:: wikimiki.org ::
| 28 Settembre |
28 settembre
Il 28 settembre è il 271° giorno del Calendario Gregoriano (il 272° negli anni bisestili).
Mancano 94 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 480 AC - Battaglia di Salamina tra la flotta greca e quella persiana. (la data esatta è incerta)
- 48 AC - Pompeo viene assassinato su ordine del Faraone Tolomeo XII dopo essere sbarcato in Egitto. Potrebbe essere avvenuto il 29 settembre, le registrazioni storiche sono incerte.
- 365 - Procopio viene proclamato imperatore romano a Costantinopoli in opposizione a Valente
- 1066 - Guglielmo il Conquistatore invade l'Inghilterra.
- 1106 - Battaglia di Tinchebrai - Enrico I d'Inghilterra sconfigge il fratello, Roberto Cortacoscia.
- 1394 - Elezione dell'antipapa Benedetto XIII
- 1396 - L'Imperatore Ottomano Beyazid I sconfigge un armata cristiana a Nicopoli.
- 1448 - Cristiano I viene incoronato Re di Danimarca.
- 1464 - Corrado di Fogliano diventa governatore di Venezia per gli Sforza di Milano.
- 1538 - Inizio dell'eruzione nei Campi Flegrei che portò alla formazione del Montenuovo, distruggendo l'abitato di Tripergole.
- 1542 - Il navigatore portoghese Juan Rodriguez Cabrillo arriva in quella che oggi è San Diego (California)
- 1708 - Pietro il Grande sconfigge gli svedesi nella Battaglia di Lesnaya
- 1779 - Samuel Huntington viene eletto Presidente del Congresso Continentale, succedendo a John Jay.
- 1781 - Forze americane, supportate da una flotta francese iniziano l'assedio di Yorktown Heights, in Virginia, nel corso della Guerra d'indipendenza americana.
- 1821 - Il Messico firma la sua definitiva Dichiarazione d'indipendenza.
- 1823 - Leone XII viene eletto Papa.
- 1844 - Oscar I di Svezia-Norvegia viene incoronato Re di Svezia.
- 1864
- Inizia il Congresso costitutivo della Prima Internazionale.
- Nel Regno d'Italia Alfonso La Marmora diviene Primo ministro.
- 1867 - Toronto (Ontario) diventa capitale del Canada.
- 1868 - La battaglia di Alcolea, costringe la Regina Isabella II di Spagna a scappare in Francia.
- 1871 - Il Brasile approva una legge che libera i futuri figli degli schiavi.
- 1917 - Viene adottata la nuova bandiera della Tailandia.
- 1924 - Roberto Farinacci, gerarca fascista, viene ferito in duello dal principe Valerio Pignatelli.
- 1928 - Viene istituita in Italia la Federazione Italiana Rugby (FIR)
- 1938 - Inizia la Conferenza di Monaco tra Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia.
- 1939 - Seconda guerra mondiale:
- Germania e Unione Sovietica concordano sulla divisione della Polonia dopo averla invasa.
- Estonia, Lettonia e Lituania sono costrette a firmare un "Patto di annessione e mutua difesa" che permetteva l'ingresso delle truppe sovietiche.
- 1944 - Battaglia di Arnhem - I soldati tedeschi sconfiggono i paracadutisti britannici ad Arnhem, Paesi Bassi
- 1950 - Ingresso all'ONU dell'Indonesia.
- 1951 - Scoperta di un satellite di Giove, Ananke.
- 1958 - La Guinea vota per l'indipendenza dalla Francia.
- 1958 - La Francia ratifica una nuova costituzione; si forma la quinta repubblica.
- 1961 - La Siria si ritira dalla Repubblica Araba Unita.
- 1973 - Attentato al Palazzo della ITT di New York, per protesta contro il coinvolgimento della ITT nel colpo di stato dell'11 settembre in Cile.
- 1980 - In Italia caduta del governo Cossiga II.
- 1987 - Viene trasmesso il primo episodio pilota di Star Trek- The Next Generation.
- 1994 - Il traghetto MS Estonia affonda nel Mar Baltico, 852 morti.
- 1995 - Bob Denard e un gruppo di mercenari prendono il controllo delle Comore con un colpo di stato.
- 2000
- Comincia l'Intifada di Al Aqsa, dopo una provocatoria visita di Sharon alla moschea di Al Aqsa
- Referendum in Danimarca che respinge l'unione all'euro.
- 2002 - Stabilito il primato femminile italiano di salto con l'asta.
- 2003
- Viene eletto cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia.
- Stabilito il record del mondo nella maratona (2 h, 4' e 55).
- 2004 - Si concludono le XII Paraolimpiadi di Atene.
- 2005 - Inizia la prima tranche del processo sul crack Parmalat: coinvolti i 18 dirigenti del Consiglio d'amministrazione, tra cui Callisto Tanzi. Sarà difficile per chiedere dei risarcimenti alle persone fisiche, bisognerà attendere l'altro processo, quello nei confronti delle banche coinvolte.
Nati
- 1565 - Alessandro Tassoni, scrittore e poeta italiano
- 1573 - Caravaggio, pittore italiano
- 1746 - Sir William Jones, linguista († 1794)
- 1803 - Prosper Mérimée, scrittore († 1870)
- 1824 - Francis Turner Palgrave, critico e poeta britannico († 1897)
- 1828 - Friedrich Albert Lange, filosofo tedesco
- 1841 - Georges Clemenceau, politico francese († 1929)
- 1852 - Henri Moissan, Premio Nobel per la chimica francese
- 1856 - Kate Douglas Wiggin, scrittore per l'infanzia statunitense († 1923)
- 1863 - Carlo del Portogallo
- 1871 - Pietro Badoglio, politico italiano
- 1882 - Eugenio Lazzareschi, storico italiano
- 1887 - Avery Brundage, presidente del CIO († 1975)
- 1894 - Thorleif Haug, sciatore norvegese
- 1896 - Enea Bortolotti, matematico italiano († 1942)
- 1901
- William S. Paley, pioniere della televisione († 1990)
- Ed Sullivan presentatore televisivo americano
- 1905 - Max Schmeling, pugile
- 1907 - Adriano Baracco, giornalista italiano († 1976)
- 1909 - Al Capp, fumettista († 1979)
- 1913 - Ellis Peters, scrittrice britannica († 1995)
- 1915 - Ethel Rosenberg, spia († 1953)
- 1916 - Peter Finch, attore († 1977)
- 1924 - Marcello Mastroianni, attore italiano († 1996)
- 1925 - Seymour Cray, informatico statunitense († 1996)
- 1926 - Jerry Clower, musicista country
- 1932 - Víctor Jara, regista cileno
- 1934
- Brigitte Bardot, attrice francese
- Piero Ciampi, cantautore italiano († 1980)
- 1935
- David Hannay, diplomatico britannico
- KoKo Taylor, cantante blues
- 1937 - Alice Mahon, politica e sindacalista inglese
- 1938 - Ben E. King, cantante
- 1939 - Stuart Kauffman, biologo
- 1940 - Vincenzo Maddaloni, giornalista italiano
- 1941 - David Kellogg Lewis, filosofo americano
- 1943 - Hugues Dufourt, compositore e filosofo francese
- 1945 - Marielle Goitschel, sciatrice francese
- 1947 - Jeffrey Jones, attore
- 1950 - John Sayles, regista, sceneggiatore
- 1952 - Sylvia Kristel, attrice
- 1961 - Salvatore Racalbuto, arbitro italiano di calcio
- 1962 - Grant Fuhr, giocatore di hockey su ghiaccio
- 1963
- Paolo Attivissimo, divulgatore informatico
- Erik Comas, pilota di Formula 1, francese
- 1964 - Janeane Garofalo, attrice, comica
- 1968 - Naomi Watts, attrice
- 1967 - Moon Unit Zappa, cantante, attrice
- 1967 - Mira Sorvino, attrice
- 1968 - Mika Häkkinen, pilota di Formula 1 finlandese
- 1970
- Isabelle Brasseur, pattinatrice artistica
- Carlo Piccoli, nuotatore italiano
- 1972 - Gwyneth Paltrow, attrice
- 1974 - Antonella Arancio, cantante italiana
- 1987 - Hilary Duff, attrice
Morti
- 876 - Luigi il Germano, nipote di Carlomagno
- 1197 - Enrico VI, Sacro Romano Imperatore
- 1494 - Beato Bernardino da Feltre
- 1891 - Herman Melville, romanziere
- 1895 - Louis Pasteur, scienziato
- 1918 - Georg Simmel, sociologo e filosofo tedesco (n. 1858)
- 1953 - Edwin Hubble, astronomo statunitense
- 1959 - Rudolf Caracciola, pilota automobilistico tedesco (n. 1901)
- 1964
- Harpo Marx, comico e attore (n. 1888)
- Mario Baldassarri, matematico italiano (n. 1920)
- 1966 - André Breton, poeta francese
- 1970
- John Dos Passos, romanziere
- Gamal Abd el-Nasser, primo presidente dell'Egitto
- 1978 - Papa Giovanni Paolo I, pontefice
- 1988 - Charles Addams, fumettista statunitense
- 1989 - Ferdinand Marcos, ex-presidente delle Filippine
- 1991 - Miles Davis, musicista jazz
- 1992 - Paolo Ficalora, vittima della mafia.
- 2000 - Pierre Elliott Trudeau, quindicesimo Primo Ministro del Canada
- 2002 - Patsy T. Mink, politica statunitense, prima donna di colore al Congresso
- 2003
- Althea Gibson, tennista
- Elia Kazan, regista
- 2004
- Luigi Amerio, matematico italiano (n.1912)
- Mulk Raj Anand, scrittore indiano
- Geoffrey Beene, stilista statunitense
- Robert Lawrence, montatore cinematografico statunitense
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Repubblica Ceca - Giorno di San Venceslao
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Alessandro, martire di Antiochia
- Sant'Antonio Gonzalez, domenicano, martire
- San Bonfilio, vescovo
- San Caritone, abate in Palestina
- San Fausto di Riez, vescovo
- Santa Lioba, venerata a Fulda
- San Lorenzo Ruiz e compagni, martiri
- Santa Marina di Omura, martire in Giappone
- San Marco, martire in Antiochia
- San Massimo martire del III secolo
- Santi Martiri Domenicani in Giappone
- San Simon de Rojas, religioso Trinitario
- San Venceslao, martire
- San Zama, protovescovo di Bologna
Laiche
28
ja:9月28日
ko:9월 28일
simple:September 28
th:28 กันยายน
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Battaglia di Salamina
La battaglia di Salamina ebbe luogo il 23 settembre del 480 AC quando le navi greche guidate da Temistocle ed Euribiade di Sparta sconfissero la flotta persiana nel golfo di Eleusi.
La battaglia viene descritta da Eschilo nei Persiani (rappresentata nel 472 AC):
Molto probabilmente le due battaglie terrestri cui Eschilo fa riferimento furono quelle delle Termopili (avvenuta l'11 agosto 480 AC) e di Platea (del 20 agosto 479 AC); le due battaglie navali furono invece quelle di Artemision (agosto dello stesso anno) e, appunto, quella di Salamina.
Voci correlate
- Su un'altra famosa famiglia riferita a Salamina vedi Battaglia di Salamina in Cipro.
- Battaglie famose
Categoria:Battaglie
ja:サラミスの海戦
Gneo Pompeo Magno
Gneo Pompeo Magno (in latino Gnaeus Pompeius Magnus) è il più noto personaggio della gens Pompea (106 AC, Picenum - 48 AC, Egitto).
Generale e politico Romano, figlio di Gneo Pompeo Strabone, fu prima alleato e poi avversario di Cesare.
Gli inizi
Pompeo Magno nacque il 28 settembre 106 AC, come figlio di Gneo Pompeo Strabone, un uomo estremamente ricco proveniente dal Piceno. Questo ramo della famiglia dei Pompei era tradizionalmente provinciale, il che lo sottoponeva inevitabilmente ai pregiudizi della élite Romana. La sua famiglia aveva raggiunto il consolato per la prima volta solo 35 anni prima. Di conseguenza aveva un background rispettabile ma un po' troppo provinciale, un leggero neo che lo ha segnato durante tutto la sua competizione politica con i più potenti patrizi di Roma.
Suo padre, Pompeo Strabone, era un importante generale ed il primo della famiglia a diventare senatore, essendo stato eletto console il 89 AC. Pompeo crebbe con il suo padre negli accampamenti militari, coinvolto con l'esercito e gli affari politici. Strabone aveva combattuto prima con Gaio Mario, poi con Silla nelle guerre civili dell'88-87 AC. A 17 anni, Pompeo era oramai completamente coinvolto nelle guerre di suo padre. Inoltre aveva un suo protetto, un giovane ufficiale suo coetaneo, Marco Tullio Cicerone. Secondo Plutarco, favorevole a Pompeo, era un adolescente popolare, considerato un po' simile ad Alessandro Magno.
Strabone morì nei conflitti tra Gaio Mario e Lucio Cornelio Silla, lasciando al giovane Pompeo il controllo dei suoi affari e della sua fortuna. Malgrado la sua gioventù, Pompeo fu al fianco di Silla dopo il suo ritorno dalla guerra Mitridatica il 83 AC. A Roma, Silla prevedeva difficoltà con Cinna ed trovò il giovane 23enne, e le tre legioni di veterani di suo padre, utili. Questa alleanza politica accelerò la carriera di Pompeo a Roma. Silla, ora dittatore, con il controllo assoluto della città, forzò il divorzio dal marito di Emilia Scaura, la figliastra incinta per farle sposare il suo giovane alleato. Pompeo era semplicemente felice di divorziare da Antistia, una matrona provinciale e di prendere la patrizia Emilia.
Il giovane Pompeo era ora in un'ottima posizione nei ranghi di Silla, nondimeno lontano dal suo consiglio privato. Durante le campagne di Silla attraverso l'Italia, Pompeo incontrò due individui che avrebbero entrambi modellato il futuro suo e di Roma: Marco Licinio Crasso e Gaio Giulio Cesare. Pompeo venne a contatto con Crasso nell'esercito. Crasso, come Pompeo, era stato lasciato con una piccola fortuna e con la forza militare di suo padre ed aveva parteggiato per Silla. I due avrebbero sviluppato una rivalità che sarebbe durata negli anni a venire. Pompeo incontrò per la prima volta Cesare quando Silla portò Cesare davanti a lui e chiese a Cesare di divorziare da sua moglie Cornelia, la figlia di Cinna. Quando Cesare rifiutò, Silla lo perdonò. Quando Pompeo encomiò l'azione, Silla rispose dicendo che desiderava lasciare alcuni nemici vivi per le avventure successive. Pompeo vide Cesare così non tanto come un nemico, ma come un ostacolo rispettato. Alcuni rapporti dell'evento suggeriscono che Pompeo fosse ispirato dal rifiuto di Cesare a divorziare da sua moglie, che gli ricordava lo stesso scenario che Pompeo aveva affrontato soltanto due anni prima.
Sicilia ed Africa
Anche se la sua età giovane lo faceva essere privatus (un uomo che non deteneva una carica politica del cursus honorum o connessa ad esso), Pompeo era un uomo molto ricco e un generale di talento con il controllo di tre legioni di veterani. Inoltre, era ambizioso di gloria e potere. Felice di recepire i desideri del genero e di riordinare la sua situazione come dittatore, Silla inviò Pompeo in Sicilia per recuperare dai Mariani l'isola con il suo inestimabile rifornimento di grano.
La Sicilia era strategicamente molto importante, poiché produceva la maggior parte del grano per Roma. Senza la popolazione della città avrebbe sofferto la fame e ci sarebbero certamente state delle sommosse. Pompeo si occupò della resistenza con mano dura e quando i cittadini protestarono per i suoi metodi, rispose con una delle sue citazioni più famose: "Smettete di citare leggi, noi portiamo armi".
Scacciò le forze avversarie dalla Sicilia e poi andò in Africa, in cui continuò la sua serie ininterrotta di vittorie nel 82-81 AC. Il suo sterminio spietato delle forze avversarie generò un odio amaro fra i Mariani sopravvissuti. Proclamato sul campo Imperator dalle sue truppe in Africa, Pompeo richiese un trionfo per le sue vittorie africane. Pompeo rifiutò di sciogliere le sue legioni e si presentò con la sua richiesta alle porte di Roma dove, sorprendentemente, Silla consentì ad assegnargli il trionfo. È anche su questo punto che Pompeo si guadagnò il cognomen di Magno, cioè Grande. La leggenda dice che fu Silla stesso che ebbe l'idea. La verità di questa affermazione non è stata stabilita.
La Spagna e la rivolta di Spartaco
La reputazione del Pompeo come genio militare, e gli occasionali giudizi negativi, continuarono quando richiese l'imperium proconsolare (anche se non aveva ancora ricoperto la carica di console) per andare in Spagna e combattere contro Sertorio, un generale Mariano che continuava a governare la Spagna. Pompeo rifiutò di sciogliere le sue legioni fino a che la sua richiesta non fu accettata e si riunì con Metello Pio contro Sertorio. La campagna contro la brillante guerriglia del generale durò dal 76 AC al 71 AC. È significativo che la guerra infine fu vinta solo grazie all'assassinio di Sertorio e non perché Pompeo o Metello Pio fossero stati in grado di ottenere una netta vittoria sul campo di battaglia.
Nei mesi successivi alla morte del Sertorio, tuttavia, Pompeo rivelò uno dei suoi talenti più significativi: un genio per l'organizzazione e la gestione di una provincia conquistata. Termini giusti e generosi hanno esteso il suo controllo su tutta la Spagna e sulla Gallia meridionale. Quando Crasso era in difficoltà contro Spartaco alla fine della rivolta degli schiavi del 71 AC, Pompeo tornò in Italia con il suo esercito per mettere fine alla sommossa.
Gli avversari si lagnarono e, specialmente Crasso, affermavano che stava sviluppando un talento per arrivare alla fine di una campagna e per prendere tutto la gloria per la riuscita conclusione. Ciò avrebbe assicurato l'inimicizia perenne tra Crasso e Pompeo, che non fu risolta per più di un decennio. Tornato a Roma, Pompeo celebrò il suo secondo trionfo extralegale per le vittorie in Spagna. Gli ammiratori vedevano in Pompeo il generale più brillante dell'epoca. Il 71 AC, a solo 35 anni (cfr. cursus honorum), Pompeo fu eletto per la prima volta console, per il 70 AC come partner più giovane di Crasso, grazie all'appoggio irresistibile della popolazione romana.
I pirati ed il Medio Oriente
Nel 69 AC, Pompeo era il beniamino delle masse romane anche se molti Ottimati erano profondamente sospettosi delle sue intenzioni. Il suo primato nello stato fu accresciuto da due incarichi proconsolari straordinari, senza precedenti nella storia romana. Nel 67 AC, due anni dopo il suo consolato, Pompeo fu nominato comandante di una flotta speciale per condurre una campagna contro i pirati che infestavano il Mediterraneo. Questo incarico, come ogni cosa nella vita di Pompeo, fu circondato da polemiche.
La fazione conservatrice del Senato era sospettosa sulle sue intenzioni ed impaurita dal suo potere. Gli Ottimati provarono con ogni mezzo ad evitarla. Significativamente, Cesare faceva parte di quella manciata di senatori che sostennero il comando di Pompeo fin dall'inizio. La nomina allora fu avanzata dal tribuno della plebe Aulo Gabinio che propose la Lex Gabinia, che assegnare a Pompeo il comando della guerra contro i pirati del Mediterraneo, con un ampio potere che gli assicurava il controllo assoluto sul mare ed anche sulle coste per 50 miglia all'interno, ponendolo al di sopra di ogni capo militare in oriente.
A Pompeo occorsero solo pochi mesi per eliminare dal Mediterraneo il pericolo dei pirati. In tre brevi mesi (67-66 AC), le forze di Pompeo ripulirono letteralmente il Mediterraneo dai pirati, dimostrando straordinaria precisione, disciplina ed abilità organizzativa. La rapidità della campagna indicò che era un generale di talento anche in mare, con forti capacità logistiche. Pompeo era l'eroe del momento.
Fu allora incaricato di condurre la guerra mitridatica, contro Mitridate VI re del Ponto, in oriente. Questo comando affidava essenzialmente a Pompeo la conquista e la riorganizzazione dell'intero Mediterraneo orientale. Fu il secondo comando sostenuto da Cesare a favore di Pompeo. Questi condusse le campagne dal 65 AC al 62 AC con tale potenza militare e capacità amministrativa che, Roma annesse gran parte dell'Asia sotto un saldo controllo.
Pompeo non solo distrusse Mitridate, ma sconfisse anche Tigrane il grande, re di Armenia, con cui in seguito fissò dei trattati. Conquistò Antioco XIII di Siria, che annesse e mosse verso Gerusalemme, che conquistò. Pompeo impose una riorganizzazione generale ai re delle nuove province orientali, tenendo intelligentemente conto dei fattori geografici e politici connessi alla creazione di una nuova frontiera di Roma in oriente. Con tutte le sue campagne (Pompeo sconfisse Mitridate, Tigrane, Antioco XIII di Siria) il Ponto e la Siria divennero province romane e Gerusalemme fu conquistata, tutto a nome di Roma.
Con Tigrane come nuovo amico ed alleato di Roma, la catena dei protettorati romani si estese ad est fino al Mar Nero ed al Caucaso. La quantità di tributi ed il bottino che Pompeo portò a Roma era incalcolabile (Plutarco elenca quasi 20.000 talenti d'oro e d'argento versati al tesoro), l'aumento in tasse al pubblico erario aumentò annualmente da 50 milioni a 85 milioni di dracme. Il suo genio amministrativo era tale che le sue disposizioni resisterono in gran parte identiche fino alla caduta di Roma.
Il ritorno di Pompeo a Roma
Nel dicembre del 62 AC, Pompeo infine tornò a Roma con un dilemma su cosa fare. Da una parte desiderava il suo terzo trionfo, d'altro canto desiderava candidarsi per un secondo consolato. Le leggi romane dichiaravano che un generale non poteva attraversare il pomerium senza perdere il diritto al trionfo, ma un candidato doveva essere in città per presentarsi personalmente per l'elezione. Pompeo provò ad usare la diplomazia e chiese al senato per posporre l'elezione consolare per il giorno dopo il trionfo. Gli Ottimati, guidati da Catone Uticense, si opposero fortemente e forzarono Pompeo a scegliere. Scelse il trionfo, ma non poté candidarsi per il consolato. Se non poteva essere scelto, almeno poteva corrompere gli elettori per scegliere il suo candidato, Affranio. Secondo parecchie fonti, ci fu uno scandalo enorme con gli elettori che si dirigevano in massa alla casa del Pompeo fuori del pomerium.
Il suo terzo trionfo avvenne il 29 settembre del 61 AC (giorno del quarantacinquesimo compleanno di Pompeo), celebrando le vittorie sopra i pirati e nel Medio Oriente, e doveva essere un evento indimenticabile a Roma. Due interi giorni furono previsti per l'enorme parata di prede, prigionieri, l'esercito e i vessilli che descrivevano scene di battaglia riempirono tutto la strada tra il Campo Marzio ed il tempio di Giove Ottimo Massimo. Per completare i festeggiamenti, Pompeo offrì un banchetto trionfale e fece parecchie donazioni al popolo di Roma, aumentando ulteriormente la sua popolarità.
Ora al suo zenith, durante questo periodo Pompeo era stato ampiamente assente da Roma per oltre cinque anni ed era sorta una nuova stella. Era occupato in Asia durante il costernazione causata dalla congiura di Catilina, quando un giovane Giulio Cesare oppose la sua volontà contro quello del console Cicerone ed il resto degli Ottimati. Il suo vecchio collega ed avversario, Crasso, avevano prestato fondi a Cesare. Cicerone era in eclissi, ora perseguitato dalla cattiva volontà di Publio Clodio e dalle sue bande. Nuove combinazioni erano state create e l'eroe delle conquiste era ora fuori dai giochi.
Di nuovo a Roma, Pompeo abilmente allontanò i suoi eserciti, disarmando le preoccupazioni che intendesse passare dalle sue conquiste al dominio di Roma come Dittatore. Tuttavia Pompeo era ancora un tattico supremo; cercò semplicemente nuovi alleati e tirò le file dietro le scene politiche. Gli Ottimati aveva combattuto di nuovo per avere il controllo di gran parte del potere reale del Senato; nonostante i suoi sforzi, Pompeo trovò che le loro azioni era contro di lui. I suoi magnifici accordo in Oriente non furono ratificati subito. Le terre pubbliche che aveva promesso ai suoi veterani non arrivavano. D'ora in poi, la strategia politica di Pompeo suggerisce che, anche se aveva fissato una linea prudente per evitare di offendere i conservatori, era sempre più sconcertato dalla riluttanza degli Ottimati a riconoscere i suoi solidi successi. La frustrazione e la costernazione di Pompeo lo avrebbero spinto verso alleanze politiche sconosciute.
Anche se Pompeo e Crasso non si fidavano uno dell'altro, nel 61 AC si ritenevano entrambi danneggiati. Una tassa proposta da Crasso era stata rigettata , allo stesso tempo i veterani di Pompeo erano ignorati. Così si inserì Cesare, che era sei anni più giovane di Pompeo, di ritorno dal servizio in Spagna e pronto per candidarsi al consolato per il 59 AC. Cesare riuscì in qualche modo a forgiare un'alleanza politica sia con Pompeo che con Crasso (il cosiddetto primo triumvirato). Pompeo e Crasso lo avrebbero aiutato ad essere eletto console e lui avrebbe usato il suo potere di console per favorire le loro leggi. Plutarco cita Catone che più tardi avrebbe affermato che la tragedia di Pompeo non era essere il nemico sconfitto di Cesare, ma essere stato, troppo a lungo amico e sostenitore di Cesare.
Il consolato tempestoso di Cesare del 59 AC portò a Pompeo non solo la terra e gli insediamenti che desiderava, ma anche una nuova moglie: giovane figlia di Cesare, Giulia. Si pensa che Pompeo fosse inebriato dalla sposa. Dopo che Cesare si fu assicurato il comando proconsulare in Gallia alla fine dell'anno consolare, a Pompeo fu dato il governo della Spagna ulteriore e tuttavia gli fu consentito di rimanere a Roma a sorvegliare il rifornimento romano del grano, che era critico, esercitando il suo comando attraverso subalterni. Pompeo organizzò la fornitura del grano con la sua usuale eccellente efficienza ma il suo successo negli affari politici era meno sicuro.
Gli Ottimati non gli avevano mai perdonato di aver abbandonato Cicerone quando Publio Clodio aveva imposto il suo esilio; soltanto quando Clodio cominciò ad attaccarlo, Pompeo si persuase ad agire con altri per il richiamo di Cicerone nel 57 AC. Una volta che Cicerone fu tornato, la sua usuale magia vocale contribuì a calmare in parte la posizione di Pompeo, ma molte persone ancora lo vedevano come un traditore per la sua alleanza con Cesare. Altri agitatori provarono a persuadere Pompeo che Crasso stava complottando per assassinarlo. Una voce (citata da Plutarco) inoltre suggeriva che il vecchio conquistatore stava perdendo l'interesse nella politica a favore della vita domestica con la giovane moglie. Era anche occupato dai particolari della costruzione del gigantesco complesso più tardi conosciuto come il teatro di Pompeo nel Campo Marzio; non solo il primo teatro permanente mai costruito a Roma, ma un complesso strabiliante a vedere di sontuosi portici, negozi e costruzioni multi-servizio.
Cesare, nel frattempo, stava accrescendo la sua fama di genio militare. Dal 56 AC, i legami fra i tre uomini stavano sfilacciandosi; Cesare chiamò prima Crasso, poi Pompeo, ad una riunione segreta a Lucca per ripensare sia la strategia che le tattiche. In questo momento Cesare non era più il socio sottoposto e silenzioso del trio. A Lucca fu deciso che Pompeo e Crasso avrebbero di nuovo avuto il consolato nel 55 AC. Alla loro elezione, il comando di Cesare in Gallia sarebbe stato prolungato per altri cinque anni, mentre Crasso avrebbe ricevuto il comando in Siria (da dove partire per conquistare la Partia ed estendere i propri successi). Pompeo avrebbe continuato a governare la Spagna in absentia dopo il loro anno consolare. Questa volta, tuttavia, l'opposizione ai tre uomini era elettrica; si ricorse alla corruzione su una scala senza precedenti per assicurare l'elezione di Pompeo e di Crasso nel 55. I loro sostenitori ricevettero la maggior parte dei restanti incarichi importanti. La violenza fra Publio Clodio e le altre fazioni aumentava e l'agitazione civile stava diventando endemica.
La guerra civile
Anche se nell'inizio, Pompeo aveva preteso di poter sconfiggere Cesare ed arruolare eserciti soltanto ponendo il suo piede sul terreno dell'Italia, nella primavere del 49 AC, quando Cesare attraversò il Rubicone e le sue legioni attraversavano la penisola, Pompeo ordinò di abbandonare Roma. Le sue legioni fuggirono a sud verso Brundisium, dove Pompeo intendeva trovare un nuovo vigore per intraprendere la guerra contro Cesare in Oriente. Negli eventi, quasi incredibilmente, né Pompeo né il Senato pensarono a prendere con loro le ampie risorse dell'erario, che furono lasciate convenientemente per Cesare quando le sue forze entrarono a Roma.
Essendo riuscito a Brundisium a sfuggire per un pelo a Cesare, Pompeo riguadagnò la sua sicurezza nell'assedio di Dyrrhachium, dove Cesare quasi perdeva la guerra. Tuttavia, non riuscendo a sfruttare il momento critico di Cesare, Pompeo gettò via la possibilità di distruggere le sue armate. Come ha detto Cesare stesso, "oggi il nemico avrebbe vinto, se avesse avuto un comandante che era un vincitore." (Plutarco, 65). Con Cesare alle costole, i conservatori condotti da Pompeo fuggirono in Grecia. Gli eserciti si scontrarono nella battaglia di Farsalo nel 48 AC. La lotta fu dura per entrambe la parti ma alla fine ci fu la vittoria decisiva di Cesare. Come tutti gli altri conservatori, Pompeo dovette fuggire per salvare la vita. Incontrò la moglie Cornelia e il figlio Sesto Pompeo sull'isola di Mitilene. Allora si è domandato dove andare dopo. La decisione di passare in uno dei regni orientali fu decisa a favore dell'Egitto.
Arrivato in Egitto, il destino di Pompeo fu deciso dai consiglieri di Tolomeo, il re - ragazzo. Mentre Pompeo aspettava in mare aperto un accordo, hanno discusso il costo di offrirgli rifugio con Cesare già in viaggio per l'Egitto. Fu deciso di assassinare il nemico di Cesare per ingraziarselo. Il 29 settembre, il giorno del suo cinquantottesimo compleanno, Pompeo Magno fu adescato col pretesto di un'udienza a bordo di una piccola barca in cui riconobbe due vecchi camerati d'arme dalle gloriose battaglie iniziali. Erano i suoi assassini. Quando si è sedette nella barca, studiando il suo discorso per il re - ragazzo, lo pugnalarono alla schiena con una spada ed un pugnale. Dopo la decapitazione, il corpo fu sprezzantemente lasciato incustodito e nudo, sulla spiaggia. Il suo liberto, Filippo, organizzò un semplice funerale e cremò il corpo su una pira di fasciame di una nave.
Cesare arrivò poco dopo. Come regalo di benvenuto ricevette la testa di Pompeo ed il suo anello in un cesto. Tuttavia, non fu contento di vedere il suo nemico, una volta suo alleato e genero, assassinato dai traditori. Quando uno schiavo gli offrì la testa di Pompeo, "... si girò via con ripugnanza, come da un assassino; e quando ricevette l'anello con il sigillo di Pompeo su cui era inciso un leone che tiene una spada nelle sue zampe, scoppiò in lacrime." (Plutarco, 80). Depose Tolomeo, fece giustiziare Potino ed elevò Cleopatra al trono dell'Egitto. Cesare diede le ceneri di Pompeo e l'anello a Cornelia, che le portò indietro nelle sue proprietà in Italia.
Alla fine del 45 AC, Pompeo fu deificato dal senato su richiesta di Cesare. Per un colpo dell'ironia, Cesare è stato assassinato alle Idi di marzo, nel 44 AC, nel teatro di Pompeo, alla base della statua del Pompeo. Si dice che in punto di morte Cesare abbia pregato al suo migliore amico, genero e maggior rivale.
Considerazioni storiche
Per gli storici del suo periodo e anche per quelli immediatamente successivi, la vita di Pompeo era semplicemente troppo buona per essere vera. Non esisteva un precedente storico soddisfacente di un grande uomo che, avendo realizzato con i propri sforzi trionfi straordinari, aveva tuttavia perso il potere e l'influenza e, alla fine, era stato assassinato con un tradimento.
Era l'eroe della Repubblica, che sembrava una volta tenere il mondo romano nel palmo della sua mano solo per essere buttato giù a causa del suo debole giudizio e dall'invincibile Cesare. Pompeo è stato idealizzato come eroe tragico quasi immediatamente dopo Farsalo ed il suo assassinio: Plutarco lo ha ritratto come il vero Alessandro romano, puro di cuore e di mente, distrutto dalle ciniche ambizioni di che era intorno a lui. La verità, naturalmente, è un'altra.
Matrimoni e figli
- Prima moglie, Antistia
- Seconda moglie, Emilia Scaura (figliastra di Silla)
- Terza moglie, Mucia Terzia (da cui divorziò per adulterio, secondo le lettere di Cicerone)
- Gneo Pompeo (il giovane), ucciso nel 45 AC, dopo la Battaglia di Munda
- Pompea, sposata a Fausto Cornelio Silla
- Sesto Pompeo, console nel 35 AC
- Quarta moglie, Giulia (figlia di Cesare)
- Quinta moglie, Cornelia Metella (figlia di Metello Scipione)
Cronologia
- 106 AC 29 settembre - nasce nel Piceno
- 83 AC - si allea a Silla, dopo il suo ritorno dalla guerra Mitridatica; matrimonio con Emilia Scaura
- 82/81 AC - sconfigge gli alleati di Mario in Sicilia e Africa; primo trionfo
- 76/71 AC - campagna in Spagna contro Sertorio
- 71 AC - ritorna in Italia e pone fine alla rivolta di Spartaco; secondo trionfo
- 70 AC - primo consolato (con M. Licinio Crasso)
- 67 AC - sconfigge i pirati e va nella provincia dell'Asia
- 66/61 AC - sconfigge il re Mitridate del Ponto; fine della Terza Guerra Mitridatica
- 61 AC 29 settembre - terzo trionfo
- 59 AC Aprile - viene costituito il primo triumvirato; Pompeo si allea a Cesare e Licinio Crasso; matrimonio con Giulia figlia di Cesare
- 58/55 AC - governa la Spagna Ulteriore per procura; costruzione del Teatro di Pompeo a Roma
- 55 AC - secondo consolato (con M. Licinio Crasso)
- 54 AC - Giulia muore; finisce il primo triumvirato
- 52 AC - terzo consolato con Metello Scipione; matrimonio con Cornelia Metella
- 51 AC - vieta a Cesare (in Gallia) di candidarsi per il consolato in absentia
- 49 AC - Cesare passa il Rubicone e invade l'Italia; Pompeo si ritira in Grecia con gli ottimati
- 48 AC - guidati da Pompeo, gli ottimati perdono la Battaglia di Farsalo; Pompeo fugge in Egitto, dove fu assassinato il 29 settembre da un sicario del re Tolomeo XIII.
Pompeo Magno, Gneo
Pompeo Magno, Gneo
Pompeo Magno, Gneo
Pompeo Magno, Gneo
ja:ポンペイウス
Egitto
La Repubblica Araba dell'Egitto (arabo: Jumhūriyya Misr al-‘Arabiyya, جمهوريّة مصر العربيّة, dove con Misr (مصر) s'intende l'Egitto) è una vasta nazione dell'Africa nordorientale. Include la Penisola del Sinai, da che, pure, è parte dell'Asia. La principale parte abitata del paese giace ai lati del fiume Nilo. Vaste aree dell'Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e disabitate.
La capitale è Il Cairo (القاهرة).
Storia
Per approfondimenti vedi l'articolo principale: Storia dell'Egitto
La storia dell'Egitto viene convenzionalmente fatta iniziare con l'unione di Alto e Basso Egitto da parte di Narmer, primo sovrano della I dinastia, intorno al 3200 AC anche se questi eventi vennero preceduti da una fase urbana preparatoria durata alcuni secoli.
Attraverso momenti imperiali ed altri di profonda anarchia l'Egitto mantenne la sua indipendenza fino alla metà del I millennio AC quando cadde sotto il controllo persiano.
Conquistato da Alessandro di Macedonia nel IV secolo AC rimase sotto il controllo dei suoi successori, [Tolomei]], fino alla conquista romana.
Alla divisione dell'impero romano l'Egitto divenne parte dell'impero d'oriente.
Nel VII secolo d.C. fu conquistato dagli Arabi, cui seguirono i curdi Ayyubidi e successivamente i Turchi mamelucchi e infine ottomani nel XVI secolo.
Nel 1881, sfruttando l'estrema debolezza del dominio turco e giustificando il tutto con la necessità di proteggere gli investimenti europei nella zona del Canale di Suez, la Gran Bretagna occupò l'Egitto reggendolo fino al 1922 senza definirne uno stato giuridico preciso, indicandolo come un possedimento della Corona.
Nel 1922 venne riconosciuta una formale indipendenza, come monarchia, pur perdurando, di fatto, l'occupazione militare britannica.
Questo stato di cose proseguì fino al 1952 con la proclamazione della repubblica e il definitivo ritiro delle truppe britanniche e francesi, dalla penisola del Sinai.
Nel 1956, (29 ottobre), in seguito alla nazionalizzazione del canale di Suez, truppe britanniche e francesi occuparono nuovamente la zona del Canale ma i combattimenti furono arrestati dalla reazione dell'URSS e degli USA.
Il successivo mancato finanziamento del progetto dell'Alta Diga di Aswān da parte della Banca Mondiale fu una delle cause dell'avvicinamento dell'Egitto, governato da Nasser, all'URSS.
Guerre arabo-israeliane
Nella seconda metà del XX secolo l'Egitto ha combattuto tre guerre contro lo Stato d'Israele, avendo come alleati prima Siria e Giordania, poi solamente la Siria.
Il primo scontro avvenne nel 1948 al momento della costituzione dello stato d'Israele e si risolse in una sconfitta per i paesi arabi.
Il secondo confronto avvenne nel 1967 (guerra dei sei giorni) ed ancora una volta Israele occupò la penisola del Sinai di cui mantenne il controllo fino al terzo scontro nel nel 1973 (guerra del Kippur).
A quest'ultimo scontro seguirono trattative che permisero, nel 1975, la riapertura del Canale di Suez, bloccato dal 1967 e poi nel 1979 la firma del trattato di pace tra Egitto ed Israele, trattato di Camp David.
Geografia
Il territorio
Monti
trattato di Camp David
Città e località importanti
- Abu Simbel
- Abydos
- Alessandria d'Egitto
- Assuan (Aswan)
- Asyut
- Dendara/Dendara
- Deir Sant Karterin - monastero
- Edfu
- El-Mahalla
- El-Kubra
- Fayyum
- Giza
- Hurghada
- Il Cairo
- Luxor
- Karnak
- Kom Ombo
- Philae
- Port Safaga
- Port Said
- Saqqara
- Sharm el Sheikh
- Shubra-El-Khema
- Siwa
- Suez
- Zagazig
Politica
Economia
Nonostante il recente sviluppo delle attività industriali e turistiche l'economia egiziana è ancora basata sul settore primario.
- Addetti all'agricoltura: 32%
- Addetti all'industria: 22%
- Addetti al terziario: 46%
Settore primario
La maggior parte dei campi è irrigata artificialmente ma l'Alta Diga non permette ormai più al Nilo di fertilizzare i terreni e di ottenere fino ai tre raccolti tradizionali che precedentemente si potevano avere ogni anno.
Le colture sono diversificate a seconda della stagione:
- Invernali (frumento legumi)
- Estive (cotone, canna da zucchero, riso, arachidi, sesamo, mais)
- Autunnali (miglio e mais)
Industria
Grazie a petrolio e gas naturale l'industria energetica è abbastanza sviluppata. Sono importanti anche il settore siderurgico, meccanico e chimico. Il settore più sviluppato è comunque quello tessile.
Terziario
- Strade: 64.000 km
- Ferrovie: 8.600 km
- Vie navigabili interne: 3.100 km
La navigazione interna (lungo il Nilo e canali ad esso collegati) è molto intensa.
Il Canale di Suez, lungo 120 chilometri, è stato terminato nel 1869 e da allora costituisce una via di comunicazione di somma importanza strategica.
I trasporti su gomma sono sviluppati solo nella zona della valle del Nilo.
La bilancia commerciale egiziana è in passivo, anche perché le esportazioni riguardano solo il petrolio, il cotone e i datteri.
Turismo
Il turismo, attualmente l'attività più importante del settore terziario, è ripreso dopo gli attentati degli anni '90.
Anche in passato (prima della nascita di Cristo) l'Egitto era meta di pellegrinaggi dal sud del continente africano e popolazioni orientali.
Lingue
La lingua parlata nell'antichità, in Egitto, detta egiziano o egizio, costituisce un gruppo linguistico a se stante all'interno della famiglia di lingue camito-semitiche. Attualmente si ritiene che tale lingua si sia sviluppata in loco.
L'egizio ha posseduto, quasi fin dalla comparsa di documenti scritti, due forme grafiche: il geroglifico usato principalmente nelle incisioni e lo ieratico, più adatto alla scrittura con pennello e inchiostro. I due sistemi erano comunque solo forme grafiche differenti in quanto ogni glifo possedeva il suo equivalente segno ieratico.
Intorno al I millennio AC entrò in uso una forma semplificata dello ieratico: il demotico. Dalla fusione di quest'ultima forma grafica con le influenze greche ebbe origine il copto.
Con l'invasione araba tutte queste lingue e forme grafiche furono soppiantate appunto dall'arabo.
La conoscenza del copto fu salvata grazie all'azione di alcuni linguisti europei del XVI secolo mentre la decifrazione della scrittura geroglifica e ieratica fu opera di Jean-François Champollion nel 1822 grazie alla scoperta di un testo trilingue: geroglifico, demotico, greco (stele di Rosetta)...
Religioni
1822
Oltre all'Islam la Chiesa ortodossa copota (monofisita) è la più importante e rilevante minoranza cristiana del paese, e il Patriarcato di Alessandria è una delle più antiche e storicamente importanti sedi apostoliche. La Chiesa che ha il magggior numero di fedeli è la Chiesa Copta.
Cultura
Nome del linkmasika araba 4ever
Musica
Arte
Antico Egitto
Letteratura
Varia
Cucina
L'alimentazione nell'antichità
Il nutrimento principale nell'antico Egitto era il pane, fabbricato in forme e in tipi numerosi e diversi, a cui si associavano verdure come la cipolla
Le carni provenivano o dalla caccia (principalmente volatili) e pesca o dall'allevamento, bovini e uccelli da cortile.
I campi disposti lungo le rive del Nilo producevano anche varie verdure, legumi ed una grande quantità di frutta.
Essendo sconosciuto lo zucchero per dolcificare si utilizzava il miele o, talvolta, il succo dei datteri.
Il sale veniva ricavato dai depositi del Wadi Natrun, nel deserto libico, ed era usato principalmente come conservante per le carni.
L'olio, utilizzato per alimentazione, come unguento e per illuminazione veniva ricavato dai semi di varie piante, tra cui, principalmente, sesamo e ricino. Il più pregiato era ricavato dai gigli.
L’olio d’oliva era in gran parte importato dalla Siria, essendo insufficienti le piantagioni di olivi in Egitto.
Bevanda usuale, oltre l’acqua e i succhi di frutta, era la birra, che si otteneva facendo fermentare nell’acqua - e forse con datteri - pagnotte d’orzo. La birra aveva anche un valore rituale e faceva parte fissa delle offerte ai defunti ed alle divinità, insieme al pane e alle carni.
Il vino era conosciuto in Egitto dall’età più antica. I vigneti più antichi erano nel Delta, ma anche nelle oasi e in Nubia si coltivava la vite. Nella tomba di Tutankhamon furono trovate 26 giare di vino, ognuna con l'indicazione della data e del luogo di produzione, oltre al nome del produttore.
Piatti Moderni
Vita dell'egitto antico
La vita nell'Egitto antico era molto legata al gruppo sociale a cui si apparteneva.
Il Faraone (termine che andrebbe utilizzato solo dalla 16a dinastia in poi) era al vertice di tutta la società.
Tramite gli scribi il Faraone poteva controllare il buon funzionamento dell'economia del paese.
Costoro, conoscendo la scrittura e la matematica, mantenevano in ordine i registri della produzione agricola consegnata al Faraone e calcolavano la parte spettante per ogni abitante dell'Egitto in base al lavoro svolto, alle necessità della famiglia, alla parte da destinare al magazzino per far pronte alle possibili carestie.
Il popolo era per la maggior parte detito all'agricoltura. La fertilità del terreno permetteva diversi raccolti l'anno, ma durante il periodo delle esondazioni del Nilo gli agricoltori si impegnavano per la costruzione delle grandi opere, ad esempio le grandi piramidi, in cambio di un compenso
Collegamenti esterni
- [http://www.sis.gov.eg/ Sito dello Stato dell'Egitto]
Categoria:Egitto
als:Ägypten
ja:エジプト
ko:이집트
ms:Mesir
simple:Egypt
th:ประเทศอียิปต์
zh-min-nan:Ai-ki̍p
365
Eventi
Nati
Morti
065
ko:365년
Costantinopoli
Costantinopoli (nome latino: Constantinopolis; greco: Kostantinoupolis) è il vecchio nome di Istanbul, maggiore città della Turchia. Il suo nome originale era Bisanzio (greco Byzantion).
Costantinopoli è una italianizzazione di "Kostantinoupolis", che in greco significa "Città di Costantino"; il nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale dell'Impero romano l'11 maggio dell'anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questo nome non entrò mai nell'uso comune. Roma continuò a mantenere sull'antica Bisanzio i suoi diritti politici e commerciali.
Costantinopoli divenne successivamente la capitale dell'Impero Bizantino e fu espugnata il 29 maggio 1453 dai Turchi (Caduta di Costantinopoli).
Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara. La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati nomi: Costantinopoli (nome ufficiale), Neà Romè o Nuova Roma, Polis o La Città (per eccellenza, come già Roma), Rumiyya al-Khubra (Roma la nuova in Arabo), Qostantiniyye (Costantinopoli in Arabo e in Turco), Istanbul, Stambul, Islambol (centro dell'Islam, perché sede del Califfato), Michaelgard (città di Michele, nome di alcuni Imperatori, nella lingua dei mercenari Vareghi, cioè Vichinghi, che parlavano l'antico germanico norreno), Zarigrado (cioè città degli Imperatori in Russo e in Bulgaro), Gostandnubolis (il suo nome in Armeno). Istanbul divenne il nome ufficiale solo nel 1930. Il nome Istanbul, a sua volta, deriva dalle parole greche stin poli che significano "alla Città": infatti questo era il modo di riferirsi dei Greci alla "Città delle Città", così come Costantinopoli era conosciuta durante l'era bizantina.
Costantinopoli è sede del famoso patriarcato di Costantinopoli, una delle antiche sedi apostoliche.
Categoria:Turchia
Categoria:Città antiche
Categoria:Medioevo
ja:コンスタンティノポリス
ko:콘스탄티노폴리스
Valente di Bisanzio. Sul rovescio, i due Imperatori tengono insieme il globo crucifero, simbolo del potere.]]
Valente (nome latino Flavius Valens) (Cibele, Pannonia, ca. 328 - Adrianopoli, 378) fu Imperatore romano d'Oriente dal 364, anno in cui il fratello Valentiniano I gli affidò la parte orientale dell'Impero romano.
Vita anteriore all'incoronazione
Valente e suo fratello Valentiniano nacquero entrambi 70 Km ad est di Sirmio, nella città di Cibele, rispettivamente nel 328 e nel 321. Passarono la loro infanzia in tenute comprate dal padre, Graziano il Vecchio, in Africa e in Britannia. Mentre Valentiniano aveva avuto una brillante carriera già prima del suo accostamento al titolo imperiale, Valente passò gran parte della propria giovinezza nelle proprietà familiari e si unì all'esercito solo intorno al 360.
Nel febbraio del 364 l'Imperatore in carica Gioviano, il quale si stava recando a Costantinopoli per rinsaldare il proprio potere, fu asfissiato durante una sosta a Dadastana, 150 Km ad est di Ancyra (Ankara). Valentiniano era tra gli agenti dell'Imperatore, e la sua permanenza nell'esercito gli aveva reso una promozione a tribunus scutariorum, assieme ad una certa fama. Quando si dovette procedere ad eleggere un nuovo Imperatore, Valentiniano fu una scelta obbligata. Egli era Illirico come Gioviano e aveva rapporti con l'armata che aveva scelto il precedente Imperatore l'estate precedente. A differenza di Gioviano, comunque, Valentiniano fu eletto, e non imposto, per il ruolo di Imperatore: fu proclamato Augusto il 26 febbraio 364. Il suo primo gesto fu dividere l'Impero, che giudicava ingovernabile per la sua vastità, e il 28 marzo dello stesso anno designò suo fratello Valente proprio coimperatore all'Ebdomonte, primo di una lunga serie di Imperatori incoronati in quel luogo.
Dopo soli due mesi di governo affiancato, i due tornarono in Illiria; poco fuori Naisso, in Moesia, si spartirono i burocrati, e a Sirmio fecero lo stesso con le proprie armate. Come Imperatore Romano d'Occidente, Valentiniano si prese l'Italia, l'Illiria, l'Iberia, la Gallia, la Britannia e la provincia d'Africa; Valente, come Imperatore Romano d'Oriente, ebbe la metà orientale dei Balcani, la Grecia, l'Egitto, la Siria, e l'Asia minore fino alla Persia. Dopo la metà dell'agosto 365, Valentiniano continuò per Mediolanum, dove risiedette per un anno prima di raggiungere Treviri, la quale rimase la sua capitale fino al 375; Valente tornò a Costantinopoli per la fine del 364.
La rivolta di Procopio
Valente aveva ereditato la parte orientale di un impero che si era appena ritirato da gran parte dei propri possedimenti in Mesopotamia e Armenia in seguito al trattato firmato da Gioviano col Re di Persia Shapur II. La priorità di Valente per l'inverno del 365 era avanzare verso est, con l'intenzione di recuperare la situazione. Essendo arrivato in Cappadocia in autunno, venne a sapere che un usurpatore si era proclamato Imperatore a Costantinopoli.
Alla sua morte, Giuliano aveva lasciato un parente in vita, un cugino da parte di madre di nome Procopio. Egli era stato incaricato di comandare una divisione settentrionale dell'esercito di Giuliano durante la spedizione in Persia, e non era stato presente all'elezione imperiale di Gioviano. Mentre questo aveva cercato di tenere a bada il potenziale rivale per il potere, sotto Valente Procopio fu sempre più sospettato di covare il desiderio di vendetta. Dopo essere sfuggito per poco all'arresto, si nascose e tornò allo scoperto a Costantinopoli, dove riuscì a convincere due divisioni militari di passaggio a proclamarlo Imperatore il 28 settembre 365. Sembra che all'inizio l'accoglienza in città sia stata tiepida, ma in seguito Procopio riuscì ad ottenere il favore della popolazione con una massiccia azione di propaganda: isolò la città rispetto alle notizie esterne, e fece girare la voce che Valentiniano fosse morto; fece coniare monete che sottolineavano una sua connessione con la dinastia di Costantino, che poi legittimò per mezzo della vedova e della figlia di Costanzo II come facciata per il proprio regime. Questo modo di agire riscosse un certo successo, soprattutto tra i soldati fedeli alla dinastia costantiniana e agli intellettuali orientali, che si sentivano perseguitati dai Valentiniani.
Valente, nel frattempo esitava: alla notizia della rivolta considerò l'idea dell'abdicazione e forse anche del suicidio. Anche quando riuscì a farsi forza per combattere, i suoi sforzi furono ostacolati dal fatto che gran parte delle sue truppe fossero già passate dalla Cilicia alla Siria. Nonostante tutto, Valente potè mandare due legioni incontro a Procopio, il quale le persuase facilmente a passare dalla propria parte. Nello stesso anno Valente stesso per poco non fu catturato in uno scontro vicino Calcedonia. I problemi furono aumentati dal rifiuto di Valentiniano di fare altro che difendere i propri territori. Il fallimento della resistenza imperiale permise a Procopio di impossessarsi delle diocesi di Tracia e d'Asiana.
Valente potè mettere insieme abbastanza truppe da affrontare Procopio solo nella primavera del 366, e marciò da Ancyra in Frigia, dove sconfisse il generale di Procopio Gomoario a Thyatira; quindi affrontò direttamente il ribelle a Nacoleia e convinse le sue truppe ad abbandonarlo. Procopio fu eseguito il 27 maggio e la sua testa fu inviata a Valentiniano a Treviri.
Prima guerra gotica
Il popolo dei Goti, stanziato a settentrione, aveva supportato la rivolta di Procopio contro Valente, il quale era inoltre venuto a sapere di un loro piano di ribellione. Essi erano Tervingi, un ramo dei Visigoti allora sotto il comando di Atanarico, ed erano rimasti in pace fin dalla propria sconfitta contro Costantino nel 332. Nella primavera del 367 Valente, con l'aiuto del proprio nipote Graziano, Imperatore Romano d'Occidente, attraversò il Danubio e marciò incontro ad Atanarico. Questi si ritirò tra i Carpazi, costringendo Valente a rinunciare e tornare nel corso dell'estate. La primavera seguente un'alluvione del Danubio impedì all'Imperatore di passare il fiume, e egli tenne occupate le truppe con opere di fortificazione. Nel 369 attraversò nuovamente il corso d'acqua, e attaccò la tribù nordorientale dei Greutungi prima di affrontare e sconfiggere i Tervingi di Atanarico. Questo chiese una tregua, e Valente accettò con soddisfazione. Questo trattato sembra aver interrotto gran parte delle relazioni tra le due parti, includendo il commercio libero e lo scambio di tributi con truppe; perdite che Valente avrebbe accusato negli anni a venire.
La minaccia persiana
Tra le ragioni del povero trattato di pace con i Goti del 369 c'era il deterioramento della situazione dell'Impero ad oriente. Gioviano aveva rinunciato all'Armenia nel 363, e Shapur II di Persia era determinato a sfruttare la situazione. Il monarca Sassanide cominciò allora a portare i Signori dell'Armenia dalla propria parte, e detronizzò il Re arsacide armeno Arsace, che arrestò e incarcerò. Shapur mandò quindi una forza d'invasione contro il Regno d'Iberia, nell'odierna Georgia, e una seconda armata contro il figlio di Arsace, Pap, nella fortezza di Artogerassa, probabilmente nel 367. Nella primavera seguente, Pap era riuscito a scappare e a raggiungere Valente a Marcianopoli, dove stava conducendo la campagna contro i Goti.
Valente mandò il generale Arinteo a reimporre Pap sul trono armeno già l'estate seguente alla prima azione contro i Goti. Shapur reagì invadendo ancora e devastando la regione. Pap riuscì nuovamente a fuggire e fu reimposto dai Romani scortato da una forza molto più grande nel 370. La primavera seguente il generale Terenzio guidò forze ancora più grandi per riconquistare l'Iberia e presidiare l'Armenia nei pressi del monte Npat. Il contrattacco di Shapur in Armenia fu bloccato dai generali Traiano e Vadomario a Bagavan. Valente aveva violato il trattato del 363 e quindi aveva difeso con successo la propria posizione. Una tregua stipulata nell'anno della vittoria garantì una pace provvisoria per cinque anni, mentre Shapur era impegnato contro un'invasione Kuscia ad est.
Nel frattempo sorsero problemi con Pap, che stava prendendo iniziative in tono crescente, arrivando ad uccidere il vescovo armeno Narses e a pretendere il controllo di alcune città romane, tra cui Edessa. Spinto dai suoi generali, e temendo che Pap sarebbe passato dalla parte dei Persiani, Valente tentò inizialmente senza successo di catturare il principe, ma in seguito lo fece eseguire. Al suo posto l'Imperatore pose un altro arsacide, Varazdat, che governò sotto la reggenza dello sparapet (comandante dell'esercito armeno) Masel Mamikonean, fedele a Roma. Inoltre Valentiniano morì nel corso di una campagna contro i Quadi per un colpo apoplettico, il 17 novembre 375. I due figli di Valentiniano, e nipoti di Valente, Graziano e Valentiniano II, furono nominati Augusti dalle truppe in Pannonia.
Tutto ciò non migliorò la situazione con i Persiani, che ricominciarono a lamentarsi riguardo il trattato del 363. Quando la situazione divenne bollente nel 375, Valente si preparò per una spedizione decisiva. Ma intanto scoppiò una grande rivolta in Isauria, la regione montuosa dell'Anatolia meridionale, da parte di truppe prima stanziate ad oriente. Come se non bastasse, nel 377 i Saraceni comandati dalla Regina Mavia si erano sollevati in ribellione, devastando i territori dalla Palestina al Sinai. Anche se Valente riuscì a sedare entrambe le rivolte, gli fu impedita l'azione ad est.
Ribellioni dei barbari
I piani di Valente per una campagna verso est non si realizzarono mai. Un trasferimento di truppe all'Impero d'occidente nel 374 aveva lasciato molti vuoti nelle fila orientali, e per riempirli l'Imperatore ordinò un'ambiziosa azione di reclutamento. Non gli giunse quindi sgradita la notizia che i Goti erano stati scacciati dalla propria terra di residenza dagli Unni nel 375 e che gli stavano ora chiedendo asilo. Nel 376 i Visigoti avanzarono verso la foce del Danubio e mandarono un ambasciatore da Valente, il quale aveva posto la propria capitale ad Antiochia. Essi domandavano protezione e terre nella penisola balcanica: si stima che 200.000 Goti fossero lungo il Danubio in Moesia e in Dacia.
Come i suoi consiglieri gli fecero subito notare, questi barbari avrebbero potuto sia riempire i vuoti del suo esercito sia diminuire la sua dipendenza dalle truppe di leva provinciali, aumentando inoltre i proventi della tassa di reclutamento. Tra i capi dei Goti che chiedevano asilo era incluso Fritigerno, che aveva avuto buoni contatti con Valente negli anni 370, quando questi lo aveva aiutato nella sua ribellione contro Atanarico, il quale stava perseguitando i Goti cristiani. Anche se sembra che molti gruppi chiesero l'ingresso nell'Impero, Valente lo concesse solo a Frigiterno. Ciò non evitò che gli altri lo seguissero.
Quando Frigiterno e i suoi intrapresero l'attraversamento, le truppe romane erano schierate ad est, sulla frontiera persiana e in Isauria, ed erano presenti solo truppe leggere di frontiera, i limitanei. La scarsezza di uomini impedì ai Romani di fermare un tentativo di attraversamento da parte di un gruppo di Goti prima, e poi di Unni e di Alani. Ciò che stava cominciando come un'integrazione programmata stava diventando un flusso incontrollato. La situazione andò di male in peggio, dato che i comandanti romani presero ad abusare dei Goti in loro controllo e questi si sollevarono in rivolta nel 377 sconfiggendo i Romani a Marcianopoli.
Dopo essersi riuniti ai Visigoti, agli Unni e agli Alani, le truppe barbariche marciarono a lungo prima di incontrare un contrattacco imperiale, in arrivo sia da oriente che da occidente. I Goti uscirono vittoriosi dalla battaglia, svoltasi ad Ad Salice, e presero il controllo della Tracia. Nel 378 Valente uscì dalla propria base orientale di Antiochia verso ovest, prendendo con sè tutte le forze tranne quelle basilari per la difesa, tra cui alcuni Goti, e raggiunse Costantinopoli il 30 maggio. Nel frattempo i consiglieri di Valente, il Comes Ricomero, e i suoi generali Frigerid, Sebastiano e Vittorio lo misero in guardia, pregandolo di aspettare Graziano in arrivo dalla Gallia con le sue legioni vittoriose, cosa che Graziano stesso invocava strenuamente. Gli eventi successivi furono frutto della superbia di Valente che, geloso dei successi del nipote Graziano, voleva la vittoria per sè.
La battaglia di Adrianopoli
Vedi anche l'articolo principale: Battaglia di Adrianopoli
Dopo una breve sosta con lo scopo di rafforzare le proprie truppe e ottenere un caposaldo in Tracia, Valente uscì dalla città, andando incontro all'armata barbarica il 9 agosto 378. I tentativi iniziali di trattativa furono interrotti quando un'unità romana ruppe lo schieramento caricando e diede così inizio ai combattimenti. I Romani stavano ancora resistendo quando furono travolti dall'arrivo a sorpresa della cavalleria visigota che mandò nel caos l'esercito imperiale.
La fonte primaria per la battaglia è Ammiano, citato integralmente da Edward Gibbon nel suo The History of the Decline and Fall of the Roman Empire. Valente aveva lasciato una discreta parte delle proprie forze a guardia del suo tesoro personale. L'ala destra dello schieramento, la cavalleria, giunse all'accampamento nemico prima dell'ala sinistra, stancandosi senza supporto strategico.
Nel frattempo Fritigerno mandò ancora un emissario con proposte di pace, nella sua continua manipolazione della situazione. Il ritardo risultante mostrava il logoramento subito dai Romani. Le risorse dell'esercito furono ancora diminuite quando un attacco fuori tempo da parte degli arcieri rese necessario richiamare l'emissario di Valente, il Conte Ricomerio. Gli arcieri furono battuti e si ritirarono.
Quindi la cavalleria dei Goti colpì sotto il comando di Alteo e Safrace, e la cavalleria romana dovette soccombere, in quello che fu probabilmente l'evento decisivo della battaglia. La fanteria era abbandonata a sè stessa, e fu circondata e fatta a pezzi. Valente fu ferito e venne trasportato alla sua tenda. I Goti la circondarono e la misero a fuoco, ignari del prezioso contenuto; secondo Ammiano questa fu la fine dell'Imperatore Valente.
Alla fine della battaglia, i due terzi dell'armata imperiale giacevano morti a terra. Erano morti anche molti degli ufficiali; ciò che rimaneva dell'esercito fu condotto via nottetempo dal Conte Ricomerio e dal Generale Vittorio.
La battaglia fu un grave colpo per Roma: l'Imperatore Graziano, diciannovenne, era sopraffatto dalla disgrazia e non fu in grado di affrontare la catastrofe che seguì finchè non nominò Teodosio I nuovo Imperatore d'oriente.
Eredità di Valente
La battaglia di Adrianopoli fu l'evento più significativo della carriera di Valente. Essa fu molto importante anche sotto un altro aspetto: l'evoluzione della guerra. Fino a quel tempo la fanteria romana era considerata invincibile, e ciò era stato dimostrato innumerevoli volte in battaglia. Ma la cavalleria gotica cambiò completamente il modo romano di combattere: anche se mancano dati relativi al V secolo, per tutto il IV e VI secolo la cavalleria divenne il nerbo dell'esercito imperiale terrestre.
Anche se mostrò del talento come amministratore, le persecuzioni dei Cristiani Niceni e dei filosofi pagani, i suoi sforzi vani di ottenere successi militari e la sua ottusità non lo ricoprirono certo di gloria. La morte, arrivata in una battaglia tanto nefasta, segnò l'apice di una carriera sfortunata. Ciò acquista particolare verità con l'analisi degli effetti della sconfitta riportata ad Adrianopoli. Questa segnò l'inizio della fine dell'integrità territoriale del tardo Impero, e ciò fu evidente persino ai contemporanei. Ammiano comprese che questa era la disfatta più grave dai tempi della battaglia di Canne, e l'ufficiale bizantino Rufino la chiamò "l'inizio dei mali per l'Impero romano, ora e in seguito".
Approccio alla natura religiosa dell'Impero
Durante il suo regno dovette risolvere le questioni teologiche introdotte durante il regno di Giuliano, che aveva reintrodotto i culti pagani. Il suo tentativo reazionario aveva preso vantaggio delle divisioni interne ai Cristiani e della permanenza dei riti pagani nelle file dell'esercito. Nonostante l'ampio supporto, le sue azioni venivano considerate eccessive, e veniva trattato con disdegno, prima della sua morte in una campagna contro i Persiani, poi considerata un segno di Dio.
Come i fratelli Costanzo II e Costante I, Valente e Valentiniano avevano credo religiosi differenti: Valente era Ariano e Valentiniano adottava il Credo di Nicea. Alla morte di Valente, in ogni caso, la storia dell'arianesimo nell'oriente romano giunse alla fine: il suo successore Teodosio I avrebbe infatti imposto il Credo di Nicea.
Categoria:Imperatori romani
Categoria:Biografie
ja:ウァレンス
1066
Eventi
- 14 ottobre - Battaglia di Hastings. I Normanni guidati da | | |