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| 6 Settembre |
6 settembre
Il 6 settembre è il 249° giorno del Calendario Gregoriano (il 250° negli anni bisestili).
Mancano 116 giorni alla fine dell'anno.
Eventi
- 3761 AC - primo giorno del Calendario ebraico.
- 394 - Battaglia del Frigido: L'imperatore romano Teodosio I (cristiano), sconfigge e uccide l'usurpatore Flavio Eugenio, e il suo generale franco Arbogasto.
- 1522 - La Vittoria, una delle navi sopravvissute della spedizione di Ferdinando Magellano, ritorna a San Lucar de Barrameda, in Spagna, diventando la prima nave ad aver circumnavigato il globo.
- 1620 - I Padri Pellegrini salpano da Plymouth, Inghilterra, a bordo della Mayflower, per insediarsi in Nord America.
- 1628 - I Puritani si insediano a Salem che in seguito diverrà parte della Colonia della Baia di Massachusetts.
- 1847 - Henry David Thoreau lascia Walden Pond e si trasferisce, assieme a Ralph Waldo Emerson e alla sua famiglia, a Concord (Massachusetts).
- 1861 - Guerra civile americana: Le forze comandate dal Generale dell'Unione Ulysses S. Grant catturano senza combattere Paducah (Kentucky), il che da all'Unione il controllo della foce del fiume Tennessee.
- 1863 - Guerra civile americana: I Confederati evacuano le isole di Battery Wagner e di Morris, nella Carolina del Sud.
- 1901 - L'anarchico americano Leon Czolgosz spara e ferisce mortalmente il presidente statunitense William McKinley, all'Esposizione Panamericana di Buffalo (New York).
- 1915 - Il primo prototipo di carro armato viene testato dall'Esercito britannico per la prima volta.
- 1937 - Guerra civile spagnola: Inizia la Battaglia di El Mazuco.
- 1939 - Seconda guerra mondiale: Il Sud Africa dichiara guerra alla Germania.
- 1941 - Olocausto: L'obbligo di indossare la Stella di David con soprascritta la parola "Jude" ("giudeo"), viene estesa a tutti gli ebrei sopra l'età di 6 anni, nelle aree occupate dalla Germania Nazista.
- 1948 - Giuliana diventa regina dei Paesi Bassi.
- 1949 - Le autorità militari Alleate restituiscono il controllo dei beni della Germania Nazista alla Germania.
- 1965 - Guerra del 1965: L'India attacca il Pakistan e annuncia che le sue forze cattureranno Lahore nel giro di un'ora.
- 1966 - A Città del Capo, il principale fautore dell'Apartheid, il Primo Ministro Hendrik Verwoerd, viene accoltellato durante una seduta parlamentare.
- 1968 - Lo Swaziland diventa indipendente.
- 1972 - Massacro di Monaco: alcuni atleti e allenatori Israeliani vengono uccisi quando la polizia tedesca assale i membri di Settembre Nero, in un fallito tentativo di liberare gli ostaggi.
- 1976 - Guerra Fredda: Il tenente dell'aeronautica militare sovietica, Viktor Belenko atterra con un caccia MiG-25 a Hakodate, sull'isola di Hokkaido in Giappone e chiede asilo politico agli Stati Uniti.
- 1983 - L'Unione Sovietica ammette l'abbattimento del Volo Korean Air KAL-007, dichiarando che i piloti non sapevano si trattasse di un volo civile, quando questo violò lo spazio aereo sovietico.
- 1986 - Ad Istanbul, due terroristi arabi dell'organizzazione di Abu Nidal, uccidono 22 persone e ne feriscono sei, all'interno della sinagoga Neve Shalom, durante la funzione de Sabbath.
- 1991 - L'Unione Sovietica riconosce l'indipendenza degli stati baltici.
- 1991 - Il nome San Pietroburgo viene ripristinato per la seconda città della Russia, che si chiamava Leningrado dal 1924.
- 1995 - Cal Ripken Jr. infrange il record di Lou Gehrig, giocando la 2131 partita di baseball consecutiva.
- 1997 - Il funerale di Diana, Principessa del Galles, nell'Abbazia di Westminster, attrae una grande folla.
- 2000 - A New York, inizia il Summit del Millennio delle Nazioni Unite, con più di 180 leader mondiali presenti.
Nati
- 1620 - Isabella Leonarda, compositrice
- 1757 - Marchese di Lafayette, nobile e rivoluzionario francese († 1834)
- 1766 - John Dalton, chimico e fisico britannico († 1844)
- 1781 - Anton Diabelli, editore musicale e compositore
- 1795 - Frances Wright, scrittore, attivista, docente († 1852)
- 1800 - Catharine Beecher, educatrice († 1878)
- 1802 - Alcide Charles Victor Marie Dessalines d'Orbigny, naturalista francese († 1857)
- 1825 - Giovanni Fattori, pittore italiano
- 1829 - Marie Zakrzewska, medico
- 1839 - Louise-Lëonie Rouzade, scrittore, socialista
- 1857 - Zelia Nuttall, archeologa, storica
- 1859 - Boris Yakovlovic Bukreev, matematico russo († 1962)
- 1860 - Jane Addams, operatrice sociale († 1935)
- 1868 - Margaret Dreier Robins, sindacalista e riformatrice
- 1869 - Felix Salten, scrittore († 1945)
- 1877 - Buddy Bolden, musicista jazz statunitense († 1930)
- 1888 - Joseph P. Kennedy, Sr., patriarca della Famiglia Kennedy († 1969)
- 1890 - Claire Chennault, soldato († 1958)
- 1899 - Billy Rose, compositore († 1966)
- 1900 - W.A.C. Bennett, politico canadese († 1979)
- 1901 - Ernst Weber, fisico
- 1904 - Slapsie Maxie Rosenbloom, pugile († 1976)
- 1907 - Maurice George Kendall, statistico statunitense
- 1925 - Andrea Camilleri, scrittore italiano
- 1928 - Robert M. Pirsig, scrittore
- 1929 - Yash Johar, produttore cinematografico indiano
- 1937
- Jo Anne Worley, attrice statunitense
- Sergio Aragonés, illustratore
- 1937 - Brigid Berlin, attore ed artista
- 1943 - Roger Waters, musicista britannico, leader dei "Pink Floyd"
- 1944 - Swoosie Kurtz, attrice statunitense
- 1947 - Jane Curtin, attrice statunitense
- 1952 - James Lew, artista marziale ed attore statunitense
- 1958 - Jeff Foxworthy, comico ed autore statunitense
- 1964 - Rosie Perez, attrice statunitense
- 1972 - China Miéville, scrittore
- 1973 - Alessandro Troncon, rugbista italiano
- 1974
- Justin Whalin, attore statunitense
- Tim Henman, tennista britannico
- 1986 - Thomas Lüthi, motociclista svizzero
Morti
- 972 - Papa Giovanni XIII
- 1683 - Jean-Baptiste Colbert, ministro delle finanze francese
- 1688 - Giacomo II d'Inghilterra
- 1782 - Martha Wayles Skelton Jefferson
- 1902 - Frederick Augustus Abel, chimico britannico
- 1951 - Joan Vollmer, moglie di William S. Burroughs
- 1952 - Gertrude Lawrence, attrice britannica (n. 1898)
- 1962 - Hanns Eisler, compositore tedesco (n. 1898)
- 1966
- Hendrik Verwoerd, primo ministro sudafricano
- Margaret Sanger, attivista per il controllo delle nascite
- 1984 - Ernest Tubb, cantante country
- 1998 - Akira Kurosawa, regista giapponese (n. 1910)
- 2004
- Antonio Corpora, pittore italiano
- Marino Brancaccio, ex presidente del Napoli
Feste e ricorrenze
Nazionali
Religiose
Santi cattolici:
- Sant'Eva, martire venerata a Dreux
- San Liberato da Loro Piceno, frate
- Sant'Onesiforo, discepolo di san Paolo, martire
- Sant'Umberto di Maroilles, abate
- San Zaccaria, profeta
Laiche
06
ja:9月6日
ko:9월 6일
simple:September 6
th:6 กันยายน
Calendario gregorianoIl Calendario gregoriano è in vigore dal 15 ottobre 1582,
che è seguito al 4 ottobre del Calendario giuliano.
Il 4 ottobre 1582 fu infatti stabilito che il giorno successivo sarebbe stato non il 5 ottobre, ma il 15 ottobre. Questa decisione si rese necessaria in quanto essendo un anno giuliano lungo 365 giorni e 6 ore, e dunque in eccesso di 11 minuti e 14 secondi rispetto all'anno solare, il calendario giuliano accumulava un giorno di ritardo ogni 128 anni.
Come conseguenza di ciò, al 4 ottobre 1582 la differenza accumulata nei secoli era ormai di 10 giorni; questo significava, ad esempio, che la primavera, in base alle osservazioni astronomiche effettuate, non risultava più iniziare il 21 marzo, ma l'11 marzo.
Per rimettere le cose a posto, si decise di compiere il "salto" di giorni, e di modificare il metodo di computo del tempo in modo da tener conto del ritardo accumulato.
La nuova regola prevedeva che venissero saltati gli anni bisestili degli anni terminanti con 00 (multipli di 100) salvo quelli multipli di 400.
Quindi sono bisestili tutti gli anni divisibili per 4 (per i quali la divisione per 4 ha come resto zero), tranne gli anni multipli di 100, ma non di 400. Da questo si deduce che 1700 e 1800 non sono bisestili, mentre 1600 è bisestile come anche 1604. Questa suddivisione porta nel calendario gregoriano una periodicità di 400 anni equivalenti a 365 - (300 + 3) + 366 - (96 + 1) = 146.097 giorni (dove 300 sono gli anni non divisibili per 4; 3 sono gli anni terminanti con 100, 200, 300; 96 sono gli anni divisibili per 4; e 1 l'anno terminante con 400). Poiché 146.097 è divisibile per 7 si ha anche la ciclicità settimanale ogni 400 anni. Questo vuol dire che i calendari sono esattamente uguali ogni 400 anni; il calendario del 2000 è uguale a quello del 1600 e sarà uguale a quello del 2400, del 2800, ...
È stata introdotta questa regola, che sembra abbastanza contorta, per poter creare un calendario che fosse abbastanza preciso ed evitasse di effettuare aggiustamenti vari (soppressione o creazione di giorni ogni tot di mesi, per far coincidere le stagioni con i mesi). Il calendario gregoriano apporta una discreta precisione, di molto superiore a tutti i calendari che l'hanno preceduto nel vecchio mondo; infatti tale calendario, in media sui 400 anni, è di solo 26 secondi circa più lungo del periodo di orbita della Terra intorno al Sole. Questa discrepanza equivale a circa un giorno ogni 3.323 anni, quindi essendo stato istituito nell'anno 1582 bisognerà sopprimere un giorno soltanto nell'anno 4905 per non avere, per esempio, che la primavera inizi il 20 di marzo al posto del 21.
Il calendario gregoriano entrò subito in vigore in Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Lussemburgo. Nell'arco di due anni venne adottato pure nei territori cattolici tedeschi, dei Paesi Bassi e svizzeri e in Belgio e, nel 1587, in Ungheria.
In seguito, ma non immediatamente, si uniformarono anche gli stati luterani, calvinisti e anglicani: gli stati tedeschi incominciarono ad introdurlo agli inizi del 1700 e in maniera completa nel 1775, in Gran Bretagna e colonie inglesi nel 1752 (una legge del 1751 stabiliva che dall'anno successivo tutti i territori di tutto il mondo sotto il dominio inglese adottassero tale calendario) e in Svezia nel 1753.
In altri paesi, tra cui quelli di confessione ortodossa, il vecchio calendario è rimasto in vigore fino ai primi decenni del secolo scorso: in Russia è stato introdotto dal governo rivoluzionario nel 1918, mentre la Chiesa Ortodossa russa (con quella di Serbia e di Gerusalemme) ha continuato a mantenere il calendario giuliano. Da ciò nasce l'attuale differenza di 13 giorni tra le festività religiose "fisse" ortodosse e quelle delle altre confessioni cristiane.
A dire il vero, il calendario entrato in uso nei paesi ortodossi ha una regola leggermente diversa per decidere quali anni multipli di 100 sono bisestili: sono infatti quelli per cui, prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9, il resto è 2 oppure 6. Il primo anno in cui ci sarà una differenza con il calendario gregoriano sarà il 2800. La scelta dovrebbe servire ad accordare meglio la durata dell'anno con quella astronomica.
Le Chiese Ortodosse (ad eccezione di quella finlandese) hanno, invece, mantenuto il vecchio metodo di calcolo della festività di Pasqua e di quelle ad essa collegate, Ascensione e Pentecoste.
Nel calendario gregoriano è stato scelto come anno 1 (anno iniziale) l'anno di nascita di Gesù (anche se ci si accorse poi che i calcoli fatti erano errati in eccesso di circa 7 anni, quindi Gesù dovrebbe essere nato intorno all'anno 7 AC). Ne consegue che tutti gli anni dall'anno 1 in poi sono detti anni dopo la nascita di Cristo e possono essere indicati con la sigla finale DC (Dopo Cristo). Invece per gli anni precedenti alla nascita di Cristo sono seguiti dalla scritta AC (Avanti Cristo). Tutti gli anni senza sigla finale si intendono anni successivi alla nascita di Gesù, mentre quelli precedenti si possono indicare anche con un numero negativo. Il primo anno prima dell'anno 1 DC è l'anno 1 AC e quindi nel calendario gregoriano non esiste l'anno zero, inoltre ogni nuovo decennio, centennio, millennio, ... inizia sempre con l'anno terminante con uno e non con zero, altrimenti il primo decennio, centennio, millennio, ... non sarebbe composto rispettivamente da dieci, cento, mille, ... anni. Per esempio il primo decennio deve essere composto da 10 anni e quindi comprende gli anni 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e quindi il secondo decennio inizia con l'anno 11. Così il terzo millennio inizia con l'anno 2001.
il 1° gennaio 4713 AC è il Giorno Giuliano (JD) zero (il giorno 1 inizia alle 12AM del detto giorno) che fu introdotto dall'astronomo francese di Agen Josephus Justus Scaliger nel 1583. Egli assunse la stessa data d'inizio così lontana nel tempo, in modo da comprendere ogni avvenimento storico od astronomico conosciuto. Lo chiamò "Giuliano" dal nome di suo padre: il padovano Giulio Cesare della Scala.
Il 4713 AC è il minimo anno che in teoria può assumere il calendario gregoriano ed è anche l'anno minimo possibile in molti programmi.
Voci correlate
- Calendario giuliano
- Calendario romano
- anno bisestile
- calcolo della Pasqua
Collegamenti esterni
Maggiori dettagli si possono trovare sul sito [http://www.liceofoscarini.it/didattic/astronomia/astro/cal_giuliano.html dettagli sul Calendario giuliano]
Gregoriano
als:Gregorianischer Kalender
ja:グレゴリオ暦
ko:그레고리력
ms:Kalendar Gregory
simple:Gregorian calendar
th:ปฏิทินเกรกอเรียน
Anno bisestileL'anno bisestile è un accorgimento utilizzato nel Calendario Giuliano e nel Calendario Gregoriano per mantenere in sincronia l'anno civile con il ciclo delle stagioni.
Le stagioni si ripetono una volta ogni anno tropico (il tempo che intercorre tra due equinozi o solstizi dello stesso tipo). Questo periodo è di circa 365.2422 giorni, cosicché un calendario di solo 365 giorni farebbe pian piano slittare le stagioni. Intercalando ogni 4 anni di calendario un anno bisestile, lungo 366 giorni anziché 365, questo slittamento può essere corretto con sufficiente approssimazione. Il giorno "aggiuntivo" viene inserito alla fine del mese di Febbraio, con l'addizione del 29 febbraio. Inoltre, per evitare la necessità di ulteriori slittamenti di sincronizzazione, il giorno non viene aggiunto agli anni divisibili per 100 (anno zero del secolo), escluso quelli divisibili per 400; in questo modo, in media, la mancata sincronizzazione si mantiene sempre minore di un giorno.
C'è quindi una semplice regola per verificare se un dato anno è bisestile solo conoscendo il suo numero:
:Un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per 4, tranne che se sia divisibile per 100 (ma è bisestile se è divisibile per 400).
Categoria:Calendari
als:Schaltjahr
ja:閏年
ko:윤년
simple:Leap year
th:ปีอธิกสุรทิน
AnnoUn anno indica un periodo di tempo pari a quello impiegato dalla Terra per completare la sua orbita attorno al Sole. Un anno è diviso in 365 giorni, ma poiché la Terra completa la sua orbita in un tempo leggermente superiore si è reso necessario introdurre degli anni bisestili composti da 366 giorni, per correggere la discrepanza. Per estensione il termine anno si applica al periodo orbitale di qualsiasi pianeta, nel qual caso anno viene fatto seguire da un aggettivo (come in anno marziano).
In astronomia, vengono definiti diversi tipi di anno:
- anno siderale: definisce il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della propria orbita, misurata relativamente a un insieme di punti di riferimento (come le stelle fisse). La sua durata media è di 365,256363051 giorni (365g 6h 9m 10s).
:La reale durata dell'anno varia, in quanto il movimento della Terra è influenzato dalla gravità della Luna e degli altri pianeti.
- anno tropico: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione, con riferimento alla struttura formata dall'intersezione tra l'ellittica (il piano su cui orbita la Terra) e il piano dell'equatore (il piano perpendicolare all'asse di rotazione della Terra). A causa della precessione, questa struttura arretra leggermente lungo l'ellittica, rispetto alle stelle fisse. Come conseguenza, l'anno tropico è leggermente più breve di quello siderale. La sua durata media corrisponde a 365,24218967 giorni (365d 5h 48m 45s).
- anno anomalo: il periodo in cui la Terra completa una rivoluzione della sua orbita con rispetto ai suoi apsidi. L'orbita terrestre è ellittica; i punti estremi dell'ellisse, chiamati apsidi, sono:
# il perielio, dove la Terra è più vicina al Sole (attorno al 2 gennaio)
# l'afelio, quando la Terra è più lontana dal Sole (attorno al 2 luglio).
:A causa dell'interferenza gravitazionale degli altri pianeti, la forma e l'orientamento dell'orbita non sono fissi, e gli apsidi si spostano lentamente rispetto ai punti di riferimento. Per questo, l'anno anomalo è leggermente più lungo dell'anno siderale. In media 365,259635864 giorni (365g 6h 13m 52s).
- anno eclittico: il periodo impiegato dal Sole (come viene visto dalla Terra) per completare una rivoluzione con riferimento a un nodo lunare, dell'orbita della Luna (il punto in cui l'orbita lunare interseca l'ellittica). Questo periodo è associato con le eclissi: avviene solo quando sia il Sole che la Luna sono vicini a uno di questi nodi; quindi le eclissi avvengono entro circa un mese ogni mezzo anno eclittico. Ci sono quindi due stagioni eclittiche ogni anno. La durata media dell'anno eclittico è di 346,620075883 giorni.
- similarmente all'anno eclittico, viene definito un periodo in cui il Sole (come viene visto dalla Terra) completa una rivoluzione con riferimento al perigeo dell'orbita lunare. Questo periodo, poco citato nella letteratura astronomica, è associato con la dimensione apparente della Luna piena, e anche con la durata variabile del mese sinodico. La durata di questo periodo è di 411,78443029 giorni.
Il Calendario normalmente cerca di adeguarsi all'anno tropico, poiché le stagioni sono determinate da questo tipo di anno.
Per ragioni pratiche l'anno del calendario è composto da un numero intero di giorni. Nel calendario attualmente in uso della società occidentale, il calendario gregoriano, gli anni hanno 365 giorni. Allo scopo di tenerlo sincronizzato con l'anno tropico, ogni quattro anni il calendario conta 366 giorni.
La principale eccezione al calendario gregoriano è il calendario islamico, un calendario lunare senza anni bisestili, nel quale le ricorrenze si spostano attraverso le stagioni.
L'anno giuliano: base del calendario giuliano aveva una durata di 365,25 giorni.
L'anno gaussiano dura 365,2568983 giorni, ed è derivato dalla "costante gravitazionale gaussiana" che viene espressa in unità del sistema solare.
L'anno besseliano: è un anno tropico che inizia quando il Sole raggiunge la longitudine ellittica di 280°. Tale longitudine viene sempre raggiunta attorno al 1 gennaio. Prende il nome dall'astronomo e matematico del XIX secolo Friedrich Bessel.
Voci correlate
- Anno luce
Categoria:Astronomia e Astrofisica
Categoria:Unità di tempo
ja:年
ms:Tahun
simple:Year
zh-min-nan:Nî
Calendario ebraicoIl calendario ebraico è un calendario calcolato su base sia solare che lunare. L'anno è composto di 12 (o 13) mesi di 29 (o 30) giorni ciascuno.
Le festività ebraiche sono definite in relazione al calendario ebraico, poiché alcune di queste legate strettamente alla stagione, esse devono cadere nella stagione giusta.
Secondo le conoscenze astronomiche di quando il calendario venne codificato (nel 358 da Hillel II°) la durata del mese coincide con un ciclo lunare completo che dura grossomodo 29 giorni, 12 ore e 44 secondi. L'anno solare, però, dura circa 365 giorni, 5 ore e 55 secondi. Da questo deriva che nell'arco di un'anno il calendario lunare di 12 mesi resta indietro di circa 10 giorni e 21 ore rispetto a quello solare.
Ogni 19 anni, il ritardo del calendario esclusivamente lunare, viene ad annullarsi. Per questo motivo in alcuni anni viene aggiunto un tredicesimo mese (Adar Sheni) per compensare il ritardo prodotto dai diversi periodi di Sole e Luna.
Le rilevazioni più precise possibili al giorno d'oggi introducono una piccola variazione di circa 7 minuti per il periodo solare e di qualche decimo di secondo per quello lunare introducendo un ulteriore errore di circa 2 giorni ogni 1000 anni. Inoltre si sà che la velocità della Luna è in continuo, anche se infinitesimale, aumento con una conseguente riduzione del periodo lunare.
Il ciclo degli anni
Il calendario ebraico è composto da cicli di 19 anni divisi tra normali (peshutim) ed embolismici (meubbarim) nei quali viene aggiunto un tredicesimo mese. Gli anni embolismici sono il 3°, il 6°, l' 8°. l'11°, il 14°, il 17° ed il 19° anno del ciclo.
Se ne ricava che il ciclo è composto di 12 anni di 12 mesi (144 mesi) e da sette anni di 13 (91 mesi) per un complessivo di 235 mesi lunari.
Il ciclo dei mesi
Come per gli anni anche i mesi possono avere durate differenti per compensare l'errore presente nella durata del ciclo lunare. Vi sono, quindi, i mesi completi (di 30 giorni) e quelli mancanti (di 29 giorni)
I mesi completi sono: Nissan, Sivan, Av, Tishri, Shevat
I mesi mancanti sono: Yiar, Tamuz, Elul, Tevet, Adar Sheni
il mese di Adar, è mancante negli anni normali, completo negli anni embolismici.
I mesi di Chesvan e di Kislev variano di durata a seconda del tipo di anno.
La sequenza dei mesi del calendario ebraico è la seguente:
- Tishrì
- Cheshvan
- Kislev
- Tevet
- Shevat
- Adar
- (Adar Shenì)
- Nissan
- Yiar
- Sivan
- Tamuz
- Av
- Elul
Il giorno e la notte
Secondo il calendario ebraico, e l'ebraismo in generale, il giorno inizia e termina con il tramonto. Nei primi versi della Genesi (1;3-5), infatti, si recita: "Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno". Da qui si deduce che l'inizio del tempo fosse nell'oscurità e terminasse con il sopraggiungere della nuova oscurità.
I giorni della settimana, nel calendario ebraico, non hanno nomi particolari ma vengono indicati con i numerali, dove il sabato viene considerato contemporaneamente il primo e l'ultimo giorno (giorno 0 o 7°)
L'anno sabbatico
Ogni sette anni cade un anno sabbatico, ovvero un anno durante il quale i campi devono essere lasciati a riposo, i crediti ed i debiti vengono saldati, gli schiavi ebrei recuperano la libertà.
Questa usanza deriva da due passi della Torah: Deuteronimio 15;1-3 "Alla fine di ogni sette anni celebrerete l'anno di remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l'anno di remissione per il Signore. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere" ed ancora in Esodo 21;2 "Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene libero, senza riscatto. Se è entrato solo, uscirà solo; se era coniugato, sua moglie se ne andrà con lui. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie, la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo.""
Il giubileo
Oltre all'anno sabbatico, un'altro anno particolare è comandato: Il giubileo. Ogni 50 anni la libertà viene restituita a tutto il popolo, le proprietà tornano in mano agli originali padroni e i campi vengono lasciati riposare come nell'anno sabbatico. Questo precetto è descritto in Levitico 25;10-13: "Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest'anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo."
Il capo d'anno
Secondo il calendario ebraico esistono 3 occorrenze di Capo d'anno ognuna con un significato diverso. Il Capodanno, così come lo si considera nella cultura occidentale, si identifica con la festa di Rosh haShana che cade il primo giorno di Tishrì. Questo primo capodanno introduce ai dieci giorni penitenziali che precedono lo Yom Kippur durante i quali il popolo ebraico prende coscienza del proprio comportamento nell'anno precedente invocando la grazia al Signore.
Un secondo capodanno cade il 15 di Shevat, in occasione di Tu BiShvat, il capodanno degli alberi che ha un richiamo prevalente all'anno agricolo.
Il terzo capodanno, che cade il giorno 1 del mese di Nissan, il mese di Pesach, considerato come il capodanno religioso. È infatto con l'uscita del popolo ebraico dall'Egitto che si forma una vera coscienza religiosa ebraica.
Collegamenti esterni
[http://www.torah.it/lunario/]Lunario perpetuo
Categoria:Ebraismo Categoria:Calendari
ja:ユダヤ暦
394
Eventi
- 6 settembre - Battaglia del Frigido: L'imperatore romano Teodosio I (cristiano), sconfigge e uccide l'usurpatore Flavio Eugenio, e il suo generale franco Arbogaste.
- L'imperatore Teodosio sopprime i giochi olimpici e chiude l'oracolo di Delfi
- La Statua di Zeus viene trasportata a Costantinopoli
Nati
Morti
- Nicomaco Flaviano - storico e grammatico romano
094
ko:394년
Teodosio I
Teodosio I il Grande - Di nome Flavio nacque l'11 gennaio 347, a Cauca (Segovia) nella Spagna nord occidentale e morì a Milano il 17 gennaio 395. Era figlio di Teodosio il Vecchio, funzionario imperiale di rango elevato. Teodosio fu l'ultimo imperatore romano a regnare su un impero unificato. Gli imperatori che ereditarono da lui si spartirono l'impero, che in seguito non fu mai più governato da un solo uomo. È passato alla storia anche per aver reso il Cristianesimo religione di ufficiale di stato dell'Impero Romano.
Dopo che Teodosio era stato costretto a ritirarsi nella natia Spagna, probabilmente in seguito ad una sconfitta delle sue legioni da parte dei Sarmati in Mesia, sul finire dell'anno 374, e dopo la morte del padre, giustiziato l'anno successivo, nulla si sa di lui fino a quando, nel 378, in seguito alla morte dell'imperatore Valente nella Battaglia di Adrianopoli, l'imperatore Graziano lo nominò co-Augusto d'Oriente. Dopo il 392, a seguito della morte dell'imperatore Valentiniano II, da lui sostenuto contro tutta una serie di usurpatori, Teodosio governò come imperatore unico, sconfiggendo l'usurpatore Flavio Eugenio nella Battaglia del Frigido, del 6 settembre 394. Dalla prima moglie Elia Flacilla ebbe due figli, Arcadio e Onorio, ed una figlia, Pulcheria. Dalla seconda moglie, Galla, figlia dell'imperatore Valentiniano I, ebbe una figlia, la famosissima Galla Placidia, madre del futuro imperatore Valentiniano III.
Rapporti diplomatici con i Goti
Durante il regno di Teodosio le regioni orientali rimasero relativamente tranquille. I Goti, insieme ai loro alleati, si erano insediati stabilmente nei Balcani ed erano motivo di continuo allarme. La tensione crebbe a poco a poco, tanto che, a un certo punto, l'imperatore associato Graziano rinunciò a mantenere il controllo delle provincie illiriche e si ritirò a Treviri, che a quel tempo si trovava in Gallia. Questa manovra aveva lo scopo di consentire a Teodosio di portare avanti senza intralci le successive operazioni militari. Un motivo di grave debolezza degli eserciti romani del tempo era legato alla pratica di arruolare contingenti fra le popolazioni barbare e farli combattere contro altri barbari, loro fratelli. Teodosio fu costretto a mettere un freno a questa pericolosa abitudine, inviando le nuove reclute nel lontano Egitto, con la necessaria e costosa conseguenza di doverle rimpiazzare con leve di più affidabili romani nelle altre provincie dell'impero. Nonostante ciò si ha notizia di improvvise defezioni di contingenti barbari e dei frequenti rovesci militari che ne furono conseguenza.
Graziano inviò alcuni generali per liberare l'Illiria dai Goti, consentendo a Teodosio di entrare finalmente a Costantinopoli il 24 novembre del 380, al termine di una campagna militare durata due anni. Il 3 ottobre 382 fu stipulato con i Goti stessi, o perlomeno con quelli che erano scampati alla guerra, un trattato che li autorizzava a stanziarsi lungo il corso del Danubio, che allora costituiva il confine dell'impero, e più precisamente nella diocesi di Tracia, e di godervi un'ampia autonomia. In seguito molti di loro avrebbero militato stabilmente nelle legioni romane, altri avrebbero partecipato a singole campagne militari in qualità di federati, altri ancora, riuniti in bande di mercenari, avrebbero continuato a cambiare alleanza, finendo col diventare un motivo di grande e perdurante instabilità politica per tutto l'impero. Negli ultimi anni del regno di Teodosio uno dei capi goti emergenti, Alarico I, partecipò alla campagna che Teodosio condusse nel 394 contro il rivale Eugenio, per poi rivoltarsi contro Arcadio, figlio di Teodosio e suo successore in oriente, subito dopo la morte dello stesso Teodosio.
Guerre civili nell'Impero
La guerra scatenata da Eugenio, i cui eserciti marciavano al grido di Ercole invincibile, rappresentò l'ultimo tentativo di restaurare, almeno in una parte dell'impero, gli antichi culti religiosi ormai messi in discussione dall'avanzata del Cristianesimo.
Cristianesimo
Teodosio, mecenate delle arti
Nel 390 Teodosio fece trasportare dall'Egitto a Costantinopoli l'obelisco di Karnak. Questa immensa preda di guerra si erge tuttora nell'Ippodromo, la grande arena dotata di una lingua pista per le corse dei cavalli, che fu un tempo il centro pulsante della vita pubblica e politica di Costantinopoli, nonché il luogo in cui spesso scoppiarono tumulti popolari. L'erezione dell'enorme monolito costituì uno sforzo titanico per la tecnologia dell'epoca, che aveva fatto grandi progressi anche grazie alla produzione di apparati bellici per gli assedi delle città. L'obelisco, ornato dal simbolo della divinità solare Helios, fu in un primo tempo spostato da Karnak ad Alessandria, sulle ali dell'entusiasmo popolare per l'affermazione del cristianesimo verso la metà del secolo, e lì rimase per tutto il tempo di una generazione, immagazzinato nei depositi del porto, mentre si cercava affannosamente di trovare il modo di imbarcarlo per spedirlo a Costantinopoli. La soluzione trovata alla fine non fu soddisfacente, tanto è vero che l'obelisco si spezzò durante il trasporto.
Il grande basamento di marmo bianco (vedere l'illustrazione) è interamente ricoperto di bassorilievi che raffigurano la corte imperiale riunita al gran completo per festeggiare il trionfo dell'ingegneria che consentì la realizzazione di questa opera ciclopica. Teodosio e la famiglia imperiale sono separati dal pubblico, composto interamente da nobili, e si trovano in un palco imperiale sormontato da un'ampia copertura, simbolo del loro rango reale. Il naturalismo, caratteristica tradizionale delle arti figurative romane, cede qui il passo ad un'arte di tipo più simbolico: il concetto di ordine, dignità e lignaggio, raffigurato mediante schiere serrate di volti umani, tende a soppiantare la prosaica rappresentazione della vita quotidiana, tipica della ritrattistica pagana.
A quanto pare Teodosio apparteneneva ad una famiglia che professava il Credo niceno che si contrapponeva all'Arianesimo. La circostanza è confermata dal fatto che, solo due giorni dopo essere giunto a Costantinopoli, Teodosio, con un atto che non mancò di produrre una violenta reazione, espulse dalla città il vescovo ariano Demofilo di Costantinopoli, affidando la conduzione delle chiese cittadine a Gregorio Nazianzo, il patriarca della piccola comunità locale che praticava il credo niceno. Teodosio era appena stato battezzato dal vescovo Acolio di Salonicco (allora chiamata Thessalonica), mentre era gravemente ammalato, come era usanza nei primi tempi del Cristianesimo. In febbraio, insieme a Graziano, pubblicò un editto che imponeva a tutti i sudditi dell'impero di professare la fede cristiana, secondo il rito dei vescovi di Roma ed Alessandria, editto che fu poi confermato dal successore Teodosio II con il cosiddetto Codice Teodosiano. La nuova legge riconosceva a quelle due sedi episcopali il primato in materia di Teologia. Va notata, tuttavia, l'influenza dei teologi di Costantinopoli, i quali, essendo sotto la diretta giurisdizione dell'imperatore, erano a volte destituiti e reintegrati in base al loro maggiore o minore grado di acquiscenza ai voleri imperiali.
Nella prima parte del suo regno Teodosio sembra aver ignorato il ruolo semi-ufficiale che avevano ormai raggiunto il potere e l'influenza dei vescovi cristiani; infatti si era pronunciato per la conservazione dei templi e delle statue pagane, intesi come utili supporti alla religione di stato ufficiale. In seguito, tuttavia, con una serie di decreti imperiali, detti, appunto, decreti teodosiani, aveva gradualmente stabilito che tutte le feste pagane che non erano state trasformate in festività cristiane diventavano automaticamente giorni lavorativi (398). Nel 391 Teodosio dichiarò illegali i sacrifici cruenti ed emise un decreto secondo cui "nessuno doveva visitare i santuari pagani, entrare nei templi, alzare lo sguardo verso le statue degli dei". I templi furono chiusi e dichiarati ufficialmente "abbandonati", come sentenziò il vescovo Teofilo di Alessandria, a cui fu permesso di demolire un sito di culto pagano per erigervi sopra una chiesa cristiana, operazione questa che dovette essere autorizzata ed eseguita moltissime volte poiché gli archeologi hanno scoperto in tutto il territorio dell'impero un gran numero di chiese del V secolo le cui fondamenta poggiano sui resti di antichi templi e cripte dedicate al preesistente culto di Mitra.
In più di un'occasione Teodosio si astenne dal reprimere gli atti violenti compiuti dai Cristiani contro i più importanti luoghi di culto pagani. La distruzione dell'enorme Serapeo di Alessandria e della sua famosa biblioteca ad opera di una setta di fanatici, avvenuta all'incirca nell'anno 392 e descritta trionfalmente nei minimi dettagli dagli esultanti cronisti cristiani dell'epoca, fu solo il più spettacolare di una lunga serie di episodi simili. Infatti la distruzione del più imponente tempio di Alessandria incoraggiò le più zelanti comunità Cristiane delle altre regioni dell'impero, spesso mobilitate dai vescovi del posto, come i primi agiografi del Cristianesimo orgogliosamente riferiscono. Con un decreto del 391 Teodosio abolì i sussidi che venivano ancora erogati con parsimonia a favore di quanto restava del culto tradizionale greco-romano. Il sacro fuoco eterno che le Vestali custodivano nel tempio di Vesta nel Foro Romano fu spento, e l'ordine stesso delle Vestali sciolto. Le pratiche del vaticinio e della stregoneria venivano severamente sanzionate. Inoltre Teodosio si rifiutò di accogliere la richiesta dei membri pagani del Senato di ricostruire l'Altare della Vittoria nell'aula del Senato.
Teodosio cominciò a coniare monete in cui era raffigurato mentre portava il labaro. Secondo molti storici il deciso mutamento della politica religiosa di Teodosio, che ebbe la sua maggiore manifestazione nei cosiddetti "Decreti Teodosiani", fu in gran parte dovuta all'influenza di Ambrogio, vescovo di Milano. Se la religiosità di Teodosio fosse o meno genuina non è dato sapere. Vale la pena di ricordare che nel 390 Ambrogio aveva scomunicato Teodosio, reo di aver ordinato il massacro di molte migliaia di abitanti di Thessalonica (l'odierna Salonicco), per ritorsione contro l'uccisione del governatore militare della città, e che, a seguito della scomunica, Teodosio era stato costretto a una penitenza durata diversi mesi. In buona sostanza i decreti di Teodosio furono emanati in risposta alle molte petizioni indirizzategli da vari gruppi di Cristiani militanti di tutto l'impero. Si narra che il vescovo Ambrogio pronunciò l'orazione pubblica al funerale di Teodosio.
Voci correlate
Le donne di Teodosio
- Galla Placidia
- Justa Grata Honoria
- Serena
- Pulcheria
Collegamenti esterni
- [http://www.roman-emperors.org/theo1.htm De Imperatoribus Romanis website:] Theodosius I
Categoria:Imperatori romani
ja:テオドシウス
Flavio Eugenio Flavio Eugenio (345? - 394) fu proclamato augusto d'Occidente in seguito alla morte in circostanze oscure di Valentiniano II, ma non essendo stato riconosciuto dal collega di quest'ultimo, Teodosio I viene generalmente considerato un usurpatore del trono imperiale.
Di lui si hanno poche notizie certe, tranne che, all'epoca della sua investitura, ricopriva la carica di magister scriniorum (capo della cancelleria). Pare che in precedenza avesse anche esercitato la professione di insegnante di grammatica e retorica latine .
Vicino alle posizioni del germanico Flavio Arbogaste, che rivestiva la carica di magister militum (capo dell'esercito) e appoggiato dalle potenti tribù dei Franchi, che proprio allora cominciarono ad essere menzionate nelle cronache storiche, fu da questi fatto eleggere imperatore il 22 agosto 392, a Lione.
Nel 393 giunse a Roma dove mise in atto, pur essendo cristiano, una politica di tolleranza verso i non cristiani permettendo la riapertura dei templi e la celebrazione di feste.
Nel settembre 394 Teodosio vendicò il collega Valentiniano II sconfiggendo sul fiume Frigidus l'esercito dei ribelli, comandato da Arbogaste, mettendo così fine al suo potere. Arbogaste si uccise per sfuggire alla cattura, mentre Flavio Eugenio fu messo a morte come traditore.
Voci collegate
- Teodosio I
- Valentiniano II
Categoria:Personaggi della storia romana
Categoria:Biografie
Franchi
I Franchi formavano una delle numerose tribù germaniche occidentali che entrarono nel tardo Impero Romano come foederati e stabilirono un reame duraturo, in un'area che copre parte dell'odierna Francia e della Germania, formando il nucleo storico di queste due nazioni moderne.
Il regno dei Franchi fu sottoposto a varie partizioni e ripartizioni, in quanto i Franchi dividevano le loro proprietà tra i propri figli, e senza un ampio concetto di res publica, concepivano il regno come una forma estesa della proprietà privata. Questa pratica spiega in parte la difficoltà di descrivere con precisione le date e i confini fisici dei diversi regni franchi e chi ne governava le varie parti. La contrazione nell'alfabetizzazione durante il dominio dei Franchi pone altri problemi: essi produssero pochi documenti scritti. In sostanza comunque, due dinastie di regnanti si succedettero, i Merovingi e i Carolingi.
La parola franchi singificava "liberi". La libertà non si applicava alle donne o alla popolazione di schiavi che si spostava assieme ai Franchi liberi. Inizialmente, all'interno dei Franchi, esistevano due suddivisioni principali: I Franchi Sali ("salati") e i Franchi Ripuari ("del fiume"). Nel IX secolo, se non prima, questa divisione era divenuta in pratica inesistente, ma continuò per un certo tempo ad avere implicazioni per il sistema legale in base al quale una persona poteva essere giudicata.
Fondazione del Regno Franco
Il primo periodo della storia dei Franchi rimane abbastanza oscuro. La fonte principale, il cronista gallo-romano Gregorio di Tours, la cui Storia dei Franchi copre il periodo fino al 594, cita fonti altrimenti perdute come Sulpicio Alessandro e Fredegario e approfitta del contatto personale con molti dei capi franchi attorno a Gergorio. Oltre alla Storia di Gregorio, esistono alcune fonti romane precedenti, come Ammiano Marcellino e Sidonio Apollinare
Gli studiosi moderni del periodo delle migrazioni hanno suggerito che le genti franche emersero dall'unificazione di diversi piccoli gruppi germanici precedenti, che abitavano la valle del Reno e le terre immediatamente ad est: uno sviluppo sociale, forse legato al crescente disordine e alle sollevazioni che avvennero nell'area come risultato della guerra tra Roma e i Marcomanni, che iniziò nel 166, e i successivi conflitti della fine del II e del III secolo. Da parte sua, Gregorio sostiene che i Franchi vivevano originariamente in Pannonia ma più tardi si stabilirono sulle sponde del Reno. In una regione a nordest dei moderni Paesi Bassi -- ovvero a nord del confine romano -- che porta il nome di Salland, e potrebbe averlo ricevuto dai Franchi Sali.
Attorno al 250 un gruppo di Franchi, avvantaggiandosi di un Impero Romano indebolito, penetrò fino a Tarragona in Spagna, affliggendo la regione per una decade, prima che le forze romane riscissero a sottometterli e a espellerli dal territorio romano. Circa quarant'anni dopo, i Franchi avevano la regione dello Scheldt sotto controllo e interferivano nelle vie di comunicazione acquatiche con le isole britanniche; le forze di Roma pacificarono la regione, ma non espulsero i Franchi.
Nel 355 - 358 il tardo Imperatore Giuliano trovò ancora le rotte del Reno sotto il controllo dei Franchi e ancora una volta li pacificò. Roma garantì ai Franchi una fetta considerevole della Belgica. Da questo momento in poi divennero foederati dell'Impero Romano. La regione corrisponde all'incirca alle odierne Fiandre e ai Paesi Bassi a sud del Reno, e rimane ancora oggi una regione di lingua germanica. (attualmente predomina l'olandese e il fiammingo). I Franchi divennero quindi il primo popolo germanico a stabilirsi permanentemente all'interno del territorio romano.
Per una mappa si veda il collegamento esterno: [http://www.roman-emperors.org/nouest4.htm Europa Nord Occidentale nel 400]
Da questo territorio i Franchi conquistarono gradualmente gran parte della Gallia Romana a nord della valle della Loira e a est dell'Aquitania visigota. Inizialmente contribuirono a difendere i confini in qualità di alleati; ad esempio, quando una grossa invasione, portata principalmente da tribù della Germania orientale, attraversò il Reno (406), i Franchi combatterono contro questi invasori e la loro spinta principale si dirottò quindi a sud della Loira (nella regione di Parigi il controllo romano persistette fino al 486, ovvero un decennio dopo la caduta degli Imperatori di Ravenna, in parte proprio grazie all'alleanza con i Franchi).
I Merovingi
I regni dei primi capi franchi -- Faramondo (419 ca. - 427 ca.) e Clodio (427 ca. - 447 ca.) -- sono attribuiti più al mito che alla realtà e la loro relazione con la linea merovingia è incerta.
Gregorio menziona Clodio come il primo re che iniziò la conquista della Gallia prendendo Camaracum (l'odierna Cambrai) ed espandendo il confine fino alle Somme. Questo richiese del tempo; Sidonio ci dice che i Franchi furono sorpresi da Ezio e sospinti indietro (probabilmente attorno al 431). Questo periodo segna l'inizio di una situazione che sarebbe durata per molti secoli: i Franchi germanici divennero i governanti di un numero crescente di entità gallo-romane.
Nel 451 Ezio chiamò a raccolta i suoi alleati germanici sul suolo romano per aiutarlo a respingere l'invasione degli Unni. I Franchi Sali risposero alla chiamata, i Ripuari lottarono su entrambi i lati, in quanto alcuni di essi vivevano al di fuori dell'impero. A quel tempo Meroveo era re dei Franchi. Le fonti orali di Gregorio non sanno dire con certezza se Clodio fosse suo padre.
Clodoveo si imbarcò in una campagna per consolidare i vari regni franchi in Gallia e in Renania, che incluse la sconfitta di Syagrius nel 486. Questa vittoria pose termine al controllo romano sulla regione di Parigi.
Nella Battaglia di Vouillé (507), Clodoveo, con l'aiuto dei Burgundi, sconfisse i Visigoti, espandendo il suo reame verso sudovest fino ai Pirenei.
La conversione di Clodoveo al Cristianesimo, dopo il suo matrimonio con la principessa cristiana burgunda Clotilde nel 493 può aver aiutato a mettere in luce la sua posizione agli occhi del Papa e degli altri governanti cristiani. Essendo in grado di pregare assieme ai loro vicini cristiani, gli ex-Ariani Franchi trovarono una più facile accettazione da parte della locale popolazione gallo-romana, di quanto non fosse riuscito a Visigoti, Vandali, e Burgundi. I Merovingi riuscirono quindi a costruire quello che si rivelò in seguito uno dei regni più stabili e di successo dell'Occidente.
La stabilità, comunque, non fu una caratteristica quotidiana dell'era merovingia. Mentre esisteva una certa quantità di violenza casuale nella tarda epoca romana, l'introduzione della pratica germanica della faida di sangue, per ottenere giustizia personale, portò alla percezione di un'aumentata illegalità. I commerci si interruppero e la vita civica divenne sempre più difficoltosa, il che portò a una società sempre più frammentata e localizzata, basata su villaggi autosufficienti. L'alfabetizzazione, al di fuori di chiese e monasteri, in pratica scomparve.
I capi merovingi aderirono alla pratica germanica di dividere le proprie terre tra i propri figli, e le frequenti divisioni, riunificazioni e ridivisioni del territorio risultavano spesso in assassinii e guerre tra le famiglie principali. Così, alla morte di Clodoveo, nel 511, il suo reame venne diviso tra i quattro figli, e nei due secoli seguenti il regno venne diviso tra i suoi discendenti.
L'area dei Franchi si espanse ulteriormente sotto il figlio di Clodoveo, arrivando a coprire la gran parte della Francia odierna, ma comprendendo anche le zone a est del fiume Reno, come l'Alemannia (l'attuale Germania sudoccidentale) e la Turingia (dal 531). La Sassonia venne invece conquistata da Carlomagno solo secoli dopo.
Dopo una temporanea riunificazione dei regni separati, sotto Clotario I, le terre dei Franchi vennero nuovamente divise nel 561 in Neustria (a occidente), Austrasia (a oriente) Borgogna (centrata sulla valle della Sâone) e Aquitania (a sud-ovest). Il sistema della partizioni territoriali governate da sovrani diversi, conosciute nel moderno linguaggio storiografico con il termine Teilreiche o "frazioni di regno" , divenne la regola per tutta l'età merovingia, con l'eccezione di occasionali momenti di riunificazione sotto un unico monarca, quale, ad esempio, quello verificatosi tra il 613 e il 639 con Clotario II e, sucessivamente con suo figlio Dagoberto I.
Tra il V ed il VI secolo, l'aristocrazia divenne sempre più potente. Fra il VII e l'VIII secolo, gli ultimi re merovingi (detti "re fannulloni") avevano ormai perduto ogni potere e, in realtà, il Paese era governato dai potenti maestri di palazzo Maggiordomi) che avevano il comando dell'esercito e, di fatto, di tutti i territori dipendenti.
Nel 687, Pipino di Hérstal, Maggiordomo di Palazzo d'Austrasia, riunificò le regioni franche, anche se la corona restò, ufficialmente, ai re merovingi. Nel 732 Carlo Martello, figlio di Pipino di Hérstal, fermò l'invasione araba (Battaglia di Poitiers del 732) e accrebbe il potere e il prestigio della propria famiglia. Per creare una cavalleria in grado di affrontare gli Arabi, Carlo Martello confiscò i beni della Chiesa e li diede in beneficio ai suoi uomini più fidati, che si impegnarono a combattere per lui. Con tale iniziativa Carlo Martello gettò le basi della società feudale. Il figlio di Carlo Martello, Pipino il Breve (anche lui un usurpatore), si riconciliò con il Papa, in seguito alla promessa di aiuto contro i Longobardi, che non piacevano al pontefice anche per via dell'"eresia" ariana che praticavano, e ottenne da lui il riconoscimento a re dei Franchi, avviando un'alleanza con la Chiesa di Roma che si vide riconosciuta la falsa Donazione di Costantino che alegittimava il potere temporale pontificio.
Interessanti sono i miti che attraversano la storia delle popolazioni: i Merovingi, con l'avvicinamento alla chiesa cristiana (con la conversione di Clodoveo), per legittimare il loro lignaggio, andarono a scovare un antico discendente greco Anchise padre di Enea, da cui nacque Meroveo, e quindi i Merovingi, secondo un tragitto ideologico già compiuto dai Bretoni con Bruto, dagli Italici con Italo, dai Toscani con Tosco, tutti a vario titolo legati a Enea.
In alcuni casi questi miti vengono anche legittimati: l'incoronazione la notte di Natale dell'800 di Carlo Magno da parte del papa Leone III fa sì che i Franchi diventino il popolo eletto,( Bonifacio VIII dirà che i Franchi non sono un popolo come tutti gli altri) e il territorio franco diventerà territorio sacro.
All'incirca verso la fine dell'VIII secolo, i Maggiordomi di Palazzo cominciarono ad operare per gettare le fondamenta della nuova dinastia dei Carolingi.
I Carolingi
Il punto iniziale della linea carolingia viene considerata la deposizione dell'ultimo re merovingio e l'ascesa, nel 751, di Pipino il Breve, padre di Carlomagno. Pipino era succeduto al proprio padre, Carlo Martello, come Maggiore di Palazzo di un regno franco riunito e riedificato, che comprendeva le parti prima indipendenti.
Pipino fu un re eletto. Anche se ciò accadeva non di frequente, una regola generale della legge germanica era che il re si affidava al sostegno dei capi. Questi si riservavano il diritto di scegliere un nuovo capo se sentivano che quello vecchio non era in grado di condurli in battaglie in grado di generare vantaggi. Mentre nella Francia più tarda, il regno divenne ereditario, i re del tardo Sacro Romano Impero non furono in grado di abolire questa tradizione e continuarono ad essere eletti fino alla fine formale dell'Impero, nel 1806.
Pipino consolidò la sua posizione nel 754 alleandosi con il Papa Stefano III contro i Longobardi; questo sostegno papale fu cruciale nel mettere a tacere le obiezioni alla sua nuova posizione. Pipino donò le aree riconquistate attorno a Roma al Papa, gettando le fondamenta degli Stati Papali, dei quali solo la Città del Vaticano rimane oggi, e in cambio ricevette il titolo di patricius Romanorum, patrizio (e protettore) dei Romani.
Alla sua morte nel 768, il Regno venne di nuovo diviso tra i suoi figli, Carlo e Carlomanno. Comunque, Carlomanno si ritirò in monastero e morì poco dopo, lasciando il governo a suo fratello, che sarebbe stato in seguito chiamato Carlomagno e divenne una figura quasi mitica nella successiva storia di Francia e Germania.
Carlo conquistò e sconfisse i Sassoni per incorporare il loro reame nel Regno dei Franchi. Questa campagna diffuse la pratica dei governanti cristiani non-romani, di pretendere la conversione dei loro vicini con la forza delle armi; i missionari cristiani franchi, assieme ad altri dall'Irlanda e dall'Inghilterra anglo-sassone, erano entrati nelle terre sassoni fin dalla metà dell'VIII secolo, provocando un crescente conflitto con i Sassoni, che resistevano agli sforzi dei missionari e alle parallele incursioni militari. Il principale avversario di Carlo tra i Sassoni, Widukind, venne battezzato nel 785, come parte degli accordi di pace, ma altri capi sassoni continuarono a combattere. Con la sua vittoria del 787 a Verden, Carlo ordinò l'uccisione di migliaia di prigionieri sassoni pagani. Dopo molte altre sollevazioni, i Sassoni furono sconfitti definitivamente nell'804. Questo espanse il Regno dei Franchi a est verso il fiume Elba, qualcosa che l'Impero Romano aveva tentato una sola volta, fallendo, nella Battaglia della Foresta di Teutoburgo (9 d. C.). Allo scopo di cristianizzare più efficacemente i Sassoni, Carlo fondò diversi vescovadi, tra Brema (città), Münster, Paderborn, e Osnabrück.
Allo stesso tempo (773-774), Carlo sconfisse i Longobardi e fu quindi in grado di includere l'Italia del nord nella sua sfera d'influenza. Egli rinnovò la donazione al Vaticano e la promessa al papato di una continuata protezione da parte dei Franchi.
Nel 788, Tassilo, duce di Baviera si ribellò contro Carlo. La ribellione venne repressa e la Baviera fu incorporata nel regno di Carlo. Questo, non solo fece bene al fisco del regno, ma ridusse drasticamente il potere e l'influenza degli Agilolfingi (la famiglia di Tassilo), un'altra delle famiglie principali tra i Franchi e i rivali potenziali. Fino al 796, Carlo continuò a espandere il suo regno ancor più a sudest, nell'Austria odierna e in parti della Croazia.
Carlo creò quindi un reame che si estendeva dai Pirenei a sudovest (includendo l'area della Spagna settentrionale dopo il 795), sopra quasi tutta la Francia odierna (eccetto la Bretagna, che non venne mai conquistata dai Franchi) e ad est su gran parte della Germania, il Nord Italia e l'Austria.
Nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 800, Carlo fu incoronato Imperatore da Papa Leone III a Roma, in una cerimonia che riconosceva formalmente l'Impero franco come il successore dell'Impero Romano d'Occidente. L'incoronazione diede all'Impero l'appoggio della Chiesa, e la legittimità permanente del primato carolingio sui Franchi. Questa connessione fu resuscitata dagli Ottoniani nel 962. La posizione di Carlomagno come Imperatore venne in seguito riconosciuta (812) dall'Imperatore bizantino dell'epoca, Michele I.
Alla morte, avvenuta il 28 gennaio 814 ad Aquisgrana, Carlomagno fu sepolto nella sua Cappella Palatina.
Carlomagno ebbe diversi figli, ma solo uno gli sopravvisse. Questo figlio, Ludovico il Pio, seguì le orme del padre come governante di un impero unito. L'essere erede unico fu una questione del caso più che della volontà. Quando Ludovico morì, nell'840, i Carolingi aderirono al costume della divisione ereditaria, e l'Impero venne diviso in tre con il Trattato di Verdun dell'843:
843]
# Il figlio più vecchio di Ludovico, Lotario divenne Imperatore e governante del Regno Franco Centrale. Questo regno venne a sua volta diviso tra i suoi tre figli, in Lotaringia, Borgogna e Italia (settentrionale). Queste aree in seguito scomparevero come regni separati.
# Il secondo figlio di Ludovico, Ludovico il Germanico, divenne Re dei Franchi dell'est. Quest'area è il nucleo del successivo Sacro Romano Impero, che si sarebbe evoluto nella moderna Germania. Per una lista dei successori, si veda Lista di re e imperatori tedeschi.
# Il terzo figlio, Carlo il Calvo divenne re dei Franchi dell'ovest; quest'area è quella su cui venne fondata in seguito la Francia. Per i suoi successori, si veda Elenco di monarchi francesi.
Sulla mappa a destra, l'area evidenziata in verde era controllata da Lotario I, l'area in giallo da Ludovico II (detto il Germanico) e la porzione in viola da Carlo (detto il Calvo).
Eredità
Per quanto incidente storico, l'unificazione di quella che ora è gran parte dell'Europa occidentale e centrale sotto un solo capo, fornì un terreno fertile per la continuazione di quello che è conosciuto come Rinascimento Carolingio. Nonostante le costanti lotte interne, l'Impero Carolingio resistette, l'estensione del dominio franco e della Cristianità Romana su un'area così vasta assicurò un'unità fondamentale a tutto l'Impero. Ogni parte dell'Impero Carolingio si sviluppò differentemente; il governo e la cultura franca erano estrememente dipendenti dal singolo governante e dai suoi obiettivi, i quali cambiavano facilmente, come facilmente cambiavano le alleanze politiche tra le famiglie dominanti dei Franchi. Comunque, queste famiglie, Carolingi inclusi, condividevano tutte le stesse convinzioni di base e idee di governo. Queste idee e convinzioni erano radicate in un retroterra che incorporava parti sia dalla tradizione romana sia di quella germanica, una tradizione che iniziò prima dell'ascesa dei Carolingi e continuò per certi aspetti anche dopo la morte di Luigi il Pio e dei suoi figli.
Quando gli storici moderni (dalla fine del XVIII secolo in poi) guardano all'indietro alla ricerca di un esempio di un'Europa unita, si rivolgono all'Impero Carolingio, non a quello Romano. Se l'Impero Carolingio sia durato (o, si potrebbe arguire, sia mai esistito, come Impero per se) in un senso geografico o politico è irrilevante. Il modello di diversi regni individuali (o regna, per dar loro il nome corretto) sotto un unico governo ha una chiara risonanza al giorno d'oggi. Si può arguire se le divisioni di Verdun forniscano ancora i confini generali di Germania, Francia e Italia, ma sarebbe mal posto supporre che essi fornirono una chiara divisione culturale. Non poterono dividere l'eredità germanica e romano-cristiana che iniziò con i Carolingi.
Voci correlate
- Elenco di re franchi
- Elenco di monarchi francesi
- Elenco di re e imperatori tedeschi
- Storia della Francia
- Storia della Germania
- Sacro Romano Impero
- Regni latino-germanici
categoria:Regni Romano-Barbarici
categoria:storia della Francia
categoria:storia della Germania
Categoria:Popoli antichi
Categoria:Popoli germanici
Categoria:Popoli dell'Italia antica
als:Franken (Volk)
ja:フランク人
1522
Eventi
- Rivolta dei cavalieri (in Germania, contro i grandi feudatari, collegata alla Riforma protestante)
Nati
Morti
- 27 agosto - Giovanni Antonio Amadeo, scultore italiano
022
ko:1522년
Ferdinando MagellanoFerdinando Magellano, in portoghese Fernão de Magalhães (Sabrona, Portogallo, 1480 - Mactan, Filippine, 27 aprile 1521), era un esploratore portoghese. Intraprese la prima circumnavigazione del globo al servizio della corona spagnola. Fu il primo a partire dall'Europa verso Ovest diretto in Asia e il primo Europeo a navigare nell'Oceano Pacifico.
La storia del suo viaggio è giunto a noi soprattutto grazie agli appunti di un partecipante, il vicentino Antonio Pigafetta.
Antonio Pigafetta
Gioventù e primi viaggi per la corona portoghese
Fernão de Magalhães (o Magalhãens) nacque da una famiglia aristocratica impoverita a Sabrona nella provincia dell'Alto Trás-os-Montes, in Portogallo settentrionale. Suo padre, Pedro Rui de Magalhães, sposato con Alda des Mesquita, era il sindaco del paese. Magellano aveva un fratello, Diego de Sousa, e una sorella, Isabel.
All'età di dieci anni Magellano perse i genitori. Due anni più tardi, seguendo il fratello, divenne pagetto alla corte di re Giovanni II a Lisbona. Qui godette dell'ampia educazione spettante ai giovani nobili dell'epoca. Nel 1505, a 25 anni, fu spedito in India, dove servì sotto il vicerè Francisco de Almeida. Presto si meritò una menzione per aver sventato un ammutinamento e salvato delle vite umane. Dal 1506 partecipò a una spedizione diretta alle Isole delle Spezie. Nel corso di questa spedizione si guadagnò la promozione a capitano (1510), ma già poco dopo perse il brevetto di capitano per essersi allontanato con la sua nave dalla flottiglia per cercare nuove terre più ad est.
Sotto il comando di Alfonso de Albuquerque partecipò alla conquista del strategico porto di Malacca nell'odierna Malesia.
Tornato in patria, partecipò nel 1513 a una spedizione in Marocco, dove combatté nella battaglia di Azamor, riportando la lesione di un ginocchio. Venne successivamente accusato di aver intrattenuto commerci con i mori: vicenda questa che il 15 maggio 1514 portò al suo licenziamento con disonore dal servizio per la corona portoghese.
La circumnavigazione
Inizio del viaggio
1514
Nello stesso periodo Magellano entrò in possesso di una carta geografica che ipotizzava una passaggio verso l'Oceano Pacifico al Rio de la Plata. Si convinse di poter in questo modo trovare una via per l'Asia più breve di quella intorno all'Africa.
Una scoperta del genere sarebbe tornata utile alla Spagna, che era rimasta tagliata fuori dalla corsa per le pregiate spezie del lontano oriente dopo il Trattato di Tordesillas. Il trattato aveva assegnato il controllo sull'emisfero orientale al Portogallo, che in questo modo rivendicava anche il possesso delle Molucche, le leggendarie Isole delle Spezie. L'occidente sapeva che lì si trovava la fonte delle più pregiate spezie come la noce moscata o i chiodi di garofano - tesori con i quali all'epoca nemmeno l'oro delle Americhe poteva concorrere nell'immaginario europeo.
Tuttavia, solo il limite atlantico tra i due emisferi controllati da Spagna e Portogallo cominciava all'epoca a concretizzarsi dopo le sempre nuove scoperte nel Nuovo Mondo. Non essendo noto il perimetro del globo terrestre, nessuno sapeva dire se le Molucche rientravano ancora nei territori spettanti ai portoghesi.
Magellano si disse convinto del contrario e, con il sostegno dell'astronomo Ruy Faleiro, anch'egli portoghese caduto in disgrazia in patria, si recò in Spagna per offrire i suoi servizi a re Carlo I. Cambiò anche il suo nome in Fernando de Magallanes.
In breve tempo riuscì a guadagnarsi la fiducia di uomini d'affari influenti che promossero i suoi piani. Il 22 marzo 1518, a Valladolid, siglò un contratto con Carlo I, che gli mise a disposizione cinque navi per trovare le Isole delle Spezie: a Magellano e a Ruy Faleiro sarebbe spettata la quinta parte dei proventi della spedizione, mentre i loro eredi sarebbero stati nominati governatori nelle terre scoperte. Inoltre il re garantì di non avvallare un altro viaggio con lo stesso scopo per dieci anni a venire.
Il 10 agosto 1519 il viaggio ebbe inizio da Siviglia. La flotta di Magellano era composta da cinque navi:
- Trinidad, 130 tonnellate, 55 uomini, capitano: Ferdinando Magellano
- San Antonio, 130 tonnellate, 60 uomini, capitano: Juan de Cartagena
- Concepción, 90 tonnellate, 45 uomini, capitano: Gaspar de Quesada
- Victoria, 90 tonnellate, 42 uomini, capitano: Luis de Mendoza
- Santiago, 60 tonnellate, 32 uomini capitano: Giovanni Serrano
Tra i 234 uomini della spedizione figurarono 170 spagnoli, 40 portoghesi, 20 italiani e quattro interpreti africani ed asiatici. Le provviste erano formate da 7240 kg di pane biscottato, 194 kg di carne essicata, 163 kg di olio, 381 kg di formaggio, 200 barili di sarde salate e 2856 pezzi di pesce essicato.
Da Siviglia le navi seguirono il corso del Guadalquivir fino a Sanlúcar de Barrameda, dove furono costretti a fermarsi per cinque settimane, per le riluttanze delle locali autorità spagnole a far partire la spedizione sotto il comando di un ammiraglio portoghese. Solo il 20 settembre 1519 Magellano poté affrontare l'oceano.
Ben presto si trovò inseguito da un gruppo di navi mandati da re Emanuele I di Portogallo, deciso a sventare il tentativo spagnolo di trovare una via alternative in Oriente.
Atlantico e Sud America
Magellano riuscì a raggiungere le Isole Canarie, appartenenti alla Spagna, senza farsi prendere dagli inseguitori. Dopo aver preso a bordo nuove provviste, prese la rotta del Brasile. Il 20 novembre la sua flotta attraversò l'equatore. Sull'Atlantico si trovò sfidato da un ammutinamento dei suoi ufficiali spagnoli, al quale pose fine mettendo in catena il primo ufficiale della Trinidad, capo degli ammutinati. Il 6 dicembre venne raggiunta la costa del Sud America, dove la flotta mise l'ancora nella baia di Rio de Janeiro. Gli indigeni credevano i bianchi degli dei, poiché avevano portato la prima pioggia da lungo tempo. Il trattamento riservato ai marinai fu di conseguenza oltre ogni aspettativa, un fatto che avrebbe ritardato la continuazione del viaggio. Ormai si stava avvicinando l'inverno australe e quando Magellano dopo settimane di ricerche dovette amettere che il Rio de la Plata non nascondeva nessun passaggio verso il Pacifico, decise di svernare in una baia in Patagonia raggiunta il 30 marzo 1520 e chiamata Puerto San Julián.
A San Julián le provviste cominciarono a scarseggiare e si rese necessario un taglio delle razioni. Scoppiò un nuovo ammutinamento su tre delle cinque navi. La rivolta fu debellata e i capitani Luis de Mendoza della Victoria e Gaspare de Quesada della Concepción furono giustiziati; il capitano Juan de Cartagena della San Antonio e un clerico che aveva capeggiato l'ammutinamento vennero abbandonati sulla costa.
A maggio la Santiago venne spedita in avanscoperta, ma naufragò dopo poco tempi. Solo uno sparuto gruppo di marinai riuscì a trarsi in salvo e a tornare via terra da Magellano. L'ammiraglio si rassegnò ad aspettare la fine dell'inverno nella baia di San Julián, che le quattro navi superstiti lasciarono ad ottobre.
Tutte le baie e le bocche dei fiumi vennero esaminati, fino a raggiungere Cabo Vírgenes (Capo delle Vergini) il 21 ottobre. La Concepcion e la San Antonio furono mandate avanti e tornarono infine con l'agognata notizia di aver trovato il passaggio ad ovest.
Prima di partire Magellano concedette agli altri capitani la scelta di seguirlo ancora o di tornare in Spagna. Inizialmente tutti declinarono l'offerta, ma qualche notte dopo la San Antonio sotto il comando di Esteban Gomez lasciò la spedizione ed invertì la rotta dopo un nuovo ammutinamento a bordo.
Tre navi attraversarono il passaggio che oggi è noto come Stretto di Magellano e raggiunsero l'Oceano Pacifico il 28 novembre 1520.
Il Pacifico e la morte di Magellano
Magellano a questo punto credette di poter arrivare alle Isole delle Spezie in non più di un mese. Ma passarono tre mesi e venti giorni in alto mare durante i quali si avvistarono solo due isolotti disabitati. La maggior parte degli uomini si ammalò di scorbuto: non erano rimasti altri viveri che pane biscottato pregno di salsedine, vermi ed escrementi di topi. Dicianove uomini morirono durante la traversata.
Il 6 marzo 1521 la flottiglia raggiunse le Isole Marianne. Magellano le battezzò Islas de los Ladrones, quando su una isola (forse Guam) gli indigeni cercarono di impossessarsi di una delle scialuppe. L'ammiraglio ne fece giustiziare alcuni e bruciò le loro case.
Dopo essersi rifornite di nuove provviste, le navi di Magellano continuarono il viaggio fino alle Filippine, dove il 16 marzo raggiunsero Homonhon. In quel momento 150 degli 234 marinai erano ancora in vita. La lingua degli abitanti era nota all'interprete di Magellano, Enrique di Molucca. Così si arrivò ad uno scambio di doni con il re di Limasawa, Rajah Kolambu. Questi accompagnò gli spagnoli fino all'isola di Cebu, dove riuscirono nell'intento di convertire il re, Rajah Humabon e molti dei suoi sudditi al Cristianesimo. Quando Cebu si sottomise alla corona spagnola, scoppiò una rivolta sulla vicina isola di Mactan. Magellano decise di usare la forza per conquistare Mactan alla Spagna e al Cristianesimo. Quando sbarcò la mattina del 27 aprile 1521 a Mactan, venne ucciso dagli abitanti dell'isola.
Dopo la morte di Magellano
Poco dopo il re di Cebu rinnegò il Cristianesimo e ordinò un attacco agli spagnoli. Quasi trenta fra questi persero la vita. Gli spagnoli, ormai in numero troppo esiguo per governare tre navi, decisero di affondare la Concepcion ed elessero Juan Sebastián Elcano capitano della Victoria. Con le due navi rimaste fuggirono a Borneo, dove rimasero per 35 giorni a Brunei.
Il 6 novembre la spedizione raggiunse finalmente le Molucche. Sull'isola di Tidore il sultano locale si disse disposto a vendere loro finalmente le agognate spezie.
A questo punto le sorti delle navi superstite si divisero definitivamente:
La Trinidad scelse la strada del ritorno attraverso il Pacifico, ma già dopo poco fu attaccato da una flottiglia portoghese e privata del prezioso carico. Con solo cinque uomini ancora in vita e dopo un'odissea durata più di quattro anni, sarebbe tornata in Spagna solo nel 1525.
La Victoria con capitan Elcano e altri quaranta marinai continuò il viaggio verso ovest, doppiando il Capo di Buona Speranza il 6 maggio 1522 e facendo ritorno in Spagna il 6 settembre. Venti uomini di quest'ultimo equipaggiamento erano morti durante il viaggio, mentre altri tredici erano stati lasciato in ostaggio ai portoghesi da Elcano alle isole di Capo Verde per salvare il suo carico di 26 tonnellate di spezie. I 18 uomini rimasti erano i primi europei ad aver circumnavigato la terra in un unico viaggio.
Scoperte e imprese
Prima circumnavigazione della terra
La circumnavigazione non era stato il fine di Magellano, che aveva solo voluto trovare il passagio ad Ovest verso le Isole delle Spezie e le Indie. Questo traguardo lo vide realizzato in vita.
Solo Juan Sebastián Elcano riconobbe la vera importanza del viaggio intorno alla terra. A lui ed ai suoi 17 uomini superstiti spetta l'onore di aver compiuto il primo viaggio continuo intorno alla terra. Questo vale anche per i 13 uomini che rimasero prigionieri dei portoghesi a Capo Verde, che si trova più ad Occidente rispetto alla Spagna.
Ma anche Magellano stesso nella sua vita aveva circumnavigato la terra completamente: dal 1505 al 1511 era già stato in Oriente, dove aveva visitato anche le Molucche. Anche se non vi sarebbe tornato, nel 1521 era arrivato alle Filippine avendo quindi già tagliato il meridiano delle Molucche.
Tuttavia, la prima persona ad aver attraversato tutti i meridiani potrebbe essere stato lo schiavo ed interprete Enrique, probabilmente di origine filippina. Acquistato nel 1511 da Magellano a Sumatra, aveva accompagnato questo in tutti i suoi viaggi successivi. Alla morte dell'ammiraglio a Mactan, Enrique fuggì a casa aiutato dal re di Cebu; così almeno il racconto di Antonio Pigafetta. Ma Enrique potrebbe anche essere stato di origine malese: in questo caso forse non ha mai compiuto la circumnavigazione (vedi anche il corrispondente articolo in inglese).
Quando la Victoria fece ritorno in Spagna, ci fu da risolvere un conflitto con il calendario: il diario di bordo era indietro di un giorno (nel diario di Pugafetta si legge che arrivati alle Isole di Capo Verde "mercore, a nove de iulio" si sentono dire che è invece "iove", cioè giovedì 10). Così l'equipaggio di Elcano fu il primo a vedersi confrontato con la necessità di una linea del cambio di data.
Passaggio a Sud-Ovest
Magellano aveva raggiunto il suo traguardo, la via per l'Asia intorno al Sud America. Viste però le lunghe distanze (la Victoria aveva impiegato tre anni e 69.000 km per tornare in Spagna) e le alte perdite durante il viaggio, questa non poteva rappresentare una valida alternativa a quella intorno all'Africa, la cosiddetta Rotta delle Spezie, controllata dai portoghesi.
Spagna e Portogallo rivendicarono ora entrambe il possesso delle Molucche in base al Trattato di Tordesillas. Solo nel 1529 la controversia poté essere risolta con il Trattato di Saragozza, nel quale la Spagna dovette rinunciare alle proprie pretese sulle Molucche.
Ma ancora nel XVI secolo gli spagnoli erano in grado di conquistare le Filippine e Guam, che sarebbero rimasti in mano loro fino al 1898, per più di tre secoli.
Altro
- Lo Stretto di Magellano fu chiamata così in onore del suo scopritore.
- Era il primo europeo a notare le Nubi di Magellano.
- Il pinguino di Magellano fu avvistato dalla spedizione al largo delle coste argentine e descritto accuratamente da Pigafetta.
- Portano il nome del navigatore anche una sonda spaziale e un'azienda.
- Altri nomi ancora in uso sono stati introdotti da Magellano stesso: Patagonia significa "terra dei piedi grossi" a causa degli indigeni insolitamenti alti che vi aveva incontrato; al largo della Terra del Fuoco aveva scorti alcuni fuochi sulla costa.
Voci correlate
- Esploratori celebri
- Scoperte geografiche
Magellano, Ferdinando
Magellano, Ferdinando
ja:フェルディナンド・マゼラン
ko:페르디난드 마젤란
ms:Ferdinand Magellan
simple:Ferdinand Magellan
Spagna
La Spagna (Reino de España) è una monarchia nel sudovest dell'Europa.
Assieme al Portogallo forma la penisola iberica.
Nel nordest confina, separata dai Pirenei, con la Francia e
il ministato Andorra.
- La Spagna ha una superficie di 505.782 km² e conta circa 43.197.684 abitanti (2004).
- Fin dal 1591 la capitale è Madrid.
- Dal primo gennaio 1986 è membro dell'Unione Europea.
- Dal 1982 fa parte della NATO
- La lingua ufficiale del paese è lo spagnolo (ovvero il castigliano), si parla inoltre catalano, basco, galiziano e occitano che sono lingue ufficiali nelle rispettive regioni autonome.
- Le principali città sono (2003):
- Madrid 3.092.759
- Barcellona 1.582.738
- Valencia 780.653
- Siviglia 709.975
- Saragozza 626.081
- Malaga 547.105
- Murcia 391.146
- Las Palmas de Gran Canaria 377.600
- Palma de Mallorca 367.277
- Bilbao 353.567
- Valladolid 321.143
- Cordova 318.628
- Alicante 305.911
- I principali fiumi sono: Ebro, Duero, Tago, Guadiana, Guadalquivir, Jucar, Segura, Turia, Miño.
Geografia
Regioni
La Spagna è suddivisa in 17 regioni autonome (comunidad autónoma, al plurale: comunidades autónomas) che sono ulteriormente suddivise in 50 province, più due città autonome (Ceuta e Melilla).
Le regioni autonome sono:
- Andalusia (Andalucia)
- Aragona (Aragon)
- Asturie (Principado de Asturias)
- Baleari (Illes Balears)
- Canarie (Islas Canarias)
- Cantabria
- Castiglia e Leon (Castilla y León)
- Castiglia-La Mancia (Castilla-La Mancha)
- Catalogna (Catalunya)
- Comunità Valenciana (Comunitat Valenciana)
- Estremadura (Extremadura)
- Galizia (Galicia)
- La Rioja
- Madrid (Comunidad de Madrid)
- Murcia (Región de Murcia)
- Navarra (Comunidad Foral de Navarra)
- Paesi baschi (Pais vasco - Euskadi)
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Storia
Turismo
Voci correlate
- Comunità autonome della Spagna
- Province spagnole
- Targhe automobilistiche spagnole
fiu-vro:Hispaania
ja:スペイン
ko:에스파냐
ms:Sepanyol
simple:Spain
th:ประเทศสเปน
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