:: wikimiki.org ::
| 29 Luglio |
29 luglio
Il 29 luglio è il 210° giorno del Calendario Gregoriano (il 211° negli anni bisestili).
Mancano 155 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 238- Gordiano III diviene Imperatore Romano
- 1014 - Battaglia di Kleidion: Basilio II non solo infligge una sconfitta decisiva all'esercito bulgaro, ma il suo successivo trattamento selvaggio dei 15.000 prigionieri, si narra abbia causato la morte per shock dello Zar Samuil di Bulgaria.
- 1364 - Battaglia di Cascina: presso Cascina viene combattuto un sanguinoso scontro tra Fiorentini e Pisani, conclusosi con la sconfitta di questi ultimi. Lo scontro, molto cruento, è stato immortalato da Michelangelo e dal Vasari.
- 1567 - Giacomo VI viene incoronato a Stirling.
- 1588 - Battaglia di Gravelines: L'Armata Spagnola viene sconfitta da una forza navale inglese comandata da Lord Charles Howard e Sir Francis Drake, al largo della costa di Gravelines, Francia.
- 1693 - Battaglia di Landen
- 1793 - John Graves Simcoe decide di costruire un forte e un insediamento a Toronto.
- 1848 - Grande Carestia irlandese: Rivolta di Tipperary - A Tipperary, una fallita rivolta nazionalista contro il dominio britannico viene soffocata dalla polizia.
- 1851 - Annibale De Gasparis scopre l'asteroide 15 Eunomia.
- 1858 - Stati Uniti e Giappone firmano il Trattato Harris.
- 1864 - Guerra civile americana: La spia Confederata Belle Boyd viene arrestata dalle truppe Unioniste e detenuta nell'Old Capitol Prison di Washington DC.
- 1900 - L'anarchico Gaetano Bresci uccide a Monza Umberto I di Savoia, re d'Italia.
- 1907 - Sir Robert Baden-Powell fonda il movimento dei Boy Scout con il primo campo scout a Brownsea Island.
- 1932 - Grande Depressione: A Washington DC, le truppe statunitensi disperdono gli ultimi veterani della prima guerra mondiale della "Bonus Army".
- 1947 - Dopo essere stato spento il 9 novembre 1946 per una revisione, L'ENIAC, il primo calcolatore elettronico digitale, viene riacceso. Continuerà le sue operazioni fino al 2 ottobre 1955.
- 1954 - Prima ascesa del K2.
- 1957 - Viene istituita l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica.
- 1958 - Il Congresso degli Stati Uniti crea la National Aeronautics and Space Administration (NASA).
- 1965 - Guerra del Vietnam: I primi 4.000 paracadutisti della 101a Divisione Aviotrasportata arrivano in Vietnam, atterrando nella Baia di Cam Ranh.
- 1967 - Guerra del Vietnam: Al largo della costa del Vietnam del Nord, nel Golfo del Tonchino, Il fuoco devasta la USS Forrestal, Nel peggior disastro navale statunitense dalla seconda guerra mondiale (134 marinai americani restano uccisi, 62 feriti, 21 aerei vengono distrutti e altri 42 danneggiati).
- 1968 - Si diffonde il testo dell'enciclica Humanae Vitae di Papa Paolo VI, in cui si prendono le distanze da aborto anche terapeutico, metodi contraccettivi, sterilizzazione anche temporanea e molte altre pratiche della moderna medicina
- 1975 - Nigeria il generale Murtala Mohammed prende il potere con un colpo di stato
- 1976 - A New York, il "Figlio di Sam" estrae una pistola da un sacchetto di carta, uccidendo una persona e ferendone un'altra, nel primo di una serie di attacchi che terrorizzano la città per tutto l'anno seguente.
- 1981 - Lady Diana Spencer sposa Carlo, Principe del Galles.
- 1993 - La Corte Suprema israeliana assolve la guardia di un campo di sterminio nazista John Demjanjuk di tutte le accuse.
- 2004 - Dopo 143 anni di coscrizione, l'Italia abolisce la leva obbligatoria. L'ultimo giorno di naja sarà il 30 giugno 2005
- 2005 - Montreal: Verso l'una di notte italiana, l'azzurro Filippo Magnini vince la finale dei 100m stile libero ai Campionati Mondiali di Nuoto con il tempo di 48.12 secondi, record italiano e secondo tempo mondiale.
Nati
- 1805 - Alexis de Tocqueville, storico, politologo († 1859)
- 1817 - Ivan Aivazovsky, pittore russo
- 1843 - Johannes Schmidt, German linguista († 1901)
- 1849 - Max Nordau, scrittore, filosofo e leader sionista († 1923)
- 1869 - Booth Tarkington, scrittore († 1946)
- 1871 - Grigori Rasputin, santone russo († 1916)
- 1874 - James Shaver Woodsworth, sacerdote metodista, politico († 1942)
- 1876 - Maria Ouspenskaya, attrice († 1949)
- 1878 - Don Marquis, scrittore († 1937)
- 1883 - Benito Mussolini, politico italiano († 1945)
- 1887 - Sigmund Romberg, compositore († 1951)
- 1890 - Theda Bara (Theodosia Burr Goodman), attrice († 1955)
- 1892 - William Powell, attore († 1984)
- 1898 - Isidor Isaac Rabi, fisico, vincitore del Premio Nobel per la fisica 1944 († 1988)
- 1905
- Clara Bow, attrice († 1965)
- Dag Hammarskjöld, Segretario generale delle Nazioni Unite († 1961)
- Thelma Todd, attrice († 1935)
- 1906 - Diana Vreeland, editrice di moda († 1989)
- 1907 - Melvin Belli, avvocato, attore († 1996)
- 1913 - Erich Priebke, ufficiale nazista
- 1924 - Lloyd Bochner, attore canadese
- 1930 - Paul Taylor, ballerino, coreografo
- 1932 - Nancy Landon Kassebaum Baker, senatrice statunitense (1978-1996)
- 1934 - Nando Orfei, circense
- 1938 - Peter Jennings, giornalista televisivo
- 1939 - Gian Piero Reverberi, musicista italiano
- 1941 - David Warner, attore
- 1942 - Tony Sirico, attore
- 1943 - Peter dal Monte, attore
- 1953
- Ken Burns, produttore e regista televisivo
- Geddy Lee, musicista (Rush)
- 1956 - Pierre Tavernier, storico
- 1958 - Piero Marrazzo, giornalista e politico
- 1959 - Ruud Janssen, insegnante, scrittore, artista, attivo nell'arte postale
- 1965
- Andrea Zorzi, pallavolista
- Chang-Rae Lee, scrittore
- 1972 - Wil Wheaton, attore
- 1973 - Stephen Dorff, attore
- 1981 - Fernando Alonso, pilota di Formula 1
- 1982 - Steve-O, musicista, attore
Morti
- 238 - Pupieno e Balbino, imperatori romani
- 1099 - Papa Urbano II
- 1507 - Martin Behaim, navigatore, geografo (n. 1459)
- 1644 - Papa Urbano VIII
- 1833 - William Wilberforce, oppositore della schiavitù
- 1856 - Robert Schumann, compositore
- 1890 - Vincent Van Gogh, pittore olandese
- 1900 - Umberto I di Savoia, Re d'Italia dal 1878 al 1900
- 1951 - Hozumi Shigeto, scrittore giapponese
- 1954 - Coen de Koning, pattinatore olandese
- 1962 - Ronald Fisher, statistico
- 1970 - John Barbirolli, direttore d'orchestra
- 1974
- Mama Cass Elliott, musicista
- Erich Kästner, scrittore tedesco
- 1975 - James Blish, scrittore di fantascienza
- 1983
- David Niven, attore
- Raymond Massey, attore
- Luis Buñuel, regista
- 1984 - Fred Waring, musicista, inventore
- 1990 - Bruno Kreisky, cancelliere austriaco (n. 1911)
- 1996 - Jason Thirsk, musicista (Pennywise) (n. 1967)
- 2000 - Gogliardo Fiaschi, partigiano (n. 1930)
- 2001 - Henryk Jablonski, presidente polacco
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Santa Marta (Memoria)
- Santa Beatrice
- Santa Lucilla
Laiche
29
ja:7月29日
ko:7월 29일
simple:July 29
th:29 กรกฎาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Gordiano III
Marco Antonio Gordiano Pio (20 gennaio 225 - 244), noto come Gordiano III, fu
Imperatore Romano dal 238 al 244. Gordiano era figlio di
Antonia Gordiana, figlia di Gordiano I e sorella di Gordiano II. Il nome di suo padre è sconosciuto,
avendo egli assunto quello del nonno nel 238.
A seguito dell'assassinio dell'Imperatore Alessandro Severo a Moguntiacum (l'odierna
Mainz) capitale della Provincia della
Germania Inferiore, Massimino il Trace fu acclamato Imperatore
malgrado la forte opposizione del Senato e l'ostilità della popolazione. In risposta
a quella che a Roma venne considerata una ribellione, Gordiano I e Gordiano II (rispettivamente nonno
e zio di Gordiano III) furono proclamati co-imperatori nella provincia
Africana. La loro azione venne spenta in meno di un mese da Cappelliano, governatore
della Numidia e fedele seguace di Massimino. I due co-imperatori persero la vita, ma la
pubblica opinione ne conservò la memoria come di letterati amanti della pace e vittime dell'oppressione di
Massimino.
Nel frattempo, Massimino era in procinto di marciare su Roma ed il
Senato elesse co-imperatori Pupieno e Balbino. Questi senatori non erano
personaggi popolari e la popolazione di Roma, ancora scioccata dalla fine dei Gordiano, pretese che il
giovane Gordiano fosse fosse nominato Cesare ed erede. Pupieno e Balbino sconfissero
Massimino principalmente a causa della diserzione di alcune
legioni, in particolare la Legione II Partica, che assassinò
Massimino. Tuttavia il loro regno fu minato fin dall'inizio da ribellioni popolari,
malcontento nelle legioni ed anche da un enorme incendio che divorò Roma nel
Giugno 238. Il 29 luglio 238 Pupieno e Balbino furono uccisi dalla Guardia Pretoriana e
Gordiano II giovanissimo fu proclamato Imperatore
Imperatore
A causa della sua età giovanissima, il governo era manovrato dalle famiglie aristocratiche che controllavano lo
stato attraverso il Senato. Nel 241 Gordiano III fu fatto sposare a Furia Sabina
Tranquilina, figlia del nuovo Prefetto dei Pretoriani, C. Fulvio Sabinio Aquila Timesiteo,
uno dei più colti personaggi del tempo, che il Senato onorò con il titolo di
Protettore della Repubblica. Come capo della Guardia Pretoriana e suocero
dell'Imperatore Timesiteo rapidamente divenne di fatto il monarca
dell'Impero Romano.
Nel III secolo, le frontiere romane vacillavano sotto la pressione delle tribù germaniche attraverso il
Reno ed il Danubio, quando il Regno di Persia aumentò i suoi attacchi attraverso l'Eufrate.
Quando i Persiani al comando di Shapur I invasero la Mesopotamia, il giovane
Imperatore fece aprire, per l'ultima volta della storia, le porte del tempio di Giano,
e marciò personalmente verso oriente. I persiani furono sconfitti e rigettati oltre l'Eufrate nella
battaglia di Resena (243). La campagna era stata un successo e Gordiano III stava
pianificando l'invasione del territorio nemico, quando il suocero perse la vita in circostanze oscure. Senza
Timesiteo la campagna, e la sicurezza stessa dell'Imperatore
erano a rischio.
A questo punto salì alla ribalta Marco Giulio Filippo come Prefetto dei Pretoriani e la
campagna proseguì. All'inizio del 244, i Persiani contrattaccarono. Le fonti persiane
affermano che vi fu una battaglia presso l'odierna Dura-Europo (Iraq) conclusa con una pesante sconfitta dei
Romani e la morte di Gordiano III. Le fonti romane, invece non menzionano la battaglia e
suggeriscono che Gordiano morì in oriente oltre l'Eufrate. Non si conosce la causa della morte di Gordiano
III, ma il Prefetto dei Pretoriani Filippo, che gli succedette sul trono, è spesso
descritto come un assassino.
La giovane età ed il buon carattere, insieme alla morte di suo nonno, dello zio e la sua tragedia personale per mano di un altro Usurpatore, accattivarono a Gordiano III il favore popolare. Malgrado l'opposizione del nuovo Imperatore, egli fu dichiarado divino dopo la sua morte per lusingare il popolo ed evitare ribellioni.
La fonte originale di questo articolo è l'ed. 1911 dell'Enciclopedia Britannica
Categoria:Imperatori romani
Categoria:Biografie
ja:ゴルディアヌス3世
Impero romano
L'Impero romano succedette alla Repubblica Romana, controllò il mondo Mediterraneo e gran parte del Nord Europa dopo il 31 AC; entrò in crisi nel III secolo DC e si riorganizzò su basi autocratiche, spostando il proprio baricentro in oriente, dove con l'imperatore Costantino ebbe una nuova capitale. In seguito l'impero venne diviso in un impero d'oriente e un impero d'occidente, ma Roma non fu più capitale, neanche dell'occidente. L'ultimo imperatore romano nella metà occidentale dell'Impero fu deposto nel 476. La parte orientale dell'Impero sopravvisse senza interruzioni, ma con graduale perdita di territori fino al 1453 quando Costantinopoli cadde sotto il dominio dei Turchi (si veda Impero Bizantino). Gli stati successori in occidente (Regno franco e Sacro romano impero) ed in oriente (la Russia degli Zar) continuarono ad usare i titoli adottati dall'Impero romano, fino all'epoca delle rivoluzioni.
Influenze dell'Impero romano sul modo di governare, la legge, l'architettura e molti altri aspetti della vita risultano inevitabili.
L'ascesa di Augusto e gli imperatori Giulio-Claudi
Quando la Repubblica Romana (509 AC - 31 AC) arrivò alla fine, Caio Giulio Cesare Ottaviano, pronipote di Giulio Cesare e da lui adottato, rafforzò la sua posizione con la sconfitta del suo unico rivale per il potere, Marco Antonio, nella battaglia di Azio. Anni di guerra civile avevano lasciato Roma quasi senza legge. Tuttavia Roma non era ancora preparata ad accettare il controllo di un despota.
Ottaviano agì astutamente. Per prima cosa sciolse il suo esercito ed indisse elezioni. Ottaviano fu eletto alla
prestigiosa carica di console. Nel 27 AC, ufficialmente restituì il potere al
Senato di Roma, e si offrì di rinunciare alla sua personale supremazia militare ed
egemonia sull'Egitto. Non solo il Senato respinse la proposta, ma gli fu anche dato il controllo della
Spagna, Gallia e Siria. Poco dopo Il Senato gli concesse anche l'appellativo di "Augusto".
Augusto sapeva che il potere necessario per un governo assoluto non sarebbe derivato dal consolato. Nel 23 AC, rinunciò a questa carica, ma si assicurò il controllo effettivo assumendo alcuni poteri legati alle antiche magistrature repubblicane.
- Gli fu garantita a vita la tribunicia potestas, legata in origine alla magistratura di tribuno della plebe, che gli permetteva di convocare il Senato e decidere e porre questioni avanti ad esso.
- Ricevette inoltre limperium, ossia il comando militare, che gli dava autorità suprema in tutte le questioni riguardanti il governo del territorio.
Il 27 AC e il 23 AC segnano le principali tappe di questa vera e propria riforma costituzionale, con la quale si considera che Augusto assumesse concretamente i poteri propri di imperatore di Roma. Egli tuttavia più tipicamente usò titoli come "Principe" o "Primo Cittadino".
Con i nuovi poteri che gli erano stati conferiti, Augusto organizzò l'amministrazione dell'Impero con molta padronanza. Stabilì moneta e tassazione standardizzata; creò una struttura di servizio civile formata da cavalieri ed uomini liberi (mentre in precedenza erano prevalentemente schiavi) e previde benefici per i soldati al momento del congedo.
Fu un maestro nell'arte della propaganda, favorendo il consenso dei cittadini alle sue riforme. La pacificazione delle guerre civili fu celebrata come una nuova età dell'oro dagli scrittori e poeti contemporanei, come Orazio, Livio e soprattutto Virgilio. La celebrazione di giochi ed eventi speciali rafforzavano la sua popolarità.
Augusto inoltre per primo creò un corpo di vigili del fuoco, ed una forza di polizia per la città di Roma, che fu suddivisa amministrativamente in 14 regioni.
Il controllo assoluto dello stato gli permise di indicare il suo successore, nonostante il formale rispetto della forma repubblicana. Inizialmente si rivolse al nipote Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia, al quale diede in sposa la figlia Giulia. Marcello morì tuttavia nel 23 AC: alcuni degli storici successivi ventilarono l'ipotesi, probabilmente infondata, che fosse stato avvelenato da Livia.
Augusto maritò quindi la figlia alla sua "mano destra", Agrippa. Da questa unione nacquero tre figli Caio Cesare, Lucio Cesare e Postumo (così chiamato perché nato dopo la morte del padre) e i due maggiori furono adottati dal nonno con l'intento di farne i suoi successori, ma morirono anch'essi in giovane età. Augusto mostrò anche favore per i suoi figliastri (figli del primo matrimonio di Livia) Tiberio e Druso, che conquistarono a suo nome nuovi territori nel nord.
Dopo la morte di Agrippa nel 12 AC, il figlio di Livia, Tiberio, divorziò dalla prima moglie, figlia di Agrippa e ne sposò la vedova, Giulia. Tiberio fu chiamato a dividere con l'imperatore la tribunicia potestas, che era fondamento del potere imperiale, ma poco dopo si ritirò in esilio volontario a Rodi. Dopo la morte precoce di Caio e Lucio nel 4 AC e 2 AC rispettivamente, e la precedente morte del fratello Druso maggiore (9 AC), Tiberio fu richiamato a Roma, e venne adottato da Augusto, che lo designava in tal modo proprio erede.
Roma
Il 9 agosto 14, Augusto morì. Poco dopo il Senato decretò il suo inserimento fra gli dei di Roma. Postumo Agrippa e Tiberio erano stati nominati coeredi. Tuttavia Postumo era stato esiliato e venne ben presto ucciso. Si ignora chi ordinasse la sua morte, ma Tiberio ebbe la via libera per assumere lo stesso potere che aveva avuto il padre adottivo.
I primi anni del regno di Tiberio furono pacifici e relativamente tranquilli. Tiberio assicurò il potere di Roma e la sua ricchezza. Nel 19 fu accusato della morte del nipote, il popolare Germanico. Nel 23 morì suo figlio, Druso minore. Sempre più Tiberio si ritirava in se stesso e diede il via ad una serie di processi ed esecuzioni per tradimento. Lasciò il potere nelle mani del comandante della guardia pretoriana, Elio Seiano. Tiberio stesso si ritirò a vivere nella sua villa di Capri nel 26 lasciando Seiano al potere. Seiano proseguiva le persecuzioni. Anche lui cominciò a consolidare il proprio potere; nel 31 fu nominato console insieme a Tiberio e sposò Livilla, nipote dell'Imperatore. Ma la sua potenza divenne eccessiva e la paranoia dell'Imperatore che aveva sfruttato tanto abilmente per il suo interesse, colpì questa volta lui. Seiano fu messo a morte, insieme a molti dei suoi amici lo stesso anno. Le persecuzioni continuarono fino alla morte di Tiberio nel 37.
37
Al momento della morte di Tiberio, molti dei personaggi che avrebbero potuto succedergli erano stati brutalmente uccisi. Il successore più logico (scelto anche da Tiberio) era il suo pronipote e figlio di Germanico, Caio (meglio conosciuto col nome di Caligola). Caligola iniziò il regno ponendo fine alle persecuzioni e bruciando gli archivi dello zio. Ma sfortunatamente cadde presto malato e a partire dal tardo 37 gli storici successivi riportano una serie di suoi atti insensati, alterando probabilmente in parte le vicende storiche. Pare che avesse ordinato ai suoi soldati di invadere la Britannia, ma avesse cambiato parere all'ultimo minuto, mandandoli invece a raccogliere conchiglie sulla riva del mare. Vernivano inoltre riportati i rapporti incestuosi che avrebbe avuto con le sue sorelle. Il suo ordine di erigere una sua statua nel tempio di Gerusalemme, sebbene fosse di normale amministrazione nelle province orientali il culto riservato al sovrano, scatenanò l'opposizione degli Ebrei. Nel 41, Caligola cadde vittima di una congiura, assassinato dal comandante della guardia Cassio Cherea. L'unico membro rimasto della famiglia imperiale era un altro nipote di Tiberio: Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico, meglio noto come Claudio.
Claudio era stato a lungo considerato un debole ed un pazzo dal resto della famiglia. E tale fama, alla quale contribuì anche lo scrittore Tacito, gli rimase per tradizione. Egli non fu tuttavia né paranoico come lo zio Tiberio, né pazzo come il nipote Caligola, e fu invece capace di amministrare con responsabile capacità. Riorganizzò la burocrazia e mise ordine nella cittadinanza e nei ruoli senatoriali. Proseguì la conquista e colonizzazione della Britannia, creando nel 43 la nuova provincia, ed aggiunse all'Impero molte provincie orientali. In Italia costruì un porto invernale ad Ostia, creando magazzini per accumulare granaglie e cereali provenienti da altre parti dell'Impero e da usare nella cattiva stagione.
Sul fronte familiare, Claudio ebbe meno successo. La moglie Messalina lo tradiva e fu quindi messa a morte; successivamente sposò la nipote Agrippina. Questa, insieme con molti dei suoi liberti aveva uno straordinario potere su di lui e probabilmente lo uccise nel 54. Claudio nello stesso anno fu inserito fra gli dei. La morte di Claudio spianò la strada al figlio di Agrippina, il sedicenne Lucio Domizio Enobarbo, che adottato da Claudio aveva preso il nome di Tiberio Claudio Nerone Domiziano, noto come Nerone.
Inizialmente, Nerone lasciò il governo di Roma a sua madre ed ai suoi tutori, in particolare a Seneca. Tuttavia divenendo adulto, il suo desiderio di potere aumentò; fece giustiziare la madre ed i tutori. Durante il regno di Nerone ci fu una serie di rivolte e ribellioni in tutto l'Impero: in Britannia, Armenia, Partia e Giudea. L'incapacità di Nerone di gestire le ribellioni e la sua sostanziale incompetenza divennero rapidamente evidenti e nel 68, cosicché perfino la guardia Imperiale lo abbandonò. Nerone si suicidò, e l'anno 69 (noto come l'anno dei quattro Imperatori) fu un anno di guerra civile, con gli Imperatori Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano al trono in rapida successione. Alla fine dell'anno, Vespasiano riuscì a consolidare il suo potere come Imperatore di Roma.
Si veda anche Albero genealogico Giulio-Claudio e [http://www.wikipedia.org/wiki/Roman_Emperors/JulioClaudian (l'albero genealogico degli Imperatori Giulio Claudi in inglese)]
Gli Imperatori Flavi
Vespasiano era stato un Generale Romano di notevole successo ed aveva amministrato molte
parti esterne dell'Impero.
Aveva sostenuto la candidatura imperiale di Galba; tuttavia alla sua morte, Vespasiano divenne il maggior aspirante al trono. Dopo il suicidio di Otone, Vespasiano riuscì a dirottare la
fornitura invernale del grano per Roma, mettendosi in ottima posizione per sconfiggere l'ultimo rivale, Vitellio. Il 20 dicembre 69, alcuni sostenitori di Vespasiano occuparono Roma. Vitellio fu ucciso dalle sue truppe, ed il giorno successivo il Senato confermò Imperatore Vespasiano.
Vespasiano fu praticamente un autocrate, ed ebbe molto meno appoggio dal Senato dei suoi predecessori
Giulio-Claudii. Questo è esemplificato dal fatto che lui stesso riferisce la sua salita al potere l'1 luglio quando
fu proclamato Imperatore dalle truppe, invece del 21 dicembre quando fu confermato dal Senato. Egli volle, negli anni successivi, espellere i Senatori a lui contrari.
Vespasiano riuscì a liberare Roma dai problemi finanziari creati dagli eccessi di Nerone e dalle guerre civili. Aumentando le tasse in modo drammatico (talvolta più che raddoppiate), egli riuscì a
raggiungere una eccedenza di bilancio ed a realizzare progetti di lavori pubblici. Egli fu il primo committente del Colosseo e costruì un Foro il cui centro era il Tempio della Pace.
Vespasiano fu inoltre effettivamente imperatore delle provincie. I suoi generali soffocarono ribellioni in Siria e Germania. Infatti in Germania riuscì ad allargare le frontiere dell'Impero, e gran parte della Bretagna fu portata sotto il dominio di Roma. Inoltre estese la Cittadinanza romana agli abitanti della Spagna.
Un altro esempio delle sue tendenze monarchiche fu la sua insistenza che gli succedessero i figli Tito e Domiziano; il potere imperiale non era visto allora come ereditario. Tito, che aveva avuto qualche successo militare all'inizio del regno di Vespasiano, fu visto come il supposto erede al trono; Domiziano era visto come meno disciplinato e responsabile. Tito affiancò il padre nei compiti di censore e console e lo aiutò nel riorganizzare i ruoli del Senato. Il 23 giugno 79, alla morte di Vespasiano, Tito fu immediatamente confermato imperatore.
Il breve regno di Tito fu marcato dai disastri: nel 79 l'eruzione del Vesuvio distrusse Pompei, e nell'80 un incendio distrusse gran parte di Roma. La sua generosità nella ricostruzione dopo le tragedie, lo rese molto popolare. Tito fu molto fiero dei suoi progressi nella costruzione del grande anfiteatro cominciato dal padre. Egli tenne la cerimonia inaugurale nell'edificio non ancora terminato durante gli anni 80, con un grandioso spettacolo in cui si esibirono 100 gladiatori e che durò 100 giorni. Tuttavia il Colosseo fu completato solo durante il regno di Domiziano. Tito morì nell'81 a 41 anni e ci furono voci che fosse stato assassinato dal fratello impaziente di succedergli.
Fu con Domiziano che i rapporti già tesi tra la dinastia flavia ed il senato si andarono sempre più logorando. Le cause di questo difficile sodalizio furono dapprima la divinizzazione del culto personale dell'imperatore secondo modalità tipicamente ellenistiche ed in seguito il divorzio dalla moglie Domizia, di estrazione senatoria. Anche sul fronte esterno le cose non andavano meglio; nonostante i successi della guerra britannica, finita nell'84, e la vittoria sui Catti, la guerra dacica (85-89) finì col pagamento dell'alleanza con Decebalo. Nell'89 Domiziano dovette reprimere la ribellione di Antonino Saturnino a Magonza. La parte finale del suo regno fu macchiata dalla condanna dei filosofi e, nel 95, dalla persecuzione contro i Cristiani. L'anno seguente Domiziano morì, vittima di una congiura.
Gli imperatori adottivi
Il periodo che va dalla fine del I alla fine del II secolo è caratterizzato da una successione non più dinastica, ma adottiva, basata sui meriti dei singoli scelti dagli imperatori come loro successori.
Nerva (96-98), un anziano senatore scelto come successore di Domiziano, adottò un eminente personaggio militare, Traiano. Durante l'impero di quest’ultimo (98-117), le conquiste derivanti dalle guerre daciche e dalle campagne contro i Parti, con la creazione di tre nuove provincie (Armenia, Mesopotamia e Assiria), consentirono all'impero di raggiungere la sua massima estensione.
A lui succedette Adriano (117-138), che accrebbe i poteri del principe rispetto a quelli del senato ed unificò la legislazione dell'impero. Negli anni del suo regno vi fu un periodo di pace, turbata esclusivamente dalla seconda rivolta giudaica (132-135), e l'imperatore si occupò della fortificazione dei confini settentrionali, con la realizzazione del Vallo di Adriano in Britannia ed il consolidamento del confine germanico.
Antonino Pio (138-161), capostipite della Dinastia degli Antonini, continuò la politica pacifica del predecessore, fu un saggio amministratore e riconfermò al senato le prerogative passate, tanto da meritarsi l'appellativo di pio.
Alla sua morte gli succedettero Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero, morto nel 169.
Il periodo del regno dell'imperatore filosofo non fu felice come i precedenti: dal 162 al 165 vi fu una guerra contro i Parti, nel 166 scoppiò una pestilenza, dal 167 al 175 le campagne contro Marcomanni e Quadi e la rivolta di Avidio Cassio in Oriente misero a dura prova le finanze dell'impero. I prodromi della crisi che investì l'impero romano nel III secolo si fecero maggiormente sentire con la successione al trono di Commodo (180-192).
Il figlio di Marco Aurelio incrinò l'equilibrio istituzionale raggiunto e con il suo atteggiamento dispotico favorì il malcontento delle province e dell'aristocrazia. Il suo assassinio diede il via ad un periodo di guerre civili.
L'ultimo periodo della pax romana può essere considerata l'età più felice dell'impero romano: tramite la politica di pace instaurata e la prosperità derivatane il governo imperiale attirò consensi unanimi, tanto che Nerva ed i suoi successori sono anche noti come i cinque buoni imperatori.
Lo sviluppo economico e la coesione politica ed ideale, raggiunta anche per l'adesione delle classi colte ellenistiche, che contraddistinsero il secondo secolo, non devono, comunque, trarre in inganno, in quanto da lì a poco l'impero comincerà a mostrare i primi sintomi della decadenza.
La tarda età imperiale
Durante il III secolo, le guerre civili, la crisi economica conseguente, l'indebolimento delle difese, la pressione dei barbari, i cambiamenti sociali e religiosi mettono in pericolo l'esistenza stessa dell'impero. Da tale crisi l'impero esce trasformato, ma saldo con Diocleziano, che ne modifica profondamente l'ordinamento.
Nei primi anni del secolo la dinastia dei Severi attua una politica accentratrice ed un processo di relativa democratizzazione. In tale programma si inserisce la Constitutio antoniniana promulgata da Caracalla (Marco Aurelio Antonino) nel 212 che, concedendo la cittadinanza romana a tutti gli uomini liberi residenti nell'impero, sana le disparità giuridiche, fiscali ed amministrative. Nel 235, l'assassinio di Alessandro Severo apre un periodo di anarchia militare, durante il quale si susseguono numerosissimi imperatori che restano in carica pochi mesi, o anche pochi giorni. In tale situazione prevalgono gli interessi particolari delle differenti parti dell'impero che cercano di risolvere con interventi pragmatici i problemi che il potere centrale non è in grado di risolvere. Le spinte eccentriche vengono in qualche modo frenate dall'imperatore Diocleziano istituendo la tetrarchia, un regime collegiale di due Augusti e due Cesari che amministrano raggruppamenti distinti di province dell'Impero, accresciute in numero e riunite in diocesi. In questa circostanza anche l'Italia viene suddivisa in province. Più in generale si verifica in questi anni una progressiva marginalizzazione delle aree più antiche dell'impero a vantaggio di un oriente, forte della tradizione ellenistica, assai più prospero quanto a politica amministrazione e cultura. Ciò crea i presupposti per il frazionamento dell'impero che avviene di fatto nel 395, alla morte di Teodosio I. La pressione dei barbari ai confini e l'enorme estensione degli stessi rende l'esercito garante della sopravvivenza dello Stato ed il comando delle truppe è affidato ad ufficiali di carriera, che sostituiscono nell'incarico i senatori, spezzando il già labile legame fra il potere costituzionale e quello militare ed aprendo agli ufficiali la possibilità di ottenere cariche di notevole importanza nell'amministrazione dello Stato. Inoltre la necessità di frequenti leve estende il reclutamento a cittadini di tutto l'impero e, poi, anche ai barbari. Lo spopolamento delle campagne, dovuto sia alla crisi militare, sia alla scarsità di manodopera servile, porta ad una crisi economica, aggravata dall'insicurezza delle vie di comunicazione che causa la riduzione dei commerci. La necessità di mantenere in efficienza gli eserciti comporta un inasprimento fiscale e la conseguente inflazione provoca un aumento dei prezzi che colpisce soprattutto le città. Pestilenze e catastrofi naturali aggravano la situazione con un imponente calo della popolazione.
Storici antichi dell'Impero
In latino
- Livio - la sua è una storia della Repubblica Romana, ma scritta durante il regno di Augusto [http://www.thelatinlibrary.com/florus2.html Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Svetonio [http://www.biblio-net.com/lett_cla/svetonio.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Tacito [http://www.biblio-net.com/lett_cla/tacito.htm Si veda collegamento esterno sulle opere]
- Ammiano Marcellino
In greco
- Eusebio di Cesarea
- Sozomen
Letteratura latina del periodo imperiale
- Lucio Apuleio
- sant'Agostino d'Ippona
- Orazio
- Virgilio
Studi del XVIII secolo e XIX secolo
- The History of the Decline and Fall of the Roman Empire, Edward Gibbon (1776 - 1788)
Studi moderni sull'Impero romano
- Brown, P., Società romana e impero tardo-antico, Roma-Bari 1986.
- J.B. Bury, A History of the Roman Empire from its Foundation to the death of Marcus Aurelius, 1913
- Jacques, F. - Scheid, J., Roma e il suo impero. Istituzioni, economia, religione, Laterza, Roma-Bari 1992.
- Jones, A.H.M., Il tardo impero romano. 284-602 d.C., Milano 1973-1981.
- Luttwak, E.N., La grande strategia dell'impero romano, Milano 1991.
- Mazzarino, S., L'impero romano, Roma-Bari 1995.
- Rémondon, R., La crisi dell'impero romano, Milano 1975.
- Rostovzev, M., Storia economica e sociale dell'Impero romano, Firenze 1980.
- Wacher, J. (a cura di), Il mondo di Roma imperiale, Roma-Bari 1989.
- Wheeler, M., La civiltà romana oltre i confini dell'impero, Torino 1963.
Voci correlate
- Consoli Repubblicani Romani
- Imperatori romani
- Limes
- Costantinopoli
- Impero Bizantino
- Imperatori Bizantini
- Pax Romana
- Strade Romane
- Letteratura latina
Sulle battaglie:
- Lista battaglie romane
Collegamenti esterni
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/impero/urbe_colonie.htm Le città romane]
- [http://www.imperium-romanum.it/IR/principale.htm Imperium-Romanum]
- [http://www.signainferre.it Signa Inferre]
Categoria:Roma antica
Categoria:Storia d'Italia
ja:ローマ帝国
ko:로마 제국
simple:Roman Empire
Basilio IIBasilio II (976-1025). Figlio di Romano II e di Teofano apparteneva alla famiglia dei Macedoni, salita al potere nell'867 con l'assassinio di Michele III l'Ubriaco Amoriano da parte di Basilio I di Bisanzio il Macedone, che aveva cominciato la scalata al potere venti anni prima come stalliere personale dell'imperatore.
Basilio I di Bisanzio
Durante il suo regno Bisanzio raggiunse l'apice delle sue fortune. Basilio aveva contrapposto con decisione alla grande aristocrazia militare delle province una nuova aristocrazia proveniente dai settori dell'economia e dell'apparato burocratico, sostenendo nel contempo la piccola proprietà (politica del resto iniziata da quasi un secolo dal bisnonno Leone VI il Saggio).
Contrastò Ottone II di Germania nell'Italia meridionale e distrusse i Bulgari dopo circa 40 anni di guerra. Alla sua morte, nel 1025, l'impero aveva raggiunto la sua massima estensione dopo quella raggiunta sotto Giustiniano I (VI secolo).
Nel 992 per fronteggiare gli attacchi degli Ottoni (che volevano rifondare l'impero romano), decise di stipulare un patto con Venezia, la quale in cambio di favori commerciali avrebbe trasportato le truppe bizantine dalla Grecia all'Italia. L'idea si rivelerà, nei secoli, assai sfortunata. La dipendenza nei confronti di Venezia aumenterà di pari passo con i "privilegi" ad essa concessi e la Laguna finirà per diventare il vettore nevralgico dell'economia bizantina. Dopo circa sette secoli (ne erano passati 733 da quando il re persiano Sapore I aveva messo l'imperatore di Roma Valeriano a lavorare in una diga) di "contrazione", l'occidente torna a "muoversi" contro l'oriente.
Non lasciando eredi maschi la dinastia Macedone si perpetuò per altri 32 anni attraverso le figlie di Basilio (Zoe Porfirogenita ebbe 3 mariti-imperatori di fila). Finisce il periodo "d'oro" (semmai ne abbia avuto uno) bizantino e inizia un lento ed inesorabile declino. I Macedoni, dopo aver reso Costantinopoli capitale-regina del Mediterraneo intorno al X secolo, la lasciano nelle mani dell'aristocrazia militare delle province (I Comneni) e dei mercanti italiani.
Basilio II Macedone assunse l'appellativo di Bulgaroctono, ovvero "massacra-bulgari", dopo la vittoria sui Bulgari nell'alta valle dello Struma, il 4 ottobre del 1014. Dopo la fuga dello Zar Samuele, Basilio catturò circa 14.000 bulgari, li accecò tutti e li mandò dal loro Zar, che nel frattempo aveva riparato a Prilep (Macedonia), in fila a gruppi di cento (al primo della fila era stato cavato un occhio solo). Lo Zar Samuele, sconvolto, morì due giorni dopo.
Bibliografia
- A. Guillou - F. Burgarella - A. Bausani, L'Impero bizantino e l'islamismo, in Nuova Storia Universale dei Popoli e delle Civiltà, vol.VI, parte 1, Torino, UTET, 1981.
- C. Mango, La civiltà bizantina, Bari, Laterza, 1982
- A. Cameron, Un impero Due destini, Genova, Ediz. Culturali Internazionali Genova, 1993
Categoria:Biografie
Categoria:Imperatori bizantini
ja:バシレイオス2世
1364
Eventi
Nati
Morti
064
ko:1364년
Cascina
Cascina è un comune di 38.356 abitanti della provincia di Pisa. Nel suo territorio è situato il rivelatore di onde gravitazionali VIRGO [http://www.virgo.infn.it]. Nel suo territorio è stata combattuta il 29 luglio 1364 la famigerata "Battaglia di Cascina" tra Fiorentini e Pisani, immortalata da Michelangelo Buonarroti in disegni di cui si conservano ancora delle incisioni.
Amministrazione
- Sindaco: Moreno Franceschini, dal 05/2001.
- Comune: Centralino 050 71.91.11
- Classificazione climatica: zona D, 1853 GR/G
Categoria:Comuni della provincia di Pisa
Categoria:Comuni della Toscana
Categoria:Comuni italiani
Giacomo I d'Inghilterra
Giacomo VI di Scozia e I di Inghilterra, (Edimburgo 19 giugno 1566 - Londra 27 marzo 1625), fu il primo sovrano a governare contemporaneamente, tramite unione dinastica, sui tre regni di Inghilterra, Irlanda e Scozia. Regnò in Scozia, con il nome di Giacomo VI dal 24 luglio 1567, anno il cui la madre, Maria Stuart (o Maria Stuarda) fu costretta ad abdicare, fino alla morte; e sull'Inghilterra e l'Irlanda, con il nome di Giacomo I, dal 24 marzo 1603, succedendo a Elisabetta I, ultima rappresentante della dinastia Tudor, che morì nubile e senza figli.
Giacomo fu un monarca popolare in Scozia, ma la stessa cosa non si verificò in Inghilterra. Fu incapace di trattare con un Parlamento ostile; il rifiuto da parte della Camera dei Comuni di imporre tasse sufficientemente elevate mise in seria difficoltà le finanze reali. Il suo gusto per l'assolutismo, la sua cattiva gestione dei fondi del regno e i suoi impopolari favoriti sono all'origine della Rivoluzione inglese, che scoppiò durante il regno del figlio e successore, Carlo I d'Inghilterra. Durante la vita di Giacomo I, tuttavia, il governo del regno rimase relativamente stabile.
Assieme ad Alfredo il Confessore, Giacomo I è ritenuto uno dei più colti sovrani sia d'Inghilterra che di Scozia. Durante il suo regno continuò la fioritura culturale dell'Età Elisabettiana, nella letteratura, nelle arti e nelle scienze, (talvolta la critica parla, per questa fase, di Età Giacobita, distinta da quella elisabettiana vera e propria). Giacomo stesso era uno studioso di talento, autore di opere politiche, religiose e anche mediche; e alla sua iniziativa si deve anche la più importante e più fortunata traduzione in inglese della Bibbia, nota come Bibbia di re Giacomo.
Primi anni
Giacomo era il figlio maggiore di Maria, Regina di Scozia e del suo secondo marito, Henry Stuart, Duca di Albany, (più comunemente noto come Lord Darnley). Sulla sua legittimità alcuni hanno avanzato dubbi, dal momento che Maria amava anche James Hepburn, quarto conte di Bothwell, ma in quanto riconosciuto legittimo, oltre ad essere erede al trono di Scozia poteva avanzare pretese anche sul trono di Inghilterra, discendendo sia per parte di madre che di padre da Margherita Tudor, figlia maggiore di Enrico VII d'Inghilterra.
La situazione della Scozia, all'epoca della nascita di Giacomo, non era delle più tranquille: l'autorità di Maria era precaria e tanto lei quanto il marito, cattolici, dovevano fronteggiare il malcontento e le ribellioni dei nobili protestanti, né c'era una grande intesa (nemmeno politica) tra i due sposi.
Giacomo nacque il 19 giugno 1566 nel Castello di Edimburgo e divenne automaticamente duca di Rothesay e principe e Gran Sovrintendente di Scozia, in quanto erede apparente al trono. Ricevette il nome di Carlo Giacomo, il primo in onore del suo padrino, Carlo IX di Francia. Il padre di Giacomo fu assassinato il 10 febbraio 1567, a causa di alcuni intrighi di corte, e il nuovo matrimonio della madre con il conte Bothwell, sospettato dell'assassinio del Duca di Albany, la rese ancora più impopolare. Nel giugno 1567, i ribelli protestanti arrestarono Maria, la imprigionarono nel Castello di Loch Leven e la costrinsero ad abdicare al trono il 24 giugno; le succedeva Giacomo, che aveva poco più di un anno.
Reggenze
Giacomo fu formalmente incoronato re nella chiesa di Holy Rude, Stirling, il 29 luglio 1567. Conformemente alla fede religiosa della maggioranza della classe dominante scozzese, fu educato come un membro della Chiesa di Scozia e educato da uomini di simpatie presbiteriane. Durante questi primi anni, il potere fu detenuto da una serie di reggenti, il primo tra i quali fu Giacomo Stuart, conte di Moray, fratello illegittimo di Maria. Questa riuscì a fuggire di prigione nel 1568, dando inizio a un breve periodo di violenze. Moray sconfisse le truppe di Maria nella Battaglia di Langside, costringendola a fuggire in Inghilterra, dove fu imprigionata da Elisabetta.
Moray fu assassinato da uno dei sostenitori di Maria nel 1570 e gli successe alla reggenza il nonno paterno di Giacomo, Mattew Steward, quarto conte di Lennox, che fu a sua volta assassinato l'anno successivo; e così fu anche per il terzo reggente, John Erskine, primo conte di Mar. Infine la reggenza passò a James Duglas, quarto conte di Morton, che durante le due precedenti reggenze, era stato il più potente nobiluomo scozzese, più degli stessi reggenti. Lo storico e poeta George Buchanan fu responsabile dell'educazione di Giacomo.
Lord Morton ebbe successo nello sconfiggere definitivamente le famiglie che continuavano a supportare Maria. La sua caduta non fu causata dai sostenitori di questa, ma dai cortigiani più vicini al re, che sottolinearono al giovane re l'estensione dei suoi potere ed lo incoraggiarono ad assumere il controllo di se stesso. I cortigiani accusarono Morton di aver preso parte all'assassinio del padre di Giacomo: questi fu processato, condannato e giustiziato nel 1581; il potere fu da allora, almeno in teoria, detenuto dal re stesso, piuttosto che da un reggente.
Ciononostante, Giacomo VI non regnò direttamente, ma si appoggiò ai consigli dei suoi cortigiani più intimi, come il cugino Esmé Steward, Duca di Lennox, o James Stuart, che ricevette il titolo di conte di Arran per la sua testimonianza contro Morton. Poiché Lennox era cattolico, e Arran incline all'episcopalismo, i lord scozzesi presbiteriani non trovarono di loro gradimento il governo. Nel corso del raid di Ruthven 1582, alcuni nobili presbiteriani, guidati da William Ruthven, primo conte di Gowriel, catturarono Giacomo e lo tennero prigioniero per quasi un anno nel castello di Ruthven, ora conosciuto con il nome di Huntingtower Castle, nel Perthshire. Anche Arran fu tenuto prigioniero, mentre Lennox fu bandito in Francia. Nel 1583 il re ed Arran riuscirono a scappare: Gowrie fu giustiziato e i ribelli costretti a fuggire in Inghilterra. Il parlamento scozzese, asservito al re, promulgò gli "Atti neri", che ponevano la Chiesa di Scozia sotto il controllo reale. Gli atti erano estremamente popolari e il clero si oppose e lo denunciò, tentando di tenere la sua influenza sotto controllo, prima che divenisse abbastanza potente ed audace da attaccare il Presbiterianesimo.
La successione inglese
Nel 1586 Giacomo VI e Elisabetta I divennero alleati, grazie al Trattato di Berwick. Giacomo pensò di rimanere nel favore della nubile regina d'Inghilterra, dal momento che era un potenziale successore alla sua corona, come discendente di Margherita Tudor. Enrico VIII aveva temuto che la corona inglese giungesse nelle mani degli Stuart, e nel suo testamento aveva escluso Margherita e la sua discendenza dalla linea di successione. Sebbene tecnicamente esclusi a causa del testamento, che, con un atto del Parlamento, aveva forza di legge, sia Maria che Giacomo erano seri pretendenti alla Corona d'Inghilterra, in qualità di parenti più stretti di Elisabetta, e dopo che quest'ultima fece giustiziare Maria, per il suo coinvolgimento in un complotto contro la sua persona, Giacomo divenne, di fatto, il suo erede presunto.
Dopo la sua esecuzione, i sostenitori scozzesi di Maria divennero deboli e Giacomo poté agire in modo da ridurre l'influenza dei nobili cattolici in Scozia. Egli si rese ancora più gradito ai protestanti sposando Anna di Danimarca, una principessa di una nazione protestante, figlia di Federico II di Danimarca. Il matrimonio fu celebrato per procura nel 1589 e nel 1590 di persona, quando Giacomo visitò la Danimarca. Presto rientrato il patria, presenziò al processo delle streghe di North Berwick, in cui alcune persone furono condannate per aver usato la stregoneria nel tentativo di causare una tempesta e far naufragare la nave in cui viaggiavano il re e la regina. Questo lo rese molto preoccupato per la minaccia che streghe e stregoneria rappresentavano per lui: scrisse un trattato di demonologia e, come conseguenza, centinaia di donne furono condannate a morte per stregoneria.
In principio, Giacomo e la sua regina erano molto legati, ma i due gradualmente si estraniarono. La coppia ebbe otto figli, di cui uno nato morto e tre che sopravvissero all'infanzia, e si separò dopo la morte della figlia Sofia.
Giacomo fronteggiò una ribellione cattolica nel 1588 e fu costretto a riconciliarsi con la Chiesa di Scozia, acconsentendo ad abolire gli Atti Neri nel 1592. Giacomo, temendo che infierendo eccessivamente con i cattolici ribelli potesse provocare l'ostilità dei cattolici inglesi, concesse il perdono ad alcuni dei suoi oppositori, causando l'ostilità, di conseguenza, dei protestanti. Fronteggiò nel 1600 una cospirazione capeggiata da John Ruthven, conte di Gowriel (figlio del conte giustiziato nel 1584), che dopo il fallimento della congiura, fu giustiziato assieme ai suoi complici, ed in seguito anche i nobili protestanti giunsero a trattenersi davanti al re.
Dopo la morte di Elisabbetta I nel 1603, la corona avrebbe dovuto passare, secondo il testamento di Enrico VIII, a Lady Anne Stanley, ma Giacomo era, di fatto, l'unico pretendente abbastanza potente da difendere la sua rivendicazione. Così un Consiglio di Successione incontrò e proclamò Giacomo Re di Inghilterra ed Irlanda, ed egli fu incoronato il 25 giugno nell'Abbazia di Westmister. La Scozia e l'Inghilterra non divenivano però un unico regno, cosa che avverrà con l'Atto di unione del 1707.
Primi anni di regno in Inghilterra
Il consigliere capo di Giacomo fu Robert Cecil, figlio minore del ministro favorito di Elisabetta I William Cecil, primo barone di Burghley che divenne conte di Salisbury nel 1605. Giacomo amava le spese stravaganti: solo l'abilità di Cecil poteva evitare il disastro finanziario. Il re creò anche nuovi titoli di nobiltà per ricompensare i suoi cortigiani: in totale furono sessantadue, mentre Elisabetta I, in cinquant'anni di regno, ne aveva creato solo otto. Inoltre Giacomo si invischiò in una serie di conflitti con il Parlamento. Prima di succedere al trono, egli aveva scritto La vera legge delle libere monarchie (The True Law of Free Monarchies) in cui egli sosteneva che il diritto divino dei re era sanzionato dalla successione apostolica: abituato al timido parlamento scozzese, non amò lavorare con la sua più aggressiva controparte inglese.
Uno dei primi atti di Giacomo fu quello di porre fine al coinvolgimento inglese nella guerra degli otto anni, con la firma del Trattato di Londra, nel 1604. Dovette inoltre quasi immediatamente confrontarsi con i conflitti religiosi dell'Inghilterra: dopo il suo arrivo, gli fu subito presentata una petizione che chiedeva la tolleranza per i Puritani. Nel 1604, nel corso della conferenza di Hampton Cour, Giacomo dimostrò di non voler acconsentire alle richieste dei Puritani. Acconsentì invece ad esaudire la richiesta di una traduzione ufficiale della Bibbia, versione nota come Bibbia di re Giacomo ed ampliò e rese ancora più severe le pene previste dall'Atto contro la Stregoneria (Witchcraft Act).
Giacomo incorse anche nella collera dei cattolici. Sebbene fosse stato attento nell'accettare il cattolicesimo, i suoi sudditi protestanti si erano assicurati che non ottenessero uguali diritti, e così, nei suoi primi anni di regno, quando i suoi sudditi ignoravano le sue politiche e conoscevano solo la sua educazione rigorosamente protestante ci furono svariati complotti per rimuoverlo dal potere, il più famoso dei quali è la Congiura delle Polveri del 1605. I cospiratori, capeggiati da Guy Fawkes progettarono di causare un'esplosione nella Camera dei Lord, quando il re e i membri di entrambe le Camere sarebbero stati presenti e di porre sul trono la figlia di Giacomo, Elisabetta, che speravano potesse essere convertita al cattolicesimo. La congiura fu però scoperta, causando grande sensazione, ma la politica di Giacomo, che decise di non reprimere i cattolici ulteriormente garantì la fine dei complotti.
Conflitto con il Parlamento
Elisabetta
Il parlamento entrò in uno stato di paranoia anticattolica dopo la fallita congiura e votò nuovi sussidi al re, che rimase però insoddisfatto dei suoi introiti. Giacomo impose tasse senza il consenso parlamentare sebbene nessun monarca avesse preso una decisione così ardita dal tempo di Riccardo II. L' illegalità di un simile procedimento fu denunciata da un mercante, John Bates, ma la Corte dello Scacchiere sentenziò in favore del re. La decisione della corte fu denunciata dal parlamento, i cui rapporti con il re si erano ulteriormente raffreddati a causa del rifiuto dell'assemblea di approvare il piano del Re che prevedeva libero commercio tra Inghilterra e Scozia.
Nel 1610 Salisbury propose al parlamento il Grande Contratto un progetto in cui la Corona avrebbe rinunciato a tutti i suoi introiti feudali in cambio di un sussidio parlamentare annuale. Il piano, tuttavia, fallì a causa delle divisioni del Parlamento e Giacomo, frustrato, lo sciolse nel 1611.
Gravemente indebitato, Giacomo cominciò a vendere onori e titoli per raccogliere soldi. Nel 1611 egli usò lettere patenti per inventare una nuova dignità, quella di Baronetto, concessa al prezzo di 1080 £. Una baronia costava circa 5000 £, una viscontea 10000£ e una contea £20000.
Lord Salisbury morì nel 1612; un altro dei suoi più stretti consiglieri, Robert Carr, conte di Somerset, fu costretto ad abbandonare il suo ufficio in seguito ad uno scandalo. Privato di questi aiutanti, Giacomo iniziò ad occuparsi di persona di problemi che prima aveva lasciato ai suoi ministri e la sua gestione si rivelò disastrosa per le sue finanze. Un nuovo Parlamento dovette essere eletto nel 1614, per imporre nuove tasse, che però questi si rifiutò di approvare. Incollerito, il re dissolse il Parlamento poco dopo averlo convocato, quando fu chiaro che non era possibile compiere progressi.
Ultimi anni
Dopo lo scioglimento del Parlamento, Giacomo governò senza il suo ausilio per sette anni. Di fronte alle difficoltà finanziarie causate dalla mancata approvazione di nuove tasse da parte del Parlamento, Giacomo pensò di stringere un'utile alleanza con la Spagna facendo sposare al figlio Carlo la figlia del re di Spagna. La possibilità di un'alleanza con un regno cattolico non fu ben accolta dall'Inghilterra protestante: l'impopolarità di Giacomo fu ulteriormente aumentata dall'esecuzione di Walter Raleigh. In Scozia, Giacomo era osteggiato per la sua insistenza riguardo all'approvazione dei cinque articoli di Perth, che erano considerati come un tentativo di introdurre pratiche cattoliche e anglicane nella Scozia presbiteriana.
Dal 1618 la Guerra dei Trent'Anni sconvolse l'Europa. Giacomo I fu coinvolto a forza perché sua figlia, Elisabetta, era sposata con il protestante Federico V, Elettore Palatino, uno dei protagonisti della prima fase della guerra. Nel corso del conflitto tra cattolici e protestanti, il tentativo del re di allearsi con la Spagna cattolica causò molta sfiducia nei suoi confronti.
La regina Anna morì il 4 marzo 1619 a Hampton Court, e fu sepolta a Westmister. In seguito si diffusero voci che Giacomo fu poco turbato dalla morte a causa dei suoi romantici sentimenti per George Villiers. I due si incontrarono nel 1614 e Villiers rapidamente conquistò il favore del re, ottenendo onori su onori, fino ad essere creato duca di Buckingam nel 1623, il primo duca non reale da oltre un secolo.
Il terzo Parlamento di Giacomo fu convocato nel 1621. La Casa dei Comuni acconsentì a garantire a Giacomo un piccolo sussidio, ma quindi, con dispiacere del re, passarono ad altri argomenti. Villiers, che era divenuto il principale consigliere del re, fu attaccato per il suo progetto di far sposare al Principe di Galles un'Infanta di Spagna, e la pratica di vendere monopoli e altri onori fu deprecata. La Camera dei Comuni fece processare Francesco Bacone, allora Lord Cancelliere per corruzione, e la Camera dei Lord (Bacon era visconte St Albans), lo dichiarò colpevole. Sebbene un simile evento non si verificasse da secoli, il processo non incontrò l'opposizione di Giacomo, che riteneva, sacrificando Bacone, di ammorbidire l'opposizione parlamentare. A Bacone, in ogni caso, il re garantì il pieno perdono.
Una nuova disputa costituzionale sorse poco dopo. Giacomo voleva aiutare il genero, l'Elettore Palatino, e chiese al Parlamento nuovi fondi. La Camera dei Comuni, in risposta, richiese di abbandonare il progetto di alleanza matrimoniale con la Spagna. Quando Giacomo dichiarò che la Camera aveva superato i suoi limiti offrendo consigli non richiesti, questa protestò replicando di avere il diritto di dibattere ogni argomento relativo al benessere del Regno. Giacomo ordinò che la protesta fosse strappata dal Giornale dei Comuni e dissolse il Parlamento.
Il tentativo di nozze con la Spagna, ciononostante, si risolse in un fallimento per Villiers e il principe di Galles, che ritornati umiliati da una missione diplomatica a Madrid chiesero guerra contro la Spagna. I protestanti li appoggiarono e Giacomo convocò il Parlamento, che garantì alcuni fondi per la guerra. Il parlamento fu prorogato
In 1623, the Duke of Buckingham and the Prince of Wales travelled to Madrid in an attempt to secure a marriage between the latter and the daughter of the King of Spain. They were snubbed, however, by the Spanish courtiers, who demanded that the Prince of Wales convert to Roman Catholicism. They returned to England humiliated, and called for war with Spain. The Protestants backed them and James summoned Parliament, which granted some funding for the war. Parliament was prorogued, on the understanding that it would later return to grant more funds.
Il Parlamento tuttavia non si riunì mai quando previsto: Carlo, principe di Galles aveva promesso che, anche se avesse sposato una cattolica, non avrebbe revocato le restrizioni politiche che pesavano sui cattolici. Quando, tuttavia acconsentì a sposare Enrichetta Maria di Francia egli rinnegò le sue precedenti promesse: Carlo si assicurò che il parlamento non si riunisse, per evitare un confronto sulla questione.
Giacomo diede segni di demenza senile durante l'ultimo anno del suo regno: il potere di fatto passò nelle mani del principe di Galles e del duca di Backingham, sebbene il re mantenne abbastanza potere per evitare che la guerra avvenisse durante il suo regno. Morì nel 1625 e fu sepolto a Westminster, e gli successe il figlio con il nome di Carlo I.
Omosessualità
Uno degli aspetti più chiacchierati della vita di Giacomo fu la sua presunta omosessualità: di cui già nel 1603, all'epoca della sua incoronazione, i londinesi si prendevano gioco, dicendo Rex fuit Elisabeth, nunc est regina Jacobus (Elisabetta fu re: ora è regina Giacomo).
È fuori questione che il re, nello scegliere i suoi favoriti, privilegiasse i gentiluomini giovani e belli, anche se di famiglia non particolarmente importante: la carriera di Robert Carr, poi conte di Somerset, e di George Villiers, divenuto duca di Buckingham, ne sono uno esempio; ma se tali voci corrispondessero a verità oppure no resta argomento discusso ed alcuni sostengono che tali voci furono diffuse da inglesi desiderosi di screditare il re scozzese.
Immagine:Giacomo I d'Inghilterra.jpg|Giacomo I d'Inghilterra
Immagine:Elisabetta I d'Inghilterra.jpg|La regina Elisabetta I
Voci correlate
- Età elisabettiana
- Storia dell'Inghilterra
Categoria:biografie
categoria:sovrani britannici
ja:ジェームズ1世 (イングランド王)
1588
Eventi
Nati
- 5 aprile - Thomas Hobbes, filosofo
Morti
088
ko:1588년
Francis Drake
Il Vice Ammiraglio Sir Francis Drake (circa 1540; 28 gennaio 1596) fu un corsaro inglese, navigatore, eroe navale, politico, ingegnere civile del periodo elisabettiano. Fu il primo inglese a circumnavigare il globo, dal 1577 al 1580 e fu insignito del titolo di cavaliere al suo ritorno dalla regina Elisabetta I. Fu il comandante in seconda della flotta inglese che sconfisse la Armada spagnola nel 1588.
Nascita e primi anni
Come nel caso di molti contemporanei, non si conosce l'esatta data di nascita di Drake e potrebbe risalire fino al 1535. La data 1540 è presente in un ritratto dipinto circa verso la fine della vita di Drake.
In seguito all'attacco di Cadice e le sue imprese nel Mar dei Caraibi spagnolo, Drake si guadagnò il soprannome di El Draque ("Il dragone"), che è la diretta traduzione del suo cognome.
Francis Drake nacque a Tavistock, Devon, Inghilterra, figlio di agricoltori protestanti. Durante le sommosse cattoliche del 1549, la famiglia fu costretta a fuggire nel Kent. All'età di circa 13 anni Francis prese il mare su una nave cargo, diventando comandante della nava all'età di 20 anni. Passò gli inizi della sua carriera affinando le sue qualità di far vela nelle acque difficili del Mare del Nord e infine, dopo la morte del capitano per cui egli comandava, diventando comandante di una imbarcazione di proprietà. All'età di 23 anni Drake compì i suoi primi viaggi nel Nuovo Mondo sotto le vele della famiglia Hawkins di Plymouth, in compagnia di suo cugino, Sir John Hawkins.
Le prime avventure
John Hawkins.]]
Attorno al 1563 Drake dapprima fece vela a ovest verso l'oceano spagnolo, attirato dall'immensa ricchezza derivante dal monopolio spagnolo sull'argento del Nuovo Mondo. Drake maturò una rapida antipatia per gli Spagnoli, a causa, almeno in parte, della loro malfidenza verso gli stranieri e del loro cattolicesimo. Si dice che la sua ostilità fosse stata accresciuta dall'incidente a San Juan de Ulloa nel 1568, quando le forze spagnole compirono un attacco a sorpresa in violazione di una tregua concordata pochi giorni prima, che quasi costò la vita a Drake. Da allora, egli dedicò il resto della sua vita ad agire contro l'Impero spagnolo: gli Spagnoli lo consideravano un pirata fuorilegge, ma per l'Inghilterra era semplicemente un navigatore e corsaro. Nel suo secondo viaggio di questo tipo combatté una pesante battaglia contro le forze spagnole, che costò molte vite agli Inglesi ma fece guadagnare a Drake il favore della regina Elisabetta.
La più celebrata avventura di Drake nei Caraibi fu la cattura della carovana spagnola che trasportava argento a Nombre de Dios nel marzo del 1573. Con un equipaggio che includeva diversi corsari francesi e Cimaroni (schiavi africani che erano scappati dagli spagnoli), Drake fece incursioni nelle acque intorno Darien (nell'odierna Panama) e individuò la carovana dell'argento nel vicino porto di Nombre de Dios. Razziò una fortuna in oro, ma dovette lasciar dietro un'altra fortuna in argento perché era troppo pesante per essere riportata in Inghilterra. Fu durante questa spedizione che divenne il primo inglese a vedere l'Oceano Pacifico. Ci riuscì salendo in cima a un alto albero nelle montagne centrali dell'istmo di Panama. Quando Drake ritornò a Plymouth il 9 agosto 1573, soltanto trenta inglesi ritornarono insieme a lui, ma ogni sopravvissuto era ricco per il resto della vita. Tuttavia, la regina Elisabetta, che aveva fino a quel punto appoggiato e incoraggiato le incursioni di Drake, firmò una tregua temporanea con il re Filippo II di Spagna, e così non poté riconoscere ufficialmente le imprese di Drake. Tali intrighi erano tipici nell'era di Drake.
La circumnavigazione del globo
Nel 1577, Drake ricevette dalla regina Elisabetta il compito di intraprendere una spedizione contro la Spagna lungo le coste del Pacifico delle Americhe. Egli fece vela da Plymouth, in Inghilterra, nel dicembre, a bordo del Pelican, con quattro altre navi e più di 150 uomini. Dopo aver attraversato l'Atlantico due delle navi dovettero essere abbandonate sulla costa orientale del Sud America. Le restanti tre navi partirono dirette allo stretto di Magellano all'estremità meridionale del continente. Alcune settimane dopo esse riuscirono a entrare nel Pacifico, tuttavia violenti temporali distrussero una delle navi e costrinsero un'altra a ritornare in Inghilterra. Drake continuò nella sua nave ammiraglia, ora rinominata Golden Hind (la Cerva Dorata) in onore a Sir Christopher Hatton (dal suo stemma araldico).
L'ultima nave restante veleggiò verso nord lungo le coste sul Pacifico del Sud America, attaccando porti spagnoli come Valparaíso durante il percorso. Catturò inoltre delle navi spagnole nel viaggio verso nord, facendo buon uso delle loro mappe, più accurate. Nella sua ricerca del passaggio a Nord Ovest, Drake può essere giunto fino all'odierno confine tra Stati Uniti e Canada. Non essendo in grado di trovare il fantomatico passaggio per rientrare nell'Atlantico, girò indietro e si diresse a sud.
Nel 1579, la Golden Hind entrò in una insenatura (la baia di Drake) a nord dell'odierna San Francisco per riparazioni. Sbarcò nel nord della California, o forse ancora più a nord, nell'Oregon o nel Pacific Northwest (il luogo esatto è ancora dibattuto tra gli storici) e dichiarò la terra, chiamandola "Nuova Albione", territorio della Corona Inglese. Le mappe realizzate poco dopo riportarono scritto "Nuova Albione" su tutta la frontiera a nord della Nuova Spagna.
Quando Drake rifece vela, essi si diressero a ovest attraverso il Pacifico, e qualche mese dopo raggiunsero le Molucche, un gruppo di isole nel sud ovest pacifico (a est dell'odierna Indonesia).
Fece numerose soste nel suo viaggio verso la punta dell'Africa, doppiando infine il Capo di Buona Speranza, e arrivò in Inghilterra nel settembre del 1580. Portò con sé un ricco carico di spezie e di tesori catturati agli spagnoli, e fu salutato come il primo inglese a circumnavigare la Terra. In seguito Drake fu nominato cavaliere dalla regina Elisabetta a bordo della Golden Hind, e divenne sindaco di Plymouth e parlamentare.
Il carico di spezie e tesori catturati agli spagnoli dimostrarono sia la ricchezza che la vulnerabilità dell'Impero spagnolo. La regina ebbe diritto alla metà del carico e il valore di quella metà era superiore alle entrate della corona di un intero anno.
La regina ordinò che tutti i resoconti scritti del viaggio di Drake fossero tenuti segreti, ai suoi partecipanti fu fatto giurare il silenzio a prezzo della vita; il suo scopo era tenere le attività di Drake lontano dagli occhi della rivale Spagna.
L'Armada spagnola
Nel 1585 scoppiò la guerra tra la Spagna e l'Inghilterra. Drake navigò verso il nuovo mondo e saccheggiò i porti di Santo Domingo e Cartagena. Nella tratta di rito | | |