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5 Gennaio

5 gennaio

Il 5 gennaio è il 5° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 360 giorni alla fine dell'anno (361 negli anni bisestili).

Eventi


- 1463 - Il poeta François Villon viene bandito da Parigi.
- 1477 - Battaglia di Nancy, Carlo il Temerario viene ucciso, la Borgogna diventa parte della Francia.
- 1484 - Il Papa Innocenzo III emana la bolla pontificia Summis desiderantes affectibus, atto di condanna dell'astrologia.
- 1500 - Il Duca Ludovico Sforza conquista Milan.
- 1527 - Martirio di Felix Manz, un anabattista svizzero.
- 1554 - Grande incendio di Eindhoven (Paesi Bassi).
- 1675 - Battaglia di Colmar, l'esercito francese batte Brandeburgo.
- 1759 - George Washington sposa Martha Dandridge Custis.
- 1781 - Guerra d'indipendenza americana: Richmond (Virginia) viene incendiata dalle forze navali britanniche guidate da Benedict Arnold.
- 1846 - La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti vota per cessare la condivisione del Territorio dell'Oregon con il Regno Unito.
- 1895 - Affare Dreyfus: l'ufficiale francese Alfred Dreyfus viene ingiustamente degradato e condannato all'ergastolo sull'Isola del diavolo per presunto spionaggio a favore della Germania. Verrà scagionato solo nel 1906.
- 1896 - Un giornale austriaco riporta la notizia della scoperta fatta da Wilhelm Roentgen, di un tipo di radiazione in seguito nota come raggi X.
- 1900 - Il leader irlandese John Edward Redmond incita alla rivolta contro il governo britannico.
- 1909 - La Colombia riconosce l'indipendenza di Panama.
- 1914 - La Ford Motor Company annuncia una giornata lavorativa di 8 ore e uno stipendio minimo di 5 dollari al giorno.
- 1919 - Viene fondato in Germania il nazionalsocialismo. Adolf Hitler vi aderisce nel 1921.
- 1925 - Nellie Tayloe Ross diventa la prima donna governatrice di uno stato degli USA.
- 1933 - A San Francisco (USA) inizia la costruzione del Golden Gate Bridge
- 1940 - Negli Stati Uniti la radio FM viene dimostrata per la prima volta alla FCC.
- 1944 - Il Daily Mail diventa il primo quotidiano transoceanico.
- 1945 - L'Unione Sovietica riconosce il nuovo governo filo-sovietico della Polonia.
- 1946 - A Norimberga comincia il processo contro 23 ex-medici che operarono nei campi di concentramento accusati di crimini contro l'umanità.
- 1956 - Elvis Presley registra Heartbreak Hotel.
- 1964 - Papa Paolo VI incontra il Patriarca greco Atenagora I a Gerusalemme, è il primo incontro tra i capi della chiesa Cattolica e di quella Ortodossa dal 1439.
- 1968 - Alexander Dubček sale al potere, in Cecoslovacchia comincia la "Primavera di Praga".
- 1972 - Il presidente statunitense Richard Nixon ordina lo sviluppo del programma space shuttle.
- 1973 - I Paesi Bassi riconoscono la Germania Est.
- 1976 - La Cambogia viene ribattezzata Campuchea Democratica.
- 1980 - La Hewlett-Packard annuncia la messa in vendita del suo primo personal computer.
- 1984 - Richard Stallman inizia a sviluppare GNU.
- 1993 - La petroliera MV Braer si incaglia sulla costa delle Isole Shetland, versando in mare 84.700 tonnellate di petrolio.
- 1993 - Lo stato di Washington giustizia Westley Allan Dodd per impiccagione (e la prima impiccagione legale negli USA dal 1965).
- 1996 - Il militante di Hamas Yahya Ayyash viene ucciso da una trappola esplosiva inserita da agenti israeliani in un telefono cellulare.
- 1997 - Le forze russe di ritirano dalla Chechnya.
- 2000 - Primo giorno del Summit di Al Qaeda del 2000.

Nati


- 1596 - Henry Lawes, compositore inglese († 1662)
- 1717 - William Wildman Shute Barrington, statista britannico († 1793)
- 1779 - Stephen Decatur, ufficiale di marina statunitense († 1820)
- 1779 - Zebulon Pike, esploratore statunitense († 1813)
- 1811 - Cyrus Hamlin, educatore, inventore, architetto, missionario
- 1855 - King Camp Gillette, inventore statunitense († 1932)
- 1865 - Julio Garavito Armero, astronomo colombiano († 1920)
- 1876 - Konrad Adenauer, politico e statista tedesco († 1967)
- 1880 - Nikolay Medtner, compositore russo († 1951)
- 1893 - Paramahansa Yogananda, guru indiano († 1952)
- 1900 - Yves Tanguy, pittore francese († 1955)
- 1905 - Michele Navarra, mafioso siciliano († 1958)
- 1909 - Stephen Kleene, matematico statunitense († 1994)
- 1910 - Jack Lovelock, atleta neozelandese († 1949)
- 1913 - Jack Hannah, disegnatore e regista di animazione statunitense
- 1913 - Jean-Pierre Aumont, attore francese († 2001)
- 1914 - George Reeves, attore statunitense († 1959)
- 1915 - Arthur H. Robinson, cartografo statunitense († 2004)
- 1917 - Adolfo Consolini, discobolo italiano
- 1920 - Arturo Benedetti Michelangeli, pianista italiano († 1995)
- 1921 - Friedrich Dürrenmatt, scrittore svizzero († 1990)
- 1928 - Walter Mondale, politico statunitense
- 1928 - Ali Bhutto, politico pachistano († 1979)
- 1931 - Alvin Ailey, coreografo statunitense († 1989)
- 1931 - Alfred Brendel, pianista austriaco
- 1931 - Robert Duvall, attore statunitense
- 1932 - Umberto Eco, scrittore e semiologo italiano
- 1932 - Raisa Gorbačëva, moglie di Mikhail Gorbačëv († 1999)
- 1938 - Juan Carlos I di Spagna
- 1941 - Hayao Miyazaki, regista giapponese
- 1941 - Grady Thomas, cantante (P-Funk)
- 1942 - Maurizio Pollini, pianista e direttore d'orchestra italiano
- 1946 - Diane Keaton, attrice statunitense
- 1948
  - Peppino Impastato, ragazzo siciliano vittima della mafia
  - Ted Lange, attore statunitense
- 1951 - Christian De Sica, attore
- 1953 - George Tenet, direttore della CIA
- 1961 - Suzy Amis, attrice
- 1962 - Joe Monzo, compositore statunitense
- 1968 - Andrea Cionna, atleta italiano
- 1969 - Marilyn Manson, musicista statunitense
  - Sasha, cantante
- 1975 - Bradley Cooper, attore statunitense
- 1979 - Giuseppe Gibilisco, astista italiano
- 1982 - Janica Kostelic, sciatrice croata

Morti


- 842 - Al-Mu'tasim, califfo abbaside (n. 794)
- 1066 - Edoardo il Confessore, Re d'Inghilterra
- 1387 - Pedro IV d'Aragona (n. 1320)
- 1589 - Caterina de' Medici, regina di Francia (n. 1519)
- 1655 - Papa Innocenzo X (n. 1574)
- 1740 - Antonio Lotti, compositore italiano (n. 1667)
- 1762 - Elisabetta di Russia, imperatrice russa
- 1821 - Carlo Porta, poeta in Milanese
- 1858 - Josef Radetzky, militare austriaco (n. 1766)
- 1878 - Alfonso La Marmora, generale italiano
- 1891 - Emma Abbott, cantante d'opera statunitense (n. 1849)
- 1922 - Ernest Henry Shackleton, esploratore irlandese (n. 1874)
- 1929 - Nikolai Nikolaevich Romanov, Granduca di Russia
- 1933 - Calvin Coolidge, politico statunitense (n. 1872)
- 1941 - Amy Johnson, aviatore inglese (n. 1903)
- 1943 - George Washington Carver, educatore, attivista e botanico statunitense (n. 1860)
- 1956 - Mistinguett, cantante francese (n. 1875)
- 1970 - Max Born, fisico tedesco Premio Nobel per la fisica 1954 (n. 1882)
- 1970 - Roberto Gerhard, compositore
- 1970 - Jock Yablonski, sindacalista
- 1971 - Douglas Shearer, ingegnere del suono canadese (n. 1899)
- 1979 - Charles Mingus, musicista statunitense (n. 1922)
- 1981 - Lanza del Vasto, filosofo, poeta e attivista italiano (n. 1901)
- 1985 - Giuseppe Fava, scrittore italiano
- 1988 - Pete Maravich, cestista statunitense (n. 1947)
- 1994 - Thomas P. O'Neill, politico statunitense (n. 1912)
- 1996 - Yahya Ayyash, terrorista palestinese (n. 1966)
- 1998 - Sonny Bono, cantante, attore e politico statunitense (n. 1935)
- 2003 - Roy Jenkins, politico britannico (n. 1920)

Feste e ricorrenze

Nazionali

Religiose

Santi cattolici:
- Sant'Amata della Tebaide, vergine
- Sant'Amelia, vergine e martire
- Sant'Edoardo il Confessore, re
- Santa Genoveva Torres Morales
- San Giovanni Nepomuceno Neumann, vescovo

Laiche

05 ja:1月5日 ko:1월 5일 simple:January 5

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno

Un anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano). In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s). :La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono: # il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio) # l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio). :A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni. Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno. Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni. La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni. L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni. L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare. L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.

Voci correlate


- Anno luce Categoria:Astronomia e Astrofisica Categoria:Unità di tempo ja:年 ms:Tahun simple:Year zh-min-nan:Nî

1463

Eventi

Nati


- Marco Palmezzano, pittore italiano (secondo altre fonti, nasce nel 1459)

Morti


- 4 giugno - Flavio Biondo, storico, umanista rinascimentale e archeologo italiano 063 ko:1463년

François Villon

:("Eh Dieu! si j'eusse étudié / du temps de ma jeunesse folle ..." - François Villon) François Villon (1431? - dopo 1463) - fu un poeta, ladro e vagabondo francese che visse per lungo tempo come un bandito, emarginato e ricercato. Per quattro volte arrestato per episodi di malavita, fino a essere condannato a morte, fu sempre rilasciato ma poi nuovamente catturato e imprigionato. Tuttavia fu proprio in carcere che scrisse le sue opere maggiori. Per il valore dei suoi versi - e principalmente per il suo capolavoro poetico, i poemi raccolti nei Testamenti - è ritenuto uno dei precursori della corrente letteraria dei maudits, i poeti maledetti. Nelle parole di Charles-Augustin Sainte-Beuve, uno dei maggiori critici letterari dell''800, Villon va considerato come "l'anello più lontano cui i poeti francesi moderni si possono riallacciare in maniera più agevole".

Le nevi di un tempo

Secondo molti critici, dalla sua poesia viene fatta derivare la forma della villanella da cui sarebbe venuta successivamente la canzone napoletana di ambientazione agreste. Pressochè sconosciuto al tempo in cui visse, Villon ebbe notorietà solo a partire dal XVI secolo quando le sue opere furono recuperate e pubblicate da Clément Marot. Il famoso verso "Mais ou sont les neiges d'antan?" ("Dove sono le nevi di un tempo?") è forse uno fra i più tradotti e citati della letteratura. Della giovinezza e della vita di Villon, nonostante la voluminosa biografia pubblicata nel 1982 da Jean Favier, non si sa in definitiva molto, eccetto che nacque a Parigi da umile famiglia, probabilmente lo stesso anno di Vlad III, il conte Dracula. Anche il suo vero nome è controverso: fra i vari che gli sono stati attribuiti, i più attendibili sono quelli di François de Montcorbier o François des Loges; nella storia della poesia però è rimasto con il nome di Villon, che con un gioco di parole potrebbe far riferimento al furetto, dando così già una chiave di lettura del personaggio. Analogamente al nome, anche la stessa data di nascita (1461 o 1462) è dibattuta; quella di morte, poi, è addirittura sconosciuta poiché da un certo punto in avanti non si hanno notizie certe sulla sua vita.

La vita

Orfano di padre, fu affidato dalla madre - per la quale avrebbe poi scritto una delle sue più famose ballate - ad un benefattore, Guillaume de Villon, canonico e cappellano di Saint-Benoît-le-Bétourné, che lo mandò a studiare ventenne o giù di lì alla Facoltà delle arti di Parigi. Raggiunto il diploma nel 1452, il giovane Villon abbandona gli studi preferendo affrontare l'avventura per vivere come un bohèmien ante literam. Erano gli anni successivi alla guerra dei cento anni, colmi di brutalità e di epidemie. Il 5 giugno 1455 avviene l'episodio che gli cambia la vita e che è storicamente provato: mentre passeggiava in compagnia di un prete di nome Giles e di una ragazza chiamata Isabeau, incontra nella rue Saint-Jacques un bretone, Jean le Hardi, maestro d'arte, in compagnia a sua volta di un religioso, tale Philippe Chermoye o Sermoise o Sermaise; scoppia una rissa, non si sa per quale motivo, nella quale Chermoye rimane ferito mortalmente. Accusato dell'uccisione del religioso, Villon è costretto a lasciare Parigi.

Poeta e malfattore

Catturato, viene in qualche modo rilasciato nel gennaio 1456; ha circa venticinque anni (come testimoniano documenti ufficiali) e - se non bastasse - un alias in più, quello di Michel Mouton. Passerà i cinque anni successivi peregrinando, non senza altre disavventure, lungo la Valle della Loira fino a raggiungere Angers dove viveva un suo zio monaco. Fu prima di lasciare Parigi che compose ciò che è ora conosciuto come "Petite testament" ("Piccolo testamento") o "Le Lais" ("Lascito"), opera che mostra parte della profonda amarezza e rammarico per il tempo sciupato (e che è riscontrabile anche nel suo lavoro successivo, "Le grand testament", "Il grande testamento"). In realtà, i veri guai per Villon erano ancora solo all'inizio. Nel 1458 in base alla spiata di un complice, Guy Tabarie, viene incriminato per una rapina compiuta due anni prima nella cappella del collegio di Navarre. Villon è costretto così a darsi ancora una volta alla macchia e a trovare rifugio e protezione grazie a nobili amici che non si sa né come né dove avesse conosciuto. Arrestato nuovamente nell'estate del 1461 per ordine del vescovo Thibault d'Aussigny a Meung-sur-Loire, per un altro furto in una chiesa, è amnistiato e rimesso in libertà il 2 ottobre dello stesso anno. Rientrato a Parigi, non fa a tempo a scrivere Il testamento che incappa ancora (1462) nelle maglie della giustizia, sempre a causa di furti e risse. Sarà torturato, processato e condannato, ma il giudizio verrà annullato il 5 gennaio del 1463. Bandito dai giudici, Villon farà da allora perdere ogni sua traccia.

La poesia di Villon

Villon ha rinnovato tanto la forma poetica del suo tempo quanto - e forse ancor maggiormente - i suoi temi. Ha cantato le donne di Parigi e quelle del tempo che fu, inclusa la Grosse Margot, ha riconosciuto il valore dell'amicizia e pregato inginocchiato davanti a Notre-Dame: acuto osservatore e profondo conoscitore della cultura e dello spirito medievale, con una sorta di controtempo ritmico e sincopato ha stravolto i valori e le regole dell'"ideal cortese" fino ad allora in uso ponendoli in burla con audaci innovazioni del linguaggio. Nonostante la parvenza baldanzosa e il suo fare scanzonato, i suoi versi sono spesso contrassegnati da tristezza e rimpianto: Il grande testamento, si è detto, è considerato il suo capolavoro e completa il "Lascito" (o "Piccolo testamento"). Nel "Grande testamento", lungo poema iniziato a scrivere nel 1462 in forma autobiografica in duemilaventitré versi suddivisi in centottantasei stanze alternate a tre rondeaux e sedici ballate - traspare l'angoscia per la morte che Villon sente prossima dopo la condanna che gli è stata sentenziata contro; con singolare quanto suggestiva ambiguità, il poeta ricorre ad misto di riflessioni esistenziali, invettive e fervori religiosi, usando accenti sinceramente patetici e assolutamente innovativi per l'epoca.

Opere principali


- Piccolo testamento (Le lais o Petit testament - 1456)
- Grande testamento (Le testament o Le grand testament - 1461)
- La ballata degli impiccati (Ballade des pendus o L'épitaphe Villon, L'epitaffio di Villon - pubblicato postumo nel 1489)
- La ballata del buon consiglio (Ballade du bon conseil)

Bibliografia

Buona parte, se non la quasi totalità, del materiale costituente il presente articolo è stata ripresa, e comunque adattata, dalle corrispondenti versioni inglese e francese di Wikipedia. Contestualmente alla versione inglese, anche in questo caso parte delle notizie riguardanti la vita di François Villon sono state desunte dalla versione del 1911 - di pubblico dominio - della Encyclopaedia Britannica.

Collegamenti esterni


- [http://globegate.utm.edu/french/globegate_mirror/villon.html La Société François Villon] fornisce le versioni originali degli scritti di Villon
- [http://www.chez.com/damienbe/menu.htm Le grand testament] (in francese) e altri versi
- [http://utenti.lycos.it/Guctrad/poefr.html La canzone d'autore:] Villon e la musica di Georges Brassens e Fabrizio De Andrè Villon Villon Villon ja:フランソワ・ヴィヨン

Parigi

Parigi (in francese Paris; anticamente Lutèce, dal latino Lutetia) è la capitale della Francia e della regione dell'Île-de-France. La città, costruita su un'ansa della Senna, oltre che fondamentale snodo di trasporti e traffici del continente europeo, è una delle più importanti metropoli mondiali e centro culturale, politico ed economico molto forte sia a livello nazionale che internazionale Lo stemma della città presenta i gigli di Francia sopra Scilicet (la nave che simboleggiava l'ordine dei mercanti che commerciavano sulla Senna).
Il motto è Fluctuat nec mergitur.
I patroni della città sono San Germano (Saint Germain) e Santa Genoveffa (sainte Geneviève), accreditata di aver convinto Attila a risparmiare la città, nel V secolo.
Gli abitanti della città sono detti Parigini.

Cronologia essenziale

V secolo Si dà qui di seguito solo un breve racconto della storia della città, che comincia così: tribù celtiche sono stanziate da molti secoli in un'ansa della Senna. Il sito è paludoso. Cesare le incontra mentre dà la caccia a Vercingetorige, durante la campagna di conquista della Gallia, nel 53 AC.
Forse sono anche nomadi, se il loro nome Parisii viene da kwar che vuol dire strada. O forse sono semplicemente tribù che i romani hanno incontrato lungo la strada.
E' certo che la posizione dello stanziamento è interessante: aiuta la mobilità delle truppe lungo il fiume e ricorda perfino quella dell'isola Tiberina di Roma, con quei due isolotti che facilitano il guado tra una riva e l'altra del fiume. I romani vi stabiliscono un proprio insediamento e lo chiamano Lutetia Parisiorum (la palude dei Parisii). Conquistata e pacificata la Gallia, Lutetia diventa una città romana, nelle aspirazioni e nello stile civile: il sito è in posizione favorevole per i commerci e i traffici fluviali, le popolazioni locali sono avvantaggiate dall'espansione economica portata dai romani - già dopo circa cinquant'anni Lutetia la palude si presenta come un insediamento in via di espansione sulla riva sinistra della Senna, nel luogo ora conosciuto come Quartiere Latino, e Lutetia sta diventando un nome di città. La città romana si dota delle strutture essenziali per essere degna di questo nome: anzitutto il foro, poi le terme (i cui resti sono visibili, ben scavati, all' Hotel de Cluny), poi l'anfiteatro e un teatro.
Poi arrivano i cristiani, e siccome Lutetia è una città romana, nel 250 fa anch'essa il suo protomartire, il vescovo Dionigi che, come Pietro, qualche secolo dopo sarà eletto a patrono della città (Saint Denis).
La cristianizzazione tuttavia procede alla grande, e probabilmente accentua il senso di identità della città, che verso il 300 prende il nome della propria gente, e diventa Paris, e inoltre si converte così fortemente al cristianesimo romano da divenire il principale baluardo del cristianesimo pietrino contro l'eresia ariana che per alcuni secoli sarà invece la forma dominante di cristianesimo presso i germani. Arrestata l'avanzata di Attila nel 451 grazie a Geneviève, la città si dà ai Franchi Merovingi, nella persona di Clodoveo I che diventa il suo primo re: la civilizzazione romana si tramuta in civiltà romano-barbarica, e Parigi riesce a sopravvivere al Medioevo, tra carestie e faticosa civilizzazione: il IX secolo passa sotto le ripetute estorsioni e la continua minaccia di vichinghi e normanni, ma attorno alle istituzioni cristiane si coagula la nuova civiltà: nel 1021 il capitolo di Notre-Dame è già meta di molti clerici vagantes; nel 1246 l'università di Parigi vedrà riconosciuta la propria autonomia, e nel 1257 nasce la scuola della Sorbona: Parigi si avvia a diventare uno dei centri della cultura europea, nel cuore della Francia medioevale. Il XII e il XIII secolo vedono Parigi al centro di una forte crescita economica, e la corporazione dei mercanti come sua protagonista.
Fino a Filippo Augusto l'urbanizzazione di Parigi può sintetizzarsi nella costruzione delle prime cinte murarie e nel prosciugamento delle paludi. Dell'edilizia romanica restano tuttavia pochissime tracce, ad esempio nell'abside di St-Martin-des-Champs. L'Île de France è invece la culla dell'arte e dell'architettura gotica, che tra il XII secolo e il XV evolve dal gotico primitivo al flamboyant. A metà del XIV secolo, Parigi cerca di fare la propria politica municipale: ha già più di 150mila abitanti e, attraverso sollevazioni e alleanze (la Guerra dei cent'anni) mostra di non voler rinunciare alla propria indipendenza. La città si estende soprattutto sulla riva destra, e le mura di Carlo V (1371-1380) comprendono l'insieme del 3.o e 4.o arrondissement.
Bisogna arrivare al 1437, perché Carlo VII possa fare di Parigi, indiscutibilmente, la capitale dei Valois. La storia della città si intreccia da lì in poi inestricabilmente con la storia di Francia. La città cattolica scaccia l'ugonotto Enrico III nel 1588, ed Enrico IV dovrà convertirsi al cattolicesimo e pagare 200.000 scudi per rientrarvi. Sotto i Borboni, Parigi è scenario e protagonista della Fronda: Luigi XIV sposta la corte a Versailles, per sottrarsi in un solo colpo agli intrighi dei nobili e alle barricate del popolo parigino e procedere liberamente nella propria politica accentratrice. Alla vigilia della Rivoluzione Parigi occupa 1.100 ettari e conta oltre 600mila abitanti. Al di fuori della cinta daziaria (le mura dei Fermiers généraux), i sobborghi sono costituiti da 24 villaggi. Di nuovo protagonista, non meno che testimone, il popolo parigino gioca la propria rivoluzione. Lo spirito di ribellione e d'indipendenza dei parigini viene di nuovo duramente represso, con l'esecuzione della prima Commune rivoluzionaria - il consiglio della città - che segna l'inizio del Terrore di Robespierre: per più di un anno, tra il 1793 e il 1794, le piazze di Parigi ospitano il lavoro indefesso della ghigliottina. Come molti prima e dopo di lui, anche Napoleone cerca di assoggettare la città al potere centrale, nel quadro della propria riforma amministrativa. Questo non impedirà ai parigini di insorgere di nuovo contro Carlo X, nel 1833. Nel 1845 la città ha superato il milione di abitanti, e Thiers allarga di nuovo la cinta muraria, includendo alcuni dei villaggi prima esterni. Ma la vera grande rivoluzione urbanistica è quella condotta da Haussmann per conto di Napoleone III: in trent'anni la città raddoppia, e nel 1876 è arrivata a 2 milioni, nonostante la guerra con la Prussia e il disastro della Comune. La città continua crescere. All'inizio della Prima guerra mondiale, nel 1914, la battaglia della Marna la salva dall'invasione tedesca, ma non andrà così nel 1940, quando il Terzo Reich occupa la città, nel 1940, dichiarandola "città aperta": il governo non oppone alcuna resistenza e si ritira a Vichy, da dove collaborerà con i nazisti. Il 19 agosto del 1944 la città insorge, il 25 i tedeschi si arrendono, il 26 il generale de Gaulle entra in Parigi liberata con le truppe del generale Leclerc e degli alleati.
Il 27 ottobre 1946 all'Hotel de Ville viene proclamata la IV Repubblica. Lo spirito rivoluzionario parigino si ridesta nel maggio 1968, nel quartiere latino, con lo sciopero generale avviato dagli studenti, che per qualche giorno si estende all'intera Francia.
Il risultato, sul piano dell'organizzazione della città, è lo smembramento della Sorbonne in 13 università nella regione di Parigi. La città torna a dedicarsi al proprio sviluppo. Già negli anni Sessanta si era aperto, con il trasferimento dei mercati generali (les Halles) a Rungis, un periodo di grandi lavori pubblici, teso a liberare il centro storico della città dalla pressione del traffico e dagli insediamenti popolari, e a riqualificarlo con funzioni prevalentemente culturali e di rappresentanza.
Le tappe principali della ristrutturazione sono:
- 1969: il trasferimento delle Halles;
- 1970: la creazione delle 13 università della Région parisienne;
- 1973: il completamento del Boulevard périphérique (che diventa il limite della nuova cintura metropolitana, come il raccordo anulare a Roma);
- 1977: l'inaugurazione del Centre Pompidou;
- 1986: l'inaugurazione del Musée d'Orsay;
- 1989: nel bicentenario della Rivoluzione, l'inaugurazione della Pyramide del Louvre, della Grande Arche de la Défense e dell'Opéra Bastille;
- 1995: l'inaugurazione della nuova Bibliothèque nationale de France (che sarà intitolata a François Mitterrand);
- 2003: il nuovo quartiere Paris Rive Gauche attorno alla Biblioteca nazionale. Grandi protagonisti di questa riqualificazione furono i presidenti Georges Pompidou e François Mitterrand.

Geografia

François Mitterrand La città di Parigi occupa una superfice di 105 chilometri quadrati ma la sua agglomerazione è molto più grande. L'altitudine di Parigi varia a seconda delle diverse colline del territorio municipale:
- Montmartre - 130 metri s. l. m.
- Belleville - 115 metri s. l. m.
- Menilmontant
- Buttes-Chaumont
- Passy
- Chaillot
- Montagne Ste-Genevieve
- Butte-aux-Cailles
- Montparnasse (la collina venne spianata nel XVIII secolo)

La metropoli

Parigi, con 2.125.246 abitanti al censimento del 1999, è la città più grande di Francia. Assieme ai suoi sobborghi e città satellite forma l'area metropolitana della Grande Parigi (in francese: aire urbaine de Paris) che copre 14.518 km², ed ha una popolazione di 11.174.743 abitanti (dati del censimento del 1999). L'area metropolitana della Grande Parigi è la più ampia d'Europa (assieme a Londra e Mosca), ed è all'incirca la ventesima al mondo. L'area metropolitana della Grande Parigi, con un PIL complessivo superiore a quello dell'Australia, è il più grande centro economico e finanziario d'Europa alla pari con Londra. Ospita più del 30% dei "colletti bianchi" francesi, e più del 40% delle sedi centrali delle compagnie francesi, con il più grande distretto finanziario d'Europa per dimensioni (La Défense), e la seconda più grande borsa d'Europa (Euronext). Nota in tutto il mondo come la Ville Lumière (la "città delle luci"), Parigi è una delle principali destinazioni turistiche mondiali. La città è rinomata per la bellezza della sua architettura, i suoi viali e i suoi scorci, oltre che per l'abbondanza dei suoi musei. Costruita su un'ansa della Senna, è divisa in due parti la Rive droite a nord e la più piccola Rive gauche a sud. Un tempo capitale di un impero coloniale che si estendeva su cinque continenti, Parigi è tuttora considerata come il centro del mondo francofono ed ha mantenuto una forte posizione internazionale, ospitando il quartier generale dell'OECD e dell'UNESCO, tra gli altri. Questo, combinato alle sue attività finanziarie, affaristiche, politiche e turistiche, ha reso la città uno dei principali "hub" del mondo, e Parigi è riconosciuta come una delle poche "città mondiali".

la città

l'area metropolitana

Di area metropolitana di Parigi si può parlare, sia pure anticipando l'uso del termine, solo da dopo il 1870. Nella tabella che segue, i dati fino al 1982 sono stime ricavate da diverse fonti, mente quelli relativi al 1990 e al 1999 sono ufficiali, forniti dall'"Ufficio nazionale francese di statistica" INSEE.

L'immigrazione

Fin dal medioevo, periodo nel quale era la città più grande del mondo occidentale, Parigi ha sempre attratto forestieri. Dagli studenti olandesi e svedesi del Quartiere Latino nel XIV secolo, ai rifugiati giacobiti inglesi del XVII secolo, dai rifugiati nazionalisti polacchi dell'inizio del XIX secolo, agli operai belgi della fine dello stesso, dagli ebrei sefarditi del Nord Africa della metà del XX secolo agli africani ed est-asiatici dei giorni nostri, Parigi ha ricevuto ondate su indate di immigranti, che la hanno arricchita. Oggi, come altre città del mondo, Parigi è una città multiculturale. I censimenti francesi non fanno mai domande riguardanti l'etnia o la religione, perciò non è possibile conoscere la composizione etnica dell'area metropolitana di Parigi. Ciononostante alcuni dati interessanti possono essere estratti da tali censimenti. In quello del 1999, c'erano 2.169.406 persone nell'area metropolitana della Grande Parigi, che erano nate fuori dalla Francia Metropolitana, ovvero il 19,4% del totale. Come termine di paragone: nel censimento britannico del 2001, il 19,5% della popolazione dell'area metropolitana della Grande Londra era nata fuori dal Regno Unito, mentre nel censimento statunitense del 2000, il 27,8% della popolazione dell'area metropolitana di New York-New Jersey Settentrionale-Long Island era nata fuori dagli Stati Uniti, così come il 31,8% della popolazione dell'area metropolitana di Los Angeles-Riverside-Orange County. I gruppi più numerosi di residenti parigini nati all'estero sono i seguenti (elencati approssimativamente in ordine decrescente):
- immigranti dal Portogallo: arrivati tra il 1960 e il 1980
- Arabi e Berberi provenienti dal Nord Africa (Algeria, Marocco, Tunisia): arrivati tra il 1950 e 2000
- Neri africani (Musulmani e Cristiani) dall'Africa Centrale e Occidentale: arrivati tra il 1970 e il 2000
- Ebrei Sefarditi del Nord Africa: arrivati negli anni '60, da 300.000 a 400.000 di loro vivono nell'area metropolitana di Parigi, la più alta concentrazione di ebrei nel mondo occidentale dopo New York e Los Angeles
- Asiatici sud-orientali provenienti dall'Indocina (Vietnam, Cambogia, Laos), principalmente cinesi etnici: giunti tra il 1975 e il 1985
- Neri provenienti dai Caraibi (essenzialmente Guadalupa e Martinica): arrivati tra il 1960 e il 2000. Al censimento del 1999 vi abitavano 474.768 persone che al censimento precedente del 1990 erano risultate residenti fuori dalla Francia Metropolitana, circa il 4.2% del totale della popolazione dell'area metropolitana nel 1999. Le correnti migratorie verso Parigi sono cambiate in maniera significativa negli anni '90. L'immigrazione portoghese si è completamente interrotta, mentre sono apparsi nuovi gruppi di immigranti. I gruppi più importanti al 1990 sono i seguenti:
- Cinesi dalla Repubblica Popolare Cinese: Provenienti in gran parte dalla Manciuria e dalla regione di Wenzhou nella provincia di Zhejiang. Questa immigrazione è relativamente recente, apparsa a metà degli anni '90, è per la gran parte illegale, ed è stata eclatante negli anni più recenti, portando il gruppo cinese a rimpiazzare quello nord-africano e dell'Africa nera come gruppo più numeroso a Parigi. Nonostante la polizia francese stia combattendo l'immigrazione clandestina (e lo sfruttamento del lavoro ad essa connesso) e un trattato sia stato stipulato tra la Francia e la Repubblica Popolare Cinese per contrastare l'immigrazione illegale, le ricerche più recenti suggeriscono come l'immigrazione cinese verso Parigi sia ancora in crescita. Le cifre differiscono sostanzialmente a seconda delle fonti, ma sembra ci possano essere all'incirca 250.000 immigrati cinesi che vivono nell'area metropolitana di Parigi 2004 (includendo i cinesi provenienti dall'Indocina arrivati meno recentemente), la più grande concentrazione di cinesi in Europa, maggiore persino a quella della Grande Londra dove, secondo le stime del governo britannico, vivono solamente 60.000 Cinesi.
- Arabi dal Nord Africa e neri africani: l'immigrazione di questi due gruppi è stata sostanzialmente ridotta da una serie di restrizioni inserite da parte di vari governi francesi. Negli anni '90 gli immigrati dal Nord Africa e dall'Africa nera erano per la maggior parte limitati ai ricongiungimenti familiari (donne o bambini che andavano a vivere con il marito o padre che già viveva in Francia). Un numero sconosciuto di nord-africani e neri africani sono entrati illegalmente nel paese al di fuori delle regole del ricongiungimento familiare. Parte di essi è stata rimpatriata, ma la maggior parte vive ancora in Francia senza validi documenti e sotto la continua minaccia di essere rimpatriati in caso venissero scoperti (nonostante a migliaia di questi immigrati illegali sia stato dato il permesso di soggiorno all'epoca del governo di centro-sinistra di Lionel Jospin verso la fine degli anni '90 grazie alla pressione esercitata dalle associazioni francesi che difendono i diritti degli immigrati).
- Europei dell'Est, molti dei quali rumeni, un gruppo in forte crescita a partire della caduta del Muro di Berlino In confronto con il Regno Unito, gli immigrati dal Sud-est Asiatico non sono ancora molto numerosi a Parigi, anche se il loro numero è aumentato sostanzialmente neglianni '90. In confronto agli Stati Uniti, c'è un numero molto limitato di immigrati di origine latino-americana e filippina. Anche gli immigrati dal Medio Oriente non sono molti, ma tra questi c'è una numerosa comunità libanese (per la maggior parte ricchi libanesi di religione Cristiana esiliati), grazie ad antichi legami tra la Francia e il Libano. Anche i russi sono poco numerosi a Parigi, nonostante un'antica tradizione di presenza russa a Parigi prima della Rivoluzione Russa del 1917. Infine, bisogna ricordare che le stime qui indicate si riferiscono a persone che vivono stabilmente nell'area metropolitana di Parigi. Parigi è la città più frequentata da turisti al mondo, con un afflusso sostanzioso in ogni periodo dell'anno. La maggior parte dei turisti sono stranieri, portando quindi il dato riguardante gli stranieri presenti nell'area metropolitana di Parigi ad essere in realtà più alto del 19,4% indicato. Questo fatto è evidente nel centro della città, dove è possibile camminare in alcune strade dove la maggior parte dei passanti è composta da turisti stranieri.

Amministrazione

1917 Prima del 1964, Parigi faceva parte del dipartimento della Seine, che conteneva la città ed i sobborghi circostanti. 1964] Dal 1965, la città di Parigi è il capoluogo e uno degli 8 dipartimenti della regione dell'Ile-de-France. Il suo identificativo assoluto è 75 (lo si trova anche nelle targhe delle macchine, oltre che nei codici postali). Con la riforma amministrativa furono infatti creati 3 nuovi dipartimenti che formano un anello attorno a Parigi, e costituiscono la prima cintura periferica (la petite couronne): Hauts-de-Seine, Seine-Saint-Denis e Val-de-Marne. Al di là, i dipartimenti di Val-d'Oise, Yvelines e dell' Essonne costituiscono le grande couronne. L'insieme costituisce la région parisienne, cioè la metropoli di Parigi. L'ottavo dipartimento dell'Île-de-France, che da solo rappresenta circa la metà del territorio regionale, è quello orientale di Seine-et-Marne. Seine-et-Marne Mentre normalmente i dipartimenti sono divisi in cantoni, la città di Parigi è divisa in 20 arrondissement municipali, numerati in ordine progressivo partendo dal centro e muovendosi a spirale verso l'esterno, ciascuno dei quali è un municipio (mairie), con il suo consiglio e il suo sindaco. Ogni mairie, d'altra parte, elegge anche i propri rappresentanti al Consiglio di Parigi (Conseil de Paris), che è anche il consiglio generale del dipartimento.
Bertrand Delanoë, esponente del Partito socialista francese (PS), è il sindaco di Parigi dal 18 marzo 2001. Come eccezione alla regola usuale per le città francesi, alcuni poteri normalmente esercitati dal sindaco sono invece affidati ad un rappresentante del governo nazionale, il prefetto di Polizia. Ad esempio, Parigi non ha una forza di polizia municipale, anche se ha alcuni controllori del traffico. Questo fatto è una eredità della situazione vigente fino al 1977, in cui Parigi non aveva un sindaco, ma era in pratica governata dall'amministrazione prefettizia.
Va ricordato che alla radice dello smembramento del Dipartimento della Senna (Département de la Seine) ci fu proprio lo straordinario potere che il prefetto della Senna si trovava a gestire, quasi pari a quello del Primo ministro.

Trasporti

1977 Parigi è servita da due aeroporti principali: l'Aeroporto di Orly (dipartimento 94), che si trova a sud della città, e l'Aeroporto internazionale Charles De Gaulle, nella vicina Roissy-en-France (dipartimento 95). Un terzo aeroporto più piccolo, nella città di Beauvais (dipartimento 60), 70 km a nord di Parigi, viene utilizzato per i voli charter e dalle compagnie low-cost. L'Aeroporto di Le Bourget (dipartimento 93) attualmente ospita solo jet privati, fiere aeronautiche e un museo dell'aerospazio. Parigi è densamente coperta da un sistema di metropolitana, il Métro (14 linee) così come da un grande numero di linee di autobus. Queste si interconnettono con una rete regionale ad alta velocità, la RER (Réseau Express Régional), e con la rete ferroviaria: treni pendolari, linee nazionali e TGV (o simili come Thalys ed Eurostar). Esistono due tramvie tangenziali nei sobborghi: la linea T1 va da Saint-Denis a Noisy-le-Sec, la linea T2 va da La Défense a Issy. una terza linea lungo la tangenziale sud è attualmente in costruzione. La città è il nodo principale della rete autostradale francese, ed è circondata da una tangenziale, il Périphérique o il "périph" (35 km). Gli svincoli della tangenziale sono chiamati 'Portes', in quanto corrispondono alle porte della città. La maggior parte di queste 'Portes' dispone di parcheggi, dove i non residenti sono consigliati di lasciare l'auto, e di una stazione della metropolitana. Il traffico di Parigi è notoriamente lento e snervante.

Punti notevoli per arrondissement

Ogni arrondissement è composto di quartieri: si indicano qui distintamente, insieme ad alcuni dei luoghi notevoli che ospitano, senza alcuna pretesa di completezza, cercando però di non dimenticare nessuna delle vie e delle piazze dove non si può non passare, e i più impotanti spazi verdi e giardini (Parigi conta 426 spazi verdi, tra giardini e parchi pubblici, di varie dimensioni).

Negozi, grandi magazzini e hotel

Secondo Impero
- Specialità alimentari
  - Fauchon, Place de la Madeleine
  - Hédiard, Place de la Madeleine
  - Berthillon (gelati), Île Saint-Louis
- Grandi magazzini
  - Galeries Lafayette
  - Printemps
- Hotel famosi
  - Hôtel de Crillon, Place de la Concorde
  - Hôtel George V, Avenue Georges V
  - Hôtel Ritz Paris, Place Vendôme

Vita notturna


- Le Lido - cabaret sui Champs-Élysées noto per i suoi spettacoli esotici, fu frequentato da Elvis Presley.
- Moulin Rouge, Le Crazy Horse, Paris Olympia, Folies Bergères, Bobino - famosi nightclub.
- Le Buddha Bar, Barfly, El Barrio Latino, Hotel Costes, Georges – ristoranti e bar alla moda.

Squadre sportive

Le squadre sportive parigine più famose sono Paris Saint-Germain, una squadra di calcio e Stade Français, una squadra di rugby

Periferia e regione della Grande Parigi (Île-de-France)

rugby
- quartiere degli affari
  - La Défense – a ovest, ospita le sedi delle principali aziende, cinema e centri commerciali.
- parchi di divertimento
  - Disneyland Resort Paris – nella periferia est di Marne-la-Vallée
  - Parc Astérix a nord (in Piccardia)
- Monumenti
  - Arco de La Défense (Grande Arche de la Fraternité o Arche de la Défense).
  - Palazzo di Versailles – il palazzo reale di Luigi XIV e dei sovrani successivi, nella località di Versailles a sudest. È la maggiore attrazione turistica di Francia.
  - Vaux-le-Vicomte, presso Melun, un palazzo più piccolo che fu preso a modello per il Palazzo di Versailles.
  - basilica di Saint Denis - una antica cattedrale gotica e luogo di sepoltura per molti monarchi Francesi, a nord della città.

Nomi di Parigi e dei suoi abitanti

In lingua francese la pronuncia del nome della città, Paris, nella convenzione dell'alfabeto fonetico internazionale è /paʀi/. Il nome latino della città era Lutetia(/lutetja/), traslitterato dai francesi in Lutèce (/lytɛs/).Il nome fu poi cambiato in "Paris", derivato dal nome della tribù gallica dei parisi. Parigi è nota come Paname (/panam/) nel Francese informale, ma questo termine sta gradualmente uscendo dall'uso. Gli abitanti di Parigi sono detti Parisiens (/paʀizjɛ̃/) in Francese e Parigots (/paʀigo/) nel Francese informale.

Voci correlate


- Parigi (dipartimento francese)
- Arrondissement di Parigi
- Antichi arrondissement di Parigi
- Quartieri di Parigi

Relazioni internazionali

Città gemellate

Parigi è gemellata solo con 20px Roma (Italia), dal 1956. « Seule Paris est digne de Rome ; seule Rome est digne de Paris» (Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi).

Citta partner


- 20px Kyoto, Giappone, 1958
- 20px Tokyo, Giappone, 1982
- 20px Il Cairo, Egitto, 1985
- 20px Amman, Giordania, 1987
- 20px Sana'a, Yemen, 1987
- 20px Berlino, Germania, 1987
- 20px Seoul, Corea del Sud, 1991
- 20px Mosca, Russia, 1992
- 20px Beirut, Libano, 1992
- 20px Jakarta, Indonesia, 1995
- 20px Chicago, Illinois, Stati Uniti d'America, 1996
- 20px Città di Québec, Québec, Canada, 1996
- 20px San Francisco, California, Stati Uniti d'America, 1996
- 20px Santiago del Cile, Cile, 1997
- 20px Tblisi, Georgia, 1997
- 20px Riyad, Arabia Saudita, 1997
- 20px Pechino, Cina, 1997
- 20px San Pietroburgo, Russia, 1997
- 20px Praga, Repubblica Ceca, 1997
- 20px Lisbona, Portogallo, 1998
- 20px Sofia, Bulgaria, 1998
- 20px Sydney, Australia, 1998
- 20px Jerevan, Armenia, 1998
- 20px Città del Messico, Messico, 1999
- 20px Varsavia, Polonia, 1999
- 20px Washington, DC, Stati Uniti d'America, 2000
- 20px Madrid, Spagna, 2000
- 20px Atene, Grecia, 2000
- 20px Londra, Regno Unito, 2001
- 20px Ginevra, Svizzera, 2002
- 20px Algeri, Algeria, 2003
- 20px Montréal, Québec, Canada, 2003
- 20px San Paolo, Brasile, 2004

Collegamenti esterni

su fr.wiki
- [http://fr.wikipedia.org/wiki/Wikip%C3%A9dia:Portail_de_Paris Portale Parigi]
- Lutetia
- Cronologia di Parigi
- l'Île-de-France (regione)
- la piazza dell'Hotel de Ville (place de Grève)
- il Collège de France
- i fratelli Montgolfier
- la Petite Ceinture e la Grande Ceinture
- le Galeries Lafayette Haussmann
- il Centre Pompidou
- le Halles Altri collegamenti
- [http://www.reisebuero.tk Parigi]
- [http://www.asinah.org/weather/LFPG.html Previsioni del tempo per Parigi]
- [http://www.wikitravel.org/en/article/Paris Parigi su Wikitravel]
- [http://www.wanadoo.fr/bin/frame.cgi?service=ma_ville&u=http%3A//paris.tourismeville.wanadoo.fr/index.php%3Ftheme%3Dwebcam webcams, meteo, mappe e servizi vari su Parigi]
- [http://www.frommers.com/images/destinations/maps/jpg/62_parisarrondissements.jpg mappa cliccabile degli arrondissements]
- [http://www.paris.fr/portail/deplacements/Portal.lut?page_id=27 i ponti di Parigi] (sul sito della città) Categoria:Capitali di stato categoria:Città della Francia Categoria:Parigi Categoria:Île-de-France Categoria:Comuni del dipartimento di Parigi Categoria:Comuni della regione dell'Île-de-France als:Paris (Stadt) ja:パリ ko:파리 시 ms:Paris simple:Paris th:ปารีส

Borgogna

La Borgogna (in francese Bourgogne) è una regione della Francia centrale composta da quattro dipartimenti. Il suo capoluogo è Digione. Le città principali della regione, oltre a Digione, sono Chalon-sur-Saône e Nevers. Il territorio della regione confina con le regioni Île-de-France a nord-ovest, Champagne-Ardenne a nord, Franca Contea a est, Rodano-Alpi a sud, Alvernia a sud-ovest e Centro a ovest.

Storia

La Borgogna deve il suo nome alla popolazione dei Burgundi, che vi crearono un reame. Quest'ultimo diventerà il Regno di Borgogna e successivamente delle Due Borgogne in epoca carolingia. In epoca medioevale si usa distinguere la Contea di Borgogna dal Ducato di Borgogna. Il primo (comprendente la Franca Contea) faceva parte del Sacro Romano Impero; il secondo, costituito dalle contee di Mâcon, Chalon, Sens, Auxerre, Tonnerre, Nevers e Autun apparteneva al regno di Francia. Inoltre, i Conti di Borgogna erano vassalli del Re di Francia per il Ducato di Borgogna, l'Artois e le Fiandre, e vassalli dell'Imperatore per la Contea di Borgogna, la Gheldria, l'Hainaut, il Brabante e altre terre.

Collegamenti esterni


- [http://seurre-21.site.voila.fr/index2.htm Seurre e Saone, Borgogna - Turismo e vita locale - francese e italiano] Categoria:Regioni francesi categoria:Borgogna ja:ブルゴーニュ地域圏 simple:Burgundy

1484

Eventi

Nati

Morti

084 ko:1484년

Bolla pontificia

Una bolla pontificia (o bolla papale) è una comunicazione scritta dalla Cancelleria Vaticana emessa con il sigillo del Papa. Il termine deriva dal Latino bulla che fa riferimento all'aspetto del sigillo. Non esiste una esatta distinzione tra le Bolle e altre forme di comunicazione papale, quali la Lettera Papale.

Esempi di bolle


- 1139, Omne datum optimum di Innocenzo II: concede ai Cavalieri templari la totale indipendenza dal potere temporale, compreso l'esonero dal pagamento di tasse e gabelle oltre al privilegio di rendere conto solo al Papa in persona e di riscuotere le decime per conto della Chiesa o dei regnanti.
- 1301, [http://www.totustuus.biz/users/denziger/b8unamsa.htm Unam Sanctam] di Bonifacio VIII: afferma la superiorità del potere spirituale della Chiesa, e in particolare del papa, sul potere politico.
- 1312, Vox in Excelsi di Clemente V: sancisce lo scioglimento dei Cavalieri templari ed avalla l'incameramento dei loro beni da parte dei regnanti.
- 1484, Summis desiderantes di Innocenzo VII: afferma la necessità di sopprimere la stregoneria e l'eresia nella Valle del Reno.
- 1520, Exsurge Domine: sancisce la condanna e il divieto alla divulgazione delle tesi sostenute da Martin Lutero.
- 1586, Coeli et terrae creator di Urbano VIII: sancisce la condanna ufficiale della Chiesa all'Astrologia
- 1854, Ineffabilis Deus di Pio IX: sancisce che la Vergine Maria è stata concepita immune dal peccato originale.

Voci correlate


- Enciclica
- Papa Giovanni Paolo II
- Chiesa cattolica Categoria:CattolicesimoCategoria:Diritto canonico

1500

Eventi


- 10 aprile: battaglia di Novara (Luigi XII sconfigge Ludovico il Moro).
- 22 aprile: Cabral sbarca in Brasile e lo annette al Portogallo.
- 11 novembre: Trattato segreto di Granata (patto tra Luigi XII di Francia e Ferdinando_II_d'Aragona il Cattolico per la conquista del Regno di Napoli).

Nati


- 24 febbraio - Carlo V d'Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero († 1558)
- 3 novembre - Benvenuto Cellini, scultore ed orafo italiano

Morti

100 ko:1500년

Milan

L'Associazione Calcio Milan è una delle due squadre di calcio di Milano. È una delle più titolate del mondo: insieme alla squadra spagnola del Real Madrid e a quella argentina dell'Independiente, è la squadra ad aver vinto più titoli internazionali (15). Inoltre ha vinto 17 scudetti, 6 Coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane.

Storia

I pionieri

Venne fondata il 16 dicembre 1899 da sir Alfred Edwards, inglese con la passione per il football importata direttamente dall'Inghilterra. Insieme alla passione, Edwards portò con sé una serie di mute (i completi di gioco) della squadra di cui era, oltremanica, acceso sostenitore. Da allora, il Milan, vestirà la classica maglia a strisce di colore rosso-nero. La squadra sale presto alla ribalta delle cronache calcistiche italiane conquistando il primo titolo nazionale nel 1901 interrompendo la serie di vittorie del Genoa, sconfitto in finale per 3-0. La squadra guidata dal leggendario capitano Kilpin sarà sconfitta nella finale dell’anno dopo, ad opera dei genoani, e nel 1906 riuscirà a bissare il titolo. In quell’occasione ci fu uno dei primi “casi” del calcio italiano: dopo il girone finale Milan e Juventus (campione d’Italia in carica) erano a pari punti, per cui fu necessaria una gara di finale. Si giocò a Torino sul campo dei bianconeri, in virtù della loro migliore differenza reti, ma terminò in parità dopo i tempi supplementari. A quei tempi non si tiravano i calci di rigore, ma si procedeva alla ripetizione della partita: la Federazione scelse il neutro dell’U.S. Milanese a Milano, ma i bianconeri in segnò di protesta rinunciarono alla partita. Il Milan poté tuttavia sancire la legittimità del suo successo ripetendo l’exploit l’anno dopo. Nel 1908, a seguito dei dissidi interni riguardo alla necessità o meno di tesserare giocatori stranieri, un'ala per certi versi "progressista" della dirigenza si separa dalla società fondandone una nuova denominata Internazionale Football Club. Nel 1916 vinse la Coppa Federale che in quell’anno andava a sostituire in qualche modo il campionato, sospeso a causa della Prima Guerra Mondiale; non si tratta tuttavia di un trofeo ufficialmente riconosciuto dalla FIGC come titolo italiano. Nel 1919 muta la denominazione originale di Milan Football and Cricket Club in Milan Football Club

Gli anni bui

Dopo i primi tre titoli seguì un lungo periodo “buio” in cui i rossoneri rimasero sempre in massima serie (prima in Prima Divisione, poi in Serie A dalla sua istituzione nel 1929-30), pur mantenendosi in zone di metà classifica e non andando mai oltre il terzo posto. Nel 1938 le autorità fasciste imposero l’italianizzazione del nome in Associazione Calcio Milano, abbandonato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale per tornare alla vecchia denominazione, pur mantenendo la dizione A.C: nasce nel 1946 l’Associazione Calcio Milan.

I favolosi anni '50

Nell’immediato dopoguerra è sempre fra le migliori tre squadre italiane, tranne che per il quarto posto del 1946-47, sfiorando più volte il titolo che arriverà finalmente nel 1951, dopo 44 anni di attesa. Si tratta del Milan dei tre svedesi del Gre-No-Li, di Buffon e di Annovazzi. Gli anni ’50 sono anni d’oro per i rossoneri, che s’impongono vincendo due volte la prestigiosa Coppa Latina (una sorta di Coppa dei Campioni ante-litteram) nel 1951 e nel 1956, vincendo altri 3 campionati (1954-55, 1956-57 e 1958-59) grazie ai gol di Gunnar Nordhal, 5 volte capocannoniere, la guida tattica di Nils Liedholm, prima a metà campo e poi come libero, la difesa arcigna guidata da Cesare Maldini. Da sottolineare che nell’arco di un decennio, dal 1947-48 al 1956-57, il Milan ha sempre terminato il campionato fra i primi 3.

L'era Rocco

Dopo lo scudetto del 1958-59 sotto la guida di Gipo Viani, il Milan torna a vincere nel 1961-62 con Nereo Rocco in panchina e un giovane Gianni Rivera in campo, grazie ai gol di Josè Altafini che porteranno in Italia per la prima volta l’anno successivo la Coppa dei Campioni. Nonostante il predominio in campionato e in Europa dell’Inter di Helenio Herrera, il Milan di Rocco si dimostra una delle migliori squadre del tempo, costituendo un esempio cristallino del gioco all’italiana. Nel 1967-68 torna a conquistare lo scudetto, il primo a 16 squadre del dopoguerra, con Pierino Prati capocannoniere oltre alla Coppa delle Coppe. Anche l’anno successivo arriverà la Coppa dei Campioni nonché l’Intercontinentale, dopo quella persa nel 1962 col Santos di Pelè alla “bella”.

Lo scudetto della stella e la Serie B

Negli anni ’70 raccoglie ancora numerosi trofei, come 3 Coppe Italia, la seconda Coppa delle Coppe, mentre in campionato insegue a lungo lo “scudetto della stella”, perdendo nel 1972-73 un campionato che sembrava già vinto con una umiliante sconfitta a Verona. Il tanto atteso decimo scudetto arriva nel 1978-79, l’ultima stagione da calciatore per Gianni Rivera che potrà ritirarsi con la stella e il tricolore sulla maglia. Tuttavia, nella stagione 1979-80, a seguito di uno scandalo per il calcio-scommesse, venne retrocesso in Serie B. Nel 1981, una volta risalito nella massima serie, sotto la presidenza Morazzoni, il Milan retrocesse in Serie B nuovamente a seguito, questa volta, di una stagione fallimentare, anche se all’ultima giornata la vittoria sul Cesena sembrava aver momentaneamente risparmiato la nuova onta.

L'era Berlusconi e Sacchi

La rinascita del club rossonero, che deve superare anche difficoltà finanziarie, arriva a metà degli anni ’80 con l’acquisto della squadra da parte di Silvio Berlusconi, affidata presto al tecnico emergente Arrigo Sacchi. L’allenatore romagnolo impone un nuovo tipo di gioco impostato sulla difesa a zona che applica la tattica del fuorigioco in modo perfetto, un centrocampo solido e un attacco che ha in Marco van Basten e Ruud Gullit le sue stelle. Le fortune di quel Milan saranno legate infatti soprattutto ai tre olandesi (il terzo è Frankie Rijkaard), ma anche alla difesa guidata dal capitano Franco Baresi. Sacchi conquista il campionato del 1987-88 con un’incredibile rimonta sul Napoli di Maradona, quindi due Coppe dei Campioni consecutive. Nel 1990-91 tuttavia si rende protagonista di uno spiacevole episodio a Marsiglia: a pochi minuti dalla fine, mentre il Milan sta perdendo, si spengono i riflettori dello stadio. L’amministratore delegato Adriano Galliani fa uscire i giocatori dal campo in segno di protesta: la squadra è poi squalificata per un anno dalle coppe europee.

Il Milan di Capello

L’anno successivo la squadra è guidata da Fabio Capello che sorprendentemente conquisterà lo scudetto con un campionato da record: 56 punti e nessuna sconfitta! Van Basten è capocannoniere, ma, durante la stagione successiva in cui è nuovamente lanciato verso la conquista di tale titolo, risente di un gravissimo infortunio alla cartilagine della caviglia, che ne interromperà anzitempo la carriera. Nel 1992-93 l’Olympique Marsiglia si mette nuovamente sulla strada dei rossoneri strappando loro in finale la Coppa dei Campioni, che il Milan vincerà l’anno dopo (al terzo titolo italiano consecutivo!) con un sorprendente 4-0 al Barcellona. L’era Capello continua con prestazioni che portano il Milan ad essere considerato la più forte squadra del mondo del tempo: la finale di Coppa dei Campioni (la terza consecutiva) persa con l’Ajax e un altro titolo italiano.

Gli ultimi successi

Dopo che Capello lascia la squadra, il Milan conosce due anni difficili che sanciscono un cambiamento epocale, dopo che è stato al vertice per un decennio intero. Tuttavia Alberto Zaccheroni pone le basi per un nuovo ciclo vince