di quello in cui potevo godermi il panorama, mentre ad altri toccava aprire la via.
Esercitando ed affinando i suoi scritti
E non che fossero - queste ultime - le serene considerazioni dettate dall'età. Già nel capolavoro The Italian Alps del 1875 la ricercata abilità descrittiva di Douglas William Freshfield aveva avuto nell'abbandono contemplativo al godimento dei monti la sua consacrazione più alta. Perché proprio nella cruda ma veritiera realtà alpina - anche se poi l'emozione aveva il sopravvento egli andava esercitando ed affinando i suoi scritti di escursionista, di rocciatore, e diciamo pure di corrispondente ante litteram, dimostrandosi il più preparato e il più ricercato linguista tra quanti - nell'Ottocento inglese - erano gli appassionati divulgatori dell'esplorazione italiana.
Ove poi - da narratore istintivo ed ispirato - egli passò ad essere (come innumerevoli volte accadde) un delineatore estasiato d'ogni misterioso incanto alpestre, allora dalle sue convincenti annotazioni emersero quei peculiari aspetti ora poetici, ora etnografici, ora scientifici, ora caratteristici delle nostre Alpi che, con inimitabile sagacia egli volle rivelare a tutta Europa. Egli annotava facendo entrare il lettore nei dorati verdecupi delle Alpi Giudicarie:
:L'agevole quota delle valli la loro solatìa esposizione, e la gentile pendenza dei versanti, danno alla scena un'aria di opulenza che raramente si trova ai piedi delle montagne nevose. I frequenti villaggi ridenti, i boschi di castagni, i gruppi di noci, i grandi campi di granoturco, le viti e i frutteti lussureggianti, hanno l'attrattiva che l'abbondanza spontanea e il colore della natura del Meridione infondono nell'abitante del più freddo e sobrio Nord. Nessun contrasto può essere, nello stesso tempo, più inatteso e più bentrovato di quello offerto da questi dolci paesaggi all'occhio che ricorda il tormentato aspetto dei graniti dell'Adamello.
No, nessuno mai, entrando nelle Valli Giudicariesi, aveva spalancato - senza nulla aggiungere all'umile realtà dolomitica - così allettanti porte. Eppure pagine ancora più rivelatrici di particolarità intrinseche egli avrebbe riservato alla familiare Rendena.
:La strada, che all'inizio alta si snoda sul versante boscoso, domina una vista incantevole su tutta la valle fino a Pinzolo. Frutteti e campi di grano separano i villaggi che si succedono rapidamente, ed ognuno assomiglia al suo vicino. Il sistema di costruzione è originale in questa contrada. Solo i pianoterra, che contengono le abitazioni, sono costruiti in pietra. Dall'alto dei muri s'alzano verticalmente grosse travi che sopportano un tetto incredibilmente largo. Gli spazi fra le travi non sono chiusi, e l'intero edificio ha l'aria d'essere stato iniziato con dimensioni troppo grandi, completato provvisoriamente, e munito del tetto.
:L'ampio fienile del primo piano è usato quale magazzino per la legna, il grano, ed ogni specie di cose secche ed infiammabili. Il tetto pure è di legno, e per il fulmine è abbastanza facile incendiare l'intero complesso, tanto che gli incendi che scoppiano per tale causa rappresentano un avvenimento normale.
Righe preziose, destinate (oggi più che mai) non solo a ricordare e a testimoniare una Rendena definitivamente scomparsa, ma anche e soprattutto ad educare l'appassionato della montagna - per ciò che di ineguagliabile essa offrirà sempre - a ricercare, a conservare, e a salvaguardare quelle vestigia pure e primitive non ancora travolte dagli eventi o, felicemente, non ancora smantellate dall'uomo.
:Sotto di noi - quali iniziazioni propedeutiche in questo brano stava il dolce piano della Val d'Algone. Da un lato s'ergeva la roccia nuda, tormentata, e corrosa delle Dolomiti, circondata da creste più basse, poco meno vertiginose, ma rivestite di verde ovunque alberi ed erba potessero metter radice. Verso Sud i lontani monti oltre il Sarca fluttuavano con gradazioni di porpora a di azzurro attraverso il tremolio di luce del sole italiano. Una breve serpentina attraverso un fitto bosco ceduo ci portò giù sui prati. Il grande e solitario edificio in mezzo ad essi era una vetreria.
:A questo punto comincia una buona carrareccia che, biforcandosi più a valle, conduce tanto a Tione che a Stenico. Le più alte Dolomiti vennero presto perdute di vista dietro una svolta, e la strada si tuffò giù per una valle stretta e profonda fra banchi di ciclamini dondolanti, rocce ardite, e verdi fianchi di montagna.
Il tutto in un contesto suggestivo e solenne, contemperato ogni volta da un'indissolubile grazia di poesia.
:Qui la vita non è la dura lotta con una ostinata ed avara natura del contadino di Uri o dell'Alta Engadina. Grano e viti crescono sulla porta di casa e la montagna offre legname e pascoli in abbondanza.
:Rimangono, è vero, sufficienti motivi per mantenersi in esercizio: torrenti da arginare, declivi da sistemare a terrazze, gole da attraversare con strade carrozzabili. Ma tutto ciò sta largamente entro i limiti della vitalità di una popolazione che unisce in sommo grado l'industriosità tedesca alla grazia italiana. Argini massicci rinserrano il torrente e proteggono i pascoli irrigui di Pinzolo; una delle più belle strade d'Europa, costruita interamente a spese dei comuni locali, attraversa le due grandi forre del Sarca. Qui non vediamo squallore, niente di quel senso di tolleranza della decadenza e della rovina di ogni cosa vecchia che si trova, spesso, unita con lo sperpero per tutto quanto è nuovo.
La convinta e convincente maestra
Fuor d'ogni dubbio le prime memorabili escursioni nelle Alpi Retiche e Dolomitiche furono quelle dominate dai nomi storici dell'alpinismo anglosassone e tedesco.
Oltre al Freshfield sono da ricordare allora, con il leggendario John Ball (1818-1889) che per primo valicò la Bocca di Brenta; Edward Whymper (1840-1911) l'uomo del Cervino; il boemo Julius von Payer (1841-1915) che, raggiunta per primo la Cima Adamello, affrontò l'Ortles e il Cevedale; l'ardimentoso viennese Paul Grohmann (1838-1908) che fin dal 1865 aveva fatto sua la Marmolada; l'inglese Francis Fox Tuckett (1834-1913) che, dopo la conquista del Gran Zebrù, dello Sciliar, e del Monte Disgrazia, scalò vittoriosamente neò 1872 la Cima Catinaccio; Edward Robson Withwell (1843-1922) il trionfatore del Cimon della Pala (1870).
Preziosa e primaria - lo abbiamo ricordato - gli fu, per tutta la vita, la lezione materna dell'assoluta necessità, nella pratica escursionistica, d'una sicura guida cui sempre affidarsi per puntare ad una qualche riuscita. Fu in tale modo che, anno dopo anno, crebbe la familiarità ch'egli prese ad avere con la montagna, e s'affinò in lui la tecnica che andava acquisendo con ogni tipo di percorso e di difficoltà. E fu in quelle stagioni ch'egli credette d'avere in mano il mondo. E se anche, nel 1863, con un tempo proibitivo, inutilmente lottò lungo le pareti del Gran Paradiso, riuscì tuttavia a scalare il Monte Bianco. L'anno dopo poi non esitò ad intraprendere, diciannovenne appena, quella suggestiva marcia da Thonon a Trento che si sarebbe conclusa con la grande vittoria del 1864, cioè con la conquista - in prima assoluta della cima più alta del Monte Triplo, com'era allora chiamata la Presanella.
Parlare di quell'impresa (inimmaginabile per un ragazzo quale egli ancora era) è raccontare uno dei più entusiasmanti e mitici eventi dell'Ottocento alpino.
Freshfield era da poco giunto, con i suoi compagni di scuola, Beachcroft e Walker, e con la fidata guida Devouassoud di Chamonix, al Tonale quando venne informato dei due brevi quanto misteriosi sopralluoghi (1863 e 1864) di John Ball ad alcune convalli dell'Adamello. Fu la piccola fiamma che fece divampare nei quattro giovani alpinisti la decisione d'affrontare il loro favoloso sogno: la salita all'ancora inviolata Presanella.
Trascorsa la notte all'antico Ospizio di San Bartolomeo (pieno oltre tutto di manovali che gli austriaci assoldavano nella costruzione di nuove postazioni militari contro lo Stato italiano) la piccola comitiva, il mattino seguente, riprese il cammino per Vermiglio, ove il Freshfield - dalla gente del luogo - ebbe indicata la Cima Presanella ch'egli vedeva, tra l'altro, per la prima volta. Venne a conoscenza, inoltre, anche del fallito tentativo d'ascesa alla stessa, due anni avanti, da parte del glaciologo Anton von Ruthner (1817-1897), di Vienna, in compagnia della guida locale Bortolo Delpero.
Inutile dire che - udito il nome di Delpero - in quell'assoluta mancanza di riferimenti concreti, il Freshfield, a proprie spese, aggiunse a quella sua cordata tutta straniera pure un montanaro del luogo che s'impegnò a condurre i quattro ai piedi della Presanella dalla parte più agevole. Di più non poteva promettere. Anzi, a quella data, nessun altro sarebbe stato in grado di far qualcosa di meglio.
Svegliare l'aurora
Un mese non era passato dal vano tentativo del bolzanino Wachtler di raggiungere - con l'aiuto dell'allora celeberrimo Luigi Fantoma Martanél di Strembo - la Cima Adamello. Ma più ancora (come s'è detto) aveva destato scalpore il ritorno - dopo la comparsa dell'anno prima (1863) - del noto alpinista inglese John Ball, determinato a conoscere a fondo l'intero massiccio adamellino, onde includerlo nella sua annunciata Guida alle Alpi Italiane. Era quanto bastava a far pensare - oltre tutto - ad un imminente assalto alla Presanella. E per quanto ciò non corrispondesse al vero, v'era pur sempre la gelosia del Freshfield che non intendeva cedere quell'ormai decisa “prima assoluta” ad alcuno.
La spedizione di Freshfield (con Walker, Beachcroft, Devouassoud e Delpero) si mosse - nella serata del 26 agosto - da Vermiglio onde attestarsi, per qualche ora di riposo, tra pastori e capre al baito di Stavel.
Ancora al chiaro di luna (erano le tre del mattino seguente) la comitiva riprese a salire fino al Passo Cèrcen recando nel cuore, nonostante le modeste apparenze, il caparbio disegno.
Da lì invero raggiunsero - ancora tutti assieme - la "sella” che separava la prima delle tre cime (la Cima Vermiglio) dall'altra cima (la Cima Gabbiolo). Dopo di che - era il mattino del 27 agosto 1864 - nell'inevitabile lavoro di scalinatura dei ghiacci della terza cima (la Cima Presanella, metri 3556) subentrò l'insostituibile François Devouassoud.
Furono tre ore di fatica inaudita, ai limiti delle possibilità umane. Verso mezzogiorno la Cima Presanella vera e propria era praticamente raggiunta, e i tre protagonisti inglesi stavano calpestando "le vergini nevi alle quali per tanto tempo avevano ansiosamente guardato. La cima altro non era che una cresta nevosa che giaceva come un casco sul ciglio delle pareti affacciate sulla Val di Sole"
Affidati i loro nomi alla tradizionale bottiglia - subito sigillata e riposta al sicuro dentro un apposito e ben visibile cumulo di pietre - Freshfield, Beachcroft, e Walker si posero a contemplare ammutoliti la nuova regione alpina che si stendeva ai loro piedi. Nessuno dei tre voleva essere il primo a gridare sentimenti inesprimibili. Opportunamente - dopo un'impresa di tal valore - cercarono di riprendere fiato avanti di rimettersi in cammino e di arrivare agevolmente (lungo un piccolo ghiacciaio e un profondo canalone) ai chiari accenni di quell'armoniosa fresca valle di torrenti e di cascate - la Val Genova - che il Freshfield avrebbe battezzato per sempre "la Versailles d'Italia".
Oltrepassato un primo insediamento di baite deserte, essi giunsero ad un secondo gruppo di casolari circondato da mucche al pascolo ove ebbero modo di rifocillarsi con latte di capra, di chiedere informazioni al mandriano, e di ripartire con maggior sicurezza.
Si trovarono così «sopra un'altra cascata del Sarca, o piuttosto ad una successione di salti incassati in una profonda gola attraversata da ponti arditi e illuminati dalle bacche scarlatte dei frassini montani. In alto sulla destra una nuvola immobile copriva il pendìo della montagna dove il torrente Lares si affrettava giù verso la valle.
Una carrareccia, costruita per le segherie, attraversava ora una piana sassosa dove il torrente per la prima volta usciva dal suo letto e devastava i prati, mentre grossi blocchi, caduti dalle cicatrici delle rocce soprastanti, giacevano a lato della via. Riparàti dalla doccia di spruzzi fra due di questi massi, si fermarono ad ammirare l'ultima grande cascata, quella di Nardìs, che sbucava dal cielo balzando e vibrando quasi sulle loro teste in una duplice colonna. (Un'altra volta la videro in giugno, quando le nevi si stavano sciogliendo, e sembrò loro la più bella delle cascate alpine).
Un po' più avanti, all'inizio della discesa per la Val Rendena, raggiunsero, mentre cadeva la sera, la vecchia chiesa di Carlo Magno e osservarono per la prima volta il dolce paesaggio e i selvosi pendii della bassa valle. La luce, che in fondo svaniva, metteva in risalto le delicate gradazioni di verde perdute nel pieno splendore del meriggio, intanto che alte nell'aria le rocce del Brenta, lucenti con gli ultimi raggi del tramonto, parevano abbastanza ultraterrene da poter formare parte del palazzo di Iperione».
Orbene, rievocando una tale “prima assoluta” come l'alba d'un giorno che sarebbe stato accecante, ci ha confortato la percezione d'avere saputo - quasi con l'arpa e con la cetra del salmo - svegliare l'aurora.
La fatidica impresa
A mezzogiorno, dunque, del 27 agosto 1864 la Cima Presanella vera e propria era stata raggiunta. Ma le parole adeguate per godere ed esultare d'un'impresa così straordinaria rimangono ancora quelle lasciateci da Freshfield.
«Non appena passò la prima eccitazione per la vittoria, cominciammo a guardare con interesse la nuova regione alpina che si stendeva ai nostri piedi. Il massiccio centrale dell'Adamello era davanti a noi per la prima volta; così vicino e completo da consentire una ispezione minuziosa e una completa valutazione. Era un immenso blocco, grande tanto che sarebbe bastato a fornire materiale per una mezza dozzina di splendide montagne. Ma di fatto era una sola. Per una lunghezza e una larghezza di molte miglia di terreno non scendeva mai al di sotto dei tremila metri. Il vasto nevaio centrale alimentava i ghiacciai che scendevano da ogni lato. Le vette più alte come il Carè Alto e l'Adamello erano solo piccole elevazioni del bordo di un tale altipiano. Viste da vicino sembravano delle semplici colline. Viste dall'esterno esse apparivano come delle nobilissime montagne, che precipitavano con grandi pareti verso le valli selvagge racchiuse dai ghiacciai che salivano su fino ai loro piedi».
Ammutoliti dinanzi a uno spettacolo così imponente, Freshfield, Beachcroft, e Walker, si concessero un'ora di contemplazione e di annichilimento. Nessuno dei tre voleva essere il primo a dire o a gridare sentimenti inesprimibili. Men che meno François Devouassoud, già pago dell'ammirazione e della fiducia che i tre giovani inglesi gli dimostravano.
Ripreso ad, ogni modo fiato, e avanti di rimettersi in cammino per il ritorno, la cordata si premuró d'innalzare un cumulo di pietre al cui interno riporre la preparata bottiglia contenente la dichiarazione autografa della vittoriosa ascesa.
La dichiarazione (firmata da Freshfield, Walker, e Beachcroft) diceva: «Abbiamo compiuto la prima ascensione su questa montagna dalla Val Vermiglio in otto ore dall'ultima malga, compresi i rallentamenti causati dal ghiaccio dovuto tagliare a gradini per oltre due ore».
Dopodiché fu intrapresa la discesa verso quell'armoniosa Val di Genova che tanto era cara al Freshfield.
Orbene (poiché l'evento ebbe una curiosa appendice) ecco il 4 settembre - esattamente otto giorni dopo - irrompere in Val Rendena, ignaro dell'accaduto, e con una caviglia in disordine, il giovane alpinista boemo Julius von Payer del quale, nonostante la riservata personalità, per la sua audacia e per la sua spregiudicatezza agonistica si faceva un gran parlare.
Giunse a Pinzolo dove, dolorante al piede, fu costretto a fermarsi per tre giorni all'albergo del signor Bonapace.
Non fu tempo perduto. Ebbe modo infatti non solo di stipulare un accordo di conduzione e di assistenza con la nota guida alpina Girolamo Botteri, ma d'assoldare (oltre a una seconda guida, Giovanni Caturani) il portatore Antonio Bertoldi, un vero gigante, indispensabile per tutte le operazioni di facchinaggio.
Il 7 settembre 1864 avvenne la partenza per l'Adamello. Viveri ed attrezzature erano già al “Plan di Genova” portate con carro e cavallo dal Caturani.
Dopo un pernottamento alla baita Fargorida, la mattina dell'8 al comando dell'imperioso boemo la spedizione si diresse al Dosson di Genova che, ricoperto di neve fradicia, costrinse la comitiva a rallentamenti e a cambi di rotta continui. Conquistati ad ogni modo in cinque giorni il Dosson di Genova, il Corno Lago Scuro, e il Corno Bianco, non rimase alla cordata che l'assalto alle vette inimmaginabili dell'Adamello e della Presanella. Inimmaginabili in quanto in quell'oceano di rocce e di ghiacci né il Payer né il Botteri avevano un'idea delle loro sagome. Non per nulla, raggiunta verso mezzogiorno del 16 settembre la cima dell'Adamello in “prima assoluta”, i due si misero ad urlare come forsennati la loro gioia, felici d'un “trionfo” (era la parola appropriata) che sarebbe rimasto nella storia dell'alpinismo per sempre.
Il giorno seguente - dopo una notte insonne al Baito Alto - Payer, Botteri e Castoldi, ripartirono per l'attacco alla Presanella. Giovanni Caturani invece, atterrito oltre che esausto, era stato licenziato.
Subentrato al temporale notturno un vento impetuoso e, portata dal vento una seconda bufera, Castoldi s'arrese quasi subito. Payer e Botteri al contrario, scalinando forsennati i continui ghiacci dell'interminabile ascesa, raggiunsero alle tre e un quarto del pomeriggio - prima d'essere colti dal gelo delle ombre - la sospirata meta, pronti ancora una volta a quell'abbraccio e a quell'urlo con cui avevano esultato il giorno avanti per l'inviolata cima dell'Adamello.
Quale non fu, purtroppo, la loro drammatica sorpresa allorchè nell'immediato esame dell'eccelso culmine scorsero, quanto mai evidente, una costruzione di pietre (il così detto “ometto”) contenente la tradizionale bottiglia con la dichiarazione scritta della già avvenuta conquista.
«Appresi in tal modo - queste le gementi parole del Payer - con mio grande rincrescimento che la cima era stata ormai scalata.
In quell'ometto, alto quattro piedi, infilai allora anche la mia bottiglietta ben chiusa con dentro il cartiglio recante il mio nome e quello di Girolamo Botteri».
Rassegnate parole, scritte in Escursioni Alpine, rimpiangenti la superba vetta che, appena ventun giorni prima, dal diciannovenne agiato inglese Douglas William Freshfield gli era stata rapita.
La vita e le memorie: 1864-1874
Una schiera di lottatori
V'era nell'animo di Freshfield - pure in queste immani sfide - la beatitudine dell'uomo mite che voleva possedere la terra (e non certo umiliare gli antagonisti). E questo egli lo dimostrò nel mese di luglio dell'anno seguente (1865) quando si portò nuovamente “con una formidabile comitiva di sette persone” alla testata della Val Genova per dare quella scalata all'Adamello che già al primo tentativo era riuscita a Julius von Payer.
“La vista era di infinita magnificenza - aveva scritto di quel giorno il Payer, solitamente contenuto nelle descrizioni - un mondo di montagne, di cattedrali di nevi e di rocce, una variopinta confusione d'ogni colore e sfumatura si apriva davanti all'occhio estasiato: profondità e lontananze sembravano interminabili.
Il giorno era di una purezza splendente; soltanto verso sud si scorgeva uno strato di leggere nubi; il cielo era di un azzurro impenetrabile. Ma, a causa del tremendo calore del sole, la luce abbagliante e il continuo osservare la carta durante un lavoro che durò due ore fecero lacrimare i miei occhi di continuo.
Rivolto ad occidente, scorsi in una spaventosa lontananza, al di là di una cupa spaccatura, l'argenteo Adda, il Monte Rosa, le Alpi Lepontine ricche di vette i cui particolari naturalmente non si potevano vedere e si mostravano appena nei loro contorni generali. Accanto si susseguivano le meravigliose Alpi di Graubunden, una miriade di punte rocciose scure e di splendenti vette innevate.
Particolarmente affascinante era la vista del Gruppo del Bernina con i suoi sottili picchi argentei, le pareti oscure, e i vasti nevai non meno imponenti di come essi mi si erano presentati due anni prima dal Monte Baldo.
Al di là di questo baluardo di masse rocciose che svettavano verso l'alto e racchiudevano la Valle del Reno e l'Engadina, ci guardavano singole montagne dall'interno della Svizzera, attraverso i valichi più scavati delle creste anteriori ch'io riconobbi nelle Montagne delle Alpi Bernesi, in quelle del Gottardo, e del Tödi”.
Alla cavalcata altisonante del Payer attraverso le maggiori vette adamelline volle non essere da meno il Freshfield che, pur nell'umana ed inevitabile rivalità, fu costantemente un sincero ammiratore del giovane ed ardito boemo.
Alla ristretta e (diciamolo pure) inesperta cordata del Payer il londinese contrappose una schiera di primo piano capitanata da Francis Fox Tuckett, l'amico più affine e più congeniale del Freshfield.
Chi fosse veramente il Tuckett non sono in molti a saperlo. Per questo ci sia consentito di dirlo con una delle più folgoranti pagine dello scrittore magico dell'alpinismo inglese, Leslie Stephen. “In un lontano futuro - il brano è indimenticabile - quando l'Alpine Club sarà quasi dimenticato, e le sue prime testimonianze oscurate dalla foschia delle leggende e delle tradizioni popolari, chi vorrà indagare avrà un grande enigma da risolvere.
Nel tentativo di separare il vero dal falso, e di accertare quale sia il piccolo nucleo di fatti reali attorno a cui si sono raccolte così tante storie incredibili, costui rimarrà stupito dal ripetersi continuo di un nome. Nel ciclo eroico delle avventure alpine, l'irriducibile Tuckett occuperà un posto simile a quello dell'errabondo Ulisse nella leggenda greca, o dell'invulnerabile Sigfrido nella saga dei Nibelunghi. In ogni parte delle Alpi, dal Monviso al Delfinato, fino alle regioni selvagge della Carinzia e della Stiria, le gesta di questo grande viaggiatore persisteranno nell'immaginazione popolare. In una vallata il montanaro mostrerà un'ampia breccia nelle rocce che, secondo la sua fantasia, sarebbe stata prodotta dalla potente piccozza dell'eroe. In un'altra l'aguzza sommità conica che va sotto il nome di Tuckettspitze sarà considerata monumento eretto dall'eponimo gigante, o forse pietra tombale posata sui suoi resti. In una terza valle i massi sparsi di un ghiacciaio rappresenteranno la scala che egli costruì per poter raggiungere quell'inaccessibile altezza. Che una persona infatti tanto onnipresente e capace di compiere imprese così romanzesche potesse essere una semplice creatura in carne ed ossa sarebbe destinata naturalmente a rimanere un'ipotesi assurda”.
E questi non era che Tuckett, a garanzia d'una schiera di sette lottatori che, partendo dall'Alpe di Bedole non avrebbero fallito il traguardo.
L'assalto all'Adamello
Mai forse una vetta - come quella dell'Adamello, scalata rocambolescamente dal Payer dieci mesi prima - era divenuta nei programmi di Douglas William Freshfield un assillo così dominante.
Di certo più non poteva farne una prima assoluta (ambizione massima d'ogni alpinista!) ma ciò che premeva al londinese era solo dimostrare al Payer la disinvoltura, la scioltezza, il minor tempo impiegato nell'impresa: cosa peraltro che il Payer aveva boriosamente e tronfiamente proclamato della sua ascesa alla Presanella seguita a quella del Freshfield l'anno prima.
Ma qui la poderosa cordata, messa a punto ai primi di luglio del 1865, e composta dal Tuckett, dal Fox, dal Blackhouse, dalle guide Devouassoud e Michel, e dal portatore Gutmann.
L'avvio della spedizione fu quanto mai singolare. Era la notte fra il 2 ed il 3 luglio. “Un pastore - così il Freshfield in The Italian Alps - con la lanterna ci guidò su per la parte più ripida della salita, e poi venne mandato indietro, lasciando noi e le nostre guide svizzere a trovarci la strada, compito questo al quale eravamo tutti ben preparati.
Ci incamminammo infatti a Sud, diretti al bordo del Ghiacciaio del Mandron. C'era da attraversare un bel tratto di terreno accidentato e pieno di macigni, ma brillante di fiori. Fra essi c'erano molte stelle alpine, piantine che normalmente si trovano in luoghi pericolosi, ma che piuttosto frequentemente vengono colte anche là dove le mandrie le possono brucare”.
Momenti d'incertezza colsero pure il Tuckett, il Fox, e il Backhouse alla vista del Corno Bianco, scambiato (com'era accaduto al Payer) per l'Adamello. Ma, aggirato sulla destra anche quell'insieme di picchi, non fu difficile raggiungere il bacino di neve sovrastante tutti gli altri, che li portò in breve alla sospirata e conclamata vetta.
Tutto era compiuto dunque! Senza alcun disagio, anzi con un notevole compiacimento per il modo e per il tempo d'un'operazione più che perfetta.
Era l'esperienza acquisita quella che contava! Era l'arricchimento spirituale dai rifulgenti crinali, anelli di congiunzione fra cielo e terra, avuto!
“Avevamo atteso molto dall'Adamello in virtù della sua posizione avanzata rispetto alla grande catena e non ne eravamo stati delusi. Il tempo aveva mantenuto la sua promessa, e fu uno di quei giorni dorati di mezza estate che, come qualcuno giustamente afferma, sono spesi ottimamente se trascorsi sulle cime delle montagne. Lontano, a mattina, potevamo seguire la via delle nostre peregrinazioni dal loro inizio. V'erano le vette dolomitiche di Primiero. Un po' oltre la Marmolada, il Pelmo, e il piramidale Antelao. Poi l'occhio doveva saltare solo la grande fossa della Val Pusteria per spaziare sui Tauri dell'Ankogel (sopra Gastein) al Brennero.
Il Glockner era visibile altrettanto bene che dall'Heiligen Blut, ma le sue nevi erano tutte d'uno squisito color rosa come se fossero state prigioniere d'un tramonto. E bella mostra di neve e di ghiaccio facevano l'Ortles e il Bernina, quasi equidistanti. Osservammo i grandi campi di neve del nostro gruppo, che erano a portata di mano, dominati dai nostri due rivali: la Presanella e il Caré Alto.
A Sud giaceva un labirinto di picchi granitici e di creste separanti le molte valli che salgono dalla Val Camonica. Questa grande valle era visibile per lungo tratto e l'occhio indugiava con piacere sui campi di granturco e i boschi di castagni, fino a che guidato dal nastro bianco della strada scendeva verso le acque azzurre del Lago d%27Iseo che si scaldavano al sole fra splendenti colline verdi. E qualora ci fossimo stancati di questo paesaggio potevamo cogliere a volo d'uccello un insieme della Valtellina, lunga e profonda trincea ricca di colture, calda e fertile, chiusa alla sua estremità inferiore dalle montagne che circondano la testata del Lago di Como”.
Tutto questo per concludere, poco dopo, con le ineffabili parole:
“La visione che si gode nelle ore trascorse su una grande cima è di gran lunga più bella di quella che, in quel momento, si ha davanti agli occhi. In tali momenti anche lo spirito più ottuso condivide con uguale emozione i sentimenti che i poeti hanno espresso in parole in tutti i tempi. I nostri polsi battono all'unisono col grande polso della vita che respira attorno a noi. Smarriamo noi stessi e diventiamo parte del grande ordine entro la presenza visibile del quale ci sembra di essere stati per un breve spazio di tempo trasformati.
Ad altezze minori, da dove si può scorgere qualche città simile ad un grande formicaio con neri insetti affaccendati a correre in avanti e indietro lungo le strade, la nullità della specie umana spesso risalta in maniera penosa. Ma qui, separati da leghe di neve e di ghiaccio, e da un miglio o due di altezza verticale dal resto della nostra razza, tale pensiero non ci opprime.
L'uomo è come fuso con la natura. Le città sono diventate macchioline. Le province sembrano campi. L'occhio spazia sopra un regno. Attraverso la calma che in alto riempie l'aria”. In armonia con l'anima dell'universo.
Dai diari di sette estati
La passione per i monti - al tempo di Freshfield - prima che una disciplina fisica, e una disponibilità ascetica all'ambiente, era una filosofia di vita, e conseguentemente un'educazione progressiva alla giovinezza dell'essenziale e dell'estremo.
L'incantesimo della montagna - affermava Domenico Rudatis, il teorico della spiritualità alpina - non è un effetto estetico e nemmeno un'attrazione corporea, anche se talvolta l'estetica e la pratica ginnica possono esserne parte.
Io ho potentemente sentito l'incantesimo della montagna prima ancora di aver cominciato le scuole elementari e prima di sapere che esisteva l'alpinismo. Ogni anno restavo un bel po' dell'estate a Coi di Alleghe dove mio padre aveva costruito una casa nuova, poiché la sua casa nativa a Fernazza era antichissima, certamente millenaria, e quasi altrettanto antiche erano due case pure a Coi di Alleghe, ereditate dai suoi antenati.
Orbene l'immensa muraglia del Monte Civetta era proprio là, dinnanzi a me, ed io la contemplavo per ore. Poi domandavo a qualcuno dei miei parenti anziani: - Che cosa c'è dietro quella muraglia? Talvolta la risposta era soltanto un bonario sorriso, tal'altra mi dicevano che c'era la Val di Zoldo. Ma io non ero mai molto convinto poiché in fondo alla mia anima c'era sempre l'impressione che la parete nascondesse un mistero.
Io ero molto piccolo, l'incantesimo invece era per me troppo grande. Tuttavia il mio interesse alpinistico si sviluppò. E si sviluppò ancor più alquanti anni dopo quando mi trovai a Torino, reduce dalla prima guerra mondiale, come studente al Politecnico. (c'era pure un bel gruppo di Trentini della Sezione Universitaria della SAT della quale Renzo Videsott era il presidente. Tra essi c'era anche Pino Prati che aveva prima studiato in Austria, ed era molto addentro nella letteratura alpinistica, particolarmente ricca nella lingua tedesca”.
Come non sentire, nella nostalgica bellezza di queste parole quelle altrettanto elegiache di Douglas William Freshfield confidate ad Adolfo Hess: “I miei parenti avevano l'abitudine di fare ogni estate un viaggio di cinque settimane, ed io non avevo che sei anni quando, per la prima volta, mi portarono con loro ai laghi inglesi. I miei ricordi d'un tale viaggio si limitano alla delusione che provai vedendo le cascate di Lodore che, essendo la stagione molto secca, non corrispondevano all'aspettativa che aveva fatta nascere in me una poesia di Southey. Le cascate in verità - meraviglie tra le prime della natura - con il loro movimento attrassero sempre i bambini.
L'anno dopo mi portarono in Scozia: e come guida avevo le liriche di Walter Scott. Nel 1854 poi, mai viste antecedentemente, visitai le Alpi andando da | | |