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| 338 AC |
338 AC
Eventi
- 2 agosto - Battaglia di Cheronea: Filippo II di Macedonia sconfigge Atene e Tebe nelle battaglia che sostanzialmente pone fine all'indipendenza greca.
- Re Arse di Persia ascende al trono persiano.
- Agide III succede come re di Sparta a suo padre Archidamo III, morto in Italia, mentre combatteva a favore di Taranto
- A Roma, consolato di L. Furio Sp. f. Camillo, C. Menio P. f.
- La città di Capua, odierna Santa Maria Capua Vetere è sottomessa dai Romani.
- Una colonia romana installata ad Antium (Anzio), sul Tirreno.
- Gli abitanti Lanuvium (Lanuvinum, odierna Lanuvio) (a Sud-Est di Roma, nei colli Albani) ricevono il diritto di cittadinanza da parte dei Romani.
Nati
Morti
- Artaserse III, re di Persia e faraone d'Egitto (assassinato)
- Archidamo III, re di Sparta (ucciso nella battaglia di Manduria)
- Isocrate, oratore Ateniese
- Shang Yang, uomo di stato cinese dello stato Qin (giustiziato per squartamento)
063
2 agosto
Il 2 agosto è il 214° giorno del Calendario Gregoriano (il 215° negli anni bisestili).
Mancano 151 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 338 AC - Filippo il Macedone sconfigge Atene e Tebe nella Battaglia di Cheronea.
- 216 AC - Battaglia di Canne Annibale distrugge l'esercito romano di Lucio Emilio Paolo e Publio Terenzio Varro in quello che viene considerato uno dei capolavori della tattica.
- 1216 - San Francesco d'Assisi riceve dal Papa Onorio III l'Indulgenza del Perdono d'Assisi per la piccola chiesetta di Santa Maria della Porziuncola. Da quella data, ogni anno, nella giornata del 2 agosto, in tutte le chiese francescane, chi è confessato, pentito e assolto, può ricevere quella straordinaria forma di indulgenza che cancella ogni peccato.
- 1798 - Fine della Battaglia del Nilo tra la flotta francese e quella britannica.
- 1870 - Tower Subway, il primo tunnel sotto un fiume, facente parte della metropolitana sotterranea, apre a Londra.
- 1902 - Italia: entra in vigore il regio decreto legge che elimina l'obbligo delle catene per i detenuti
- 1903 - Fallita sollevazione delle popolazioni dei Balcani contro la Turchia.
- 1916 - Alle ore 23,00 circa esplode la nave da battaglia Leonardo da Vinci, ancorata nel Mar Piccolo di Taranto. Si trattò di un episodio di sabotaggio.
- 1934 - Adolf Hitler diventa Führer della Germania.
- 1945 - Si chiude la Conferenza di Potsdam.
- 1948 - Londra: Fanny Blankers-Koen vince i 100 m alle Olimpiadi.
- 1955 - Viene brevettato il Velcro.
- 1975 - A New Orleans, inaugurazione ufficiale del Superdome, con una partita di football americano tra New Orleans Saints e Houston Oilers.
- 1980 - Italia: alle ore 10.25 una bomba esplode alla stazione di Bologna causando 85 morti. La strage di Bologna è riconducibile alla cosiddetta strategia della tensione.
- 1990 - Kuwait/Iraq: l'Iraq invade il Kuwait, il che porterà alla Guerra del Golfo.
Nati
- 1533 - Theodor Zwinger († 1588)
- 1672 - Johann Jakob Scheuchzer, sapiente († 1733)
- 1754 - Pierre Charles L'Enfant, architetto († 1825)
- 1788 - Leopold Gmelin, chimico († 1853)
- 1815 - Adolf Friedrich von Schack, scrittore († 1894)
- 1854 - Milan I, Re di Serbia
- 1868 - Costantino I di Grecia Re di Grecia († 1923)
- 1871 - John Sloan, artista († 1951)
- 1892 - Jack Warner, produttore cinematografico († 1978)
- 1897 - Max Weber, Cancelliere Federale svizzero († 1974)
- 1900 - Helen Morgan, attrice († 1941)
- 1905
- Karl Amadeus Hartmann, compositore († 1963)
- Myrna Loy, attrice statunitense († 1993)
- Rudolf Prack, attore († 1981)
- 1912 - Vladimir Zerjavic, statistico croato († 2001)
- 1914 - Beatrice Stgraight, attrice, vincitrice del Premio Oscar († 2001)
- 1915 - Gary Merrill, attore († 1990)
- 1924
- Corrado Mantoni, presentatore televisivo († 1999)
- Carroll O'Connor, attore († 2001)
- James Baldwin, scrittore († 1987)
- 1932 - Peter O'Toole, attore
- 1933 - Gino Landi, regista
- 1934 - Valery Bykovsky, astronauta
- 1939 - Wes Craven, regista
- 1941 - Fabio Tosti, regista
- 1942 - Isabel Allende, scrittrice cilena
- 1948 - Dennis Prager - scrittore e conduttore radiofonico
- 1953 - Butch Patrick, attore
- 1954 - Francesco Rocca, calciatore
- 1957 - Mojo Nixon, musicista rockabilly, attore
- 1961 - Linda Fratianne, pattinatrice artistica, olimpionica
- 1969 - Fernando Couto, calciatore portoghese
- 1970 - Kevin Smith, attore, regista, sceneggiatore
- 1977 - Edward Furlong, attore
- 1982 - Hélder Postiga, calciatore portoghese
- 1992 - Hallie Kate Eisenberg, attrice
Morti
- 461 - Maioriano, Imperatore Romano (n. 457)
- 1100 - Re Guglielmo II d'Inghilterra (n. 1056 ca.)
- 1445 - Oswald von Wolkenstein, poeta e compositore (n. 1377 ca.)
- 1868 - Jacques Boucher de Crèvecœur de Perthes, geologo, archeologo e antiquario francese
- 1876 - Wild Bill Hickok, figura leggendaria del selvaggio West
- 1921 - Enrico Caruso, cantante lirico italiano (n. 1873)
- 1922 - Alexander Graham Bell, inventore e fondatore dell'omonima compagnia telefonica (n. 1847)
- 1923 - Warren G. Harding, presidente statunitense (n. 1865)
- 1934 - Paul von Hindenburg, generale e politico (n. 1847)
- 1936 - Louis Blériot, pioniere dell'aviazione francese (n. 187)
- 1939 - Harvey Spencer Lewis, fondatore dell'AMORC (n. 1883)
- 1945 - Pietro Mascagni, compositore (n. 1863)
- 1958 - Michele Navarra, mafioso siciliano (n.1905)
- 1976 - Fritz Lang, regista (n. 1890)
- 1978 - Carlos Chávez, compositore
- 1986 - Roy Cohn, politico (n. 1927)
- 1990 - Norman Mclean, scrittore (n. 1902)
- 1997 - William S. Burroughs, scrittore (n. 1914)
- 1998 - Shari Lewis, marionettista (n. 1933)
- 2004 - Henry Cartier-Bresson, fotografo francese
- 2005 - Sandro Bolchi, regista italiano (n. 1924)
Feste e ricorrenze
Nazionali
- Costa Rica - Nostra signora degli angeli
- Macedonia - Festa nazionale
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Alfreda di Crowland, monaca Benedettina
- San Basilio il Benedetto, taumaturgo russo
- Sant'Eusebio di Vercelli, vescovo
- Sant'Habib, figlio di Gamaliele il Vecchio
- San Pietro Giuliano Eymard, sacerdote
- Santo Stefano I, Papa
Laiche
In molte aree dell'arco alpino è la festa degli uomini.
O quantomeno dei loro genitali e quindi, per estensione del termine, anche di chi li porta in giro.
Fonti attendibili danno la festa di derivazione napoleonica, quando i soldati che indossavano fuseaux attillatissimi dovevano, per motivi di ordine visivo, sistemare i "gioielli" a sinistra - les deux á gauche (i due a sinistra).
L'immensa ironica saggezza popolare ha fatto il resto ed il tutto è diventato les deux août....(il 2 agosto).
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ja:8月2日
ko:8월 2일
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simple:August 2
th:2 สิงหาคม
Battaglia di Cheronea
La battaglia di Cheronea fu combattuta nel 338 AC dall'esercito macedone, vincitore, contro un esercito alleato formato dalle polis greche e dai Tebani. In seguito il re macedone Filippo II indice un congresso panellenico a Corinto.
Strategia
La battaglia di Cheronea, combattuta dall'esercito macedone contro un esercito di alleati greci, è la prima nella quale vediamo in azione la tattica macedone.
Reperti archeologici rinvenuti sul luogo della battaglia permettono di ipotizzare che sia stata anche la prima in cui la falange macedone adottò le sarisse.
Cheronea contiene in sé gli elementi che saranno tipici della tattica macedone alla base delle vittorie di Alessandro Magno. ovvero la collaborazione tra fanterie e cavalleria come armi combinate: la falange di picchieri utilizzata come elemento di arresto del nemico e la cavalleria come forza decisiva dello scontro: incudine e martello.
Con l'andare del tempo entrerà nel meccanismo con un ruolo più attivo anche la fanteria leggera, che a Cheronea non sembra aver avuto un ruolo particolarmente significativo.
Ma lo strumento militare macedone è già pronto a conquistare il mondo.
L'andamento della battaglia
Per contrastare l'invasione di Filippo, l'esercito alleato aveva condotto una campagna dilatoria, ma Filippo era alla fine riuscito a costringerli a battaglia sotto l'acropoli di Cheronea in Beozia.
Beozia
Questo lo schieramento dei due eserciti: alcune ricostruzioni li danno paralleli (ad esempio Johannes Kromayer in "Schlachtfelder Atlas der antike Kriegsgeschichte"), ma il corso degli eventi successivi è giustificabile se i macedoni riescono a mantenere il proprio ordine rompendo quello del nemico ed è più probabile che lo schieramento macedone si presentasse obliquo rispetto a quello greco.
L'esercito alleato si era schierato in una forte posizione, con entrambi i fianchi protetti: quello sinistro poggiava sulle pendici dell'acropoli, mentre quello destro era protetto da una palude.
In questo modo gli alleati ritenevano di potersi difendere dalla propria inferiorità in cavalleria.
Le forze degli alleati, infatti, assommavano a circa 35.000 uomini, in larga parte opliti assistiti da poche fanterie leggere, mentre i macedoni avevano sul terreno una forza lievemente minore: forse 30.000 fanti e 2.000 cavalieri.
Gli opliti alleati appartenevano a diverse polis: il contingente più numeroso doveva comunque essere quello tebano -- 12.000 uomini che tenevano l'ala destra --, nel quale era compresa la Banda Sacra, seguito da quello ateniese -- 9.000 uomini schierati all'ala sinistra --, per finire con quello delle polis minori, tra le quali Ebea, Corinto, Megara, Leuca, Corcira, che con altri 9.000 uomini circa occupavano il centro.
Le ali erano protette da due contingenti di fanteria leggera mercenaria, 2.500 per ciascuna ala.
Il racconto della battaglia che ci fa Diodoro Siculo, l'unico dispinibile, anche se supportato con le scarse altre fonti disponibili, non ci aiuta molto a capire la dinamica della battaglia. Polieno, ad esempio, riporta due versioni non perfettamente concordanti di uno stesso episodio fondamentale per comprenderla.
:(IV.ii.2) Affrontando gli ateniesi a Cheronea, Filippo simulò una ritirata. Quando Stratocle, il comandante ateniese, ordinò ai suoi uomini di spingersi avanti, gridando "li inseguiremo fin nel cuore della Macedonia", Filippo osservò tranquillamente "gli ateniesi non sanno vincere" e ordinò alla sua falange di rimanere serrata e solida e di ritirarsi lentamente, riparandosi con gli scudi dagli attacchi del nemico. Quando egli con questa manovra ebbe attirato i nemici fuori dal loro terreno vantaggioso, e guadagnata una superiorità, egli si fermò e, incoraggiando le sue truppe ad un attacco vigoroso, fece così impressione al nemico da determinare una brillante vittoria in suo favore.
:(IV.ii.7) A Cheronea Filippo, sapendo che gli ateniesi erano animosi ed inesperti e i macedoni adusi alle fatiche e agli esercizi, si adoperò per prolungare l'azione, riservando il proprio attacco principale alla conclusione del combattimento, a nemico debole ed esausto e incapace di sostenera la carica.
All'inizio della battaglia, dunque, gli ateniesi forse furono attirati da una "falsa ritirata" che li indusse ad abbandonare la posizione, o, più probabilmente, effettuarono una carica in discesa per sfruttare l'impeto, e furono d'apprima contenuti e quindi respinti.
Gli Ipaspisti, che tenevano la destra macedone, da quanto possiamo leggere non tennero a bada gli ateniesi con le picche di circa m 4,5 di cui dovevano essere armati, ma con gli scudi. Gli ateniesi, infatti, erano forse equipaggiati come opliti ificratei, ovvero con lance più lunghe di quella oplitica -- oltre m. 3,5 -- e con una corazza più leggera.
Per utilizzare propriamente lo scudo, però, è improbabile che gli ipaspisti avessero le picche, che devono essere utilizzate a due mani e quindi impediscono l'uso dello scudo, o, se le avevano, si limitarono ad impugnarle con una mano sola, senza imprimere ad esse la forza necessaria ad offendere.
scudo
Anche Diodoro (16.86.2) ci presenta una situazione di stallo iniziale, ma non racconta di espedienti da parte di Filippo:
:una volta iniziata la battaglia fu aspramente combattuta per lungo tempo con molti caduti per ciascuna delle parti, sì che la lotta dava speranza di vittoria ad entrambi.
scudo
Continua Diodoro
:Allora Alessandro, in cuore deciso a mostrare al padre il proprio valore e secondo a nessuno in volontà di vittoria, abilmente secondato dai suoi compagni [gli hetairoi], per primo riuscì a rompere la solida fronte della linea nemica e, abbattendo molti, penetrò profondamente nelle truppe di fronte a lui. Lo stesso successo arrise ai suoi compagni e si aprivano varchi nella fronte nemica.
Alessandro, quindi, dalla posizione occupata all'ala sinistra, muove impetuosamente all'attacco: difficile ipotizzare che si tratti di un'azione concordata con il padre, né che si getti a capofitto frontalmente su una falange oplitica ordinata.
Possibile, invece, che la decisa avanzata ateniese abbia in qualche modo scompaginato la compattezza della falange alleata: gli ateniesi cominciarono la lotta, raggiunti probabilmente in modo più titubante dal contingente delle polis e guardati a distanza dai tebani che, se si muovessero nella stessa direzione, si troverebbero con il fianco destro scoperto e, quindi, rimangono fermi o, al massimo, possono cercare di mantenere la coesione con il centro mediante una rotazione verso sinistra.
La crisi dello schieramento oplita si generò quindi centralmente: ed è probabilmente qui che Alessandro indirizzò il suo attacco con la propria cavalleria.
La battaglia iniziata ha visto finora solo uno scontro su un'ala, ma la mobilità della cavalleria macedone permise ad Alessandro di approfittare dell'occasione.
scudo
Prosegue Diodoro
:I cadaveri si accumulavano, finché Alessandro si aprì una via attraverso la linea e mise i suoi avversari in fuga. Allora anche il re in persona avanzò, ben in prima linea, e non concesse il merito della vittoria neppure ad Alessandro. Prima fece indietreggiare le truppe davanti a lui e quindi, costringendole alla fuga, divenne l'uomo responsabile della vittoria.
Il racconto di Diodoro, quindi, viene a coincidere con quello di Polieno: l'azione dei macedoni fu graduale (anche per un probabile schieramento scaglionato) ma inesorabile e dopo una fase di stallo iniziale -- voluta o non -- rovesciarono gli ateniesi.
Secondo Plutarco, poi, Alessandro fu il primo a gettarsi contro la Banda Sacra tebana (vita di Alessandro), i membri della quale, sempre secondo Plutarco, dopo la battaglia giacevano morti tutti colpiti dalle picche dei macedoni sul petto (vita di Pelopida): sembra da escludere, quindi, che il primo attacco di Alessandro fosse diretto contro la Banda Sacra: questa deve essere stata accerchiata, presa tra un attacco frontale di picchieri macedoni e uno alle spalle degli hetairoi.
Nota: sulla mappa sono stati rappresentati il luogo del monumento rappresentante il Leone di Cheronea e il tumulo nel quale furono seppelliti i caduti della battaglia.
Collegamenti esterni
- [http://www.warfare.it/storie/cheronea.html sito che ha fornito i contenuti dell'articolo]
Categoria:Battaglie
Categoria:Storia
Categoria:Storia dell'antica Grecia
Atene
Atene (in greco Αθήνα, traslitterato come Athína) è la capitale della Grecia e capoluogo dell'Attica.
In antichità il nome della città era Ἀθῆναι, plurale di Ἀθήνη, nome greco della dea Atena. Il nome nella forma moderna di Αθήνα fu ufficialemente adottato nel 1970.
Fu la prima città ad adottare la prima forma di governo democratica attestata storicamente.
Attualmente la città ha una popolazione di circa 750.000 abitanti, con un area metropolitana estesa di circa 3,7 milioni abitanti.
Storia
1970
1970]
La storia degli Ateniesi comincia con un mito. Gli abitanti di Atene, come per la maggioranza delle persone di tutto il mondo e di tutti i tempi, affidano le proprie origini storiche a situazioni molto simili alle favole; ma non si trattava del tutto di storie inventate: erano un riflesso di verità parziali, deformate e remote, di fatto irrecuperabili, trasmesse a voce da generazione a generazione per mezzo di canti e balli.
In queste leggende l'origine di tutto era una dea, che in principio formava un tutt'uno con la città che creò, e dalla quale prende il nome: Atena. È un nome molto antico, non greco, come indicato dalla sillaba finale -na, un suffisso etrusco.
Atena fu fondata dal leggendario Cecrope, che era un mezzo uomo e mezzo serpente. Viene considerato l'autentico primo re di Atene.
L'antica polis, città stato
Cecrope]
Atene ebbe origine come roccaforte acheo-micenea. Della sua storia prima del 594 a.C. si sa solo che vi fu un periodo monarchico (che ricalca la leggenda dei sette re di Roma) durante il quale regnarono dieci re di cui il primo fu Teseo mentre l'ultimo fu Kodro, non più seguito da altri monarchi per la sua ottima condotta (considerata irripetibile in un altro regnante futuro). In realtà questa è una leggenda; molto probabilmente infatti la fine della monarchia avvenne perché il potere non fosse concentrato nelle mani di un'unica persona. Quindi si passò da un governo monarchico ad oligarchico dove governavano i nove arconti (dal greco coloro che governano) e il popolo (con sola funzione consultiva) mediante lekklesía. La situazione però non era ancora del tutto stabile infatti nel 636-632 a.C. si verifica un colpo di stato e cominciano i primi conflitti a livello politico tra aristocrazia e demos (il popolo). Quindi nel 594 AC fu designato Solone come arconte con pieni poteri per arrivare ad una conciliazione. Egli fu il primo di una serie di importanti legislatori che si successero ad Atene Clistene, Efialte e Pericle, che segnarono le tappe che portarono alla democrazia. Nonostante Atene nel corso della storia fosse riuscita ad ottenere l'egemonia su tutta quanta la Grecia con la formazione della Lega Delio-Attica (477 a.C.), divenuta col tempo impero ateniese, era destinata a perdere questa posizione a causa della rovinosa guerra del Peloponneso, vero e proprio conflitto tra la lega ateniese e quella peloponnesiaca. Questa guerra trentennale (431-404 a.C.) si concluse quindi col declino della famosa pólis, la quale non riuscì più a tornare la potenza di un tempo. Nonostante Atene avesse formato una nuova Lega nel 377 a.C., l'egemonia sulla Grecia passò, dopo un periodo di continue guerre intestine, alla Macedonia con l'avanzare di Filippo II il grande.
Età moderna
Economia
Sport
Il 18 maggio 1996 la 1^ tappa del Giro d'Italia 1996 si è conclusa ad Atene con la vittoria di Silvio Martinello.
Nel 2004 ad Atene si è svolta la 28a edizione dei Giochi Olimpici.
Monumenti
Giochi Olimpici]
- Acropoli
Mitologia
Cecrope, figlio della Terra, fu il primo re mitico della regione di cui Atene era il centro, l'Attica.
Durante il suo regno si scontrarono fra loro due divinità, Atena e Poseidone. Entrambi volevano assicurare protezione alla città, che allora portava il nome di Cecropia: Poseidone spaccò l'acropoli con un colpo di tridente offrendo alla città una fonte di acqua salata, mentre Atena piantò il primo olivo dalle foglie argentate.
La leggenda indica che fu il popolo a decidere la divinità "eponima" (che dà il suo nome) della città: le donne votarono Atena, gli uomini Poseidone. Cecrope fu eletto arbitro, che indicò nell'olivo il regalo più bello.
Poseidone, preso dall'ira, allagò la regione, ma Atena salvò la città.
Il figlio di Cecrope, Cranao, ebbe una figlia che andò in sposa a Anfizione, figlio di Deucalione e Pirra. Questi detronizzò il suocero e consacrò la città ad Atena, dandole il nome di Atene.
Collegamenti esterni
Categoria:Capitali di stato
Categoria:Città della Grecia
Categoria:Luoghi della mitologia greca
ja:アテネ
ko:아테네
simple:Athens
th:เอเธนส์
zh-min-nan:Athína
Sparta
Sparta (Σπάρτη) è una città di 13.000 abitanti, capoluogo del nomo della Laconia, nel Peloponneso meridionale (Grecia), situata sulla destra del fiume Eurota tra i rilievi del Parno a est e del Taigeto a ovest.
Della città antica, che sorgeva su sei colli, sono rimasti pochi resti archeologici: un santuario ad Artemide Ortia, l'acropoli con il tempio ad Atena Chalkioikos e i resti di un teatro ellenistico-romano.
Storia
Si sviluppò nel X sec. a.C. dalla fusione di quattro villaggi dorici: Cinosura, Limnai, Pitana e Mesoa. La città, nota anche con il nome di Lacedemone, si diede una rigida organizzazione militare: a questo proposito si narra del semileggendario Licurgo che nel 820 AC avrebbe dato allo stato spartano una costituzione dal carattere marcatamente militarista. In effetti con successive azioni belliche Sparta dall'VIII secolo AC al V secolo AC sottomise pesantemente le popolazioni della Messenia e impose la propria egemonia sull'intero Peloponneso.
La società era divisa in tre classi:
- gli spartiati, proprietari della gran parte delle terre e detentori di tutto il potere;
- i perieci, commercianti e artigiani, discendenti di popolazioni che si erano arrese agli spartiati;
- gli iloti, servi che lavoravano la terra dei padroni, a cui dovevano consegnare gran parte del raccolto.
Il potere veniva esercitato da:
- due re, che col passare del tempo, persero gran parte dei loro poteri;
- 28 geronti o anziani (oltre i 60 anni), che costituivano il senato chiamato gerusia;
- l'apella, assemblea popolare degli spartiati con più di trent'anni;
- 5 efori o magistrati, che esercitavano il controllo effettivo sullo stato.
Gli spartani combatterono nella seconda guerra persiana (481 AC|481 a.C.), inviarono Leonida alle Termopili, Euribiade a Salamina e il loro re Pausania comandò le forze greche nella battaglia di Platea nel 479 AC.
Successivamente Sparta si trovò a contrastare l'espansione di Atene e dovette subire una rivolta degli iloti (466 AC) e una dei messeni (465 AC - 455 AC). Riprese le ostilità con Atene, si giunse ad una tregua nel 445 AC e successivamente alla guerra del Peloponneso (431 AC - 404 AC) che vide il mondo greco diviso in due campi e si concluse con la occupazione di Atene e con la supremazia di Sparta sull'intera Grecia. Questa posizione di predominio fu di breve durata, a causa della sua debolezza economica e del fallimento di imporre con la forza alle altre città greche il proprio modello oligarchico. Sparta quindi entrò in conflitto con Tebe e da questi, sotto il comando di Epaminonda, fu sconfitta nel 371 AC a Leuttra. Nell'anno successivo Epaminonda invase il Peloponneso, assediò Sparta e le tolse il controllo dalla Messenia. Sparta si alleò poi con Atene contro Tebe, ma nel 362 a.C. venne di nuovo sconfitta da Epaminonda nella battaglia di Mantinea.
Dopo la vittoria di Filippo il Macedone a Choronea nel 338 AC sulle forze greche capeggiate da Tebe e Atene, Sparta fu assoggettata ai macedoni. Successivamente fece parte della lega achea e nel 146 AC venne assorbita dall'impero romano, insieme a tutte le città greche. Alla fine del IV secolo venne distrutta dai Goti di Alarico e nei suoi pressi fu costruita la cittadina di Mistra (o Misitra). Nel 1460 venne occupata dai turchi, ritornando alla Grecia nel 1828.
Categoria:Città della Grecia
ja:スパルタ
Roma
Roma (RM) è la capitale d'Italia, comune capoluogo della provincia omonima e della regione Lazio. È tra le metropoli più grandi d'Europa, con circa due milioni e ottocentomila abitanti.
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Geografia
Il nucleo urbano sorse sulle alture fiancheggianti il Tevere in corrispondenza dell'ansa in cui si trova l'isola Tiberina.
Sia a destra che a sinistra del fiume si trovano rilievi di modesta entità, che rappresentano i resti dell'antico apparato vulcanico complessivamente denominato Vulcano Laziale, come i monti Tiburtini e i monti Prenestini, mentre i più vicini sono i Castelli romani tra i quali svetta il Monte Cavo.
La valle del Tevere è in genere larga circa 3 km, ma, in prossimità dell'isola Tiberina, si restringe a meno di 1 km.
I pendii dei colli anticamente erano più scoscesi, rendendoli facilmente fortificabili. Oggi i colli, tranne alcune pendici del Campidoglio e dell'Aventino, sono molto più dolci e il fondovalle è stato colmato sia dai detriti fluviali sia artificialmente.
Roma è attraversata anche da un altro fiume, l'Aniene, che confluisce nel Tevere in territorio urbano.
Territorio
Il comune comprende molte borgate e frazioni, tra cui Ostia cresciute insieme alla città nel '900 . Roma, al contrario di altre grandi città europee, ha un'area metropolitana modesta se paragonata con il suo stesso comune. Infatti, la superficie comunale è vastissima, inglobando alcune zone urbane che in seguito al fenomeno spontaneo dell'abusivismo crebbero dal nulla grazie all'immigrazione che non trovava spazi abitativi ufficiali nella città.
Ne risulta, quindi, che l'effettiva area metropolitana della capitale italiana supera di poco i 3.600.000 abitanti. Il vantaggio che, però, deriva da una tale vastità di superficie è notevole; infatti, dove altre città hanno difficoltà a trovare accordi con le altre municipalità dell'area metropolitana, questo problema è totalmente assente a Roma, dove un'unica amministrazione comunale governa un'area che per dimensione è paragonabile alla provincia di Milano o a quella di Napoli.
Conosciuta universalmente come l'Urbe o la Città eterna, Roma sorge sulle rive del fiume Tevere ed il suo centro storico comprende i sette colli: Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e
Celio.
Storia
Celio
Popolazione e lingua
La popolazione ha sempre parlato il romanesco che però, come la maggior parte dei dialetti italiani, non ha alcuna ufficialità.
Il romanesco, come tutte le lingue, si è evoluto negli anni, tanto che, per esempio, il Belli (prima metà del 1800) usa delle forme linguistiche che non vengono utilizzate da Trilussa (inizio '900). Questa evoluzione non ha alterato profondamente il dialetto almeno fino agli anni cinquanta, a partire dai quali Roma fu meta di ingenti migrazioni dalle altre regioni italiane. Il dialetto subì allora contaminazioni soprattutto dall'italiano formando la parlata che spesso si sente : il cosiddetto "romano moderno".
Oramai il dialetto romanesco come era quello del Belli è praticamente scomparso, poiché ha perso molte delle sue parole e modi di dire a favore dell'italiano, ma su di esso si è sviluppato un tipo di dialetto che, se è utilizzato correttamente in tutte le sue caratteristiche piú tipiche, è una parlata allegra e vivace di cui i romani vanno molto fieri.
La forte immigrazione degli anni Cinquanta, oltre a riflettersi sul linguaggio, ha cambiato le componenti della popolazione: al "romano de Roma", di origine romana, si sono affiancati i nuovi arrivati. Capita così che spesso nelle famiglie oggi più che il romano si parli l'italiano o, al più la lingua nazionale con leggere influenze dialettiche.
Amministrazione, suddivisioni e quartieri
- Sindaco: Walter Veltroni, dal 05/2001.
- Comune: Centralino 06 06 06
- Sindaci di Roma
- Classificazione climatica: zona D, 1415 GR/G
Suddivisioni
Per scopi amministrativi e per aumentare la decentralizzazione, il grande territorio del comune di Roma è stato ufficialmente diviso in 19 Municipi. Ogni Municipio riunisce parti di diversi quartieri. I rioni invece sono le ripartizioni in cui è suddiviso il centro storico.
L'istituzione dei rioni risale all'Antica Roma, e il loro numero è cresciuto con la crescita della città. Tutti tranne uno (Prati) si trovano all'interno delle Mura aureliane.
Il comune di Roma utilizza sia la divisione in quartieri che in zone.
Città Gemellate
- Parigi, Francia 20px, dal 1956
- New York, Stati Uniti 20px
Trasporti e mobilità urbana
20px
Come recita il noto proverbio, "Tutte le strade conducono a Roma". E sono molte e varie, queste strade.
Trasporto su strada
La città è al centro di una struttura radiale di vie di comunicazione che ricalcano le direttrici delle antiche vie consolari, che partendo dal Campidoglio congiungevano Roma antica a tutti gli angoli dell'impero.
Il punto di partenza delle strade che partono da Roma - il km 0 fisico - rimane il miliarium, la colonna un tempo dorata e posta nel Foro, ora di marmo e posta in cima alla Cordonata.
Lo spazio urbano, un tempo delimitato dalle mura, è oggi definito dall'anello esterno di raccordo tra le vie di penetrazione, il Grande Raccordo Anulare.
Trasporto su ferro
Essendo posta al centro della penisola, Roma è anche il principale nodo ferroviario dell'Italia centrale. Le direttrici di traffico sono 4 e ricalcano - almeno nella parte iniziale del percorso - il tracciato delle principali consolari: quella tirrenica (Roma-Genova, lungo la via Aurelia), quella verso nord (Roma-Firenze-Bologna, lungo la via Salaria), quella adriatica (Roma-Pescara, lungo la via Tiburtina) e quella meridionale (Roma-Napoli, lungo la via Appia).
Le principali stazioni sono Roma Termini (che è la stazione ferroviaria più grande e trafficata d'Europa con più di 600'000 transiti giornalieri, con al suo interno un centro commerciale, chiamato "Forum Termini", di oltre cento negozi), Roma Tiburtina (dove è previsto l'arrivo della nuova linea ad alta capacità), Roma Ostiense, Roma Trastevere, Roma Tuscolana, Roma S. Pietro.
Trasporto aereo
La città è servita attualmente da tre aeroporti:
- Aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci (più noto semplicemente come Fiumicino, nome del comune che lo ospita, dopo essere stato scorporato dal comune di Roma nel 1992, a cui era stato aggregato sotto il Fascismo);
- Aeroporto internazionale Giovan Battista Pastine (più noto come Ciampino), situato ancora in territorio romano nei pressi del confine tra Roma e Ciampino (già frazione di Marino). È un areoporto sia civile che militare lungo la Via Appia, che riceve molti voli di linea da tutt'Europa inclusi voli di compagnie a basso costo.
- Aeroporto dell'Urbe, situato sulla via Salaria a soli 6 km dal centro e utilizzato come scalo secondario e come eliporto.
L'Aeroporto di Centocelle, nella parte orientale di Roma tra la Via Tuscolana e Via Casilina, fino a qualche anno fa in funzione, adesso è stato abbandonato, e verrà riadattato come un grande parco pubblico.
Trasporti pubblici urbani
Roma è attualmente dotata di due linee di metropolitana, aperte nel 1955, che servono gli assi di traffico est-ovest (linea A) e nord-sud (linea B). Altre linee sono in costruzione (linea B1 e linea C) e in progettazione (linea D). La lunghezza totale attuale è di 38 km. Le due linee si intersecano solo in un punto, alla stazione di Roma Termini.
Il sistema dei trasporti pubblici urbani integra anche una ventina di stazioni urbane della rete ferroviaria. Le più utilizzate sono Roma Tuscolana, Roma Trastevere, Roma San Pietro, Roma Nomentana, Roma Nuovo Salario, Roma Magliana, Roma Muratella, Roma Aurelia.
Nelle stazioni interne fermano sia i treni a media percorrenza (lunga nelle stazioni Termini, Ostiense e Tiburtina) che i treni metropolitani (detti "trenini effeemme"), che sono parte integrante del trasporto urbano e si possono prendere con il relativo biglietto ATAC. Esiste inoltre una linea espressa che collega la città all'aeroporto di Fiumicino.
L'altro ramo del servizio di trasporti pubblici urbano è costituito dalla rete ATAC di autobus, tram e filobus (ritornati in uso nel 2005).
La forte presenza di macchine negli ultimi decenni hanno portato alla creazione di una zona a traffico limitato nella parte centrale del centro nei giorni lavorativi dalle 6 alle 18. Il traffico anche durante la notte ha poi portato alla creazione di un'altra zona a traffico limitato notturna in Trastevere e S. Lorenzo, e ci sono progetti per allargarla al quartiere di Testaccio. I parcheggi sono sempre più spesso convertiti a pagamento, e allo stesso tempo sono pochi,ma si continuano a costruirne di sotterranei.
La situazione del traffico romano è comunque difficile per molte cause, come ad esempio:
- la scarsità della rete di trasporto pubblico su ferro (dovuta alla difficoltà di realizzazione di metropolitane per la conformazione del territorio) e, secondo alcuni, anche per decenni di mancanza di investimenti nel trasporto pubblico;
- l'altissima densità di automobili (si pensi che il Lazio è la seconda regione d'Italia per automobili ogni 100 persone) insieme alla carenza di parcheggi;
- la strutturazione dei quartieri creati o rimodellati nel dopoguerra, destinati ad edilizia intensiva ma con sistema viario inadeguato;
- l'assenza di sufficienti direttrici interne (sebbene di recente siano state aperte nuove strade di scorrimento nel settore nord-orientale);
- la frequenza quasi giornaliera di manifestazioni di vario tipo e ragione, dovuta ai ruoli istituzionali e simbolici di Roma (scioperi, manifestazioni, eventi religiosi, visite di stato, eventi sportivi o di spettacolo e altro); la creazione di nuovi insediamenti abitativi distanti dal centro e difficili da servire con la rete pubblica.
Economia
Roma, sviluppatasi inizialmente intorno all'artigianato dei rioni e successivamente allaamministrazione pubblica (statale, regionale, provinciale, comunale) e agli enti parastatali storicamente presenti nella città e , possiede oggigiorno un'economia dinamica e diversificata che produce il 6,5% del PIL nazionale (più di ogni altra città della nazione) e continua a crescere con un tasso superiore alla media nazionale.
Oltre ai servizi ed all'indotto generato dalla presenza delle strutture amministrative, è l'edilizia a rappresentare il settore economico più importante per la città. Questa, da un lato ha comportato la crescita scriteriata delle periferie romane (dando luogo alla figura "professionale" dei palazzinari) e dall'altro ha favorito lo sviluppo di alcuni tra i più grossi gruppi nazionali del settore.
Ovviamente, anche il turismo rappresenta una delle voci più importanti per il bilancio cittadino, perché l'offerta culturale di Roma ha pochi eguali nel mondo.
La città è anche il centro di molte istituzioni finanziarie (banche ed assicurazioni), di centri di produzione televisiva e cinematografica (tra cui spicca la cittadella artistica di Cinecittà), di aziende operanti nella moda e nella pubblicità.
La presenza di tre poli universitari insieme ai dieci a carattere privato recentemente ha favorito lo sviluppo di attività legate alla ricerca e ai servizi tecnologici avanzati.
Forse inaspettatamente, a Roma è presente una forte realtà industriale, costituita di aziende di medio-piccole dimensioni, che si è sviluppata intorno ad alcuni poli di sviluppo, come la via Tiburtina o Acilia tanto da scavalcare Torino nel ruolo di secondo polo industriale.
L'agricoltura e l'allevamento (soprattutto la pastorizia) stanno sempre più perdendo d'importanza, stante la connotazione sempre più urbana assunta dal territorio comunale, anche se non è infrequente ancor'oggi trovare greggi pascolare nelle zone periferiche della città ma la città. Roma è il comune d'Europa maggiore per le attività agricole.
Educazione e cultura
pastorizia
Roma continua ad essere il più grande centro di istruzione italiano con molte delle maggiori università del territorio:
- Università degli studi di Roma "La Sapienza" (fondata nel 1303), è uno dei centri più prestigiosi e anche la più grande università d'Europa con quasi 150.000 studenti. Anche detta Roma 1 [http://www.uniroma1.it/]
- Università degli studi di Roma "Tor Vergata", anche conosciuta come Roma 2 [http://www2.uniroma2.it/index.shtml]
- Università degli studi Roma Tre [http://www.uniroma3.it/]
- Istituto universitario di scienze motorie. [http://www.iusm.it/]
Anche molte università private si trovano a Roma, come:
- LUISS - Libera università internazionale degli studi sociali "Guido Carli", probabilmente la più prestigiosa università privata di Roma; [http://www.luiss.it/]
- Università Cattolica del Sacro Cuore, molto rinomata in tutta Italia;
- Università Campus bio-medico di Roma [http://www.unicampus.it/]
- Università John Cabot, un'università privata americana;
- LUMSA - Libera università Maria Ss. Assunta [http://www.lumsa.it/]
- Università di Malta, un'università internazionale;
- Leonardo da Vinci Libera Università di Roma;
- Libera Università Degli Studi S. Pio V;
- Università UPTER;
- Università I.S.S.A.S.
Sempre a Roma si trova l'Accademia di Santa Cecilia, la più antica accademia di musica al mondo (fondata nel 1584).
La facoltà di Medicina e chirurgia "Agostino Gemelli" dell'Università Cattolica del Sacro Cuore è anche la prima facoltà di Medicina italiana ad essersi dotata di un policlinico proprio.
Inoltre sono presenti sedi di enti che hanno finalità (esclusiva o meno) di ricerca (lista da completare):
- Consiglio Nazionale delle Ricerche [http://www.cnr.it]
- ISTAT [http://www.istat.it]
- Istituto Superiore di Sanità [http://www.iss.it]
- Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (IsIAO) [http://www.isiao.it/]
- Istituto per l'Oriente Carlo Alfonso Nallino (IPOCAN) [http://www.ipocan.it/]
ed alcuni IRCCS
- Istituto per lo Studio e la Cura dei Tumori Regina Elena - Istituto Dermatologico Santa Maria e San Gallicano
- Istituto per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani (Istituto Nazionale Malattie Infettive)
- Ospedale pediatrico Bambin Gesù (territorio dello Stato della Città del Vaticano)
- Fondazione Santa Lucia
- Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI).
Ricorrenze, Feste e Fiere
Stato della Città del Vaticano
- Epifania, il 6 gennaio, che si festeggia a Piazza Navona tra le caratteristiche bancarelle;
- San Giuseppe, il 19 marzo, con i classici "Bignè di San Giuseppe" preparati un tempo nei friggitori per le strade;
- Natale di Roma, il 21 aprile; è la data tradizionale di fondazione della città;
- Primo maggio, la festa dei lavoratori: i sindacati unitari organizzano un concerto gratuito in Piazza San Giovanni, a cui assistono centinaia di migliaia di spettatori;
- Festa della Repubblica, il 2 giugno, con parata militare in via dei Fori Imperiali;
- San Giovanni, il 24 giugno, con la famosa notte "di streghe ed incantesimi"; festività antichissima e mitologica di cui si è persa la memoria;
- San Pietro e Paolo; sono i patroni della città e sono festeggiati il 29 giugno;
- Festa de' Noantri, è la festa che si svolge a Trastevere, forse il più caratteristico tra i quartieri di Roma. Si festeggia il primo sabato dopo il 16 luglio (Festa del Carmelo) con una processione tra le vie del quartiere, tra canti, balli, mercatini e fuochi;
- Estateromana, inventata dall'allora assessore comunale Nicolini, rappresenta, nelle sue varie forme, un appuntamento fisso per i romani. Il comune organizza, per tutta l'estate, una serie di eventi culturali e di spettacoli;
- La Madonna della Neve, il 5 agosto, con nevicata artificiale ricreata a Santa Maria Maggiore per ricordare la celebre leggenda della nevicata estiva;
- Notte Bianca alla fine dell'estate, mutuata dall'analoga festa parigina;
- 20 settembre, a Porta Pia, commemorazione dell'episodio della Breccia e dell'annessione di Roma all'Italia;
- 31 dicembre a Piazza del Popolo, tradizionale punto di ritrovo dei Romani in attesa del nuovo anno.
Monumenti e luoghi d'interesse
31 dicembre
Nel corso della sua storia, più di due volte millenaria, Roma ha accumulato notevoli tesori d'arte ed un patrimonio archeologico che non ha uguali nel resto del mondo. Questo aspetto della città è costituito da due caratteri principali storicamente e culturalmente differenti:
- la Roma antica
- la Roma papale
Innumerevoli sono i resti archeologici, gli edifici monumentali, le chiese, le biblioteche, musei e gli istituti culturali.
I monumenti, nel loro insieme, permettono di ricostruire la storia della città.
Nel periodo regio, e in particolare nel VI secolo, periodo di grande prosperità per la città sotto l'influenza etrusca, si realizzano le prime importanti opere pubbliche: il tempio di Giove sul Campidoglio, il santuario arcaico dell'area di S.Omobono, la costruzione della Cloaca Massima, che permise la bonifica dell'area del Foro Romano e la sua prima pavimentazione.
Dopo l'invasione gallica (390 AC) venne costruita una grande cinta muraria, tuttora conservata in alcuni tratti, e nota con l'erroneo nome di Mura serviane. La città venne rapidamente ricostruita e a questa rapida ricostruzione gli storici romani attribuirono l'aspetto disordinato dell'urbanistica della città; in effetti questo si dovette alla sua crescita continua, che non seguì alcun piano preordinato, con gli edifici e le vie che si adattavano all'orografia. All'età repubblicana risale la fondazione di diversi edifici pubblici e templi, soprattutto nell'area del Foro Romano, che conosciamo solo nelle loro fasi successive. Si creano le prime strade consolari e i loro ponti sul Tevere e i primi acquedotti.
acquedotti
Solo a partire dal II secolo AC si vanno sviluppando le prime trasformazioni monumentali inserite in piani urbanistici coerenti (per esempio i templi repubblicani dell'area sacra di Largo Argentina, costruiti separatamente e unificati dall'inserimento in un grande portico. Nascono i tipi edilizi della basilica civile e dell'arco onorario. Per la prima volta viene applicata la tecnica edilizia del cementizio, che consentirà all'architettura romana di avere un suo originale sviluppo, e inizia l'importazione del marmo come ornamento degli edifici. Il primo tempio interamente in marmo è il Tempio rotondo del Foro Boario. I personaggi che conquistano grande prestigio personale e si contendono il potere iniziano a sviluppare progetti urbanistici di respiro sempre maggiore, a partire dai grandi portici della zona del Circo Flaminio, al Tabularium di Silla, che tuttora fa da sfondo al Foro Romano verso il Campidoglio, insieme al restauro del tempio capitolino. Pompeo lascia la sua traccia nella città con la costruzione di un grande teatro in muratura. Giulio Cesare crea una nuova piazza a suo nome, il Foro di Cesare, in contemporanea con il restauro della Curia, sede del Senato.
Curia
Il maggiore sviluppo urbanistico e monumentale si ebbe nell'età imperiale.
Con Augusto la città viene divisa in 14 regioni. Si completano gli interventi di Cesare e si avviano nuovi grandi progetti urbanistici, a partire dalla costruzione di un nuovo Foro di Augusto e dalla regolarizzazione dei lati della piazza del Foro Romano con la costruzione della basilica Giulia e il rifacimento della basilica Emilia. Augusto, in particolare con l'aiuto di Agrippa, suo amico e consigliere, si occupa anche della sistemazione del Campo Marzio, che si va arricchendo di edifici pubblici e monumenti. Nella zona più periferica si costruisce il suo mausoleo, e vengono eretti un grande orologio solare, che usa un obelisco come gnomone e l'Ara Pacis. Nell'area del Circo Flaminio viene costruito il teatro dedicato al nipote Marcello e, in più fasi, il tempio di Apollo Sosiano. Innumerevoli i restauri e gli adattamenti degli edifici più antichi, che gli permisero di affermare di aver trovato una città di mattoni e di lasciarla di marmo.
La monumentalizzazione della città prosegue sotto i successori di Augusto. Nel 64, sotto il regno di Nerone uno spaventoso incendio quasi rase al suolo l'intera città. Per favorire un'ordinata ricostruzione e impedire le condizioni che favorivano il diffondersi degli incendi, sarà creato un nuovo piano regolatore, attuato però solo in parte. Nerone costruirà quindi la sua Domus Aurea e occuperà gli spazi compresi tra Celio, Esquilino (Oppio) e Palatino con un enorme villa.
Dopo la morte di Nerone, gli imperatori Flavi, restituirono ad uso pubblico parte degli spazi occupati dalla sua residenza, costruendo le terme di Tito sul colle Oppio e il Colosseo. Sotto i Flavi si eressero inoltre, l'arco di Tito, il Tempio della Pace, il Foro di Nerva, i palazzi imperiali sul Palatino ("Domus Flavia e "Domus Augustana") e uno Stadio di Domiziano, oggi ricalcato da piazza Navona.
piazza Navona
Con Traiano si completa la serie dei Fori Imperiali con la grande piazza del Foro di Traiano con la celebre Colonna coclide e il contiguo complesso dei Mercati di Traiano. Vengono inoltre costruite le terme sul colle Oppio. Ad Adriano si deve il Pantheon nel suo attuale aspetto e la costruzione di un Mausoleo, oggi trasformato in Castel Sant'Angelo, ma l'attività edilizia rallenta. Si hanno ancora il tempio di Adriano, inserito più tardi nel Palazzo della Borsa, il tempio di Antonino e Faustina nel Foro Romano, la Colonna antonina dedicata a Marco Aurelio. Sotto i Severi vengono innalzati l'arco di Settimio Severo e le terme di Caracalla.
Nel corso del III secolo a Roma, dove gli imperatori non sono quasi mai presenti, l'attività edilizia si arresta quasi del tutto. Vengono però costruite le Mura Aureliane volute dall'imperatore Aureliano a partire dal 272 DC: dopo secoli si teme nuovamente per la sicurezza della città. Le mura saranno successivamente rialzate e rafforzate più volte fino a raggiungere l'attuale e monumentale aspetto.
Con la Tetrarchia si ha una ripresa dell'attività edilizia, con la costruzione delle terme di Diocleziano, della basilica e della grande villa di Massenzio sulla via Appia e dell'arco di Costantino. A partire da Costantino si cominciano ad erigere le prime grandi chiese cristiane: le basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Pietro in Vaticano e le basiliche cimiteriali sorte presso le tombe dei martiri, collegati ai mausolei della famiglia imperiale, e ancora negli anni successivi Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Fino alla fine del secolo si continuarono tuttavia a restaurare gli edifici pubblici e i templi pagani.
Il potere temporale dei papi ha poi riempito il territorio cittadino di chiese monumentali.
Innumerevoli i resti architettonici sparsi nella campagna romana.
- Mura Aureliane
- Mura serviane
- Porte di Roma
Musei
Palazzi
Luoghi d'interesse
- Antico Caffè Greco
- Cordonata
- il Teatro dell'Opera di Roma
- Villa Borghese
- il Vittoriano
Ambiente
Roma ha al suo interno numerose aree verdi. Le aree protette sono:
- la Riserva Naturale della Marcigliana (ettari 4696)
- la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene (ettari 620)
- la Riserva Naturale di Decima-Malafede (ettari 6145)
- la Riserva Naturale del Laurentino (ettari 152)
- la Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi (ettari 774)
- la Riserva Naturale della Valle dei Casali (ettari 469)
- la Riserva Naturale dell'Acquafredda (ettari 249)
- la Riserva Naturale di Monte Mario (ettari 204)
- la Riserva Naturale dell'Insugherata (ettari 697)
- il Parco Regionale Urbano di Aguzzano (ettari 60)
- il Parco Regionale Urbano del Pineto (ettari 243)
- il Monumento naturale di Mazzalupetto - Quarto degli Ebrei (ettari 180)
- il Monumento Naturale di Galeria Antica (ettari 40)
- l'Area Marina protetta delle Secche di Tor Paterno (ettari 1200) [http://www.ampsecchetorpaterno.it/]
Inoltre sono presenti diversi giardini, molti facenti parte nel passato di dimore nobiliari:
la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene
- Colle Oppio, il parco antistante il Colosseo in cui si trova la Domus Aurea.
- Villa Ada, lungo la via Salaria.
- Villa Aldobrandini, su via Nazionale.
- Villa Borghese, grande parco al centro di Roma.
- Villa Celimontana, molto curata, sul colle del Celio, vicino al Colosseo.
- Villa Corsini, nei pressi del Lungotevere, ospita l'orto botanico comunale.
- Villa Doria-Pamphili, il più grande parco cittadino, che parte dalla Città del Vaticano per arrivare quasi fino al Grande Raccordo Anulare, lungo la via Aurelia.
- Villa della Farnesina, a via della Lungara, ospita l'Accademia dei Lincei.
- Villa Giulia, in prossimità di Piazzale delle Belle Arti, ospita il Museo d'Arte Etrusca.
- Villa Medici, a Trinità dei Monti, è sede dell'Accademia di Francia.
- Villa Sciarra, a via Calandrelli, spicca per la bellezza botanica ed artistica.
- Villa Stuart, su Monte Mario, ospita l'omonima casa di cura privata.
- Villa Torlonia, lungo via Nomentana.
Sono presenti numerose altre aree verdi e terreni dedicati all'agricoltura.
Sport
Ha ospitato le Olimpiadi del 1960 (vedi XVII Olimpiade).
La città è ufficialmente candidata ad ospitare i Giochi Olimpici del 2016. (Roma 2016).
Impianti Sportivi
- Stadio Olimpico di Roma
- Stadio Flaminio
- PalaLottomatica (precedentemente PalaEUR)
- Palazzetto dello Sport di viale Tiziano
- Palazzetto dello Sport di Ostia
Calcio
Ospita le gare interne della A.S. Roma, della S.S. Lazio, della Cisco Roma e della S.S. Lazio Calcio femminile.
Ciclismo
Roma è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1989 (27 maggio): 7^ tappa, vinta dallo svizzero Urs Freuler.
- 2000 (13 maggio): cronoprologo, vinto dal ceco Jan Hruska.
Pallacanestro
Ospita le gare interne della Virtus Pallacanestro Roma.
Pallamano
Ospita le gare interne della S.S. Lazio.
Pallavolo
Ospita le gare interne della Roma Volley e della S.S. Lazio.
Pallanuoto
Ospita le gare interne della squadra di pallanuoto di Roma e della S.S. Lazio.
Rugby
Ospita le gare interne della Rugby Roma e della S.S. Lazio.
Curiosità su Roma
S.S. Lazio
A causa della sua storia millenaria a Roma sono associati diversi simboli, il Colosseo, la Lupa Capitolina, l'aquila imperiale, e i simboli della cristianità, nonché il famoso acronimo S.P.Q.R. che richiama l'età antica e l'unità tra il Senato e la popolazione.
Roma possiede anche diversi appellativi: L'urbe, caput mundi (testa del mondo), Città Eterna, e Limen Apostolorum (soglio apostolico).
I colori della città sono oro e porpora.
Roma ha due festività proprie, 21 aprile (il Natale di Roma), e il 29 giugno (i santi patroni, Pietro e Paolo).
Esistono anche dei proverbi che la riguardano:
- A Roma, comportati come i Romani.
- Tutte le strade portano a Roma.
- Roma non fu costruita in un giorno.
Durante la sua lunga storia, e data la sua importanza, Roma ha sempre avuto una popolazione caratterizzata da notevoli flussi migratori, così per tradizione un "vero" romano è uno la cui famiglia ha vissuto a Roma per almeno sette generazioni: questo è l'originale "Romano de Roma".
Voci correlate
- Fondazione di Roma
- I sette Re di Roma
- Consoli Repubblicani Romani
- Consoli e dittatori romani
- Imperatori Romani
- Impero Romano
- Limes
- Accademia dei Lincei
- Sindaci di Roma
- Municipi di Roma
- Diocesi di Roma
- Provincia di Roma, Lazio
- Museo Archeologico Nazionale di Napoli
- Arte romana
- Dialetto romanesco
- Passatella
Enti romani
- [http://www.comune.roma.it Sito ufficiale del Comune di Roma]
- [http://www.atac.roma.it/ Sito dell'azienda di trasporti pubblici di Roma (ATAC)], utile anche per cercare itinerari.
- [http://www.metroroma.it/MetroRoma/HTML/IT Sito della Metropolitana di Roma]
- [http://www.operaroma.it/ Teatro dell'Opera di Roma]
- [http://www.auditorium.com/ Auditorium Parco della Musica]
- [http://www.teatrodiroma.net/ Teatro di Roma]
- [http://www.romanatura.roma.it/ RomaNatura], ente gestore dei parchi romani
Altri siti
- [http://www.archeorm.arti.beniculturali.it/sar2000 Soprintendenza archeologica di Roma]
- [http://www.romabeniculturali.it/servizio/8/home.asp Sovraintendenza ai beni culturali del Comune di Roma]
- [http://www.info.roma.it Elenco dei monumenti del centro storico di Roma con foto e mappe]
- [http://www.comuni-italiani.it/058/091/ Informazioni e utili link sul comune di Roma]
- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/I/Gazetteer/Places/Europe/Italy/Lazio/Roma/Rome/home.html Taccuino di Roma] (it/eng)
- [http://www.compart-multimedia.com/virtuale/it/roma/home.htm Roma in Realtà Virtuale] Filmati e Photo Gallery (it/eng/fr)
- [http://www.essepiquerre.it/ la Roma dei papi]
- [http://www.activitaly.it/infobase/index.php?lang=it Mappa di Roma navigabile e zoomabile collegata ad una banca dati]
- [http://www.iterconficere.net/presentazione.htm#collagevie Le vie consolari]
- [http://www.ilmondodeitreni.it/RomaTram/tramindice.html i tram di Roma]: storia, immagini, notizie
- [http://www.alberghi-a.roma.it/informazioni.htm Informazioni utili sulla città di Roma]
- [http://formaurbis.stanford.edu/ Progetto "Forma Urbis Romae" della Stanford Digital - La storica mappa di Roma dell'inizio del III secolo in digitale]
- [http://w1.131.comhem.se/~u13117202/main.htm Le Chiese nascoste di Roma]
- [http://wikitravel.org/en/Rome Wikitravel.Roma]
simple:Rome
Categoria:Capitali di stato
Categoria:Comuni della provincia di Roma
Categoria:Comuni del Lazio
Categoria:Comuni italiani
Categoria:Patrimoni dell'umanità in Italia
als:Rom
ja:ローマ
ko:로마
Console (storia romana)Il Console era la più alta carica eletta della Repubblica Romana, che divenne un incarico assegnato durante l'Impero Romano.
Durante la Repubblica l'età minima per l'elezione a Console era di 40 anni per i patrizi e di 42 per i plebei. Ogni anno venivano eletti due consoli, prestavano servizio assieme, ognuno con diritto di veto sulle azioni dell'altro, e l'anno di servizio era conosciuto con i loro nomi. Ad esempio, l'anno che noi comunemente chiamiamo 59 AC veniva chiamato dai romani "il consolato di Cesare e Bibulo", poiché i due consoli erano Giulio Cesare e Marco Calpurnio Bibulo (anche se Cesare dominò il consolato in maniera talmente netta che l'anno veniva scherzosamente chiamato "il consolato di Giulio e Cesare").
In latino, "consules" significa "coloro che camminano assieme". Se un console moriva durante il suo mandato (fatto non raro quando i consoli erano in battaglia alla testa dell'esercito), un altro veniva eletto, e veniva detto Consul Suffectus
L'ufficio di console era ritenuto come risalente alla data tradizionale della fondazione della Repubblica, nel 509 AC, anche se la storia remota è in parte leggendaria e la successione di consoli non è continua nel V secolo AC. I consoli erano incaricati sia dei doveri religiosi che di quelli militari; la lettura degli auspici era un passo essenziale prima di condurre l'esercito in battaglia.
Durante i periodi di guerra, il criterio primario di scelta del console era l'abilità militare e la reputazione, ma in tutti i casi la selezione era connotata politicamente. Inizialmente solo i patrizi potevano divenire consoli, in seguito i plebei ottennero il diritto di eleggerne uno che li rappresentasse; il primo console plebeo fu Lucio Sestio, nel 366 AC.
Con il passare del tempo, il consolato divenne il normale punto d'arrivo del cursus honorum, la sequenza di incarichi perseguiti dai Romani ambiziosi.
Quando Augusto fondò l'Impero, cambiò la natura dell'incarico, spogliandolo di gran parte, se non di tutti i poteri. Pur rimanendo un grande onore, e un requisito per altri incarichi, molti consoli, durante il suo lungo regno, lasciavano l'incarico prima del termine, per permettere ad altri di reggere il fascio littorio come Suffectus. Quelli che erano in carica il 1 gennaio, conosciuti come consules ordinarii avevano l'onore di associare il proprio nome a quell'anno. Come risultato, circa la metà di coloro che avevano il grado di pretore potevano raggiungere anche quello di console. Talvolta, questi Suffectus si ritiravano anch'essi, e un altro Suffectus veniva nominato. Questa pratica raggiunse il suo estremo sotto Commodo, quando nel 190, venticinque persone furono nominate a console.
Un altro cambiamento durante l'Impero fu che gli Imperatori spesso nominavano loro stessi, dei protetti o dei parenti, senza guardare all'età minima.
Ad esempio, ad Onorio venne conferito il titolo di console al momento della nascita.
Reggere il consolato era apparentemente un tale onore che il secessionista Impero delle Gallie, ebbe la sua coppia di consoli durante la sua esistenza (260 - 274). La lista di consoli di questo stato è incompleta, ricostruita dalle iscrizioni e dalle monete.
Una delle riforme di Costantino I fu quella di assegnare uno dei consoli alla città di Roma e l'altro alla città di Costantinopoli. Quindi, quando l'Impero Romano venne diviso in due, alla morte di Teodosio I, l'imperatore di ognuna delle due metà acquisì il diritto di nominare uno dei consoli - anche se un imperatore permise al suo collega di nominarli entrambi per vari motivi. Come risultato, dopo la fine formale dell'Impero Romano ad ovest, molti anni vennero denominati da un singolo console. Questa carica decadde durante il regno di Giustiniano: prima con il console di Roma Decio Teodoro Paolino nel 534, e quindi con il console di Costantinopoli, Flavio Basilio Juniore, nel 541.
Per una lista completa dei consoli romani vedi:
- Consoli Repubblicani Romani
- Consoli imperiali romani (33 AC-192 DC)
- Consoli imperiali romani (193-541 DC)
categoria:Roma antica
ja:執政官
ko:집정관
Santa Maria Capua Vetere
Santa Maria Capua Vetere è un comune di 30mila abitanti della provincia di Caserta.
Fino al 1861 il suo nome era Santa Maria Maggiore.
Storia
È la Capua dell'antichità. Altera Roma, l'altra Roma: così la chiamò Cicerone nel I secolo AC. Era la più grande città d'Italia nel IV secolo AC.
La scoperta di vari villaggi di tipo Villanoviano, e la loro successiva fusione in abitato, è senza dubbio la base dello sviluppo della futura Capua, la sua urbanistica fu ampliata nei secoli successivi dagli osci e dagli Etruschi. Venne distrutta a seguito di incursioni Vandaliche prima e successivamente saracene nell'841 d.C., dopo oltre 16 secoli di storia. L'abitato moderno cominciò lentamente a rinascere a partire dal XII secolo con la nascita di tre diversi casali attorno alle basiliche cristiane di di S. Maria Maggiore,o detta dei Surechi, S. Pietro in Corpo e S. Erasmo in Capitolio.
La "Capua" antica
Vedi anche l'articolo correlato Capua (antica)
Contrariamente a quanto ritenuto dagli archeologi del secolo scorso, (Heurgon-Beloch ecc.) la Capua antica, a seguito dei rinvenimenti nel corso di questi ultimi decenni, ha dimostrato di essere molto più estesa come abitato urbano, mettendo in discussione il perimetro delle mura stabilito dai vecchi studiosi e confermando la descrizione in parte fatta da Giacomo Rucca nella fine dell'ottocento. Il complesso edilizio venuto alla luce nel corso del mese di ottobre 2004 nei pressi del locale macello Comunale sull'area della vecchia masseria dei Vetta, ha confermato che l'area urbana andava oltre il vecchio fondo Tirone, ove per tradizione venivano posizionate le mura.
L'abitato moderno
(da sviluppare)
Sport
La 5^ tappa del Giro d'Italia 1988 si è conclusa a Santa Maria Capua Vetere con la vittoria di Guido Bontempi.
Voci correlate
- Capua (antica)
Categoria:Comuni della provincia di Caserta
Categoria:Comuni della Campania
Categoria:Comuni italiani
Anzio
Anzio (RM) è un comune con cinquantamila abitanti, dista dal Capoluogo circa 60 km.
Storia
Lo sbarco alleato
Il 22 gennaio 1944 il 6° Corpo d'Armata USA, comandato del generale John Lucas, sbarcò ad Anzio.
Amministrazione
- Sindaco: Candido De Agnelis, dal 05/2003.
- Comune: Centralino 06 98.49.91
- Comune: Uff. Turismo 06 98.49.94.72
- Comune: Informazioni Turistiche 06 98.45.147
- Classificazione climatica: zona C, 1243 GR/G
- http://www.anzio.net/
- [http://www.capodanzio.com/ Capo d'Anzio (porto)]
- [http://www.guardiacostiera.it/anzio/ Ufficio circ. Guardia Costiera]
- [http://utenti.lycos.it/Museo_Sbarco_Anzio/ Museo dello Sbarco di Anzio]
Categoria:Comuni della provincia di Roma
Categoria:Comuni del Lazio
Categoria:Comuni italiani
ja:アンツィオ
Lanuvio
Lanuvio è un comune di 9.692 abitanti della provincia di Roma.
Amministrazione
- Sindaco: Rossano De Santis, dal 05/2002.
- Comune: Centralino 06 93.78.91
- Classificazione climatica: zona D, 1532 GR/G
Il Comune di Lanuvio è situato in provincia di Roma e precisamente a 33 km a sud est della stessa. L'odierno centro urbano insiste sul sito dell'antico Lanuvium, ben identificato quest'ultimo grazie alle testimonianze di Strabone e di Appiano.
Sulle presunte origini di Lanuvio, ci sono pervenute una serie di tradizioni tra loro contrastanti, cosa questa tra l'altro riscontrabile per altre città del Lazio antico. La prima che si rifà al filone greco-argivo era quella tramandata da Appiano, secondo cui la fondazione di Lanuvio dovrebbe riferirsi a Diomede figlio di Tideo, signore di Argo.
La seconda, invece, relativa al filone troiano, è emersa grazie al ritrovamento di frammenti di intonaco rinvenuti nel 1969 a Taormina e appartenenti al ginnasio dell'antica Tauromenion, dove si parla di Fabio Pittore, primo annalista romano, e gli si attribuisce la narrazione dell'arrivo in Italia, in seguito alla guerra di Troia, di un certo Lanoios, fondatore nel Lazio di una cittadina, che avrebbe preso da lui il nome. Studi sulla veridicità di queste tradizioni si sono susseguiti nel tempo, e tra l'altro gli ultimi progressi della ricerca archeologica hanno restituito loro un buon margine di credibilità, anche se alcune di esse sono da prendere cum grano salis.
Per Lanuvio, infatti, c'è discordanza tra le fonti antiche, che riporterebbero la fondazione della cittadina agli anni immediatamente successivi alla guerra di Troia (1180-1170 a.C.), e le testimonianze archeologiche i cui reperti più antichi, rinvenuti sul colle San Lorenzo, si datano al più presto agli inizi del IX secolo a.C..
Le prime notizie attendibili che abbiamo della cittadina ci testimoniano che, sul finire del VI secolo a.C., faceva parte dei trenta populi della lega latina, populi che si riunivano nel lucus di Diana Nemorense. Insorse, insieme ad altre città latine, contro Roma, nella battaglia presso Aricia (504 a.C.), in quella del lago Regillo (496 a.C.), nel 383 a.C., nel 341 a.C., con esiti quasi sempre negativi. In seguito all'ultima e definitiva sconfitta avvenuta nel 338 a.C., perse, insieme alle altre cittadine del Latium Vetus, l'indipendenza, ma già nel 332 a.C. ottenne un trattamento di privilegio e la Civitas cum suffragio da parte di Roma, in cambio di ammettere il popolo romano ad amministrare la metà dei proventi del santuario di Giunone Sospita. Dal 332 a.C. fino allo scoppio della prima guerra civile (87-86 a.C.), Lanuvio mantenne un elevato grado di benessere, ma parteggiando in questo ultimo frangente per Silia, venne ridotta da Mario a colonia militare. Siccome gli eventi di quegli anni erano soggetti a repentini mutamenti politici, avvenne che il partito mariano cadde in rovina e Lanuvio, in poco tempo, ritornò ad essere una cittadina di primissimo piano. Le fonti antiche, infatti, ci testimoniano come Lanuvio, a partire dall'età tardo-repubblicana, divenne meta dei personaggi più in vista della politica romana, vi ebbero dimora: M. Emilio Lepido, M. Giunio Bruto, Augusto e Marco Aurelio.
Diede poi i natali al console dell'anno 62 a.C. L. Licinio Murena e agli imperatori Antonino Pio e Commodo. Con l'editto di Teodosio del 391 d.C., che sanciva il cristianesimo come unica religione dell'impero romano, iniziò la decadenza e l'inesorabile abbandono dell'antica Lanuvio. Questo editto comportò infatti anche l'immediata chiusura di tutti i templi pagani tra cui anche quello di Giunone Sospita, funzionante fin dal VI secolo a.C., e che era stato l'elemento propulsore della cittadina per dieci secoli.
Anche se il sito non fu abbandonato nei secoli successivi all'editto di Teodosio, notizie certe di esso si hanno soltanto a partire dalI'Xl secolo d.C., che, stando al Galieti, rinacque grazie all'opera dei monaci Benedettini coi nome di Civita Lanuvina. Passò, dagli inizi del XV secolo, nelle mani dei Colonna, a cui rimase fino al 1564, anno in cui venne venduta, insieme ad Ardea, a Giuliano Sforza Cesarini al prezzo di 105.000 scudi.
I secoli dall'XI fino alla seconda metà dei XVI furono concitati per Lanuvio: saccheggi, assedi, donazioni. Con l'avvento dei Cesarini prima e dei Cesarini-Sforza poi si ebbe un periodo di relativa tranquillità. Fu solo alla fine del secolo XVIII che Lanuvio rischiò di essere rasa al suolo dalle truppe francesi che volevano vendicare la morte di alcuni compagni qui uccisi, mentre scoppiava la controrivoluzione sanfedista. Nella seconda guerra mondiale, per l'importanza della sua posizione strategica, venne bombardato dal mare e sottoposto alle incursioni aeree delle armate alleate sbarcate ad Anzio.
Completamente distrutto, il paese risorse grazie allo spirito di iniziativa della popolazione lanuvina, ed esso è allo stato attuale uno dei più incantevoli luoghi dei Castelli Romani.
Categoria:Comuni della provincia di Roma
Categoria:Comuni del Lazio
Categoria:Comuni italiani
Colli AlbaniPer l'omonimo vino si veda: Colli Albani (vino). È anche una fermata della Metro A di Roma
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I Colli Albani sono un gruppo di rilievi che si innalzano nella campagna a sud-est di Roma, costituiti dai depositi di un vulcano, il Vulcano Laziale, dell'Era Quaternaria, di cui rimangono tracce ben visibili nei laghi di Albano e di Nemi formatisi da due suoi crateri.
Le altezze maggiori sono raggiunte in corrispondenza delle cime della Faete (956 m.), del monte Cavo (949 m.), del monte Peschio (939 m.), del colle Jano (938 m.) e del Maschio Lariano (891 m.).
La zona dei Colli Albani è comunemente indicata come i Castelli Romani o più semplicemente i Castelli.
Storia
La zona dei Colli Albani, abitata sin dal paleolitico, ha visto un primo forte incremento demografico a seguito della cessazione degli ultimi fenomeni vulcanici (circa 30-50.000 anni fa) che ne hanno fissato l'attuale conformazione.
I primi insediamenti con caratteristiche di aggregati urbani, riferibili a popolazioni di origine latina, sono posti dalla tradizione storica romana nel XII secolo a.C. ( quattro secoli prima della fondazione di Roma) e corrispondono alle antiche città-stato di Alba Longa, Tusculum, Aricia e Lanuvium, tutte molto vicine tra di loro; altri insediamenti di popolazioni agricole di etnia latina si ebbero sui colli tufacei del Lazio e della Campania: i Falisci sul medio corso del Tevere e gli Aurunci più a sud dei 'Colli Albani'.
La città latina di Alba Longa, la più importante tra le città latine dei colli e quella da cui il mito fa discendere Romolo e Remo, sorse da un insediamento di villaggi agricoli insediati sulla linea pedemontana tra i laghi vulcanici e deve il suo nome all'andamento lineare dell'insediamento che costeggiava i bordi del lago, da cui il nome di "longa" cioè allungata.
Gli abitanti latini dei colli rimasero per secoli una spina nel fianco di Roma, e nonostante la distruzione di Albalonga e la deportazione della sua popolazione sul colle Celio, per opera del re di Roma Tullo Ostilio come conseguenza della sconfitta dei Curiazi ad opera degli Orazi, furono definitivamente sottomessi solo con la battaglia presso Trifano del 339 a.C. ed il conseguente sciogliemento della Lega Latina dell'anno successivo (338).
Categoria:Territori italiani
Faraone
Faraone è il termine con cui usualmente vengono indicati i sovrani dell'antico Egitto.
Il termine deriva dal greco pharaò che a sua volta discende dall'egizio
pr:O29
pr -'3 (grande casa).
Questo titolo non ha fatto parte della titolatura ufficiale dei sovrani egizi fino alla XXII dinastia e fino alla XVIII dinastia venne usato solamente per indicare la residenza del sovrano.
Solamente dopo tale periodo viene anche usato come titolo di rispetto.
Il suo uso è divenuto comune per indicare i sovrani egizi attraverso le opere di Erodoto ed altri storici greci, che, prima della riscoperta archeologica, erano le sole a conservare la memoria di quella civiltà, assieme ad alcuni riferimenti della Bibbia nel Libro dell'Esodo.
Voci correlate
- Sovrani egizi
- Titolatura reale dell'antico Egitto
categoria:Egitto antico
ja:ファラオ
simple:Pharaoh
IsocrateIsocrate nacque ad Atene nel 436 AC da una ricca famiglia. Dopo una ferrea educazione fu costretto a fare per un decennio il logografo a causa dei dissesti finanziari della famiglia durante la guerra contro Sparta. Testimonianze dei testi logografi sono 6 discorsi tra il 400 AC e il 390 AC la cui genuinità è garantita da Aristotele.
Si sentì in primo luogo “Pedagogo” impegnato nella formazione culturale del cittadino di livello elevato, e pretese di essere considerato filosofo; quindi rinnegò l’appellativo di retore (nonostante l’attività di logografo)
I suoi testi coprono l’arco di quasi un secolo - estremi: Splendore di Pericle - Ascesa di Filippo II di Macedonia
Nel 390 a.C. aprì una scuola la cui importanza era analoga alla scuola di Platone.
Platone e Isocrate condividevano alcune concezioni:
- Coltivavano una forma di venerazione per Socrate ma fastidio per i Sofisti, che ritenevano si vendessero per denaro;
- Erano convinti che l’educazione base era quella dell’etica sociale;
- Sfiducia nella democrazia ateniese sulla base degli esiti da essa conseguiti alla fine del V secolo AC;
- Spiccato interesse per la forma scritta e per lo stile;
- Programmavano di insegnare filosofia e proporre idee.
Opere
Di Isocrate abbiamo 15 orazioni e 9 lettere.
Isocrate offriva insegnamenti filosofici solo a chi ne avesse predisposizione, cioè a chi fosse in grado di apprendere dal maestro un sistema di idee.
Attraverso le idee si forma il discorso politico che aiuta a formare i caratteri.
Il corso durava 3 – 4 anni e l’insegnamento principale era la filosofia; per loro l’oratoria insieme alla filosofia realizzava modo di esprimersi elevato.
Le sue idee erano: struttura portante del dialogo dell’”oratore” di Cicerone e anche del sistema didattico di Quintiliano. I discorsi politici che abbiamo sono stati rivisti dall’autore che ha cercato perfezione stilistica, scorrevolezza e intensità emotiva.
Contro i Sofisti
L'orazione “Contro i Sofisti” è una sorta di manifesto programmatico della scuola isocratea; si rivolge a tutta l’elite della cultura.
Chi sono i sofisti per Isocrate? Tutti quelli che di retorica e cultura hanno una concezione diversa dalla sua, cioè:
- Eristici: esperti nell’arte del disputare; falsi e districatori perché pretendono di insegnare felicità illusoria;
- Logografi: si servono della retorica per amor di denaro;
- I maestri di elogenza politica: si propongono come maestri di retorica e redigono l’arte a pura tecnica, non sapendo poi intervenire tempestivamente nelle situazioni concrete.
Isocrate non si avventura sul terreno teorico, ma si schiera dalla parte dell’uomo comune che valuta i sicrosi secondo la loro trasparenza e la loro utilità.
Com’è possibile definire ”scienza” quella ricerca filosofica i cui esponenti si sono più volte smentiti a vicenda, senza trovare un accordo neanche sui principi fondamentali??
Non è più esatto parlare di “ciarlataneria”? si chiede Isocrate. Perciò egli contrappone alla “scienza”, l’opinione” e fa di quest’ultma l’elogio.
Su questi temi Isocrate ritornerà nell’”Antidosi”, quando ormai è vecchio e disposto ad ammettere che l’eristica non è né dannosa né inutile alla formazione dei giovani. Non si può però chiamare filosofia; è una esercitazione dell’anima che prepara alla vera filosofia, cioè all’educazione politico-retorica.
Il Programma Politico
Documento del suo programma politico è il “Panegirico” (380 a.C.). Il titolo richiama le “Panegori”, riunioni festive che vedevano tutta la grecità unita nella comune identità di sangue e cultura per celebrare i suoi eroi una volta smesse le guerre.
Isocrate mira appunto a risuscitare quel clima. Vuole che la Grecia ritorni all’antica gloria, che Sparta e Atene si riconcilino, che Atene riprenda il posto di potenza egemone.
C’è un bisogno nuovo di solidarietà più stretta tra i greci.
La Grecia deve trovare in se la forza per giungere alla pacificazione, alla “Concordia” Nazionale.
Parlare di unità nazionale sarebbe fuori posto. Tuttavia nel dissolversi del sistema delle polis emergono nuove tendenze aggregatici che vanno al di là dell’ambito delle polis:
- I cittadini si sentono sempre cittadini e sempre greci;
- I cittadini prendono coscienza di vivere affastellati dalla stessa cultura, che è più importante del vincolo di sangue.
Peculiarità del popolo greco è proprio la cultura, che sancisce la sua identità e la sua superiorità.
Al termine dell’orazione il suggerimento come una spedizione contro la Persia per risorse e denaro, indica anche il valore di opera di acculturazione di popoli “barbari”.
Secondo questa concezione Isocrate vedeva Atene come “scuola di tutto il mondo”, e non solo come scuola dell’ellade come aveva asserito Tucidide.
“Areopagitico”
Per quanto riguarda la vita interna della polis, Isocrate è a favore della democrazia, e non una qualsiasi, ma solo una democrazia ben costituita e retta con moderazione. Non è certo la democrazia vigente quella giusta.
Il modello che lui propone risale ad un passato molto lontano, il suo pensiero va alla democrazia che istituì Solone:
- Libertà di parola;
- Uguaglianza di fronte alla legge;
- Il popolo affidava di buon grado gli uffici pubblici ai ricchi, perché non avendo necessità finanziarie, potevano disporre di tempo libero e prestare gratuitamente la loro opera;
- La scelta di chi doveva esercitarli, non essendoci pressioni politiche, ricadeva sui capaci e meritevoli.
È da rilevare che il modello costituzionale politico di Isocrate risulta del tutto funzionale ai ceti ricchi e conservatori del tempo, e corrisponde ai loro programmi.
Il ripristino dell’autorità dell’ | | |