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| 26 Settembre |
26 settembre
Il 26 settembre è il 269° giorno del Calendario Gregoriano (il 270° negli anni bisestili).
Mancano 96 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1580 - Sir Francis Drake circumnaviga il globo.
- 1687 - Il Partenone di Atene viene parzialmente distrutto da un'esplosione causata dal bombardamento condotto dalle forze Veneziane guidate da Francesco Morosini, che stavano assediando i Turchi Ottomani.
- 1777 - Truppe britanniche occupano Philadelphia durante la Rivoluzione americana.
- 1789 - Thomas Jefferson viene nominato come primo Segretario di Stato degli Stati Uniti; John Jay è il primo Giudice Capo della Corte Suprema degli Stati Uniti; Samuel Osgood è il primo Direttore Generale del servizio postale statunitense; Edmund Randolph è il primo Procuratore Generale degli Stati Uniti.
- 1810 - Un nuovo Atto di successione viene adottato dal Parlamento Svedese e Jean Baptiste Bernadotte diventa l'erede al trono di Svezia.
- 1907 - La Nuova Zelanda diventa un dominion.
- 1914 - Negli USA viene istituita la Federal Trade Commission (FTC).
- 1918 - Battaglia della Mosella.
- 1934 - Viene varata la RMS Queen Mary.
- 1944 - Fallisce l'Operazione Market Garden.
- 1950 - Truppe delle Nazioni Unite riconquistano Seul dalla Corea del Nord.
- 1957 - Debutta a Broadway West Side Story di Leonard Bernstein.
- 1960 - A Chicago si svolge il primo dibattito tra candidati alla presidenza USA (Richard Nixon e John F. Kennedy) trasmesso per televisione.
- 1961 - Bob Dylan debutta in pubblico.
- 1962 - Proclamazione della Repubblica Araba dello Yemen.
- 1968 - Italia: l'Edilnord Sas, di proprietà del 32enne Berlusconi acquista dal conte Bonzi, per 3 miliardi di lire (pari a 25 milioni di euro del 2005), l'area dove sorgerà Milano2
- 1969 - L'album dei Beatles, Abbey Road viene pubblicato nel Regno Unito.
- 1983 - L'ufficiale sovietico Stanislav Petrov evita una guerra nucleare mondiale.
- 1983 - Australia II, è la prima barca non statunitense a vincere l'America's Cup.
- 1988 - Ben Johnson viene spogliato della medaglia d'oro olimpica dei 100 metri per essere risultato positivo ad un test anti-doping.
- 1991 - Apre Biosphere 2.
- 2002 - Il Joola, un traghetto senegalese sovraccarico affonda nell'oceano al largo della costa del Gambia; più di 950 morti.
- 2005 - Silvio Berlusconi e tre dirigenti della Fininvest vengono assolti dalle accuse del processo All Iberian, in quanto il fatto non è più reato, in seguito alla legge sul falso in bilancio approvata. Grazie alla legge sull'assoluzione in primo grado approvata nei giorni precedenti, non sarà possibile ricorrere in appello.
Nati
- 1729 - Moses Mendelssohn, filosofo tedesco († 1786)
- 1754 - Joseph Proust, chimico francese
- 1774 - John Chapman ("Johnny Appleseed"), ambientalista († 1847)
- 1791 - Théodore Géricault, pittore francese
- 1856 - Leo Graetz, fisico tedesco
- 1869 - Komitas, compositore statunitense († 1935)
- 1870 - Re Cristiano X di Danimarca († 1947)
- 1871 - Winsor McCay, fumettista statunitense († 1934)
- 1874 - Lewis Hine, fotografo, attivista sociale († 1940)
- 1875 - Edmund Gwenn, attore († 1959)
- 1876 - Edith Abbott, educatrice, scrittrice († 1957)
- 1887 - Antonio Moreno, regista spagnolo
- 1888 - T. S. Eliot, poeta statunitense († 1965)
- 1889
- Gerhard Bersu, archeologo tedesco († 1964)
- Martin Heidegger, filosofo tedesco († 1976)
- 1895 - George Raft, attore († 1980)
- 1897 - Papa Paolo VI († 1978)
- 1898 - George Gershwin, compositore statunitense († 1937)
- 1914 - Jack LaLanne, salutista
- 1925 - Marty Robbins, cantante country († 1982)
- 1926 - Julie London, cantante, attrice
- 1927 - Enzo Bearzot, giocatore e allenatore di calcio italiano
- 1932
- Manmohan Singh, Primo Ministro dell'India
- Clifton Williams, astronauta statunitense
- 1933 - Donna Douglas, attrice
- 1935 - Juan Zanotto, disegnatore
- 1936 - Winnie Mandela, attivista anti-apartheid sudafricana
- 1945 - Bryan Ferry, cantante
- 1948 - Olivia Newton-John, cantante australiana
- 1954 - Alice, cantante italiana
- 1955 - Carlene Carter, cantante country
- 1956
- Linda Hamilton, attrice statunitense
- Clip Payne, musicista (P Funk)
- 1962 - Melissa Sue Anderson, attrice statunitense
- 1963 - Lysette Anthony, attrice
- 1964 - Les Claypool, musicista statunitense
- 1966 - Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, cantante italiano
- 1967 - Shannon Hoon, cantante ("Blind Melon") († 1995)
- 1968 - James Caviezel, attore
- 1976 - Michael Ballack, calciatore tedesco
- 1980 - Patrick Friesacher, pilota automobilistico
- 1981 - Serena Williams, tennista statunitense
Morti
- 1802 - Barone Jurij Vega, matematico, fisico e ufficiale di artiglieria sloveno (n. 1754)
- 1820 - Daniel Boone, uomo di frontiera statunitense (n. 1734)
- 1867 - James Ferguson, astronomo scozzese
- 1868 - August Ferdinand Möbius, matematico ed astronomo tedesco (n. 1790)
- 1877 - Hermann Grassmann, matematico tedesco
- 1902 - Levi Strauss, industriale tessile americano
- 1904 - John F. Stairs, statista e uomo d'affari canadese (n. 1848)
- 1937 - Bessie Smith, cantante blues statunitense (n. 1894)
- 1945 - Béla Bartók, compositore ungherese (n. 1881)
- 1947 - Hugh Lofting, scrittore britannico (n. 1886)
- 1952 - George Santayana, filosofo (n. 1863)
- 1973 - Anna Magnani, attrice italiana
- 1990 - Alberto Moravia, scrittore italiano
- 1991 - Viviane Romance, attrice francese
- 1998 - Betty Carter, cantante jazz
- 2003
- Robert Palmer, cantante inglese (n. 1949)
- Nawabzada Narullah Khan, politico pakistano
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Cosma, martire
- San Damiano, martire
- San Giustino, martire
- San Nilo da Rossano
- Santa Teresa Couderc, fondatrice
Laiche
26
ja:9月26日
ko:9월 26일
simple:September 26
th:26 กันยายน
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
1580
Eventi
Nati
Morti
- Livio Agresti da Forlì, pittore italiano
- 19 agosto - Andrea Palladio, architetto
080
ko:1580년
Francis Drake
Il Vice Ammiraglio Sir Francis Drake (circa 1540; 28 gennaio 1596) fu un corsaro inglese, navigatore, eroe navale, politico, ingegnere civile del periodo elisabettiano. Fu il primo inglese a circumnavigare il globo, dal 1577 al 1580 e fu insignito del titolo di cavaliere al suo ritorno dalla regina Elisabetta I. Fu il comandante in seconda della flotta inglese che sconfisse la Armada spagnola nel 1588.
Nascita e primi anni
Come nel caso di molti contemporanei, non si conosce l'esatta data di nascita di Drake e potrebbe risalire fino al 1535. La data 1540 è presente in un ritratto dipinto circa verso la fine della vita di Drake.
In seguito all'attacco di Cadice e le sue imprese nel Mar dei Caraibi spagnolo, Drake si guadagnò il soprannome di El Draque ("Il dragone"), che è la diretta traduzione del suo cognome.
Francis Drake nacque a Tavistock, Devon, Inghilterra, figlio di agricoltori protestanti. Durante le sommosse cattoliche del 1549, la famiglia fu costretta a fuggire nel Kent. All'età di circa 13 anni Francis prese il mare su una nave cargo, diventando comandante della nava all'età di 20 anni. Passò gli inizi della sua carriera affinando le sue qualità di far vela nelle acque difficili del Mare del Nord e infine, dopo la morte del capitano per cui egli comandava, diventando comandante di una imbarcazione di proprietà. All'età di 23 anni Drake compì i suoi primi viaggi nel Nuovo Mondo sotto le vele della famiglia Hawkins di Plymouth, in compagnia di suo cugino, Sir John Hawkins.
Le prime avventure
John Hawkins.]]
Attorno al 1563 Drake dapprima fece vela a ovest verso l'oceano spagnolo, attirato dall'immensa ricchezza derivante dal monopolio spagnolo sull'argento del Nuovo Mondo. Drake maturò una rapida antipatia per gli Spagnoli, a causa, almeno in parte, della loro malfidenza verso gli stranieri e del loro cattolicesimo. Si dice che la sua ostilità fosse stata accresciuta dall'incidente a San Juan de Ulloa nel 1568, quando le forze spagnole compirono un attacco a sorpresa in violazione di una tregua concordata pochi giorni prima, che quasi costò la vita a Drake. Da allora, egli dedicò il resto della sua vita ad agire contro l'Impero spagnolo: gli Spagnoli lo consideravano un pirata fuorilegge, ma per l'Inghilterra era semplicemente un navigatore e corsaro. Nel suo secondo viaggio di questo tipo combatté una pesante battaglia contro le forze spagnole, che costò molte vite agli Inglesi ma fece guadagnare a Drake il favore della regina Elisabetta.
La più celebrata avventura di Drake nei Caraibi fu la cattura della carovana spagnola che trasportava argento a Nombre de Dios nel marzo del 1573. Con un equipaggio che includeva diversi corsari francesi e Cimaroni (schiavi africani che erano scappati dagli spagnoli), Drake fece incursioni nelle acque intorno Darien (nell'odierna Panama) e individuò la carovana dell'argento nel vicino porto di Nombre de Dios. Razziò una fortuna in oro, ma dovette lasciar dietro un'altra fortuna in argento perché era troppo pesante per essere riportata in Inghilterra. Fu durante questa spedizione che divenne il primo inglese a vedere l'Oceano Pacifico. Ci riuscì salendo in cima a un alto albero nelle montagne centrali dell'istmo di Panama. Quando Drake ritornò a Plymouth il 9 agosto 1573, soltanto trenta inglesi ritornarono insieme a lui, ma ogni sopravvissuto era ricco per il resto della vita. Tuttavia, la regina Elisabetta, che aveva fino a quel punto appoggiato e incoraggiato le incursioni di Drake, firmò una tregua temporanea con il re Filippo II di Spagna, e così non poté riconoscere ufficialmente le imprese di Drake. Tali intrighi erano tipici nell'era di Drake.
La circumnavigazione del globo
Nel 1577, Drake ricevette dalla regina Elisabetta il compito di intraprendere una spedizione contro la Spagna lungo le coste del Pacifico delle Americhe. Egli fece vela da Plymouth, in Inghilterra, nel dicembre, a bordo del Pelican, con quattro altre navi e più di 150 uomini. Dopo aver attraversato l'Atlantico due delle navi dovettero essere abbandonate sulla costa orientale del Sud America. Le restanti tre navi partirono dirette allo stretto di Magellano all'estremità meridionale del continente. Alcune settimane dopo esse riuscirono a entrare nel Pacifico, tuttavia violenti temporali distrussero una delle navi e costrinsero un'altra a ritornare in Inghilterra. Drake continuò nella sua nave ammiraglia, ora rinominata Golden Hind (la Cerva Dorata) in onore a Sir Christopher Hatton (dal suo stemma araldico).
L'ultima nave restante veleggiò verso nord lungo le coste sul Pacifico del Sud America, attaccando porti spagnoli come Valparaíso durante il percorso. Catturò inoltre delle navi spagnole nel viaggio verso nord, facendo buon uso delle loro mappe, più accurate. Nella sua ricerca del passaggio a Nord Ovest, Drake può essere giunto fino all'odierno confine tra Stati Uniti e Canada. Non essendo in grado di trovare il fantomatico passaggio per rientrare nell'Atlantico, girò indietro e si diresse a sud.
Nel 1579, la Golden Hind entrò in una insenatura (la baia di Drake) a nord dell'odierna San Francisco per riparazioni. Sbarcò nel nord della California, o forse ancora più a nord, nell'Oregon o nel Pacific Northwest (il luogo esatto è ancora dibattuto tra gli storici) e dichiarò la terra, chiamandola "Nuova Albione", territorio della Corona Inglese. Le mappe realizzate poco dopo riportarono scritto "Nuova Albione" su tutta la frontiera a nord della Nuova Spagna.
Quando Drake rifece vela, essi si diressero a ovest attraverso il Pacifico, e qualche mese dopo raggiunsero le Molucche, un gruppo di isole nel sud ovest pacifico (a est dell'odierna Indonesia).
Fece numerose soste nel suo viaggio verso la punta dell'Africa, doppiando infine il Capo di Buona Speranza, e arrivò in Inghilterra nel settembre del 1580. Portò con sé un ricco carico di spezie e di tesori catturati agli spagnoli, e fu salutato come il primo inglese a circumnavigare la Terra. In seguito Drake fu nominato cavaliere dalla regina Elisabetta a bordo della Golden Hind, e divenne sindaco di Plymouth e parlamentare.
Il carico di spezie e tesori catturati agli spagnoli dimostrarono sia la ricchezza che la vulnerabilità dell'Impero spagnolo. La regina ebbe diritto alla metà del carico e il valore di quella metà era superiore alle entrate della corona di un intero anno.
La regina ordinò che tutti i resoconti scritti del viaggio di Drake fossero tenuti segreti, ai suoi partecipanti fu fatto giurare il silenzio a prezzo della vita; il suo scopo era tenere le attività di Drake lontano dagli occhi della rivale Spagna.
L'Armada spagnola
Nel 1585 scoppiò la guerra tra la Spagna e l'Inghilterra. Drake navigò verso il nuovo mondo e saccheggiò i porti di Santo Domingo e Cartagena. Nella tratta di ritorno del viaggio catturò il fortino spagnolo di San Agustín in Florida. Queste imprese incoraggiarono il re Filippo II di Spagna a dare ordini per pianificare una invasione dell'Inghilterra.
Effettuando un colpo preventivo, Drake "bruciacchiò la barba del re di Spagna" dirigendo una flotta su Cadice, una delle principali porte d'ingresso in Spagna, occupando la città per tre giorni e distruggendo 26 navi nemiche insieme a una grande quantità di scorte. Questo attacco ritardò l'invasione spagnola di un anno.
Drake fu vice ammiraglio in capo della flotta inglese (sotto Lord Howard di Effingham) quando essi vinsero l'Armada spagnola che stava cercando di invadere l'Inghilterra nel 1588. Mentre la flotta inglese inseguiva l'Armada lungo la Manica, Drake catturò il galeone spagnolo Rosario insieme all'ammiraglio Pedro de Vales e tutto il suo equipaggio, ma con ciò causando confusione nella flotta inglese durante lo svolgimento dell'azione. Nella notte del 29 luglio, insieme a Howard Drake organizzò le navi incendiarie che costrinsero la maggior parte dei capitani spagnoli a rompere la formazione e a far vela attraverso il passo di Calais verso il mare aperto. Il giorno seguente Drake fu presente alla battaglia di Gravelines.
L'aneddoto più famoso (ma probabilmente apocrifo) sulla vita di Drake dice che, prima della battaglia, egli stesse giocando a bocce a Plymouth. Quando fu avvertito che la flotta spagnola si stava avvicinando, si dice che Drake abbia fatto notare come c'era tempo grandemente sufficiente per finire la partita a bocce e poi battere gli Spagnoli.
Gli ultimi anni
La carriera di navigatore di Drake continuò fino a oltre i suoi cinquant'anni. Nel 1595 attaccò senza successo San Juan, Puerto Rico. Cannoni dal castello El Morro spararono una palla di cannone nella cabina della nave ammiraglia di Drake, ma egli sopravvisse. Nel 1596 morì di dissenteria dopo aver attaccato ancora San Juan, dove avevano cercato riparo alcune navi tesoriere spagnole. Fu sepolto in mare in una bara di piombo.
Drake nella cultura popolare
C'è una leggenda popolare secondo la quale se l'Inghilterra fosse mai in pericolo, se si batte sul tamburo di Francis Drake, egli ritornerà in tempo per salvare la patria.
Le imprese di Drake furono celebrate dal poeta patriottico vittoriano Henry Newbolt nel poema Il tamburo di Drake. Un poema intitolato allo stesso modo fu anche scritto dalla poetessa tardo vittoriana Norah M. Holland.
Collegamenti esterni
in inglese
- [http://www.royal-navy.mod.uk/static/content/3525.html Il Vice Ammiraglio Francis Drake]
- [http://www.mcn.org/2/oseeler/drake.htm Sito web di Oliver Seeler su "Sir Francis Drake"]
- [http://www.spartacus.schoolnet.co.uk/TUDdrakeF.htm Francis Drake]
- [http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/england/1650689.stm Missione per recuperare il corpo di Drake]
Drake
Drake
ja:フランシス・ドレーク
ms:Francis Drake
simple:Francis Drake
Partenone (Atene)
Il Partenone è un tempio di ordine dorico che sorge sull'Acropoli di Atene edificato fra il 447 e il 438 a.C. dagli architetti Ictino e Callicrate, con Fidia episkopos, cioè sovrintendente dei lavori.
L'edificio fu voluto da Pericle nell'ambito della ricostruzione dell'Acropoli dopo la distruzione operata dai soldati di Serse durante le Guerre persiane tra il 480 e il 479 a.C.
L'edificio, spesso considerato il capolavoro dell'architettura greca, contiene anche un importante ciclo scultoreo, realizzato da Fidia e da suoi allievi, nelle metope, nei frontoni e nel fregio interno. Buona parte di queste sculture si trova attualmente al Museo Britannico di Londra.
Categoria:Grecia
Categoria:Architetture
Categoria:Siti archeologici
ja:パルテノン神殿
1777
Eventi
- Viene pubblicata la seconda edizione della Encyclopaedia Britannica
Nati
- 30 aprile - Carl Friedrich Gauss, matematico, astronomo e fisico tedesco
- 14 agosto - Hans Christian Ørsted, fisico e chimico danese († 1851)
- 23 dicembre - Alessandro I di Russia († 1825)
Morti
- Johann Heinrich Lambert, matematico, fisico, astronomo e filosofo svizzero
077
ko:1777년
ms:1777
Rivoluzione Americana
Per Guerra di indipendenza americana (o Rivoluzione americana) si intende l'insieme di eventi che per vent'anni, fra il 1763 e il 1783, vide su fronti opposti la Gran Bretagna e le sue tredici colonie dislocate sulla costa atlantica dell'America del Nord, a sud del Canada. Alla base del conflitto - che portò il 4 luglio 1776 alla dichiarazione di indipendenza e all'incarico a George Washington di costituire un esercito regolare - vi erano motivi di ordine economico, politico e militare.
Motivazioni della rivoluzione
Uno dei sostegni della prosperità dell'impero inglese era il commercio con le colonie nordamericane, dalle quali la madrepatria importava materie prime a basso costo e dove esportava manufatti, arricchiti da un alto contenuto di lavoro. Alle colonie era preclusa ogni prospettiva di sviluppo industriale autonomo. Una legge del 1750 vietava alle colonie di costruire laminatoi, fonderie, acciaierie e in generale fabbriche adibite alla siderurgia. Fra le tredici colonie atlantiche, sussistevano però anche profondi motivi di divisione. Le differenze di prospettiva nascevano da differenze strutturali. Da questo punto di vista, le colonie possono essere distinte in tre gruppi:
# nelle quattro colonie del Nord che costituivano la Nuova Inghilterra (New Hampshire, Massachusetts, Rhode lsland, Connecticut) prevalevano le attività commerciali e industriali: segherie, lavorazione del pesce conservato fornito dalla pesca molto abbondante, cantieri navali; qui la vita culturale e gli interessi politici erano particolarmente vivaci, sicché la Nuova Inghilterra ebbe un peso determinante nello svolgimento della storia americana.
# nelle quattro colonie del Centro (New York, Pennsylvania, New Jersey, Delaware) l'attività era molto varia: aziende contadine di modeste proporzioni, attività commerciali riguardanti soprattutto le pellicce; i coloni di origine inglese costituivano il gruppo più numeroso della popolazione, ma erano in minoranza rispetto agli Olandesi, Svedesi e Tedeschi presi nel loro complesso.
# nelle cinque colonie del Sud (Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia), nettamente differenziate da quelle del Nord e del Centro, prevalevano le attività agricole: canna da zucchero, tabacco, riso e, più tardi, cotone, coltivati in grandi piantagioni con massiccio impiego di schiavi neri, erano le maggiori fonti di ricchezza del Sud.
Londra esigeva che i sudditi d'America contribuissero al pagamento delle spese dell'impero, ribadiva il monopolio e il divieto a uno sviluppo industriale autonomo delle colonie e si preoccupava, com'era ovvio, non tanto dei loro particolari interessi, quanto degli interessi globali dell'impero, ma né da una parte né dall'altra esisteva una aperta volontà di scontro. Se si giunse alla completa rottura fra le colonie e la madrepatria, alla dichiarazione d'indipendenza e alla guerra, è perché agivano ragioni profonde e oggettive da individuare come cause reali della rivoluzione americana però le colonie non si sarebbero potute sviluppare sino a diventare il primo nucleo degli Stati Uniti d'America, se fossero rimaste inquadrate e soffocate nell'organizzazione imperiale inglese.
Fin dal 1743, Benjamin Franklin aveva proposto d'inventariare le risorse agricole, minerali, industriali che la scienza avrebbe permesso di mettere a buon frutto. George Washington per quanto appartenente a una famiglia di ricchi proprietari di piantagioni della Virginia, aveva esperienza sufficiente per ragionare non nei termini provinciali del profondo Sud, ma secondo prospettive globali di sviluppo.
La guerra dei sette anni aveva posto fine alla dominazione francese sui territori americani, cosicché i coloni non avevano più quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Ciò li rendeva più insofferenti dei privilegi che l'Inghilterra si era riservati, che risultavano tanto più odiosi in quanto la cultura illuministica diffusasi anche oltreoceano, denunciava l'assurdità delle restrizioni frapposte alla libertà di commercio.
La conclusione della guerra fu per i coloni un'amara delusione: essi si aspettavano che la Louisiana fosse aperta alla loro libera espansione, mentre una disposizione regia precluse immediatamente questa possibilità dichiarando che le terre di recente conquista appartenevano all'impero. A ciò si aggiunsero molteplici iniziative del Parlamento, intese, come abbiamo detto, a imporre anche ai coloni l'obbligo di contribuire alle spese dell'impero. Si trattava di imposte indirette su generi che, avevano per gli Americani un'importanza non trascurabile. Le dogane percepite dal governo inglese non erano sufficienti a pagare le spese dei corpi militari e dei funzionari stanziati in America. D'altra parte i coloni erano abituati a pagare soltanto le imposte locali. Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l'apposizione di un bollo. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese, i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti.
Di fronte alla protesta dei coloni, la legge sul bollo fu abrogata, ma fu sostituita con una serie di imposte indirette su alcune merci (carta, vernici, piombo, tè), che le colonie importavano dall'Inghilterra. La portata economica di questi provvedimenti era molto limitata, ma con essi il Parlamento intendeva porre una questione di principio, facendo valere concretamente il suo diritto di tassare tutti i sudditi dell'impero. I coloni non accettarono l'impostazione del Parlamento e la questione di principio rimase irrisolta, nel 1770 le imposte indirette furono tutte abolite, salvo quella sul tè.
Le prime avvisaglie
Nel 1773 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali ottenne dal Parlamento il diritto di vendere in esclusiva e mediante i suoi stessi agenti il tè ch'essa importava dalla Cina, tagliando fuori gli intermediari americani che avevano fino allora goduto di un ampio e fruttuoso giro di affari.
I commercianti americani di tè, sostenuti dall'opinione pubblica e dalle organizzazioni popolari dei Figli della libertà, organizzarono di rimando il boicottaggio delle merci inglesi.
Un boicottaggio che culminò in un episodio particolarmente clamoroso che scatenò la fase acuta del conflitto: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella linea rossa - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile.
La rivolta di quello che è ricordato come "Boston Tea Party" (dicembre 1773), ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave della Compagnia alla fonda nel porto di Boston, carica di tè; intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di Niente tasse senza una rappresentanza politica una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnava un chiaro punto di svolta.
Il governo di Londra bloccò il porto dì Boston e tentò di privare il Massachusetts di ogni autonomia amministrativa inviando sul posto un gruppo di funzionari inglesi, nominati dal re. In tale situazione, già molto tesa, subentrò una nuova decisiva ragione di conflitto quando, nel 1774, il Parlamento approvò il Quebec Act (Legge di Quebec) che assicurava ai sudditi del Canada, di nazionalità francese e di recente acquisizione, la più ampia libertà religiosa e civile e assegnava al Canada tutti i territori a nord del fiume Ohio, nei quali i sudditi delle tredici vecchie colonie aspiravano ad espandersi.
Mitica cavalcata
Fra i molti eroi della Guerra di indipendenza Paul Revere è uno fra i più celebrati., Con una leggendaria cavalcata notturna si recò a Lexington ad avvisare i coloni insorti mettendoli in guardia sull'arrivo di un battaglione di soldati inglesi appena sbarcati nella zona di North Beach, vicino a Boston.
Il Quebec Act, subito definito intolerable Act (Legge intollerabile) accelerò il processo di ribellione ormai in corso. Nelle colonie meridionali i grandi proprietari terrieri, i mercanti, i ricchi professionisti consideravano il governo inglese come garante della conservazione sociale, ma, specie nel Nord, i lavoratori, il popolo minuto, i piccoli agricoltori e gli uomini di frontiera abbracciarono la tesi dell'indipendenza. Ciò nondimeno, un Congresso continentale riunitosi a Philadelphia nell'autunno del 1774, al quale parteciparono i delegati di tutte le colonie eccetto la Georgia, si limitò a rivendicare l'autonomia amministrativa dei coloni e votò il boicottaggio sistematico delle merci inglesi, da imporre con la forza anche a quegli Americani che non l'avessero praticato spontaneamente.
Di secessione, per il momento, non si parlava ancora, anzi Franklin, che si trovava in Inghilterra per tentare una ragionevole transazione, collaborava alla stesura di un progetto che prevedeva la costituzione di un impero federale, in cui i singoli paesi avrebbero goduto di larga autonomia pur rimanendo uniti nella persona del re. La tensione determinata dal boicottaggio costituiva un terreno propiziò al nascere di incidenti atti a far precipitare la situazione. Nell'aprile del 1775, in occasione di un ordine di confisca di armi impartito dal comandante militare britannico di Boston, si verificò a Lexington una sparatoria fra i patrioti americani e le truppe inglesi, dalla quale ebbe inizio la guerra civile.
Guerra d'indipendenza
Anche se nel maggio del 1776 gli insorti riuscirono a costringere gli Inglesi a sgomberare Boston, le loro truppe erano improvvisate e poco numerose, mancavano di equipaggiamento e di istruzione militare, inoltre una minoranza significativa della popolazione rimaneva fedele al governo di Londra, sicché la guerra non era rivolta solo contro un nemico esterno, ma assumeva anche il carattere di una guerra civile in senso stretto. La speranza dei coloni di ottenere l'appoggio delle popolazioni francesi del Canada fu delusa, ma l'opinione pubblica internazionale progressista appoggiava la causa dei ribelli. L'appoggio dell'opinione pubblica europea alla rivoluzione alimentò un certo flusso di volontari i quali, come il francese marchese di La Fayette, andavano a battersi per la libertà dei coloni, ma in seguito tale appoggio contribuì a facilitare l'intervento della Francia e di altri stati a fianco degli insorti, anche se i governi si muovevano per ben altri motivi che non quelli ideali.
Mentre Franklin sì recava in Francia per ottenere aiuti concreti, la responsabilità di organizzare i ribelli era affidata a George Washington. Nell'ottobre del 1777 una colonna inglese proveniente dal Canada, che procedeva lungo il fiume Hudson con l'intenzione di accerchiare e isolare gli Stati del Nord, fu battuta a Saratoga: tale successo non avrebbe potuto evitare la sconfitta finale cui gli insorti erano votati per la loro inferiorità di mezzi, ma divenne decisivo in quanto dimostrò che gli Americani erano abbastanza risoluti perché i governi europei se ne potessero fidare. La Francia, che da tempo li sosteneva con l'invio di armi, di munizioni e di danaro e che attendeva solo l'occasione propizia per vendicare la sconfitta subita nella guerra dei sette anni, si decise ad intervenire direttamente contro l'Inghilterra (febbraio 1778), seguita l'anno successivo anche dalla Spagna.
L'intervento della Francia mutò profondamente le sorti della guerra, che divampa ormai anche nel Mediterraneo, sulle coste dell'Africa e in India. Nel 1780 la situazione della Gran Bretagna divenne anche più pericolosa, perché non solo essa aveva dichiarato guerra all'Olanda che forniva il suo appoggio agli insorti, ma pretendeva di ispezionare le navi dei Paesi neutrali per accertare che essi non rifornissero gli Americani. Questo modo di procedere determinò la reazione di Caterina II di Russia, che rivendicò piena libertà di navigazione sui mari e promosse una Lega dei Neutri (1781) ostile all'Inghilterra. Alla Lega aderirono la Danimarca, la Svezia, la Prussia, l'Austria e il Portogallo.
In America: le truppe inglesi bloccate nella penisola di Yarktown dal corpo di spedizione francese e dall'esercito americano, dovettero capitolare (ottobre 1781). Gli Inglesi stipularono pertanto con gli Americani e con i loro alleati la Pace di Versailles (3 settembre del 1783) con la quale l'Inghilterra riconosceva la piena indipendenza degli Stati Uniti e restituiva alla Spagna Minorca e la Florida; la Francia recuperava alcune delle Antille, in America, e il Senegal, sulle coste dell'Africa occidentale.
Le conseguenze della rivoluzione americana
In Inghilterra, lo scacco subito costrinse Giorgio III a rinunciare al tentativo di far prevalere le prerogative della corona a scapito del Parlamento. Dopo che anche il Canada era riuscito ad ottenere dalla Gran Bretagna il diritto all'autogoverno, il processo di emancipazione - sospinto dall'esito della Rivoluzione Francese - si estese a macchia d'olio. Nell'America Latina, l'esempio statunitense e la presenza concreta degli Stati Uniti posero le premesse per il movimento indipendentistico che si sviluppò nei primi decenni dell'Ottocento. Nel 1810, con il coinvolgimento della Spagna nelle Guerre napoleoniche, le colonie spagnole nelle Americhe cominciarono anch'esse a lottare per l'indipendenza: nello stesso anno il Messico insorse contro la Spagna, riuscendo però ad ottenere l'indipendenza solo nel 1821. In Francia, la monarchia dei Borbone aveva contribuito ad innescare un processo di enormi proporzioni che l'avrebbe presto travolta. Non solo, infatti, le spese sostenute nella guerra accentuarono le difficoltà del bilancio francese, ma la rivoluzione americana, ispirata a principi democratici illuministici, aveva dato la prova concreta che la sovranità popolare e il diritto-dovere di resistere a un governo vessatorio non erano semplici utopie dei filosofi, ma potevano tradursi in realtà come di lì a poco avrebbe confermato la rivoluzione francese. Le tredici colonie della costa atlantica, conquistando l'indipendenza, prepararono il terreno per quell'esplosione produttiva del capitalismo che in un secolo e mezzo portò gli Stati Uniti ad affermarsi come la più grande potenza industriale e imperialistica del mondo.
Collegamenti esterni
- http://www.thefreedomtrail.org/ (in inglese)
Indipendenza americana
Categoria:Storia degli Stati Uniti
ja:アメリカ独立戦争
1789
Eventi
- 7 gennaio - Prime elezioni presidenziali negli USA.
- 14 luglio inizia la Rivoluzione Francese
- William Herschel scopre Mimas e Enceladus, satelliti di Saturno
Nati
- 21 agosto - Augustin Louis Cauchy, matematico francese († 1857)
Morti
- Giuseppe Baretti, scrittore italiano
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ko:1789년
ms:1789
simple:1789
Thomas Jefferson
Thomas Jefferson (13 aprile 1743 - 4 luglio 1826) è stato il terzo Presidente degli Stati Uniti d'America.
È considerato uno dei padri fondatori della nazione è il suo volto è ritratto anche sul Monte Rushmore. Fu lui il principale autore della Dichiarazione d'indipendenza del 4 luglio 1776.
Biografia
Figlio di un pioniere della Virginia, funzionario della Corona. Studiò al William and Mary College dove si laureò a vent'anni. Conosceva i classici greci e latini, parlava italiano, francese e spagnolo, si interessava di matematica e architettura, era un ottimo suonatore di violino.
Nel 1772 sposò una vedova ventitreenne, Martha Skelton dalla quale ebbe sei figli. Seguendo l'esempio del padre divenne giudice di pace, e poi fu rappresentante dell'assemblea della Virginia, nel 1775 fu eletto al Congresso continentale.
Nel 1779 fu eletto governatore della Virginia e dal 1784 al 1789 rappresentò gli USA in Francia.
Rientrato in patria fu incaricato dal presidente George Washington di assumere il Segretariato di Stato nel primo governo federale. Politicamente si dichiarò sempre contrario ai partiti e si considerò come il portavoce dei piantatori e dei pionieri del Sud e dell'Ovest.
Jefferson fu eletto presidente nel 1801. Sotto il suo mandato gli USA acquistarono dalla Francia la Louisiana per 14,5 milioni di dollari. Un altro fondamentale episodio della presidenza di Jefferson fu l'esplorazione del nord-ovest del paese, la Spedizione di Lewis e Clark, comandata agli ufficiali Meriwether Lewis e William Clark, che diede il vero e proprio avvio alla conquista dell'Ovest.
Nel 1805 attuò il primo intervento militare americano fuori dal territorio nazionale, con il bombardamento di Tripoli contro la pirateria mediterranea che minacciava i traffici commerciali americani nel Mediterraneo. A parte questo episodio Jefferson fu un pacifista convinto, tanto che ridusse considerevolmente le spese militari.
Nel 1809 scadde il suo secondo mandato. L'ultimo atto della sua presidenza era stato il varo di una legge che proibiva l'importazione degli schiavi.
Si ritirò a Monticello, dove morì il 4 luglio 1826, mentre gli americani festeggiavano il cinquantenario dell'Indipendenza, lo stesso giorno in cui morì anche il suo predecessore John Adams.
Jefferson, Thomas
Jefferson, Thomas
Jefferson, Thomas
ja:トーマス・ジェファーソン
ko:토머스 제퍼슨
simple:Thomas Jefferson
Corte Suprema degli Stati Uniti
La Corte Suprema è l'unico tribunale specificamente disciplinato dalla Costituzione degli Stati Uniti. I membri della Corte sono 9: un presidente, Chief Justice of the United States, ed otto membri, gli Associates Justices, nominati a vita.
Nomina dei giudici
Costituzione degli Stati Uniti, Clarence Thomas, Stephen Breyer, Anthony Kennedy, Sandra Day O'Connor, Presidente William Rehnquist, John Paul Stevens, e Antonin Scalia.]]
I giudici della Corte Suprema sono nominati a vita (hanno tuttavia la facoltà di ritirarsi prima della scadenza del mandato). Quando un seggio diviene vacante, il Presidente provvede alla nomina del giudice con il consenso del Senato.
È normalmente accettata l'idea che il Presidente nomini un giudice a lui gradito e del resto la Costituzione non richiede alcun requisito per la nomina, tanto che non sono mancati casi di giudici privi di esperienza legale.
Tuttavia, tale potere viene utilizzato con una certa prudenza da parte del presidente in carica.
Per esempio, la Costituzione degli Stati Uniti non prevede alcun criterio di ripartizione tra i membri, tuttavia è invalsa la prassi di fare in modo che i nove giudici rappresentino, nel complesso, la pluralità delle anime sociali e geografiche del paese. Pertanto, di norma, tra i nove membri sono rappresentate tutte le comunità più importanti del paese, diverse aree geografiche ed orientamenti sociali.
Naturalmente tale ripartizione ha seguito di pari passo l'evoluzione della società americana e l'emancipazione dei diversi gruppi sociali.
Così, nel 1967 il presidente Lyndon Johnson ha designato Thurgood Marshall, primo giudice afro-americano, mentre nel 1981 è stato nominato il primo giudice donna, Sandra Day O'Connor, che ha annunciato il suo ritiro nel 2005.
Anche per questa variegata composizione, la Corte Suprema ha mantenuto tuttoggi un grande prestigio derivante dalla sua fama di indipendenza ed autorevolezza.
Giurisdizione
La giurisdizione della Corte Suprema è di due tipi:
- originaria
- d'appello
Nella giurisdizione originaria la Corte decide in prima ed unica istanza di controversie specificamente indicate dalla legge, come nel caso di ambasciatori, consoli e rappresentanti stranieri oltre a quelle in cui sia parte uno Stato.
Nella giurisdizione d'appello la corte, invece, decide sull'impugnazione di una sentenza emessa da una corte inferiore, con i limiti e le eccezioni previste dal Congresso.
Nella giurisdizione d'appello la Corte può decidere su richiesta di un giudice federale che, chiamato ad applicare una legge, l'abbia considerata in contrasto con la Costituzione, una legge od un trattato federale; da questo punto di vista la Corte Suprema è il giudice della costituzionalità delle leggi e del rispetto della gerarchia delle fonti.
In questi casi la Corte Suprema ha l'obbligo di esaminare il caso e deciderlo; quindi, il ricorrente ha un vero e proprio diritto alla soluzione della controversia.
In altri casi, la Corte ha discrezionalità nell'esaminare o meno una certa controversia; con la procedura del writ of certiorari una parte con uno scritto writ chiede ad un tribunale inferiore di inoltrare gli atti della causa alla Corte Suprema affinché essa si pronunci.
Infine, con la certification una corte inferiore chiede alla Suprema Corte di rispondere ad un quesito di diritto la cui soluzione è implicata nel caso concreto che essa sta trattando. La Corte Suprema può rispondere al quesito astratto, oppure decidere di avocare a sé il caso.
Il Judicial Review
Le considerazioni suesposte evidenziano che la principale funzione svolta dalla Corte Suprema è quella di giudice della costituzionalità delle leggi statali e federali (c.d. judicial review).
In questo senso la corte è l'interprete autentico della Costituzione.
Voci correlate
- Stati Uniti d'America
- Costituzione degli Stati Uniti d'America
Categoria:Stati Uniti
1810
Eventi
- 11 aprile - Francia: L'imperatore Napoleone Bonaparte divorzia da Giuseppina Beauharnais e sposa l'arciduchessa Maria Luisa d'Austria, figlia dell'imperatore Francesco I. La mossa, puramente politica, gli permette di "imparentarsi" con l'Austria nel tentativo di procurarsi una pace duratura, su consiglio del Ministro degli Esteri austriaco, il principe Metternich.
- 25 maggio - In Argentina si scatena la rivoluzione di Maggio che porterà all'indipendenza dalla Spagna nel 1816
- 5 luglio - Bologna, Italia: viene inaugurata l'Arena del Sole
- 18 settembre - il Cile ottiene l'indipendenza dalla Spagna
- 3 novembre - Prima rappresentazione dell'opera La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini
Nati
- 3 gennaio - Antoine Thomson d'Abbadie, esploratore e geografo francese († 1897)
- 11 febbraio - Loisa Puget, compositore
- 13 febbraio - Eugenio Villoresi, ingegnere italiano († 1879)
- 15 febbraio - Giovanni Lanza, politico († 1882)
- 1 marzo - Frédéric Chopin, compositore polacco
- 2 marzo - Papa Leone XIII († 1903)
- 8 giugno - Robert Schumann, compositore, pianista
- 10 agosto - Camillo Benso conte di Cavour, statista
- 23 dicembre - Edward Blyth, naturalista e zoologo britannico († 1873)
- 30 dicembre - Atto Vannucci, storico italiano († 1883)
Morti
- 24 febbraio - Henry Cavendish, chimico e fisico britannico
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Svezia
Il Regno di Svezia (Konungariket Sverige in Svedese) è un paese che si trova nell'Europa del Nord, nella penisola Scandinava. Confina con la Norvegia ad ovest e con la Finlandia a nord-est; per il resto i confini del paese sono bagnati dal Mar Baltico e dal Golfo di Botnia ad est e dagli stretti dello Skagerrak e del Kattegat a sud-ovest. A causa del numero relativamente piccolo di abitanti, la Svezia ha ovunque una bassa densità di popolazione, tranne che nelle principali aree metropolitane. Per il resto, il paese è caratterizzato da ampie foreste e da montagne selvagge.
Fino al XIX secolo la Svezia era uno dei paesi più poveri d'Europa. In seguito, lo sviluppo dei trasporti permise un intenso sfruttamento delle sue risorse naturali (legname e ferro), fattore che portò ad un vigoroso sviluppo. Nei primi decenni del XX secolo furono caratterizzati dall'affemarsi del welfare state che, ancora oggi, rimane uno dei più efficienti al mondo. La Svezia attuale si distingue per l'alto livello di vita dei suoi abitanti (è saldamente ai primi posti nelle classifiche dell'ONU sullo sviluppo umano), per la loro mentalità progressista ed il grande rilievo che danno all'uguaglianza.
Storia
Vedi anche: Storia della Svezia
- Elenco di monarchi svedesi
- Elenco dei Primi Ministri Svedesi
Esistono prove sufficienti a sostenere che l'area comprendente l'attuale Svezia fu colonizzata durante l'età della pietra, quando i ghiacciai dell'ultima era glaciale si ritirarono. Si crede che i primi abitanti fossero cacciatori e raccoglitori, che vivevano principalmente di quello che il mare offriva loro.
Alcuni indizi supportano la teoria che la Svezia meridionale fosse densamente popolata durante l'età del bronzo, in quanto sono stati rinvenuti i resti di alcune grosse comunità commerciali.
Durante il IX e X secolo, la cultura vichinga fiorì in Svezia, con commerci, incursioni e colonizzazioni che si estendevano principalmente verso est in direzione degli Stati Baltici, della Russia e del Mar Nero.
Nel 1389, le tre nazioni di Norvegia, Danimarca e Svezia erano unite sotto un unico monarca. L'Unione di Kalmar ebbe carattere personale e non politico, e durante il XV secolo, la Svezia resistette ai tentativi di centralizzare il governo sotto il re danese, fino al punto di giungere alla ribellione armata. La Svezia successivamente si separò nel 1523, quando Gustav Eriksson Vasa, più tardi conosciuto come Gustavo I di Svezia ristabilì la separazione della Corona Svedese dall'Unione.
Il XVII secolo vide la Svezia emergere come una delle grandi potenze europee, a causa della sua vittoriosa partecipazione, iniziata dal Re Gustavo Adolfo, nella Guerra dei Trent'Anni. Questa posizione sarebbe crollata nel XVIII secolo quando la Russia prese le redini del nord Europa durante la Grande Guerra del Nord. Decisiva fu la Battaglia di Poltava, nell'Ucraina centrale, combattuta nel luglio 1709, nella quale l'esercito svedese, comandato dal Feldmaresciallo Rehnskiöld e dal re Carlo XII, costretto su una barella da una ferita, venne pesantemente sconfitto dall'esercito russo di Pietro il Grande. Cent'anni dopo, nel 1809, inoltre, la Russia divise la metà orientale della Svezia, creando la Finlandia come un granducato Russo.
La storia recente della Svezia è stata pacifica, l'ultima guerra e stata la campagna contro la Norvegia nel 1814 che stabilì una unione dei due paesi dominata dalla Svezia. L'unione venne dissolta pacificamente nel 1905. La Svezia rimase neutrale durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale (con l'eccezione della Guerra d'inverno).
La prima cerimonia di consegna del Premio Nobel si tenne alla vecchia Accademia Reale di Musica a Stoccolma nel 1901; a partire dal 1902, i premi sono stati formalmente consegnati dal Re di Svezia.
Politica
La Svezia è una monarchia da quasi un millennio, con la fiducia controllata del parlamento fino al 1866, e il potere legislativo condiviso tra il Re e il Parlamento (fino al 1975). Il potere esecutivo era diviso tra il Re e un nobile fino al 1680, successivamente si passò al governo autocratico del Re. Come reazione al fallimento della grande Guerra del Nord, venne introdotto il parlamentarismo nel 1719, seguito da tre differenti versioni di monarchia costituzionale nel 1772, 1789 e 1809, quest'ultima garantiva svariate libertà civili.
Il parlamentarismo venne reintrodotto nel 1917 quando Gustavo V di Svezia, dopo decenni di lotta, accettò di nominare dei gabinetti supportati dalla maggioranza del parlamento, seguito dal suffragio semplice e universale, introdotti nel 1918-21. Il Parlamentarismo fu sostenuto dal suo successore Gustavo VI Adolfo di Svezia fin quando una nuova costituzione nel 1975 aboli il potere politico del monarca. Il Re rimane come formale, ma puramente simbolico, capo dello stato, con funzioni principalmente cerimoniali.
La Socialdemocrazia ha giocato un ruolo politico dominante sin dal 1917, dopo che i riformisti confermarono la loro forze e i rivoluzionari lasciarono il partito. L'influenza Socialdemocratica sulla società e il governo è spesso descritta come egemonica. Dopo il 1932 i gabinetti sono stati guidati e dominati dai Socialdemocratici con l'eccezione di pochi mesi nel 1936; sei anni dal 1976 al 1982; e tre anni dal 1991 al 1994.
Costituzionalmente, il Parlamento unicamerale o Riksdag, di 349 membri, detiene autorità suprema in Svezia. Può alterare la costituzione e i suoi atti non sono soggetti a revisione giudiziaria. Nuove leggi possono essere promulgate dal gabinetto o dai membri del parlamento. I parlamentari sono eletti con il sistema proporzionale e dispongono di un mandato quadriennale.
La costituzione può essere modificata dal Riksdag, che richiede una maggioranza qualificata e una conferma dopo le elezioni generali successive.
Il sistema giudiziario e diviso tra corti con una regolare giurisdizione civile e criminale, e corti speciali con responsabilità sui contenziosi tra il pubblico e il governo o le autorità municipali. La legge Svedese è codificata e il sistema giuridico consiste di corti locali, corti d'appello regionali e una corte suprema.
Regioni
La Svezia è divisa in 21 regioni o län. In ogni regione c'è un Consiglio Amministrativo Regionale o länsstyrelse che viene nominato dal governo. In ogni regione c'è anche un Consiglio Regionale separato (landsting), che è una rappresentanza municipale nominata dall'elettorato della regione. Ogni regione si divide ulteriormente in comuni (kommuner), per un totale di 289 nel 2002. Esistono inoltre antiche divisioni storiche del Reame di Svezia in province e terre.
- Blekinge
- Dalarna
- Gotland
- Gävleborg
- Halland
- Jämtland
- Jönköping
- Kalmar
- Kronoberg
- Norrbotten
- Scania (Skåne)
- Smaland ( Smaland)
- Stoccolma
- Södermanland
- Uppsala
- Värmland
- Västerbotten
- Västernorrland
- Västmanland
- Västra Götaland
- Örebro
- Östergötland
Geografia
Östergötland
La Svezia presenta un clima freddo, nonostante quella che può essere l'influenza della Corrente del Golfo. Nella Svezia settentrionale predomina un clima artico, in quella centrale molto più riscaldato fino ad arrivare ad un clima freddo temperato, per poi raffreddarsi drasticamente nella Svezia Meridionale, dove predomina un clima subartico. In alcuni periodi dell'anno, come al Circolo Polare Artico, il sole non tramonta durante l'estate e in inverno la notte non termina.
A est della Svezia si trovano il Mar Baltico e il Golfo di Botnia, che bagnano una lunga costa e ammorbidiscono ulteriormente il clima. A ovest si trovano le montagne della Catena Scandinava, una barriera naturale che separa la Svezia dalla Norvegia.
La parte meridionale del paese è principalmente agricola, con foreste che coprono una percentuale crescente del territorio man mano che ci si sposta verso nord. La densità della popolazione è maggiore nella Svezia meridionale, soprattutto nella valle del lago Mälaren e nella regione di Öresund.
Gotland e Öland sono le due principali isole svedesi.
Economia
Aiutata da pace e neutralità per tutto il XX secolo, la Svezia ha raggiunto un invidiabile standard di vita tramite un sistema misto di capitalismo e benefici dello stato sociale. Ha un moderno sistema di distribuzione, eccellenti comunicazioni interne ed esterne, e una forza lavoro qualificata. Legname, energia idroelettrica, e minerali ferrosi costituiscono le risorse di base di un economia pesantemente orientata verso il commercio con l'estero.
L'industria privata è responsabile di circa il 90% della produzione industriale, nella quale il settore dell'ingegneria rappresenta il 50% della produzione e delle esportazioni. L'agricoltura rappresenta solo il 2% del Prodotto Interno Lordo e il 2% dei posti di lavoro. L'impegno del governo nella disciplina fiscale ha prodotto un sostanzioso surplus di bilancio nel 2001, che è stato più che dimezzato nel 2002, a causa del rallentamento globale dell'economia, del declino delle entrate e dell'incremento delle spese. La Banca Nazionale Svedese (Riksbank) è concentrata sulla stabilità dei prezzi con un obbiettivo di inflazione al 2%. La crescita dovrebbe raggiungere il 2,3% nel 2003, presupponendo una moderata ripresa economica.
Il sistema delle comunicazioni e dei trasporti svedesi è una componente importante dell'infrastruttura.
Cultura
La cultura svedese del XX secolo e caratterizzata dai lavori pionieristici agli albori del cinema, di Mauritz Stiller e Victor Sjöström. Più tardi, mostri sacri come Ingmar Bergman e attrici del calibro di Greta Garbo, Ingrid Bergman e Anita Ekberg hanno fatto fortuna all'estero.
Molto importanti artisti quali i noti ABBA, che hanno profondamente inciso nel panorama europeo della musica scandinava.
La musica svedese è da molti associata al gruppo Ace of Base, agli Ark ed ai The Cardigans, anche se gruppi meno conosciuti quali Soundtrack of our lives e The Hives hanno iniziato ad acquisire una fama internazionale. La Svezia vanta inoltre un panorama di artisti emergenti, in special modo per quanto concerne l'hard rock/metal (death/black in special modo). Tra i gruppi veterani del genere metal svedese vi sono: i Dark Tranquillity, gli In flames, i Soilwork e i Pain.
La letteratura svedese è anch'essa vibrante e attiva, la Svezia è terza tra le nazioni per il numero di Premi Nobel per la letteratura.
Festività
Il calendario delle festività svedesi è composto principalmente da festività cristiane. Molte di queste comunque sono una continuazione di costumi pre-cristiani come la Festa di Mezza Estate o la Notte di Walpurgis.
Il lunedì di Pentecoste non è più festività nazionale a partire dal 2005.
Voci correlate
- Targhe automobilistiche svedesi
- Elenco di monarchi svedesi
- Elenco dei Primi Ministri Svedesi
Collegamenti esterni
- CIA World Factbook - [http://www.cia.gov/cia/publications/factbook/geos/sw.html Svezia]
- United States Department of State - [http://www.state.gov/r/pa/ei/bgn/2880.htm Svezia]
als:Schweden
fiu-vro:Roodsi
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Nuova Zelanda
La Nuova Zelanda è uno stato (270.534 km², circa 4 milioni di abitanti, comprese le dipendenze; capitale Wellington) dell'Oceania nell'Oceano Pacifico meridionale.
Storia
I Maori arrivarono in Nuova Zelanda probabilmente tra il 950 e il 1350, sconfiggendo i nativi Moriori, vi si insediarono, sostituendoli.
La Nuova Zelanda fu scoperta nel 1642 dall'olandese Abel Tasman per la Compagnie Olandese delle Indie Orientali; la scoperta fu tenuta segreta per prevenire eventuali insediamenti della rivale Compagnia Britannica delle Indie Orientali. Gli olandesi chiamarono le isole Nieuw Zeeland (nuova Zelanda, provincia olandese).
Nessun altro europeo vi giunse fino al 1769, con l'inglese James Cook, seguito da varie spedizioni commerciali inglesi, francesi, spagnole, americane e russe.
Nel 1814 i missionari inglesi fondarono una missione, ma "l'ostilità" degli indigeni spinse il governo britannico ad occupare la Nuova Zelanda per la difesa dei missionari. Nel 1840 viene firmato il Trattato di Waitangi, con cui i Maori cedono la Nuova Zelanda alla Gran Bretagna. La politica discriminatoria intrapresa dagli inglesi a danno degli indigeni fu la causa di sanguinose rivolte fra il 1843 e il 1869.
Nel 1852 la Gran Bretagna creò la Costituzione per la Nuova Zelanda. Mentre nel 1861 la scoperta dell'oro, incrementò l'immigrazione europea.
Già alla fine del secolo la Nuova Zelanda era uno degli stati dell'impero britannico a più avanzata legislazione sociale. Il ministro Seddon (1893-1906) intraprese diverse nazionalizzazioni, estese il suffragio universale alle donne (1893) e introdusse la pensione di vecchiaia.
La Nuova Zelanda divenne Dominion britannico nel 1907. Nel 1914 partecipò a fianco della Gran Bretagna alla prima guerra mondiale, ottenendo il mandato sulle isole Samoa Occidentali e sull'isola di Nauru (1920), nel 1931 venne creato lo stato indipendente nell'ambito del Commonwealth.
Nel corso della seconda guerra mondiale la Nuova Zelanda, minacciata direttamente dall'espansione giapponese inviò le sue truppe in Asia, Africa ed Europa e nel 1949 estese il proprio dominio alle Samoa Occidentali e alle Isole dell'Unione.
La Nuova Zelanda partecipò tra le forze ONU alla Guerra di Corea del 1950-1953. Nel 1955 entrò nell'Organizzazione del Sud-Est Asiatico.
Nel 1961, la Nuova Zelanda accolse le richieste di indipendenza delle isole Samoa occidentali.
Nel 1965 mandò proprie truppe nel Vietnam del Sud in appoggio al governo, durante la Guerra del Vietnam, nello stesso anno le isole Cook ottengono l'autogoverno.
Nelle elezioni del 1975 vince il National Party, il premier Robert Muldoon introduce un programma di austerità. Nel 1984 diventa premier David Lange. La Nuova Zelanda vieta l'accesso ai suoi porti alle navi nucleari (1985).
Nelle elezioni del 1987 vince il Labour Party, Lange si dimette (1989), sostituito da Geoffrey Palmer, che si dimette l'anno successivo, il National Party sconfigge il Labour Party alle elezioni, James Bolger diventa primo ministro.
Nel 1996 le prime elezioni con il sistema proporzionale. Jenny Shipley diviene primo ministro (1997).
Le elezioni del 1999 vengono vinte dal Labour Party, guidato da Helen Clark.
Geografia
Geografia fisica
Dal punto di vista fisico la Nuova Zelanda è un arcipelago formato da due grandi isole
(North Island, South Island) divise dallo Stretto di Cook, e da molte altre isole minori (Stewart, Chatham, Kermadec, Three Kings, Auckland, Campbell, isole degli Antipodi, Bounty, Snares, Solander).
È situata nell'Oceano Pacifico meridionale tra 34°15' e 47°30' latitudine sud, a circa 2.000 km a sud-est dall'Australia e si estende per 1.500 km in direzione SO-NE.
Geologia
Australia
Le isole sorgono su una platea profonda non oltre i 1.000 m che a ovest sprofonda verso il piano abissale del Mare di Tasman e a sud-est verso i fondali del settore oceanico delimitato dalla dorsale delle Macquarie e da quella pacifico-antartica. Immediatamente a est delle isole Kermadec si apre la profonda e lunga incisione occupata dalla fossa delle Kermadec e da quella delle Tonga, che precipitano a oltre 10.000 m.
L'emersione ed il conseguente delineamento strutturale della Nuova Zelanda si è verificata in tempi relativamente recenti, in conseguenza del sollevamento di una zolla crostale nell'ambito dell'attività tettogenetica che durante il Cenozoico ha investito l'arco melanesiano. Il processo di sollevamento si è sviluppato in diverse fasi, l'ultima delle quali sembra essersi conclusa agli inizi del Pleistocene (Neozoico).
Le varie sollecitazioni cui sono state sottoposte le formazioni rocciose in conseguenza del sollevamento hanno provocato numerose fratture ed effusione di magma; la stessa separazione tra le due isole principali si è prodotta per frattura. L'attività vulcanica ha avuto notevole sviluppo nella North Island, attestata dalla presenza di imponenti coni vulcanici e dove tuttora permangono segni di vulcanismo non completamento sopito, mentre nella South Island si è espressa l'erezione di due apparati che costituiscono le penisole di Otago e di Banks; molto più intensa, per questa isola, è stata l'azione orogenetica, culminata con il sollevamento della grande dorsale montuosa delle Alpi Neozelandesi.
Morfologia
La Nuova Zelanda si allunga da sud-ovest a nord-est per circa 1.500 km; la costa occidentale e quella orientale non distano molto di più di 200 km. Le coste, in genere frastagliate, si sviluppano per 4.800 km.
La North Island ha coste molto articolate, nella parte settentrionale si sviluppa la lunga penisola di Auckland (330 km), saldata al resto dell'isola da un sottile istmo, tra le insenature di Waitemata a est e di Manukau a ovest, su cui è sorta la città di Aukland. Altra importante insenatura è Port Nicholson, sulla quale si affaccia la capitale Wellington.
Altre rientranze con ottimi approdi sono:
baia di Taranaki, baia di Hawke, golfo di Hauraki (chiusa dalla
penisola di Coromandel), baia Plenty.
L'isola presenta una morfologia tormentata e varia: al centro un altopiano (400-600 m), antico massiccio calcareo-arenaceo spianato dall'erosione e ricoperto da espandimenti lavici e sedimenti piroclastici; numerosi sono i coni vulcanici presenti, anche raggruppati
in catene, come i monti Huahungaroa. Sono quasi tutti considerati attivi, come il Ruapehu (2.797 m), il Ngauruhoe (2.291 m) e il Tongariro (1.968 m). Sicuramente spento è l'Egmont (2.518 m). Numerose sono le espressioni vulcaniche di tipo secondario,
fumarole, solfatare, geyser e sorgenti termali, soprattutto nella parte nord-occidentale.
Per il resto l'ossatura dell'isola è costituita dal succedersi di brevi catene con altitudine massima tra i 1.400 e i 1.750 m, disposte sul lato orientale e dirette secondo l'allineamento generale dei rilievi locali, cioè da sudovest a nordest, dalla Tararua Range alla Raukumara Range; la lunga appendice della penisola di Auckland presenta un rilievo disarticolato e di aspetto collinare che non oltrepassa gli 800 m. Nella parte occidentale si estende, sempre in direzione SO-NE, la catena dei monti Ruhaine (1.737 m).
La South Island è molto più compatta ed omogenea, lungo il bordo occidentale è percorsa dalle Alpi Neozelandesi, particolarmente elevate nella parte centrale, con numerose cime oltre i 3.000 m, la più alta delle quali è il monte Cook (3.764 m), seguita dal Tasman (3.499 m). A nord si diramano in numerose catene minori (monti Leyell 1.876 m, Spenser 2.288 m), divise da gole selvagge e pittoresche, che danno vita ad un paesaggio a rias. Il versante orientale delle Alpi Neozelandesi digrada lentamente spegnendosi nella pianura costiera di Canterbury, profonda 30 km e lunga 150 km e in quella di Southland, nei pressi dello stretto di Foveaux, delimitata a nordest da modeste alture, oltre le quali si trova un'altra area pianeggiante che si estende fino alla penisola di Otago.
Le coste si fanno irregolari solo nei pressi dei promontori di Otago e Banks. Sul versante occidentale, le catene scendono generalmente a picco sul mare formando coste alte e frastagliate incise da numerosi
fiordi.
Lo stretto di Foveaux separa la South Island dall'isola Stewart, con modesti rilievi (monte Anglem 980 m, monte Allen), in parte di natura vulcanica (a nord) e i restanti di natura granitica.
Anche le altre isole presentano, più o meno evidente, una natura vulcanica: Auckland, Campbell, le isole Kermadec (la maggiore, isola Raoul, presenta ancora un vulcanismo attivo di tipo secondario), le Catham.
Idrografia
La Nuova Zelanda è ricca di fiumi ben alimentati dalle copiose precipitazioni e, nella South Island, dalla fusione dei ghiacciai: il loro corso è però breve e a forte pendenza.
I fiumi più importanti nella North Island sono il Waikato (425 km), emissario
del lago Taupo (626 km²) di origine vulcanica e il Wanganui (290 km);
altri fiumi importanti sono: Rangitaiki (160 km), Rangitikei (134 km),
Wairoa. A completare l'idrografia dell'isola i laghi Rotorua (80 km²), Rotoiti, Rotoehu, Rotoma, Tarawera.
Nella South Island i principali fiumi scendono verso l'Oceano Pacifico: Clutha (322 km), Waitaki (209 km), Taieri, Mataura. Molti sono anche i laghi di origine glaciale: Te Anau (344 km²), Wakatipu (294 km²), Wanaka (184 km²), Manapouri (145 km²), Hawea (114 km²), Tekapo, Pukaki e Ohau.
Clima
Nonostante la sua posizione geografica, il clima della Nuova Zelanda non ha forti differenziazioni sia per il forte influsso marino che per i forti venti occidentali (westerlies), promossi dall'anticiclone indiano e attirati dalle depressioni australiane. Le precipitazioni sono abbondanti soprattutto sui versanti occidentali
(2.500 mm annui). I valori medi di temperatura non sono elevati e le escursioni termiche alquanto contenute; in generale il clima può essere definito temperato oceanico.
Nella parte settentrionale della North Island si hanno condizioni climatiche semitropicali, di tipo mediterraneo, risentendo del passaggio delle perturbazioni cicloniche tropicali. Mentre all'estremo sud, nelle regioni di Otago e Southland, il clima tende a divenire continentale.
Le precipitazioni nevose sono intense e diffuse sui rilievi; sulle cime più elevate si hanno nevicate per almeno trenta giorni l'anno. Soprattutto nella South Island, la neve permane al suolo tutto l'anno, fino a 2.100 m, alimentando i numerosi ghiacciai.
Temperatura e precipitazioni
Geografia umana
Popolazione
Densità: 15 per km²
Etnie
La popolazione della Nuova Zelanda è costituita per l'82% da bianchi di origine inglese e scozzese; gli indigeni di razza polinesiana sono circa 201.000; esistono minoranze
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