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29 Aprile

29 aprile

Il 29 aprile è il 119° giorno del Calendario Gregoriano (il 120° negli anni bisestili). Mancano 246 giorni alla fine dell'anno.

Eventi

Fino al 1899


- 1429 - Guerra dei Cent'anni: Giovanna d'Arco libera Orleans dall'assedio inglese
- 1661 - La Cina della Dinastia Ming occupa Taiwan
- 1672 - Guerra d'Olanda: Luigi XIV di Francia invade i Paesi Bassi
- 1770 - L'esploratore James Cook scopre Botany Bay, Australia

Fino al 1999


- 1943 - Seconda guerra mondiale/Varsavia: rivolta degli ebrei rinchiusi nel ghetto
- 1945
  - Seconda guerra mondiale/Italia: Nella Reggia di Caserta, l'armata tedesca si arrende senza condizioni alle forze alleate anglo-americane. Nel frattempo a Milano i cadaveri di Mussolini e Claretta vengono appesi per i piedi ad un distributore di benzina e vilipesi dalla folla
  - Seconda guerra mondiale/Germania: nel bunker sotto la Cancelleria di Berlino Adolf Hitler sposa Eva Braun, sua compagna da lungo tempo, e designa il Grandammiraglio Karl Dönitz come suo successore
  - Seconda guerra mondiale/Olocausto: il campo di concentramento di Dachau viene liberato dalle truppe statunitensi
- 1946 - Il primo ministro del Giappone Hideki Tojo e ventotto uomini politici giapponesi vengono accusati di crimini di guerra
- 1955 - Italia, Giovanni Gronchi viene eletto Presidente della Repubblica Italiana
- 1967 - USA: per il suo rifiuto ad arruolarsi nell'esercito il pugile Muhammad Ali (alias Cassius Clay) è defraudato del titolo mondiale
- 1969 - USA: il musicista jazz Duke Ellington riceve l'onorificenza Medaglia presidenziale della libertà
- 1970 - Guerra del Vietnam: le forze armate statunitensi e sudvietnamiteinvadono la Cambogia alla ricerca di truppe Vietcong
- 1974 - USA: il presidente Richard Nixon annuncia la diffusione della trascrizione di nastri registrati in ordine allo scandalo Watergate
- 1975 - Guerra del Vietnam: Operazione Frequent Wind - gli ultimi cittadini americani iniziano l'evacuazione da Saigon in vista di un possibile attacco finale nordvietnamita. Per gli USA è l'inizio del disimpegno dall'area di guerra del sud-est asiatico
- 1977 - Milano, primo convegno delle donne giornaliste, sul tema La donna nell'informazione
- 1981 - Olanda un solo voto di scarto fa approvare la legge che legalizza l'aborto
- 1984 - Terremoto in Umbria: molti danni e 6000 senzatetto
- 1988 - URSS: si fa strada la Glasnost. Mikhail Gorbaciov promette maggiore libertà religiosa in Unione Sovietica
- 1990 - Svizzera, terza votazione in 20 anni per concedere il voto alle donne nel cantone di Appenzell, risultato: le donne continuano a non poter votare

Dal 2000


- 2001 - il miliardario californiano Dennis Tito parte a bordo del veicolo spaziale sovietico Soyuz per la stazione orbitale Alpha: è il primo turista dello spazio, prezzo (stimato) del biglietto 20 milioni di dollari
- 2003 - Venezia, il presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi posa la prima pietra del progetto Mose, destinato a proteggere la città dall'acqua alta
- 2004 - USA: audizione del presidente George W. Bush e del suo vice Dick Cheney per i fatti dell'11 settembre 2001
- 2005 - Informatica: Apple Computer inizia la distribuzione del nuovo Mac OS: OS X 10.4 "Tiger"

Nati

Fino al 1899


- 1803 - James Brooke, baronetto e Rajah di Sarawak
- 1854 - Henri Poincaré, fisico francese († 1912)
- 1863 - William Randolph Hearst, magnate dell'editoria (rappresentato nel film Quarto Potere di Orson Welles)
- 1885 - Egon Erwin Kisch, giornalista e scrittore
- 1893 - Harold Urey, chimico Premio Nobel
- 1895 - Vladimir Propp, linguista russo († 1970)
- 1899 - Duke Ellington, musicista († 1974)

Fino al 1999


- 1901 - Hirohito, imperatore giapponese (Showatenno, lera della brillante armonia)
- 1907 - Fred Zinnemann, regista
- 1909 - Tom Ewell, attore
- 1919 - Celeste Holm, attrice
- 1920 - Harold Shapero, compositore
- 1929 - Walter Kempowski, autore
- 1931
  - Frank Auerbach, pittore
  - Lonnie Donegan, musicista
- 1933
  - Mark Eyskens, primo ministro del Belgio
  - Rod McKuen, poete e compositore
- 1936 - Zubin Mehta, direttore d'orchestra
- 1937 - Jill Paton Walsh, scrittore
- 1942 - Klaus Voormann, illustratore (vicino ai Beatles)
- 1945 - Monsieur de Paris, boia di Francia
- 1946 - John Waters, regista e scrittore
- 1947
  - Tommy James, musicista
  - Olavo de Carvalho, filosofo brasiliano
- 1954 - Jerry Seinfeld, attore
- 1955 - Kate Mulgrew, attrice
- 1957 - Daniel Day-Lewis, attore
- 1958
  - Eve Plumb, attrice
  - Michelle Pfeiffer, attrice
- 1960 - Robert J. Sawyer, scrittore di science fiction
- 1964 - Federico Castelluccio, attore
- 1968 - Carnie Wilson, cantante
- 1969 - Master P, musicista rap, attore e compositore
- 1970
  - Andre Agassi, tennista
  - Uma Thurman, attrice
- 1979 - Rubén Maldonado, calciatore paraguaiano

Morti


- 1380 - Santa Caterina da Siena
- 1707 - George Farquhar, drammaturgo irlandese
- 1894 - Giuseppe Battaglini, matematico a cui si deve un notevole contributo allo sviluppo della geometria non euclidea in Italia
- 1937 - William Gillette, attore
- 1947 - Irving Fisher, economista americano (n. 1867)
- 1951 - Ludwig Wittgenstein, filosofo
- 1966 - William Eccles, medico (pioniere della radioterapia)
- 1980 - Alfred Hitchcock, regista
- 1999 - Börge Lindau, designer svedese
- 2004 - Emil Klein, violoncellista

Feste e ricorrenze

Nazionali


- Israele - Giornata in memoria della Shoa (Olocausto) (anniversario della rivolta del Ghetto di Varsavia)

Religiose

Santi cattolici:
- Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, patrona d'Italia e d'Europa
- San Cristino, martire
- San Pietro da Verona, sacerdote
- San Roberto di Molesme, abate di Citeaux
- San Severo di Napoli, vescovo
- San Torpete, martire
- Sant'Ugo di Cluny, abate

Laiche

29 ja:4月29日 ko:4월 29일 simple:April 29 th:29 เมษายน

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน


Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

1429

Eventi


- gennaio Filippo il Buono fonda l'ordine del Toson d'Oro in occasione delle sue nozze con Isabella del Portogallo
- 17 luglio Carlo VII è ufficialmente incoronato re di Francia
- Carlo VII inizia la Guerra delle aringhe
- Giovanna D'Arco guida l'esercito francese nella battaglia di Orleans
- 26 luglio abdicazione dell'antipapa Clemente VIII

Nati


- Guiniforte Solari, architetto e scultore

Morti


- Giovanni De' Medici, banchiere 029 ko:1429년

Giovanna d'Arco

Giovanna d'Arco (in francese Jeanne d'Arc o Jehanne Darc, nella versione più arcaica) - Domrémy 6 gennaio 1410 o 1412 - Rouen 30 maggio 1431 - è stata una eroina nazionale ed è la santa protettrice della Francia. È conosciuta come la Pulzella di Orléans. Ebbe il merito di riunificare il proprio paese contribuendo a risollevarne le sorti durante la guerra dei Cent'anni. Nata in una famiglia di contadini della Lorena, molto religiosa, Giovanna aveva tredici anni quando disse di udire voci celestiali spesso accompagnate da visioni dell'Arcangelo Michele, di Santa Caterina e di Santa Margherita. Era da poco iniziato l'anno 1429 quando gli inglesi erano ormai prossimi ad occupare completamente Orléans; per Giovanna, che sarebbe diventata una figura emblematica della storia di Francia, fu quello il momento - sollecitata dalle voci che diceva di sentire - per correre in aiuto di Carlo VII, delfino di Francia e futuro re, estromesso dalla successione al trono a beneficio dei sovrani inglesi. __TOC__

Inviata di Dio

Presentandosi come inviata di Dio, Giovanna sostenne di aver ricevuto lincarico celeste di salvare la Francia; la sua buona fede fu testimoniata da un gruppo di teologi che a lungo l'interrogarono. Forte di ciò si fece affidare il comando di un esercito: vestita da soldato, impugnando brando e bandiera bianca con raffigurato Dio nell'atto di benedire il fiordaliso (stemma reale francese), la pucelle d'Orléans - come era stata soprannominata - riportò una clamorosa vittoria sugli inglesi. Ad esserle fatale fu, nel 1430, la battaglia di Compiègne, vicino a Parigi, che guidò quasi ad insaputa del futuro sovrano. Catturata dalle forze borgognone, fu venduta agli alleati inglesi senza che Carlo VII muovesse in suo soccorso. Fu quindi sottoposta a processo per eresia davanti al tribunale ecclesiastico di Rouen che dopo quattordici mesi d'interrogatorio l'accusò di eresia per aver creduto di poter comunicare con Dio direttamente e senza la mediazione della Chiesa cattolica, e di atti illeciti per aver indossato abiti maschili.

Sul rogo a meno di vent'anni

Venne perciò condannata a morte e giustiziata sul rogo il 30 maggio del 1431: aveva diciannove anni. Passarono venticinque anni dalla sua morte quando la Chiesa riaprì l'inchiesta: Giovanna fu riabilitata e riconosciuta innocente. Fu proclamata santa da Papa Benedetto XV nel 1920. Viene ricordata la seconda domenica di maggio. Vita, passione e morte di Giovanna d'Arco sono state raccontate innumerevoli volte in saggi, romanzi, biografie, drammi per il teatro; anche il cinema e l'opera lirica si sono occupati di questa figura.

Cinema

Diversi sono i film prodotti sulla vita di Giovanna d'Arco:
-
Giovanna d'Arco (1908)
-
Giovanna d'Arco (1913)
-
Giovanna d'Arco (1948)
-
Giovanna d'Arco (1935) diretto da Gustav Ucicky
-
Giovanna d'Arco (1999) diretto da Luc Besson

Musica

Alla
pulzella di Orleans si è ispirato anche Giuseppe Verdi per comporre la musica della sua opera Giovanna d'Arco.

"Pulzella di Orlèans"

Immagine:Joan of arc interrogation.jpg|Interrogatorio a Giovanna Immagine:Giovanna d'Arco-2.jpg|Miniatura Immagine:Giovanna d'Arco in un dipinto di Jules Bastien-Lepage.jpeg|Dipinto di J.B.Lepage Immagine:Giovanna d'Arco in un dipinto J.A.D. Ingres. Museo del Louvre.jpg|Dipinto di J.A.D. Ingres. esposto presso il Museo del Louvre Giovanna d'Arco Arco Giovanna d' Arco Giovanna d' Arco Giovanna d' Giovanna d'Arco ja:ジャンヌ・ダルク simple:Joan of Arc th:โยนออฟอาร์ค


Inghilterra

L'Inghilterra è la più vasta, più popolosa e più densamente popolata nazione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. È situata nella parte sud-orientale dell'Isola della Gran Bretagna. Il nome Inghilterra deriva dagli Angli, una delle numerose popolazioni di origine germanica che vi si insediarono nel V e VI secolo. Il capoluogo dell'Inghilterra è Londra.

Storia

Vedi articolo principale (e serie di articoli): Storia dell'Inghilterra

Geografia fisica

L'Inghilterra comprende la parte meridionale dell'isola della Gran Bretagna più le isole situate a sud della Gran Bretagna, fra cui l'isola di Wight. Confina a nord con la Scozia, a ovest con il Galles e il Mare d'Irlanda, a est con il Mare del Nord e a sud con il canale della Manica. È collegata al continente europeo tramite il tunnel sotto la Manica. Il territorio è per lo più collinare, a nord vi si trovano alcune aree montuose. La linea di demarcazione fra le due aree è nota come Tees-Exe line. Nella parte orientale del paese si trova una zona pianeggiante le cui paludi sono state bonificate per consentirne la coltivazione. Le città più grandi sono: Londra, Birmingham, Leeds, Sheffield, Liverpool, e Manchester. I fiumi principali sono:
- Tamigi
- Severn
- Trent
- Humber
- Yorkshire Ouse
- Tyne
- Mersey
- Dee
- Avon

Geografia umana

L'Inghilterra, con i suoi 49 milioni di abitanti, non è solo la più popolosa ma anche la nazione con più gruppi etnici: un decimo circa della popolazione appartiene a etnie diverse da quella britannica. Le ondate di immigrazione sono state molte, a partire dai Celti intorno al 600 AC. I Romani con le loro legioni composte da soldati di molte etnie giunsero tra il 50 AC e il 300 DC; Seguirono nel periodo 350–550 gli Angli, i Sassoni e gli Iuti; nel periodo 800900, i Vichinghi e i Danesi; nel 1066, i Normanni; nel 16501750, rifugiati dall'Europa continentale ed Ugonotti; tra il 1880 e il 1940, molti Ebrei; negli anni 19501985, persone originarie dell'area Caraibica, dell'Africa e dell'Asia; dal 1985 ci sono state ondate di abitanti est europei e rifugiati Curdi. La prosperità della nazione ha anche attirato flussi di immigrazione dalle vicine Scozia e Irlanda.

Politica

La sede del governo si trova a Londra, anche se tecnicamente la città è la capitale di Inghilterra e Galles. Contrariamente alla Scozia, al Galles (entrambe a partire dal 1999) e all'Irlanda del Nord, l'Inghilterra non ha un governo e un parlamento propri: le funzioni di governo sono esercitate da parlamento e governo del Regno Unito. Nelle decisioni riguardanti la sola Inghilterra i rappresentanti delle altre parti del regno si astengono.

Suddivisione amministrativa

L'Inghilterra è suddivisa in 9 regioni tra le quali l'area di "Greater London", escludendo quest'ultima le 8 regioni sono divise in 35 contee (counties) e 6 contee metropolitane (Metropolitan counties). Le 35 contee sono ulteriormente suddivise in 283 distretti non-urbani (Non-Metropolitan districts). Le 6 aree metropolitane, che dal 1986 non hanno organi amministrativi e consigli di governo, sono suddivise in 36 distretti metropolitani (Metropolitan districts). Contando anche i 32 distretti londinesi (boroughs) e la città di Londra (City of London, che ha status a parte) si ha un totale di 353 distretti, 354 con l'Isola di Wight. Le regioni sono:

Voci correlate


- Gran Bretagna
- Regno Unito

Collegamenti esterni


- [http://www.enjoyengland.com/ Turismo in Inghilterra - Enjoy England]
- [http://www.thecep.org.uk/ Campagna per un parlamento inglese] categoria:Regno Unito ja:イングランド ko:잉글랜드 ms:England simple:England th:แคว้นอังกฤษ zh-min-nan:England

Cina

La Cina (中国/中國 Zhōngguó, letteralmente «Paese di Mezzo») è uno stato dell'Asia Orientale (9.596.960 km²,1.350.000.000 abitanti, capitale Pechino). Confina a nord con Russia, Mongolia, Corea del Nord, a est con il Mar Cinese orientale, il Mar Cinese occidentale ed il Mar del Giappone, a sud con il Vietnam, la Birmania, il Laos, il Bhutan e il Nepal, a ovest con l'India, il Pakistan, il Kazakistan, il Tagikistan e il Khirghizistan. La lingua ufficiale è il Cinese mandarino, che però presenta vari dialetti importanti, come lo Yue (Canton e provincia), il Wu (Shanghai), il Minbei (Fuzhou), il Minnan (Taiwan): oltre a questi, altri dialetti sono lo Hakka, il Gan, lo Xiang. Sopravvivono anche alcuni linguaggi Miao nelle zone abitate da questa minoranza.

Storia

La Cina è stata abitata dall'uomo fin da tempi antichissimi: si sono trovate prove di insediamenti umani in cina risalenti al Pleistocene medio, circa 500.000 anni fa: i resti umani ritrovati sono stati classificati come specie ominide a sé, il Sinanthropus pekinensis o uomo di Pechino. Ulteriori studi su altri siti preistorici indicano che intorno a 10.000 anni fa la società cinese era prevalentemente a struttura matriarcale, ma che a partire da circa 5.000 anni prima di Cristo si era già sviluppata una società patriarcale che praticava l'agricoltura e l'artigianato. Di questo periodo non restano documenti scritti, ma solo miti e leggende tramandate oralmente: le tre grandi figure di questi miti sono Huang Di, l'Imperatore Giallo, il primo a unificare la Cina, Lei Zu, sua moglie, che introdusse la coltivazione del baco da seta, e il Grande Yu che introdusse l'uso delle armi di bronzo. Successivamente una serie di dinastie regna sulla Cina, che però è costantemente scossa da lotte intestine: l'unificazione definitiva si ha soltanto nel 221 a.c., con la fondazione della dinastia Qin. Da questo momento in poi la storia della Cina si identifica dapprima con l'impero Han, in seguito con le varie dinastie ufficiali, fino allo scoppio della Guerra dell'oppio fra Cina e Inghilterra, che apre il periodo delle concessioni agli stranieri. Dopo un secolo di rivolte e turbolenze, sedate solo con l'aiuto esterno di potenze straniere europee e poi del Giappone da una autorità imperiale sempre più debole, nel 1949 Mao Zedong proclama la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, unificando nuovamente il paese e dandogli l'assetto geopolitico che, in linea di massima, conserva ancora oggi.

La prima unificazione

La prima dinastia nota di imperatori cinesi è la dinastia Xia夏, in parte leggendaria, fondata dal Grande Yu che lasciò il trono al figlio Qi e ai suoi discendenti, approssimativamente nel 2200 a.c.: l'ultimo Xia fu Jie, che venne detronizzato dai fondatori della successiva dinastia Shang商 nel 1766 a.c. Durante la dinastia Shang (o Yin, dal nome della nuova capitale eretta da Pangeng) nascono i primi pittogrammi, incisioni su dorsi di tartaruga a scopo augurale e divinatorio, che in seguito divennero gli ideogrammi della scrittura cinese: questa venne poi codificata durante il regno della dinastia successiva, gli Zhou周, che regnarono dal 1122 al 770 a.c. In questo periodo l'impero è sempre più diviso e iniziano le prime lotte fra province, una tendenza che si accentua durante il successivo periodo Chunqiu春秋 (delle primavere e degli autunni, 770 - 476 a.c.), che segna l'ingresso della cina nell'età del Ferro: in questo periodo nasce e insegna Confucio. Alla fine la litigiosità dei principi locali smembra l'impero e si apre il periodo Zhanguo战国, o dei Regni Combattenti, in cui la cina è frammentata in una decina di regni continuamente in lotta fra loro.

La Cina imperiale

Confucio Nel 221 a.c. il principe Qin Shihuangdi秦始皇, che regnava su quella che oggi è la provincia dello Shaanxi unifica definitivamente la Cina e fonda la prima dinastia imperiale moderna, la dinastia Qin秦, che dura solamente undici anni in tutto. In questo periodo inizia la costruzione della Grande Muraglia, vengono unificate in tutto l'impero le unità di misura e la lunghezza dell'asse dei carri. Viene codificata per la prima volta la scrittura cinese, ad opera del primo ministro Li Si, che pubblica il primo catalogo ufficiale con 3.300 caratteri. Dopo un periodo di turbolenza seguito alla morte di Qin Shihuangdi, si consolida il potere della dinastia Han, che regna per circa quattro secoli, fino al 220 d.c.: sotto gli Han 汉 si apre la via della seta e inizia il commercio con le provincie romane d'oriente. L'impero comincia ad espandersi nell'Asia continentale, mentre il confucianesimo儒家 si afferma come ideologia della classe dirigente cinese. Viene inventata la carta, nel 105 a.c. Al cadere della dinastia Han, l'impero si spezza di nuovo in tre stati (periodo dei Tre Regni, 220-265)三国: regno Wei魏 a nord, regno Shu 蜀 nell'attuale provincia del Sichuan, regno Wu 吴 a sud. la divisione viene favorita dall'introduzione in Cina del Buddismo. Segue la dinastia Jin denominata "occidentale" nel periodo tra il 265 e il 316, durante la quale si verifica una riunificazione per un breve periodo, e "orientale" nel periodo tra il 317 e il 420 che vede Nanchino come capitale; dal 420 al 589 circa la Cina resta divisa tra le dinastie del Nord e del Sud, una nuova riunificazione avviene sotto la Dinastia Sui (581 - 618) durante la quale la capitale diventa Xi'an; succede la Dinastia Tang dal 618 al 907; mentre il periodo dal 907 al 960, detto "delle Cinque Dinastie e Dieci Regni", porta alla Dinastia Song dal 960 al 1279. Il periodo successivo è segnato dall'influenza dell'impero mongolo, sotto la dinastia Yuan dal 1279 al 1366, all'inizio del quale risalgono i viaggi di Marco Polo in Cina, segue la dinastia Ming dal 1368 al 1644 e la Dinastia Qing dal 1644 al 1911.

Geografia

Geografia fisica

1911 La Cina è il terzo paese del mondo per estensione (dopo Russia e Canada); di conseguenza offre una grande varietà di climi e paesaggi. Il territorio è a maggioranza montagnoso, anche se il paese ha 14.500 km di coste, essendo bagnato a sud e a est dall'Oceano_Pacifico. Ad est, lungo le coste del Mar Giallo e del Mar Cinese Orientale, si estendono vaste piane alluvionali molto densamente popolate; le coste del Mar Cinese Occidentale sono più montagnose e la Cina meridionale è dominata da vallonamenti e catene montuose di scarsa altitudine. Nel centro-est si trovano i delta dei due fiumi principali della Cina: il fiume Giallo (Huang He) e il fiume Lungo (Chang Jiang o Yangtze). L'ovest è dominato da importanti catene montuose, in particolare l'Himalaya con la sua vetta pi&ù alta, il monte Everest, ma anche da altipiani dal paesaggio molto arido (deserti del Takla Makan e del Gobi). Il sud è diviso tra l'altopiano dello Yunnan-Guizhou, con un'altitudine che parte dai 2000 m per arrivare ai 500 m e i bacini dei grandi fiumi che lo attraversano. Il punto più elevato della Cina è il monte Everest (8850 m).
Il punto più basso è la depressione di Turpan Pendi (-154 m).

Idrografia

La Cina ha un gran numero di fiumi. Più di 1500 di questi hanno un bacino di drenaggio di più di 1.000 km2 ciascuno. I principali fiumi cinesi sono: il fiume Azzurro (il più lungo fiume dell'Asia: percorre 6300 km dal Tibet al mar Cinese Orientale), il fiume Giallo-Huang He-, lo Xijang, il Mekong, lo Heilung, il fiume delle Perle (Zhujiang). Circa il 50% dei fiumi della Cina, compresi i tre più lunghi Chang jiang, Huanghe e Xijiang, scorre da ovest a est e sfocia nei mari cinesi aperti all'Oceano Pacifico; circa il 10% sfocia nel Mar Glaciale Artico, mentre il rimanente 40% è privo di sbocco sul mare e quindi si getta negli aridi bacini occidentali e settentrionali, dove le acque filtrano nel sottosuolo formando profonde e importanti riserve d'acqua. Le piene dei grandi fiumi portano inondazioni che hanno sovente conseguenze disastrose sugli insediamenti umani e sulle coltivazioni.

Clima

Il clima cinese, vista l'estensione e la varietà dei territori, è estremamente differente da luogo a luogo: varia dal clima subartico del nord a quello tropicale di Hong Kong: ci sono deserti caldi, deserti freddi, e zone a clima continentale nell'interno.

Geografia umana

Popolazione

Densità: 135 abitanti per km2, per un totale di 1.300.000.000 persone.

Etnie

La popolazione cinese è composta per il 91,8% da cinesi Han. Il resto è costituito da Mongoli, Manciù, Miao, Tibetani, Uiguri, Coreani, Yi, Hui e Zhuang.

Religione

La Repubblica Popolare di Cina è ufficialmente atea. La popolazione religiosa si suddivide in:
- Taoista e Buddista 95%
- Islamica 1,5%
- Cristiana 3,5%

Geografia politica

La Cina confina:
- a Nord con Mongolia e Russia
- a Ovest con Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan e Pakistan
- a Sud con India, Nepal, Bhutan, Birmania, Laos e Vietnam
- a Est con la Corea del Nord La suddivisione amministrativa della Cina è basata su tre livelli: provincie, contee e comuni. Il paese è suddiviso in provincie o regioni autonome. Una provincia o una regione autonoma è a sua volta suddivisa in prefetture, contee e città. Una contea è divisa in cittadinanze, comuni e città. I comuni direttamente sotto il controllo del governo centrale e le grandi città sono suddivise in distretti e contee; le prefetture autonome sono suddivise in contee, contee autonome e città. La Costituzione permette di creare, quando necessario, una regione amministrativa speciale, direttamente sotto l'autorità del governo centrale. Attualmente la Cina è divisa in 23 provincie, 5 regioni autonome, 4 municipalità e 2 regioni amministrative speciali (dati del 2004). suddivisione amministrativa della Cina

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo (PNL): 1.240.621 milioni di dollari (2002);
PNL pro capite: 970,4 dollari (2002).
Inflazione: 1,5%.
Disoccupazione: 10%. Punti di forza. Punti di debolezza.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 76,9%.
Studenti universitari: 1,4%; 18 milioni (2003).

Arte

Arte Contemporanea

Architettura

Grande Muraglia

Politica

La Repubblica Popolare Cinese è stato un paese comunista per gran parte del ventesimo secolo, e da molti è ancora considerato tale, ma non tutti sono concordi con questa visione. Tentare di caratterizzare la struttura politica Cinese in una categoria precisa non è molto semplice. Ciò è dovuto alla storia politica cinese: per oltre duemila anni, fino al 1949, il paese è stato governato da una monarchia imperiale centralista, con forti influenze confuciane, che ha lasciato una profonda traccia nelle strutture politiche e sociali cinesi. Questo è stato seguito da una caotica serie di governi estrememente autoritari e nazionalisti, sino alla prima rivoluzione cinese del 1912 (anche detta rivoluzione xinai, da non confondere con la Rivoluzione culturale cinese). Il regime cinese è stato variamente definito come autoritario, comunista, socialista e varie combinazioni di questi termini. Negli ultimi anni la Cina sta lentamente trasformando il suo sistema politico/economico in un sistema capitalistico. Il governo cinese ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni ufficiali, sostenendo che lo stato debba essere governato da strutture democratiche. Il governo cinese è controllato dal Partito comunista cinese. Viene utilizzata la censura come routine, e il Partito comunista cinese reprime ogni protesta e opposizione che ritiene possa essere o divenire pericolosa, rimane famosa la repressione della protesta di Piazza tianamen. C'è comunque un limite alla repressione che il Partito comunista cinese riesce a sopportare. I media continuano ad evidenziare sempre più i problemi sociali causati dalla corruzione e l'inefficienza degli alti livelli del governo. Il Partito ha tentato inizialmente di controllare l'informazione, ma non sempre ha avuto successo ed è stato quindi, a volte, costretto a ridimensionare le repressioni. Non vengono inoltre tollerate le organizzazioni che si oppongono al Partito, mentre manifestazioni sono a volte consentite. Hu Jintao, il segretario generale del Partito popolare cinese, viene sempre più spesso accusato di repressione nei confronti di giornalisti e reporters, anche di paesi stranieri.

Politica interna

giornalisti Forma di governo: repubblica socialista. Tutte le cariche dello stato provengono dal Partito Comunista Cinese

I diritti umani in Cina

La situazione dei diritti umani nella Repubblica Popolare Cinese continua a subire numerose critiche da vari organismi internazionali che riportano abusi ben documentati in violazione delle norme internazionali. Da un lato il governo ammette le deficienze, dall’altro parla della situazione dei diritti umani come la migliore di tutti i tempi. Il sistema legale è stato spesso criticato come arbitrario, corrotto e incapace di fornire la salvaguarda delle libertà e dei diritti fondamentali. Viene fatto largo uso da parte del governo dei cosiddetti campi di rieducazione chiamati Laogai, che in realtà si tratta di campi di concentramento. Amnesty International ha recentemente rilasciato i seguenti dati: nel 2003 l’84% delle esecuzioni capitali del mondo sono state eseguite in Cina, Iran, Usa e Vietnam. In Cina solo in quell’anno (nonostante i dati limitati e incompleti) vennero eseguite 726 esecuzioni capitali riconosciute, anche se varie fonti parlano di un numero molto più alto (alcuni parlano anche di 10.000 esecuzioni l’anno). Viene praticata metodicamente la repressione verso minoranze etniche, minoranze religiose, dissidenti politici, non è riconosciuta la libertà di parola ne di movimento.

Città della Cina


- Pechino, capitale
- Aba
- Abag Qi
- Abagnar Qi
- Canton
- Hong Kong
- Kai Feng
- Shanghai

Voci correlate


- Omosessualità in Cina

Collegamenti esterni


- [http://www.tuttocina.it Tuttocina, il portale sulla Cina] (in italiano)
- [http://www.cinaoggi.it Cina Oggi Portale molto completo sulla Cina] (in italiano)
- [http://schiller.dartmouth.edu/chinese/ Collezione di links sulla Cina] (in inglese)
- [http://www.cinaoggi.com/china-map/ Cartina Interattiva della Cina] (in inglese)
- [http://www.hrichina.org/ Human Rights In China] (in inglese) - organizzazione non governativa, con sede a New York e Hong Kong als:Volksrepublik China ja:中華人民共和国 ko:중화인민공화국 ms:Republik Rakyat China simple:People's Republic of China th:สาธารณรัฐประชาชนจีน zh-min-nan:Tiong-hoâ Jîn-bîn Kiōng-hô-kok

Dinastia Ming

La dinastia Ming (Cinese: 明朝; Pinyin: míng cháo chiamata anche 大明帝国 il grande impero dei Ming) fu la dinastia al potere in Cina dal 1368 al 1644, sebbene troni che si dichiaravano "Ming" (ora collettivamente detti Ming meridionali) sopravvissero fino al 1662. La dinastia seguì quella Yuan e precedette quella Qing. Gli imperatori della dinastia Ming erano membri della famiglia Zhu. Durante il regno dei mongoli, ci furono forti sentimenti contrari al dominio degli "stranieri" tra la popolazione, che alla fine sfociarono in una rivolta popolare che rispedì la dinastia Yuan nuovamente alle steppe della Mongolia. La rivolta, condotta da Zhu Yuanzhang, insediò la dinastia Ming nel 1368. Questa dinastia promosse un tempo di primavera culturale, mentre i mercanti cinesi esploravano tutto l'oceano Indiano e l'arte cinese (in special modo l'industria della porcellana) raggiungeva traguardi mai raggiunti prima. Sotto il regno dei Ming, vennero costruiti una vasta flotta ed esercito, con quattro navi con alberi con 1 500 tonnellate di capacità e un esercito di terra di un milione di unità. Più di 100 000 tonnellate di ferro all'anno vennero prodotte nella Cina del Nord, e molti libri furono stampati con caratteri mobili. Secondo alcuni storici la Cina all'inizio della dinastia Ming era la nazione più avanzata della terra.

Origini

ferro La dinastia Yuan, mongola, governò prima dell'insediamento della dinastia Ming. La discriminazione dei mongoli contro i cinesi viene spesso considerata come causa primaria per la fine del dominio Yuan in Cina. Altre cause includono la collusione con i lama tibetani nel deprivare i cinesi delle loro terre, la eccessiva circolazione di cartamoneta, che fece decuplicare l'inflazione durante il regno dell'imperatore Yuan Shundi, e l'inondazione del fiume Giallo come risultato dell'abbandono dei mongoli dei progetti di irrigazione. Verso fine del dominio Yuan, l'agricoltura cinese era disastrata. Quando centinaia di migliaia di civili cinesi vennero chiamati per lavorare sul fiume Giallo, maturò la prospettiva della rivolta. Dopo molti anni di lotte, il gruppo ribelle condotto da Zhu Yuanzhang, il futuro imperatore Hongwu, divene il più potente dei vari gruppi cinesi Han e Zhu dichiarò la fondazione della dinastia Ming nel 1368, stabilendo la sua capitale a Nanjing e adottando "Hongwu" (che significa immensamente marziale) come titolo e nome del suo periodo di regno. Divenuto orfano da adolescente, Zhu era entrato in un monastero Buddista, per evitare la fame. Durante questo periodo aderì ad una società segreta conosciuta come "il fiore di loto bianco". Più tardi, da condottiero ribelle, entrò in contatto con gli eruditi confuciani appartenenti alla classe dei proprietari terrieri, dai quali ricevette una educazione in affari di stato. Si posizionò quindi come difensore del confucianesimo e delle convenzioni neo-confuciane, e non come un ribelle popolare. Malgrado le umili origini, egli emerse come condottiero nazionale contro la decadente dinastia Yuan. Zhu divenne uno dei due soli fondatori dinastici che emersero dalla classe rurale (l'altro è Han Gaozu della dinastia Han; Mao Zedong e Deng Xiaoping sono gli altri due rivoluzionari di umili origini che hanno condotto la nazione più popolosa al mondo. Dopo aver combattuto e allontanato le calamità della invasione mongola, e date la seria minaccia alla Cina che i mongoli ancora ponevano, Hongwu restaurò la ortodossa visione confuciana che vedeva i militari come classe subordinata alla burocrazia degli eruditi. In parole povere, mantere un esercito potente era essenziale perché i mongoli rimanevano ancora una minaccia. Indotto dalla aversione confuciana verso il commercio, Hongwu appoggiò la creazione di comunità agricole largamente autosufficienti. Le tenute neofeudali che si erano sviluppate alla fine della dinastia Song e durante quella Yuan furono espropriate con lo stabilimento della dinastia Ming. Grandi latifondi furono confiscati dal governo, frammentati e messi in affitto; e la schiavitù ad uso dei privati venne vietata. Di conseguenza, dopo la morte dell'imperatore Yongle, contadini indipendenti predominarono nella agricoltura cinese. Sotto Hongwu, i burocrati mongoli che avevano dominato per quasi un secolo sotto la dinastia Yuan vennero sostituiti dai cinesi Han. Il tradizionale sistema confuciano di esaminazione, che selezionava i burocrati di stato o i servi civili sulla base del merito, venne ripristinato. I candidati per i posti nel servizio civile e per alcuni uffici nell'esercito, di nuovo dovevano passare i tradizionali esami competitivi sui classici. La classe dei letterati confuciani, marginalizzati durante gli Yuan per circa un secolo, di nuovo tornarono ad assumere la loro posizione predominante nello stato cinese. Hongwu tentò, e in parte ci riuscì, di consolidare il controllo su tutti gli aspetti del goverso, in maniera che nessun altro gruppo potesse guadagnare abbastanza potere da sovvertire il suo, e per rinforzare le difese del paese contro i mongoli. Come imperatore Hongwu concentrò sempre di più il potere sulle sue stesse mani ed abolì il segretariato imperiale, che era stato il corpo amministrativo centrale principale durante le dinastie precedenti, dopo aver arrestato una congiura per la quale aveva accusato il suo primo ministro. Mentre imperatori incompetenti potevano avvicendarsi, il primo ministro poteva garantire un livello di continuità e competenza nel governo. Hongwu, desideroso di concentrare autorità assoluta sulle sue mani, abolì l'ufficio del primo ministro e così rimosse la sola assicurazione contro imperatori incompetenti. Hongwu venne succeduto da suo nipote, che venne però subito usurpato da suo zio Chengzu, un figlio di Hongwu più giovane, che regnò come l'imperatore Yongle dal 1403 al 1434, e fu responsabile del ritorno della capitale di nuovo a Pechino. Hongwu aveva notato il ruolo distruttivo degli eunuchi di corte sotto i Sung, riducendone cosi i loro numeri, vietando loro di maneggiare documenti, insistendo che rimanessero illetterati e liquidando quelli che commentavano sullo stato degli affari. Hongwu aveva una pronunciata aversione verso gli eunuchi imperiali (una corte di servi castrati per l'imperatore) evidente nella tavoletta del suo palazzo che enunciava: "Gli eunuchi non possono avere nulla a che fare con l'amministrazione." Sotto il suo successore, comunque, essi cominciarono a riguadagnare la loro vecchia influenza. Il ruolo dell'imperatore in questo divenne ancora più autocratico, anche se Hongwu necessariamente continuava ad usare quello che egli chiamava "Grande Segretariato" per gestire con la mole immensa di incartamenti della burocrazia, che includevano memoriali (petizioni e raccomandazioni al trono), editti imperiali di risposta, notizie di vari tipi e registri delle tasse. Durante il regno di Hongwu, la dinastia Ming vide una rapida e drammatica crescita della popolazione, soprattutto grazie all'aumentata disponibilità di cibo dopo le riforme agricole di Hongwu. Alla fine della dinastia Ming la popolazione probabilmente era cresciuta di almeno il 50%. L'imperatore Hongwu temeva sempre più ribellioni e colpi di stato. Rese la critica da parte di qualunque dei suoi consiglieri una offesa capitale. Una storia dice che uno studioso confuciano, che si opponeva alle politiche di Hongwu, decise di andare nella capitale e rimproverare l'imperatore. Dopo aver attratto degli ascoltatori, portò con sè una bara. Alla fine del suo discorso, salì sulla bara, attendendo l'ordine di esecuzione dell'imperatore. L'imperatore, al contrario, fu così colpito dalla sua spavalderia che gli risparmiò la vita.

Dalle esplorazioni all'isolamento

autocratico all'inizio della dinastia Ming. Decorata con draghi e fenici, era stata fabbricata per un palazzo imperiale. Costruita durante il periodo del regno Xuande (1426-1435) della dinastia Ming. Attualmente in mostra al Victoria and Albert Museum a Londra.

( Vedi più in dettaglio )

]] Tra il 1405 e il 1433, gli imperatori Ming spedirono sette spedizioni marittime per esplorare i mari del Sud e attraverso l'oceano Indiano. La xenofobia e l'introspezione intellettuale caratteristici dell'era nella sempre più popolare nuova scuola neo-confuciana, non condusse così all'isolamento fisico della Cina. I contatti con il mondo esterno, in particolare con il Giappone e il commercio con l'estero incrementarono notevolmente. L'imperatore Yongle tentò strenuosamente di estendere l'influenza della Cina al di fuori dei suoi confini, incoraggiando gli altri regnanti a spedire ambasciatori in Cina per offrire tributi. Gli eserciti cinesi riconquistarono Annam e bloccarono l'espansionismo mongolo, mentre la flotta cinese varcava i mari della Cina e dell'Oceano indiano, arrivando fino alle coste orientali dell'Africa. I cinesi acquisirono una certa influenza sul Turkestan, Le nazioni marittime dell'Asia spedirono convogli con omaggi per l'imperatore cinese. All'interno del paese, il "Gran Canale" venne espanso ai suoi limiti più estremi e funse da stimolo per il commercio interno. La impresa più straordinaria, comunque, furono le sette spedizioni navali di Zheng He, che attraversò l'oceano indiano e l'arcipelago asiatico di sud-orientale. Un ambizioso eunuco musulmano di discendenza Hui, esterno alle strutture elitarie degli eruditi confuciani, Zheng He condusse sette spedizioni dal 1405 al 1433, sei delle quali sotto gli auspici di Yongle. Probabilmente arrivò fino al Capo di Buona Speranza e, secondo la controversa teoria del 1421, nelle Americhe. L'incarico di Zheng del 1403, per condurre una squadra marittima fu un trionfo per le lobby commerciali che cercavano di stimolare il commercio tradizionale, non il mercantilismo. Gli interessi delle lobby commerciali erano connessi anche a quelli delle lobby religiose. Entrambi erano erano offensive per le sensibilità neo-confuciane delle elite erudite: lobby religiose incoraggiavano il commercialismo e l'esplorazione, che avvantaggiavano gli interessi commerciali, per deviare i fondi statali dagli intenti anticlericali dei letterati confuciani. La prima spedizione nel 1405 consisteva in 62 navi e 28˙000 uomini, a quel tempo la più grande spedizione navale della storia. Le navi a più strati di Zheng He trasportavano fino a 500 soldati ma anche partite di beni da esportare, soprattutto sete e porcellane, e riportavano indietro beni di lusso stranieri come spezie e legni tropicali. La ragione economica per queste enormi imprese poteva essere stata importante, e molte delle navi avevano larghe cabine private per mercanti. Ma l'obiettivo principale era probabilmente politico, per acquisire nuovi stati come tributari e marcare la riemersione dell'impero cinese dopo quasi un secolo di dominio barbarico. Il carattere politico dei viaggi di Zheng He indica il primato delle elite politiche. Nonostante le loro forze formidabili e senza precedenti, i viaggi di Zheng He, a differenza delle spedizioni europee più tardi nel quindicesimo secolo, non erano intese ad estendere la sovranità Cinese al di là dei mari. Indicativa della competizione tra le elite, queste escursioni erano anche diventate politicamente controvere. I viaggi di Zheng He erano stati appoggiati dagli eunuchi di basso rango suoi compagni a corte e strenuamente opposti agli ufficiali di istruzione confuciana. Il loro antagonismo era in effetti così grande che essi provarono a cancellare le menzioni delle spedizioni navali nei registri ufficiali dell'impero. Secondo una interpretazione di compromesso le incursioni dei mongoli orientarono il bilanciamento a favore delle elite confuciane. A partire dalla fine del quindicesimo secolo, ai soggetti imperiali venne impedito di costruire navi per l'oceano o di lasciare il paese. Alcuni storici speculano che questa misura venne presa come risposta alla pirateria. Secondo storici degli anni 1960, come John Fairbank e Joseph Levinson, questo rinnovamento si convertì in stagnazione, la scienza e la filosofia vennero strette in una rete di tradizioni che soffocavano ogni tentativo di intraprendere quacosa di nuovo. Gli storici che mantengono questa posizione mettono in evidenza, nel quindicesimo secolo, l'abbandono per decreto della grande flotta, il divieto di costruzione di navi per mare, il decadimento dell'industria del ferro.

Declino dei Ming, una rivoluzione commerciale abortita

Le lunghe guerre con i Mongoli, le incursioni giapponesi in Corea e le violazioni dei pirati giapponesi nelle città costiere nel sedicesimo secolo indebolirono il potere dei Ming, che divenne, come dinastie precedenti, vulnerabile a colpi di stato. Gli storici discutono la progressione relativamente più lenta del mercantilismo e dell'industrializzazione di tipo europeo in Cina, a partire dai Ming, questione particolarmente spinosa, considerando i paralleli tra la commercializzazione della economia Ming, l'era del cosiddetto "capitalismo incipiente" in Cina, e l'ascesa del capitalismo commerciale nell'Ovest. Gli storici hanno provato a capire perché la Cina non sia progredita con lo stesso passo a partire dall'ultimo secolo della dinastia Ming. All'inizio del ventunesimo secolo, comunque, alcune premesse di questo dibattito sono state attaccate. Storici economisti come Kenneth Pomeranz hanno iniziato a ribattere che la Cina era tecnologicamente ed economicamente alla pari con l'Europa fino al 1750 e che la divergenza era dovuta a condizioni locali, come l'accesso alle risorse naturali dal Nuovo Mondo. Molto del dibattito è nondimeno incentrato sul contrasto tra i sistemi politici ed economici tra Est ed Ovest. Assumendo per vera la premessa causale che le trasformazioni economiche inducono cambiamenti sociali, che a loro volta hanno conseguenze nella politica, si può comprendere perché l'ascesa del capitalismo, un sistema economico nel quale il capitale viene investito per produrre ulteriore capitale, sia stato in qualche modo una forza trainante l'ascesa dell'Europa moderna. Il capitalismo, dopo tutto, può essere rintracciato in numerosi stadi distinti della storia dell'Occidente. Il capitalismo commerciale era il primo stadio. Ma in Europa i governi spesso proteggevano e incoraggiavano la classe capitalista borghese, composta principalmente da mercanti, attraverso controlli governativi, sussidi e monopoli (ad esempio la compagnia britanica delle Indie orientali. Gli stati assolutisti dell'era spesso ambivano a trarre beneficio dal crescente profitto della borghesia, per espandere o centralizzare i loro stati nazione. La questione appare ancor più anomala se si considera che durante l'ultimo secolo della dinastia Ming emerse una genuina economia della moneta, a lato di imprese mercantili ed industriali di scala relativamente larga, di proprietà sia privata che statale, come ad esempio i gardi centri tessili del Sud-Est. Per alcuni aspetti, la questione è al centro dei dibattiti concernenti il relativo declino della Cina rispetto all'Occidente moderno, almeno fino alla rivoluzione comunista. Gli storici cinesi marxisti, specialmente durante gli anni 1970 identificavano l'era Ming come una di "capitalismo incipiente", una descrizione che sembra abbastanza ragionevole, ma che non spiega la degradazione del commercio e l'aumentata regolamentazione statale del commercio durante l'era Ming. Gli storici marxisti postulano perciò che il mercantilismo di tipo europeo e l'industrializzazione potevano essersi evoluti se non fosse stato per la conquista dei Manchu e l'espansione dell'imperialismo europeo, specialmente dopo le guerre dell'oppio. Una critica di orientamento post-modernista, comunque, contesta che questo punto di vista sia semplicistico se non errato. La proibizione delle rotte oceaniche, viene asserito, era intesa per evadere la pirateria e venne stabilita nel medio-Ming su richiesta urgente della burocrazia che metteva in evidenza gli effetti nocivi che stava avendo sulle economie delle coste. Questi storici, che includono Jonathan Spence, Kenneth Pomeranz e Johanna Waley-Cohen negano che la Cina si fosse in qualche modo "ripiegata su se stessa" e asseriscono che questa visione della dinastia Minga è incoerente con il crescente volume di affari che stava avvenendo tra la Cina e l'Asia sud-orientale. Quando i portoghesi raggiunsero l'India, trovarono una rete commerciale in rapida espansione che seguirono poi fino alla Cina. Nel XVI secolo gli europei cominciarono ad affacciarsi sulle spiagge dell'Est e fondarono Macao, il primo insediamento europeo in Cina. Altri storici solitamente collegano lo sviluppo prematuro del mercantilismo di tipo europeo e l'industrializzazione al declino della dinastia Ming. Molto di questo dibattito sulla degradazione del commercio è incentrato sul ruolo del supporto dello stato. Durante i primi anni della dinastia Ming, Hongwu piantò le fondamenta per uno stato disinteressato al commercio e più interessato ad estrarre rendite dall'agricoltura. Con scarsa comprensione dei processi economici dei mercati, Hongwu, supportato dagli eruditi confuciani, si rimise al punto di vista confuciano che i mercanti fossero semplicemente dei parassiti. Con una visione tipicamente confuciana, Hongwu percepiva che l'agricoltura doveva essere la sorgente della prosperità del paese che e che il commercio fosse ignobile e parassitico. Probabilmente questa visione venne accentuata dalle sue origini umili. Ne risultò che il sistema economico Ming enfatizzava l'agricoltura, a differenza di quello della dinastia Sung, che aveva preceduto i mongoli e che si affidava su mercanti e commercianti per le rendite. Le leggi contro i mercanti e le restrizioni sotto le quali lavoravano gli artigiani, rimasero essenzialmente come quelli durante i Sung, ma ora anche i mercanti stranieri del periodo mongolo cadevano sotto queste nuove regolamentazioni, e la loro influenza diminuì rapidamente. Sebbene gli ultimi imperatori Ming, dopo i contatti con gli europei, vedessero l'insorgere di una genuina economia monetaria basata sull'argento (dovuta in gran parte al commercio con il Nuovo Mondo attraverso gli spagnoli e i portoghesi), con lo sviluppo di imprese industriali e mercantili relativamente di larga scala e di proprietà sia pubblica che privata (notevoli i grandi centri tessili del Sud-Est), l'età Ming non vide probabilmente un "capitalismo incipiente" per la predominanza dell'influenza politica su quella economica. Come già menzionato, Hongwu pose le basi per uno stato disinteressato al commercio e più intento ad estrarre rendite dal settore agricolo. Anche se il commercio era stimolato dal flusso di argento dal Nuovo Mondo, utilizzato per pagare le esportazioni cinesi di tè, seta, e ceramiche, e nonostante gli uomini di affari cinesi trovarono una una maniera per produrre in massa porcellane meno costose per soddisfare i mercati europei, comparando l'andatura dell'economia con quella europea durante la genesi del capitalismo mostra il ruolo cruciale svolto dal supporto statale del capitalismo. In Europa i nuovi capitalisti, che ricavavano molti dei loro profitti dalla compravendita di beni, erano protetti e incoraggiati da controlli, sussidi e monopoli dei governi. La borghesia, dopotutto era una nuova e appetibile base tassabile per i troni in Europa, ma non nella stessa misura in Cina. Sebbene il regno di Hongwu vide l'introduzione della carta moneta, lo sviluppo del capitalismo venne intralciato dall'inizio o almeno impedito nel raggiungere il suo vero potenziale. Non capendo l'inflazione, Hongwu spargeva così tanta carta moneta in ricompense che dal 1425 lo stato venne obbligato a reintrodurre monete di rame, dato che la valuta di carta si era degradata alla settantesima parte del suo valore originale. Il controllo statale (ma non necessariamente il supporto) della economia Cinese e della società in tutti i suoi aspetti, rimase la caratteristica dominante dello stile di vita cinese ai tempi dei Ming come in quelli precedenti. La concentrazione del potere avrebbe potuto avere implicazioni anche disastrose se l'imperatore fosse stato incompetente o disinteressato al governo. La questione chiave in questo declino fu la innovazione politica dei Ming nel concentrare tutto il potere sulle mani dell'imperatore. Storici occidentali osservano anche che le qualità degli imperatori declinavano e questo venne esacerbato dalla centralizzazione della autorità. Come già menzionato, il ruolo dell'imperatore divenne ancor più autocratico sin dall'era di Hongwu, nonostante questi per necessità continuò ad utilizzare quello che egli chiamava Gran Segretari per assisterlo negli immensi incartamenti della burocrazia, che includevano memoriali (petizioni e raccomandazioni al trono), editti imperiali di risposta, resoconti di vario genere e registri delle tasse. Hongwu nel 1380 abolì il segretariato imperiale, che era stato il corpo amministrativo principale sotto precedenti dinastie, dopo aver soppresso una congiura per la quale aveva incolpato il suo capo ministro. Quando la carica imperiale era divenuta divenne ereditaria, i cinesi stabilirono l'ufficio del primo o capo ministro; mentre potevano avvicendarsi imperatori incompetenti, il primo ministro poteva garantire un livello di continuità e competenza nel governo. Nell'abolire la carica del primo ministro Hongwu rimosse la sola assicurazione contro imperatori incompetenti. Hongwu venne succeduto da suo figlio, ma il trono di questo venne rapidamente usurpato da Cheng Zu, che regnò come l'imperatore Yongle dal 1403 al 1424, e che fu responsabile dello spostamento della capitale a Pechino. Yongle era molto attivo e competente come amministratore, ma era stata stabilita una serie di cattivi precendenti. In primo luogo, anche se Hongwu aveva mantenuto alcune pratiche mongole, come le punizioni corporali, con costernazione delle elitè acculturate e della loro insistenza su un regno basato sulla virtù, Yongle eccesse questi confini, facendo eseguire famiglie di suoi oppositori politici e assassinando arbitrariamente migliaia di persone. In secondo luogo, nonostante l'aversione di Hongwu per gli eunuchi, racchiusa in una tavoletta sul suo palazzo che recitava "Gli eunuchi non devono avere nulla a che fare con l'amministrazione", i suoi successori ridedero vita al loro ruolo informale nella gestione del potere. Hongwu, a differenza dei suoi successori, notò il ruolo distruttivo degli eunuchi di corte sotto i Song, riducendone drasticamente il loro numero, vietando loro di maneggiare documenti, insistendo che rimanessero illetterati e liquidando quelli che commentavano sugli affari di stato. In terzo luogo, il Grande Segretariato di Yongle, sarebbe diventato una sorta di strumento di irrigidimento e consolidazione che divenne strumento di declino. In precedenza, comunque, imperatori più competenti sopravvedevano o approvavano tutte le decisioni di questo concilio. Hongwu stesso era generalmente riconosciuto come un imperatore forte che fece scaturire un'ondata di potere imperiale efficace che perdurò molto tempo oltre il suo regno, ma la centralizzazione dell'autorità si rivelò disdicevole sotto imperatori meno competenti. :Questo articolo deriva dalla traduzione di Ming Dynasty dalla Wikipedia in inglese

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- Storia della Corea Categoria:Storia della Cina ja:明

Taiwan

Questo articolo tratta dello stato della Repubblica di Cina, più comunemente noto come Taiwan, per informazioni sull'isola si veda Taiwan (isola) ---- La Repubblica di Cina (cinese tradizionale: 中華民國; cinese semplificato: 中华民国; Wade-Giles: Chung-hua Min-kuo, Tongyong Pinyin: JhongHuá MínGuó, Hanyu Pinyin: Zhōnghuá Mínguó) è uno stato democratico che de facto è composto dal gruppo di isole composto da Taiwan, Isole Pescadores, Quemoy, e Isole Matsu, ma nella sua costituzione include anche la Cina continentale e la Mongolia. Adesso spesso il nome "Taiwan" viene usato come sinonimo di Repubblica di Cina, mentre il nome "Cina" indica usualmente la Repubblica Popolare Cinese, che controlla la Cina continentale, Hong Kong, e Macao. La Repubblica di Cina subentrò alla dinastia Qing nel 1912, ponendo così fine a 2.000 anni di dominio imperiale in Cina. La sua esistenza sulla terraferma fu ostacolata dai signori della guerra, dall'invasione giapponese, dalla guerra civile e finì nel 1949 quando il governo controllato dal Kuomintang venne rovesciato dai comunisti cinesi e fu costretto a rifugiarsi a Taiwan. Nella capitale Taipei esso continuò il suo operato, considerandosi l'unico governo legittimo della Cina. Nel frattempo, i comunisti fondarono la Repubblica Popolare Cinese e si proclamarono i successori della Repubblica di Cina su tutto il paese, dichiarando illegittimo il governo nazionalista taiwanese. Attualmente il governo di Taipei non rivendica più la sovranità sulla Cina e la Mongolia (sebbene l'Assemblea Nazionale non abbia mai ufficialmente ridefinito i confini nazionali) e le tensioni dell'epoca della guerra fredda si sono alquanto calmate. Lo status politico di Taipei rimane oggetto di contenzioso. Le riforme attuate dal governo nazionalista negli anni Ottanta e Novanta hanno trasformato Taiwan da uno stato monopartitico controllato da coloro che avevano abbandonato la Cina in uno stato multipartitico e aperto anche alla popolazione originaria dell'isola. Benché la Repubblica di Cina fosse uno dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza presso l'ONU, essa venne rimpiazzata dalla Repubblica Popolare Cinese nel 1971. Come conseguenza della politica di Pechino orientata al riconoscimento dell'esistenza di "un'unica Cina", Taiwan dal 1970 in poi ha molto sofferto sul piano diplomatico. Attualmente, la Repubblica di Cina è riconosciuta da 25 paesi. als:Republik China (Taiwan) ja:中華民国 ko:중화민국 ms:Republik China simple:Republic of China th:สาธารณรัฐจีน zh-min-nan:Tiong-hoâ Bîn-kok

Guerra d'Olanda

La Guerra d'Olanda (1672-78) fu una guerra combattuta tra Francia e una Quadrupla Alleanza composta da Brandeburgo, Sacro Romano Impero, Spagna, e Province Unite. La guerra finì con il Trattato di Nijmegen (1678); questo garantì il controllo francese della Franca Contea (dalla Spagna). Per prepararsi allo scontro con la Repubblica Olandese, Luigi XIV si assicurò l'alleanza della Svezia, i cui eserciti erano ritenuti imbattibili, e cercò di ottenere l'appoggio di Carlo II d'Inghilterra, da lui aiutato a suo tempo a tornare sul trono di Londra. Ma l'Inghilterra, per volontà dell'opinione pubblica che nell'isola aveva già acquistato un peso notevole, rimase neutrale. Nel 1672 ebbe inizio l'attacco francese contro l'Olanda. In Olanda il "Gran Pensionario" (presidente) Johan de Witt, convinto pacifista, fu accusato di non aver preparato adeguatamente il paese all'attacco francese e fu assassinato; fu sostituito nella carica da Guglielmo III d'Orange, che, ricorrendo alla rottura delle dighe, allagò vaste zone del paese, bloccando l'avanzata francese. Guglielmo III d'Orange, riuscì a creare una vasta coalizione antifrancese, comprendente la Spagna, l'imperatore asburgico, la Prussia e molti piccoli stati germanici timorosi dell'espansionismo francese. I Francesi, grazie alla loro ottima preparazione militare, ottennero successi sia per terra che per mare, ma gli Svedesi furono battuti dai Prussiani a Fehrbellin (1675). La Francia, malgrado l'abilità del Colbert, si trovava in gravi difficoltà economiche, mentre s'affacciava la possibilità che Guglielmo III d'Orange, marito di Maria Stuart, potesse diventare anche re di Inghilterra (lo diventò nel 1689). Pertanto, Luigi XIV iniziò le trattative che si conclusero nel 1678-79 con la pace di Nimega. Tale pace sanzionava la vittoria dell'Olanda, mentre la Francia doveva accontentarsi di togliere alla Spagna alcune città fiamminghe e la Franca Contea. L'esito della guerra d'Olanda, se per un verso consacrava la potenza dimostrava che la politica di predominio in Europa era destinata all'insuccesso. Vedi anche:
- Guerra di devoluzione (1667-68)
- Guerra della Lega di Augusta (1688-97) Categoria:Guerre

Luigi XIV di Francia

Luigi XIV (Louis-Dieudonné) (5 settembre 1638-1 settembre 1715), terzo della casa di Borbone della dinastia capetingia, regnò come Re di Francia e Re di Navarra dal 14 maggio 1643 alla sua morte.

Biografia

La sua nascita (Château-Neuf di Saint-Germain-en-Laye) apparve miracolosa, avvenendo dopo 23 anni di matrimonio sterile tra i suoi genitori, Luigi XIII e Anna d'Austria. Di questa regale devozione è traccia nel nome Louis Dieudonné, giacchè nella sua nascita si vide una grazia del cielo dovuta al voto di consacrazione della Francia alla Vergine Maria fatto da Luigi XIII e celebrata nell'agosto 1638. E non rimase figlio unico, Louis Dieudonné, giacchè due anni più tardi avvenne la nascita di Filippo, duca d'Angiò e poi duca di Orléans, detto Monsieur. Non aveva ancora compiuto cinque anni quandò ereditò il trono di Francia; e non prese realmente in mano il governo fino alla morte del suo capo ministro, il Cardinale Mazarino, avvenuta nel 1661. Luigi, che è noto anche come il Re Sole (in Francese: Le Roi Soleil) e come "Luigi il Grande" (Louis le Grand), governò sulla Francia per oltre settant'anni, più di qualsiasi altro monarca francese e di tutti i principali monarchi europei. Sposò l'infanta di Spagna Maria Teresa d'Austria (1638-1683), figlia di Filippo IV Asburgo e di Elisabetta di Francia (Elisabetta di Borbone, figlia di Enrico IV). Ne ebbe 5 figli, che morirono tutti prima di lui:
- Luigi di Francia (1661-1711), detto il Gran Delfino;
- Maria Teresa (1667-1672);
- Anna Elisabetta (1662-1662);
- Luigi di Francia (1667-1683);
- Maria Anna (1664-1664). Luigi XIV ebbe molte amanti, alcune delle quali esercitarono un grande ascendente sugli intrighi politici ma anche sulla cultura del loro tempo, tra cui Madame de Montespan e Madame de Maintenon (che sposò in segreto dopo la morte della regina, nel 1684). A Versailles fece allestire scale segrete per raggiungere più facilmente le sue amiche. Queste relazioni irritavano fortemente il partito dei devoti e moralisti di corte, tra cui il precettore del Gran Delfino, Bossuet e, comprensibilmente, Madame de Maintenon. Bossuet I problemi legati alla successione e il cattivo stato di salute intristirono gli anni finali del regno del Re Sole.
Dopo il Gran Delfino morirono di vaiolo anche suo figlio, Luigi duca di Borgogna, e il primo figlio ed erede di questi. Rimaneva, unico principe del sangue erede legittimo di Luigi XIV, il figlio minore del duca di Borgogna, Luigi duca d'Angiò.
Degli altri due figli del Gran Delfino uno, re di Spagna con il nome di Filippo V, dovette rinunciare alla successione al trono di Francia in forza del trattato di Utrecht; l'altro morì anch'egli prima di Luigi XIV.
Il re decise allora di estendere il diritto di successione a due dei sette figli avuti dalla Montespan, Luigi Augusto di Borbone duca del Maine (1670-1736), e Luigi Alessandro di Borbone conte di Tolosa (1678-1737). Luigi XIV morì il 1 settembre 1715 di cancrena, dopo 72 anni e 100 giorni di regno. Gli successe il pronipote Luigi duca d'Angiò, con il nome di Luigi XV e sotto la reggenza, fino alla maggiore età (nel 1723, a 13 anni), del duca Filippo di Orléans, nipote e genero del defunto Re Sole.

Politica

Voltaire definì il regno di Luigi XIV, "le grand siècle". Voltaire
Ed effettivamente durante il suo regno la Francia fu la dominatrice e il modello culturale dell'intera Europa (si pensi solo al "modello Versailles" di regge e ville di tutta Europa, dalla Svezia alla Reggia di Caserta, fino alla Meknès rifondata da Moulay Ismail e alla tarda imitazione di Herrenchiemsee, voluta da Ludwig II di Baviera), e il francese s'impose come lingua dell'aristocrazia e della diplomazia fino a tutto il XVIII secolo. Si deve al Re Sole la trasformazione della monarchia francese in monarchia assoluta, ma in funzione di una precisa strategia volta a ridurre il potere della nobiltà, sempre pronta ad interferire con i suoi intrighi nelle scelte politiche della corona. La frase che gli viene spesso attribuita, "L'état, c'est moi!" ("Lo Stato sono io!"), è molto probabilmente apocrifa, giacché il suo regno fu contrassegnato da grandi progressi nel diritto pubblico, proprio nella distinzione tra la persona fisica del re e lo Stato, mentre più veritiera appare l'altra frase celebre attribuitagli sul letto di morte: «Je m'en vais, mais l'État demeurera toujours.» (Io me ne vado, ma lo Stato resterà sempre). monarchia assoluta Luigi si impegnò, piuttosto, a indebolire la nobiltà di spada costringendone i membri a servire (assai dispendiosamente) alla sua corte, e a trasferire al contempo l'esercizio effettivo del potere da una parte ad una amministrazione assai centralizzata, e dall'altra alla nobiltà di censo, che essendo un suo prodotto sarebbe stata certamente fedele e non competitiva nei riguardi della monarchia. Allo stesso modo procedette nei riguardi della Chiesa di Roma, che considerava (non a torto) promotrice e sostenitrice di non minori intrighi: la chiesa cattolica francese fu fortemente sostenuta, ma nella sua versione gallicana, facendo approvare nel 1682 dall'assemblea dei vescovi francesi, i quattro principi secondo cui: # Il Papa non aveva autorità sul potere temporale e il Re non era soggetto alla Chiesa in materia di cose civili. # Il Concilio Generale aveva autorità sul Papa. # Le antiche libertà della Chiesa francese erano inviolabili. # Il giudizio del Papa non era inconfutabile. Nel 1685 poi, appena morto Colbert che li proteggeva, Luigi pensò bene di liberarsi dei protestanti revocando l'Editto di Nantes (revoca motivata con il pretesto che in Francia non esistevano più protestanti!), il che però provocò un esodo di categorie fortemente produttive verso l'Olanda e l'Inghilterra, che ebbe risultati disastrosi sull'economia francese sia direttamente, sia sul piano della concorrenza internazionale. Editto di Nantes
Questa scelta strategica di fortissimo accentramento trovò la propria manifestazione architettonica nella costruzione della nuova reggia a Versailles (che aveva l'ulteriore vantaggio di liberare la corte dall'assedio, sempre un po' allarmante, della sovraffollata, turbolenta e pochissimo igienica Parigi dell'epoca), e l'architetto istituzionale in Jean-Baptiste Colbert, creatore del sistema amministrativo che fece della Francia assolutista il primo paese moderno d'Europa. Un esempio assai significativo di questo mix tra assolutismo politico ed intelligenza amministrativa fu il "Code noir", raccolta delle ordinanze relative agli schiavi neri d'America in seguito all'acquisto della Martinica nel 1674 e pubblicato dopo la morte di Colbert, nel 1685, che fece da modello fino all'800 ad altri analoghi regolamenti coloniali.
Sicuramente severo, e pregiudizialmente intento a cristianizzare gli schiavi vietando loro qualsiasi altro culto, il Codice tendeva tuttavia a metterli al riparo dagli eccessi dei loro proprietari, riconosceva il loro diritto a possedere beni, seppur con dei limiti, a subire pene corporali non superiori o diverse da quelle che venivano inflitte ai francesi liberi. In particolare, le schiave messe incinte dai loro padroni avevano diritto ad essere liberate e ad essere legalmente sposate. Abbastanza disinteressato alle conquiste coloniali, Luigi condusse invece varie guerre a carattere dinastico: la Guerra di Devoluzione, la Guerra Olandese, la Guerra della Grande Alleanza e la Guerra di successione spagnola. Alla fine, sul trono di Spagna era salito suo nipote Filippo V, ma il trattato di Utrecht segnava l'ascesa sulla scena europea di due nuove potenze, l'Inghilterra e l'Austria. Luigi XIV fu il vero inventore della categoria della grandeur francese, e perciò rimane assai amato dai francesi.
D'altra parte, la grandeur ha alti costi, di guerre e di pace. Questi costi portarono lo stato alla bancarotta, e all'applicazione di pesanti imposte sul mondo contadino e sulla provincia. Secondo lo storico Alexis de Tocqueville, la trasformazione dei nobili in cortigiani, insieme alla crescita di una borghesia che poteva sì pensare ed esprimersi, ma non aveva accesso al potere politico, furono alla radice dell'instabilità poitica, sociale ed economica che sfociarono nella Rivoluzione francese.

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- Jean-Philippe Rameau

Collegamenti esterni


- [http://fr.wikipedia.org/wiki/Code_noir Il testo del Code noir (in francese)] Categoria:Sovrani francesi ja:ルイ14世 (フランス王) ko:루이 14세 simple:Louis XIV of France th:พระเจ้าหลุยส์ที่ 14 แห่งฝรั่งเศส

1770

Eventi


- 11 giugno - La nave di James Cook si arena sulla Grande barriera corallina

Nati


- 27 agosto - Georg Wilhelm Friedrich Hegel, filosofo tedesco
- 17 dicembre - Ludwig Van Beethoven, compositore tedesco († 1827)

Morti


- 30 maggio - François Boucher, pittore francese 070 ko:1770년 ms:1770

James Cook

James Cook (27 ottobre 1728 - 14 febbraio 1779) fu un esploratore, cartografo e navigatore britannico. Fece tre viaggi nell'Oceano Pacifico durante i quali scoprì varie isole e ne disegnò le coste. Nacque a Marton in Cleveland, che ai tempi faceva parte dello Yorkshire, vicino alla città di Middlesbrough. Ancora bambino, si trasferì con la sua famiglia a Great Ayton. Durante l'adolescenza nacque l'amore per il mare e imparò la cartografia. Durante la Guerra dei sette anni servì nella Royal Navy (la marina militare britannica) partecipando all'assedio della città di Quebec prima della battaglia delle pianure di Abraham nel