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1917

1917

Eventi


- 16 aprile - Russia: Lenin ritorna in patria
- 27 giugno - la Grecia partecipa alla I guerra mondiale
- 7 novembre - Russia: Colpo di stato Bolscevico durante la Rivoluzione Russa.
- 6 dicembre - Finlandia: dichiarazione d'indipendenza dalla Russia

Prima Guerra Mondiale

23 e 24 ottobre - Si svolge la battaglia di Caporetto

Nati


- 5 gennaio - Adolfo Consolini, discobolo italiano
- 6 marzo - Will Eisner, cartoonist statunitense († 2005)
- 22 marzo - Irving Kaplansky, matematico
- 25 aprile - Ella Fitzgerald, cantante statunitense
- 21 maggio - Raymond Burr, attore canadese
- 7 giugno - Dean Martin, attore e cantante italo-americano
- 30 settembre - Buddy Rich, batterista jazz
- 4 ottobre - Violeta Parra, pittrice, poetessa e cantante cilena
- 10 ottobre - Thelonious Monk, jazzista statunitense
- 16 dicembre - Sir Arthur C. Clarke, scrittore di fantascienza britannico

Morti


- 14 aprile - Ludwik Lejzer Zamenhof, inventore dell'Esperanto
- 30 giugno - Antonio de la Gandara, pittore, disegnatore e pastellista francese
- 12 agosto - Eduard Buchner, chimico tedesco
- 27 settembre - Edgar Degas, pittore francese
- 3 ottobre - Giulio Monteverde, scultore italiano
- 15 ottobre - Mata Hari, ballerina esotica olandese
- 15 novembre - Emile Durkheim, pensatore francese
- 17 novembre - Auguste Rodin, scultore francese (n. 1840)

Premi Nobel


- per la Pace: International Committee Of The Red Cross
- per la Letteratura: Karl Adolph Gjellerup, Henrik Pontoppidan
- per la Fisica: Charles Glover Barkla 017 ja:1917年 ko:1917년 simple:1917

16 aprile

Il 16 aprile è il 106° giorno del Calendario Gregoriano (il 107° negli anni bisestili). Mancano 259 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1178 AC - Una eclisse solare potrebbe segnare il ritorno in patria di Ulisse, il leggendario re di Itaca, dopo la Guerra di Troia
- 69 - Vitellio diviene Imperatore romano
- 529 - Entra in vigore il Codex Iustinianus
- 1071 - Roberto il Guiscardo conquista Bari e pone fine al dominio dell'Impero Bizantino
- 1746 - Scozia: battaglia di Culloden Moor
- 1799 - Guerre napoleoniche: Battaglia del Monte Tabor
- 1821 - A Istanbul, capitale dell'impero musulmano, vengono uccisi migliaia di greci, tra cui il metropolita ortodosso Gregorio V
- 1856 - Parigi, al termine della guerra di Crimea, si svolge la conferenza di pace fra la Russia e Inghilterra, Francia, Regno di Piemonte e Turchia. Primo successo diplomatico del conte di Cavour
- 1917 - Vladimir Lenin ritorna a Stalingrado dall'esilio per preparare la Rivoluzione d'ottobre
- 1919 - India: Gandhi organizza un giorno di preghiera e di astensione dal lavoro dopo il Massacro dell'Amritsar
- 1941 - Seconda Guerra Mondiale: Tunisia, un convoglio navale italiano, il Duisburg, diretto in Libia, alle 02:20 del mattino è attaccato da una squadra navale inglese. Nessuna nave italiana si salva, affondati anche i caccia italiani Lampo, Tarigo, Baleno, e il caccia inglese Mohawk con 4 navi da trasporto inglesi.
- 1943 - Albert Hofmann scopre gli effetti allucinogeni dell'LSD (Lisergid acetil-dietilamide o acido lisergico)
- 1947 - Bernard Baruch conia il termine Guerra fredda per indicare le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti ed Unione Sovietica
- 1972
  - NASA/ Programma Apollo: l'Apollo 16 viene lanciato verso la luna dalla base di Cape Canaveral, in Florida
  - Guerra del Vietnam: Offensiva di Nguyen Hue - Di fronte all'offensiva nordvietnamita gli USA riprendono i bombardamenti su Hanoi e Haiphong
- 1975 - Milano, un gruppo di manifestanti di sinistra viene aggredito al ritorno da un corte da neofascisti. Uno di questi, Antonio Braggion spara alcuni colpi di rivoltella, uccidendo Claudio Varalli
- 1990 - Nepal, il re Birenda Bir Bikram Shah Dev, incarnazione di Vishnu, scioglie l'assemblea nazionale per formare un parlamento democratico
- 1995 - Pakistan, il sindacalista tessile tredicenne Iqbal Masih viene assassinato.
- 1996 - France Telecom inizia il servizio Internet chiamato Wanadoo
- 2002 - Palermo, in un casolare di contrada Massaria, tra Roccapalumba e Vicari, viene arrestato Antonino Giuffrè, mafioso siciliano detto Manuzza
- 2003
  - Atene/Unione Europea: venticinque paesi firmano il Trattato di Atene che prevede l'allargamento della UE
  - Guerra in Iraq: conquistata Tikrit da parte delle forze della coalizione, ma di Saddam Hussein non c'è traccia. In mano alleata anche Mossul e Kirkuk, i pozzi petroliferi sono vigilati per prevenire incendi come nel 1991
  - USA: Michael Jordan lascia definitivamente il basket
- 2004 - Milano, inizia oggi il ramo stralcio del processo SME che riguarda il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi

Nati


- 1660 - Hans Sloane, naturalista inglese e primo espositore del british Museum di Londra
- 1728 - Joseph Black, chimico e fisico scozzese († 1799)
- 1755 - Elisabeth Vigee-Lebrun, pittrice
- 1821 - Ford Madox Brown, pittore inglese († 1893)
- 1844 - Anatole France, scrittore Premio Nobel per la letteratura († 1924)
- 1867 - Wilbur Wright, pioniere del volo († 1912)
- 1871 - John Millington Synge, drammaturgo
- 1889 - Charles Spencer Chaplin, noto come Charlie Chaplin, attore e regista britannico († 1977)
- 1894 - Jerzy Neyman, statistico polacco († 1981)
- 1897 - John Bagot Glubb, generale creatore della Legione Araba
- 1904 - Fifi D'Orsay, attrice
- 1918 - Spike Milligan, attore
- 1919 - Merce Cunningham, ballerino e coreografo
- 1921 - Peter Ustinov, scrittore, attore e regista
- 1922 - Kingsley Amis, scrittore
- 1924 - Henry Mancini, compositore statunitense († 1994)
- 1927 - Papa Benedetto XVI
- 1930 - Herbie Mann, musicista jazz di flauto
- 1935 - Sarah Kirsch, poetessa
- 1939 - Dusty Springfield, cantante
- 1940 - Regina Margherita II di Danimarca, regina
- 1941 - Vittorio Messori, giornalista italiano
- 1946 - Bobby Vinton, cantante
- 1947 - Kareem Abdul-Jabbar, campione di basket
- 1954 - Roberto "Freak" Antoni, musicista e scrittore demenziale bolognese
- 1956 - Lise-Marie Morerod, sciatrice di slalom
- 1962 - Ian MacKaye, musicista
- 1965 - Martin Lawrence, attore e produttore
- 1971 - Selena Quintanilla Pérez, cantante messicana († 1995)
- 1979 - Christijan Albers, pilota olandese

Morti


- 69 - Otone imperatore romano
- 744 - al-Walid II, ibn Abd al-Malik, califfo
- 1788 - Georges-Louis Leclerc, naturalista
- 1828 - Francisco Goya, pittore spagnolo
- 1846 - Domenico Dragonetti, contrabassista italiano (n. 1763)
- 1879 - Santa Bernadetta Soubirous, mistica francese (n. 1844)
- 1914 - George William Hill, astronomo
- 1946 - Arthur Chevrolet, pioniere dell'automobile e designer
- 1958 - Rosalind Franklin, scienziata (n. 1920)
- 1968 - Edna Ferber, scrittore
- 1972 - Yasunari Kawabata, scrittore giapponese Premio Nobel per la letteratura (1968)
- 1991 - David Lean, regista
- 1992 - Neville Brand, attore
- 1995 - Iqbal Masih, sindacalista (n. 1983)

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- San Benedetto Giuseppe Labre, pellegrino
- Santa Bernardetta Soubirous, vergine
- San Ciriaco di Buonvicino, abate
- San Lamberto di Saragozza
- San Leonida e donne, martiri a Corinto

Laiche

16 ja:4月16日 ko:4월 16일 simple:April 16 th:16 เมษายน

Lenin

Vladimir Il'ič Ul'janov (Владимир Ильич Ульянов) detto Lenin (Simbirsk, 22 aprile 1870 - Gorkij, 21 gennaio 1924), uomo politico, rivoluzionario comunista e teorico marxista.

Biografia

Il padre, Il’ja Nikolaevic (18311886), di religione ortodossa, era originario di Astrakhan; laureato in matematica col famoso Lobacevskij, fondatore della geometria moderna, dal 1863 insegnò matematica e fisica nel ginnasio di Niznij – Novgorod, dove nello stesso anno conobbe e sposò Mar'ja Aleksandrovna Blank (18351916); nel 1869 accettò l’incarico di ispettore delle scuole elementari del governatorato di Simbirsk, e vi si trasferì con la moglie, già incinta di Vladimir, e con i due figli Anna (1864) e Aleksandr (18661887). Nel 1874 venne nominato direttore scolastico, col grado di Consigliere di Stato e insignito dell’ordine di San Vladimiro, con il suo inserimento nella piccola nobiltà e il diritto alla trasmissibilità del titolo. La madre, figlia di un medico di origine tedesca, luterana non praticante, allevò altri tre figli, Olga (18721891), Dimitri (1875) e Mar'ja (1878). Nel 1879 Vladimir è iscritto alla I classe ginnasiale, nel 1883 il fratello maggiore Aleksandr si iscrive all’Università di Pietroburgo per studiare scienze naturali; il 12 gennaio 1886 muore il padre.

La situazione politica in Russia

1886 Nella società russa, economicamente arretrata e rimasta feudale malgrado l’abolizione della servitù della gleba nel 1861, gli intellettuali raramente trovano impieghi e incarichi attraverso i quali esercitare quell’influsso economico, politico e ideologico che essi ritengono dover loro spettare; non si uniscono alla borghesia mercantile, ancora rozza e ignorante, che essi disprezzano; di qui nasce il loro senso di frustrazione e l’ostilità verso i ceti privilegiati della nobiltà, economicamente parassitari ma che forniscono i quadri dell’esercito e della burocrazia, i fondamenti, insieme con il clero, del regime autocratico zarista. Le giovani generazioni di studenti divengono così i portatori delle istanze rivoluzionarie; le idee di progresso, largamente diffuse in tutta l’Europa, presupponevano che la cultura, l’istruzione, il pensiero critico, favorissero l’evoluzione delle condizione dell’umanità; gli intellettuali russi, gli unici possessori di un reale cultura nazionale, sarebbero così divenuti i promotori dell'elevamento del popolo, che per la Russia si identificava sostanzialmente con i contadini. Sono le tesi dei populisti, i narodniki, che svolgono la loro propaganda politica presso i contadini dai quali però non sono compresi e rifiutati. Il passaggio al terrorismo, con gli attentati contro gli zar, i suoi ministri e i dirigenti della polizia, è breve. Si illudono, con l’attività terroristica, di dare una dimostrazione del loro interesse per le istanze popolari e di far collassare dall’interno il regime autocratico L’1 marzo 1887, anniversario dell’omicidio dello zar Alessandro II, la polizia arresta i fratelli Anna e Aleksandr nella casa pietroburghese, affittata per frequentare l’Università, con l’accusa di cospirazione contro lo zar. Effettivamente Aleksandr, insieme con altri quattro giovani studenti, progettava di attentare alla vita di Alessandro III e a tale scopo, esperto di chimica, aveva confezionato le bombe da utilizzare nell’attentato. Nel processo ammette le sue responsabilità e cerca di attenuare quelle dei complici; condannato a morte, il 5 maggio viene impiccato con i suoi compagni; la sorella Anna, del tutto estranea, viene rilasciata pochi giorni dopo.

La formazione politica

5 maggio Il mese dopo Vladimir conclude gli studi ginnasiali a pieni voti. A stilare le note caratteristiche di Vladimir è il direttore della scuola; è curioso che egli sia Fiodor Kerenskij, il padre di Aleksandr, futuro avversario politico di Lenin: “Assai dotato, costante e intelligente, Ul'janov è sempre stato in testa alla sua classe e alla fine del corso ha meritato la medaglia d’oro come allievo più degno per l’esito, il profitto e il comportamento. Né dentro né fuori della scuola si è mai verificato un caso in cui Ul'janov potesse meritare per la parola o per il gesto una valutazione non positiva da parte dei superiori e insegnanti. Alla sua istruzione ed educazione morale hanno vigilato con cura i genitori e, a partire dal 1886, dopo la morte del padre, la madre sola che ha consacrato tutte le sue energie a tutelare e allevare la prole. Fondamento: la religione e un’intelligente disciplina. I benefici frutti dell’ambiente domestico risultano evidenti dalla condotta di Ul'janov. Osservando più dappresso il genere di vita familiare e il carattere di Ul'janov non ho potuto fare a meno di notare in lui un riserbo talvolta eccessivo e un atteggiamento scostante anche verso persone di sua conoscenza e, fuori del ginnasio, verso compagni che sono il vanto della scuola; in genere, è poco socievole. La madre di Ul'janov non intende lasciare il figlio durante i suoi studi universitari”. In realtà Vladimir non era più credente da almeno un anno. La condanna di Aleksandr aveva creato il vuoto intorno alla famiglia Ul'janov nella provinciale cittadina di Simbirsk; per questo motivo, gli Ul'janov nella stessa estate si trasferiscono a Kazan, e Vladimir si iscrive alla facoltà di legge della locale Università. Il 4 dicembre 1887 gli studenti di Kazan occupano l’Università per tenervi un’assemblea; l’iniziativa è considerata sovversiva e quella stessa notte la polizia arresta Vladimir e una quarantina di studenti. Si dice che all’osservazione del poliziotto che lo portava al commissariato chiedendogli “ Perché vi ribellate, giovanotto? Avete davanti a voi un muro”, abbia risposto.”Sì, un muro cadente; basterà una spinta”. Viene rilasciato due giorni dopo ed espulso dall’Università. Le autorità lo confinano a Kokuskino, cittadina di cui è originaria la madre che vi possiede delle proprietà e nel 1888 concedono alla famiglia Ul’janov di abitare nuovamente a Kazan. Qui Vladimir frequenta un circolo populistico della Narodnaja Vol'ja e per la prima volta si accosta al marxismo, con lo studio del Capitale. Nel 1889 gli Ul’janov, sempre sorvegliati dalla polizia per i trascorsi di Vladimir e della sorella Anna, abitano a Samara, dove la madre ha comprato una piccola proprietà agricola; in quello stesso anno il circolo populista di Kazan viene sciolto e i suoi membri arrestati. Intanto continua a studiare legge privatamente e chiede e ottiene di poter sostenere gli esami come studente esterno nell’Università di San Pietroburgo, dove si laurea nel novembre 1891. L’anno dopo è iscritto nell’Albo degli avvocati: sosterrà il patrocinio di sole dieci cause giudiziarie, perdendole tutte.

La polemica contro il populismo

Quando, nella primavera del 1893, si trasferisce a San Pietroburgo, la sua formazione politica è delineata: nel suo primo scritto, terminato nel 1893 ma pubblicato solo nel 1923, Nuovi spostamenti economici nella vita contadina, si occupa della obstcina, la tradizionale comunità rurale dei villaggi russi, osservando che in essa si producono differenze di classe, in quanto una piccola minoranza riesce ad accumulare progressivamente una maggiore quantità di terra mentre la maggioranza dei contadini s’impoverisce; questi ultimi, costretti al lavoro salariato nelle proprietà dei contadini più ricchi, acquisiscono in compenso mezzi monetari prima sconosciuti, favorendo così la disgregazione dell’economia naturale della comunità e il sorgere di una economia di mercato, base del capitalismo. capitalismo La sua analisi è una polemica contro le tesi dei populisti, che esaltano la comunità primitiva russa, ritenuta una società di eguali e contrapposta alle forme economiche capitalistiche, produttrici di disuguaglianze, senza avvedersi delle trasformazioni proprio in senso capitalistico che anche in essa sono ormai operanti. Nel 1894 scrive il breve saggio "Che cosa sono 'Gli amici del popolo' e come lottano contro i socialdemocratici", dove esalta la superiorità scientifica del marxismo rimproverando i populisti di soggettivismo sociologico: “Le condizioni storiche che avevano dato ai nostri soggettivisti il materiale per la loro teoria consistevano e consistono tuttora in rapporti antagonistici e hanno generato l’espropriazione del produttore [cioè la trasformazione del piccolo contadino e dell’artigiano in lavoratore salariato]. Non riuscendo a capire questi rapporti antagonistici, non riuscendo a trovare in essi elementi sociali che potessero riscuotere l’adesione degli individui isolati, i soggettivisti si sono limitati a costruire teorie che consolassero questi individui isolati, affermando che la storia è stata fatta da loro”. I populisti, secondo Lenin, non vedono le trasformazioni in atto nella realtà della Russia, non colgono né le contraddizioni dello sviluppo della società russa né le contraddizioni del capitalismo. Al Lenin di questo periodo sfugge ancora l’esatta nozione di dialettica marxista - che egli identifica con la nozione hegeliana in versione positivistica, una meccanica dialettica di tesi, antitesi e sintesi - che consiste invece nel cogliere la contraddizione concreta che spiega lo sviluppo della realtà e cerca di risolverla, non speculativamente, nel puro pensiero, ma nell’operare politico, nella prassi rivoluzionaria.

L'organizzazione del partito rivoluzionario

1894 Nello stesso anno entra in contatto con il movimento, fondato dal maggior teorico marxista russo del tempo, Plechanov, da Axelrod e da Vera Zasulic, Emancipazione nel lavoro che confluirà nel 1898 nel POSDR, il Partito operaio socialdemocratico russo, fondato nel 1898 a Minsk. Nel dicembre 1895 viene arrestato durante gli scioperi degli operai di San Pietroburgo e condannato a tre anni di deportazione in Siberia. Qui scrive Lo sviluppo del capitalismo in Russia, pubblicato nel 1899; nel luglio del 1898 sposa Nadezda Krupskaja, anch'essa condannata in Siberia per reati politici. Nel 1900, scontata la pena, sceglie volontariamente l’esilio, trasferendosi prima a Monaco di Baviera e poi a Zurigo, dove si unisce a Plechanov e a Martov con i quali fonda il periodico Iskra (La scintilla) che esce a Monaco e a Lipsia per essere diffuso clandestinamente in Russia. Nel marzo 1901 fonda un'altra rivista da diffondere clandestinamente in Russia, Zarià (L'aurora); dall'aprile comincia a firmare i suoi articoli con lo pseudonimo di Lenin e nello stesso periodo è raggiunto dalla moglie che ha finito di scontare un anno di confino in Siberia. L'anno 1902 si apre con i contrasti fra Lenin e Plekhanov sui principi che devono guidare il partito; alle tesi programmatiche di Plekhanov, Lenin risponde che "questo non è il programma di un partito che lotta praticamente, ma una dichiarazione di principi, quasi un programma di allievi del primo corso, là dove si parla del capitalismo in genere e non ancora del capitalismo russo". Secondo Lenin, a Plekhanov sfuggiva il rapporto del capitalismo russo con l'economia rurale, la disgregazione delle comunità contadine e la relazione fra le vecchie e nuove realtà sociali che emergono in Russia.

La concezione del partito e la coscienza di classe

A marzo, Lenin pubblica presso l'editore Dietz di Stoccarda il saggio Che fare?, scritto dal maggio 1901 al febbraio 1902. Nel Che fare? Lenin polemizza contro gli economicisti, per i quali "gli operai debbono condurre una lotta economica …che abbraccia anche la politica specificamente operaia, gli intellettuali marxisti fondersi con i liberali per la lotta politica"; in questo modo finiscono per negare la funzione del partito rivoluzionario. Negli anni Novanta ci fu una notevole estensione di scioperi spontanei:"presi per sé, questi scioperi costituivano una lotta tradunionistica, ma non ancora socialdemocratica; annunciavano il risveglio dell’antagonismo tra operai e padroni, ma gli operai non avevano e non potevano avere ancora la coscienza dell’irriducibile antagonismo fra i loro interessi e tutto l’ordinamento politico e sociale contemporaneo, cioè la coscienza socialdemocratica. Gli scioperi della fine del secolo…restavano un movimento puramente spontaneo". La classe operaia, lasciata sola di fronte alle proprie condizioni, non supera i limiti dell’economicismo, del sindacalismo, non mette in discussione il sistema economico e sociale e resta succuba della borghesia. Stoccarda La coscienza politica socialista è la comprensione del rapporto che lega il capitalista all’ordinamento economico, alle istituzioni politiche e allo Stato. E’ illusorio credere di poter combattere il proprio avversario di classe senza combattere l’ordinamento che lo difende e di cui è espressione. Per questo non bastano i sindacati ma è necessario un partito:"La socialdemocrazia rivoluzionaria ha sempre compreso nella propria azione la lotta per le riforme…ma anche e innanzi tutto la soppressione del regime autocratico". Il pensiero politico socialista non è nato in conseguenza delle lotte economiche operaie ma fu lo sviluppo del pensiero di intellettuali rivoluzionari:"La coscienza politica di classe può essere portata all’operaio solo dall’esterno, cioè dall’esterno delle lotte economiche, della sfera dei rapporti fra operai e padroni. Il solo campo dal quale è possibile raggiungere questa coscienza è il campo dei rapporti di tutte le classi, di tutti gli strati della popolazione con lo Stato e il governo, il campo dei rapporti reciproci di tutte le classi". Nel luglio 1903, nel corso del II Congresso del Partito socialdemocratico russo tenuto a Bruxelles e poi a Londra, emergono contrasti tra i socialisti russi: da un lato i bolscevichi (maggioritari), guidati da Lenin e Plekhanov, sostengono la necessità di un partito fortemente centralizzato diretto da rivoluzionari di professione, dall’altro i menscevichi (minoritari), Aksel’rod, Vera Zasulic e Martov. In Un passo avanti, due indietro (1904) Lenin commenta l'esito di quel congresso e completa la sua teoria del partito che per lui è un'organizzazione costruita dall'alto verso il basso: considerare autoritaria e burocratica questa concezione, come sostengono i menscevichi ma anche la socialdemocratica tedesca Rosa Luxemburg, "con la loro tendenza ad andare dal basso in alto, dando a qualsiasi professore, a qualsiasi studente di ginnasio, a ogni scioperante la possibilità di annoverarsi tra i membri del partito", significa privilegiare il movimento e la spontaneità contro la coscienza critica, diminuire il valore dell'iniziativa politica, avere una concezione deterministica dello sviluppo sociale - illudendosi di un presunto inevitabile crollo del capitalismo - e abbandonarsi alla politica del contingente, del caso per caso. Pur essendo il partito della classe operaia, non può identificarsi con essa, esso è la coscienza politica e teorica dell'avanguardia della classe che non coincide con la coscienza politica di tutta la classe:"sarebbe codismo pensare che con il capitalismo tutta la classe sia capace di elevarsi alla coscienza e all'attività dell'avanguardia...dimenticare la differenza che esiste tra l'avanguardia e le masse che gravitano su di essa, dimenticare il dovere dell'avanguardia di elevare strati sempre più vasti al suo livello, vorrebbe dire ingannare se stessi".

La Rivoluzione del 1905

Le conseguenza di una grave carestia e la sconfitta nella guerra contro il Giappone mostrano l'inefficienza e la corruzione dell'autocrazia zarista: il 22 gennaio 1905 una dimostrazione popolare a Mosca viene repressa nel sangue dai cosacchi. Si ammutina la guarnigione di marina a Kronstadt, nel Mare del Nord, la corazzata Potemkin nel Mar Nero e si estendono scioperi e manifestazioni; si costituiscono per la prima volta i Soviet, consigli di delegati delle forze produttive del Paese. Nel novembre Lenin giunge a Pietroburgo, clandestinamente, sotto il nome di Karpov, e si rende conto del prossimo fallimento della rivoluzione; nel dicembre, al congresso del partito in Finlandia, chiede che i bolscevichi agiscano in piena autonomia dalle altre forze di opposizione al regime zarista. Per la prima volta Stalin incontra Lenin: scriverà che, conoscendolo solo di fama, si era aspettato di vedere un gigante e quando vide che Lenin era un uomo perfettamente normale, ne restò deluso. Nel gennaio 1906 Lenin è a Mosca, per contrastare le elezioni del parlamento russo, la Duma, che considera manipolata dalle forze politiche reazionarie. Duma Ai primi del 1907 lo zarismo restaura pienamente l'autocrazia sciogliendo la Duma. Riflettendo sugli insegnamenti della fallita rivoluzione, Lenin afferma che il proletariato "deve sostenere qualunque borghesia, anche la peggiore, nella misura in cui lotti concretamente contro lo zarismo". La rivoluzione del 1905 fallì perché la borghesia russa, troppo debole ancora rispetto allo zarismo, non cercò il potere democratico, ma solo un accordo con l’autocrazia, perché era troppo forte, in essa, il timore di aprire la strada a una rivoluzione proletaria. Per i menscevichi, invece, il proletariato deve sì appoggiare le rivoluzioni che abbiano un contenuto borghese, perché porterebbero a un regime democratico ove, in condizioni più favorevoli, la classe operaia potrebbe svolgere la sua lotta rivoluzionaria per il socialismo, ma non deve mettersi a capo di quella rivoluzione, non può esserne protagonista e deve rimanere all’opposizione. Per Lenin, al contrario, solo se gli operai (i proletari) e i contadini (i piccolo borghesi) saranno i protagonisti di una rivoluzione democratica, questa sarà vittoriosa:"La lotta del proletariato per la libertà politica democratica è una lotta rivoluzionaria, perché mira alla piena sovranità del popolo. La lotta della borghesia per la libertà è una lotta opportunistica, perché mira alla divisione del potere fra l’autocrazia e le classi abbienti". Il proletariato deve operare insieme con la borghesia l’abbattimento del potere reazionario zarista, instaurando una dittatura democratica degli operai e dei contadini; quando fossero realizzate le libertà democratiche, il proletariato e il partito socialdemocratico che lo guida si dovranno porre il problema dell’abbattimento del potere democratico per l’instaurazione del socialismo, attraverso la dittatura della classe operaia. Sono i temi che si ripresenteranno, in forme più sviluppate e drammatiche, nel 1917.

Materialismo ed empiriocriticismo

1917 Nel 1909 Lenin pubblica Materialismo ed empiriocriticismo, in polemica con il compagno di partito Aleksandr Bogdanov il quale sostiene che l'unica realtà è l'esperienza, riprendendo le tesi di Richerd Avenarius e di Ernst Mach. Preoccupato di impedire ogni deviazione idealistica nelle teorie marxiste, Lenin afferma che "l'unica proprietà della materia...è la proprietà di essere una realtà obbiettiva, di esistere fuori della nostra coscienza...le nostre sensazioni, la nostra coscienza, sono solo l'immagine (o il riflesso) del mondo esterno". Pertanto la verità non è, come sostengono gli empiriocriticisti, "una forma organizzatrice dell'esperienza" ma è il modo di essere dell'oggetto a cui il pensiero umano si avvicina secondo una dialettica fra verità assoluta e relativa. In questo modo Lenin cade nel materialismo metafisico: per lui la verità è l'adeguamento del soggetto conoscente all'oggetto esistente di per sé. Così il riflesso dell'oggetto sul soggetto e non la prassi - l'attività del soggetto sull'oggetto - è la mediazione fra conoscente e conosciuto; la prassi stessa diviene una derivazione del riflesso. E' curioso come Lenin, che ha sempre dato, nell'attività politica, il massimo rilievo alla prassi, all'iniziativa rivoluzionaria, nella formulazione filosofica retroceda a un determinismo positivistico.

L'imperialismo

Dal 1912 al 1916 studia il fenomeno dell'imperialismo. Già il socialdemocratico austriaco Hilferding nel suo Il capitale finanziario, nel 1909 aveva individuato nella formazione del capitale finanziario - fusione di capitale bancario e industriale - la premessa delle politiche imperialistiche. Lenin gli rimprovera di trascurare la divisione del mercato mondiale operata dai trusts internazionali e la formazione di una classe parassitaria di possessori di reddito azionario:"...il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitale dal suo impiego nella produzione, il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il rentier, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall'imprenditore...l'imperialismo, cioè l'egemonia del capitale finanziario, è lo stadio supremo del capitalismo in cui tale separazione assume le maggiori dimensioni". Ne sono conseguenze i diversi fenomeni speculativi, finanziari, di Borsa, dei terreni, immobiliari. Se la forma dominante del capitale non è più quella industriale ma finanziaria, se "per il vecchio capitalismo, sotto il pieno dominio della libera concorrenza, era caratteristica l'esportazione di merci, per il nuovo capitalismo, sotto il dominio dei monopoli, è caratteristica l'esportazione del capitale...la necessità dell'esportazione di capitale è determinata dal fatto che in alcuni paesi il capitalismo è diventato più che maturo e al capitale...non rimane più un campo di investimento redditizio". In questa fase, si mostra più palesemente il carattere antisociale e l'irrazionalità del capitalismo e la conflittualità che esso provoca fra la sua necessità di profitto e i bisogni sociali della popolazione. Si può riassumere la definizione leniniana di imperialismo come "capitalismo giunto alla fase dello sviluppo in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, ha acquisito grande importanza l'esportazione dei capitali, è iniziata la divisione del mondo fra i trust internazionali e i maggiori paesi capitalistici si sono divisi l'intera superficie terrestre"

La Rivoluzione del 1917

Quando scoppia la Rivoluzione in Russia nel febbraio del 1917 Lenin è ancora esule in Svizzera. Rientrato a Pietroburgo, ribattezzata Pietrogrado all’inizio della guerra, nelle "Tesi di Aprile" traccia per i bolscevichi un programma in 10 punti: "1...la guerra...rimane incontestabilmente una guerra imperialistica di brigantaggio, in forza del carattere capitalistico di questo governo, non è ammissibile la benché minima concessione al "difensismo rivoluzionario"...Data l'innegabile buona fede di larghi strati dei rappresentanti delle masse favorevoli al difensismo rivoluzionario, che accettano la guerra come una necessità e non per spirito di conquista, e poiché essi sono ingannati dalla borghesia, bisogna spiegar loro con particolare cura, ostinazione e pazienza, l'errore in cui cadono, svelando il capitale insolubile fra il capitale e la guerra imperialistica, dimostrando che è impossibile metter fine alla guerra con una pace veramente democratica, e non imposta con la forza, senza abbattere il capitale. Organizzare la propaganda più ampia di questa posizione nell'esercito combattente. Fraternizzare. 2. L'originalità dell'attuale momento in Russia consiste nel passaggio dalla prima fase della rivoluzione, che ha dato il potere alla borghesia a causa dell'insufficiente grado di coscienza e di organizzazione del proletariato, alla sua seconda fase, che deve dare il potere al proletariato e agli strati poveri dei contadini... 3. Non appoggiare in alcun modo il Governo provvisorio, dimostrare la completa falsità di tutte le sue promesse, soprattutto di quelle concernenti la rinuncia alle annessioni. Smascherare questo governo, invece di "rivendicare" - ciò che è inammissibile e semina illusioni - che esso, governo di capitalisti, cessi di essere imperialistico. 4. Riconoscere che il nostro partito è in minoranza...nella maggior parte dei Soviet dei deputati operai, di fronte al blocco di tutti gli elementi opportunistici piccolo-borghesi...Spiegare alle masse che i Soviet dei deputati operai sono l'unica forma possibile di governo rivoluzionario...svolgeremo un'opera di critica e di spiegazione degli errori, sostenendo in pari tempo la necessità del passaggio di tutto il potere statale ai Soviet dei deputati operai... 5. Niente repubblica parlamentare - ritornare ad essa dopo i Soviet dei deputati operai sarebbe un passo indietro - ma Repubblica dei Soviet di deputati degli operai, dei salariati agricoli e dei contadini in tutto il paese, dal basso in alto. Sopprimere la polizia, l'esercito e il corpo dei funzionari. Lo stipendio dei funzionari - tutti eleggibili e revocabili in qualsiasi momento - non deve superare il salario medio di un buon operaio... 6. Nel programma agrario spostare il centro di gravità sui Soviet dei deputati dei salariati agricoli. Confiscare tutte le grandi proprietà fondiarie. Nazionalizzare tutte le terre del paese e metterle a disposizione di Soviet locali di deputati dei salariati agricoli e dei contadini. Costituire i Soviet dei deputati dei contadini poveri... Pietrogrado 7. Fusione immediata di tutte le banche del paese in un'unica banca nazionale, posta sotto il controllo dei Soviet dei deputati operai. 8. Il nostro compito immediato non è l'"instaurazione" del socialismo, ma, per ora, soltanto il passaggio al controllo della produzione sociale e della ripartizione dei prodotti da parte dei Soviet dei deputati operai. 9. Compiti del partito: convocare immediatamente il congresso del partito; modificare il programma del partito, principalmente: sull'imperialismo e sulla guerra imperialistica; sull'atteggiamento verso lo Stato e sulla nostra rivendicazione dello "Stato-Comune"; emendare il programma minimo, ormai invecchiato; cambiare il nome del partito. 10. Rinnovare l'Internazionale..." In luglio, a Pietrogrado, una manifestazione di centinaia di migliaia di bolscevichi si conclude con gravi incidenti e Lenin, accusato con altri dirigenti di aver organizzato una sommossa, per evitare l’arresto si nasconde in Finlandia, allora regione dell’Impero russo, dove compone l’opera Stato e Rivoluzione, prospettando le linee di una futura società socialista. Rientrato clandestinamente a Pietrogrado, prepara la rivoluzione: il 25 ottobre (7 novembre) 1917, le guardie rosse, milizie operaie bolsceviche, e forze militari occupano il Palazzo d’Inverno, sede del governo di Kerenskij, il quale fugge su un’automobile dell’ambasciata americana.

La conquista del potere

Gli anni dal 1918 al 1921 vedono la guerra civile contro le armate dei Bianchi, forze monarchiche finanziate e appoggiate militarmente da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Giappone e, segretamente, anche dall'Italia, e il "comunismo di guerra"; alla fine della guerra civile, le gravi condizioni dell’economia russa lo convincono ad avviare la NEP, una nuova politica economica che ammette la presenza di una parziale economia di mercato. NEP Approfittando della debolezza economico-militare del nuovo stato, nel 1920 anche la neonata Repubblica di Polonia tentò di aggredire la nazione leninista ma l'Armata Rossa, dopo una prima fase di confusione, riuscì ad arrivare alle porte di Varsavia: una nuova controffensiva polacca riuscì ad occupare alcuni territori ucraini, ma l'ulteriore guerra aveva accresciuto il patriottismo e l'unità della futura Unione Sovietica. Malato dal 1922, le sue condizioni si aggravano progressivamente fino alla completa paralisi e alla morte nel 1924. Il suo corpo, imbalsamato, è esposto a Mosca in un mausoleo ai piedi delle mura del Kremlino.

L'eredità leninista

Bibliografia

Collegamenti esterni

[http://www.marxists.org/italiano/lenin/index.htm Opere di Lenin]

Voci Correlate


- Storia della Russia
- Unione Sovietica
- Karl Marx
Categoria:Biografie Categoria:Rivoluzionari Categoria:Politici russi ja:ウラジーミル・レーニン ko:블라디미르 레닌 simple:Vladimir Lenin th:วลาดิมีร์ เลนิน

27 giugno

Il 27 giugno è il 178° giorno del Calendario Gregoriano (il 179° negli anni bisestili). Mancano 187 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1709 - Pietro il Grande sconfigge Carlo XII di Svezia nella Battaglia di Poltava.
- 1759 - Il Generala James Wolfe inizia l'assedio di Quebec.
- 1893 - Crollo della borsa di New York.
- 1898 - La prima circumnavigazione in solitario del globo viene completata da Joshua Slocum.
- 1905 - Ammutinamento dell'equipaggio della Corazzata Potemkin.
- 1917 - la Grecia partecipa alla I guerra mondiale
- 1950 - Gli stati Uniti decidono l'invio di truppe per combattere nella Guerra di Corea.
- 1953 - Joseph Laniel diventa Primo Ministro di Francia
- 1954 - La prima centrale nucleare del mondo viene messa in funzione a Obninsk, nei pressi di Mosca.
- 1957 - L'uragano Audrey uccide 500 persone in Louisiana e Texas.
- 1962 - inizia la costruzione del Gateway Arch di Saint Louis
- 1967 - Il primo bancomat viene installato a Enfield, Londra
- 1969 - La rivolta di Stonewall segna l'inizio del moderno movimento per i diritti degli omosessuali negli USA.
- 1977 - La Francia garantisce l'indipendenza a Gibuti
- 1980 - Italia Ore 20,59',45". Il DC9 I-TIGI Itavia, in volo da Bologna a Palermo, partito con due ore di ritardo, esplode nei cieli a nord di Ustica. 81 vittime, di cui 13 bambini. L'accaduto e gli avvenimenti accaduti intorno a questo avvenimento negli anni successivi si possono inquadrare nei misteri d'Italia come ad esempio la strage alla stazione ferroviaria di Bologna, l'attentato alla Banca dell'Agricoltura nel 1969, la strage in Piazza della Loggia a Brescia, l'attentato al treno Italicus.
- 1984 - Pierre Elliott Trudeau vince il Premio Albert Einstein per la pace
- 1985 - La Route 66 cessa ufficialmente di essere un'autostrada.
- 1991 - La Slovenia, che due giorni prima aveva dichiarato l'indipendenza, viene invasa da truppe, carri armati e aerei della Jugoslavia.
- 1997 - Andrew Wiles incassa il premio Wolfshehl di cinquantamila dollari per aver risolto l'Ultimo teorema di Fermat

Nati


- 1682 - Carlo XII, Re di Svezia († 1718)
- 1740 - John Latham, ornitologo britannico († 1837)
- 1838 - Paul von Mauser, progettista di armi († 1914)
- 1850 - Lafcadio Hearn, scrittore († 1904)
- 1869
  - Emma Goldman, anarchica, femminista, sostenitrice dell'amore libero († 1940)
  - Hans Spemann, zoologo, vincitore del Premio Nobel per la medicina 1935 († 1941)
- 1852 - Eduardo Ladislao Holmberg botanico, zoologo, geologo e scrittore argentino († 1937)
- 1870 - Frank Rattray Lillie, zoologo, embriologo († 1947)
- 1882 - Eduard Spranger, filosofo, psicologo ed educatore († 1963)
- 1893 - Toti Dal Monte, cantante lirica italiana
- 1906 - Catherine Cookson, scrittrice († 1998)
- 1914 - Giorgio Almirante, politico italiano († 1988)
- 1925 - Jerome Felder, alias Doc Pomus, musicista, compositore († 1991)
- 1928 - Rudi Perpich, politico croato-americano († 1995)
- 1927 - Otto Herbert Hajek, scultore
- 1930 - Ross Perot, miliardario e politico
- 1931 - Charles Bronfman, industriale
- 1935 - Anna Moffo, soprano
- 1941
  - Krzysztof Kieślowski, regista polacco († 1996)
  - Leonardo Vitale, mafioso sicilianono († 1984)
- 1949 - Vera Wang, stilista
- 1955 - Isabelle Adjani, attrice francese
- 1958 - Magnus Lindberg, compositore finlandese
- 1962 - Tony Leung, attore cinese
- 1966 - J. J. Abrams, autore e produttore televisivo (Alias)
- 1970
  - Vitamin C, cantante pop
  - John Eales, giocatore di rugby australiano
- 1975 - Tobey Maguire, attore
- 1977 - Raúl, calciatore spagnolo
- 1990 - Taylor Charles Phinney, figlio di ciclisti famosi: Connie Carpenter e Davis Phinney

Morti


- 363 - Giuliano, imperatore romano
- 1162 - Eudes II, Duca di Borgogna
- 1149 - Raimondo di Poitiers, principe di Antiochia
- 1458 - Alfonso V di Aragona
- 1574 - Giorgio Vasari, pittore, scultore, architetto e trattatista italiano (n. 1511)
- 1831 - Sophie Germain, matematica francese (n. 1776)
- 1844 - Joseph Smith, Jr. fondatore della Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi degli ultimi giorni
- 1913 - Philip Lutley Sclater, ornitologo (n. 1829)
- 1952 - Elmo Lincoln, attore statunitense (n. 1889)
- 1957 - Malcolm Lowry, scrittore britannico (n. 1909)
- 1958 - Amedeo Agostini, matematico italiano
- 1970 - Daniel Kinsey, ostacolista americano
- 1998 - Kerim Tekin, cantante turco
- 2001 - Jack Lemmon, attore e regista statunitense (n. 1925)
- 2002 - John Entwistle, bassista britannico della rock band "The Who"
- 2005 - Grete Sultan, pianista statunitense (n. 1906)

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Adeodato di Napoli, vescovo
- Sant'Arialdo di Milano, diacono e martire
- San Cirillo d'Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa
- San Daniele
- San Ferdinando di Caiazzo, vescovo
- San Ladislao, Re d'Ungheria
- San Walhero, martire

Laiche

27 ja:6月27日 ko:6월 27일 simple:June 27 th:27 มิถุนายน

Grecia

La Grecia (in greco : Ελλάδα,oppure: Ελλάς, Hellas), nome ufficiale Repubblica Ellenica (in greco: Ελληνική Δημοκρατία, Ellinikí Dimokratía) è uno stato europeo situato nel Mare Mediterraneo nell'estremo Sud della penisola Balcanica ed è considerata la culla della democrazia del pensiero e della civiltà occidentale. Essa confina a Nord con Albania Macedonia Bulgaria e Turchia nel Nord-Est. Giovane democrazia la Grecia è riuscita ad entrare nell'Ue nel 1981, ad adottare l'Euro nel 2001 e ad ospitare le Olimpiadi estive di Atene 2004.

Nome

Il nome ufficiale della Grecia in lingua greca è Ελλάς = Ellás . Tale nome è reso in italiano con ‘Hellas’ seguendo le antiche convenzioni politoniche. Meno formalmente, ma più comunemente, è chiamata Ελλάδα = Elláḏa . Nel mito antico, l'eponimo Hellen era l'antenato di tutti i greci. Il termine utilizzato nelle lingue europee (italiano: Grecia, inglese: Greece, francese: Grèce, tedesco: Griechenland, russo: Греция, serbo-croato: Grčka, ...) deriva da una radice diversa, Γραικός = Graikos (attraverso il latino Graecus) che, secondo Aristotele, era un antico nome per designare i greci. Nelle lingue mediorientali, invece, (turco Yunanistan, arabo يونان, ebraico יוון, persiano antico Yaunâ) si utilizza la radice Ιωνία = Ionia.

Bandiera

Le nove strisce rappresentano le nove sillabe del motto nazionale:"Libertà o Morte". La croce simboleggia il trionfo del cristianesimo sull'oppressore turco.

Storia

Ai primissimi abitanti della Grecia viene dato spesso il nome di Pelasgi, il "popolo del mare". Questi erano stati cacciati verso sud, da invasori nordici durante le loro migrazioni. Nel corso di ondate successive occuparono la penisola greca e si sparsero nelle isole dell'arcipelago.
I nuovi abitanti, arrivati tra il 3200 a.C., portarono con se la lingua indoeuropea, che, fondendosi con i dialetti cretesi, diede luogo alla lingua greca.

Storia dell'Antica Grecia

Storia moderna della Grecia

Storia Contemporanea Della Grecia

Colonie greche in Italia

Geografia

lingua greca
- Superfice:131.957 kmq
- 15.021 kmq di coste e 1.500 isole.(106.778 Kmq. terraferma - 25.166 Kmq isole - pianura 20%). La Grecia confina a Nord-Ovest con l'Albania, a Nord con la Macedonia e la Bulgaria e ha Nord-Est con la Turchia. La lunghezza totole dei confini terrestri è di 1.215,5 Km. La Grecia è formata dalla fine della penisola balcanica e da 2000 isole nei mari Ionio ed Egeo. Lo stato greco si affaccia interamente sul mare, non esiste parte del territorio nazionale che disti più di 137 Km dalla costa. La parte continentale della Grecia è formata da un insieme di penisole, quali: la penisola Calcidica,dell'Attica e del Peloponesso La conformazione delle coste è piuttosto irregolare con numerose frastagliature,tra le quali spiccano i golfi di Corinto ed Egina divisi dall' Istmo di Corinto ,Patrasso,Salonicco,Messenia,Laconia,Argolide,Cassandra,Hagiu òruse diOrfani. La costa ionica è bassa e paludosa.Quella egea e meridionale,invece sono alte e rocciose le isole greche si dividono in arcipelaghi, quali:quello delle Isole ionie(Corfù,Zante,Leucas,Itaca e Cefalonia) a sud Creta-la più grande -;nell'Egeo;Eubea vicino all'Attica ,le Sporadi settentrionali e meridionali, le Grandi Egee (Lemnos,Lesbos,Kios Samos e Rodi)di fronte alle coste della Turchia Turchia L'entroterra è montagnoso all'80% con una catena- il Pindo- prolungamento delle Alpi dinariche che nasce in Albania e si staglia in direzione sud-est,e la catena dei Rodopi posta nel Nord-est che si staglia da Ovest ad'Est divisi dal confine tra Grecia e Bulgaria. e vari massicci isolati, come il Monte Olimpo,Monte Parnaso e il Monte Taigeto. Siccome il territorio greco è montuoso le pianure sono scarse; tuttavia la pianura più importante è composta dal Bacino Pianeggiante della Tessaglia. I fiumi greci hanno un percorso breve e tortuoso è sono di carattere torrentizio,la portata dipende dalla piovosità e dalla stagione. I fiumi più importanti sono il Peneiòs che nasce dalla catena montuosa del Pindo è il principale fiume della Tessaglia ,l'Axios,l'Achelòosil secondo fiume per lunghezza che si getta nell'Egeo,l'Arachthosl'Alfeiòs,l'Evròtas,il Néstos,il'Marizzao Hebros che funge da confine con la Turchia e l'Aliakmonas il fiume più lungo della Grecia.

Monti principali

Aliakmonas Vedere Lista delle Montagne della Grecia
- Monte Olimpo 2917 m

Laghi


- Laghi principali:
- Lago Trichonida 96 Km².
- Lago Volvi 70 Km².
- Lago Vegoritis 54 Km².
- Lago di Prespa 39 Km². (parte greca, totale 3,28 Km²)

Principali Città

Elenco delle città greche che superano i 100.000 abitanti.
- Atene (greco: Αθήνα, Athína) Capitale.
- Salonicco o Thessaloniki (greco Θεσσαλονίκη)
- Pireo (greco moderno: Πειραιάς Peiraiás o Pireás, greco antico / Katharevousa: Πειραιεύς Pireéfs).
- Patrasso (greco moderno: Πάτρα;greco antico: Πάτραι,Pátrai).
- Peristeri (greco, Περιστέρι)
- Herakliono Iraklion (greco: Ηράκλειο).
- Larissa (greco: Λάρισα, Lárisa).
- Kallithea (greco: Καλλιθέα). Salonicco.Città con quasi 1.400.000 abitanti al Nord del paese. Prese suo nome da Kassandros (genero di Alessandro Magno e suo successore) in onore della sorella di Alessandro Thessaloniki.

Demografia

Sulla base del censo del 2001, la Grecia ha una popolazione di 10.964.020 abitanti. Di questi, il 58,8% vive nelle aree urbane, mentre solo il 28,4% in quelle rurali. Ben 4 milioni di greci vivono nelle due maggiori città, Atene e Salonicco. Sebbene la popolazione continui a crescere, la Grecia affronta oggi un serio problema demografico: per la prima volta, nel 2002, il numero dei decessi ha superato quello delle nascite. Nel paese vivono numerose comunità di immigrati (forse più di un milione). Di essi, ben il 65% proviene dall' Albania. L'immigrazione albanese in Grecia divenne massiccia in seguito alla caduta del comunismo in Albania, causando una disputa fra il governo di Atene e quello di Tirana: i confini, infatti, furono aperti senza che le autorità greche fossero veramente pronte ad affrontare la situazione. Attualmente, gli albanesi formano circa il 10% della popolazione che abita in Grecia - nella loro maggioranza però vivono in Grecia come clandestini : alcuni di essi sono spesso coinvolti in attività criminali che trovano largo spazio nei media. Ciò fa sì che in molti casi gli albanesi siano malvisti dai greci e, addirittura, discriminati o sfruttati. Vi sono poi piccoli nuclei di persone immigrate da Bulgaria, Serbia, Romania, Pakistan, Ucraina, Bielorussia, Polonia, Egitto, Palestina, Etiopia, Bangladesh, Cina, Georgia e Russia che principalmente abitano ad Atene. Il loro preciso ammontare rimane sconosciuto, visto che molti di essi sono entrati in Grecia illegalmente. Infine, negli anni Novanta molti sportivi albanesi e georgiani di origine greca hanno preferito migrare in Grecia. Come risultato della presenza di numerosi clandestini, la xenofobia e il razzismo hanno assunto dimensioni preoccupanti. Attualmente, le forze nazionaliste di destra chiedono un maggiore controllo delle frontiere e l'espulsione degli immigrati illegali.Nelle ultime elezioni la destra "patriotica" greca - in alcune periferie - abbia ottenuto oltre il 3,5% dei voti. Storicamente, la Grecia è abitata da secoli da molte minoranze linguistiche e religiose. Fra gli altri, vi sono bulgari, vari gruppi rom, turchi, slavi, valacchi (aromuni e megleno-rumeni) e arvaniti. Fra le minoranze religiose, la comunità più rilevante è quella islamica. Una minoranza - religiosa - in particolare, quella dei musulmani della Tracia, possiede diritti speciali che le furono concessi soprattutto in seguito al Trattato di Losanna, in contraposizione con la minoranza greca di Turchia che veniva riconosciuta dal Trattato di Losanna come minoranza etnica e non religiosa.

Feste della Grecia

:'Ci sono anche altre feste, pricipalmente festività ortodosse.

Politica

Assetto Istituzionale

La Grecia è una repubblica parlamentare in base al referendum del 8 Dicembre 1974. La costituzione del 11 Giugno 1975;amendata nel Marzo 1986 e nella primavera del 2001 include specifiche garanzie delle libertà civili. Il presidente della Repubblica è scelto da una maggioranza qualificata del Parlamento per un mandato di cinque anni rinnovabili una seconda volta,ed è formalmente il capo di stato. Tuttavia, è il primo ministro con il suo governo che svolge il ruolo centrale nel processo politico, mentre il presidente svolge funzioni governative molto limitate,oltre che le funzioni ceremoniali e di rappresentanza. I greci eleggono i 300 membri del Parlamento unicamerale del paese ( Vouli di Ellinon ) con suffraggio universale e scrutinio elettorale segreto dai maggiorenni di 18 anni d'ambo i sessi; per un massimo di quattro anni, ma le elezioni possono accadere a intervalli più frequenti. La Grecia usa un complesso sistema elettorale ha rappresentanza proporzionale rinforzato che prevede uno sbarramento al 3%,che svantaggia i partiti minori specialmente il secondo partito alle elezioni e si accerta che il partito che vince nel voto nazionale avrà una forte maggioranza nel parlamento. Un partito deve ricevere 3% del voto nazionale totale per guadagnare il diritto alla rappresentanza parlamentare. Le politiche parlamentari greche muniscono il principio del "dedilomeni", "della riservatezza dichiarata" del Parlamento al primo ministro e della sua gestione. Ciò significa che il presidente della Repubblica è limitato nella nomina del primo ministro a una persona che sarà approvata dalla maggioranza dei membri del parlamento(cioè 151 voti). Con l'attuale sistema elettorale, è il capo del partito che ha vinto l'elezioni parlamentari, a essere nominato primo ministro. Una amministrazione può, in qualunque momento, chiedere "un voto di riservatezza"; per contro, un certo numero di membri di parlamento può chiedere quello che è un voto di rimprovero" . Entrambi sono casi rari con i risultati solitamente prevedibili poichè votare fuori della linea di partito accade molto raramente.

Capi dello Stato


- Re della Grecia
- Presidenti della Grecia

Primi Ministri


- Primi Ministri della Grecia

Partiti

La Grecia ha un sistema multipartitico dominato da due partiti politici. Lista dei Partiti:
- Coalizione della sinistra, di Muovementi e Ecologia (greco: Συνασπισμος) - SYN (Estrema Sinistra).
- Organizzazione comunista di Grecia (greco: Κομμουνιστική Οργάνωση Ελλάδας) - ΚΟΕ (Sinistra comuinsta).
- Partito comunista di Grecia (greco: Κομμουνιστικο Κομμα Ελλαδας) - KKE (Comunisti).
- Muovimento socialdemocratico (greco: Δημοκρατικο Κοινωνικο Κινημα) - DI.K.KI (Socialisti democratici).
- Ecologisti greci (greco: Οικολόγοι Ελλάδας) - EG (Verdi).
- Ecologisti verdi (greco: Οικολόγοι Πράσινοι) - OP (Verdi).
- Fronte ellenico (greco: Ελληνικό Μέτωπο) - (Estrema destra).
- Marxisti-leninisti partito comunista di Grecia (Greek: Μαρξιστικο - Λενινιστικο Κομμουνιστικο Κομμα Ελλαδας) - M-L KKE (Sinistra maoista).
- Nuova democrazia (greco: Νεα Δημοκρατια) - ND (Destra conservatrice).
- Muovimento socialista panellenico (greco: Πανελληνιο Σοσιαλιστικο Κινημα) - PA.SO.K(Socialisti).
- Raduno popolare ortodosso (greco: Λαϊκός Ορθόδοξος Συναγερμός) - LA.O.S.
- Fronte radicale di sinistra (greco: Μετωτο Ριζοσπαστικης Αριστερας)- MERA (Estrema Sinistra).
- Partito Arcobaleno (greco: Oυράνιο Tόξο; Slavo-Macedone: Виножито)- OT (RP)(partito regionalista espressione politica per gli indigeni greco macedoni_minoranza slava).
- Partito dei lavoratori socialisti (greco: Σοσιαλιστικό Εργατικό Κόμμα) - SEK (Sinistra Rivulazionaria).
- Unione di Centro(greco: Ένωση Κεντρώων) - EK (UC) (Centristi Social Democratici).

Politica Interna

Politica Estera

Le Questioni prominenti nella politica estera della Grecia comprendono il problema di Cipro, il confine delle acque territoriali Greco-Turche nel mare Egeo,e la disputa sul nome della Macedonia e il rapporto con gli Stati Uniti.

Suddivisione amministrativa

Amministrativamente la Grecia è suddivisa in 13 perifereies e 1 regione autonoma (Monte Athos).(περιφέρειες) nove sulla terraferma e 4 consistenti in gruppi di isole. Le perifereies sono a loro volta divise in 51 prefetture chiamate singolarmente nomos; in greco νομοί, νομός)). nomos
- Elenco perifereies: #Attica #Grecia Centrale #Macedonia Centrale #Creta #Macedonia Orientale e Tracia #Epiro #Isole Ionie #Egeo Settentrionale #Peloponneso #Egeo Meridionale #Tessaglia #Grecia Occidentale #Macedonia Occidentale

- Elenco prefetture:
  1. Attica
  2. Euboea
  3. Evrytania
  4. Phocis
  5. Phthiotis
  6. Boeotia
  7. Chalcidice
  8. Imathia
  9. Kilkis
  10. Pella
  11. Pieria
  12. Serres
  13. Thessaloniki
  14. Chania
  15. Heraklion
  16. Lasithi
  17. Rethymno
  18. Drama
  19. Evros
  20. Kavala
  21. Rhodope
  22. Xanthi
  23. Arta
  24. Ioannina
  25. Preveza
  26. Thesprotia
  1. Corfu
  2. Kefallinia
  3. Lefkada
  4. Zakynthos
  5. Chios
  6. Lesbos
  7. Samos
  8. Arcadia
  9. Argolis
  10. Corinthia
  11. Laconia
  12. Messinia
  13. Cyclades
  14. Dodecanese
  15. Karditsa
  16. Larissa
  17. Magnesia
  18. Trikala
  19. Achaea
  20. Aetolia-Acarnania
  21. Elis
  22. Florina
  23. Grevena
  24. Kastoria
  25. Kozani
a Monte Athos
Image:GreekPrefecturesNumbered.png
La regione autonoma del Monte Athos (agio Oros - montagna sacra),è una nazione monastica sotto la sovranità greca. I nomoi sono suddivisi a loro volta in 147 eparchies (eparchia singolare), che contengono 1.033 comuni e Comunità: 900 comuni urbani (demoi) e 133 Comunità rurali (koinotetes). Prima di 1999, la struttura di ente amministrativo territoriale della Grecia era caratterizzato 5.775 autorità locali: 457 demoi e 5.318 koinotetes, suddivisi in 12.817 località (oikosmoi).

Forze Armate della Grecia

Le Forze armate greche consistono nel:
- Esercito Ellenico (In greco,Ελληνικός Στρατός)
- Marina Militare Ellenica (In greco, Ελληνικό Πολεμικό Ναυτικό)
- Areunautica Militare Ellenica (In greco,Ελληνική Πολεμική Αεροπορία)
- Guardia Costiera Ellenica (In greco,Ελληνικό Λιμενικό Σώμα);amministrata dal Ministero della marina mercantile(Υπουργείο Εμπορικής Ναυτιλίας). L'autorità civile per le forze armate greche è il Ministero della difesa nazionale,(in greco,Υπουργός Εθνικής Άμυνας) (Υ.ΕΘ.Α.). Attualmente In Grecia vige il servizio militare obbligatorio universale per i maschi di 18 anni; tuttavia, questo sistema è probabile che presto sara cambiato. Le donne possono servire nelle forze armate greche, ma non possono essere coscritte. Il Presidente della repubblica è il comandante in capo delle forze armate,e presiede il consiglio di difesa (In greco,Συμβούλιο Άμυνας) (ΣΑΜ)

Servizi Segreti

Il servizio segreto Nazionale Ellenico (NIS o EYP) (greco: Ethniki Ypiresia Pliroforion, Εθνικη Υπηρεσια Πληροφοριων, ΕΥΠ) è il servizio segreto nazionale greco. Le relative sedi sono situate ad' Atene.

Voci correlate


- Greci celebri
- Aziende greche
- Isole greche

Collegamenti esterni


- [http://www.statistics.gr/ Ufficio greco di statistica]
- [http://www.gnto.gr/?langID=2/ Sito ufficiale del turismo greco]
- [http://www.greece-museums.com Greece Museums/ Musei greci]
- [http://dmoz.org/Regional/Europe/Greece/ DMOZ.org Progetto aperto: Grecia]
- [http://ozhanozturk.com/content/view/374/1/ Storia della Grecia Ottomana]
- [http://www.ert.gr/radio/liveradioTritovraxea.asp Una radio greca dal vivo]
- [http://www.hri.org HR-Net Hellenic Resources Network]
- [http://www.phigita.net/ Blogs e Notizie in greco]
- [http://www.balkanforums.com Greece and the Balkans] Forum di discussione Grecia fiu-vro:Kriika ja:ギリシャ ko:그리스 ms:Yunani roa-rup:Gârţii simple:Greece th:ประเทศกรีซ zh-min-nan:Hi-lia̍p


Grande guerra

Con l'espressione prima guerra mondiale (per i contemporanei Grande guerra) si intende il conflitto cominciato il 4 agosto 1914 a seguito dell'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell'Impero austro-ungarico, compiuto a Sarajevo (Bosnia) il 28 giugno 1914 da parte del nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip. La guerra vide inizialmente lo scontro degli Imperi Centrali: Germania e Impero Austro-Ungarico contro le nazioni dell'Intesa: Francia Gran Bretagna e Russia. Con lo svolgersi del conflitto, a seguito di varie alleanze altre nazioni vi presero parte. Tra queste: Italia, Impero Ottomano, Belgio, Canada, Australia, Stati Uniti, Serbia, Romania, Sud Africa e Nuova Zelanda. Il numero dei continenti coinvolti fu tale da poter definire la Guerra come Mondiale, prima nella storia dell'umanità. L'Italia decise di intervenire nel conflitto il 24 maggio 1915, dichiarando guerra all'Impero Austro-Ungarico. La decisione di intervenire fu presa dal parlamento dopo che il ministro degli esteri Sidney Sonnino ebbe stipulato con la Triplice Intesa il 26 aprile un patto segreto, detto Patto di Londra, nel quale l'Italia si impegnava ad entrare in guerra entro un mese in cambio di alcune conquiste territoriali che avrebbe ottenuto dopo la guerra: il Trentino, il Tirolo meridionale, Trieste, Gorizia, l'Istria (a eccezione della città di Fiume) e parte della Dalmazia. La guerra si concluse l'11 novembre 1918, quando la Germania firmò l'armistizio con le forze dell'Intesa. Il numero di morti della Prima Guerra Mondiale è stato di oltre quindici milioni.

Paesi coinvolti:


- Imperi Centrali e loro alleati:
  - Germania
  - Impero Austro-Ungarico
  - Impero Ottomano
  - Bulgaria
- Triplice Intesa e loro alleati:
  - Gran Bretagna
  - Francia
  - Russia
  - Belgio
  - Italia (24 maggio 1915 fino 4 novembre 1918)
  - Stati Uniti d'America
  - Serbia
  - Romania
  - Giappone
  - Canada
  - Australia
  - Sud Africa
  - Cina

Origini diplomatiche

Lo scoppio della guerra è storicamente associato all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria il 28 giugno 1914, ma le origini della guerra giacciono in realtà nel complesso delle relazioni tra le potenze europee tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, e soprattutto nelle politiche di colonizzazione promosse dalle varie nazioni. La Guerra Franco-Prussiana del 1870-71 aveva portato non solo alla fondazione di un potente e dinamico Impero Germanico, ma anche ad un'eredità di animosità tra la Francia e la Germania, a seguito dell'annessione a quest'ultima dei territori francesi di Alsazia e Lorena (di questi territori si parlerà per decenni). Sotto la guida politica del suo primo Cancelliere, Otto von Bismarck, la Germania assicurò la sua nuova posizione in Europa tramite l'alleanza con l'Impero Austro-Ungarico e ad un'intesa diplomatica con la Russia. L'ascesa al trono (1888) dell'Imperatore Guglielmo II portò sul trono tedesco un giovane governante determinato a dirigere da sé la politica, nonostante i suoi dirompenti giudizi diplomatici. Dopo le elezioni del 1890, nelle quali i partiti del centro e della sinistra ottennero un grosso successo, ed in parte a causa della disaffezione nei confronti del Cancelliere che aveva guidato suo nonno per gran parte della sua carriera, Guglielmo II fece in modo di ottenere le dimissioni di Bismarck. Gran parte del lavoro dell'ex-cancelliere venne disfatto nei decenni seguenti, quando Guglielmo II fallì nel rinnovare gli accordi con la Russia, permettendo alla Francia repubblicana l'opportunità di concludere (1891-94) una completa alleanza con l'Impero Russo. Ma il peggio doveva ancora venire: Guglielmo intraprese (1897-1900) la creazione di una Marina militare in grado di minacciare il secolare predominio navale britannico, favorendo lEntente Cordiale Anglo-Francese del 1904 e la sua espansione (1907), che portò all'inclusione della Russia. La rivalità tra le potenze venne esacerbata negli anni '80 (1880) dalla corsa alle colonie, che portò gran parte dell'Africa e dell'Asia sotto la dominazione europea nel successivo quarto di secolo. Anche Bismarck, un tempo esitante sull'imperialismo, divenne un sostenitore dell'Impero d'oltremare, aggiungendo alla tensione Anglo-Tedesca le acquisizioni della Germania in Africa e nel Pacifico, che minacciavano di interferire con gli interessi strategici e commerciali britannici. Il supporto di Guglielmo all'indipendenza del Marocco dalla Francia, il nuovo partner strategico della Gran Bretagna, provocò la Crisi di Tangeri del 1905. Durante la seconda crisi marocchina (o Crisi di Agadir 1911), la presenza navale tedesca in Marocco mise di nuovo alla prova la coalizione Anglo-Francese. Un ingrediente chiave dell'emergente polveriera diplomatica, fu la crescita delle forti aspirazioni nazionalistiche degli stati balcanici: ognuno dei quali guardava a Germania, Austria-Ungheria o Russia per ottenere supporto. La nascita di circoli anti-austriaci in Serbia, contribuì a un ulteriore crisi nel 1908 riguardante l'annessione unilaterale della Bosnia ed Erzegovina da parte dell'Austria, oltre alla pressione tedesca per forzare un umiliante declino da parte della Russia, indebolita dalla sconfitta del 1905 contro il Giappone e dai susseguenti disordini rivoluzionari. L'allarme per l'inaspettatamente rapido recupero della Russia dopo il 1909, alimentò i sentimenti dei circoli di governo tedeschi a favore di una guerra preventiva che spezzasse il presunto accerchiamento da parte dell'Intesa, prima che il riarmo russo potesse far pendere la bilancia strategica contro la Germania e l'Austria-Ungheria. Per il 1913 sia la Francia sia la Germania stavano pianificando di estendere il servizio militare, mentre la Gran Bretagna era entrata in una convenzione navale e in colloqui militari con la Francia, negli anni precedenti. Questo scenario di tensioni internazionali alimentò le ragioni della guerra, c'era solo bisogno di un valido espediente per manifestarle. L'omicidio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria per mano del rivoluzionario serbo Gavrilo Princip fu probabilmente la scintilla migliore, e la polveriera scoppiò.

Lo scoppio della guerra

La preoccupazione sulla sicurezza regionale dell'Austria, crebbero con il quasi raddoppio del territorio della vicina Serbia, che risultò dalle Guerre Balcaniche del 1912-1913. Molti nella
leadership austriaca, non ultimo l'Imperatore Francesco Giuseppe, e Conrad von Hötzendorf, erano preoccupati dal nazionalismo serbo e dai suoi agitatori nelle province meridionali dell'impero; anche perché tormentati dal ricordo delle campagne Piemontesi contro le province italiane dell'Austria, che culminarono nella Battaglia di Solferino, erano inoltre preoccupati che la Russia avrebbe appoggiato la Serbia nell'annessione delle aree slave dell'Austria. Il sentimento predominante era quello che fosse meglio distruggere la Serbia prima che le venisse data l'opportunità di lanciare una tale campagna. Alcuni membri del governo austriaco pensavano inoltre che la campagna contro la Serbia sarebbe stata il rimedio perfetto ai problemi politici interni dell'impero. Molti erano frustrati dal potere del governo Ungherese. Nel 1914 il governo dell'Impero Austro-Ungarico aveva una struttura "dualistica". Austria e Ungheria avevano essenzialmente due governi separati sotto lo stesso monarca. Il governo austriaco manteneva il controllo sulla politica estera, ma era dipendente da quello ungherese per questioni come l'approvazione del bilancio. Spesso la leadership ungherese, sotto István Tisza rifiutò le richieste austriache per questioni tipo l'incremento delle spese militari. Nella speranza di terminare il blocco politico che ciò comportava, molti si auguravano la formazione di una federazione, o almeno una monarchia trialistica. La soluzione veniva vista nell'incremento del numero di Slavi all'interno dell'impero. L'assassinio di Francesco Ferdinando, nel giugno del 1914 creò l'opportunità tanto cercata da alcuni leader austriaci di poter contare su un piccolo regno slavo. I cospiratori di Sarajevo vennero accusati dalle autorità Austro-Ungariche di essere stati armati dalla fantomatica Mano Nera, un raggruppamento nazionalista pan-serbo collegato ai circoli di governo della Serbia. Con il supporto della Germania, l'Austria-Ungheria, che agì principalmente sotto l'influenza del Ministro degli Esteri Leopold von Berchtold, inviò un ultimatum in 15 punti, praticamente irrealizzabile, alla Serbia, il 23 luglio 1914, che doveva essere accettato nel giro di 48 ore.. Il governo Serbo accettò tutte le richieste meno una. L'Austria-Ungheria nondimeno ruppe le relazioni diplomatiche il 25 luglio e dichiarò guerra il 28, tramite telegramma inviato al governo serbo. Il governo Russo, che nel 1909 si era impegnato a sostenere l'indipendenza serba in cambio dell'accettazione serba dell'annessione della Bosnia all'Austria, mobilizzò le sue riserve militari il 30 luglio a seguito dell'interruzione nelle cruciali comunicazioni telegrafiche tra Guglielmo II e Nicola II di Russia, che era sotto pressione da parte del suo staff per prepararsi alla guerra. La Germania, richiese il 31 luglio, che la Russia ritirasse le sue forze, ma il governo russo persistette, in quanto la demobilitazione avrebbe reso impossibile riattivare la pianificazione militare in tempi brevi. La Germania dichiarò guerra alla Russia il 1 agosto e due giorni dopo contro il suo alleato, la Francia. Lo scoppio del conflitto è spesso attribuito alle alleanze stipulate nei decenni precedenti: Germania-Austria-Italia contro Francia-Russia; con Gran Bretagna e Serbia allineate a queste ultime. In effetti nessuna delle alleanze venne attivata all'inizio, anche se la mobilitazione generale russa e la dicharazione di guerra tedesca contro la Francia furono motivate dalla paura che l'alleanza avversa venisse posta in gioco. La dichiarazione di guerra britannica contro la Germania (4 agosto) non fu ufficialmente il risultato dei suoi intendimenti con Russia e Francia (fondamentalmente non era alleata a nessuna delle due), ma fu causata dall'invasione tedesca del Belgio, la cui indipendenza la Gran Bretagna aveva garantito di sostenere (1839), il quale si trovava sul percorso pianificato dai tedeschi per l'invasione della Francia.

Le prime Battaglie

Il piano tedesco (denominato Piano Schlieffen) per affrontare l'alleanza Franco-Russa prevedeva lo sferrare un colpo mortale alla Francia, per poi rivolgersi contro il più lentamente mobilizzato esercito russo. Invece di attaccare la Francia direttamente, fu ritenuto prudente attaccarla da nord. Per fare questo l'esercito tedesco dovette marciare attraverso il Belgio. La Germania chiese al governo belga il libero passaggio, promettendogli in cambio che sarebbe stato considerato un suo alleato. Quando il Belgio rifiutò, la Germania lo invase e iniziò a marciare attraverso di esso in ogni caso, dopo aver prima invaso e assicurato il piccolo Lussemburgo. Incontrò subito la resistenza davanti ai forti della città belga di Liegi. La Gran Bretagna inviò un'armata in Francia, che avanz