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| 19 Aprile |
19 aprile
Il 19 aprile è il 109° giorno del Calendario Gregoriano
(il 110° negli anni bisestili).
Mancano 256 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1539 - Firma del Trattato di Francoforte
- 1587 - Francis Drake affonda la flotta spagnola nel porto di Cadice
- 1770 - Il capitano James Cook giunge in vista dell'Australia
- 1775 - Inizio della rivoluzione americana con la Battaglia di Lexington e Concord
- 1810 - Il Venezuela giunge ad una forma di autogoverno
- 1820 - Grecia: sull'isola di Milo Dumont d’Urville vede nella capanna di un contadino greco la parte superiore della statua conosciuta come Venere di Milo. Il contadino racconterà di averla trovata tre settimane prima scavando nei resti di un tempio, e di aver lasciato lì la parte inferiore e le braccia della statua. Tutti questi pezzi vengono inviati al Museo del Louvre, in Francia, dove però si smarriscono nei magazzini. Rimangono solo il busto senza braccia della Venere.
- 1839 - Il Trattato di Londra sancisce la nascita del regno del Belgio
- 1892 - USA: Charles Duryea sostiene di essere la prima persona ad aver guidato, a Springfield, una automobile
- 1904 - Gran parte della città di Toronto, Ontario, Canada, è distrutta da un incendio
- 1909 - Giovanna d'Arco viene dichiarata santa
- 1919 - USA: Leslie Irvin compie il primo lancio con un paracadute a caduta libera
- 1927 - USA: l'attrice Mae West viene condannata a dieci giorni di prigione per oscenità per l'interpretazione della sua commedia Sex
- 1934 - L'attrice bimba-prodigio Shirley Temple fa il suo debutto in Stand Up and Cheer
- 1938 - USA: la RCA-NBC inizia le sue trasmissioni televisive
- 1937 - L'Italia fascista vara la prima legge di tutela della razza, il regio decreto legge n. 880/37. L'ordinanza vietava il madamismo (l'acquisto di una concubina) ed il matrimonio con le donne di colore delle colonie africane.
- 1943 - Seconda guerra mondiale: soldati tedeschi delle SS, al comando del generale Stroop entrano nel Ghetto di Varsavia per catturare gli ultimi ebrei rimasti
- 1948 - Italia, resi noti i risultati delle votazioni di ieri: la Democrazia Cristiana ottiene 48,5% dei voti e 305 seggi, il Fronte Popolare
- 1951 - Il generale Douglas MacArthur si ritira dall'attività militare
- 1956 - L'attrice Grace Kelly sposa Ranieri III di Monaco
- 1961 - Baia dei Porci/Cuba: fallisce l'invasione dell'isola caraibica
- 1964 - USA: presentazione al pubblico dell'auto Ford Mustang
- 1967 - Belgrado, reo di aver criticato il regime di Tito, lo scrittore Mihajlo Mihajlov è condannato a 4 anni e mezzo di carcere
- 1968 - USA, identificato l'uomo che il 4 aprile uccise Martin Luther King: si tratta di James E. Ray, evaso dal carcere di Jefferson City
- 1971
- La Sierra Leone diventa repubblica
- Guerra nel Vietnam: L'associazione di veterani contro la guerra nel Vietnam inizia una dimostrazione di cinque giorni a Washington
- Charles Manson è condannato all'ergastolo per l'uccisione dell'attrice Sharon Tate, moglie del regista Roman Polanski
- 1979
- Roma Ciro Principessa, un iscritto al PCI viene accoltellato da Claudio Minetti, un estremista di destra all'interno della sezione del Partito
- Milano, I "Proletari armati per il comunismo" uccidono l'agente della Digos Andrea Campagna
- Repubblica Federale Tedesca, ritrovato nelle foreste vicino Colonia il cadavere di Jozo Molos, un emigrato croato, crivellato di colpi: sospettati dell'omicidio i servizi segreti jugoslavi
- 1987 - USA I Simpson fanno la loro prima apparizione al Tracey Ullman Show in un breve episodio intitolato Good Night
- 1993 - USA: Strage di Waco, Texas - termina con una sparatoria l'assedio durato cinquanta giorni ad un complesso scolastico nei pressi di Waco: otto persone morte
- 1994 - Francia, condanna all'ergastolo per Paul Touvier, tristemente noto come il boia di Vichy
- 1995 - USA: un grupo neo-nazista statunitense tramite un'autobomba distrugge la sede dell'FBI di Oklahoma City, capitale dello Stato dell'Oklahoma, provocando 168 vittime. Fino a quel momento è il più grave attentato subìto dagli Stati Uniti.
- 1999 - Germania: la sede del Parlamento ritorna a Berlino
- 2000 - Disastro aereo: un Boeing 737-200 della Air Philippines precipita nei pressi dell'aeroporto di Davao: 131 morti
- 2004 - Dal cosmodromo di Baikonur di Baikonur in Kazakhstan parte una capsula Soyuz TMA-4, destinata al riforimento della stazione spaziale internazionale (ISS), con a bordo il russo Gennady Padalka, l'olandese Andre Kuipers e l'americano Michael Fincke
- 2005 - Conclave 2005: alle 17.50 fumata bianca; alle 18.04 circa i rintocchi a festa delle campane della Basilica di San Pietro tolgono i dubbi alla grande folla raccolta in Piazza San Pietro: il nuovo Papa è stato eletto al 4° scrutinio. Si tratta del cardinale tedesco Joseph Ratzinger, salito al soglio di Pietro con il nome di Papa Benedetto XVI. L'annuncio dellHabemus Papam è stato dato alle ore 18.41.
Nati
- 1492 - probabile data di nascita di Pietro Aretino
- 1772 - David Ricardo, economista
- 1883 - Richard von Mises, matematico
- 1891 - Riccardo Bacchelli, scrittore
- 1892 - Germaine Tailleferre, compositore
- 1897 - Constance Talmadge, attrice
- 1900
- Richard Hughes, scrittore
- Jean Frédéric Joliot, fisico atomico
- 1912 - Rudi Fischer, pilota tedesco († 1976)
- 1927 - Erma Bombeck, umorista
- 1928 - Alexis Korner, musicista rock
- 1929 - Duilio Loi, pugile
- 1930 - Dick Sargent, attore
- 1932 - Fernando Botero, pittore e scultore
- 1933 - Jayne Mansfield, attrice
- 1934 - Jean Ziegler, sociologo svizzero
- 1935
- Giancarlo Dondi, Presidente Federazione Rugby Italiana
- Dudley Moore, attore, musicista, compositore († 2002)
- 1944 - Bernie Worrell, tastierista (già dei P Funk)
- 1946 - Tim Curry, attore
- 1947 - Murray Perahia, pianista e direttore d'orchestra statunitense
- 1949 - Paloma Picasso, pittrice
- 1951 - Marisa Laurito, attrice
- 1952 - Alexis Arguello, pugile nicaraguense
- 1953 - Sara Simeoni, atleta italiana
- 1960 - Nicoletta Braschi, attrice, moglie di Roberto Benigni
- 1968 - Ashley Judd, attrice
- 1973
- Alessandro Preziosi, attore
- George Gregan, giocatore di rugby australiano
- 1979 - Kate Hudson, attrice
- 1981
- Hayden Christensen, attore;
- Catalina Sandino, attrice.
- 1987 - Maria Sharapova, tennista russa
Morti
- 1054 - Papa Leone IX
- 1390 - Roberto II di Scozia
- 1560 - Filippo Melantone, umanista e teologo tedesco (n. 1497)
- 1588 - Paolo Veronese, pittore italiano (n. 1528)
- 1632 - Sigismondo I di Svezia
- 1689 - Cristina di Svezia
- 1729 - Antonio Ferdinando Gonzaga
- 1768 - Giovanni Antonio Canal (Canaletto), pittore italiano
- 1813 - Benjamin Rush, medico
- 1824 - Lord Byron (George Gordon Byron), scrittore e poeta inglese (n. 1788)
- 1849 - Carlo Alberto di Savoia
- 1864 - Eugenio Barsanti, inventore italiano
- 1881 - Benjamin Disraeli, primo ministro del Regno Unito
- 1882 - Charles Darwin, biologo
- 1906 - Pierre Curie, medico
- 1914 - Charles Sanders Peirce, matematico e filosofo
- 1949 - Ulrich Salchow, pattinatore svedese
- 1958 - Robert Bentley, attore ed umorista
- 1967 - Konrad Adenauer, politico e statista tedesco già cancelliere della Repubblica Federale Tedesca
- 1971
- Earl Thomson, atleta canadese
- Luigi Piotti, pilota italiano (n. 1913)
- 1973 - Hans Kelsen, giurista austriaco
- 1974 - Ayub Khan, presidente del Pakistan
- 1975 - Percy L. Julian, chimico
- 1989 - Daphne du Maurier, scrittore
- 1992 - Frankie Howerd, attore
- 1998 - Octavio Paz, scrittore e diplomatico
- 2005 - George Pan Cosmatos, regista italiano di origini greche (n. 1941)
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Festa della repubblica in Sierra Leone
- Dichiarazione di indipedenza del Venezuela
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Elfego di Canterbury, vescovo
- Sant'Emma di Sassonia, vedova
- Sant'Espedito di Melitene, martire
- San Leone IX, Papa
- San Varnerio di Oberwesel, martire
Laiche
19
ja:4月19日
ko:4월 19일
simple:April 19
th:19 เมษายน
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
1539
Eventi
Nati
Morti
- Marco Palmezzano, pittore italiano
039
ko:1539년
simple:1539
1587
Eventi
- processo di Triora
Nati
Morti
- Vincenzo Ruffo
087
ko:1587년
Francis Drake
Il Vice Ammiraglio Sir Francis Drake (circa 1540; 28 gennaio 1596) fu un corsaro inglese, navigatore, eroe navale, politico, ingegnere civile del periodo elisabettiano. Fu il primo inglese a circumnavigare il globo, dal 1577 al 1580 e fu insignito del titolo di cavaliere al suo ritorno dalla regina Elisabetta I. Fu il comandante in seconda della flotta inglese che sconfisse la Armada spagnola nel 1588.
Nascita e primi anni
Come nel caso di molti contemporanei, non si conosce l'esatta data di nascita di Drake e potrebbe risalire fino al 1535. La data 1540 è presente in un ritratto dipinto circa verso la fine della vita di Drake.
In seguito all'attacco di Cadice e le sue imprese nel Mar dei Caraibi spagnolo, Drake si guadagnò il soprannome di El Draque ("Il dragone"), che è la diretta traduzione del suo cognome.
Francis Drake nacque a Tavistock, Devon, Inghilterra, figlio di agricoltori protestanti. Durante le sommosse cattoliche del 1549, la famiglia fu costretta a fuggire nel Kent. All'età di circa 13 anni Francis prese il mare su una nave cargo, diventando comandante della nava all'età di 20 anni. Passò gli inizi della sua carriera affinando le sue qualità di far vela nelle acque difficili del Mare del Nord e infine, dopo la morte del capitano per cui egli comandava, diventando comandante di una imbarcazione di proprietà. All'età di 23 anni Drake compì i suoi primi viaggi nel Nuovo Mondo sotto le vele della famiglia Hawkins di Plymouth, in compagnia di suo cugino, Sir John Hawkins.
Le prime avventure
John Hawkins.]]
Attorno al 1563 Drake dapprima fece vela a ovest verso l'oceano spagnolo, attirato dall'immensa ricchezza derivante dal monopolio spagnolo sull'argento del Nuovo Mondo. Drake maturò una rapida antipatia per gli Spagnoli, a causa, almeno in parte, della loro malfidenza verso gli stranieri e del loro cattolicesimo. Si dice che la sua ostilità fosse stata accresciuta dall'incidente a San Juan de Ulloa nel 1568, quando le forze spagnole compirono un attacco a sorpresa in violazione di una tregua concordata pochi giorni prima, che quasi costò la vita a Drake. Da allora, egli dedicò il resto della sua vita ad agire contro l'Impero spagnolo: gli Spagnoli lo consideravano un pirata fuorilegge, ma per l'Inghilterra era semplicemente un navigatore e corsaro. Nel suo secondo viaggio di questo tipo combatté una pesante battaglia contro le forze spagnole, che costò molte vite agli Inglesi ma fece guadagnare a Drake il favore della regina Elisabetta.
La più celebrata avventura di Drake nei Caraibi fu la cattura della carovana spagnola che trasportava argento a Nombre de Dios nel marzo del 1573. Con un equipaggio che includeva diversi corsari francesi e Cimaroni (schiavi africani che erano scappati dagli spagnoli), Drake fece incursioni nelle acque intorno Darien (nell'odierna Panama) e individuò la carovana dell'argento nel vicino porto di Nombre de Dios. Razziò una fortuna in oro, ma dovette lasciar dietro un'altra fortuna in argento perché era troppo pesante per essere riportata in Inghilterra. Fu durante questa spedizione che divenne il primo inglese a vedere l'Oceano Pacifico. Ci riuscì salendo in cima a un alto albero nelle montagne centrali dell'istmo di Panama. Quando Drake ritornò a Plymouth il 9 agosto 1573, soltanto trenta inglesi ritornarono insieme a lui, ma ogni sopravvissuto era ricco per il resto della vita. Tuttavia, la regina Elisabetta, che aveva fino a quel punto appoggiato e incoraggiato le incursioni di Drake, firmò una tregua temporanea con il re Filippo II di Spagna, e così non poté riconoscere ufficialmente le imprese di Drake. Tali intrighi erano tipici nell'era di Drake.
La circumnavigazione del globo
Nel 1577, Drake ricevette dalla regina Elisabetta il compito di intraprendere una spedizione contro la Spagna lungo le coste del Pacifico delle Americhe. Egli fece vela da Plymouth, in Inghilterra, nel dicembre, a bordo del Pelican, con quattro altre navi e più di 150 uomini. Dopo aver attraversato l'Atlantico due delle navi dovettero essere abbandonate sulla costa orientale del Sud America. Le restanti tre navi partirono dirette allo stretto di Magellano all'estremità meridionale del continente. Alcune settimane dopo esse riuscirono a entrare nel Pacifico, tuttavia violenti temporali distrussero una delle navi e costrinsero un'altra a ritornare in Inghilterra. Drake continuò nella sua nave ammiraglia, ora rinominata Golden Hind (la Cerva Dorata) in onore a Sir Christopher Hatton (dal suo stemma araldico).
L'ultima nave restante veleggiò verso nord lungo le coste sul Pacifico del Sud America, attaccando porti spagnoli come Valparaíso durante il percorso. Catturò inoltre delle navi spagnole nel viaggio verso nord, facendo buon uso delle loro mappe, più accurate. Nella sua ricerca del passaggio a Nord Ovest, Drake può essere giunto fino all'odierno confine tra Stati Uniti e Canada. Non essendo in grado di trovare il fantomatico passaggio per rientrare nell'Atlantico, girò indietro e si diresse a sud.
Nel 1579, la Golden Hind entrò in una insenatura (la baia di Drake) a nord dell'odierna San Francisco per riparazioni. Sbarcò nel nord della California, o forse ancora più a nord, nell'Oregon o nel Pacific Northwest (il luogo esatto è ancora dibattuto tra gli storici) e dichiarò la terra, chiamandola "Nuova Albione", territorio della Corona Inglese. Le mappe realizzate poco dopo riportarono scritto "Nuova Albione" su tutta la frontiera a nord della Nuova Spagna.
Quando Drake rifece vela, essi si diressero a ovest attraverso il Pacifico, e qualche mese dopo raggiunsero le Molucche, un gruppo di isole nel sud ovest pacifico (a est dell'odierna Indonesia).
Fece numerose soste nel suo viaggio verso la punta dell'Africa, doppiando infine il Capo di Buona Speranza, e arrivò in Inghilterra nel settembre del 1580. Portò con sé un ricco carico di spezie e di tesori catturati agli spagnoli, e fu salutato come il primo inglese a circumnavigare la Terra. In seguito Drake fu nominato cavaliere dalla regina Elisabetta a bordo della Golden Hind, e divenne sindaco di Plymouth e parlamentare.
Il carico di spezie e tesori catturati agli spagnoli dimostrarono sia la ricchezza che la vulnerabilità dell'Impero spagnolo. La regina ebbe diritto alla metà del carico e il valore di quella metà era superiore alle entrate della corona di un intero anno.
La regina ordinò che tutti i resoconti scritti del viaggio di Drake fossero tenuti segreti, ai suoi partecipanti fu fatto giurare il silenzio a prezzo della vita; il suo scopo era tenere le attività di Drake lontano dagli occhi della rivale Spagna.
L'Armada spagnola
Nel 1585 scoppiò la guerra tra la Spagna e l'Inghilterra. Drake navigò verso il nuovo mondo e saccheggiò i porti di Santo Domingo e Cartagena. Nella tratta di ritorno del viaggio catturò il fortino spagnolo di San Agustín in Florida. Queste imprese incoraggiarono il re Filippo II di Spagna a dare ordini per pianificare una invasione dell'Inghilterra.
Effettuando un colpo preventivo, Drake "bruciacchiò la barba del re di Spagna" dirigendo una flotta su Cadice, una delle principali porte d'ingresso in Spagna, occupando la città per tre giorni e distruggendo 26 navi nemiche insieme a una grande quantità di scorte. Questo attacco ritardò l'invasione spagnola di un anno.
Drake fu vice ammiraglio in capo della flotta inglese (sotto Lord Howard di Effingham) quando essi vinsero l'Armada spagnola che stava cercando di invadere l'Inghilterra nel 1588. Mentre la flotta inglese inseguiva l'Armada lungo la Manica, Drake catturò il galeone spagnolo Rosario insieme all'ammiraglio Pedro de Vales e tutto il suo equipaggio, ma con ciò causando confusione nella flotta inglese durante lo svolgimento dell'azione. Nella notte del 29 luglio, insieme a Howard Drake organizzò le navi incendiarie che costrinsero la maggior parte dei capitani spagnoli a rompere la formazione e a far vela attraverso il passo di Calais verso il mare aperto. Il giorno seguente Drake fu presente alla battaglia di Gravelines.
L'aneddoto più famoso (ma probabilmente apocrifo) sulla vita di Drake dice che, prima della battaglia, egli stesse giocando a bocce a Plymouth. Quando fu avvertito che la flotta spagnola si stava avvicinando, si dice che Drake abbia fatto notare come c'era tempo grandemente sufficiente per finire la partita a bocce e poi battere gli Spagnoli.
Gli ultimi anni
La carriera di navigatore di Drake continuò fino a oltre i suoi cinquant'anni. Nel 1595 attaccò senza successo San Juan, Puerto Rico. Cannoni dal castello El Morro spararono una palla di cannone nella cabina della nave ammiraglia di Drake, ma egli sopravvisse. Nel 1596 morì di dissenteria dopo aver attaccato ancora San Juan, dove avevano cercato riparo alcune navi tesoriere spagnole. Fu sepolto in mare in una bara di piombo.
Drake nella cultura popolare
C'è una leggenda popolare secondo la quale se l'Inghilterra fosse mai in pericolo, se si batte sul tamburo di Francis Drake, egli ritornerà in tempo per salvare la patria.
Le imprese di Drake furono celebrate dal poeta patriottico vittoriano Henry Newbolt nel poema Il tamburo di Drake. Un poema intitolato allo stesso modo fu anche scritto dalla poetessa tardo vittoriana Norah M. Holland.
Collegamenti esterni
in inglese
- [http://www.royal-navy.mod.uk/static/content/3525.html Il Vice Ammiraglio Francis Drake]
- [http://www.mcn.org/2/oseeler/drake.htm Sito web di Oliver Seeler su "Sir Francis Drake"]
- [http://www.spartacus.schoolnet.co.uk/TUDdrakeF.htm Francis Drake]
- [http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/england/1650689.stm Missione per recuperare il corpo di Drake]
Drake
Drake
ja:フランシス・ドレーク
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Cadice
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Cadice (denominazione ufficiale Cádiz) è un comune spagnolo di 133.363 abitanti situato nella comunità autonoma dell'Andalusia.
Popolazione
Cadice risultava avesse 134.989 abitanti nell'ultimo censimento (64.663 uomini e 70.326 donne). Si tratta dell'unica località della Baia di Cadice la cui popolazione è in diminuzione negli ultimi anni. Tra il 1995 e il 2004 la popolazione è diminuita di circa 20.000 persone, soprattutto per l'emigrazione dei giovani in cerca di lavoro verso altre regioni con l'economia più florida.
Storia
Si tratta probabilmente della più antica città fondata nell'occidente del Mar Mediterraneo, dai Fenici nel XI secolo AC anche se oggi si fa risalire ufficialmente la sua nascita alla fine dell'VIII secolo AC. Fondata con il nome originale di Gdr (Gadir, fortezza, con la stessa etimologia di Agadir in Marocco) su quello che in passato era un piccolo arcipelago ed ora una sola isola, per sfruttare le ricche vie di traffico con l'Oceano Atlantico nel commercio del rame e dello stagno. Nell'antica Grecia era conosciuta come Gadeira e ai tempi dell'impero romano come Gades da cui deriva il gentilizio attuale di gaditano.
Ai tempi delle guerre puniche fu alleata di Cartagine ma dovette riconoscere la supremazia romana nel 205 AC riuscendo a continuare nella sua intensa attività commerciale, rafforzando le comunicazioni con il resto del paese. In quei tempi furono anche costruiti un anfiteatro, un acquedotto e diversi templi.
Dopo la caduta dell'impero romano conobbe un periodo di successive invasioni da parte dei Vandali, dei bizantini, dei Visigoti ed infine degli Arabi sotto il cui domincio rimase fino al 1262, anno in cui venne riconquistata dal re Alfonso X di Castiglia.
Da quel momento riprese un periodo di floridità anche in concomitanza con la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo (da qui partì in occasione della seconda e della quarta spedizione verso le Indie).
Il suo porto divenne il più importante nei traffici tra la Spagna e le colonie d'oltremare della Nuova Spagna.
Nel XVI secolo dovette subire vari attacchi, sia dai pirati da cui si difese anche grazie all'aiuto del genovese Andrea Doria, sia dall'inglese sir Francis Drake, sia infine da una coalizione britannica-olandese.
La città riuscì a resistere e restare indipendente durante l'invasione spagnola da parte di Napoleone Bonaparte e fu qui che venne probabilmente siglata la prima costituzione spagnola nel 1812.
La città visse ulteriori eventi negativi: nel 1755 un pauroso maremoto causò moltissime vittime e nel 1947 un'altra catastrofe fu l'esplosione di una polveriera che distrusse parte dell'abitato.
Monumenti ed attrazioni
1947
1947
- La cattedrale
La Cattedrale in stile barocco fu costruita in un periodo di 116 anni e subì varie influenze architettoniche del tempo come il rococò e il neoclassico. Nella sua cappella sono ancora custoditi dipinti e reliquie dopo che la cattedrale originale, finita nel 1260, venne completamente distrutta nel 1596 e nuovamente iniziato a ricostruire nel 1776 sotto la supervisione dello stesso architetto che già aveva costruito quella di Granada. Anche la cattedrale nuova non fu però opera di un solo progettista dopo che l'architetto iniziatore, Vicente Arcero abbandonò i lavori.
- Gran Teatro Falla
Il teatro venne costruito tra il 1884 e il 1905 sulle rovine del precedente Gran Teatro.
- Il palazzo municipale
Affacciato sulla piazza di San Juan Dios, è sede del comune di Cadice e venne costruito in due epoche diverse, la prima nel 1799, la seconda nel 1861.
- Torre Tavira
Caratteristica per la presenza di una specie di camera oscura dove i visitatori possono godere dei riflessi dei panorami della città vecchia.
- Puertas de Tierra
- Piloni di Cadice
Si tratta di piloni trasportanti l'energia elettrica di forma inusuale che attraversano la baia di Cadice e sono alti 158 metri.
- Oratorio di Santa Cruz
- Il castello di Santa Catalina e il castello di San Sebastián
Collegamenti esterni
- [http://www.cadizayto.es/ Sito ufficiale di Cádiz]
- [http://www.cadizturismo.com/ Turismo a Cádiz]
- [http://maps.google.com/maps?ll=36.512718,-6.276455&spn=0.077299,0.105186&t=k&hl=en Vista dal satellite Google Maps]
Cadice
Cadice
Cadice
James Cook
James Cook (27 ottobre 1728 - 14 febbraio 1779) fu un esploratore, cartografo e navigatore britannico. Fece tre viaggi nell'Oceano Pacifico durante i quali scoprì varie isole e ne disegnò le coste.
Nacque a Marton in Cleveland, che ai tempi faceva parte dello Yorkshire, vicino alla città di Middlesbrough. Ancora bambino, si trasferì con la sua famiglia a Great Ayton. Durante l'adolescenza nacque l'amore per il mare e imparò la cartografia.
Durante la Guerra dei sette anni servì nella Royal Navy (la marina militare britannica) partecipando all'assedio della città di Quebec prima della battaglia delle pianure di Abraham nel 1759. Mostrò un ottimo talento per le ricognizioni e la cartografia e durante l'assedio divenne responsabile per la creazione delle mappe della foce del fiume San Lorenzo. La mappatura delle coste di Terranova lo portò all'attenzione della Royal Society.
I suoi successi possono essere ricondotti ad un insieme di caratteristiche: ottime capacità marinaresche, eccellenti abilità cartografiche, coraggio nell'effettuare esplorazioni anche pericolose, capacità di leadership e di comando e una certa spregiudicatezza nell'interpretare gli ordini dell'Ammiragliato.
Il primo viaggio (1768-1771)
Nel 1766, la Royal Society lo incaricò di effettuare un viaggio nell'Oceano Pacifico per osservare il transito di Venere davanti al Sole. Salpò nel 1768 sulla nave HM Bark Endeavour, (il cui nome fu ispirazione per il nome dello Space Shuttle Endeavour) e il 13 aprile 1769 giunse a Tahiti, dove costruì un piccolo forte ed osservatorio per osservare il transito, a causa della mancanza di strumentazione scientifica precisa non fu in grado di misurarlo con esattezza.
Si dedicò all'eplorazione del Pacifico del sud e alla ricerca del mitico continente Terra australis, sull'esistenza del quale nutriva dei dubbi ma che la Royal Society, in particolre Alexander Dalrymple, sosteneva esistesse.
Con l'aiuto di un indigeno tahitiano chiamato Tupaia che aveva ampie conoscenze della geografia locale raggiunse la Nuova Zelanda. Era il secondo europeo (dopo Abel Tasman nel 1642) a raggiungere la Nuova Zelanda. Cook ne tracciò le coste facendo solo errori minimi, chiamò penisola di Banks quella che in realtà era un'isola e non comprese che l'Isola di Stewart era un'isola a se stante.
Scoprì lo stretto di Cook che separa North Island da South Island e del quale Tasman non aveva intuito l'esistenza.
Si recò poi verso l'Australia della quale esplorò la costa orientale. Il luogo del suo primo attracco fu la penisola di Kurnell presso la Botany Bay, destinato ad essere la prima colonia britannica in Australia, quando il capitano Arthur Phillip arrivò con la Prima Flotta nel 1788 ritenne però la baia poco idonea e attraccò più a nord dove attualmente si trova la città di Sydney.
Cook scoprì inoltre la Grande barriera corallina (Great Barrier Reef) quando la sua nave andò in secca l'11 giugno 1770 (lEndeavour fu seriamente danneggiata e le attività di riparazione ritardarono il suo viaggio di due mesi). In seguito navigò attraverso lo stretto di Torres tra Australia e Nuova Guinea, anche questa volta fu il secondo europeo dopo il passaggio di Luis Vaez de Torres nel 1604.
Un altro aspetto notevole di questo viaggio fu che fino a questo punto nessun uomo dell'equipaggio era caduto vittima dello scorbuto, fatto eccezionale per quei tempi. Cook costringeva gli uomini a nutrirsi di agrumi e crauti. Sfortunatamente la tappa successiva fu Batavia la capitale delle Indie Orientali olandesi nota per le sue epidemie di malaria. La maggior parte dell'equipaggio di Cook morì di malaria prima del ritorno nel 1771.
I diari di Cook furono pubblicati al suo ritorno e Cook divenne una sorta di eroe nella comunità scientifica.
1771
Il secondo viaggio (1772-1775)
A Cook fu nuovamente commissionato da parte della Royal Society un viaggio alla ricerca della Terra Australis. Nonostante lo scetticismo e l'insuccesso del primo viaggio Dalrymple si rifiutò di credere che non esistesse un contintente meridionale.
Cook assunse il comando della HMS Resolution mentre Tobias Furneaux comandava la HMS Adventure. Cook circumnavigò il globo ad una latitutidine molto meridionale, fu il primo europeo a superare il Circolo polare antartico il 17 gennaio 1773 raggiungendo i 71°10' Sud.
Dopo aver trascorso la stagione invernale del 1774 in Nuova Zelanda Cook salpò nel novembre 1774 attraversando il Pacifico meridionale a giungendo, cinque settimane dopo, in Terra di Fuoco dove rimase per due settimane. Si diresse poi nell'Atlantico verso nord-est. Inaspettatamente avvistò una terra ricoperta di neve e ghiaccio sulla quale sbarcò il 17 gennaio 1775 in una baia riparata che chiamò Possession Bay. Ne tracciò parte della costa ma non rimase particolarmente affascinato dalla scoperta, ne descrisse anzi la desolazione:
:"Not a tree was to be seen, nor a shrub even big enough to make a toothpick."
Arrivato all'estremo meridionale di quella terra si rese conto che non era il tanto ricercato continente antartico, chiamò quindi il capo meridionale Cape Disappointment e diede all'isola il nome di Georgia del Sud.
Poseguendo la navigazione scoprì la Nuova Caledonia (4 settembre) e le isole Sandwich Australi. Nella nebbia antartica perse i contatti con Furneaux che proseguì per la Nuova Zelanda dove perse alcuni uomini in uno scontro coi maori.
Cook proseguì l'esplorazione del mare antartico e arrivò in prossimità dell'Antartide ma tornò a Tahiti per fare rifornimento di viveri. Si recò nuovamente a sud nel tentativo di trovare il continente portando nuovamente con sé un indigeno tahitiano, Omai, che però si rivelò meno competente di Tupaia. Al ritorno attraccò a Tonga e sull'Isola di Pasqua. Il suo ritorno pose fine temporaneamente alle ricerche di Terra Australis.
Un altro risultato positivo del secondo viaggio fu il collaudo di uno strumento segnatempo ideato da John Harrison che facilitò la misura accurata delle longitudini.
Al suo ritorno Cook ottenne un congedo con tutti gli onori dalla Marina ma ciò non lo tenne lontano dal mare e dalla navigazione. Un terzo viaggio alla ricerca del Passaggio a nord-ovest era già pianificato. Cook avrebbe dovuto navigare attraverso il Pacifico e sempre verso est per tornare all'Atlantico e un'altra nave avrebbe fatto il percorso contrario.
Il terzo viaggio (1776-1779)
Nel suo ultimo viaggio Cook era nuovamente al comando della HMS Resolution mentre il capitano Charles Clerke era al comando della HMS Discovery. Lo scopo dichiarato del viaggio era di accompagnare a Tahiti Omai; questo è ciò che credeva la gente e divenne una sorta di curiosità a Londra.
Londra
Dopo lo sbarco di Omai Cook navigò verso nord e nel 1778 divenne il primo europeo a visitare le isole Hawaii, che lui chiamò "Isole Sandwich" in onore del Primo Lord dell'Ammiragliato il 4° conte di Sandwich. Dalle Hawaii proseguì ed esplorò la costa occidentale americana attraccando presso il Nootka Sound sull'Isola di Vancouver, passando lo Stretto di Juan de Fuca. Esplorò è tracciò le mappe della costa dalla California allo Stretto di Bering.
Lo stretto di Bering nonostante gli svariati tentativi fatti si rivelò impenetrabile. Per Cook questo viaggio fu molto frustrante e iniziò a soffrire di problemi di stomaco che secondo alcune teorie furono all'origine del suo comportamento viepiù irrazionale nei confronti dell'equipaggio.
Cook tornò alle Hawaii nel 1779. Il 14 febbraio presso la baia di Kealakekua alcuni indigeni rubarono una delle scialuppe. Questo genere di furti era abbastanza normale e solitamente alcuni indigeni venivano presi in ostaggio per ottenere la restituzione del maltolto. Cook, in preda all'irrazionalità, ebbe un violento alterco con un folto gruppo di locali, nella disputa furono esplosi alcuni colpi d'arma da fuoco e Cook venne accoltellato.
Clerke prese il comando della spedizione e fece un altro tentativo di passaggio attraverso lo stretto di Bering. La Resolution e la Discovery rientrarono nel 1780.
Bibliografia
- Richard Hough Captain James Cook
- Arthur Kitson The Life of Captain James Cook ISBN 1414289189
- A. Kippis Narrative Of The Voyages Round The World Performed By Captain James Cook ISBN 1419136674
- Roger Morriss Captain Cook and His Exploration of the Pacific ISBN 1860074707
- John Ledyard The Last Voyage of Captain Cook
Luoghi che portano il suo nome
- le Isole Cook, stato dell'Oceania associato alla Nuova Zelanda
- il Monte Cook, il più alto (3754 m) della Nuova Zelanda
- il Ghiacciaio Cook, il principale delle Isole Kerguelen
Collegamenti esterni
- [http://www.win.tue.nl/~engels/discovery/cook.html Pagina di link su James Cook]
- [http://www.collectionscanada.ca/explorers/kids/h3-270-e.html Le mappe dei viaggi dell'Explorer]
- [http://nla.gov.au/nla.ms-ms1 I diari di bordo dellEndeavour]
- [http://southseas.nla.gov.au/index_voyaging.html I diari del primo viaggio di Cook, 1768-1771]
- [http://www.gutenberg.org/etext/8106 Diario di Cook durante il suo primo viaggio intorno al mondo]
Cook, James
Cook, James
ja:ジェームズ・クック
th:เจมส์ คุก
1775
Eventi
- 9 luglio - John Outram inventa il primo veicolo pubblico su rotaie, trainato da cavalli, successivamente in suo onore sarà chiamato tram. Per il primo tram elettrico bisognerà attendere il 1879.
Nati
- 22 gennaio - André-Marie Ampère, fisico francese († 1836)
- 23 aprile - William Turner, pittore inglese
Morti
- Georg Friedrich Schmidt, incisore tedesco (n. 1712)
075
ko:1775년
ms:1775
Rivoluzione Americana
Per Guerra di indipendenza americana (o Rivoluzione americana) si intende l'insieme di eventi che per vent'anni, fra il 1763 e il 1783, vide su fronti opposti la Gran Bretagna e le sue tredici colonie dislocate sulla costa atlantica dell'America del Nord, a sud del Canada. Alla base del conflitto - che portò il 4 luglio 1776 alla dichiarazione di indipendenza e all'incarico a George Washington di costituire un esercito regolare - vi erano motivi di ordine economico, politico e militare.
Motivazioni della rivoluzione
Uno dei sostegni della prosperità dell'impero inglese era il commercio con le colonie nordamericane, dalle quali la madrepatria importava materie prime a basso costo e dove esportava manufatti, arricchiti da un alto contenuto di lavoro. Alle colonie era preclusa ogni prospettiva di sviluppo industriale autonomo. Una legge del 1750 vietava alle colonie di costruire laminatoi, fonderie, acciaierie e in generale fabbriche adibite alla siderurgia. Fra le tredici colonie atlantiche, sussistevano però anche profondi motivi di divisione. Le differenze di prospettiva nascevano da differenze strutturali. Da questo punto di vista, le colonie possono essere distinte in tre gruppi:
# nelle quattro colonie del Nord che costituivano la Nuova Inghilterra (New Hampshire, Massachusetts, Rhode lsland, Connecticut) prevalevano le attività commerciali e industriali: segherie, lavorazione del pesce conservato fornito dalla pesca molto abbondante, cantieri navali; qui la vita culturale e gli interessi politici erano particolarmente vivaci, sicché la Nuova Inghilterra ebbe un peso determinante nello svolgimento della storia americana.
# nelle quattro colonie del Centro (New York, Pennsylvania, New Jersey, Delaware) l'attività era molto varia: aziende contadine di modeste proporzioni, attività commerciali riguardanti soprattutto le pellicce; i coloni di origine inglese costituivano il gruppo più numeroso della popolazione, ma erano in minoranza rispetto agli Olandesi, Svedesi e Tedeschi presi nel loro complesso.
# nelle cinque colonie del Sud (Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia), nettamente differenziate da quelle del Nord e del Centro, prevalevano le attività agricole: canna da zucchero, tabacco, riso e, più tardi, cotone, coltivati in grandi piantagioni con massiccio impiego di schiavi neri, erano le maggiori fonti di ricchezza del Sud.
Londra esigeva che i sudditi d'America contribuissero al pagamento delle spese dell'impero, ribadiva il monopolio e il divieto a uno sviluppo industriale autonomo delle colonie e si preoccupava, com'era ovvio, non tanto dei loro particolari interessi, quanto degli interessi globali dell'impero, ma né da una parte né dall'altra esisteva una aperta volontà di scontro. Se si giunse alla completa rottura fra le colonie e la madrepatria, alla dichiarazione d'indipendenza e alla guerra, è perché agivano ragioni profonde e oggettive da individuare come cause reali della rivoluzione americana però le colonie non si sarebbero potute sviluppare sino a diventare il primo nucleo degli Stati Uniti d'America, se fossero rimaste inquadrate e soffocate nell'organizzazione imperiale inglese.
Fin dal 1743, Benjamin Franklin aveva proposto d'inventariare le risorse agricole, minerali, industriali che la scienza avrebbe permesso di mettere a buon frutto. George Washington per quanto appartenente a una famiglia di ricchi proprietari di piantagioni della Virginia, aveva esperienza sufficiente per ragionare non nei termini provinciali del profondo Sud, ma secondo prospettive globali di sviluppo.
La guerra dei sette anni aveva posto fine alla dominazione francese sui territori americani, cosicché i coloni non avevano più quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Ciò li rendeva più insofferenti dei privilegi che l'Inghilterra si era riservati, che risultavano tanto più odiosi in quanto la cultura illuministica diffusasi anche oltreoceano, denunciava l'assurdità delle restrizioni frapposte alla libertà di commercio.
La conclusione della guerra fu per i coloni un'amara delusione: essi si aspettavano che la Louisiana fosse aperta alla loro libera espansione, mentre una disposizione regia precluse immediatamente questa possibilità dichiarando che le terre di recente conquista appartenevano all'impero. A ciò si aggiunsero molteplici iniziative del Parlamento, intese, come abbiamo detto, a imporre anche ai coloni l'obbligo di contribuire alle spese dell'impero. Si trattava di imposte indirette su generi che, avevano per gli Americani un'importanza non trascurabile. Le dogane percepite dal governo inglese non erano sufficienti a pagare le spese dei corpi militari e dei funzionari stanziati in America. D'altra parte i coloni erano abituati a pagare soltanto le imposte locali. Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l'apposizione di un bollo. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese, i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti.
Di fronte alla protesta dei coloni, la legge sul bollo fu abrogata, ma fu sostituita con una serie di imposte indirette su alcune merci (carta, vernici, piombo, tè), che le colonie importavano dall'Inghilterra. La portata economica di questi provvedimenti era molto limitata, ma con essi il Parlamento intendeva porre una questione di principio, facendo valere concretamente il suo diritto di tassare tutti i sudditi dell'impero. I coloni non accettarono l'impostazione del Parlamento e la questione di principio rimase irrisolta, nel 1770 le imposte indirette furono tutte abolite, salvo quella sul tè.
Le prime avvisaglie
Nel 1773 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali ottenne dal Parlamento il diritto di vendere in esclusiva e mediante i suoi stessi agenti il tè ch'essa importava dalla Cina, tagliando fuori gli intermediari americani che avevano fino allora goduto di un ampio e fruttuoso giro di affari.
I commercianti americani di tè, sostenuti dall'opinione pubblica e dalle organizzazioni popolari dei Figli della libertà, organizzarono di rimando il boicottaggio delle merci inglesi.
Un boicottaggio che culminò in un episodio particolarmente clamoroso che scatenò la fase acuta del conflitto: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella linea rossa - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile.
La rivolta di quello che è ricordato come "Boston Tea Party" (dicembre 1773), ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave della Compagnia alla fonda nel porto di Boston, carica di tè; intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di Niente tasse senza una rappresentanza politica una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnava un chiaro punto di svolta.
Il governo di Londra bloccò il porto dì Boston e tentò di privare il Massachusetts di ogni autonomia amministrativa inviando sul posto un gruppo di funzionari inglesi, nominati dal re. In tale situazione, già molto tesa, subentrò una nuova decisiva ragione di conflitto quando, nel 1774, il Parlamento approvò il Quebec Act (Legge di Quebec) che assicurava ai sudditi del Canada, di nazionalità francese e di recente acquisizione, la più ampia libertà religiosa e civile e assegnava al Canada tutti i territori a nord del fiume Ohio, nei quali i sudditi delle tredici vecchie colonie aspiravano ad espandersi.
Mitica cavalcata
Fra i molti eroi della Guerra di indipendenza Paul Revere è uno fra i più celebrati., Con una leggendaria cavalcata notturna si recò a Lexington ad avvisare i coloni insorti mettendoli in guardia sull'arrivo di un battaglione di soldati inglesi appena sbarcati nella zona di North Beach, vicino a Boston.
Il Quebec Act, subito definito intolerable Act (Legge intollerabile) accelerò il processo di ribellione ormai in corso. Nelle colonie meridionali i grandi proprietari terrieri, i mercanti, i ricchi professionisti consideravano il governo inglese come garante della conservazione sociale, ma, specie nel Nord, i lavoratori, il popolo minuto, i piccoli agricoltori e gli uomini di frontiera abbracciarono la tesi dell'indipendenza. Ciò nondimeno, un Congresso continentale riunitosi a Philadelphia nell'autunno del 1774, al quale parteciparono i delegati di tutte le colonie eccetto la Georgia, si limitò a rivendicare l'autonomia amministrativa dei coloni e votò il boicottaggio sistematico delle merci inglesi, da imporre con la forza anche a quegli Americani che non l'avessero praticato spontaneamente.
Di secessione, per il momento, non si parlava ancora, anzi Franklin, che si trovava in Inghilterra per tentare una ragionevole transazione, collaborava alla stesura di un progetto che prevedeva la costituzione di un impero federale, in cui i singoli paesi avrebbero goduto di larga autonomia pur rimanendo uniti nella persona del re. La tensione determinata dal boicottaggio costituiva un terreno propiziò al nascere di incidenti atti a far precipitare la situazione. Nell'aprile del 1775, in occasione di un ordine di confisca di armi impartito dal comandante militare britannico di Boston, si verificò a Lexington una sparatoria fra i patrioti americani e le truppe inglesi, dalla quale ebbe inizio la guerra civile.
Guerra d'indipendenza
Anche se nel maggio del 1776 gli insorti riuscirono a costringere gli Inglesi a sgomberare Boston, le loro truppe erano improvvisate e poco numerose, mancavano di equipaggiamento e di istruzione militare, inoltre una minoranza significativa della popolazione rimaneva fedele al governo di Londra, sicché la guerra non era rivolta solo contro un nemico esterno, ma assumeva anche il carattere di una guerra civile in senso stretto. La speranza dei coloni di ottenere l'appoggio delle popolazioni francesi del Canada fu delusa, ma l'opinione pubblica internazionale progressista appoggiava la causa dei ribelli. L'appoggio dell'opinione pubblica europea alla rivoluzione alimentò un certo flusso di volontari i quali, come il francese marchese di La Fayette, andavano a battersi per la libertà dei coloni, ma in seguito tale appoggio contribuì a facilitare l'intervento della Francia e di altri stati a fianco degli insorti, anche se i governi si muovevano per ben altri motivi che non quelli ideali.
Mentre Franklin sì recava in Francia per ottenere aiuti concreti, la responsabilità di organizzare i ribelli era affidata a George Washington. Nell'ottobre del 1777 una colonna inglese proveniente dal Canada, che procedeva lungo il fiume Hudson con l'intenzione di accerchiare e isolare gli Stati del Nord, fu battuta a Saratoga: tale successo non avrebbe potuto evitare la sconfitta finale cui gli insorti erano votati per la loro inferiorità di mezzi, ma divenne decisivo in quanto dimostrò che gli Americani erano abbastanza risoluti perché i governi europei se ne potessero fidare. La Francia, che da tempo li sosteneva con l'invio di armi, di munizioni e di danaro e che attendeva solo l'occasione propizia per vendicare la sconfitta subita nella guerra dei sette anni, si decise ad intervenire direttamente contro l'Inghilterra (febbraio 1778), seguita l'anno successivo anche dalla Spagna.
L'intervento della Francia mutò profondamente le sorti della guerra, che divampa ormai anche nel Mediterraneo, sulle coste dell'Africa e in India. Nel 1780 la situazione della Gran Bretagna divenne anche più pericolosa, perché non solo essa aveva dichiarato guerra all'Olanda che forniva il suo appoggio agli insorti, ma pretendeva di ispezionare le navi dei Paesi neutrali per accertare che essi non rifornissero gli Americani. Questo modo di procedere determinò la reazione di Caterina II di Russia, che rivendicò piena libertà di navigazione sui mari e promosse una Lega dei Neutri (1781) ostile all'Inghilterra. Alla Lega aderirono la Danimarca, la Svezia, la Prussia, l'Austria e il Portogallo.
In America: le truppe inglesi bloccate nella penisola di Yarktown dal corpo di spedizione francese e dall'esercito americano, dovettero capitolare (ottobre 1781). Gli Inglesi stipularono pertanto con gli Americani e con i loro alleati la Pace di Versailles (3 settembre del 1783) con la quale l'Inghilterra riconosceva la piena indipendenza degli Stati Uniti e restituiva alla Spagna Minorca e la Florida; la Francia recuperava alcune delle Antille, in America, e il Senegal, sulle coste dell'Africa occidentale.
Le conseguenze della rivoluzione americana
In Inghilterra, lo scacco subito costrinse Giorgio III a rinunciare al tentativo di far prevalere le prerogative della corona a scapito del Parlamento. Dopo che anche il Canada era riuscito ad ottenere dalla Gran Bretagna il diritto all'autogoverno, il processo di emancipazione - sospinto dall'esito della Rivoluzione Francese - si estese a macchia d'olio. Nell'America Latina, l'esempio statunitense e la presenza concreta degli Stati Uniti posero le premesse per il movimento indipendentistico che si sviluppò nei primi decenni dell'Ottocento. Nel 1810, con il coinvolgimento della Spagna nelle Guerre napoleoniche, le colonie spagnole nelle Americhe cominciarono anch'esse a lottare per l'indipendenza: nello stesso anno il Messico insorse contro la Spagna, riuscendo però ad ottenere l'indipendenza solo nel 1821. In Francia, la monarchia dei Borbone aveva contribuito ad innescare un processo di enormi proporzioni che l'avrebbe presto travolta. Non solo, infatti, le spese sostenute nella guerra accentuarono le difficoltà del bilancio francese, ma la rivoluzione americana, ispirata a principi democratici illuministici, aveva dato la prova concreta che la sovranità popolare e il diritto-dovere di resistere a un governo vessatorio non erano semplici utopie dei filosofi, ma potevano tradursi in realtà come di lì a poco avrebbe confermato la rivoluzione francese. Le tredici colonie della costa atlantica, conquistando l'indipendenza, prepararono il terreno per quell'esplosione produttiva del capitalismo che in un secolo e mezzo portò gli Stati Uniti ad affermarsi come la più grande potenza industriale e imperialistica del mondo.
Collegamenti esterni
- http://www.thefreedomtrail.org/ (in inglese)
Indipendenza americana
Categoria:Storia degli Stati Uniti
ja:アメリカ独立戦争
1810
Eventi
- 11 aprile - Francia: L'imperatore Napoleone Bonaparte divorzia da Giuseppina Beauharnais e sposa l'arciduchessa Maria Luisa d'Austria, figlia dell'imperatore Francesco I. La mossa, puramente politica, gli permette di "imparentarsi" con l'Austria nel tentativo di procurarsi una pace duratura, su consiglio del Ministro degli Esteri austriaco, il principe Metternich.
- 25 maggio - In Argentina si scatena la rivoluzione di Maggio che porterà all'indipendenza dalla Spagna nel 1816
- 5 luglio - Bologna, Italia: viene inaugurata l'Arena del Sole
- 18 settembre - il Cile ottiene l'indipendenza dalla Spagna
- 3 novembre - Prima rappresentazione dell'opera La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini
Nati
- 3 gennaio - Antoine Thomson d'Abbadie, esploratore e geografo francese († 1897)
- 11 febbraio - Loisa Puget, compositore
- 13 febbraio - Eugenio Villoresi, ingegnere italiano († 1879)
- 15 febbraio - Giovanni Lanza, politico († 1882)
- 1 marzo - Frédéric Chopin, compositore polacco
- 2 marzo - Papa Leone XIII († 1903)
- 8 giugno - Robert Schumann, compositore, pianista
- 10 agosto - Camillo Benso conte di Cavour, statista
- 23 dicembre - Edward Blyth, naturalista e zoologo britannico († 1873)
- 30 dicembre - Atto Vannucci, storico italiano († 1883)
Morti
- 24 febbraio - Henry Cavendish, chimico e fisico britannico
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Venezuela
Il Venezuela è una nazione (912.050 km², 24.287.000 abitanti, capitale Caracas) dell'America meridionale.
Confina a
- nord: Mare delle Antille
- est: Oceano Atlantico, Guyana
- sud: Brasile
- ovest: Colombia
Il Venezuela è una repubblica federale presidenziale.
La lingua ufficiale è quella spagnola.
Storia
La scoperta degli occidentali
Il territorio di questo paese fu scoperto da Cristoforo Colombo nel suo terzo viaggio (1498), che arrivò al golfo di Paria e al delta dell'Orinoco.
La spedizione di Alonso de Ojeda, Amerigo Vespucci e Juan de la Cosa (1499), che le diede il nome di piccola Venezia, esplorò il litorale settentrionale, scoprendo il lago di Maracaibo. Il primo insediamento spagnolo fu Nueva Cadiz (1522).
L'esplorazione dell'interno si svolse per merito dei banchieri di Augusta, i Welser, a cui Carlo V affidò l'amministrazione del paese (1528-46). Ai Welser succedette il governatore Juan de Tolosa (1546), che pose la capitale a Tocufo, moderò gli eccessi dei conquistatori e instaurò il regime delle encomiendas.
Nel 1657 fu fondata Caracas; nel 1731 si creò la capitaneria generale del Venezuela e nel suo territorio vennero incorporate progressivamente nuove regioni.
L'economia del paesi si stabilì sull'estrazione mineraria, con il conseguente sfruttamento degli indigeni e l'importazione di schiavi neri, seguita poi dalla coltivazione di tabacco, caffè, cacao e indaco.
Nel 1779-81 scoppiò una violenta rivolta dei Comuneros, repressa sanguinosamente dagli spagnoli e nel 1797 i cittadini di Caracas insorsero, mentre Francisco de Miranda svolgeva la sua opera per l'indipendenza nazionale attraverso alleanze con l'Inghilterra e gli USA.
Indipendenza
Durante il periodo napoleonico, il dominio spagnolo nel paese entrò in crisi, nel 1810 venne dichiarata l'autonomia, che nel corso del 1811, su trasformò in indipendenza: alla fine dell'anno il primo Congresso Nazionale approvava la Costituzione, sul modello americano.
La controffensiva spagnola fu bloccata da Simon Bolivar, proclamato nel 1813 "el Libertador", che vinse la battaglia decisiva a Carabobo (1821). Con la successiva vittoria a Ayacucho (1824), occupò l'Ecuador e parte del Perù, ponendo fine al dominio spagnolo nell'America meridionale.
Il tentativo di Bolivar di unire tutti gli stati in una grande federazione fallì di fronte ai movimenti separatisti, quello venezuelano era capeggiato da Josè Antonio Paez, che nel 1829 proclamò l'indipendenza del Venezuela, divenendo capo del paese.
Primi governi indipendenti
Si delinearono due partiti, uno governativo e conservatore, l'altro liberale e di opposizione, ma il loro scontro politico venne spesso interrotto dall'intervento dei militari, come José Tadeo Monagas e José Gregorio Monagas, che riformarono la costituzione in senso federale (1857).
Ciò provocò la reazione degli oligarchici e una guerra civile di cinque anni (1858-63), conclusasi con l'approvazione della costituzione federale.
Ma le province federate cercarono di ottenere una totale indipendenza, ribellandosi ed estendendo, alla quasi totalità del paese, una agitazione politica e sociale che venne domata dalla dittatura di Antonio Guzmán Blanco, più volte eletto presidente, che promulgò la legge sull'istruzione gratuita e obbligatoria (1870) e costruì la prima ferrovia.
Altra dittatura fu quella del generale Cipriano Castro (1899-1908) e anche il suo successore, Juan Vicente Gómez, governò con metodi autoritari. Riuscì a mantenere il paese fuori dalla prima guerra mondiale, lo fece aderire alla Società delle Nazioni (1920) e risolse le questioni di confine con Colombia e Brasile.
Nel 1936 una rivolta degli Indi e nel 1937 il colpo di stato del presidente Eleazar López Contreras, che sciolse tutti i partiti, agitarono nuovamente la vita politica e sociale del paese.
Seconda guerra mondiale
La seconda guerra mondiale colpì duramente le esportazioni petrolifere nazionali, provocando una crisi monetaria; nel 1941 il Venezuela dichiarava guerra alle potenze dell'Asse.
Nonostante alcune riforme di avanzato liberalismo, nel 1945 salì al potere il socialista Romulo Betancourt, mentre le elezioni della costituente dell'anno seguente, davano la maggioranza assoluta al partito di Azione Democratica.
Nel 1948 un colpo di stato dei conservatori, alleatisi con i militari, portava al potere una giunta militare presieduta dal colonnello Carlos Delgado, che sciolse il Parlamento e instaurò un governo autoritario.
Da allora, il paese ha attraversato continue fasi di irrequietezza, poiché i governi oligarchici e conservatori che si sono succeduti non hanno saputo appianare il contrasto fra le grandi ricchezze di pochi e la grave miseria di molti.
Nel 1958 una rivoluzione riportava al potere Betancourt; un riformismo progressivo, il controllo dei giacimenti petroliferi, la difesa dei principi democratici e una parziale riforma agraria, non furono sufficienti alla sua rielezione, attaccato dalla destra e dalle forze di sinistra castriste e comuniste.
Le elezioni del 1963, diedero la presidenza a Raoul Leoni, candidato dell'Azione Democratica.
Nel 1969 viene eletto a presidente Rafael Caldera, che prosegue la politica del suo predecessore.
Nel 1973 viene eletto alla presidenza Carlos Andrés Pérez. Vengono nazionalizzate le industrie del petrolio e dell'acciaio (1975).
Le elezioni del 1978 vengono vinte da Luis Herrera Campíns, che porta avanti disastrosi progetti economici.
Le elezioni del 1983 vedono la vittoria di Jaime Lusinchi, il crollo del prezzo del petrolio provoca tagli nella politica assistenziale.
Gli anni recenti
Nel 1988 viene rieletto alla presidenza Carlos Andrés Pérez. Rivolte a Caracas per la scarsità di generi alimentari provocano 1.500 morti. Nel 1993 Pérez viene destituito per corruzione, viene rieletto Caldera, seguito nel 1998 da Hugo Chávez.
Nel 1999 viene riscritta e approvata la Costituzione, convalidata successivamente da un referendum popolare; in dicembre il Venezuela viene sconvolto da frane e alluvioni con migliaia di morti.
Geografia
Geografia fisica
Il territorio si estende dall'equatore fino a circa il 10° parallelo nord.
Tutti i centri di maggiore importanza sono situati lungo le coste.
Le coste sono basse, escluse quelle della fascia centrale, dove le montagne giungono a picco sul mare.
Sono incise profondamente dal Golfo del Venezuela, in fondo al quale si apre il lago Maracaibo, il più grande dell'America meridionale.
Le sue acque dolci non si mescolano con quelle del mare, in quanto lo stretto passaggio che li collega, è profondo solo tre metri.
Il sottofondo del lago è ricchissimo di petrolio e centinaia di torri di estrazione si elevano dalle sue acque.
Attorno si alzano le catene montuose più importanti del Venezuela, come la Cordigliera di Mérida.
Alle spalle della Cordigliera di Mérida, si apre una lunga e ampia pianura, attraversata dal fiume Orinoco.
Nella stagione delle piogge, il fiume straripa, coprendo di acqua fangosa tutte le terre circostanti.
A sud del fiume si innalza il Massiccio della Guayana.
Morfologia
Il paesaggio del Venezuela è vario e discontinuo, risultando costituito da sezioni caratterizzate da un diverso sviluppo delle vicende geologiche.
Si va dalle catene montuose, con cime che superano i 5.000 m, del sistema andino, all'ampia depressione occupata dal lago Maracaibo, dalle ondulazioni della superficie peneplanata dello scudo precambriano della Guyana alle piatte distese del bassopiano compreso tra la catena andina e il Massiccio della Guayana.
Esistono aree di recente formazione, coinvolte nelle complesse vicende dell'orogenesi andina e il cui assestamento non è ancora definitivo, come testimonia l'intensa attività sismica, ma anche aree antichissime, già emerse nel precambriano.
Nel complesso il territorio venezuelano può essere distinto in tre fondamentali sezioni:
- la regione montuosa del sistema andino a ovest e nord-ovest
- le pianure del bassopiano continentale llanos al centro, attraversate dal fiume Orinoco
- il penepiano dello scudo della Guyana a est.
Regione andina
Le Ande locali costituiscono l'appendice nord-orientale del sistema montuoso, qui si assottiglia e si smembra in diverse catene minori.
L'erezione di queste catene è avvenuta per fasi successive: le prime risalgono alla fine del Paleozoico, ma quelle più importanti sono quelle iniziate alla fine del Cretaceo, con un massimo nel Pliocene e nel Pleistocene, quando si ebbero i sollevamenti di potenti serie sedimentarie mesozoiche e cenozoiche e la risalita di grandi masse intrusive di natura granitiche, come quella del Pico Bolivar, che con i suoi 5.007 m è la montagna più alta.
I due principali allineamenti montuosi sono la Sierra di Perijá, lungo il confine colombiano, e la Cordigliera di Mérida che si estende in direzione sudovest-nordest, per poi proseguire verso oriente con il nome di Cordigliera della Costa. Tra la Sierra di Perijá e la Cordigliera di Mérida, si apre una depressione vasta 70.000 km² e in gran parte sommersa dalle acque del lago di Maracaibo, che è il residuo di un vasto golfo marino, parzialmente colmato dal materiale alluvionale dei fiumi delle alture circostanti.
Questa depressione si è impostata in un bacino subsidente, invaso a più riprese dal mare, riempito da sedimenti sia marini che continentali per una potenza complessiva superiore a 5.000 m e in cui si sono formati giacimenti di idrocarburi.
Pianure
La regione dei llanos è ampia 300.000 km² (35% del territorio nazionale); questo bassopiano, piatto e monotono, corrisponde strutturalmente a una subsidenza tettonica instauratasi la l'orogenesi andina e il massiccio della Guayana.
Alluvioni cenozoiche e neozoiche, hanno riempito gradatamente quello che nel Cenozoico era un ampio golfo marino: ancora oggi l'Orinoco e i suoi affluenti depositano enormi quantità di materiale alluvionale, in particolare sabbie (il vasto del delta del fiume progredisce di 45 m ogni anno).
Penepiano
Al di là del corso dell'Orinoco, c'è la regione del penepiano, profondamente incisa dagli affluenti di destra del fiume. È alto in media 600-700 m, composto da rocce cristalline e sedimentarie, spesso profondamente metamorfosate, che risalgono in gran parte al Precambriano; nel tratto a sud è parzialmente ricoperto da formazioni sedimentarie e da intrusioni cristalline mesozoiche.
L'altopiano raggiunge le massime elevazioni col Pico de Neblina (3.014 m) e col Pico Roraima (2.875 m); lungo il confine con il Brasile, troviamo la Serrania de Pacaraima, che si affaccia sul bassopiano amazzonico.
Le coste sono basse e paludose ad occidente, tra le penisole di Guajira e Paraguaná, mentre a oriente si fanno sempre più rettilinee ed elevate, per l'allungarsi della Cordigliera della Costa parallelamente alla linea di costa.
In seguito al movimento di immersione verificatosi nel Pliocene, pieghe marginali della cordigliera hanno dato origine alla doppia penisola di Araya e di Paria e a formazioni insulari, tra cui l'isola Margarita.
Idrografia
La gran parte del territorio tributa nell'Oceano Atlantico tramite l'Orinoco (2.140 km, bacino di 948.000 km²), che è il terzo fiume dell'America meridionale; nasce presso il confine con il Brasile, attraversa interamente il Venezuela formando un vasto arco a causa della presenza del Massiccio della Guayana; assai ricco d'acqua, anche per il numero elevato di affluenti, e interrotto nel suo alto corso da rapide e cascate, che ne impediscono la navigazione.
Un suo tributario di destra, il Caroní, forma la cascata più alta della Terra, il Salto Angel, di 982 m.
Corsi d'acqua più modesti sono il Tocuyo, che si getta nel Mare delle Antille e il Catatumbo, che sfocia nel lago di Maracaibo, vasto 14.000 km² e profondo non più di 50 m, che comunica con il Golfo del | | |