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25 Novembre

25 novembre

Il 25 novembre è il 329° giorno del Calendario Gregoriano (il 330° negli anni bisestili). Mancano 36 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1034 - Muore Malcolm II di Scozia. Duncan, figlio della sua secondogenita, eredita il trono invece di Macbeth, figlio della sua primogenita.
- 1120 - Affondamento della Nave Bianca nella Manica. William Adelin, figlio di Enrico I d'Inghilterra affoga.
- 1177 - Baldovino IV di Gerusalemme e Rinaldo di Chatillon sconfiggono Saladino nella Battaglia di Montgisard.
- 1491 - Inizia l'Assedio di Granada, ultima roccaforte moresca in Spagna.
- 1542 - Battaglia di Solway Moss. Un esercito inglese invade la Scozia e sconfigge l'esercito scozzese.
- 1758 - Guerra franco-indiana: Forze britanniche catturano Fort Duquesne ai francesi.
- 1783 - Guerra d'indipendenza americana: Le ultime truppe britanniche lasciano New York, tre mesi dopo la firma del Trattato di Parigi.
- 1863 - Guerra civile americana: Battaglia di Missionary Ridge - A Missionary Ridge, nel Tennessee, le forze unioniste guidate dal generale Ulysses S. Grant spezza l'assedio di Chattanooga mettendo in fuga le truppe confederate del generale Braxton Bragg.
- 1876 - Guerre indiane: In rappresaglia per la drammatica sconfitta americana nella Battaglia di Little Bighorn, truppe dell'Esercito statunitense saccheggiano un villaggio Cheyenne alla foce del fiume Powder.
- 1915 - Albert Einstein annota sul suo taccuino R_ - \frac 1 2 g_R=-8\pi G T_: è la formula che racchiude il destino ultimo dell'Universo, le famose equazioni di campo
- 1936 - A Berlino, la Germania Nazista e il Giappone firmano il Patto Anticomintern, accordandosi per dei consulti su quali misure adottare per "salvaguardare i loro interessi comuni" in caso di attacco non provocato da parte dell'Unione Sovietica contro una delle due nazioni.
- 1940 - Woody Woodpecker fa il suo esordio nel cartone animato "Knock Knock".
- 1944 - Seconda guerra mondiale: Un missile V-2 tedesco colpisce un grande magazzino Woolworth's a Deptford, uccidendo 160 persone.
- 1947
  - Paura Rossa: Gli "Hollywood 10" vengono messi sulla lista nera degli studios di Hollywood.
  - La Nuova Zelanda ratifica lo Statuto di Westminster e diventa così indipendente dal controllo legislativo del Regno Unito.
- 1952 - L'opera teatrale di Agatha Christie Trappola per topi debutta all'Ambassadors Theatre di Londra (al 2003 è l'opera teatrale andata in scena in continuazione per il maggior numero di anni nella storia).
- 1958 - Il Sudan Francese ottiene l'autonomia come membro autogovernantesi della Comunità Francese.
- 1963 - Assassinio di John F. Kennedy: John F. Kennedy viene sepolto nel cimitero nazionale di Arlington.
- 1970 - In Giappone, il famoso scrittore Yukio Mishima commette un suicidio rituale dopo aver fallito nel portare l'opinione pubblica verso il suo credo politico estremista.
- 1973 - Il presidente greco George Papadopoulos viene estromesso da un colpo di stato militare guidato dal tenente generale Phaidon Gizikis.
- 1975 - Il Suriname ottiene l'indipendenza dai Paesi Bassi.
- 1980 - Sugar Ray Leonard riconquista il titolo mondiale WBC dei pesi welter contro Roberto Duran.
- 1984 - 36 dei più noti musicisti pop britannici e irlandesi si riuniscono in uno studio di Notting Hill come Band Aid per registrare la canzone "Do They Know It's Christmas", allo scopo di raccogliere denaro contro per alleviare la carestia in Etiopia.
- 1986 - Scandalo Iran-Contra: Il PRocuratore Generale statunitense Edwin Meese annuncia che i profitti della vendita segreta di armi all'Iran furono illegalmente dirottati ai ribelli anti-comunisti Contra del Nicaragua. Inoltre, Fawn Hall viene accusato di aver contrabbandato documenti confidenziali dall'ufficio del suo datore di lavoro, Oliver North.
- 1992 - L'Assemblea Federale della Cecoslovacchia vota per dividere la nazione in Repubblica Ceca e Slovacchia a partire dal 1 gennaio 1993.
- 1994 - Akio Morita, fondatore della Sony annuncia che si ritirerà dalla carica di CEO della compagnia in difficoltà.
- 1999 - L'assemblea Generale delle Nazioni Unite approva una risoluzione che designa il 25 novembre come annuale Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
- 2002
  - Il Presidente statunitense George W. Bush converte in legge l'Homeland Security Act.
  - Presunto tentativo di assassinio del presidente turcmeno Saparmurat Niyazov.
- 2004 - Il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi concede la grazia a Graziano Mesina, detto "Grazianeddu", ex primula rossa del banditismo sardo.
- 2005 - Nelle sale Italiane esce il quarto film di Harry Potter, intitolato Harry Potter e il Calice di Fuoco.

Nati


- 1562 - Félix Lope de Vega, commediografo († 1635)
- 1577 - Piet Hein, comandante di marina ed eroe popolare olandese († 1629)
- 1609 - Henrietta Maria, Regina consorte d'Inghilterra, Scozia e Irlanda († 1669)
- 1703 - Jean-François Séguier, uomo politico, astronomo e botanico francese († 1784)
- 1817 - John Bigelow, statista e scrittore statunitense († 1911)
- 1830 - Lina Morgenstern, scrittore († 1909)
- 1835 - Andrew Carnegie, industriale e filantropo († 1919)
- 1844 - Carl Benz, ingegnere tedesco († 1929)
- 1846 - Carry Nation, attivista del movimento per la temperanza († 1911)
- 1870 - Maurice Denis, pittore francese († 1943)
- 1874 - Joe Gans, pugile statunitense († 1910)
- 1881 - Angelo Giuseppe Roncalli Papa Giovanni XXIII († 1963)
- 1893 - Joseph Krutch, naturalista e scrittore statunitense († 1970)
- 1895 - Ludvík Svoboda politico cecoslovacco († 1979)
- 1896 - Virgil Thomson, compositore, critico musicale († 1989)
- 1897 - Giorgio Santelli, maestro di scherma italiano
- 1904
  - Ba Jin, scrittore anarchico cinese
  - Lillian Copeland, atleta statunitense
- 1913 - Lewis Thomas, medico e saggista († 1993)
- 1914 - Joe di Maggio, giocatore di baseball statunitense († 1999)
- 1915 - Augusto Pinochet, politico cileno
- 1918 - Giuseppe Grezar, calciatore italiano
- 1920 - Ricardo Montalban, attore messicano
- 1926 - Poul Anderson, scrittore statunitense († 2001)
- 1933 - Kathryn Grant, attrice statunitense
- 1940
  - Reinhard Furrer, fisico, astronauta († 1995)
  - Joe Gibbs, allenatore di Football americano
- 1944 - Ben Stein, attore e consulente politico statunitense
- 1947 - John Larroquette, attore statunitense
- 1950 - Giorgio Faletti, scrittore, cantante e attore comico italiano
- 1955 - Louis Lachenal, alpinista francese
- 1959 - Charles Kennedy, politico britannico
- 1960
  - Amy Grant, cantante statunitense
  - John F. Kennedy Jr., giornalista († 1999)
- 1962 - Andrea Lucchetta, pallavolista italiano
- 1971
  - Christina Applegate, attrice statunitense
  - Magnus Arvedson, giocatore di Hockey su ghiaccio
- 1978 - Shina Ringo, musicista, cantante e compositore giapponese
- 1981 - Barbara e Jenna Bush, figlie di George W. Bush

Morti


- 311 - Pietro di Alessandria, martire cristiano.
- 1034 - Re Malcolm II di Scozia
- 1185 - Papa Lucio III
- 1560 - Andrea Doria, ammiraglio genovese
- 1748 - Isaac Watts, scrittore inglese
- 1766 - Giovanni Maria Farina, profumiere italiano
- 1884 - Adolph Wilhelm Hermann Kolbe, chimico
- 1920 - Gaston Chevrolet, pioniere dell'automobile
- 1947 - Léon-Paul Fargue, poeta
- 1950 - Johannes Vilhelm Jensen, scrittore danese, Premio Nobel
- 1959 - Gérard Philipe, attore francese (n. 1922)
- 1968 - Upton Sinclair, giornalista, politico e scrittore statunitense (n. 1878)
- 1970 - Yukio Mishima, scrittore giapponese (n. 1925)
- 1972 - Henri Coanda, pioniere dell'aerodinamica
- 1973 - Laurence Harvey, attore lituano (n. 1928)
- 1974
  - U Thant, ex Segretario Generale delle Nazioni Unite
  - Nick Drake, musicista (n. 1948)
- 1981 - Jack Albertson, attore statunitense (n. 1907)
- 1985 - Elsa Morante, scrittrice italiana
- 1993 - Anthony Burgess, scrittore britannico (n. 1917)
- 1998 - Flip Wilson, attore statunitense (n. 1933)
- 2002 - Karel Reisz, regista teatrale ceco (n. 1926)
- 2004
  - Larry Brown, scrittore statunitense
  - Arthur Hailey, scrittore britannico
- 2005 - George Best, calciatore britannico (n. 1946)

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Audenzio di Milano
- Santa Caterina d'Alessandria vergine e martire
- San Mercurio di Cesarea di Cappadocia, martire

Laiche

25 ja:11月25日 ko:11월 25일 simple:November 25

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno

Un anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano). In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s). :La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono: # il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio) # l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio). :A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni. Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno. Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni. La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni. L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni. L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare. L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.

Voci correlate


- Anno luce Categoria:Astronomia e Astrofisica Categoria:Unità di tempo ja:年 ms:Tahun simple:Year zh-min-nan:Nî

1120

Eventi

Nati

Morti

020 ko:1120년

La Manica

La Manica (in inglese English Channel, in francese La Manche) è un canale naturale che separa l'isola della Gran Bretagna dalla Francia settentrionale, ed unisce il Mare del Nord all'Oceano Atlantico. Lunga circa 560 km ha una larghezza massima di 240 km. Lo Stretto di Dover è il punto più stretto, solo 34 km, da Dover a Cap Gris-Nez. Le Isole del Canale si trovano nella Manica, vicine al lato francese. L'Ile d'Ouessant segna il limite occidentale della Manica. Il dipartimento francese della Manica, che comprende la penisola di Cotentin, che si sporge nel canale, prende il nome dal tratto di mare circostante.

Formazione del canale

Prima della fine dell'ultima era glaciale, circa 10.000 anni fa, le Isole Britanniche erano parte dell'Europa Continentale. Con lo sciogliersi dei ghiacci, un grande lago d'acqua corrente si formò nella parte meridionale di quello che oggi è il Mare del Nord. Il flusso di uscita del lago entrava nell'Oceano Atlantico nella regione di Dover e Calais. Ad un certo punto attorno al 6500 AC, un'erosione catastrofica spazzò via il gesso creando la Manica, che da allora si è ulteriormente allargata a causa dell'azione delle onde sulle morbide scogliere gessose. Lo stesso meccanismo continua ad ampliare la manica ancor oggi.

Importanza storica

La Manica è stata un importantissima difesa naturale da attacchi nemici per la Gran Bretagna. Fatto che viene riferito da William Shakespeare nel suo Riccardo II: right
This precious stone set in the silver sea,
Which serves it in the office of a wall
Or as a moat defensive to a house,
Against the envy of less happier lands
:–Riccardo II. Atto II, Scena I. La Manica ha permesso ai britannici di intervenire nei conflitti europei, ma raramente di essere minacciati pericolosamente. Senza di essa Napoleone Bonaparte e Adolf Hitler sarebbero stati in grado di sopraffare quel potente nemico che era rappresentato dal Regno Unito. Cionondimeno, la Manica è stata scena di molte invasioni (o tentate invasioni), tra cui la Conquista Normanna, l'Armada Spagnola, e lo Sbarco in Normandia. La Manica è stata luogo di molte battaglie navali, tra cui la Battaglia di Portland, la Battaglia di La Hougue e il confronto tra la USS Kearsarge e la CSS Alabama. Comunque, talvolta la Manica è servita come punto di collegamento per la condivisione di culture e strutture politiche, dalla societa celtica pre-romana, alla cultura della Roma Imperiale, dalla fondazione della Bretagna a parte di coloni provenienti dalla Gran Bretagna, allo stato Anglo-Normanno. I commerci attraverso la Manica sono stati un importante fattore per le società su entrambe le sponde del canale sin dai tempi preistorici, e diversi porti importanti si sono sviluppati in Inghilterra ed in Francia:
- Dover
- Calais
- Dieppe
- Southampton
- Portsmouth
- Le Havre
- Cherbourg Le principali rotte dei traghetti sono:
- Dover-Calais
- Newhaven-Dieppe
- Portsmouth-Caen
- Portsmouth-Cherbourg
- Portsmouth-Le Havre
- Poole-Saint Malo
- Weymouth-Saint Malo
- Plymouth-Roscoff In aggiunta all'alto livello di traffico tra le sponde della Manica, esiste un traffico significativo che la attraversa, collegando le economie dell'Europa settentrionale al resto del mondo. Combinato assieme, questo traffico marittimo rende la Manica una delle rotte marine più affollate del mondo, responsabile di una grande fetta del commercio marittimo mondiale (alcune fonti dicono addirittura un quarto). I luoghi di villeggiatura sulla Manica, come Brighton e Deauville, inaugurarono un era di turismo aristocratico all'inizio del XIX secolo, che si sviluppò nel democratico turismo marittimo che ha dato forma alle località di villeggiatura in riva al mare di tutto il mondo.

L'Eurotunnel

Attualmente, molti viaggiatori attraversano la Manica passandovi sotto, grazie all'Eurotunnel (in inglese Channel tunnel o Chunnel). Questa grande opera ingegneristica, proposta per la prima volta ai tempi di Napoleone, connette Francia e Inghilterra via ferrovia. È diventato normale viaggiare tra Parigi, Bruxelles e Londra a bordo di treni Eurostar.

Attraversamenti storici della Manica

Il 7 gennaio 1785 il francese Jean-Pierre Blanchard e l'americano John Jeffries viaggiarono da Dover, a Calais su un pallone aerostatico, divenendo i primi ad attraversare la Manica per via aerea La prima persona ad attraversare la Manica a nuoto fu Matthew Webb nel 1875. Il 6 agosto 1926, Gertrude Ederle divenne la prima donna a fare lo stesso, battendo il record maschile dell'epoca di due ore. Nel 1909, Louis Bleriot dalla Francia fu la prima persona a volare sopra la manica con un aeroplano. Nel 1979, un aeroplano di soli 35 chili chiamato Gossamer Albatross vinse il Premio Kremer (£100.000), per essere stato il primo aeroplano spinto dalla forza umana ad attraversare la Manica. Il pilota, Bryan Allen, pedalò 3 ore per portare a termine l'impresa. Il 31 luglio 2003, il paracadutista austriaco Felix Baumgartner, indossando delle ali in carbonio ipertecnologiche, saltò da un aeroplano, da un'altezza di 9.150 metri sopra Dover, attraversando in caduta libera la Manica ed aprendo il paracadute sopra Calais. Categoria:Geografia ja:イギリス海峡 ko:영국 해협

Enrico I d'Inghilterra

Enrico I (1068 – 1 Dicembre, 1135), chiamato anche Enrico Beauclerk o Enrico Beauclerc (il chierico) per i suoi interessi culturali, fu il terzo figlio di Guglielmo il Conquistatore. Regnò sull'Inghilterra dal 1100 al 1135, successe al fratello Guglielmo II il Rosso. É anche conosciuto con il soprannome "leone della giustizia", in riferimento alle modifiche apportate alla rudimentale macchina amministrativa e legilativa del tempo. Salì al potere dopo la morte di Guglielmo II, che avvenne (convenientemente) durante l'assenza di suo fratello Roberto il Corto, che si trovava alle Crociate. Il suo regno è conosciuto per il suo abile opportunismo politico, il miglioramento della macchina del governo, l'integrazione degli Anglo-Sassoni e Normanni divisi nel suo regno, la riunificazione dei domini del padre e la sua controversa decisione (sebbene fondata) di nominare sua figlia come erede.

Gioventù

Enrico nacque tra il Maggio 1068 e Maggio 1069, probabilmente a Selby, Yorkshire, in Inghilterra. Sua madre, Matilda di Fiandra, lo chiamò come suo zio, re Enrico I di Francia. Come più giovane figlio in famiglia, ci si aspettava diventasse vescovo e gli fu data un'istruzione consona per un giovane nobile del periodo. Guglielmo di Malmesbury asserisce che Enrico una volta osservò che un re non istruito era un asino incoronato. Fu probabilmente il primo re Normanno a utilizzare fluentemente la lingua inglese. Suo padre Guglielmo I d'Inghilterra, alla sua morte (1087), lasciò in eredità i suoi domini ai figli nella seguente maniera:
- Roberto il Corto ricevette il ducato di Normandia
- Guglielmo II d'Inghilterra ricevette il Regno d'Inghilterra
- Enrico ricevette 5000 sterline d'argento Orderico Vitalis riporta che Re Guglielmo dichiarò a Enrico: "A suo tempo avrai tutti i domini che ho acquisito e sarai più grande di entrambi i tuoi fratelli, sia per ricchezza che per potere". Enrico mise i suoi fratelli l'uno contro l'altro. Alla fine, stanchi delle sue manovre, essi agirono di comune accordo e firmarono un trattato che impediva in pratica a Enrico di accedere ad entrambi i troni, stipulando che se uno dei due fosse morto senza eredi, i due domini del padre sarebbero stati riuniti sotto il fratello sopravissuto.

La presa del trono in Inghilterra

Quando Guglielmo II venne ucciso da una freccia mentre era a caccia, il 2 agosto 1100, Roberto stava ritornando dalla Prima Corciata. La sua assenza, unita alla scarsa reputazione tra i nobili normanni, permise ad Enrico di prendere il controllo del consiglio reale a Winchester. Egli fu accettato come re dai principali baroni e venne incoronato tre giorni dopo, il 5 agosto nell'Abbazia di Westminster. Enrico si assicurò la sua posizione tra i nobili con un atto di pacificazione politica, emanando lo Statuto delle libertà, che è considerato un precursore della Magna Carta.

Primo matrimonio

L'11 novembre 1100 Enrico sposò Edith, figlia di Re Malcolm III di Scozia. Poiché Edith era anche la nipote di Edgar Atheling, il matrimonio unì la linea normanna alla vecchia linea di re inglesi. Il matrimonio seccò molto i baroni normanni, comunque come concessione alla loro sensibilità, Edith cambiò il suo nome in Matilda quando divenne regina. L'altra faccia della medaglia, comunque, fu che Enrico, per mezzo del matrimonio, divenne molto più accettabile per la popolazione Anglo-Sassone. Guglielmo di Malmesbury descrive Enrico in questo modo: "Egli era di statura media, più grande dei piccoli, ma sorpassato dai molto alti; i suoi capelli erano neri e tirati indietro sulla fronte; i suoi occhi moderatamente brillanti; il suo petto vigoroso; il suo corpo carnoso."

La conquista della Normandia

L'anno segnuente, nel 1101, Roberto il Corto tentò di prendere la corona invadendo l'Inghilterra. Nel Trattato di Alton, Roberto accetta di riconoscere Enrico come Re d'Inghilterra e ritornò pacificamente in Normandia, con la ricezione di una somma annua di 2000 marchi, che Enrico si dispose a pagare. Nel 1105, per eliminare le continue minacce di Roberto e per ovviare al prosciugamento delle sue risorse fiscali, Enrico guidò una spedizione attraverso la Manica. Nel 1106, sconfisse decisivamente l'esercito normanno del fratello a Tinchebray in Normandia. Enrico imprigionò il fratello, inizialmente nella Torre di Londra, successivamente al castello di Devizes e poi a Cardiff. Enrico si appropriò del Ducato di Normandia come possedimento inglese, e riunì i domini che furono di suo padre. Enrico tentò di ridurre le difficoltà in Normandia facendo sposare il figlio maggiore, Guglielmo, con la figlia di Fulk di Gerusalemme, V Conte di Angiò e suo acerrimo nemico.

L'attività di re

Il bisogno di Enrico, di finanze che consolidassero la sua posizione, portò ad un incremento nelle attività del governo centralizzato. Come re, Enrico portò avanti delle riforme giuridiche e sociali, tra cui:
- l'emanazione dello Statuto delle libertà
- il ripristino delle leggi di Re Edoardo il Confessore. Enrico fu noto anche per degli atti butali. Una volta gettò un cittadino traditore chiamato Conan Pilatus dalla torre di Rouen; la torre divenne nota da allora come il "Salto di Conan". In un'altra occasione che ebbe luogo nel 1119, il genero di Re Enrico, Eustace de Pacy, e Ralph Harnec, conestabile di Ivry, si scambiarono i figli come ostaggi. Quando Eustace accecò il figlio di Harnec, questi chiese vendetta. Re Enrico permise ad Harnec di accecare e mutilare le due figlie di Eustace, che erano anche sue nipoti. Eustace e la moglie, Giuliana, erano infuriati e minaccirono di ribellarsi. Enrico organizzò di incontrare la figlia a Breteuil, dove Giuliana estrasse una balestra e tentò di assassinare il padre. Venne catturata e confinata nel castello, ma fuggì saltando da una finestra nel fossato sottostante. Alcuni anni dopo Enrico si riconciliò con la figlia e il genero.

Figli legittimi

Enrico ebbe due figli da Edith-Matilda, che morì nel 1118: Matilda, nata nel febbraio 1102, e Guglielmo Adelin, nato nel novembre 1103. La sciagura colpì quando Guglielmo, suo unico figlio maschio legittimo, perì nel naufragio della Nave Bianca, il 25 novembre 1120, al largo della costa della Normandia. Tra le vittime c'erano anche due figli illegittimi di Enrico, oltre a una nipote, Lucia-Mahaut de Blois. Il dolore di Enrico fu intenso, e la successione fu a rischio.

Secondo matrimonio

Il 29 gennaio 1121, Enrico sposò Adeliza, figlia di Goffedo I di Lovanio, Duca della Bassa Lotharingia, ma non nacquero figli da tale unione. Rimasto senza eredi maschi, Enrico prese la decisione senza precedenti di far giurare ai suoi baroni che avrebbero accettato sua figlia Matilda, vedova di Enrico V del Sacro Romano Impero, come sua erede.

Morte ed eredità

Enrico visitò la Normandia nel 1135 per vedere il suo giovane nipote, figlio di Matilda e Goffredo. Fu molto deliziato dal nipote ma ben presto iniziò a discutere con la figlia e il genero e queste dispute lo spinsero a trattenersi in Normandia più a lungo di quanto aveva previsto. Enrico morì per avvelenamento da cibo per via di una lampreda avariata, nel dicembre 1135 a St. Denis le Fermont in Normandia, e venne seppellito nell'Abbazia di Reading, che aveva fondato 14 anni prima. Anche se i baroni di Enrico avevano giurato fedeltà a sua figlia come loro regina, il suo sesso e l'essersi risposata con un appartenente al casato di Angiò, nemico dei normanni, permise al nipote di Enrico, Stefano di Blois di recarsi in Inghilterra e di reclamare il trono con l'appoggio del popolo. La lotta tra l'imperatrice Matilda e Stefano risultò in una lunga guerra civile nota come "l'anarchia". La disputa venne infine risolta da Stefano che nominò come suo erede il figlio di Matilda, Enrico, nel 1153.

Figli illegittimi

Re Enrico è noto per essere, tra i monarchi inglesi, il detentore del record di figli illegittimi riconosciuti, con un numero che si colloca tra i 25 e i 30. Enrico ebbe molte amanti, e identificare quale di queste fosse la madre di quale figlio è difficile. La sua progenie illegittima per cui si ha della documentazione comprende: # Robert FitzRoy. Sua madre apparteneva probabilmente alla famiglia Gai. # Sibylla FitzRoy, sposò Re Alessandro I di Scozia. Probabilmente figlia di Sibyl Corbet. # Reginald FitzRoy. Sua madre fu Sibyl Corbet. # Maud FitzRoy, sposò Conan III, Duca di Bretagna # Richard FitzRoy, perì nel naufragio della Nave Bianca. Sua madre fu Ansfride. # Fulk FitzRoy, un monaco di Abingdon. Sua madre potrebbe essere stata Ansfride. # Giuliana FitzRoy, sposò Eustace de Pacy. Ella tentò di colpire il padre con una balestra dopo che Re Enrico permise che le sue due figlie venissero accecate. Sua madre potrebbe essere stata Ansfride. # Matilda FitzRoy, sposò il Conte Rotrou II di Perche, perì nel naufragio della Nave Bianca. Sua madre fu Edith. # Constanza FitzRoy, sposò Roscelin de Beaumont # Enrico FitzRoy, morì nel 1157. Sua madre fu la Principessa Nest. # Mabel FitzRoy, sposò Guglielmo III Gouet # Aline FitzRoy, sposò Matteo I di Montmorency # Isabella FitzRoy, figlia di Isabella di Beaumont, sorella di Roberto di Beaumont, II Conte di Leicester. # Matilda FitzRoy, badessa di Montvilliers # Adeliza FitzRoy. Appare in statuti assieme al fratello Roberto (sotto), fu probabilmente figlia di Eda FitzForne. # Roberto FitzRoy, morì nel 1172. Sua madre fu Eda FitzForne. # Guglielmo di Tracy, morì poco dopo Re Enrico. # Gilberto FitzRoy, morì dopo il 1142. Sua madre potrebbe essere stata una sorella di Walter di Gand. categoria:biografie categoria:sovrani britannici Categoria:Duchi di Normandia ja:ヘンリー1世 (イングランド王) simple:Henry I of England

Rinaldo di Chatillon

Rinaldo di Chatillon (chiamato anche Reynald o Reginaldo di Chastillon) (c.1125-4 luglio 1187) fu un cavaliere che partì per la seconda crociata e rimase in Terra Santa dopo la propria sconfitta. Quì regnò come Principe d'Antiochia dal 1153 al 1160. Rinaldo era un figlio cadetto di Enrico, signore di Châtillon, di una famiglia di piccola nobiltà dello Champagne cui apparteneva Eudes di Châtillon, Papa Urbano II. Rinaldo si unì alla Seconda Crociata nel 1147 in cerca di fortuna. Entrò al servizio di Costanza d'Antiochia, il cui primo marito era morto nel 1149. Ella sposò Rinaldo in segreto nel 1153, senza consultare il suo feudatario, Baldovino III di Gerusalemme. Nè il Re Baldovino nè Aimery di Limoges, il Patriarca latino di Antiochia, approvarono la scelta di Costanza di un marito di così umili natali. Uno dei primi gesti di Rinaldo ad Antiochia fu attaccare il Patriarca; lo fece catturare, spogliare, coprire di miele, e lo lasciò a soffrire sotto il sole del deserto. Quando il patriarca fu rilasciato, cedette e accettò di finanziare la spedizione di Rinaldo contro Cipro. Le forze di Rinaldo attaccarono l'isola, devastando e saccheggiando. Cipro apparteneva ai territori dell'Impero Bizantino, e nel 1159 Rinaldo fu obbligato a chiedere venia all'Imperatore Bizantino Manuele I Comneno per il suo gesto, promettendo di accettare un Patriarca Greco ad Antiochia. Quando, più tardi, Manuele venne ad Antiochia per incontrare Baldovino III, Re di Gerusalemme, Rinaldo dovette condurre il cavallo del Re all'interno della città. Poco dopo, nel 1160, Rinaldo fu catturato dai Musulmani durante una scorribanda contro i contadini siriani ed armeni nelle vicinanze di Marash. Fu tenuto prigioniero ad Aleppo per i diciassette anni seguenti. Fu riscattato per l'enorme somma di 120,000 denari d'oro nel 1176, uscendo dalla prigionia più ambizioso ed assetato di sangue che mai. A causa della morte di sua moglie Costanza nel 1163, Rinaldo sposò un'altra ricca vedova, Stefania, vedova sia di Humphrey III di Toron che di Miles di Plancy, e erede della signoria di Oltregiordania, inclusi i castelli di Kerak e Montreal a sudest del Mar Morto. Queste fortezze controllavano le rotte commerciali tra l'Egitto e Damasco, e dettero a Rinaldo accesso al Mar Rosso. Egli divenne famoso per la sua crudeltà a Kerak, dove spesso lanciava i suoi nemici o prigionieri dalle mura del castello a schiantarsi sulle rocce sottostanti. Nel novembre del 1177, al comando di un esercito del Regno di Gerusalemme, sconfisse Saladino alla Battaglia di Montgisard; Saladino scappò per un pelo. Nel 1181 la tentazione delle carovane che passavano da Kerak fu troppo forte, e, a dispetto di una tregua tra Saladino e Baldovino IV, Rinaldo cominciò ad attaccarle. Saladino chiese giustizia a Baldovino IV, ma egli potè solo replicare che non riusciva a tenere a bada il suo sleale vassallo. Il risultato fu una nuova azione di guerra tra Saladino e il Regno latino nel 1182. Nel corso delle ostilità Rinaldo mandò navi nel Mar Rosso, in parte per pirateria, ma in parte per minacciare la Mecca e Medina, sfidando l'Islam nei suoi luoghi sacri. I suoi pirati devastarono i villaggi sul Mar Rosso, prima di essere catturati dall'esercito di Al-Adil I a poche miglia da Medina. Nonostante i suoi pirati fossero stati portati al Cairo e decapitati, Rinaldo stesso scappò nel Moab. Saladino fece voto di decapitare di persona Rinaldo, e alla fine dell'anno attaccò Kerak, durante il matrimonio del figliastro di Rinaldo Humphrey IV di Toron con Isabella di Gerusalemme. L'assedio fu spezzato dal Conte Raimondo III di Tripoli, e Rinaldo fu in pace fino al 1186. In quell'anno si alleò con Sibilla e Guy di Lusignano contro il Conte Raimondo, e la sua influenza contribuì al riconoscimento di Guy come Re di Gerusalemme, nonostante Raimondo fosse il miglior candidato. Più avanti nel 1186 Rinaldo attaccò una carovana in cui viaggiava la sorella di Saladino, violando la tregua tra Saladino e i Crociati. Il Re Guy castigò Rinaldo per tentare di soddisfare Saladino, ma il cavaliere replicò che era signore delle sue terre e che non aveva ratificato alcuna pace col Saladino. Saladino giurò che Rinaldo sarebbe stato eseguito se fosse stato mai preso prigioniero. Nel 1187 Saladino invase il regno, sconfiggendo i Crociati alla Battaglia di Hattin. Nella battaglia Saladino fece molti prigionieri. I più importanti fra questi erano Rinaldo ed il Re Guy, che Saladino ordinò di condurre alla sua tenda. Secondo il racconto di al-Safadi in al-Wafi bi'l-wafayat, Saladino offrì dell'acqua a Guy, che allora diede il bicchiere a Rinaldo. Saladino buttò via l'acqua, dicendo che non aveva offerto l'acqua a Rinaldo e non era quindi vincolato dalle regole musulmane sull'ospitalità. Dopo essere stato rimproverato dal Saladino per la sua malvagità, Rinaldo fu eseguito, decapitato dallo stesso Saladino o da uno dei suoi uomini in presenza dei compagni. Il Re Guy, comunque, fu risparmiato. Saladino spiegà che un Re non dovrebbe ucciderne un altro e che Rinaldo era stato eseguito solo a causa dei suoi enormi crimini. Guy fu portato a Damasco per un po', quindi fu liberato. Molti Crociati considerarono Rinaldo un martire, nonostante tutte le prove dimostrino che era stato un saccheggiatore ed un pirata che poso si preoccupava del benessere del Regno, i cui successi venivano quasi completamente compromessi dalla follia e dall'egoismo di Rinaldo. Rinaldo e Costanza ebbero due figlie: Agnese, che sposò il Re Bela III d'Ungheria; e Alice, che sposò Azzo V d'Este. Una versione molto romanzata di Rinaldo è stata recitata da Brendan Gleeson nel film del 2005 Le Crociate.

Assedio

L'Assedio è una condizione militare in cui un esercito circonda e controlla gli accessi ad una città o posizione nemica, cercando di indebolirla attraverso l'isolamento dal resto del suo campo e con il fine di conquistarla. Per l'arte dell'assedio vedi Poliorcetica. Alcuni assedi famosi della storia furono:
- Assedio di Troia
- Assedio di Roma (536-547)
- Assedio di Roma (1849)
- Assedio di Torino del 1706
- Assedio di Leningrado Per altri assedi nella storia vedi Lista di assedi. Per la condizione politico-sociale vedi Stato d'assedio. categoria:Guerra categoria:Storia delle tecnologie militari ko:공성전 ja:攻城戦

Granada

frame Granada è una città spagnola, capitale dell'omonima provincia andalusa. È molto vicina alle montagne della Sierra Nevada, sita sulla confluenza di due fiumi: il Darro e il Genil. Il monumento più importante della città è sicuramente il palazzo arabo dell'Alhambra, uno dei patrimoni dell'umanità. Il 3 maggio la città festeggia il "Día de la Cruz", la gente della città (prevalentemente ragazzi) si ritrova nelle piazze dove vengono poste delle grandi croci; molte sono le manifestazioni folkloristiche tra le quali i balli di gruppo tipici dell'Andalusia. patrimoni dell'umanità] patrimoni dell'umanità Categoria:Comuni della comunità dell'Andalusia Categoria:Città della Spagna Categoria:Comuni della provincia di Granada ja:グラナダ

Spagna

La Spagna (Reino de España) è una monarchia nel sudovest dell'Europa. Assieme al Portogallo forma la penisola iberica. Nel nordest confina, separata dai Pirenei, con la Francia e il ministato Andorra.
- La Spagna ha una superficie di 505.782 km² e conta circa 43.197.684 abitanti (2004).
- Fin dal 1591 la capitale è Madrid.
- Dal primo gennaio 1986 è membro dell'Unione Europea.
- Dal 1982 fa parte della NATO
- La lingua ufficiale del paese è lo spagnolo (ovvero il castigliano), si parla inoltre catalano, basco, galiziano e occitano che sono lingue ufficiali nelle rispettive regioni autonome.
- Le principali città sono (2003):
  - Madrid 3.092.759
  - Barcellona 1.582.738
  - Valencia 780.653
  - Siviglia 709.975
  - Saragozza 626.081
  - Malaga 547.105
  - Murcia 391.146
  - Las Palmas de Gran Canaria 377.600
  - Palma de Mallorca 367.277
  - Bilbao 353.567
  - Valladolid 321.143
  - Cordova 318.628
  - Alicante 305.911
- I principali fiumi sono: Ebro, Duero, Tago, Guadiana, Guadalquivir, Jucar, Segura, Turia, Miño.

Geografia

Regioni

La Spagna è suddivisa in 17 regioni autonome (comunidad autónoma, al plurale: comunidades autónomas) che sono ulteriormente suddivise in 50 province, più due città autonome (Ceuta e Melilla).
Le regioni autonome sono:
- Andalusia (Andalucia)
- Aragona (Aragon)
- Asturie (Principado de Asturias)
- Baleari (Illes Balears)
- Canarie (Islas Canarias)
- Cantabria
- Castiglia e Leon (Castilla y León)
- Castiglia-La Mancia (Castilla-La Mancha)
- Catalogna (Catalunya)
- Comunità Valenciana (Comunitat Valenciana)
- Estremadura (Extremadura)
- Galizia (Galicia)
- La Rioja
- Madrid (Comunidad de Madrid)
- Murcia (Región de Murcia)
- Navarra (Comunidad Foral de Navarra)
- Paesi baschi (Pais vasco - Euskadi) .

Storia

Turismo

Voci correlate


- Comunità autonome della Spagna
- Province spagnole
- Targhe automobilistiche spagnole fiu-vro:Hispaania ja:スペイン ko:에스파냐 ms:Sepanyol simple:Spain th:ประเทศสเปน zh-min-nan:Se-pan-gâ

1542

Eventi

Nati

Morti


- 17 marzo - Ruzante, autore teatrale 042 ko:1542년 simple:1542

1758

Eventi


- 12 giugno - Inizia l'attacco di James Wolfe a Louisbourg (Nuova Scozia).

Nati


- 28 aprile - James Monroe, quinto presidente degli Stati Uniti († 1831)
- 29 settembre Horatio Nelson, ammiraglio inglese († 1805)
- 11 ottobre - Heinrich Wilhelm Olbers, astronomo tedesco († 1840) ----

Morti

058 ko:1758년

Guerra Franco-Indiana

Capitolo nordamericano della guerra dei sette anni (1756-1763), la guerra franco-indiana venne combattuta tra il 1754 e il 1763 da Francia e Inghilterra, e si concluse con l'espulsione dei francesi dall'intero Nord America (fatte salve le isole di Saint Pierre e Miquelon, tuttora territorio francese).

Gli sviluppi militari

La contesa nacque per il possesso della valle dell'Ohio, rivendicata sia dagli inglesi della Compagnia dell'Ohio che dai francesi, insediatisi con numerosi avamposti militari e commerciali. I francesi, alleati alle truppe indiane, respinsero i tentativi di George Washington, su incarico del governatore della Virginia, di costruire un forte lungo il Mississippi, e nel 1755 distrussero con tattiche indiane di guerriglia nei boschi le truppe del generale Braddock che tentava di assediare Fort Duquesne, oggi Pittsburgh, Pennsylvania. Solo con il generale William Pitt e la riorganizzazione dell'esercito gli inglesi riuscirono a reagire, e a conquistare i forti francesi di di Louisburg, Frontenac e Duquesne. Quebec cadde il 17 settembre 1759 e Montreal si arrese dopo un anno, il 7 settembre 1760.

Tattiche di guerra batteriologica

Nel 1763 gli inglesi usarono anche tattiche di guerra batteriologica per fiaccare la resistenza indiana, distribuendo agli indiani Delaware coperte infette da vaiolo provenienti da Fort Pitt, già Fort Duquesne, dove era scoppiata un'epidemia. Con una lettera al colonnello Henry Bouquet, datata 16 luglio 1763, il generale dell'esercito britannico in Nord America, Jeffrey Amherst, dichiara di approvare il piano suggerito dal sottoposto e aggiunge di "utilizzare qualsiasi altro metodo utile a estirpare questa esecrabile razza." Le tribù indiane ne furono decimate.

La Pace di Parigi

La Pace di Parigi del 1763 pose fine al conflitto e segnò l'espulsione dei francesi. Tutta la Nuova Francia passava sotto controllo inglese, fino al fiume Mississippi. I territori oltre il fiume erano ceduti alla Spagna: Napoleone li riprese sconfiggendo la Spagna, per poi vendere l'intero territorio della Louisiana agli Stati Uniti nel 1803. Categoria:Guerre

1783

Eventi


- Rivoluzioni: ha termine la Rivoluzione americana

Nati


- 24 luglio - Simón Bolívar, rivoluzionario sudamericano († 1830)
- 13 febbraio - Guglielmo Pepe, generale e patriota († 1855)

Morti


- 7 gennaio - Giovanni Targioni Tozzetti, naturalista (n. 1712)
- Jean Baptiste Le Rond d'Alembert, matematico francese (n. 1717) 083 ko:1783년 ms:1783 simple:1783

Guerra d'indipendenza americana

Per Guerra di indipendenza americana (o Rivoluzione americana) si intende l'insieme di eventi che per vent'anni, fra il 1763 e il 1783, vide su fronti opposti la Gran Bretagna e le sue tredici colonie dislocate sulla costa atlantica dell'America del Nord, a sud del Canada. Alla base del conflitto - che portò il 4 luglio 1776 alla dichiarazione di indipendenza e all'incarico a George Washington di costituire un esercito regolare - vi erano motivi di ordine economico, politico e militare.

Motivazioni della rivoluzione

Uno dei sostegni della prosperità dell'impero inglese era il commercio con le colonie nordamericane, dalle quali la madrepatria importava materie prime a basso costo e dove esportava manufatti, arricchiti da un alto contenuto di lavoro. Alle colonie era preclusa ogni prospettiva di sviluppo industriale autonomo. Una legge del 1750 vietava alle colonie di costruire laminatoi, fonderie, acciaierie e in generale fabbriche adibite alla siderurgia. Fra le tredici colonie atlantiche, sussistevano però anche profondi motivi di divisione. Le differenze di prospettiva nascevano da differenze strutturali. Da questo punto di vista, le colonie possono essere distinte in tre gruppi: # nelle quattro colonie del Nord che costituivano la Nuova Inghilterra (New Hampshire, Massachusetts, Rhode lsland, Connecticut) prevalevano le attività commerciali e industriali: segherie, lavorazione del pesce conservato fornito dalla pesca molto abbondante, cantieri navali; qui la vita culturale e gli interessi politici erano particolarmente vivaci, sicché la Nuova Inghilterra ebbe un peso determinante nello svolgimento della storia americana. # nelle quattro colonie del Centro (New York, Pennsylvania, New Jersey, Delaware) l'attività era molto varia: aziende contadine di modeste proporzioni, attività commerciali riguardanti soprattutto le pellicce; i coloni di origine inglese costituivano il gruppo più numeroso della popolazione, ma erano in minoranza rispetto agli Olandesi, Svedesi e Tedeschi presi nel loro complesso. # nelle cinque colonie del Sud (Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia), nettamente differenziate da quelle del Nord e del Centro, prevalevano le attività agricole: canna da zucchero, tabacco, riso e, più tardi, cotone, coltivati in grandi piantagioni con massiccio impiego di schiavi neri, erano le maggiori fonti di ricchezza del Sud. Londra esigeva che i sudditi d'America contribuissero al pagamento delle spese dell'impero, ribadiva il monopolio e il divieto a uno sviluppo industriale autonomo delle colonie e si preoccupava, com'era ovvio, non tanto dei loro particolari interessi, quanto degli interessi globali dell'impero, ma né da una parte né dall'altra esisteva una aperta volontà di scontro. Se si giunse alla completa rottura fra le colonie e la madrepatria, alla dichiarazione d'indipendenza e alla guerra, è perché agivano ragioni profonde e oggettive da individuare come cause reali della rivoluzione americana però le colonie non si sarebbero potute sviluppare sino a diventare il primo nucleo degli Stati Uniti d'America, se fossero rimaste inquadrate e soffocate nell'organizzazione imperiale inglese. Fin dal 1743, Benjamin Franklin aveva proposto d'inventariare le risorse agricole, minerali, industriali che la scienza avrebbe permesso di mettere a buon frutto. George Washington per quanto appartenente a una famiglia di ricchi proprietari di piantagioni della Virginia, aveva esperienza sufficiente per ragionare non nei termini provinciali del profondo Sud, ma secondo prospettive globali di sviluppo. La guerra dei sette anni aveva posto fine alla dominazione francese sui territori americani, cosicché i coloni non avevano più quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Ciò li rendeva più insofferenti dei privilegi che l'Inghilterra si era riservati, che risultavano tanto più odiosi in quanto la cultura illuministica diffusasi anche oltreoceano, denunciava l'assurdità delle restrizioni frapposte alla libertà di commercio. La conclusione della guerra fu per i coloni un'amara delusione: essi si aspettavano che la Louisiana fosse aperta alla loro libera espansione, mentre una disposizione regia precluse immediatamente questa possibilità dichiarando che le terre di recente conquista appartenevano all'impero. A ciò si aggiunsero molteplici iniziative del Parlamento, intese, come abbiamo detto, a imporre anche ai coloni l'obbligo di contribuire alle spese dell'impero. Si trattava di imposte indirette su generi che, avevano per gli Americani un'importanza non trascurabile. Le dogane percepite dal governo inglese non erano sufficienti a pagare le spese dei corpi militari e dei funzionari stanziati in America. D'altra parte i coloni erano abituati a pagare soltanto le imposte locali. Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l'apposizione di un bollo. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese, i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti. Di fronte alla protesta dei coloni, la legge sul bollo fu abrogata, ma fu sostituita con una serie di imposte indirette su alcune merci (carta, vernici, piombo, ), che le colonie importavano dall'Inghilterra. La portata economica di questi provvedimenti era molto limitata, ma con essi il Parlamento intendeva porre una questione di principio, facendo valere concretamente il suo diritto di tassare tutti i sudditi dell'impero. I coloni non accettarono l'impostazione del Parlamento e la questione di principio rimase irrisolta, nel 1770 le imposte indirette furono tutte abolite, salvo quella sul tè.
Immagine:Stampa-Revere.jpg
Scontri di Boston (1773) - stampa di Paul Revere

Le prime avvisaglie

Nel 1773 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali ottenne dal Parlamento il diritto di vendere in esclusiva e mediante i suoi stessi agenti il tè ch'essa importava dalla Cina, tagliando fuori gli intermediari americani che avevano fino allora goduto di un ampio e fruttuoso giro di affari. I commercianti americani di tè, sostenuti dall'opinione pubblica e dalle organizzazioni popolari dei Figli della libertà, organizzarono di rimando il boicottaggio delle merci inglesi. Un boicottaggio che culminò in un episodio particolarmente clamoroso che scatenò la fase acuta del conflitto: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella linea rossa - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile. La rivolta di quello che è ricordato come "Boston Tea Party" (dicembre 1773), ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave della Compagnia alla fonda nel porto di Boston, carica di tè; intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di Niente tasse senza una rappresentanza politica una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnava un chiaro punto di svolta. Il governo di Londra bloccò il porto dì Boston e tentò di privare il Massachusetts di ogni autonomia amministrativa inviando sul posto un gruppo di funzionari inglesi, nominati dal re. In tale situazione, già molto tesa, subentrò una nuova decisiva ragione di conflitto quando, nel 1774, il Parlamento approvò il Quebec Act (Legge di Quebec) che assicurava ai sudditi del Canada, di nazionalità francese e di recente acquisizione, la più ampia libertà religiosa e civile e assegnava al Canada tutti i territori a nord del fiume Ohio, nei quali i sudditi delle tredici vecchie colonie aspiravano ad espandersi.
Mitica cavalcata

Fra i molti eroi della Guerra di indipendenza Paul Revere è uno fra i più celebrati., Con una leggendaria cavalcata notturna si recò a Lexington ad avvisare i coloni insorti mettendoli in guardia sull'arrivo di un battaglione di soldati inglesi appena sbarcati nella zona di North Beach, vicino a Boston.
Il Quebec Act, subito definito intolerable Act (Legge intollerabile) accelerò il processo di ribellione ormai in corso. Nelle colonie meridionali i grandi proprietari terrieri, i mercanti, i ricchi professionisti consideravano il governo inglese come garante della conservazione sociale, ma, specie nel Nord, i lavoratori, il popolo minuto, i piccoli agricoltori e gli uomini di frontiera abbracciarono la tesi dell'indipendenza. Ciò nondimeno, un Congresso continentale riunitosi a Philadelphia nell'autunno del 1774, al quale parteciparono i delegati di tutte le colonie eccetto la Georgia, si limitò a rivendicare l'autonomia amministrativa dei coloni e votò il boicottaggio sistematico delle merci inglesi, da imporre con la forza anche a quegli Americani che non l'avessero praticato spontaneamente. Di secessione, per il momento, non si parlava ancora, anzi Franklin, che si trovava in Inghilterra per tentare una ragionevole transazione, collaborava alla stesura di un progetto che prevedeva la costituzione di un impero federale, in cui i singoli paesi avrebbero goduto di larga autonomia pur rimanendo uniti nella persona del re. La tensione determinata dal boicottaggio costituiva un terreno propiziò al nascere di incidenti atti a far precipitare la situazione. Nell'aprile del 1775, in occasione di un ordine di confisca di armi impartito dal comandante militare britannico di Boston, si verificò a Lexington una sparatoria fra i patrioti americani e le truppe inglesi, dalla quale ebbe inizio la guerra civile.

Guerra d'indipendenza

Anche se nel maggio del 1776 gli insorti riuscirono a costringere gli Inglesi a sgomberare Boston, le loro truppe erano improvvisate e poco numerose, mancavano di equipaggiamento e di istruzione militare, inoltre una minoranza significativa della popolazione rimaneva fedele al governo di Londra, sicché la guerra non era rivolta solo contro un nemico esterno, ma assumeva anche il carattere di una guerra civile in senso stretto. La speranza dei coloni di ottenere l'appoggio delle popolazioni francesi del Canada fu delusa, ma l'opinione pubblica internazionale progressista appoggiava la causa dei ribelli. L'appoggio dell'opinione pubblica europea alla rivoluzione alimentò un certo flusso di volontari i quali, come il francese marchese di La Fayette, andavano a battersi per la libertà dei coloni, ma in seguito tale appoggio contribuì a facilitare l'intervento della Francia e di altri stati a fianco degli insorti, anche se i governi si muovevano per ben altri motivi che non quelli ideali. Mentre Franklin sì recava in Francia per ottenere aiuti concreti, la responsabilità di organizzare i ribelli era affidata a George Washington. Nell'ottobre del 1777 una colonna inglese proveniente dal Canada, che procedeva lungo il fiume Hudson con l'intenzione di accerchiare e isolare gli Stati del Nord, fu battuta a Saratoga: tale successo non avrebbe potuto evitare la sconfitta finale cui gli insorti erano votati per la loro inferiorità di mezzi, ma divenne decisivo in quanto dimostrò che gli Americani erano abbastanza risoluti perché i governi europei se ne potessero fidare. La Francia, che da tempo li sosteneva con l'invio di armi, di munizioni e di danaro e che attendeva solo l'occasione propizia per vendicare la sconfitta subita nella guerra dei sette anni, si decise ad intervenire direttamente contro l'Inghilterra (febbraio 1778), seguita l'anno successivo anche dalla Spagna. L'intervento della Francia mutò profondamente le sorti della guerra, che divampa ormai anche nel Mediterraneo, sulle coste dell'Africa e in India. Nel 1780 la situazione della Gran Bretagna divenne anche più pericolosa, perché non solo essa aveva dichiarato guerra all'Olanda che forniva il suo appoggio agli insorti, ma pretendeva di ispezionare le navi dei Paesi neutrali per accertare che essi non rifornissero gli Americani. Questo modo di procedere determinò la reazione di Caterina II di Russia, che rivendicò piena libertà di navigazione sui mari e promosse una Lega dei Neutri (1781) ostile all'Inghilterra. Alla Lega aderirono la Danimarca, la Svezia, la Prussia, l'Austria e il Portogallo. In America: le truppe inglesi bloccate nella penisola di Yarktown dal corpo di spedizione francese e dall'esercito americano, dovettero capitolare (ottobre 1781). Gli Inglesi stipularono pertanto con gli Americani e con i loro alleati la Pace di Versailles (3 settembre del 1783) con la quale l'Inghilterra riconosceva la piena indipendenza degli Stati Uniti e restituiva alla Spagna Minorca e la Florida; la Francia recuperava alcune delle Antille, in America, e il Senegal, sulle coste dell'Africa occidentale.

Le conseguenze della rivoluzione americana

In Inghilterra, lo scacco subito costrinse Giorgio III a rinunciare al tentativo di far prevalere le prerogative della corona a scapito del Parlamento. Dopo che anche il Canada era riuscito ad ottenere dalla Gran Bretagna il diritto all'autogoverno, il processo di emancipazione - sospinto dall'esito della Rivoluzione Francese - si estese a macchia d'olio. Nell'America Latina, l'esempio statunitense e la presenza concreta degli Stati Uniti posero le premesse per il movimento indipendentistico che si sviluppò nei primi decenni dell'Ottocento. Nel 1810, con il coinvolgimento della Spagna nelle Guerre napoleoniche, le colonie spagnole nelle Americhe cominciarono anch'esse a lottare per l'indipendenza: nello stesso anno il Messico insorse contro la Spagna, riuscendo però ad ottenere l'indipendenza solo nel 1821. In Francia, la monarchia dei Borbone aveva contribuito ad innescare un processo di enormi proporzioni che l'avrebbe presto travolta. Non solo, infatti, le spese sostenute nella guerra accentuarono le difficoltà del bilancio francese, ma la rivoluzione americana, ispirata a principi democratici illuministici, aveva dato la prova concreta che la sovranità popolare e il diritto-dovere di resistere a un governo vessatorio non erano semplici utopie dei filosofi, ma potevano tradursi in realtà come di lì a poco avrebbe confermato la rivoluzione francese. Le tredici colonie della costa atlantica, conquistando l'indipendenza, prepararono il terreno per quell'esplosione produttiva del capitalismo che in un secolo e mezzo portò gli Stati Uniti ad affermarsi come la più grande potenza industriale e imperialistica del mondo.

Collegamenti esterni


- http://www.thefreedomtrail.org/ (in inglese) Indipendenza americana Categoria:Storia degli Stati Uniti ja:アメリカ独立戦争

New York

La metropoli di New York è la città più popolosa degli Stati Uniti d'America e si trova nell'omonimo stato, che ha per capitale Albany. Ombelico del mondo, Grande mela (the Big Apple), come è stata via via soprannominata, è certamente una fra le città più importanti ed uno fra i maggiori centri finanziari del mondo. Come polo culturale fra i più conosciuti del mondo occidentale è meta di un flusso turistico che probabilmente non ha eguali. L'essere poi sede delle Nazioni Unite, conferisce credibilità all'affermazione dei suoi abitanti secondo cui è, a tutti gli effetti, la capitale del mondo. New York conta circa 8 milioni di abitanti, distribuiti su un'area di 831 km² divisa amministrativamente nei 5 quartieri ("boroughs") di Manhattan, Bronx, Queens, Brooklyn e Staten Island a loro volta divisi complessivamente in 60 distretti. La popolazione della sua area metropolitana, estesa su tre stati (New York, New Jersey e Connecticut arriva invece a circa 20 milioni di abitanti. Ferita al cuore dall'attentato terroristico dell'11 settembre 2001, con l'abbattimento di uno dei suoi simboli, le Torri Gemelle, la metropoli ha mostrato una decisa forza di reazione: la zona che è diventata celebre in tutto il mondo come Ground Zero sarà riedificata nel giro di pochi anni, con un progetto firmato dall'architetto di origine polacca Daniel Libeskind.

Geografia

Situata sulla costa orientale dell'America settentrionale, dirimpetto all'Atlantico, è ubicata alla foce del fiume Hudson (che costituisce il suo confine occidentale, separandola da una serie di sobborghi nel New Jersey), che è anche il punto dove la grande isola di Long Island è più vicina al continente, da cui è separata solo dallo stretto East River. Questa particolare topografia ha fatto sì che la città diventasse uno dei più importanti porti del mondo sin dall'epoca coloniale. È interessante notare che dei 5 quartieri in cui è divisa la città solamente uno (Bronx) si trova sul continente vero e proprio, mentre due (Brooklyn e Queens) occupano l'estremità orientale di Long Island, e gli altri (Manhattan e Staten Island) occupano due isole omonime di dimensioni intermedie; esistono anche numerose isole di dimensioni più piccole, come Ellis Island o l'isola dove è collocata la Statua della Libertà.

Storia della città

Statua della Libertà New York fu fondata nel 1624 dagli olandesi, col nome di Nieuw Amsterdam; il primo insediamento si trovava sulla punta sud dell'isola di Manhattan. Nel 1664 questo insediamento fu conquistato dagli inglesi, che ne cambiarono il nome in New York. New York fu occupata dagli inglesi per quasi tutta la durata della guerra d'indipendenza e la città costituì il più importante punto d'appoggio britannico durante la guerra. All'inizio del XIX secolo l'importanza del porto di New York fu notevolmente accresciuta dall'apertura del Canale Erie, che collegava la valle dello Hudson con il Lago Erie, e quindi metteva in comunicazione tutta la regione dei Grandi Laghi con la costa atlantica. Grazie a questo canale, New York divenne il principale punto di approdo delle merci e degli immigranti provenienti dall'Europa. Molti dei nuovi arrivati si stabilirono in città, e la popolazione di New York crebbe vertiginosamente. Tra il 1874 ed il 1898 i confini di New York City (che fino ad allora comprendeva solo Manhattan) furono sostanzialmente ampliati, prima con l'aggiunta del Bronx (parte nel 1874 e parte nel 1895) e poi con quella degli altri tre distretti (1898). Per via degli elevatissimi prezzi dei terreni sull'isola di Manhattan, tra gli anni '20 e gli anni '30 si cominciarono a costruire edifici sempre più alti, i cosiddetti grattacieli, che costituiscono una delle caratteristiche più famose della città. Il più famoso di questi è probabilmente l'Empire State Building, costruito nel 1931, e che fino al 1973 fu il più alto del mondo. Altri due famosi grattacieli, le torri gemelle del World Trade Center sono tristemente noti per via di un altro episodio saliente nella storia di New York, gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, che hanno portato al loro crollo ed alla morte di circa 3000 persone.

Ordinamento amministrativo

11 settembre 2001 New York City viene amministrata secondo uno statuto cittadino stabilito dall'assemblea legislativa dello stato di New York. Per quanto soggetta allo stato, la città gode di un elevato grado di autonomia legislativa ed esecutiva. Come in gran parte degli Stati Uniti, il governo cittadino si articola in un ramo esecutivo, uno legislativo ed uno giudiziario. Il potere esecutivo è affidato al sindaco, che viene scelto tramite un voto popolare diretto; l'attuale sindaco di New York è Michael Bloomberg (eletto per la prima volta nel 2001, è stato rieletto nel 2005). Il potere legislativo è esercitato da un Consiglio cittadino di 51 membri, ciascuno dei quali rappresenta un distretto elettorale di circa 160.000 persone. Dal punto di vista giudiziario, poiché New York si estende su 5 diverse contee (corrispondenti ai 5 quartieri), essa è leggermente anomala rispetto al resto degli Stati Uniti: infatti la giustizia penale viene esercitata dalle Corti delle singole contee, mentre la giustizia civile viene esercitata da un'unica Corte; inoltre alcuni giudici vengono nominati dal sindaco per periodi di 10 anni, anziché essere eletti.

I cinque Boroughs

Come si è già detto, New York è divisa amministrativamente in cinque quartieri, coincidenti (a fini giudiziari) con altrettante contee. Ecco una lista (i dati sulla popolazione sono aggiornati al luglio 2002):
- Manhattan (Contea di New York), 1.547.000 abitanti
- Bronx (Contea del Bronx), 1.354.000 abitanti
- Brooklyn (Contea di Kings), 2.488.000 abitanti
- Queens (Contea del Queens), 2.238.000 abitanti
- Staten Island (Contea di Richmond), 458.000 abitanti In ciascun distretto viene eletto un presidente, che però non ha grandi poteri.

Economia

Staten Island L'economia di New York si regge fondamentalmente su due pilastri, il turismo (vedi più sotto) e la finanza. Vi ha infatti sede la borsa di Wall Street (organizzata in diversi mercati: il New York Stock Exchange, il NASDAQ, l'American Stock Exchange, il New York Mercantile Exchange e la New York Board of Trade), indubbiamente la più importante del mondo; anche molte delle maggiori banche d'affari mondiali hanno sede in città (ad es. Citigroup, Goldman Sachs, J.P. Morgan Chase, Merril Lynch). Un ruolo economico importante è svolto anche dall'industria culturale: vi hanno sede studi televisivi (ABC, CBS, NBC) e cinematografici (per quanto in misura decisamente inferiore a Los Angeles) e numerosi gruppi editoriali (ad es. McGraw-Hill, The New York Times Company, Time Warner). La fama e l'importanza culturale della città le permette anche di rivestire un ruolo importante nel campo della moda e dell'industria dell'abbigliamento statunitense.

Trasporti e mobilità

A differenza di gran parte delle aree urbane statunitensi, la maggior parte degli abitanti di New York City utilizza i mezzi pubblici anziché le automobili private; ciò è dovuto sia alla presenza di una buona ed efficiente rete di trasporto pubblico (basata su una delle metropolitane più estese del mondo), sia grazie a disincentivi nell'uso del mezzo privato, come gli elevati costi dei pedaggi e dei parcheggi e il notevole traffico, soprattutto nelle ore di punta.

Aeroporti

New York dispone di 3 importanti aeroporti: il John Fitzgerald Kennedy International Airport (JFK), situato a Jamaica (nel Queens) e a 25 km da Manhattan; il Newark Liberty International Airport (EWR), nel New Jersey; e il LaGuardia Airport (LGA), situato invece a