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29 Settembre

29 settembre

Il 29 settembre è il 272° giorno del Calendario Gregoriano (il 273° negli anni bisestili). Mancano 93 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 61 AC - Pompeo celebra il suo terzo trionfo, per le vittorie sui pirati e la fine delle Guerre Mitridatiche.
- 440 - Leone I diventa Papa
- 855 - Benedetto III diventa Papa.
- 1066 - Guglielmo il Conquistatore invade l'Inghilterra.
- 1222 - Viene ufficialmente istituita l'Università degli studi di Padova
- 1364 - Battaglia di Auray - gli inglesi sconfiggono i francesi in Bretagna; fine della Guerra di successione bretone.
- 1567 - Durante una cena, il Duca di Alva arresta il Conte di Egmont e il Conte di Horne per tradimento.
- 1789 - Il Dipartimento della guerra degli Stati Uniti istituisce il primo esercito regolare, forte di diverse migliaia di uomini.
- 1799 - I napoletani riprendono Roma, ammainando definitivamente la bandiera repubblicana (nero-bianco-rosso) istituita oltre u8n anno prima.
- 1829 - Le riorganizzate forze di polizia di Londra entrano in servizio, diverranno in seguito note come Scotland Yard.
- 1864 - Battaglia di New Market Heights.
- 1877 - Ad Aversa si chiude il secondo congresso della Società Freniatrica Italiana, apertosi il 24 Settembre.
- 1899 - Costituita la STFER (Società Tramvie e Ferrovie Elettriche Roma).
- 1902 - Apre il primo teatro di Broadway, dell'impresario David Belasco.
- 1918 - Prima guerra mondiale: gli Alleati spezzano la Linea Hindenburg.
- 1938 - Regno Unito e Francia, Germania e Italia, firmano l'Accordo di Monaco, che permette alla Germania di occupare i Sudeti, una regione della Cecoslovacchia.
- 1941 - Inizia il massacro di Babi Yar.
- 1943 - Il Generale statunitense Dwight D. Eisenhower e il maresciallo italiano Pietro Badoglio firmano l'armistizio a bordo della nave britannica Nelson, al largo della costa di Malta.
- 1944 - Le truppe dell'unione Sovietica invadono la Jugoslavia.
- 1961 - Il quotidiano The New York Times pubblica una recensione di un cantautore allora poco conosciuto di Robert Shelton. Sarà questa critica a far conoscere John Hammond e Bob Dylan, che poi stipulerà un contratto con la Columbia Records
- 1962 - È lanciato il primo satellite canadese, l'Alouette 1.
- 1963 - Si apre la seconda fase del Concilio vaticano secondo.
- 1964 - Mafalda, la famosa striscia a fumetti del cartoonist Argentino Quino, appare per la prima volta sui giornali.
- 1972 - Relazioni Cino-Giapponesi: Il Giappone stabilisce relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese, dopo aver rotto i legami ufficiali con la Repubblica Cinese.
- 1973
  - La Nazionale di calcio italiana batte la Svezia per 2 a 0.
  - La benzina vede un' aumento di 23 lire al litro, ed il gasolio di 4 lire al litro.
- 1974
  - L' IRA dirotta un aereo civile per bombardare una caserma dell'Ulster, azione fallita.
  - Francesco Moser vince a tavolino la Parigi-Tours grazie alla squalifica del tedesco Gerben Karstens per tentata frode ai controlli anti-doping.
- 1976 - Al processo per lo Scandalo Lockheed viene data una testimonianza che aggrava la posizione di Mario Tanassi.
- 1979
  - Martin Scorsese ed Isabella Rossellini si sposano.
  - Papa Giovanni Paolo II è il primo papa a visitare l'Irlanda.
- 1988 - La NASA riprende i voli dello space shuttle, bloccati dopo il disastro del Challenger.
- 1995 - Il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ammette pubblicamente per la prima volta l'esistenza della base segreta militare denominata Area 51.
- 1996 - La Nintendo of America lancia negli Stati Uniti il rivoluzionario videogioco di tipo "platformer" Super Mario 64 per il Nintendo 64, una loro console.
- 2001 - Cessa la pubblicazione del Syracuse Herald-Journal, un giornale americano in esistenza sin dal 1839.
- 2004 - L'asteroide Toutatis passa a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra: non si avvicinava così tanto dal 1353.
- 2005 - Far West a Firenze. Un motociclista ignoto affianca un furgone in Via Di Novoli, uccidendo il conducente (Sergio Tellini) con almeno sei colpi sparati a distanza ravvicinati.

Nati


- 106 AC - Pompeo, statista e generale romano († 48 AC)
- 1276 - Christoffel II, Rè di Danimarca
- 1328 - Giovanna di Kent († 1385)
- 1547 - Miguel de Cervantes, scrittore (†. 1616)
- 1573 - Michelangelo Merisi detto Caravaggio, pittore italiano († 1610)
- 1703 - François Boucher, pittore francese
- 1725 - Robert Clive, generale e statista († 1774)
- 1758 - Horatio Nelson, ammiraglio britannico († 1805)
- 1766 - Charlotte Augusta Matilda di Hanover, Royalty
- 1810 - Elizabeth Gaskell, scrittrice britannica († 1865)
- 1855 - Michele Esposito, Direttore d’orchestra, compositore e pianista Italiano.
- 1895 - Harold Hotelling, statistico statunitense († 1973)
- 1895 - J.B. Rhine, parapsicologo e studioso della percezione extrasensoriale († 1980).
- 1899
  - Alfonso Artiaco, politico ed uomo di fede italiano.
  - Ladislao Biró, inventore ungherese
  - Romolo Gianfrancesco, Maggiore di fanteria di complemento, Cavaliere e cittadino onorario di Vittorio Veneto, croce al merito di guerra.
- 1901
  - Enrico Fermi, fisico italiano († 1954)
  - Lanza del Vasto, filosofo, poeta e pacifista († 1981)
- 1902 - Cesare Zavattini, scrittore italiano
- 1904 - Greer Garson, attrice britannica († 1996)
- 1907 - Gene Autry, attore, cantante, uomo d'affari († 1998)
- 1908 - Eddie Tolan, atleta statunitense († 1967)
- 1912 - Michelangelo Antonioni, regista italiano
- 1913
  - Trevor Howard, attore († 1988)
  - Stanley Kramer, regista († 2001)
  - Silvio Piola, calciatore italiano († 1996)
- 1920 - Salvo Mastellone, scrittore e storico mazziniano
- 1931 - Anita Ekberg, attrice
- 1935 - Jerry Lee Lewis, musicista statunitense
- 1936 - Silvio Berlusconi, imprenditore e politico italiano
- 1938 - Wim Kok, politico olandese ed ex-primo ministro
- 1939 - Larry Linville, attore († 2000)
- 1940 - Nicola di Bari, cantante italiano
- 1941 - Edmund Stoiber, politico tedesco
- 1942
  - Felice Gimondi, ciclista italiano
  - Madeline Kahn, attrice († 1999)
- 1943
  - Lech Walesa, sindacalista e politico polacco, ex-presidente della Polonia, premio nobèl per la pace 1983
  - Wolfgang Overath, calciatore tedesco
- 1950 - Loretta Goggi, cantante e conduttrice tv italiana
- 1951 - Maureen Caird, atleta australiana
- 1954 - Mike Post, compositore di sigle televisive statunitense
- 1956 - Sebastian Coe, mezzofondista britannico
- 1957 - Harald Schmid, atleta tedesco
- 1959 - Raf, cantante italiano
- 1960 - Jennifer Rush, cantante
- 1962 - Rebecca DeMornay, attrice
- 1963 - Dave Andreychuk, giocatore di Hockey su ghiaccio
- 1964 - Tom Sizemore, attore
- 1966 - Jill Whelan, attrice
- 1967 - Craig Bowie, musicista, compositore, informatico
- 1975 - Joe Roff, giocatore di rugby australiano
- 1976 - Andriy Shevchenko, calciatore ucraino
- 1978 - Karen Putzer, sciatrice italiana

Morti


- 48 AC - Pompeo, statista e generale romano
- 855 - Lotario, Re di Lotaringia
- 1364 - Carlo di Blois, Duca di Bretagna
- 1530 - Andrea del Sato, pittore italiano (n. 1486)
- 1560 - Re Gustavo I di Svezia (n. 1496)
- 1624 - Simone de Rojas, santo (n. 1540)
- 1804 - Michael Hillegas, primo tesoriere degli Stati Uniti
- 1837 - Ferdinando VII di Spagna
- 1839 - Friedrich Mohs, geologo tedesco
- 1856 - Vittorio di Seyssel d’Aix, Marchese di Aix
- 1902
  - Emile Zola, scrittore francese
  - William Topaz McGonagall, poeta irlandese
- 1908 - Machado de Assis, scrittore brasiliano
- 1913
  - Rudolf Diesel, pioniere dell'automobile
  - Trevor Howard, attore
- 1920 - Michele Rajna, astronomo italiano
- 1922 - Antonio Favaro, matematico italiano
- 1936 - Uldarigo Masoni, matematico italiano
- 1937
  - Ray Ewry, atleta statunitense vincitore di 8 ori olimpici
  - Ernst Hoppenberg, nuotatore tedesco
- 1956 - Anastasio Somoza García presidente del Nicaragua
- 1967 - Carson McCullers, scrittore
- 1970 - Edward Everett Horton, attore
- 1977 - Alexander Tcherepnin, compositore russo
- 1988 - Charles Addams, fumettista
- 1997 - Roy Lichtenstein, artista
- 1998 - Tom Bradley, ex sindaco di Los Angeles
- 2001 - Nguyen Van Thieu, Presidente del Vietnam del Sud
- 2003 - Elia Kazan, regista cinematografico
- 2004 - Richard Sainct, motociclista francese
- 2005 - Sergio Tellini, detentore di record videoludici

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- San Gabriele, arcangelo
- San Michele arcangelo. Festa patronale di Pieve Ligure.
- San Giovanni da Dukla, francescano polacco
- San Grimoaldo di Pontecorvo, sacerdote
- San Raffaele, arcangelo

Laiche

29 ja:9月29日 ko:9월 29일 simple:September 29 th:29 กันยายน

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

61 AC

Eventi


  - 29 settembre, Pompeo celebra il terzo trionfo sui pirati e la fine delle guerre di Mitridate.

Nati


-

Morti


- 040

Pompeo

Gneo Pompeo Magno (in latino Gnaeus Pompeius Magnus) è il più noto personaggio della gens Pompea (106 AC, Picenum - 48 AC, Egitto). Generale e politico Romano, figlio di Gneo Pompeo Strabone, fu prima alleato e poi avversario di Cesare.

Gli inizi

Pompeo Magno nacque il 28 settembre 106 AC, come figlio di Gneo Pompeo Strabone, un uomo estremamente ricco proveniente dal Piceno. Questo ramo della famiglia dei Pompei era tradizionalmente provinciale, il che lo sottoponeva inevitabilmente ai pregiudizi della élite Romana. La sua famiglia aveva raggiunto il consolato per la prima volta solo 35 anni prima. Di conseguenza aveva un background rispettabile ma un po' troppo provinciale, un leggero neo che lo ha segnato durante tutto la sua competizione politica con i più potenti patrizi di Roma. Suo padre, Pompeo Strabone, era un importante generale ed il primo della famiglia a diventare senatore, essendo stato eletto console il 89 AC. Pompeo crebbe con il suo padre negli accampamenti militari, coinvolto con l'esercito e gli affari politici. Strabone aveva combattuto prima con Gaio Mario, poi con Silla nelle guerre civili dell'88-87 AC. A 17 anni, Pompeo era oramai completamente coinvolto nelle guerre di suo padre. Inoltre aveva un suo protetto, un giovane ufficiale suo coetaneo, Marco Tullio Cicerone. Secondo Plutarco, favorevole a Pompeo, era un adolescente popolare, considerato un po' simile ad Alessandro Magno. Strabone morì nei conflitti tra Gaio Mario e Lucio Cornelio Silla, lasciando al giovane Pompeo il controllo dei suoi affari e della sua fortuna. Malgrado la sua gioventù, Pompeo fu al fianco di Silla dopo il suo ritorno dalla guerra Mitridatica il 83 AC. A Roma, Silla prevedeva difficoltà con Cinna ed trovò il giovane 23enne, e le tre legioni di veterani di suo padre, utili. Questa alleanza politica accelerò la carriera di Pompeo a Roma. Silla, ora dittatore, con il controllo assoluto della città, forzò il divorzio dal marito di Emilia Scaura, la figliastra incinta per farle sposare il suo giovane alleato. Pompeo era semplicemente felice di divorziare da Antistia, una matrona provinciale e di prendere la patrizia Emilia. Il giovane Pompeo era ora in un'ottima posizione nei ranghi di Silla, nondimeno lontano dal suo consiglio privato. Durante le campagne di Silla attraverso l'Italia, Pompeo incontrò due individui che avrebbero entrambi modellato il futuro suo e di Roma: Marco Licinio Crasso e Gaio Giulio Cesare. Pompeo venne a contatto con Crasso nell'esercito. Crasso, come Pompeo, era stato lasciato con una piccola fortuna e con la forza militare di suo padre ed aveva parteggiato per Silla. I due avrebbero sviluppato una rivalità che sarebbe durata negli anni a venire. Pompeo incontrò per la prima volta Cesare quando Silla portò Cesare davanti a lui e chiese a Cesare di divorziare da sua moglie Cornelia, la figlia di Cinna. Quando Cesare rifiutò, Silla lo perdonò. Quando Pompeo encomiò l'azione, Silla rispose dicendo che desiderava lasciare alcuni nemici vivi per le avventure successive. Pompeo vide Cesare così non tanto come un nemico, ma come un ostacolo rispettato. Alcuni rapporti dell'evento suggeriscono che Pompeo fosse ispirato dal rifiuto di Cesare a divorziare da sua moglie, che gli ricordava lo stesso scenario che Pompeo aveva affrontato soltanto due anni prima.

Sicilia ed Africa

Anche se la sua età giovane lo faceva essere privatus (un uomo che non deteneva una carica politica del cursus honorum o connessa ad esso), Pompeo era un uomo molto ricco e un generale di talento con il controllo di tre legioni di veterani. Inoltre, era ambizioso di gloria e potere. Felice di recepire i desideri del genero e di riordinare la sua situazione come dittatore, Silla inviò Pompeo in Sicilia per recuperare dai Mariani l'isola con il suo inestimabile rifornimento di grano. La Sicilia era strategicamente molto importante, poiché produceva la maggior parte del grano per Roma. Senza la popolazione della città avrebbe sofferto la fame e ci sarebbero certamente state delle sommosse. Pompeo si occupò della resistenza con mano dura e quando i cittadini protestarono per i suoi metodi, rispose con una delle sue citazioni più famose: "Smettete di citare leggi, noi portiamo armi". Scacciò le forze avversarie dalla Sicilia e poi andò in Africa, in cui continuò la sua serie ininterrotta di vittorie nel 82-81 AC. Il suo sterminio spietato delle forze avversarie generò un odio amaro fra i Mariani sopravvissuti. Proclamato sul campo Imperator dalle sue truppe in Africa, Pompeo richiese un trionfo per le sue vittorie africane. Pompeo rifiutò di sciogliere le sue legioni e si presentò con la sua richiesta alle porte di Roma dove, sorprendentemente, Silla consentì ad assegnargli il trionfo. È anche su questo punto che Pompeo si guadagnò il cognomen di Magno, cioè Grande. La leggenda dice che fu Silla stesso che ebbe l'idea. La verità di questa affermazione non è stata stabilita.

La Spagna e la rivolta di Spartaco

La reputazione del Pompeo come genio militare, e gli occasionali giudizi negativi, continuarono quando richiese l'imperium proconsolare (anche se non aveva ancora ricoperto la carica di console) per andare in Spagna e combattere contro Sertorio, un generale Mariano che continuava a governare la Spagna. Pompeo rifiutò di sciogliere le sue legioni fino a che la sua richiesta non fu accettata e si riunì con Metello Pio contro Sertorio. La campagna contro la brillante guerriglia del generale durò dal 76 AC al 71 AC. È significativo che la guerra infine fu vinta solo grazie all'assassinio di Sertorio e non perché Pompeo o Metello Pio fossero stati in grado di ottenere una netta vittoria sul campo di battaglia. Nei mesi successivi alla morte del Sertorio, tuttavia, Pompeo rivelò uno dei suoi talenti più significativi: un genio per l'organizzazione e la gestione di una provincia conquistata. Termini giusti e generosi hanno esteso il suo controllo su tutta la Spagna e sulla Gallia meridionale. Quando Crasso era in difficoltà contro Spartaco alla fine della rivolta degli schiavi del 71 AC, Pompeo tornò in Italia con il suo esercito per mettere fine alla sommossa. Gli avversari si lagnarono e, specialmente Crasso, affermavano che stava sviluppando un talento per arrivare alla fine di una campagna e per prendere tutto la gloria per la riuscita conclusione. Ciò avrebbe assicurato l'inimicizia perenne tra Crasso e Pompeo, che non fu risolta per più di un decennio. Tornato a Roma, Pompeo celebrò il suo secondo trionfo extralegale per le vittorie in Spagna. Gli ammiratori vedevano in Pompeo il generale più brillante dell'epoca. Il 71 AC, a solo 35 anni (cfr. cursus honorum), Pompeo fu eletto per la prima volta console, per il 70 AC come partner più giovane di Crasso, grazie all'appoggio irresistibile della popolazione romana.

I pirati ed il Medio Oriente

Nel 69 AC, Pompeo era il beniamino delle masse romane anche se molti Ottimati erano profondamente sospettosi delle sue intenzioni. Il suo primato nello stato fu accresciuto da due incarichi proconsolari straordinari, senza precedenti nella storia romana. Nel 67 AC, due anni dopo il suo consolato, Pompeo fu nominato comandante di una flotta speciale per condurre una campagna contro i pirati che infestavano il Mediterraneo. Questo incarico, come ogni cosa nella vita di Pompeo, fu circondato da polemiche. La fazione conservatrice del Senato era sospettosa sulle sue intenzioni ed impaurita dal suo potere. Gli Ottimati provarono con ogni mezzo ad evitarla. Significativamente, Cesare faceva parte di quella manciata di senatori che sostennero il comando di Pompeo fin dall'inizio. La nomina allora fu avanzata dal tribuno della plebe Aulo Gabinio che propose la Lex Gabinia, che assegnare a Pompeo il comando della guerra contro i pirati del Mediterraneo, con un ampio potere che gli assicurava il controllo assoluto sul mare ed anche sulle coste per 50 miglia all'interno, ponendolo al di sopra di ogni capo militare in oriente. A Pompeo occorsero solo pochi mesi per eliminare dal Mediterraneo il pericolo dei pirati. In tre brevi mesi (67-66 AC), le forze di Pompeo ripulirono letteralmente il Mediterraneo dai pirati, dimostrando straordinaria precisione, disciplina ed abilità organizzativa. La rapidità della campagna indicò che era un generale di talento anche in mare, con forti capacità logistiche. Pompeo era l'eroe del momento. Fu allora incaricato di condurre la guerra mitridatica, contro Mitridate VI re del Ponto, in oriente. Questo comando affidava essenzialmente a Pompeo la conquista e la riorganizzazione dell'intero Mediterraneo orientale. Fu il secondo comando sostenuto da Cesare a favore di Pompeo. Questi condusse le campagne dal 65 AC al 62 AC con tale potenza militare e capacità amministrativa che, Roma annesse gran parte dell'Asia sotto un saldo controllo. Pompeo non solo distrusse Mitridate, ma sconfisse anche Tigrane il grande, re di Armenia, con cui in seguito fissò dei trattati. Conquistò Antioco XIII di Siria, che annesse e mosse verso Gerusalemme, che conquistò. Pompeo impose una riorganizzazione generale ai re delle nuove province orientali, tenendo intelligentemente conto dei fattori geografici e politici connessi alla creazione di una nuova frontiera di Roma in oriente. Con tutte le sue campagne (Pompeo sconfisse Mitridate, Tigrane, Antioco XIII di Siria) il Ponto e la Siria divennero province romane e Gerusalemme fu conquistata, tutto a nome di Roma. Con Tigrane come nuovo amico ed alleato di Roma, la catena dei protettorati romani si estese ad est fino al Mar Nero ed al Caucaso. La quantità di tributi ed il bottino che Pompeo portò a Roma era incalcolabile (Plutarco elenca quasi 20.000 talenti d'oro e d'argento versati al tesoro), l'aumento in tasse al pubblico erario aumentò annualmente da 50 milioni a 85 milioni di dracme. Il suo genio amministrativo era tale che le sue disposizioni resisterono in gran parte identiche fino alla caduta di Roma.

Il ritorno di Pompeo a Roma

Nel dicembre del 62 AC, Pompeo infine tornò a Roma con un dilemma su cosa fare. Da una parte desiderava il suo terzo trionfo, d'altro canto desiderava candidarsi per un secondo consolato. Le leggi romane dichiaravano che un generale non poteva attraversare il pomerium senza perdere il diritto al trionfo, ma un candidato doveva essere in città per presentarsi personalmente per l'elezione. Pompeo provò ad usare la diplomazia e chiese al senato per posporre l'elezione consolare per il giorno dopo il trionfo. Gli Ottimati, guidati da Catone Uticense, si opposero fortemente e forzarono Pompeo a scegliere. Scelse il trionfo, ma non poté candidarsi per il consolato. Se non poteva essere scelto, almeno poteva corrompere gli elettori per scegliere il suo candidato, Affranio. Secondo parecchie fonti, ci fu uno scandalo enorme con gli elettori che si dirigevano in massa alla casa del Pompeo fuori del pomerium. Il suo terzo trionfo avvenne il 29 settembre del 61 AC (giorno del quarantacinquesimo compleanno di Pompeo), celebrando le vittorie sopra i pirati e nel Medio Oriente, e doveva essere un evento indimenticabile a Roma. Due interi giorni furono previsti per l'enorme parata di prede, prigionieri, l'esercito e i vessilli che descrivevano scene di battaglia riempirono tutto la strada tra il Campo Marzio ed il tempio di Giove Ottimo Massimo. Per completare i festeggiamenti, Pompeo offrì un banchetto trionfale e fece parecchie donazioni al popolo di Roma, aumentando ulteriormente la sua popolarità. Ora al suo zenith, durante questo periodo Pompeo era stato ampiamente assente da Roma per oltre cinque anni ed era sorta una nuova stella. Era occupato in Asia durante il costernazione causata dalla congiura di Catilina, quando un giovane Giulio Cesare oppose la sua volontà contro quello del console Cicerone ed il resto degli Ottimati. Il suo vecchio collega ed avversario, Crasso, avevano prestato fondi a Cesare. Cicerone era in eclissi, ora perseguitato dalla cattiva volontà di Publio Clodio e dalle sue bande. Nuove combinazioni erano state create e l'eroe delle conquiste era ora fuori dai giochi. Di nuovo a Roma, Pompeo abilmente allontanò i suoi eserciti, disarmando le preoccupazioni che intendesse passare dalle sue conquiste al dominio di Roma come Dittatore. Tuttavia Pompeo era ancora un tattico supremo; cercò semplicemente nuovi alleati e tirò le file dietro le scene politiche. Gli Ottimati aveva combattuto di nuovo per avere il controllo di gran parte del potere reale del Senato; nonostante i suoi sforzi, Pompeo trovò che le loro azioni era contro di lui. I suoi magnifici accordo in Oriente non furono ratificati subito. Le terre pubbliche che aveva promesso ai suoi veterani non arrivavano. D'ora in poi, la strategia politica di Pompeo suggerisce che, anche se aveva fissato una linea prudente per evitare di offendere i conservatori, era sempre più sconcertato dalla riluttanza degli Ottimati a riconoscere i suoi solidi successi. La frustrazione e la costernazione di Pompeo lo avrebbero spinto verso alleanze politiche sconosciute.

Cesare ed il Primo Triumvirato

Anche se Pompeo e Crasso non si fidavano uno dell'altro, nel 61 AC si ritenevano entrambi danneggiati. Una tassa proposta da Crasso era stata rigettata , allo stesso tempo i veterani di Pompeo erano ignorati. Così si inserì Cesare, che era sei anni più giovane di Pompeo, di ritorno dal servizio in Spagna e pronto per candidarsi al consolato per il 59 AC. Cesare riuscì in qualche modo a forgiare un'alleanza politica sia con Pompeo che con Crasso (il cosiddetto primo triumvirato). Pompeo e Crasso lo avrebbero aiutato ad essere eletto console e lui avrebbe usato il suo potere di console per favorire le loro leggi. Plutarco cita Catone che più tardi avrebbe affermato che la tragedia di Pompeo non era essere il nemico sconfitto di Cesare, ma essere stato, troppo a lungo amico e sostenitore di Cesare. Il consolato tempestoso di Cesare del 59 AC portò a Pompeo non solo la terra e gli insediamenti che desiderava, ma anche una nuova moglie: giovane figlia di Cesare, Giulia. Si pensa che Pompeo fosse inebriato dalla sposa. Dopo che Cesare si fu assicurato il comando proconsulare in Gallia alla fine dell'anno consolare, a Pompeo fu dato il governo della Spagna ulteriore e tuttavia gli fu consentito di rimanere a Roma a sorvegliare il rifornimento romano del grano, che era critico, esercitando il suo comando attraverso subalterni. Pompeo organizzò la fornitura del grano con la sua usuale eccellente efficienza ma il suo successo negli affari politici era meno sicuro. Gli Ottimati non gli avevano mai perdonato di aver abbandonato Cicerone quando Publio Clodio aveva imposto il suo esilio; soltanto quando Clodio cominciò ad attaccarlo, Pompeo si persuase ad agire con altri per il richiamo di Cicerone nel 57 AC. Una volta che Cicerone fu tornato, la sua usuale magia vocale contribuì a calmare in parte la posizione di Pompeo, ma molte persone ancora lo vedevano come un traditore per la sua alleanza con Cesare. Altri agitatori provarono a persuadere Pompeo che Crasso stava complottando per assassinarlo. Una voce (citata da Plutarco) inoltre suggeriva che il vecchio conquistatore stava perdendo l'interesse nella politica a favore della vita domestica con la giovane moglie. Era anche occupato dai particolari della costruzione del gigantesco complesso più tardi conosciuto come il teatro di Pompeo nel Campo Marzio; non solo il primo teatro permanente mai costruito a Roma, ma un complesso strabiliante a vedere di sontuosi portici, negozi e costruzioni multi-servizio. Cesare, nel frattempo, stava accrescendo la sua fama di genio militare. Dal 56 AC, i legami fra i tre uomini stavano sfilacciandosi; Cesare chiamò prima Crasso, poi Pompeo, ad una riunione segreta a Lucca per ripensare sia la strategia che le tattiche. In questo momento Cesare non era più il socio sottoposto e silenzioso del trio. A Lucca fu deciso che Pompeo e Crasso avrebbero di nuovo avuto il consolato nel 55 AC. Alla loro elezione, il comando di Cesare in Gallia sarebbe stato prolungato per altri cinque anni, mentre Crasso avrebbe ricevuto il comando in Siria (da dove partire per conquistare la Partia ed estendere i propri successi). Pompeo avrebbe continuato a governare la Spagna in absentia dopo il loro anno consolare. Questa volta, tuttavia, l'opposizione ai tre uomini era elettrica; si ricorse alla corruzione su una scala senza precedenti per assicurare l'elezione di Pompeo e di Crasso nel 55. I loro sostenitori ricevettero la maggior parte dei restanti incarichi importanti. La violenza fra Publio Clodio e le altre fazioni aumentava e l'agitazione civile stava diventando endemica.

La guerra civile

Anche se nell'inizio, Pompeo aveva preteso di poter sconfiggere Cesare ed arruolare eserciti soltanto ponendo il suo piede sul terreno dell'Italia, nella primavere del 49 AC, quando Cesare attraversò il Rubicone e le sue legioni attraversavano la penisola, Pompeo ordinò di abbandonare Roma. Le sue legioni fuggirono a sud verso Brundisium, dove Pompeo intendeva trovare un nuovo vigore per intraprendere la guerra contro Cesare in Oriente. Negli eventi, quasi incredibilmente, né Pompeo né il Senato pensarono a prendere con loro le ampie risorse dell'erario, che furono lasciate convenientemente per Cesare quando le sue forze entrarono a Roma. Essendo riuscito a Brundisium a sfuggire per un pelo a Cesare, Pompeo riguadagnò la sua sicurezza nell'assedio di Dyrrhachium, dove Cesare quasi perdeva la guerra. Tuttavia, non riuscendo a sfruttare il momento critico di Cesare, Pompeo gettò via la possibilità di distruggere le sue armate. Come ha detto Cesare stesso, "oggi il nemico avrebbe vinto, se avesse avuto un comandante che era un vincitore." (Plutarco, 65). Con Cesare alle costole, i conservatori condotti da Pompeo fuggirono in Grecia. Gli eserciti si scontrarono nella battaglia di Farsalo nel 48 AC. La lotta fu dura per entrambe la parti ma alla fine ci fu la vittoria decisiva di Cesare. Come tutti gli altri conservatori, Pompeo dovette fuggire per salvare la vita. Incontrò la moglie Cornelia e il figlio Sesto Pompeo sull'isola di Mitilene. Allora si è domandato dove andare dopo. La decisione di passare in uno dei regni orientali fu decisa a favore dell'Egitto. Arrivato in Egitto, il destino di Pompeo fu deciso dai consiglieri di Tolomeo, il re - ragazzo. Mentre Pompeo aspettava in mare aperto un accordo, hanno discusso il costo di offrirgli rifugio con Cesare già in viaggio per l'Egitto. Fu deciso di assassinare il nemico di Cesare per ingraziarselo. Il 29 settembre, il giorno del suo cinquantottesimo compleanno, Pompeo Magno fu adescato col pretesto di un'udienza a bordo di una piccola barca in cui riconobbe due vecchi camerati d'arme dalle gloriose battaglie iniziali. Erano i suoi assassini. Quando si è sedette nella barca, studiando il suo discorso per il re - ragazzo, lo pugnalarono alla schiena con una spada ed un pugnale. Dopo la decapitazione, il corpo fu sprezzantemente lasciato incustodito e nudo, sulla spiaggia. Il suo liberto, Filippo, organizzò un semplice funerale e cremò il corpo su una pira di fasciame di una nave. Cesare arrivò poco dopo. Come regalo di benvenuto ricevette la testa di Pompeo ed il suo anello in un cesto. Tuttavia, non fu contento di vedere il suo nemico, una volta suo alleato e genero, assassinato dai traditori. Quando uno schiavo gli offrì la testa di Pompeo, "... si girò via con ripugnanza, come da un assassino; e quando ricevette l'anello con il sigillo di Pompeo su cui era inciso un leone che tiene una spada nelle sue zampe, scoppiò in lacrime." (Plutarco, 80). Depose Tolomeo, fece giustiziare Potino ed elevò Cleopatra al trono dell'Egitto. Cesare diede le ceneri di Pompeo e l'anello a Cornelia, che le portò indietro nelle sue proprietà in Italia. Alla fine del 45 AC, Pompeo fu deificato dal senato su richiesta di Cesare. Per un colpo dell'ironia, Cesare è stato assassinato alle Idi di marzo, nel 44 AC, nel teatro di Pompeo, alla base della statua del Pompeo. Si dice che in punto di morte Cesare abbia pregato al suo migliore amico, genero e maggior rivale.

Considerazioni storiche

Per gli storici del suo periodo e anche per quelli immediatamente successivi, la vita di Pompeo era semplicemente troppo buona per essere vera. Non esisteva un precedente storico soddisfacente di un grande uomo che, avendo realizzato con i propri sforzi trionfi straordinari, aveva tuttavia perso il potere e l'influenza e, alla fine, era stato assassinato con un tradimento. Era l'eroe della Repubblica, che sembrava una volta tenere il mondo romano nel palmo della sua mano solo per essere buttato giù a causa del suo debole giudizio e dall'invincibile Cesare. Pompeo è stato idealizzato come eroe tragico quasi immediatamente dopo Farsalo ed il suo assassinio: Plutarco lo ha ritratto come il vero Alessandro romano, puro di cuore e di mente, distrutto dalle ciniche ambizioni di che era intorno a lui. La verità, naturalmente, è un'altra.

Matrimoni e figli


- Prima moglie, Antistia
- Seconda moglie, Emilia Scaura (figliastra di Silla)
- Terza moglie, Mucia Terzia (da cui divorziò per adulterio, secondo le lettere di Cicerone)
  - Gneo Pompeo (il giovane), ucciso nel 45 AC, dopo la Battaglia di Munda
  - Pompea, sposata a Fausto Cornelio Silla
  - Sesto Pompeo, console nel 35 AC
- Quarta moglie, Giulia (figlia di Cesare)
- Quinta moglie, Cornelia Metella (figlia di Metello Scipione)

Cronologia


- 106 AC 29 settembre - nasce nel Piceno
- 83 AC - si allea a Silla, dopo il suo ritorno dalla guerra Mitridatica; matrimonio con Emilia Scaura
- 82/81 AC - sconfigge gli alleati di Mario in Sicilia e Africa; primo trionfo
- 76/71 AC - campagna in Spagna contro Sertorio
- 71 AC - ritorna in Italia e pone fine alla rivolta di Spartaco; secondo trionfo
- 70 AC - primo consolato (con M. Licinio Crasso)
- 67 AC - sconfigge i pirati e va nella provincia dell'Asia
- 66/61 AC - sconfigge il re Mitridate del Ponto; fine della Terza Guerra Mitridatica
- 61 AC 29 settembre - terzo trionfo
- 59 AC Aprile - viene costituito il primo triumvirato; Pompeo si allea a Cesare e Licinio Crasso; matrimonio con Giulia figlia di Cesare
- 58/55 AC - governa la Spagna Ulteriore per procura; costruzione del Teatro di Pompeo a Roma
- 55 AC - secondo consolato (con M. Licinio Crasso)
- 54 AC - Giulia muore; finisce il primo triumvirato
- 52 AC - terzo consolato con Metello Scipione; matrimonio con Cornelia Metella
- 51 AC - vieta a Cesare (in Gallia) di candidarsi per il consolato in absentia
- 49 AC - Cesare passa il Rubicone e invade l'Italia; Pompeo si ritira in Grecia con gli ottimati
- 48 AC - guidati da Pompeo, gli ottimati perdono la Battaglia di Farsalo; Pompeo fugge in Egitto, dove fu assassinato il 29 settembre da un sicario del re Tolomeo XIII. Pompeo Magno, Gneo Pompeo Magno, Gneo Pompeo Magno, Gneo Pompeo Magno, Gneo ja:ポンペイウス

440

Eventi

Nati

Morti

040 ko:440년 nb:440

Papa Leone I

Leone I fu Papa dal 440 al 461. Secondo il Liber Pontificalis era nativo della Toscana. Nel 431, in qualità di diacono, occupava una posizione sufficientemente importante perché Cirillo di Alessandria si rivolgesse a lui, per far si che l'influenza di Roma venisse scagliata contro le pretese di Giovenale di Gerusalemme sulla giurisdizione patriarcale della Palestina -- a meno che la lettera non fosse piuttosto indirizzata a Papa Celestino I. All'incirca nello stesso periodo Giovanni Cassiano gli dedicò il trattato contro Nestorio, scritto su sua richiesta. Ma niente mostra meglio la confidenza che veniva riposta in Leone, del fatto che venne scelto dall'imperatore per appianare la disputa tra Aezio e Albino, i due più alti ufficiali in Gallia. Durante la sua assenza per questa missione, Papa Sisto III morì (11 agosto 440), e Leone venne unanimemente eletto dal popolo a succedergli. Il 29 settembre iniziò un pontificato che avrebbe fatto epoca per la centralizzazione del governo della Chiesa.

Zelo per l'ortodossia

Nemico senza compromessi dell'eresia, Leone scoprì che nella diocesi di Aquileia, i Pelagiani venivano ammessi alla comunione in chiesa, senza il formale ripudio dei loro errori; egli scrisse per rimproverare questa colpevole negligenza, e richiese un'abiura solenne davanti a un sinodo. I Manichei in fuga di fronte ai Vandali, erano giunti a Roma nel 439 e li vi si erano organizzati segretamente; Leone apprese del fatto attorno al 443, e procedette contro di loro tenendo un dibattito pubblico con i loro rappresentanti, bruciando i loro libri, e mettendo in guardia i cristiani romani contro di loro. I suoi sforzi portarono all'editto di Valentiniano III contro i manichei (19 giugno 445). Il suo atteggiamento non fu meno deciso contro i Priscilliani. Il vescovo Turribio di Astorga, meravigliato dalla diffusione della setta in Spagna, si era rivolto agli altri vescovi spagnoli sull'argomento, mandando una copia della sua lettera a Leone, che non si lasciò sfuggire l'opportunità di esercitare influenza in Spagna. Egli scrisse un esteso trattato (21 luglio 447) contro la setta, esaminando i suoi falsi insegnamenti nei dettagli, e chiedendo un concilio generale spagnolo, per investigare se ci fossero degli aderenti all'interno dell'episcopato -- ma ciò venne impedito dalle circostanze politiche in Spagna. Leone rafforzò la sua autorità nel 445 contro Dioscuro, il successore di Cirillo al patriarcato di Alessandria d'Egitto, insistendo che la pratica ecclesiastica della sua sede doveva seguire quella di Roma; poiché Marco, il discepolo di Pietro e fondatore della Chiesa Alessandrina, non poteva avere altra tradizione che quella del "principe degli apostoli". Il fatto che la provincia africana della Mauretania Caesariensis fosse stata conservata dall'impero e quindi dal credo di Nicene portato dall'invasione Vandala, e nel suo isolamneto fosse disposta ad affidarsi all'aiuto esterno, diede a Leone l'opportunità di asserire la sua autorità su quella regione, cosa che fece con decisione riguardo a diverse questioni di disciplina. In una lettera ai vescovi di Campania, Piceno e Toscana (443) egli richiese l'osservanza di tutti i suoi precetti e di quelli dei suoi predecessori; e rimproverò duramente i vescovi di Sicilia (447) per la loro deviazione dagli usi romani, ad esempio per il momento del battesimo, richiedendo loro di inviare dei delegati al sinodo romano per imparare la pratica corretta. L'asserzione del potere romano sull'Illiria era stata un punto forte dei Papi precedenti. Papa Innocenzo I aveva costituito il metropolita di Salonicco come suo vicario, allo scopo di opporsi al crescente potere del Patriarca di Costantinopoli. Ma in seguito i vescovi dell'Illiria mostravano una tendenza a schierarsi con Costantinopoli, e i Papi ebbero delle difficoltà a mantenere la loro autorità. Nel 444 Leone descrisse, in una lettera a loro indirizzata, il principio secondo il quale Pietro aveva ricevuto il primato e la supervisione dell'intera Chiesa, come premio della sua fede, e che quindi tutte le questioni importanti dovevano essere riferite a, e decise da Roma. Nel 446 Leone ebbe per due volte l'occasione di interferire con gli affari dell'Illiria, e nello stesso spirito parlò del pontefice romano come dell'apice della gerarchia di vescovi, metropoliti e primati. Comunque, dopo la sua morte, l'influenza di Costantinopoli tornò ad essere predominante.

Asserzione della sua autorità in Gallia

Non senza una seria opposizione, Leone riuscì ad asserire la sua autorità sulla Gallia. Patroclo di Arles (m. 426) aveva ricevuto da Papa Cosimo il riconoscimento del primato sulla Chiesa della Gallia, che era stato fortemente rivendicato dal successore Ilario. Un appello di Celidonio di Besançon, diede a Leone l'occasione di procedere contro Ilario, che si difese duramente a Roma, rifiutandosi di riconoscere lo status giudiziario di Leone. Ma Leone reinstaurò Celidonio e limitò Ilario alla propria diocesi, privandolo anche sei suoi diritti di metropolita sulla provincia di Vienne. Sentendo che la sua idea dominante di una monarchia romana universale era minacciata, Leone si appellò al potere civile per ottenere supporto, e ottenne da Valentiniano III il famoso decreto del 6 giugno 445, che riconosceva il primato del vescovo di Roma, basato sui meriti di Pietro, la dignità della città, e il Credo di Nicea (nella sua forma interpolata); ordinando che ogni opposizione alle sue decisioni, che avrebbero avuto la forza di leggi, doveva essere trattata come tradimento; e provvedendo per l'estradizione forzata da parte dei governatori provinciali, di chiunque si rifiutasse di rispondere agli avvertimenti di Roma. Ilario si sottomise a questo volere, anche se con il suo successore, Ravennio, Leone divise i diritti metropolitani tra Arles e Vienne (450). Un occasione favorevole per estendere l'autorità di Roma ad Oriente si offrì con il rinnovo della controversia Cristologica di Eutiche, che all'inizio del conflitto si rivolse a Leone e cercò rifugio presso di lui per la sua condanna di Flaviano. Ma quando ricevette da Flaviano la sua versione della storia, Leone prese decisamente le parti di quest'ultimo. Al Sinodo di Efeso, i rappresentanti di Leone consegnarono il famoso "tomo" o dichiarazione della fede della Chiesa Romana, in forma di lettera indirizzata a Flaviano, che ripete, in stretta concordanza con Agostino di Ippona, le formule della Cristologia occidentale, senza toccare veramente il problema che stava agitando l'oriente. Il concilio non lesse la lettera, e non prestò attenzione alle proteste dei legati di Leone, ma depose Flaviano ed Eusebio, che si appellarono a Roma. Leone richiese all'imperatore che un concilio ecumenico si tenesse in Italia, e nel contempo, al sinodo romano dell'ottobre 449, ripudiò tutte le decisioni prese a Efeso. Senza addentrarsi in un esame critico dei suoi decreti dogmatici, nelle sue lettere all'imperatore e ad altri egli domandò la deposizione di Eutizio come eretico Manicheo e Docetico. Con la morte di Teodosio II (450) e l'improvviso cambio della situazione ad oriente, Anatolio il nuovo patriarca di Costantinopoli, soddisfece le richieste di Leone, e il suo "tomo" venne letto e riconosciuto ovunque. A questo punto Leone non era più desideroso di avere un concilio, soprattutto perché non si sarebbe svolto in Italia. Questo era stato chiamato per riunirsi a Nicea, e quindi trasferito a Calcedonia, dove i suoi legati detenevano almeno una presidenza onoraria, e dove i vescovi lo riconobbero come interprete della voce di Pietro e come capo del loro corpo, richiedendogli la conferma dei loro decreti. Leone declinò fermamente la richiesta di confermare le loro disposizioni disciplinari, il che sembrò concedere a Costantinopoli un'autorità praticamente pari a quella di Roma, e considerava l'importanza civile di una città, come fattore determinante per la sua posizione ecclesiastica; ma Leone appoggiò fortemente i suoi decreti dogmatici, specialmente quando, dopo l'ascesa dell'Imperatore Leone I (457) sembrò esserci una predisposizione verso il compromesso con gli Eutiziani. Leone riuscì ad ottenere un patriarca ortodosso, e non il Monofisita Timoteo Aeluro, scelto dal Patriarca di Alessandria all'uccisione di Proterio. Il prossimo collasso dell'Impero d'Occidente, diede a Leone un ulteriore opportunità di apparire come rappresentante dell'autorità legale. Quando Attila invase l'Italia nel 452 e minacciò Roma, fu Leone che, con due alti funzionari civili, andò a inontrarlo, impressionandolo a tal punto da farlo ritirare -- questo almeno secondo Prospero, anche se Giordano, da altre motivazioni. La sua intercessione non riuscì a prevenre il sacco della città da parte di Genserico nel 455, ma omicidi e incendi vennero repressi grazie alla sua influenza. Leone morì probabilmente il 10 novembre del 461.

L'importanza di Leone

L'importanza del pontificato di Leone giace nelle sue asserzioni di un episcopato universale del vescovo romano, che trapelano dalle sue lettere, e ancor di più dalle sue noventasei orazioni pervenuteci. Secondo quanto dice, la Chiesa è costruita su Pietro, in perseguimento della promessa di Matteo xvi. 16-19. Pietro partecipa a tutto ciò che è Cristo; ciò che gli altri apostoli hanno in comune con lui lo hanno attraverso di lui. Il Signore prega solo per Pietro quando il pericolo minaccia tutti gli apostoli, perché la sua fermezza rafforzi gli altri. Ciò che è vero di Pietro è vero anche per i suoi successori. Ogni altro vescovo è incaricato della cura del proprio gregge, il vescovo di Roma di quella dell'intera Chiesa. Gli altri vescovi possono solo assisterlo in questo compito. Attraverso la sede di Pietro, Roma è diventata la capitale del mondo in un senso più ampio di prima. Per questo motivo, quando la Terra venne divisa tra gli apostoli, Roma venne riservata a Pietro, poiché qui, nel vero centro, il trionfo decisivo sarebbe stato ottenuto sulla saggezza terrena della filosofia e sul potere dei demoni; e quindi dalla testa, la luce della verità, si sarebbe diffusa a tutto il corpo. Agli occhi di Leone, i decreti del Concilio di Calcedonia acquisirono la loro validità dalla sua conferma. L'ampio spettro di questa teoria giustifica l'applicazione a Leone del titolo di primo Papa. La Chiesa Cattolica Romana segna l'11 aprile come commemorazione di San Leone, mentre le Chiese Ortodosse orientali lo commemorano il 18 febbraio.

Collegamenti esterni

[http://www.santitoscani.it/san-leone-magno-papa.html San Leone Magno di Tuscia su santitoscani.it] Leone 01 ja:レオ1世 (ローマ教皇) ko:교황 레오 1세

Papa

), Giovanni Paolo II]] Papa è il titolo detenuto dal vescovo di Roma e dai patriarchi di Alessandria d'Egitto. Ad assumere il titolo di papa fu Siricio, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma ad essere acclamato pontefice, dopo la rinuncia dell'imperatore Graziano a tale carica. Attualmente il soglio pontificio è occupato da Joseph Alois Ratzinger con il nome da lui scelto, Papa Benedetto XVI.

Nella Chiesa antica

Già al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali: "In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi." Mentre la sede di Roma si ritiene fondata dall'apostolo Pietro, quella di Alessandria fu fondata dall'evangelista Marco, sebbene la tradizione relativa non sia antica come quella di Roma.

Il ruolo del papa nella Chiesa cattolica

evangelista Marco evangelista Marco Nella Chiesa cattolica il papa di Roma ha compiti a diversi livelli, locale e universale: Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa. Il papa è inoltre arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche. Poichè la fondazione della sede di Roma viene fatta risalire a San Pietro, il papa viene anche detto successore del principe degli apostoli. Il papa è anche il primate della chiesa cattolica italiana. Egli è inoltre il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di sua santità o santo padre. Nella Chiesa cattolica al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre chiese, derivato dall'essere successore di Pietro. Egli è capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il Papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana. Il Codice di diritto canonico definisce il Papa Organo supremo della potestà di giurisdizione e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato sommo pontefice della Chiesa Universale e Servo dei servi di Dio. Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano della Santa Sede e dello stato della Città del Vaticano, che è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.

L'infallibilità papale

Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioé quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" [...] e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". Pertanto quanto da lui stabilito "vincola tutta la Chiesa". Tale prerogativa non è generalmente accettata dalle altre confessioni cristiane.

L'elezione del papa

Le modalità di elezione del papa hanno subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni papi vennero nominati dall'imperatore del Sacro romano Impero. Attualmente l'elezione del Papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente pontefice. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato può essere eletto Papa e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgante nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da Papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Il nome dei papi

È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo papa a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, papa Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché stranieri. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II come forma di rispetto per San Pietro. Alla fine cambiare il nome divenne una regola che ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriano Breakspear fu Adriano IV, Marcello Cervini fu Marcello II.

Voci correlate


- Diocesi di Roma
- Patriarcato di Alessandria
- Elenco dei Papi
- I 10 pontificati più lunghi
- I 10 pontificati più brevi
- Anello del pescatore
- Profezia sui papi
- Papi riformatori

Collegamenti esterni


- [http://145.253.206.229/benedetto/ - Benedetto XVI a Colonia nel 2005]
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Papa Benedetto III

Benedetto III fu Papa dall'855 al 7 aprile 858. Benedetto godeva di stima per la sua pietà e per la sua sapienza. La sua elezione avvenne in seguito al rifiuto di Adriano, scelto inizialmente dal clero e dal popolo, mentre un gruppo di persone influenti preferiva Anastasio. Questi ultimi disconobbero l'elezione di Benedetto e installarono Anastasio. Ad ogni modo, l'opinione popolare fu così forte da imporre la consacrazione di Benedetto. Gli inviati dell'Imperatore Lodovico II costrinsero Benedetto a trattare Anastasio e i suoi sostenitori con indulgenza. Questo scisma aiutò ad indebolire il potere degli imperatori sui papi, in particolare sulla loro elezione. Bendetto intervenne nel conflitto tra i figli di Lotario I (i futuri Lotario II, Lodovico II e Carlo il Calvo) alla morte di questi. Fu attivo in altre questioni ed assunse una posizione ferma nei confronti di Costantinopoli. Etelvulfo di Wessex e suo figlio, il futuro Alfredo il Grande, visitarono Roma durante il pontificato di Benedetto. La Papessa Giovanna viene di solito collocata tra il regno di Leone IV e quello di Benedetto. Benedetto 03 ko:교황 베네딕토 3세

Papa

), Giovanni Paolo II]] Papa è il titolo detenuto dal vescovo di Roma e dai patriarchi di Alessandria d'Egitto. Ad assumere il titolo di papa fu Siricio, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma ad essere acclamato pontefice, dopo la rinuncia dell'imperatore Graziano a tale carica. Attualmente il soglio pontificio è occupato da Joseph Alois Ratzinger con il nome da lui scelto, Papa Benedetto XVI.

Nella Chiesa antica

Già al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali: "In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi." Mentre la sede di Roma si ritiene fondata dall'apostolo Pietro, quella di Alessandria fu fondata dall'evangelista Marco, sebbene la tradizione relativa non sia antica come quella di Roma.

Il ruolo del papa nella Chiesa cattolica

evangelista Marco evangelista Marco Nella Chiesa cattolica il papa di Roma ha compiti a diversi livelli, locale e universale: Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa. Il papa è inoltre arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche. Poichè la fondazione della sede di Roma viene fatta risalire a San Pietro, il papa viene anche detto successore del principe degli apostoli. Il papa è anche il primate della chiesa cattolica italiana. Egli è inoltre il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di sua santità o santo padre. Nella Chiesa cattolica al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre chiese, derivato dall'essere successore di Pietro. Egli è capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il Papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana. Il Codice di diritto canonico definisce il Papa Organo supremo della potestà di giurisdizione e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato sommo pontefice della Chiesa Universale e Servo dei servi di Dio. Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano della Santa Sede e dello stato della Città del Vaticano, che è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.

L'infallibilità papale

Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioé quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" [...] e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". Pertanto quanto da lui stabilito "vincola tutta la Chiesa". Tale prerogativa non è generalmente accettata dalle altre confessioni cristiane.

L'elezione del papa

Le modalità di elezione del papa hanno subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni papi vennero nominati dall'imperatore del Sacro romano Impero. Attualmente l'elezione del Papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente pontefice. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato può essere eletto Papa e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgante nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da Papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Il nome dei papi

È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo papa a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, papa Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché stranieri. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II come forma di rispetto per San Pietro. Alla fine cambiare il nome divenne una regola che ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriano Breakspear fu Adriano IV, Marcello Cervini fu Marcello II.

Voci correlate


- Diocesi di Roma
- Patriarcato di Alessandria
- Elenco dei Papi
- I 10 pontificati più lunghi
- I 10 pontificati più brevi
- Anello del pescatore
- Profezia sui papi
- Papi riformatori

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1222

Eventi


- 29 settembre - Università degli studi di Padova - istituzione ufficiale

Nati


- 16 febbraio - Nichiren, monaco, fondatore del Buddismo Nichiren

Morti

022 ko:1222년

Bretagna

La Bretagna è una regione nel nord ovest della Francia, formante un vasto promontorio verso la Manica e l'Oceano atlantico. Il suo nome bretone, Breizh, viene abbreviato abitualmente con BZH.

Storia

Dal V° al VI° sec., la pressione militare anglo-sassone nell'isola di Bretagna (la Gran Bretagna) provocò l'emigrazione massiccia di Bretoni verso l'Armorica (regione della Gallia tra la Loira e la Senna). Furono cosi creati i reami bretoni continentali di Domnonea (al nord) e di Cornovaglia (a ovest), raggiunti durante il VI° sec dal reame di Broërec (a sud, intorno a Vannes/Gwened). Le invasione franche del 799 in poi provocarono la loro unione sotto lo scettro di Nominoë, duca dei Bretoni che si renderà indipendente dall'impero franco. I suoi successori (Erispoë, Salomone, Alano il Grande) furono riconosciuti re dall'imperatore Carlo il Calvo, tre volte severamente vinto dall'esercito bretone. Il reame di Bretagna cadde sotto i colpi degli invasori normanni (=vikinghi) nel anno 913. Nel 937, Alano Barbastorta, nipotino di Alano il Grande, sbarco dal suo esile in Gran Bretagna per vincere i Normanni ma non potè ritrovare la dignità reale. Adesso duchi, i principi bretoni indeboliti dalla divisione feudale della Bretagna (contea di Cornovaglia, di Nantes/Naoned, di Porhoët, di Penthièvre/Penteur; viscontea di Leon, di Poher, di Rohan, baronnie e signorie di Fougères, Dinan, Dol, Châteaulin/Kastellin, Pont, Tonquedec, Rieux, Rochefort, Clisson, Châteaubriant, Vitré, Coëtmen, Kaer, Malestroit...), saranno sottomessi alle influenze e alle invasioni dei conti d'Angio e dei duchi di Normandia. I figli di Alano Barbastorta non potranno imponersi al conte di Rennes/Roazhon Conan lo Storto (discendente del re Erispoë) che sarà riconosciuto duca. La dinastia dei conti di Rennes/Roazhon caderà alla fine del 1100 dalle rivalità interne (Hoël II, Eon II di Porhoët, Conan IV) e dall'agressione di Henrico II Plantageneto, che regnava su tutti i paesi ai confini della Bretagna (Angio, Normandia, Inghiterra, Aquitania e Poitou). Malgrado la resistenza bretone, la potenza di Henrico II e del figlio Riccardo Cuor di Leone conserverà la Bretagna nell'orbita plantageneta. L'assassino del duca Arturo I° dal suo zio il re usurpatore Giovanni senza Terra e la sconfitta delle truppe di Giovanni davanti a quelle del re di Francia Filippo-Augusto nel 1204 sono all'origine del cambiamento dinastico del ducato. Alice, sorella di Arturo I°, sarà riconosciuta duchessa (la sua sorella primogenita Azenor essendo mantenuta in cattività fino alla sua morte in Inghilterra) dal l'assemblea dei baroni bretoni e promessa a uno di loro (Penthièvre). Ma Filippo-Augusto impone il suo candidato e cugino Piero Mauclerc (= Malclerico) di Dreux nel 1213. I duchi plantageniti e capetingi hanno introdotto un'amministrazione svilupata e efficace. I capetingi Dreux sono rimasti fedeli all'ommaggio francese, se non Mauclerc se stesso. Nel 1341, la morte del duca Giovanni III provoco la Guerra di Succession di Bretagna tra i pretendenti Giovanni di Montfort e Giovanna di Penthièvre (sposata al nipote del re di Francia Carlo di Blois). Naturalmente, i Francesi apoggiarono Blois e Montfort trovera assistenza dagli Inglesi, felici di trasposare in Bretagna la guerra di Cento anni che la tregua imponata dal Papa vietava di proseguire direttamente tra di loro. La Bretagna storica, che ebbe come capitale varie città: Nantes/Naoned, Vannes/Gwened, Rennes/Roazhon... venne suddivisa nel 1790 in cinque dipartimenti:
- Côtes-du-Nord (successivamente Côtes-d'Armor/Aodoù-an-Arvor);
- Finistère/Penn-ar-Bed;
- Ille-et-Vilaine/Ill-ha-Gwilen;
- Morbihan/Morbihan;
- Loire-Inférieure (successivamente Loire-Atlantique/Liger-Atlantel). Fin dalla creazione delle regioni amministrative francesi, nel 1956, solo i primi quattro dipartimenti costituirono la Bretagna amministrativa, mentre la Loira atlantica era inclusa nei Paesi della Loira. Questa divisione venne contestata e lo viene ancora da una parte dei bretoni. Secondo un sondaggio del 1998 il 62% degli abitanti della Loira atlantica desiderano una congiunzione amministrativa del loro dipartimento alla regione Bretagna.

Geografia

Il capoluogo della regione amministrativa è attualmente Rennes/Roazhon. Le città principali della regione, oltre a Rennes/Roazhon, sono Brest, Lorient/An Oriant, Quimper/Kemper, Saint-Brieuc/S.Brieg. Nantes/Naoned e Saint-Nazaire/S.Nazer fanno adesso parte di un altra regione. La popolazione è di circa 3 milioni abitanti (detti bretoni) per la regione amministrativa, di circva 4,2 milioni abitanti per la regione istorica. Il territorio della regione confina con quello dell'Alta Normandia a nord-est e della Regione della Loira a sud-est. Le coste meridionali ed occidentali sono bagnate dall'Oceano Atlantico, quella settentrionale dal Canale della Manica.

Aspetti linguistici

La Bretagna è composta storicamente da due aree linguistiche: La Bretagna inferiore (Basse-Bretagne o Breizh Izel) ad ovest (Finistère, Morbihan e parte della Côtes-d'Armor) ove si parla la lingua bretone, apparentata al gallese e al cornicano. Nella Bretagna superiore (Haute-Bretagne ou Breizh Uhel) all'est (Ille-et-Vilaine e Loire-Atlantique) dove si parlano dei dialetti neolatini (langues d'oïl) noti con il termine di gallo. Come molte lingue regionali in Francia, il bretone è quasi scomparso a vantaggio del francese, soprattutto durante il XX secolo. Ma il bretone si è "risvegliato" negli anni 1970 e i difensori del gallo cominciarono a farsi sentire negli anni 1990. Attualmente ci sono circa 200 mila persone che parlano la lingua bretone. Per ulteriori approfondimenti: lingua bretone La bandiera bretone è detta Gwen ha Du (Bianco e Nero). È formata da nove bande bianche nere orizzontali, rappresentanti i nove vescovadi bretoni.

Voci correlate


- menhir
- dolmen Categoria:Regioni francesi categoria:Bretagna ja:ブルターニュ地域圏

1567

Eventi

Nati


- 15 maggio - Claudio Monteverdi, compositore italiano

Morti

067 ko:1567년 nb:1567

1789

Eventi


- 7 gennaio - Prime elezioni presidenziali negli USA.
- 14 luglio inizia la Rivoluzione Francese
- William Herschel scopre Mimas e Enceladus, satelliti di Saturno

Nati


- 21 agosto - Augustin Louis Cauchy, matematico francese († 1857)

Morti


- Giuseppe Baretti, scrittore italiano 089 ko:1789년 ms:1789 simple:1789

1799

Nati


- 19 settembre: Terenzio Mamiani († 1885), filosofo e politico italiano

Morti


- 9 gennaio - Maria Gaetana Agnesi, matematica e studiosa
- 15 agosto - Giuseppe Parini, poeta italiano
- 6 dicembre - Joseph Black, chimico e fisico scozzese
- 6 febbraio - Étienne-Louis Boullée, architetto francese 099 ko:1799년