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1950
Eventi
Gennaio
- 9 gennaio: a Modena scoppiano gravi incidenti, con sei morti e un centinaio di feriti, durante una manifestazione sindacale. Le forze di polizia - ministro degli interni è Mario Scelba - caricano violentemente i manifestanti.
- 16 gennaio - Belgio, Olanda e Lussemburgo riconoscono lo stato di Israele.
- 31 gennaio - il presidente degli Stati Uniti Harry Truman annuncia ufficialmente un programma per lo sviluppo della bomba all'idrogeno.
Febbraio
- 9 febbraio: in un discorso nella città di Wheeling, in West Virginia, il senatore McCarthy afferma che nel Dipartimento di Stato americano si sono infiltrati 205 comunisti. Ha inizio negli USA - sotto l'etichetta di "Terrore rosso" - la repressione maccarthista contro le più svariate forme di dissenso e "diversità" ideologica e culturale che segna l'acme dell'ideologia anticomunista nella storia degli Stati Uniti.
- 11 febbraio: due battaglioni di Vietcong - guerriglieri nazionalisti del Vietnam del nord - attaccano una base militare francese in Indocina.
- 14 febbraio: l'Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese firmano un trattato di difesa bilaterale.
Marzo
- 1 marzo: agitazioni di vaste proporzioni, con numerose vittime, segnano l'occupazione, da parte dei contadini, delle terre incolte di proprietà dei latifondisti nel meridione d'Italia. Seguono l'esempio numerose altre regioni italiane, come la Lombardia, l'Emilia, il Lazio e le Marche. Le agitazioni si estendono nelle aree industriali di Genova e Venezia. Il Consiglio dei Ministri emana disposizioni alla forza pubblica per stroncare le agitazioni senza alcuna esitazione. I poliziotti sono dotati di armi di pronto impiego.
- 22 marzo: l'Egitto avanza alla Gran Bretagna la richiesta di ritirare le sue truppe dal Canale di Suez. Inizia la politica di nazionalizzazione del presidente egiziano Nasser.
- 24 marzo: il regno di Giordania annette formalmente il territorio della Cis-Giordania (West Bank).
Aprile
- 27 aprile: Gérard Blitz fonda l'associazione Club Méditerranée
Maggio
- 9 maggio: Dichiarazione Schuman (Piano Schuman) che porterà al Trattato CECA e di conseguenza all'attuale Unione Europea
- 13 maggio: Inaugurazione del Campionato Mondiale di Formula 1 con il Gran Premio di Gran Bretagna sul circuito di Silverstone
Giugno
- 25 giugno: ha inizio la Guerra di Corea.
Luglio
- 4 luglio: viene ucciso, a Castelvetrano in Sicilia, il bandito Salvatore Giuliano. In un primo momento l'uccisione viene attribuita a uno scontro a fuoco coi carabinieri; ma successivamente si accuserà dell'omicidio il luogotenente di Giuliano, Gaspare Pisciotta.
- 5 luglio: il parlamento israeliano approva la "Legge del ritorno" che garantisce ad ogni ebreo il diritto di cittadinanza israeliana in caso di immigrazione.
- Nel mese di luglio,l'ambasciatrice americana Clare Booth Luce (commediografa e moglie di Henry Luce, editore della rivista "Time") dichiara che il Dipartimento della difesa statunitense non avrebbe conferito appalti alle aziende italiane i cui addetti avessero scelto una rappresentanza sindacale di orientamento comunista (la CGIL).
Agosto
- 8 agosto - Florence Chadwick attraversa la Manica a nuoto dalla Francia all'Inghilterra in 13 ore e 23 minuti, migliorando di oltre un'ora il record del mondo che resisteva da ventiquattro anni.
Ottobre
- 2 ottobre: Nasce il fumetto Charlie Brown, dalla penna di Charles M. Schulz
- 21 ottobre: viene varata in Italia la Legge di riforma agraria che prevede l'espropriazione di terre incolte ai latifondisti e l'assegnazione ai contadini. L'eccessivo frazionamento, che impedisce agli assegnatari di dotarsi di macchinari e la mancata creazione di strutture cooperative, segnerà il drastico fallimento del provvedimento.
Novembre
- 1 novembre: papa Pio XII proclama solennemente il Dogma dell'Assunzione di Maria. L'atto segna l'inizio dell'Anno Santo della Madonna pellegrina. La partecipazione delle masse assume aspetti imponenti in tutta Italia. Le scene di misticismo generano fenomeni di psicosi collettiva altissima, così che cominciano a segnalarsi in varie parti d'Italia effigi della madonna che piangono; a queste "apparizioni" viene data una giustificazione precisa: "un pianto di dolore nel vedere insinuarsi nella società italiana cristiana gli "anticristi comunisti", "l'ideologia russa, "i senza Dio".
- 26 novembre: truppe cinesi irrompono nella]] Corea del Nord con un massiccio contrattacco contro le forze della Corea del Sud e degli Stati Uniti, ponendo fine ad ogni speranza di una rapida soluzione del conflitto.
Arte, Cultura e Spettacolo
- Cinema
- Il monello della strada (con Macario)
Nati
- 17 gennaio - Roland Thoeni, sciatore italiano
- 18 gennaio - Dino Meneghin, cestista italiano
- 10 febbraio - Mark Spitz, nuotatore statunitense
- 18 febbraio - Cybill Shepherd, attrice e cantante statunitense
- 22 febbraio - Julius Erving, cestista statunitense
- 24 marzo - Alan Silvestri, compositore statunitense
- 26 marzo - Rosanna Fratello, cantante italiana
- 27 aprile - Paolo Pulici, calciatore italiano
- 23 maggio - Bruce Hay giocatore di rugby scozzese
- 9 luglio - Adriano Panatta, campione di tennis italiano
- 30 luglio - Gabriele Salvatores, regista cinematografico italiano
- 21 settembre - Bill Murray, attore statunitense
- 22 settembre - Stefano Cerri, musicista italiano
- 30 settembre - Renato Zero, cantautore italiano
- 2 ottobre - Antonio Di Pietro, magistrato e uomo politico italiano
- 29 ottobre - Rino Gaetano, cantautore italiano
- 17 novembre - Carlo Verdone, regista, attore e scrittore italiano
- 21 novembre - Alberto Juantorena, atleta cubano
- 6 dicembre - Joe Hisaishi, compositore giapponese
- 30 dicembre - Bjarne Stroustrup, informatico danese
Morti
- 21 gennaio - George Orwell, scrittore inglese
- 12 marzo - Heinrich Mann, scrittore tedesco
- 3 aprile - Kurt Weill, compositore tedesco (n. 1900)
- 13 dicembre - Abraham Wald, matematico ungherese, in un incidente aereo in India
- 27 dicembre - Max Beckmann, pittore tedesco (n. 1884)
- per la Pace: Ralph Bunche
- per la Letteratura: Earl Bertrand Arthur William Russell
- per la Medicina: Philip Showalter Hench, Edward Calvin Kendall, Tadeus Reichstein
- per la Fisica: Cecil Frank Powell
- per la Chimica: Kurt Alder, Otto Paul Hermann Diels
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9 gennaio
Il 9 gennaio è il 9° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 356 giorni alla fine dell'anno (357 negli anni bisestili).
Eventi
- 1569 - Ivan IV di Russia fa strangolare San Filippo di Mosca, primate della Chiesa ortodossa russa.
- 1760 - Gli afgani sconfiggono Marathas nella Battaglia di Barari Ghat.
- 1768 - Philip Astley mette in scena il primo circo moderno (a Londra).
- 1788 - Il Connecticut diventa il quinto stato ad unirsi agli USA.
- 1793 - Jean-Pierre Blanchard è il primo a volare con un pallone aerostatico negli Stati Uniti.
- 1806 - Orazio Nelson viene sepolto nella Cattedrale di St. Paul.
- 1839 - L'Accademia Francese delle Scienze da l'annuncio dell'invenzione del dagherrotipo.
- 1861 - Il Mississippi diventa il secondo stato a secedere dall'Unione, prima dello scoppio della guerra civile americana.
- 1878 - Umberto I di Savoia sale al trono dopo la morte del padre Vittorio Emanuele II di Savoia.
- 1900 - Fondazione della Società Sportiva Lazio.
- 1912 - I Marines degli Stati Uniti invadono l'Honduras.
- 1923 - Juan de la Cierva esegue il primo volo su un autogiro.
- 1945 - Gli Stati Uniti invadono Luzon nelle Filippine.
- 1951 - Inaugurazione a New York della sede ufficiale delle Nazioni Unite.
- 1960 - In Egitto inizia la costruzione della Diga di Assuan.
- 1972 - La RMS Queen Elizabeth viene distrutta dal fuoco nel (Porto di Hong Kong).
- 1986 - Dopo aver perso una battaglia legale con la Polaroid, la Kodak lascia il settore della fotografia istantanea.
- 1991 - I sovietici occupano Vilnius per fermare l'indipendenza lituana.
- 1992 - La Bosnia-Erzegovina dichiara l'indipendenza dalla Repubblica federativa socialista jugoslava, scoppia un sanguinoso conflitto.
- 1995 - Valeri Poliakov completa 366 giorni nello spazio a bordo della stazione spaziale Mir, infrangendo il record di permanenza nello spazio.
- 1996 - La Sun Microsystems annuncia la formazione di JavaSoft.
- 2001 - Lancio della prima versione dell'Apple IPod.
- 2002 - Il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti annuncia che condurra indagini sulla Enron.
- 2005 - Elezioni per il rimpiazzo di Yasser Arafat.
- 2006 - Lancio previsto di New Horizons
Nati
- 1554 - Papa Gregorio XV († 1623)
- 1574 - Christoph Buel, compositore
- 1589 - Ivan Gundulic, poeta croato († 1638)
- 1620 - Johann Weichmann, compositore
- 1685 - Tiberius Hemsterhuis, filologo olandese († 1766)
- 1695 - John E Loovens, avvocato
- 1699 - Robert J Pothier, avvocato francese
- 1728 - Thomas Warton, poeta inglese ((† 1790)
- 1748 - Stefan Paluselli, compositore
- 1790 - Per Daniel Amadeus Atterbom, poeta svedese
- 1811 - Gilbert Abbott a Beckett, scrittore britannico († 1856)
- 1815 - William Jackson, compositore
- 1820 - Pavel Krizkovsky, compositore
- 1829
- Thomas William Robertson, autore teatrale inglese († 1871)
- Adolf von Schlagintweit, esploratore tedesco
- 1839 - John Knowles Paine, compositore
- 1843 - Christiaan A Ulder, compositore
- 1851
- Giuseppi Gallignani, compositore
- Luis Coloma, scrittore, teologo e gesuita spagnolo
- 1856
- Anton Aškerc, sacerdote e poeta sloveno († 1912)
- Lizette Woodworth Reese, poeta
- Stevan Mokranjac, compositore
- 1857
- Henry B. Fuller, scrittore
- Anna Kuliscioff, politica marxista
- 1859
- Carrie Lane Chapman Catt, leader dei diritti delle donne
- Frederik Pijper, storico ecclesiastioc olandese
- 1864 - Vladimir Steklov, matematico russo († 1926)
- 1866 - Albert Baertsoen, pittore belga
- 1867 - Jacques Urlus, cantante d'opera olandese
- 1868 - S. P. L. Sørensen, chimico danese († 1939)
- 1870 - Joseph B Strauss, ingegnere civile
- 1873 - Hayyim Nahman Bialik, poeta ucraino († 1934)
- 1875 - Gertrude Whitney, scultore statunitense († 1942)
- 1876 - Hans Bethge, scrittore
- 1879 - John Broadus Watson, psicologo comportamentista statunitense († 1958)
- 1881
- Lascelles Abercrombie, poeta e critico britannico († 1938)
- Giovanni Papini, scrittore italiano
- 1888 - Raffaele Viviani, poeta, autore e attore di teatro († 1950)
- 1890
- Karel Čapek, giornalista e scrittore ceco († 1938)
- Kurt Tucholsky, giornalista e scrittore tedesco (d. 1935)
- 1891 - August Gailit, scrittore estone
- 1892 - Eva Bowring, politica statunitense († 1985)
- 1894 - Henryk Stazewski, pittore e grafico polacco
- 1897
- Luis Gianneo, compositore
- Karl Löwith, filosofo tedesco († 1973)
- 1898 - Vilma Banky, attrice ungherese
- 1899 - Alexander Tcherepnin, compositore
- 1900 - Joseph Frederick Wagner, compositore
- 1901 - Chic Young, fumettista († 1973)
- 1902 - Josemaría Escrivá, scrittore spagnolo († 1975)
- 1904 - George Balanchine, ballerino e coreografo russo († 1983)
- 1908 - Simone de Beauvoir, scrittrice francese († 1986)
- 1911 - Stafford William Somerfield, editore britannico
- 1912 - Ralph Tubbs, architetto britannico
- 1913
- Richard Nixon, politico e presidente statunitense († 1994)
- Lavad 'Dr Hepcat' Durst, musicista
- Peter John Norton, artista
- 1914
- Kenny "Klook" Clarke, batterista
- Gypsy Rose Lee, attrice statunitense († 1970)
- 1915
- Fernando Lamas, attore argentino († 1982)
- Les Paul, chitarrista e inventore statunitense
- 1916 - Vic Mizzy, musicista statunitense
- 1917 - Herbert Lom, attore ceco
- 1920 - Clive Dunn, attore britannico
- 1921 - Seymour Barab, compositore
- 1922
- Ahmed Sékou Touré, Presidente della Guinea († 1984)
- Har Gobind Khorana, biochimico indiano
- 1924 - Julián B Coco, chitarrista e bassista
- 1925
- Lee Van Cleef, attore statunitense († 1989)
- Abdelhamid Benhadugah, scrittore
- 1928
- Judith Krantz, scrittrice statunitense
- Domenico Modugno, cantante italiano († 1994)
- 1929 - Heiner Muller, drammaturgo tedesco († 1995)
- 1931 - Algis Budrys, scrittore statunitense
- 1933 - Sonia Garmers, scrittore
- 1935
- Bob Denver, attore statunitense
- Kenneth 'Buddy' Scott, chitarrista e cantante
- 1936 - Peter Fletcher, insegnante di musica
- 1937 - K Schlesinger, scrittore
- 1938 - Aad Kosto, teologo, attore e politico olandese
- 1940
- Jimmy Boyd, attore e cantante statunitense
- Barbara Buczek, compositrice polacca († 1993)
- Ruth Dreifuss, politica svizzera
- 1941
- Joan Baez, cantante statunitense
- Susannah York, attrice britannica
- 1943
- Dick Yount, musicista
- Kenneth Kelley, cantante statunitense
- Rob Hoeke, pianista, cantante
- 1944
- Scott Engel, cantante
- Jimmy Page, chitarrista inglese (Led Zeppelin)
- 1945 - Harun Farocki, attore, regista
- 1946 - Leo Gullotta, attore
- 1948 - Paul King, musicista (Blue Öyster Cult)
- 1950
- David Johansen cantante statunitense
- Rio Reiser, cantante tedesco († 1996)
- 1951 - Rosalyn Kind, cantante
- 1952
- Hugh Bayley, politico britannico
- Eveline L Herfkens, politica olandese
- 1954 - Lance Hoppens, musicista
- 1955 - J. K. Simmons, attore statunitense
- 1956
- Kimberly Beck, attrice statunitense
- Imelda Staunton, attrice statunitense
- 1958 - Mehmet Ali Agca, militante turco, tentò di assassinare Papa Giovanni Paolo II
- 1959
- Rigoberta Menchú, scrittrice guatemalteca
- Cristi Minculescu, musicista rumeno
- 1965 - Joely Richardson, attrice inglese
- 1967 - Dave Matthews, musicista e cantante sudafricano
- 1970
- Andrew Leipus, fisioterapista australiano
- Lara Fabian, cantante belga
- 1978 - AJ McLean, cantante ("Backstreet Boys")
- 1980 - Sergio García, golfista spagnolo
Morti
- 1283 - Wen Tianxiang, patriota cinese (n. 1236)
- 1499 - Johann Cicero, elettore di Brandeburgo
- 1514 - Anna, Duchessa di Bretagna e regina consorte di Francia
- 1562 - Amago Haruhisa, samurai e signore della guerra giapponese (n. 1514)
- 1569 - San Filippo di Mosca, primate della Chiesa ortodossa russa.
- 1571 - Nicolas Durand de Villegaignon, ufficiale di marina francese (n. 1510)
- 1677 - Aernout van der Neer, pittore olandese (n. 1603)
- 1679 - Werner Fabricius, compositore
- 1766 - Thomas Birch, storico britannico (n. 1705)
- 1798 - Pedro Pablo Abarca d Bolea, ufficiale spagnolo
- 1799 - Maria Gaetana Agnesi, matematica e studiosa italiana (n. 1718)
- 1800 - Jean Étienne Championnet, generale francese (n. 1762)
- 1828 - Pieter Hoen, giornalista e patriota olandese
- 1848 - Caroline Herschel, astronoma tedesca (n. 1750)
- 1849 - Jan Kops, agronomo
- 1853 - Juan N Gallego, poeta spagnolo
- 1854 - Filippo Traetta, compositore
- 1863 - Ferdinand Huber, compositore
- 1873 - Imperatore Napoleone III di Francia (b. 1808)
- 1876 - Samuel Gridley Howe, abolizionista statunitense (n. 1801)
- 1878 - Vittorio Emanuele II di Savoia, Re d'Italia (n. 1820)
- 1879 - Don Joaquin BF Espartero, maresciallo di campo, viceré di Navarra
- 1886 - Jakob Eduard Schmolzer, compositore
- 1901 - Richard Copley Christie, studioso inglese (b. 1830)
- 1902 - Gustaaf Rolin-Jaequemyns, politico belga
- 1908 - Wilhelm Busch, pittore tedesco (n. 1832)
- 1911 - Edwin Arthur Jones, compositore
- 1918 - Émile Reynaud, scienziato francese (n. 1844)
- 1923 - Katherine Mansfield, scrittrice neozelandese (n. 1888)
- 1927 - Houston S Chamberlain, teorico della razza
- 1930 - Edward W Buck, editore
- 1931 - Claude Anet, scrittore francese
- 1936 - John Gilbert, attore statunitense (n. 1899)
- 1939 - Johann Strauss III, direttore d'orchestra austriaco
- 1941 - Ko Boezeman, partigiano olandese
- 1943
- Anathon Aall, filosofo norvegese
- Robin G. Collingwood, filosofo inglese
- 1946 - Countee Cullen, poeta statunitense
- 1947 - Karl Mannheim, sociologo tedesco (n. 1893)
- 1947 - Lambertus Zijl, scultore
- 1949 - Amilcare Zanella, compositore
- 1953 - Hans Aanrud, scrittore norvegese
- 1957 - Mary Carr Moore, compositore
- 1958 - Paul Fechter, scrittore e storico tedesco
- 1959 - Paul Malengreau, compositore
- 1961 - Emily Green Balch, scrittore statunitense Premio Nobel per la letteratura
- 1962 - LeRoy B Shield, pianista e compositore
- 1966 - Haro Levoni Step'anyan, compositore
- 1968 - Louis-François-Marie Aubert, compositore
- 1969 - Ladislav Vycpalek, compositore
- 1972 - Ted Shawn, ballerino statunitense (n. 1891)
- 1975 - John Slater, attore
- 1975 - Pierre Fresnay, attore
- 1977 - Alexey Kozlovsky, compositore
- 1979 - Avery Claflin, compositore
- 1979 - Sara Carter, cantante e chitarrista statunitense (n. 1898)
- 1981 - Kazimierz Serocki, compositore
- 1984 - Wolfgang Staudte, regista tedesco (n. 1906)
- 1985 - Robert Mayer, imprenditore e filantropo britannico (n. 1879)
- 1992 - Steve Brodie, attore
- 1992 - William JF Naughton, autore teatrale
- 1993 - Svetoslav Roerich, pittore russo (n. 1904)
- 1994 - Silas Hogan, cantante e chitarrista
- 1995 - Peter Cook, attore, scrittore, comico, satirico inglese (n. 1937)
- 1995 - Souphanouvong, politico laotiano (n. 1909)
- 1996 - Mary Nadia Wadia, attrice
- 1996 - Kurt Schmucker, politico tedesco
- 1996 - Michael Lynn Synar, politico
- 1997 - Edward Osobka-Morawski, politico polacco
- 1997 - Jesse White, attore
- 1997 - Junaidu ibn Buhari, studioso
- 1998 - Kenichi Fukui, chimico giapponese (n. 1918)
- 2000 - Nigel Tranter, storico e scrittore scozzese (n. 1909)
- 2003 - Wilfried Hasselmann, politico tedesco
- 2004 - Norberto Bobbio, filosofo italiano
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Alessia, vergine e martire
- San Finan di Lindisfarne, vescovo
Laiche
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Modena
Modena (Mòdna in dialetto modenese) è un comune di 180.110 abitanti
capoluogo dell'omonima provincia.
Geografia
La città si trova circa nel centro della provincia di cui è capoluogo, nella Val Padana. Due fiumi la circondano senza peraltro attraversarla: il Secchia e il Panaro, la cui importanza per la città è testimoniata anche dalla presenza della Fontana dei due fiumi, dello scultore modenese Giuseppe Graziosi, situata in Largo Garibaldi.
Nasce all'interno della città il canale Naviglio, che sfocia nel fiume Panaro all'altezza di Bomporto.
Le prime propaggini dell'appennino modenese si trovano circa 10 km a sud della città, già al di fuori del territorio comunale.
Storia
Antichità
Nell'età del Bronzo fiorisce territorio modenese in regione la "civiltà delle terramare": nei pressi di Modena (Ponte S. Ambrogio) sorge un villaggio di palafitte. Del resto il nome più antico della città, Mutina, (di origine etrusca) allude forse a un antico insediamento terramaricolo (da Mut = "luogo rialzato"). Gli Etruschi colonizzarono la Pianura Padana nel VI secolo AC, per cederla tre secoli più tardi alla pressione dei Galli Boi. La dominazione dei Galli (che ha lasciato un'impronta notevole nel dialetto modenese) termina verso il 200 a.C., quando la regione cade sotto il dominio romano.
Epoca romana
Sappiamo che intorno al 200 a.C. Mutina era già un'importante colonia romana, cinta da mura, nella quale le legioni romane trovarono rifugio durante un'insurrezione dei Galli. Ma la sua importanza è destinata a crescere con la costruzione della Via Emilia, su iniziativa del console Emilio Lepido: la strada romana unisce Modena agli altri grandi centri della regione (Parma, Bologna), favorendo le operazioni militari, ma anche il traffico delle merci. La fortuna della città è indissolubilmente legata a questa strada, che dà il nome alla regione e che è ancora oggi uno degli assi principali del traffico in Italia.
Nei secoli che seguono Modena ha modo di prosperare: nelle Filippiche (44 AC) Cicerone la elogia come Firmissimam et splendidissimam populi Romani coloniam: "fedelissima e floridissima colonia romana". Proprio in quei giorni, all'indomani della morte di Gaio Giulio Cesare, lungo la via Emilia si consuma un episodio destinato a cambiare le sorti di Roma: lo scontro tra Marco Antonio, luogotenente di Cesare, e i consoli della Repubblica. Ma il vero vincitore della contesa è il giovane Ottaviano, nipote di Cesare, futuro primo Imperatore col nome di Augusto.
Modena trascorre placidamente i primi secoli dell'Impero, ma non è indenne dalle guerre che a partire dal III secolo sconvolgono l'Occidente. Nel 387, durante una guerra civile, Sant’Ambrogio, attraversando la via Emilia, parla di Modena, Bologna e Reggio come di "cadaveri di città semidistrutte". Eppure proprio in quegli anni è attivo in città il personaggio destinato a incarnare, nei secoli a venire, la speranza dei modenesi: il vescovo Geminiano, acclamato Santo e patrono della città sin dalla sua morte (nel 397). In un'epoca di frequenti devastazioni, dovute a calamità naturali e alle incursioni barbariche, più volte i modenesi dimostreranno di confidare nell'aiuto del Santo: il caso più celebre è quello dell'invasione degli Unni. La leggenda narra infatti che Attila non poté raggiungere Modena perché San Geminiano la nascose sotto una coltre di nebbia. In realtà non risulta che le orde di Attila transitassero nella zona – il che non impedisce di immaginare un fondo di verità dietro la leggenda: la nebbia autunnale intorno a Modena è davvero impenetrabile, e può aver risparmiato alla città qualche scorreria, se non degli Unni, dei Goti, degli Eruli, dei Longobardi o degli Ungari: tante furono le popolazioni barbariche che per due secoli e più percorsero la penisola saccheggiandola.
Medioevo
Ungari
Tra 500 e 700 d.C. Modena è un avamposto del regno longobardo, al confine con i possedimenti bizantini. È il periodo più buio della città: funestata da periodiche inondazioni dei fiumi Secchia e Panaro, è abbandonata dagli abitanti, trasferitisi in un borgo più a ovest, Cittanova. Solo il vescovo resta fedele all'antica sede: ma il suo prestigio si scontra ormai con quello dell'abbazia benedettina di Nonantola, uno dei massimi centri culturali della regione, fondata nel 753 da Santo Anselmo.
A partire dal IX secolo, con la vittoria di Carlo Magno sui Longobardi, Modena entra nel Sacro Romano Impero. A trarre vantaggio dalla nuova situazione è proprio il vescovado, pronto a occupare il vuoto di potere dell'effimero impero. Nell'892 Leodoino vescovo è investito feudatario imperiale: è in pratica il signore della città, che in quegli anni comincia un lento percorso di ricostruzione.
Intorno all'anno Mille si acuisce il contrasto tra il vescovo di Modena, tradizionalmente filo-imperiale (ghibellino) e il conte di Canossa, filo-papale (guelfo). Modena è fatale all'imperatore Enrico IV, che qui nel 1084 viene sconfitto da Matilde di Canossa nella battaglia di Sorbara. Ma non è soltanto questa vittoria a segnare l'indebolimento del potere vescovile: in realtà la città sta vivendo una fase di crescita economica (che permette di avviare la costruzione del Duomo). Nasce una nuova classe di artigiani e mercanti insofferente nei confronti dei rapporti feudali: si afferma così, progressivamente, la civiltà comunale. Dal 1177 i cittadini modenesi eleggono un loro Potestà, ma solo cinquant’anni dopo il vescovo rinuncerà alla sua giurisdizione sulla Città. In quegli anni Modena adotta il suo stemma, la croce dorata su campo azzurro, simbolo comune alle città italiane aderenti alla Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa: Modena infatti, in principio alleata dell'imperatore, aderisce poi alla Lega che sconfigge Federico nella battaglia di Legnano.
La storia del libero comune di Modena è estremamente turbolenta: le lotte tra papa, imperatore e comuni si intrecciano alle rivalità mai sopite tra i comuni vicini, in particolare Reggio e Bologna. L'episodio più celebre è quello della battaglia di Fossalta del 1249, quando i guelfi bolognesi impartiscono una sonora sconfitta ai modenesi alleati con re Enzo, figlio di Federico II: per dieci anni Modena passa sotto il controllo bolognese, mentre re Enzo resterà a Bologna prigioniero fino alla sua morte, nel castello che porta il suo nome. Ma più ancora dei nemici esterni saranno le continue lotte intestine tra fazioni a logorare le istituzioni comunali, finché nel 1288 i rappresentanti delle famiglie modenesi più importanti, esasperati, offriranno a Obizzo d'Este, marchese di Ferrara, la signoria su Modena.
Capitale estense
Ferrara
Ferrara
Il governo della casa d'Este, pur contrastato dalle potenze vicine, si protrarrà per ben cinque secoli, fino all'arrivo di Napoleone. Sino a tutto il Cinquecento la città mantiene comunque intatta la sua fisionomia medievale; alcuni miglioramenti si dovettero se mai all'intraprendenza di un amministratore d'eccezione, Francesco Guicciardini, governatore di Modena tra 1516 e 1523, in un periodo in cui Modena era stata sottratta dal Papa agli estensi (che vi rientrano nel 1527). A metà del Cinquecento inizia la costruzione di quelle che saranno le ultime mura della città, il cui territorio in questa occasione viene ampliato verso nord: è l'"addizione erculea", che prende il nome dal duca Ercole. Ma Modena diventa veramente la ‘città estense’ solo dopo il 1598, quando il duca Cesare è costretto a cedere la signoria di Ferrara al Papa, e a trasferire proprio a Modena la capitale del suo ducato. Uno Stato di piccole dimensioni, destinato a barcamenarsi con alterne fortune nelle lotte tra le potenze italiane ed europee, e che malgrado le ripetute occupazioni da parte degli eserciti stranieri (i francesi nel 1702; gli austriaci nel 1742) resisterà fino all'unificazione dell'Italia. Con una sola, rilevantissima interruzione: il periodo napoleonico.
Quando arriva per la prima volta a Modena, nel 1796, Napoleone è soltanto il giovane generale dell'armata francese in Italia, acclamato come liberatore dai cittadini modenesi, che distruggono le statue degli Este e innalzano in piazza Grande l'"albero della Libertà". Presto però l'occupazione si rivela gravosa per i modenesi, costretti più volte a ‘ospitare’ le truppe francesi nel corso delle guerre che vedono Napoleone, ormai Imperatore, battersi contro tutte le potenze europee. Alla sua sconfitta, nel 1815, il ducato di Modena viene ricostituito e assegnato a Francesco IV d'Austria. Non tutti però si rassegnano alla Restaurazione: nel 1831 fallisce un'insurrezione liberale sotto la guida del patriota Ciro Menotti, che viene messo a morte. Solo nel 1859, dopo la Seconda guerra d'Indipendenza, Francesco V è costretto a fuggire, mentre la cittadinanza di Modena vota la sottomissione a Vittorio Emanuele III, futuro re d'Italia.
Il Novecento
Gli anni del Regno sono segnati da tensioni sociali, specie nelle campagne, dove la condizione di mezzadri e braccianti è ancora assai arretrata. È l'epoca dei primi scioperi e del progressivo affermarsi del Partito Socialista, che dopo gli anni difficili della Grande Guerra si insedia nel 1919 al governo della città. Ma nello stesso periodo si stanno già organizzando le squadre dei picchiatori fascisti: in quegli anni l'intera Emilia è caratterizzata dalla tensione tra ‘rossi’ e ‘neri’ che sfocia spesso in rappresaglie armate. Un periodo di violenza che sembra terminare con l'ascesa dei fascisti al potere, ma non è che un'anticipazione di quanto accadrà vent’anni dopo, durante l'occupazione tedesca. La pagina più buia della storia recente di Modena è anche però la più gloriosa. Alle violenze dei nazifascisti infatti la cittadinanza risponde organizzando, sia in città che in provincia, il movimento resistenziale che varrà poi a Modena la medaglia d'oro al Valore Militare della Resistenza.
Negli anni del dopoguerra Modena conosce col boom economico un periodo di benessere senza precedenti. Il successo della città è legato soprattutto all'affermarsi di piccole industrie dai prodotti unici al mondo, come Ferrari o Maserati, e alla valorizzazione dei prodotti tipici della regione.
Monumenti
Il Duomo di Modena e la Piazza Grande sono state dichiarate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
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Chiesa di San Vincenzo
Eretta nel 1617 su una chiesa precedente di cui si hanno notizie già dal Duecento. Attribuita erroneamente al grande architetto modenese Guarino Guarini… il quale nacque però sette anni più tardi. In realtà l'esecuzione della chiesa fu affidata a Paolo Reggiano e in seguito a Bernardo Castagnini, con cui il giovane Guarini forse collaborò. La chiesa, è impreziosita dagli affreschi di Sigismondo Caula (con architetture dipinte di Sebastiano Sansone), raffiguranti le vite di San Vincenzo e di San Gaetano, fondatore dell'ordine dei Teatini a cui la chiesa era stata affidata (purtroppo la cupola, affrescata dallo stesso Caula e Tommaso Costa, è stata distrutta durante la guerra in un bombardamento).
San Vincenzo è la sede dei monumenti funebri dei duchi estensi.
Chiesa di Santa Maria della Pomposa – Aedes Muratoriana
È una delle chiese più antiche della città (se ne ha notizia dal 1153). Ma l'edificio conserva ben poco della sua struttura originale: nella facciata è possibile distinguere la traccia di una antica porta arcuata poi chiusa, mentre la torre massiccia al fianco dell'edificio (che forse nel medioevo faceva parte di un castello) è mozza a una certa altezza.
Più che per la sua rilevanza monumentale, l'importanza della chiesa è dovuta al fatto di essere stata la sede parrocchiale e la dimora di Ludovico Antonio Muratori, il grande storico modenese, che ne fu "prevosto" (parroco) dal 1716 al 1750. Fu per sua stessa volontà che Muratori, in quegli anni già studioso e scrittore di fama, si fece assegnare "la cura delle anime" di quello che era uno dei quartieri più poveri e malmessi della città. La chiesa stessa, in pessime condizioni, fu ricostruita dalle fondamenta, e Muratori vi fece aggiungere il coro. All'interno si trova un ciclo di dipinti del Seicento e del Settecento su San Sebastiano, opera di Bernardino Cervi e Francesco Vellani.
La chiesa, con annessa canonica (dove Muratori visse attendendo alle sue opere più celebri), costituisce oggi il complesso dellAedes Muratoriana ("Casa del Muratori"), sede della Deputazione di Storia patria e del Museo Muratoriano.
Testimonianza di affetto dei modenesi per uno dei suoi cittadini più illustri è il monumento a L. A. Muratori, che sorge poco lontano, sull'omonimo Largo che si affaccia sulla via Emilia. Scolpito da Adeodato Malatesta, che non volle ricevere compenso, il monumento ritrae lo storico in un atteggiamento pensieroso, ma riesce anche a suggerirne la profonda umanità.
Palazzo dei Musei
Il Piazzale Sant’Agostino, posto a ridosso dell'omonima porta (abbattuta nel secolo scorso), è un esempio di architettura urbanistica del Settecento. Qui i duchi d'Este fecero costruire due grandi edifici con finalità sociali: nel lato settentrionale l'Ospedale (che è tuttora sede di uno degli ospedali modenesi); di fronte l'imponente Albergo dei poveri, inaugurato nel 1771, che un secolo più tardi fu trasformato dal Comune di Modena nell'odierno Palazzo dei Musei.
Il palazzo ospita infatti i più importanti musei della città: oltre al Museo d'arte medievale e moderna, al Museo Civico del Risorgimento, al Museo Lapidario Estense, alla Gipsoteca Graziosi e al Museo Archeologico Etnologico, è possibile visitare la Biblioteca estense e la Galleria estense, le due preziose raccolte che testimoniano la passione per le arti della casa d'Este: entrambe furono trasportate da Ferrara alla fine del Cinquecento, quando Modena divenne la capitale del Ducato.
La Biblioteca Estense è una collezione di manoscritti e antichi libri a stampa tra le più grandi e importanti d'Italia. Tra tutti occorre ricordare i due volumi della Bibbia di Borso d'Este, le cui sgargianti miniature sono considerate uno dei capolavori assoluti dell'arte del Quattrocento.
La Galleria Estense è forse il maggiore tesoro portato dai duchi d'Este a Modena: tanto che alla grande collezione fece ricorso il duca Francesco III, che nel 1746 sanò il dissestato bilancio del ducato vendendo al re di Polonia i cento quadri stimati più importanti. Malgrado la perdita di queste opere (oggi per lo più a Dresda) essa rimane una delle più importanti collezioni pubbliche italiane, ospitando opere di Tintoretto, Paolo Veronese, Guido Reni, Correggio, Cosmé Tura e i fratelli Carracci. Ma le opere più celebri sono i due ritratti del duca Francesco I: il busto in marmo del Bernini e la tela di Diego Velasquez.
Chiesa di Sant'Agostino
Di fianco al palazzo dei Musei si affaccia sul piazzale Sant’Agostino questa chiesa, che sebbene eretta nel Trecento (nel sito di una precedente "chiesa degli agostiniani" fondata nel 1245), ha una spiccata fisionomia seicentesca. Essa fu infatti profondamente modificata nel 1663, quando vi furono celebrati i funerali del duca Alfonso IV: la sobria struttura trecentesca è ornata da una ricca decorazione di stucchi e da un pregevole soffitto a cassettoni, sul quale più artisti dipinsero ritratti di nobili e santi. Spicca invece per intensità drammatica il gruppo scultoreo in terracotta della Deposizione della Croce (1476), capolavoro del modenese Antonio Begarelli (nella prima cappella a destra). Una traccia visibile dell'antica chiesa è l'affresco trecentesco della Madonna della consolazione, di Tommaso da Modena: una Maria ritratta con delicata naturalezza nell'atto di allattare il bambino.
Chiesa di San Giovanni Battista
Posta all'angolo tra Via Emilia e l'odierna Piazza Matteotti, sorta sul luogo di una più antica chiesa dedicata a San Michele, fu ricostruita nel Cinquecento, ma rivela nei decori e nella struttura (la cupola, ellittica e non circolare) le profonde modifiche subite nel Settecento. Notevole l'organo costruito dal grande liutaio Agostino Traeri.
Fino a pochi anni fa la chiesa conteneva il capolavoro dello scultore cinquecentesco modenese Guido Mazzoni, la Deposizione dalla croce (1476), un gruppo di statue in terracotta policrome che si può osservare, dopo l'ultimo restauro (che ha purtroppo eliminato il colore), nella chiesa di Sant’Agostino.
Chiesa di San Francesco
I frati francescani arrivarono a Modena molto presto: si ha notizia di un convento fuori le mura già nel 1221, quando [San Francesco d'Assisi|San Francesco] era ancora vivo. L'attuale chiesa fu costruita molto lentamente, a partire dal 1244, e due secoli dopo non era ancora terminata. Di sobrio stile gotico (che in parte è dovuto a ristrutturazioni ottocentesche), essa ospita uno dei capolavori del Begarelli, la Deposizione del Cristo dalla Croce: un gruppo di tredici statue ‘fotografate’ in un momento intensamente drammatico.
Fronteggia la facciata della chiesa una piacevole fontana con statua di San Francesco, opera di Giuseppe Graziosi (1920).
Chiesa di San Pietro
La tradizione vuole che la Chiesa sorga nel sito di un antichissimo tempio a Giove Capitolino. La chiesa attuale è stata però edificata a partire dal 1476, secondo un progetto dell'architetto Pietro Barabani di Carpi, accanto a un'antica abbazia benedettina fondata fuori le mura della città nel 996. Si tratta perciò di uno dei pochi esempi di architettura rinascimentale a Modena (oltre che di una delle più belle chiese in città), impreziosita all'interno da un organo cinquecentesco, con intagli in legno dorato e portelli dipinti, e soprattutto dalle numerose opere in terracotta realizzate dal Begarelli: i sei santi disposti intorno alla navata centrale, la Pietà e soprattutto il cosiddetto Apogeo Begarelliano, un gruppo raffigurante l'ascensione della Madonna tra i santi Pietro, Paolo, Benedetto e Geminiano.
Il notevole campanile a vela fu eretto nel 1629.
Chiesa di San Giorgio
È conosciuta anche come "Santuario della Beata Vergine Ausiliatrice del Popolo modenese", secondo il nome che le era attribuito fino ad un secolo fa. La Beata Vergine Ausiliatrice è naturalmente l'immagine della Madonna presente sull'altare maggiore. Quest’ultimo fu realizzato in marmi policromi da Antonio Loraghi (1666).
La chiesa è degna di nota per la sua pianta a croce greca (cioè composta di quattro bracci della stessa dimensione). Fu realizzata a partire dal 1647 da un progetto di Gaspare Vigarani e Cristoforo Malagola detto il Galaverna.
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Cultura e folklore
Modena è una città concentrata sul presente, purtroppo poco sensibile alle tradizioni del suo passato, che negli ultimi decenni sono andate progressivamente scomparendo. Lo stesso dialetto locale, a cui già Dante nel lontano Trecento rimproverava gli accenti bruschi e ‘inurbani’, è stato ormai sostituito dall'italiano, anche se ha lasciato tracce caratteristiche nella cadenza un po’ strascicata dei modenesi.
Il carnevale
Questo aspetto del carattere modenese è ben rappresentato dalla maschera della città: il Sandrone ("Sandròun"): e non è certo un caso se tra tante manifestazioni della tradizione il carnevale è quella che conserva a tutt’oggi la maggior visibilità.
Sull'origine di Sandrone vi sono varie teorie. Pare che a ogni carnevale il duca invitasse ai festeggiamenti di corte un contadino per il gusto di metterne in ridicolo la dabbenaggine e la grossolanità. Le cose cambiarono però quando a corte fu chiamato un tale Alessandro Pavironi, di Bosco di Sotto, che alle imbarazzanti domande dei convitati, escogitate proprio per metterlo in ridicolo, rispose con un'arguzia e un buon senso rimaste memorabili. Da allora la figura del "Sandrone" divenne l'emblema della saggezza del mondo contadino, contrapposto alle sofisticherie della città, dei ricchi e dei nobili.
La leggenda è simile a quella di tante fiabe popolari. Di certo vi è soltanto che il personaggio di Sandrone era già popolare nella prima metà del secolo scorso, portato sulle scene da una dinastia di attori e burattinai che si esibirono con successo anche presso la corte estense.
Ancora oggi, secondo la tradizione (tenuta in vita dalla "compagnia del Sandrone"), ogni anno il giovedì grasso Sandrone arriva a Modena. Lo accompagnano la moglie, la robusta Pulonia, e il figlio Sgorghìguelo: insieme la "famiglia Pavironica" sfila dalla stazione fino a Piazza Grande, dove i modenesi si affollano per assistere allo "sproloquio": il discorso dei tre (pronunciato nientemeno che dal balcone del Palazzo Comunale!), ricco di commenti arguti sulla vita cittadina e bonarie critiche all'amministrazione.
Altre ricorrenze tradizionali
- Fiera di Sant’Antonio, il 17 gennaio
- Fiera di San Geminiano, il 31 gennaio
- "Mak P 100" (saggio ginnico degli allievi dell'accademia militare di Modena) (Maggio)
- Settimana Estense (Giugno), una manifestazione promossa da pochi anni che recupera alcuni giochi tradizionali della tradizione medievale e rinascimentale
- Festival Internazionale delle Bande Militari (Luglio)
- Festival della Filosofia (Settembre)
- Festival provinciale dell'Unità (Settembre)
Gastronomia
Modena è al centro di una fortunatissima porzione della Pianura padana in cui si estendono le aree di produzione tipica del prosciutto di Parma e del formaggio Parmigiano-Reggiano. Queste due glorie della gastronomia nazionale illustrano alla perfezione i caratteri della cucina modenese, basata sul formaggio e soprattutto sul maiale, l'animale d'allevamento più diffuso nella zona.
Oltre al prosciutto (a dire il vero quello tipico di Modena è più sapido del parmense), tanti sono gli insaccati di suino che meritano di essere assaggiati: citiamo i salami, la mortadella e i ciccioli. Un piatto tipico delle feste invernali è lo zampone, ottenuto con carne macinata di maiale insaccata nella cotica della zampa anteriore. Ma dal maiale si ottiene anche lo strutto indispensabile per il tipico gnocco fritto: una focaccia quadrata che si accompagna molto bene ai salumi. Originaria dell'Appennino (ma gustata volentieri in tutta la provincia) è invece la crescentina, detta anche tigella, cotta sulla pietra nella caratteristica forma rotonda. Anche in questo caso formaggio e salumi sono l'ideale complemento.
Ma la provincia di Modena è giustamente famosa per altri due prodotti tipici della tradizione: l'aceto balsamico e il vino lambrusco. Il primo si ottiene con l'uva bianca della zona collinare intorno a Spilamberto, e una sapiente lavorazione che prevede una complicata serie di passaggi tra botti diverse. Quanto al lambrusco, è forse il più celebre dei vini rossi frizzanti. Gli intenditori sanno distinguere al primo sorso le differenti varietà: il Lambrusco di Sorbara (prodotto nella pianura) ha un aroma più delicato e un profumo di violetta; il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro (prodotto sulla collina) ha una gradazione più alta e una caratteristica schiuma rossa. Si tratta in entrambi i casi di un vivace vino da pasto che va bevuto rapidamente, prima che svapori: non è un vino d'annata, anzi, esso dà il meglio di sé a un anno dall'imbottigliamento, mentre il novello è un vino ideale per i brindisi e i festeggiamenti. Si dice che il lambrusco ‘soffra’ particolarmente i trasporti: perciò esso dovrebbe essere gustato appieno soltanto nel territorio modenese. Il che non gli ha impedito di essere commercializzato con successo un po’ in tutto il mondo (anche se questa grande diffusione ha significato forse un abbassamento della qualità)
Tra i liquori il più tipico è certo il nocino, un infuso in alcool dei malli verdi delle noci, che si raccomanda per il sapore intenso e le proprietà digestive; tra i dolci va ricordato il bensone, una sorta di pane dolce, cotto al forno e decorato con grani di zucchero: si mangia tagliato a fette e intinto nel vino.
Sport
Le società sportive che si distinguono in un panorama molto ricco e variegato sono il Modena FC nel calcio ed il Cimone Modena nella pallavolo, disciplina della quale, la città e la provincia si possono ritenere "culla" a livello nazionale e non solo.
È quasi inutile ricordare, data la loro notorietà internazionale, la presenza e la nascita in città e nelle zone limitrofe di numerose case automobilistiche (Ferrari, Maserati, Lamborghini, Pagani, De tomaso) che fanno di Modena la capitale mondiale dell'automobilismo sportivo.
Amministrazione
- Sindaco: Giorgio Pighi
- Comune: centralino URP 059/206206
- [http://maps.google.com/maps?ll=44.66,10.93&spn=0.07,0.07&t=k&hl=en Modena vista da satellite via Google]
Media
- [http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it Gazzetta di Modena]
- [http://ilnuovo.redaweb.it Il Nuovo Giornale di Modena]
Servizi per le imprese
- [http://www.comune.modena.it/sportellounico Sportello unico delle imprese del Comune di Modena]
- [http://www.mo.camcom.it Camera di Commercio di Modena]
- [http://www.unioneindustriali.mo.it Unione Industriali di Modena]
Voci correlate
- Elenco dei Duchi di Modena
Categoria:Comuni della provincia di Modena
Categoria:Comuni dell'Emilia-Romagna
Categoria:Comuni italiani
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Italia
ja:モデナ
Mario Scelba
Mario Scelba (Caltagirone, 5 settembre 1901 - Roma, 29 ottobre 1991) fu Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano nel periodo: 10 febbraio 1954 - 22 giugno 1955
È considerato l'uomo simbolo della repressione poliziesca del dissenso negli anni '50.
Scelba e la strage di Portella della Ginestra
Dopo la strage di Portella della Ginestra, avvenuta il 1 maggio 1947, il suo nome venne fatto da Gaspare Pisciotta, luogotenente di Salvatore Giuliano, e da altri banditi in relazione ai gravissimi fatti avvenuti in Sicilia. Da diversi storici è stato investigato quale elemento chiave delle connessioni di potere che in un modo o in un altro contribuirono alla strage medesima e che, al fine di eliminare definitivamente ogni traccia, decretarono poi l'uccisione del capobanda di Montelepre, avvenuta il 4 giugno 1950. Ricostruzioni e ipotesi attendibili su quei fatti risultano nell'opera Il binomio Giuliano-Scelba di Carlo Ruta (1995) e in Salvatore Giuliano di Giuseppe Casarrubea (2001).
Scelba, Mario
Belgio
Il Belgio (België in olandese, Belgique in francese, e Belgien in tedesco) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Paesi Bassi, Germania, Lussemburgo, Francia, e con il Mare del Nord. Il Belgio si trova sul crocevia culturale tra l'Europa germanofona (con i fiamminghi a nord che parlano olandese) e l'Europa romanza (con i valloni a sud che parlano francese). Questa situazione si riflette anche nelle sue complesse istituzioni e nella sua storia politica.
Storia
Geograficamente e culturalmente il Belgio si trova nel crocevia d'Europa, e durante gli ultimi 2.000 anni è stato testimone di un constante viavai di razze e culture differenti. Di conseguneza il Belgio è una nazione in cui le culture celtica, romana e germanica hanno lasciato il segno, come più tardi nel corso della storia le influenze francesi, olandesi, spagnole e austriache.
I primi abitanti del Belgio con un nome furono i Belgi. Questi erano composti principalmente da tribù celtiche, che vivevano nella Gallia settentrionale e vennero sopraffatti da Giulio Cesare nel 54 AC, come egli descrisse nel suo De Bello Gallico.
Dopo il collasso dell'Impero Romano (V secolo DC), le tribù germaniche invasero la provincia romana della "Gallia". Una di queste popolazioni, i Franchi, installarono infine un nuovo regno sotto il governo della dinastia Merovingia. Clodoveo I fu il più famoso di questi Re: egli si convertì alla cristianità e governò dal nord della Francia, ma il suo impero comprendeva anche il Belgio. Studiosi cristiani, principalmente monaci irlandesi, predicarono la Cristianità e iniziarono l'opera di conversione degli invasori pagani.
I Merovingi ebbero vita abbastanza breve, e la dinastia Carolingia prese il sopravvento: dopo che Carlo Martello contrastò l'invasione moresca dalla Spagna (721 DC - Poitiers), il loro famoso Re, Carlomagno portò gran parte dell'Europa sotto la sua sovranità e venne incoronato come "Imperatore del Sacro Romano Impero" dal Papa (800 DC).
Il Feudalesimo europeo divenne la base per la stabilità militare, politica ed economica. La Cristianità fiorì sotto la protezione di questi governanti e tramite la fondazione di comunità religiose e monasteri, chiese e pellegrinaggi.
La regione venne in seguito associata ai Paesi Bassi, poi sotto il dominio della Borgogna prima e della Spagna poi, fino a quando le province protestanti si presero la loro indipendenza (vedi Paesi Bassi). Seguì la dominazione austriaca, e pochi anni dopo quella francese sotto Napoleone. Dopo la deposizione di Napoleone, nel 1815, il Belgio venne riunito con le province settentrionali nel Regno dei Paesi Bassi fino alla rivoluzione belga del 1830, che stabilì uno stato belga indipendente. La rivoluzione belga venne iniziata dalla minoranza di lingua francese che controllava le industrie e altre fonti economiche e che non voleva vivere sotto un'amministrazione di lingua olandese. Da 1830 a 1898 soltanto il francese era una lingua ufficiale. La maggioranza di lingua olandese venne discriminata. I fiamminghi erano dei cittadini di seconda classe in quel regno carattterizzato da apartheid. Nel corso del secolo XX, il movimento fiammingo riuscì a diminuire i privilegi dei francofoni. Negli anni 60, la frontiera linguistica fu finalmente stabilita. Una buona parte del territorio di lingua olandese fu incorporata nel territorio bilingue di Bruxelles. Comunque, in alcune comuni delle Fiandre, ufficialmente di lingua olandese, i francofoni ritengono certi diritti, come la possibilità di votare per i partiti francofoni, che non esistono per i fiamminghi nella Wallonia.
Il Re belga, Leopoldo I, venne scelto con l'assistenza dei britannici. La neutralità della nazione venne garantita contro future aggressioni militari straniere. Questa neutralità venne violata nel 1914, quando la Germania invase il Belgio, come parte del Piano Schlieffen. La decisione britannica di onorare gli obblighi del trattato quanto quelli della entente cordiale con la Francia, spinse il Regno Unito nella prima guerra mondiale. Il Belgio cercò di tornare alla neutralità negli anni '30, ma venne nuovamente invaso dalla Germania nel 1940. Dopo la seconda guerra mondiale la politica della neutralità venne abbandonata, e il Belgio entrò nella NATO e nella Comunità Economica Europea.
Il Belgio ebbe una principale colonia in Africa durante la sua storia: il Congo, che venne dato a Re Leopoldo II con la Conferenza di Berlino del 1885. Egli rese il territorio una sua proprietà privata e lo chiamò "Stato Libero del Congo". In questo Stato Libero, la popolazione locale venne brutalizzata in cambio della gomma, un mercato in crescita con lo sviluppo degli pneumatici. L'importanza del commercio dei diamanti ha permesso ad Anversa di diventare un centro di rinomanza mondiale nel settore. Nel 1908, la pressione internazionale contro le crudeltà di Re Leopoldo divenne così grande che Leopoldo II fu costretto a dare la sua proprietà allo stato belga come colonia. Da allora divenne il Congo Belga, prima di ottenere l'indipendenza nel 1960.
Il coinvolgimento all'estero del Belgio crebbe dopo la prima guerra mondiale, quando due colonie tedesche, Ruanda e Burundi, vennero affidate al Belgio dalla Società delle Nazioni. La politica belga nell'amministrazione e nello sviluppo socio-culturale di queste nazioni è stato pesanteente criticato, molti videro le decisioni belghe come un fattore significativo nei problemi che afflissero il Ruanda negli anni '90.
Fin dall'inizio del XX secolo la storia del Belgio è stata sempre più dominata dalla crescente autonomia delle sue due comunità principali, fiamminghi e valloni. Come indicazione di questo fatto, a partire all'incirca dal 1970, non esistono più partiti nazionali in Belgio, ma solo fiamminghi o valloni. I regolari tentativi di stabilire partiti nazionali belgi, producono risultati in ternini d voti, inferiori all'1% dell'elettorato; I partiti di Burxelles non presero mai il via (come nel caso del "Blauwe Leeuwen" e del "Rode Leeuwen" dei fiamminghi di Bruxelles), o si fusero con uno dei partiti liberali della comunità francofona (come l'FDF). Per questo, il panorama politico mostra un sistema duale quasi perfetto, che riflette le due comunità dominanti soggiacenti.
Politica
Primi Ministri del Belgio
Fin dalla federalizzazione della nazione ci sono molte entità governative; oltre al governo federale esiste una suddivisione in base alla lingua parlata dalle comunità: francofona, fiamminga e germanofona; e un'altra suddivisione in regioni: Regione Vallone, Regione Fiamminga e Regione di Bruxelles-Capitale. La comunità fiamminga e la regione fiamminga si sono unite per formare un unico governo; vedi Fiandre.
Dietro a queste complesse istituzioni, si possono notare le due componenti dominanti dello stato belga: i Fiamminghi e le loro istituzioni politiche riunite sotto il Governo Fiammingo; e i francofoni riuniti sotto la Comunità Francofona e le sue istituzioni maggiromente frammentate. Tutti i partiti politici del Belgio appartengono a una di queste due comunità, eccetto per il partito germanofono e alcuni partiti marginali di Bruxelles. Comunque, ognuno di questi è in grado di attirare solamente i voti di una delle due comunità di Bruxelles. Perciò non esistono partiti nazionali attivi su tutto il territorio. In breve, il panorama politico belga rispecchia fedelmente la natura duale della società belga.
Quindi:
- Governo Federale: giurisdizione sulle questioni di interesse nazionale (ovvero Affari Esteri, Difesa/Esercito, economia, welfare, previdenza pubblica, trasporti, telecomunicazioni, ecc.)
- Governi Comunitari: lingua, cultura ed educazione. (ovvero scuole, bibliotece, teatri, ecc.)
- Governi Regionali: questioni legate a territorio e proprietà all'interno dell'area specifica (economia regionale, lottizzazione, abitazioni, trasporti, ecc.)
Ad esempio, un edificio scolastico a Bruxelles appartiene al sistema scolastico pubblico che viene regolato dal governo generale di Bruxelles. La scuola in quanto istituzione comunque, ricade sotto la regolamentazione del governo fiammingo, se la prima lingua insegnata è l'olandese, o sotto il governo della comunità francese, se la lingua primaria è il francese. È un sistema complesso, in qualche modo instabile e dispendioso, ma è anche un compromesso pacifico che permette a culture distinte di vivere assieme.
Comunità, regioni e province
Il Belgio è diviso in tre comunità, francofona, fiamminga e germanofona, e in tre regioni: Bruxelles (con una popolazione di lingua olandese o francese, di circa 960.000 persone), Fiandre (principalmente di lingua olandese, con una popolazione di circa 6.000.000), e Vallonia (principalmente di lingua francese, con una popolazione di circa 3.300.000). Le ultime due regioni sono divise ognuna in 5 province.
Vallonia
Tra parentesi i nomi locali di ogni provincia, in francese o olandese:
#Fiandre (di lingua olandese; Vlaanderen in olandese, Flandre o Flandres in francese, Flandern in tedesco):
# - Anversa (Antwerpen)
# - Limburgo (Limburg)
# - Fiandre Orientali (Oost-Vlaanderen)
# - Fiandre Occidentali (West-Vlaanderen)
# - Brabante Fiammingo (Vlaams-Brabant)
#Vallonia (di lingua francese, tranne nove comuni nella parte orientale della provincia di Liegi che costituiscono la Comunità germanofona del Belgio; Wallonie in francese, Wallonië in olandese, die Wallonie in tedesco):
# - Brabante Vallone (Brabant Wallon)
# - Namur
# - Liegi (Liège)
# - Hainaut
# - Lussemburgo (Luxembourg)
#La Regione di Bruxelles-Capitale (Région de Bruxelles-Capitale in francese, Brussels Hoofdstedelijk Gewest in olandese, die Region Brüssel-Hauptstadt in tedesco).
Ogni entità provinciale (compresa la Regione di Bruxelles-Capitale) è ulteriormente suddivisa in municipalità chiamate gemeenten in olandese e communes in francese (vedi Elenco di municipalità belghe e Elenco di municipalità belghe per popolazione).
Le citta principali sono Bruxelles (959.318 per l'interna regione), Anversa (445.570), Gent (224.685), Charleroi (200.233), e Liegi (184.550).
Geografia
Il Belgio copre un'area di 30.510 km² ed è composto da tre principali regioni fisiche: la piana costiera (situata a nord-ovest), l'altopiano centrale, e la regione montagnosa delle Ardenne (situata a sud-est).
La piana costiera consiste principalmente di dune di sabbia e polder. I Polder sono terreni vicini o sotto al livello del mare, che sono stati strappati al mare e vengono protetti da esso tramite dighe, o, più all'interno, campi che sono stati prosciugati dai canali.
La seconda regione fisica, l'altopiano centrale, si trova più all'interno. Si tratta di un'area che si innalza dolcemente, ha molte vallate fertili, ed è irrigata da molti corsi d'acqua. Qui è possibile trovare zone un po' più aspre, comprese caverne e piccole gole.
La terza regione fisica (chiamata le Ardenne) è più accidentata delle prime due. È un altopiano densamente forestato, molto roccioso e poco adatto all'agricoltura, che si estende nella Francia settentrionale. Qui è dove si trova la maggior parte della vita selvatica del Belgio.
I due fiumi principali del Belgio sono lo Scheldt e la Mosa. Questi due fiumi portano prosperità a Tournai, Gent, Anversa, Bruges, Liegi e Namur. Anche se generalmente piatto, il terreno diventa sempre più collinare e forestato verso sud-est (Ardenne), dove si trova il punto più elevato del Belgio, il Signal de Botrange, con soli 694 metri.
Il clima è fresco, temperato, e piovoso; la temperatura media in estate è di 25°C, in inverno è di 7.2°C. I minimi e massimi annuali (raramente raggiunti) sono: -12.2°C e 32.2°C.
Economia
Densamente popolato, il Belgio di trova al centro di una delle regioni più altamente industrializzate del mondo. Una delle prime nazioni a subire la Rivoluzione industriale nel continente europeo, all'inizio del XIX secolo, il Belgio ha sviluppato una eccellente infrastruttura per i trasporti, composta da porti, canali, ferrovie e autostrade, che integrano la sua industria con quella dei paesi vicini. Uno dei paesi fondatori dell'Unione Europea, il Belgio appoggia fortemente l'aumento dei poteri dell'UE per integrare le economie europee. Il Belgio fu uno dei primi paesi ad adottare l'Euro, la moneta unica europea, nel gennaio 1999, e il franco belga venne completamente sostituito dalle monete e banconote Euro all'inizio del 2002.
Il Belgio viene talvolta chiamato "il cuore d'Europa". Questo non solo per la sua posizione geografica, ma anche a causa del fatto che molte istituzioni internazionali hanno la loro sede a Bruxelles, come la NATO e alcuni organismi dell'Unione Europea. Questo perché il Belgio ha un eccellente sistema di trasporti, con una moderna rete autostradale senza pedaggio, buoni collegamenti al sistema ferroviario europeo, e con il secondo porto d'Europa per dimensioni (Anversa).
L'economia belga dipende largamente dalle sue importazioni ed esportazioni. Le principali importazioni sono: alimentari, macchinari, diamanti grezzi, petrolio e derivati, chimica, abbigliamento ed accessori, e tessile, i principali partner commerciali sono Germania, Paesi Bassi, Francia, Regno Unito, Italia, Stati Uniti e Spagna. Le principali esportazioni sono: automobili, alimentari, ferro e acciaio, diamanti, tessile, plastica derivati del petrolio, e metalli non ferrosi. I commerci vengono fatti assieme al Lussemburgo, in quanto i due paesi crearono un'unione doganale e monetaria nel 1922.
Demografia
La densità di popolazione, 336 ab./km≤, è una delle più alte d'Europa, dopo i Paesi Bassi e alcune nazioni più piccole come Monaco.
Esistono tre lingue ufficiali, olandese, francese e tedesco; l'olandese e il francese parlati in Belgio hanno piccole differenze di vocabolario rispetto a quelli parlati in Olanda e Francia, ma sono vicendevolmente comprensibili. Gran parte della popolazione parla il dialetto fiammingo, mentre quello vallone è sempre meno diffuso: i due dialetti sono spesso difficili da comprendere per chi parla olandese o francese.
Più di metà della nazione è di lingua olandese (56%-60%), il francese è la seconda lingua (40%-44%), mentre il tedesco è parlato da meno dell'1% della popolazione. Queste cifre devono essere valutate con attenzione, poiché l'ultimo censimento linguistico risale a prima del 1960. Tali cifre sono inoltre fonti di contrasti comunitari.
Bruxelles, la capitale, è principalmente francofona, ma ufficialmente bilingue in quanto si evolse da luogo a maggioranza di lingua olandese, quando il Belgio divenne uno stato indipendente nel 1830, all'attuale predominanza francofona in quanto capitale dell'amministrazione centrale dello stato federale.
Oltre il 98% della popolazione adulta è alfabetizzata. La scuola è obbligatoria dall'età di 6 anni fino ai 18, ma molti studenti belgi continuano fino all'età di 23. Questo rende il sistema educativo belga il secondo per intensità dopo quello britannico.
Religione
In Belgio il cattolicesimo è la religione principale, cui aderisce il 75%-80% della popolazione, anche se oggigiorno, solo il 10%-20% va regolarmente in chiesa. Altre religioni ampiamente praticate in Belgio sono Islam, Protestantesimo, ed Ebraismo.
La religione fu una delle differenze tra il sud cattolico e il nord protestante del Regno dei Paesi Bassi, che di divise nel 1830 quando il sud si staccò per formare il Belgio. Questo giustifica anche l'attuale prevalenza numerica dei cattolici.
Dal 1830, il cattolicesimo ha avuto anche un ruolo importante nella politica belga. Un esempio sono le cosidette "guerre scolastiche" ("guerres scolaires" in francese) tra liberali e cattolici che si ebbero tra il 1879 e il 1884 per la prima, e tra il 1954 e il 1958 per la seconda.
Tra la prima e la seconda guerra mondiale il centro dell'attività occulta e mistica si spostò dalla Francia al Belgio. Il Belgio divenne il centro principale per molte fratellanze e società segrete, delle quali molte branche esistono ancor oggi.
Cultura
La nazione è nota per la sua arte, la grande architettura e il cibo, in particolare la birra e il cioccolato.
Il Belgio può vantare numerosi artisti di fama mondiale, tra cui Pieter Paul Rubens, René Magritte, Jan van Eyck, Pieter Brueghel il Vecchio, Hans Memling, James Ensor, Paul Delvaux. René Magritte è probabilmente il più famoso degli artisti belgi. Assieme a Paul Delvaux, è il principale rappresentante dello stile surrealista. Molti scrittori francesi trovarono rifugio in Belgio. Nella musica, Adolphe Sax è noto per aver inventato il sassofono nel 1841.
Nell'architettura è molto noto il nome di Victor Horta, uno degli ideatori dell'architettura Art Nouveau, uno stile che ebbe un grande rilievo sugli stili architettonici del XX secolo.
Un'altra componente importante della tradizione culturale belga è data dai fumettisti, come Hergé (Tintin), Willy Vandersteen (Bob et Bobette, Suske en Wiske nell'originale olandese), Morris (Lucky Luke), Peyo (I Puffi), Franquin (Spirou, Marsupilami, Gaston), Marc Sleen (Nerone).
Il Belgio possiede una grande varietà di musei e mostre. Tra i principali musei belgi troviamo il "Museo Reale di Belle Arti" di Anversa, che ha un'ammirevole collezione di lavori di Peter Paul Rubens, e il "Museo Reale di Belle Arti del Belgio" di Bruxelles, che ha un cinema, una sala concerti, e opere di diversi periodi.
Il Belgio è ben rappresentato nel mondo dello sport, il calcio è molto popolare. La nazionale di calcio porta il soprannome di Diavoli Rossi e occupa la sedicesima posizione nella classifica FIFA. Il Belgio ha anche due delle prime 20 tenniste del mondo; Kim Clijsters e Justine Henin-Hardenne. I belgi sono sempre stati tradizionalmente forti nel ciclismo. Uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi, Eddy Merckx, era belga. Ha vinto cinque Tour de France, cinque Giri d'Italia, una Vuelta a Espana, due giri del Belgio e un Giro di Svizzera. Il Belgio ha avuto campioni modiali di motocross, judo e tennis tavolo.
Molti buongustai ritengono che la cucina belga sia tra le migliori d'Europa. Marche di cioccolato belga come Neuhaus, Côte d'Or, Leonidas e Godiva sono rinomate in tutto il mondo, e le praline sono state inventate in Belgio. Dal Belgio vengono anche 450 differenti tipi di birra, tra cui quelle dei monaci trappisti sono le più prestigiose. I belgi hanno una reputazione di amanti delle patatine fritte, vendute in molti piccoli negozi e chioschi in strada, nelle stazioni, ecc. e chiamate frieten in olandese e frites in francese.
Alcuni piatti della cucina belga sono esportati in tutto il mondo. Come portate principali troviamo le cozze con patatine fritte, l'indivia preparata in un modo particolare, i cavolini di Bruxelles, il waterzooi (uno stufato di pollo e verdure). Altri snack meno conosciuti sono gli speculaas (biscotti dolci e croccanti) e i waffle.
I festival giocano un ruolo importante nella vita culturale belga. Praticamente ogni città ha la sua festa, alcune risalenti a molti secoli fa. Non si tratta di eventi turistici ma di autentiche celebrazioni che richiedono mesi di preparativi. Due delle feste più grandi sono il carnevale di Binche (nei pressi di Mons), che si tiene nei tre giorni precedenti l'inizio della quaresima, e la processione del Sacro Sangue, che si tiene a maggio a Bruges. Durante il carnevale di Binche la processione nella quale gli uomini sono vestiti con alti cappelli piumati e costumi scintillanti è guidata dal personaggio di Gilles.
Una festa molto sentita dai bambini belgi e olandesi, anche se non ufficiale, si svolge il 6 dicembre. Si tratta della Festa di San Nicola (Sinterklaas dag in olandese, la Saint-Nicolas in francese), il Santa Claus anglosassone, e che prende il carattere di un Natale anticipato. La sera del 5 dicembre, prima di andare a letto, i bambini lasciano a terra le loro scarpe assieme a dell'acqua o vino e a una carota per il cavallo (o l'asino) di San Nicola. Apparentemente San Nicola arriva di notte passando per il camino, prende il cibo e l'acqua o il vino, lascia dei regali, esce da dove era entrato, dà da mangiare al suo cavallo e continua il suo per | | |