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1964

1964

Eventi


- John George Kemeny e Thomas Eugene Kurtz sviluppano il linguaggio di programmazione BASIC
- Penzias e Wilson scoprono la radiazione cosmica di fondo
- Sudafrica: Nelson Mandela viene condannato all'ergastolo
- Sergio Leone gira il film Per un pugno di dollari
- Giochi Olimpici invernali a Innsbruck (A)
- Giochi Olimpici estivi a Tokyo
  - La pallavolo diventa disciplina olimpica
- 3 marzo - viene arrestato Felice Ippolito per presunte irregolarità gestionali nel CNEN.
- 20 aprile - Dagli stabilimenti di Alba in Piemonte esce il primo vasetto di Nutella.
- 21 settembre - Malta ottiene l'indipendenza dalla Gran Bretagna
- 14 ottobre - Unione Sovietica - Leonid Breznev diventa segretario generale del PCUS, succedendo a Nikita Khruščёv
- 1 novembre - viene inaugurata la prima linea della Metropolitana di Milano
- 5 novembre - viene lanciata la seconda sonda diretta verso Marte, nell'ambito della prima missione americana di tale genere: la Mariner 3. La missione, però, fallirà
- 28 novembre - viene lanciata la terza sonda diretta verso Marte, e la missione americana Mariner 4, al suo secondo tentativo, finirà con un successo: il 14 luglio 1965 la sonda raggiunge il pianeta ed invierà alla Terra un totale di 21 foto
- 30 novembre - viene lanciata la quarta sonda diretta verso Marte, ma la missione russa Zond 2 fallisce: pur raggiungendo il pianeta non riesce a recuperare i dati della sonda
- 15 dicembre - Dal poligono di Wallops Island, Virginia, viene lanciato il primo satellite italiano, il San Marco I.

Nati


- 20 gennaio - Fareed Zakaria, giornalista americano
- 13 febbraio - Rocco Tanica, all'anagrafe Sergio Conforti, tastierista nel gruppo Elio e le storie tese
- 26 febbraio - Mark Dacascos, artista marziale ed attore statunitense
- 17 aprile - Maynard James Keenan, cantante dei Tool e degli A perfect Circle
- 16 maggio - Kobus Wiese, giocatore di rugby sudafricano
- 11 giugno - Jean Alesi, pilota automobilistico francese
- 17 giugno - Michael Gross, nuotatore tedesco
- 25 giugno - Johnny Herbert, pilota automobilistico britannico
- 24 luglio - Banana Yoshimoto, scrittrice giapponese
- 26 luglio - Sandra Bullock, attrice statunitense
- 16 luglio - Miguel Indurain, ciclista spagnolo
- 21 luglio - Jens Weissflog, saltatore con gli sci tedesco
- 18 settembre - Marco Masini, cantante italiano
- 23 settembre - Josefa Idem, campionessa italo-tedesca di canoa/kayak
- 25 settembre - Sandra Truccolo, arciera italiana
- 22 ottobre - Dražen Petrović, cestista croato
- 31 ottobre - Marco van Basten, giocatore e allenatore di calcio olandese
- 4 dicembre - Scott Hastings, giocatore di rugby scozzese
- 5 dicembre - Carolina Morace, giocatrice e allenatrice di calcio italiana
- 16 dicembre - John Kirwan, allenatore di rugby

Morti


- 24 gennaio - Alan Ladd, attore statunitense
- 18 marzo - Norbert Wiener, matematico, fondatore della Cibernetica
- 3 giugno - Frans Eemil Sillanpää, scrittore finlandese, Premio Nobel per la letteratura
- 12 agosto
  - Ian Fleming, scrittore britannico (James Bond)
- 21 agosto
  - Palmiro Togliatti, politico italiano
  - Ardengo Soffici, scrittore futurista italiano
- 5 novembre - Vasilii Sergeevich Newchinov, statistico russo
- 6 novembre - Hugo Koblet, ciclista svizzero
- 19 novembre - Gerhard Bersu, archeologo tedesco
- 11 dicembre - Sam Cooke, cantante statunitense
- 21 dicembre - Carl Van Vechten, scrittore e fotografo statunitense

Premi Nobel


- per la Pace: Martin Luther King
- per la Letteratura: Jean-Paul Sartre
- per la Medicina: Konrad Bloch, Feodor Lynen
- per la Fisica: Nicolay Gennadiyevich Basov, Aleksandr Mikhailovich Prokhorov, Charles H. Townes
- per la Chimica: Dorothy Crowfoot Hodgkin 064 ja:1964年 ko:1964년 simple:1964

Linguaggio di programmazione

In informatica, un linguaggio di programmazione è un linguaggio formale dotato di una sintassi ben definita, e generalmente descritta con strumenti quali la notazione BNF. Un linguaggio di programmazione viene utilizzato per scrivere programmi che realizzano algoritmi. Ogni calcolatore è caratterizzato da un linguaggio di programmazione di basso livello o linguaggio macchina, il cui testo è una sequenza di bit che il processore interpreta, secondo un funzionamento dettato dalla sua struttura fisica, eseguendo una sequenza di azioni. Tuttavia, con il termine linguaggio di programmazione ci si riferisce più frequentemente ai linguaggi di programmazione ad alto livello, che sono più vicini al linguaggio umano scritto (e quindi facilitano la descrizione di algoritmi da parte dei programmatori) e che hanno però la proprietà di poter essere ricondotti, in maniera non ambigua, al linguaggio macchina. Detta riconducibilità costituisce la base per la interpretazione o compilazione del linguaggio stesso. Esistono numerose famiglie di linguaggi di programmazione, riconducibili a diversi paradigmi di programmazione. Ciascun paradigma fornisce al programmatore strumenti concettuali di diversa natura per descrivere gli algoritmi da far eseguire al calcolatore. Si parla così di un paradigma logico per quei linguaggi che consentono all'utente di esprimersi usando notazioni e concetti derivati dalla logica matematica e dal calcolo dei predicati; di paradigma funzionale se il linguaggio ha una struttura che ricorda da vicino il calcolo funzionale della matematica, e così via. Il paradigma più diffuso è quello procedurale o imperativo, su cui si concentrerà il resto di questo articolo; al giorno d'oggi, il paradigma dominante è indubbiamente quello object-oriented, che deriva storicamente dal paradigma procedurale. Tutti i linguaggi di programmazione esistenti possiedono (almeno) questi due concetti chiave: :Variabile: un dato o un insieme di dati, noti o ignoti, già memorizzati o da memorizzare; ad una variabile corrisponde sempre, da qualche parte, un certo numero (fisso o variabile) di locazioni di memoria che vengono allocate, cioè riservate, per contenere i dati stessi. Molti linguaggi inoltre attribuiscono alle variabili un tipo, con differenti proprietà (stringhe di testo, numeri, liste, atomi ecc.). :Istruzione: un comando, una azione concreta, oppure una regola descrittiva: anche il concetto di istruzione è molto variabile fra classi di linguaggi diverse. A prescindere dal particolare linguaggio però, ogni volta che un'istruzione viene eseguita, lo stato interno del calcolatore (che sia lo stato reale della macchina oppure un ambiente virtuale, teorico, creato dal linguaggio) cambia. Alcuni concetti sono poi presenti nella gran parte dei linguaggi (in particolare in tutti quelli cosidetti imperativi): :Espressione: una combinazione di variabili e costanti, unite da operatori; le espressioni sono state introdotte inizialmente per rappresentare le espressioni matematiche, ma in seguito la loro funzionalità si è estesa. Una espressione viene valutata per produrre un valore, e la sua valutazione può produrre "effetti collaterali" sul sistema e/o sugli oggetti che vi partecipano. :strutture di controllo, che permettono di governare il flusso dell'esecuzione del programma, alterandolo in base al risultato di una espressione (che può ridursi al contenuto di una variabile, o essere anche molto complessa). Nei linguaggi imperativi, le strutture di controllo assumono la forma di istruzioni di flusso. :sottoprogramma: un blocco di codice che può essere richiamato da qualsiasi altro punto del programma. :strutture dati, meccanismi che permettono di organizzare e gestire dati complessi. Programmare in un dato linguaggio di programmazione significa generalmente scrivere uno o più semplici file di testo ASCII, chiamato codice sorgente. I font, i colori e in generale l'aspetto grafico sono irrilevanti ai fini della programmazione in sé: per questo i programmatori non usano programmi di videoscrittura ma degli editor di testo (come emacs e brief) che invece offrono funzioni avanzate di trattamento testi (espressioni regolari, sostituzioni condizionali e ricerche su file multipli, possibilità di richiamare strumenti esterni ecc). Se un dato editor è in grado di lavorare a stretto contatto con gli altri strumenti di lavoro (compilatore, linker, interprete ecc.: vedi più avanti) allora più che di semplice editor si parla di IDE o ambiente di sviluppo integrato. Va notato che alcuni linguaggi di programmazione recenti consentono anche una forma mista di programmazione, in cui alla stesura di codice sorgente ASCII si associano anche operazioni di programmazione visuale, attraverso le quali il programmatore descrive alcuni aspetti del programma disegnando a video attraverso il mouse; un'applicazione tipica di quest'ultima forma di programmazione è il disegno interattivo della GUI del programma (finestre, menù, e così via). Il codice sorgente, contenente le istruzioni da eseguire e (spesso) alcuni dati noti e costanti, può essere poi eseguito passandolo ad un interprete che eseguirà le istruzioni in esso contenute, il che è la prassi normale per i linguaggi di scripting; oppure può venire compilato, cioè tradotto in istruzioni di linguaggio macchina da un programma compilatore: il risultato è un file binario eseguibile che non ha bisogno di altri programmi per andare in esecuzione, ed è anche molto più veloce di un programma interpretato. La compilazione è la norma per tutti i linguaggi di programmazione di uso generale; ma esistono le eccezioni, come il linguaggio Java, che applica un ibrido fra le due soluzioni, utilizzando un compilatore per produrre del codice intermedio che viene successivamente interpretato.

Linguaggi compilati e linguaggi interpretati

Questi due metodi di creazione ed esecuzione di un programma presentano entrambi vantaggi e svantaggi: il maggior vantaggio della compilazione è senz'altro l'efficienza nettamente superiore in termini di prestazioni, al prezzo del restare vincolati ad una piattaforma (combinazione di architettura hardware e sistema operativo) particolare; un linguaggio interpretato invece non ha, in linea di massima, questa dipendenza ma è più lento e richiede più memoria in fase di esecuzione.

La compilazione

La compilazione è il processo per cui il programma, scritto in un linguaggio di programmazione ad alto livello, viene tradotto in un codice eseguibile per mezzo di un altro programma detto appunto compilatore. La compilazione offre numerosi vantaggi, primo fra tutti il fatto di ottenere eseguibili velocissimi adattando vari parametri di questa fase all'hardware a disposizione; ma ha lo svantaggio principale nel fatto che bisogna ricompilare ogni volta che si cambia sistema operativo e hardware su cui ci si basa. Risulta evidente che occorre fare n ricompilazioni per ogni modifica se si vuole rendere disponibile il programma su più piattaforme.

Il Collegamento (linking)

Se il programma, come spesso accade, usa delle librerie, o è composto da più moduli software, questi devono essere collegati tra loro. Lo strumento che effettua questa operazione è detto appunto linker ("collegatore"), e si occupa principalmente di risolvere le interconnessioni tra i diversi moduli. Esistono principalmente due tipi differenti di collegamento: dinamico e statico.
Collegamento statico
Tutti i moduli del programma e le librerie utilizzate vengono incluse nell'eseguibile, che risulta grande, ma contiene tutto quanto necessario per la sua esecuzione. Se si rende necessaria una modifica ad una delle librerie, per correggere un errore o un problema di sicurezza, tutti i programmi che le usano con collegamento statico devono essere ricollegati con le nuove versioni delle librerie.
Collegamento dinamico
Le librerie utilizzate sono caricate dal sistema operativo quando necessario (linking dinamico; le librerie esterne sono chiamate "DLL", Dynamic-link libraries nei sistemi Microsoft Windows, mentre "SO" Shared Object nei sistemi Linux). L'eseguibile risultante è più compatto, ma dipende dalla presenza delle librerie utilizzate nel sistema operativo per poter essere eseguito. In questo modo, le librerie possono essere aggiornate una sola volta a livello di sistema operativo, senza necessità di ricollegare i programmi. Diventa anche possibile usare diverse versioni della stessa libreria, o usare librerie personalizzate con caratteristiche specifiche per il particolare host. Nella realizzazione di un progetto software complesso, può succedere che alcune parti del programma vengano realizzate come librerie, per comodità di manutenzione o per poterle usare in diversi programmi che fanno parte dello stesso progetto. La complicazione aggiunta è che quando si installa un programma con collegamento dinamico è necessario verificare la presenza delle librerie che utilizza, ed eventualmente installare anche queste. I sistemi di package management, che si occupano di installare i programmi su un sistema operativo, di solito tengono traccia automaticamente di queste dipendenze. In genere si preferisce il collegamento dinamico, in modo da creare programmi piccoli e in generale ridurre la memoria RAM occupata, assumendo che le librerie necessarie siano già presenti nel sistema, o talvolta distribuendole insieme al programma.

L'interpretazione

Per cercare di eliminare il problema della portabilità, si è tentato di creare altri linguaggi che si potessero basare soltanto su librerie compilate (componenti) ad hoc per ogni piattaforma, mentre il loro codice viene interpretato, e quindi non c'è la necessità di una compilazione su ogni tipologia di macchina su cui viene eseguito. Il grosso difetto di questi linguaggi è la lentezza e le dimensioni maggiori degli eseguibili; però hanno il grosso pregio di permettere di usare lo stesso programma senza modifica su più piattaforme. Si dice in questo caso che il programma è portabile. I linguaggi compilati sono usati quindi per tutti quei software che hanno necessità di prestazioni, accesso a determinate caratteristiche hardware o ridotte dimensioni degli eseguibili; mentre si usano linguaggi interpretati per creare software che svolgono operazioni non critiche che non necessitano di ottimizzazioni riguardanti velocità o dimensioni, ma che traggono più vantaggio dalla portabilità. Ci sono vari tentativi per rendere i compilatori multipiattaforma creando un livello intermedio, una sorta di semi-interpretazione, come nel caso sopra menzionato di Java; d'altro canto per i linguaggi interpretati ci sono tentativi per generare delle compilazioni (o semi-compilazioni) automatiche specifiche per la macchina su cui sono eseguiti. Esistono anche strumenti per automatizzare per quanto possibile la compilazione di uno stesso programma su diverse piattaforme, ad esempio GNU autoconf/automake, che permette di realizzare una distribuzione del codice sorgente che può essere configurata e compilata automaticamente su diverse piattaforme, in genere almeno tutti gli unix.

Storia

Il primo linguaggio di programmazione della storia, se si esclude il "linguaggio" meccanico adoperato da Ada Lovelace per la programmazione della macchina di Charles Babbage, è a rigor di termini il Plankalkül di Konrad Zuse, sviluppato da lui nella svizzera neutrale durante la II guerra mondiale e pubblicato nel 1946. Plankalkül non venne mai realmente usato per programmare. La programmazione dei primi elaboratori veniva fatta invece in Shortcode, da cui poi si è evoluto l'assembly o assembler, che costituisce una rappresentazione simbolica del linguaggio macchina. La sola forma di controllo di flusso è l'istruzione di salto condizionato, che porta a scrivere programmi molto difficili da seguire logicamente per via dei continui salti da un punto all'altro del codice. La maggior parte dei linguaggi di programmazione successivi cercarono di astrarsi da tale livello basilare, dando la possibilità di rappresentare strutture dati e strutture di controllo più generali e più vicine alla maniera (umana) di rappresentare i termini dei problemi per i quali ci si prefigge di scrivere programmi. Tra i primi linguaggi ad alto livello a raggiungere una certa popolarità ci fu il Fortran, creato nel 1957 da John Backus, da cui derivò successivamente il BASIC (1964): oltre al salto condizionato, reso con l'istruzione IF, questa nuova generazione di linguaggi introduce nuove strutture di controllo di flusso come i cicli WHILE e FOR e le istruzioni CASE e SWITCH: in questo modo diminuisce molto il ricorso alle istruzioni di salto (GOTO), cosa che rende il codice più chiaro ed elegante, e quindi di più facile manutenzione. Dopo la comparsa del Fortran nacquero una serie di altri linguaggi di programmazione storici, che implementarono una serie di idee e paradigmi innovativi: i più importanti sono l'ALGOL (1960) e il Lisp (1959). Tutti i linguaggi di programmazione oggi esistenti possono essere considerati discendenti da uno o più di questi primi linguaggi, di cui mutuano molti concetti di base; l'ultimo grande progenitore dei linguaggi moderni fu il Simula (1967), che introdusse per primo il concetto (allora appena abbozzato) di oggetto software. Nel 1970 Niklaus Wirth pubblica il Pascal, il primo linguaggio strutturato, a scopo didattico; nel 1972 dal BCPL nascono prima il B (rapidamente dimenticato) e poi il C, che invece fu fin dall'inizio un grande successo. Nello stesso anno compare anche il Prolog, finora il principale esempio di linguaggio logico, che pur non essendo di norma utilizzato per lo sviluppo industriale del software (a causa della sua inefficienza) rappresenta una possibilità teorica estremamente affascinante. Con i primi mini e microcomputer e le ricerche a Palo Alto, nel 1983 vede la luce Smalltalk, il primo linguaggio realmente e completamente ad oggetti, che si ispira al Simula e al Lisp: oltre a essere in uso tutt'oggi in determinati settori, Smalltalk viene ricordato per l'influenza enorme che ha esercitato sulla storia dei linguaggi di programmazione, introducendo il paradigma object-oriented nella sua prima incarnazione matura. Esempi di linguaggi object-oriented odierni sono Eiffel (1986), C++ (che esce nello stesso anno di Eiffel) e successivamente Java, classe 1995.

Classi di linguaggi

Procedurali


- Assembly
- ALGOL
- B
- BASIC
- BCPL
- COBOL
- Fortran
- Forth
- PL/I

Strutturati


- Ada
- C
- Logo
- Modula-2
- Oberon
- Pascal

Orientati ad oggetti


- Ada95
- CLOS
- OpenGenera
- BETA
- C++
- C#
- D
- Python
- Delphi
- Eiffel
- Java
- Modula-3
- Objective C
- PowerBuilder
- REBOL
- Simula
- Smalltalk
- Visual Basic
- Visual Basic .NET
- Attack
- OCaml

Funzionali


- Haskell
- Lisp
- Scheme
- SML
- Clean
- Caml
- OCaml In realtà Scheme, SML e Lisp non sono Linguaggi funzionali puri, anche se permettono di programmare in stile funzionale.

Dichiarativi (o logici)

Il Prolog è stato il primo rappresentante di questa classe. Nati a partire da un progetto per un dimostratore automatico di teoremi, i linguaggi dichiarativi rappresentano un modo completamente nuovo di concepire l'elaborazione dei dati: invece di una lista di comandi, un programma in un linguaggio dichiarativo è una lista di regole che descrivono le proprietà dei dati e i modi in cui questi possono trasformarsi. Le variabili non vengono mai assegnate (l'assegnamento non esiste), ma istanziate al momento dell'applicazione in una determinata regola; l'esecuzione del programma consiste nell'applicazione ripetuta delle regole disponibili fino a trovare una catena di regole e trasformazioni che consente di stabilire se il risultato desiderato è vero o no. Non esistono né cicli, né salti, né un ordine rigoroso di esecuzione; affinché sia possibile usarli in un programma dichiarativo, tutti i normali algoritmi devono essere riformulati in termini ricorsivi e di backtracking; questo rende la programmazione con questi linguaggi una esperienza del tutto nuova e richiede di assumere un modo di pensare radicalmente diverso, perché più che calcolare un risultato si richiede di dimostrarne il valore esatto. A fronte di queste richieste, i linguaggi dichiarativi consentono di raggiungere risultati eccezionali quando si tratta di manipolare gruppi di enti in relazione fra loro.
- Mercury
- Prolog

Linguaggi paralleli

I moderni supercomputer e - ormai - tutti i calcolatori di fascia alta e media sono equipaggiati con più CPU. Come ovvia conseguenza, questo richiede la capacità di sfruttarle; per questo sono stati sviluppati dapprima il multithreading, cioè la capacità di lanciare più parti dello stesso programma contemporaneamente su CPU diverse, e in seguito alcuni linguaggi studiati in modo tale da poter individuare da soli, in fase di compilazione, le parti di codice da lanciare in parallelo.
- Occam
- Linda

Linguaggi di scripting

I linguaggi di questo tipo nacquero come linguaggi batch: vale a dire liste di comandi di programmi interattivi che invece di venire digitati uno ad uno su una linea di comando, potevano essere salvati in un file, che diventava così una specie di comando composto che si poteva eseguire in modalità batch per automatizzare compiti lunghi e ripetitivi. I primi linguaggi di scripting sono stati quelli delle shell Unix; successivamente, vista l'utilità del concetto molti altri programmi interattivi iniziarono a permettere il salvataggio e l'esecuzione di file contenenti liste di comandi, oppure il salvataggio di registrazioni di comandi visuali (le cosiddette Macro dei programmi di videoscrittura, per esempio). Il passo successivo fu quello di far accettare a questi programmi anche dei comandi di salto condizionato e delle istruzioni di ciclo, regolati da simboli associati ad un certo valore: in pratica implementare cioè l'uso di variabili. Ormai molti programmi nati per tutt'altro scopo offrono agli utenti la possibilità di programmarli in modo autonomo tramite linguaggi di scripting più o meno proprietari. Molti di questi linguaggi hanno finito per adottare una sintassi molto simile a quella del C: altri invece, come il Perl e il Python, sono stati sviluppati ex novo allo scopo. Visto che nascono tutti come feature di altri programmi, tutti i linguaggi di scripting hanno in comune il fatto di essere linguaggi interpretati, cioè eseguiti da un altro programma (il programma madre o un suo modulo).
- Applescript
- HyperTalk
- JavaScript
- Perl
- PHP
- Python
- QBasic
- Rexx
- Ruby
- VBA
- VBScript
- GML (vedi Game Maker)

Valutare un linguaggio di programmazione

Non ha senso, in generale, parlare di linguaggi migliori o peggiori, o di linguaggi migliori in assoluto: ogni linguaggio nasce per affrontare una classe di problemi più o meno ampia, in un certo modo e in un certo ambito. Però, dovendo dire se un dato linguaggio sia adatto o no per un certo uso, è necessario valutare le caratteristiche dei vari linguaggi.

Caratteristiche intrinseche

Sono le qualità del linguaggio in sé, determinate dalla sua sintassi e dalla sua architettura interna. Influenzano direttamente il lavoro del programmatore, condizionandolo. Non dipendono né dagli strumenti usati (compilatore/interprete, IDE, linker) né dal sistema operativo o dal tipo di macchina.
- Espressività: la facilità e la semplicità con cui si può scrivere un dato algoritmo in un dato linguaggio; può dipendere dal tipo di algoritmo, se il linguaggio in questione è nato per affrontare certe particolari classi di problemi. In generale se un certo linguaggio consente di scrivere algoritmi con poche istruzioni, in modo chiaro e leggibile, la sua espressività è buona.
- Didattica: la semplicità del linguaggio e la rapidità con cui lo si può imparare. Il BASIC, per esempio, è un linguaggio facile da imparare: poche regole, una sintassi molto chiara e limiti ben definiti fra quello che è permesso e quello che non lo è. Il Pascal non solo ha i pregi del BASIC ma educa anche il neo-programmatore ad adottare uno stile corretto che evita molti errori e porta a scrivere codice migliore. Al contrario, il C non è un linguaggio didattico perché pur avendo poche regole ha una semantica molto complessa, a volte oscura, che lo rende molto efficiente ed espressivo ma richiede tempo per essere padroneggiata.
- Leggibilità: la facilità con cui, leggendo un codice sorgente, si può capire cosa fa e come funziona. La leggibilità dipende non solo dal linguaggio ma anche dallo stile di programmazione di chi ha creato il programma: tuttavia la sintassi di un linguaggio può facilitare o meno il compito. Non è detto che un linguaggio leggibile per un profano lo sia anche per un esperto: in generale le abbreviazioni e la concisione consentono a chi già conosce un linguaggio di concentrarsi meglio sulla logica del codice senza perdere tempo a leggere, mentre per un profano è più leggibile un linguaggio molto prolisso. A volte, un programma molto complesso e poco leggibile in un dato linguaggio può diventare assolutamente semplice e lineare se riscritto in un linguaggio di classe differente, più adatta.
- Robustezza: è la capacità del linguaggio di prevenire, nei limiti del possibile, gli errori di programmazione. Di solito un linguaggio robusto si ottiene adottando un controllo molto stretto sui tipi di dati e una sintassi chiara e molto rigida; altri sistemi sono l'implementare un garbage collector, limitando (a prezzo di una certa perdita di efficienza) la creazione autonoma di nuove entità di dati e quindi l'uso dei puntatori, che possono introdurre bug molto difficili da scoprire. L'esempio più comune di linguaggio robusto è il Pascal, che essendo nato a scopo didattico presuppone sempre che una irregolarità nel codice sia frutto di un errore del programmatore; mentre l'assembly è l'esempio per antonomasia di linguaggio totalmente libero, in cui niente vincola il programmatore (e se scrive codice pericoloso o errato, non c'è niente che lo avverta).
- Modularità: quando un linguaggio facilita la scrittura di parti di programma indipendenti (moduli) viene definito modulare. I moduli semplificano la ricerca e la correzione degli errori, permettendo di isolare rapidamente la parte di programma che mostra il comportamento errato e modificarla senza timore di introdurre conseguenze in altre parti del programma stesso. Questo si ripercuote positivamente sulla manutenibilità del codice; inoltre permette di riutilizzare il codice scritto in passato per nuovi programmi, apportando poche modifiche. In genere la modularità si ottiene con l'uso di sottoprogrammi (subroutine, procedure, funzioni) e con la programmazione ad oggetti.
- Flessibilità: la possibilità di adattare il linguaggio, estendendolo con la definizione di nuovi comandi e nuovi operatori. I linguaggi classici come il BASIC, il Pascal e il Fortran non hanno questa capacità, che invece è presente nei linguaggi dichiarativi, in quelli funzionali e nei linguaggi imperativi ad oggetti più recenti come il C++ e Java.
- Generalità: la facilità con cui il linguaggio si presta a codificare algoritmi e soluzioni di problemi in campi diversi. Di solito un linguaggio molto generale, per esempio il C, risulta meno espressivo e meno potente in una certa classe di problemi di quanto non sia un linguaggio specializzato in quella particolare nicchia, che in genere è perciò una scelta migliore finché il problema da risolvere non esce da quei confini.
- Efficienza: la velocità di esecuzione e l'uso oculato delle risorse del sistema su cui il programma finito gira. In genere i programmi scritti in linguaggi molto astratti tendono ad essere lenti e voraci di risorse, perché lavorano entro un modello che non riflette la reale struttura dell'hardware ma è una cornice concettuale, che deve essere ricreata artificialmente; in compenso facilitano molto la vita del programmatore poiché lo sollevano dalla gestione di numerosi dettagli, accelerando lo sviluppo di nuovi programmi ed eliminando intere classi di errori di programmazione possibili. Viceversa un linguaggio meno astratto ma più vicino alla reale struttura di un computer genererà programmi molto piccoli e veloci ma a costo di uno sviluppo più lungo e difficoltoso.
- Coerenza: l'applicazione dei principi base di un linguaggio in modo uniforme in tutte le sue parti. Un linguaggio coerente è un linguaggio facile da prevedere e da imparare, perché una volta appresi i principi base questi sono validi sempre e senza (o con poche) eccezioni.

Caratteristiche esterne

Oltre alle accennate qualità dei linguaggi, possono essere esaminate quelle degli ambienti in cui operano. Un programmatore lavora con strumenti software, la cui qualità e produttività dipende da un insieme di fattori che vanno pesati anch'essi in funzione del tipo di programmi che si intende scrivere.
- Diffusione: il numero di programmatori nel mondo che usa il tale linguaggio. Ovviamente più è numerosa la comunità dei programmatori tanto più è facile trovare materiale, aiuto, librerie di funzioni, documentazione, consigli. Inoltre ci sono un maggior numero di software house che producono strumenti di sviluppo per quel linguaggio, e di qualità migliore.
- Standardizzazione: un produttore di strumenti di sviluppo sente sempre la tentazione di introdurre delle variazioni sintattiche o delle migliorie più o meno grandi ad un linguaggio, originando un dialetto del linguaggio in questione e fidelizzando così i programmatori al suo prodotto: ma più dialetti esistono, più la comunità di programmatori si frammenta in sottocomunità più piccole e quindi meno utili. Per questo è importante l'esistenza di uno standard per un dato linguaggio che ne garantisca certe caratteristiche, in modo da evitarne la dispersione. Quando si parla di Fortran 77, Fortran 90, C 99 ecc. si intende lo standard sintattico e semantico del tale linguaggio approvato nel tale anno, in genere dall'ANSI o dall'ISO.
- Integrabilità: dovendo scrivere programmi di una certa dimensione, è molto facile trovarsi a dover integrare parti di codice precedente scritte in altri linguaggi: se un dato linguaggio di programmazione consente di farlo facilmente, magari attraverso delle procedure standard, questo è decisamente un punto a suo favore. In genere tutti i linguaggi "storici" sono bene integrabili, con l'eccezione di alcuni, come lo Smalltalk, creati più per studio teorico che per il lavoro reale di programmazione.
- Portabilità: la possibilità che portando il codice scritto su una certa piattaforma (CPU + architettura + sistema operativo) su un'altra, questo funzioni subito, senza doverlo modificare. A questo scopo è molto importante l'esistenza di uno standard del linguaggio, anche se a volte si può contare su degli standard de facto come il C K&R o il Delphi.

Voci correlate


- Linguaggio di programmazione ad alto livello
- Paradigma di programmazione
- Elenco cronologico dei linguaggi di programmazione Categoria:Linguaggi di programmazione ja:プログラミング言語 ko:컴퓨터 프로그래밍

Arno Penzias

Arno Allan Penzias (26 aprile 1933) è un fisico statunitense. Nel 1978 ha vinto il Premio Nobel per la Fisica assieme a Robert Wilson per aver scoperto (nel 1964) la Radiazione cosmica di fondo: mentre stavano lavorando con un nuovo tipo di antenna per microonde, Penzias e Wilson trovarono una sorgente di rumore che non potevano eliminare né spiegare, fino a che non si resero conto che si trattava di un segnale dovuto a radiazione cosmica. Questa scoperta è considerata la più importante delle prove sperimentali a favore delle teorie cosmologiche che prevedono un Big Bang.

Collegamenti esterni


- [http://www.nobel-winners.com/Physics/arno_allan_penzias.html Biografia] (in inglese) Penzias, Arno ja:アーノ・ペンジアス

Robert Woodrow Wilson

Robert Woodrow Wilson (nato 10 gennaio 1936) è un fisico statunitense. Nel 1978 ha vinto il Premio Nobel per la Fisica assieme a Arno Penzias per aver scoperto (nel 1964) la Radiazione cosmica di fondo: mentre stavano lavorando con un nuovo tipo di antenna per microonde, Penzias e Wilson trovarono una sorgente di rumore che non potevano eliminare né spiegare, fino a che non si resero conto che si trattava di un segnale dovuto a radiazione cosmica. Questa scoperta è considerata la più importante delle prove sperimentali a favore delle teorie cosmologiche che prevedono un Big Bang. Wilson, Robert Woodrow ja:ロバート・ウィルソン

Radiazione cosmica di fondo

Per radiazione cosmica di fondo (abbreviata in CBR, da Cosmic background radiation) si intende generalmente la radiazione omogenea ed isotropa che nella Cosmologia moderna è ritenuta essere il residuo termico del Big bang. Questa radiazione, scoperta nel 1964 da Penzias e Wilson (che per questo motivo ricevettero il Premio Nobel per la Fisica), e più propriamente nota anche come radiazione cosmica di fondo a microonde (CMBR, da Cosmic microwave background radiation). Essa è caratterizzata da un perfetto spettro di corpo nero a una temperatura di 2,726 kelvin e dalla propria estrema uniformità su tutto il cielo: il satellite COBE (1992) e altri esperimenti più recenti (ad es. Boomerang (sonda) nel 2000 e WMAP, attivo in questo momento) hanno mostrato che le emissioni di parti diverse del cielo differiscono solamente dello 0.0001-0.001%. WMAP Per quanto i dettagli siano oggetto di attente osservazioni in quanto costituiscono un test importante per tutti i modelli cosmologici attuali, l'esistenza della radiazione di fondo è una conseguenza naturale degli scenari che prevedono un Big Bang, tanto che la sua esistenza era stata predetta negli anni '40 da Gamow, Alpher e Hermann. Dal punto di vista storico, la scoperta del fondo a microonde (unita ad altre osservazioni dell'epoca riguardo ai quasar) ha segnato la fine della controversia fra i sostenitori del Big Bang e quelli teoria cosmologica dello stato stazionario (in particolare Hoyle), mentre ha fornito il punto di partenza per tutte le teorie di formazione delle galassie e più tardi per lo sviluppo dei modelli inflazionari. Dopo le osservazioni di COBE le ricerche si sono intensificate, portando a risultati interessanti sulle onde sonore che permeavano l'Universo primordiale, prima dell'emissione della radiazione di fondo. L'analisi dello spettro angolare rivela molte informazioni sulla storia dell'universo quando era ancora opaco alla radiazione, ma non alle onde di compressione. La missione Planck dell'ESA, prevista per il 2007, mira ad aumentare la risoluzione angolare e la sensibilità delle mappe disponibili, per indagare le strutture di grandezza inferiore a 0.1 gradi.

Altre radiazioni di fondo

L'uso del termine radiazione cosmica di fondo per indicare il fondo a microonde è leggermente improprio in quanto esistono altre radiazioni cosmologiche di fondo (ovvero approssimativamente uniformi su tutto il cielo e che hanno origine a distanze cosmologiche) di origini diverse, generalmente osservabili a lunghezze d'onda diverse. Oltre alla radiazione di fondo a microonde esistono quindi una radiazione di fondo X, una radiazione di fondo infrarossa ecc. Tuttavia, a differenza del fondo a microonde, si crede che tutti questi tipi di radiazione di fondo siano originati da una moltitudine di sorgenti che non siamo in grado di distinguere l'una dall'altra, piuttosto che da una radiazione diffusa che permea tutto il volume dell'Universo. Categoria:Cosmologia ja:宇宙背景放射

Sudafrica

Il Sudafrica è una repubblica situata nella punta meridionale dell'Africa. Confina a nord con la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-est col Mozambico e lo Swaziland; il Lesotho è contenuto interamente all'interno dei suoi confini. Si affaccia inoltre sull'Oceano Atlantico e su quello Indiano. Il Capo di Buona Speranza, situato nei pressi di una delle capitali, Città del Capo, rappresenta delimita il confine fra i due oceani.

Storia

Preistoria e scoperta degli europei

I notevoli ritrovamenti fossili di Sterkfontein, Kromdraai e le caverne di Makapansgat indicano che vari australopiteci (Australopithecus) si sono evoluti in Sudafrica fin da 3 milioni di anni fa circa. I fossili di ominidi sudafricani principali comprendono il Bambino di Taung, la "sig.ra Ples" e recentemente lo scheletro di "Little Foot".
A queste scimmie antropomorfe sono seguiti varie specie di Homo, inclusi Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens sapiens. Uomini dell'età del ferro entrarono a sud del fiume Limpopo, nell'odierno Sudafrica, tra il quarto e il quinto secolo, ed erano agricoltori. Si sono mossi lentamente verso il sud nella provincia Kwazulu-Natal fino al 1050. Arrivarono fino al Fish River, nell'odierna provincia del Capo Occidentale. Queste popolazioni dell'età del ferro hanno spinto sempre più a sud i cacciatori-raccoglitori lì residenti. Scoperto nel 1486 da Bartolomeo Diaz, alla ricerca di una via orientale alle Indie, il Capo di Buona Speranza fu per un secolo e mezzo appoggio portoghese alla via delle Indie. Quando arrivarono i primi coloni olandesi nel 1652 il Sudafrica era abitato da Khoi, San, Xhosa, Zulu e varie tribù indigene.

La prima colonizzazione olandese

La storia scritta del Sudafrica comincia nel 6 aprile 1652, quando un centro di coloni si stabilì a Capo di Buona Speranza ad opera di Jan van Riebeeck e per conto della Compagnia delle Indie Olandesi. Per la maggior parte del XVII e XVIII secolo, l'insediamento si espanse lentamente sotto il dominio olandese. La colonia del Capo era costituita da calvinisti europei, soprattutto dei Paesi Bassi, ma anche di tedeschi, ugonotti francesi, scozzesi ed altri; la fusione di questi popoli diede vita ad uno nuovo: i Boeri o Afrikaners. I coloni olandesi sterminarono le popolazioni locali San, importando schiavi dall'Indonesia, dal Madagascar e dall'India, che andranno a costituire il gruppo etnico dei Coloureds.

Incursioni britanniche

Nel 1795 gli inglesi occuparono Città del Capo facendo della città la base di partenza per la penetrazione nel continente africano, durante la guerra Anglo-Olandese nel 1797. I boeri si dichiararono sconfitti, ed i Britannici annetterono la colonia del Capo nel 1805. Nacque una disputa per la compensazione all'abolizione della schiavitù imposta dai britannici nel 1835 e molti coloni afrikaner, si spostarono all'interno del paese, creando proprie repubbliche: la Repubblica del Natal, (che nel 1842 fu assorbita dagli inglesi), lo Stato Libero dell'Orange (Voortekkers, sotto la guida di A. Pretorius) e il Transvaal (che prese il nome di Repubblica Sudafricana, 1854). Una incursione di Voortrekker nella zona costiera del Natal viene respinta dagli Zulu con a capo Dingane, fratello di Shaka. Nel 1873 gli inglesi posero alla guida della nazione Zulù Cetawayo, ma furono costretti ad attaccarlo, poiché egli costituiva un pericolo per i colonizzatori. Gli Zulù sbaragliarono gli inglesi presso Isandlwana, grazie alla conoscenza del territorio e alla loro abilità, tuttavia non approfittarono della vittoria per distruggere completamente gli avversari in ritirata. Cetawayo non provava interesse per le armi da fuoco e fece continuare i suoi sudditi a combattere con i sistemi tradizionali, che prevedevano il corpo a corpo. Così nelle successive battaglie gli uomini morivano a migliaia sotto i colpi della moderna artiglieria inglese. Occorsero tuttavia quattro anni di guerra estenuante e l'utilizzo di fucili a ripetizione perché gli inglesi riuscissero a catturare Cetawayo. La pace pose fine all'indipendenza degli Zulù: lo Zululand divenne nel 1887 colonia britannica e fu incorporato nel 1897 nel Natal.

Guerre Boere

La scoperta di diamanti nel 1867 e oro nel 1886 stimolarono l'immigrazione ed intensificarono il soggiogamento dei nativi. I boeri resistettero con successo agli attacchi britannici durante la prima Guerra Boera nel 1880- 81.
I boeri indossavano uniformi di color cachi, stesso colore della terra, mentre i Britannici usavano uniformi di colore rosso brillante, rendendoli facili bersagli. La situazione si era fatta così insostenibile per l'intransigenza del primo ministro della colonia del Capo, Cecil Rhodes, che voleva riunire l'intera regione sotto la bandiera britannica e del presidente boero P. Kruger tenace difensore dell'indipendenza boera; i britannici ritornarono in gran numero, senza le loro uniformi rosse, nella seconda guerra boera (ottobre 1899-1902). La guerra fu fortemente osteggiata dal Liberty Party nel Parlamento britannico perché non necessaria e costosa, ma le enormi vene di diamanti e di oro presenti nelle repubbliche boere guidarono i Tories per premere sulla guerra. I boeri resistettero strenuamente con tattiche di guerriglia, usando la maggiore conoscenza del terreno, per colpire rapidamente e sparire, ma i britannici riescirono a sopraffare le forze boere grazie al loro numero superiore, alla disponibilità di rifornimenti esterni e all'intervento del generale inglese F. S. Roberts.
I britannici bruciarono fattorie e raccolti per impedire il mantenimento dei guerriglieri boeri. Ridotti alla fame, molti afrikaners ritennero che fosse venuto il tempo della pace. Fu così firmato un trattato di pace a Pretoria il 31 maggio 1902.

Governo Britannico

Con il Trattato di Vereeniging viene dichiarata la sovranità britannica sulle repubbliche sudafricane ed il governo britannico si accollò il debito di guerra (3.000.000 £) dovuto dai governi afrikaner. All'olandese fu accordato uno statuto giuridico speciale (l'afrikaans non fu riconosciuta come lingua distinta).
Una delle disposizioni principali del trattato che conclude la guerra era che ai neri non sarebbe stato permesso di votare, tranne che nella colonia del Capo. La gestione britannica tentò una "Anglicizzazione" della popolazione boera con l'educazione obbligatoria inglese, ma il programma fallì, generando soltanto rancore nei boeri ed il programma fu abbandonato quando i liberali vennero al potere in Gran Bretagna nel 1906. Avvenne in questo periodo il primo riconoscimento dell'afrikaans come lingua distinta dall'olandese.

Governo Afrikaner

Dopo quattro anni di trattative, fu creata l'Unione Sudafricana dalle repubbliche esistenti (Colonia del Capo, Natal, Stato Libero dell'Orange e Transvaal), il 31 maggio 1910, dominion autonomo in seno al Commonwealth, esattamente otto anni dopo la conclusione della seconda guerra boera. L'unione era ancora un territorio britannico, ma governata da Afrikaner. Dopo aver partecipato a fianco dell'Inghilterra nella prima guerra mondiale e aver acquistato così grande prestigio internazionale oltre che un mandato della Società delle Nazioni per il controllo dell'Africa del Sud-Ovest, la Repubblica Sudafricana conobbe un periodo di agitazione interna a causa delle sempre più forte affermazione di elementi boeri nazionalisti sugli elementi inglesi. Nelle elezioni del 1924 l'inglese Smuts fu battuto dal boero Herzog, sostenitore di una politica razzista, che introdusse nel paese la segregazione razziale (apartheid) già in vigore nelle ex-repubbliche boere.
Nel 1931 il Parlemento inglese vota lo Statuto di Westminster, che dà piena indipendenza al Sudafrica. Nel 1939 tornò al potere Smuts.
Il Sudafrica si alleò all'Inghilterra nella seconda guerra mondiale, le truppe sudafricane combatterono in Etiopia, Africa settentrionale ed Europa.
Ottenne di annettere alla Repubblica Sudafricana l'ex-colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest, che, nel 1949, con l'elezione di propri rappresentanti, diviene una provincia della repubblica.

Apartheid

L'Unione operò una politica sempre più rigorosa di segregazione razziale con perdita dei diritti civili delle popolazioni nere, specialmente dopo la vittoria elettorale dell'ala destra del Fronte Nazionale nel 1948 coi governi di Daniel François Malan (1948-1954), Johannes Gerhardus Strijdom (1954-1958) e Hendrik F. Verwoerd (1958-1966). Questa politica, nota come apartheid, causò gravi contrasti interni e alienò al Sudafrica il sostegno della comunità internazionale, fino alla condanna da parte delle Nazioni Unite nel 1961 e la scelta di imporre sanzioni economiche. Le opposizioni nere, tra cui l'African National Congress (ANC), messe fuori legge, furono costrette a passare alle azioni. L'ANC si limitò a obiettivi strategici come distruggere le centrali elettriche (motivo di arresto del futuro presidente Nelson Mandela). Ma i peggiori atti di violenza furono commessi dallo stesso governo, che soffocò con il pugno di ferro le proteste contro il regime. Nel 1975 la situazione di tensione avrebbe portato alla rivolta di Soweto. Nel marzo 1966 Verwoerd viene rieletto, me in settembre viene assassinato in una seduta parlamentare e Balthazar J. Vorster diventa primo ministro. Nell'ottobre 1966, l'ONU vota la fine del mandato del Sudafrica sull'Africa del Sud-Ovest, ma il Sudafrica non riconosce questo atto della Nazioni Unite. Vorster rimane in carica fino al 1970.

Transizione verso un governo di maggioranza

Gli anni 90 portarono alla fine dell'apartheid, con la liberazione di Nelson Mandela l'11 febbraio 1990 decisa da F.W. de Klerk e con l'introduzione di elezioni democratiche tenute il 27 aprile 1994, che portarono alla presidenza Nelson Mandela, succeduto in seguito da Thabo Mbeki. Il Sudafrica aggiunse 9 lingue africane native all'afrikaans e all'inglese come lingue ufficiali, portando il totale a 11.

L'era post-apartheid

Subito dopo le elezioni, il governo ANC adottò una politica di ricostruzione e di sviluppo che puntava a ricostruire l'economia. Questa politica fu sostituita dal GEAR, più conservatrice, utilizzando l'investimento estero. Il cambiamento fu molto controverso e causa di tensioni fra l'ANC e i suoi alleati di governo (South African Communist Party, sindacato COSATU). Malgrado questi sforzi di miglioramento, l'economia nazionale rimase pigra. Nel maggio 2003, l'inflazione era all'11,2%, con il Rand che scese a meno della metà rispetto a dieci anni prima (rispetto al dollaro USA). Le riserve straniere rimasero basse. Il tasso di disoccupazione rimase a quasi il 30% della popolazione attiva [http://www.resbank.co.za/Economics/zaflink1.html | Dati economici del Sudafrica]. Approssimativamente il 60% della popolazione vive sotto la linea di povertà, guadagnando un reddito 250 Rand (circa 30$ USA, fonti febbraio 2003), o anche meno, al mese]. La disparità economica rimane un problema; più del 50% della popolazione riceve l'11% del reddito annuale nazionale; mentre il 7% della popolazione riceve oltre il 40% del reddito del paese [http://www.polity.org.za/html/govdocs/reports/poverty.html?rebookmark=1 | Povertà e disuguaglianza in Sudafrica]. Con il declino del pugno di ferro afrikaner, il crimine in Sudafrica è cresciuto. La causa principale di morte per i maschi tra i 15-21 anni è l'omicidio. Johannesburg ha il più alto tasso di crimine registrato tra tutte la città nel mondo. Purtroppo, tra gli effetti secondari del post-apartheid nella situazione economica in Sudafrica ci sono le chiusure di molti ospedali, istituzioni artistiche e scientifiche. Quelli che restano hanno ristretto il budget e sono mantenuti da sottoscrizioni popolari. Ci sono state accuse di corruzione di alti funzionari governativi, e lo scandalo coinvolse anche il ministro della difesa Tony Yengeni e la Daimler-Chrysler Aerospace. Tuttavia, la maggior parte di questi scandali non provocò le dimissioni dei funzionari interessati e in molti hanno perso la fiducia nel clima politico sudafricano.
Un piccolo numero di organizzazioni terroristiche di destra stanno operando in Sudafrica. Si oppongono al governo di maggioranza nero e tentano un ritorno all'apartheid e al dominio politico afrikaners. Ci sono state bombe a Soweto nel 2002, con arresti di presunti membri del gruppo Boeremag. La condizione economica del Sudafrica sembrò stabilizzarsi negli anni (1999-2003), mantenendo comunque la leardship di maggior paese industriale del continente africano, con la più grande concentrazione di industrie alimentari. Inoltre è l'unico stato dell'Africa che utilizzi l'energia nucleare in ogni forma.

Geografia

Geografia fisica

Morfologia

Il territorio sudafricano comprende tutta la porzione meridionale dell'"Africa alta", a sud della valle del Limpopo e della depressione del Kalahari. Esso poggia su un antichissimo zoccolo di rocce cristalline precambriane, venate da ricchi filoni auriferi e uraniferi nella regione del Witwatersrand (Transvaal); in gran parte però tale substrato è ricoperto da sedimenti della formazione detta del Karroo diffusa in tutta l'Africa meridionale ma caratteristica sopratutto della regione del Capo. Di età da carbonifera (Paleozoico) a giurassica (Mesozoico), tali strati raggiungono anche i 7.000 m di potenza; sono anch'essi economicamente assai importanti per la presenza di vasti giacimenti carboniferi. Di struttura perciò essenzialmente tabulare, il territorio sudafricano si corruga solo nell'estrema sezione meridionale del Capo, dove si allinea, per effetto dell'orogenesi ercinica, una serie di catene, con allineamento per lo più da est a ovest, separate da lunghe valli; nelle depressioni formate dal corrugamento capide si stendono appunto il Grande Karroo e il Piccolo Karroo. L'elemento morfologico prevalente è però l'orlo rialzato dell'altopiano; benché in più punti smembrato dall'erosione (il principale agente modellatore del territorio, che non fu più interessato da ingressioni marine dopo il Paleozoico, salvo lievi episodi marginali) in massicci isolati, come il Tafelberg (1.914 m) e il Kompasberg (2.504 m), il ciglio continentale forma una imponente muraglia a est, con i Monti dei Draghi, o Drakensberg, caratterizzati da potenti effusioni basaltiche e con varie cime superiori ai 3.000 m (le massime quote si trovano però nel Lesotho). Verso ovest tale margine rialzato, il Great Escarpment o Grande Scarpata, si abbassa progressivamente fino ai ripiani terrazzati della costa occidentale, mentre verso sud è fronteggiato dalle menzionate catene del Capo. Una stretta fascia alluvionale costiera orla quasi tutto il paese; la costa è molto regolare e generalmente importuosa, salvo che nella zona meridionale dove le catene del Capo si affacciano direttamente sul mare. Qui l'erosione marina ha intagliato un modo pittoresco i rilievi arenacei, originando una successione di promontori, con coste a falesia, e di brevi tratti di coste basse; il famoso Capo di Buona Speranza è però un antico isolotto roccioso saldatosi al continente. Piuttosto monotoni sono i tavolati dell'interno, di altezza media tra i 1.200 e i 1.800 m.
Fanno parte del Sudafrica anche due isole antartiche situate circa 1.770 km a sud-est di Port Elizabeth, le isole del Principe Edoardo.

Idrografia

Idrograficamente il paese, pur diviso tra diversi bacini, tributa essenzialmente nell'Oceano Atlantico, soprattutto tramite l'Orange (1860 km), il principale fiume nazionale, che nasce nel Lesotho e il cui vasto bacino (1.020.000 km²) corrisponde a buona parte degli altipiani; il corso del fiume è però accidentato da rapide e cascate che ne rendono diffile la navigazione, ostacolata inoltre dal regime assai irregolare. Tra i suoi affluenti una certa importanza hanno il Vaal (1.200 km) e il Molopo (circa 1.000 km) che segna per lungo tratto il confine col Botswana ma che è quasi sempre asciutto. Scende all'Atlantico anche l'Olifants. Tra i tributari dell'Oceano Indiano il principale è il Limpopo (1.600km): l'irregolarità del del profilo e del regime ne pregiudica però la navigazione. Gli altri fiumi nascono quasi tutti dalla Grande Scarpata e presentano un andamento normale alla costa (fra i molti è celebre il Tugela che si origina ai confini col Lesotho e forma, con una serie di salti, le cascate omonime) tranne quelli della zona del Capo, dove il rilievo li costringe a lunghi percorsi longitudinali. Tra i laghi del Sudafrica vi sono il Grootvloer, formato dal fiume Sak che però è pressochè asciutto per gran parte dell'anno e il lago Sain Lucia nei pressi di Durban.

Clima

Il clima è notevolmente vario in rapporto sia alla grande estensione territoriale, sia all'altitudine, sia all'esposisizione al mare. La latitudine subtropicale e il profondo influsso marittimo sono all'origine del clima mediterraneo che caratterizza l'apice meridionale del territorio sudafricano: qui le temperature sono miti e le precipitazioni superano i 600 mm; le piogge sono legate all'avanzata di fronti freddi di origine antartica durante l'inverno, mentre quasi tutto il resto dell'Africa australe nello stesso periodo è sovrastato da un'area anticiclonica che impedisce l'afflusso di masse d'aria umida degli oceani circostanti. Al contrario, d'estate, quando in ambito continentale si instaurano condizioni di bassa pressione, le masse d'aria umida provenienti dall'Oceano Indiano al seguito dell'aliseo di sud-est investono le coste orientali e la Grande Scarpata irrorandole di abbondanti precipitazioni (1000-1500 mm). In particolare il Natal gode di un clima caldo umido, che fa di questa provincia l'area più favorevole alla coltivazione di colture tropicali. Man mano che si prosegue verso l'interno le precipitazioni diminuiscono: sugli altopiani si aggirano sui 500-800 mm annui. In modo più netto si riducono proseguendo verso ovest fino a toccare i 60 mm a Port Nolloth, sull'Atlantico. Le escursioni termiche, sensibili sugli altopiani, sono alquanto contenute sulle coste.

Temperatura e precipitazioni

Port Nolloth

Popolazione

Densità: 36 per km²
Il censimento dell'ottobre 1996 ha mostrato una popolazione di 40.583.611 persone; le valutazioni per questo paese considerano esplicitamente gli effetti della mortalità eccedente dovuta all'AIDS; ciò può causare una speranza di vita più bassa, una più alta mortalità infantile e non, popolazione più bassa e tassi di accrescimento e cambiamenti nella ripartizione demografica dall'età e dal sesso diversi rispetto al previsto (luglio 2002 est.)

Etnie

Neri 75,2% (zulu 23%, xhosa 9%, ndebele, setswana, siswati, tshivenda, sesoto, xitsonga), bianchi 13,6% (inglesi, afrikaans), coloured 8,6%, indiani 2,6%.

Religione

Cristiani 68%, mussulmani 2%, hindu 1,5%, animisti 28,5%.

Governo

Il Sud Africa è diviso in nove province

Economia

PIL(2003):157964 milioni di dollari PIL/ab(2003):3409 dollari Inflazione(2003):7,7% Disoccupazione(2002):30% forza lavoro(2002) in percentuale:primario 13,secondario 27,terziario 61 Il Sudafrica è un paese in via di sviluppo a reddito medio, con abbondanti risorse, ben sviluppato in finanza, comunicazioni, energia e settori dei trasporti, la borsa valori è fra le prime dieci del mondo. Tuttavia, anche se lo sviluppo è stato positivo per dieci anni consecutivi, non ha ridotto il 30% di disoccupazione e rimangono i problemi dell'era dell'apartheid, la povertà e la mancanza di potere economico fra i gruppi svantaggiati. Altri problemi sono il crimine, la corruzione e HIV/AIDS. All'inizio di 2000, il presidente Mbeki promise di promuovere sviluppo economico e l'investimento straniero, tagliare le spese e privatizzare. Punti di forza: è l'economia più sviluppata dell'Africa; altamente diversificata e con infrastrutture moderne. Il settore finanziario è molto forte negli investimenti mobilizzati. Il settore manifatturiero è in crescita. Le risorse naturali sono varie, in particolari minerali di importanza strategica. Punti di debolezza: le incertezze politiche scoraggiano gli investimenti stranieri, Crescita troppo debole per superare le privazioni della maggioranza nera. Boom demografico. Il calo del prezzo dell'oro minaccia molti settori.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 35,9 milioni kw.
Pesca: 15.500 tonnellate.
Petrolio: non produttore, raffinazione 10.000 b/g.
Allevamento: pecore 13,5 milioni, capre 12,5 milioni, bovini 5,3 milioni.
Minerali:oro, argento, diamanti,

Settori Economici

Agricoltura

Come in genere tutti i settori produttivi del paese, anche nell'ambito dell'agricoltura l'intervento del governo è stato decisivo; esso si è soprattutto esplicato nei provvedimenti presi per assicurare un sufficiente approvvigionamento idrico in un territorio che perde, per evaporazione o per straripamento, la maggior parte delle acque convogliate dai fiumi. Sin dal 1971 opera la Water Research, commissione istituita appunto per coordinare e promuovere le più opportune ricerche e salvaguardie idrologiche; ma già nel 1966 era stato varato un grandioso progetto per la sistemazione della valle del fiume Orange, con la creazione di tre grandi laghi artificiali in grado di alimentare 20 stazioni idroelettriche nonche una vasta rete di canali. Nel complesso il 13,6% della popolazione attiva è occupata nel settore agricolo. Arativo e colture arborescenti ricoprono il 10,8% della superficie territoriali; un quarto di questi corrispondo al "triangolo del mais" tra Mafikeng, il Lesotho e lo Swaziland, sono destinati al mais, che in parte è esportato. È invece destinata eminentemente al mercato interno la produzione, molto inferiore, del frumento (15-20 milioni di q), diffuso sopratutto nel settore sud-occidentale della Provincia del Capo e nella parte orientale dello Stato Libero dell'Orange; tra i cereali minori figurano il sorgo (4 milioni di q), l'orzo, l' avena, il Miglio. Sempre al mercato interno sono destinate le patate (12,5 milioni di q) e varie colture orticole ( pomodori, piselli, cipolle, fagioli, ecc.). Abbastanza netta è, come in altri stati africani, la demarcazione tra agricoltura di sussistenza e la ben più fiorente agricoltura industriale di piantagione; qui al primo posto si colloca la canna da zucchero (22 milioni di q di zucchero prodotti annualmente), concentrata nella fascia costiera del Natal, cui fanno seguito il tabacco (340.000 q) , prodotto soprattutto nel Transvaal e in talune zone della Provincia del Capo, e il cotone (1,5 milioni di q tra fibra e semi), diffuso negli altopiani. Importantissima è infine la frutticoltura, in buona parte destinata all'esportazione e che, grazie alla varietà delle condizioni climatiche presentate dal paese, consente la crescita di specie sia proprie delle aree temperate sia tipiche di quelle tropicali. La vite (14,6 milioni di q di uva) prospera nella cuspide sud-occidentale della Provincia del Capo e da elevati quantitativi di vini molto pregiati (9,4 milioni di hl annui); sempre nella provincia del Capo si coltivano mele (4,5 milioni di q), pesche (1,7 milioni di q), pere, prugne, albicocche. L'agrumicoltura (6,5 milioni di q tra arance, pompelmi e limoni) è ottimamente rappresentata, oltre che nella Provincia del Capo, nella fascia costiera del Natal specie attorno a Durban; sempre nell'area costiera del Natal si produce frutta tropicale (ananas 2,6 milioni di q, banane 1,8 milioni di q, manghi, papaie, ecc.). Ben sfruttate sono anche le non cospicue risorse forestali che forniscono annualmente 19 milioni di m³ di legname, coprendo il 90% del fabbisogno interno.

Allevamento

Nel complesso per le sue caratteristiche climatiche la Repubblica Sudafricana si presta all'allevamento del bestiame: ben il 66% del territorio nazionale è occupato da prati e pascoli permanenti, La distribuzione attuale del bestiame è condizionata dalla estensione e dalla natura dei pascoli; così i bovini (11,9 milioni di capi) sono concentrati nelle aree più umide dell'est e del nord (Natal, Transvaal, sezione orientale della Provincia del Capo, Orange settentrionale); più importante è l'allevamento degli ovini (32,6 milioni di capi), che si accontentano di pascoli magri e aridi e che sono quindi diffusi in tutta la vastissima regione centrale. Il Sudafrica è un grande produttore di lana (500.000 q l'anno); ma gli ovini forniscono pure le pregiate pelli karakul. Fra i caprini (5,8 milioni di capi) sono di particolare rilievo le capre d'angora (1 milione); si allevano inoltre suini, cavalli e volatili da cortile.

Pesca

Anche la pesca (878.000 t annue) riveste notevole importanza, essendo un settore modernamente attrezzato e organizzato; i prodotti più abbondanti (sardine, acciughe, sgombri, merluzzi) sono tratti dalle fredde acque atlantiche.

Risorse minerarie

Oro e diamanti
Il Sudafrica è per tradizione il paese dei diamanti e dell'oro; tuttavia le sue risorse sono molto più varie e in taluni casi grandiose. Benché sia ormai estratto a notevole profondita e quindi a costi crescenti, l'oro (650-700.000 kg annui, 62% della produzione mondiale) è una sbalorditivo primato sudafricano; l'area di estrazione più famosa è il Rand (Transvaal); ad essa si sono aggiunti numerosi altri giacimenti, come quelli di Odendaalsrus e di Elsburg: si tratta nel complesso di una cinquantina di miniere. I minerali auriferi contengono anche una notevole quantita di uranio, che viene lavorato in diversi impianti (6.500 t di ossido di uranio); rilevantissima anche l'estrazione di argento (161.000 t). Quanto ai diamanti, lo stato ha una produzione colossale (8,7 milioni di carati tra gemme vere e proprie e diamanti industriali); tale attivita fa capo alla compagnia De Beers, che controlla gran parte del commercio mondiale delle pietre. Per i diamanti vanno soprattutto ricordate le miniere di Kimberley (Provincia del Capo), Premier (Transvaal), Jagersfontein e Koffiefontein. Diamanti alluvionali si estraggono dal letto del Vaal e presso Port Nolloth alla foce dell'Orange; con imbarcazioni appositamente attrezzate vengono estratti diamanti anche dal fondo del mare. All'oro e ai diamanti si deve aggiungere il platino (78.500 kg).
Carbone e petrolio
Importanti sono anche i giacimenti di carbone (174 milioni di t); la più cospicua area carbonifera si estende dal Natal fino a comprendere tutto il Transvaal centrale; altre miniere si trovano nello Stato Libero d'Orange. I primi ritrovamenti di una certa entita di petrolio, ubicati nei fondali sottomarini al largo delle coste del Capo, sino al 1982, ma il petrolio rinvenuto non è sufficiente perché ne risulti economica l'estrazione. In effetti quasi la metà degli idrocarburi impiegati non sono provenienti dal petrolio, ma sono dei succedanei ottenuti per sintesi dal carbone nei colossali impianti dei complessi SASOL (South African Coal, Oil and Gas Corporation). Altri minerali. Anche per i minerali metalliferi la Repubblica Sudafricana è dotatissima, specie per quelli di ferro (15,6 milioni di t), presenti soprattutto nel Natal, ma ancor più per la cromite (1,9 milioni di t, secondo produttore mondiale), il manganese (1,4 milioni di t, secondo produttore mondiale) e l'antimonio (5.260 t, quarto produttore mondiale); cospicua è anche la produzione di vanadio (16.300 t) e di nichel (30.000 t). A grande distanza rame (209.000 t), stagno, tungsteno. Tra i minerali non metalliferi prevalgono l'amianto (146.000 t), i fosfati naturali (2,9 milioni di t), la mica e lo zolfo. Grandiose saline (626.000 t di sale) si trovano a Port Elizabeth e a Brantford.

Industria

Potenzialità industriali
Il settore in maggior espansione è quello industriale, che attualmente partecipa per due quinti alla formazione del prodotto nazionale. Una delle caratteristiche dell'industria nazionale è la presenza di un forte settore pubblico, che ha istituito grandi societa, come la SASOL, la ISCOR (South African Iron and Steel Industrial Corporation), la ESCOM (Electricity Supply Commission), la SOEKOR (Southern Oil Exploration Corporation), ecc. Sotto egida governativa viene sostenuta la realizzazione di vari progetti economici di grandi proporzioni. Il potenziamento industriale ha avuto come logica premessa un'attentta politica economica di sviluppo energetico; la produzione di energia (164.000 milioni di kWh) supera già quella di molti paesi europei. L'energia prodotto è quasi esclusivamente di energia termica, alimentata da carbone locale e da petrolio d'importazione; sono in atto però sia il potenziamento delle centrali idriche, legato soprattutto alle grandi opere in corso sul fiume Orange, sia un vasto programma di creazione di centrali nucleari.
Produzione industriale
L'industria nacque come attività di trasformazione delle risorse minerarie locali; oggi il suo panorama è assai diversificatoe ha assunto proporzioni rilevanti anche in vari settori manifatturieri. Cospicua è l'industria siderurgica, che si avvantaggia della presenza si ferro e carbone: localizzata specialmente nel Rand (Johannesburg, Pretoria, Vereeninging), produce oltre 14,6 milioni di t tra ghisa e acciaio. A fianco di essa operano complessi metallurgici diversi: del rame, dello stagno, dell'alluminio (che lavora bauxite d'importazione), ecc., che operano sia per richieste interne che per l'estero. Vasta è la gamma di prodotti dell'industria meccanica: automobili, veicoli, aerei, navi, apparecchiature elettriche; collegati con l'industria dell'automobile, gli stabilimenti per la produzione della gomma (6,8 milioni di pneumatici). Ha assunto proporzioni molto rilevanti la produzione chimica, dislocata in vari centri ma soprattutto operante a Sasolburg, nel Rand, dove si produce benzina sintetica ricavata dal carbone, acido solforico, superfosfati, materie plastiche, caucciu sintetico; altri grandi complessi sono a Modderfontein (ammoniaca sintetica), Somerset West (resine sintetiche, coloranti), Phalaborwa (fertilizzanti), ecc. Il settore petrolchimico, pure in costante espansione, è presente con varie raffinerie ubicate in prevalenza nei centri portuali d'importazione (Città del Capo, Durban), nonché a Sasolbourg. Il settore tessile si segnala per i cotonifici e i lanifici, con la collegata industria dell'abbigliamento. Lavorano materie prime nazionali varie altre industrie, dall'alimentare alla calzaturiera e alla manifattura dei tabacchi; il Sudafrica ha una buona produzione di cemento e di carta.

Trasporti

Strade: 33.800 km (la guida è a sinistra)
Autostrade: 1.142 km
Ferrovie: 22.916 km
Porti: Città del Capo, Durban, East London, Mosselbaii, Port Elizabeth, Richards Bay, Saldanha
Marina mercantile: 8 navi per 371.000 tsl

- portacontainer 6
- petroliere 2 Aeroporti: 740 (2001)
- Jan Smuts International (Johannesburg)

Turismo

1 visitatore l'anno ogni 8 abitanti.
Lesotho 30%, Zimbabwe 14%, Swaziland 14%, Botswana 10%, Namibia 5%, altri 27%.

Esportazioni

Gran Bretagna 12%, USA 6%, Giappone 5%, Germania 4%, Zimbabwe 4%, Mozambico 2,5%, altri 62,5% (2001 st.)..

Importazioni

Germania 13%, USA 12%, Gran Bretagna 11%, Arabia Saudita 7%, Giappone 7%, Iran 5%, altri 45% (2001 st.)

Riserve Monetarie

Moneta circolante:349,92 miliardi di rand(2002) Riserve auree:5600000 once Riserve internazionali(2002):7639 milioni di dollari

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 85%.
Studenti universitari: 617.897.

Istruzione

L'istruzione è obbligatoria tra i 7 e gli 11 anni. L'istruzione primaria dura 7 anni; l'istruzione primaria è divisa in una sezione inferiore (due anni) e una superiore; l'istruzione secondaria è quadriennale e comprende una sezione inferiore triennale che termina con un esame (Junior Certificate) e una sezione superiore, che si conclude con un esame di ammissione universitaria (Matriculation). Università:
- [http://www.ru.ac.za Rhodes University]
- [http://www.unisa.ac.za UNISA]
- [http://www.uct.ac.za University of Cape Town]
- [http://www.udw.ac.za University of Durban-Westville]
- [http://www.ufh.ac.za University of Fort Hare]
- [http://www.und.ac.za University of Natal (Durban)]
- [http://www.unp.ac.za University of Natal (Pietermaritzburg)]
- [http://www.upe.ac.za University of Port Elizabeth]
- [http://www.puc.ac.za University of Potchefstroom]
- [http://www.uovs.ac.za University of the Free State]
- [http://www.unorth.ac.za University of the North]
- [http://www.utr.ac.za University of Transkei]
- [http://www.uwc.ac.za University of Western Cape]
- [http://www.wits.ac.za University of Witwatersrand]
- [http://www.uzulu.ac.za University of Zululand]
- [http://www.vista.ac.za University Vista]

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Il 5% del territorio protetto (4 % è parzialmente protetto).
Trattati ambientali:
- Convenzione di Ramsar
- CITES
- CBD (biodiversità)
- Protocollo di Montreal (emissione CFC)
- Basilea (rifiuti tossici)

Flora

In relazione alle variazioni climatiche, la copertura vegetale è alquanto differenziata; sugli altipiani predominano le praterie temperate, che trapassano in steppe cespugliose e xerofile verso le aree meridionali ed occidentali meno piovese; sul versante orientale si incontrano savane arbustive, spesso associate a piante d'alto fusto come acacia e baobab, e lembi di foresta tropicale, con carattere di foresta a galleria lungo i corsi di alcuni fiumi (Tugela). La copertura vegetale tipica della fascia sud-occidentale del paese, che gode di clima mediterraneo, è la macchia sempreverde.

Fauna

Parchi nazionali


- Addo Elephant National Park [http://www.sanparks.org/parks/addo/]
- Agulhas National Park [http://www.sanparks.org/parks/agulhas/]
- Augrabies Falls National Park [http://www.sanparks.org/parks/augrabies/]
- Bontebok National Park [http://www.sanparks.org/parks/bontebok/]
- Golden Gate Highlands National Park [http://www.sanparks.org/parks/golden_gate/]
- Karoo National Park [http://www.sanparks.org/parks/karoo/]
- Kgalagadi Transfrontier Park [http://www.sanparks.org/parks/kgalagadi/]
- Knysna National Lake Area [http://www.sanparks.org/parks/knysna/]
- Kruger National Park [http://www.sanparks.org/parks/kruger/]
- Mapungubwe National Park [http://www.sanparks.org/parks/mapungubwe/]
- Marakele National Park [http://www.sanparks.org/parks/marakele/]
- Mountain Zebra National Park [http://www.sanparks.org/parks/mountain_zebra/]
- Namaqua National Park [http://www.sanparks.org/parks/namaqua/]
- Table Mountain National Park [http://www.sanparks.org/parks/table_mountain/]
- Tankwa Karoo National Park [http://www.sanparks.org/parks/tankwa/]
- Tsitsikamma National Park [http://www.sanparks.org/parks/tsitsikamma/]
- Vaalbos National Park [http://www.sanparks.org/parks/vaalbos/]
- West Coast National Park [http://www.sanparks.org/parks/west_coast/]
- Wilderness National Park [http://www.sanparks.org/parks/wilderness/]

Politica

Presidente: Thabo Mbeki.
Primo Ministro: Jan Smuts.
Sistema bicamerale:
- Assemblea Nazionale - 400 membri
- Consiglio nazionale delle province - 90 membri (10 membri per ogni provincia)

Politica estera

Bibliografia

Collegamenti esterni


- [http://www.world-gazetteer.com/s/p_za.htm Mappa]
- [http://www.gov.za Governo del Sudafrica]
- [http://www.southafrica.co.za/news/newspapers.html Giornali]
- [http://www.dfa.gov.za Ministero degli Affari Esteri]
- [http://www.gov.za/elections/parties.html Partiti politici]
- [http://www.go.za/dept/index.html Ministeri]
- [http://www.ice.it/estero2/johannesburg/indirizzi_link.htm Indirizzi utili]

Voci correlate


- apartheid
- Città del Sudafrica

Montagne


- Monti dei Draghi (3482 m)
- Monte della Bussola (2502 m)
- Monti Neri (2325 m)
- Njesuthi (3408 m)
- Swart Peak (1280 m)

Fiumi


- Auob
- Brak
- Buffels
- Caledon
- Doring
- Fish
- Gourits
- Groot
- Groot Letaba
- Hartbees
- Harts
- Kariega
- Kuruman
- Limpopo
- Mogaiakwena
- Molopo
- Moshaweng
- Nossob
- Olifants (Sud Africa - Provincia del Capo)
- Olifants (Sud Africa - Transvaal) (Rio dos Elefantes)
- Orange (Oranje)
- Pongolo
- Renoster
- Riet
- Sak
- Sand
- Sout
- Tugela
- Vaal

Laghi


- Grootvloer
- Saint Lucia

Mari


- Oceano Atlantico
- Oceano Indiano

Isole


- Marion
- Prince Edward ja:南アフリカ共和国 ko:남아프리카 공화국 ms:Afrika Selatan simple:South Africa zh-min-nan:Lâm-hui

Sergio Leone

Sergio Leone (Roma, 3 gennaio 1929 - 30 aprile 1989), è stato uno dei più importanti registi italiani, particolarmente noto per i suoi film del genere spaghetti-western. Leone è cosiderato uno dei più importanti registi italiani della storia del cinema, nonostante abbia diretto pochi film; la sua regia ricca di stile ed innovatrice ha fatto scuola, ed ha contribuito alla rinascita del genere western negli anni '60, grazie a film come "Per un pugno di dollari", "Per qualche dollaro in più", "Il buono, il brutto, il cattivo" (che formano la cosiddetta trilogia del dollaro), "C'era una volta il West" e "Giù la testa", ai quali si affianca il film sulla mafia "C'era una volta in America".

Biografia

Le origini e gli inizi

Figlio di uno dei pioneri del cinema muto italiano, Vincenzo Leone, conosciuto col nome d'arte di Roberto Roberti, e dell'attrice Edvige Valcarenghi, nota col nome d'arte di Bice Waleran, Sergio comicia a lavorare nell'ambiente già a diciotto anni. Già negli anni '50 comiciò a scrivere sceneggiature, inizialmente per i cosiddetti "peplum", film epico-storici in costume molto in voga all'epoca (conosciuti in America anche come "sword and sandal", letteralmente "spada e sandali"). Ebbe persino una piccola parte, quasi una comparsata, in "Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica.

Gli anni '50: i peplum ed i primi lavori importanti

I primi lavori di un certo rilievo lo videro come assistente regista o direttore della seconda unità in numerose produzione hollywoodiane di grande importanza, girate agli studi di Cinecittà a Roma, nel periodo della cosiddetta Hollywood sul Tevere; tra i queli degni di nota sono "Quo Vadis?" di Mervyn LeRoy (1951) e soprattutto "Ben-Hur" di William Wyler (1959), vincitore di 11 Oscar. Nel 1959 subentra a Mario Bonnard, colpito da una malattia che lo constrinse ad abbandonare il set, alla regia di "Gli ultimi giorni di Pompei", al quale aveva collaborato alla sceneggiatura. Come risultato, quando finalmente ebbe la possibilità di debuttare da solo come regista con "Il colosso di Rodi" (1961), grazie alla lunga esperienza, riuscì a produrre un film con un basso budget che sembrasse tanto spettacolare quanto un vero e proprio "kolossal" di Hollywood.

Gli anni '60: gli "spaghetti-western" ed il successo

Nei primi anni '60, la richiesta di "peplum" si esaurì e Leone fu fortunato ad essere tra i primi pionieri del genere che prese il loro posto nelle preferenze del largo pubblico, il western, dando anzi vita ad un proprio importante sottogenere, noto con il nome di "spaghetti-western", il cui modello di stile divenne il primo film del genere del regista, "Per un pugno di dollari", del 1964, uno dei più famosi della storia del genere. Il film ricalca in gran parte la trama del film La sfida del Samurai (in giapponese Yojimbo), film di Akira Kurosawa del 1961. Ha lanciato nel firmamento delle star Clint Eastwood, che fino ad allora era rimasto un modesto attore televisivo americano con pochi ruoli al suo attivo. In questo periodo si firma spesso Bob Robertson, una anglofonizzazione del nome d'arte usato dal padre Vincenzo, Roberto Roberti. La versione definitiva del film fu fortemente condizionato dai problemi di budget basso e in parte alle numerose locations spagnole; esso presenta una violenta e moralmente complessa visione del Far West americano che sembra da un lato rendere tributo ai classici western statunitensi, mentre da un altro se ne distacca nei toni. Leone portò nel genere grandi novità, ed il suo stile ha influenza ancora oggi. Nei western tradizionali, tanto gli eroi, quanto i cattivi tendono ad essere perfetti, spesso belli come se fossero usciti da un salone di bellezza. Al contrario i personaggi di Leone presentano elementi di marcato realismo e verità: raramente sono sbarbati, appaiono sporchi, e molto è lasciato alla suggestione dei presumibili odori del corpo. Si presentano in genere come anti-eroi, personaggi dalle personalità complesse, astuti e spesso senza alcuno scrupolo. Questi elementi di crudo realismo continuano a vivere nei western odierni, ed hanno avuto forti influenze anche al di fuori del genere stesso. I due film seguenti, "Per qualche dollaro in più" e "Il buono, il brutto, il cattivo", completano quella che è conosciuta come la "trilogia del dollaro". Ciascuno di questi film ha potuto beneficiare di un budget maggiore e di migliori mezzi tecnici del precedente; le capacità del regista sono riuscite anche a produrre risultati via via superiori anche al botteghino. Tutti i film si avvalsero delle notevoli colonne sonore di Ennio Morricone e dell'interpretazione di Clint Eastwood, anche co-sceneggiatore, che è stato lanciato dal regista romano anche come autore. L'ultimo film in particolare, "Il buono, il brutto, il cattivo", è entrato nella storia del cinema nel tempo come il film-simbolo del genere western.

Gli anni '70: i film negli USA

Basandosi su questi successi, nel 1967 Leone venne invitato in America per girare quello che avrebbe voluto fosse il suo capolavoro, "C'era una volta il West", prodotto dalla Paramount. Girato negli splendidi scenari della Monument Valley (il "vero" Far West), in Italia ed in Spagna, il film risultò come una lunga, violenta e quasi "onirica" meditazione sulla mitologia del West. Al soggetto collaborarono anche due altri grandi registi, Bernardo Bertolucci e Dario Argento, quest'ultimo ancora quasi sconosciuto. La sceneggiatura fu invece scritta da Sergio Donati assieme a Sergio Leone. Prima dell'uscita nelle sale, però, il film fu ritoccato e modificato dai responsabili degli studios; per questo motivo inizialmente il film fu considerato un semi-flop, ed ebbe incassi al botteghino relativamente bassi. Il film, verrà riscoperto e rivalutato solo anni dopo, ed oggi è considerato da molti il capolavoro del regista insieme a "Il buono, il brutto, il cattivo". Successivamente Leone diresse "Giù la testa" nel 1971, un progetto messo su in poco tempo con un budget medio, interpretato da James Coburn e Rod Steiger. Il film è oggi cno dei suoi capolavori assoluti, ed è la pellicola dove forse Leone manifesta maggiormente le sue riflessioni sull'umanità e la politica. Secondo alcuni si tratterebbe di un film scomodo, bombarolo, visto anche il titolo statunitense, A Fistful of Dynamite, ovvero un pugno di dinamite, e la sua scomparsa per circa un ventennio dai distributori e dai palinsesti televisivi.

Gli anni '80: il ritorno in Italia

Dopo aver rifiutato un'offerta per dirigere "Il Padrino" (The Godfather), lavorò per circa dieci anni ad un proprio progetto epico, questa volta incentrato sulla mafia ed i gangster americani. "C'era una volta in America" (1984) era un'idea nata prima ancora di "C'era una volta il West", ed anche in questo caso risultò troppo lungo per resistere alla "censura" degli studi. Le ben quattro ore furono tagliate drasticamente, perdendo purtroppo gran parte del senso narrativo e della continuità dell'opera. Anche in questo caso, la conseguenza inevitabile fu il flop al botteghino, e la successiva riscoperta da parte dei critici solo tempo dopo. Oggi il film è considerato come uno dei migliori del genere.

Gli ultimi progetti e la scomparsa

Quando morì il 30 aprile 1989 per un attacco di cuore, il regista era al lavoro su un progetto che avrebbe dovuto riguardare l'epica battaglia di Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale. L'altro grande progetto che rimase incompiuto è il tanto sognato remake di "Via col vento" di Victor Fleming (1939), basato sull'omonimo romanzo di Margaret Mitchell, che Leone aveva sempre considerato di gran lunga superiore alla trasposizione cinematografica. Nel 2004 è stato ritrovato in un cassetto del suo studio un soggetto inedito intitolato "Un posto che solo Mar