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23 Maggio

23 maggio

Il 23 maggio è il 143° giorno del Calendario Gregoriano (il 144° negli anni bisestili). Mancano 222 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1430 - Giovanna d'Arco viene catturata dai Borgognoni a Compiegne e viene in seguito venduta agli inglesi.
- 1533 - Il matrimonio di Re Enrico VIII d'Inghilterra con Caterina d'Aragona viene dichiarato nullo.
- 1541 - Jacques Cartier lascia Saint-Malo (Francia) per il suo terzo viaggio.
- 1555 - Paolo IV diventa Papa.
- 1609 - Ratifica ufficiale del secondo statuto della Virginia.
- 1618 - La seconda defenestrazione di Praga fa precipitare la Guerra dei Trent'Anni.
- 1701 - Dopo essere stato dichiarato colpevole dell'uccisione di William Moore e di pirateria, il Capitano William Kidd viene impiccato a Londra.
- 1788 - Il Sud Carolina diventa l'ottavo stato a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti.
- 1865 - Parata lungo Pennsylvania Avenue a Washington, DC per celebrare la fine della guerra civile americana.
- 1873 - Il parlamento canadese stabilisce la costituzione della Polizia a Cavallo del Nord Ovest (che verrà ribattezzata Reale Polizia a Cavallo Canadese nel 1920), si tratta delle famose Giubbe Rosse.
- 1900 - Il sergente William Harvey Carney diventa il primo afroamericano a ricevere una Medaglia d'onore del congresso (assegnata per eroismo durante la Battaglia di Fort Wagner durante la guerra civile americana).
- 1915 - prima guerra mondiale: L'Italia si unisce agli Alleati dopo aver dichiarato guerra all'Austria-Ungheria.
- 1934 - Vicino al loro rifugio di Black Lake (Louisiana), i rapinatori di banche Bonnie Parker e Clyde Barrow vengono uccisi in un imboscata tesagli dai Texas Rangers.
- 1945 - seconda guerra mondiale: Heinrich Himmler, il capo della Gestapo, si suicida mentre è sotto custodia degli Alleati.
- 1949 - Viene istituita la Repubblica Federale Tedesca.
- 1958 - L'Explorer I cessa le trasmissioni.
- 1960 - Il Primo Ministro di Israele David Ben-Gurion annuncia la cattura del criminale di guerra nazista Adolf Eichmann.
- 1985 - Thomas Patrick Cavanagh viene condannato all'ergastolo per aver tentato di vendere i segreti del bombardiere stealth all'Unione Sovietica.
- 1992 - Strage di Capaci: una bomba fa saltare l'autostrada mentre transitavano le auto del giudice Giovanni Falcone e della scorta.
- 1995
  - Sun Microsystems annuncia la nascita del linguaggio di programmazione Java.
  - Attentato di Oklahoma City: Ad Oklahoma City i resti dell'Alfred P. Murrah Federal Building vengono fatti implodere.
- 2003 - alpinismo: il venticinquenne Sherpa nepalese, Pemba Dorjie Sherpa, compie la più rapida ascensione di sempre dell'Everest, in 12 ore e 45 minuti.
- 2004
  - 38aGiornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
  - Israele si ritira da Rafah, terminando l'Operazione arcobaleno
  - Roma: La Sinagoga festeggia un secolo di vita.
  - Formula 1: a Montecarlo Jarno Trulli vince il suo primo Gran Premio

Nati


- 1707 - Carlo Linneo, botanico svedese
- 1718 - William Hunter anatomista
- 1729 - Giuseppe Parini, poeta italiano († 1799)
- 1734 - Anton Mesmer, medico e filosofo tedesco († 1815)
- 1741 - Andrea Luchesi, musicista e compositore († 1801)
- 1790 - Jules Dumont d'Urville, esploratore († 1842)
- 1810 - Margaret Fuller, giornalista, femminista
- 1824 - Ambrose Burnside, generale della guerra civile americana
- 1844 - Abdu'l-Bahá, figura centrale della fede Bahá'í
- 1848 - Otto Lilienthal, ingegnere
- 1879 - Dezső Lauber, sportivo ungherese
- 1883 - Douglas Fairbanks, Sr., attore, cofondatore della United Artists
- 1890 - Herbert Marshall, attore
- 1898 - Scott O'Dell, scrittore
- 1908 - John Bardeen, fisico
- 1910
  - Scatman Crothers, attore, musicista
  - Artie Shaw, clarinettista, direttore d'orchestra statunitense († 2004)
  - Sir Hugh Casson, architetto, pittore
- 1912 - John Payne, attore
- 1919 - Betty Garrett, attrice, ballerina
- 1920 - Helen O'Connell, cantante
- 1921
  - James Blish, scrittore di fantascienza
  - Humphrey Lyttelton, musicista jazz
- 1927 - Dieter Hildebrandt, artista di cabaret
- 1928
  - Nigel Davenport, attore
  - Rosemary Clooney, cantante, attrice
- 1929 - Julian Euell, musicista jazz
- 1933 - Joan Collins, attrice
- 1934 - Dott. Robert Moog, inventore del sintetizzatore Moog
- 1939 - Reinhard Hauff, regista
- 1943 - John Newcombe, tennista
- 1946 - David Graham, giocatore di golf
- 1950 - Bruce Hay rugbysta scozzese
- 1951 - Anatoly Karpov, campione del mondo di scacchi
- 1952 - Marvin Hagler, pugile
- 1958 - Drew Carey attore comico
- 1972 - Rubens Barrichello pilota di Formula 1
- 1975 - Jewel, cantante
- 1977 - Ilia Kulik, pattinatore russo
- 2003 - Dewey, il primo cervo clonato

Morti


- 1125 - Enrico V del Sacro Romano Impero
- 1498 - Girolamo Savonarola, frate domenicano
- 1701 - Captain Kidd, pirata
- 1841 - Franz Xaver von Baader, filosofo, teologo
- 1855 - Charles Robert Malden esploratore
- 1857 - Augustin Louis Cauchy, matematico francese (n. 1789)
- 1868 - Kit Carson, trapper, scout, soldato, leggenda
- 1886 - Leopold von Ranke. prominente storico tedesco del XIX secolo
- 1895 - Franz Ernst Neumann, fisico
- 1933 - Clyde Barrow e Bonnie Parker, fuorilegge
- 1937 - John D. Rockefeller, imprenditore
- 1945 - Heinrich Himmler, ufficiale nazista
- 1975 - Moms Mabley, commediante
- 1986
  - Sterling Hayden
  - Altiero Spinelli, politico europeista
- 1992 - Giovanni Falcone, magistrato
- 2002 - Sam Snead, giocatore di golf

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- San Desiderio da Genova, vescovo e martire
- San Desiderio di Vienne, vescovo e martire
- San Doroteo, monaco russo
- Sant'Eutizio di Norcia, monaco
- San Fiorenzo, monaco
- San Giovanni Battista de Rossi, sacerdote
- Sant'Ilarione Jugskie, monaco russo
- San Mercuriale, protovescovo e patrono della città e diocesi di Forlì Fede Bahá'í
- Dichiarazione del Báb

Laiche

23 ja:5月23日 ko:5월 23일 simple:May 23 th:23 พฤษภาคม

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

Anno

Un anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano). In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s). :La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono: # il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio) # l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio). :A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni. Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno. Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni. La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni. L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni. L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare. L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.

Voci correlate


- Anno luce Categoria:Astronomia e Astrofisica Categoria:Unità di tempo ja:年 ms:Tahun simple:Year zh-min-nan:Nî

1430

Eventi


- I Turchi conquistano Tessalonica
- 24 maggio Giovanna D'Arco viene catturata dai Borgognoni
- Luchino Belbello da Pavia completa l'Offiziolo Visconteo
- Antonio Beccadelli, detto il Panormita, ottiene la cattedra di retorica a Pavia
- 15 agosto Francesco Sforza conquista Lucca

Nati


- Presunta nascita di Antonello da Messina, pittore

Morti


- Andrei Rublev, pittore russo 030 ko:1430년

Enrico VIII d'Inghilterra

Enrico VIII (28 giugno 149128 gennaio 1547) è stato Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda (in seguito re d'Irlanda) dal 22 aprile 1509 fino alla morte. Fu il secondo monarca della dinastia dei Tudor, essendo succeduto al padre Enrico VII d'Inghilterra. È famoso per essersi sposato sei volte e aver detenuto il potere più assoluto tra tutti i Re britannici. Durante il suo regno ebbe luogo la rottura con la Chiesa cattolica e la nascita della Chiesa d'Inghilterra, lo scioglimento dei monasteri e l'unione dell' Inghilterra col Galles. Durante il regno di Enrico VIII vennero promulgate numerose importanti leggi inglesi. Tra le altre quelle che hanno separato la Chiesa Inglese dalla Chiesa cattolica ed hanno messo Enrico a capo della chiesa d'Inghilterra; gli "Acts of Union" emessi tra il 1536 ed il 1543 (che hanno unito l'Inghilterra ed il Galles in una nazione), il Buggery Act del 1533 — la prima legge contro la sodomia in Inghilterra — e il Witchcraft Act del 1542 — che puniva con la morte "l'invocazione o l'evocazione dello spirito diabolico". Enrico è noto per stato essere un avido scommettitore e giocatore di dadi. In gioventù eccelleva nello sport, in particolare nel "tennis reale". Era inoltre un musicista completo, autore sia della musica che del testo; secondo la leggenda, ha scritto la famosa canzone popolare "Greensleeves". Inoltre promosse la costruzione e il miglioramento di parecchi edifici significativi, incluso il King's College a Cambridge, la Christ Church ad Oxford, il palazzo di Hampton Court, il palazzo di Nonsuch e l'Abbazia di Westminster.

I primi anni

Nato al palazzo di Placentia, Enrico era il terzo figlio di Enrico VII e di Elisabetta di York. Soltanto tre dei sei fratelli di Enrico — Arturo, principe di Galles, Margherita e Maria Tudor (in seguito regina consorte di Francia) — sopravvissero all'infanzia. Suo padre era diventato re con la conquista, ma aveva consolidato la corona sposando Elisabetta, la sorella di Edoardo V d'Inghilterra. Nel 1493, il giovane Enrico fu nominato Conestabile del castello di Dover e Lord Guardiano dei Cinque Ports. Nel 1494, fu creato Duca di York. In seguito fu nominato Earl Marshal d'Inghilterra e Lord Luogotenente d'Irlanda, sebbene fosse ancora un bambino. Nel 1501, assistette alle nozze del suo fratello più anziano Arturo e di Caterina d'Aragona, che avevano allora rispettivamente solo circa quindici e sedici anni. I due furono mandati per qualche tempo nel Galles, come era consueto per l'erede-presunto e sua moglie, ma Arturo morì d'infezione. Di conseguenza, all'età di undici anni, Enrico, duca di York divenne erede al trono. Subito dopo, fu nominato Principe di Galles. Enrico VII desiderava ancora effettuare un'alleanza matrimoniale fra Inghilterra e Spagna con un matrimonio fra Enrico, ora principe di Galles e Caterina. Poiché il principe del Galles si impegnava a sposare la vedova di suo fratello, in primo luogo doveva ottenere una dispensa dal papa. Caterina testimoniò che la sua prima unione non era mai stata consumata; se fosse stato vero, non ci sarebbe stato bisogno di nessuna dispensa papale. Ciò nonostante, sia i partiti inglesi che spagnoli si accordarono sulla necessità di una dispensa papale per la rimozione di tutti i dubbi per quanto riguardava la legittimità dell'unione. Per l'impazienza della madre di Caterina, la regina Isabella, il papa concesse frettolosamente la sua dispensa con una Bolla papale. Quindi, quattordici mesi dopo la morte del marito, Caterina si trovò promessa al principe di Galles. Nel 1505, tuttavia, Enrico VII perse interesse nell'alleanza con la Spagna ed il giovane Principe di Galles fu costretto a dichiarare che il suo impegno era stato preso senza il suo assenso.

Gli inizi del regno

Enrico ascese al trono nel 1509 alla morte del padre. Il padre di Caterina, Ferdinando II di Aragona, cercava di controllare l'Inghilterra attraverso sua figlia e conseguentemente insistette per sua unione con il nuovo re inglese. Enrico sposò Caterina circa nove settimane dopo la sua ascesa al trono, malgrado le preoccupazioni di Papa Giulio II e di William Warham, Arcivescovo di Canterbury, sulla validità dell'unione. Entrambi furono incoronati nell'Abbazia di Westminster il 24 giugno 1509. La prima gravidanza della regina Caterina si concluse con un figlio nato morto nel 1510. Poi diede alla luce un figlio, Enrico, il 1 gennaio 1511, ma questo visse soltanto fino al 22 febbraio. Per due anni dopo l'ascesa di Enrico, Richard Fox, Vescovo di Winchester e Lord del Sigillo Privato, assieme William Warham controllarono gli affari di stato. Dal 1511 in poi, tuttavia, il potere fu tenuta dal cardinale Thomas Wolsey. Nel 1511, Enrico aderì alla Lega santa, un'alleanza contro il re francese Luigi XII di principi europei come il papa Giulio II, l'imperatore Massimiliano I e Ferdinando II, con quale Enrico aveva firmato il Trattato di Westminster. Enrico raggiunse di persona l'esercito inglese quando attraversò la Manica per la Francia partecipando ad assedi e battaglie. Tuttavia nel 1514 Ferdinando abbandonò l'alleanza e gli altri firmarono la pace con i Francesi. L'irritazione verso la Spagna portò ad una discussione per il divorzio dalla regina Caterina. Tuttavia, con l'ascesa del re Francesco I di Francia nel 1515, l'Inghilterra e la Francia furono nuovamente antagoniste ed Enrico si riconciliò con Ferdinando. Nel 1516, la regina Caterina diede alla luce ad una bambina, Maria, facendo pensare ad Enrico che poteva ancora avere un erede maschio malgrado le precedenti gravidanze non positive di sua moglie (un nato morto, un aborto e due infanti vissuti brevemente). Ferdinando morì nel 1516, e gli successe suo nipote — e quindi nipote della regina Caterina; — Carlo V. Nel 1519, alla morte di Massimiliano, Wolsey — che in quel momento era un cardinale; — propose segretamente Enrico come candidato per la carica di Sacro Romano Imperatore, pur sostenendo in pubblico il re francese Francesco I. Alla fine, tuttavia, i Principi elettori scelsero Carlo. La successiva rivalità fra Francesco e Carlo permise ad Enrico di fare il mediatore fra loro. Enrico divenne l'ago della bilancia tra le potenze in Europa. Sia Francesco che Carlo cercavano il favore di Enrico, il primo in un modo abbagliante e spettacolare al Field of Cloth of Gold (il Campo del Panno d'Oro) ed il secondo in modo solenne a Kent. Dopo il 1521, tuttavia, l'influenza dell'Inghilterra in Europa cominciò a diminuire. Enrico si alleò con Carlo V e Francesco I fu rapidamente sconfitto. Il ricorso di Carlo ad Enrico diminuì, come fece anche la potenza dell'Inghilterra in Europa.

Il grande problema del Re

Quella di Enrico VIII fu la prima ascesa al trono pacifica che l'Inghilterra aveva visto da molti anni; tuttavia, la legittimità della nuova dinastia dei Tudor non era del tutto consolidata. Il popolo inglese riteneva disastroso il governo femminile ed Enrico riteneva che soltanto un erede maschio avrebbe potuto mantenere il trono. Anche se la regina Caterina era stata incinta almeno sette volte (per ultima volta nel 1518), solo una bambina, la principessa Maria, era sopravvissuta all'infanzia. Enrico in precedenza era stato felice con le sue amanti, tra cui Maria Bolena e Elizabeth Blount, dalla quale aveva avuto un figlio bastardo, Henry Fitzroy. Nel 1526, quando divenne evidente che la regina Caterina non avrebbe potuto avere altri bambini, cominciò a corteggiare la sorella di Mary Boleyn, Anna Bolena. Così il desiderio di Enrico di avere un erede maschio, e non Anna stessa, fu probabilmente la causa principale del tentativo di Enrico di sbarazzarsi della regina Caterina. Il lungo ed arduo tentativo di Enrico di porre fine al la suo matrimonio con la regina Caterina è noto come il "Great Matter" del re. Il cardinale Wolsey e William Warham cominciarono riservatamente un'indagine sulla validità del matrimonio. La regina Caterina, tuttavia, aveva testimoniato che la sua unione con Arthur non era mai stata consumata e che quindi non c'era impedimento alla sua successiva unione con Enrico. L'indagine non poteva continuare ulteriormente ed fu lasciata cadere. Senza informare il cardinale Wolsey, Enrico si era appellato direttamente alla Santa Sede. Aveva inviato il suo segretario William Knight a Roma per sostenere che la Bolla di Giulio II era stata ottenuta con un inganno e conseguentemente era non valida. In più, aveva chiesto a papa Clemente VII di concedergli anche una dispensa permettendogli di sposare qualsiasi donna, anche nel primo grado di affinità; una tal dispensa era necessaria perché Enrico precedentemente aveva avuto una relazione con Maria, la sorella di Anna Bolena. Knight trovò che Clemente VII era praticamente prigioniero dell'imperatore Carlo V. Ebbe difficoltà ad avere accesso al Papa e quando infine lo vide, poté ottenere poco. Clemente VII non era favorevole ad annullare il matrimonio, ma concesse la dispensa voluta, probabilmente perché presumeva che la dispensa non sarebbe servita a nulla finché Enrico fosse rimasto sposato a Caterina. Venuto a conoscenza dell'iniziativa del re, il cardinale Wolsey inviò a Roma Stephen Gardiner ed Edward Fox . Forse temendo il nipote della regina Caterina, Carlo V, il papa Clemente VII inizialmente tergiversò. Fox fu mandato indietro con una missione che autorizzava l'inizio degli atti, ma le limitazioni imposte praticamente rendevano tutto senza senso. Gardiner cercò d'ottenere una "commissione decretizia", che valutasse i precedenti di diritto e lasciasse da decidere solo gli aspetti pratici. Clemente VII si persuase ad accettare la proposta del Gardiner e consentì al cardinale Wolsey e al cardinale Lorenzo Campeggio di esaminare insieme il caso. Le decisioni furono emesse in segreto; non dovevano essere mostrate a nessuno e dovevano rimanere sempre in possesso del cardinale Campeggio. I punti di legge furono depositati nella commissione; la Bolla Papale che autorizzava il matrimonio di Enrico con Caterina doveva essere dichiarata nulla se i presupposti annessi fossero stati falsi. Per esempio, La Bolla sarebbe stata nulla se avesse asserito erroneamente che l'unione era necessaria assolutamente per mantenere l'alleanza Anglo-Spagnola. Il cardinale Campeggio arrivò in Inghilterra il 1528. Il procedimento, tuttavia, arrivò ad un punto d'arresto quando gli Spagnoli produssero un secondo documento che si presumeva accordasse la dispensa necessaria. Si asseriva che, alcuni mesi prima di accordare la dispensa papale con una Bolla pubblica, il papa Giulio II avesse accordato segretamente la dispensa stessa con un Breve privato inviato alla Spagna. La commissione decretizia, tuttavia, fece solo menzione della Bolla; non autorizzò il cardinale Campeggio ed il cardinale Wolsey a determinare la validità del Breve. Per otto mesi, i partiti si litigarono sull'autenticità del Breve. Nel frattempo, la regina Caterina aveva fatto appello al nipote, Carlo V, che pressò il papa per richiamare il cardinale Campeggio a Roma nel 1529. Irritato con il cardinale Wolsey per il ritardo, Enrico lo privò della sue ricchezze e del potere. Fu accusato di præmunire — insidiare l'autorità del re acconsentendo a rappresentare il papa; — ma morì prima del processo. Con il cardinale Wolsey caddero altri ecclesiastici potenti in Inghilterra; furono nominati laici a cariche come quelle di Lord Cancelliere e di Lord del Sigillo Privato, che in precedenza erano state riservate a prelati. Il potere passò allora a Thomas Cranmer (che divenne Arcivescovo di Canterbury nel 1532) e a Thomas Cromwell (che divenni Cancelliere dello Scacchiere (cioè Ministro delle Finanze) nel 1533). Il 25 gennaio 1533, Cranmer partecipò alle nozze di Enrico e di Anna Bolena. In maggio, Cranmer sancì l'annullamento del matrimonio di Enrico e Caterina e poco dopo dichiarò valido il matrimonio con Anna. La principessa Maria fu dichiarata illegittima e sostituita come erede-presunto dalla nuova figlia della regina Anna, la Principessa Elisabetta. Caterina perse il titolo di "regina," e divenne principessa Vedova del Galles; Maria non fu più una "principessa", ma semplicemente una "Lady", una signora. La principessa vedova del Galles morirà di cancro il 1536.

Lo scisma Religioso

Il papa rispose a questi eventi con la scomunica di Enrico, emessa nel mese di luglio del 1533. Ne seguì un considerevole terremoto religioso. Sollecitato da Thomas Cromwell, il Parlamento approvò diverse Leggi che sigillarono la frattura con Roma nella primavera del 1534. Lo Statute in Restraint of Appeals proibì i ricorsi delle corti ecclesiastiche inglesi al Papa. Fu inoltre impedito alla chiesa di emettere regole senza il consenso del re. L'Ecclesiastical Appointments Act del 1534 impose al clero di scegliere vescovi nominati dal sovrano. L'Act of Supremacy del 1534 dichiarò che il re era "l'unico Capo Suprema in terra della Chiesa d'Inghilterra"; ed il Treasons Act del 1534 rese alto tradimento, punibile con la morte, il rifiuto di riconoscere il Re come tale. Al Papa furono negate fonti di finanziamento come l'obolo di San Pietro. Rigettando le decisioni del Papa, il Parlamento convalidò l'unione fra Enrico ed Anna con l'Act of Succession del 1534. La figlia di Caterina, Lady Mary, fu dichiarata illegittima e la discendenza di Anna Bolena fu dichiarata la prima nella linea della successione. Tutti gli adulti furono tenuti ad accettare le disposizioni di queste Leggi; coloro che rifiutavano erano passibili della prigione a vita. L'editore o il tipografo di letteratura, che dichiara che l'unione di Enrico con Anna non era valida, era automaticamente colpevole di alto tradimento e poteva essere punito con la morte. L'opposizione alle politiche religiose di Enrico fu soppressa rapidamente. Parecchi monaci dissenzienti furono torturati e condannati a morte. Cromwell, per di quale fu creato l'incarico di "Viceregente negli affari spirituali, fu autorizzato a visitare i monasteri, apparentemente per accertarsi che seguissero le istruzioni reali, ma in realtà per valutare la loro ricchezza. In 1536, una Legge del Parlamento èpermise ad Enrico di incamerare i possedimenti dei monasteri minori (quelli con reddito annuale di £200 o inferiore). Nel 1536, la regina Anna cominciò a perdere il favore di Enrico. Dopo la nascita della principessa Elisabetta, la regina Anna ebbe due gravidanze che si conclusero con un aborto spontaneo o con dei nati - morti. Enrico VIII, nel frattempo, aveva cominciato a rivolgere le sue attenzioni ad un'altra signora della sua corte, Jane Seymour. Forse consigliato da Thomas Cromwell, Enrico fece arrestare Anna con l'accusa di aver usato la stregoneria per spingere Enrico a sposarla, di avere rapporti adulterini con altri cinque uomini, di incesto con il fratello George Boleyn, visconte di Rochford, di ingiuria del re e della cospirazione per ucciderlo — il che equivaleva a tradimento. (Le prove a carico furono molto probabilmente fabbricate ad arte.) La corte che prova il caso fu presieduta dallo zio di Anna, Thomas Howard, terzo duca di Norfolk. Nel maggio del 1536, la corte condannò Anna e suo fratello a morte, o con l'esecuzione al rogo o con la decapitazione, secondo il desiderio del Re. Gli altri quattro uomini che si presumeva la regina Anna avesse coinvolto a stare con lei dovevano essere appesi e squartati. Lord Rochford fu decapitato poco dopo la fine del processo; gli altri quattro implicati ebbero cambiate le loro sentenze dallo squartamento alla decapitazione. Anche Anna fu decapitata poco dopo. Il suo matrimonio con Enrico fu annullato poco prima della sua esecuzione. Quindi, poiché Anna ufficialmente non era stata sposata con Enrico, né lei né i cinque uomini già uccisi avrebbero potuto commettere adulterio. Questo sottile punto, tuttavia, fu convenientemente ignorato. Nei giorni successivi all'esecuzione di Anna nel 1536, Enrico sposò Jane Seymour. La Legge inglese di successione del 1536 dichiarò che i figli di Enrico e della Regina Jane sarebbero stati i primi nella linea di successione e dichiarò sia Lady Mary che Lady Elizabeth illegittime, escludendole dalla successione. Al re fu assegnato il potere di determinare in seguito la linea della successione con le sue volontà. Jane diede alla luce un figlio, Principe Edoardo, nel 1537 e morì dopo due settimane. Nello stesso periodo della sua unione con Jane Seymour, Enrico diede la sua approvazione all'Act of Union del 1536, che annesse formalmente il Galles, unendo Inghilterra e Galles in un'unica nazione. La Legge prevedeva l'uso del solo inglese nelle deliberazioni ufficiali nel Galles, disturbando i numerosi parlanti la Lingua gallese. Enrico continuò la persecuzione dei suoi avversari religiosi. In 1536, una sommossa conosciuta come Pilgrimage of Grace scoppiò nell'Inghilterra del Nord. Per calmare i Cattolici Romani ribelli, Enrico acconsentì a permettere che il Parlamento prestasse ascolto alle loro preoccupazioni. Inoltre, acconsentiva a concedere un perdono generale tutti i coinvolti. Non mantenne nessuna promessa ed una seconda sommossa ebbe luogo nel 1537. Di conseguenza, i capi della rivolta furono condannati a morte per tradimento ed eseguiti. Nel 1538, Enrico sanzionò la distruzione dei santuari dedicati ai Santi Cattolici Romani. Nel 1539, i monasteri che ancora rimanevano in Inghilterra furono tutti aboliti e le loro proprietà furono trasferita alla Corona. Come ricompensa per il suo ruolo, Thomas Cromwell fu creato Earl of Essex. Abati e priori persero i loro seggi alla Camera dei Lord; soltanto gli arcivescovi ed i vescovi rimasero a rappresentare l'elemento ecclesiastico in questo corpo. I Lord Spirituali, come erano chiamati i membri del clero con seggio nella Camera dei Lord, per la prima volta furono superati in numero dai Lord Temporali.

Gli ultimi anni

Camera dei Lord L'unico figlio maschio di Enrico che sopravviveva, il principe Edoardo, duca di Cornovaglia, non era un bambino di buona salute. Di conseguenza Enrico desiderava sposarsi ancora una volta per assicurarsi che un maschio potesse succedergli. Thomas Cromwell, suggerì Anna di Cleves, sorella del protestante Duca di Cleves, che era visto come un importante alleato nel caso di un attacco Cattolico all'Inghilterra. Hans Holbein il giovane fu inviato a Cleves per dipingere un ritratto di Anna per il Re. Dopo aver visto la rappresentazione adulatoria di Holbein e sollecitato dalla descrizione lusinghiera di Anna data dai suoi cortigiani, Enrico acconsentì a sposarla. Quando Anna arrivò in Inghilterra, si dice che Enrico non la trovasse per niente attraente. Ciò nonostante, la sposò il 6 gennaio 1540. Tuttavia poco dopo Enrico desiderò porre termine al matrimonio, non solo per i suoi sentimenti personali ma anche a causa di considerazioni politiche. Il duca di Cleves si era impegnato in una disputa con l'imperatore , con cui Enrico non voleva entrare in lite. La regina Anna era abbastanza intelligente da non impedire la richiesta di Enrico per un annullamento. Testimoniò che il loro matrimonio non era mai stato consumato. Il matrimonio fu di conseguenza annullato sulla base che Anna in precedenza aveva stipulato un contratto per sposare un altro nobile europeo. Lei ricevette il titolo di "Sorella del re," e le fu assegnato il castello di Hever, la ex-residenza della famiglia di Anna Bolena. Thomas Cromwell, nel frattempo, rimase senza il favore del re per il suo ruolo nell'organizzazione del matrimonio ed in seguito fu privato dei suoi poteri e decapitato. L'ufficio di "Viceregent in Spirituals", che era stato creato specificamente per lui, non fu riempito ed è ancora vacante. Il 28 Luglio del 1540 — lo stesso giorno della esecuzione di Lord Essex — Enrico sposò la giovane Catherine Howard, prima cugina di Anna Bolena. Tuttavia poco dopo il matrimonio sembrò che la regina Catherine avesse una relazione con il cortigiano Thomas Culpeper. Inoltre assunse Francis Dereham — che precedentemente era stato legato informalmente con lei e gli ha avuto una relazione con lei prima del matrimonio — come suo segretario. Thomas Cranmer, che si era opposto alla potente famiglia cattolica degli Howard, portò la prova delle attività della regina Catherine all'attenzione del re. Benché Enrico inizialmente rifiutasse di credere ai documenti, permise a Cranmer di condurre una ricerca, che dimostrò l'implicazione della regina Catherine. Una volta interrogata, la regina avrebbe ammesso un precedente contratto anteriore per sposare Dereham — il che avrebbe reso nullo il suo successivo matrimonio non Enrico — ma preferì sostenere che Dereham la aveva forzata ad avere un rapporto adulterino. Dereham, nel frattempo, rivelò la relazione della regina Catherine con Thomas Culpeper. Nel dicembre 1541, ci fu l'esecuzione di Culpeper e Dereham. Catherine fu condannata non con un processo, ma da un "Act of Attainder" approvato dal Parlamento. La legge citava le prove contro la regina ed Enrico sarebbe stato obbligato ad ascoltare l'intero testo prima di concedere l'approvazione reale. Poiché "la ripetizione di una storia così grave e l'esposizione di un crimine così infame" alla presenza del re "avrebbe potuto riaprire una ferita già che si stava chiudendo nel petto reale", fu inserita nella Legge una clausola speciale che permetteva ai commissari di concedere l'approvazione reale a nome del re. Questo metodo di concedere l'approvazione reale non era stato usato mai prima, ma, nei regni successivi, sostituì la tradizionale presenza personale del Sovrano nel Parlamento. Il matrimonio di Catherine fu annullato poco prima della sua esecuzione. Come nel caso di Anna Bolena, Catherine Howard non avrebbe tecnicamente potuto essere colpevole del adulterio, poiché ilmatrimonio era ufficialmente nullo e senza effetto dall'inizio. Di nuovo, questo punto fu ignorato e l'esecuzione di Catherine avvenne il 13 febbraio 1542. Allora aveva solo circa diciotto anni. Enrico sposò la sua ultima moglie, la ricca vedova Catherine Parr , nel 1543. Lei si scontrò con Enrico per la religione: lei era infatti una protestante estremista, ma Enrico era rimasto cattolico. Il suo comportamento odioso stava quasi per portare ad una separazione, ma si salvò mostrando sottomissione. Catherine contribuì a riconciliare Enrico con le sue prime due figlie, Mary ed Elizabeth. Nel 1544, una legge del Parlamento le reinserì nella linea di successione dopo il principe Edward, duca di Cornwall, benché fossero ancora ritenute illegittime. La stessa legge permise ad Enrico di determinare l'ulteriore successione al trono con le sue volontà

La morte e la successione

In tarda età, Enrico era fortemente sovrappeso, con una misura di vita di 54 pollici (137 centimetri) e possibilmente soffriva di gotta. La teoria da che ha sofferto di sifilide è plausibile. Le sue dimensione aumentate datano dall'incidente di giostra del 1536. Ricevette una ferita alla coscia che non solo gli impediva le esercitazioni, ma gradualmente si ulcerò e può indirettamente aver condotto alla sua morte, che avvenne il 28 gennaio 1547 al palazzo di Whitehall. Enrico VIII fu sepolto alla dentro St George's Chapel nel Castello di Windsor, vicino alla moglie Jane Seymour. Una sequenza mnemonica per i destini delle mogli enrico è "divorziata, decapitata, morta, divorziata, decapitata, superstite." Una versione alternativa è "King Henry the Eighth, to six wives he was wedded: One died, one survived, two divorced, two beheaded." (qualcosa tipo: "A re Enrico ottavo sei mogli furon sposate: una è morta, una superstite, due divorziate, due decapitate") La filastrocca, tuttavia, può essere ingannevole. In primo luogo, Enrico non si è mai divorziato da nessuna delle sue mogli; piuttosto, le sue unioni con loro furono annullate. Secondariamente, quattro matrimoni — non due— si conclusero con annullamenti. I matrimoni con Anna Bolena e Catherine Howard erano stati annullati poco prima delle loro esecuzioni. In conseguenza dell'Atto della successione del 1544, l'unico figlio maschio sopravvissuto di Enrico, Edoardo, ereditò la corona, diventando Edoardo VI. Edoardo era il primo monarca protestante a regnare in Inghilterra. Poiché Edoardo aveva allora soltanto nove anni, non poté esercitare un potere reale. Le volontà di Enrico designarono sedici esecutori che servissero da consiglio di reggenza finché Edoardo non avesse raggiunto l'età di diciotto anni. Gli esecutori scelsero Edward Seymour primo duca di Somerset e primo Earl di Hertford, fratello maggiore di Jane Seymour, per essere Lord Protettore del regno. Tuttavia richiesero a Lord Hertford di "non fare alcuna azione se non con il consiglio e consenso del resto degli co-esecutori." Nonostante ciò, Lord Hertford aumentò il suo potere trasformarsi nell'unico Reggente. Fu scalzato da John Dudley, primo duca di Northumberland e condannato a morte per tradimento. Il duca di Northumberland, tuttavia, non prese il titolo di Lord Protettore; invece invitò Edoardo a dichiarare la sua maggiore età prima dei diciotto anni, quindi trasgredendo le volontà di Enrico VIII. A norma della legge della successione del 1544 e secondo le volontà di Enrico VIII, ad Edoardo (in mancanza di una sua discendenza) sarebbe succeduta la figlia di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, Maria. Se Maria non avesse avuto bambini, doveva essere succeduta dalla figlia avuta da Anna Bolena, Elisabetta. Per concludere, se anche Elisabetta non avesse avuto figli, doveva essere seguita dai discendenti della sorella defunta di Enrico VIII, Maria Tudor. Edoardo VI ed i suoi consiglieri, tuttavia, avevano disegni differenti. Quando fu sul suo letto di morte, Edoardo espresse delle volontà che pretendevano di contraddire le disposizioni di Enrico. Maria ed Elisabetta furono escluse dalla linea della successione come illegittime. Frances Brandon, duchessa del Suffolk (figlia di Maria Tudor, duchessa del Suffolk) fu posta da parte perché Edoardo temeva che suo marito Henry Grey, primo Duca del Suffolk avrebbe potuto reclamare la corona per se stesso. Edoardo infine designò Lady Jane Grey, la figlia della duchessa del Suffolk e cognata del potente Duca di Northumberland. Alla morte di Edoardo nel 1553, Lady Jane fu proclamata regina. Secondo la legge, tuttavia, non sarebbe potuta succedere; una Legge del Parlamento aveva specificamente consentito ad Enrico di assegnare la corona con le sue volontà, ma nessuna legislazione simile era stata approvata per Edoardo. Con questa giustificazione, Maria depose e fece condannare a morte Jane, prendendo la corona per se stessa. Quando Maria I morì senza discendenza nel 1558, le successe la sorella Elisabetta. Elisabetta I non si sposò o nominò un erede, causando una crisi di successione. Per impedire agli Scozzesi di diventare la famiglia dinastica di Europa, Elisabetta ordinò l'esecuzione di Maria Stuarda per provare ad impedirle di prendere il trono. Con le volontà di Enrico VIII, si supponeva che ad Elisabetta succedesse l'erede di Maria Tudor, (Lady Anne Stanley).In realtà ad Elisabetta, tuttavia, successe Giacomo VI, re di Scozia. Giacomo VI, re di Scozia era il figlio di Maria Stuarda, regina di Scozia. Era già un potente sovrano in Scozia ed era il parente vivente più vicino ad Elisabetta. Lui sostenne che il suo diritto ereditario era maggiore del diritto statutario di Lady Anne. Giacomo era sufficientemente potente ed i suoi avversari deboli; quindi, la sua successione incontrò poca opposizione. Giacomo VI divenne Giacomo I, il primo re d'Inghilterra della Casa Stuart.

L'eredità

In tempi moderni, Enrico VIII è diventato uno dei re storici più popolari della monarchia inglese. Ciò pricipalmente si basa sulla percezione comune di una personalità maggiore di quella reale, come una buona forchetta, un bon vivant amante delle donne, il che a sua volta è basato su storie piuttosto esagerate o apocrife della sua vita. Nel 2002, EnricoVIII si è piazzato quarantesimo in un sondaggio patrocinato dalla BBC sui 100 Britannici più grandi. Enrico VIII è il soggetto di un'opera di ambientazione storica di William Shakespeare, VIII. L'opera, tuttavia, non è stato mai una di quelle più popolari di Shakespeare. Stranamente, era lEnrico VIII che si stava rappresentando il 29 giugno 1613 quando si incendiò il Globe Theatre. Ci sono stati molte pellicole su Enrico e la sua corte. I due che meritano la citazione sono Le sei mogli di Enrico VIII (The Private Life of Henry VIII) del ((1933), con Charles Laughton, di cui le prestazioni gli hanno guadagnato un Premio Oscar per il miglior attore e The Six Wives of Henry VIII una serie televisiva prodotta dalla BBC con Keith Michell. Richard Burton ha avuto una nomination per un premio Oscar per con la sua interpretazione di Enrico di fronte ad un'Anna Bolena interpretata da Genevieve Bujold nel film Anne of the Thousand Days - Anna dei mille giorni premio Oscar nel 1969. Un Enrico interpretato da Robert Shaw inoltre appare come uno dei personaggi principali in un film multi-premiato sulla vita di Tommaso Moro, Un uomo per tutte le stagioni (A Man for All Seasons) del (1966), basato su un'opera di Robert Bolt dello stesso titolo. Nel 1988 ne è stato girato un remake diretto da Charlton Heston. Enrico era quasi certamente l'ispiratore per il titolo della canzone popolare "I'm Henry the Eighth, I am" del (1911), registrata da Harry Champion e più tardi da Herman's Hermits; la canzone in realtà è su un uomo chiamato Henry la cui moglie è stata sposata a sette individui differenti, tutti di nome Henry. In un episodio della sitcom americana degli anni 60 Vita da strega (Bewitched) Samantha Stevens cercava di evitare le attenzioni di Enrico desideroso di renderla la sua moglie seguente. Sid James ha interpretato Enrico nel film Carry On Henry (1970), che ha ritratto il rapporto fra il re e due mogli fittizie ("Marie di Normandia "e" Bettina ", una cortigiana). Nel 1973, Rick Wakeman rilasciato un concept album di musica rock su The Six Wives of Henry VIII, il suo primo album da solista dopo essersi separato dagli Yes. La vita di Enrico è stato l'argomento di un famoso ma inesatto episodio dei Simpsons 2004, in cui Homer Simpson interpreta il ruolo del re.

Titoli e armi

Enrico VIII fu il primo monarca inglese per usare regolarmente il titolo di "Majesty", benché anche le alternative "Highness" e "Grace" fossero usate di tanto in tanto. Parecchi cambiamenti sono stati fatti ai titoli reale durante il suo regno. Enrico originalmente ha usato il titolo di "Enrico ottavo, per grazia di Dio, Re dell'Inghilterra, Francia e Lord d'Irlanda." Nel 1521, per una concessione di Papa Leone X espressa come ricompensa del libro di Enrico che attaccava Martin Lutero e difendeva la Chiesa cattolica, il titolo reale si è trasformato in "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra e di Francia, protettore della fede ] ] e Lord d'Irlanda." Dopo la frattura con [[Roma]], [[Papa Paolo III annullò la concessione del titolo "protettore della fede," ma una Legge del Parlamento dichiarò che rimaneva valida. Nel 1535, Enrico aggiunse la "frase delle supremazia" al titolo reale, che si trasformò "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra e Francia, protettore della fede, Lord d'Irlanda e Capo supremo in terra della chiesa d'Inghilterra." Il 1536, la frase "della Chiesa d'Inghilterra" fu cambiata in "della chiesa d'Inghilterra ed anche d'Irlanda". Il 1542, Enrico cambiò il titolo di "Lord d'Irlanda" in "Re d'Irlanda" dopo che gli fu fatto notare che molti irlandesi guardavano al Papa come al vero capo del loro paese, con il Lord d'Irlanda che fungeva da mero rappresentante. Il titolo "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra, di Francia e d'Irlanda, protettore della fede e Capo Supremo in terra della chiesa d'Inghilterra ed anche d'Irlanda" è rimasto in uso fino alla fine del regno di Enrico. Le armi di Enrico VIII furono uguali a quelle usate dai suoi predecessori a partire da Enrico IV: Inquartato, Azzurro, tre gigli (fleurs-de-lys) d'Oro (per la Francia) e Rosso, tre leoni guardanti e passanti in Oro pallido (per l'Inghilterra).

Discendenza



- Nota: Tra i figli di Enrico VIII reputati illegittimi, solo il Duca di Richmond e Somerset fu riconosciuto formalmente dal Re. La paternità degli altri figli illeggitti non fu stabilita pienamente.

Voci correlate


- Elenco di monarchi britannici
- Chiesa d'Inghilterra
- Annullamento
- Divorzio
- Riforma protestante
- Re inglesi di Francia
- Dissoluzione dei monasteri in Inghilterra

Bibliografia


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Collegamenti Esterni


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1541

Eventi

12 febbraio - Pedro de Valdivia fonda Santiago del Chile.

Nati

Morti


- 26 giugno - Francisco Pizarro, conquistadores spagnolo
- 24 settembre - Paracelso, alchimista 041 ko:1541년

Saint-Malo

Saint-Malo è un comune francese e una sotto prefettura (arrondissement) del dipartimento francese Ille-et-Vilaine, nella regione della Bretagna. Questa città costiera è fortificata con una cintura di bastioni. Il suo porto sbocca sulla Manica e il suo litorale è tra quelli francesi quello maggiormente esposto al fenomeno delle maree (l'ampiezza supera i 10 metri).

Monumenti


- La cattedrale di Saint-Malo è dedicata a Saint Vincent de Saragosse.
- La tomba Châteaubriant sul'île du Grand Bé.
- La torre Quiquengrogne.

Personaggi

Saint-Malo è il luogo di nascita di:
- Jacques Cartier (1491-1557), esploratore del Canada.
- Pierre Louis Moreau de Maupertuis (1698-1759), matematico e astronomo
- Bertrand-François Mahé de La Bourdonnais (1699-1753), navigatore ed amministratore della Réunion
- Hughes Felicité Robert de Lamennais (1782-1854), prete, filosofo e scrittore. Una delle grida di guerra bretoni medievali era: "Malo au riche duc"

Voci correlate


- Le Mont-Saint-Michel Saint-Malo Saint-Malo Categoria:Bretagna

1555

Eventi


- Pace di Augusta detta anche Pace di religioni

Nati

Morti

055 ko:1555년 nb:1555

Papa

), Giovanni Paolo II]] Papa è il titolo detenuto dal vescovo di Roma e dai patriarchi di Alessandria d'Egitto. Ad assumere il titolo di papa fu Siricio, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma ad essere acclamato pontefice, dopo la rinuncia dell'imperatore Graziano a tale carica. Attualmente il soglio pontificio è occupato da Joseph Alois Ratzinger con il nome da lui scelto, Papa Benedetto XVI.

Nella Chiesa antica

Già al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali: "In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi." Mentre la sede di Roma si ritiene fondata dall'apostolo Pietro, quella di Alessandria fu fondata dall'evangelista Marco, sebbene la tradizione relativa non sia antica come quella di Roma.

Il ruolo del papa nella Chiesa cattolica

evangelista Marco evangelista Marco Nella Chiesa cattolica il papa di Roma ha compiti a diversi livelli, locale e universale: Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa. Il papa è inoltre arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche. Poichè la fondazione della sede di Roma viene fatta risalire a San Pietro, il papa viene anche detto successore del principe degli apostoli. Il papa è anche il primate della chiesa cattolica italiana. Egli è inoltre il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di sua santità o santo padre. Nella Chiesa cattolica al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre chiese, derivato dall'essere successore di Pietro. Egli è capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il Papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana. Il Codice di diritto canonico definisce il Papa Organo supremo della potestà di giurisdizione e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato sommo pontefice della Chiesa Universale e Servo dei servi di Dio. Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano della Santa Sede e dello stato della Città del Vaticano, che è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.

L'infallibilità papale

Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioé quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" [...] e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". Pertanto quanto da lui stabilito "vincola tutta la Chiesa". Tale prerogativa non è generalmente accettata dalle altre confessioni cristiane.

L'elezione del papa

Le modalità di elezione del papa hanno subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni papi vennero nominati dall'imperatore del Sacro romano Impero. Attualmente l'elezione del Papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente pontefice. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato può essere eletto Papa e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgante nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da Papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Il nome dei papi

È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo papa a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, papa Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché stranieri. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II come forma di rispetto per San Pietro. Alla fine cambiare il nome divenne una regola che ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriano Breakspear fu Adriano IV, Marcello Cervini fu Marcello II.

Voci correlate


- Diocesi di Roma
- Patriarcato di Alessandria
- Elenco dei Papi
- I 10 pontificati più lunghi
- I 10 pontificati più brevi
- Anello del pescatore
- Profezia sui papi
- Papi riformatori

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1609

Eventi


- Galileo Galilei utilizza per la prima volta un cannocchiale per osservare il cielo.
- Garcilaso de la Vega, discendente di un nobile spagnolo e di una principessa Inca, pubblica a Lisbona la prima parte dei suoi Comentarios reales de los Incas.

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- 15 luglio - Annibale Carracci, pittore italiano 009 ko:1609년

1618

Eventi


- A Praga inizia la Guerra dei Trent'Anni

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Guerra dei trent'anni

La guerra dei trent'anni (1618-1648) fu un conflitto bellico dell'Europa centrale dovuto a diverse cause politiche e religiose, fra le quali l'opposizione fra cattolici e protestanti nei territori del Sacro Romano Impero.

Origine

Enrico IV di Francia continuò la politica antiasburgica dei predecessori e si alleò con i principi protestanti tedeschi. Nel 1618 l'imperatore del Sacro Romano Impero Mattia II impose come re alla Boemia, prevalentemente protestante, il cattolico Ferdinando II, che vietò la costruzione in Boemia di alcune chiese protestanti, provocando una violenta ribellione, che culminò con la "defenestrazione di Praga" (due luogotenenti dell'imperatore furono scaraventati giù dalle finestre del palazzo reale). Da tale episodio ebbe origine la Guerra dei Trent'Anni che si divide in quattro periodi: # Boemo-palatino (1618–1623) # Danese (1623–1629) # Svedese (1630–1635) # Francese (1635–1648)

Periodo boemo – palatino (1618–1623)

I Boemi insorti offrirono la corona del loro Paese all'elettore Federico V del Palatinato, disconoscendo Ferdinando d'Asburgo. La ribellione boema si estese ad altre regioni del Sacro Romano Impero, ma non riuscì a contrastare gli eserciti imperiali, anche perché le venne a mancare la solidarietà del mondo protestante, infatti, alla morte dell'imperatore (1619) i Grandi Elettori, benché fossero in maggioranza protestanti, conferirono la corona imperiale a quello stesso Ferdinando II (1610-1637) che, con la sua intolleranza, aveva scatenato la rivolta boema. Solidamente appoggiato dalla Spagna e dal duca Massimiliano di Baviera, questi stroncò le truppe boeme nella battaglia della Montagna Bianca (novembre 1620), alla quale fece seguire una spietata repressione: i beni dei ribelli furono confiscati e rivenduti a compratori tedeschi e la persecuzione contro i protestanti fece numerosissime vittime sia fra i nobili sia nelle classi popolari. Federico V fu costretto ad andare in esilio, mentre il Palatinato fu in gran parte assegnato al duca di Baviera, al quale passò anche il titolo di Grande Elettore.

Periodo danese (1623–1630)

L'antagonista dell'impero fu Cristiano V di Danimarca. Sul trono di Spagna, morto Filippo III, era salito, a soli sedici anni, il figlio Filippo IV (1621-1665), del quale era onnipotente ministro il conte di Olivares. Questi proseguì la politica di egemonia asburgica in Europa e riprese la guerra contro le Province Unite olandesi, suscitando l'ostilità degli inglesi, sempre interessati alla sorte dei Paesi Bassi. In Francia, terminato il periodo della reggenza e della politica filospagnola di Maria de' Medici, Richelieu, ministro di Luigi XIII, era ben deciso ad impedire un nuovo accerchiamento asburgico come ai tempi di Carlo V, perciò era pronto ad appoggiare tutti i nemici degli Asburgo. Il cardinale favorì un'alleanza antiasburgica fra Olanda, Danimarca ed Inghilterra, stipulata all'Aia nel 1625. Le truppe dell'Impero riuscirono ad occupare parzialmente la Danimarca e Cristiano IV dovette firmare la pace di Lubecca (maggio 1629) con la quale egli si impegnava a non ingerirsi nelle vicende germaniche, in cambio della restituzione dei territori invasi. Lo spostamento della guerra nel Nord e l'occupazione imperiale di importanti porti sul Mar Baltico provocarono l'intervento della Svezia. Per non perdere la fedeltà dei principi cattolici, l'imperatore nel marzo 1629 emanò I'Editto di restituzione, che imponeva la restituzione alla Chiesa delle terre secolarizzate dopo la Pace di Augusta che aveva concesso la libertà di culto ai luterani, ma il provvedimento suscitò la reazione anche dei principi luterani che erano rimasti neutrali.

Periodo svedese (1630-1635)

Gustavo Adolfo di Svezia intraprese una guerra contro l'Impero per difendere i protestanti e per impadronirsi di una testa di ponte in Pomerania che gli assicurasse l'egemonia sul Baltico Alleato della Francia, Gustavo Adolfo passò di successo in successo grazie al suo ottimo esercito, e proseguì in un'avanzata che terminò solo con la battaglia di Lùtzen (novembre 1632), nella quale gli Svedesi vinsero, ma il loro sovrano perse la vita. La giovanissima regina Cristina, figlia del defunto re, fece però continuare le operazioni militari, e gli Svedesi migliorarono le posizioni conquistate. Solo nel settembre del 1634 gli eserciti imperiali, rafforzati da contingenti militari spagnoli, ottennero a Nördlingen una vittoria decisiva. La grave sconfitta svedese indusse i principi protestanti ad accettare la pace di Praga (1635), con la quale essi si sottomettevano all'imperatore, ottenendo a loro volta che l'Editto di restituzione fosse sospeso per quarant'anni. La Francia, però, alleata della Svezia, avanzò verso il Reno, occupò la Lorena e concordò con le Province Unite la spartizione delle Fiandre spagnole, entrando come protagonista in quel conflitto che aveva fino allora condotto tramite i suoi alleati.

Periodo francese (1635-1648)

L'ultima fase della guerra, si risolse in ambito politico, infatti, mentre la situazione militare era equilibrata, lo stesso non poteva dirsi delle condizioni economiche e finanziarie della Francia e della Spagna. Lo sforzo imposto dalla guerra era stato gravosissimo per entrambi i Paesi, ma la Francia riuscì a reggere a tutti gli inasprimenti fiscali, la Spagna, invece, già provata dalla politica di Filippo II, impoverita nei commerci dalla cacciata degli ebrei e nell'agricoltura dalla cacciata dei moriscos, precipitò in una spaventosa miseria, mentre la carestia e la fame imperversavano, il flusso dell'argento americano si stava riducendo e gli eserciti erano ridotti, per mancanza di mezzi, ad un'accozzaglia di uomini radunati con la violenza. In Catalogna insorse Barcellona, i funzionari castigliani furono uccisi e fu proclamata la repubblica (1640). Anche il Portogallo, si ribellò e riuscì a scacciare gli Spagnoli e a insediare sul trono la dinastia nazionale dei Braganza (1641). Il nuovo imperatore, Ferdinando III d'Asburgo (1637-1657), si rese conto che il Paese era stremato e che non c'era più alcuna speranza di vittoria, intavolò perciò, sin dal 1642, le trattative di pace, che si svolsero in Westfalia, mentre i maggiori responsabili della guerra scomparivano dalla scena politica: il Richelieu morì alla fine del 1642, e fu sostituito dal Mazarino, l'Olivares si ritirò a vita privata all'inizio del 1643, ma la guerra durò ancora per anni. Solo quando la supremazia francese fu indiscutibile, Ferdinando III, vedendosi minacciato non solo come imperatore, ma negli stessi domini ereditari di Casa d'Asburgo, firmò, nell'ottobre del 1648, la pace di Westfalia. La sola Spagna continuò per oltre un decennio una lotta ormai disperata. Categoria:Guerre ja:三十年戦争 La guerra dei Trent’anni e le rivoluzioni contemporanee ---- 1.1 La defenestrazione di Praga Alla vigilia del 1618, data d’inizio della guerra dei Trent’anni, le lacerazioni erano ancora vive ed era diffusa la convinzione che la Tregua dei dodici anni, che scadeva nell’aprile 1621, non sarebbe stata rinnovata. Inoltre l’equilibrio tra protestanti e cattolici era precario, cresceva il malcontento per il monopolio spagnolo del commercio coloniale ed erano evidenti le preoccupazioni di Inghilterra e Francia per l’eccessivo potere della coalizione di Spagna e Asburgo. La guerra si dimostrò deleteria per la società, molto più che in passato, e la presenza del ceto medio fu sicuramente la più grande novità. Finché gli Asburgo svolsero una politica di tolleranza, la situazione dell’impero si mantenne stabile. Rientravano in questa linea la concessione della libertà religiosa fatta dall’arciduca Mattia ai suoi sudditi in seguito ad un’insurrezione e La lettera di Maestà con la quale l’imperatore Rodolfo autorizzò la pratica della confessione boema, una forma di protestantesimo derivante dalla dottrina di Hus arricchita da elementi luterani e calvinisti. Quando, nel 1612, Mattia fu eletto imperatore, si manifestò un atteggiamento antiprotestante, che divenne ancora più evidente quando l’arciduca Fernando salì al trono di Boemia (1617). L’abbattimento di due chiese protestanti ancora in costruzione fece insorgere i rappresentanti degli stati boemi, sotto la guida del conte Mattia di Thurn. Il 23 maggio 1618 nella capitale della Boemia i conti Martinić e Slavata, luogotenenti governatori e consiglieri del re cattolico di Boemia, l'imperatore tedesco Mattia d'Asburgo (in effetti già sostituito dal suo successore designato, Ferdinando II d'Asburgo), furono interpellati al Palazzo Reale di Hradcany a Praga da un centinaio di nobili protestanti, che contestavano, in nome della Lettera di Maestà del 1609, l'amministrazione del paese da parte dei cattolici. Di fronte alla resistenza dei consiglieri, i gentiluomini li aggredirono, insieme al loro segretario Fabricius, e li gettarono dalla finestra. L'incidente fornì l'occasione ai protestanti di ribellarsi apertamente contro l'autorità imperiale cattolica e fu sfruttato da entrambe le parti: dai protestanti, che vi vedevano il simbolo della loro liberazione, e dai cattolici, che lo consideravano un segno della barbarie dei loro antagonisti. I nobili cechi, designando un re effimero e insignificante nella persona del calvinista Federico V, elettore della Renania-Palatinato, trascinarono l'Europa in un drammatico conflitto che fece risorgere rivalità politiche, economiche e religiose: la Guerra dei Trent’anni. Il re Ferdinando decise di promuovere un’azione militare e l’ambasciatore spagnolo a Vienna scrisse a Madrid sollecitando l’invio di un esercito di 15 o 20 mila uomini per reprimere la rivolta. A Praga intanto fu eletto dagli stati un nuovo governo formato da nobili e borghesi che prese subito la decisione di formare una milizia nazionale mobilitando un soldato ogni cinque cittadini e ogni venti contadini, e affidandone il comando al conte di Thurn. Le iniziali vittorie protestanti boeme spianarono la strada alla rivolta in altre regioni dei domini asburgici, ma nel 1619 la nobiltà protestante boema offrì all'elettore del Palatinato, il calvinista Federico V, la corona del regno, determinando così il ritiro dell'appoggio di molti membri dell'Unione evangelica, a maggioranza luterana. Approfittando di queste divergenze e della contemporanea invasione spagnola dell'Alto Palatinato (Baviera), il deposto Ferdinando II (nell'agosto del 1619 divenuto imperatore) passò alla controffensiva: l'8 novembre del 1620 l’esercito della lega cattolica, al comando di Jan T’serclaes conte di Tilly, sconfisse i ribelli nella battaglia della Montagna Bianca, vicino a Praga. La religione cattolica fu l'unica ammessa in Boemia, mentre le sfortunate operazioni militari nel Palatinato portarono allo scioglimento dell'Unione evangelica (1621) e alla perdita per Federico del potere e della dignità di elettore in favore di Massimiliano I di Baviera (1624). La Francia, alle prese con delle difficoltà interne in seguito alla morte di Enrico IV, si limitò a dare un sostegno politico e morale, mentre l’intervento della Spagna diede avvio ad un ampliamento della guerra. La repressione fu poi attuata con violenza e le conseguenze furono evidenti per un lungo periodo. Il re Federico V scappò e fu privato di tutti i titoli mentre le truppe della lega continuarono la guerra invadendo e saccheggiando il Palatinato. Più della metà delle proprietà di commercianti e cittadini furono espropriate e utilizzate per pagare le ingenti spese di guerra, a ricompensare i comandanti militari e a sostenere la restaurazione cattolica in Boemia. La repressione determinò un profondo sconvolgimento della società boema e un gravissimo collasso dell’economia nazionale, che saranno le cause di rivolte successive. ---- 1.2 L’ampliamento della guerra fino all’uccisione di Wallenstein e alla battaglia di Nordlingen Fin dalla sua prima fase, comunemente definita boemo-palatina, la guerra superava i confini della Boemia e i domini asburgici. Una duplice iniziativa spagnola confermò e ampliò le dimensioni europee del conflitto. In Spagna prese il sopravvento la linea politica di Olivares, che puntava sulla ripresa dell’azione militare per riaffermare la supremazia spagnola in Europa. La tregua con le Province Unite non fu rinnovata e la Spagna intervenne nella Valtellina, che collega la Lombardia e il Tirolo, suscitando la reazione della Francia. L’occasione dell’intervento spagnolo fu dato da controversie religiose fra protestanti e cattolici. Dopo una rivolta che sfociò nel massacro di 600 protestanti, il sacro macello della Valtellina (1620), la Spagna intervenne a sostegno degli insorti. Francia, Venezia e il duca di Savoia costituirono una lega anti-spagnola e col trattato di Monçon fu riconfermata l’autonomia della Valle, anche se la netta prevalenza del partito cattolico filospagnolo fece sì che di fatto gli Asburgo vi avessero mano libera. In quel momento era già in atto la fase danese della guerra (1625-1629). Un appello dei principi protestanti tedeschi contro la restaurazione cattolica in atto venne raccolto dal re di Danimarca e Norvegia Cristiano IV, interessato a estendere i suoi possedimenti nell'Europa baltica e a porre fine al controllo asburgico sul ducato danese di Holstein, in Germania. Forte dell’appoggio dei principi tedeschi luterani e calvinisti, il sovrano danese organizzò un ingente esercito e invase la Sassonia nella primavera del 1625 incontrando limitata resistenza, fino a quando il duca di Friedland Albrecht von Wallenstein mobilitò a sua volta un poderoso contingente di mercenari al servizio dell'imperatore Ferdinando II che, unitamente alle forze della Lega cattolica comandate dal generale Tilly, liberò prima i territori occupati, quindi costrinse Cristiano ad arretrare fino alla penisola dello Jütland (1627). La vittoria venne sancita il 6 marzo 1629 dall'Editto di Restituzione, che annullava i diritti dei nobili protestanti sulle proprietà tolte ai cattolici a partire dal 1552, e dal Trattato di Lubecca (22 maggio 1629), con il quale Cristiano perdeva numerosi possedimenti tedeschi. Questo fu, per la Germania, uno dei periodi più tragici della sua storia, furono numerosissimi i saccheggi, le violenze e gli abusi di ogni sorta. La piena affermazione dell'imperatore accrebbe le preoccupazioni di Richelieu che promise assistenza al sovrano svedese Gustavo II Adolfo (di fede luterana e al quale si erano già rivolti anche i principi protestanti dei regni tedeschi settentrionali) se avesse attaccato il potente vicino. Nel 1630 questi raggiunse le coste della Pomerania affiancato dai principi di Brandeburgo, Sassonia, Assia-Kassel e Brema, si impose ripetutamente sulle armate cattolico-imperiali (ora sotto l’unico comando del generale Tilly), che nel frattempo avevano assediato e conquistato la città di Magdeburgo, insorta contro l’impero. L’esercito imperiale fu sconfitto a Breitenfeld (17 settembre 1631) e nei pressi del fiume Lech (14 aprile 1632), battaglia nella quale Tilly fu ferito a morte e che permise agli svedesi di conquistare Monaco. Il 16 novembre, nello scontro decisivo contro gli imperiali trincerati a Lützen sotto il comando di Wallenstein, Gustavo Adolfo vinse, ma perse la vita. Il suo esercito, ora condotto da Bernardo duca di Sassonia-Weimar, invase la Baviera ma nel corso del 1633 subì ripetuti attacchi nemici nelle posizioni conquistate in Slesia. La guerra si avvantaggiò di un periodo di tregua a causa della destituzione di Wallenstein alla fine del 1633, sospettato da Ferdinando II di essere passato al campo avversario per aver promosso negoziati di pace (fatto per cui venne poi assassinato nel 1634 dai suoi stessi ufficiali). In seguito la pesante sconfitta subita dall’esercito svedese a Nördlingen il 6 settembre 1634 convinse i principi protestanti tedeschi a chiedere la pace (firmata a Praga nell'aprile successivo). ---- 1.3 Dall’intervento della Francia alla pace di Westfalia A questo punto il contrasto per l'egemonia in Europa tra corona francese e Asburgo venne pienamente alla luce. L'imperatore Ferdinando II dichiarò guerra alla Francia, sostenitrice di tutti i precedenti tentativi antiasburgici: Richelieu, alleatosi con la Svezia e con vari principi protestanti tedeschi, attaccò senza successo la Spagna. Dopo la morte di Richelieu e l'ascesa del cardinale Mazzarino (1642), le forze francesi vinsero gli spagnoli a Rocroi (19 maggio 1643) sotto la guida di Henri de La Tour d'Auvergne e del principe di Condé. Le successive sconfitte subite dalle truppe bavaresi e austriache da parte degli eserciti guidati da Condé e Turenne portarono a negoziati di pace (avviati a Münster e a Osnabrück) che rimasero tuttavia infruttuosi per molto tempo. L’imperatore Ferdinando III si rifiutò di capitolare e sporadici scontri proseguirono nel corso del 1647; il duca Massimiliano I, che dopo l’invasione della Baviera aveva firmato il 14 marzo 1647 l’armistizio di Ulma con Francia e Svezia, entrò in guerra a fianco dell’impero, ma l’esercito austro-bavarese subì una definitiva disfatta nel maggio 1648. I successivi assedi di Praga e Monaco a opera delle forze franco-svedesi e la vittoria francese il 20 agosto a Lens (unitamente alla minaccia di un possibile attacco a Vienna), costrinsero Ferdinando ad accettare le condizioni di pace dei vincitori. La pace di Westfalia, firmata il 24 ottobre 1648, fu decisiva per la successiva storia d'Europa. Francia e Svezia ottennero numerose acquisizioni territoriali, ma soprattutto frantumarono il potente blocco asburgico indebolendone l'influenza nei territori tedeschi: furono infatti riconosciute la totale indipendenza della Svizzera e delle Province Unite (i Paesi Bassi ex spagnoli) e un'ampia autonomia dei principi nei confronti del potere imperiale (ciò che risultò poi essere un fattore ritardante per l'unificazione della Germania); molti regni appartenenti all'impero risultarono inoltre fortemente rafforzati a scapito del predominio austriaco, sino ad allora incontrastato. La pace di Westfalia siglò la fine della guerra dei Trent’anni come conflitto europeo generalizzato, ma la rivalità tra la Francia (ora potenza egemone nel continente europeo) e la Spagna si sarebbe conclusa solo nel 1659, con la firma della pace dei Pirenei. Il problema religioso venne regolato con la conferma delle clausole della pace di Augusta, alle quali si aggiunse il riconoscimento del calvinismo e delle secolarizzazioni di beni ecclesiastici avvenuta nel 1624. Si stabilì inoltre che i sudditi potessero professare, in privato, una fede diversa da quella del principe, ma questa legge rimase in gran parte degli Stati lettera morta. ---- 1.4 Le rivoluzioni per l’indipendenza della Spagna: Catalogna, Portogallo, Napoli La Spagna , in seguito alla guerra dei Trent’anni, era divenuta particolarmente debole dal punto di vista politico ed economico. La Catalogna fu la prima regione a reagire alla politica di Olivares. Per obbligare i catalani a contribuire alla difesa della monarchia, Olivares attaccò la Francia dalla frontiera della Catalogna. La rivolta ebbe come causa immediata l