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| 27 Luglio |
27 luglio
Il 27 luglio è il 208° giorno del Calendario Gregoriano (il 209° negli anni bisestili).
Mancano 157 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1214 - Battaglia di Bouvines: In Francia, Filippo II di Francia sconfigge Giovanni d'Inghilterra.
- 1663 - Il Parlamento britannico passa il Secondo atto di Navigazione che richiede che tutti i beni diretti verso le colonie americane siano inviati su navi inglesi da porti inglesi.
- 1689 - Gloriosa Rivoluzione: finisce la Battaglia di Killiecrankie.
- 1694 - Uno Statuto Reale viene concesso alla Banca d'Inghilterra.
- 1778 - Guerra d'indipendenza americana: Prima battaglia di Ushant - scontro tra la flotta britannica e quella francese.
- 1789 - Viene fondata la prima agenzia del governo federale statunitense, il Dipartimento degli Affari Esteri (che diverrà il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti).
- 1794 - Rivoluzione francese: Maximilien Robespierre viene arrestato dopo aver incoraggiato l'esecuzione di più di 17.000 "nemici della rivoluzione".
- 1865 - Coloni gallesi arrivano in Argentina nella Valle di Chubut.
- 1866 - Viene completato il Cavo Atlantico, che permetterà per la prima volta trasmissioni transatlantiche via telegrafo.
- 1921 - Ricercatori dell'Università di Toronto, guidati dal biochimico Frederick Banting, isolano per la prima volta l'ormone insulina.
- 1929 - Debutto per il primo romanzo di Alberto Moravia, "Gli indifferenti"
- 1940 - Bugs Bunny fa il suo debutto ufficiale nel cartone animato A Wild Hare.
- 1943 - Seconda guerra mondiale: Josif Stalin emana l'Ordine numero 227 in risposta all'allarmante avanzata tedesca in Russia. In base a quest'ordine, chiunque si ritiri o abbandoni le sue posizioni senza ordine specifico, verrà giustiziato immediatamente.
- 1953 - Guerra di Corea: Stati Uniti, Repubblica Popolare Cinese, Corea del Nord, e Corea del Sud firmano un accordo di armistizio.
- 1955 - Finisce l'occupazione Alleata dell'Austria, che era iniziata alla fine della seconda guerra mondiale (9 maggio 1945).
- 1964 - Guerra del Vietnam: più di 5.000 consiglieri militari americani vengono inviati nel Vietnam del Sud, portando il numero complessivo delle forze statunitensi in Vietnam a 21.000.
- 1968 - I Pink Floyd pubblicano l'album A Saucerful of Secrets negli USA.
- 1974 - Scandalo Watergate: Il Comitato Giudiziario della Camera dei Rappresentanti vota 27 a 11 per raccomandare il primo articolo dell'impeachment contro il presidente Richard Nixon: ostacolo della giustizia.
- 1992
- Palermo: a pochi mesi dalla strage di Capaci ed otto giorni dopo la strage in cui perse la vita Paolo Borsellino, il commissario dell'anti-racket Giovanni Lizio è assassinato dalla mafia.
- Barcellona, alle Olimpiadi Luca Sacchi vince la medaglia d'oro per i 400m misti di nuoto
- 1993 - L'Italia è scioccata da tre autobomba esplose quasi contemporaneamente nella notte, una a Milano e due a Roma, causando alcune vittime
- 1994 - Nasce ALCEI, l'Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva
- 1995 - A Washington DC, viene inaugurato il Memoriale dei veterani della guerra di Corea.
- 1996 - Ad Atlanta (Georgia), un tubo bomba esplode al Centennial Olympic Park, durante le Olimpiadi, facendo una vittima e 111 feriti.
- 2002 - Un caccia Sukhoi Su-27 si schianta al suolo durante una manifestazione aerea a Lviv, Ucraina, uccidendo 85 persone e ferendone più di 100.
- 2004 - Per commemorare i 50 anni della conquista italiana del K2, nel Karakorum, un'altra spedizione italiana arriva sulla cima del K2, ad 8.611 metri, dopo 9 ore di salita. I quattro italiani sono Mario Dibona, Renato Sottsass, Marco Da Pozzo e Renzo Benedetti.
Nati
- 1767 - Johann Bernoulli, matematico svizzero
- 1824 - Alexandre Dumas (figlio), scrittore († 1895)
- 1833 - Thomas George Bonney, geologo († 1923)
- 1835 - Giosuè Carducci, poeta italiano
- 1857 - Augusta Stowe-Gullen, prima donna a laurearsi in medicina in Canada, femminista
- 1862 - Miguel Lillo, naturalista argentino
- 1871 - Ernst Zermelo, matematico tedesco
- 1886 - Ernst May, architetto († 1970)
- 1901 - Rudy Vallee, cantante († 1986)
- 1903 - Nikolai Cherkasov, attore († 1966)
- 1912 - Hilde Domin, scrittrice
- 1913 - Claudio Gora, all'anagrafe Emilio Giordana, attore († 1998)
- 1915 - Mario Del Monaco, tenore († 1982)
- 1916
- Elizabeth Hardwick, scrittrice
- Keenan Wynn, attore († 1986)
- 1917 - Bourvil (André Raimbourg), attore († 1970)
- 1922
- Adolfo Celi, attore
- Norman Lear, produttore televisivo
- 1929 - Eros Beraldo, calciatore italiano
- 1931 - Jerry Van Dyke, attore statunitense
- 1939
- Peppino di Capri, cantante
- Cesare Gigli, regista
- 1940 - Pina Bausch, ballerina
- 1948 - Peggy Fleming, medaglia d'oro olimpica nel pattinaggio artistico
- 1963 - Donnie Yen, artista marziale ed attore cinese
- 1967
- Arthur Emyr, rugbysta gallese
- Juliana Hatfield, musicista
- Kellie Waymire, attrice († 2003)
- 1968 - Maria Grazia Cucinotta, attrice italiana
- 1971 - Anna Menconi, arciera italiana
- 1977 - Jonathan Rhys-Meyers, attore irlandese
Morti
- 1061 - Papa Niccolò II (o 19 luglio)
- 1276 - Giacomo I di Aragona
- 1841 - Mikhail Lermontov, scrittore
- 1844 - John Dalton, chimico inglese
- 1863 - William Lowndes Yancey, leader dei secessionisti Stati Confederati d'America
- 1917 - Emil Theodor Kocher, chirurgo e biologo
- 1924 - Ferruccio Busoni pianista e compositore
- 1958 - Claire Chennault, aviatrice della seconda guerra mondiale
- 1970 - António de Oliveira Salazar, dittatore del Portogallo
- 1980 - Mohammed Reza Pahlavi, Scià dell'Iran
- 1981
- Ryann Lea Forester, presidente dell'UAH PRCA
- William Wyler, regista
- 1984 - James Mason, attore
- 2001 - Leon Wilkeson, bassista (Lynyrd Skynyrd)
- 2003 - Bob Hope, attore, intrattenitore
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Cuba - Giorno della rivoluzione (2° giorno)
- Maldive - Giorno dell'indipendenza (2° giorno)
- Portorico - Compleanno di Jose Celso Barbosa
- Vietnam - Giorno della memoria dei martiri di guerra
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Arnaldo di Lione, vescovo
- San Bertoldo di Garsten, abate benedettino
- San Clemente di Ochrida, vescovo
- Santa Giustina, vergine e martire
- Santa Natalia, e compagni Martiri a Cordova
- San Pantaleone, medico e martire
- San Raimondo Zanfogni, laico
- San Simeone di Egee, diacono e stilita
- Sant'Ugo di Lincoln, fanciullo martire
Laiche
27
ja:7月27日
ko:7월 27일
simple:July 27
th:27 กรกฎาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
1214
Eventi
- Simon Apulia diventa Vescovo di Exeter.
- 27 luglio - Battaglia di Bouvines: In Francia, Filippo II di Francia sconfigge Giovanni d' Inghilterra.
- Fondazione della città Bielefeld, Germania
Nati
- Roger Bacon, filosofo e scienziato Inglese (m. 1294)
Morti
- 14 settembre - Albert Avogadro, Patriarca di Gerusalemme
- 5 ottobre - Re Alfonso VIII di Castiglia (n. 1155)
- 4 dicembre - Re William I di Scozia
Monarchi/Presidenti
- Francia - Filippo II di Francia Re di Francia (regnato dal 1180 al 1223)
- Impero Mongolo - Gengis Khan, Khan Mongolo (dal 1206 al 1227)
- Venezia - Pietro Ziani Doge di Venezia (dal 1205 al 1229)
014
ko:1214년
Francia
La Francia o Repubblica francese (in francese, France o République française) è una nazione dell'Europa Occidentale, confinante con Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia, Monaco, Andorra, e Spagna.
È uno dei membri fondatori dell'Unione Europea.
Storia
I confini della Francia moderna coincidono molto con quelli dell'antico territorio della Gallia, abitata dai Galli, una popolazione celtica. I Galli vennero sottomessi nel I secolo AC dai Romani, con i quali si fusero adottandone linguaggio e cultura. Anche il Cristianesimo mise radici, nel II e III secolo DC. Le frontiere orientali della Gallia, lungo il Reno, vennero invase dalle tribú germaniche nel IV secolo, principalmente dai Franchi, dai quali deriva l'antico nome di "Francie", il nome moderno, "Francia" deriva dal nome del dominio feudale dei Re Capetingi di Francia, attorno a Parigi (vedi Île-de-France).
Anche se la monarchia francese viene spesso datata al V secolo, l'esistenza continua della Francia come entità a se stante inizia con il IX secolo e la divisione dell'Impero Franco di Carlomagno in una parte orientale e una occidentale. La parte orientale può essere vista come l'inizio di quella che oggi è la Germania, quella occidentale come la Francia.
I discendenti di Carlomagno governarono la Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, Duca di Francia e Conte di Parigi, venne incoronato Re di Francia. I suoi discendenti iniziarono la dinastia dei Capetingi, che governò la Francia fino al 1792, quando la rivoluzione Francese fondò una Repubblica, in un periodo di cambiamenti sempre piú radicali che iniziò nel 1789.
Napoleone Bonaparte prese il controllo della Repubblica nel 1799, autoproclamandosi Imperatore. Le sue armate si impegnarono in diverse guerre attraverso l'Europa, conquistarono molte nazioni e fondarono nuovi regni, guidati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta nel 1815, la monarchia venne restaurata in Francia, per essere successivamente abolita legislativamente e sostituita dalla Seconda Repubblica francese. La Seconda Repubblica finí quando il nipote del primo Imperatore, Luigi Napoleone Bonaparte, venne eletto Presidente e proclamò un Secondo Impero. Meno ambizioso dello zio, il secondo Napoleone venne anch'egli spodestato, e la Repubblica tornò per la terza volta.
Anche se vincitrice nella prima e nella seconda guerra mondiale, la Francia soffrí gravi perdite in termini di vite, impero, benessere, forza lavoro e grado di nazione dominante. Dal 1958, ha costruito una democrazia presidenziale (nota come Quinta Repubblica) che non ha ceduto alle instabilità sperimentate nei precedenti regimi parlamentari.
Negli ultimi decenni, la riconciliazione e la cooperazione della Francia con la Germania si è rivelata centrale per l'integrazione economica dell'Europa, compresa l'introduzione dell'Euro nel gennaio 1999.
Oggi, la Francia è in prima fila tra gli stati europei che cercano di sfruttare lo slancio dato dall'unione monetaria per portare avanti la creazione d'un apparato politico, di difesa e di sicurezza europeo piú unificato ed efficace.
La Francia è anche uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Politica
La costituzione della Quinta Repubblica venne approvata tramite referendum il 28 settembre 1958. Essa rafforzava fortemente l'autorità dell'esecutivo in relazione al Parlamento. In base alla costituzione, il Presidente viene eletto direttamente per un mandato di 5 anni (in origine 7 anni). L'arbitraggio presidenziale assicura il regolare funzionamento dei poteri pubblici e la continuità dello stato. Il Presidente nomina il Primo Ministro, presiede il gabinetto, comanda le forze armate e conclude i trattati.
L'Assemblea Nazionale (Assemblée Nationale) è il principale corpo legislativo. I suoi deputati sono eletti direttamente con mandato di 5 anni, tutti i seggi vengono votati ad ogni elezione. I senatori vengono scelti da un collegio elettorale per un mandato di 6 anni (prima 9 anni), e un terzo del senato viene rinnovato ogni 2 anni (prima ogni 3). Il potere legislativo del Senato è limitato; l'Assemblea Nazionale ha l'ultima parola in caso di disaccordo tra le due camere.
Il governo ha una forte influenza sulla stesura dell'ordine del giorno del Parlamento.
Vedi anche:
- Costituzione francese
- Elenco di monarchi francesi
- Capi di stato francesi
- Elenco di Primi Ministri della Francia
- Elenco di Ministri degli Esteri della Francia
Divisioni amministrative
La Francia è divisa in 26 regioni (in francese: région), che sono ulteriormente suddivise in 100 dipartimenti (in francese départements). I dipartimenti sono numerati (principalmente in ordine alfabetico) e i numeri vengono usati ad esempio per i codici postali o le targhe automobilistiche. Tra parentesi sono indicati i capoluoghi.
dipartimenti
I dipartimenti sono ulteriormente suddivisi in 342 zone (in francese arrondissements).
I dipartimenti d'oltremare sono ex-colonie che ora godono d'uno status simile a quello della Francia Europea o metropolitana. Sono considerati una parte della Francia (e dell'UE) piuttosto che territori dipendenti.
I paesi e territori d'oltremare formano parte della Repubblica francese, ma non sono parte del territorio europeo della Repubblica o dell'area fiscale dell'UE. Continuano ad usare il Franco francese del pacifico come valuta, che non è stata influenzata dalla sostituzione del Franco francese con l'Euro nel 2002.
Le collettività territoriali hanno uno status a metà tra i dipartimenti d'oltremare e i territori d'oltremare.
La Francia inoltre mantiene il controllo su numerose piccole isole dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico, comprese Bassas da India, Isola Clipperton, Isola Europa, Isole Glorioso, Isola Juan de Nova, Isola Tromelin. Si veda Isole controllate dalla Francia nell'oceano indiano e nel pacifico.
Geografia
La Francia possiede un'ampia varietà di paesaggi, che vanno dalle pianure costiere a nord e ad ovest, dove la Francia confina con il Mare del Nord e l'Oceano Atlantico, fino alle catene montuose dei Pirenei a sud e delle Alpi a sud-est; queste ultime contengono la seconda montagna piú alta d'Europa, le cui pendici orientali sono in territorio italiano: il Monte Bianco (4.810 m) (la montagna piú alta d'Europa è il monte Elbrus (5.642 m), in Russia, nella catena del Caucaso).
Nel mezzo si trovano altre regioni elevate, come il Massiccio Centrale o le Montagne dei Vosgi, e vasti bacini fluviali come quelli della Loira, del Rodano, della Garonna e della Senna.
Le principali città della Francia sono:
:Aix-en-Provence, Ajaccio, Albi, Amiens, Angers, Angouleme, Bastia, Belfort, Besançon, Bordeaux, Brest, Caen, Calais, Cannes, Carcassonne, Charleville-Mézières, Clermont-Ferrand, Colmar, Digione, Dunkerque, Evreux, Grenoble, La Rochelle, Le Havre, Le Mans, Lilla, Limoges, Lione, Marsiglia, Metz, Montpellier, Mulhouse, Nancy, Nantes, Nizza, Nîmes, Orléans, Parigi, Perpignan, Poitiers, Quimper, Reims, Rennes, Roubaix, Rouen, Saint-Étienne, Saint-Nazaire, Strasburgo, Tarbes, Tolone, Tolosa, Tourcoing, Tours e Valence.
Vedi anche:
- la lista città della Francia per le schede ancora da sviluppare
- la :categoria:Città della Francia per le schede già categorizzate.
Economia
L'economia francese combina un'estesa imprenditoria privata, con un sostanziale, ma in declino, intervento governativo. Ampi tratti di terra fertile, l'applicazione delle tecnologie moderne e i sussidi, si sono combinati per rendere la Francia il principale produttore agricolo dell'Europa Occidentale.
Il governo mantiene una considerevole influenza sui segmenti chiave del settore delle infrastrutture, con quote di maggioranza in ferrovie, elettricità, aeronautica, e telecomunicazioni. Ha comunque gradualmente rilasciato il controllo su questi settori fin dai primi anni '90. Il governo sta lentamente vendendo le sue partecipazioni in France Telecom, Air France, e nei settori assicurativo, bancario e della difesa.
La Francia si uní ad altri 10 paesi UE per lanciare l'Euro il 1 gennaio 1999, valuta che ha rimpiazzato completamente il franco francese all'inizio del 2002.
Demografia
la lingua ufficiale è il francese. Esistono diverse lingue locali (basco, bretone, catalano, corso, olandese (fiammingo), alsaziano, occitano), ma il governo francese e il sistema scolastico ne hanno scoraggiato l'uso fino a poco tempo fa. Le lingue regionali vengono ora insegnate in alcune scuole, anche se il francese rimane l'unica lingua ufficiale in uso dal governo, locale o nazionale.
Religione
A seguito della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, la Francia garantisce la libertà di religione come diritto costituzionale. Una legge del 1905 istituisce la separazione di chiesa e stato e proibisce al governo di riconoscere, stipendiare o sussidiare qualsiasi religione. Nella situazione precedente, stabilita nel 1801-1808 dal Concordat, lo stato appoggiava la Chiesa cattolica, la Chiesa luterana, la Chiesa calvinista e la Religione ebraica e forniva l'insegnamento scolastico delle suddette (per ragioni storiche, questa situazione vige ancora nell'Alsazia-Mosella).
Il governo francese non mantiene statistiche sulla religione.
Il CIA World Factbook del 2003 elenca le religioni in Francia come:
Cattolici Romani 83-88%, Protestanti 2%, Ebrei 1%, Musulmani 5-10%, non affiliati 4%. Non è chiaro da dove provengano queste cifre.
Comunque, in un [http://a1692.g.akamai.net/f/1692/2042/1h/medias.lemonde.fr/medias/pdf_obj/sondage030416.pdf sondaggio del 2003] il 41% dichiara che l'esistenza di Dio è "esclusa" o "improbabile". Il 33% dichiara che il termine "ateo" li descrive abbastanza o molto bene, mentre il 51% si dichiara "Cristiano". Quando interrogati sulla loro religione, il 62% ha risposto Cattolico Romano, il 6% Musulmano, il 2% Protestante, l'1% ebraico, il 2% "altre religioni" (eccetto per Ortodossi o Buddisti, che avevano percentuali trascurabili), il 26% "nessuna religione" e l'1% si è rifiutato di rispondere. La discrepanza tra il numero di "atei" (41%) e il numero di "nessuna religione" (26%) può essere attribuito a persone che si sentono culturalmente vicine a una religione, seguono i suoi valori morali e le sue tradizione, ma difficilmente credono in Dio. In Francia esiste una forte distinzione tra religione e vita civile. La religione è considerata come un fatto privato. I francesi in generale si oppongono al potere clericale ed alla sua influenza nella politica. Il fondamentalismo islamico è considerato una reale minaccia per la coesione della società francese, dove il comunitarismo non è accettato. Questo è già successo con i Cattolici prima della Rivoluzione Francese del 1789.
Vedi anche:
- Chiesa cattolica francese
- Islam in Francia.
Cultura
- Académie française
- Letteratura francese
- Francesi celebri
- Cucina francese
- Cinema francese
- Musica francese
Il governo sta considerando la soppressione del lunedi di Pentecoste come festività pubblica.
Voci correlate
- Comunicazioni in Francia
- Trasporti in Francia
- Esercito Francese
- Educazione in Francia
- Elenco d'università francesi
- Relazioni estere della Francia
- Turismo in Francia
- Impero coloniale francese
- Parchi Nazionali (Francia)
Classifiche internazionali
- Indice di sviluppo umano, 2003: 17a (su 175)
- [http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116 indice della libertà di stampa] 11a su 139 nazioni
Collegamenti esterni
- [http://www.assemblee-nat.fr/italiano/index.asp Assemblée Nationale] - L'assemblea nazionale francese
- [http://www.elysee.fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Presidente francese] - Il Palazzo dell'Eliseo
- [http://www.premier-ministre.gouv.fr/fr/ Sito ufficiale dell'ufficio del Primo Ministro francese]
- [http://www.senat.fr/international/english/ Sénat] - Il senato francese
- [http://www.service-public.fr/etranger/english.html Sito ufficiale del servizio pubblico francese] - Contiene molti link a diverse istituzioni e amministrazioni
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Filippo II di Francia
Filippo II Augusto (1165-1223), re di Francia, figlio e successore (1180) di Luigi VII.
Fu tra i capi della III crociata. Nel quadro della lotta alla grande feudalità fu in costante conflitto con i re d'Inghilterra, suoi vassalli: Enrico II, Riccardo I Cuor di Leone e Giovanni Senza Terra, al quale strappò infine i feudi di Normandia, Angiò e Turenna. La successiva vittoria di Bouvines (1214) sull'avversario inglese, coalizzato con l'imperatore Ottone di Brunswick, consolidò la corona francese.
Filippo II di Francia
Filippo II di Francia
ja:フィリップ2世 (フランス王)
Giovanni d'Inghilterra
Giovanni Senzaterra (Oxford, 24 Dicembre 1166 - Newark, 18-19 Ottobre 1216; re d'Inghilterra dal 1199 al 1216).
Nato a Oxford, Giovanni fu il quinto figlio di Enrico II ed Eleonora d'Aquitania.
Fratello e successore di Riccardo I d'Inghilterra, noto come Riccardo Cuor di Leone, per un breve periodo amministrò l'Irlanda per conto del padre Enrico II Plantageneto,e alla morte di questi era dotato di una rilevante forza politica in ampie zone del regno.
Durante la III crociata (1190 - 1192) e la prigionia del fratello (1193) acquistò grande potere, alleandosi al re di Francia Filippo II, e ponendosi a capo del movimento aristocratico che sconfisse il cancelliere William Longchamp, rappresentante di Riccardo.
Al ritorno del fratello il suo potere fu notevolmente ridotto, ma mantenne il diritto alla successione. Il suo regno fu segnato dallo scontro con parte della gerarchia ecclesiastica e col papato, cui dovette sottomettersi (1213), e dalla lotta col re francese Filippo II (Bouvines, 1214). Fu costretto dall'opposizione dei baroni a concedere la Magna Charta (1215).
| width="30%" align="center" rowspan="4" | Predecessore: Riccardo I
| width="40%" align="center" | Re d'Inghilterra 1199–1216
| width="30%" align="center" rowspan="2" | Successore: Enrico III
|-
| width="40%" align="center" | Duca d'Aquitania 1199–1216
|-
| width="40%" align="center" | Conte del Maine 1199–1203
| width="30%" align="center" rowspan="2" | Filippo II di Francia (Annessi)
|-
| width="40%" align="center" | Duca di Normandia 1199–1204
|-
| width="30%" align="center" | Predecessore: —
| width="40%" align="center" | Signore d'Irlanda 1185–1216
| width="30%" align="center" | Successore: Enrico III
Categoria:Biografie
Categoria:Sovrani britannici
Categoria:Duchi di Normandia
ja:ジョン (イングランド王)
simple:John I of England
1689
Eventi
Nati
Morti
089
ko:1689년
nb:1689
1694
Eventi
Nati
Morti
- 29 novembre- Marcello Malpighi, scienziato italiano (n. 1628)
094
ko:1694년
1778
Eventi
L'Arcivescovo di Firenze Antonio Martini completa la prima Bibbia in italiano approvata dalla Chiesa Cattolica, tradotta comunque ancora dalla Vulgata latina.
Nati
- 4 febbraio - Augustin Pyrame de Candolle, botanico svizzero († 1841)
- 6 febbraio - Ugo Foscolo, poeta italiano
- 20 settembre - Fabian Gottlieb von Bellingshausen († 1852)
- 17 dicembre - Humphry Davy, chimico inglese
Morti
- 10 gennaio - Karl von Linné "Linneo"
- 30 maggio - Voltaire, filosofo illuminista
- 2 luglio - Jean-Jacques Rousseau, filosofo illuminista
078
ko:1778년
ms:1778
1794
Eventi
- 10 luglio - Il chimico inglese John Dalton scrive la prima relazione scientifica su di una malattia da cui è affetto e che poi prenderà il nome di daltonismo
Nati
Morti
- 8 maggio - Antoine Lavoisier, chimico
- 28 luglio - Massimiliano Robespierre, rivoluzionario francese, giustiziato con la ghigliottina
- 28 novembre - Cesare Beccaria, letterato e giurista italiano
094
ko:1794년
ms:1794
simple:1794
Rivoluzione francese
Con Rivoluzione francese si indica quel periodo della Storia della Francia che copre gli anni 1789-1799, lasso di tempo nel quale la monarchia venne rovesciata e una ristrutturazione radicale venne imposta alla Chiesa Cattolica Romana. Mentre la Francia sarebbe oscillata tra repubblica, impero e monarchia per i settantacinque anni successivi alla caduta della Prima Repubblica francese, per mano di Napoleone Bonaparte, la rivoluzione metterà comunque la parola fine all'ancien régime.
Cause
Molti fattori portarono alla rivoluzione; per certi versi, il vecchio ordine dovette soccombere alla sua stessa rigidità di fronte a un mondo in evoluzione; per altri, cadde sotto l'ambizione di una borghesia rampante, alleata con i contadini e i salariati, e con individui di tutte le classi che furono influenzati dalle idee dell'illuminismo. Con il procedere della rivoluzione e il passaggio del potere dalla monarchia ai corpi legislativi, gli interessi contrastanti di questi gruppi inizialmente alleati divenne fonte di conflitti e di bagni di sangue.
Certamente, tutte le seguenti ragioni devono essere considerate come cause della rivoluzione:
- Risentimento per l'assolutismo reale.
- Risentimento per il sistema signorile da parte di contadini, salariati e borghesia rampante.
- Il sorgere degli ideali dell'illuminismo.
- Un debito nazionale ingestibile, causato (e esacerbante) dal peso di un sistema di tassazione grossolanamente inequo.
- La scarsità di cibo negli anni immediatamente precedenti alla rivoluzione.
Storia
Preludio, 1770 -1787: Crisi finanziaria
Tutto ebbe inizio quando il re Luigi XVI di Francia affrontò una crisi nelle finanze reali. La corona francese, che era fiscalmente una cosa sola con lo stato, era profondamente indebitata. Durante i regni di Luigi XV e Luigi XVI diversi ministri, soprattutto Turgot, proposero senza successo di rivedere il sistema di tassazione francese per tassare i nobili. Tali misure incontratono una consistente resistenza da parte dei parlements (corti legislative), che la nobiltà dominava.
Il bisogno di aumentare le tasse pose il re in disaccordo con la nobiltà poiché i suoi ministri delle finanze erano tipicamente uomini rampanti, generalmente di origine non nobile. Turgot, Chrétien de Malesherbes, e Jacques Necker, l'uno dopo l'altro cercarono di rivedere il sistema di tassazione e di introdurre nuove riforme, come per il tentativo di Necker di ridurre la prodigalità della corte reale. Ognuno di questi venne rifiutato.
Per contro, Charles Alexandre de Calonne, nominato ministro delle finanze nel 1783, ripristinò le spese dissolute reminescenti dell'età di Luigi XIV. Nel momento in cui Calonne riunì un'assemblea di notabili, il 22 febbraio 1787, per descrivere la situazione finanziaria, la Francia era in bancarotta: nessuno voleva prestare al Re fondi sufficienti per andare incontro alle spese del governo e della corte. Secondo Mignet, i prestiti ammontavano a "milleseicentoquarantasei milioni... e... c'era un deficit annuale di quarantasei milioni (presumibilmente di livres)". [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt] Calonne venne sostituito dal suo principale critico, Etienne Charles de Loménie de Brienne, arcivescovo di Sens, ma la situazione sostanziale restò immutata: il governo non aveva credito. Per cercare di porre rimedio, l'assemblea "sancì la costituzione di assemblee provinciali, una regolamentazione del commercio dei cereali, l'abolizione delle corvée, e una nuova marca da bollo; si ruppe il 25 maggio 1787". [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt]
La lotta susseguente con i parlements in un tentativo senza successo di applicare queste misure, mostrò i primi segni aperti che l' ancien régime stava cedendo. Nella lotta seguente,
- ai protestanti vennero restituiti i loro diritti.
- Luigi XVI promise una pubblicazione annuale dello stato delle finanze.
- Luigi XVI promise di convocare gli Stati Generali nel giro di cinque anni
I parlements contestarono questa come "tirannia ministeriale". In risposta, diversi nobili, incluso Luigi Filippo II, Duca d'Orleans vennero banditi, il che provocò un'altra serie di decreti in conflitto tra il Re e i parlements. Il conflitto uscì dalle corti e (oltre la nobiltà) con turbolenze in Delfinato, Bretagna, Provenza, Fiandre, Linguadoca, e Béarn.
Nonostante la teoria che vedeva lancien régime della Francia come una monarchia assoluta, divenne chiaro che il governo reale non poteva fare i cambi che desiderava senza il consenso della nobiltà. La crisi finanziaria era diventata anche crisi politica.
Preludio, 1788 - maggio 1789: Luigi XVI convoca gli Stati Generali
Il 13 luglio 1787 il parlamento e la nobiltà avevano richiesto che il Re chiamasse gli Stati Generali; questa richiesta era stata assecondata dagli Stati del Delfinato nell'assemblea di Vizille; il 18 dicembre 1787, il Re promise di convocare gli Stati Generali nel giro di cinque anni; dopo le dimissioni di Brienne, il 25 agosto 1788, e con Necker di nuovo in carica per le finanze nazionali, il Re, l'8 agosto 1788, acconsentì a convocare gli Stati generali nel maggio 1789, per la prima volta dal 1614.
La prospettiva degli Stati generali evidenziò il conflitto di interessi tra il Secondo Stato (la nobiltà) e il Terzo stato (in teoria, tutta la gente comune, in pratica la borghesia). Gli aristocratici pensarono di servirsi del loro predominio nell'assemblea per riconquistare i propri tradizionali privilegi, mentre i borghesi, ispirandosi al modello inglese, sperarono trasformare la monarchia assoluta in una monarchia costituzionale più rispondente alle reali necessità del Paese. La borghesia, in contrasto con la nobiltà e con l'alto clero, rappresentava gli interessi e le aspirazioni della maggioranza della popolazione francese. La società era cambiata dal 1614. Il Primo Stato (il clero) assieme al Secondo Stato rappresentavano solo il 2 percento della popolazione francese. Il Terzo Stato, teoricamente rappresentante del restante 98%, e in pratica rappresentante di una fetta crescente del benessere nazionale, poteva ancora essere messo in minoranza dagli altri due, che storicamente avevano spesso votato assieme. Molti nella classe emergente videro la chiamata degli Stati Generali come una possibilità di guadagnare potere.
In base al modello del 1614, gli Stati Generali sarebbero consistiti di un numero uguale di rappresentanti per ogni Stato. Il Terzo Stato chiese una rappresentanza doppia (che già aveva nelle assemblee provinciali). Questo divenne un soggetto per gli opuscolisti, l'opuscolo più notevole fu quello dell'abate Emmanuel Joseph Sieyès: "Cos'è il Terzo Stato?". Necker, sperando di evitare il conflitto, riunì una seconda assemblea di notabili il 6 novembre 1788, ma, per il suo imbarazzo, questi rigettarono il concetto di rappresentanza doppia. Chiamando l'assemblea, Necker aveva meramente sottolineato l'opposizione dei nobili all'inevitabile politica.
Un decreto reale del 27 novembre 1788 annunciò che gli Stati generali sarebbero ammontati ad almeno un migliaio di deputati; garantiva inoltre la rappresentazione doppia. In aggiunta, i semplici sacerdoti (curés) potevano servire come deputati per il Primo Stato, e i protestanti per il Terzo Stato.
Secondo Mignet, dopo delle elezioni ragionevolmente oneste, "I deputati della nobiltà erano composti da 242 gentiluomini e 28 membri del parlamento; quelli del clero, di 48 vescovi e arcivescovi, 35 abati e decani, e 208 curati; e quelli del Terzo Stato, di due ecclesiastici, 12 nobili, 18 magistrati cittadini, 200 membri delle contee, 212 avvocati, 16 medici e 216 mercanti e agricoltori". Altre fonti danno cifre leggermente differenti, vedi Stati Generali.
5 maggio 1789 - 17 giugno 1789: Dagli Stati Generali all'Assemblea Nazionale
Quando gli Stati Generali convennero a Versailles il 5 maggio 1789, tra l'acclamazione generale, molti nel Terzo Stato videro la rappresentanza doppia come una rivoluzione gia pacificamente conseguita. Comunque, con l'etichetta del 1614 strettamente rinforzata, il clero e la nobiltà in pompa magna, l'ubicazione fisica dei deputati dei tre Stati dettata dal protocollo di un'era precedente, ci fu un immediato suggerimento che in realtà era stato ottenuto molto meno. I rappresentanti del Terzo stato portarono dalle città e dalle province i "quaderni di doglianza" (cahiers de doléance) in cui erano elencati i soprusi ai quali contadini e borghesi erano ancora sottoposti.
Quando Luigi XVI e Barentin (il guardasigilli) si rivolsero ai deputati il 6 maggio, il Terzo Stato scoprì che il decreto reale che garantiva la rappresentanza doppia celava un trucco. Si, avevano più rappresentanti degli altri due Stati combinati, ma il voto si sarebbe svolto "per ordini": i 578 rappresentanti del Terzo Stato, dopo aver deliberato, avrebbero avuto il loro voto collettivo pesato esattamente come quello di uno degli altri Stati. L'intento apparente del Re e di Barentin era quello che tutti andassero direttamente al problema delle tasse. La maggior rappresentanza del Terzo Stato doveva essere solo simbolica, senza dargli nessun potere extra. Necker aveva più simpatia per il Terzo Stato, ma in quell'occasione parlò solo della situazione fiscale, lasciando a Barentin il compito di parlare su come gli Stati Generali avrebbero operato.
Cercando di evitare il problema della rappresentanza e di focalizzarsi unicamente sulle tasse, il Re e i suoi ministri avevano gravemente malgiudicato la situazione. Il Terzo Stato voleva che gli stati si incontrassero come un unico corpo e votassero per deputato. Gli altri due stati, pur avendo le loro doglianze contro l'assolutismo reale, credevano, correttamente, come la storia avrebbe dimostrato, che avrebbero perso più potere verso il Terzo Stato di quello che avrebbero guadagnato dal Re. Il ministro del Re, Necker, simpatizzò con il Terzo Stato, ma l'astuto finanziere era un politico non altrettanto astuto. Decise di far continuare l'impasse fino al punto di stallo prima di entrare nella mischia. Il risultato fu che per il momento in cui il Re cedette alle domande del Terzo Stato, sembrò a tutti una concessione estorta alla monarchia, piuttosto che un dono magnanimo che avrebbe convinto la popolazione della buona volontà del Re.
L'impasse fu immediata. Il primo argomento di trattativa degli Stati Generali fu la verifica dei poteri. Mirabeau, nobile egli stesso ma eletto per rappresentare il Terzo Stato, cercò senza riuscirci di tenere tutti e tre gli ordini in un'unica sala per la discussione. Invece di discutere le tasse del Re, i tre Stati iniziarono a discutere sull'organizzazione della legislatura. La spola diplomatica andò avanti senza successo fino al 27 maggio 1789, quando i nobili votarono per prendere una posizione ferma sulla verifica separata. Il giorno seguente, l'abate Sieyès (un membro del clero ma, come Mirabeau, eletto a rappresentare il Terzo Stato) mosse affinché il Terzo Stato, che ora si riuniva come i Communes (It.: "Comuni"), procedesse con la verifica e invitasse gli altri Stati a prendere parte, invece di aspettare gli altri due Stati.
Il 17 giugno 1789, con il fallimento degli sforzi per riconciliare i tre Stati, i Communes completarono il loro processo di verifica, diventando l'unico stato i cui poteri fossero stati appropriatamente legalizzati. I Communes quasi immediatamente votarono una misura molto più radicale: essi si dichiararono come Assemblea Nazionale, un'assemblea non degli Stati ma del popolo. Essi invitarono gli altri ordini ad unirsi, ma resero chiaro che intendevano fare gli interessi della nazione con o senza di loro.
Assemblea Nazionale
17 giugno 1789 - 1791: L'Assemblea Costituente e la Presa della Bastiglia
Questa assemblea costituita di fresco si collegò immediatamente ai capitalisti -- la fonte del credito necessario per finanziare il debito pubblico -- e alla gente comune. Essi consolidarono il debito pubblico e dichiararono che tutte le tasse esistenti erano state precedentemente imposte illegalmente, ma votarono le stesse provvisoriamente, solo fintanto che l'assemblea continuava a riunirsi. Questo ridiede fiducia al capitale e gli diede un forte interesse nel tenere l'assemblea in sessione. Per quanto riguarda la gente comune, un comitato di sussistenza venne stabilito per affrontare la carenza di cibo.
Il precedente piano di conciliazione di Necker -- uno schema complesso di concessioni ai comuni su alcuni punti e di forte resistenza su altri -- era stato superato dagli eventi. Non più interessato ai consigli di Necker, Luigi XVI, sotto l'influenza dei cortigiani del suo consiglio privato, si risolse a rivolgersi all'assemblea, annullare il suo decreto, comandare la separazione degli ordini, e dettare che le riforme fossero effettuate dagli Stati Generali restorati.
È (a malapena) immaginabile che se Luigi avesse semplicemente marciato dentro la Salle des États, dove l'Assemblea Nazionale si incontrava, il suo piano avrebbe potuto riuscire. Invece, se ne restò a Marly e ordinò la chiusura della sala, aspettandosi di impedire all'assemblea di riunirsi per diversi giorni, mentre lui si preparava. L'Assemblea spostò semplicemente le proprie deliberazioni nel campo da pallacorda del Re, dove procedette al Giuramento della Sala della Pallacorda (20 giugno 1789), con il quale si accordò per non sciogliersi finche non fosse stata data una costituzione alla Francia.
Due giorni dopo, privata anche dell'uso della Sala della Pallacorda, l'Assemblea Nazionale si riunì nella chiesa di Saint-Louis, dove venne raggiunta dalla maggioranza dei rappresentanti del clero: gli sforzi per ripristinare il vecchio ordine erano serviti solo per accelerare gli eventi. Quando, il 23 giugno 1789, in accordo con il suo piano, il Re si rivolse finalmente ai rappresentanti dei tre Stati, si trovò di fronte a un silenzio di pietra. Egli concluse ordinando a tutti di disperdersi, e venne obbedito dai nobili e dal clero. I deputati della gente comune rimasero seduti in un silenzio che venne finalmente rotto da Mirabeau, il cui breve discorso così culminò, "Una forza militare circonda l'Assemblea! Dove sono i nemici della nazione? C'è Catilina alle nostre porte? Io richiedo, investite voi stessi con la vostra dignità, con il vostro potere legislativo, accludete a voi la religione del vostro giuramento. Questo non vi permette di sciogliervi finché non avrete formato una costituzione". [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt] I deputati resistettero.
Necker, cospicuo con la sua assenza dal partito reale in quel giorno, si trovò in disgrazia con Luigi, ma nuovamente nelle grazie dell'Assemblea Nazionale. Quelli del clero, che si erano uniti all'Assemblea nella chiesa di Saint-Louis, rimasero; 47 membri della nobiltà, incluso il Duca d'Orléans, si unirono a loro; per il 27 giugno, il partito reale aveva ceduto apertamente, anche se la probabilità di un contraccolpo militare rimase nell'aria. I militari francesi incominciarono ad accorrere in grande numero attorno a Parigi e Versailles.
Messaggi di supporto inondarono l'Assemblea da Parigi e da altre città della Francia. Il 9 luglio 1789 l'Assembea si ricostituì come Assemblea Nazionale Costituente, rivolgendosi al re in termini educati ma fermi, richiedendo la rimozione delle truppe (che ora includevano reggimenti stranieri, la cui obbedienza al Re era molto più grande di quella delle truppe francesi), ma Luigi dichiarò che lui solo poteva giudicare il bisogno delle truppe, e li rassicurò che queste erano una misura strettamente precauzionale. Luigi "offrì" di muovere l'Assemblea a Noyon o Soissons: il che vale a dire, di porla in mezzo a due eserciti e privarla del supporto dei parigini.
Parigi fu unanime nel supportare l'Assemblea, vicina all'insurrezione e, nelle parole di Mignet, "intossicata di libertà ed entusiasmo". [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt] La stampa pubblicò i dibattiti dell'Assemblea; la discussione politica si estese oltre ad essa e arrivò nelle piazze e nei salotti della capitale. Il Palais Royal e l'area circostante divennero il luogo di continui incontri. La folla, con l'autorità degli incontri al Palais Royal, aprì le prigioni dell'Abbazia per rilasciare alcuni granatieri delle Guardie Francesi che erano stati imprigionati per essersi rifiutati si aprire il fuoco sulla gente. L'Assemblea li raccomandò alla clemenza del Re, questi tornarono in prigione e ricevettero il perdono. Il loro reggimento ora pendeva dalla parte della causa popolare.
Presa della Bastiglia
Incendi nelle campagne
Soissons
Mentre la borghesia si impadroniva del potere, in provincia, bande armate di contadini percorrevano le campagne, incendiando i raccolti e soprattutto i castelli dei nobili, nelle cui biblioteche erano da secoli custoditi i documenti che imponevano ai contadini i diritti signorili. Fu questa la grande paura che per diverse settimane esplose spesso con inconsulta violenza anche contro borghesi e mercanti, accusati di accaparrare le derrate, contro magistrati invisi, contro gli agenti delle imposte che rappresentavano l'odiato potere regio. Di fronte alla grave situazione determinatasi nelle campagne, il 4 agosto 1789, l'Assemblea Nazionale deliberò l'abolizione del feudalesimo, abolendo sia i diritti signorili del Secondo Stato che le decime raccolte dal Primo Stato. Il 26 agosto pubblicò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, che negli anni a venire avrebbe costituito l'ideale delle lotte politico-civili per la libertà dei popoli. A tali principi s'ispirò l'Assemblea Nazionale, che elaborò una costituzione monarchica simile a quella inglese, fondata sulla separazione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Per porre rimedio alla crisi economica, le leggi passate il 2 novembre 1789, 13 febbraio 1790 e 19 aprile 1790, confiscavano i terreni della Chiesa in favore dello Stato. La Costituzione civile del clero venne passata il 12 luglio 1790 e firmata dal Re il 26 dicembre 1790, trasformando la restante parte del clero in impiegati dello Stato ai quali veniva richiesto un giuramento di fedeltà alla costituzione. In base a questa decisione vescovi e parroci, in quanto funzionari dello stato, avrebbero dovuto prestare giuramento di fedeltà alla nazione e alla legge. Il pontefice Pio VI diffidò i vescovi e i parroci francesi dal prestare il giuramento. In Francia il clero si divise: una minoranza di vescovi e un buon numero di parroci aderirono alla Costituzione civile del clero e prestarono giuramento (clero giurato), ma una maggioranza obbedì agli ordini del pontefice e rifiutò di giurare (clero refrattario). Tale fatto creò una grave crisi religiosa, perché il clero refrattario andò ad accrescere le file dei controrivoluzionari, i quali in tal modo potevano adesso atteggiarsi, oltre che a difensori del sovrano assoluto, anche a paladini della fede cattolica perseguitata, mentre tra i più accesi sostenitori della rivoluzione si andavano diffondendo violenti sentimenti anticlericali che cominciarono presto a manifestarsi con atti di violenza contro i parroci ostili alla Costituzione civile. Delle nuove banconote vennero introdotte lo stesso anno, causando un'alta inflazione.
Tra il 1790 e il 1791, l'Assemblea Nazionale Costituente lavorò per dare alla Francia un assetto monarchico costituzionale, ma dovette anche affrontare gravi problemi politici ed economici. Nell’assemblea, alla destra del presidente sedevano gli aristocratici e i rappresentanti dell'alto clero, che costituivano la parte reazionaria dell'assemblea; al centro sedevano i cosiddetti costituzionali, cioè i rappresentanti dell'alta borghesia e qualche nobile come la Fayette, che volevano fermamente una costituzione monarchica e la divisione dei tre poteri dello Stato (legislativo, esecutivo, giudiziario); alla sinistra del presidente, sedevano elementi della borghesia radicale, più ansiosa di riforme, mentre all'estrema sinistra si trovavano i democratici più intransigenti, tra le cui fila sedeva Maximilien Robespierre. Il dibattito delle idee avveniva nei club che riunivano gli aderenti ai differenti gruppi politici. Nei club si mettevano a confronto le idee e si discutevano le proposte da presentare all'Assemblea. Il club dei Giacobini riuniva i rappresentanti della borghesia e i democratici, come Robespierre e Desmoulins. Il club dei Cordiglieri raccoglieva uomini di più accese idee democratiche, come Danton e Marat. L'Assemblea Nazionale tentò inutilmente di convincere il re alla collaborazione.
1791-1792: L'Assemblea Legislativa e la caduta della monarchia
La nuova costituzione fu emanata nel 1791. Il sovrano, deteneva il potere esecutivo. In aperta contraddizione con i principi della dichiarazione dei diritti dell'uomo, l'Assemblea, in cui prevaleva la borghesia conservatrice, stabilì che la pienezza dei diritti politici sarebbe spettata solo ai cittadini attivi, cioè a coloro che godevano di un certo reddito; tutti gli altri, i cosiddetti cittadini passivi, non potevano eleggere propri rappresentanti. Nella prima fase del processo rivoluzionario, guidata dalla borghesia più facoltosa, il re non seppe cogliere l'opportunità di una valida collaborazione con l'Assemblea Nazionale, anzi si irrigidì nell'assurdo rifiuto di concedere la propria sanzione sia alla Dichiarazione dei diritti, sia all'abolizione dei privilegi feudali, inoltre il sovrano si lasciò convincere dagli aristocratici a radunare attorno a Versailles nuove truppe. A questo stato di cose si aggiungeva il malumore popolare per il rincaro dei prezzi, causato dai torbidi dell'estate nelle campagne. A Parigi il malcontento serpeggiava, alimentato dagli agitatori che diffidavano, non a torto, del re e della corte.
Il re, però, si legò agli aristocratici più intransigenti, spinto anche dagli scrupoli religiosi che gli vietavano di approvare i provvedimenti contro il clero refrattario, infine decise di fuggire con tutta la famiglia per unirsi ai nobili in esilio. La fuga fu attuata il 20 giugno 1791, ma il sovrano fu riconosciuto e arrestato a Varennes. L'Assemblea decretò la chiusura delle frontiere, ma, temendo che la detronizzazione di Luigi XVI avrebbe provocato una guerra con le monarchie europee e che la proclamazione della repubblica avrebbe scatenato la guerra civile, cercò di riabilitare il re sostenendo la tesi di un tentativo di rapimento, mentre i Cordiglieri raccoglievano firme per una pubblica petizione con la quale si chiedeva la fine della monarchia.
Il 17 luglio 1791, al campo di Marte, una folla si riunì per firmare, ma, a causa di un grave incidente, l'Assemblea ordinò alla Guardia nazionale di disperdere la folla causando la morte di una cinquantina di persone. In settembre la nuova Costituzione, che rendeva la Francia una monarchia constituzionale, era pronta, il re l'accettò e l'assemblea Costituente si sciolse, trasmettendo il potere ad un'Assemblea Legislativa.
Il Re doveva dividere i poteri con l'Assemblea Legislativa eletta (che succedeva all'Assemblea Nazionale), ma manteneva il veto reale e la possibilità di scegliere i ministri. Alla fine del 1791 la situazione interna era ancora problematica, mentre i prezzi dei generi di prima necessità continuava a salire e sia nelle province, sia nella capitale, serpeggiava il malcontento. All'inizio del 1792, furono confiscati i beni del clero refrattario e degli emigrati.
Emersero nuove fazioni come i Foglianti (monarchici costituzionali), i Girondini (repubblicani liberali) e i Giacobini (radicali rivoluzionari). Il re sperava in un intervento straniero, ma l'imperatore d'Austria, fratello della regina, e il re di Prussia esitavano ad intraprendere una guerra. L'Assemblea invece sperava che una guerra obbligasse il re ad accettare la nuova realtà costituzionale. Il Re, i Foglianti , i Girondini e i Cordiglieri volevano andare in guerra. Il Re voleva la guerra per diventare popolare o essere sconfitto: entrambi i casi lo avrebbero reso più forte. I Girondini volevano esportare la Rivoluzione in tutta Europa. Infine i Cordiglieri desideravano la guerra perchè questa avrebbe costretto il Re a palesare le sue reali intenzioni riguardo alla rivoluzione.Robespierre e parte dei giacobini, invece, temevano una guerra, sapendo che l'esercito francese era male organizzato.
Nel 1792, morì Leopoldo II d'Austria e salì al trono il figlio Francesco I. Quando a Parigi presero il potere i Girondini, Austria e Prussia scesero in guerra contro la Francia (20 aprile 1792), iniziarono così le Guerre Rivoluzionarie Francesi.
1792: La Repubblica
L'offensiva francese fallì, molti ufficiali aristocratici disertarono e si sospettò che il re avesse tradito. A Parigi la comune, cioè l'autorità municipale, catalizzò i malumori del popolo. L'assemblea legislativa, guidata dai Girondini, votò a favore della deportazione dei preti refrattari e dell'acquartieramento di soldati federati (provenienti dalla provincia) per proteggere la capitale da un colpo di Stato. Il re pose il veto a tali provvedimenti. La folla il 20 luglio 1792 invase il palazzo reale, ma l'opinione pubblica si sollevò a favore del re e questi mantenne il veto, mentre gli Austro-prussiani passavano all'offensiva e i Girondini, sperando di tornare al governo, facevano capire di essere contrari alla deposizione del re. La Fayette propose al re di abbandonare Parigi, dove Robespierre propugnava l'abbattimento della monarchia. Nella notte tra il 9 ed il 10 agosto 1792 fu creata una comune insurrezionale, gli insorti assalirono il palazzo reale delle Tuileries, l'Assemblea legislativa dichiarò decaduto Luigi XVI che fu arrestato ed imprigionato con la famiglia. I deputati dell'assemblea legislativa convocarono una nuova assemblea, la Convenzione, eletta a suffragio universale maschile, con il compito di trasformare la Francia in Repubblica.
1792-26 settembre 1795: La Convenzione
I drammatici e sanguinosi avvenimenti del 10 agosto 1792 segnarono la scomparsa della monarchia assoluta in Francia. L'Assemblea Legislativa, che non aveva saputo controllare la situazione, era ormai screditata e si impose in Parigi e sul movimento rivoluzionario, la Comune, che aveva organizzato le forze popolari per dare il colpo di grazia alla monarchia e per orientare la rivoluzione nel senso voluto dalla piccola borghesia giacobina, dagli operai e dagli artigiani, ossia una politica radicalmente antinobiliare, capace anche di limitare il potere della ricca borghesia e di colpire gli avversari della rivoluzione. In attesa di una Convenzione, cioè di una nuova assemblea costituente, il potere esecutivo passò nelle mani di un Consiglio Esecutivo Provvisorio, costituito dai Girondini e dominato da Danton e il potere legislativo, formalmente riservato alla Legislativa, era esercitato dalla Comune, ma tra la Comune e la Legislativa esistevano forti tensioni, perché i membri dell’Assemblea si erano sempre dimostrati troppo riguardosi nei confronti del re. Alla fine dell'agosto 1792 la situazione era drammatica perché ormai Prussiani e Austriaci erano penetrati in terra francese, mentre in alcuni dipartimenti si verificavano violenti tentativi controrivoluzionari.
La Comune e l'Assemblea adottarono misure straordinarie: nuovi volontari furono reclutati, le case furono perquisite alla ricerca di armi e di persone sospette, attorno a Parigi si approntarono opere di difesa, mentre aumentavano i sospetti, l'odio, i timori. Tra il 2 e il 5 settembre, bande armate, tra l'indifferenza della popolazione e dei governanti, invasero le prigioni e massacrarono aristocratici, preti refrattari, delinquenti comuni, innocenti, dopo processi farseschi e ignobili. Danton, ministro della giustizia, non intervenne. La nuova assemblea costituente, la Convenzione, si riunì il giorno 20 settembre, mentre a Valmy la superiorità dell'artiglieria francese costringeva gli invasori e gli emigrati a retrocedere.
Il 21 settembre fu proclamata la repubblica mentre si susseguivano le vittorie francesi e, a novembre, iniziava l'occupazione francese del Belgio. Il potere legislativo della nuova repubblica venne conferito alla Convenzione Nazionale, mentre il potere esecutivo andò al Comitato di Sanità Pubblica. I Girondini divennero il partito più influente della convenzione e del Comitato. La Convenzione, i cui membri erano stati eletti senza distinzioni tra cittadini attivi e passivi, era più aperta dell'assemblea precedente alle esigenze popolari e democratiche. L'ala destra era rappresentata adesso dai Girondini, interpreti soprattutto delle esigenze della borghesia benestante, repubblicana, ma contraria a ogni riforma sociale che potesse compromettere la posizione di predominio delle classi più agiate. Al centro sedevano i deputati indipendenti della cosiddetta Pianura o Palude. La sinistra era rappresentata dalla cosiddetta Montagna, costituita dai Giacobini appoggiati dai club popolari e democratici della capitale.
Nel gennaio del 1793 il sovrano venne condannato alla pena capitale, per "cospirazione contro le libertà pubbliche e la sicurezza generale" per un voto di maggioranza alla convenzione (361 a 360). In gran parte i Montagnardi erano borghesi intellettuali seguaci delle teorie illuministiche. I rapporti tra Gironda e Montagna divennero difficili a causa del processo al sovrano, infatti, i Girondini cercarono di salvare Luigi XVI mentre i Montagnardi, erano decisi a votare la condanna a morte. I Girondini allora chiesero che la condanna fosse sottoposta alla ratifica popolare, ma questo estremo tentativo fallì. Il 21 gennaio 1793 l’ex sovrano di Francia Luigi XVI fu ghigliottinato. Quest'uomo, che in fondo scontava colpe non sue, affrontò la fine coraggiosamente, e la sua morte scavò un abisso incolmabile tra il presente e il passato, tra la Francia repubblicana e le potenze monarchiche europee.
La guerra e la controrivoluzione vandeana
Nel febbraio 1793, l'Inghilterra, guidata da William Pitt il Giovane (figlio dell'omonimo ministro), prendendo a pretesto l'esecuzione di Luigi XVI, ma in realtà preoccupata dall'avanzata francese nel Belgio verso l'Olanda, entrò in guerra, alleandosi con l'Austria e la Prussia e trascinando con sé la Russia, la Spagna, il Portogallo, lo Stato Pontificio e gli altri stati italiani: nacque così la prima coalizione antifrancese, che costrinse le truppe francesi ad abbandonare il Belgio. Poco tempo dopo, la Vandea e le altre province dell'ovest, di sentimenti monarchici, colpite dall'esecuzione del sovrano, dai provvedimenti contro il clero refrattario e dalla coscrizione imposta dai Convenzionali, si ribellarono e massacrarono i repubblicani devoti al governo parigino. Sotto la guida degli aristocratici, le bande armate dei contadini in rivolta assunsero il controllo di vaste zone dell'ovest della Francia e occuparono anche alcune città, superando la resistenza della Guardia Nazionale.
L'entrata in guerra dell'Inghilterra, che appoggiava una rivolta indipendentista in Corsica costituiva un grave colpo per la Francia, che ben presto risentì delle conseguenze negative del blocco dei mari e vide quindi acuirsi la crisi economica interna, che contribuì a esasperare il popolo. La Convenzione prese qualche provvedimento per contenere gli effetti più dannosi della crisi, varando un prestito pubblico obbligatorio e un calmiere sui prezzi del grano, ma quando si trattò di procedere oltre, i Girondini si irrigidirono e, anche se molti di essi, impauriti dalla piazza, si schierarono con la Montagna, una minoranza rimase salda nella difesa dei principi sociali tradizionali, pertanto alcuni Girondini, in seguito ai tumulti scoppiati furono arrestati e qualche mese più tardi ghigliottinati. La Montagna rimaneva così la dominatrice della Convenzione, mentre Danton, che invano aveva tentato dl stabilire un accordo con la Gironda, vedeva diminuire il proprio prestigio alla Convenzione a tutto vantaggio di Robespierre che si era energicamente battuto a favore delle esigenze popolari.
Terrore e congiura termidoriana
Montagna]
La Montagna, vittoriosa contro la Gironda, ereditò una situazione politica assai difficile. Gli eserciti nemici riportarono durante l'estate del 1793 numerosi successi, la Vandea era in rivolta, in numerosi dipartimenti del Centro-Sud i Girondini fuggiaschi provocavano la rivolta contro la capitale. Nel luglio del 1793 Charlotte Corday, uccise Marat, uno dei più sanguinari capi della rivoluzione, poco dopo, le città del Sud, massacrati i Giacobini, chiesero l'intervento degli Inglesi, che occuparono Tolone.
Con il peggiorare della guerra, i prezzi salirono ulteriormente e i sanculotti (lavoratori poveri e giacobini radicali) si ribellarono.
Questo portò i giacobini a prendere il potere con un colpo parlamentare.
I Giacobini, a Parigi, decretarono leva in massa e il calmiere sui beni di maggior consumo e adottarono disposizioni a favore dei contadini. Nel giugno 1793, entrò in vigore la Costituzione dell'anno I che eliminava ogni distinzione tra i cittadini e riformava il calendario (Calendario Rivoluzionario Francese), assumendo come data di riferimento il 21 settembre 1792, giorno in cui era stata proclamata la repubblica. La guida del Paese fu assunta dal Comitato di Salute Pubblica, di cui faceva parte Maximilien Robespierre, che cercò di creare un sistema di sicurezza che impedisse ogni tentativo controrivoluzionario.
Attraverso una catena di Comitati di sorveglianza i sospetti furono arrestati e giudicati da sbrigativi Tribunali rivoluzionari inappellabili. Inoltre fu riorganizzato l'esercito. Almeno 1200 persone trovarono la morte sotto la ghigliottina dopo accuse di attività contro-rivoluzionaria. Il minimo indizio di pensiero o attività contro-rivoluzionaria (o, come nel caso di Jacques Hébert, zelo rivoluzionario superiore a quello di coloro che avevano il potere) poteva porre una persona sotto sospetto, e i processi non erano troppo scrupolosi. Questa serie di eventi può essere ragionevolmente paragonata alla Rivoluzione Culturale Cinese.
Tra la fine del 1793 e la prima metà dell'anno successivo, l'esercito francese, guidato dai nuovi ufficiali formatisi con la rivoluzione, ricacciò oltre i confini gli invasori, la rivolta vandeana dei realisti fu domata con inflessibile energia. Il Comitato di Salute Pubblica inoltre attenuò i provvedimenti demagogici presi per accontentare la piazza, che avevano gravemente danneggiato il commercio e l'industria, e ridiede respiro all'economia del Paese. Robespierre nel frattempo eliminava chiunque ostacolasse i suoi obbiettivi e adottò leggi di una durezza eccezionale, che aprirono il periodo detto del Grande terrore. Nel giugno 1794 la vittoria di Fleurus e la riconquista del Belgio convinsero i membri della Convenzione che ormai si poteva fare a meno delle misure d'emergenza e del predominio opprimente di Robespierre e del suo gruppo. Il 27 luglio 1794 (9 Termidoro), il popolo francese si ribellò agli eccessi del Regno del Terrore, in quella che divenne nota come la Rivolta di Termidoro. Questa risultò nella deposizione ed esecuzione di Robespierre e molti altri membri di spicco del Comitato di Salute Pubblica, da parte dei membri moderati della Convenzione.
La Convenzione, ormai guidata dai Termidoriani mirò soprattutto a rafforzare il dominio della borghesia riaffermando la pienezza della libertà economica individuale, il principio della proprietà privata e il privilegio del censo. Fu abrogata la Costituzione dell’anno I e si preparò una nuova costituzione, detta Costituzione dell’anno III, perché fu approvata il 17 agosto del 1795, ed entrò in vigore il 26 settembre 1795. Tale costituzione ristabiliva la distinzione tra cittadini attivi e passivi e rafforzava il centralismo amministrativo e politico. Fu adottato un sistema bicamerale, fondato su due assemblee legislative, capaci di controllarsi reciprocamente: il Consiglio dei Cinquecento e il Consiglio degli Anziani, il potere esecutivo fu affidato a un Direttorio di cinque membri. La Convenzione termidoriana tollerò, se non favori, un nuovo Terrore bianco rivolto contro i Giacobini. L'ondata antigiacobina rischiò però di favorire una ripresa dei realisti, e la Convenzione dovette reprimere, il 5 ottobre 1795, una tentata insurrezione monarchica a Parigi. Fu domata da un giovane generale, Napoleone Bonaparte che già si era distinto come capitano di artiglieria durante l’assedio di Tolone, occupata dagli Inglesi. Mentre i Termidoriani erano impegnati a domare la minaccia realista, cercarono di concludere anche la pace con le potenze della coalizione guidate dall'Inghilterra e dall'Austria (Granducato di Toscana, Prussia, Spagna, e riconoscimento dell'Olanda) La Convenzione commise però l'errore di annettere alla Francia il Belgio, che era un possesso austriaco, e tale decisione non permise di raggiungere la pace né con l'Austria, che continuò a impegnare la Francia sulla terraferma, nè con l'Inghilterra che proseguì la guerra sul mare.
26 settembre 1795 - 9 novembre 1799 Il Direttorio
La nuova costituzione installò il Directoire e creò la prima legislatura bicamerale della storia francese. Il parlamento consisteva di 500 rappresentanti (il Conseil des Cinq-Cent) e 250 senatori (il Conseil des Anciens). Il potere esecutivo era conferito a cinque "directors" che venivano nominati annualmente dal Conseil des Anciens in base a una lista proposta dal Conseil des Cinq-Cent.
Il Direttorio era espressione della borghesia affaristica e moderata la stampa attaccava tutti coloro che avevano appoggiato la politica di Robespierre ed erano guardati con sospetto i simpatizzanti giacobini. Il Direttorio, nonostante la miseria delle classi popolari schiacciate dall'aumento dei prezzi e dall'inflazione, non volle colpire i grandi speculatori e non seppe prendere i provvedimenti necessari per frenare l'ascesa dei prezzi. I Giacobini più radicali, guidati di François-Noèl Babeuf organizzarono la congiura degli Eguali che, al di là della semplice uguaglianza civile e politica, intendeva realizzare un'uguaglianza economica e sociale di fatto, ma nel maggio la congiura fu scoperta e repressa ed il Babeuf fu condannato a morte. In questo clima ormai scopertamente antigiacobino finì col rafforzarsi la destra monarchica che nel 1797 organizzò un complotto. Il Direttorio reagì appoggiandosi ai militari tra i quali vi era il generale Buonaparte, impegnato nella campagna d'Italia contro gli Austriaci. Fu quindi ripresa una politica persecutoria contro i monarchici e i preti refrattari, che furono deportati in Guyana.
Il 9 novembre 1799 (18 Brumaio dell'anno VIII) Napoleone esegui un colpo che portò all'installazione del Consolato; ciò porto effettivamente alla sua dittatura e in seguito alla sua proclamazione come Imperatore, il che portò alla chiusura della fase specificamente repubblicana della Rivoluzione Francese.
La rivoluzione, nata da ideali di libertà e di giustizia elaborati dalla cultura europea del '700, aveva avuto un immediato precedente nella Rivoluzione Americana, dalla quale erano sorti gli Stati Uniti d'America. Gli eventi di Francia allarmarono i governi assoluti e accesero le speranze di tutti coloro che speravano in un futuro più giusto. L'Italia illuminista era pronta ad accogliere le idee rivoluzionarie. Alcuni studiosi elaborarono progetti di costituzioni che suscitarono energiche reazioni governative. In questi anni trono e altare si allearono per una difesa comune. Le simpatie per la rivoluzione si diffusero invece tra borghesi e intellettuali. Negli anni immediatamente successivi al 1789, molti uomini di cultura si resero conto che anche in Italia si poteva e si doveva tentare una trasformazione rivoluzionaria politica e sociale. Allo scoppio della rivoluzione si formarono in Italia, a imitazione di quelli francesi, i primi club frequentati da borghesi e anche da qualche rappresentante del clero più modesto.
Voci correlate
- Calendario Rivoluzionario Francese
- Guerre Rivoluzionarie Francesi
- Glossario della Rivoluzione Francese
- Lista di personaggi associati alla Rivoluzione Francese
- Linea temporale della Rivoluzione Francese
- Napoleone Bonaparte
Questo articolo fa uso del testo fuori copyright: [http://www.outfo.org/literature/pg/etext06/8hfrr10.txt History of the French Revolution from 1789 to 1814], di François Mignet (1824), così come viene reso disponibile dal Project Gutenberg.
categoria:rivoluzione francese
ja:フランス革命
ko:프랑스 혁명
th:การปฏิวัติฝรั่งเศส
1865
Eventi
- USA - Fondazione del primo Ku Klux Klan
- Italia - Vengono promulgati il codice civile e il codice del commercio.
Nati
- Axel Johann Einar Lönnberg, zoologo svedese († 1942)
- Suzanne Valadon, pittrice francese
- 19 gennaio - Pierre-Joseph Proudhon. il primo anarchico
- 20 marzo - Agostino Maria Trucco
- 14 agosto - Pietro Gori, intellettuale anarchico († 1911)
- 27 agosto - James Henry Breasted, archeologo e storico statunitense († 1935)
- 28 dicembre - Felix Vallotton, pittore svizzero († 1925)
Morti
- 15 aprile - Abraham Lincoln, presidente degli Stati Uniti
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ko:1865년
simple:1865
1866
Eventi
- 31 ottobre - Riapre il teatro La Fenice a Venezia, era chiuso dal 1859 a causa dell'occupazione austriaca
- Italia - Terza Guerra d'Indipendenza
- Alfred Nobel scopre la dinamite.
- Dopo due tentativi falliti, Cyrus Field stende con successo il primo cavo telegrafico sul fondo dell'Oce | | |