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Abruzzo

Abruzzo

L'Abruzzo è una regione dell'Italia, di 1,3 milioni di abitanti, con capoluogo L'Aquila. Confina a nord con le Marche, a ovest con il Lazio, a sud col Molise ed a est col mare Adriatico. L'Abruzzo occupa una superficie di 10798 Kmq, la popolazione al dicembre 2003 era di 1.279.000 abitanti (previsioni al 2004 di 1.286.000 ab.). È divisa in quattro provincie: L'Aquila, Pescara, Chieti e Teramo.

Geografia

Regione prevalentemente montuosa, è costituita per il 64% da montagne e per il restante 36% da colline. La pianura è costituita da una stretta fascia costiera che segue il litorale. La regione presenta le più alte vette dell'Appennino, con il Gran Sasso d'Italia alto 2914 m e il massiccio della Majella di 2791 m. I Fiumi principali sono l'Aterno-Pescara , il Sangro, il Tronto, il Trigno, il Tordino, il Vomano e l'alto corso del Liri che si getta nel Mar Tirreno.

Natura

Dal punto di vista naturalistico presenta specie rare di flora e fauna, come ad esempio l'orso bruno marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d'Abruzzo. Sul territorio abruzzese sono presenti i seguenti parchi:
- Parco Nazionale d'Abruzzo
- Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
- Parco Nazionale della Majella
- Parco Regionale Sirente Velino
- Zona Umida del Lago di Barrea (fa parte del Parco Nazionale d'Abruzzo)

Principali comuni

I principali comuni della regione, oltre ai 4 capoluoghi di provincia, sono: Sulmona, Avezzano, Lanciano, Montesilvano, Celano, Vasto, Giulianova, Roseto, Castel di Sangro e, più piccoli ma importanti per il turismo, vi sono Roccaraso, sede della Coppa Europa di sci alpino nell'anno 2005 e ambita meta per il turismo invernale sciistico, e Pescasseroli, capoluogo del Parco Nazionale d'Abruzzo.

Amministrazioni

L'Abruzzo è dal 1964 una regione italiana singola; precedentemente era insieme al Molise, nella regione Abruzzo-Molise.
- Comuni della provincia dell'Aquila (108)
- Comuni della provincia di Chieti (104)
- Comuni della provincia di Pescara (46)
- Comuni della provincia di Teramo (47)

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti dell'Abruzzo
- Abruzzesi celebri
- [http://maps.google.com/maps?q=Pescara,+Italy&ll=42.297627,13.982849&spn=0.870409,1.925629&t=h&hl=en Abruzzo dal satellite]
- [http://www.olografix.org/stefano Abruzzo Home Page: Percorsi in Abruzzo] Categoria:Regione Abruzzo ja:アブルッツォ州 ko:아브루초 주

Regioni d'Italia

L'Italia è suddivisa in 20 regioni, le quali sono qui raggruppate per grandi zone geografiche (tra parentesi il capoluogo di regione):
- Italia nord-occidentale
  - Valle d'Aosta (Aosta)
  - Piemonte (Torino)
  - Lombardia (Milano)
  - Liguria (Genova)
- Italia nord-orientale
  - Trentino-Alto Adige (Trento)
  - Veneto (Venezia)
  - Friuli-Venezia Giulia (Trieste)
  - Emilia-Romagna (Bologna)
- Italia centrale
  - Toscana (Firenze)
  - Umbria (Perugia)
  - Marche (Ancona)
  - Lazio (Roma)
  - Abruzzo (L'Aquila)
  - Molise (Campobasso)
- Italia meridionale
  - Campania (Napoli)
  - Puglia (Bari)
  - Basilicata (Potenza)
  - Calabria (Catanzaro)
- Italia insulare
  - Sicilia (Palermo)
  - Sardegna (Cagliari)

Regioni in dati

Di seguito una tabella contenente i dati di popolazione, superficie e densità abitativa, capoluogo, numero di comuni e province appartenenti alle 20 regioni italiane. Gli enti sono ordinati per popolazione.
- Province istituite e in corso di attivazione.
- Dati ISTAT - Censimento Generale della Popolazione Italiana (anno 2001)

Sigle

Voci correlate


- Costituzione della Repubblica italiana/Art.114 e Art.131
- Elenco dei Presidenti delle Regioni Italiane
- Regione autonoma a statuto speciale
- Lista delle province italiane
- Comuni d'Italia
- Province
- Regioni Categoria:Liste ja:イタリアの地方行政区画 ko:이탈리아의 행정 구역 simple:Regions of Italy

L'Aquila

L'Aquila (AQ) è un comune con circa 70mila abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Abruzzo.

Storia

Fondata nel 1254 col nome di Aquila, col permesso del re Corrado I di Sicilia (Corrado IV Imperatore), divenne Aquila degli Abruzzi nel 1861 e L'Aquila nel 1939.
La città fu costituita dall'unione di molti villaggi della zona (99, secondo la tradizione locale), ognuno dei quali costituì un quartiere che rimase legato al villaggio-madre e fu considerato parte dello stesso per circa un secolo. Il primo consiglio cittadino fu composto dai sindaci dei vari villaggi e la città non ebbe una propria esistenza giuridica riconosciuta fino al regno di Carlo II di Napoli, che nominò un Camerlengo quale responsabile dei tributi, che, da allora in poi, furono pagati da tutta la città in quanto tale, mentre, in precedenza, erano pagati dai singoli villaggi, ognuno dei quali comprendeva il quartiere realizzato in città.
Successivamente, il Camerlengo acquisì anche il potere politico, divenendo presidente del consiglio cittadino (che ebbe vari nomi e composizione nel corso dei secoli). La città, autonoma, anche se sotto la sovranità del regno di Sicilia prima e del regno di Napoli poi,salvo un breve periodo in cui fece parte dello Stato Pontificio, fu governata da una diarchia composta dal consiglio e dal capitano regio, cui si aggiunse, nel XIV secolo, il conte Pietro Camponeschi, detto Lalle che, da privato cittadino, divenne il terzo lato di una nuova triarchia.
Già in precedenza, la città era divenuta una quasi signoria sotto Niccolò dell'Isola, nominato Cavaliere del Popolo, ma poi massacrato dal popolo stesso quando il suo potere cominciava a diventare troppo grande. Anche Camponeschi, Gran Cancelliere del regno di Napoli, oltre che conte feudale di Montorio al Vomano e quasi "signore" dell'Aquila, finì ucciso, ma, questa volta, per ordine del principe Luigi di Taranto. Il terzo ed ultimo "signore" della città fu Ludovico Franchi, che sfidò anche i papi ospitando Alfonso I d'Este, cacciato da Ferrara, e i figli di Giampaolo Baglioni, l'ultimo signore di Perugia. Tuttavia, quando il suo potere cominciò a diventare troppo grande, gli Aquilani, sempre gelosi della loro libertà, si lamentarono presso il re di Napoli, che lo fece deporre ed imprigionare. La città, che era la seconda del regno per potenza e ricchezza, iniziò a decadere nel XVI secolo, quando il viceré spagnolo Filiberto d'Orange, dopo averla devastata, la separò dal suo contado, introducendovi il feudalesimo spagnolo e privandola della sua autonomia. Filiberto d'Orange Filiberto d'Orange Al giorno d'oggi, la città è un centro turistico, visitata per il Castello-fortezza spagnolo del XVI secolo, la basilica romanica di Santa Maria di Collemaggio (dove fu incoronato e dov'è sepolto il papa Celestino V), la basilica rinascimentale di San Bernardino (col notevole sepolcro di Maria Pereira, moglie di Lalle Camponeschi), la fontana medievale delle 99 cannelle (la cui sorgente è tutt'ora ignota), che ricorda gli antichi villaggi fondatori. Nel cimitero cittadino è sepolto Carl Ulrichs, pioniere ottocentesco del movimento per i diritti dei gay, che a L'Aquila visse e morì. Una volta l'anno, il suo momunento funebre è meta di un pellegrinaggio internazionale.

Altro

L'Aquila è anche una stazione sciistica ai piedi del Gran Sasso, il monte più alto degli Appennini, nonché un centro di produzione elettronica (molto ridotto a causa di chiusure e licenziamenti) e sede di una squadra di rugby più volte campione d'Italia. Ospita inoltre i customer services per l'Italia di una delle maggiori compagnie telefoniche d'Europa e diverse compagnie teatrali. Nelle vicinanze, fra numerosi altri castelli, rovine romane e monasteri, il castello di Rocca Calascio, il più alto d'Italia, dove fu girato, negli anni Ottanta, il film Ladyhawke, con Rutger Hauer e Loris Loddi. La città di L'Aquila è sede di varie facoltà: la frazione di Roio ospita la facoltà di Ingegneria e di Economia, la frazione di Coppìto ospita le facoltà di Scienze, Matematica e Medicina mentre le facoltà umanistiche dell'Università degli studi dell'Aquila hanno sede nel centro storico della città. A L'Aquila è conservata la tomba di Karl Heinrich Ulrichs (fondatore del moderno movimento di liberazione omosessuale), che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Durante l'ultima settimana di agosto si svolge a L'Aquila un importante evento storico-religioso chiamato Perdonanza.

Sport

Il 12 maggio 2005 la 5^ tappa del Giro d'Italia 2005 si è conclusa a L'Aquila con la vittoria di Danilo Di Luca.

Collegamenti interni


- Abruzzo
- Perdonanza


- www.comune.laquila.it Categoria:Comuni della provincia dell'Aquila Categoria:Comuni dell'Abruzzo Categoria:Comuni italiani ja:ラクイラ

Lazio

Il Lazio è una regione amministrativa dell'Italia centrale di 5 milioni di abitanti, con capoluogo Roma. Confina a nord con la Toscana e l'Umbria, ad est con le Marche, l'Abruzzo ed il Molise, a sud con la Campania ed ad ovest con il Mar Tirreno.

Il Nome

Il nome della regione richiama l'antico nome dato alla regione dai Latini, progenitori degli antichi romani ed a loro volta così chiamati perché stabilitisi su di un territorio largo ("latus" in latino).

Il simbolo

Il simbolo della regione è rappresentato da un ottagono con inscritti i cinque stemmi delle province laziali.

Divisione Amministrativa


- Comuni della provincia di Frosinone (91)
- Comuni della provincia di Latina (33)
- Comuni della provincia di Rieti (73)
- Comuni della provincia di Roma (121)
- Comuni della provincia di Viterbo (60)

La Giunta regionale

Presidente

Piero Marrazzo

Vice Presidente

Massimo Pompili

Assessori


- Regino Brachetti - Affari Istituzionali
- Daniela Valentini - Agricoltura
- Angelo Bonelli - Ambiente e cooperazione tra i popoli
- Luigi Neri - Bilancio, programmazione economico - finanziaria e partecipazione
- Giulia Rodano - Cultura, spettacolo e Sport
- Bruno Astorre - Lavori pubblici e politica della casa
- Alessandra Tibaldi - Lavoro, Pari Opportunità e Politiche giovanili
- Francesco De Angelis - Piccola e Media Impresa, Commercio e Artigianato
- Alessandra Mandarelli - Politiche Sociali
- Marco Di Stefano - Risorse Umane, Demanio e Patrimonio
- Augusto Battaglia - Sanità
- Silvia Costa - Scuola, Diritto allo studio e Formazione Professionale
- Raffaele Ranucci - Sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo
- Fabio Ciani - Trasporti
- Mario Michelangeli - Tutela Consumatori e Semplificazione amministrativa
- Massimo Pompili -
Urbanistica

Trasporti e mobilità

Sport

Natura

Articolo correlato: Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Cultura

Il Lazio è importante nella cultura italiana ed europea per i suoi contenuti storici, artistici, archeologici, architettonici, religiosi e genericamente culturali. L'immenso patrimonio ospitato nella città di Roma, benché forse il meglio noto, è solo uno fra i numerosi giacimenti delle centinaia di città, paesi, chiese, monasteri, monumenti, ed altri siti della regione.

Voci correlate


- Elenco dei Presidenti del Lazio Categoria:Regione Lazio ja:ラツィオ州


Mar Adriatico

Il Mare Adriatico è una articolazione del Mar Mediterraneo, situato tra la penisola italiana e le coste slovena, croata, montenegrina e albanese. È lungo circa 800km e largo mediamente 150 km, ricoprendo una superficie di 132mila km². È collegato al Mar Ionio con il Canale d'Otranto (tra la provincia di Lecce e l'Albania). I corsi d'acqua principali che si gettano nel Mar Adriatico sono i fiumi italiani Po e Adige. L'origine del nome deriverebbe dalla antichissima città abruzzese di Hadria (attuale Atri) o dalla città veneta di Adria. Il Mar Adriatico è articolato in
- Golfo di Venezia
  - Golfo di Trieste
    - Baia di Muggia (tra Muggia e Trieste)
    - Golfo di Panzano (davanti Monfalcone e Duino-Aurisina)
  - Laguna di Grado (dietro Grado)
  - Laguna di Marano (dietro Lignano Sabbiadoro e davanti Marano Lagunare)
  - Laguna Veneta (Venezia, Chioggia)
- Golfo di Manfredonia (davanti Manfredonia) Si affacciano sul Mar Adriatico le seguenti regioni e località italiane:
- Friuli-Venezia Giulia: Lignano Sabbiadoro, Grado, Trieste, Muggia.
- Veneto: Venezia, Chioggia, Jesolo.
- Emilia-Romagna: Rimini.
- Marche: Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, San Benedetto del Tronto.
- Abruzzo: Pescara.
- Molise: Termoli.
- Puglia: Manfredonia, Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, Bari, Brindisi. Sulla costa orientale i seguenti stati e località:
- Slovenia: Capodistria (Koper), Isola d'Istria (Izola), Pirano (Piran).
- Croazia: Pola (Pula), Fiume (Rijeka), Zara (Zadar), Sebenico (Šibenik), Spalato (Split), Ragusa (Dubrovnik).
- Bosnia-Erzegovina: Neum
- Serbia e Montenegro: Kotor (Cattaro), Kumbor, Bar (Antivari).
- Albania: Durrës (Durazzo), Vlorë (Valona). Adriatico ja:アドリア海 ko:아드리아 해

Provincia di Pescara

La Provincia di Pescara è una provincia dell'Abruzzo. Confina con la Provincia di Teramo a nord, con il Mare Adriatico a nord-est, con la Provincia di Chieti a est e con la Provincia dell'Aquila a sud e a ovest.

Collegamenti esterni


- [http://www.caroabruzzo.net/pescara/index.shtm Informazioni sulla provincia]
- [http://www.giraitalia.it/abruzzo/pescara/ Informazioni su Pescara] Categoria:Provincia di Pescara ja:ペスカーラ県

Provincia di Teramo

La Provincia di Teramo confina a nord con le Marche (Provincia di Ascoli Piceno), a est con il Mar Adriatico, a sud con la Provincia di Pescara, con la Provincia di L'Aquila a sud e a ovest, e con il Lazio a ovest (Provincia di Rieti).

Collegamenti esterni

[http://www.caroabruzzo.net/teramo/index.shtm informazioni sulla provincia]
[http://www.giraitalia.it/abruzzo/teramo/ Informazioni su Teramo] Categoria:Provincia di Teramo ja:テーラモ県

Appennino

)]] Per circa 1200 km di lunghezza, dal Colle di Cadibona fino in Aspromonte, gli Appennini costituiscono un insieme di catene montuose, di altipiani e di dorsi la cui altezza media è assai inferiore a quella delle Alpi. Solo con il Monte Corno, nel Gruppo del Gran Sasso (Abruzzo), raggiungono i 2914metri di altitudine sul livello del mare. L'estensione in larghezza degli Appennini varia da un minimo di 30km ad un massimo di 250km dove, tra Ancona ed il Monte Argentario, la penisola italiana si dilata maggiormente. Il rilievo siculo può essere considerato la continuazione della catena appenninica al di là del breve tratto di mare dello Stretto di Messina; affonda nel Mediterraneo (Canale di Sicilia) per riemergere nell'Africa Settentrionale da Capo Bon (Tunisia) al Marocco, con la catena dell'Atlante. Anche il paesaggio naturale appenninico, con la diversità delle rocce e del clima appare molto differente da quello alpino. Gli appennini hanno un aspetto uniforme: in genere le cime appaiono tondenggianti e lonto il declivio dei due versanti, tirrenico ed adriatico. Spiccano solo le ardite forme dei gruppi di compatta roccia calcarea d'Abruzzo (Gran Sasso) e quelle tronco-coniche dei vulcani dai crateri ormai spenti e attualmente occupate da laghi (colli laziali); o di quelli attivi (Campi Flegrei, Vesuvio) del versante tirrenico. L'appennino è formato in prevalenza da rocce calcaree dure e da argille molli; solamente la Sila e l'Aspromonte sono costituiti da rocce granitiche. Le vallate appenniniche sono spesso impervie, perché soggette in molte regioni a frane e scoscendimenti. Data infatti la composizione prevalentemente argillosa del suolo e in conseguenza pure del disboschimento dei tempi passati, le acque di superficie agiscono rovinosamente: scavano solchi (calanchi), rendono inabitabili vaste superfici e provocano lo slittamento di interi pendii, che nei periodi di pioggia si trasformano in pericolosi fiumi di fango. La catena appenninica divide la superficie della Penisola in due versanti: tirrenico ed adriatico, differenti tra loro sotto molti aspetti. La più appariscente è data dall'asimmetria dei due pendii: quello adriatico è breve, quello tirrenico è ampio. I numerosi e facili valichi che permettono di passare, ad altezze quasi sempre inferiori ai 1000m, dall'uno all'altro versante, vengono indicati nella parlata locale, secondo le loro forme caratteristiche, con i nomi di passo, bocca, forca, portella e gola.

Suddivisione secondo la latitudine

La catena appenninica viene suddivisa in tre tronchi principali: l'appennino settentrionale, centrale e meridionale.

Appennino settentrionale

L'appennino settentrionale va dal Colle di Cadibona, dove si unisce con la Catena Alpina, a quello della Bocca Serriola, per mezzo della quale l'alta valle del fiume Tevere e quella del Metauro comunicano fra loro. Si suddivide nelle due sezioni regionali dell'Appennino Ligure e dell'Appennino Tosco-Emiliano. L'Appennino Ligure s'interrompe al Passo della Cisa, che permette le comunicazioni tra La Spezia e Parma. Esso incombe sul Mar Ligure con diramazioni ripide e scoscese, solcate da brevi valli, per lo più trasversali, dense di popolazione. Invece, verso la Pianura Padana, presenta diramazioni e vallate più lunghe ma meno abitate. L'Appennino Tosco-Emiliano continua a sud-est della Cisa. Spiccano in questo tratto il Monte Cimone, con la sua vetta, l'unica di tutto l'Appennino settentrionale, superiore ai 2000m (2163m); il Falterona (1655m), dal quale nasce l'Arno; il Monte Fumaiolo (1408m), dai fianchi del quale sgorgano le sorgenti del Tevere; ed il monte Titano, sede della Repubblica di San Marino, che dalla sua triplice vetta domina il retroterra adriatico della Romagna (Rimini). Le valli che discendono verso sud sono ampie e fertili:
- la Lunigiana, che prende nome dell'antica città portuale di Luni ora distrutta, e percorsa dal torrente Magra-Vara;
- la Grafagnana, al fondo della quale tra le Alpi Apuane ed il Monte Cimone scorre il Serchio;
- il Casentino, dal quale discende il corso dell'alto Arno;
- il Mugello, percorso dall'affluente dell'Arno, il fiume Sieve, ed infine la Valdarno. Importanti vie di comunicazione scavalcano l'Appennino settentrionale:
- il Passo del Turchino (tra Genova e Torino)
- il Passo dei Giovi (tra Genova e Milano) I valichi della sezione tosco-emiliana sono:
- il Passo della Cisa (tra La Spezia e Parma)
- il Passo dell'Abetone (tra Lucca e Modena)
- il Passo della Porretta (tra Pistoia e Bologna)
- il Passo della Futa (tra Bologna e Firenze)

Appennino centrale

L'appennino centrale va dalla Bocca Serriola fino alla Sella Rionero (1020m), attraverso la quale si passa dalla valle del Volturno (versante tirrenico) a quella del Sangro (versante adriatico). Questo tronco si divide in due sezioni: Appennino Umbro-Marchigiano e Appennino Abruzzese. L'Appennino Umbro-Marchigiano va fino al Passo della Torrita (tra Rieti e Ascoli Piceno), che mette in comunicazione la valle del Tronto con quella del Velino. Esso è intersecato da valli longitudinali (che seguono cioè la direzione delle catene), la più importante delle quali è la Val Tiberina (alta valle del Tevere). Raggiunge la sua massima elevazione nei Monti Sibillini. L'Appennino Abruzzese è formato da catene calcaree aspre e spesso rassomiglianti alle Dolomiti (Alpi Orientali), di altipiani e conche parallele alla catena.
Il Monte Corno (2914m) nel gruppo del Gran Sasso ed il Monte Amaro (2795m) in quello della Maiella sono le cime più elevate della catena appenninica.
Altri monti importanti sono i Monti della Laga dominanti la città di Teramo, il Monte Velino (2487m) ed il Monte Sirente (2349m) a sud del Gran Sasso, il Terminillo sopra Rieti ed imonti della Ciociaria (monte Viglio). Tra un versante e l'altro e fra le varie catene, i valichi più notevoli sono:
- il Passo della Scheggia (Foligno-Fano
- il Passo di Fossato (Foligno-Ancona)
- la Sella del Corno, tra la Conca Ratina e la Conca Aquileana
- il Passo di Rionero, tra Volturno e Sangro. Tra gli altopiani si aprono conche che prendono il nome delle città che in esse gli antichi abitanti hanno eretto: Conca Aquileana, di Sulmona, Conca di Avezzano, altrimenti chiamata Marsicana. Quest'ultima era occupata fino al XVIII secolo in gran parte dal lago Fucino, ora prosciugato.

Appennino meridionale

L'appennino meridionale va dal Passo di Rionero all'Aspromonte, il resto della Penisola è occupato da una serie di massicci e di altopiani. Questi differiscono tra loro per la natura delle rocce di cui sono costituiti (rocce calcaree o granitiche). L'appennino meridionale si suddivide in:
- Appennino Campano che va fino alla Sella della Conza Calabrese (tra Avellino e Potenza) che collega la Valle del Sele (versante tirrenico) a quello dell'Ofanto (adriatico). L'altipiano carsico del Matese, culminante nel Monte Miletto (2050m), è il gruppo montuoso più caratteristico di questa sezione dell'appennino.
- Appennino Campano, dal quale dipende il tozzo promontorio del Cilento (Monte Cervati, 1899m), che giunge fino alla Pianura di Sibari, percorsa dal fiume Crati e dominata dal calcareo monte Pollino (2271m).
- Appennino Calabrese costituito da gruppi montuosi solcati da ampie valli. Esso si allarga nell'ampia altopiano granitico della Sila, ricco di foreste e dominato dal dorso della Botte Donato (1929m); termina nel massiccio dell'Aspromonte, dalla cui vetta (Montalto, 1950m) l'occhio spazia sul Tirreno e sullo Jonio. Tra la Sila e l'Aspromonte si eleva il Monte Pecoraro (1420m), il quale sovrasta le sponde ioniche. L'appennino meridionale è attraversato da valiche di facile viabilità:
- la sella di Vichiaturo tra Benevento o Isernia (Molise) e Campobasso
- la Sella di Ariano tra Benevento e Foggia e la Sella Conza tra la valle del Sele e quella dell'Ofanto.

Suddivisione secondo la longitudine

I versanti tirrenico ed adriatico degli appennini sono preceduti da gruppi di monti meno elevati e ben distinti dagli appennini: questimonti costituiscono l'Antiappennino adriatico e tirrenico.
In alcuni tratti si hanno anche bassi rilievi, che sono dipendenze dell'appenino vero e proprio: costituiscono i Subappennini. Il Subappennino è prevalentemente costituito da catene argillose, franose, di scarsa elevazione; esso forma, specie verso l'Adriatico, una lunga striscia, che inizia a nord delle colline del Monferrato e delle Langhe e termina a sud del Golfo di Taranto. E' lungo questa striscia che, in Emilia e nell'Abruzzo come in Valdarno soprattutto, il paesaggio naturale è tormentato dai cosiddetti calanchi. L'Antiappennino è invece costituito da quel complesso piuttosto irregolare di sollevamenti montuasi, che s'incontrano più vicino alle coste, ai bordi esterni della zona subappenninica. Sul versante adriatico appartengono all'antiappennino il monte Conero, di scarso rilievo (572m), il Gargano (1056m), sperone della penisola, ed i pianeggianti tavolati calcarei delle Murge e della Penisola Salentina; su quello tirrenico i sollevamenti montuosi, che costituiscono la fascia dell'Antiappennino, spiccano maggiormente. Ricordiamo il promontorio di Piombino, il monte Argentario, il monte Circeo, il Capo Miseno, i monti Lattari della Penisola di Salerno. Appartengono a questa fascia: le Alpi Apuane, dalle candide cave di marmo contrastanti con il verde denso della vegetazione che che ricopre le diramazioni sottostanti; tra l'Arno e l'Ombrone: le colline del Chianti e le colline Metallifere; inoltre il monte Amiata, i monti Volsini, Cimini, Sabatini ed i Colli Albani. Essi accolgono nelle conche dei loro crateri spenti le acque di ameni laghi. Si aggiungono più a sud i Monti della Ciociaria (Lepini, Ausoni, Aurunci), retrostanti alla Pianura Pontina ed al Golfo di Gaeta; infine i Capi Flegrei ed il cono del Vesuvio.

Il rilievo siculo

I Monti Peloritani, le Caronie (o Nebrodi), le Madonie, la Gibellina, che si stendono da Capo Faro e Capo Lilibeo, in Sicilia, sono la continuazione della catena appenninica. Dalle Madonie in direzione sud, si elevano le catene, poco elevate, dei Monti Erei ed Iblei. I monti di natura gessosa, calcarea ed argillosa della Sicilia sono ricchi di zolfo e di sale. L'Etna poi si erge maestoso, quasi isolato, presso le coste nord orientali dell'Isola, fino a raggiungere, con il suo cono principale, i 3274m di altitudine. E' il monto più alto dell'isola ed il vulcano attivo più importante d'Europa. Dalla sua vetta, spesso coperta di neve, le colate di lava si spingono in basso fino ai bordi del mare; là dove l'attività vulcanica non si sia recentemente manifestata, i fianchi di questo vulcano sono ricoperti di rigogliosa vegetazione. Il resto dell'Isola è occupato da alture dell'andamento irregolare; soprattutto nella parte occidentale, esse costituiscono una specie di acrocoro. Ai piedi di essa è solo in prossimità delle coste si estendo brevi pianure, la più importante delle quali è la piana di Catania, a sud dell'Etna.

Rilievo sardo

I monti della Sardegna sono scarsamente elevati. Essi sono raggruppati in due blocchi separati dal Campidano:
- il gruppo del Gennargentu;
- Iglesias e Sulcis. Il blocco più aspro è quello centro-settentrionale culminato nel gruppo del Gennargentu. Esso è un vero e proprio acrocoro, sul quale si eleva la vetta più alta dell'isola: Punta Marmora (1834m). E' solcata anche da lunghe valli percorse da corsi d'acqua, nelle quali sono stati creati laghi artificiali di notevole importanza. Rasu (1259m) e dal Monte di Ala (1094m) ed al monte Limbara.
La punta Serpeddi ed il monte di Sette Fratelli sono, inoltre, le elevazioni più notevoli della parte meridionale dell'acrocoro stesso. L'Iglesias ed il Sulcis costituiscono l'altro blocco montuoso, che occupa le regioni sud occidentali dell'isola, e culminano nel monte Linas (1236m) e nel monte Nieddu (1041m). Il Sulcis è ricco di carbone.

Rilievo corso

Da Capo Corso alle Bocche di Bonifacio, si susseguono parecchi nodi montuosi: da questi si staccano contrafforti trasversali, che scendono verso il mar Tirreno ed il mar Ligure. I nodi montuosi aspri, dirupati e selvaggi culminano nel monte Cinto (2710m), monte Rotondo (2625m), monte Renoso (2357m) e nell'Incudine (2136m). Tra i monti Rotondo e Renoso si apre il passo più notevole che permette di passare dall'uno all'altro versante: la Focedi Vizzanova (tra Aiaccio ed Aleria).

Importanza storica

Durante la Seconda guerra mondiale, l'esercito tedesco utilizzò gli Appennini come una naturale barriera difensiva, costruendo diverse linee difensive, le più famose delle quali furono la Linea Gotica, attaccata senza successo dagli Alleati nel settembre del 1944; e la Linea Barbara nell'Italia meridionale.

Voci correlate


- Rilievi italiani
- Italia geografica Categoria:Geografia italiana Categoria:Catene montuose ja:アペニン山脈

Sangro

Il Sangro è un fiume dell'Abruzzo meridionale. È il secondo per lunghezza tra i fiumi regionali, dopo l'Aterno-Pescara. Durante il suo tragitto, forma vari laghi (il Lago di Barrea e il Lago di Bomba, solo per citarne due), che a volte vengono sfruttati per produrre energia idroelettrica dall'ENEL. Durante i periodi comuni, non porta moltissima acqua, ma nei periodi di piena invernali, e quando vengono aperte le varie dighe, l'acqua va a sfruttare i secondi margini, costruiti appositamente per evitare l'allagamento delle zone circostanti. Ma è un fiume che non si prosciuga mai: d'estate, anzi, molte persone si recano sulle sponde del fiume per fare un bagno. Categoria:Fiumi dell'Italia

Tronto

Il Tronto è un fiume della regione Marche. Il suo nome latino era Truentus.

Voci correlate


- Nomi_latini_di_fiumi_europei Categoria:Fiumi dell'Italia

Tordino

Il Tordino è un fiume della provincia di Teramo, in Abruzzo. Nasce tra il monte Gorzano e il monte Pelone (monti della Laga) e dopo un percorso di 59 km sfocia nel mare Adriatico. In epoca romana aveva nome Batinus. Inizialmente scorre nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso verso est con un regime di tipo torrentizio e compie quindi un arco verso nord aggirando il monte Bilanciere, per dirigersi quindi verso sud-est. In prossimità delle sorgenti il Tordino forma la cascata della Fiumata e poco dopo ancora le cascate del Tordino. Attraversa Padula e Caiano, frazioni del comune di Cortino. Nel tratto alto del percorso si conservano mulini e frantoi. Alla confluenza tra il Tordino e il Vezzola sorge Teramo (antica Interamna, "tra i fiumi"). Alla sua foce sorse Giulianova (Castrum Novum). Il suo bacino comprende una superficie complessiva di circa 450 km². Riceve come affluenti da sinistra il fosso della Cavata (che forma presso la sorgente i tre balzi delle cascate Cantagalli o della Cavata), il Rivettino, il Castiglione, il Rivoletto, il rio Verde, il fosso dell'Inferno, il torrente Fiumicino (corso di 10 km) e il fiume Vezzola. Quest'ultimo, le cui acque sono in gran parte captate dall'Enel, ha un corso di 20 km di lunghezza: nasce presso la frazione Imposte del comune di Rocca Santa Maria e attraversa Torricella Sicura. Gli affluenti di destra del Tordino sono il fosso Molvese, il fosso di Elce e il torrente Fiumicello, che raccoglie le acque delle pendici del Bilanciere. Categoria:Fiumi dell'Italia Categoria:Regione Abruzzo

Mar Tirreno

Il Mar Tirreno è quella parte del Mar Mediterraneo che si estende ad occidente della penisola italiana. È compreso fra la Corsica, la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, la Campania, il Lazio e la Toscana, è collegato al Mar Ionio tramite lo Stretto di Messina ed è diviso dal Mar Ligure dall'isola d'Elba. Geograficamente parlando il mar Ligure non è la parte settentrionale del mar tirreno, come molti erroneamente pensano, ma un mare a tutti gli effetti in quanto ha un fondale e una costiera diversa. Alcuni fanno terminare il mar Ligure alla foce del Magra che però è solamente un confine dettato dalla tradizione. Il confine morfologico è tra Piombino e l'isola d'Elba. La sua profondità massima è di 3.785 metri. Il mare si trova vicino alla faglia che divide l'Africa dall'Europa. Di conseguenza, le catene montuose sotterranee e i vulcani attivi abbondano. Prende il nome dall'antico popolo dei Tirreni, meglio noti come Etruschi. Narra infatti lo storico greco Erodoto nelle sue Storie di come il re della Lidia (attuale Turchia occidentale) dopo anni di carestia avesse deciso di far emigrare una metà del suo popolo alla ricerca di una nuova patria. Guidati dal principe Tirreno, i Lidi sbarcarono quindi sulle coste occidentali della penisola italiana e, preso possesso della nuova terra, mutarono il loro nome in "Tirreni" dal nome del principe che li aveva guidati. Costoro, secondo il racconto greco, non sarebbero altri che gli Etruschi. Dal loro nome greco fu quindi detto "Tirreno" il mare che dominarono per secoli (talassocrazia etrusca). Tirreno ja:ティレニア海

Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

280px Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise
Abruzzo, Lazio, Molise
Pescasseroli (AQ)
41°46'N
13°58'E
50.683
1923
EUAP0001
DEB - SIC - ZPS
Ente Parco Nazionale
d'Abruzzo, Lazio e Molise
[http://www.parcoabruzzo.it/ parcoabruzzo]
Fulco Pratesi
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise fu istituito nel 1923. È compreso per la maggior parte (3/4 circa) nella provincia dell'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. La direzione del parco è a Pescasseroli (AQ). Il Parco Nazionale d'Abruzzo è il più antico parco degli Appennini ed ha avuto un ruolo importante nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti: lupo, camoscio d'Abruzzo ed orso bruno marsicano. È ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie. A quote superiori, nelle pietraie, crescono i pini mugo, altrimenti pochissimo diffusi negli Appennini. Altra fauna caratteristica del parco è il cervo, il capriolo, il cinghiale ed il picchio di Lilford.

Storia

Il Parco Nazionale d'Abruzzo fu istituito nel 1923, con RDL 257 11/01/1923. Al territorio attuale si giunse dopo successive integrazioni. La gestione è dell'Ente Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise con sede a Roma e direzione a Pescasseroli (AQ). Interessa 25 comuni distribuiti nelle tre province. Nel 1980 ha avuto inizio la zonazione del parco, cioè la sua suddivisione in zone a diversa protezione ambientale per poter conciliare le opposte esigenze della protezione della natura e degli sviluppi urbanistici delle popolazioni locali. Le 4 zone sono indicate come Riserva integrale, Riserva generale, Protezione, Sviluppo.

Fauna

La principale attrattiva del parco è l'orso bruno marsicano, che, peraltro, non è facile da incontrare. Durante la giornata infatti gli orsi restano nascosti nel fitto del bosco e si cibano di bacche ed altri prodotti della natura. Fino a qualche anno fa era una specie in via di estinzione. Attualmente nel parco ne esistono un centinaio di esemplari. Nelle folte foreste del parco si incontrano facilmente cervi e caprioli, grazie ai recenti ripopolamenti. Nelle zone più elevate sopra i boschi, circolano piccoli branchi o esemplari solitari di camoscio d'Abruzzo. Nel parco sono presenti almeno 40 lupi, ma non sono visibili facilmente. Altrettanto ostici a farsi ammirare sono il gatto selvatico, la lontra, la martora, la faina, il tasso e la puzzola. Molto più facile invece vedere la volpe, la lepre, la talpa, il riccio e la donnola; abbastanza frequenti il ghiro e lo scoiattolo. Facilmente ammirabili da ogni angolo del parco, i rappresentanti della fauna alata: l'aquila reale, l'astore, la poiana, il gufo reale e l'allocco. Il rapace più noto e più raro di questo parco è probabilmente il grifone,che recentemente ha ripreso ad abitare in quest'area. grifone

Flora

Con la primavera e l'estate, il verde delle radure e delle praterie viene ravvivato da viole, crochi, soldanelle, genziane, gigli, anemoni, primule, ranuncoli e mille altri fiori. Le ripe delle valli sono ricche di vegetazione come Pioppi, Salici, Tigli, Frassini ed Ornielli. Salendo di quota, nelle praterie, troviamo Muschi, Licheni e Funghi ed i boschi sono di Faggi (alcuni dei quali secolari), Aceri di monte, Aceri di Lobelius, Sorbi montani, Tassi e Maggiociondoli. Sulla media montagna crescono il Cerro, il Carpino nero, il Nocciolo, l'Acero, il Melo selvatico, il Prugnolo e il Ciliegio. Nella zona più assolata, troviamo la Roverella, il Leccio, il Corbezzolo, l'Alloro.

Accessi

La più comoda località di accesso è il paese di Pescasseroli (AQ).

Comuni

Il parco interessa 25 comuni distribuiti in tre province
- Provincia dell'Aquila :
  - Alfedena, Barrea, Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Opi, Ortona dei Marsi, Pescasseroli, Scanno, Villavallelonga, Villetta Barrea
- Provincia di Frosinone :
  - Alvito, Campoli Appennino, Pescosolido, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati, Vallerotonda
- Provincia di Isernia :
  - Castel San Vincenzo, Filignano, Pizzone, Rocchetta a Volturno, Scapoli

Monti

Le cime più alte sono il monte Petroso (2.247 m) ed il monte Marsicano (2.242 m). Ma la vera regina del parco è il monte La Meta (versante molisano) con l'affascinante parete NE che si affaccia sul pianoro dei Biscurri.

Fiumi

Nel parco scorre il fiume Sangro, che nasce presso il passo del Diavolo. Ai margini dell'area protetta scorrono il Melfa, il Giovenco e il Volturno.

Laghi

Nel comprensorio del parco esistono alcuni interessanti laghi naturali come il lago Vivo, il lago Pantaniello, quello di Montagna Spaccata e il lago di Scanno. All'interno del parco si trova la zona umida del Lago di Barrea, originata da un bacino artificiale.

Attività possibili


- Escursioni a cavallo
- Trekking
- Cicloturismo
- Canoa
- Birdwatching
- Sci di fondo e sci alpinismo

Voci correlate


- Aree naturali protette
- Elenco dei parchi nazionali italiani
- Elenco dei parchi regionali italiani

Collegamenti esterni


- [http://www.parks.it/parco.nazionale.abruzzo/ Ministero dell'Ambiente]
- [http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/nazionale/ Regione Abruzzo] Abruzzo Categoria:Provincia dell'Aquila Categoria:Regione Abruzzo

Parco Nazionale della Majella

Majella
Abruzzo
Guardiagrele (CH),
Sulmona (AQ)
62.838
1991
EUAP0013
SIC
Ente Parco Nazionale della
Majella
[http://www.parcomajella.it/ parcomajella]
Gianfranco Giuliante
Il Parco Nazionale della Majella fu istituito nel 1991.

Gestione

Provvedimenti istitutivi

LN 394 6/12/1991 -

Ente gestore

Ente Parco Nazionale della Majella con sede a Guardiagrele (CH).

Territorio

Superficie

Si estende per una superficie di circa 63.000 ettari, su un terreno prevalentemente montagnoso.

Comuni

Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pizzoferrato, Pretoro, Rapino, Taranta Peligna, Ateleta, Campo di Giove, Cansano, Corfinio, Pacentro, Pescocostanzo, Pratola Peligna, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccacasale, Roccaraso, Sulmona, Abbateggio, Bolognano, Caramanico Terme, Lettomanoppello, Manoppello, Popoli, Roccamorice, Salle, San Valentino in Abruzzo, Citeriore, Sant'Eufemia a Maiella, Serramonacesca, Tocca da Casauria

Accessi

Le più comode località di accesso sono: la città di Sulmona (AQ) sul versante ovest, il paese di Pescocostanzo (AQ) sul versante sud e Guardiagrele (CH) sul versante est

Natura

Vedi anche:


- Aree naturali protette
- Elenco dei parchi nazionali italiani
- Elenco dei parchi regionali italiani

Collegamenti esterni


- [http://www.parks.it/parco.nazionale.majella/index.html Ministero dell'Ambiente]
- [http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/majella/index.html Regione Abruzzo] Majella categoria:regione Abruzzo

Parco Regionale Sirente Velino

Sirente Velino
Abruzzo
Rocca di Mezzo (AQ))
50.288
1989
EUAP0173
SIC
Ente Parco Regionale
del Sirente Velino
Giulio De Collibus
Il Parco Regionale Sirente Velino fu istituito nel 1989.

Gestione

Provvedimenti istitutivi

LR 54 13/07/1989 - L.R. 38 del 21/06/1996 e L.R. 23 del 07/03/2000

Ente gestore

Ente Parco Regionale del Sirente Velino con sede a Rocca di Mezzo(AQ).

Territorio

Superficie

Si estende per una superficie di circa 50.000 ettari

Comuni

Acciano, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Secinaro, Tione degli Abruzzi

Accessi

Le più comode località di accesso sono il paese di Rocca di Mezzo (AQ).

Natura

Vedi anche:


- Aree naturali protette
- Elenco dei parchi nazionali italiani
- Elenco dei parchi regionali italiani

Collegamenti esterni


- [http://www.parks.it/parco.sirente.velino/index.html Ministero dell'Ambiente]
- [http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/sirente/index.html Regione Abruzzo] Categoria:Italia Categoria:Parchi regionali

Lago di Barrea

La Zona Umida del Lago di Barrea fu individuata ed inserita dal 1976 nella lista delle aree previste dalla Convenzione di Ramsar.

Ente gestore

Ente Autonomo Parco Nazionale d'Abruzzo, con sede a Roma e Pescasseroli (AQ).

Posizione

Il lago di Barrea è situato all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo

Accessi

La più comoda località di accesso è il paese di Pescasseroli (AQ).

Vedi anche:


- Aree naturali protette
- Elenco delle zone umide italiane Barrea Categoria:Provincia dell'Aquila Categoria:Zone umide

Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

280px Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise
Abruzzo, Lazio, Molise
Pescasseroli (AQ)
41°46'N
13°58'E
50.683
1923
EUAP0001
DEB - SIC - ZPS
Ente Parco Nazionale
d'Abruzzo, Lazio e Molise
[http://www.parcoabruzzo.it/ parcoabruzzo]
Fulco Pratesi
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise fu istituito nel 1923. È compreso per la maggior parte (3/4 circa) nella provincia dell'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. La direzione del parco è a Pescasseroli (AQ). Il Parco Nazionale d'Abruzzo è il più antico parco degli Appennini ed ha avuto un ruolo importante nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti: lupo, camoscio d'Abruzzo ed orso bruno marsicano. È ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie. A quote superiori, nelle pietraie, crescono i pini mugo, altrimenti pochissimo diffusi negli Appennini. Altra fauna caratteristica del parco è il cervo, il capriolo, il cinghiale ed il picchio di Lilford.

Storia

Il Parco Nazionale d'Abruzzo fu istituito nel 1923, con RDL 257 11/01/1923. Al territorio attuale si giunse dopo successive integrazioni. La gestione è dell'Ente Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise con sede a Roma e direzione a Pescasseroli (AQ). Interessa 25 comuni distribuiti nelle tre province. Nel 1980 ha avuto inizio la zonazione del parco, cioè la sua suddivisione in zone a diversa protezione ambientale per poter conciliare le opposte esigenze della protezione della natura e degli sviluppi urbanistici delle popolazioni locali. Le 4 zone sono indicate come Riserva integrale, Riserva generale, Protezione, Sviluppo.

Fauna

La principale attrattiva del parco è l'orso bruno marsicano, che, peraltro, non è facile da incontrare. Durante la giornata infatti gli orsi restano nascosti nel fitto del bosco e si cibano di bacche ed altri prodotti della natura. Fino a qualche anno fa era una specie in via di estinzione. Attualmente nel parco ne esistono un centinaio di esemplari. Nelle folte foreste del parco si incontrano facilmente cervi e caprioli, grazie ai recenti ripopolamenti. Nelle zone più elevate sopra i boschi, circolano piccoli branchi o esemplari solitari di camoscio d'Abruzzo. Nel parco sono presenti almeno 40 lupi, ma non sono visibili facilmente. Altrettanto ostici a farsi ammirare sono il gatto selvatico, la lontra, la martora, la faina, il tasso e la puzzola. Molto più facile invece vedere la volpe, la lepre, la talpa, il riccio e la donnola; abbastanza frequenti il ghiro e lo scoiattolo. Facilmente ammirabili da ogni angolo del parco, i rappresentanti della fauna alata: l'aquila reale, l'astore, la poiana, il gufo reale e l'allocco. Il rapace più noto e più raro di questo parco è probabilmente il grifone,che recentemente ha ripreso ad abitare in quest'area. grifone

Flora

Con la primavera e l'estate, il verde delle radure e delle praterie viene ravvivato da viole, crochi, soldanelle, genziane, gigli, anemoni, primule, ranuncoli e mille altri fiori. Le ripe delle valli sono ricche di vegetazione come Pioppi, Salici, Tigli, Frassini ed Ornielli. Salendo di quota, nelle praterie, troviamo Muschi, Licheni e Funghi ed i boschi sono di Faggi (alcuni dei quali secolari), Aceri di monte, Aceri di Lobelius, Sorbi montani, Tassi e Maggiociondoli. Sulla media montagna crescono il Cerro, il Carpino nero, il Nocciolo, l'Acero, il Melo selvatico, il Prugnolo e il Ciliegio. Nella zona più assolata, troviamo la Roverella, il Leccio, il Corbezzolo, l'Alloro.

Accessi

La più comoda località di accesso è il paese di Pescasseroli (AQ).

Comuni

Il parco interessa 25 comuni distribuiti in tre province
- Provincia dell'Aquila :
  - Alfedena, Barrea, Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Opi, Ortona dei Marsi, Pescasseroli, Scanno, Villavallelonga, Villetta Barrea
- Provincia di Frosinone :
  - Alvito, Campoli Appennino, Pescosolido, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati, Vallerotonda
- Provincia di Isernia :
  - Castel San Vincenzo, Filignano, Pizzone, Rocchetta a Volturno, Scapoli

Monti

Le cime più alte sono il monte Petroso (2.247 m) ed il monte Marsicano (2.242 m). Ma la vera regina del parco è il monte La Meta (versante molisano) con l'affascinante parete NE che si affaccia sul pianoro dei Biscurri.

Fiumi

Nel parco scorre il fiume Sangro, che nasce presso il passo del Diavolo. Ai margini dell'area protetta scorrono il Melfa, il Giovenco e il Volturno.

Laghi

Nel comprensorio del parco esistono alcuni interessanti laghi naturali come il lago Vivo, il lago Pantaniello, quello di Montagna Spaccata e il lago di Scanno. All'interno del parco si trova la zona umida del Lago di Barrea, originata da un bacino artificiale.

Attività possibili


- Escursioni a cavallo
- Trekking
- Cicloturismo
- Canoa
- Birdwatching
- Sci di fondo e sci alpinismo

Voci correlate


- Aree naturali protette
- Elenco dei parchi nazionali italiani
- Elenco dei parchi regionali italiani

Collegamenti esterni


- [http://www.parks.it/parco.nazionale.abruzzo/ Ministero dell'Ambiente]
- [http://www.regione.abruzzo.it/turismo/parchi/nazionale/ Regione Abruzzo] Abruzzo Categoria:Provincia dell'Aquila Categoria:Regione Abruzzo

Avezzano

La Città di Avezzano è un comune della provincia dell'Aquila ed è il centro principale della Marsica. È sede del LUG MarsicaLUG [http://www.marsicalug.it].

Storia

Toponomastica

La spiegazione più probabile è quella del toponimo prediale Avidianum (o fundus Avidianus) dal gentilizio Avidius, che è ben attestato ad Alba Fucens. Quindi il nome altomedievale di Avez(z)ano era dovuto alla presenza di un fondo Avidianus, ossia di una proprietà agricola appartenente alla famiglia, con relativa villa romana. Un'ipotesi meno accreditata fa derivare il nome da Ave Iane, per l'esistenza in zona di un tempio a Giano e di una statua a cui l'eventuale passante rivolgesse il saluto ave.

Sport

Avezzano è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1988: 7^ tappa, vinta dal tedesco Andreas Kappes.
- 2003 (16 maggio): 6^ tappa, vinta da Alessandro Petacchi.


- [http://www.marsica.it/ Portale Istituzionale della Marsica]
- [http://www.avezzanocalcio.it/ Nuova Avezzano Calcio]
- [http://www.tennisteam.it/ Associazione Polisportiva Avezzano]
- [http://edu.supereva.it/lionsmontevelino/ Lions Club Avezzano]
- [http://www.antrosano.it Antrosano - Frazione di Avezzano]
- [http://www.viamichelin.com/viamichelin/ita/dyn/controller/mapPerformPage?expressMap=false&act=&pim=true&strAddress=&strCP=&strLocation=avezzano&strCountry=612&productId=&x=0&y=0 Mappa di Avezzano] Categoria:Comuni della provincia dell'Aquila Categoria:Comuni dell'Abruzzo Categoria:Comuni italiani

Lanciano

Lanciano è un comune di 35.713 abitanti della provincia di Chieti. provincia di Chieti

Sport

Lanciano è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1997 (22 maggio): 6^ tappa, vinta da Roberto Sgambelluri.
- 1999 (21 maggio): 7^ tappa, vinta dall'olandese Jeroen Blijlevens. La principale squadra di calcio della città è la Società Sportiva Lanciano .

Satellite

[http://maps.google.com/maps?ll=42.226295,14.391832&spn=0.036774,0.060176&t=k&hl=en Lanciano su Google Maps] Categoria:Comuni della provincia di Chieti Categoria:Comuni dell'Abruzzo Categoria:Comuni italiani

Montesilvano

Montesilvano è un comune di 49.128 abitanti della provincia di Pescara. Situata a nord di Pescara, con cui confina e forma ormai un unico agglomerato urbano, è divisa in Montesilvano Colle, il vecchio centro in cui sono ancora presenti resti degli antichi edifici medievali, e Montesilvano Spiaggia, la parte più popolosa e moderna.

Storia

Le notizie più antiche relative al primo nucleo urbano, quello insediato sul colle risalgono al 1114: un documento del re normanno Ruggero, menzionando la chiesa di S. Quirico (oggi non più esistente) nomina per la prima volta la località Montesilvano, che ricompare nel 1140 in una descrizione della Diocesi di Penne. Ma Altre fonti fanno risalire, intorno all'872, gli insediamenti più antichi a Montesilvano Colle: il riferimento cronologico ci viene confermato indirettamente da una fonte di indubbio spessore, il celebre Choricon Casauriense , quando fissa in quell'anno la fondazione del monastero di S. Clemente a Casauria, ricordando che il medesimo e la Diocesi di Penne si divisero la giurisdizione e si susseguirono nel possesso della chiesa e del Territorio Compreso fra i fiumi Saline e Pescara. Nei secoli successivi, il borgo, oggetto di permute e riscatti, passò da Ferdinando II d'Aragona a vari potentati fino a Manfredino Giovanni di Michele di Valenza, venduto per 5500 ducati.Nel ‘600 vi si contavano meno di cento "fuochi" (famiglie). Nel ‘700 lo troviamo sotto gli Austriaci e nel 1738 divenne possedimento borbonico. Nel 1814 è coinvolto nei moti carbonari e più tardi, in assenza di uomini capaci di governarlo, il piccolo centro fu aggregato al comune di Cappelle sul Tavo. Solo nel 1904 riacquisterà piena autonomia e la sede del Municipio nell'estate del 1926, sarà trasferita dal Colle alla Marina, dove ai primi insediamenti del 1852 avviati dalla famiglia Piscione, erano seguite altre abitazioni, tutte raccolte intorno alla nascente stazione ferroviaria. E fu quest'ultima, dopo il 1863 a decretare lo sviluppo della contrada Marina (che più tardi si chiamerà Montesilvano Spiaggia, cancellando la vaga "espressione geografica" di Contrada Saline-Mazzocco, come veniva indicata fino all'Unità). Affonda le sue radici ad epoca romana una delle celebri contrade di Montesilvano, Villa Carmine, dove esisteva fin dal III secolo a.C. un tempio pagano (probabilmente dedicato a Giove, dato che l'indirizzo in cui esso si trova a tutt'oggi è chiamata via Giovi), sul quale, dopo il 1468 (a seguito di un evento miracoloso) fù edificata l'attuale chiesetta dedicata alla Vergine del Carmelo. Un'area, quella di Villa Carmine, che aveva conosciuto splendore economico grazie alla presenza delle "saline", il cui prodotto veniva inviato in epoca imperiale a Roma.

Montesilvano oggi..

La città di oggi, che si affaccia sull'adriatico, vantando una ricettività turismo-alberghiera di prim'ordine di oltre 3500 posti letto, è praticamente sorta agli inizi del Novecento e dai circa 4500 abitanti del 1948 è esplosa demograficamente., arrivando ad oltre 40.000 residenti, che nel terziario avanzato, nelle mille attività artigianali ed industriali hanno trovato modo di insediarsi in questa esuberante fascia costiera. Dopo il secondo evento bellico, Montesilvano è praticamente rinata dalle sue ceneri e con i primi insediamenti alberghieri ( 1963-66) è decollata verso il benessere economico che oggi la contraddistingue. Un decreto presidenziale dell'agosto 1989 le ha attribuito a pieno merito il titolo di città. Oggi è sede di una Compagnia di Carabinieri, di uffici distaccati della Camera di Commercio di Pescara, dell'Inps, dei Vigili del Fuoco, di quello in itinere del Ministero delle Finanze e della Capitaneria di porto.Fra i suoi monumenti, la chiesa di Madonna della Neve del XIII secolo, quella menzionata del Carmine del XV, la prima chiesa parrocchiale del 1933, il monumento ai8 caduti del 1970; sul lungomare sorgono il Warner Village (pubblicità) con le multisale cinematografiche, decine di alberghi e il palazzo dei congressi. Per le attività sportive, esistono uno stadio, due campi di foot-ball, un palasport ed un secondo, appena ultimato e crollato sotto il peso della neve, nel quartiere Mazzocco, un centro-tennis con bocciodromo ed altri impianti di recente realizzazione. Ha inoltre aree attrezzate a verde pubblico con giochi per bambini. Categoria:Comuni della provincia di Pescara Categoria:Comuni dell'Abruzzo Categoria:Comuni italiani

Celano

Antico borgo medievale centro dei possedimenti dei conti di Celano, arroccata tra la montagna e la fertile piana del Fucino, Celano, centro vitale della Marsica, si pone agli occhi del visitatore come una inaspettata sintesi di natura, arte, storia, e comfort. Facilmente raggiungibile con l'autostrada (A24, A25, Roma-Pescara, uscita Aielli-Celano), a venti minuti da L'Aquila e dal Parco Nazionale d'Abruzzo, la località montana offre varie opportunità per un soggiorno confortevole e rilassante, al riparo dalle temperature torride della stagione estiva. Simbolo storico e culturale dell'antica roccaforte è il castello, generalmente noto come castello "Piccolomini" dal nome del nipote di Papa Pio II, Antonio Tedesco Piccolomini, a cui si deve il compimento dell'opera. La sua posizione strategica quanto mai pittoresca, sulla cima del colle San Vittorino, impone l'attenzione dello sguardo praticamente da ogni angolo, consentendo una veduta panoramica contraddistinta dall'imponenza delle cime dell'Appennino. La splendida fortezza trecentesca è anche sede del Museo d'Arte Sacra della Marsica ed è visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì. Il castello, che domina il centro antico, è uno dei più grandi della regione. La sua costruzione, una delle più imponenti del Quattrocento, viene iniziata alla fine del XIV secolo dal celanese Pietro Berardi della famiglia dei Conti e continuata dall'altro conte Leonello Acclozamora al quale si deve la realizzazione delle opere che si elevano dalla primitiva struttura medievale fino alla loggia. La definitiva elaborazione e trasformazione del castello, sorto come baluardo di difesa, in residenza aristocratica, è dovuta ad Antonio Piccolomini che nel 1463 riceve il feudo comitale da Ferdinando D'Aragona. Questa splendida opera architettonica, per chi conosce la personalità dell'Acclozamora e del Piccolomini e i loro legami con l'ambiente artistico nazionale, in particolare con quello napoletano e con quello toscano, mette chiaramente in evidenza i rapporti che Celano aveva, nella seconda metà del Quattrocento, con la nuova arte della Rinascenza. Il castello è composto da un mastio centrale con quattro torri merlate, è inoltre cinto da mura che presentano torri quadrate e cilindriche agli angoli. Da vedere anche, all'interno delle cinte murarie, la Chiesa di San Giovanni Battista, vero e proprio tempio sacro di Celano, che conserva le urne e le reliquie dei tre martiri cristiani Simplicio, Costanzo e Vittoriano, in una cornice artistica dove spiccano, tra gli altri, i pregiati affreschi di scuola senese del '400. Il Culto dei tre martiri, eletti a protettori della città, non è mai venuto meno nel corso dei secoli e ogni anno le urne sono portate in solenne processione il 26 agosto insieme con la statua di Santa Gaudenza. All'interno dell'antico borgo vi è anche la chiesa di Santa Maria Valle Verde che venne edificata tra il XV il XVI secolo, nella quale sono presenti affreschi cinquecenteschi mentre, nella cripta, vi è una tela del Sodoma. Imperdibile la visita al Museo di Preistoria, situato in località Paludi di Celano, un concentrato di Abruzzo preistorico dal valore inestimabile. Sorto sul luogo dove sono stati trovati un insediamento palafitticolo e una necropoli a tumulo risalenti all'età del Bronzo (II millennio a.C.), sulla riva settentrionale dell'ex lago Fucino, il complesso museale, esteso per circa 5000 mq., si presenta come una inedita struttura seminterrata a dosso che riproduce idealmente un tumulo. Oblò, finestraure, piazzette interne e terrazze permettono di osservare l'ambiente sia esterno che interno mentre una passerella consente ai visitatori di poter assistere alle ricerche di scavo, nella vicina area archeologica, e di fruire dell'ambiente naturale circostante caratterizzato da sorgenti e laghetti. Per gli amanti della natura incontaminata e selvaggia un'occasione unica è senz'altro un'escursione alle Gole di Celano, che si formarono grazie all'erosione del torrente Foce, dove un percorso tra pareti rocciose e rivoli d'acqua, accompagnerà il turista per 5 Km. Celano è la città natale del Beato Tommaso da Celano, che ivi nacque fra il 1185 e il 1190, frate minore, fu autore della più dettagliata biografia di San Francesco (1228-1229) e del Dies Irae ancora oggi considerato capolavoro della lirica religiosa. Categoria:Comuni della provincia dell'Aquila Categoria:Comuni dell'Abruzzo Categoria:Comuni italiani

Vasto

Vasto è un comune di 37.512 abitanti della provincia di Chieti.

Storia della Città

La prima popolazione che abitò Vasto fù costituita, secondo la leggenda, da tribù provenienti dalla Dalmazia. Il primo nome, Histon, venne dato a Vasto da Diomede, il quale arrivò sul posto alla guida degli Illiri; Histon, infatti, ricordava il monte Histone di Corfù. Il greco "histon" tuttavia vuol dire anche "tela di lana", quindi più verosimilmente il nome deriva dalla dedizione alla lavorazione della lana delle popolazioni locali che in seguito all'arrivo dei greci e degli illiri allacciarono anche fiorenti commerci marittimi. Verso il V secolo a.C. il sito fù occupato dai Frentani che potenziarono il primitivo approdo di Punta Penna. Le tante iscrizioni osche e i recenti rinvenimenti di anfore nel golfo di Vasto, testimoniano l'esistenza di traffici marittimi, nonché la grande importanza della città nel territorio frentano. Dopo la guerra sociale (91-88 a.C.) Histon divenne Histonium e fù elevata alla dignità di Municipio Romano e durante l'età imperiale acquisì potenza e prestigio. In epoca post-imperiale la città non fù risparmiata dalle invasioni barbariche alle quali fece seguito un periodo oscuro nel quale si perse addirittura il suo nome. Un conquistatore franco, Aymone, eresse, sulle rovine dell'antica Histonium, un borgo fortificato, da lui chiamato Guast d'Aymone. Superata la dominazione sveva ed il successivo periodo angioino, che lasciò delle tracce profonde nel lessico, Vasto venne dapprima fortificata dal capitano di ventura Giacomo Caldora (che vi fece edificare una cinta muraria di cui rimangono intatte attualmente 3 torri cilindriche e l'imponente mole del castello detto appunto "Caldoresco")e successivamente fù assegnata ai D'Avalos, di origine spagnola, che vi trasferirono il fasto della corte iberica e innalzarono uno splendido palazzo: il Palazzo D'Avalos; la città, per la sua bellezza, per il suo patrimonio storico e culturale e per la sua enorme capacità di attirare e generare artisti, fù chiamata "Atene degli Abruzzi". Il Palazzo D'Avalos fù distrutto dai Turchi nel '500, ma subito ricostruito in forme rinascimentali; fù anche dimora di Vittoria Colonna. Al suo interno oggi si trovano il Museo Archeologico e la Pinacoteca. La città alta conserva molte testimonianze del suo passato; resti di ville Augustee e tracce di insediamenti medievali. Nei pressi di quella che fù, più tardi, la Chiesa di S.Pietro, si ergeva, in epoca romana, il Campidoglio; in Via Adriatica furono scoperte le Terme, con il bellissimo mosaico del "Nettuno", le quali stanno a dimostrare quanto abbondante fosse l'acqua a disposizione dei vastesi di ieri, i quali, nelle opere idrauliche, erano dei veri e propri maestri; basti pensare alle due enormi cisterne maggiori ancora intatti situati al capo meridionale della Loggia Amblingh, alle cisterne minori in via Laccetti e all'imponente acquedotto delle Luci di cui persistono purtroppo solo pochi resti. Sempre in via Adriatica sono osservabili i resti della antica porticus romana e del tempio della dea Cerere. Ma è proprio una delle piazze più importanti della città, piazza Rossetti, ad aver conservato nella sua curiosa pianta ellissoidale chiara traccia dell'esistenza del principale monumento antico della città: l'anfiteatro, di cui rimangono visibili attualmente alcuni tratti. All'XI-XII secolo risale invece l'imponente chiesa di S.Maria Maggiore nella quale sono conservati la Sacra Spina tratta dalla corona di Cristo, il corpo di San Cesario martire e alcune bellissime tele attribuite al Veronese ed alla scuola di Tiziano. Al Seicento risale il superbo Palazzo della Penna che domina la spianata omonima al riparo da occhi troppo indiscreti; quattro massicci bastioni con munitissime garitte dovevano servire a scoraggiare eventuali malintenzionati. È la casa dei misteri; si narra che l'edificio venne messo su in una notte da cento diavoli. Dove è situata oggi Punta Penna dicono che una volta ci fosse una splendida città, Buca, sparita ingoiata dal mistero. Famosa la tavoletta di bronzo qui rinvenuta che reca in lingua osca i nomi di due censori frentani, con i resti di mura, templi, colonne, urne funerarie e monete. Tra i personaggi illustri cui la città Del Vasto diede i natali (Vasto, insieme con il Cairo ed il Pireo vuole, innanzi a sè, l'articolo maschile), ricordiamo Lucio Valerio Pudente, incoronato poeta in Campidoglio dall'imperatore romano Traiano, dopo aver gareggiato, a soli tredici anni, nel 106 dC, nella poesia latina, durante i Giochi Capitolini che si svolgevano a Roma; ricoprì in seguito la carica di curatore delle rendite pubbliche durante l'impero di Antonino Pio. Altro figlio illustre di Vasto fù Gabriele Rossetti, il "Tirteo d'Italia", poeta ispirato, fecondo, patriota irriducibile che, con i suoi versi, infiammò il Risorgimento napoletano; fù condannato a morte e fuggì esule a Londra, dove non cessò mai di dar lustro all'Italia e di cantare la lontana, amata patria vastese. Altri figli illustri furono sicuramente i fratelli Palizzi insigni pittori e artisti, elementi di spicco delle scuola napoletana di Posillipo. Patrono della città San Michele, l'Angelo custode, invocato dai vastesi nei giorni grami della metà del XVII secolo quando terremoti e pestilenze decimavano popolazioni intere. Vasto fù "città di grazia" cara al D'Annunzio e definita dallo storico Marchesani : "non ultima tra le più vetuste d'Italia, tra le più favorite dalla natura, una città che non poche ragioni avrebbe ad essere di frequente menzionata."

Sport

Vasto è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
- 1988: 3^ tappa, vinta dallo svizzero Stephan Joho
- 1998 (25 maggio): 9^ tappa, vinta dallo svedese Glen Magnusson
- 2000 (19 maggio): 6^ tappa, vinta dal russo Dmitri Konyshev Categoria:Comuni della provincia di Chieti Categoria:Comuni dell'Abruzzo Categoria:Comuni italiani

Giulianova

Giulianova è un comune di 21.370 abitanti della provincia di Teramo. Fu fondata nel 209 AC con il nome di Castrum Novum alla foce del fiume Tordino. Categoria:Comuni della provincia di Teramo Categoria:Comuni dell'Abruzzo Categoria:Comuni italiani

Roseto degli Abruzzi

Roseto degli Abruzzi è un comune della provincia di Teramo, che si affaccia sul mare Adriatico ed il suo territorio è compreso tra le foci di due fiumi : il Vomano ed il Tordino . Il nome originario della piccola località balneare è "Rosburgo" ( dal decreto di Re Umberto I del 1877) , ma negli anni venti si decise di cambiarlo in Roseto ( 1927 ) . Il motivo è da ricercarsi nell'impopolarità che il nome "Rosburgo" aveva tra i soldati italiani , allora in guerra con l'Austria : un nome che riportava alla loro mente un qualcosa di asburgico , di ostile . Si racconta che "Li surdat", affacciati ai finestrini del treno che li conduceva al fronte bellico , non facevano che mandare fischi ed insulti . Il Borgo delle Rose ( burgo viene dal latino burgus!!) o Lido delle Rose , lega il suo nome alla grande varietà di "rose e oleandri" che in passato ornavano le sue viuzze ed i balconi delle abitazioni . La struttura turistico-balneare ( hotels , vari camping , stabilimenti balneari , lungomare , buona viabilità , pronto soccorso ) è la principale risorsa economica del paese . L'antica professione del "pescatore" aggiunge poi l'esperienza giusta per una rinomata cucina marinaresca fatta di piatti tipici e ricette nostrane da non perdere . Ironia della sorte , come il nome Rosburgo, anche quello del patrono della città, Santa Filomena di Roma , è stato ufficialmente messo da parte e sostituito dalla Santissima Maria Assunta poiché la Sacra Congregazione dei Riti , nella riforma liturgica avvenuta negli anni '60 , ebbe a rimuovere dal calendario il suo nome . Accanto ai resti trovati della santa ( i reperti archeologici ), in sostanza , gli studiosi non hanno rinvenuto alcuna traccia di sangue ( testimonianza di un martirio avvenuto ), ma un'ampolla di profumi e oggetti ornamentali ( orecchini , anelli ) . La materia è ancora molto controversa perché i resti allora potrebbero appartenere ad una seconda fanciulla morta sempre nel IV secolo . Comunque la reliquia è risultata non attendibile . A conclusione , un accenno all'opera pittorica della famiglia Celommi ( Pasquale e Raffaello ). Lo sport popolare più praticato è senza dubbio la pallaccanestro . Vi sono alcune squadre che militano nei capionati minori ( serie C ) e una , la principale, addirittura nella massima serie maschile (la A1) . Nel settore dell'export agroalimentare italiano , rientrano a buon merito una fabbrica di conserve (la Rolli S.p.A ) e una discreta produzione di vini locali . Sviluppato è anche il settore dell' autrasporto su gomma a livello nazionale ed europeo . Categoria:Comuni della provincia di Teramo Categoria:Comuni dell'Abruzzo Categoria:Comuni italiani

Wikipedia:Peer review/Polish-Muscovite War (1605-1618)

Polish-Muscovy War (1605-1618)

A forgotten Eastern European war. One in which Moscow was captured and the fate of the entire region was decided. Comments much welcomed, I would like to submit it to FAC soon. --Piotr Konieczny aka Prokonsul Piotrus Talk 10:14, 31 July 2005 (UTC)
- It looks very good to me, although the mass of names and places can get a little overwhelming the first time through. It could use a "before" map near the top to show the situation at the start. There are a few minor syntax errors and some spelling errors (e.g. cronwed , officialy, tolernace). So the page could also do with running through a spelling checker. In "Lead up to the war" there is a missing closed parenthesis in the last paragraph. — RJH 15:12, 9 August 2005 (UTC)
- Could benefit from some English language copyediting. --Wojsyl (talk) 12:33, 6 November 2005 (UTC)

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Bouches-du-Rhone
Bouches-du-Rhône is a département in the south of France named after the mouth of the Rhône River.

History

Bouches-du-Rhône was one of the original 83 départements created during the French Revolution on March 4, 1790. It was created from part of the letter and ligature in the Latin alphabet. See Æ. AE can mean:
- "Action Express", a term coined in the mid-1800s which describes bullets of unusually hi