:: wikimiki.org ::
| 3 Maggio |
3 maggio
Il 3 maggio è il 123° giorno del Calendario Gregoriano
(il 124° negli anni bisestili).
Mancano 242 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 1241 - Mar Tirreno: davanti all'isola del Giglio la flotta di Federico Barbarossa e quella di Pisa attaccano le navi di Genova con a bordo dei prelati diretti al concilio indetto da papa Gregorio IX, catturandoli
- 1494 - Cristoforo Colombo scopre la Giamaica
- 1497 - Consacrazione della Certosa di Pavia
- 1791 - La Dieta polacca proclama la Costituzione di maggio (prima costituzione moderna in Europa)
- 1808
- Spagna: rivolta a Madrid contro l'occupazione di Napoleone Bonaparte, i massacri del popolo da parte dei francesi ispireranno i quadri di Franzisco Goya
- Guerra finnica: La Svezia perde la fortezza di Sveaborg, che viene presa dalla Russia.
- 1810 - Lord Byron nuota nell'Ellesponto.
- 1860 - Carlo XV di Svezia-Norvegia viene incoronato Re di Svezia.
- 1867 - La Compagnia della Baia di Hudson rinuncia a tutte le pretese sull'Isola di Vancouver.
- 1912 - Le prime vittime del Titanic vengono seppellite ad Halifax, in Nuova Scozia.
- 1915 - L'Italia ripudia la triplice intesa con Germania e Austria: il 23 maggio entrerà in guerra contro l'Austria
- 1933 - Nellie Taylor Ross diventa la prima donna a dirigere la Zecca degli Stati Uniti.
- 1937 - Via col vento, un romanzo di Margaret Mitchell, vince il Premio Pulitzer.
- 1939 - Stalin nomina ministro degli Esteri Molotov
- 1945 - Seconda guerra mondiale: affondamento delle prigioni galleggianti: Cap Arcona, Thielbek e Deutschland da parte della RAF nella Baia di Lubecca.
- 1946 - Il Tribunale Militare Internazionale per l'Estremo Oriente inizia i suoi lavori a Tokyo, contro 28 rappresentanti dell'esercito e del governo giapponese, accusati di crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
- 1947 - La nuova Costituzione postbellica del Giappone entra in vigore.
- 1951 - Apertura della Royal Festival Hall di Londra.
- 1952 - I Tenenti Colonnelli statunitensi Joseph O. Fletcher e William P. Benedict atterrano con un aereo sul Polo Nord geografico.
- 1956 - Prima edizione dei campionati del mondo di judo
- 1968 - Parigi, prime cariche della polizia contro studenti in protesta: è l'inizio del Maggio francese
- 1979 - Inghilterra, Margaret Thatcher viene nominata Primo Ministro
- 1982
- Polonia, a Varsavia e in altre città, le manifestazioni di Solidarnosc si scontrano con la polizia
- Guerra delle Falkland: Il cacciatorpediniere Type 42 HMS Sheffield viene colpito e affondato da un missile Exocet
- 1985 - La Microsoft lancia sul mercato Excel
- 1991
- Viene firmata la Dichiarazione di Windhoek
- Viene trasmesso l'ultimo episodio della soap opera Dallas.
- 1998 - alle 00.08 Jacques Chirac e Helmut Khol firmano l'accordo sulla nomina del presidente della banca Centrale Europea: è la nascita dell'euro. Provvisoriamente vale 1942,03 lire italiane
- 2000 - Datapoint, la società che commissionò il microprocessore Intel 8008, dichiara bancarotta.
- 2002 - L'euro diventa la valuta ufficiale dei paesi dell'Unione Monetaria Europea
- 2003 - Palermo, la Corte d'Appello assolve il senatore a vita Giulio Andreotti dalle accuse di associazione mafiosa
- 2005 - Dopo 35 anni, la Corte di Cassazione assolve tutti gli imputati della Strage di Piazza Fontana e condanna al pagamento delle spese processuali i parenti delle vittime e le parti civili.
Nati
- 612 - Costantino III di Bisanzio, imperatore bizantino
- 1469 - Niccolò Machiavelli, scrittore e statista († 1527)
- 1748 - Emmanuel Joseph Sieyès, politico francese († 1836)
- 1761 - August Friedrich Ferdinand von Kotzebue, drammaturgo († 1819)
- 1773 - Giuseppe Acerbi, esploratore († 1846)
- 1786 - San Giuseppe Benedetto Cottolengo, fondatore Piccola Casa della Divina Provvidenza († 1842)
- 1826 - Carlo XV di Svezia
- 1859 - Andy Adams, scrittore
- 1861 - Emmett Dalton, fuorilegge
- 1893 - Konstantine Gamsakhurdia, scrittore georgiano
- 1898 - Golda Meir, primo ministro di Israele
- 1901 - Gino Cervi, attore italiano († 1974)
- 1906 - Mary Astor, attrice
- 1913 - William Inge, commediografo
- 1914 -
- 1919
- Pete Seeger, cantante folk
- Betty Comden, poetessa
- 1921
- Sugar Ray Robinson, pugile
- Joe Ames, cantante
- 1931 - Aldo Rossi, architetto
- 1933 - James Brown, cantante
- 1937 - Frankie Valli, cantante
- 1950 - Howard Ashman, poeta
- 1951 - Massimo Ranieri, al secolo "Giovanni Calone", cantante
- 1955 - Colin Deans, rugbysta scozzese
- 1956 - Carlo Rovelli, fisico italiano
- 1957 - Dario Vergassola, comico
- 1958 - Bill Sienkiewicz, disegnatore
- 1959
- Ben Elton, attore e scrittore inglese
- Uma Bharati, prima donna primo ministro del Madhya Pradesh
- Shigeru Kan-no, direttore d'orchestra
- Mark Titley, rugbysta gallese
- 1968 - Debora Caprioglio, attrice
- 1969 - Daryl F. Mallett, attore e scrittore
Morti
- 762 - Xuan Zong, imperatore cinese
- 1679 - James Sharp, arcivescovo, morto assassinato
- 1758 - Papa Benedetto XIV
- 1765 - Francesco Algarotti, scrittore e scienziato (n. 1712)
- 1925 - Clément Ader - ingegnere ed inventore francese
- 1942 - Thorvald Stauning, primo ministro di Danimarca
- 1987 - Dalida, cantante francese
- 1989 - Christine Jorgensen, transessuale
- 1991 - Jerzy Kosinski, scrittore
- 1992 - Sidney Reso, executive della Exxon
- 1995 - John Warren Aldrich, ornitologo statunitense (n. 1906)
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Polonia - Anniversario della Carta Costituzionale
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Alessandro I, Papa
- San Filippo apostolo
- San Giacomo il Minore, apostolo e vescovo di Gerusalemme
- San Giovenale di Narni, vescovo
- San Pellegrino Laziosi, religioso
- San Teodosio di Pecersk
Laiche
- Giornata mondiale della libertà di stampa, organizzata dall'UNESCO
03
ja:5月3日
ko:5월 3일
simple:May 3
th:3 พฤษภาคม
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Mar Tirreno
Il Mar Tirreno è quella parte del Mar Mediterraneo che si estende ad occidente della penisola italiana.
È compreso fra la Corsica, la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, la Campania, il Lazio e la Toscana, è collegato al Mar Ionio tramite lo Stretto di Messina ed è diviso dal Mar Ligure dall'isola d'Elba.
Geograficamente parlando il mar Ligure non è la parte settentrionale del mar tirreno, come molti erroneamente pensano, ma un mare a tutti gli effetti in quanto ha un fondale e una costiera diversa.
Alcuni fanno terminare il mar Ligure alla foce del Magra che però è solamente un confine dettato dalla tradizione. Il confine morfologico è tra Piombino e l'isola d'Elba.
La sua profondità massima è di 3.785 metri.
Il mare si trova vicino alla faglia che divide l'Africa dall'Europa. Di conseguenza, le catene montuose sotterranee e i vulcani attivi abbondano.
Prende il nome dall'antico popolo dei Tirreni, meglio noti come Etruschi.
Narra infatti lo storico greco Erodoto nelle sue Storie di come il re della Lidia (attuale Turchia occidentale) dopo anni di carestia avesse deciso di far emigrare una metà del suo popolo alla ricerca di una nuova patria. Guidati dal principe Tirreno, i Lidi sbarcarono quindi sulle coste occidentali della penisola italiana e, preso possesso della nuova terra, mutarono il loro nome in "Tirreni" dal nome del principe che li aveva guidati. Costoro, secondo il racconto greco, non sarebbero altri che gli Etruschi. Dal loro nome greco fu quindi detto "Tirreno" il mare che dominarono per secoli (talassocrazia etrusca).
Tirreno
ja:ティレニア海
Isola del Giglio
Isola del Giglio (GR) è un comune con poco più di millecinquecento abitanti, e si trova sull'omonima isola, interamente circondata dal Mar Tirreno.
Collegamenti
I collegamenti con il traghetto, con imbarco a Porto Santo Stefano, sono gestiti dalle Compagnie di Navigazione Maregiglio e Toremar. È necessario tenere presente che l'accesso all'Isola con veicoli è regolamentato con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 21 aprile 2004, e viene condizionato al pagamento di una quota.
Cultura
Storia
Ricorrenze e feste
- A Giglio Porto ricorre il 10 agosto il patrono San Lorenzo con spettacoli pirotecnici, serate danzanti, il tradizionale Palio Marinaro e la processione a mare.
- Show, concerti, spettacoli in piazza e fuochi d'artificio a Giglio Campese il 16 agosto per il patrono San Rocco.
- E infine il 15 settembre ricorre a Giglio Castello la festa del patrono San Mamiliano, con la tradizionale processione, il Palio degli Asini e l'immancabile tradizionale quadriglia.
15 settembre
Amministrazione
- Sindaco: Attilio Brothel, dal 06/2004 (primo mandato).
- Comune: Via Vittorio Emanuele 2 - 58013
- Centralino 0564 80.60.64
- Fax 0564 80.63.49
- Classificazione climatica: zona D, 2084 GR/G
Classificazione climatica
Categoria:Comuni della provincia di Grosseto
Categoria:Comuni della Toscana
Categoria:Comuni italiani
Giglio
ja:イーゾラ・デル・ジリオ
Pisa
Pisa è un comune della Toscana ed il capoluogo della omonima provincia. Ospita l'aeroporto "Galileo Galilei".
Tra i monumenti più importanti della città vi è - nella celebre piazza del Duomo, dichiarata patrimonio dell'umanità - la cattedrale costruita in marmo tra il 1068 ed il 1118, in stile romanico, con i suoi portali in bronzo di Bonanno Pisano ed il pulpito di Giovanni Pisano. Nella piazza svetta la caratteristica Torre pendente del XII secolo, alta 55 metri, che acquisì la sua caratteristica inclinazione immediatamente dopo l'inizio della sua costruzione.
Da notare la presenza di almeno due torri pendenti, una, la più nota, in Piazza dei Miracoli vicina all'estremità nord della centrale Via Santa Maria, accanto al duomo; l'altra a metà strada del lungofiume delle Piagge, campanile della chiesa San Michele degli Scalzi (in questo caso anche la chiesa è pendente).
duomo
Storia
Repubblica marinara assieme ad Amalfi, Venezia e Genova, Pisa ha tracce antiche che, per quanto riguarda la presenza dell'uomo nell'area cittadina, sembrano risalire al Paleolitico superiore.
Antichità
La città sorse in prossimità della confluenza delle foci dei fiumi Arno ed Auser, oggi scomparso, in una zona all'epoca lagunare. Le origini di Pisa state nel tempo attribuite ai Pelasgi, ai greci (Teuti o della Focide), ai Greci, agli Etruschi e ai Liguri e sono tuttora incerte. In base ai ritrovamenti archeologici si può sostenere con certezza l'esistenza di una città marittima e dedita a traffici con i Greci, i Fenici e i Galli almeno dalla metà del VI secolo AC. Anche gli autori romani attribuiscono a Pisa una non giovane età.
Tra questi in particolare Virgilio, Plinio, Strabone e Servio. Servio sostiene che i fondatori della città furono i Teuti mentre secondo Plinio la città sarebbe stata fondata dai Teuti oppure da Pelope, Re dei Pisei, tredici secoli prima di Cristo. Strabone ne attribuisce invece le origini a Nestore, Re di Pilo, successivamente alla caduta di Troia, mentre in quello stesso periodo, stando all'Eneide, Pisa appare già una città grande e potente.
Il ruolo marittimo della città era già spiccato all'epoca se è vero che gli autori antichi attribuivano ad un pisano l'invenzione del rostro. Studi recenti sostengono che l'espansione della città abbia comportato la necessità di utilizzare, oltre al porto fluviale, nuovi porti marittimi tra i quali uno a S.Piero a Grado, uno nella zona di S.Rossore e uno nei pressi di Livorno. I primi due furono in seguito abbandonati per l'interramento della laguna e gli scali furono trasferiti lungo il corso dell'Arno.
Col passare del tempo entrò nell'orbita politica di Roma e fu base di numerose imprese navali romane contro Liguri, Galli e Cartaginesi. Nel 180 AC divenne colonia romana. e sotto il consolato di Giulio Cesare ottenne lo status di colonia Julia Obsequens e una maggiore autonomia.
Alto medioevo
Con la caduta dell'impero romano Pisa non subì la decadenza di altre città probabilmente a causa della complessità del suo sistema fluviale di allora, che permetteva una facile difesa della città, e del possesso di una flotta. Il rilievo militare della città pare non essere stato scarso se, agli inizi del 600, tale flotta sembra aver minacciato la prosecuzione delle trattative di pace tra Bizantini e Longobardi. Inizialmente unico avamposto bizantino nella Tuscia conquistata dai Longobardi, entrò poi a far parte della Tuscia stessa probabilmente non a causa di una guerra ma in quanto lentamente assorbita nel periodo successivo al confronto tra i due regni. Da questo momento inizia l'ascesa di Pisa al ruolo di porto principale del Tirreno e di centro degli scambi della Tuscia con Corsica, Sardegna e coste meridionali di Francia e Spagna.
Con la sconfitta di Re Desiderio cui Pisa era fedele, l'avvento dei Franchi e la vittoria di Carlo Magno, la città ebbe una crisi dalla quale si risollevò presto. Dal punto di vista politico essa fu inserita nella contea-ducato di Lucca. Nel 930 fu trasformata in centro di contea, status che perdurò fino all'avvento di Ottone I, all'interno della Marca di Tuscia che aveva in Lucca la sua capitale ma in Pisa la città più importante se è vero che a metà del 900 Liutprando, vescovo di Verona, chiamava Pisa "Tusciae provinciae caput" e un secolo dopo il marchese di Tuscia veniva comunemente chiamato "marchese di Pisa". Proprio ai danni di Lucca, Pisa fu vittoriosa protagonista, nel 1003 della prima guerra comunale in Italia. Dal punto di vista navale invece, l'emergere dei saraceni nel IX secolo indusse Pisa ad allestire autonome flotte per contrastare i pirati. E furono tali flotte la garanzia dell'espansione della città.
La prima fase dello sviluppo della potenza pisana vede la città impegnata nel contenimento dei pirati saraceni nel Mediterraneo occidentale. Le imprese navali iniziano nell'828 con una spedizione contro le coste africane. Nell'871 Pisa partecipò in forze alla difesa di Salerno dall'attacco dei saraceni. Nel 970, dette un importante contributo alla spedizione dell'imperatore Ottone I che sconfigge una flotta bizantina in Calabria.
Il secolo XI
Nel 1005 occupò e saccheggiò Reggio Calabria. Altre spedizioni antiarabe furono la conquista e l'occupazione di Bona, in Africa settentrionale, nel 1034, la vittoriosa spedizione contro la città tunisina di El Mehedia nel 1088 ed il saccheggio di Palermo del 1063 con i cui marmi si dette inizio alla costruzione della Piazza dei miracoli. Nel corso dello scontro con gli arabi vi furono i grandi accrescimenti territoriali della città che nel 1016 strappò la Sardegna a Mugahid, detto Musetto, nel 1052 conquistò la Corsica e nel 1115 le Baleari. Quest'ultima impresa, peraltro non duratura, avvenne a seguito di una guerra iniziata nel 1113 e promossa da Pisa insieme a Papa Pasquale II e a cui parteciparono anche il conte di Barcellona, e contingenti di altri alleati provenzali ed italiani poi quasi interamente ritiratisi. Tra questi, a differenza delle precedenti spedizioni in Sardegna e Corsica, non vi furono i genovesi.
Dalla metà del secolo XI, l'accresciuto potere della città le valse diversi riconoscimenti papali e imperiali. Gregorio VII concesse la "legazia" sulla Corsica nel 1077, Urbano II elevò il rango della città a dignità arcivecovile nel 1092 mentre Enrico IV nel 1081 concesse alla città il diritto di eleggere i propri consoli. Quest’ultima concessione rispecchiava in realtà una situazione di fatto dal momento che, negli anni precedenti, una forte crisi istituzionale si era conclusa con l'accordo tra l'arcivescovo e il visconte, dal quale rimase escluso il Marchese, e a seguito del quale Pisa iniziò a governarsi tramite dei consoli assistiti da un Consiglio degli Anziani.
La crescita del potere economico e politico Pisa la ebbe principalmente con l'acquisizione di possedimenti e diritti commerciali verso l'est del Mediterraneo durante il periodo delle Crociate. A meno di due mesi dalla prima crociata del 1099, una flotta pisana di 120 navi giunse in Terrasanta a portare rifornimenti ai crociati. Durante il tragitto i crociati pisani, a cui si accompagnava l'arcivescovo Daiberto, futuro patriarca di Gerusalemme, colsero l'occasione per attaccare e saccheggiare varie isole dell'impero bizantino. Giuseppe Setaioli, nella sua "Historie dell'antichissima città di Pisa" scrive "Patriarca Pisano qual fece ritorno per allhora alla Patria stette in quel tempo l'armata Pisana quattro anni continui in quelle parti e volendo far ritorno a i patrij lidi ricordevoli di alcune ingiurie ricevute da Colajanni Imperatore di Constantinopoli risolvettero (benchè da longhe fatiche indeboliti) volere andare a i danni di detto Imperatore e luoghi e scorrere fino a Costantinopoli del che intimorito mandò sei ambasciatori a chieder paci alli Pisani dalli quali benignamente fulli concessa con alcuni pochi di tributi quali dovesse detto imperatore pagare fra i quali furono cinquanta capi di paramenti per la lor Chiesa del Duomo de i quali ven'era alcuni che per la quantità dell'oro si reggevano ritti". La presenza pisana e delle altre repubbliche ovviamente non si limitò al sostegno ai crociati ma fu volta allo stabilimento di colonie commerciali presso Siria, Libano e Palestina.
Il secolo XII
Nello specifico del caso pisano le concessioni ottenute permisero di fondare colonie ad Antiochia, Acri, Giaffa, Tripoli di Siria, Tiro, Gioppe, Laodicea ed Accone. A queste di aggiungevano possessi a Gerusalemme e Cesarea ed altre colonie, con un minor grado di autonomia, al Cairo, Alessandria e Costantinopoli. In tutte queste città i pisani avevano grandi privilegi ed esenzioni fiscali ma l'obbligo di contribuire alla difesa in caso di attacco esterno. Nel corso del secolo successivo l'importanza della presenza pisana aumentò anche nell'impero bizantino e a Costantinopoli in particolare. Qui fu messo a disposizione un quartiere, nella parte orientale della città, che potrebbe aver visto la presenza di un migliaio di pisani. Nel corso del XII secolo i rapporti con l'Impero migliorarono a tal punto che Pisa, anche se per pochi decenni, ottenne la posizione di nazione preferita, tradizionalmente assegnata a Venezia.
Dalla metà del XII secolo Pisa, tramite le acquisizioni della chiesa locale, ebbe un'espansione anche terrestre in Toscana e particolarmente nella Valdera, nel Valdarno inferiore e a Sud in direzione di Piombino. Contemporaneamente cresceva la rivalità con Lucca per il castello di Montignoso e per la via Francigena.
Sul mare, arginata la minaccia saracena nel Mediterraneo occidentale e proiettata verso i mercati dell'oriente, Pisa concentrò i suoi sforzi nella costruzione di nuovi scali e nel conseguimento di nuovi rapporti diplomatici ed economici usando la forza semplicemente per garantirsi trattati più vantaggiosi o monopòli in antagonismo con le città rivali. Tale rivalità si manifestò, in momenti diversi, con tutte le altre repubbliche marinare ma particolarmente con Genova. Successivamente alla spedizione delle Baleari, a cui seguì la concessione della primazìa sulla Sardegna, l'ostilità tra Pisa e Genova si trasformò in guerra. Questo a causa del contrasto tra i reciproci interessi in tutto il Tirreno che, negli anni immediatamente precedenti la guerra si era esteso ad occidente spingendosi anche a Linguadoca e Provenza. La città toscana aveva infatti intrecciato proficui rapporti commerciali con Noli, Savona e Montpellier mentre Genova con Hyerés, Fos, Antibes e Marsiglia. Le ostilità ebbero inizio nel 1119, con l'attacco genovese ad alcune galee che si dirigevano a Pisa, e si protrassero fino al 1133. Il conflitto fu combattuto per mare e per terra ma non vide battaglie cruciali quanto un susseguirsi di scorrerie piratesche sulle coste sarde, corse e tirreniche. L'accordo successivo, favorito dall'intercessione di Papa Innocenzo II previde la spartizione dei vescovati della Corsica: a Genova Mariana, Nebbio ed Acca; a Pisa, che mantenne la legazìa sulla Sardegna, Aleria, Aiaccio e Sagona. Contemporaneamente, svolgendosi un conflitto tra il legittimo Papa e l'antipapa Anacleto sostenuto da Ruggero II di Sicilia, Pisa partecipò alle spedizioni militari connesse e, il 6 agosto 1135, attaccò Amalfi. Con la città campana era in vigore una convenzione stipulata nel 1126 ma questa venne considerata invalida per la sopravvenuta soggezione ai normanni. Nel corso dell'attacco vennero saccheggiate le navi nel porto, espugnati i castelli circostanti e sconfitto un esercito di Ruggero II proveniente da Aversa. Due anni dopo, in una spedizione alleata del Papa e dell'Imperatore Lotario II, Pisa partecipò operando nuovamente nella zona di Amalfi. Seguì una fase di relativa tranquillità durante la quale Pisa si legò ancor di più agli imperatori tedeschi ottenendo importanti concessioni nei due diplomi del 1162 e 1165. Con essi Federico I riconosceva alla città, oltre alla giurisdizione sul contado pisano e la libertà di commercio nei territori dell'Impero, anche il lido del mare da Civitavecchia a Portovenere, la metà di Palermo, Messina, Salerno e Napoli, tutta Gaeta, Mazzarri e Trapani e una strada con case per i mercanti in ogni città del Regno di Sicilia. Alcuni di questi riconoscimenti vennero successivamente riconfermati da Enrico VI, Ottone IV e Federico II. L'editto ebbe due conseguenze. Esso determinò un certo risentimento anche da parte di Massa, Volterra, Lucca e Firenze che aspiravano ad un autonomo sbocco al mare. Inoltre contribuì, unitamente ai patti stretti tra Pisa e i giudicati sardi, allo scoppio di una nuova guerra con Genova.
Genova
Oggetto del contendere con la città ligure erano nuovamente le reciproche posizioni in Sardegna e Corsica nonché l'accaparramento dei mercati del Sud della Francia, dove Genova aveva assunto una posizione nettamente predominante, e di Spagna. Le ostilità ebbero probabilmente inizio nell'agosto 1165 sul Rodano, dove erano presenti stanziamenti pisani, con un fallito attacco dei genovesi alleati con il conte di Tolosa, verso un convoglio pisano supportato dai provenzali. Le ostilità si protrassero quindi fino al 1175 senza episodi eclatanti. Un altro fronte dei contrasti tra Pisa e Genova fu la Sicilia. Qui, a causa dei privilegi concessi da Enrico VI ad entrambe le città, si ebbero vari scontri iniziati con la conquista pisana dell'intera città di Messina nel 1192 a cui seguirono scontri armati in tutta l'isola fino alla conquista genovese di Siracusa nel 1204.
Le posizioni commerciali in Sicilia furono successivamente perdute con l'accordo tra la Lega Guelfa toscana, guidata da Firenze, e Papa Innocenzo III il quale, pur avendo revocato la scomunica lanciata poco tempo prima da Celestino III, si accordò poco dopo anche con Genova indebolendo ulteriormente le posizioni pisane nel Sud Italia. Negli anni seguenti si posero le premesse per ulteriori successivi scontri con l'intensificazione maggiore penetrazione commerciale pisana nel Sud della Francia. Dal 1208 Pisa stipula accordi commerciali con i borghi di Fos e Hyères, si accorda col conte di Barcellona per rinnovare i privilegi ad Arles e S.Egidio, stipula un trattato di pace trentennale col comune di Marsiglia, uno cinquantennale con quello di Narbonne ed altri accordi con Gras ed Accone.
All'incirca nello stesso periodo Pisa tentava una politica di penetrazione nell'Adriatico e di sfida alla supremazia veneziana in quel settore. Nel 1180 veniva stipulato tra le due città un accordo di non aggressione nel Tirreno e nell'Adriatico ma nello stesso anno la morte a Costantinopoli di Emanuele Commeno mutò gli equilibri e si verificarono varie azioni contro convogli veneziani. Contemporaneamente la volontà di contrastare la potenza veneziana in Adriatico si concretizzava in iniziative, sia commerciali che diplomatiche, verso le città di Ancona, Pola, Zara, Spalato e Brindisi. Nel 1188 si ebbe la firma di un trattato di pace con Zara, che si rese indipendente da Venezia per qualche anno, e nel 1195 una spedizione pisana si avventurò fino a Pola nel tentativo di indurla a ribellarsi contro Venezia anche se quest'ultima riuscì a riconquistare subito la città.
L'anno successivo fu firmata una pace decennale a condizioni favorevoli per i pisani. Il trattato ebbe vita breve in quanto nel 1199 i pisani tornarono all'attacco con un blocco navale nei pressi di Brindisi che si concluse con una battaglia vittoriosa per i veneziani. In ogni caso non si arrivò ad una vera e propria guerra e nel 1206 le due città stipularono un trattato con il quale Pisa rinunciava alle sue mire espansionistiche in Adriatico pur mantenendo il controllo degli sbocchi già acquisiti. Il trattato aveva funzione antigenovese e nel corso del tempo i rapporti tra Pisa e Venezia divennero generalmente di collaborazione quando non di alleanza per la conquista del mercato di Costantinopoli.
Il secolo XIII
All'inizio del XIII secolo Pisa si impegnò nella normalizzazione dei rapporti con la rivale Genova. Dopo essersi accordata con Venezia per poter eventualmente sostenere uno scontro prolungato con i liguri, Pisa si impegnò in un tentativo di pacificazione. Nel 1209 e nel 1217, vi furono dei convegni di pace a Lerici con i genovesi che si conclusero positivamente con la firma di trattati che garantirono un periodo ventennale di pace tra le due potenze marinare. La pacificazione non fu peraltro generalizzata in quanto nel 1220 Federico II confermò a Pisa il possesso della costa tirrenica da Civitavecchia a Portovenere rinnovando i motivi di ostilità verso Pisa non solo di Genova ma anche delle città toscane. Negli anni seguenti vi furono infatti scontri con Lucca in Garfagnana e Versilia ed una vittoria fiorentina a Castel del Bosco. Inoltre il legame indissolubile con l'Impero, che vedeva acuire le tensioni col papato, portò quest'ultimo ad ostacolare le ambizioni pisane cercando di far perdere alla città ghibellina le posizioni acquisite nei giudicati sardi di Gallura, Arborea e Torres. Nel corso degli anni trenta del XIII secolo il papato accusò diverse sconfitte militari tra cui quella della Lega lombarda.
Nel 1238 tuttavia, grazie all'insoddisfazione di Genova per la politica di Federico II, papa Gregorio IX riuscì a formare un'alleanza che vedeva Genova e Venezia unite contro chi disobbediva al papato, vale a dire l'Imperatore e con esso Pisa. L'anno dopo procedette a scomunicare Federico II e indisse poi per il 1241 un concilio antimperiale da tenersi a Roma. Il precedente accordo con Genova ebbe modo di concretizzari con la scorta che la città ligure concesse per il trasporto dei prelati dell'Italia del Nord e della Francia verso la città eterna. Dopo aver cercato inutilmente di impedire la partenza attaccando Genova via terra e conquistando Lerici, una flotta pisana a cui si unì una flotta imperiale proveniente dalla Sicilia e guidata da Enzo, figlio di Federico II, affrontò la scorta. La battaglia si svolse il 3 maggio 1241 presso l'isola del Giglio e si concluse con una pesante sconfitta per Genova e le costò la cattura di 25 galee e di alcune migliaia di marinai di prigionieri tra i quali due cardinali e vari vescovi. I prelati furono successivamente liberati ma conseguenza della loro cattura fu il fallimento del Concilio, che non ebbe luogo, e la scomunica della città di Pisa, accompagnata dalla revoca dei privilegi ecclesiastici concessi in passato. Tale scomunica venne a sua volta revocata solo nel 1257. La città toscana cercò comunque di sfruttare il momento favorevole conquistando la città corsa di Aleria e, nel 1243, addirittura cingendo Genova d'assedio se pur inutilmente.
La città repubblica ligure si riprese tuttavia abbastanza velocemente e nel 1256 riuscì a riconquistare Lerici.
Con l'espansione della presenza pisana nel Mediterraneo e il consolidarsi degli interessi delle classi mercantili pisane, divenne necessario modificare l'assetto istituzionale della città. Scomparve quindi la carica di console e intorno al 1230 tali classi individuarono una figura che li rappresentasse sul piano politico e li difendesse su quello militare nella nuova istituzione del Capitano del popolo. Nonostante l'opera riformatrice in città così come nei territori ad essa sottoposti rimase una forte tensione dovuta alla rivalità tra le famiglie Della Gherardesca e Visconti. Dopo vari tentativi di pacificazione, tra cui quella del 1237, da parte degli arcivescovi e dell'Imperatore Federico II, nel 1254 il popolo con una rivolta impose la nuova istituzione dei dodici Anziani del Popolo come loro rappresentanti alla guida del Comune. Inoltre affiancarono ai Consigli legislativi, composti da nobili, i nuovi Consigli del Popolo formati da rappresentanti delle arti principali e dai capi delle Compagnie del Popolo con la funzione di ratificare le leggi approvate dal Consiglio Maggiore Generale e dal Senato.
Il declino della potenza marinara
Nel 1284 nel corso dell'ennesimo confronto militare con Genova, Pisa subì una disastrosa sconfitta nella battaglia della Meloria. La potenza terrestre non ne risentì immediatamente e ancora nel 1315 truppe pisane sconfiggevano duramente i fiorentini nella battaglia di Montecatini. Il lento declino era tuttavia iniziato e nel 1406 i fiorentini riuscivano ad impossessarsi della città. Nel 1494 il duro regime a cui la città fu sottoposta e l'orgoglio dei cittadini pisani fece sì che al calare in Italia del Re francese Carlo VIII scoppiasse la rivolta. La riconquistata libertà non durò tuttavia che quindici anni e nel 1509 Pisa dovette definitivamente piegarsi a Firenze.
Università
Pisa è sede di tre istituzioni universitarie: l'Università degli Studi, la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore Sant'Anna.
Amministrazione comunale
- Classificazione climatica: zona D, 1694 GR/G
Voci correlate
- Provincia di Pisa
- Toscana
- Torre pendente di Pisa
- Università di Pisa
- Scuola Normale Superiore di Pisa
- Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa
- Pisa calcio
- [http://www.pisa-airport.com/ Aeroporto Galileo Galilei]
- [http://www.compart-multimedia.com/virtuale/it/pisa/pisa.htm Visita Virtuale di Pisa]: Panoramiche virtuali e Photo Gallery (ita/ing)
- [http://www.unipi.it/ Università Statale di Pisa]
- [http://www.sns.it/ Scuola Normale Superiore di Pisa]
- [http://www.sssup.it/ Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa]
- [http://digilander.libero.it/fotogian/pisa.html Fotografie di Pisa]
- [http://www.comune.pisa.it/doc/webcam.htm La WEB-Cam sulla torre dell'orologio]
Categoria:Comuni della provincia di Pisa
Categoria:Comuni della Toscana
Categoria:Comuni italiani
Pisa
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Italia
ja:ピサ
Genova
Genova (GE) (inglese Genoa, francese Gênes, tedesco Genua, dialetto genovese Zena) è un comune di oltre 600.000 abitanti, capoluogo della provincia di Genova e della regione Liguria. La sua area metropolitana ha una popolazione di circa 800.000 abitanti.
Città dal glorioso passato, forte di antiche tradizioni, è definita - per antonomasia - la "Superba". E come tale la considerava il poeta Petrarca che, riferendosi ad essa, la definì "una città regale, addossata a una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare".
In anni remoti, Genova era conosciuta anche con il termine di "Dominante": repubblica marinara assieme ad Amalfi, Venezia e Pisa, fu tra le quattro, per diversi secoli, la più potente.
Il 20 aprile 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio; infine, fu annessa al Regno di Sardegna.
(Per note storiche sulla città vedi l'articolo principale: Storia di Genova)
Origine e derivati del nome
L'origine del nome di Genova è assai complessa e controversa: la leggenda vuole Genova derivare dal dio Giano bifronte, in latino Janus, il dio del passaggio. Gli antichi lo consideravano come introduttore della moneta nella società, Giano era protettore tutti i passaggi e fra di essi anche la porta di casa, o della città.
Ciò è molto importante nella storia di Genova ed in epoca medievale questa tesi venne presa in tale considerazione che la città assunse il nome di Ianua in vece del latino Genua. Ciò trova un solido riscontro nel fatto che tutt'oggi Genova è porta fra l'Europa ed il Mediterraneo. Nella cattedrale di San Lorenzo esiste una sua immagine con la scritta Ianus Primus Rex Italiae. La teoria della "Porta" la si ritrova nell'importanza data alla porta a Genova, ogni portale veniva decorato e sullo stipite posto un bassorilievo, spesso raffigurante San Giorgio che uccide il drago o altre scene di santi.
Esempio eclatante è la così detta Porta Soprana (da Superana), la principale porta d'accesso alla città sulla quale è incisa una magnifica iscrizione medievale nella quale "la Porta stessa" si fa interprete di Genova con le parole:
:† In nomine omnipotentis Dei, Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.
:Sum munita viris, muris circumdata miris,
:et virtute mea pello procul hostica tela.
:Si pacem portas licet has tibi tangere portas,
:si bellum queres tristis victusque recedes.
:Auster et Occasus, Septemptrio novit et Ortus
:quantos bellorum superavi Ianua motus.
:In consulatu comunis Wilielmi Porci, Oberti Cancellarii, Iohannis Malaucelli et Wilielmi Lusii
:et placitorum Boiamundi de Odone, Bonivassalli de Castro, Wilielmi Stanconis, Wilielmi Cigale, :Nicole Roce et Oberti Recalcati.
Giano
:Marte mei populi fuit hactenus, Affrica mota
:post Asie partes et ab hinc Yspania tota;
:Almariam cepi Tortosamque subegi,
:septimus annus ab hac et erat bis quartus ab illa.
:Hoc ego munimen cum feci Ianua pridem
:undecies centeno cum tociensque quino
:anno post partum venerande Virginis almum.
:In consulatu comunis Wilielmi Lusii, Iohannis Maliaucelli, Oberti Cancellarii,
:Wilielmi Porci; de placitis Oberti Recalcati, Nicole Roce, Wilielmi
:Cigale, Wilielmi Stangoni, Bonivassalli de Castro et Boiamundi de Odone
L'immagine ambivalente di Giano Bifronte, che guarda al passato e vede il futuro Genova la renderà sempre, nei suoi simboli - il Grifone ha la fierezza del leone e la nobiltà dell'aquila, vicino a Dio e forte in terra -, nella sua politica, nelle sue istituzioni, nelle sue tradizioni.
Secondo altre versioni il nome ha presumibilmente una radice indo-europea (genu = ginocchio), od omòfona (tale cioè da indicare il mento). In entrambi questi ultimi casi si tratterebbe di un riferimento della posizione della città rispetto alla costa del Mar Ligure, le attuali riviere liguri oppure della morfologia del promontorio sul quale oggi si trova il quartiere del molo. Ai genovesi piace pensare il nome della loro città avvolto nel mistero e preferiscono lasciarlo lì a testimonianza dell'antichità della comunità genovese.
È accettato dalla maggioranza dei linguisti che Genua e Genaua (Ginevra) siano varianti dello stesso nome (la posizione geografica di Ginevra, posta all'estremità del Lemano, ricorda non a caso quella di Genova).
Il nome della città in dialetto ha subito una contrizione, in epoca moderna la città veniva chiamata Zenoa pronunciato in genovese Zenua (con la zeta dolce) ed oggi, invece, semplicemente Zena.
E, sempre riguardo al nome di Genova va, poi fatta notare una particolarità: i santi protettori di Genova sono San Giovanni Battista - patrono ufficiale della città - e San Giorgio.
:Giano - Genova - Giovanni - Giorgio Italiano
: Ianus - Ianua - Ioannes - Ieorgius Latino
: ..... - Zena - Zane - Zòrzo (Zorzu) Genovese
Porta sull'Europa
Culla del calcio, "patria" dei blue-jeans
Conosciuta anche all'estero per il pesto (salsa per condimento a base di basilico locale, pinoli, aglio, formaggio pecorino e olio di oliva), la "Superba" inoltre conta su un originale primato: quello di essere stata la "culla del calcio italiano". Qui fu infatti tenuta a battesimo nel 1893 la prima società calcistica, il Genoa Cricket and Football Club, fondata dal medico inglese James Spensley. Può essere considerata quindi anche la culla del calcio italiano.
James Spensley
A partire dal secondo dopoguerra, al Genoa si è affiancata un'altra importante società calcistica, la Sampdoria , nata nel 1946 dalla fusione fra le Andrea Doria e la Sampierdarenese. La Sampdoria ha tenuto alto il blasone cittadino specialmente nelle decadi degli Ottanta e Novanta vincendo, oltre ad uno scudetto, una Coppa delle Coppe e disputando una finale di Coppa dei Campioni.
Anche negli anni 2000 è stata presente nelle competizioni calcistiche europee.
Genova vanta anche un'altra importante primogenitura: quello di "patria" dei blue-jeans.
Attualmente Genova è una moderna metropoli cosmopolita al centro di un processo di profonda trasformazione - anche urbanistica - e alla ricerca di una identità tra i fasti del passato e le sfide del terzo millennio, aperte in maniera anche drammatica con la riunione dei G8 nel luglio del 2001 che ha portato nella città centinaia di migliaia di contestatori no global.
Una radicale trasformazione nella forma di regime (con la definitiva fine della storica Repubblica) si ebbe il 19 gennaio 1798 quando, con una sollevazione popolare, venne costituita la Repubblica Ligure, riconosciuta dai francesi che avevano nel frattempo occupato la città; il 9 giugno 1805, poi, la nuova entità statuale venne annessa all'impero francese.
Il nome di Genova è tutt'oggi legato a due settori in particolare: la nautica (incidentalmente va detto che il nome inglese della città corrisponde ad un tipo di vela, il Genoa appunto), e l'abbigliamento.
La tela comunemente chiamata "jeans" proviene da un tipo di tessitura realizzata anticamente per confezionare le divise dei balestrieri genovesi che in epoca medievale erano l'unico corpo scelto organizzato d'Europa o per la copertura delle galee. Il tessuto blu, molto resistente ed economico veniva utilizzato dagli operai del porto, i così detti "camalli", come grembiule, un sorta di gonnello divenuto tipico della compagnia dei "Caravana". Il nome Jeans deriva dalla storpiatura inglese del termine francese Gênes, Genova appunto.
Nel campo della moda Genova poi si distingue, seppur misconosciuta, come patria del "English stile" lo stile così chiamato, solo perché utilizza colori inglesi ma genovese; essa è considerata la città "più inglese" d'Italia, e ciò vale tanto nel'abbigliamento quanto nei modi degli abitanti.
Genova e la cultura
Capitale europea della cultura per il 2004 assieme alla città francese di Lille, Genova è sede di un'importante Università e dell'Accademia Ligustica di Belle Arti.
Di notevole valore è il suo polo museale, articolato in diverse strutture e pinacoteche fra cui le gallerie di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Reale, il Palazzo del Principe, antica residenza di Andrea Doria, e il Palazzo Ducale. Il sistema museale è arricchito poi dal Museo del mare e della navigazione, al porto antico, e numerose altre realtà dislocate nelle varie delegazioni da Voltri a Nervi.
Il Museo di Sant'Agostino e il Museo di Villa Croce ospitano antichi reperti medievali e qualificate mostre di pittura, mentre importanti manifestazioni culturali - fra cui esposizioni e concerti di musica - sono organizzate per buona parte dell'anno nelle ville Luxoro e Frugone, al Parco di Nervi.
Parco di Nervi
Un punto di riferimento per la cultura musicale cittadina è il Teatro Carlo Felice mentre nuovi spazi e nuove strutture sono stati recuperati o sono sorti recentemente per soddisfare la richiesta di musica pop da parte di un'utenza prettamente giovanile.
Va ricordato che proprio a Genova naque uno fra i maggiori violinisti di tutti i tempi, Niccolò Paganini. La città di Genova è proprietaria, per lascito testamentario anche del suo famoso violino, un Guarnieri del Gesù, da lui stesso chiamato "Cannone".
È conservato presso il comune assieme ad un altro violino copia del "Cannone" fatto costruire da Paganini e regalato al suo unico allievo Camillo Sivori.
Genova è sede del LUG [http://genova.linux.it Genuense Linux User Group] e del [http://www.linux.genova.it/ LUGGE] .
In campo musicale, a Genova - città nella quale hanno mosso i primi passi i Matia Bazar, i New Trolls, i Ricchi e Poveri - sono attivi numerosi gruppi musicali e vocali la cui fama oltrepassa l'ambito locale. Fra gli altri sono da ricordare il gruppo dei Buio Pesto - per la musica moderna e dialettale- e il coro Monte Cauriol assieme al complesso vocale e strumentale de I Madrigalisti di Genova per la musica classica.
Numerose sono le rappresentazioni di musica sacra che si tengono in varie sedi, tra cui le principali chiese cittadine.
Metropoli "stretta" tra il mare ed i monti
Genova si estende per circa 42 km. di costa, da Nervi a Voltri, affacciandosi sul golfo di Genova e sul mar Ligure con, immediatamente alle spalle, alle spalle i ripidi contrafforti dell'Appennino.
Durante il periodo fascista, Genova conobbe un notevole sviluppo urbanistico: infatti nel 1926 i suoi confini vennero ridisegnati ed ampliati inglobando diversi comuni (ad ovest sino a Voltri, ad est sino a Nervi, a nord sino a Pontedecimo), raggiungendo una notevole estensione con la creazione della Grande Genova.
Le delegazioni che fanno oggi parte del comune di Genova conservano la struttura di piccole città, con propri centri e periferie, culture e tradizioni. Cosi è, oltre che per Voltri, per Pegli, Sestri Ponente, Sampierdarena, Quarto dei Mille (da cui nel 1860 partì la storica spedizione verso la Sicilia guidata da Giuseppe Garibaldi) e Quinto al mare, Bolzaneto, Nervi e i quartieri collinari di Biscione e di Sant'Eusebio.
Non è raro che i genovesi parlino della loro delegazione come se si trattasse di una città, usando la locuzione Andare a Genova per indicare l'intenzione di recarsi al centro città. Tale insieme di cittadine diverse, fuse in un'unica realtà urbana, rende - per molti versi - l'attuale città affascinante e unica.
"Grande" in una regione "piccola", Genova non possiede un vero e proprio hinterland. Il retroterra naturale è quello della pianura e delle colline piemontesi, da cui provengono i numerosissimi genovesi che portano il diffusissimo cognome Parodi.
Importante polo industriale fino agli anni Settanta, ha uno dei maggiori porti commerciali del bacino mediterraneo. Conta su importanti terminal per la movimentazione dei container (nel porto nuovo del sobborgo di Voltri), moderni attracchi per navi da crociera e traghetti al porto antico, rinomati cantieri per le costruzioni e le riparazioni navali. Il porto di Genova è il secondo per importanza nel Mediterraneo, dopo Marsiglia.
Il quartiere fieristico, situato al termine della strada sopraelevata (arteria realizzata negli anni Sessanta con una avveniristica progettazione lungo l'intero waterfront portuale), ospita annualmente, fra le molte altre rassegne, il Salone nautico internazionale.
Un faro verso il mare
Salone nautico
Il centro storico di Genova è uno tra i più grandi d'Europa, e per molti aspetti anche uno fra i più decadenti a causa dell'incuria e del forte tasso di inquinamento, sebbene sia attualmente in corso una lenta ma importante opera di bonifica. La sua struttura urbanistica, nella parte più antica, articolata com'è in un dedalo di piazzette e stretti caruggi, unisce una dimensione medioevale a successivi interventi cinquecenteschi e barocchi (piazza San Matteo e la vecchia via Aurea, oggi via Garibaldi).
Resti delle antiche mura secentesche sono visibili tuttora nei pressi della cattedrale di San Lorenzo, luogo di culto per eccellenza dei genovesi.
Simboli della città sono la Lanterna (alta 117 m) antico e svettante faro visibile in distanza dal mare (oltre 30km), e la monumentale fontana - recentemente restaurata - di Piazza De Ferrari, cuore pulsante e vera e propria "agorà" cittadina.
Meta turistica per eccellenza è anche l'antico borgo marinaro di Boccadasse, con le pittoresche barche multicolori, posto come a sigillo della elegante passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro, e rinomato per i suoi famosi gelati.
Genova è stata sede dei primi movimenti operai e sindacali del '900 e della cooperativa di lavoratori portuali dei camalli (o caravana). La sua economia e il suo mondo del lavoro hanno subito negli ultimi decenni notevoli mutamenti, passando da una connotazione prettamente industriale ad una più moderna basata sui servizi (terziario avanzato, turismo, commercio, ecc.). In questo senso vanno considerati i recenti recuperi di aree fortemente degradate nelle valli dei due principali torrenti cittadini, Bisagno e Polcevera.
Ritrovato orgoglio
La realizzazione dell'Acquario al porto antico, accanto alla "Marina" (il porticciolo turistico in grado di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto), insieme alla ristrutturazione dell"Area dell'Expo" - coincisa con le "Celebrazioni colombiane" del 1992 - hanno via via restituito alla città l'antico orgoglio di un tempo. L'acquario di Genova è il più grande d'Europa.
Un orgoglio che viene dalla consapevolezza - che i genovesi avvertono sempre più - di avere il centro storico più vasto (e degradato, aggiungono i più critici) d'Europa. Un centro storico che si dipana in una miriade di caruggi su cui - dall'alto della collina di Carignano, visibile quasi da ogni parte della città - si erge la rinascimentale Basilica di S.Maria Assunta.
Di eguale importanza si sono rivelati il recupero del Palazzo Ducale - un tempo sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali - e la riedificazione del Teatro Carlo Felice, praticamente distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale che risparmiarono solo il pronao neoclassico dell'architetto Carlo Barabino.
Altro monumento di rilevante importanza è il Cimitero monumentale di Staglieno, nel quale riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali Giuseppe Mazzini.
Molti ritengono che Genova possieda il più alto grattacielo d'Italia, quello detto "Torre Piacentini" (dal nome del progettista) alto 132 mt., ma tale dato si intende sul livello del mare e la reale altezza dell'edificio (il più alto d'Italia fra il 1940 e il 1954) è di 108 mt.
Il Museo d'arte orientale Davide Chiossone Genova possiede una delle più vaste collezioni d'Europa.
Genova e l'architettura
Museo d'arte orientale Davide Chiossone
Si può dire, da qualche decennio a questa parte, che Genova sia diventata la capitale dell'architettura moderna italiana, se non europea.
Questo si deve all'architetto Renzo Piano che dalla fine degli anni '60 progetta e ristruttura nelle più belle città del mondo magnifici esempi di una architettura moderna e quanto mai delicata, usando tutti i materiali da costruzione (prediligendo il vetro) come se fossero versi poetici. Il pubblico ha imparato a conocere Renzo Piano dal 1992, quando Genova accolse per le Celebrazioni Colombiane i visitatori nel Porto Antico, con il bellissimo "Bigo" (simbolo dell'attività portuale genovese) e la risistemazione dell'area da parte dell'architetto, che negli ultimi anni ha progettato per la Superba anche le stazioni della metropolitana e arricchito il porto antico della bellissima sfera in metallo e vetro installata nelle acque del porto, non lontano dall'Acquario.
Sempre nelle colline di Genova Renzo Piano progetta e costruisce Punta Nave, sede del Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con l'UNESCO. Soprattutto per chi si reca a Genova solo per spostarsi in Sardegna, è visibile nelle vicinanze del porto Antico il "Matitone", controverso quanto singolare grattacielo a forma di lapis, oggi sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende.
Genti "diverse"
Per i poeti, un' "idea" come un'altra Ricca di arte, fascino e di una sottile malia, Genova è stata cantata , come si diceva, da illustri viaggiatori. Questo influsso non poteva risparmiare neanche i moderni cantautori che, al di qua e al di là dell'Appennino, hanno fondato una vera e propria scuola (con alcune punte di diamante come Fabrizio De André, Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Ivano Fossati, ecc.); agli occhi di chi proviene da fuori città - stando alle parole dense di visionaria poeticità di Paolo Conte - Genova può essere considerata, semplicemente, "un'idea come un'altra ..." .
Dante non fu certo benevolo verso questa città, pure tanto ammirata ed amata da molti illustri viaggiatori, tanto che finì per mandare i suoi abitanti all'Inferno.
Qui, esattamente, al trentatreesimo canto del primo libro della sua Comedia, il sommo poeta lancia un'invettiva che sembra non lasciare scampo:
:Ahi genovesi, uomini diversi d'ogne costume e pien d'ogne magagna,
:perché non siete voi del mondo spersi?
Eppure sono molti i personaggi storici ai quali la città vanta di aver dato i natali; fra essi sono da ricordare - oltre ai celebri dogi, ammiragli, esploratori e navigatori (su tutti Andrea Doria e Cristoforo Colombo) - i patrioti Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale italiano, Giuseppe Mazzini e Giovan Battista Perasso (il balilla icona dell'orgoglio cittadino); fra gli artisti, il violinista Nicolò Paganini e i pittori Bernardo Castello, Rubaldo Merello e Luca Cambiaso, iniziatore della scuola genovese.
La città ha avuto anche un proprio cantore (o meglio, un cronista ante litteram) nella persona del Caffaro, con i suoi Annali diventati vera e propria memoria storica di una fase storica irripetibile che ha fatto di Genova una città unica.
Sempre nell'ambito dello spettacolo, sono da ricordare l'attore teatrale Gilberto Govi, che ha portato il repertorio dialettale genovese in tutto il mondo, il pittore-scenografo Emanuele Luzzati ed il cantautore Fabrizio De Andrè.
Demografia
La popolazione è abbastanza omogeneamente di origine italiana; italiani settentrionali e meridionali si sono mischiati nell'ultimo secolo. Tuttavia è in netta crescita la presenza di immigrati, in particolare ecuadoriani, albanesi, marocchini, peruviani, senegalesi e cinesi.
Clima
Mediterraneo ma con influssi atlantici, il clima di Genova si caratterizza per la notevole piovosità annua, ovunque superiore ai 1000 mm ma con forti differenze a seconda dei quartieri, e per una differenza termica diurna assai limitata, che nei quartieri che si affacciano sul mare si attesta attorno ai 6°C in tutte le stagioni.
Gli inverni sono caratterizzati da temperature generalmente miti lungo la fascia litoranea, comprese a gennaio tra i +5°C di media minima e i +11°C di media massima, eccetto i giorni in cui soffia la cosiddetta "tramontana scura", vento freddo che si incunea dalla Pianura Padana lungo i bassi valichi dei monti alle spalle della città, per catapultarsi a gran velocità verso le vallate genovesi. La zona dell'estremo levante cittadino, da Quarto a Nervi, è immune dall'effetto di tale vento.
In estate prevalgono le brezze di mare, che mitigano fortemente la calura specialmente nella prima parte della stagione quando il mare è ancora relativamente freddo. Le temperature medie di luglio oscillano tra i +21°C della minima notturna e i +27.5°C della massima diurna.
Le piogge sono presenti durante tutti i dodici mesi dell'anno, più rare e prevalentemente a carattere temporalesco durante i mesi estivi, raggiungono l'apice della frequenza e dell'intensità tra settembre e dicembre, quando scende di latitudine il flusso delle correnti perturbate atlantiche.
La città a causa dell'esposizione ai venti umidi da sud che impattano contro i contrafforti montuosi alle sue spalle, è soggetta non di rado a violentissime precipitazioni concentrate in poche ore. Nel settembre del 1970 a Bolzaneto, quartiere della periferia di nord ovest in Val Polcevera, caddero ben 970 mm di pioggia in sole 24 ore, pari a circa l'80% della precipitazione media annua.
Non sono rarissime le nevicate invernali. Si presentano con una discreta frequenza, di solito più di una volta l'anno, soprattutto nei quartieri collinari o in quelli più interni delle valli Polcevera e Bisagno, ma non mancano di imbiancare talvolta, anche solo per poche ore, la fascia litoranea ed il centro cittadino.
Sport
Genova è stata ed è sede di numerose manifestazioni sportive, in particolare in campo nautico, motoristico (al Palasport), di atletica indoor (sempre al Palasport).
È stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia di ciclismo:
- 1992 (24 maggio): cronoprologo, vinto dal francese Thierry Marie
- 2000 (31 maggio): 17^ tappa, vinta dallo spagnolo Alvaro Gonzalez de Galdeano
- 2004 (8 maggio): cronoprologo, vinto dall'australiano Bradley McGee
Le squadre di calcio cittadine sono la U.C. Sampdoria e il Genoa CFC .
Il principale impianto sportivo della città è lo stadio di Marassi intitolato a Luigi Ferraris.
Situato in Via del Piano, è uno storico campo di calcio: edificato in riva al torrente Bisagno negli anni Trenta, è stato riedificato in occasione dei Campionati mondiali di calcio di Italia '90.
Nella pallanuoto è rappresentata ai massimi livelli dal Nervi
Nel baseball la città è rappresentata dalla formazione dei Gryphons Genova Baseball.
Bibliografia
- Storia di Genova (Federico Donaver, Renzo Tolozzi Editore, 1967)
- Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità di Genova (Stefano Roffo/Elena Donato, Newton & Compton, 2000)
Amministrazione comunale
Genoa (citato più volte nel testo come versione inglese di Genova), è il nome di città statunitensi del:
- Nebraska ([http://www.ci.genoa.ne.us/ vedi])
- Michigan ([http://www.genoa.org/ vedi])
- Nevada ([http://www.nevadaweb.com/cnt/r-t/genoa.html vedi])
- Ohio ([http://www.genoaohio.org/ vedi])
Altri collegamenti esterni:
- [http://www.comune.genova.it/ Sito del Comune di Genova]
- [http://www.genova-2004.it/ Genova-2004 capitale della cultura]
- [http://www.giustiniani.info/genova.html Storia di Genova dalle origini fino alla fine della Repubblica Marinara]
- [http://www.centrostoricogenova.com/index_storia.php3#origine Approfondimento sul centro storico]
- [http://www.vicoli.com/ Tutte le attivita' del centro storico]
- [http://www.unige.it/ Università di Genova]
- [http://www.sampdoria.it/ U.C.Sampdoria]
- [http://www.genoacfc.it/ Genoa CFC]
- [http://www.sportivanervi.it/dev/ Nervi Pallanuoto]
- [http://www.genovabaseball.it/ Gryphons Genoa Baseball]
- [http://www.madrigalistidigenova.it/ I Madrigalisti di Genova]
- [http://digilander.libero.it/fotogian/genova.html Galleria di immagini]
- [http://www.amt.genova.it/ Trasporti pubblici urbani]
- [http://maps.google.com/maps?ll=44.412017,8.917894&spn=0.030618,0.044561&t=k&hl=en fotografia aerea da Google Maps]
Categoria:Comuni della provincia di Genova
Categoria:Comuni della Liguria
Categoria:Comuni italiani
Categoria:Repubbliche marinare
Categoria:Regione Liguria
ja:ジェノヴァ
ko:제노바
Papa Gregorio IX
Gregorio IX, nato Ugolino dei Conti di Segni (Anagni 1170 - Roma 22 agosto 1241) fu Papa dal 1227 al 1241. Era appartenente alla stessa famiglia di Innocenzo III (alcune fonti lo riportano come suo nipote). Successore di Onorio III, ereditò in pieno le tradizione di Gregorio VII e del suo parente Innocenzo III, e si dedicò con zelo alla perpetuazione delle loro politiche. Viene spesso considerato fondatore dell'Inquisizione, nel 1231, anche se l'Inquisizione potrebbe esser fatta risalire a Papa Lucio III nel 1184 (bolla Ad abolendam).
Fu nominato cardinale nel 1198. In tale ruolo curò il nuovo Ordine Francescano, tendendo a disciplinarlo secondo le tradizioni e gli scopi della Chiesa.
Divenuto Papa il 19 marzo 1227, uno dei primi atti del suo pontificato fu la sospensione di Federico II, che si trovava malato ad Otranto, per i continui ritardi nell'avviare la promessa Sesta Crociata. La sospensione venne seguita dalla scomunica e da minacce di deposizione, dopo che Federico scrisse ai sovrani europei lamentandosi per il trattamento ricevuto. Una conseguente invasione del patrimonio di San Pietro su ordine di Federico, nel 1228, riuscì pienamente e Gregorio IX fu costretto a implorare la pace, cavandosela bene, considerata la sua situazione. Comunque nella pace si stabiliva di ritornare come prima della crociata, e il papa si impegnava a non allearsi con i nemici dell'imperatore.
Anche se la pace venne assicurata (agosto 1230) per una stagione, la gente di Roma era lontana dall'essere soddisfatta; scacciato da una rivolta nella sua capitale nel giugno 1232, il Papa fu costretto a trovare rifugio ad Anagni e ad invocare l'aiuto di Federico. Un nuovo scoppio di ostilità tra i due, portò ad una nuova scomunica dell'imperatore nel 1239, e ad una prolungata guerra che terminò solo con la morte di Gregorio, il 22 agosto 1241.
Dal 1231 istituì i Tribunali dell'Inquisizione, affidati inizialmente a frati domenicani. I tribunali erano dotati di ampi poteri per le province ecclesiastiche su cui avevano giurisdizione.
Gregorio IX, fu anche un avvocato notevolmente abile e istruito, che diede impulso alla preparazione nel 1234 della nota Nova Compilatio Decretalium, stampata successivamente a Magonza nel 1473. Fu inoltre il responsabile della canonizzazione di Santa Elisabetta, San Domenico, Sant'Antonio da Padova, e di San Francesco d'Assisi (16 luglio 1228), di cui era amico intimo, tanto che posò la prima pietra della chiesa di San Francesco in Assisi. La sua invasione dei diritti della Chiesa inglese, durante l'ignominoso regno di Enrico III è ben nota; ma tentativi simili contro le libertà della chiesa nazionale di Francia, servirono solo a provocare la celebrata sanzione pragmatica di San Luigi.
Gregorio 09
ja:グレゴリウス9世 (ローマ教皇)
ko:교황 그레고리오 9세
1494
Eventi
- Il Re di Francia Carlo VIII scende in Italia con un esercito di 40.000 uomini
- A Pisa il sopraggiungere di Carlo VIII suscita una rivolta antifiorentina e la città riconquista la libertà
Nati
Morti
- Angelo Poliziano, letterato italiano
- Matteo Maria Boiardo, poeta italiano
- Melozzo da Forlì, pittore italiano, grande maestro della prospettiva
094
ko:1494년
Cristoforo Colombo
Cristoforo Colombo (Genova o Savona 25 agosto o 31 ottobre 1451 - Valladolid, Spagna, 20 maggio 1506) è stato un navigatore ed esploratore italiano.
Il suo luogo di nascita non è certo. Fonti storiche sostengono che sia nato, da Domenico e da Susanna Fontanarossa, a Genova (nel capoluogo ligure si trova ancor oggi una casa indicata come la casa di Colombo, nella quale potrebbe però aver vissuto da adulto), altre in provincia di Genova, esattamente in una località della val Fontanabuona chiamata Terrarossa; altre ancora lo vogliono originario della città di Savona, altri ancora dell'Emilia Romagna.
La figura di Cristoforo Colombo è rimasta nella storia per la scoperta dell'America. Nel 1492 dopo aver ottenuto l'autorizzazione ed il finanziamento da parte di Isabella di Castiglia (Castiglia Spagna) Colombo salpò da Palos al comando di tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Al termine di un un difficile viaggio, il 12 ottobre 1492 giunse in un'isola dell'arcipelago delle Bahamas chiamata dagli indigeni Guanahani e che lui ribattezzò San Salvador. Il suo scopo era quello di raggiungere le Indie, sostenendo egli che la Terra | | |