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20 Marzo

20 marzo

Il 20 marzo è il 79° giorno del Calendario Gregoriano (l'80° negli anni bisestili). Mancano 286 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1413 - Enrico V diventa Re d'Inghilterra.
- 1602 - Viene fondata la Compagnia delle Indie Orientali Olandesi.
- 1739 - Nadir Shah occupa Delhi in India e saccheggia la città rubando i gioielli del Trono del Pavone.
- 1760 - Il "Grande Incendio" di Boston distrugge 349 edifici.
- 1815 - Inizio dei Cento giorni di Napoleone, che entra a Parigi, dopo essere fuggito dall'Isola d'Elba, alla testa di un esercito regolare di 140.000 uomini e di una forza di circa 200.000 volontari.
- 1848 - Re Ludwig I di Baviera abdica.
- 1852 - Viene pubblicato La capanna dello zio Tom, di Harriet Beecher Stowe.
- 1883 - Firma della Convenzione di Parigi per la tutela della proprietà industriale.
- 1899 - Nella prigione di Sing Sing, Martha M. Place diventa la prima donna giustiziata con la sedia elettrica.
- 1913 - Sung Chiao-jen, uno dei fondatori del Partito Nazionalista Cinese (Kuomintang), viene ferito in un tentativo di assassinio e morirà due giorni dopo.
- 1916 - Albert Einstein pubblica la sua teoria della relatività.
- 1933 - Dachau, il primo campo di concentramento nazista, viene completato.
- 1952 - Il Senato degli Stati Uniti ratifica il trattato di pace con il Giappone.
- 1956 - La Tunisia ottiene l'indipendenza dalla Francia.
- 1964 - L'ESRO (European Space Research Organization, precorritrice dell'Agenzia Spaziale Europea) viene fondata in base ad un accordo del 14 giugno 1962.
- 1966 - La Coppa Rimet viene rubata dalla Central Hall di Londra.
- 1969 - John Lennon sposa Yoko Ono.
- 1974 - Fallito tentativo di rapimento della Principessa Anna d'Inghilterra e del marito, Capitano Mark Phillips sul Mall, fuori Buckingham Palace, Londra.
- 1976 - Patty Hearst viene trovata colpevole di rapina a mano armata di una banca di San Francisco.
- 1986
  - Nel supercarcere di Voghera viene avvelenato Michele Sindona con un caffè al cianuro. Sindona era stato condannato per l'omicidio Ambrosoli. Morirà due giorni dopo
  - Jacques Chirac diventa primo ministro di Francia.
- 1987 - La Food and Drug Administration statunitense approva il farmaco anti-AIDS, AZT.
- 1990 - Imelda Marcos, vedova di Ferdinand Marcos, viene processata per corruzione, appropriazione indebita, e taglieggiamento.
- 1993 - Una bomba dell'IRA esplode a Warrington, nell'Inghilterra nord-occidentale, uccidendo due bambini.
- 1995 - Attacco al Sarin alla metropolitana di Tokio, 12 morti e oltre 1300 feriti.
- 2003 - Le forze angloamericane cominciano la guerra contro l'Iraq (Seconda guerra del golfo), contro il parere delle Nazioni Unite.
- 2005
  - Jarno Trulli arriva secondo al Gran Premio della Malesia
  - A Copenhagen viene sancita la fine del movimento cinematografico Dogma 95, iniziato dieci anni prima.

Nati


- 43 - Ovidio, poeta latino
- 1770 - Friedrich Hölderlin, scrittore tedesco
- 1811 - Napoleone II di Francia
- 1823 - Ned Buntline, scrittore ed editore
- 1828 - Henrik Ibsen, commediografo e drammaturgo
- 1856 - Frederick Winslow Taylor, inventore
- 1865 - Agostino Maria Trucco
- 1874 - Börries von Münchhausen, poeta
- 1890
  - Beniamino Gigli, tenore
  - Lauritz Melchior, cantante lirica
- 1904 - B. F. Skinner, psicologo
- 1906 - Ozzie Nelson, attore e musicista
- 1908 - Michael Redgrave, attore
- 1915 - Rudolf Kirchschläger, presidente dell'Austria
- 1917 - Vera Lynn, attrice e cantante
- 1921
  - Rudolf Noelte, regista
  - Sorella Rosetta Tharpe, cantante
- 1922 - Carl Reiner, regista, attore, produttore
- 1937
  - Helmut Recknagel, saltatore con gli sci tedesco
  - Jerry Reed, cantante di musica country
- 1939 - Brian Mulroney, diciottesimo primo ministro del Canada
- 1945
  - Gabriela Andersen-Scheiss, atleta svizzera
  - Pat Riley, allenatore di pallacanestro statunitense
- 1947 - Antonio Bassolino uomo politico italiano
- 1950 - William Hurt, attore
- 1951 - Carl Palmer, musicista inglese
- 1958 - Holly Hunter, attrice
- 1957 - Spike Lee, attore e regista
- 1964
  - Natacha Atlas, cantante belga
  - Tracy Chapman, cantante
- 1974
  - Paula Garces, attrice
  - Andrzej Pilipiuk, scrittore polacco
- 1975 - Isolde Kostner, sciatrice
- 1976 - Chester Bennington, musicista
- 1986 - Rok Benkovič, saltatore con gli sci sloveno

Morti


- 1413 - Enrico IV d'Inghilterra (n. 1367)
- 1568 - Alberto di Prussia, primo duca di Prussia (n. 1490)
- 1619 - Mattia del Sacro Romano Impero
- 1727 - Isaac Newton, fisico inglese (n 1642)
- 1730 - Adrienne Lecouvreur, attrice francese (n. 1692)
- 1818 - Johann Nikolaus Forkel, musicista e musicologo tedesco (n. 1749)
- 1855 - Joseph Aspdin, inventore (n. 1788)
- 1897 - Antoine Thomson d'Abbadie, esploratore e geografo francese
- 1925 - George Nathaniel Curzon (Lord Curzon), statista inglese (n. 1859)
- 1926 - Principessa Luisa di Svezia, (n. 1929)
- 1929 - Ferdinand Foch, militare francese
- 1934 - Regina Reggente Emma dei Paesi Bassi, (n. 1858)
- 1990 - Lev Yashin, calciatore russo (n. 1929)
- 1994 - Ilaria Alpi, giornalista italiana
- 1994 - Miran Hrovatin, cameraman
- 1997 - Tony Zale, pugile (n. 1913)
- 2000 - Gene Eugene, attore e cantante (n. 1961)
- 2004 - Regina madre Giuliana dei Paesi Bassi (n. 1909)
- 2005 - Jader Jacobelli, giornalista ed editorialista (n. 1918)

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Alessandra di Amiso e compagne, martiri
- Santa Claudia e compagne, martiri di Amiso
- San Cutberto di Lindisfarne, vescovo
- Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù
- San Martino di Braga, vescovo

Laiche

20 ja:3月20日 ko:3월 20일 simple:March 20 th:20 มีนาคม

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

Anno

Un anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano). In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s). :La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono: # il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio) # l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio). :A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni. Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno. Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni. La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni. L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni. L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare. L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.

Voci correlate


- Anno luce Categoria:Astronomia e Astrofisica Categoria:Unità di tempo ja:年 ms:Tahun simple:Year zh-min-nan:Nî

1413

Eventi

Nati

Morti

013 ko:1413년

Inghilterra

L'Inghilterra è la più vasta, più popolosa e più densamente popolata nazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. È situata nella parte sud-orientale dell'Isola della Gran Bretagna. Il nome Inghilterra deriva dagli Angli, una delle numerose popolazioni di origine germanica che vi si insediarono nel V e VI secolo. Il capoluogo dell'Inghilterra è Londra.

Storia

Vedi articolo principale (e serie di articoli): Storia dell'Inghilterra

Geografia fisica

L'Inghilterra comprende la parte meridionale dell'isola della Gran Bretagna più le isole situate a sud della Gran Bretagna, fra cui l'isola di Wight. Confina a nord con la Scozia, a ovest con il Galles e il Mare d'Irlanda, a est con il Mare del Nord e a sud con il canale della Manica. È collegata al continente europeo tramite il tunnel sotto la Manica. Il territorio è per lo più collinare, a nord vi si trovano alcune aree montuose. La linea di demarcazione fra le due aree è nota come Tees-Exe line. Nella parte orientale del paese si trova una zona pianeggiante le cui paludi sono state bonificate per consentirne la coltivazione. Le città più grandi sono: Londra, Birmingham, Leeds, Sheffield, Liverpool, e Manchester. I fiumi principali sono:
- Tamigi
- Severn
- Trent
- Humber
- Yorkshire Ouse
- Tyne
- Mersey
- Dee
- Avon

Geografia umana

L'Inghilterra, con i suoi 49 milioni di abitanti, non è solo la più popolosa ma anche la nazione con più gruppi etnici: un decimo circa della popolazione appartiene a etnie diverse da quella britannica. Le ondate di immigrazione sono state molte, a partire dai Celti intorno al 600 AC. I Romani con le loro legioni composte da soldati di molte etnie giunsero tra il 50 AC e il 300 DC; Seguirono nel periodo 350–550 gli Angli, i Sassoni e gli Iuti; nel periodo 800900, i Vichinghi e i Danesi; nel 1066, i Normanni; nel 16501750, rifugiati dall'Europa continentale ed Ugonotti; tra il 1880 e il 1940, molti Ebrei; negli anni 19501985, persone originarie dell'area Caraibica, dell'Africa e dell'Asia; dal 1985 ci sono state ondate di abitanti est europei e rifugiati Curdi. La prosperità della nazione ha anche attirato flussi di immigrazione dalle vicine Scozia e Irlanda.

Politica

La sede del governo si trova a Londra, anche se tecnicamente la città è la capitale di Inghilterra e Galles. Contrariamente alla Scozia, al Galles (entrambe a partire dal 1999) e all'Irlanda del Nord, l'Inghilterra non ha un governo e un parlamento propri: le funzioni di governo sono esercitate da parlamento e governo del Regno Unito. Nelle decisioni riguardanti la sola Inghilterra i rappresentanti delle altre parti del regno si astengono.

Suddivisione amministrativa

L'Inghilterra è suddivisa in 9 regioni tra le quali l'area di "Greater London", escludendo quest'ultima le 8 regioni sono divise in 35 contee (counties) e 6 contee metropolitane (Metropolitan counties). Le 35 contee sono ulteriormente suddivise in 283 distretti non-urbani (Non-Metropolitan districts). Le 6 aree metropolitane, che dal 1986 non hanno organi amministrativi e consigli di governo, sono suddivise in 36 distretti metropolitani (Metropolitan districts). Contando anche i 32 distretti londinesi (boroughs) e la città di Londra (City of London, che ha status a parte) si ha un totale di 353 distretti, 354 con l'Isola di Wight. Le regioni sono:

Voci correlate


- Gran Bretagna
- Regno Unito

Collegamenti esterni


- [http://www.enjoyengland.com/ Turismo in Inghilterra - Enjoy England]
- [http://www.thecep.org.uk/ Campagna per un parlamento inglese] categoria:Regno Unito ja:イングランド ko:잉글랜드 ms:England simple:England th:แคว้นอังกฤษ zh-min-nan:England

1602

Eventi


- Nasce la Compagnia delle Indie Orientali

Nati


- 2 maggio - Athanasius Kircher, gesuita ed erudito tedesco († 1680)

Morti

002 ko:1602년

1739

Eventi

Nati

Morti

039 ko:1739년

India

La Repubblica indiana è uno stato (3.287.590 km², 1.049.700.118 abitanti (stima luglio 2003), capitale New Delhi) dell'Asia. Comprende la gran parte del subcontinente indiano ed è la seconda nazione più popolosa del mondo dopo la Cina, e la più grande democrazia, con più di un miliardo di cittadini che parlano più di un centinaio di lingue. Confina a nord con Bhutan, Cina, Nepal e Pakistan; ad est con Burma e Bangladesh; a sud con l'Oceano Indiano ed il Golfo del Bengala; ad ovest con il Pakistan e il Mare d'Arabia. L'India è una repubblica federale e ha il più alto numero di lingue ufficiali del mondo: ben 23, tra cui l'hindi e l'inglese.

Storia

In sintesi dalle origini all'indipendenza

Già sede di insediamenti nella preistoria, culla della civiltà nell'età mesopotamica, i primi testi scritti – i Veda – risalgono al primo millennio avanti Cristo. Meta più volte di invasioni di popoli dell'Asia centrale, tra dominazioni indigene e di origini mongole e cinesi, fu ignorata dai popoli europei fino a quando, intorno al secolo XVI, con lo sviluppo delle rotte commerciali, venne a costituire una fonte di ricchezza per le compagnie, come quella delle Indie Orientali, che trattavano lo scambio di merci, in particolare tessuti e spezie. Di importanza strategica cruciale durante il colonialismo, l'India fu assoggettata alla corona britannica per circa un secolo tra il 1858 e il 1947, anno in cui ottenne l'indipendenza dopo più di mezzo secolo di lotte e rivendicazioni, che recano l'impronta di grandi personalità quali M. Gandhi.

La formazione del Pakistan

Con l'indipendenza fu sancita dalla Gran Bretagna la divisione politica e territoriale tra India e Pakistan, assegnando alla prima le regioni a maggioranza indù, al secondo quelle in prevalenza musulmane. Il Bengala e Punjab furono posti sotto la tutela di una commissione britannica, ma ciò non impedì i cruenti scontri tra i fedeli induisti, islamici e sikh che provocarono emigrazioni di massa di milioni individui e centinaia di migliaia di vittime. Oggetto di dispute e contrasti era ed è attualmente il Kashmir, situato al confine tra i due stati.

Nehru, Rajiv e Indira Gandhi

All'indomani dell'indipendenza il governo di Jawaharlal Nehru intendeva fare dell'India un grande paese industrializzato. Nonostante le condizioni della popolazione non fossero ottimali, nel giro di qualche decennio l'India raggiunse diversi traguardi tecnologici. Anche durante il governo di Indira Gandhi il paese non cambiò la propria politica economica; fu la prima potenza mondiale non allineata e attraversò con difficoltà la crisi del '74. Il governo successivo, di Rajiv Gandhi, fu impegnato in complicate vicende di politica interna, volto a contenere e gestire le tensioni indipendentiste interne al paese.mjttghgjgj[] oioiip

Gli ultimi trent'anni

Gli anni '80 e '90 furono caratterizzati da una forte spinta alla modernizzazione, ma anche da precaria stabilità politica e un alternarsi continuo di governi di coalizione e maggioranze in carica per uno o due anni. Importanti furono gli sforzi per i negoziati col Pakistan, che diedero stabilità economica ai due paesi e costituirono la premessa necessaria per l'afflusso di capitali stranieri.

L'India oggi

Paese in via di sviluppo, l'India appare come una delle realtà emergenti nell'ambiente economico e politico attuale. Dopo aver adottato le indicazioni della Banca mondiale e dell'organizzazione mondiale del commercio, si trova in una fase di crescita economica. Tuttavia il problema principale rimane quello della redistribuzione, che non permette alla maggioranza della popolazione di usufruire della nuova ricchezza. Desta preoccupazione anche la sovrappopolazione, legata ad un tasso di crescita che negli anni passati è stato molto alto. Gli effetti si vedono nel presente: una densità di abitanti per kmq tra le maggiori del pianeta e una pressante richiesta di cibo, che non sempre è possibile soddisfare. La povertà è molto diffusa, la speranza di vita è modesta, il tasso di istruzione buono ed in forte crescita. Al livello internazionale pesa il mutevole rapporto con il Pakistan, che ha visto in passato l'alternarsi di conflitti e trattati di pace. Al momento i rapporti tra i due stati sono abbastanza tesi e di tanto in tanto vi sono degli scontri armati tra le frange più estremiste dell'uno e dell'altro stato.

Cronologia dei filosofi e dei trattati indiani


- III millennio AC comincia la civiltà dravidica
- 1750 AC finisce la civiltà dravica dell'indo e comincia l'immigrazione degli ariani.
- XV secolo AC cominciano i primi veda.
- VIII-VII secolo AC. compaiono i primi Upanishad.
- 600 AC circa opera della scuola Lokayata detta Brihaspati sùtra.
- VI secolo AC composizione del Mahabharata.
- 600-527 AC in questo periodo visse Vardhamàna fondatore del giainismo.
- 563-478 AC in questo periodo visse Gautama Siddhartha.il buddha.
- 400 AC testo Mimàmsà sùtra attribuito a Jaimini.
- IV secolo AC testo base della scuola vaiçeshika attribuito a Kanàda.
- 321-296 AC trattato sulla politica Artha-çastra di Kautilya.
- 270-230 AC in questo periodo visse l'imperatore Ashoka che diffuse il Buddhismo.
- I secolo d.C. canone buddista della scuola di Theravàda.
- II secolo periodo di formazione delle scuole buddiste hìnayana.
- III secolo composizione delle Sàmkhya Kàrikà.
- 320-500 la dinastia dei Gupta domina l'india del nord.
- 370 in questo periodo visse Vasubandhu,esponente della scuola Yogàcàra.
- VIII secolo visse Gaudapada sistematizzatore del Vedanta.
- 712 inizia il declimo del buddismo.
- 788-820 visse in questo periodo Camkara,esponente principale del Vedanta.
- 1017-1137 in puesto periodo visse Ràmànuja,sostenitore del non-dualismo.
- 1197-1276 in puesto periodo visse Madhva, sostenitore del dualismo.
- 1200 fine del buddismo in India.
- 1206 inizio sultanato di Delhi.
- 1872-1950 visse Arabindaghose è un esponente della filosofia indiana contemporanea.
- 1888-1975 Sarvepalli Radhakrishnan autore del Storia della filosofia indiana.
- 1869-1948 Mahatma Gandhi grande riformatore e uomo politico.

Geografia fisica

A causa della vasta superficie, nell'India si riscontrano diversi climi, che vanno da quello monsonico a sud, al temperato a nord. I problemi legati al clima sono in primo luogo la desertificazione, provocata dalla deforestazione, praticata per la raccolta di legname e per destinare terreni all'agricoltura. Inoltre vi è la minaccia costante del degrado ambientale che si manifesta sotto forma di inquinamento dell'aria e del suolo. L'inquinamento idrico è spesso causato dal mancato trattamento delle acque di scolo e dallo scarico dei pesticidi agricoli e rifiuti industriali. L'industrializzazione selvaggia ha provocato nel passato disastri come quello di Bhopal nel 1984.
- Superficie totale 3.165.596 km²
- Suolo irrigato: 19,8% della superficie (nella maggior parte degli altri paesi si va dal 4 al 10%)

I Monsoni

L'intervento dei monsoni provoca periodiche variazioni di temperatura e piovosità. Si possono distinguere due stagioni: la prima va da giugno a novembre, ricca di piogge, caratterizzata dal monsone di sud-ovest. Un vento carico di umidità proveniente dall'oceano Indiano e dal mar Arabico porta con sé una notevole massa d'acqua e causa abbondanti piogge fino a 1500-2000 mm. L'assenza di questo monsone è spesso causa di gravi siccità.
Nella stagione fredda, invece, il monsone di nord-est agisce da dicembre a marzo. Il clima è solitamente asciutto.

Geografia politica

vedi anche Stati e Territori dell'India

Trasporti

Turismo

Economia

Stati e Territori dell'India Fin dai primi anni dopo l'indipendenza (1947) l'intervento dello Stato nella gestione dell'economia è stato preponderante: il modello è stato quello dei piani quinquennali. Fino alla fine degli anni 80, a causa di un'impostazione eccessivamente rigida e autarchica, la crescita è stata inferiore a quella dei più fiorenti paesi asiatici. I dati sulla crescita annuale del PIL mostrano un progressivo incremento, dal 2% degli anni 50, al 6% attuale. Con l'inizio degli anni 90, l'ingresso nel Wto e la progressiva destatalizzazione, l'India ha inaugurato un periodo di crescita economica. Le strategie applicate e che continueranno ad esserlo (fonte:Banca mondiale), possono essere racchiuse in 5 grandi categorie. La prima è quella della privatizzazione delle imprese dello Stato – fino ad ora 34 – e dell'apertura al settore privato, il che secondo le teorie neoliberiste ha l'effetto di snellire la burocrazia, oltre ad alleggerire il bilancio statale. In secondo luogo, l'apertura al mercato internazionale, che attira investitori e capitali esteri: negli anni 90 la crescita delle importazioni ed esportazione è stata all'incirca del 10%. Tuttavia il valore complessivo rimane ben al di sotto degli altri grandi paesi in via di sviluppo, quali Brasile e Cina, rispettivamente con 32 e 40 miliardi di dollari contro i 2,5 dell'India. La banca mondiale sostiene che quella indiana è ancora una delle economie più protette al mondo e che per attrarre investitori dovrebbero essere abbattute le barriere doganali. La terza riforma urgente è la riforma fiscale; infatti i problemi principali sono la corruzione e la scarsezza di bilancio. In quarto luogo la cooperazione delle banche nei prestiti e finanziamenti (anche del deficit statale) è indicato come uno dei punti chiave per lo sviluppo del paese: le direttive della Banca mondiale suggeriscono la selettività dei progetti in cui investire. Lo stesso ente sovranazionale a consigliare di aumentare l'efficienza del governo e promuovere quanto più possibile il settore privato. Tuttavia quello che sembra essere il problema maggiore è l'alto rapporto deficit/PIL - circa 9% -. Poiché è finanziato dalla Reserve Bank of India, ciò contribuisce a tenere alta l'inflazione (fonte:Banca mondiale. Per il settimanale Sette del 22 gennaio 2004 l'inflazione è del 4,3%). Da non dimenticare il peso del debito estero, equivalente nel 1995 al 38% del PIL. La grossa pecca del sistema economico attuale è l'incapacità di far arrivare la ricchezza alle fasce più deboli e povere della popolazione, un dettaglio assolutamente non trascurabile. Inoltre si osserva un aumento della disparità dei redditi tra gli stati dell'India negli ultimi 5 anni.

Indicatori economici generici


- PIL: 456.990 milioni di dollari
- PIL pro capite: 450$
- PIL tasso di crescita annuo: 5,97%
- PNL: 454.800 milioni di dollari
- Spesa pubblica: 71.293 milioni di dollari
- Debito estero in rapporto al PNL: 19%
- Forza lavoro totale: 450.765.040 (43%)
- Forza lavoro impiegata nell'agricoltura: 67%

Asia = sviluppo economico India Cina

La visita del Primo Ministro Vajpayee in Cina, il primo in un decennio compiuto da un capo del governo indiano, ha avuto l'effetto di rafforzare in misura rilevante i legami tra i due giganti asiatici. Per la prima volta i due paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta. Sono stati siglati nove accordi riguardanti gli scambi di frontiera, le restrizioni sui visti, la cooperazione in campo giudiziario, l'istituzione di centri culturali e la cooperazione nel settore delle risorse di energia rinnovabile. La dichiarazione congiunta sui principi alla base delle relazioni e della cooperazione assume il significato di un'importante tappa nei rapporti tra i due paesi. La dichiarazione congiunta delinea i contorni dell'amicizia e della cooperazione, che saranno in grado di promuovere lo sviluppo socio-economico di entrambi i paesi; di mantenere la pace e la stabilità regionalmente e globalmente. I due paesi non costituiscono una minaccia uno per l'altro. Ciò dovrebbe contribuire a far piazza pulita dell'opinione, secondo cui la Cina sarebbe una minaccia per la sicurezza dell'India. Per contribuire alla risoluzione della disputa sulle frontiere, le due parti hanno deciso di nominare una speciale commissione che definisca le prospettive politiche, per arrivare a un regolamento definitivo. A tale incarico sono stati designati Brijesh Mishra, primo segretario del Premier indiano e Da Bingguo, viceministro degli affari esteri cinese. Le discussioni tra il Primo Ministro indiano e la leadership cinese, evidenziano la determinazione delle due parti a rafforzare le relazioni e la cooperazione. L'accordo sul traffico di frontiera attraverso il valico di Nathula, nel Sikkim, è un passo in questa direzione. Mentre l'India ha sempre sostenuto che il Tibet rappresenta una parte della Repubblica Popolare Cinese, l'asserzione contenuta nella dichiarazione congiunta non permetterà che tibetani si impegnino in attività politiche anticinesi sul suo territorio, potrebbe contribuire a chiarire ogni malinteso su tale materia. Il risultato più promettente della visita è rappresentato dalle prospettive di cooperazione economica. Lo scorso anno gli scambi tra India e Cina sono cresciuti, fino a raggiungere i 5 bilioni di dollari e solo nel primo quadrimestre di quest’anno l'interscambio è cresciuto del 70%. Sebbene la base di partenza della crescita fosse abbastanza ridotta, essa comunque mostra il potenziale di cui i due paesi beneficerebbero per la complementarità esistente tra le due economie. A tal proposito, la visita di Vajpayee ha permesso di allestire un gruppo di studio misto, formato da economisti e personalità ufficiali, per individuare nuove aree di cooperazione economica. Nel contesto dell'attuale situazione mondiale, il rafforzamento dei legami tra India e Cina è estremamente importante. Sarà nell'interesse dell'Indiae della Cina consolidare gli impegni presi durante la visita di Vajpayee.

Struttura dell'economia

Evoluzione del contributo al PIL:

Agricoltura e allevamento

Il sostentamento di oltre due terzi della popolazione dipende dall'agricoltura, e la maggior parte dei fondi coltivati ha estensioni molto limitate. La coltivazione più diffusa è quella del riso (l'India è il secondo produttore mondiale dopo la Cina), seguita da frumento, canna da zucchero, , cotone e iuta. Molto importanti anche gli ortaggi, sorgo, miglio, mais e orzo. Tra le colture dedicate al commercio vi sono il caucciù, caffè, semi di lino e arachidi. Ampiamente sfruttati anche i settori della pesca e del legname. Con più di duecento milioni di capi, l'India è il principale allevatore di bovini, utilizzati come forza motrice nei campi, nella produzione di latte e nella fornitura di pellame. È esclusa la macellazione in quanto la religione induista considera l'animale sacro e ne proibisce il consumo di carne. La Banca mondiale afferma che l'agricoltura soffre di un eccesso di produzione, che causa abbassamento dei prezzi; inoltre mostra una crescita del 3% annua del settore e propone la liberalizzazione.

Risorse del territorio

Povera di petrolio e gas naturale, l'India dispone di ricchi giacimenti di carbone. Sono molto diffuse, per la produzione di energia elettrica, le centrali termoelettriche, che contribuiscono alla produzione dei 4/5 dell'energia totale. Al secondo posto vi sono quelle idroelettriche (17% circa).

Industria e terziario

L'industria più sviluppata in India è quella siderurgica e tessile. In forte crescita quella automobilistica e farmaceutica. Negli ultimi anni hanno acquisito importanza le industrie ad alta tecnologia (aeronautica). La forma più diffusa è la piccola industria a conduzione familiare. L'India è uno dei primi paesi al mondo nella produzione di software. Diffusissimi inoltre i call-center di società occidentali, e back office di banche e assicurazioni.

Commercio

I principali partner commerciali sono Stati Uniti d'America, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Arabia Saudita e Belgio. Esportazioni:
- beni e servizi: 79,1%
- generi alimentari: 14,5%
- minerali e metalli: 2,5%
- materie prime agricole: 1,4%
- combustibili: 0,3%
- altri prodotti: 2,2% Esportazioni, valore complessivo: 42.295 milioni di dollari Importazioni:
- manufatti: 45,8%
- combustibili: 28,9%
- generi alimentari: 6,6%
- minerali e metalli: 5%
- materie prime agricole: 3,2%
- altri prodotti: 10,5% Importazioni, valore complessivo: 50.455 milioni di dollari (differenza: -8.160)

Direttive per lo sviluppo

La Banca mondiale, in un'analisi delle priorità assolute per lo sviluppo in India, suggerisce diverse proposte per il contenimento della povertà, lo sviluppo umano, lo sviluppo sostenibile dalla società e dall'ambiente ed, infine, la finanza, il settore privato e le infrastrutture. La prima di queste prevede la fornitura dei servizi di base e l'attuazione di programmi anti-povertà, il risanamento fiscale, la diminuzione del debito pubblico, l'eliminazione della corruzione, incentivi economici, culturali e sociali per gli investimenti. Per lo sviluppo umano (educazione, salute e protezione sociale) propone l'impegno politico e finanziario, un programma per la partecipazione del settore privato, e osserva la vulnerabilità delle aree rurali alla criminalità, oltre ad un inadeguato sistema di prevenzione dei disastri. In terzo luogo suggerisce la liberalizzazione dell'agricoltura, sussidi iniziali, investimenti pubblici, lavoro rurale non agricolo, potenziamento dei settori vulnerabili della società. Infine propone un controllo statale del sistema delle banche, sussidi all'industria dell'energia e denuncia una capacità insufficiente delle infrastrutture, in particolar modo della rete stradale.

Popolazione

L'India è il secondo paese al mondo per numero di abitanti. Ciò comporta una forte domanda di alimenti, e rende necessaria una crescita rapida della produzione agricola; infatti un tasso di crescita di 1,5%, applicato ad un miliardo di individui significa 15 milioni di persone in più ogni anno. Inoltre i problemi principali della popolazione sono la scarsa disponibilità di acqua potabile, le condizioni igieniche scadenti e l'alto tasso di analfabetismo (in diminuzione); causati rispettivamente dal forte inquinamento idrico, il ridotto accesso all'acqua e alla rete fognaria, la scarsità di medici e ospedali, la scarsità di strutture scolastiche nel passato. Tra le riforme prioritarie indicate dalla Banca mondiale vi sono quelle rivolte a migliorare il grado di salute e istruzione della popolazione. È la stessa Banca mondiale a suggerire la cooperazione con le comunità locali e le Ong.
- Popolazione totale: 1.045.845.200
- Tasso di crescita: 1,51% Percentuali per fasce d'età (tra parentesi il confronto con l'Italia):
- 0-4 11,1% (4,6%)
- 5-14 21,5% (9,6%)
- 15-24 19,4% (10,8%)
- 25-64 43,2% (56,5%)
- oltre 65 4,7% (18,6%) Altre:
- Età mediana: 24 (41)
- Sotto la soglia di povertà: 35%
- Pop. sottoalimentata: 22%
- Disponibilità di acqua potabile: 84%, di strutture fognarie: 24%

Sanità


- Speranza di vita: 63,2 anni
- Abitanti per medico: 2.459
- Disponibilità di calorie al giorno: 2.417
- Spesa pubblica per la sanità: 1,64% della spesa pubblica
- Indice di fertilità: 2,9 figli per donna
- Mortalità infantile (entro 5 anni): 57.92/1000

Istruzione


- Tasso di alfabetizzazione: 73% (62% nel 1997) Tasso d'iscrizione dell'età relativa:
- istruzione primaria:
- istruzione secondaria: 49,2%
- istruzione terziaria: 6,9%
- Spesa pubblica per l'istruzione: 2,7% della spesa pubblica

Tecnologia


- Apparecchi radiofonici per 1000 abitanti: 120, televisivi per 1000 ab: 65
- Linee telefoniche per 1000 abitanti: 32
- Computer per 1000 abitanti: 4,5
- Consumo elettricità pro capite: 424 kWh

Cultura

Festività


- Anant Chaturdashi
- Ashadhi Ekadashi
- Bhai Dooj
- Basanth Panchami
- Bonalu
- Buddha Purnima
- Baisakhi
- Champa Shasti
- Datta Jayanti
- Dussehra
- Diwali
- Gangaur
- Guru Nanak Jayanti
- Gudhi Padva
- Gandhi Jayanti
- Ganesh Chaturthi
- Giornata dell'Independenza
- festa dei fratelli
- Giornata della Repubblica
- Holi
- Hindu Samrajya Dinotsava
- Id
- Id e Milad
- Janmashtami
- Karwa Chauth
- Kojagari
- Lohri
- Nag Panchami
- Natale
- Navratra
- Muharram
- Maha Shivaratri
- Makar Sakranti
- Mahavir Jayanti
- Onam
- Parshuram Jayanti
- Pasqua
- Pongal
- Ram Navami
- Rath Saptami
- Sri Guru Pooja
- Teej
- Tulsi Vivah
- Tripuri Purnima
- Ugadi
- Vaikunth Chaturdashi
- Yugaadi

Ambiente

Nessuna parte del territorio risulta protetta.

Flora

Fauna

Arte

Architettura


- Taj Mahal

Pittura e scultura

Letteratura

Poesia

Romanzo

Teatro

Musica

Della musica indiana e del suo uso nell'antica liturgia vedica si hanno notizie, attraverso i libri dele preghiere. La varia combinazione dei 7 suoni e la particolare posizione degli sruti ( 22 inesatti quarti di tono), nella scala davano origine a diversi modi, con i quali erano composti i canti della più lontana età, detti ràga e ragini. La notazione musicale fu dapprima basata sui 3 svara o segni d'accento, che indicavano in corrispondenza alla declamazione poetica, l'infessione della voce e la lunghezza dei suoni. Nel periodo classico il sistema di notazione fu invece in ordine alfabetico: le iniziali dei nomi sulle 7 note. La ritmica si basava sui tales (battute)che dividono la melodia in frammenti proporzionati. L'unita di tempo è il màtra che può essere moltiplicato e diminuito. La musica indiana non fa uso di chiavi.In epoca più recente la scala indiana si avvicinò a quella arabica, dividendo l'ottava in 12 semitoni. Di ciò è detto nei trattati posteriori al 1200 dell'era volgare. Per esprimere questa scala cromatica vennero in uso i segni di alterazione: diesis e bemolle. Il carattere fondamentale dell'espressione musicale indiana è la sola linea melodica, semplice ed espressiva; sono ignorate le sovrapposizioni armoniche e le combinazioni polifoniche, mentre domina sovrano l'elemento ritmico. I canti erano genericamente chiamati GANAS. La musica strumentale appariva raramente sola, più spesso unita al canto e alla danza. Gli strumenti a percossa ( tamburi e timpani di molta varietà) tenevano il primo posto. Si conosce inoltre il Nàdi ( flauto e zufolo), il Basaree ( tromba guerriera), il Sutras (liuto), il Magoudi, la Tambura, la diffusissima Vina, suonati ad arco, come il Sarangi, il Ravangasrton, il Cikara, il Sarenghi, tutt'ora in uso nell'India.

Politica

Personalità della politica


- Mahatma Gandhi
- Jawaharlal Nehru
- Indira Gandhi
- Rajiv Gandhi
- Sonia Gandhi

Politica interna

Politica estera

Bibliografia


- Amartya Sen - "Laicismo indiano", Feltrinelli 1998, ISBN 8807102439

Collegamenti esterni


- [http://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/in.html CIA Factbook sull'India] (in inglese)
- [http://www.india4world.com/ Cultura e notizie per stranieri] (in inglese)

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- Mumbai als:Indien [[got:

1760

Eventi

Nati


- Annibale della Genga, il futuro papa Leone XII († 1829)
- Clelia Durazzo, marchesa genovese († 1830)

Morti

060 ko:1760년

Boston

Per l'omonimo gruppo rock si veda Boston (gruppo musicale) ---- Boston (gruppo musicale) Boston è una città degli USA, capitale dello stato federato del Massachusetts.

Informazioni generali

Si affaccia alla costa atlantica e sorge su una serie di penisole collegate tra loro da ponti e tunnel sottomarini. Ha una superficie di 124 km², l'area urbana conta 574.000 abitanti, mentre sono 2.800.000 gli abitanti dell'area metropolitana. La città sorge alla confluenza del Charles River e del Mystic River e, dove questi sfociano nell'atlantico, venne costruito il porto di Boston. Grazie al porto, e al denso traffico generatosi, la città divenne presto un importante centro commerciale e marittimo.

Cenni storici

atlantico Il nome originario della città era Trimountain, dai suoi tre colli, in seguito fu chiamata Boston dall'omonima città inglese. Fu fondata nel 1624 dai coloni puritani inglesi, in fuga dalle persecuzioni della madre patria e guidati dal reverendo William Blaxton. Divenne colonia sei anni più tardi, nel 1630, con il nome di Massachusetts Bay. Fu subito un centro culturale importante; nel 1635 fu fondata la Boston Public Latin School, ancora oggi un esclusivo liceo privato e nel 1636 fu fondato l'Harvard College, famosa e prestigiosa università situata nella vicina Cambridge. Nel 1653 aprì a Boston la prima biblioteca pubblica e nel 1704 uscì il News-Letter, il primo giornale delle Tredici Colonie. Boston ebbe sempre un ruolo importante nella storia del paese dai tempi delle colonie, ed è qui che ebbero origine le lotte per l'indipendenza. Il Boston tea Party passò alla storia come il primo atto di ribellione nei confronti dell'Inghilterra. Il governo britannico infatti nel 1773 affidò, con una sorta di monopolio, il commercio del tea alla Compagnia di Indie, ma con le tasse imposte era decisamente più costoso rispetto a quello che proveniva direttamente dall'India. Il 16 dicembre 1773, un gruppo di appartenenti ai "Figli della Libertà", assaltò nel porto di Boston tre navi della Compagnia delle Indie, e gettò in mare le casse di tea che erano stivate a bordo. 1773 Verso la fine del XIX secolo lo sviluppo di altre città costiere e l'espansione verso Ovest, nonché lo spostamento delle fabbriche verso il sud alla ricerca di manodopera a buon mercato, arrestarono l'espansione non solo di Boston ma di tutta la regione del New England. Sempre in questo periodo, in seguito ad una carestia che colpì l'Irlanda, arrivarono nella regione migliaia di immigrati, che si stabilirono soprattutto a Boston, mutando l'assetto etnico ed economico della città. I nuovi arrivati furono ben presto raggiunti da altri immigrati provenienti dall'Italia, dall'impero ottomano e dal Portogallo.

La città oggi

Attualmente Boston è in prevalenza irlandese e di religione cattolica. È costruita secondo un'architettura di tipo anglosassone e questa caratteristica la rende una delle città più affascinanti di tutti gli Stati Uniti, in quanto riunisce in sé il fascino del vecchio e del nuovo mondo. Boston oggi ha alcuni edifici e quartieri storici fra i meglio conservati del paese. Città dall'aspetto gradevole e dinamico, occupa sicuramente un ruolo di primo piano nel panorama culturale e scientifico del paese, nella zona di Boston vi sono oltre 50 college e università. Molti nomi illustri nella storia politica e culturale degli Stati Uniti provengono da famiglie dell'alta borghesia liberale bostoniana.

Economia

Grazie ad un rapido e continuo sviluppo, è tornata ad essere una delle città più importanti di tutti gli Usa. È un importante centro commerciale, industriale e peschereccio. È inoltre uno dei maggiori centri turistici del New England.

Sport

Boston è rappresentata in tutte le principali leghe professionistiche statunitensi:
- I New England Patriots (NFL - football americano) giocano al Gillette Stadium di Foxborough
- I Boston Celtics (NBA - basket) giocano al Fleet Center
- I Boston Bruins (NHL - hockey su ghiaccio) giocano al TD Banknorth Garden
- I Boston Red Sox (MLB - baseball) giocano al Fenway Park

Città gemellate


- 20px Strasburgo (Francia)
- 20px Hangzhou (Cina)
- 20px Padova (Italia)
- 20px Melbourne (Australia)
- 20px Sekondi Takoradi (Ghana)
- 20px Kyoto (Giappone)
- 20px Barcellona (Spagna)
- 20px Taipei (Taiwan)

Collegamenti esterni


- [http://www.cityofboston.gov Sito ufficiale]
- [http://www.massvacation.com Ufficio del turismo del Massachussets]
- [http://www.harvard.edu Università di Harvard]
- [http://www.harvard.edu MIT (Massachussets Institute of Technology)] Categoria:Città degli USA ja:ボストン ko:보스턴

Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte (15 agosto 1769 - 5 maggio 1821) - Figura storica assai discussa ma di straordinaria importanza: di fatto impose dal 1799 una dittatura alla Francia, come Imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone I dal 18 maggio 1804 al 6 aprile 1814. Governò inoltre sulla maggior parte dell'Europa occidentale e centrale di inizio XIX secolo. Fu il primo regnante della dinastia dei Bonaparte. Sposò in seconde nozze l'Arciduchessa Maria Luisa d'Austria l'11 febbraio 1810. Ebbe come figlio Napoleone Luigi detto il re di Roma (1811-1832). Napoleone ebbe inoltre almeno due figli illegittimi: Carlo, Conte Leone 1806 - 1881 (figlio di Catherine Eléonore Denuelle de la Plaigne 1787 - 1868) e Alessandro Giuseppe Colonna, Conte Walewski (1810 - 1868) (figlio di Maria, Contessa Walewski 1789 - 1817), ministro degli esteri di Napoleone III. La sua figura ispirò artisti, letterati, musicisti, politici e storici per tutto l'Ottocento fino ad oggi.

Primi anni e carriera nell'esercito

Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio in Corsica appena dopo la vendita dell'isola alla Francia da parte della Repubblica di Genova. La sua famiglia apparteneva alla piccola nobiltà corsa. Suo padre, di origine toscana, Carlo Maria Buonaparte (solo più tardi il cognome fu mutato in Bonaparte), organizzò l'istruzione di Napoleone, ma morì giovane nel 1785. La madre, Letizia Ramolino, sopravviverà allo stesso Napoleone, vivendo poi gli ultimi anni della sua vita a Roma. Letizia Ramolino ebbe 13 figli, di cui solo otto sopravvissero: i fratelli Giuseppe, Luciano, Luigi e Gerolamo; le sorelle Elisa, Paolina e Carolina. Ad ognuno di essi Napoleone darà poi un titolo nobiliare durante il suo impero. All'età di nove anni, il padre Carlo portò Napoleone in Francia, alla Scuola militare di Brienne, dove rimarrà per cinque anni. Napoleone inizialmente si considerava straniero ed estraneo; anzi, l'accusa di essere straniero l'avrebbe inseguito per tutta la vita. Egli era un ufficiale dell'esercito francese quando cominciò la Rivoluzione Francese nel 1789. Napoleone tornò in Corsica quando un movimento nazionalista proclamò la separazione dalla Francia. Scoppiò la guerra civile, capitanata dall'eroe nazionale Pasquale Paoli, e la famiglia di Napoleone - accusata di tradimento - dovette fuggire in Francia, stanziandosi a Nizza. Napoleone sostenne la Rivoluzione e rapidamente salì di grado. Nel dicembre 1793, col ruolo di tenente colonnello addetto all'artiglieria, liberò Tolone (Toulon) dai monarchici e dalle truppe inglesi che li sostenevano. Fu il suo primo clamoroso successo militare, che gli valse la nomina a generale di brigata e l'attenzione del futuro membro del Direttorio, Barras, che lo aiuterà nella scalata al potere. La sua amicizia con Augustin Robespierre, fratello di Maximilien, lo portò a cadere in disgrazia all'indomani della giornata del 9 Termidoro e la conseguente caduta del Terrore. Tuttavia, la fortuna gli arrise quando il 13 Vendemmiaio del 1795 Barras lo nominò improvvisamente comandante della piazza di Parigi con l'incarico di salvare la Convenzione Nazionale dalla minaccia dei monarchici, che in quella spaventosa giornata vi marciavano contro. Con l'aiuto di Gioacchino Murat al comando della cavalleria, Napoleone colpì duramente i rivoltosi salvando la Francia da un nuovo colpo di Stato. Immediatamente, Barras lo nominava generale del Corpo d'armata dell'Interno.

La Campagna d'Italia

Gioacchino MuratIl 9 marzo 1796 Napoleone sposò Joséphine de Beauharnais, vedova di un valente ufficiale della Rivoluzione ghigliottinato, e solo due giorni dopo partì per il fronte italiano al comando di 38.000 uomini malissimo equipaggiati, per una campagna che nei piani del Direttorio doveva essere semplicemente di 'diversione', perché l'attacco all'Austria sarebbe avvenuto attraverso due direttrici sul Reno. Iniziava così la campagna d'Italia che avrebbe dimostrato l'ineguagliato genio militare e politico di Napoleone che, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze austriache. Celebri le battaglie contro le forze armate austro/piemontesi a Dego, Millesimo, Cairo Montenotte e Cosseria. Il 10 maggio 1796 sbaragliò l'ultima difesa austriaca nelle celebre Battaglia al Ponte di Lodi e il 15 maggio dello stesso anno entrò trionfalmente a Milano. Nel giugno 1796 venne proclamata la Repubblica Cisalpina (capitale Milano) e nell'Ottobre del 1796 si costituì la Legione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il Tricolore (Verde, Bianco e Rosso). Contemporanemente le ex-legazioni pontificie si costituirono in Repubblica Cispadana e adottarono (7 gennaio 1797) il tricolore quale bandiera nazionale. Le forze sabaude furono costrette a firmare il 28 aprile 1796 l'armistizio di Cherasco, che cedeva alla Francia Nizza e l'alta Savoia. Le forze austriache, comandate dall'Arciduca Carlo, terrorizzate dalla rapida marcia di Napoleone verso Vienna, dovettero accettare una tregua sfavorevole, che si concretizzò nel trattato di Campoformio il 17 ottobre 1797. Oltre all'indipendenza delle nuove repubbliche formatesi, la Francia acquisiva i Paesi Bassi e la riva sinistra del Reno, limitandosi a cedere Venezia agli austriaci. Terminava così, con uno smacco colossale all'Austria, la campagna d'Italia. Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone, soprannominato il Piccolo Caporale, dimostrò la sua brillante capacità strategica, capace di assorbire il sostanzioso "corpo" delle conoscenze militari del suo tempo e di applicarlo al mondo reale che lo circondava. Ufficiale di artiglieria per formazione, la utilizzò in modo innovativo come supporto mobile agli attacchi della fanteria. Dipinti contemporanei del suo Quartier Generale mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo, un sistema di telecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col semaforo di Chappe, appena implementato nel 1792.

La Campagna d'Egitto e di Siria

Nel 1798 il Direttorio, geloso della popolarità del Bonaparte, lo incaricò di occupare l'Egitto per contrastare l'accesso inglese all'India. Un indizio della devozione di Napoleone ai principi dell'Illuminismo fu la sua decisione di affiancare gli studiosi alla sua spedizione: la spedizione d'Egitto ebbe il merito di far riscoprire, dopo centinaia di anni, la grandezza di quella terra, e fu proprio l'opera di Napoleone a far nascere la moderna egittologia, soprattutto grazie alla scoperta della Stele di Rosetta da parte dei soldati al seguito della spedizione. Napoleone aveva da anni accarezzato l'idea di una campagna in oriente, sognando di seguire le orme di Alessandro Magno ed essendo dell'idea che L'Europa è una tana di talpe. Tutte le grandi cose vengono dall'Oriente. Alessandro Magno Dopo un'importante vittoria nella Battaglia delle Piramidi, Napoleone schiacciò i mamelucchi di Murad Bay ed entrando al Cairo divenne padrone dell'Egitto. Pochi giorni dopo, il 1° agosto 1798, la flotta di Napoleone in Egitto fu completamente distrutta da Orazio Nelson, nella baia di Abukir, cosicché Napoleone rimase bloccato a terra. Dopo una ricognizione sul Mar Rosso, Napoleone decise di recarsi in Siria, col pretesto di inseguire il tiranno Djezzar che aveva tentato di attaccarlo. Giunto, però, il 19 marzo 1799 dinanzi a San Giovanni d'Acri, l'antica fortezza dei crociati in Terra Santa, Napoleone perse più di due mesi in un inutile assedio e la campagna di Siria si concluse con un fallimento. Ritornato al Cairo, Napoleone sconfisse i turchi ad Abukir, proprio dove l'anno prima era stato privato di tutta la sua flotta. Preoccupato tuttavia delle terribili notizie dalla Francia - l'esercito in ripiegamento su tutti i fronti, il Direttorio ormai privo di potere - e consapevole che la campagna d'Egitto non avesse conseguito il successo sperato, Napoleone s'imbarcò in gran segreto il 22 agosto 1799 su un piccolo bastimento alla volta della Francia.

Il 18 brumaio e il Consolato

Il 9 ottobre Napoleone sbarcò a Fréjus, e la sua corsa verso Parigi fu accompagnata dall'entusiasmo dell'intera Francia, certa che il generale fosse tornato in patria per assumere il controllo della situazione ormai ingestibile. Ed in effetti era questa l'intenzione di Napoleone. Giunto a Parigi, egli riunì i cospiratori decisi a rovesciare il Direttorio. Dalla sua si schierarono il fratello maggiore Giuseppe e soprattutto il fratello Luciano, allora presidente del Consiglio dei Cinquecento, che con il Consiglio degli Anziani costituiva il potere legislativo della repubblica. Dalla sua Napoleone riuscì ad avere il membro del Direttorio Roger Ducos e soprattutto Emmanuel Joseph Sieyès, il celebre autore dell'opuscolo Che cos'è il Terzo Stato? e ideologo di punta della borghesia rivoluzionaria. Inoltre, dalla sua si schierò l'astutissimo ministro degli esteri Talleyrand e il ministro della polizia Joseph Fouché. Barras, pur membro del Direttorio, conscio delle capacità di Napoleone accettò di farsi da parte. Joseph Fouché Fatta trapelare la falsa notizia di un complotto realista per rovesciare la repubblica, Napoleone riuscì a far votare al Consiglio degli Anziani e al Consiglio dei Cinquecento una risoluzione che trasferisse le due camere il 18 brumaio (9 novembre) fuori Parigi, a Saint Cloud; Napoleone fu nominato comandante in capo di tutte le forze armate. Ciò fu fatto per evitare che durante il colpo di Stato qualche deputato potesse sollevare i cittadini parigini per difendere la Repubblica dal tentativo di Napoleone. L'intenzione di Napoleone era quella di portare le due camere a votare autonomamente il loro scioglimento e la cessione dei poteri nelle sue mani. Non fu così: il Consiglio degli Anziani rimase freddo al discorso pasticciato di Napoleone per far pressione su di essa, mentre quando Napoleone entrò nella sala del Consiglio dei Cinquecento i deputati gli si lanciarono contro chiedendo di votare per rendere Bonaparte fuorilegge (cosa che voleva significare l'arresto e la ghigliottina). Nel momento in cui sembrava che il colpo di Stato fosse prossimo alla catastrofe, a soccorrere Napoleone giunse il fratello Luciano, che nelle vesti di presidente dei Cinquecento uscì dalla sala ed arringò l'esercito schierato all'esterno, ordinando che disperdesse i deputati terroristi. Memorabile il momento in cui puntò la sua spada al collo di Napoleone e dichiarò: Non esiterei un attimo a uccidere mio fratello se sapessi che questi stesse attentando alla libertà della Francia. L'esercito entrò nella sala con le baionette spianate e disperse i deputati. In serata, le camere venivano sciolte e veniva votato il decreto che assegnava i pieni poteri a tre consoli: Roger Ducos, Sieyes e Napoleone.

Il Consolato

Nominati consoli provvisori, i tre nuovi padroni della Francia redigevano insieme a due commissioni apposite una nuova costituzione, la costituzione dell'anno VIII, che ratificata con un plebiscito popolare legittimava il colpo di Stato. Nel pensiero politico di Sieyes, il Consolato sarebbe dovuto essere un governo dei notabili, che assicurasse la democrazia attraverso un complesso equilibrio di poteri. Questo progetto fu mandato all'aria da Napoleone il quale, pur in teoria detentore del solo potere esecutivo, aveva in realtà facile gioco nello scavalcare il legislativo frammentato in ben quattro camere. Fattosi nominare Primo Console, ossia concretamente superiore a qualsiasi altro potere dello Stato, Napoleone ricostruiva la Francia con una struttura amministrativa fortemente accentratrice ma così perfetta che è rimasta tale fino ad oggi: la Francia veniva frazionata in province, distretti e comuni rispettivamente amministrate da prefetti, sottoprefetti e sindaci. Le casse dello Stato venivano risanate dalle conquiste di guerra e dalla fondazione della Banca di Francia, nonché dall'introduzione del franco d'argento che poneva fine all'era degli assegnati e dell'inflazione. La lunga lotta contro il cattolicesimo si concludeva col Concordato del 1801 ratificato dal papa Pio VII, che stabiliva il cattolicesimo "religione della maggioranza dei francesi" (benché non religione di Stato), ma non riconsegnava al clero i beni espropriati durante la rivoluzione. Nel campo dell'istruzione, Napoleone istituì i licei e i politecnici, per formare una classe dirigente preparata e indottrinata, ma tralasciò l'istruzione elementare essendo dell'idea che il popolo dovesse rimanere in una certa ignoranza per garantire un governo stabile e un esercito ubbidiente. Il consolato di Napoleone divenne "a vita" con il plebiscito del 2 agosto 1802. Si apriva la strada all'istituzione dell'Impero.

Il Codice Napoleonico

Durante l'esilio a Sant'Elena, Napoleone sottolineò più volte che la sua opera più importante, quella che sarebbe passata alla storia più delle centinaia di battaglie vinte, sarebbe stato il suo codice civile, il Codice Napoleonico. Indubbiamente, la sua frase colse nel segno. Codice Napoleonico Il Codice Napoleonico legittimò le conquiste della Rivoluzione francese, fu esportato in tutti i paesi dove giunsero le armate di Napoleone, fu preso a modello da tutti gli Stati d'Europa e ancora oggi è la base del nostro diritto. Istituita l'11 agosto 1799, la commissione incaricata di redigere il codice civile fu presieduta spessissimo dallo stesso Napoleone, il quale ne leggeva le bozze durante le campagne militari e inviava a Parigi dal fronte le sue idee sul progetto. Il 21 marzo 1804 il Codice Civile, da subito ribattezzato Codice Napoleonico, entrava in vigore. Esso eliminava definitivamente i retaggi dell'ancién regime, del feudalesimo, dell'assolutismo, e creava una società prevalentemente borghese e liberale, di ispirazione laica, in cui venivano consacrati i diritti di eguaglianza, sicurezza e proprietà. Per l'Italia, il valore del Codice Napoleonico resta fondamentale, poiché esso venne esportato nelle repubbliche fondate da Napoleone e confluì poi nel codice civile italiano del 1865.

Guerra in Europa, ascesa all'Impero

Durante l'assenza di Napoleone impegnato in Egitto, i francesi erano stati ripetutamente battuti in Italia dagli austriaci (battaglia di Novi Ligure) e sul Reno. La nuova coalizione antifrancese aveva rovesciato la Repubblica Napoletana del 1799, fondata dai francesi, e quella romana. Il 6 maggio 1800, sei mesi dopo il colpo di Stato di brumaio, Napoleone assunse nuovamente il comando dell'esercito francese. Con una marcia inarrestibile, valicò le Alpi al passo del Gran San Bernardo, un'impresa formidabile che colse di sopresa gli austriaci, i quali vennero rapidamente battuti a Montebello, mentre Napoleone ritornava a Milano. Il 14 giugno 1800 si combatté la battaglia di Marengo. Fu la più celebre della battaglie napoleoniche in Italia, la più dura ma la più definitiva. Alle tre del pomeriggio Napoleone aveva perso. Alle otto della sera il suo trionfo era completo. A rovesciare le sorti della battaglia fu il generale Desaix, che giunto sul campo con nuove truppe annientò l'intero esercito austriaco del generale Melas già certo della vittoria ma morì in battaglia. Napoleone stesso attribuì la vittoria di Marengo a Desaix, piangendone la morte. MelasLa pace in Italia venne sancita con la pace di Luneville, che in pratica riconfermava il precedente trattato di Campoformio violato dagli austriaci. Nel 1802 venne proclamato Presidente della Repubblica Italiana (vice Presidente sarà il patrizio milanese Francesco Melzi d'Eril), titolo che conserverà sino al 17 marzo 1805 quando assumerà il titolo di Re d'Italia. Con la pace di Amiens nel 1802, anche l'Inghilterra firmava la pace con la Francia. Napoleone aveva distrutto la nuova coalizione antrifrancese, assicurandosi anche l'appoggio dello zar di Russia Paolo I. Per due anni l'Europa sarà finalmente in pace. Nel 1802, Napoleone vendette una gran parte del Nord America agli Stati Uniti come parte dell'Accordo sulla Louisiana; egli aveva appena fronteggiato un grave disastro militare quando l'esercito mandato a conquistare Santo Domingo e a stabilire una base nel mondo occidentale fu distrutto da una combinazione di febbre gialla e di fiera resistenza capeggiata da Toussaint L'Ouverture. Con le forze dell'Ovest inabilitate, Napoleone capì che non avrebbe potuto difendere la Louisiana e decise di venderla.

Autoincoronazione in Notre-Dame

Louisiana Dopo che Napoleone ebbe allargato la sua influenza alla Svizzera e alla Germania, una disputa su Malta fornì all'Inghilterra il pretesto nel 1803 per dichiarare guerra alla Francia e fornire supporto ai monarchici francesi che a lui si opponevano. Infatti, la notte di Natale del 1800 Napoleone, la moglie e il suo seguito scamparono miracolosamente a un attentato dinamitardo nelle strade di Parigi, mentre si recavano all'Opera. Napoleone ne approfittò per mettere fuori legge i giacobini, molti dei quali vennero esiliati in Guyana, e disperdere i monarchici. Per dare un segnale forte ai Borboni, che ancora complottavano per ritornare sul trono francese, Napoleone fece catturare nel Brabante, sul confine francese, il duca d'Enghien, legato alla famiglia reale esiliata, accusato di cospirazione contro il Primo Console e fucilato poco dopo. Anche il generale Moreau, implicato nel complotto realista, venne giustiziato. Il ministro Talleyrand definì l'assassino del duca d'Enghien più che un delitto, un errore gravissimo. Ormai console a vita, Napoleone era in pratica sovrano assoluto della Francia. Il 18 maggio 1804 il Senato lo proclamò Imperatore dei francesi. Il 2 dicembre dello stesso anno nella Cattedrale di Parigi, Notre Dame, fu celebrata la cerimonia di incoronazione. Le voci che strappasse la corona dalle mani del Papa Pio VII durante la cerimonia per non assoggettarsi all'autorità pontificia, sono apocrife; dopo che le insegne imperiali erano state benedette dal Papa, Napoleone incoronò se stesso prima di incoronare Imperatrice la moglie Josephin Beauharnais (Josephine de Beauharnais). Josephin Beauharnais Successivamente il 26 maggio 1805 nel Duomo di Milano, Napoleone fu incoronato Re d'Italia con la Corona Ferrea, ora custodita al Duomo di Monza. Rinasceva in Francia la monarchia. Ma non era la stessa monarchia rovesciata nel 1792, e privata dei poteri già nel 1789. Napoleone non era "re di Francia e di Navarra per grazia di Dio", come citavano le formule dell'ancién regime, ma "Imperatore dei Francesi per volontà del popolo". Non veniva ricostruita la nobiltà feudale, ma rimanevano i principi di eguaglianza sanciti dalla Rivoluzione francese. Napoleone era l'imperatore rivoluzionario. Il più grande paradosso della storia.

La conquista dell'Europa

Nel 1805 si formò in Europa la terza coalizione contro Napoleone; egli aveva trascorso l'ultimo anno sulle coste della Normandia, a prepare una vasta operazione militare con l'alleanza della Spagna contro l'Inghilterra, ma comprendendo la situazione troppo sfavorevole girò improvvisamente sui tacchi e si mise al comando della Grande Armata, che con marce forzate giunse rapidamente nel cuore dell'Europa per sconfiggere le forze nemiche sul continente. Napoleone aveva fatto bene i suoi conti: il 21 ottobre, infatti, a largo di Trafalgar la flotta francese comandata dal mediocre ammiraglio Villeneuve veniva completamente annientata dagli inglesi al comando di Orazio Nelson, che morì durante la battaglia navale. Svanivano per sempre i sogni di invasione dell'Inghilterra. Le forze austriache, prussiane e russe (sotto il nuovo zar Alessandro I) coalizzate erano numericamente soverchianti. Due i fronti interessati: quello germanico ove Napoleone in persona guidava la Grande Armèe e quello italiano dove Massena guidava l'Armeè d'Italie. A nulla valsero la resa del generale nemico Mack ad Ulm (20 ottobre), la battaglia di Caldiero (30 ottobre) e la conquista di Vienna da parte di Gioacchino Murat: il grosso dell'esercito nemico rimaneva infatti intatto. Il 2 dicembre 1805, tuttavia, anniversario della sua incoronazione, Napoleone mise fine alla terza coalizione nella battaglia di Austerlitz. Rimasta nella storia come il suo capolavoro strategico, con la battaglia di Austerlitz Napoleone divenne padrone dell'Europa. Quando tornerete a casa, vi basterà dire "Io ero con lui nella battaglia di Austerlitz", e poi racconterete che in meno di quattro ore abbiamo battuto e disperso un esercito di 100.000 uomini comandato dagli imperatori di Russia ed Austria. Il giorno dopo, i sovrani d'Europa chiesero la pace. L'Austria perdeva anche Venezia, che veniva unita al regno d'Italia, e perdeva ogni controllo sulla Germania, che ora si ricostruiva come Confederazione del Reno, primo seme dell'unità tedesca sotto il controllo diretto di Napoleone. L'anno seguente, Napoleone umiliò la Prussia nella Battaglia di Jena (14 ottobre 1806). Cadeva così l'ultima resistenza al suo potere. Si racconta che, dopo aver appreso di Austerlitz, il primo ministro inglese William Pitt avesse chiesto a una nipote di arrotolare la carta dell'Europa esposta in un corridoio di casa. Non ci servirà per i prossimi sette anni. Anche l'Inghilterra riconosceva l'ineluttabile conquista dell'Europa. La quarta coalizione, comandata dalla Prussia, veniva sconfitta il 14 giugno 1807 sulle gelide pianure di Friedland, dopo i rovesci alterni della sanguinosissima battaglia di Eylau: lo zar Alessandro I fu costretto a firmare la pace, nell'incontro di Tillsit. L'Europa venne durante quell'incontro ufficiosamente divisa in zone d'influenza. Quella occidentale sotto Napoleone, quella orientale sotto lo zar. Rimaneva aperta la questione della Polonia, che Napoleone voleva rendere indipendente, contrariamente allo zar. In Polonia, Napoleone aveva incontrato un'ardente giovane nobile, Maria Waleska, che divenne sua amante e lo inconterà parecchie volte durante la sua caduta in disgrazia. Il 7 maggio 1809 Napoleone ordinò l'annessione all'Impero francese dello Stato Pontificio.

Il blocco continentale e la conquista della Spagna

Per mettere in ginocchio l'Inghilterra, unica potenza ufficialmente ancora in armi contro la Francia, Napoleone decretò il 21 novembre 1806 il blocco continentale delle merci. In pratica, tutti porti europei sarebbero rimasti chiusi alle navi inglesi e non vi sarebbe stato alcun scambio commerciale con l'Inghilterra: né importazioni, né esportazioni. Effettivamente l'Inghilterra subì notevoli disagi econom