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6 Luglio

6 luglio

Il 6 luglio è il 187° giorno del Calendario Gregoriano (il 188° negli anni bisestili). Mancano 178 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1253 - Mindaugas viene incoronato Re di Lituania.
- 1415 - Morte del riformatore religioso Jan Hus sul rogo a Costanza, dove era giunto con un salvacondotto dell'Imperatore Sigismondo.
- 1483 - Riccardo III viene incoronato Re d'Inghilterra.
- 1609 - Alla Boemia viene garantita libertà di culto.
- 1630 - Guerra dei Trent'Anni: 4.000 soldati svedesi, guidati da Gustavo Adolfo, sbarcano in Germania.
- 1785 - Il dollaro viene scelto all'unanimità come valuta degli Stati Uniti. È la prima volta che una nazione adotta una valuta con il sistema decimale.
- 1799 - 25.000 uomini di Ranjit Singhmarciano verso Lahore.
- 1801 - Battaglia di Algeciras: La flotta francese sconfigge quella britannica.
- 1854 - A Jackson (Michigan), si tiene la prima convention del Partito Repubblicano Statunitense.
- 1885 - Louis Pasteur testa con successo il suo vaccino contro la rabbia. Il paziente è Joseph Meister; un ragazzo morso da un cane rabbioso.
- 1892 - Dadabhai Naoroji viene eletto come primo parlamentare Indiano del Regno Unito.
- 1908 - Robert Edvin Peary salpa per l'Artico in una spedizione con la quale raggiungerà il Polo Nord.
- 1917 - Truppe arabe guidate da T.E. Lawrence strappano Aqaba ai turchi.
- 1919 - Il dirigibile britannico R-34 atterra a New York, completando la prima traversata dell'Oceano Atlantico in dirigibile.
- 1936 - Berlino, Germania: Ondina Valla è la prima donna italiana a vincere un oro olimpico (80 m ostacoli).
- 1939 - Olocausto: le ultime imprese ebraiche in Germania vengono chiuse.
- 1957
  - Althea Gibson vince il Torneo di Wimbledon diventando la prima atleta nera a riuscirci.
  - John Lennon e Paul McCartney (The Beatles) si incontrano per la prima volta.
- 1964
  - Prima cinematografica di A Hard Day's Night, il primo film dei Beatles.
  - Il Malawi dichiara l'indipendenza dal Regno Unito.
- 1966 - Il Malawi diventa una repubblica.
- 1967 - Guerra del Biafra: le forze Nigeriane invadono il Biafra dando il via alla guerra.
- 1975 - Le Comore dichiarano l'indipendenza dalla Francia.
- 1988
  - La piattaforma di trivellazione Piper Alpha, nel Mare del Nord, viene distrutta da un esplosione e dal successivo incendio uccidendo 167 lavoratori.
  - In Messico si tengono delle elezioni presidenziali controverse.
- 2005 - Singapore: il CIO assegna a Londra le Olimpiadi e le Paraolimpiadi estive del 2012. Sarà la prima città al mondo ad averle ospitate per tre volte, dopo quelle del 1908 e del 1948.

Nati


- 1796 - Nikolai Pavlovitch, Zar di Russia († 1855)
- 1884 - Harold Vanderbilt, affarista
- 1886 - Marc Bloch, storico
- 1887 - Walter Flex, scrittore († 1917)
- 1898 - Hanns Eisler, compositore († 1962)
- 1907 - Frida Kahlo, pittrice († 1954)
- 1915 - LaVerne Andrews, cantante (Andrews Sisters)
- 1918 - Sebastian Cabot, attore († 1977)
- 1923
  - Nancy Reagan, attrice, ex First Lady degli Stati Uniti
  - Wojciech Jaruzelski, presidente della Polonia
- 1925 - Bill Haley, cantante: Bill Haley and the Comets († 1981)
- 1927
  - Janet Leigh, attrice
  - Hein Donner, scacchista
  - Dolores Claman, musicista, compositore
  - Pat Paulsen, comico († 1997)
- 1935 - Tenzin Gyatso, (Lhamo Dhondrup) quattordicesimo Dalai Lama
- 1937
  - Ned Beatty, attore
  - Vladimir Ashkenazy, pianista, direttore d'orchestra
- 1946
  - Sylvester Stallone, attore
  - George W. Bush, Presidente degli Stati Uniti
- 1953 - Nanci Griffith, cantante
- 1951 - Geoffrey Rush, attore, Premio Oscar
- 1956 - Kenny G, sassofonista
- 1958 - Jennifer Saunders, attrice inglese
- 1964 - Cristina D'Avena, cantante italiana
- 1965 - Carlo Fava, cantautore italiano
- 1967 - Max Gazzè, cantante italiano
- 1972 - Rossano Galtarossa, canottiere italiano
- 1975 - Patrick Bauer, sviluppatore di AIP
- 1976 - 50 Cent, cantante rap

Morti


- 1189 - Enrico II d'Inghilterra
- 1249 - Alessandro II di Scozia
- 1415 - Jan Hus, riformatore (condannato al rogo per eresia)
- 1941 - Anton Reichenow, ornitologo tedesco
- 1476 - Regiomantus, astronomo e matematico
- 1533 - Ludovico Ariosto, scrittore italiano
- 1535 - Tommaso Moro, scrittore e filosofo
- 1553 - Edoardo VI, Re d'Inghilterra
- 1762 - Pietro III, Zar di Russia
- 1893 - Guy de Maupassant (Henry-René-Albert-Guy de Maupassant), scrittore
- 1916 - Odilon Redon, pittore francese
- 1959 - George Grosz, pittore tedesco
- 1962 - William Faulkner, romanziere
- 1971 - Louis Armstrong, musicista jazz
- 1973 - Otto Klemperer, direttore d'orchestra
- 1998 - Roy Rogers, attore, cantante
- 1999 - Joaquín Rodrigo, compositore spagnolo (n. 1901)
- 2000 - Wladyslaw Szpilman, compositore polacco
- 2002 - John Frankenheimer, regista statunitense (n. 1930)
- 2005
  - Ed McBain, scrittore statunitense di origine italiana (n. 1926)
  - June Haver, attrice statunitense (n. 1926)
  - Jim Haskins, scrittore, saggista e critico letterario statunitense

Feste e ricorrenze

Nazionali


- Comore - Festa Nazionale (indipendenza, 1975)
- Repubblica Ceca - giorno di Jan Hus (1415)
- Lituania - Giorno dello Stato
- Malawi - Festa Nazionale (indipendenza, 1964)
- Malawi - Giorno della Repubblica (1966)

Religiose

Santi cattolici:
- Santa Maria Goretti, vergine e martire
- Santa Domenica, venerata a Tropea
- Sant'Isaia, profeta
- San Palladio, vescovo degli Scoti
- San Romolo di Fiesole, vescovo e martire
- San Tranquillino di Roma, martire

Laiche

06 ja:7月6日 ko:7월 6일 simple:July 6 th:6 กรกฎาคม

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno

Un anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano). In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s). :La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono: # il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio) # l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio). :A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni. Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno. Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni. La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni. L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni. L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare. L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.

Voci correlate


- Anno luce Categoria:Astronomia e Astrofisica Categoria:Unità di tempo ja:年 ms:Tahun simple:Year zh-min-nan:Nî

Mindaugas

Mindaugas (noto anche come Міндоўг Mindowh (bielorusso), Mindowe (polacco antico), Mendog (polacco moderno), Mindovg (russo)) (ca. 1203 - 1263) governò la Lituania come Granduca ("kunigaikštis") dal 1236 ca. e come unico re ("karalius") dal 1253, finché non rinunciò alla sua cristianità nel 1262 e divenne nuovamente Granduca dei lituani. Egli riunì i locali "ducati" tribali, conquistò la Rutenia Nera, e spostò la sua corte a Novogrodek (oggi Novahrudak, in Bielorussia). Mindaugas e sua moglie Marta vennero battezzati attorno al 1252 dal vescovo di Kulm (oggi Chelmno) alla presenza del Maestro dell'Ordine teutonico. Un membro dell'ordine di nome Cristiano venne consacrato come primo vescovo di Lituania. Le popolazioni baltiche continuarono a resistere alla conversione, e dopo la sconfitta da parte di forze pagane nel 1260, Mindaugas rinunciò alla cristianità. Venne ucciso da suo nipote Treniota e dal Duke Daumantas di Nalšiai. Sotto l'usurpatore Treniota, di forti convincimenti pagani, la nazione riabbracciò il paganesimo fino alla conversione avvenuta nel 1386 del Granduca Jogaila. Solo con Gediminas, Granduca dal 1316, iniziò la rinascita della Lituania. Mentre gran parte dei Granduchi lituani da Jogaila in avanti regnarono anche sulla Polonia, i due titoli rimasero separati, e Mindaugas rimase l'unico Re di Lituania. Categoria:Biografie Categoria:Lituania ja:ミンダウカス

1415

Eventi


- Federico I di Hohenzollern ottiene il principato del Brandeburgo.
- 14 marzo - Jan Hus si reca al Concilio di Costanza per proporre delle riforme della Chiesa.
- 5 maggio - Il Concilio di Costanza condanna gli scritti di John Wycliffe e chiede a Jan Hus di ritirare pubblicamente la sua eresia; dopo il suo rifiuto viene processato per eresia, scomunicato e condannato a morte sul rogo.
- 4 luglio - Papa Gregorio XII chiude ufficialmente il Concilio di Costanza.
- 6 luglio - Jan Hus viene bruciato al rogo a Costanza
- 14 agosto - Il Portogallo conquista la città di Ceuta ai Mori (l'evento segna la creazione dell'Impero portoghese)
- 25 ottobre - battaglia di Azincourt - Gli arcieri di Enrico V d'Inghilterra sconfiggono la cavalleria francese. Carlo V riconquista la Normandia.
- La Confederazione Svizzera strappa l'Argovia al casato degli Asburgo.

Nati


- 21 settembre - Federico III del Sacro Romano Impero († 1493)
- Erik Axelsson Tott, Reggente di Svezia († 1481)
- Johannes Ockeghem, compositore franco-fiammingo, noto alla fine del XV secolo

Morti


- 15 aprile - Manuele Crisolora, studioso bizantino
- 6 luglio - Jan Hus, riformatore boemo (n. 1369)
- 19 luglio - Filippa di Lancaster, Regina consorte di Portogallo (n. 1359) 015 ko:1415년

Costanza

Il termine Costanza può riferirsi a:
- Costanza è un nome femminile di persona
- Costanza è il nome di una città della Germania
- Costanza è il nome di una città della Romania
- Costanza è il nome di una città della Repubblica Dominicana

1483

Eventi

Nati


- Agostino Busti detto il Bambaia, scultore
- 6 marzo - Francesco Guicciardini, politico italiano
- 6 aprile - Raffaello (o Raffaello Sanzio), pittore italiano

Morti

083 ko:1483년 simple:1483

1609

Eventi


- Galileo Galilei utilizza per la prima volta un cannocchiale per osservare il cielo.
- Garcilaso de la Vega, discendente di un nobile spagnolo e di una principessa Inca, pubblica a Lisbona la prima parte dei suoi Comentarios reales de los Incas.

Nati

Morti


- 15 luglio - Annibale Carracci, pittore italiano 009 ko:1609년

Guerra dei trent'anni

La guerra dei trent'anni (1618-1648) fu un conflitto bellico dell'Europa centrale dovuto a diverse cause politiche e religiose, fra le quali l'opposizione fra cattolici e protestanti nei territori del Sacro Romano Impero.

Origine

Enrico IV di Francia continuò la politica antiasburgica dei predecessori e si alleò con i principi protestanti tedeschi. Nel 1618 l'imperatore del Sacro Romano Impero Mattia II impose come re alla Boemia, prevalentemente protestante, il cattolico Ferdinando II, che vietò la costruzione in Boemia di alcune chiese protestanti, provocando una violenta ribellione, che culminò con la "defenestrazione di Praga" (due luogotenenti dell'imperatore furono scaraventati giù dalle finestre del palazzo reale). Da tale episodio ebbe origine la Guerra dei Trent'Anni che si divide in quattro periodi: # Boemo-palatino (1618–1623) # Danese (1623–1629) # Svedese (1630–1635) # Francese (1635–1648)

Periodo boemo – palatino (1618–1623)

I Boemi insorti offrirono la corona del loro Paese all'elettore Federico V del Palatinato, disconoscendo Ferdinando d'Asburgo. La ribellione boema si estese ad altre regioni del Sacro Romano Impero, ma non riuscì a contrastare gli eserciti imperiali, anche perché le venne a mancare la solidarietà del mondo protestante, infatti, alla morte dell'imperatore (1619) i Grandi Elettori, benché fossero in maggioranza protestanti, conferirono la corona imperiale a quello stesso Ferdinando II (1610-1637) che, con la sua intolleranza, aveva scatenato la rivolta boema. Solidamente appoggiato dalla Spagna e dal duca Massimiliano di Baviera, questi stroncò le truppe boeme nella battaglia della Montagna Bianca (novembre 1620), alla quale fece seguire una spietata repressione: i beni dei ribelli furono confiscati e rivenduti a compratori tedeschi e la persecuzione contro i protestanti fece numerosissime vittime sia fra i nobili sia nelle classi popolari. Federico V fu costretto ad andare in esilio, mentre il Palatinato fu in gran parte assegnato al duca di Baviera, al quale passò anche il titolo di Grande Elettore.

Periodo danese (1623–1630)

L'antagonista dell'impero fu Cristiano V di Danimarca. Sul trono di Spagna, morto Filippo III, era salito, a soli sedici anni, il figlio Filippo IV (1621-1665), del quale era onnipotente ministro il conte di Olivares. Questi proseguì la politica di egemonia asburgica in Europa e riprese la guerra contro le Province Unite olandesi, suscitando l'ostilità degli inglesi, sempre interessati alla sorte dei Paesi Bassi. In Francia, terminato il periodo della reggenza e della politica filospagnola di Maria de' Medici, Richelieu, ministro di Luigi XIII, era ben deciso ad impedire un nuovo accerchiamento asburgico come ai tempi di Carlo V, perciò era pronto ad appoggiare tutti i nemici degli Asburgo. Il cardinale favorì un'alleanza antiasburgica fra Olanda, Danimarca ed Inghilterra, stipulata all'Aia nel 1625. Le truppe dell'Impero riuscirono ad occupare parzialmente la Danimarca e Cristiano IV dovette firmare la pace di Lubecca (maggio 1629) con la quale egli si impegnava a non ingerirsi nelle vicende germaniche, in cambio della restituzione dei territori invasi. Lo spostamento della guerra nel Nord e l'occupazione imperiale di importanti porti sul Mar Baltico provocarono l'intervento della Svezia. Per non perdere la fedeltà dei principi cattolici, l'imperatore nel marzo 1629 emanò I'Editto di restituzione, che imponeva la restituzione alla Chiesa delle terre secolarizzate dopo la Pace di Augusta che aveva concesso la libertà di culto ai luterani, ma il provvedimento suscitò la reazione anche dei principi luterani che erano rimasti neutrali.

Periodo svedese (1630-1635)

Gustavo Adolfo di Svezia intraprese una guerra contro l'Impero per difendere i protestanti e per impadronirsi di una testa di ponte in Pomerania che gli assicurasse l'egemonia sul Baltico Alleato della Francia, Gustavo Adolfo passò di successo in successo grazie al suo ottimo esercito, e proseguì in un'avanzata che terminò solo con la battaglia di Lùtzen (novembre 1632), nella quale gli Svedesi vinsero, ma il loro sovrano perse la vita. La giovanissima regina Cristina, figlia del defunto re, fece però continuare le operazioni militari, e gli Svedesi migliorarono le posizioni conquistate. Solo nel settembre del 1634 gli eserciti imperiali, rafforzati da contingenti militari spagnoli, ottennero a Nördlingen una vittoria decisiva. La grave sconfitta svedese indusse i principi protestanti ad accettare la pace di Praga (1635), con la quale essi si sottomettevano all'imperatore, ottenendo a loro volta che l'Editto di restituzione fosse sospeso per quarant'anni. La Francia, però, alleata della Svezia, avanzò verso il Reno, occupò la Lorena e concordò con le Province Unite la spartizione delle Fiandre spagnole, entrando come protagonista in quel conflitto che aveva fino allora condotto tramite i suoi alleati.

Periodo francese (1635-1648)

L'ultima fase della guerra, si risolse in ambito politico, infatti, mentre la situazione militare era equilibrata, lo stesso non poteva dirsi delle condizioni economiche e finanziarie della Francia e della Spagna. Lo sforzo imposto dalla guerra era stato gravosissimo per entrambi i Paesi, ma la Francia riuscì a reggere a tutti gli inasprimenti fiscali, la Spagna, invece, già provata dalla politica di Filippo II, impoverita nei commerci dalla cacciata degli ebrei e nell'agricoltura dalla cacciata dei moriscos, precipitò in una spaventosa miseria, mentre la carestia e la fame imperversavano, il flusso dell'argento americano si stava riducendo e gli eserciti erano ridotti, per mancanza di mezzi, ad un'accozzaglia di uomini radunati con la violenza. In Catalogna insorse Barcellona, i funzionari castigliani furono uccisi e fu proclamata la repubblica (1640). Anche il Portogallo, si ribellò e riuscì a scacciare gli Spagnoli e a insediare sul trono la dinastia nazionale dei Braganza (1641). Il nuovo imperatore, Ferdinando III d'Asburgo (1637-1657), si rese conto che il Paese era stremato e che non c'era più alcuna speranza di vittoria, intavolò perciò, sin dal 1642, le trattative di pace, che si svolsero in Westfalia, mentre i maggiori responsabili della guerra scomparivano dalla scena politica: il Richelieu morì alla fine del 1642, e fu sostituito dal Mazarino, l'Olivares si ritirò a vita privata all'inizio del 1643, ma la guerra durò ancora per anni. Solo quando la supremazia francese fu indiscutibile, Ferdinando III, vedendosi minacciato non solo come imperatore, ma negli stessi domini ereditari di Casa d'Asburgo, firmò, nell'ottobre del 1648, la pace di Westfalia. La sola Spagna continuò per oltre un decennio una lotta ormai disperata. Categoria:Guerre ja:三十年戦争 La guerra dei Trent’anni e le rivoluzioni contemporanee ---- 1.1 La defenestrazione di Praga Alla vigilia del 1618, data d’inizio della guerra dei Trent’anni, le lacerazioni erano ancora vive ed era diffusa la convinzione che la Tregua dei dodici anni, che scadeva nell’aprile 1621, non sarebbe stata rinnovata. Inoltre l’equilibrio tra protestanti e cattolici era precario, cresceva il malcontento per il monopolio spagnolo del commercio coloniale ed erano evidenti le preoccupazioni di Inghilterra e Francia per l’eccessivo potere della coalizione di Spagna e Asburgo. La guerra si dimostrò deleteria per la società, molto più che in passato, e la presenza del ceto medio fu sicuramente la più grande novità. Finché gli Asburgo svolsero una politica di tolleranza, la situazione dell’impero si mantenne stabile. Rientravano in questa linea la concessione della libertà religiosa fatta dall’arciduca Mattia ai suoi sudditi in seguito ad un’insurrezione e La lettera di Maestà con la quale l’imperatore Rodolfo autorizzò la pratica della confessione boema, una forma di protestantesimo derivante dalla dottrina di Hus arricchita da elementi luterani e calvinisti. Quando, nel 1612, Mattia fu eletto imperatore, si manifestò un atteggiamento antiprotestante, che divenne ancora più evidente quando l’arciduca Fernando salì al trono di Boemia (1617). L’abbattimento di due chiese protestanti ancora in costruzione fece insorgere i rappresentanti degli stati boemi, sotto la guida del conte Mattia di Thurn. Il 23 maggio 1618 nella capitale della Boemia i conti Martinić e Slavata, luogotenenti governatori e consiglieri del re cattolico di Boemia, l'imperatore tedesco Mattia d'Asburgo (in effetti già sostituito dal suo successore designato, Ferdinando II d'Asburgo), furono interpellati al Palazzo Reale di Hradcany a Praga da un centinaio di nobili protestanti, che contestavano, in nome della Lettera di Maestà del 1609, l'amministrazione del paese da parte dei cattolici. Di fronte alla resistenza dei consiglieri, i gentiluomini li aggredirono, insieme al loro segretario Fabricius, e li gettarono dalla finestra. L'incidente fornì l'occasione ai protestanti di ribellarsi apertamente contro l'autorità imperiale cattolica e fu sfruttato da entrambe le parti: dai protestanti, che vi vedevano il simbolo della loro liberazione, e dai cattolici, che lo consideravano un segno della barbarie dei loro antagonisti. I nobili cechi, designando un re effimero e insignificante nella persona del calvinista Federico V, elettore della Renania-Palatinato, trascinarono l'Europa in un drammatico conflitto che fece risorgere rivalità politiche, economiche e religiose: la Guerra dei Trent’anni. Il re Ferdinando decise di promuovere un’azione militare e l’ambasciatore spagnolo a Vienna scrisse a Madrid sollecitando l’invio di un esercito di 15 o 20 mila uomini per reprimere la rivolta. A Praga intanto fu eletto dagli stati un nuovo governo formato da nobili e borghesi che prese subito la decisione di formare una milizia nazionale mobilitando un soldato ogni cinque cittadini e ogni venti contadini, e affidandone il comando al conte di Thurn. Le iniziali vittorie protestanti boeme spianarono la strada alla rivolta in altre regioni dei domini asburgici, ma nel 1619 la nobiltà protestante boema offrì all'elettore del Palatinato, il calvinista Federico V, la corona del regno, determinando così il ritiro dell'appoggio di molti membri dell'Unione evangelica, a maggioranza luterana. Approfittando di queste divergenze e della contemporanea invasione spagnola dell'Alto Palatinato (Baviera), il deposto Ferdinando II (nell'agosto del 1619 divenuto imperatore) passò alla controffensiva: l'8 novembre del 1620 l’esercito della lega cattolica, al comando di Jan T’serclaes conte di Tilly, sconfisse i ribelli nella battaglia della Montagna Bianca, vicino a Praga. La religione cattolica fu l'unica ammessa in Boemia, mentre le sfortunate operazioni militari nel Palatinato portarono allo scioglimento dell'Unione evangelica (1621) e alla perdita per Federico del potere e della dignità di elettore in favore di Massimiliano I di Baviera (1624). La Francia, alle prese con delle difficoltà interne in seguito alla morte di Enrico IV, si limitò a dare un sostegno politico e morale, mentre l’intervento della Spagna diede avvio ad un ampliamento della guerra. La repressione fu poi attuata con violenza e le conseguenze furono evidenti per un lungo periodo. Il re Federico V scappò e fu privato di tutti i titoli mentre le truppe della lega continuarono la guerra invadendo e saccheggiando il Palatinato. Più della metà delle proprietà di commercianti e cittadini furono espropriate e utilizzate per pagare le ingenti spese di guerra, a ricompensare i comandanti militari e a sostenere la restaurazione cattolica in Boemia. La repressione determinò un profondo sconvolgimento della società boema e un gravissimo collasso dell’economia nazionale, che saranno le cause di rivolte successive. ---- 1.2 L’ampliamento della guerra fino all’uccisione di Wallenstein e alla battaglia di Nordlingen Fin dalla sua prima fase, comunemente definita boemo-palatina, la guerra superava i confini della Boemia e i domini asburgici. Una duplice iniziativa spagnola confermò e ampliò le dimensioni europee del conflitto. In Spagna prese il sopravvento la linea politica di Olivares, che puntava sulla ripresa dell’azione militare per riaffermare la supremazia spagnola in Europa. La tregua con le Province Unite non fu rinnovata e la Spagna intervenne nella Valtellina, che collega la Lombardia e il Tirolo, suscitando la reazione della Francia. L’occasione dell’intervento spagnolo fu dato da controversie religiose fra protestanti e cattolici. Dopo una rivolta che sfociò nel massacro di 600 protestanti, il sacro macello della Valtellina (1620), la Spagna intervenne a sostegno degli insorti. Francia, Venezia e il duca di Savoia costituirono una lega anti-spagnola e col trattato di Monçon fu riconfermata l’autonomia della Valle, anche se la netta prevalenza del partito cattolico filospagnolo fece sì che di fatto gli Asburgo vi avessero mano libera. In quel momento era già in atto la fase danese della guerra (1625-1629). Un appello dei principi protestanti tedeschi contro la restaurazione cattolica in atto venne raccolto dal re di Danimarca e Norvegia Cristiano IV, interessato a estendere i suoi possedimenti nell'Europa baltica e a porre fine al controllo asburgico sul ducato danese di Holstein, in Germania. Forte dell’appoggio dei principi tedeschi luterani e calvinisti, il sovrano danese organizzò un ingente esercito e invase la Sassonia nella primavera del 1625 incontrando limitata resistenza, fino a quando il duca di Friedland Albrecht von Wallenstein mobilitò a sua volta un poderoso contingente di mercenari al servizio dell'imperatore Ferdinando II che, unitamente alle forze della Lega cattolica comandate dal generale Tilly, liberò prima i territori occupati, quindi costrinse Cristiano ad arretrare fino alla penisola dello Jütland (1627). La vittoria venne sancita il 6 marzo 1629 dall'Editto di Restituzione, che annullava i diritti dei nobili protestanti sulle proprietà tolte ai cattolici a partire dal 1552, e dal Trattato di Lubecca (22 maggio 1629), con il quale Cristiano perdeva numerosi possedimenti tedeschi. Questo fu, per la Germania, uno dei periodi più tragici della sua storia, furono numerosissimi i saccheggi, le violenze e gli abusi di ogni sorta. La piena affermazione dell'imperatore accrebbe le preoccupazioni di Richelieu che promise assistenza al sovrano svedese Gustavo II Adolfo (di fede luterana e al quale si erano già rivolti anche i principi protestanti dei regni tedeschi settentrionali) se avesse attaccato il potente vicino. Nel 1630 questi raggiunse le coste della Pomerania affiancato dai principi di Brandeburgo, Sassonia, Assia-Kassel e Brema, si impose ripetutamente sulle armate cattolico-imperiali (ora sotto l’unico comando del generale Tilly), che nel frattempo avevano assediato e conquistato la città di Magdeburgo, insorta contro l’impero. L’esercito imperiale fu sconfitto a Breitenfeld (17 settembre 1631) e nei pressi del fiume Lech (14 aprile 1632), battaglia nella quale Tilly fu ferito a morte e che permise agli svedesi di conquistare Monaco. Il 16 novembre, nello scontro decisivo contro gli imperiali trincerati a Lützen sotto il comando di Wallenstein, Gustavo Adolfo vinse, ma perse la vita. Il suo esercito, ora condotto da Bernardo duca di Sassonia-Weimar, invase la Baviera ma nel corso del 1633 subì ripetuti attacchi nemici nelle posizioni conquistate in Slesia. La guerra si avvantaggiò di un periodo di tregua a causa della destituzione di Wallenstein alla fine del 1633, sospettato da Ferdinando II di essere passato al campo avversario per aver promosso negoziati di pace (fatto per cui venne poi assassinato nel 1634 dai suoi stessi ufficiali). In seguito la pesante sconfitta subita dall’esercito svedese a Nördlingen il 6 settembre 1634 convinse i principi protestanti tedeschi a chiedere la pace (firmata a Praga nell'aprile successivo). ---- 1.3 Dall’intervento della Francia alla pace di Westfalia A questo punto il contrasto per l'egemonia in Europa tra corona francese e Asburgo venne pienamente alla luce. L'imperatore Ferdinando II dichiarò guerra alla Francia, sostenitrice di tutti i precedenti tentativi antiasburgici: Richelieu, alleatosi con la Svezia e con vari principi protestanti tedeschi, attaccò senza successo la Spagna. Dopo la morte di Richelieu e l'ascesa del cardinale Mazzarino (1642), le forze francesi vinsero gli spagnoli a Rocroi (19 maggio 1643) sotto la guida di Henri de La Tour d'Auvergne e del principe di Condé. Le successive sconfitte subite dalle truppe bavaresi e austriache da parte degli eserciti guidati da Condé e Turenne portarono a negoziati di pace (avviati a Münster e a Osnabrück) che rimasero tuttavia infruttuosi per molto tempo. L’imperatore Ferdinando III si rifiutò di capitolare e sporadici scontri proseguirono nel corso del 1647; il duca Massimiliano I, che dopo l’invasione della Baviera aveva firmato il 14 marzo 1647 l’armistizio di Ulma con Francia e Svezia, entrò in guerra a fianco dell’impero, ma l’esercito austro-bavarese subì una definitiva disfatta nel maggio 1648. I successivi assedi di Praga e Monaco a opera delle forze franco-svedesi e la vittoria francese il 20 agosto a Lens (unitamente alla minaccia di un possibile attacco a Vienna), costrinsero Ferdinando ad accettare le condizioni di pace dei vincitori. La pace di Westfalia, firmata il 24 ottobre 1648, fu decisiva per la successiva storia d'Europa. Francia e Svezia ottennero numerose acquisizioni territoriali, ma soprattutto frantumarono il potente blocco asburgico indebolendone l'influenza nei territori tedeschi: furono infatti riconosciute la totale indipendenza della Svizzera e delle Province Unite (i Paesi Bassi ex spagnoli) e un'ampia autonomia dei principi nei confronti del potere imperiale (ciò che risultò poi essere un fattore ritardante per l'unificazione della Germania); molti regni appartenenti all'impero risultarono inoltre fortemente rafforzati a scapito del predominio austriaco, sino ad allora incontrastato. La pace di Westfalia siglò la fine della guerra dei Trent’anni come conflitto europeo generalizzato, ma la rivalità tra la Francia (ora potenza egemone nel continente europeo) e la Spagna si sarebbe conclusa solo nel 1659, con la firma della pace dei Pirenei. Il problema religioso venne regolato con la conferma delle clausole della pace di Augusta, alle quali si aggiunse il riconoscimento del calvinismo e delle secolarizzazioni di beni ecclesiastici avvenuta nel 1624. Si stabilì inoltre che i sudditi potessero professare, in privato, una fede diversa da quella del principe, ma questa legge rimase in gran parte degli Stati lettera morta. ---- 1.4 Le rivoluzioni per l’indipendenza della Spagna: Catalogna, Portogallo, Napoli La Spagna , in seguito alla guerra dei Trent’anni, era divenuta particolarmente debole dal punto di vista politico ed economico. La Catalogna fu la prima regione a reagire alla politica di Olivares. Per obbligare i catalani a contribuire alla difesa della monarchia, Olivares attaccò la Francia dalla frontiera della Catalogna. La rivolta ebbe come causa immediata la reazione degli alloggiamenti di truppe ed ebbe inizio nelle campagne e nell’attuale capitale Barcellona. L’adesione di parte degli strati sociali più alti improntò alla rivolta una spinta indipendentistica. I ribelli decisero il distacco dalla monarchia spagnola e proclamarono la repubblica indipendente mettendosi sotto la protezione del re di Francia, al quale offrirono il titolo di conte di Barcellona. Le componenti fondamentali della rivolta erano due: la lotta del proletariato contro nobiltà e borghesia barcellonese e la protesta delle classi dirigenti contro l’ingente pressione fiscale. A queste si aggiunsero anche le lotte contro la Francia, le cui truppe di occupazione commisero eccessi, tuttavia queste diverse idee erano accomunate dalla voglia di indipendenza e di distacco dalla monarchia. Il governo centrale fu eliminato e diverse regioni furono sul punto di seguire l’esempio catalano: Madrid riprese il controllo solo dodici anni dopo. Anche in Portogallo furono le conseguenze della guerra a far precipitare i preesistenti motivi di contrasto, che erano perlopiù di carattere nazionale. La guerra aveva infatti provocato un aumento della pressione fiscale e una crisi nei rapporti con l’impero coloniale. La rivolta cominciò nel 1640, quando una giunta riunitasi a Lisbona proclamò l’indipendenza e offrì la corona a Giovanni IV di Braganza, appartenente a un ramo della dinastia che aveva regnato in Portogallo prima della conquista spagnola. L’idea dominante tra i rivoluzionari era che una volta libero dalla Spagna, il Portogallo avrebbe potuto riprendere le espansioni coloniali, grazie alle quali si era laureato leader del commercio mondiale. Le agitazioni si espansero anche all’Andalusia, dove fu scoperta una congiura del marchese di Ayamonte, che venne giustiziato. L’indipendenza portoghese venne riconosciuta dalla Spagna nel 1668, durante il regno di Carlo II, col trattato di Lisbona. Nel regno di Napoli la rivolta antispagnola non fu sostenuta da tutti i ceti sociali, ma fu solo il ceto popolare a schierarsi contro dominio spagnolo, mentre le classi dominanti si schierarono, per la maggior parte, con gli spagnoli. L’enorme pressione fiscale aveva messo in ginocchio il popolo e anche la borghesia soffriva, e questo aveva permesso il fiorire di speculazioni da parte dei nobili. Per assicurarsi, in un periodo non facile, il sostegno della classe dominante locale, la Spagna aveva lasciato mano libera al baronaggio accrescendone i privilegi a danno delle altre classi. Servilismo e corruzione di parte della nobiltà avevano reso possibile la realizzazione del disegno della corona, con conseguenze disastrose per la società napoletana. Molti comuni furono venduti e l’autorità della monarchia era in caduta libera. Il primo moto scoppiò nel 1647 sotto la guida di Masaniello, e rivendicava la riforma dell’ordinamento politico della capitale e l’abolizione delle nuove imposte (come la gabella, una tassa sulla vendita della frutta). Ottenuta la promessa della riforma, i capi moderati avrebbero voluto la consegna delle armi, ma Masaniello manifestò qualche resistenza alla richiesta di sciogliere le milizie popolari. Il viceré duca d’Arcos organizzò allora un complotto per l’uccisione di Masaniello, che avvenne dieci giorni dopo l’inizio dei moti. Le rivoluzioni continuarono, e assunsero come tema l’indipendenza dalla Spagna, che nell’ottobre del 1647 venne proclamata repubblica prendendo come modello quello delle Province Unite. I capi della rivolta, tra cui il generale Annese, si rivolsero alla Francia per chiedere dei finanziamenti e delle milizie, e contemporaneamente la flotta, su ordine del governo madrileno, si diresse a Napoli per ristabilire l’ordine. Il premier francese Mazzarino era incerto se concedere o meno gli aiuti alla Spagna, si fece avanti Enrico di Guisa, che riuscì a farsi nominare capo della repubblica e cominciò a fare opera di divisione fra i rivoluzionari, cercando di mettersi d’accordo con la parte più faziosa della nobiltà per esercitare il suo potere personale. Napoli tentò di resistere agli assedi e ai bombardamenti, ma le capacità di resistenza della capitale erano ormai indebolite. I gruppi della borghesia che avevano aderito alla rivoluzione accettarono il compromesso proposto dai rappresentanti del re e dal conte di Onate, nuovo viceré. Egli aveva attuato una politica moderata, accogliendo alcune rivendicazioni sostenute dagli insorti. La repubblica cadde il 5 aprile 1648. ---- 1.5 La fronda, rivolta dei privilegiati Dopo la morte del cardinale Richelieu, durante la reggenza d’Anna d’Austria, fu primo ministro il cardinale Giulio Mazzarino. Egli seguì la politica del suo predecessore, sia all’interno che all’estero, che aveva come temi centrali l’impegno antispagnolo e antiasburgico e la lotta contro l’anarchismo dei grandi signori. Durante il suo incarico si aggravarono le contestazioni che avevano caratterizzato quello di Richelieu. Con Mazzarino le proteste si inasprirono e si diffusero anche nella borghesia e nei parlamenti, specialmente in quello di Parigi. Originariamente corti supreme di giustizia, i parlamenti avevano il compito di registrare gli editti regi dopo averne esaminato la conformità alle tradizioni legislative del regno; questi avevano anche il diritto di rimostranza, ovvero potevano rinviare al re gli editti non conformi. Lo spunto per la ribellione venne anche in questo caso da ragioni fiscali: il governo promulgò una tassa, la paulette, e decise di trattenere quattro annate di stipendio agli officiers. Per tutta risposta il parlamento di Parigi elaborò un programma di riforma che prevedeva un più ampio controllo sull’amministrazione finanziaria e sull’imposizione delle tasse e la soppressione degli intendenti. Vi era inoltre in parlamento una forte opposizione alla guerra; appena fu nota la vittoria ottenuta dall’esercito sugli spagnoli a Lens, il consiglio del re fece arrestare alcuni parlamentari fra cui Broussel, uno dei principali ispiratori della rivolta. L’indomani ebbe inizio la fase parlamentare della fronda: i parlamentari seguirono l’esempio dei loro colleghi parigini e in breve tempo tutta la Francia era in rivolta. Non essendo riuscita a contenere le proteste, la corte fuggì nel gennaio del 1649. Tra le rivolte delle varie province aveva particolare importanza quella di Bordeaux, caratterizzata dall’organicità e da un programma repubblicano e popolare. La fase parlamentare della fronda si concluse con la Pace di Rueil nel 1649. Il principe di Condé si mise poi a capo di una ribellione di grandi signori che esprimeva i risentimenti dell’aristocrazia contro il potere personale di Mazzarino. Anche la Fronda dei principi mise in movimento il popolo, che abbandonato dai parlamentari credeva di trovare nei feudatari dei sostenitori. Mazzarino fu costretto a rifugiarsi a Colonia, da cui continuava a sostenere l’azione della reggente, che contava sulla fedeltà del generale Turenne. Il 2 luglio 1652 le armate di Turenne e del principe di Condé si scontrarono sotto le mura di Parigi: il principe venne sconfitto e si ritirò con gli spagnoli. A ottobre la reggente e il figlio Luigi XIV tornarono a Parigi, quando la calma era stata ormai ristabilita, e più avanti tornò anche Mazzarino. La guerra e le rivoluzioni avevano ridotto la Francia in condizioni disastrose. Quando Mazzarino riprese il potere, egli si mostrò clemente verso i responsabili delle fronde, e affidò a Nicolas Fouquet il compito di restaurare le finanze, compito che assolse abilmente, senza però trascurare anche le sue tasche. Restava da risolvere il problema del conflitto con la Spagna: con la Pace dei Pirenei la Spagna cedette alla Francia il Rossiglione, la regione dell’Artois e alcune piazzeforti in Fiandra e nel Lussemburgo. La pace fu poi consolidata dal matrimonio di Luigi XIV con la figlia di Filippo IV di Spagna, Maria Teresa, che rinunciò alla successione sul trono spagnolo. ---- 1.6 La rivoluzione parlamentare e repubblicana in Inghilterra L’avanzata dei nuovi ceti produttivi era avvenuta soprattutto durante la dinastia dei Tudor, che aveva sostenuto lo sviluppo economico del paese, ma dopo la morte di Elisabetta I, il distacco tra la corte degli Stuart e il paese era profondo. La diffusione del puritanesimo tra la gentry e la borghesia rese più marcato il solco tra gli strati sociali e la classe dominante, il cui potere si basava anche sul legame con la chiesa anglicana. Il puritanesimo sostanzialmente si opponeva a questo legame, ma anche all’apparato gerarchico della chiesa stessa, ai poteri e alle funzioni delle autorità religiose e ai tribunali ecclesiastici. Le ragioni di queste tendenze sono legate soprattutto al ruolo che aveva la chiesa nell’ambito cittadino, un ruolo di primo piano, che oltre a rappresentare un luogo di incontro e socialità aveva anche una certa influenza sull’economia. A riguardo il re Giacomo I disse ai vescovi “So bene che cosa accadrebbe della mia supremazia se voi foste mandati via e al posto vostro ci fossero i presbiteriani”. Questi ultimi erano i puritani che sostenevano che le comunità religiose dovessero eleggere i loro pastori tra i fedeli anziani (presbiteri). Erano queste aspirazioni basate sull’idea di eguaglianza spirituale tra gli uomini e sulla concezione della religiosità come rapporto tra la divinità e l’individuo. Il contenuto innovatore di queste posizioni andava oltre il terreno puramente religioso, e comportava una maggiore libertà di parola, di opinione e di riunione anche in ambito politico ed economico. Le critiche più insistenti riguardavano la concessione di privilegi, benefici e monopoli economici da parte della corona ad aristocratici, mercanti e dignitari ecclesiastici, la politica fiscale, la tradizionale concezione della gerarchia. La politica di Carlo I dei suoi ministri Strafford e Laud esasperò i contrasti tra la corona e le correnti riformatrici e il parlamento. Una vasta rivolta, promossa dai calvinisti, scoppiò in Scozia nel 1638, allorché il Laud cercò di imporre alla chiesa scozzese il cerimoniale imposto a quella anglicana. Con un patto solenne gli scozzesi si impegnarono a respingere ogni tentativo di riforma del rito calvinista. Un’altra manifestazione caratteristica dell’atteggiamento nei confronti della corona fu il rifiuto di pagare le imposte non autorizzate attraverso la normale procedura; questa opposizione è riconducibile all’azione di un gentiluomo che si rifiutò pubblicamente di pagare le tasse non votate dal parlamento. Quando, per avere il denaro necessario a reprimere la rivolta scozzese, fu convocato il parlamento, le rivendicazioni furono tali che il re sciolse rapidamente la camera (corto parlamento, aprile – maggio 1640). Convinto di poter risolvere le controversie facendo arrestare alcuni parlamentari e corrompendone altri, il re convocò nuovamente il parlamento, che dimostrò posizioni ancora più radicali e, di fronte all’atteggiamento del sovrano, riuscì a creare una vera e propria forza militare grazie soprattutto alla solidarietà popolare. Il re si trovò impotente di fronte alla rivolte, gli oppositori arrestati furono liberati e Strafford e Laud uccisi: prese così il via una sostanziale riforma della chiesa anglicana. Si crearono poi, nel movimento di opposizione, differenti tendenze politiche, infatti mentre la maggior parte degli insorti riteneva necessaria la presenza di una monarchia controllata, come i presbiteriani, alcuni gruppi più radicali invece sostenevano la necessita di instaurare una repubblica. Si costituì più tardi il movimento dei levellers, guidato da John Lilburne, di tendenza democratica, fautore della soppressione della Camera dei Lords e della tolleranza religiosa. Approfittando di queste divergenze e dell’allarme suscitato da una rivolta anti-protestante in Irlanda, il re tentò di rovesciare la situazione con un colpo di Stato: il 4 gennaio 1642 si presentò in parlamento con un gruppo di soldati armati per far arrestare gli oppositori, ma le reazioni del mondo politico e del popolo costrinsero il re alla fuga ed ebbe inizio la guerra civile. Nobili, una parte della gentry e i religiosi conservatori si schierarono col re (cavalieri), mentre la borghesia cittadina, i puritani e i proprietari terrieri con il parlamento (teste rotonde). Inizialmente i rivoluzionari si trovarono in difficoltà, finché Cromwell, indipendentista, riuscì a organizzare un corpo di cavalleria e successivamente un forte esercito, che sconfisse le truppe di Carlo I nella battaglia di Naseby (14 giugno 1645). Il re cadde nelle mani dei nemici. Nel 1647 venne imposto l’Accordo del Popolo, una sorta di costituzione che sanciva la piena sovranità popolare, la libertà religiosa e il suffragio universale. Contrario a questo accordo, il parlamento avrebbe voluto sciogliere l’esercito, come d'altronde lo stesso Cromwell. Egli agì epurando il parlamento dei presbiteriani e reprimendo le tendenze estremistiche dell’esercito. Venne creata una corte di giustizia davanti alla quale Carlo I fu condannato a morte. Cromwell governò per quattro anni con l’aiuto del Rump Parliament. In Irlanda la repressione fu tragica, gli abitanti furono costretti a fuggire e le terre vennero assegnate a sudditi inglesi che si insediarono nell’isola. Venne dato ai nuovi arrivati il potere esclusivo mentre gli irlandesi venivano tenuti ad uno stato di inferiorità. La repressione della rivolta scozzese diede poi a Cromwell l’occasione per imporre alla Scozia l’unione con l’Inghilterra. Cromwell trasformò l’oligarchia in governo personale, proclamandosi Lord protettore della repubblica d’Inghilterra, Scozia e Irlanda. La morte di Cromwell e il breve governo del figlio aprirono la via alla restaurazione della monarchia. Particolarmente efficace fu la politica economica di Cromwell, basata sul sostegno del commercio internazionale. Rappresentava però un problema l’Olanda, detentrice del monopolio dei commerci. La repubblica inglese con l'Atto di navigazione del 1651 mise in atto una politica protezionistica: le merci potevano essere importate in Inghilterra solo su navi inglesi o su navi del paese d'origine. La guerra diventò inevitabile e le flotte dei due paesi si scontrarono nel maggio del 1652. Tra il 1652 e il 1653 gli olandesi persero diversi convogli mercantili. Gli inglesi imposero un blocco dei porti olandesi, costringendo i nemici ad arrendersi nell'aprile del 1654. I termini di resa offerti da Cromwell furono tuttavia miti: con la pace di Westminster le Province Unite accettarono di porre termine all'appoggio che prestavano al re Carlo II Stuart, ma le dispute commerciali rimasero una questione aperta. Furono gettate allora le basi per la dominazione inglese in India. Importante per l’espansione coloniale e commerciale inglese fu l’alleanza col Portogallo: l’Inghilterra trovò in essa un largo compenso alle perdite provocate dalla rottura con la Spagna. In cambio della protezione accordata al Portogallo, in lotta con la Spagna per l’indipendenza, l’Inghilterra si aprì un varco al sistema coloniale portoghese. Nel 1660 fu convocata una nuova Camera dei Comuni, che chiamò sul trono il figlio del re decapitato Carlo II Stuart, che si impegnò a rispettare la libertà religiosa e concesse un’amnistia, ma il parlamento fu restaurato nella forma in cui era prima della rivoluzione.

Germania

La Germania (denominazione ufficiale: Repubblica Federale Tedesca, in tedesco Bundesrepublik Deutschland) è una delle nazioni più industrializzate del mondo, situata nell'Europa occidentale. A nord confina con la Danimarca ed è bagnata dal Mare del Nord e dal Mar Baltico, ad est confina con la Polonia e la Repubblica Ceca, a sud con Austria e Svizzera, e ad ovest con Francia, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi. La Germania è uno dei membri fondatori dell'Unione Europea. Partecipa inoltre dal 1985 agli accordi di Schengen. Dal 2002 la moneta è l'euro. Precedentemente era stata il marco tedesco.

Storia

La Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Democratica Tedesca (fondate entrambe nel 1949) si sono riunite il 3 ottobre del 1990.
- Elenco dei Presidenti della Repubblica Tedeschi
- Elenco dei Cancellieri Tedeschi
- Elenco dei Presidenti del Bundestag

Geografia

La Germania si estende dalle alte montagne delle Alpi (punto più alto: il Zugspitze a 2.962 m) a sud, fino alle coste del Mare del Nord e del Mar Baltico a nord. Nel mezzo si trovano i territori boscosi della Germania centrale e le terre basse della Germania settentrionale (punto più basso: Neuendorfer/Wilstermarsch a -3,54 m), attraversate da alcuni dei principali fiumi europei: Reno, Danubio ed Elba. Il clima è talvolta imprevedibile. Nel mezzo dell'estate può essere caldo e soleggiato un giorno, e freddo e piovoso il giorno dopo.

Istituzioni

Stati federali

La Germania è divisa in sedici
Bundesländer o stati federali:
- Amburgo (
Hamburg) (città-stato)
- Assia (
Hessen)
- Baden-Württemberg
- Bassa Sassonia (
Niedersachsen)
- Baviera (
Bayern)
- Berlino (
Berlin) (città-stato)
- Brandeburgo (
Brandenburg)
- Brema (
Bremen) (città-stato)
- Meclenburgo-Pomerania Occidentale (
Mecklenburg-Vorpommern)
- Nord Reno-Westfalia (
Nordrhein-Westfalen)
- Renania-Palatinato (
Rheinland-Pfalz)
- Saarland
- Sassonia (
Sachsen)
- Sassonia-Anhalt (
Sachsen-Anhalt)
- Schleswig-Holstein
- Turingia (
Thüringen) La Germania è ulteriormente suddivisa in 438 Kreise (contee).

Demografia

La Germania ha molte grandi città; la popolazione è quindi poco centralizzata e non orientata verso una singola grossa capitale, rispetto a molte altre nazioni europee. Le città principali sono Berlino, Amburgo, Monaco di Baviera, Colonia, Francoforte sul Meno, Stoccarda, Dortmund, Bochum e Essen. Le più grandi aree metropolitane sono l'Area della Ruhr, la Regione del Reno-Meno e la Regione di Stoccarda. La Germania ha circa 7,3 milioni di residenti senza cittadinanza, compresi rifugiati e lavoratori stranieri (
Gastarbeiter). Circa i due terzi di questi sono nella nazione da più di 8 anni, il 20% è nato in Germania; entrambi i gruppi possono fare richiesta di cittadinanza dopo i recenti cambiamenti alla legge sull'immigrazione. La Germania è tuttora una destinazione preferenziale per i rifugiati politici ed economici di molti paesi in via di sviluppo, ma il numero di persone che vi cercano asilo è diminuito negli ultimi anni, raggiungendo i 50.000 nel 2003. Un'adeguata legge sull'immigrazione sta rimbalzando tra Bundestag e Bundesrat, senza molto successo, da quasi cinque anni. Una minoranza di danesi etnici di circa 50.000 persone vive nello Schleswig, la maggior parte vicino al confine con la Danimarca, a nord; un piccolo numero di genti slave, note come Sorbi, vive negli stati della Sassonia (circa 40.000) e del Brandeburgo (circa 20.000). La lingua frisona, considerata quella tra le lingue vive più vicina all'inglese, è lingua madre per circa 22.000 persone in Germania, le altre vivono nei Paesi Bassi. Nelle aree rurali della Germania settentrionale viene ampiamente usato il Basso Sassone. L'immigrazione ha creato una considerevole minoranza turca (circa 1,9 milioni di Curdi e Turchi), e altre comunità più piccole tra cui italiani (600.000), serbi (600.000), greci (400.000), polacchi (300.000) e croati (200.000) (dati del 2002). I sentimenti xenofobi sono indirizzati principalmente contro il gruppo più grande dei musulmani turchi, che viene percepito come meno integrato nella società tedesca rispetto ad altre minoranze più piccole. Esistono anche un grosso numero di tedeschi etnici immigrati dall'ex Unione Sovietica (1,7 milioni), dalla Polonia (700.000) e dalla Romania (300.000) (totale del periodo 19801999), cui viene automaticamente concessa la cittadinanza tedesca, e che quindi non compaiono nelle statistiche dei residenti stranieri; contrarimente agli stranieri questi sono stati insediati dal governo in modo uniforme su tutto il territorio tedesco. Molti di loro a casa parlano la lingua della loro ex nazione di appartenenza. Anche con le menzionate difficoltà, la Germania ha uno dei più alti livelli del mondo per quanto riguarda istruzione, sviluppo tecnologico, e produttività economica. Fin dalla fine della seconda guerra mondiale, il numero di giovani che entrano nell'università è più che triplicato, anche se in termini di frequenza universitaria rimane dietro a molte altre nazioni europee. Nell'annuale classifica delle migliori università, compilata dall'Università di Jiaotong di Shanghai nel 2004, la Germania ha ottenuto un 4° posto complessivo, ma con solo 7 università nei primi 100 posti. L'università meglio posizionata , al 45° posto, è stata l'Università Tecnica di Monaco. Con un reddito pro capite di circa 25.000 dollari, quella tedesca è una società composta principalmente dalla classe media. Un generoso sistema di assistenza pubblica fornisce cure mediche universali (ma non a conduzione statale), sussidi di disoccupazione, e altri bisogni sociali. Al 2004, la pressione economica sta costriungendo la Germania a ridurre la spesa sociale e ulteriori limitazioni sono attese in futuro. I tedeschi si spostano di frequente; milioni di essi viaggiano ogni anno, gran parte delle loro destinazioni preferite sono lungo le coste del Mar Mediterraneo. Secondo lo studio sui viaggi della Dresdner Bank, i tedeschi hanno speso 52,5 miliardi di Euro per viaggi all'estero nel 2003, e si stima ne spenderanno 55 nel 2004.

Economia

Agricoltura

Risorse naturali

Industria

Servizi

Argomenti correlati


- Tedeschi celebri
  - Scrittori di lingua tedesca
    - Johann Wolfgang Goethe
    - Friedrich Schiller
    - Bertolt Brecht (Madre Coraggio e i suoi figli)
- Aziende tedesche
- Città
- Bundestag (Parlamento tedesco)
- sistema elettorale tedesco
- Chiesa cattolica tedesca

Collegamenti esterni


- [http://www.vacanzeingermania.com/index.asp Ente Nazionale Germanico per il Turismo]
- [http://www.stadtpanoramen.de/ StadtPanoramen] - Panorami della Germania
- [http://www.currybu.de/ Germania Fastfood] - Currywurst als:Deutschland fiu-vro:S'aksamaa ja:ドイツ ko:독일 ms:Jerman roa-rup:Ghirmânii simple:Germany th:สหพันธ์สาธารณรัฐเยอรมนี zh-min-nan:Tek-kok


Dollaro statunitense

Il Dollaro Statunitense è la valuta ufficiale degli Stati Uniti d'America. È anche ampiamente utilizzata come valuta di riserva al di fuori degli Stati Uniti. Attualmente, il conio della valuta è controllato dalla Federal Reserve. Il simbolo comunemente usato per il Dollaro Statunitense è ($). Il codice ISO 4217 è USD. Il Dollaro è diviso in 100 cents. Originariamente era ulteriormente suddiviso in 1000 mills, utilizzati fino a quando la Seconda Guerra Mondiale non rese l'alluminio troppo costoso per essere utilizzato come metallo da conio (e l'inflazione crescente li rese di valore insignificante). Attualmente, le denominazioni pari o inferiori a un dollaro sono emesse in moneta, mentre quelle uguali o superiori a un dollaro sono emesse in banconote. (Esiste sia la moneta che la banconota da un dollaro, anche se la seconda è più comune). Le banconote moderne sono stampate dalla Federal Reserve fin dal 1929. Le banconote con denominazione superiore ai 100$ non sono più stampate dal 1946.

Storia

1946 Il Dollaro venne unanimemente scelto come unità monetaria degli Stati Uniti il 6 luglio 1785. Fu la prima volta che una nazione adottava un sistema decimale per la valuta. Fino al 1974 il valore del Dollaro era legato a quello dell'argento o dell'oro o a una combinazione dei due. Dal 1792 al 1873 il Dollaro era supportato liberamente da oro e argento, in rapporto di 15 a 1, con un sistema chiamato bimetallismo. Attraverso una serie di cambiamenti legislativi avvenuti tra il 1873 e il 1900, l'importanza dell'argento fu via via diminuita fino all'adozione formale del gold standard. Il gold standard sopravvisse, con molte modifiche fino al 1974. Oggigiorno, come per la valuta di quasi tutte le nazioni, il Dollaro non ha valore intrinseco. Il governo federale statunitense iniziò a emettere valuta, supportata dal Dollaro Spagnolo, durante la Guerra civile americana. Queste banconote, conosciute come greenbacks per il loro colore diedero inizio alla tradizione statunitense di stampare la valuta in verde. Contrariamente alle altre nazioni tutte le banconote statunitensi sono state stampate con lo stesso colore per la maggior parte del XX secolo. Le moderne banconote statunitensi, indipendentemente dalla denominazione, misurano 6,63 cm. in larghezza, 15,6 cm. in lunghezza e 0,11 mm. in spessore. Il 13 maggio 2003, il Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato l'introduzione di una banconota da 20$ a colori (la prima dal 1905). La scelta è dettata dalla necessità di contrastare la crescente contraffazione Le nuove banconote sono entrate in circolazione il 9 ottobre 2003. Altre banconote da 50$ e 100$ verranno introdotte nel 2004 e 2005, ognuna con differenti schemi di colori.

Uso internazionale del Dollaro Statunitense

2005 Alcune nazioni al di fuori della giurisdizione statunitense usano il Dollaro Statunitense (USD) come valuta ufficiale. Queste nazioni includono: Ecuador, Palau, Timor Est, Panamá e gli Stati Federati di Micronesia. L'Argentina usò un tasso di cambio fisso 1:1 tra il Peso Argentino e il Dollaro Statunitensedal 1991 al 2002. Il tasso di cambio del Dollaro di Hong Kong è stato mantenuto fisso fino ai primi anni 80, e il renminbi usato dalla Repubblica Popolare Cinese è stato informalmente ancorato al Dollaro fin dalla metà degli anni 90. Il Dollaro è inoltre usato come unità valutaria standard sui mercati internazionali per la quotazione di beni come l'oro e il petrolio.

La Moneta Standard dopo la II Guerra mondiale


- Luglio 1944: sorgono il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo (poi Banca Mondiale). Ogni Stato aderente deve assicurare la convertibilità della sua moneta e una parità fissa in oro o in dollari americani, con un margine di fluttuazione dell'1%. È la consacrazione della centralità economica americana nel mondo. L'Unione Sovietica decide di non partecipare al sistema a causa della debolezza in cui si viene a trovare alla fine della guerra.
- Con la guerra in Vietnam e la crescita economica di Germania e Giappone, gli USA necessitano di finanziamenti eccezionali; per tentare di mantenere il sistema creato a Bretton Wood, si organizza un pool di banche centrali che mantengono il corso del cambio del dollaro sull'oro a 35 $ l'oncia, comprando in caso di perdita e vendendo in caso di risalita. La Francia si ritira dal pool nel 1967.
- 15 agosto 1971: il presidente americano Richard Nixon annuncia la soppressione della convertibilità totale del dollaro in oro: vi è ormai più moneta circolante che riserve di metallo nella banca centrale. Ciò causa immediatamente una rivalutazione del marco e dello yen.
- 13 marzo 1979: creazione del Sistema monetario europeo (Sme) per ridurre i margini di fluttuazione delle monete europee tra loro. Contemporaneamente, la Riserva federale americana inaugura una politica del "dollar forte" con il deciso aumento dei tassi d'interesse. Partito a da un cambio di 1:4 rispetto al franco, il dollaro arriva al valore di 10:4 nel 1985.
- Settembre 1985: accordi del Plaza (dal nome dell'hotel dove ebbe luogo la riunione), miranti a far abbassare il valore del dollaro; seguono alle gravi crisi legate al debito estero nell'America latina.
- 1 gennaio 1999: nascita dell'euro. Ricomincia la politica di deprezzamento del dollaro, per favorire l'economia interna americana.
- 2001: viene messa in circolazione la moneta da 1 dollaro che però non sostituirà la famosa banconota. Attualmente il Dollaro resta la principale valuta di riserva. Secondo l'economista Paul Samuelson, la richiesta di Dollari all'estero permette agli Stati Uniti di mantenere un deficit commerciale persistente senza avere un deprezzamento della valuta o un riaggiustamento dei flussi commerciali.

Origine del nome Dollaro

Il nome del Dollaro Statunitense deriva dal Dollaro Spagnolo (che a sua volta deriva dal Tallero), che era una moneta d'argento largamente diffusa durante la Guerra di indipendenza americana. Anche se le banche private emettevano valuta supportata dal Dollaro Spagnolo, il governo federale non lo fece fino alla guerra civile. categoria:valute ja:アメリカ合衆国ドル simple:United States dollar th:ดอลลาร์สหรัฐ



1801

Eventi


- Johann Wilhelm Ritter scopre i raggi ultravioletti
- 1 gennaio - Giuseppe Piazzi scopre il primo e maggiore asteroide Ceres.
- 1 gennaio - Con l'Union Act, vengono uniti i regni di Gran Bretagna e Irlanda, dando vita al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
- 9 febbraio - Austria/Francia: il trattato di Lunéville conclude la guerra tra i due paesi
- Marzo. Anche Napoli conclude la pace con la Francia.
- 4 marzo - Stati Uniti: Thomas Jefferson, fondatore del partito repubblicano, succede a John Adams come terzo presidente degli Stati Uniti, nella città di Washington, nuova capitale degli stati uniti.
- 24 marzo - Russia: viene assassinato lo zar Paolo I. Gli succede il figlio Alessandro I.
- 18 luglio - Napoleone firma il concordato di Consalvi con il papa
- Agosto. L'Inghilterra bombarda la Danimarca, alleata della Russia.
- Agosto. Le truppe francesi si arrendono in Egitto.

Nati


- Frederic Bastiat, filosofo francese
- 15 giugno - Carlo Cattaneo, patriota italiano († 1869)
- 1 novembre - Vincenzo Bellini, compositore
- 2 novembre - Luigi Biraghi, fondatore delle Suore Marcelline

Morti


- Dieudonné Dolomieu - geologo francese
- 7 febbraio - Daniel Chodowiecki, pittore tedesco
- 21 marzo - Andrea Luchesi, musicista e compositore (n.1741)
- 25 marzo - Novalis, poeta tedesco
- 28 marzo - Ralph Abercromby, generale britannico 001 ko:1801년

1854

Eventi


- William Wilkinson inventa il cemento armato
- Eugenio Barsanti e Felice Matteucci depositano a Londra il brevetto del primo motore a scoppio

Nati


- 18 luglio - Angelo Morbelli, pittore italiano († 1919)
- 20 ottobre - Arthur Rimbaud, poeta francese († 1891)
- 28 ottobre - Michele Rajna, astronomo italiano

Morti

054 ko:1854년 ms:1854 simple:1854 th:พ.ศ. 2397

Michigan

Il Michigan è uno stato degli Stati Uniti. La abbrevazione postale è MI (vecchio stile: Mich.). Il nome è derivato dal lago Michigan, il quale sembra aver preso il nome dal termine meicigama che nella lingua Chippewa significa "grande acqua". Questo stato è conosciuto come la patria dell'industria automobilistica. Ha inoltre una consistente attività turistica. Le principali mete turistiche: Traverse City, Mackinac Island, e l'intera Upper Peninsula, accolgono vacanzieri, cacciatori ed amanti della natura da tutti gli Stati Uniti e Canada. Il Michigan possiede la più lunga costa (eccetto l'Alaska), e il maggior numero di barche da diporto di ogni altro stato. Gli abitanti del Michigan sono chiamati "Michiganian" o anche "Michigander".
Un abitante della Upper Peninsula è invece detto "Yooper". ja:ミシガン州 ko:미시간 주

Partito Repubblicano Statunitense

Il Partito Repubblicano degli Stati Uniti (Republican Party), spesso conosciuto anche come GOP Grand Old Party è, assieme al Partito Democratico, uno dei due maggiori partiti politici degli Stati Uniti d'America. Nella dialettica politica, i repubblicani si sono spesso identificati con la parte più conservatrice e sensibile alle tematiche liberiste del bipartitismo americano. Ciò non toglie che, soprattutto nel passato, esponenti del partito abbiano promosso politiche progressiste. Basti pensare all'azione antitrust del presidente (in carica dal 1901 al 1909) Theodore Roosevelt, o le riforme avviate dal Governatore del Wisconsin Robert La Follette (in carica dal 1901 al 1906, quando divenne Senatore degli Stati Uniti). L'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America, George W. Bush appartiene al Partito Repubblicano, di cui è il leader de facto. Il Partito è stato fondato il 28 febbraio 1854 a Ripon per ostacolare l'espansione della schiavitù nei nuovi territori. La prima convention repubblicana venne tenuta il 6 luglio dello stesso anno, a Jackson. Il Partito Repubblicano non deve confondersi con il Partito Democratico Repubblicano di Thomas Jefferson. I veri antenati dei Repubblicani furono infatti Alexander Hamilton e John Adams con il loro Partito Federalista, nonchè il Partito Wigh, fondato nell'inverno 1833 - 1834 e che cessò le proprie attività nel periodo della Guerra Civile Americana. Il primo presidente eletto per il partito repubblicano fu Abraham Lincoln.

Voci correlate


- Elenco dei Nominati alla Presidenza degli Stati Uniti per il Partito Repubblicano
- Partito Democratico (Stati Uniti d'America) Categoria:Partiti politici statunitensi ja:共和党 ko:공화당 (미국) simple:United States Republican Party

Louis Pasteur

Louis Pasteur (Dôle 27 dicembre 1822 - Villeneuve-l'Etang, Seine-et-Oise 28 settembre 1895) è stato un chimico ed un biologo francese. Grazie alla sue scoperte e alle sue attività scientifiche, viene universalmente considerato come il fondatore della moderna microbiologia. Occasionalmente si occupò anche di fisica.

Biografia

Figlio di un conciatore di pelli, studiò all'Ecole Normale Supérieure di Parigi, conseguendo il dottorato in fisica e chimica nel 1847. Le sue prime ricerche furono nel campo della cristallografia.

Studi sulla Fermentazione

Nel 1854, nominato professore di chimica alla facoltà di scienze di Lilla, Pasteur iniziò a occuparsi di fermentazione, stimolato dalle richieste dei produttori di bevande alcoliche della regione. Gli scienziati dell'epoca ritenevano che la fermentazione alcolica fosse un fenomeno esclusivamente chimico; Pasteur riuscì invece a dimostrare il ruolo essenziale svolto dai microrganismi, e in particolare dal lievito, in questo processo. Scoprì, inoltre, che la riproduzione indesiderata di sostanze quali l'acido lattico o l'acido acetico nelle bevande alcoliche è dovuta alla persistenza di microrganismi di varia natura, tra cui batteri, all'interno di questi prodotti. Grazie a queste scoperte fu possibile elaborare sistemi efficaci di eliminazione dei microrganismi dannosi, che rappresentavano un grave problema economico per l'industria vinicola e birraria. L'estensione di queste ricerche ai problemi di conservazione del latte lo portarono a ideare il processo, oggi conosciuto con il nome di pastorizzazione, che consente di uccidere i microrganismi dannosi eventualmente presenti nel latte, portando il liquido a 60-70 °C per breve tempo prima dell'imbottigliamento.

Smentita della teoria della generazione spontanea

Come prosecuzione naturale delle linee di ricerca precedenti, Pasteur affrontò il problema dell'origine dei microrganismi. Secondo la teoria della generazione spontanea, all'epoca dominante, i microrganismi si originavano spontaneamente dalle sostanze organiche. Incoraggiato dai risultati di Francesco Redi, risalenti al XVII secolo, Pasteur con alcuni esperimenti cruciali riuscì a dimostrare che l'antica teoria non aveva alcun fondamento. Questi risultati diedero inizio a un'aspra polemica con il biologo francese Félix Pouchet, che si concluse con l'accettazione dei risultati di Pasteur da parte dell'Académie des Sciences (1864). Con un semplice esperimento eseguito in un'università (mise della terra in una provetta, la riscaldò ma non si vide la presenza di zanzare; successivamente aprì la provetta e le zanzare accorsero poggiandosi sulla terra) Pasteur smentì una teoria ritenuta certa per qualche secolo. "Vita dalla vita", concluse enfaticamente Pasteur, "la teoria della generazione spontanea non si riprenderà mai a causa di questo piccolo e semplice esperimento".

Le malattie del baco da seta

Nel 1865 Pasteur fu chiamato da Parigi, dove nel frattempo era divenuto direttore degli studi scientifici dell'Ecole Normale, per venire in aiuto all'industria della seta del Sud della Francia, che si era trovata improvvisamente in gravi difficoltà a causa di un'epidemia che aveva colpito i bachi da seta. Pasteur riuscì a dimostrare la natura contagiosa ed ereditaria della malattia, indicandone anche i metodi di prevenzione.

Teoria sui germi patogeni

Gli studi sulla fermentazione e sulla generazione spontanea ebbero importanti ripercussioni in medicina, in quanto Pasteur intuì l'importanza del ruolo dei microrganismi nell'origine e nello sviluppo delle malattie: l'introduzione delle tecniche asettiche nella pratica chirurgica da parte del medico britannico Joseph Lister fu influenzata dalla lettura dei risultati dello scienziato francese.

Studio del carbonchio

Negli anni Ottanta dell'Ottocento Pasteur si dedicò allo studio delle caratteristiche del carbonchio, una malattia del bestiame spesso fatale, isolandone il bacillo patogeno responsabile. Inoltre mise a punto un sistema di prevenzione di questa malattia, che contagiando gli animali con una forma attenuata del bacillo assicurava l'immunità contro le forme più aggressive e virulente.

Il vaccino

Pasteur, che nel corso della sua vita investigò le cause e i sistemi di prevenzione di svariate patologie, quali setticemia, colera, difterite, colera dei polli, tubercolosi e vaiolo, viene ricordato soprattutto per i suoi studi sulla rabbia. Per la prevenzione di questa malattia riuscì a sviluppare una forma attenuata del virus responsabile, utilizzabile come vaccino. Dalla prima sperimentazione umana (1885), il vaccino antirabbico ha contribuito a salvare migliaia di persone, oltreche di cani.

Ultimi anni

Nel 1888 fu fondato a Parigi l'Istituto Pasteur, diretto da Pasteur stesso fino alla morte; oggi è uno dei centri più importanti del mondo per la ricerca in biologia e genetica molecolare e per gli studi sulle malattie infettive.

Per saperne di più


- Teoria della generazione spontanea
- Immunizzazione

Bibliografia in lingua madre


- Debre, P.; Forster, E.: "Louis Pasteur". Johns Hopkin