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6 Marzo

6 marzo

Il 6 marzo è il 65° giorno del Calendario Gregoriano (il 66° negli anni bisestili). Mancano 300 giorni alla fine dell'anno.

Eventi


- 1447 - Niccolò V diventa Papa
- 1460 - Trattato di Alcacovas - Il Portogallo cede alla Castiglia le Isole Canarie in cambio delle sue pretese sull'Africa Occidentale.
- 1521 - Ferdinando Magellano scopre l'isola di Guam.
- 1820 - Il Compromesso del Missouri viene firmato in legge dal presidente statunitense James Monroe. Il compromesso permette al Missouri di entrare nell'Unione come stato schiavista, ma rende il resto della parte settentrionale del territorio della Louisiana Purchase libero dalla schiavitù.
- 1836 - Rivoluzione Texana: Il generale Santana dell'Esercito Messicano, alla testa di 3.000 uomini, dopo un assedio di 13 giorni a Fort Alamo, sconfigge i 189 volontari texani a difesa del forte, uccidendoli tutti.
- 1853 - L'opera La Traviata di Giuseppe Verdi debutta a Venezia.
- 1869 - Dmitri Mendeleev presenta la prima tavola periodica alla Società Chimica Russa.
- 1899 - La Bayer registra l'aspirina come marchio commerciale.
- 1901 - A Brema un assassino tenta di uccidere Guglielmo II di Germania.
- 1918 - la nave "Cyclops" della Marina Americana scompare nel Triangolo delle Bermuda.
- 1938 - New Hampshire, USA: Johanne Kolstad arriva a 72 metri nel salto con gli sci, nuovo primato mondiale femminile, che resterà imbattuto per 35 anni.
- 1940 - Guerra d'inverno: Finlandia e Unione Sovietica firmano un armistizio.
- 1945 - In Romania si forma il primo governo dopo la seconda guerra mondiale.
- 1946 - Guerra del Vietnam: Ho Chi Minh firma un accordo con la Francia che riconosce il Vietnam come stato autonomo nella Federazione Indocinese e nell'Unione Francese.
- 1951 - Inizia il processo a Ethel e Julius Rosenberg.
- 1953 - Georgy Maksimilianovich Malenkov succede a Josif Stalin come Premier e Primo Segretario del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.
- 1957
  - Le colonie britanniche della Costa d'Oro e del Togoland diventano la Repubblica indipendente del Ghana.
  - Israele ritira le sue truppe dalla penisola del Sinai.
- 1964 - Costantino II diventa Re di Grecia.
- 1970 - Il sospetto omicida Charles Manson pubblica un album intitolato Lies per finanziare la sua difesa.
- 1975 - Accordo di Algeri: Iran e Iraq annunciano una soluzione della loro disputa sui confini.
- 1978 - Joseph Paul Franklin spara a Larry Flynt, editore della rivista pornografica Hustler, che rimane paralizzato dalla vita in giù.
- 1983 - La United States Football League inizia il suo primo anno di competizioni.
- 1984 - Inizia lo sciopero dell'industria britannica del carbone che durerà per dodici mesi.
- 1992 - Il Virus Michelangelo inizia ad infettare i computer.
- 1997 - La Testa di donna di Pablo Picasso, viene rubata da una galleria di Londra, e recuperata una settimana dopo.
- 2005
  - Rubate alcune opere del pittore Edvard Munch appartenenti ad una collezione privata dell'albergo Refsnes Gods, a sud di Oslo, Norvegia. Le opere consistono in due litografie, un acquerello (Vestito blu), un autoritratto ed il ritratto del commediografo August Strindberg. Le opere verranno ritrovate il giorno seguente.
  - Giancarlo Fisichella vince il Gran Premio d'Australia, la sua seconda vittoria in F1

Nati


- 1475 - Michelangelo Buonarroti, scultore, pittore e poeta italiano († 1564)
- 1483 - Francesco Guicciardini, politico italiano
- 1619 - Savinien Cyrano de Bergerac, soldato, poeta e scrittore francese († 1655)
- 1677 - Pietro Micca, patriota piemontese
- 1779 - Antoine-Henri Jomini, generale († 1869)
- 1806 - Elizabeth Barrett Browning, poetessa inglese († 1861)
- 1831 - Friedrich von Bodelschwingh, teologo († 1910)
- 1885 - Ring Lardner, scrittore († 1933)
- 1892 - Amedeo Agostini, matematico italiano († 1958)
- 1898 - Therese Giehse, attrice († 1975)
- 1904 - Joseph Schmidt, tenore († 1942)
- 1906 - Lou Costello, attore, comico († 1959)
- 1909 - Stanisław Jerzy Lec, scrittore polacco
- 1914 - Kiril Kondrashin, direttore d'orchestra russo († 1981)
- 1917 - Will Eisner, cartoonist statunitense († 2005)
- 1923 - Jürgen von Manger, cabarettista († 1994)
- 1926
  - Alan Greenspan, economista statunitense
  - Andrzej Wajda, regista polacco
- 1927
  - Wes Montgomery, musicista
  - LeRoy Gordon Cooper, astronauta († 2004)
- 1928 - Gabriel Garcia Marquez, scrittore colombiano
- 1929 - Günter Kunert, scrittore e paroliere
- 1930 - Lorin Maazel, direttore d'orchestra statunitense
- 1935 - Ron Delany, atleta irlandese
- 1936 - Marion Barry Jr., politico statunitense
- 1937 - Valentina Tereshkova, cosmonauta russa
- 1944
  - Kiri Te Kanawa, cantante operistica
  - Mary Wilson (singer), cantante (Supremes)
- 1946 - David Gilmour, musicista (Pink Floyd)
- 1947
  - Rob Reiner, attore, comico, produttore
  - Dick Fosbury, atleta statunitense
  - Kiki Dee, cantante
- 1949 - Shaukat Aziz, politico
- 1953 - Jan Kjærstad, scrittore norvegese
- 1959 - Tom Arnold, attore, comico
- 1963 - D.L. Hughley, attore, comico
- 1965 - Allan Bateman, rugbysta gallese
- 1969 - Tari Phillips, cestista
- 1972 - Shaquille O'Neal, cestista statunitense
- 1978 - Salvatore Perugini, giocatore di rugby italiano

Morti


- 1252 - Santa Rosa di Viterbo (n. 1235)
- 1836 - Davy Crockett, uomo della frontiera (n. 1786)
- 1888 - Louisa May Alcott, scrittrice (n. 1832)
- 1899 - Victoria Kaiulani, principessa delle Hawaii (n. 1875)
- 1905 - John Henninger Reagan, politico statunitense e confederato (n. 1818)
- 1929 - David Buick, pioniere dell'automobile
- 1932 - John Philip Sousa, musicista, direttore d'orchestra e compositore (n. 1854)
- 1933 - Anton Cermak, politico statunitense (n. 1873)
- 1936 - Domenico Mercogliano, matematico italiano
- 1941 - Gutzon Borglum, scultore (n. 1867)
- 1948 - Ross Lockridge, Jr., scrittore (n. 1914)
- 1951 - Ivor Novello, attore, musicista, compositore (n. 1893)
- 1965 - Margaret Dumont, attrice (n. 1889)
- 1967
  - Nelson Eddy, cantante, attore
  - Zoltán Kodály, compositore ungherese (n. 1882)
- 1971 - Thurston Dart, arpista e direttore d'orchestra inglese (n. 1921)
- 1973 - Pearl S. Buck, scrittore (n. 1892)
- 1976 - Max 'Slapsie Maxie' Rosenbloom, pugile, attore
- 1982 - Ayn Rand, scrittrice (n. 1905)
- 1986 - Georgia O'Keeffe, artista (n. 1887)
- 1993 - Douglas Marland, scrittore (n. 1935)
- 1994 - Melina Mercouri, attrice greca
- 2003 - John Sanford, scrittore
- 2005
  - Hans Bethe, premio Nobel per la fisica (n. 1906)
  - Muriel Teresa Wright, attrice statunitense (n. 1918)

Feste e ricorrenze

Nazionali


- Ghana - Festa dell'indipendenza

Religiose

Santi cattolici:
- Santa Agnese di Boemia, monaca
- Santa Coletta, clarissa
- Sant'Ezio di Amorio, martire
- San Marciano di Tortona, vescovo e martire
- San Vittore e compagni, martiri di Nicomedia

Laiche

06 ja:3月6日 ko:3월 6일 simple:March 6 th:6 มีนาคม

Calendario gregoriano

Il Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582, che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano. Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni. Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo. Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato. La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400. Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365
- (300 + 3) + 366
- (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ... È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21. Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria. In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753. In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane. A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica. Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste. Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001. il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala. Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.

Voci correlate


- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua

Collegamenti esterni

Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano] Gregoriano als:Gregorianischer Kalender ja:グレゴリオ暦 ko:그레고리력 ms:Kalendar Gregory simple:Gregorian calendar th:ปฏิทินเกรกอเรียน

Anno bisestile

L'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni. Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno. C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero: :Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400). Categoria:Calendari als:Schaltjahr ja:閏年 ko:윤년 simple:Leap year th:ปีอธิกสุรทิน

1447

Eventi

Nati


- Giovanni Antonio Amadeo, scultore italiano

Morti

047 ko:1447년

Papa Niccolò V

Niccolò V, nato Tommaso Parentucelli (15 novembre 1397 - 24 marzo 1455), fu Papa dal 6 marzo 1447 al 24 marzo 1455 Nacque a Sarzana, in Liguria, dove suo padre era medico. Il padre morì quando Tommaso era ancora giovane, ma recatosi a Firenze Parentucelli divenne tutore per le famiglie Strozzi e Albizzi, dove fece la conoscenza dei principali studiosi umanisti. Tommaso studiò a Bologna, ottenendo la laurea in teologia nel 1422. Il vescovo Niccolò Albergati, fu così colpito dalle sue capacità che lo prese a servizio e gli diede la possibilità di approfondire i suoi studi, mandandolo in viaggio attraverso Germania, Francia ed Inghilterra. Fu così in grado di raccogliere libri, per i quali aveva una passione intellettuale, ovunque si recò. Alcuni di questi sono sopravvissuti fino ad oggi, con le sue note a margine in bella calligrafia. Tommaso si distinse al Concilio di Ferrara/Firenze, e nel 1444, quando morì il suo patrocinatore, venne nominato vescovo di Bologna al suo posto. A causa dei prolungati disordini civici a Bologna, Papa Eugenio IV lo nominò come uno dei suoi legati inviati a Francoforte per negoziare un'intesa tra Santa Sede e Sacro Romano Impero, circa l'abolizione o almeno il contenimento dei decreti di riforma del Concilio di Basilea. La sua azione diplomatica di successo gli fece ottenere come ricompensa, al suo ritorno a Roma, il titolo di cardinale-sacerdote di Santa Susanna (dicembre 1446). Venne eletto Papa come successore di Eugenio IV il 6 marzo dell'anno successivo, prendendo il nome di Niccolò in onore del suo benefattore. Gli otto anni del suo pontificato furono importanti per la storia politica, scientifica e letteraria del mondo. Dal punto di vista politico, fu responsabile del Concordato di Vienna, o Aschaffenburg (17 febbraio 1448), con il Re tedesco Federico III del Sacro Romano Impero, con il quale vennero abrogati i decreti del Concilio di Basilea contrari alle prerogative papali per quanto concerneva la Germania. Nell'anno seguente si assicurò un ancor maggiore trionfo tattico, con la rinuncia dell'antipapa Felice V (7 aprile) e il suo riconoscimento da parte del Concilio di Basilea, riunito a Losanna. Nel 1450, Niccolò tenne un giubileo a Roma, e le offerte dei numerosi pellegrini che vi si recarono gli diedero i mezzi per portare avanti la causa della cultura in Italia, che gli stava molto a cuore. Nel marzo 1452 incoronò imperatore Federico III, nella Basilica di San Pietro. Fu l'ultima occasione in cui un imperatore venne incoronato a Roma. Niccolò V introdusse a Roma il nuovo spirito del Rinascimento. Il suo progetto era quello di abbellire la città con nuovi monumenti degni della capitale del mondo cristiano. La sua prima preoccupazione fu pratica, rinforzare le mura della città, ripulire e pavimentare le strade principali e ripristinare le forniture d'acqua (la fine della Roma antica viene talvolta datata alla distruzione dei suoi magnifici acquedotti da parte degli invasori del VI secolo). Nel medioevo i romani dipendevano per la fornitura d'acqua da pozzi e cisterne, mentre i poveri sfruttavano le acque gialle del Tevere. L'acquedotto di "Aqua Virgo", originariamente costruito da Agrippa, venne restaurato da Papa Niccolò, e portava l'acqua in un semplice bacino, progettato da Leon Battista Alberti, che fu il predecessore della Fontana di trevi. Ma i lavori a cui dedicò particolarmente la sua attenzione furono la ricostruzione del Vaticano e della Basilica di San Pietro, dove si sarebbero concentrate le glorie rinate del papato. Si spinse fino a far abbattere parti dell'antica basilica, e apportò alcune modifiche, di cui sono testimonianza alcuni affreschi del Beato Angelico. Sotto il generoso patronato di Niccolò fece progressi anche l'umanesimo. I nuovi studi umanisti venivano guardati con sospetto a Roma, possibili fonti di scismi ed eresie, e con un insano interesse per il paganesimo. Niccolò invece impiegò Lorenzo Valla come notaio e tenne numerosi copisti e studiosi con lo scopo preciso di una traduzione integrale in latino delle opere greche, sia pagane che cristiane, arrivando a pagare diecimila fiorini per la traduzione metrica di Omero. Questa impresa, avviata poco prima della nascita della stampa, contribuì enormemente all'espansione dell'orizzonte intellettuale. Niccolò fondò una biblioteca con novemila volumi. Egli stesso fu uomo dalla vasta erudizione, e il suo amico Enea Silvio Piccolomini (il futuro Papa Pio II) disse di lui: "ciò che non sa è al difuori del campo della conoscenza umana". Fu però anche costretto ad aggiungere che il lustro del suo pontificato sarebbe stato per sempre offuscato dalla caduta di Costantinopoli, che i Turchi presero nel 1453. Il Papa sentì amaramente questa catastrofe come un doppio colpo alla Cristianità e alla letteratura greca. "È una seconda morte," scrisse Piccolomini, "per Omero e Platone". Niccolò predicò una Crociata, e si impegnò a riconciliare le mutue animosità tra gli stati italiani, ma senza molto successo. Non visse abbastanza a lungo da vedere gli effetti prodotti dagli studiosi, armati di manoscritti inimmaginabili, che iniziarono a farsi largo in Italia. Nell'intraprendere queste opere Niccolò fu mosso "per rafforzare la debole fede del popolo con la grandezza si ciò che vede". Il popolo di Roma, comunque, non apprezzò né le sue ragioni né i suoi risultati, e nel 1452 venne scoperta e repressa una formidabile congiura per rovesciare il governo pontificio, guidata da Stefano Porcaro. Questa manifestazione di disaffezione, assieme alla caduta di Costantinopoli, gettò ombra sugli ultimi anni di Papa Niccolò; "Come Tommaso di Sarzana," disse, "ho avuto più felicità in un giorno che ora in un anno intero". Niccolò V morì il 24 marzo 1455.

Nota

Talvolta viene erroneamente chiamato Papa Nicola V.

Confronta

Ci fu anche un antipapa che portò il nome di Niccolò V, dal 1328 al 1330.

Voci correlate


- Elenco dei Papi
- Lega Italica Niccolò 05 Niccolò 05 ja:ニコラウス5世 (ローマ教皇) ko:교황 니콜라오 5세

Papa

), Giovanni Paolo II]] Papa è il titolo detenuto dal vescovo di Roma e dai patriarchi di Alessandria d'Egitto. Ad assumere il titolo di papa fu Siricio, mentre il suo predecessore, Damaso, fu verosimilmente il primo vescovo di Roma ad essere acclamato pontefice, dopo la rinuncia dell'imperatore Graziano a tale carica. Attualmente il soglio pontificio è occupato da Joseph Alois Ratzinger con il nome da lui scelto, Papa Benedetto XVI.

Nella Chiesa antica

Già al Primo concilio di Nicea (19 giugno 325) venne riconosciuta la preminenza di alcune sedi patriarcali: "In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi." Mentre la sede di Roma si ritiene fondata dall'apostolo Pietro, quella di Alessandria fu fondata dall'evangelista Marco, sebbene la tradizione relativa non sia antica come quella di Roma.

Il ruolo del papa nella Chiesa cattolica

evangelista Marco evangelista Marco Nella Chiesa cattolica il papa di Roma ha compiti a diversi livelli, locale e universale: Alla base il papa è il vescovo della diocesi di Roma. Questo ufficio determina tutti gli altri, cioè il papa è tale in quanto vescovo di Roma e non viceversa. Il papa è inoltre arcivescovo metropolita della provincia ecclesiastica romana, una delle antiche sedi apostoliche. Poichè la fondazione della sede di Roma viene fatta risalire a San Pietro, il papa viene anche detto successore del principe degli apostoli. Il papa è anche il primate della chiesa cattolica italiana. Egli è inoltre il patriarca della Chiesa latina, la più estesa fra le chiese cattoliche. Questo ruolo viene riconosciuto anche dalle Chiese ortodosse separate da Roma, ma che hanno mantenuto la disciplina canonica della chiesa antica. Da questo ruolo patriarcale derivano i titoli condivisi con altri patriarchi di sua santità o santo padre. Nella Chiesa cattolica al papa viene assegnato un ruolo universale, non accettato dalle altre chiese, derivato dall'essere successore di Pietro. Egli è capo del collegio episcopale ed è una fonte del magistero ecclesiastico che può esercitare da solo o con i vescovi nel Concilio ecumenico; in particolare egli è infallibile quando definisce ex cathedra verità essenziali circa la fede e la morale. Nell'esercizio del suo potere il Papa è coadiuvato dal collegio dei cardinali e dalla Curia romana. Il Codice di diritto canonico definisce il Papa Organo supremo della potestà di giurisdizione e in lui si assommano i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo; oggetto della sua giurisdizione sono: la fede, i costumi e la disciplina ecclesiastica; la sua giurisdizione si estende a tutte le singole chiese, a tutta la gerarchia ecclesiastica e a tutti i fedeli. In questa veste viene anche chiamato sommo pontefice della Chiesa Universale e Servo dei servi di Dio. Il papa riveste anche un ruolo "secolare" in quanto sovrano della Santa Sede e dello stato della Città del Vaticano, che è un soggetto della diplomazia e del diritto internazionale.

L'infallibilità papale

Il dogma dell'infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell'imminenza della fine del potere temporale, afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioé quando esercita il "suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani" [...] e "definisce una dottrina circa la fede e i costumi". Pertanto quanto da lui stabilito "vincola tutta la Chiesa". Tale prerogativa non è generalmente accettata dalle altre confessioni cristiane.

L'elezione del papa

Le modalità di elezione del papa hanno subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Inizialmente veniva eletto dal popolo e dal clero romano. Alcuni papi vennero nominati dall'imperatore del Sacro romano Impero. Attualmente l'elezione del Papa viene decisa dai cardinali riuniti in conclave (diritto risalente al 1059) tramite votazione segreta che richiede la maggioranza dei due terzi. Il conclave si riunisce non prima di quindici giorni e non oltre i ventidue dalla morte del precedente pontefice. Per gli scrutini si tengono quattro votazioni al giorno e il loro esito è segnalato ai fedeli all'esterno con una fumata, nera se negativo, bianca se positivo. Qualsiasi maschio battezzato può essere eletto Papa e se non ha ancora ricevuto gli ordini sacri gli vengono subito conferiti e viene consacrato vescovo. Le norme in vigore per la sede vacante, per lo svolgimento del conclave e per l'elezione del nuovo papa sono state promulgante nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis da Papa Giovanni Paolo II nel 1996.

Il nome dei papi

È tradizione che il nuovo papa scelga per sé un nuovo nome. Il primo papa a cambiare il suo nome di battesimo fu, nel 533, papa Giovanni II che in realtà si chiamava Mercurio e ritenne perciò inappropriato che il vescovo di Roma avesse il nome di una divinità pagana. Dopo di lui anche altri papi scelsero un nuovo nome, o perché avevano nomi sgradevoli o perché stranieri. Nessuno di nome Pietro volle poi chiamarsi Pietro II come forma di rispetto per San Pietro. Alla fine cambiare il nome divenne una regola che ebbe tuttavia qualche eccezione. Ad esempio Adriano Breakspear fu Adriano IV, Marcello Cervini fu Marcello II.

Voci correlate


- Diocesi di Roma
- Patriarcato di Alessandria
- Elenco dei Papi
- I 10 pontificati più lunghi
- I 10 pontificati più brevi
- Anello del pescatore
- Profezia sui papi
- Papi riformatori

Collegamenti esterni


- [http://145.253.206.229/benedetto/ - Benedetto XVI a Colonia nel 2005]
- [http://www.tuttipapi.it/index.htm Tuttipapi.it] cronologia - ritratti, cenni biografici, stemmi dei sommi pontefici, palazzi, tombe, epitaffi, mausolei e curiosità Categoria:Diritto canonico Categoria:Ministeri della Chiesa Cattolica Categoria:Vaticano als:Papst ja:ローマ教皇 ko:교황 ms:Paus (Katholik) simple:Pope th:พระสันตะปาปา

Africa Occidentale

L'Africa Occidentale è un'area con grandi differenze geografiche, di biodiversità e di culture. Il continente africano è principalmente orientato su un asse nord-sud, con una sporgenza ad ovest, e questa parte sporgente può essere considerata l'Africa Occidentale.

Geografia

La costa di questa parte di Africa è sul meridionale Oceano Atlantico, la maggior parte della quale nel senso est-ovest. Porzioni di questa costa erano conosciute con i nomi di Costa del grano, Costa d'oro e Costa d'Avorio. La tratta degli schiavi fu molto attiva in quest'area; la maggior parte degli Afro-americani discende da schiavi trasportati dall'Africa Occidentale. Le zone costiere hanno per la maggior parte clima tropicale, e una cintura di foresta tropicale seguiva una volta la costa attraverso questa fascia. il Nord e le terre continentali sono occupate dalla savana, e quindi addentrandosi dal Sahel. Sahel Le Nazioni di quest'area (con l'ex potenza colonizzatrice che li controllava) confinanti con l'Atlantico, da nord-ovest a sud-est sono:
- Benin, ex Dahomey (Francia)
- Côte d'Ivoire (Costa d'Avorio) (Francia)
- Gambia; lungo il Fiume Gambia, racchiuso nel Senegal (Regno Unito)
- Ghana (Regno Unito)
- Guinea (Francia)
- Guinea-Bissau (Portogallo)
- Liberia
- Mauritania (Francia)
- Nigeria (Regno Unito)
- Senegal (Francia)
- Sierra Leone (Regno Unito)
- Togo (Germania, Francia) I paesi senza sbocco sul mare sono:
- Burkina Faso (Francia)
- Ciad (Francia)
- Mali (Francia)
- Niger (Francia) Anche Saint Helena, un territorio del Regno Unito, è compreso. A volte anche il Camerun viene considerato come facente parte dell'Africa Occidentale. I confini coloniali che si riflettono negli attuali confini fra le nazioni dell'area non tenevano conto dei gruppi etnici e delle linee culturali, e spesso dividono singoli gruppi etnici tra due o più stati.

Storia

Storicamente, l'area è stata interessata da molti dei maggiori imperi africani, tra i quali l'Impero del Mali, l'Impero Songhai e l'Impero del Ghana. Fu una delle aree del mondo di grande civilizzazione, e la grande città di Timbuktu fu uno dei più importanti centri di commercio e di cultura del mondo antico. Stati prosperi e attivi culturalmente prosperarono in Africa Occidentale per molti secoli, nonostante svariate forze tra cui la tratta degli schiavi e i cambiamenti climatici abbiano poi portato questi stati ad un graduale declino.

Preistoria

Studi archeologici a Mejiro Cave hanno appurato che esseri umani, probabilmente del gruppo dei pigmei, arrivarono in Africa Occidentale attorno al 12.000 A.C. Strumenti per la fabbricazione di pietre Microlitiche sono state trovate nella zona della savana dove erano stanziate tribù pastorali avanzate che utilizzavano scalpelli e lame di pietra, e lance. Gli uomini delle tribù della Guinea e delle foreste non utilizzarono i microliti per secoli, ma prosperarono usando strumenti d'osso e di altri materiali. Durante il quinto millennio, quando gli avi dei moderni africani cominciarono ad entrare nell'area, iniziarono a svilupparsi degli insediamenti agricoli stabili, con prove dell'addomesticamento dei bovini e della coltivazione dei cereali. Attorno al 3.000 A.C. un altro grande cambiamento avvenne nelle società dell'Africa Occidentale, con l'invenzione di arpioni e ami da pesca primitivi. Un'intensa migrazione degli allevatori di bovini del sahel ebbe luogo nel terzo millennio A.C., e le comunità pastorali incontrarono le sviluppate comunità di cacciatori-raccoglitori della regione della Guinea. La selce era di più facile reperibilità nella zona e aveva reso l'uso dei microliti per la caccia molto più facile. La migrazione degli allevatori del sahel fu probabilmente causata dalla desertificazione totale del deserto del Sahara durante tale millennio, che contribuì grandemente all'isolamento dell'Africa Occidentale dai mutamenti tecnologici e culturali in Europa e nella costa mediterranea del nord Africa. Nonostante ciò, l'utilizzo sempre maggiore del ferro e la diffusione delle tecnologie per la sua lavorazione portarono ad un miglioramento nella costruzione di armi e permisero agli agricoltori di aumentare la loro produttività e di produrre quel surplus di prodotti agricoli che permetterà la nascita delle città stato che saranno ricomprese negli imperi. Nel 400 A.C. ci furono contatti con le civiltà mediterranee, in particolare con Cartagine, e un regolare commercio di oro veniva condotto dai Berberi del Sahara come annotato da Erodoto. Il commercio era molto limitato prima dell'utilizzo del cammello, ma beni di provenienza mediterranea potevano arrivare fino al nord dell'attuale Nigeria. Si era sviluppato un fiorente commercio attraverso il quale gli abitanti dell'Africa Occidentale esportavano oro, tela di cotone, ornamenti metallici e pellami verso nord attraverso le rotte dei commerci trans-sahariane in cambio di bronzo, cavalli, sale, tessuti e perline. Successivamente anche l'avorio, gli schiavi e le noci di kola furono oggetto di scambio.

Varie

L'edificio più alto dell'Africa Occidentale è il 2 Fevrier Sofitel Hotel a Lomé, Togo. Categoria:Africa

1521

Eventi


- 3 gennaio - Martin Lutero con la bolla Decet Romanum Pontificem viene scomunicato da Papa Leone X.
- Dieta di Worms: Lutero riafferma le sue tesi di fronte all'Imperatore Carlo V.
- 29 agosto - L'esercito ottomano, guidato da Solimano I attacca e conquista Belgrado. Un primo attacco era stato sventato nel 1456.

Nati


- 4 agosto - Papa Urbano VII († 1590)

Morti


- 27 aprile - Ferdinando Magellano, navigatore ed esploratore portoghese 021 ko:1521년 simple:1521

Guam

Il territorio di Guam (Guahan in chamorro) è un'isola nell'Oceano Pacifico occidentale ed è un territorio degli Stati Uniti. La capitale è Hagåtña, un tempo chiamata Agana (pronunciato Agaña). Le fonti primarie di risorse dell'isola di Guam sono il turismo (il 90% dei visitatori viene dal Giappone) e la base militare americana. categoria:Oceania ja:グアム simple:Guam zh-min-nan:Guahan

Missouri

Il Missouri, che prende il nome dalla tribù indiana Siouan dei Missouri, che significa canoa, è uno stato del Midwest degli Stati Uniti con capitale Jefferson City; la città più grande è quella di Kansas City, mentre l'area metropolitana più grande è quella di Saint Louis. Attraverso lo stato scorrono i due grandi fiumi Mississippi e Missouri.

Collegamenti esterni


- [http://www.state.mo.us/ Sito ufficiale] (in inglese)
- [http://www.deathpenaltyinfo.org/article.php?scid=11&did=507 Pena di morte nello stato] (in inglese) ja:ミズーリ州 ko:미주리 주 simple:Missouri

Louisiana Purchase

Con l'Accordo sulla Louisiana (Louisiana Purchase) gli Stati Uniti d'America nel 1803 acquistarono un vasto territorio del Nord America dalla Francia. Le terre acquistate avevano un'estensione di ca. 2.100.000 km², comprendendo gli odierni stati federali di Arkansas, Missouri, Iowa, Minnesota ad ovest del fiume Mississippi, North Dakota, South Dakota, Oklahoma, Nebraska e Kansas; inoltre i territori ad est delle Montagne Rocciose di Montana, Wyoming e Colorado nonchè la stessa Louisiana ad ovest Mississippi con New Orleans. Queste terre precedentemente formavano la colonia francese chiamata Louisiana, colonizzata nel XVIII secolo. Nel 1762, la Francia aveva ceduto i territori ad ovest del Mississippi alla Spagna in un accordo segreto. Dopo la guerra dei sette anni, nel 1763, le zone ad est del Mississippi erano entrati in possesso della Gran Bretagna. Nel 1800, Napoleone Bonaparte riunì i territori spagnoli alla Francia. Nel 1802, un esercito francese venne inviato all'Isola di Haiti per soffocare una rivolta. Presto era stato decimato dalle malattie, e quando il presidente Thomas Jefferson offrì di comperare la Louisiana, minacciando di unirsi ad una eventuale coalizione antifrancese con l'Inghilterra in caso di rifiuto, Napoleone, perso l'esercito ad Haiti e avendo bisogno di fondi per finanziare l'imminente guerra europea, accettò l'offerta. La Louisiana fu venduta per 60 milioni di franchi, di cui però ne vennero consegnati solamente 11.250.000. Categoria:Storia degli Stati Uniti ja:ルイジアナ買収 ko:루이지애나 매입

1836

Eventi


- Fondazione di Houston, Texas

Nati

Morti


- 10 giugno: André-Marie Ampère, fisico francese 036 ko:1836년 ms:1836 simple:1836 th:พ.ศ. 2379

Battaglia di Alamo

La Battaglia di Alamo fu una battaglia tra le forze messicane e texane durante la rivoluzione texana, la battaglia ebbe luogo nella vecchia missione spagnola di El Alamo vicino San Antonio e si svolse tra il febbraio e il marzo del 1836.
L'assedio terminò il 6 marzo con la presa della missione e la morte di tutti i difensori texani.

Contesto storico e strategico

L'esercito messicano guidato dal generale Martin Perfecto de Cos nel dicembre del 1835 (assedio di Bexar) si dovette arrendere alle forze texane guidate dal generale Edward Burlenson e cedere le armi e le munizioni immagazzinate dal governo messicano nella città di San Antonio di Bexar. Il generale messicano Antonio Lopez de Santa Anna valutando l'importanza strategica della città di San Antonio decise di lanciare un'offensiva allo scopo di riconquistarla. Santa Anna riunì un esercito di 6500 persone a San Luis de Potosi e da Saltillo nello stato di Coahuila si diresse verso il Texas.
Le forze texane che in vista della battaglia avevano fortificato la missione di El Alamo erano formate da volontari del Governo Provvisorio del Texas che avevano fatto un patto per proteggere questo governo e obbedire agli ordini degli ufficiali governativi.

La battaglia

All'inizio del 1836 il generale Santa Anna attraversò col suo esercito il fiume Río Grande nonostante l'inclemenza del tempo, le tempeste di neve nei valichi, per sopprimere la ribellione nel Texas. Uno dei suoi primi obiettivi fu la riconquista di San Antonio, ma l'obiettivo principale era la cattura del governo texano e la restaurazione del governo messicano nei territori ribelli, come aveva fatto l'anno precedente nello stato di Zacatecas.
El Alamo era una missione cattolica posta nella strada che permetteva di raggiungere la zona nordorientale del Texas. Sebbene non fosse un obiettivo militare i volontari texani lo fortificarono e vi portarono 18 cannoni, compreso uno da 8 kg. Si trattava della maggiore concentrazione di cannoni ad ovest del fiume Mississippi.
In questo modo le forze messicane non sarebbero potute passare senza prendere il forte così realizzato. I difensori del forte venivano da molte luoghi fuori dal Texas. Un gruppo i New Orleans Greys venivano da New Orleans per combattere come volontari di fanteria nella rivoluzione. Due compagne dei Greys avevano partecipato all'assedio di Bexar, ma dopo questo assedio la maggior parte di loro aveva lasciato San Antonio, solo un paio di dozzine restarono e morirono al Alamo. La bandiera della compagnia fu catturata dai messicani e ora è conservata nel Museo Storico Nazionale di Città del Messico.
Dal Tennessee venne un altro piccolo gruppo di volontari guidati dall'ex deputato del Tennessee David Crockett, erano i Tennessee Mounted Volunteers e arrivarono l'8 febbraio del 1836.
L'esercito messicano arrivò il 23 febbraio, era formato sia da unità di fanteria che di cavalleria ed aveva anche battaglioni di fanteria di riserva. I messicani erano equipaggiati con moschetti inglesi di tipo Brown Bess e molti cannoni da 2.7 kg.
Molti degli ufficiali erano veterani mercenari europei e lo stesso generale Santa Anna era un veterano dei tempi della guerra messicana di indipendenza. L'assedio fu condotto in maniera professionale e scientifica.
Dei 6500 soldati che erano partiti da San Luis de Potosi ne erano rimasti tra i 4000 e i 5000, una parte aveva disertato altri erano stati uccisi da malattie, solo 1400 soldati furono usati nell'assalto finale.
Dopo 13 giorni di assedio l'esercito messicano dopo essersi disposto in quattro colonne attaccò alle ore 5 del mattino del 6 marzo e prese il forte alle ore 6:30 del mattino dopo combattimenti corpo a corpo.
Il tenente colonnello William Barret Travis, comandante delle forze regolari dell'esercito texano, riuscì a far partire dal forte alcuni cavalieri poco prima dell'assedio e ad far informare da questi al più tardi il 25 febbraio il governo del Texas della situazione richiedendo rinforzi.
Comunque l'esercito texano non aveva a disposizione uomini e mezzi per poter salvare il forte. Il colonnello Fannin, comandante delle forze texane situate a Goliad, dovette interrompere la sua marcia per tentare di soccorrere il forte in quanto non aveva cannoni.
Durante l'assedio 32 uomini della città di Gonzales riuscirono a passare attraverso le linee messicane e a raggiungere il forte. Prima della battaglia Santa Anna diede l'ordine di issare una bandiera rossa per indicare ai difensori che l'attacco sarebbe stato senza quartiere, fino allo sterminio del nemico. Molti difensori furono infatti catturati e uccisi dopo la battaglia. Tra i difensori del forte oltre a David Crockett e William Barret Davis bisogna ricordare James Bowie (il capo delle forze della milizia). Due dozzine tra donne e bambini e 2 schiavi anch'essi nel forte furono rilasciati. Dai dispacci di Travis emerge lo spirito del Texas, per esempio scrisse:Il nemico mi ha chiesto di arrendermi, ho risposto loro con un colpo di cannone, non mi arrenderò mai. Per molti texani queste parole coraggiose riassumono in maniera completa cosa significhi essere texani.
Qualche tempo dopo, nella battaglia di San Jacinto, le forze di Santa Anna furono sconfitte dalle truppe texane guidate da Sam Houston, che usò il grido di battaglia: Ricordatevi di Alamo.

Le vittime

Il bilancio delle vittime messicane varia dai circa 250 della versione ufficiale messicana ai 1400, 1500 della versione texana. Esperti militari delle armi dell'epoca credono che ci furono circa 200 messicani uccisi e 400 feriti. 183 texani furono uccisi, anche se il rapporto ufficiale di Santa Anna parla di 600 corpi, ma gli storici credono che si tratti di un falso. Tutti i corpi furono bruciati a parte quello di Gregorio Esparza che fu sepolto pochè suo fratello Francisco aveva partecipato con il generale Cos all'assedio di Bexar.

La tradizione

La tradizione racconta che il colonnello Travis tracciò con la spada una linea sulla sabbia invitando coloro che volevano restare nel forte e probabilmente morire ad attraversare quella linea, tutti a parte una persona attraversarono la linea.
L'unica persona codarda (o intelligente) abbastanza da lasciare il forte fu Louis Moses Rose, un soldato francese che prima di arrivare in Texas aveva combattuto con Napoleone. Dopo aver lasciato il forte Rose venne in contatto con la famiglia di William P.Zuber al quale raccontò la storia. Alcuni anni dopo Zuber e/o suo figlio pubblicarono in un libro la versione più nota della battaglia. categoria:Battaglie categoria:storia contemporanea americana ja:アラモの戦い

La traviata

La Traviata è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal romanzo d’Alexandre Dumas (figlio), «La signora delle camelie»; viene considerata l’opera più significativa e romantica di Verdi e fa parte della trilogia romantica assieme a Il Trovatore e al Rigoletto. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853 ma, a causa soprattutto d’interpreti non all’altezza, si rivelò un piccolo fiasco; ripresa l’anno successivo coll’interpretazione d’un cast più valido riscosse però il dovuto e meritato successo. Nel tempo La Traviata non ha mai smesso d’appassionare i melòmani, entrando a far parte del cosiddetto repertorio. Ha avuto interpreti d’alto livello specie nel ruolo principale, quello di Violetta (che richiede una voce da soprano contemporaneamente di coloratura, specie nell’atto primo, e drammatico che restituisca appieno la tinta verdiana), come – fra le altre – Maria Callas, Renata Scotto, Joan Sutherland; la parte del protagonista maschile, Alfredo, è stata invece interpretata in memorabili edizioni da celebri tenori quali Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Mario Del Monaco. Fra i passaggi più popolari dell’opera sono da segnalare l’invocazione di Violetta Amami Alfredo! – diventata un topos della lirica – il famoso brindisi Libiamo ne’ lieti calici (durante la scena iniziale), la cabaletta Sempre libera degg'io, il concertato finale del secondo atto, l’aria Addio, del passato, con Violetta ormai morente, e il duetto Parigi, o cara, noi lasceremo. Tutti brani capaci di raggiungere facilmente mente e cuore, si rivelano tutti momenti carichi di pathos e ricchi di romanticismo e dolcezza.

Personaggi


- Violetta Valéry (soprano)
- Flora Bervoix, sua amica (mezzosoprano)
- Annina, serva di Violetta, (soprano)
- Alfredo Germont (tenore)
- Giorgio Germont, suo padre (baritono)
- Gastone, Visconte di Létorières (tenore)
- Il barone Douphol (baritono)
- Il marchese d’Obigny (basso)
- Il dottor Grenvil (basso)
- Giuseppe, servo di Violetta (tenore)
- Un domestico di Flora (basso)
- Un commissionario (basso)
- Servi e signori amici di Violetta e Flora, Piccadori e mattadori, zingare, servi di Violetta e Flora, maschere

Sinopsi

Atto I
L’azione si svolge a Parigi intorno al 1850. Durante una festa mondana in casa di Violetta, che accusa un malore, Alfredo propone un brindisi e dichiara alla donna il suo amore; dopo una lieve e frivola titubanza, Violetta cede ai suoi sentimenti nei confronti d’Alfredo. Atto II – parte prima
Alfredo e Violetta vivono ormai da qualche tempo felici insieme nella campagna parigina (Alfredo riflette sulla sua felice condizione nell’aria De’ miei bollenti spiriti), quando improvvisamente sopraggiunge il padre d’Alfredo che chiede a Violetta di rompere il legame, considerato scandaloso e a causa del quale la figlia non può contrarre matrimonio. Violetta è angustiata ma cede alle richieste di Giorgio Germont: tornerà nella sua casa parigina mentre Alfredo farà ritorno in seno alla sua famiglia (Di Provenza il mar, il suol). Atto II – parte seconda
Durante una festa a casa di Flora (coro Noi siamo zingarelle), Alfredo – pazzo di collera e gelosia – rivede e offende Violetta gettandole ai piedi del denaro (tal femmina […] pagata io l’ho). Il comportamento d’Alfredo è talmente disdicevole da suscitare lo sdegno degli amici presenti e i rimproveri del padre stesso che pur tuttavia non dice la verità (quella cioè d’aver indotto Violetta ad abbandonare Alfredo). La giovane donna intanto è colpita da nuovo malore. Atto III
Il male che Violetta accusa da tempo si fa più acuto e ormai, mentre all’esterno impazza il carnevale (coro delle mascherine), non le rimane che poco tempo da vivere; Giorgio Germont decide allora di confessare la verità ad Alfredo che rimane sconvolto e torna da Violetta appena in tempo per darle un ultimo barlume di felicità. Violetta muore uccisa dalla tisi dopo aver però perdonato chi l’ha ferita.

Trasposizioni cinematografiche

Tra i diversi titoli che ripropongono l'opera ricordiamo:
- La traviata (1967) diretto da Mario Lanfranchi
- La traviata (1982) diretto da Franco Zeffirelli

Collegamenti esterni d'approfondimento


- [http://www.karadar.com/Librettos/verdi_traviata.html libretto dell'opera]
- [http://www.giuseppeverdi.it/page.asp?IDCategoria=162&IDSezione=580&ID=19756 Portale Verdi] Traviata ja:椿姫 (オペラ)

Giuseppe Verdi

] Giuseppe Verdi (Roncole, oggi Roncole Verdi, 10 ottobre 1813 - Milano, 27 gennaio 1901) è stato uno dei massimi compositori italiani dell'Ottocento, autore di melodrammi che fanno parte stabilmente del repertorio operistico dei teatri di tutto il mondo.

Biografia

La formazione

Peppino - come veniva chiamato affettuosamente - era nato con il nome di Giuseppe Fortunino Francesco da Carlo Verdi e Luigia Uttini, piccoli commercianti piacentini, a Roncole (che oggi porta il suo nome: Roncole Verdi), piccola frazione di Busseto dell'allora Stato di Parma governato dalla Francia. Si avvicinò giovanissimo alla musica, incoraggiato dal padre che gli aveva acquistato una vecchia spinetta dove apprendere i primi rudimenti. Non si può dire che fosse un bambino prodigio come Mozart: certo è che - sia pure dopo aver scritto le note sui tasti per impararle meglio - le sue prime composizioni musicali risalgono all'adolescenza. Le prime lezioni di musica, Verdi le aveva ricevute dall'organista della chiesa del suo paese don Pietro Baistrocchi; ancora adolescente, grazie all'interessamento di Antonio Barezzi (di professione droghiere e suo nume tutelare, di cui sposerà nel 1836 la figlia Margherita), venne mandato a Busseto, la località più vicina alle Roncole, per frequentare il ginnasio; intanto studiava musica dal maestro Ferdinando Provesi, direttore della Società Filarmonica. Nel 1828 compose una sinfonia ispirata a quella de Il barbiere di Siviglia di Rossini.

Gli anni di galera

Passarono alcuni anni e una grande delusione lo aspettava. Infatti, per essere troppo avanti cogli anni, Verdi non poté essere ammesso al Conservatorio di Milano; così ripiegò sulle lezioni private del maestro al cembalo del Teatro La Scala, Vincenzo Lavigna, che era anche professore di solfeggio del Conservatorio. Ottenuto nel 1838 un contratto con la casa di edizioni musicali Ricordi, Verdi esordì come compositore di opere l'anno successivo con esiti contrastanti. L'impresario della Scala, Bartolomeo Merelli, dopo il successo ottenuto il 17 novembre 1839 al debutto (l' Oberto, conte di San Bonifacio, revisione di un precedente lavoro del 1837, il Rocester), gli commissionò altre due opere. La prima, andata in scena il 5 settembre 1840, era il melodramma giocoso Un giorno di regno e fu duramente fischiata, al punto che non ebbe neppure una replica; l'altra era un'opera su libretto di Temistocle Solera: Nabucodonosor (nota come Nabucco): sarà questa, il 9 marzo 1842, a decretare il trionfo di Giuseppe Verdi. Fu l'inizio di una folgorante e lunga carriera. Per oltre dieci anni Verdi scrisse in media un'opera all'anno, durante quelli che egli stesso definì i suoi anni di galera, nei quali era costretto a comporre per campare. Non tutti questi lavori godono oggi di una particolare fortuna critica, ma quando la musica zoppica, non manca comunque il senso del teatro. Proprio all'inizio di questo periodo il compositore fu colpito da gravi lutti familiari che lo portarono a perdere nel giro di pochi anni la moglie Margherita Barezzi e due figli. Tanto più, si dedicò anima e corpo al lavoro. Da I Lombardi alla prima crociata, andata in scena sempre alla Scala l'11 febbraio 1843, a Stiffelio, rappresentato al Teatro Grande di Trieste il 16 novembre 1850, fu comunque un susseguirsi quasi ininterrotto di successi. Verdi aveva trentasette anni e le sue opere erano ormai rappresentate nei teatri di tutta Europa. Nel 1847 si cimentò per la prima volta nel genere del Grand Opéra parigino, mettendo in scena I Lombardi nella nuova veste di Jerusalem.

La trilogia popolare e gli anni di Sant'Agata

Tra il 1851 e il 1853 vanno in scena tre opere tra loro assai diverse ma accomunate dalla medesima fortuna: Rigoletto, Il trovatore, La traviata sono i tre capolavori che chiudono una fase della vita artistica di Verdi. Nel frattempo Verdi aveva acquistato una tenuta nel Piacentino a Sant'Agata, una frazione di Villanova sull'Arda (PC), poco lontano da Busseto, dove si stabilì nella primavera del 1851 insieme alla sua nuova compagna, il soprano Giuseppina Strepponi, che sposerà nel 1859. Qui si dedicò con passione all'agricoltura, coltivò il suo interesse per l'arte, la poesia, l'economia e la politica. Fu anche eletto consigliere nella giunta della provincia di Piacenza. Dopo la trilogia popolare Verdi cercò fortuna a Parigi, come avevano fatto prima di lui molti operisti italiani. Il suo rapporto con il gusto teatrale francese non fu tuttavia facile e le opere composte per Parigi, o comunque sul modello francese, incontrarono meno i gusti del suo pubblico. fu un periodo di travaglio. Verdi finalmente poteva comporre senza fretta, ma il mondo musicale stava lentamente cambiando, anche in Italia, è rinnovarsi non era facile. Questo periodo di sperimentazione culminò nel 1871 con Aida, l'opera ambientata nell'antico Egitto e commissionata per celebrare l'inaugurazione del canale di Suez.

Gli ultimi anni

canale di Suez Dopo Aida Verdi scelse di ritirarsi. Le ragioni di questa scelta furono complesse. Forse sentì che la propria parabola creativa era giunta a un punto critico. Ma al tempo stesso non gli piaceva il modo in cui il mondo musicale e teatrale italiano si andava trasformando, ed era profondamente irritato dall'epiteto di wagnerista che la stampa italiana tendeva a muovere a qualsiasi compositore che faccia qualcosa di nuovo. Così, Verdi dichiarò di voler tornare a fare il contadino e si ritirò a Sant'Agata. A farlo uscire dall'isolamento fu Arrigo Boito, il giovane poeta e compositore italiano che gli offrì di scrivere un libretto per lui. Il soggetto sarebbe stato tratto dallo scrittore preferito William Shakespeare. Dopo otto anni di gestazione, macque così Otello (1887), seguito sei anni più tardi da un'altra opera shakespeariana, ancora su libretto di Boito: Falstaff. Senza Boito probabilmente non avremmo gli ultimi due capolavori di Verdi, poiché solo nel grande letterato veneto Verdi potè trovare un collaboratore alla sua altezza: di smisurata preparazione culturale, grande duttilità di versificazione e a sua volta musicista, ossia capace di pensare la poesia in funzione della musica. Le due opere, entrambe rappresentate alla Scala, ebbero un esito diverso. Otello incontrò immediatamente i gusti del pubblico affermandosi stabilmente in repertorio. Falstaff viceversa spiazzò i verdiani e i melomani italiani: non solo, per la prima volta dopo lo sfortunato e giovanile Un giorno di regno Verdi si cimentava nel teatro comico, ma spazzando via in un colpo solo tutte le convenzioni formali dell'opera italiana. Non a caso, se non diventò mai un'opera popolare, Falstaff fu sempre amata dai compositori ed esercitò un influsso decisivo sui giovani operisti, da Puccini ai compositori della Generazione dell'Ottanta. La vita di Giuseppe Verdi è stata caratterizzata da due periodi: uno giovanile, fatto di tribolazioni e lutti, ed uno della piena maturità, ricco di serenità e ispirazione creativa. Egli trascorse gli ultimi anni a Milano. Il 16 dicembre 1899 istituì l' Opera Pia - Casa di Riposo per i Musicisti: voleva assicurare il mantenimento a coloro «che si sono adoperati all'Arte Musicale» e che si trovavano in condizioni precarie. Dietro sua volontà, i primi ospiti accederanno alla casa di riposo solo dopo la sua morte. Nel testamento del 14 maggio 1900, Verdi designò erede universale una cugina di Busseto, Maria Verdi. Molti furono però i legati destinati a vari enti sociali, tra cui ovviamente la Casa di riposo per musicisti, nel cui oratorio il compositore fu sepolto, accanto alla moglie Giuseppina Strepponi, il 27 febbraio 1901.

Verdi e la politica

Grande sostenitore dei moti risorgimentali, dal 1861 al 1865 Verdi è stato deputato del primo Parlamento del Regno. Nel 1874, sebbene, profondamente deluso, si fosse ormai allontanato dalla politica - fu nominato senatore.

Le opere


- Oberto, Conte di San Bonifacio (Teatro alla Scala di Milano, 17 novembre 1839) - Dramma in due atti di Temistocle Solera
- Un Giorno di Regno (Teatro alla Scala di Milano, 5 settembre 1840) - Melodramma giocoso in due atti di Felice Romani
- Nabucco (Teatro alla Scala di Milano 9 marzo 1842) - Dramma lirico in quattro parti di Temistocle Solera
- I Lombardi alla prima Crociata (Teatro alla Scala di Milano, 11 febbraio 1843) - Dramma lirico in quattro atti di Temistocle Solera
- Ernani (Teatro La Fenice di Venezia, 9 marzo 1844) - Dramma lirico in quattro parti di Francesco Maria Piave
- I due Foscari (Teatro Argentina di Roma, 3 novembre 1844) - Tragedia lirica in tre atti di Francesco Maria Piave
- Giovanna d'Arco (Teatro alla Scala di Milano, 15 febbraio 1845) - Dramma lirico in un prologo e tre atti di Temistocle Solera
- Alzira (Teatro San Carlo di Napoli, 12 agosto 1845) - Tragedia lirica in un prologo e due atti di Salvatore Cammarano
- Attila (Teatro La Fenice di Venezia, 17 marzo 1846) - Dramma lirico in un prologo e tre atti di Temistocle Solera
- Macbeth (Teatro della Pergola, 14 marzo 1847) - Melodramma in quattro parti di Francesco Maria Piave
- I Masnadieri (Teatro Her Majesty di Londra, 22 luglio 1847) - Melodramma tragico in quattro parti di Andrea Maffei
- Il corsaro (Teatro Grande di Trieste, 25 ottobre 1848) - Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
- La battaglia di Legnano (Teatro Argentina di Roma, 27 gennaio 1849) - Tragedia lirica in quattro atti di Salvatore Cammarano
- Luisa Miller (Teatro San Carlo di Napoli, 8 dicembre 1849) - Melodramma tragico in tre atti di Salvatore Cammarano
- Stiffelio (Teatro Grande di Trieste, 16 novembre 1850) - Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
- Rigoletto (Teatro La Fenice di Venezia, 11 marzo 1851) - Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
- Il trovatore (Teatro Apollo di Roma, 19 gennaio 1853) - Dramma in quattro parti di Salvatore Cammarano, completato da Leone Emanuele Bardare
- La traviata (Teatro La Fenice, 6 marzo 1853) - Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave
- I Vespri siciliani (Teatro de l'Operà di Parigi, 13 giugno 1855) - Dramma in cinque atti di Eugène Scribe e Charles Duveyrier)
- Simon Boccanegra (Teatro La Fenice, 12 marzo 1857) - Melodramma in un prologo e tre atti di Francesco Maria Piave
- Un ballo in maschera (Teatro Apollo di Roma, 17 febbraio 1859) - Melodramma in tre atti di Antonio Somma
- La forza del destino (Teatro Imperiale di Pietroburgo, 10 novembre 1862) - Opera in quattro atti di Francesco Maria Piave
- Don Carlos (Teatro de l'Operà di Parigi, 11 marzo 1867) - Opera in cinque atti di Joseph Méry e Camille Du Locle
- Aida (Teatro dell'Opera del Cairo, 24 dicembre 1871) - Opera in quattro atti di Antonio Ghislanzoni
- Otello (Teatro La Scala di Milano, 5 febbraio 1887) - Dramma lirico in quattro atti di Arrigo Boito
- Falstaff (Teatro La Scala di Milano, 9 febbraio 1893) - Commedia lirica in tre atti di Arrigo Boito

Il Verdi non operistico

Verdi si è cimentato anche al di fuori dal campo operistico. Dopo aver ricevuto la formazione di maestro di cappella - secondo la prassi italiana dell'epoca - scrisse molta musica sacra e strumentale, abbandonando però quasi completamente i generi non operistici, con l'eccezione della romanza da salotto, dopo l'inizio della carriera operistica. Oltre all'Inno delle Nazioni - composto per l' Esposizione Universale di Londra nel 1862, quando era deputato - Verdi scrisse una Messa di Requiem per la morte di Alessandro Manzoni (rappresentata nella Chiesa di San Marco a Milano il 22 maggio 1874). In realtà già dopo la morte di Rossini, nel 1869, Verdi propose come omaggio collettivo al compositore pesarese un Requiem composto da tutti i maggiori compositori italiani del tempo. Per sé riservò l'ultimo brano, quel "Libera me, Domine" che passerà, con alcuni cambiamenti, nel Requiem per Manzoni. Sempre nel campo della musica sacra, l'ateo Verdi lasciò i Quattro pezzi sacri, composti nella tarda maturità e pubblicati nel 1898: Ave Maria e Pater noster, da Dante, Laudi alla Vergine e Te Deum. L'unica incursione di Verdi nel genere cameristico è costituita dal Quartetto in mi minore per archi (1873).

Verdi ed il cinema

Film biografici, più o meno liberamente tratti dalla vita di Giuseppe Verdi:
- Giuseppe Verdi (1938) - film diretto da Carmine Gallone
-
Giuseppe Verdi (1953) - film diretto da Raffaello Matarazzo
- Giuseppe Verdi (1982) - sceneggiato televisivo diretto da Renato Castellani
-
Giuseppe Verdi (2000) - documentario di Francesco Barilli

Collegamenti esterni


- [http://www.giuseppeverdi.it/ sito ufficiale]
- [http://www.verdi-2001.com/ sito del centenario] Verdi, G Verdi G ja:ジュゼッペ・ヴェルディ th:จูเซปเป เวอร์ดิ

Venezia

Venezia è un comune di 266.181 abitanti capoluogo dell'omonima provincia nonché della regione Veneto. La città sorge sulla laguna veneta, nell'omonimo golfo distando 28 km da Treviso e una trentina da Padova. È stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Storia

Dalle dubbie origini, sembra che Venezia sia nata a seguito del flusso di rifugiati che, abbandonando la pianura padana sotto la spinta dell'invasione da parte dei Longobardi del nord Italia nel 568, si ritirò sulle 118 isolette lagunari. Posta alla frontiera dell'Impero Bizantino, sviluppò un forte spirito d'indipendenza che la portò ad essere una delle città stato che formarono le Repubbliche marinare, insieme a Genova, Pisa e Amalfi. Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), teoricamente eletto a vita, ma in pratica, spesso costretto a rimettere il proprio mandato a seguito di risultati insoddisfacenti del proprio governo. All'apice della sua potenza, Venezia controllava gran parte delle coste dell'Adriatico, molte delle isole dell'Egeo, inclusa Creta, e tra le principali forze commerciali nel Medio oriente. Il territorio della repubblica in Italia si estendeva fino al Lago di Garda ed al fiume Adda. Rispetto agli standard del tempo, il governo dei propri territori fu illuminato e molte delle città controllate da Venezia, come Bergamo, Brescia e Verona rivendicarono la sovranità veneziana durante la minaccia di invasioni straniere. Da un punto di vista di politica religiosa, la Repubblica di Venezia fu sempre gelosa della propria autonomia in campo ecclesiastico e caratterizzata da relativa tolleranza nei confronti di altre confessioni religiose. Questo atteggiamento indipendente pose la città spesso in contrasto con il Papato. Verona Il 21 novembre 1630 il Senato di Venezia fece un solenne voto alla Madonna: se fosse cessata la peste che stava imperversando, sarebbe stato eretto un imponente tempio alla Madonna. Dagli annali risulta che proprio da quel giorno non si ebbero più notizie di vittime della peste. I Veneziani mantennero così il voto, ed edificarono subito il tempio che porta il nome di La Madonna della Salute, in stile barocco. Nel XVIII secolo Venezia fu tra le città più raffinate d'Europa, con una forte influenza sull'arte, l'architettura e la letteratura del tempo. Il suo territorio comprendeva Veneto, Istria, Dalmazia, Cattaro e parte della Lombardia. Ma dopo 1070 anni d'indipendenza, il 12 maggio 1797 la città venne conquistata da Napoleone Bonaparte. Il Doge Ludovico Manin viene costretto da Napoleone ad abdicare. Viene sciolto il Consiglio della Repubblica Veneta e viene proclamato il Governo Provvisorio della Municipalità di Venezia. Il 16 maggio 1797 le truppe francesi occupano Venezia. Con la restaurazione ed il Trattato di Campoformio tra francesi ed austriaci, il 17 ottobre 1797 termina la Municipalità provvisoria di Venezia e vengono ceduti all'Austria il Veneto, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro. Nasce la Provincia Veneta dell'Austria sotto Francesco II d'Asburgo Lorena, con l'ingresso degli austriaci in città il 18 gennaio 1798. A seguito della restaurazione dopo il periodo napoleonico, il 9 giugno 1815 con il congresso di Vienna Venezia passa al Regno Lombardo-Veneto e nel 1866 entra a far parte del Regno d'Italia. Regno d'Italia

Amministrazione


- Classificazione climatica: zona E, 2345 GR/G

Gemellaggi

Venezia è gemellata con:
- Sarajevo, Bosnia Erzegovina, dal 1994
- Tallinn, Estonia
- Suzhou, Cina, dal 1980

Accordi di cooperazione


- Norimberga, Germania, dal 1999
- Istanbul, Turchia, dal 1993
- Kedke, Grecia, dal 2000
- Quingdao, Cina, dal 2001
- Salonicco, Grecia, dal 2003

La città

Oggi la Venezia lagunare è divisa nei sei sestieri di Dorsoduro, Santa Croce, San Polo, San Marco, Cannaregio e Castello e si sviluppa su ben 118 isolette collegate da 354 ponti e divise da 177 tra rii e canali. Il centro può essere considerato Piazza San Marco, per definizione unica piazza della città (le altre sono denominate Campi), una delle più belle al mondo, dove si trovano l'omonima basilica, il Palazzo Ducale ed il campanile storico. Un altro simbolo della città è il Ponte di Rialto su cui si affacciano le caratteristiche botteghe. Si può accedere al Centro Storico di Venezia in due modi: via terra con il ponte translagunare o via acqua con i servizi di vaporetto pubblico. In caso di arrivo via terra con linea ferroviaria o automobilistica, dai due terminal rispettivamente di Santa Lucia e di Piazzale Roma, si possono prendere tre direzioni per giungere a Piazza San Marco: Strada Nova, ponte di Rialto o ponte dell'Accademia. Dal momento che Venezia si presenta come un vero e proprio labirinto, è estremamente consigliabile munirsi di una mappa. La via più diretta è comunque quella che si snoda da piazzale Roma, ultimo posto percorribile dai mezzi motorizzati su ruote, al ponte dei Scalsi (o Ponte degli Scalzi), verso il Ponte delle Guglie, prosegue sempre diritta verso Rialto, dove si trova l'omonimo ponte, quindi si gira verso Campo San Luca, e quindi Piazza San Marco. Le altre strade, benché forse più brevi, si snodano attraverso calli e callette e risultano assai più tortuose. Altri importanti monumenti veneziani sono l'Arsenale, la chiesa di Santa Maria della Salute, la basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, le sinagoghe del Ghetto. I canali principali della città sono il Canal Grande ed il Canale della Giude