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| 1879 |
1879
Eventi
- Primo tentativo di realizzazione della televisione, utilizzando celle fotosensibili al selenio.
- 21 agosto - Apparizione della Vergine Maria con San Giuseppe e San Giovanni Evangelista a Knock, co. Mayo, Irlanda
Nati
- 1 gennaio - E. M. Forster, scrittore inglese († 1970)
- 14 marzo - Albert Einstein, fisico tedesco († 1955)
- 13 aprile - Francesco Severi, matematico italiano († 1961)
- 8 agosto - Emiliano Zapata, rivoluzionario messicano
- 5 novembre - Otto Wahle, nuotatore e allenatore di nuoto austriaco
- 10 novembre - Giuseppe Visconti, discendente della nobile famiglia dei Visconti, padre del regista Luchino
- Ennio Tardini, avvocato italiano, che fece costruire lo stadio di Parma
Morti
- 9 aprile - Antonio Panizzi, patriota ed avvocato italiano
- 11 Agosto - Luigi Biraghi, Fondatore delle Suore Marcelline (n. 1801)
079
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21 agosto
Il 21 agosto è il 233° giorno del Calendario Gregoriano (il 234° negli anni bisestili).
Mancano 132 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1680 - Gli Indiani Pueblo strappano Santa Fe alla Spagna, durante la Rivolta Pueblo.
- 1772 - Il colpo di stato di Re Gustavo III viene completato con l'adozione di una nuova Costituzione, ponendo fine a mezzo secolo di governo democratico in Svezia e creando un dispotismo illuminato.
- 1831 - Nat Turner guida la rivolta degli schiavi a Southampton County (Virginia)
- 1852 - Gli Indiani Tlingit distruggono Fort Selkirk, nel Territorio dello Yukon.
- 1858 - Inizia il dibattito Lincoln-Douglas.
- 1863 - Lawrence (Kansas) viene messa a ferro e fuoco da William Quantrill, Jesse e Frank James, ed altri.
- 1944 - Conferenza di Dumbarton Oaks, preludio alle Nazioni Unite.
- 1959 - Le Hawaii vengono ammesse come 50° stato degli USA.
- 1971 - La Pantera Nera George Jackson viene uccisa a colpi di arma da fuoco nel cortile della prigione di San Quintino in California.
- 1986 - Gas tossici eruttati dal vulcanico Lago Nyos nel Camerun, uccidono oltre 1.700 persone.
- 1991 - La Lettonia dichiara l'indipendenza dall'Unione Sovietica.
- 1991 - Termina il tentato colpo di stato contro Mikhail Gorbachev.
- 2001 - La NATO decide di inviare una forza di peacekeeping in Macedonia.
- 2001 - Un tempio del VI secolo viene scoperto nel Messico centrale.
- 2001 - La Croce Rossa annuncia che una carestia sta colpendo il Tagikistan, e chiede supporto economico internazionale per Tagikistan e Uzbekistan.
- 2005 - Nell'ambito della Giornata Mondiale della Gioventù, svoltasi a Colonia in Germania, un milione di ragazzi assistono alla Messa conclusiva tenuta da Papa Benedetto XVI.
Nati
- 1165 - Filippo II di Francia
- 1765 - Guglielmo IV del Regno Unito († 1837)
- 1789 - Augustin Louis Cauchy, matematico francese († 1857)
- 1811 - William Kelly, inventore († 1888)
- 1862 - Emilio Salgari, scrittore italiano († 1911)
- 1872 - Aubrey Beardsley, illustratore († 1898)
- 1894 - Christian Schad, pittore tedesco († 1982)
- 1904 - Count Basie (William Allen Basie), musicista jazz († 1984)
- 1906 - Fritz Freleng, animatore
- 1923 - Shimon Peres, Primo Ministro di Israele
- 1924
- Jack Weston, attore († 1996)
- Chris Scheknel, giornalista sportivo
- 1928 - Art Farmer, trombettista
- 1930
- Gogliardo Fiaschi, partigiano italiano († 2000)
- Principessa Margaret del Regno Unito († 2002)
- 1932 - Melvin Van Peebles, attore, sceneggiatore
- 1936 - Wilt Chamberlain, cestista († 1999)
- 1938 - Kenny Rogers, cantante, attore
- 1939 - Clarence Williams III, attore
- 1944
- Jackie DeShannon, cantante
- Peter Weir, regista cinematografico australiano
- 1952 - Joe Strummer, leader del gruppo punk rock The Clash
- 1956 - Kim Cattrall, attrice
- 1959 - Jim McMahon, giocatore di football americano
- 1963 - Mohammed VI del Marocco
- 1967 - Carrie-Anne Moss, attrice
- 1969 - Joseé Chouinard, pattinatrice artistica canadese
Morti
- 1157 - Alfonso VII, Re di Castiglia (n. 1104/5)
- 1153 - Bernardo di Clairvaux, teologo
- 1614 - Elizabeth Bathory, serial killer
- 1921 - Lawrence Doherty, tennista inglese
- 1940
- Leon Trotsky, rivoluzionario e uomo politico russo
- Ernest Lawrence Thayer, poeta
- 1947 - Ettore Bugatti, costruttore di automobili
- 1951 - Constant Lambert, compositore
- 1964 - Palmiro Togliatti, politico italiano (n. 1893)
- 1978 - Charles Eames, architetto e designer americano
- 1983 - Benigno S. Aquino Jr., politico filippino
- 1987 - Angelo Francesco Lavagnino, compositore italiano
- 1988 - Ray Eames, designer americano
- 1995 - Nanni Loy, regista ed attore italiano (n. 1925)
- 1997 - Norris Bradbury, fisico
- 2003 - Wesley Willis, musicista
- 2004 - Elvino Scavolini, fondatore della ditta Scavolini Cucine
- 2005 - Dalia Rabikoviz, poetessa israeliana
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Bernardo di Alzira, cistercense, martire
- San Camerino, martire in Sardegna
- San Cisello, martire in Sardegna
- Sant'Euprepio di Verona, vescovo
- Santa Grazia di Alzira, cistercense, martire
- San Lussurio, martire in Sardegna
- Santa Maria di Alzira, cistercense, martire
- San Pio X, Papa
Laiche
21
ja:8月21日
ko:8월 21일
ms:21 Ogos
simple:August 21
th:21 สิงหาคม
San Giuseppe
Per quanto riguarda le locazioni geografiche il nome San Giuseppe si può riferire a:
- San Giuseppe Jato - comune italiano in provincia di Palermo
- San Giuseppe Vesuviano - comune italiano in provincia di Napoli
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Per quanto riguarda i santi della Chiesa cattolica si possono intendere:
- San Giuseppe, padre putativo di Gesù.
- San Giuseppe d'Arimatea
- San Giuseppe da Copertino
- San Giuseppe Benedetto Cottolengo
San Giovanni evangelista (Firenze)]]
San Giovanni, apostolo ed evangelista, è tradizionalmente identificato come l'autore del Vangelo di Giovanni e della Apocalisse, facenti parte del Nuovo Testamento della Bibbia cristiana.
Figlio di Zebedeo, fratello di Giacomo il Maggiore, discepolo di Giovanni Battista, fu tra i primi a passare alla sequela di Gesù Cristo.
Normalmente si ritiene che la designazione de il discepolo che Gesù amava, che incontriamo varie volte nel quarto vangelo, indichi l'autore dello stesso.
Nell'ultima cena posò il capo sul petto di Cristo. Testimone della trasfigurazione e dell'agonia del Signore, era presente ai piedi della croce, dove Gesù gli affidò la Madre. Insieme a Pietro vide il sepolcro vuoto e credette nella resurrezione del Signore.
Giovanni morì in tarda età, centenario, ad Efeso, ultimo sopravvissuto dei dodici apostoli.
È noto anche come Giovanni il teologo, specie presso alcune confessioni ortodosse e in ambienti gnostici. Origene (185-253) fu il primo a designare Giovanni, ultimo testimone degli eventi legati al Nazareno, con questo titolo, per la profondità teologica del suo Vangelo.
Chiamato fin da tempi remoti con l'appellativo di Aquila spirituale, San Giovanni Evangelista viene rappresentato in molti luoghi di culto con il simbolo dell'aquila.
Se ne celebra la festa il 27 dicembre.
Tappe della vita di Giovanni
Giovanni di Zebedeo
Il nome Giovanni deriva dall'ebraico Yehohanan, composto da Yoh o Yah che è l'abbrevazione di Yahweh o Geova, (è il nome proprio di Dio nella tradizione ebraica), e da hanan che significa "ebbe misericordia", e vuol dire letteralmente "Dio ha avuto misericordia" o anche "dono del Signore".
Giovanni nasce a Betsaida di Galilea (nel nord della Palestina), località situata sulle sponde del lago di Genezareth detto anche Mar di Galilea. Figlio di Zebedeo e di Salomè, si dedica alla pesca come suo padre che non era un semplice pescatore ma un vero e proprio imprenditore della pesca in quanto aveva alle sue dipendenze delle maestranze.
Nei vangeli capita talvolta di incontrare un riferimento ai "figli di Zebedeo": sono Giovanni e Giacomo.
Giovanni discepolo del Battista
Giovanni incontrò Gesù di Nazareth quando già era uno dei discepoli di un maestro delle scritture, Giovanni il Battista, precursore e profeta di Gesù. Questi, tra l'altro, era imparentato con lo stesso Gesù essendo Elisabetta, madre di Giovanni, parente di Maria, la madre di Gesù.
Il Battista indicò Gesù con queste parole: "Ecco l'agnello di Dio", dopodichè fu lo stesso Giovanni il Battista a spingere i suoi due discepoli a lasciarlo per poter seguire il nuovo maestro.
Presumibilmente aveva intorno ai venti anni quando avvenne questo incontro.(San Girolamo, "De Viris Illustribus").
:Il giorno seguente, Giovanni il Battista di nuovo stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava disse: "Ecco l'agnello di Dio".
:I due discepoli udirono queste parole e seguirono Gesù. Si volse allora Gesù, e vedendo che lo seguivano, domandò loro: "Che cercate ?". Ed essi gli risposero: "Rabbi (che tradotto significa Maestro), dove abiti?".
:Rispose: "Venite e vedrete".
:Andarono infatti e videro dove abitava; e quel giorno rimasero con lui. Era circa l'ora decima.
:Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due, che, udite le parole di Giovanni, avevano seguito Gesù. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia". (Giovanni 1,35-40)
Tutto questo accadeva vicino a Betania sul Giordano.
Giovanni Apostolo
Insieme ad Andrea fratello di Pietro anch'egli in quel tempo alla scuola del Battista furono i primi due apostoli che il maestro di Nazareth scelse per diffondere la riflessione teologica che in lui era maturata nei suoi trenta anni di vita. Subito dopo si aggiunsero a questi primi due apostoli, rispettivamente Simon Pietro fratello di Andrea e Giacomo fratello di Giovanni. In seguito i due figli di Zebedeo vennero soprannominati per la loro impetuosità "i figli del tuono" dallo stesso dallo stesso Rabbi Gesù di Nazareth.
Giovanni che viene descritto di carattere risoluto (Marco 3,17; Luca 9,54), e non alieno da ambizioni (Marco 10, 35-37), era il più giovane fra i discepoli e a differenza di questi non era ancora sposato.
Quando ancora non era chiaro il significato dell'azione di Gesù, forse nemmeno a lui stesso, tanto da dar adito a equivoci sul suo conto (vedi la vicenda del traditore Giuda Iscariota sentitosi lui stesso tradito nelle sue aspettative dal Messia e liberatore di Israele Gesù) la stessa madre di Giacomo e Giovanni, Salome si rivolse a Gesù chiedendo per i suoi due figli la nomina a ministri una volta instaurato il suo nuovo regno. Alla richiesta di Salome si dice che Gesù abbia risposto: "Voi non sapete che cosa domandate."
Invece proprio Giovanni si rivelerà in seguito colui che più di ogni altro, anche tra quelli più intimi del maestro, avrà capito il vero senso di questo nuovo regno: il regno del Figlio dell'Uomo.
Gli apostoli più vicini al maestro e quindi più intimi erano Pietro, Giacomo, Andrea e Giovanni. In particolare quest'ultimo viene chiamato in alcuni testi del Nuovo Testamento il prediletto del Signore (Giovanni 13,23; 19,26, 20,2; 21,7).
Ad ulteriore conferma, Paolo di Tarso racconta che dopo la morte del maestro, le colonne della chiesa di Gerusalemme erano appunto questi quattro apostoli.
Giovanni non abbandonò mai il maestro nemmeno nell'ora ultima delle persecuzioni tanto da essere presente sotto la croce dove concluse i suoi 33 anni nel mondo, oltre alla madre di Gesù, a Maria Maddalena e a sua madre.
Dopo la morte di Gesù si stabilì a Gerusalemme con gli altri della comunità dei nazareni, come venivano chiamati dagli altri professanti la religione ebraica e condiderati come una semplice setta dell'ebraismo.
Avvenne di lì a poco quel fenomeno collettivo al di fuori della normale percezione sensoriale che viene raccontato come gli eventi della resurrezione e dell'ascensione del loro maestro.
Segue poco dopo quell'altro avvenimento straordinario per questa comunità che viene chiamato come l'evento della Pentecoste.
Giovanni è sempre a Gerusalemme e dagli Atti degli apostoli risulta come una delle figure più autorevoli della Chiesa nascente ed è nominato subito dopo Pietro (Atti 3, 1-11; 4, 13-19; 8, 14), quando tra il 36 e il 38 c'è una prima ondata di persecuzioni. In quella occasione Pietro e Giovanni vengono incarcerati e flagellati in quanto responsabili della comunità .
Dopo le persecuzioni subite a Gerusalemme, Giovanni si recò con Pietro in Samaria, dove svolse una intensa opera di evangelizzazione (Atti 8, 14-15).
Pochi anni dopo vi è una seconda ondata di persecuzioni. Pietro lascia Gerusalemme e la guida della comunità passa a Giacomo il minore, fratello di Gesù mentre nel 44 Giacomo di Zebedeo (detto anche Giacomo il maggiore) fratello di Giovanni subisce il martirio.
Giovanni e Maria di Nazareth
Giovanni rimarrà ancora a Gerusalemme dove condividerà la storia di questa comunità sino a che il rinnovarsi e intensificarsi delle persecuzioni lo costringeranno a stabilirsi insieme a Maria di Nazareth a Mileto dove era presente una comunità di nazareni.
Nel frattempo anni prima, nel 52, a Efeso, dove erano insediati molti ebrei era giunto Paolo di Tarso quale primo missionario che fece lì scalo per predicare la buona novella e lì si era stabilito per circa tre anni. Partito da lì vi lascio Aquila e Priscilla a proseguire il lavoro da lui iniziato di evangelizzazione della città e della regione (Atti degli Apostoli). A questo primo viaggio di Paolo fece seguito tempo dopo un suo secondo e ultimo viaggio in questa città dopodichè nell'avviarsi verso l'ultima tappa della sua opera di missionario, si trattava di Roma dove già lo attendeva Pietro, affidò la comunità a Timoteo suo discepolo di lunga data (lettere di Paolo a Timoteo). nel periodo in cui Timoteo guidò la comunità cristiana di Efeso si fecero conoscere come valenti evangelizzatori anche Onesiforo e Tichico.
Dopo la morte di Timoteo vescovo di Efeso, Giovanni si trovò a ereditare tutto il lavoro svolto nella chiesa di Efeso da Paolo e dai suoi collaboratori. Giovanni infatti, pare anche a seguito di una visione in cui lo stesso Gesù gli apparve, partì da Mileto dove altrimenti forse sarebbe rimasto per il resto della sua vita e cominciò a governare la chiesa di Efeso e le altre comunità cristiane dell'Asia Minore.
Recandosi a Efeso, portò con sé Maria di Nazareth poiché gli era stata affidata dallo stesso Gesù:
:"Ai piedi della croce di Gesù stavano la madre e la sorella della madre, Maria moglie di Cleofa, e Maria Maddalena. Gesù, vedendo la madre e, vicino a lei, il discepolo prediletto, disse alla madre: - Donna, ecco tuo figlio! - E al discepolo: - Ecco tua madre! - E da quel momento il discepolo l'accolse nella sua casa."
:(Giovanni XIX , 25-27)
Origene fu il primo a dare una interpretazione diversa della frase Questa è tua madre. Nel Commentario al vangelo di Giovanni scritto nel 230 e che gli era stato commissionato da Ambrogio l'Alessandrino dà una lettura di questa scena secondo cui questo gesto di Gesù trascende la semplice pietà filiale e realizza la maternità spirituale di Maria di Nazareth quale nuova Eva, verso tutti gli uomini, divenuti per la fede fratelli di Cristo.
Ricerche archeologiche condotte alla fine del secolo scorso, sulla base delle visioni della stigmatizzata monaca agostiniana Anna Caterina Emmerich (1774 - 1824), hanno ritrovato a circa 9 Km a sud di Efeso la casa dove la tradizione dice che abitò e morì Maria di Nazareth.
Giovanni il veggente di Patmos
Efeso contava allora circa 200 mila abitanti che vivevano del commercio e del traffico portuale.
Giovanni svolse in quella grande città la sua opera di evangelizzatore e di guida delle comunità tutte dell'Asia Minore che facevano riferimento a lui quale testimone come amava definirsi.
Nell'anno 89 l'imperatore Domiziano scatena una persecuzione nei confronti dei cristiani.
Tertulliano racconta che Giovanni venne arrestato e condotto a Roma, quindi torturato nei pressi della Porta Palatina e infine condannato a morte. Questa pena però verrà commutata in quella dell'esilio nell'isola di Patmos dove Giovanni soggiornò a lungo.
In ricordo di ciò all'apostolo Giovanni sarà dedicata la più antica basilica di Roma: quella di San Giovanni in Laterano.
A Patmos Giovanni grazie alla sua predicazione del vangelo riuscì a convertire quasi tutta l'isola e lì dettò ai suoi discepoli le visioni che ebbe sulla fine del mondo e il trionfo del regno del figlio dell'uomo che costituiranno il nucleo dell'Apocalisse.
Giovanni Evangelista
Dopo la morte dell'imperatore Domiziano nel 96, sotto l'imperatore Nerva, Giovanni fece ritorno a Efeso. Qui passò l'ultimo periodo della sua vita e morì in tardissima età.
Va menzionato che proprio nel finale del vangelo secondo Giovanni c'è un brano che ha dato molto da pensare lungo i secoli ai commentatori, agli esegeti e anche ai semplici lettori di questo scritto. Così infatti sta scritto:
:"A questo punto Pietro si voltò, e si accorse che lo seguiva da vicino il discepolo prediletto da Gesù, quello che durante la cena aveva appoggiato il capo sul petto di lui, e aveva domandato: - Signore, chi è colui che ti tradirà? - Pietro appena lo vide, disse a Gesù: - Signore, e di costui che avverrà? - E Gesù rispose: -Se io voglio che egli rimanga fino al mio ritorno, che importa a te? tu seguimi-. si diffuse così tra i seguaci la convinzione che quel discepolo non sarebbe morto. Ma Gesù non aveva detto: - Non morirà - ma: - Se io voglio che egli rimanga fino al mio ritorno, che importa a te? -"
:(Giovanni XXI, 20-23)
In verità Giovanni, sia pure in tarda età, si dice intorno ai cento anni, è morto ad Efeso nel periodo in cui regnava l'imperatore Traiano (98-117).
Sempre riguardo alla morte di Giovanni è stato tramandato un racconto secondo il quale fu Giovanni stesso che sentendo arrivare la sua ultima ora, nel giorno di Pasqua si scavò una fossa dopodichè vi si sdraiò e così morì.
A questo ultimo periodo della sua vita terrena trascorsa ad Efeso risale l'elaborazione del Vangelo secondo Giovanni e delle tre lettere.
Per alcuni studiosi di Giovanni c'è una discrepanza tra l'ira del Giovanni di Patmos autore dell'Apocalisse e il Giovanni Evangelista autore di un vangelo dell'amore, tant'è che hanno ritenuto che fossero scritti da due autori diversi.
Per quanto riguarda il Vangelo di Giovanni, Sant'Ireneo di Lione vescovo di Lione fu il primo ad attribuire quel quarto vangelo che circolava nelle comunità dei nazareni all'apostolo Giovanni, infatti verso il 180 scrisse:
:«Giovanni, il discepolo del Signore, colui che riposò sul suo petto (Gv. 13,3), ha pubblicato anche lui un Vangelo mentre dimorava ad Efeso in Asia» (Adversus Haereses III,1,1)
Eusebio, che riporta questa notizia ritiene che Ireneo si basasse sulle testimonianze di San Policarpo vescovo di Smirne (morto martire a Roma nel 155), il quale avrebbe conosciuto personalmente l'apostolo Giovanni essendone stato discepolo.
Questo ci è anche confermato da Ireneo medesimo, che nella sua lettera a Florino ricorda il suo incontro con Policarpo, ed il fatto che Policarpo «raccontava della sua dimestichezza con Giovanni e con le altre persone che avevano visto il Signore» (Historia Ecclesiastica V,20,4). Ireneo ricorda anche che Policarpo fu eletto vescovo di Smirne dagli apostoli, e Tertulliano asserisce che egli fu fatto vescovo proprio da Giovanni.
Sempre a proposito del vangelo di Giovanni un altro documento risalente al 200 circa il "Canone muratoriano" afferma:
Il quarto degli evangeli (è quello) di Giovanni, (uno) dei discepoli. Poiché i suoi condiscepoli e vescovi lo esortavano, disse: «Digiunate con me per tre giorni da oggi e ci racconteremo a vicenda ciò che ad ognuno verrà rivelato». In quella stessa notte fu rivelato ad Andrea, (uno) degli apostoli, che Giovanni doveva mettere tutto per iscritto in nome proprio, mentre tutti (lo) avrebbero esaminato. E perciò, sebbene diversi princìpi siano insegnati nei singoli libri dei vangeli, ciò non costituisce però una differenza per la fede dei credenti, essendo tutte le cose spiegate dall'unico e normativo Spirito: ciò che riguarda nascita, passione, risurrezione, vita sociale con i suoi discepoli, la duplice venuta, dapprima, disprezzato nell'umiltà, che è già avvenuto, la seconda volta, illustre, con potere regale, che deve (ancora) avvenire. Che c’è di strano, dunque, se Giovanni tanto costantemente presenta anche nelle sue lettere delle particolarità, dato che dice di se stesso: «Ciò che abbiamo visto con i nostri occhi e udito con le nostre orecchie e che le nostre mani hanno toccato, queste cose abbiamo scritto a voi» (1 Gv 1,1 ss.). Così non solo egli si professa testimone oculare ed auricolare, ma anche scrittore di tutte le cose mirabili del Signore, per ordine.
Riportiamo ad ulteriore documentazione, per quel che può valere a far un po' più chiarezza su questa questione, un brano tratto da un testo risalente a non prima del IV - V secolo, gli "Atti di Giovanni del diacono Procoro":
:"Così mentre alla predicazione di Giovanni s'era convertita quasi tutta l'isola [di Patmos], avvenne la morte dell'imperatore che aveva ordinato il suo esilio e quello che gli succedette emanò il decreto di liberazione e di ritorno a Efeso.
:Prima della partenza i fratelli lo supplicarono: «Maestro, se proprio sei deciso a salpare e a lasciarci orfani, metti almeno per scritto le cose meravigliose che hai visto compiere dal figlio di Dio e le parole che da lui hai udito, metti per scritto come ci dobbiamo comportare per vivere irreprensibili davanti a lui ed essere perseveranti di modo che nessun fratello sia negligente ritornando alla sequela del diavolo e divenendo sua esca.»
:L'apostolo promise che avrebbe seguito l'ispirazione del Signore; e dopo il ritiro di tre giorni senza mangiare né bere, su di un monticello, mandò Procoro in città a prendere fogli di papiro e inchiostro, e al suo ritorno gli dettò il vangelo iniziando da: In principio c'era il Verbo... e proseguì a dettare per due giorni e sei ore.
:Ritornati in città, andarono a casa di Sosipatro e Procliana ove, dopo un buon banchetto, ordinò a Sosipatro di prendere delle "pergamene belle" e di riscrivere accuratamente su di esse il vangelo; fece poi radunare i fratelli, ordinò a Procoro di leggere il vangelo, ne fece fare copie complete da distribuire a tutte le chiese, lasciò nell'isola il testo su pergamena, ordinando di portare a Efeso quello originale sui fogli di papiro.
:Compiuto un giro d'addio in tutta l'isola, e guarito un cieco, ritornarono in città: nella piazza centrale erano stati radunati tutti i fedeli sia quelli di origine giudaica che quelli di origine greca, ai quali l'apostolo disse: «Figli, conservate le tradizioni avute da me, osservate i precetti di Cristo ricevuti per mezzo del vangelo, e sarete figli della luce. Ho deciso di andare nella città di Efeso per visitare quei fratelli.»
Per precisione aggiungiamo che alcuni manoscritti dell'XI - XII e XIII secolo inseriscono qui, prima della partenza di Giovanni da Patmos per Efeso, il racconto della scrittura dell'Apocalisse riprendendo quello della scrittura del Vangelo; ma non vi è dubbio che il testo originale parlasse del vangelo soltanto e non dell'Apocalisse la cui posizione nel canone scritturale della chiesa greca era allora assai contestata; il cod. 35 del Patriarcato greco di Gerusalemme risalente al sec.XV, conferma l'assenza della narrazione sull'Apocalisse.
Sullo stesso argomento così si esprime Ps.Abdia:
:"È certo che il beato Giovanni predicò il vangelo di Dio fino al termine della sua vita senza alcuno scritto.
:Ma quando venne a conoscere i vangeli di Matteo, di Luca e di Marco ne approvò la fede e la veridicità dei detti. Constatò però che mancava qualcosa sopra tutto in riferimento al primo periodo della predicazione del Signore. Fu dunque pregato dai fratelli affinché scrivesse le opere che il Salvatore compì prima della cattura di Giovanni Battista, che quelli avevano omesso; ed egli acconsentì. Siccome Matteo e Luca ne avevano scritto la nascita secondo la carne, Giovanni non ne parlò, ma esordì dalla teologia, cioè dalla sua divinità iniziando con le parole: In principio c'era il Verbo."
:(Ps.Abdia)
La querelle sull'attribuzione a Giovanni del quarto vangelo presto si placò per ritornare all'inizio del XIX secolo, quando si riaffacciò la cosiddetta «questione giovannea»: le obiezioni all'attribuzione del vangelo all'apostolo Giovanni divennero numerose e ben argomentate.
Gli scritti di San Giovanni apostolo ed evangelista o comunque maturati e redatti negli ambienti giovannei di quell'epoca.
Tra gli scritti che per tradizione sono stati attribuiti a Giovanni possiamo distinguere i testi Canonici o riconosciuti dalla chiesa cattolica e gli altri testi attribuiti a Giovanni ma non riconosciuti dalla chiesa cattolica.
La questione giovannea: la complessa vicenda editoriale degli scritti giovannei
Il testo più antico che ci è pervenuto del "Vangelo secondo Giovanni" è chiamato nel linguaggio degli addetti ai lavori "P52", ovvero Papiro 52, ed è stato datato intorno all'anno 125, vale a dire a una cinquantina d'anni dall'originale, molto probabilmente.
Questo frammento di cm. 8,9 x 6 è chiamato anche Papiro di Rylands ed è uno dei più vecchi frammenti di papiro del Nuovo Testamento. È stato ritrovato in Egitto ed è in forma di codice, scritto da ambo i lati e contiene Giovanni 18,31-33 e 37-38, ovvero un brano della Passione del vangelo giovanneo. Attualmente è conservato presso il Giovanni Rylands Library di Manchester, Inghilterra.
Seguono il Papiro 66 risalente all'anno 200 o papiro Bodmer II conservato a Ginevra, il Papiro 45 e 75 del 250, il Codex Vaticanus del 300 e infine il Codex Sinaiticus del 350.
Per quanto riguarda invece l'Apocalisse il documento più antico che ci è pervenuto, il Papiro 47, risale all'anno 250. Seguono il Codex Vaticanus dell'anno 300 e il Codex Sinaiticus poco più recente del 350.
Degli "Atti di Giovanni" i più antichi documenti vengono datati al IV secolo. Redatto in greco. Non ne rimangono che i due terzi.
Le principali tematiche trattate nei testi giovannei
Il Logos che era in principio
Il Vangelo secondo Giovanni è stato scritto originariamente in greco. Il testo, tuttavia, contiene latinismi ed ebraismi.
Questo vangelo è molto diverso rispetto agli altri: ci sono molte meno parabole, meno miracoli, non vi è accenno all'Eucaristia, al Padre nostro, alle beatitudini. Compaiono invece nuove espressioni per indicare Gesù.
Secondo la tradizione l'autore è uno dei dodici Apostoli, quello prediletto. Probabilmente il testo è stato scritto da più persone e in tempi diversi, per essere completato intorno all'anno 100.
Il famoso "Prologo" o "Inno al Logos" dà inizio a questo vangelo. Alcuni hanno formulato l'ipotesi che il prologo giovanneo sia una rielaborazione di un inno al logos preesistente.
Riportiamo qui di seguito il testo originale:
"Inno al Logos"
250
In principio era il Logos
e il Logos che era in principio era presso Dio
e Dio era il Logos
questi, il Logos, in principio era presso Dio.
Tutto ciò che è venuto ad essere
è venuto ad essere per mezzo del Logos che era in principio
e senza il Logos che era in principio
nulla sarebbe venuto ad essere
di ciò che è venuto ad essere.
Nel Logos che era in principio era la vita
e questa vita era la vera luce degli uomini
e questa luce splende ancora nelle tenebre
poiché le tenebre non sono mai riuscite ad offuscarla in maniera definitiva.
Qui di seguito riportiamo la traduzione del "Prologo" Giovanneo tratta dalla Bibbia interconfessionale approvata anche dalla chiesa cattolica.
In principio, c'era colui che è "la Parola".
Egli era con Dio,
Egli era Dio.
Egli era al principio con Dio.
Per mezzo di lui Dio ha creato ogni cosa.
Senza di lui non ha creato nulla.
Egli era la vita
e la vita era luce per gli uomini.
Quella luce risplende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta
A partire da San Girolamo l'utilizzo che Giovanni fa del termine "Logos" viene reso con la traduzione in latino "Verbum"; da allora anche in italiano per lo più il concetto greco-giovanneo di Logos viene assimilato a "il Verbo".
Come si può notare il resoconto-testimonianza della buona notizia così come viene riportata nell'interpretazione che Giovanni ne dà alla luce della sua grande capacità riflessiva inizia con le stesse parole con cui inizia l'interpretazione della storia riportata dalla Bibbia ebraica dalla quale lui stesso proviene e alla quale è stato formato sin dall'infanzia: "Bereshit" che in greco fa "En Archè" ovvero "In Principio". In questo modo il prologo giovanneo che annuncia il tema portante tutta la visione giovannea del logos che era in principio, ripete lo schema della genesi riallacciandosi così a tutta la tradizione dell'ebraismo dell'antico testamento, ma rielaborandola dal punto di vista di quanto lui aveva sperimentato nel corso della sua feconda oltre che lunga esistenza, e in questa continuità riflessiva introduce quello che è il tema centrale del quarto vangelo ovvero l'incarnazione di questo logos che era in principio quale vero novum storico dei nuovi tempi il quale a sua volta preludia all'apocalisse che va intesa come un evento che se deve ancora avvenire, simultaneamente è già avvenuta in quanto la presenza nella storia di Gesù è già la presenza della fine della storia all'interno della storia stessa. L'uomo Gesù presente nell'uomo Giovanni stesso, questo è l'apocalisse.
L'incarnazione del Logos che era in principio
Giovanni contro il cristianesimo troppo disincarnato degli gnostici
Sul fatto reale e concreto dell'incarnazione del logos che era in principio, Giovanni sarà sempre irremovibile quale punto fermo del suo insegnamento, ritenendola una questione di primaria importanza.
Benché sia sempre stato visto con interesse e alta considerazione negli ambienti cristiani definiti gnostici, tuttavia Giovanni non esiterà a polemizzare anche con essi ribadendo la sua posizione sulla questione dell'incarnazione del logos che era in principio: Gesù non solo come vero Dio ma anche come vero uomo.
Gli gnostici, pur ribadendo la divinità della persona Gesù tenevano in poco conto l'umanità di Gesù se non addirittura la negavano, giungendo ad affermare che Gesù era spiritualmente talmente al di sopra dei suoi aguzzini - definiti esseri puramente materiali, totalmente condizionati dalla materia che per loro equivaleva a "ignoranti" - che pur inchiodato sulla croce non avrebbe minimamente sofferto.
Purtroppo per gli gnostici, non si può esorcizzare così facilmente l'enorme potenza della materia; su questo Giovanni dimostra di essere molto più realista degli gnostici pur salvaguardando quell'entusiasmo derivante dalla prospettiva salvivifica che si manifestava particolarmente accentuata nell' eleborazione riflessiva sua e della sua comunità.
La questione dell'incarnazione del Dio Vivente non è una questione marginale: il farsi uomo di Dio e il farsi Dio dell'uomo sono infatti il vero novum storico della weltanschauung maturata in quegli anni, in quella regione del mondo, tra quegli uomini e quelle donne coinvolti dal destino o dal processo evolutivo in quella vicenda di amore e riflessione rappresentato dall'evento Gesù di Nazareth. Da questo punto di vista, tra gli esponenti del cristianesimo gnostico solo Valentino e i suoi seguaci sono su posizioni simili a quelle di Giovanni e la sua comunità.
Il logos che era in principio e il principio di opposizione
La definitiva emancipazione del Logos che era in principio dal mondo: la visione della imminente apocalisse
La parola "Apocalisse" è parola di origine greca che significa letteralmente "Rivelazione". Venne scritto durante il lungo esilio nell'isola di Patmos.
L'autore esordisce nella forma di sette lettere inviate alle sette comunità giovannee dell'asia minore, facenti parte, per così dire nel linguaggio attuale, della diocesi del vescovo di Efeso Giovanni.
Si tratta delle chiese di Efeso, Tiatira, Smirne, Sardi, Filadelfia, Pergamo, Laodicea.
Mentre nell'"Inno al Logos" contenuto nel suo Vangelo, Giovanni tratta delle origini della storia di questo mondo, in questo testo tratta dell'ultima fase della storia di questo mondo e della sua
imminente e inevitabile fine.
È questo il tema che Giovanni tratta con la sua rivelazione sia pure in un linguaggio visionario e simbolico che a dura prova ha messo le capacità interpretative di tutti coloro che lungo i secoli si sono avvicinati e avvicendati a questo enigmatico testo.
Di 404 versetti, 278 contengono almeno una citazione dell'Antico Testamento. I libri che hanno maggiormente influenzato l'Apocalisse sono i libri dei Profeti, principalmente Daniele, Ezechiele, Isaia, Zaccaria e poi anche il libro dei Salmi ed Esodo.
Il destino postumo della presenza di Giovanni nelle chiese e nella storia
- Come si è detto, il IV vangelo attribuito tradizionalmente all'apostolo Giovanni di Zebedeo fu completato in quella che è la sua forma attuale verosimilmente non più tardi del 100 d.C. ma se un documento antichissimo mostra che il vangelo era conosciuto in Egitto dal 130 d.C., tuttavia nella letteratura cristiana a noi nota c'è poca evidenza del suo uso al di fuori dei circoli gnostici prima del 170. L'unica citazione sicura prima degli scritti di Ireneo di Lione si trova in Teofilo d'Antiochia "Ad Autolycum II,22" databile intorno al 170.
- Ignazio di Antiochia, morto verso il 107, potrebbe essere stato a conoscenza della tradizione teologica giovannea, che secondo alcuni autori avrebbe avuto una fase siriaca o antiochena di aviluppo, ma non cita il vangelo nè vi allude; anzi, l'assenza di menzioni di Giovanni nella lettera alla chiesa di Efeso (luogo tradizionale dell'origine del vangelo) fa ancor più dubitare che Ignazio lo conoscesse.
- Giustino Martire, morto verso il 165, non cita esplicitamente il vangelo, nè vi allude con chiarezza, il chè è sorprendente se si pensa al suo uso del concetto di logos. Benchè questo concetto abbia primariamente affinità con il contemporaneo stoicismo, col medioplatonismo e la tradizione sapienziale giudaica, qualche riferimento al quarto vangelo avrebbe appropriatamente rafforzato l'argomentazione, sia nelle "Apologie" che nel "Dialogo con Trifone Giudeo". La non utilizzazione del IV vangelo e il silenzio riguardo ad esso nei primi anni del secondo secolo, considerati solitamente "ortodossi", può indicare sia che il vangelo non era conosciuto, sia che il vangelo non era conosciuto, sia che si era esitanti nell'utilizzarlo per qualche sospeto in merito alla sua ortodossia. Le testimonianze disponibile, per quanto scarne, puntano in questa seconda direzione.
- Al IV e V secolo è databile la composizione del testo "Atti di Giovanni del diacono Procoro". Scritto appunto dal diacono greco Procoro è un romanzo di notevole estensione ( 50 lunghi capitoli) dedicato in gran parte a miracoli compiuti nell'isola di Patmos da Giovanni allorchè lì era stato esiliato prima di fare ritorno nuovamente a Efeso per trascorrervi i suoi ultimi anni. L'autore conosceva gli antichi Atti del santo apostolo ed evangelista Giovanni il teologo ma si direbbe che pone molta attenzione a tenersene lontano. L'autore aveva ben poca cultura, forse era un tranquillo presbitero ammogliato appartenente alla chiesa antiochena o palestinese; certo non era nè un asceta nè un monaco.
- Tra il V e il VI secolo appare scritto in greco un testo che vorrà essere attribuito a Giovanni dal titolo "Seconda Apocalisse di Giovanni". In questo testo attestato per la prima volta da Dioniso Trace nel IX secolo, nella forma di una intervista, Gesù risorto spiega all'apostolo Giovanni i misteri che vuol far conoscere e nuove pratiche da diffondere tra i fedeli. In quanto analogo in parte alla vera e originaria apocalisse di Giovanni, questo titolo di "Seconda Apocalisse di Giovanni" gli è stato dato in verità da F. Nau tra il 1908 e il 1914 appunto ad uno scritto greco contenuto in un manoscritto della Biblioteca Nazionale di Parigi che a sua volta era stato acquistato a Nicosia (Cipro) nel 1671. Il testo potrebbe verosimilmente essere anche più antico, ma la composizione a noi nota si colloca tra il VI e l'VIII secolo.
- Nel VI secolo sul sepolcro di Giovanni a Efeso viene costruita una Basilica.
- Al VI-VII secolo è databile lo scritto "Memorie Apostoliche di Abdia primo vescovo di Babilonia" al cui interno figura un Libro V dedicato alle "Gesta di San Giovanni Evangelista".
- Tra il VII e VIII secolo è riferibile un testo copto sahidico "Misteri che Giovanni, l'apostolo santo e vergine, imparò in Cielo", il cui originale è conservato al British Museum di Londra, così chiamato dalla frase iniziale del manoscritto. A questa data è approssimativamente databile ma anche per questo testo è alquanto verosimile che la narrazione, in forma orale o scritta, possa essere ancora più antica.
- In età carolingia i commentatori di Giovanni di maggior rilievo furono: Alcuino, Claudio di Torino, Rabano Mauro, Valafrido Strabone.
- Dalla setta dei Bogòmili (amati da Dio) di Bulgaria fiorita nell'oriente balcanico dal X al XIV secolo, emanazione al pari dei catari, albigesi e patarini, del manicheismo (sorto in persia nel 216 d.C.),proviene lo scritto "Libro di Giovanni Evangelista".
Giovanni e la Tradizione Esoterica
Secondo la tradizione esoterica Giovanni avrebbe ricevuto un insegnamento segreto dallo stesso Gesù e questo insegnamento Giovanni lo avrebbe trasmesso in seguito, ad una Chiesa invisibile. Secondo questa concezione, il cristianesimo ufficiale o essoterico, quindi, non sarebbe altro che una volgarizzazione di quell' insegnamento primitivo. Secondo la tradizione esoterica accanto ad una Chiesa di Pietro esiste invisibile e sotterranea una Chiesa di Giovanni. Non è quindi un caso che Giovanni è stato ed è il patrono di numerose società segrete.
Questi è colui che giacque sopra 'l petto
del nostro pellicano, e questi fue
di su la croce al grande officio eletto.
Divina Commedia - Paradiso XXV, 112-114
Ai tempi di Dante, correva voce che l'apostolo Giovanni fosse salito in Cielo in anima e corpo, voce che lo stesso Giovanni sfata nel canto xxv del Paradiso.
Qual è colui ch'adocchia e s'argomenta
di vedere eclissar lo sole un poco,
che, per veder, non vedente diventa;
tal mi fec'io a quell'ultimo foco
mentre che detto fu: "Perché t'abbagli
per veder cosa che qui non ha loco?
In terra è terra 'l mio corpo, e saragli
tanto con li altri, che 'l numero nostro
con l'eterno proposito s'agguagli.
Con le due stole nel beato chiostro
son le due luci sole che saliro;
e questo apporterai nel mondo vostro. (Divina Commedia - Paradiso XXV, 118)
...quei che vide tutti i tempi gravi,
pria che morisse, de la bella sposa
che s'acquistò con la lancia e coi clavi (Divina Commedia - Paradiso XXXII, 127-129)
Di voi pastor s'accorse il Vangelista
quando colei che siede sopra l'acque
puttaneggiar coi regi a lui fu vista. (Divina Commedia - Inferno XIX, 106-108)
L'uomo di frontiera Giovanni e l'ammiraglio genovese Cristoforo Colombo
Così riferisce l'Abate Ricciotti archeologo, sulla stima reciproca tra due uomini di frontiera: Si narra che Cristoforo Colombo, allorchè nelle sue navigazioni era colto da qualche tempesta, usasse collocarsi sulla prora della nave, e là ritto recitasse al cospetto del procelloso mare l'inizio del vangelo di Giovanni: "In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum...omnia per ipsum facta sunt..." Sugli elementi perturbatori del creato risonava il preconio del Logos creatore: era l'esploratore del mondo che commentava a suo modo l'esploratore di Dio.
incominciando
l'alto preconio, che grida l'arcano
di quì laggiù, sovra ad ogni altro bando (Dante Alighieri - Paradiso, XXVI, 43-45)
("Vita di Gesù Cristo" dell'Abate Ricciotti 1941-1962)
Giovanni e l'oriente cristiano
L'oriente cristiano più dell'occidente, almeno in parte si è ispirato di più a Giovanni. Nella letteratura russa, in particolare, è facile trovare dei filoni giovannei in vicende e personaggi che sembrano pensati come testimonianze delle reali prospettive sovrumane aperte dallo spirito di Giovanni. "L'idiota" di Dotojevskij, ad esempio, la figura di Aljoscia dei "Fratelli Karamazov", ma anche la vita degli Staretz e di molto monachesimo asiatico.
Ulteriore Documentazione
Studi su San Giovanni e letture interpretative dei suoi scritti
- Iohannes Scotus Eriugena, Omelia sul prologo di Giovanni
- Paul Dreyfus, Un grande reporter sulle tracce di Giovanni Evangelista
- Friedrich Engels, "Tre scritti sulle origini del cristianesimo" (1882-1883-1895)
- Ulteriore documentazione bibliografica più specifica è presente nei sottoarticoli dedicati rispettivamente al vangelo, le lettere e l'apocalisse di Giovanni.
Testi integrali degli scritti di Giovanni e di studi sull'argomento
- [http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/05_04.htm Il vangelo di Giovanni]
- [http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/08_01.htm Apocalisse di Giovanni]
- [http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/07_04.htm Prima lettera di Giovanni]
- [http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/07_05.htm Seconda lettera di Giovanni]
- [http://www.liberliber.it/biblioteca/b/bibbia/la_sacra_bibbia/html/07_06.htm Terza lettera di Giovanni]
Filmografia sull'argomento
- "San Giovanni - L'Apocalisse" Regia di Raffaele Mertes (Rai RadioTelevisone italiana - 2002)
Giovanni apostolo
Giovanni apostolo
Categoria:Cristianesimo
ja:ヨハネ (使徒)
Knock
Knock (gaelico irlandese: Cnoc Mhuire) è un importantissimo villaggio irlandese della contea del Mayo. Seppur di piccolissime dimensioni, presenta al suo interno il santuario mariano celebre in tutto il mondo dell'apparizione della Madonna di Knock.
A brevissima distanza, anche se nel territorio di Charlestown, è situato il Knock International Airport.
Knock
ja:クノック
Repubblica d'Irlanda
L'Irlanda (denominazione ufficiale: Repubblica d'Irlanda; gaelico: Poblacht na hÉireann; inglese: Republic of Ireland) è uno stato che ricopre approssimativamente cinque sesti dell'isola d'Irlanda, situata a nord-ovest dell'Europa, con capitale Dublino. Il rimanente sesto dell'isola è conosciuto come Irlanda del Nord e fa parte del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.
Nome
La Costituzione irlandese afferma che il nome dello stato è Éire in gaelico, Ireland in inglese, che tuttavia in italiano significano semplicemente Irlanda, mentre il nome esteso ed ufficiale della nazione è "Repubblica d'Irlanda" , dal Republic of Ireland Act. Sebbene spesso sia usato il nome esteso per non generare incomprensioni con l'Irlanda del Nord, che è l'unico tra l'altro accettato dal Regno Unito, per trattati ed iniziative internazionali, viene usato il semplice nome d'Irlanda.
(In questo articolo, se non diversamente specificato, Irlanda si riferisce alla Repubblica d'Irlanda).
Storia
La divisione dell'Irlanda in due entità politiche separate e la nascita della Repubblica d'Irlanda (della quale fanno parte 26 contee su 32 dell'isola) è il prodotto di un complesso lavoro diplomatico e costituzionale del ventesimo secolo.
Dal primo gennaio 1801 fino al 6 dicembre 1922 l'Irlanda era parte del Regno Unito. Nelle elezioni generali britanniche del dicembre 1918, il partito indipendentista Sinn Fein conquistò 73 dei 106 seggi della Camera dei Comuni che si assegnavano in Irlanda. Nel gennaio 1919, i membri del parlamento eletti per il Sinn Fein rifiutarono di prendere possesso del loro seggio a Westminster ed insediarono un parlamento irlandese fuori legge, il Dáil Éireann. Questo Dáil proclamò immediatamente ed in via unilaterale l'indipendenza della Repubblica irlandese che, però, non ottenne alcun riconoscimento internazionale. Dopo un'aspra guerra (la Irish War of Independence) i rappresentanti del governo britannico e l'Aireacht (gabinetto) dell'Eire nel 1921 negoziarono la tregua Anglo-Irlandese.
In ambito internazionale fu riconosciuto uno stato irlandese con il nome di Irish Free State (in gaelico Saorstát Éireann, in italiano "Stato Libero d'Irlanda"). Il nuovo stato libero avrebbe dovuto coprire in teoria l'intera isola, ma le due parti concordarono che l'Irlanda del Nord (che era già diventata un'entità autonoma) potesse scegliere se rimanere sotto il Regno Unito, cosa che fece.
Il Dáil approvò il trattato di pace.
Le 26 contee rimaste entrarono a far parte dell'Irish Free State, una monarchia costituzionale sulla quale doveva regnare il re britannico (dal 1927 col titolo di King of Ireland). Aveva un Governatore Generale, un Parlamento bicamerale, un gabinetto chiamato Executive Council ed un Primo Ministro (President of the Executive Council).
Una parte del movimento indipendentista, guidata da Eamon de Valera, non accettò gli accordi con il governo britannico, in quanto non garantivano l'unità dell'isola e mantenevano i citati legami costituzionali con il Regno Unito. Ne conseguì una guerra civile, che si concluse con la sconfitta della fazione contraria agli accordi.
Il 29 dicembre 1937 fu promulgata una nuova Costituzione, la Bunreacht na hÉireann. Sostituì l'Irish Free State con un nuovo stato, l'Éire o, in lingua inglese, Ireland (Irlanda). Sebbene questa struttura costituzionale dello stato prevedesse un Presidente invece che un re, non era una repubblica effettiva. Il re infatti rimaneva il simbolo politico che rappresentava la nazione. Finalmente poi il primo aprile 1949 la Republic of Ireland Act dichiarò lÉire una repubblica, dando al Presidente della Repubblica anche quel ruolo di rappresentanza effettivo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale l'Irlanda rimase in un'attenta e cauta neutralità, dissestata dalla precedente guerra d'indipendenza sfociata in guerra civile, ma soprattutto impaurita dall'eventualità di un attacco da parte inglese in caso di alleanza con l'Asse, o viceversa di un'invasione tedesca.
L'Irlanda abbandonò il Commonwealth dopo che nel 1949 divenne una Repubblica e entrò a fare parte delle Nazioni Unite nel 1955 e della CEE (ora Unione Europea) nel 1973. I governi irlandesi ad oggi hanno spesso auspicato una pacifica riunificazione dell'isola e hanno cooperato con la Gran Bretagna per dissipare i violenti conflitti dei gruppi paramilitari nel Nord Irlanda conosciuti come i Troubles.
Un accordo di pace per l'Irlanda del Nord, famoso come Good Friday Agreement o Accordo di Belfast, approvato nel 1998 con referendum in entrambe le nazioni (Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda), è in fase di attuazione.
Politica
- Presidenti della Repubblica d'Irlanda
- Capi del governo della Repubblica d'Irlanda
La Repubblica d'Irlanda è una repubblica a base parlamentare. Il Presidente d'Irlanda (Uachtaráin na hÉireann), riconosciuto come capo dello stato, viene eletto per 7 anni e può essere rieletto successivamente solo una volta. Il Primo ministro, il Taoiseach, viene incaricato dal Presidente nella nomina del Parlamento. Il Taoiseach è normalmente il leader del partito, o della coalizione, che si aggiudica più seggi nelle elezioni.
Il Parlamento bicamerale, Oireachtas, è formato dal Senato, Seanad Éireann, e una Camera dei Rappresentanti, Dáil Éireann. Il Senato è formato da 60 membri; 11 nominati dalhe Taoiseach, 6 eletti dalle università nazionali, e 43 eletti in base ai risultati delle votazioni. Il Dáil ha 166 membri, Teachtaí Dála o Deputati.
Il governo (Án Rialtas) è costituzionalmente limitato a 15 membri. Non più di 2 membri del Senato possono essere scelti nel governo, e il Taoiseach, il Tánaiste (Presidente della Camera) e il Ministro delle Finanze devono essere membri del Dail. L'attuale governo è formato da una coalizione di due partiti; il Fianna Fáil del Taoiseach Bertie Ahern e i Democratici Progressisti del Tánaiste Mary Harney. La principale opposizione nell'attuale Dáil è formata dal Fine Gael e dai Laburisti. I partiti più piccoli come il Sinn Féin e i Verdi anche hanno la loro rappresentanza nel Dáil Éireann.
Negli ultimi anni, la figura politica irlandese più nota nel mondo è stata Mary Robinson, presidente dal 1990 al 1997, la prima donna a rivestire tale carica.
Molto interessante è il sistema elettorale irlandese, il voto singolo trasferibile, ideato da Hare nel secolo scorso, che associa la scelta ordinale dei candidati ad un'alta proporzionalità. Gli Irlandesi adorano questo sistema elettorale: ne sono prova i due fallimenti di abolizione per via referendaria del sistema. Inoltre i critici del "first past the post" inglese lo propongono spesso come alternativa più rispondente al sistema partitico del Regno Unito
Contee
La Repubblica d'Irlanda è composta da 26 contee, ognuna contraddistinta per contesti culturali, storici e sportivi. Come unità di governo, comunque, alcune sono state modificate, come ad esempio la contea di Dublino che è stata divisa in 4 nuove nel 1990, e la Contea del Tipperary divisa in 2, dando vita a 30 contee amministrative (più cinque città -- Dublino, Cork, Galway, Limerick, e Waterford e cinque Boroughs -- Clonmel, Drogheda, Killkenny, Sligo e Wexford -- che vengono amministrati indipendentemente dalle loro contee):
(Facendo una comparazione grossolana, una contea irlandese corrisponde grosso modo ad una provincia Italiana; una provincia irlandese ad una Regione italiana.)
Geografia
contee
L'isola d'Irlanda si estende per 84.421 km² dei quali cinque sesti appartengono all'Éire. È bagnata ad ovest dall'Oceano Atlantico, a nord-est dal Canale del Nord. A est invece c'è il Mare d'Irlanda che si riconnette all'oceano a sud-ovest tramite il Canale di San Giorgio e il Mare celtico.
La costa occidentale dell'Irlanda consiste per lo più di scogliere (tra cui le celeberrime Cliffs of Moher), colline e basse montagne (il punto più alto è Carrantuohill a 1.041 m). Per il resto quasi tutto il territorio è composto di pianure e prati, traversati da vari fiumi, il più lungo dei quali è lo Shannon e costellato da vari laghi o loughs. Il centro della nazione è formato da paludi dello Shannon, con vaste distese di torba, usata per la combustione.
Il clima è temperato grazie alla Corrente del Golfo. Le estati raramente sono calde, ma anche in inverno è difficile che geli. Le pioggie sono frequentissime, con addirittura 275 giorni di pioggia all'anno in qualche regione. Le città principali sono la capitale Dublino nella costa orientale, Cork nel sud, Galway e Limerick nella costa occidentale, e Waterford nel sud-est.
Economia
La Repubblica d'Irlanda è una piccola, moderna nazione ben inserita nel commercio internazionale. La crescita economica è stata in media del 10% nel quinquennio 1995-2000 e del 7% nel periodo tra il 1995 ed il 2004. L'Agricoltura, un tempo il settore più importante, è ora stata superata dall'Industria, che produce il 38% del PIL ed impiega il 28% della forza lavoro. Sebbene le esportazioni siano ancora l'elemento di maggior traino per l'economia irlandese, quest'ultima beneficia molto anche dell'aumento nei consumi interni e dalla ripresa nelle costruzioni e negli investimenti industriali.
Secondo i dati, l'Irlanda è la principale esportatrice mondiale di software e servizi del terziario avanzato. La ragione risiede nella non tassazione dei diritti d'autore, per cui la Repubblica irlandese viene scelta come base per la commercializzazione in tutto il mondo di molti prodotti protetti da copyright, come la musica ed, appunto, i programmi per elaboratore.
Durante il decennio appena trascorso, il governo irlandese ha sviluppato una serie di programmi economici nazionali per frenare l'inflazione (con poco successo negli ultimi anni), allentare il carico fiscale, ridurre la spesa pubblica in proporzione al PIL, incrementare la qualità della forza lavoro ed incoraggiare gli investimenti stranieri.
Demografia
Molti irlandesi sono di etnia celtica, con una minoranza anglo-sassone. I linguaggi ufficiale sono il gaelico irlandese, e l'inglese, considerato costituzionalmente seconda lingua ufficiale. Il gaelico viene insegnato a scuola, ma la lingua effettivamente parlata è l'inglese. I segnali stradali sono bilingue, tranne nelle zone Gaeltacht dove sono soltanto in gaelico, e i media nazionali spesso usano la lingua irlandese.
Le zone dove si parla solo gaelico (le Gaeltacht) sono isolate regioni più o meno vaste, situate per lo più sulla costa occidentale.
La Repubblica d'Irlanda nel 92% della popolazione è cattolica; comunque, questa propensione per la Chiesa Romana sta calando. La seconda grande religione, la Church of Ireland (anglicana) ha invece una leggera ripresa.
Cultura
L'isola d'Irlanda è la patria di: Book of Kells, Guinness, Irish traditional music, e scrittori del calibro di George Berkeley, James Joyce, George Bernard Shaw, Richard Brinsley Sheridan, Oliver Goldsmith, Oscar Wilde, W.B. Yeats, Samuel Beckett, Séamus Heaney, Herminie T. Kavanagh, e altri. Shaw, Yeats, Beckett e Heaney sono premi Nobel in letteratura. Ernest Walton del Trinity College di Dublino è stato insignito del Nobel della fisica per aver "diviso l'atomo".
Figure importanti del ventesimo secolo sono anche Christy Moore, Pat Ingoldsby, Shane MacGowan, e Sinéad O'Connor.
Anche il rock ha molto da ringraziare all'Irlanda:gli U2, Sinéad O'Connor, Bob Geldof, The Corrs e lo show di danza Riverdance.
Collegamenti esterni
- [http://www.irlandando.it Irlanda] - Portale italiano sull'Irlanda
- [http://www.browseireland.com Browse Ireland] - Directory of Irish Websites
- [http://www.cultureire.com Irish culture] - Ente per la Cultura Irlandese
- [http://www.irlgov.ie Information on the Irish State] - Governmental portal
- [http://www.gov.ie/aras Áras an Uachtaráin] - Official presidential site
- [http://www.gov.ie/oireachtas/frame.htm Tithe an Oireachtais] - Houses of Parliament, official parliamentary site
- [http://taoiseach.gov.ie/ Taoiseach] - Official prime ministerial site
- [http://www.irelandstory.com Ireland Story] - History, geography and current affairs
- [http://www.ovestirlanda.com/ Ovest Irlanda] - Il turismo nell'ovest dell'Irlanda
Bibliografia
- testo tradotto quasi integralmente da quello della Wikipedia inglese
- Bunreacht na hÉireann (the 1937 constitution)
- The Irish Free State Constitution Act, 1922
- J. Anthony Foley and Stephen Lalor (ed), Gill & Macmillan Annotated Constitution of Ireland (Gill & Macmillan, 1995) (ISBN 071712276X)
- FSL Lyons, Ireland Since the Famine
- Alan J. Ward, The Irish Constitutional Tradition: Responsible Government and Modern Ireland 1782-1992 (Irish Academic Press, 1994) (ISBN 0716525283)
- Some of the material in these articles comes from the CIA World Factbook 2000 and the 2003 U.S. Department of State website.
- Sulla musica tradizionale irlandese si può consultare: Graziano Pettinari, La musica tradizionale irlandese. Il contesto storico e culturale, Trauben, Torino 2004
fiu-vro:Iirimaa
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ko:아일랜드
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th:สาธารณรัฐไอร์แลนด์
zh-min-nan:Éire
E. M. ForsterEdward Morgan Forster (Londra, 1 gennaio 1879 - Coventry, 7 giugno 1970) fu uno dei più noti scrittori inglesi, autore di racconti brevi, di romanzi e saggi letterari.
La sua fama negli anni recenti è diventata sempre maggiore anche perché da alcuni suoi romanzi sono stati tratti film di grande successo come Passaggio in India (1984, regia di David Lean), Camera con vista (1986, regia di James Ivory), Maurice (1987, regia di James Ivory) e Casa Howard (1992, regia di James Ivory).
La sua è una vita di studi e di viaggi frequenti. La sua formazione avviene al King's College di Cambridge, istituzione alla quale rimane legato sino alla morte. Un legame che lo porta nel 1901 a entrare a far parte della società segreta universitaria a carattere velatamente omosessuale The Apostles (Gli Apostoli), di cui erano membri anche John Maynard Keynes e Lytton Strachey.
I suoi viaggi comprendono l'Italia, la Germania, l'Egitto e l'India. In particolare dai viaggi italiani e indiani trarrà ispirazione per alcuni dei suoi romanzi più famosi.
Forster muore il 7 giugno 1970. Dopo la sua morte (e probabilmente contro la sua volontà) venne pubblicato Maurice, uno dei primi romanzi a trattare in modo sereno il tema delle relazioni affettive omosessuali. Sembra che Maurice sia stato completato già intorno al 1914 ma tenuto segreto dallo stesso Forster, ben memore delle persecuzioni subite da un altro grande scrittore omosessuale come Oscar Wilde.
Nelle sue opere E. M. Forster viene considerato un "modernista conservatore", con evidenti radici nella commedia sociale di epoca vittoriana, ma al contempo sono evidenti affinità con grandi autori suoi contemporanei come Virginia Woolf e David Herbert Lawrence, l'autore de L'amante di Lady Chatterley.
Opere di Edward Morgan Forster
- Monteriano (1905)
- Il viaggio più lungo (1908)
- Camera con vista (1908)
- Casa Howard (1910)
- Maurice (1914), pubblicato postumo nel 1971.
- Passaggio in India (1924)
- Il momento eterno (1928)
Forster, Edward Morgan
Forster, Edward Morgan
Forster, Edward Morgan
Forster, Edward Morgan
ja:E・M・フォースター
1970
Eventi
- 25 marzo - Primo volo commerciale del Concorde
- 9 aprile - La nave London Valour, battente bandiera inglese e carica di greggio, naufraga nella rada del porto di Genova dopo l'impatto contro la diga foranea a causa di una forte mareggiata: venti i marinai morti nell'affondamento della nave
- 10 aprile - si scioglie il gruppo musicale dei Beatles
- 14 aprile - grave guasto alla navicella Apollo 13 si rischia il disastro spaziale.
- 22 aprile - Lussemburgo: I 6 stati della CEE firmano il Trattato di Lussemburgo
- Ottobre - Esce su Scientific American n. 223 l'articolo di sul gioco della vita di John Conway
- 1 novembre - Francia: un incendio in una discoteca a Saint-Laurent-du-Pont, nell'Isère, causa la morte di 146 persone.
- 1 dicembre - Viene varata in Italia la legge sul Divorzio
Nati
- 11 gennaio - Giovanni Pellielo, tiratore italiano
- 13 gennaio - Marco Pantani, ciclista italiano
- 26 gennaio - Alessandra Sensini, velista (windsurf) italiana
- 9 marzo - Martin Johnson giocatore di rugby inglese
- 28 aprile - Diego Pablo Simeone, calciatore argentino
- 29 aprile - Andre Agassi, tennista statunitense
- 30 aprile - Wu Ming 1, scrittore
- 1 maggio - Raffaello Leonardo, canottiere italiano
- 17 maggio - Giovanna Trillini, fiorettista italiana
- 27 maggio - Michele Bartoli, ciclista italiano
- 4 giugno - Deborah Compagnoni, sciatrice italiana
- 14 giugno - Tetsuya Harada, pilota motociclistico giapponese
- 27 giugno - John Eales, giocatore di rugby australiano
- 3 luglio - Robin McBryde, rugbysta gallese
- 26 luglio - Fabrizio Macchi, ciclista italiano
- 2 agosto - Kevin Smith, regista
- 25 agosto - Claudia Schiffer, top model
- 30 agosto - Carlo Checchinato, rugbista italiano
- 5 settembre - Francesca Porcellato, atleta italiana
- 28 settembre - Carlo Piccoli, nuotatore italiano
- 15 ottobre - Pernilla Wiberg, sciatrice svedese
- 18 ottobre - Alex Barros, motociclista brasiliano
- 27 novembre - Humberto Ramos, cartoonist messicano
- 22 dicembre - Alberto Pellegrini, schermidore italiano
Morti
- 5 gennaio - Max Born, fisico tedesco
- 2 febbraio - Bertrand Russell, filosofo inglese
- 17 febbraio - Shmuel Yosef Agnon, scrittore israeliano
- 2 giugno - Giuseppe Ungaretti, poeta italiano
- 7 giugno - E. M. Forster, scrittore inglese
- 5 settembre - Jochen Rindt, pilota di Formula 1
- 14 settembre - Rudolf Carnap, filosofo tedesco
- 18 settembre - Jimi Hendrix, musicista statunitense
- 28 settembre - Gamal Abdel Nasser, statista egiziano
- 4 ottobre - Janis Joplin, cantante statunitense
- 9 novembre - Charles de Gaulle, generale e statista francese
- per la Pace: Norman Borlaug
- per la Letteratura: Aleksandr Isaevich Solzhenitsyn
- per la Medicina: Julius Axelrod, Ulf Von Euler, Bernard Katz
- per la Fisica: Hannes Alfven, Louis Neel
- per la Chimica: Luis F. Leloir
- per l'Economia: Paul A. Samuelson
070
als:1970
ja:1970年
ko:1970년
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Albert Einstein
Albert Einstein (Ulma, Württemberg, Germania, 14 marzo 1879 - Princeton, New Jersey, USA, 18 aprile 1955) è stato un importante e notissimo fisico e matematico, nonchè un grande pensatore ed attivista in molti altri ambiti (dalla filosofia alla politica). Per il suo complesso apporto alla scienza, e alla fisica in particolare, è indicato come uno dei più importanti studiosi del XX secolo.
Conosciuto soprattutto per le sue teorie sulla relatività ristretta e sulla relatività generale, diede anche importanti contributi alla nascita della meccanica quantistica e alla critica dei suoi fondamenti, alla meccanica statistica e alla cosmologia.
Fu vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 1922 grazie alla sua spiegazione dell'effetto fotoelettrico e "per i suoi contributi alla fisica teorica". Dopo la formulazione, nel novembre 1915, della teoria della Relatività generale la fama di Einstein dilagò in tutto il mondo. Era un successo insolito per uno scienziato e, durante gli ultimi anni della sua vita, la fama di Einstein non fece che aumentare, superando quella di qualunque altro scienziato della storia. Nella cultura popolare, il suo nome divenne ben presto sinonimo di intelligenza e di grande genio.
La sua faccia rimane a tutt'oggi una delle più conosciute al mondo. Questa popolarità ha inoltre portato ad uso molto diffuso della sua immagine nel mondo della pubblicità, giungendo persino alla registrazione di "Albert Einstein" come marchio.
Biografia
Gioventù e studi liceali
sinonimo
Albert Einstein nacque a Ulma nel Württemberg, in Germania; 100 km a est di Stoccarda. I suoi genitori erano Hermann Einstein, proprietario di una piccola azienda che produceva macchinari elettrici, e Pauline Koch. Si sposarono a Stuttgart-Bad Cannstatt. La famiglia era ebrea (non-osservante); Albert frequentò una scuola elementare cattolica e, su insistenza della madre, gli furono impartite lezioni di violino.
All'età di cinque anni, suo padre gli mostrò una bussola tascabile, e Einstein realizzò che qualcosa nello spazio "vuoto" agiva sull'ago spostandolo in direzione del nord; descriverà in seguito quest'esperienza come una delle più rivelatorie della sua vita. Benché abbia sviluppato modelli e dispositivi meccanici per divertimento, il suo ingresso nel mondo della scienza ufficiale avvenne abbastanza tardi, forse a causa della dislessia, della semplice timidezza, o della significativa rarità e particolarità della sua struttura cerebrale (il suo cervello fu esaminato dopo la sua morte). Più tardi egli stesso attribuì lo sviluppo della teoria della relatività a questa sua lentezza, dicendo che pensando allo spazio e al tempo più tardi della maggior parte dei bambini, fu in grado di applicarvi uno sviluppo intellettuale maggiore. Un'altra, più recente, teoria riguardo il suo sviluppo mentale è che soffrisse della sindrome di Asperger, una condizione simile all'autismo.
Einstein cominciò a studiare matematica all'età di dodici anni. Sembra sia stato bocciato in questa materia, ma non è vero. Due suoi zii aiutarono i suoi interessi intellettuali durante la sua tarda infanzia e l'inizio della sua adolescenza, suggerendogli e fornendogli i libri sulla scienza e sulla matematica.
A causa dei continui problemi economici la famiglia Einstein dovette trasferirsi spesso, sin da quando il piccolo Albert non aveva nemmeno due mesi di vita; prima a Monaco, poi nel 1894 a Pavia, in Italia e, due anni dopo a Berna, in Svizzera.
Il suo fallimento all'esame d'ingresso presso lEidgenössische Technische Hochschule (il Politecnico di Zurigo) fu una dura battuta d'arresto; fu mandato dalla sua famiglia a Aarau, in Svizzera, per concludere gli studi superiori, dove ricevette il diploma nel 1896.
Nel 1898, Einstein incontrò e si innamorò di Mileva Marić, una sua compagna di studi serba (amica di Nikola Tesla). Nel 1900, gli fu garantito un diploma da insegnante dallEidgenössische Technische Hochschule e fu accettato come cittadino svizzero nel 1901. In questo periodo Einstein discuteva dei suoi interessi scientifici con un ristretto gruppo di amici, inclusa Mileva. Lui e Mileva ebbero una figlia, Lieserl, nata nel gennaio 1902. I loro genitori erano contrari ad un loro matrimonio e considerarono la piccola Lieserl una figlia illegittima. La bambina morì di scarlattina o più probabilmente fu data in adozione, ma ben presto se ne persero le tracce.
Nel 1905 Einstein ottenne il dottorato mentre lavorava presso l'ufficio brevetti di Berna.
Teoria della relatività ristretta
In quell'anno pubblicò l'articolo Zur Elektrodynamik bewegter Körper (Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento), che aveva come oggetto l'interazione fra corpi carichi in movimento ed il campo elettromagnetico vista da diversi osservatori in stati di moto differenti.
Grazie a questo articolo, vennero risolte le controversie che avevano caratterizzato la fisica di fine '800 per quel che riguardava l'esistenza o meno di un sistema di riferimento assoluto. La teoria che ne scaturì fu indicata come teoria della Relatività ristretta.
Nello stesso 1905, pubblicò una nota che forniva una spiegazione dell'effetto fotoelettrico utilizzando il concetto di quanto, ipotizzato qualche anno prima da Max Planck. Questo lavoro diede una grande spinta alla meccanica quantistica, la cui concezione stava formandosi proprio in quegli anni. Ancora in quello stesso annus mirabilis sviluppò una teoria del moto browniano.
Dal 1908 insegnò a Berna e nel 1911 passò a Praga; nel 1914 fu nominato direttore dell'Istituto di Fisica dell'Università di Berlino, dove rimase fino al 1933. In quegli anni effettuò alcune ricerche sulla meccanica statistica e sulla teoria della radiazione, mentre stava concependo l'estensione delle teorie relativistiche.
Teoria della relatività generale
Il 1915 è un anno importante per la fisica teorica: in tale anno infatti, Einstein propose una teoria relativistica della gravitazione, indicata come Relatività generale, che descriveva le proprietà dello spazio-tempo a 4 dimensioni. In tale teoria si concludeva che i sistemi inerziali potevano avere senso solo in assenza di campi gravitazionali. Nonostante sia meno universalmente conosciuta e compresa, per le difficoltà del modello matematico usato per la descrizione, la relatività generale è una teoria molto più rivoluzionaria di quella ristretta, in quanto criticava alla base schemi universalmente accettati.
Nel 1917 mostrò il legame esistente tra la legge di Bohr e la formula di Plank dell'irraggiamento del corpo nero. Nello stesso anno introdusse la nozione di emissione stimolata, che sarebbe poi stata applicata alla concezione del laser.
Nobel nel 1922
Nel 1922 ottenne il Premio Nobel per la Fisica (la nomina fu del 1921, ma fu comunicata solo nel 1922) per il suo lavoro del 1905 sulla spiegazione dell'effetto fotoelettrico. In quegli anni Einstein cominciò a dedicarsi alla ricerca di teorie del campo unificate, argomento che lo appassionò fino alla fine, assieme ai tentativi di spiegazioni alternative dei fenomeni quantistici: infatti, la sua concezione del mondo fisico mal si conciliava con le interpretazioni probabilistiche della meccanica quantistica.
Si trasferì in America a causa delle persecuzioni antisemite che già imperversavano in Germania e in Europa.
Nel 1933 si trasferì all'Institute of Advanced Studies a Princeton, dove proseguì con le sue ricerche, studiando anche alcuni problemi cosmologici e le probabilità delle transizioni atomiche.
Morì a Princeton nel 1955.
I vari lavori di Einstein operarono una rivoluzione di tale portata da poter essere paragonata solo con quella di Isaac Newton. La sua onestà scientifica si esplicitò nel dare impulso alla meccanica quantistica, tramite lo studio sull'effetto fotoelettrico, anche se non fu mai convinto del significato di quella teoria (famosa è la sua frase in polemica con Niels Bohr secondo cui Dio non gioca a dadi), non potendone accettare l'aspetto probabilistico.
Tuttavia il campo in cui si applicò non riguarda solamente la relatività e gli studi ad essa collegata; vi è una parte della personalità di Einstein collegata ad un senso più pratico della scienza. Nel 1929 infatti lavorò assieme a Leo Szilard ad un prototipo di macchina refrigerante ad assorbimento diffusione realizzando un brevetto innovativo di un refrigeratore funzionante solo con una miscela di acqua e ammoniaca senza parti in movimento e con consumi elettrici bassissimi. Il brevetto non fu commercializzato perché non venne mai costruito e fu soppiantato dal brevetto Servel-Electrolux per gli attuali frigoriferi che noi tutti usiamo.
Anche filosofo
Leo Szilard
(questa sezione andrebbe ampliata)
Alla figura dello scienziato si affianca quella non meno importante di uomo calato nel suo tempo e di filosofo. Quanto era intransigente come scienziato, così lo fu come persona; nel 1913 rifiutò di firmare un manifesto a favore della guerra che gli veniva proposto da un buon numero di scienziati tedeschi.
Nel 1939, su sollecitazione di Leo Szilard, scrisse al presidente Roosevelt per sostenere l'opportunità che gli USA costruissero la bomba atomica, preoccupato della possibilità che il regime nazista potesse dotarsi per primo di quella terribile arma; successivamente invece non fu ascoltato quando nel 1945 si oppose al lancio della stessa bomba sul Giappone.
Visione politica
Einstein si considerò sempre un pacifista [http://www.amnh.org/exhibitions/einstein/peace/index.php] ed un umanista [http://www.amnh.org/exhibitions/einstein/global/index.php], e negli ultimi anni della sua vita, anche socialista. Descrivendo il Mahatma Gandhi, Albert Einstein disse "Le future generazioni difficilmente potranno credere che qualcuno come lui sia stato sulla terra in carne ed ossa".
"Gandhi, il più grande genio politico del nostro tempo, ci ha indicato la strada da percorrere. Egli ci ha mostrato di quali sacrifici l'uomo sia capace una volta che abbia scoperto il cammino giusto."
"Dovremmo sforzarci di fare le cose allo stesso modo: non utilizzando la violenza per combattere per la nostra causa, ma non-partecipando a qualcosa che crediamo sia sbagliato."
Le opinioni di Einstein su altri argomenti, come il socialismo, il maccartismo ed il razzismo, furono male interpretate e la sua figura risultò molto controversa negli Stati Uniti di quegli anni (vedi Einstein e il socialismo). Einstein fu inoltre cofondatore del liberale Partito Democratico Tedesco.
L'FBI raccolse un fascicolo di 1427 pagine sulla sua attività e raccomandò che gli fosse impedito di emigrare negli Stati Uniti secondo lo Alien Exclusion Act, aggiungendo che, insieme ad altri addebiti, Einstein credeva, consigliava, difendeva o insegnava una dottrina che, in senso legale, era stata ritenuta dai tribunali, in altri casi, capace di permettere all'anarchia di progredire indisturbata e che portava a un governo solo di nome. Aggiunse anche che Einstein "era stato membro, sostenitore o affiliato a 34 movimenti comunisti tra il 1937 ed il 1954" e che "inoltre lavorò come presidente onorario in tre organizzazioni comuniste."[http://foia.fbi.gov/foiaindex/einstein.htm]
1954 Solomon Mikhoels, 1943]]
Einstein si oppose ai governi dittatoriali e per questo motivo (e per le sue origini ebraiche) si oppose al regime nazista e abbandonò la Germania subito dopo la presa del potere da parte del partito nazista. In principio fu favorevole alla costruzione della bomba atomica al fine di prevenirne la costruzione da parte di Hitler e per questo scrisse anche una lettera [http://hypertextbook.com/eworld/einstein.shtml] (del 2 agosto del 1939 probabilmente scritta da Leo Szilard) al presidente Roosevelt incoraggiandolo ad iniziare un programma di ricerca per creare delle armi atomiche.
Roosevelt rispose creando un comitato per studiare la possibilità di usare l'uranio come arma nucleare. Successivamente il Progetto Manhattan assorbì tale comitato.
Tuttavia, dopo la guerra, Einstein fece pressioni per il disarmo nucleare e per l'istituzione di un governo mondiale. Affermò: "Non so con quali armi verrà combattuta la III guerra mondiale ma la IV verrà combattuta con clave e pietre."
Einstein fu un sostenitore del sionismo. Sostenne l'insediamento ebraico nell'antica sede del giudaismo e fu attivo nell'istituzione dell'università ebraica di Gerusalemme, in cui pubblicò (1930) un volume intitolato About Zionism: Discorsi e Conferenze del Professor Albert Einstein, e a cui donò i suoi scritti. D'altra parte si oppose al nazionalismo ed espresse scetticismo rispetto alla soluzione di uno stato-nazione ebraico. Forse immaginava che gli ebrei e gli arabi potessero vivere in pace nello stesso territorio. In tarda età gli fu offerto il posto di secondo capo di stato del nuovo stato di Israele ma declinò l'invito ritenendo di non avere le capacità necessarie.
Einstein, insieme ad Albert Schweitzer ed a Bertrand Russell, combatté contro i test e le sperimentazioni militari della bomba atomica. Insieme a Russell firmò il Manifesto Russell-Einstein che dette vita alla Conferenza di Pugwash per la Scienza e gli Interessi del Mondo.
Un sospetto plagio storico
È risaputo che diversi fisici avevano già scoperto da tempo ciò che fu accreditato ad Einstein come scoperta. In particolare la celeberrima formula E=mc² fu già intuita da Isaac Newton che disse: "La massa e la luce sono convertibili l'uno nell'altro" e fu scritta così com'è per primo da Tolver Preston nel 1875; in questo caso non abbiamo referenze dirette alla formula, ma si deduce che il fisico la conoscesse grazie a una sua citazione: "L'energia che si può ottenere da un chicco di grano solleverebbe di 1,9 miglia un oggetto di peso di 100.000 tonnellate". Fu poi integrata da Henri Poincaré nel primo novecento, infine da Olinto De Pretto nel 1904. Proprio da quest'ultimo Einstein deve aver "ripreso" la formula, visto che il vicentino la scrisse nel suo libro "ipotesi dell'etere nella vita dell'universo", che il tedesco molto probabilmente avrà letto grazie alla sua abilità nel parlare italiano e ai contatti con il suo amico Michele Besso, originario del nord-est anche lui e con uno zio (Beniamino) che lavorava con il fratello di Olinto, Augusto. Per quanto riguarda la teoria della relatività, Henri Poincaré formulò già molte tesi su cui poi si baserà il giovane Albert. Innanzitutto stabilì che la velocità della luce fosse la velocità limite, che nessun esperimento potesse stabilire se un moto fosse uniforme o statico e che la massa di un oggetto dipendesse dalla sua velocità. Hendrik Lorentz, con la sua Trasformazione di Lorentz, fece qualcosa di più di una importante anticipazione alla teoria della relatività. Da notare il fatto che Einstein rifiniva molto poco le sue opere e che i richiami alle altre personalità che avevano costruito le basi culturali che lui diffuse con le sue capacità di sintesi e il suo grande impatto mediatico sono totalmente assenti. Egli è stato l'iniziatore della "scienza di massa" del terzo millennio, portando alla figura del fisico un rilievo enorme (forse anche per questo è stato strumentalizzato dalla scienza ormai megalomane), ha rivoluzionato, è vero, il modo di fare scienza, ma è stato un uomo che si è posto a conclusione di un discorso cominciato cento anni prima e di cui non ha fatto altro che una sintesi e rielaborazione.
Voci correlate
- Einstein e il socialismo
Collegamenti esterni
- [http://www.alberteinstein.info Il 19 maggio 2003 vennero messi on-line circa 3000 scritti]
- [http://www.nobel.se/physics/laureates/1921/einstein-bio.html Nobel e-Museum]
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