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Eventi
- Gaio Giulio Cesare Germanico, più noto come Caligola diviene Imperatore Romano
Nati
- 15 dicembre Anzio - Nerone, imperatore romano.
Morti
- Aufidio Basso, storico italiano (n. 14)
- Tiberio, Imperatore Romano
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Caligola
Gaio Cesare Germanico (31 agosto 12, Anzio - 15 gennaio 41, Roma), anche noto come Gaio Cesare o Caligola, Imperatore Romano regnò dal 37 al 41. Noto per il suo dispotismo estremamente stravagante, eccentrico e talvolta crudele, fu assassinato nel 41 da alcune sue guardie.
Fonti Antiche
Il problema delle fonti, nel caso di Caligola. è un problema complesso. Si tratta sicuramente di un personaggio discusso e politicamente avverso alla classe sociale o al ceto dal quale provenivano gli storiografi romani e greci che, quindi, nella sua descrizione non spiccano per oggettività.
Molte delle informazioni su Caligola provengono da fonti prevenute contro di lui, specialmente dallo storico Svetonio e Dione Cassio. Le fonti si concentrano, inoltre, più sui pettegolezzi che sulla politica del giovane imperatore, dandoci, quindi, una visione distorta e poco veritiera della sua figura.
Pochi sono i dati politici sicuri che ci sono noti, non c'è pervenuta, infatti, la parte degli Annali di Tacito relativa al regno di Caligola. Anche se, probabilmente, lo storico romano si sarebbe schierato contro il giovane sovrano almeno ci avrebbe fornito utili informazioni sulla linea politica da esso adottatta, informazioni quasi del tutto assenti in Svetonio e Dione Cassio.
Svetonio dedica 9 capitoli della sua biografia a Caligola principe e 39 a caligola mostro.
Cronologia
Dione Cassio
12
- 31 agosto - nascita Caligola, figlio di Germanico e di Agrippina maggiore.
14
- 18 maggio - Augusto invia Caligola a raggiungere il padre (in Gallia o in Germania)
- 19 agosto - morte di Augusto
17
- 26 maggio - Caligola assiste a Roma al trionfo di Germanico
- Autunno - Agrippina maggiore e Caligola lasciano Roma al seguito di Germanico, inviato in missione a Oriente
18
- Inizi dell'anno (?) - Caligola pronuncia un discorso ad Asso
19
- 10 ottobre - morte di Germanico
20
- Inizi dell'anno - Caligola torna in Italia con la madre
26
- Tiberio si ritira a Capri
27
- Fine dell'anno - Caligola si trasferisce a casa della bisavola paterna Livia, sul Palatino
29
- Inverno o Primavera - morte di Livia
- Caligola va ad abitare con la nonna paterna Antonia minore
31
- Fine dell'estate o inizi dell'autunno - morte di Nerone Cesare (fratello di Caligola)
- Dopo il 31 agosto - Tiberio convoca Caligola a Capri
- 18 ottobre - Caduta in disgrazia di Seiano
32
- Flacco viene nominato prefetto dell'Egitto
33
- Caligola diventa questore
- Caligola sposa Giunia Claudia
- Morte di Agrippina maggiore e di Druso Cesare, madre e fratello di Caligola
35
- Tiberio nomina coeredi Caligola e Tiberio Gemello
36
- Arrivo di Erode Agrippa a Capri
37
- Inizi dell'anno (?) - Vitellio stipula un accordo con i Parti
- 16 marzo - morte di Tiberio
- 18 marzo - Caligola viene acclamato "princeps" dal Senato
- 28 marzo - Caligola entra a Roma
- 28 o 29 marzo - Il Senato concede a Caligola i sommi poteri
- 29 marzo - Scortato dai soldati entra a Roma il corpo di Tiberio
- Aprile - Caligola recupera e porta a Roma i resti della madre e del fratello Nerone Cesare
- 3 aprile - Funerale di Tiberio
- 21 aprile - Conferma formale dei poteri di Caligola
- 1 maggio - Morte di Antonia minore
- 1 luglio - Caligola inaugura (ed esercita per 2 mesi) il primo consolato
- 30 o 31 agosto - Dedicazione del tempio di Augusto
- 21 settembre - Il Senato concede a Caligola il titolo di Padre della patria
- Fine settembre (?) - Improvvisa malattia di Caligola
- Fine ottobre (?) - Guarigione del principe
- Fine dell'anno (?) - Morte di Tiberio Gemello e di Giunio Silano
- Caligola sposa Orestilla (Orestina)
Giunio Silano
38
- Nel corso dell'anno - Abolizione dell'imposta sulle compravendite
- Ripristino dell'elezione popolare dei magistrati
- Inizi dell'anno - Morte di Macrone e della moglie
- 10 giugno - Morte di Giulia Drusilla, sorella di Caligola
- Agosto - Arrivo di Erode Agrippa ad Alessandria
- Tumulti antiromani ad Alessandria
- 23 settembre - Deificazione di Drusilla
- Fine Settembre - Caligola sposa Lollia Paolina
- Ottobre - Arresto e condanna di Flacco
- 21 ottobre - Incendio nel distretto Emilio
39
- 1 gennaio - Caligola inaugura (ed esercita per 30 giorni) il secondo consolato
- Inizi dell'anno (?) - Caligola denuncia il Senato
- Reintroduzione del "crimen maiestatis"
- Primavera (?) - Caligola sposa Milonia Cesonia
- Un mese dopo (?) - Nascita di Giulia Drusilla (figlia di Caligola e Cesonia)
- Estate (?) - Costruzione di un ponte di barche nel golfo di Baia
- La II legione (di stanza in Africa) passa sotto il controllo imperiale
- Dopo il 3 settembre - Rimozione dei consoli in carica
- Prima del 27 ottobre (?) - Processo contro Sabino, governatore della Pannonia
- Esecuzione di Lepido
- Partenza di Caligola per Mevania
- Denuncia e probabile esecuzione di Getulico
- Invio di Galba nella Germania superiore
- Condanna all'esilio di Agrippina minore e di Giulia Livilla (sorelle di Caligola)
- Partenza di Caligola per le province settentrionali
- Dopo il 27 ottobre - A Roma ulteriori processi per il crimine di lesa maestà
- Caligola incontra a Lione una prima delegazione di senatori
- Inverno 39/40 - Una delegazione di greci alessandrini parte per Roma
- Tumulti antiromani a Iamnia
40
- 1 gennaio - Caligola inaugura (ed esercita per 12 giorni) il terzo consolato
- Inizi dell'anno (?) - Caligola raggiunge le truppe stanziate lungo il Reno
- Sottomissione di Adminio a Caligola
- Inizi dell'anno - Tolomeo viene convocato a Roma
- Primavera (?) - Caligola ordina a Petronio di porre una sua statua nel tempio di Gerusalemme
- Maggio (?) - Caligola riceve una seconda delegazione di senatori
- Fine di Maggio - Caligola si avvicina a Roma
- Primo incontro di Caligola con la delegazione alessandrina
- Estate - Caligola si reca in Campania
- Estate (?) - Incontro tra Caligola e Erode Antipa
- Ritorno di Erode Agrippa a Roma
- Esecuzione di Tolomeo a Roma
- Rivolta in Mauritania
- 31 agosto - Caligola entra a Roma onorato con un'ovazione
- Dopo il 31 agosto (?) - Secondo incontro di Caligola con la delegazione alessandrina
- Imposizione di nuovi tributi nell'urbe
- Fine dell'anno (?) - Esecuzione di sospetti cospiratori
41
- 1 gennaio - Caligola inaugura (ed esercita per 6 giorni) il quarto consolato
- Fine Gennaio - Assassinio di Caligola durante i ludi palatini
Origini
Gennaio
Caligola era il terzo figlio di Agrippina Maggiore e Germanico, generale molto amato dal popolo romano.
Il padre era figlio di Druso maggiore (fratello di Tiberio e figlio di Livia, moglie di Augusto) e di Antonia Minore (figlia di Marco Antonio e Ottavia, sorella di Augusto).
La madre era figlia di Marco Vispanio Agrippa (amico di Augusto) e di Giulia (figlia di primo letto di Augusto).
Inoltre suo padre Germanico era stato adottato da Tiberio, che era stato adottato da Augusto, che a sua volta era stato adottato da Giulio Cesare.
Questa particolare situazione familiare (che tramite Augusto poteva risalire a Cesare e quindi persino alle origini stesse di Roma, ad Enea e Venere) rendevano Caligola, il più probabile successore di Tiberio.
Vedi anche Albero genealogico Giulio-Claudio e Dinastia Giulio-Claudia
Precedenti
Dinastia Giulio-Claudia
Da ragazzo accompagnava i genitori nelle spedizioni militari in Germania (14 - 16) ed indossava nei campi la calzatura dei legionari (Caliga), da cui il soprannome affettuoso "Caligola", datogli dai soldati.
Nel 17, dopo aver assistito al trionfo del padre a Roma, parte con la famiglia al seguito di Germanico inviato in missione a Oriente. Solo 2 anni più tardi il padre morirà e Caligola, insieme alla madre, farà ritorno in Italia.
L'ipotesi avanzata da taluno che Caligola a sette anni si fosse reso responsabile della morte del padre in Siria, non è supportata da fonti storiche.
Nel 27 andrà a vivere a casa della bisavola paterna Livia, sul Palatino e nel 29 a casa della nonna Antonia Minore dove incontrò i 3 giovani principi traci, Polemone (a cui darà il regno del ponto e del bosforo), Rhoimetalkes (a cui darà metà dell'antico regno di Tracia) e Kotys (a cui darà l'Armenia Minore).
L'imperatore Tiberio, ritiratosi a Capri già nel 26, vorrà Caligola con lui nel 31, anno in cui divenne "Pontifex" (Sacerdote). Nel 33 divenne questore, e qui si chiude il "cursus honorum" di Caligola.
Tiberio nonostante tutto nominerà suoi successori nel testamento (35 d.C.) Caligola e Tiberio Gemello.
Successione
Dopo la morte di Tiberio, avvenuta il 16 marzo 37, il Senato ne annullò il testamento, che lasciava la guida dell'impero a Caligola e a Tiberio Gemello, nipote del defunto imperatore, sostenendo che al momento della stesura Tiberio fosse insano di mente e proclamò Imperator Caligola il 18 marzo 37. Caligola salì al potere con l'appoggio di tutti: Senato, esercito e popolo. Le ragioni di questa approvazione sono varie: la sua giovane età (25 anni all'avvento), la popolarità del padre, la lunghezza del regno di Tiberio (23 anni), l'infanzia trascorsa negli accampamenti, la sfortuna della sua famiglia, la parentela sia con Augusto che con Marco Antonio e la sua devozione verso i familiari.
Caligola Imperatore
Politica Interna
Politica di Sicurezza
Senato
Il nuovo imperatore per evitare problemi dinastici nominò Tiberio Gemello princeps iuvenutis e lo adottò, nominadolo suo erede. Per evitare comunque che Tiberio Gemello reclamasse ciò che gli spettava, la coreggenza, nel 38 lo fece uccidere o lo indusse al suicidio. Stessa sorte toccò al prefetto del pretorio Macrone. Probabilmente Caligola non si fidava più di determinati personaggi che potevano, con il loro potere, carisma, denaro ecc. eliminarlo. Più che crudeltà, in questo caso, si può parlare di machiavellismo della politica di questo giovane.
Politica Religiosa
Stando alle fonti, Caligola, al culmine del suo regno, avrebbe voluto essere proclamato Dio. Potrebbe trattarsi dell'ennesima manifestazione della sua follia, oppure di una subdola politica per aumentare il suo potere presso i popoli ellenici, abituati da tempo a considerare il loro sovrano una divinità. Insomma, il tentativo religioso di un principe giovane di mantenere il potere con tutti i mezzi. Questo, comunque, provocò molto scontento, soprattutto, presso quelle popolazioni che già avevano problemi con la semplice autorità civile di Roma senza contare quella religiosa, per esempio i Giudei, che scatenarono moti di rivolta.
Politica Economica
Macrone
Alla morte di Tiberio nelle casse del fiscus romano c'erano 2.700.000.000 di sesterzi (Svet., Gaius, 37) che Caligola spese in circa un anno. Alcune delle spese sostenute dal nuovo imperatore furono inevitabili: elargizioni varie al popolo, all'esercito, ai pretoriani (a cui diede un donativo doppio rispetto a quello promesso da Tiberio, 2000 sesterzi a testa (Dio., Cas., LIX,2,1)) e ai regni vassalli di Roma (ad Antioco IV re della Commagene dette 100.000.000 di sesterzi). Non bisogna dimenticare, inoltre, che Caligola rispettò il testamento di Tiberio, nonostante fosse stato annullato formalmente dal Senato, e diede quanto stabilito a tutti. Non vanno dimenticati gli enormi banchetti e feste varie organizzate per tenere buono e calmo il popolo. A tutto questo si aggiunsero, tuttavia, diverse stravaganze, citate dagli storici contemporanei, come la stalla del suo cavallo tutta in avorio e marmo, i 2 milioni di sesterzi donati ad un auriga e il milione donato a Livio Geminio (che giurò di aver visto Drusilla salire in cielo e conversare con gli dei). Va, inoltre, citata l'abolizione della tassa sulle compravendite.
Anche allo scopo di migliorare la situazione economica Caligola, come molti altri imperatori successivi, espropriò il patrimonio di molti senatori accusandoli di tramare contro la sua persona (accusa non sempre falsa).
Campo Giudiziario
Diversi furono gli atti interessanti di questo imperatore, l'abolizione, nel primo anno di governo, della legge di lesa maestà, una legge molto odiata dai senatori, reintrodotta però nel 39. Interessante anche il progetto, attuato nel 38 di restituire ai comizi e alle magistrature, almeno formalmente, le antiche prerogative, con la conseguenza diretta che il popolo eleggeva i magistrati. In generale si può dividere la politica giudiziaria di questo imperatore in 2 periodi, il primo molto liberale, filo-popolare, nel quale si cercava l'accordo con i senatori e il secondo nel quale il "princeps" faceva di tutto per mantenere il potere.
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Politica Estera
Regni Alleati
Con i regni alleati non seguì una stessa linea politica, si basò molto sulla simpatia e sulla fiducia che ogni singolo sovrano era in grado di trasmettergli. Esiliò Mitridate, re d'Armenia; mandò a morte Tolomeo, re della Mauritania, e ridusse il suo regno a provincia; nominò re di Commagene, regione ridotta a provincia nel 18, Antioco IV, al quale dette 100 milioni di sesterzi.
Affidò regni anche ai 3 giovani principi traci che aveva incontrato in gioventù, a casa della nonna Antonia: a Polemone darà il regno del Ponto e del Bosforo, a Rhoimetalkes metà dell'antico regno di Tracia e a Kotys l'Armenia Minore.
Aiutò in tutti i modi Erode Agrippa, al quale affidò, in un primo tempo, la Palestina nord-occidentale, che dalla morte di Erode Filippo II (34) era sotto il controllo diretto di Roma, successivamente anche i territori del tetrarca di Galilea, Erode Antipa, accusato di volersi impadronire dei territori di Erode Agrippa, che verrà prima esiliato e poi eliminato nel 40.
Politica Militare
Caligola aveva importanti ascendenti che si erano guadagnati la gloria con le imprese belliche, è probabile, quindi, che fosse intenzionato a emulare le loro gesta e nel caso a superarle. Se Druso maggiore e Germanico si erano concentrati sulla Germania, egli per superare le loro gesta doveva, non solo conquistare la stessa regione, ma varcare l'oceano e giugere in Britannia. Sarebbe stato il primo imperatore dopo le campagne di Augusto in Spagna nel 26-25 a.C. a guidare un esercito in battaglia.
Stando a Svetonio egli fece leve in tutto l'impero e ammassò un ingente quantitativo di vettovagliamenti. Secondo Dione Cassio egli arruolò per le sue imprese tra i 200 e i 250 mila uomini. Nel 39 Caligola represse una rivolta fra le sue truppe nell'alto Reno e marciò verso la costa settentrionale della Gallia, apparentemente intenzionato ad invadere la Britannia. Invece, ordinò alle truppe di scendere in acqua a cercare conchiglie, come ci racconta Svetonio; o più probabilmente lasciò perdere una spedizione male preparata.
Vita Privata
Ebbe quattro mogli: Giunia Claudilla, Livia Orestilla, Lollia Paolina, già sposata a Publio Memmio Regolo ed, infine, Milonia Cesonia, dalla quale ebbe una figlia che chiamò Giulia Drusilla in onore della sorella deceduta
Morte
Caligola morì assassinato in una congiura di Pretoriani guidati da due tribuni, Cassio Cherea e Cornelio Sabino, il 24 gennaio del 41. Insieme a lui persero la vita sua moglie Milonia Cesonia e la loro figlia bambina, Giulia Drusilla, così chiamata in ricordo della sorella di Caligola da lui divinizzata alla morte. A lui succedette lo zio Claudio che, stando alle fonti, si era nascosto dietro ad una tenda.
Bibliografia
- Ludwig Quidde - Caligula. Eine Studie über römischen Caesarenwahnsinn (Caligola: Uno studio sulla demenza imperiale) (1894), in cui Caligola è paragonato all'Imperatore Tedesco Guglielmo II.
- Winterling Aloys - Caligola. Dietro la follia - Laterza (2005).
- Antonelli Giuseppe - Caligola. Imperatore folle o principe inadeguato al ruolo assegnatogli dalla sorte? - Newton & Compton (2001)
- Camus Albert - Caligola - Bompiani (2000)
- Barrett Anthony - Caligola - Mondadori (1998)
- Ferrill Arther - Caligola. Imperatore di Roma - SEI (1996)
- Nony Daniel - Caligola - Salerno (1988)
- Köberlein Ernst - Caligola e i culti egizi - Paideia (1986)
- Maria Grazia Siliato - Caligula. Il mistero di due navi sepolte in un lago. Il sogno perduto di un imperatore - Mondadori (2005)
Categoria:Imperatori romani
Categoria:Biografie
ja:カリグラ
ko:칼리굴라
15 dicembre
Il 15 dicembre è il 349° giorno del Calendario Gregoriano (il 350° negli anni bisestili).
Mancano 16 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 687 - Sergio I diventa papa
- 1702 - Quarantasette ronin, in precedenza al servizio di Asano Naganori, assaltano la dimora di Kira Yoshinaka, e lo uccidono per vendicare il loro signore. Il loro sfoggio degli ideali del bushido diventa una leggenda nazionale.
- 1709 - Le truppe francese riconquistano Roma e occupano il Regno di Napoli.
- 1711 - Scoppia una epidemia di peste a Copenaghen.
- 1791 - Viene approvata la Carta dei diritti degli Stati Uniti.
- 1799 - Napoleone Bonaparte diventa Primo Console di Francia.
- 1806 - L'armata napoleonica occupa Varsavia.
- 1840 - Le spoglie di Napoleone Bonaparte vengono riportate agli Invalides.
- 1891 - James Naismith inventa la pallacanestro.
- 1896 - Il medico italiano Scipione Riva-Rocci presenta alla stampa scientifica lo sfigmomanometro di sua ideazione.
- 1899 - A Milano nasce il Milan Football and Cricket Club, poi divenuto A.C. Milan.
- 1902 - In Gran Bretagna viene fondata la BBC (The British Broadcasting Corporation).
- 1914 - Prima Guerra Mondiale: si conclude la Battaglia di Lodz con la ritirata dei russi verso Mosca.
- 1916 - Prima Guerra Mondiale: la Francia vince la Battaglia di Verdun.
- 1939 - Prima cinematografica di Via col vento.
- 1945 - Il generale statunitense Douglas MacArthur ordina la fine dello Shintoismo come religione di stato in Giappone.
- 1961 - Un tribunale per i crimini di guerra israeliano condanna a morte Adolph Eichmann per il suo ruolo nell'Olocausto.
- 1964 - Dal poligono di Wallops Island, Virginia, viene lanciato il primo satellite italiano, il San Marco I.
- 1965 - Programma Gemini: lancio della Gemini 6A.
- 1976 - Samoa diventa membro dell'ONU.
- 1991 - Egitto: naufragio del traghetto Salem Express: 471 morti.
- 1994 - Viene rilasciato il browser Netscape Navigator 1.0.
- 1994 - Palau diventa membro dell'ONU.
- 1995 - La Corte di Giustizia della Comunità Europea emette la Sentenza Bosman.
- 1996 - Boeing e McDonnel Douglas, giganti dell'aeronautica, annunciano la loro fusione.
- 1999
- In Venezuela si svolge un referendum per l'adozione della nuova costituzione.
- Piogge torrenziali provocano presso Caracas smottamenti e inondazioni. Si stimano 50 mila morti e altrettanti feriti. Le cifre dei morti non possono essere verificate in quanto il fango ha ricoperto tutto.
- 2000 - Chiusura definitiva della centrale nucleare di Cernobyl.
- 2001 - La torre pendente di Pisa riapre al pubblico dopo undici anni di lavori.
Nati
- 37 - Nerone, imperatore romano († 68)
- 130 - Lucio Vero, imperatore romano († 169)
- 1613 - La Rochefoucauld, scrittore († 1680)
- 1802 - János Bolyai, matematico ungherese
- 1832 - Gustave Eiffel, ingegnere francese († 1923)
- 1852 - Antoine Henri Becquerel, fisico francese, premio Nobel per la fisica 1903 († 1908)
- 1859 - Ludwik Lejzer Zamenhof, inventore dell'Esperanto († 1917)
- 1861 - Charles Duryea, pioniere dell'automobile († 1938)
- 1888 - Maxwell Anderson, scrittore statunitense († 1959)
- 1892 - Jean Paul Getty, petroliere statunitense († 1976)
- 1899 - Harold Abrahams, atleta britannico († 1978)
- 1903 - Yasujiro Ozu, regista giapponese († 1963)
- 1907 - Oscar Niemeyer, architetto brasiliano
- 1910 - John Hammond, musicista († 1987)
- 1912 - Ray Eames, designer statunitense († 1988)
- 1912 - Stan Kenton, musicista statunitense († 1979)
- 1916 - Buddy Cole, pianista statunitense († 1964)
- 1918 - Jeff Chandler, attore statunitense († 1961)
- 1922 - Alan Freed, disc jockey († 1965)
- 1923 - Freeman Dyson, fisico
- 1928 - Friedensreich Hundertwasser, pittore e architetto austriaco († 2000)
- 1933 - Tim Conway, attore statunitense
- 1938 - Michael Bogdanov, regista e direttore teatrale britannico
- 1939 - Cindy Birdsong, cantante statunitense ("Supremes")
- 1942 - Dave Clark, musicista ("Dave Clark Five")
- 1949 - Don Johnson, attore statunitense
- 1952 - Cassandra Harris, attrice australiana († 1991)
- 1953 - Ghigo Renzulli, chitarrista italiano
- 1958 - Alfredo Ormando, scrittore siciliano
- 1968 - Javid Hussain, produttore cinematografico
- 1969
- Rick Law, illustratore e produttore
- Giuseppe Pinelli, anarchico
- 1973 - Surya Bonaly, pattinatrice artistica
- 1976 - Baichung Bhutia, calciatore
Morti
- 1025 - Basilio II di Bisanzio, Imperatore bizantino (n. 958)
- 1072 - Alp Arslan, sultano (n. 1029)
- 1263 - Re Haakon IV di Norvegia (n. 1204)
- 1651 - Santa Virginia Centurione Bracelli (n. 1587)
- 1683 - Izaak Walton, scrittore (n. 1593)
- 1792 - Joseph Martin Kraus, compositore (n. 1756)
- 1816 - Charles Stanhope, ingegnere ed inventore
- 1819 - Daniel Rutherford, chimico scozzese
- 1872 - Mary Anne Evans, moglie di Benjamin Disraeli (n. 1792)
- 1890 - Toro Seduto, capo Sioux (n. ca. 1831)
- 1943 - Fats Waller, musicista statunitense (n. 1904)
- 1944 - Glenn Miller, musicista e compositore jazz statunitense (n. 1904)
- 1958 - Wolfgang Pauli, fisico austriaco, premio Nobel per la fisica 1945 (n. 1900)
- 1966 - Walt Disney, creatore di personaggi quali Topolino e Paperino (n. 1901)
- 1968 - Jess Willard, pugile
- 1971 - Paul Lévy, matematico e statistico francese
- 1975 - Anatole Litvak, regista, produttore e sceneggiatore ucraino (n. 1902)
- 1984 - Jan Peerce, tenore statunitense (n. 1904)
- 2001 - Rufus Thomas, musicista statunitense (n. 1917)
- 2003 - George Fisher, vignettista statunitense
- 2004 - August von Kageneck, scrittore e giornalista tedesco
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- San Bacco il Giovane
- San Candido, martire
- Santa Cristiana, vergine
- Santa Maria Crocifissa di Rosa, vergine
Laiche
15
ja:12月15日
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simple:December 15
th:15 ธันวาคม
Anzio
Anzio (RM) è un comune con cinquantamila abitanti, dista dal Capoluogo circa 60 km.
Storia
Lo sbarco alleato
Il 22 gennaio 1944 il 6° Corpo d'Armata USA, comandato del generale John Lucas, sbarcò ad Anzio.
Amministrazione
- Sindaco: Candido De Agnelis, dal 05/2003.
- Comune: Centralino 06 98.49.91
- Comune: Uff. Turismo 06 98.49.94.72
- Comune: Informazioni Turistiche 06 98.45.147
- Classificazione climatica: zona C, 1243 GR/G
- http://www.anzio.net/
- [http://www.capodanzio.com/ Capo d'Anzio (porto)]
- [http://www.guardiacostiera.it/anzio/ Ufficio circ. Guardia Costiera]
- [http://utenti.lycos.it/Museo_Sbarco_Anzio/ Museo dello Sbarco di Anzio]
Categoria:Comuni della provincia di Roma
Categoria:Comuni del Lazio
Categoria:Comuni italiani
ja:アンツィオ
NeroneTiberio Claudio Nerone Domiziano Cesare (15 dicembre 37 - 6 giugno 68), nato Lucio Domizio Enobarbo in Anzio, Imperatore Romano dal 54 al 68 pronipote di Augusto e fratellastro di Britannico.
Biografia
La presa del potere
Enobarbo (Nerone) era padre di Agrippina minore, quarta moglie di Claudio, che lo aveva adottato appena prima della propria morte (e questo si considera il risultato delle manovre di Agrippina e Seneca, tutore di Nerone) molto probabilmente per assicurarne la successione.
Dopo la salita di Nerone al potere, Agrippina, sua madre, divenne più favorevole a Britannico, figlio legittimo di Claudio, ma Britannico fu presto ucciso nel 55 (c'è il sospetto che Sesto Afranio Burro, Prefetto del Pretorio e buon amico di Seneca fosse in qualche modo coinvolto nell'omicidio) ed il potere di Agrippina finì. Burro e Seneca insieme divennero gli uomini più influenti di Roma, e qualcuno sostiene che Nerone fosse solo un loro uomo di paglia.
Scandali e intrighi in una corte informale
Nerone è probabilmente più conosciuto per la sua vita privata, che è stata considerata immorale nel giudizio di molte culture.
Il regno di Nerone, costellato da numerosi omicidi e comportamenti immorali di tutte le figure coinvolte, non è fra le pagine più brillanti della storia di Roma.
Il primo scandalo coincide con il suo primo matrimonio, considerato incestuoso, con la sorellastra Ottavia, figlia di Claudio; Nerone più tardi divorziò da lei quando si innamorò di Poppea. Questa, che era descritta come una donna notevolmente bella e più tardi sposò Nerone, fu contemporaneamente coinvolta in una storia d'amore con Marco Salvio Otone, grande ed intimo amico di Nerone stesso; Otone fu dissoluto come Nerone. Il pettegolezzo su questo presunto triangolo si riscontra in molte fonti (Plutarco Galba 19.2-20.2; Svetonio Otone 3.1-2; Tacito due versioni: Storie 1.13.3-4; Annali 13.45-46; e Cassio Dione 61.11.2-4).
Tuttavia Poppea nel 58 divenne moglie di Nerone ed è sospettata di aver organizzato l'omicidio di Agrippina (nel 59) con l'acquiescenza di Nerone. Otone fu subito (nel 59) mandato come governatore in Lusitania, e questo è stato interpretato come il risultato del suo coinvolgimento nell'affare.
Nel 62 Burro morì e Seneca si ritirò; Nerone rimase senza i suoi consiglieri; pochi mesi più tardi sposò Poppea.
Una teoria sostiene che Poppea tentasse in quegli anni (58-62), di separare Nerone da tutti i suoi amici e consiglieri; in questo caso avrebbe potuto non essere casuale ciò che accadde a Burro e Seneca.
Presto Nerone trovò un nuovo consigliere in Tigellino (già esiliato da Caligola per adulterio con Agrippina), che fu immediatamente nominato Prefetto del Pretorio. Uno dei primi effetti della nomina di Tigellino fu l'introduzione di una serie di leggi sul tradimento e l'esecuzione di numerose condanne capitali.
Nel 63 Nerone e Poppea ebbero una figlia che morì giovanissima.
L'incendio di Roma
Il Grande incendio di Roma (64) è tradizionalmente considerato opera di Nerone, ma non esiste una obiettiva evidenza di questo. Roma fu gravemente danneggiata da tale incendio che si scatenò di notte in zone densamente popolate come la Suburra in cui si ergevano le insulae, quasi una sorta di moderni condomini di 3 o 4 piani costruiti in legno.
La leggenda narra che Nerone, indifferente, rimanesse a suonare la sua lira sul colle del Quirinale, mentre la città veniva distrutta. Del disastro Nerone incolpò i cristiani.
Tacito, storico romano, ha tramandato questo "affare". Se ne riporta la traduzione e chi lo desidera può leggere il testo originale negli [http://www.biblio-net.com/lett_cla/testi/annales_liber_xv.htm Annales XV]
... e così, dando credito alle voci, Nerone accusò falsamente e si accanì con estrema raffinata crudeltà contro una classe odiata per le sue nefandezze, comunemente chiamata dei Cristiani. Cristo, da cui il loro nome deriva, era stato giustiziato da Ponzio Pilato sotto il regno di Tiberio. Arrestata per un momento, questa perniciosa superstizione rivenne fuori, non solo in Giudea, sorgente di tutte le diavolerie, ma addirittura a Roma... Secondo la legge furono dapprima arrestati coloro che confessarono; poi, su loro denuncia, una gran moltitudine fu condannata, non tanto per incendio doloso, quanto per odio verso l'umanità. Oltre che essere messi a morte, furono trasformati in oggetto di divertimento; furono rivestiti di pelli di animali e sbranati dai cani; altri furono crocifissi, altri furono messi nel fuoco per illuminare la notte al tramonto. Nerone aveva aperto i suoi sotterranei per mostrarli, ed organizzava giochi nel circo, dove si mescolava alla folla travestito da auriga, o guidando il suo cocchio. Tutto questo scatenò un sentimento di pietà, anche verso gente che meritava punizioni esemplari; per questo si disse che erano caduti non per il pubblico interesse, ma per la crudeltà di un individuo.
Dopo l'incendio, Roma fu ricostruita e si suppone che Nerone svolgesse un ruolo dominante nella ricostruzione stessa; fu allora che cominciò l'edificazione della sua fastosa residenza: la Domus Aurea.
Alcuni studiosi hanno teorizzato che, in realtà, l'incendio possa essere stato deciso da Nerone per "riammodernare" il piano urbanistico della città, volendo eliminare determinati quartieri; l'incendio, però, non fu, e non poteva esserlo dato le tecnologie dell'epoca, tenuto sotto controllo.
Imperatore superstar e congiure di palazzo
Domus Aurea
Nel 65 Nerone fu coinvolto in un altro scandalo considerato dalla società sua contemporanea più grave di quanto non lo sarebbe adesso. Era considerato sconveniente per un Imperatore Romano dare spettacolo recitando, cantando e suonando la lira, poiché ciò minava il prestigio della città, dell'Impero e della cultura latina.
Inoltre, l'attribuizione di divinità connessa alla carica, se pure non pedissequamente percepita con letterale zelo, poneva lo stravagante imperatore in una condizione di ridicolo che rasentava una sorta di auto-blasfemia.
imperatore
Odiato dai cittadini quasi all'unanimità, con una lista crescente di nemici politici, Nerone cominciò ad apprezzare la sua solitudine quando, nel 65, scoprì la congiura pisoniana (così chiamata da Caio Calpurnio Pisone che intendeva prendere il suo posto) che coinvolgeva vecchi amici come Seneca.
Ai cospiratori si ordinò il suicidio.
Inoltre Nerone, in base ad un semplice sospetto ordinò il suicidio di Gneo Domizio Corbulo, popolare e valoroso generale. Questa decisione spinse i comandanti militari, a Roma e nelle provincie, a pianificare una rivolta.
In quel periodo, poi, secondo la tradizione cristiana, ordinò anche la crocifissione di San Pietro e, più tardi la decapitazione di San Paolo
Nel 66, morì Poppea, uccisa da un calcio al ventre dello stesso Nerone.
L'anno successivo, nel 67, l'imperatore partì per un lungo giro fra le isole della Grecia, a bordo di una lussuosa galea sulla quale divertiva gli ospiti (fra questi anche tutti gli stupefatti notabili delle città visitate e tributarie di Roma, compresa Atene) con prestazioni artistiche, mentre a Roma, Ninfidio (collega di Tigellino che aveva preso il posto dei congiurati pisoniani) andava procurandosi il consenso di pretoriani e senatori.
Di ritorno a Roma dopo la tournée, Nerone trovò un'atmosfera piuttosto fredda; Caio Giulio Vindex governatore della Gallia Lugdunense, si ribellò, e questo spinse Nerone alla ricerca paranoica di ogni possibile minaccia; in questo stato mentale ordinò l'eliminazione di ogni patrizio con idee sospette.
Il suo, fino allora, fedele seguace Galba, governatore dell'Iberia, era uno di questi pericolosi nobili, cosicché ne ordinò la morte. Galba, privo di alternative, dichiarò la sua fedeltà al Senato ed al popolo romano, non riconoscendo più l'autorità di Nerone e cominciando ad organizzare la campagna per la sua ascesa all'impero.
Come risultato, Lucio Clodio Macero, comandante della III legione Augusta in Africa, si ribellò e bloccò l'afflusso di grano verso Roma. Nimfidio corruppe i pretoriani, che si ribellarono a loro volta a Nerone, con la promessa di somme di denaro da parte di Galba.
La deposizione
Il Senato, fatto inusitato, depose Nerone, che si suicidò il 6 giugno 68. Va precisato che la deposizione del senato era avvenuta quando oramai Nerone non aveva più nessun seguito ne' potere, e quindi non è da interpretare come un atto di coraggio dei senatori, ma al più come una formalizzazione di una situazione evidente al popolo romano.
Con la sua morte terminò la dinastia Giulio-Claudia.
Arte
Le oggettive inconsuetudini di Nerone lo hanno reso oggetto di numerose trame teatrali e cinematografiche.
Nerone è stato uno dei personaggi più noti interpretati da Ettore Petrolini, che ne caratterizzò una figura paradigmatica di certi atteggiamenti istrionici valida per molti paragoni.
Nel cinema, gli spunti scandalistici della sua vicenda ispirarono un numero, quasi ovviamente, cospicuo di trame erotiche, ed anche le altre ricostruzioni furono spesso nel genere di commedia, ma resta per contraltare l'interpretazione datane da Peter Ustinov in Quo Vadis?.
Alcuni film biografici oppure ispirati dal personaggio di Nerone sono:
- Nerone (1909) diretto da Luigi Maggi
- Nerone (1930) diretto da Alessandro Blasetti con Ettore Petrolini
- Nerone (1977) film commedia diretto da Mario Castellacci e Pier Francesco Pingitore con Pippo Franco
Voci correlate
- Roma
- Impero Romano
- Imperatori Romani
Collegamenti esterni
Fonti primarie
- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Suetonius/12Caesars/Nero - .html Vita di Nerone] Svetonio; testo latino con traduzione inglese)
- [http://bcs.fltr.ucl.ac.be/SUET/accueil.html Vita di Nerone] (Svetonio; traduzione francese)
- [http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Cassius_Dio/61 - .html Cassio Dione, Libri 61‑63] (traduzione inglese)
Materiale secondario
- http://www.romansonline.com/Persns.asp?IntID=5&Ename=Nero
- http://www.roman-emperors.org/nero.htm
- [http://quote.wikipedia.org/wiki/Nero Wikiquote - Citazioni Neroniane (in inglese)]
- [http://www.wikipedia.org/wiki/Julio-Claudian_family_tree Genealogia Giulio-Claudia] (in inglese)
Categoria:Imperatori romani
Categoria:Biografie
ja:ネロ
ko:네로
Aufidio Basso
Aufidio Basso, vissuto sotto Tiberio (14 - 37), appartenne alla corrente storiografica senatoria di opposizione al principato. Aufidio scrisse un'opera sulla guerra contro i Germani e un'altra che narrava la storia di Roma dall'epoca di Cesare. A tale opera si collega quella di Plinio il Vecchio.
Categoria:Biografie
Tiberio (imperatore romano)
Tiberio Claudio Nerone (16 novembre 42 AC - 16 marzo 37), Imperatore Romano 14 - 37 più noto semplicemente come Tiberio. Secondo imperatore appartenende alla dinastia Giulio-Claudia. Tiberio apparteneva per nascita alla famiglia Claudia (figlio di Tiberio Claudio Nerone e Livia Drusilla) e fu adottato come erede di Augusto che apparteneva, a sua volta per adozione da parte di Giulio Cesare alla famiglia Giulia. Gli imperatori successivi, fino a Nerone, furono parenti in vario grado di entrambe le famiglie.
Tiberio dovette la sua posizione alla madre, seconda moglie di Augusto. Egli divenne uno dei luogotenenti del patrigno, conducendo campagne militari in Germania e sul Danubio.
Perseguendo gli interessi politici della famiglia, fu spinto nel 12 AC a divorziare dalla prima moglie, Vipsania, figlia di Marco Vipsanio Agrippa ed a sposare Giulia, figlia di Augusto, e vedova dello stesso Agrippa (e quindi sua sorellastra e matrigna della sua prima moglie), ma tale matrimoniò non fu felice. Tiberio si autoesiliò a Rodi.
Tornò molti anni più tardi a seguito della morte dei figli di Giulia ed Agrippa, Caio e Lucio Cesari, e fu nominato erede di Augusto. Divenuto imperatore dopo la morte di Augusto, si rese rapidamente impopolare, e quando suo nipote Germanico nel 19 morì in oriente in circostanze misteriose, circolò la voce che Tiberio vi avesse avuto un ruolo.
Tiberio trascorse molta dell'ultima parte del suo regno nell'isola di Capri. La citta di Roma fu controllata al suo posto da Seiano, capo della Guardia Pretoriana. Seiano, di cui si disse che nel 23 aveva avvelenato Tiberio Druso, unico figlio di Tiberio, e certamente coinvolto in intrighi con la vedova di Druso e nipote di Tiberio, Livilla, condusse una campagna di terrore contro i possibili nemici politici. La vedova di Germanico, Agrippina maggiore, ed i suoi figli maggiori, Nerone Cesare e Druso Cesare, furono cacciati in esilio a Ventotene dove morirono.
Ventotene
Nei progetti di Seiano, in effetti, rientrava il proposito di impadronirsi del controllo dell'Impero, ma i suoi piani fallirono grazie alla segnalazione tempestiva a Tiberio da parte di sua cognata Antonia minore. Seiano ed i suoi sostenitori furono, quindi, arrestati e giustiziati nel 31. A Tiberio, morto nel 37, succedette suo nipote Caligola, unico sopravvissuto dei figli di Germanico e Agrippina.
Nella Bibbia, Tiberio è menzionato per nome solo una volta, in Luca 3:1 (stabilendo che Giovanni Battista cominciò la sua predicazione pubblica nel quindicesimo anno del suo regno). Tuttavia, malgrado Gesù Cristo predicasse sotto il suo regno, ci si riferisce spesso a "Cesare" (o "l'Imperatore" in qualche altra traduzione), senza ulteriori specificazioni, per indicare Tiberio.
La città di Tiberiade sulla sponda occidentale del Mar di Galilea fu così chiamata in suo onore da Erode Antipa.
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Categoria:Biografie
ja:ティベリウス
ko:티베리우스
Categoria:Anni del I secoloIl I secolo comprende gli anni che vanno dal 1 al 100
Da notare che, convenzionalmente, non esiste l'anno 0. L'anno 1 AC è immediatamente seguito dal 1 DC.
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01-01
ja:Category:1世紀
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Moussa Traoré
Moussa Traoré ( - 25. September 1936 in Kayes) war Staatspräsident von Mali.
Militärische Laufbahn
Traoré absolvierte seine Ausbildung in Kati bei Bamako und an der Militärakademie von Fréjus. Als der französische Sudan 1960 unter dem Namen Mali unabhängig wurde kehrte er ins Land zurück. Er wurde 1961 Unterleutnant und 1963 Leutnant und wurde als Militärberater nach Tanganjika geschickt.
Später wurde er Ausbilder ab der L'Ecole militaire interarmes in Kati und wurde zum Oberst befördert.
Präsident
Am 19. November 1968 beteiligte er sich am erfolgreichen Militärputsch gegen den autoritär regierenden Präsident Modibo Keita. Er wurde Vorsitzender der Militärjunta (Comité militaire de la libération nationale) und somit Staatsoberhaupt. Nach dem Putsch wurden alle politischen Aktivitäten verboten und ein rigider Polizeistaat errichtet. Auf wirtschaftlichem Gebiet verabschiedete er sich zum Teil von der sozialistischen Politik seines Vorgängers.
Mali war 1972 und 1973 von der starken Dürre mit nachfolgenden Hungersnöten in der gesamten Sahelzone betroffen. Das Land erhielt zwar internationale Hilfe, vieles wurde aber durch den korrupten Staatsapparat unterschlagen.
1974 proklamierte Traoré eine neue Verfassung für die "Zweite Republik". Der seit dem Putsch von 1968 inhaftierte Ex-Präsident KeÏta starb am 16. Mai 1977 unter ungeklärten Umständen, was im Land zu Unruhen führte. Sporadische Komplotte und Umsturzversuche gegen seine Herrschaft zwangen Traoré wiederholt sich von führenden Offizieren und Kabinettsmitgliedern zu trennen und sie inhaftieren zu lassen. Folter und Mord an Oppositionellen waren gängige Praxis. Zur Stärkung seiner Position wurde 1979 die Einheitspartei Union Démoctratique du Peuple Malien (UDPM) gegründet. Als obligatorische Massenorganisationen gab es die Union Nationale des Femmes du Mali für Frauen und die Union Nationale des Jeunes du Mali für die Jugend. Im selben Jahr wurde Traoré in Wahlen bestätigt und bildete eine neue Regierung, in die er vorrangig Zivilisten berief. Im Gegensatz zu seinem Vorgänger bemühte sich Traoré um gute Beziehungen zum Westen, im Oktober 1988 war er zu einem viertägigen Staatsbesuch in den Vereinigten Staaten.
Sturz
1990 entstanden neue Oppositionsgruppen die Traorés Regime herausforderten. Am 22. März 1991 wurden Unruhen noch blutig niedergeschlagen, aber bereits vier Tage später setzte ein Militärputsch seiner Herrschaft ein Ende. Wie 1968 übernahm eine Junta die Macht, diesmal unter dem Namen Comité de Transition pour le Salut de Peuple. Der Anführer des Putsches General Amadou Toumani Touré wurde Übergangspräsident und führte Mali in die Demokratie.
1992 wurde Traoré für Gewaltverbrechen während seiner Amtszeit zum Tode verurteilt, ein weiteres Todesurteil erging 1999 gegen ihn und seine Frau Mariam, nun wegen Unterschlagung von Staatsvermögen. Beide wurden am 29. Mai 2002 von Präsident Alpha Oumar Konaré begnadigt und freigelassen. Traoré verfügt im Land weiterhin über einen gewissen Anhang, der in der Partei Mouvement Patriotique por le Renouveau (MPR) organisiert ist. Bei den Wahlen von 2002 erreichte die Partei unter ihrem Vorsitzenden Choguel Kokalla MaÏga 2,73% der Stimmen, im zweiten Wahlgang unterstützte sie den späteren Wahlsieger Touré.
Weblinks
- [http://www.koulouba.pr.ml/article.php3?id_article=123 Biographie auf der offiziellen Seite der Regierung von Mali] (französisch)
Traoré, Moussa
Traoré, Moussa
Traoré, Moussa
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Platino
Characteristicas del platino
- Symbolo: Pt
- Numero atomic: 78
- Massa atomic: 195,078
- Numero de protones o electrones: 78
- Numero de neutrones (Isotopo 195-Pt): 117
- europee in le parte centro-oriental del plana europee; e le 9e del plus grande paises de Europa, 312.685 km², 38.646.023 habitantes (2000) - 26e loco in le mundo. 18.778.000 de homines (48.6%), 23.863.900 (61,8%) in citates.
Densitate de population: 123 personas/km². Natalitate: 0,14/1000. <
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Plancton
Plancton (del greco errante) es un conjuncto de organismos, in su majoritate minuscule, que flotta in aquas salate o dulce usque 200 metros de profunditate approximatemente; illos pote esser animal (medusas, celenteratos, molluscos, crustaceos e ovos e larvas), o vegetal (diato
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