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Alabama
L'Alabama è uno stato federato (135.765 km², 4.447.100, capitale Montgomery) degli Stati Uniti d'America.
Confina a nord con Tennessee, a est con Georgia, a sud con Florida e Golfo del Messico, a ovest con Mississippi.
Storia
Le terre degli indiani Alibamu, rivendicate da Inglesi, Francesi e Spagnoli, passarono ai primi con il Trattato di Parigi (1763).
Dopo la Rivoluzione americana (1783), i territori ad oriente del Mississippi, furono ceduti agli Stati Uniti d'America.
Ancora inospitale per la rinnovata resistenza degli indiani, specialmente i Creek, la regione entro nell'unione nel 1819.
Popolato per la maggioranza di piantatori di cotone schiavisti, l'Alabama ruppe nel 1861 con l'Unione e si mise alla testa della Confederazione dando alla guerra civile tutte le sue migliori energie; ma subì gravissime disfatte.
Riammesso nel 1868 come stato, ha trovato notevoli risorse nello sfruttamento delle miniere di carbone e di ferro, che ha dato origine ad un rapido sviluppo industriale via via sempre più accentuato.
Geografia
Geografia fisica
L'Alabama comprende a nord-est l'estremità meridionale della catena appalachiana ed è attraversata da nord a sud dal fiume Alabama. Il resto del territorio è pianeggiante.
Idrografia
Alabama
Clima
Il clima è temperato-caldo, con caratteristiche subtropicali a sud, e piogge molto abbondanti.
Geografia umana
Popolazione
Etnie
Religione
Geografia politica
Contee dell'Alabama
Contee dell'Alabama
Geografia economica
Risorse
Pianure fertile e terre nere destinate alla coltivazione di cotone, soia, mais, arachidi e canna da zucchero.
L'allevamento si basa su bovini e suini.
Miniere di carbone, ferro, bauxite e petrolio.
Industrie siderurgiche, dell'alluminio, di costruzioni meccaniche.
Centrali nucleari a Browns Ferry, Farley e Bellefonte.
Trasporti
Turismo
Cultura
Uccello dello stato: Yellowhammer (Colaptes auratus).
Fiore dello stato: Camelia (Camelia japonica).
Alfabetizzazione
Istruzione
Sanità
Ambiente
Arte
Politica
Bibliografia
Altre voci
- Aziende
- Città
- Montagne
- Fiumi
- Laghi
- Mari
- Isole
Collegamenti esterni
- [http://www.usaonline.it/states/state_al.asp USA online] - Alabama
- [http://www.alabama.gov/ Alabama Government] - Stato dell'Alabama (inglese)
Categoria:Stati USA
ja:アラバマ州
ko:앨라배마 주
ms:Alabama
simple:Alabama
th:มลรัฐแอละแบมา
zh-min-nan:Alabama
Montgomery
Montgomery è il nome di diversi luoghi nel mondo.
La Montgomery originale si trovava in Francia e per estensione era il gongome della famiglia normanna che ebbe origine in tale luogo. Un membro di questa famiglia, Roger di Montgomery, I Conte di Shrewsbury, fondò la città e il castello di Montgomery in Galles, che divenne in seguito capoluogo del Montgomeryshire.
Alcuni dei luoghi chiamati Montgomery negli Stati Uniti vennero così chiamati in onoer del generale Richard Montgomery, che morì nella guerra d'indipendenza americana mentre tentava di catturare Quebec, in Canada.
Luoghi
Nel Regno Unito
- Montgomery (Galles)
- Montgomeryshire, una contea tradizionale del Galles.
Negli Stati Uniti d'America
Città
- Montgomery (Alabama), capitale dello stato e più grande tra le Montgomery degli Stati Uniti
- Montgomery (Georgia)
- Montgomery (Illinois)
- Montgomery (Minnesota)
- Montgomery (New York)
- Montgomery (Pennsylvania)
- Montgomery (Texas)
- Montgomery (Vermont)
- Montgomery (West Virginia)
Contee
- Montgomery County (Alabama)
- Montgomery County (Arkansas)
- Montgomery County (Georgia)
- Montgomery County (Illinois)
- Montgomery County (Indiana)
- Montgomery County (Iowa)
- Montgomery County (Kansas)
- Montgomery County (Kentucky)
- Montgomery County (Maryland)
- Montgomery County (Mississippi)
- Montgomery County (Missouri)
- Montgomery County (New York)
- Montgomery County (North Carolina)
- Montgomery County (Ohio)
- Montgomery County (Pennsylvania)
- Montgomery County (Tennessee)
- Montgomery County (Texas)
- Montgomery County (Virginia)
In Canada
- Montgomery era una città dell'Alberta che venne annessa alla città di Calgary nel 1963.
Persone
- Bernard Law Montgomery, I Visconte Montgomery di Alamein, generale britannico.
- John B. Montgomery, ufficiale della marina militare statunitense.
- Lucy Maud Montgomery, scrittrice canadese.
- Wes Montgomery, chitarrista jazz.
Tennessee
Il Tennessee è uno stato degli USA. La sua capitale è Nashville, la città più popolosa è Memphis.Lo stato del Tennessee è famoso anche per la produzione del Jack Daniel whisky.
ja:テネシー州
ko:테네시 주
ms:Tennessee
simple:Tennessee
Georgia (USA)
La Georgia è uno stato degli Stati Uniti. La capitale è Atlanta, che è anche la città più popolosa. Confina a nord con la Carolina del Nord e la Carolina del Sud, a nord ovest con il Tennessee, a ovest con l'Alabama, a sud con la Florida, mentre a est è bagnata dall'Oceano Atlantico.
Le città principali oltre ad Atlanta sono Augusta, Columbus, Macon, Savannah.
Categoria:Stati USA
ja:ジョージア州
ko:조지아 주
simple:Georgia (U.S. state)
Golfo del Messico
Il Golfo del Messico comprende sette litorali dei seguenti paesi: Louisiana, Mississippi e Texas (per gli Stati Uniti) e Yucatàn, Campeche, Tabasco e Quintana Roo (per gli stati del Messico).
categoria:Messico
Categoria:Stati Uniti
1763
Eventi
- Rivoluzione: ha inizio la Rivoluzione americana
- In Philosophical Transactions of the Royal Society of London viene pubblicato postumo Essay Towards Solving a Problem in the Doctrine of Chances di Thomas Bayes contenente il Teorema di Bayes
Nati
Morti
063
ko:1763년
Rivoluzione Americana
Per Guerra di indipendenza americana (o Rivoluzione americana) si intende l'insieme di eventi che per vent'anni, fra il 1763 e il 1783, vide su fronti opposti la Gran Bretagna e le sue tredici colonie dislocate sulla costa atlantica dell'America del Nord, a sud del Canada. Alla base del conflitto - che portò il 4 luglio 1776 alla dichiarazione di indipendenza e all'incarico a George Washington di costituire un esercito regolare - vi erano motivi di ordine economico, politico e militare.
Motivazioni della rivoluzione
Uno dei sostegni della prosperità dell'impero inglese era il commercio con le colonie nordamericane, dalle quali la madrepatria importava materie prime a basso costo e dove esportava manufatti, arricchiti da un alto contenuto di lavoro. Alle colonie era preclusa ogni prospettiva di sviluppo industriale autonomo. Una legge del 1750 vietava alle colonie di costruire laminatoi, fonderie, acciaierie e in generale fabbriche adibite alla siderurgia. Fra le tredici colonie atlantiche, sussistevano però anche profondi motivi di divisione. Le differenze di prospettiva nascevano da differenze strutturali. Da questo punto di vista, le colonie possono essere distinte in tre gruppi:
# nelle quattro colonie del Nord che costituivano la Nuova Inghilterra (New Hampshire, Massachusetts, Rhode lsland, Connecticut) prevalevano le attività commerciali e industriali: segherie, lavorazione del pesce conservato fornito dalla pesca molto abbondante, cantieri navali; qui la vita culturale e gli interessi politici erano particolarmente vivaci, sicché la Nuova Inghilterra ebbe un peso determinante nello svolgimento della storia americana.
# nelle quattro colonie del Centro (New York, Pennsylvania, New Jersey, Delaware) l'attività era molto varia: aziende contadine di modeste proporzioni, attività commerciali riguardanti soprattutto le pellicce; i coloni di origine inglese costituivano il gruppo più numeroso della popolazione, ma erano in minoranza rispetto agli Olandesi, Svedesi e Tedeschi presi nel loro complesso.
# nelle cinque colonie del Sud (Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia), nettamente differenziate da quelle del Nord e del Centro, prevalevano le attività agricole: canna da zucchero, tabacco, riso e, più tardi, cotone, coltivati in grandi piantagioni con massiccio impiego di schiavi neri, erano le maggiori fonti di ricchezza del Sud.
Londra esigeva che i sudditi d'America contribuissero al pagamento delle spese dell'impero, ribadiva il monopolio e il divieto a uno sviluppo industriale autonomo delle colonie e si preoccupava, com'era ovvio, non tanto dei loro particolari interessi, quanto degli interessi globali dell'impero, ma né da una parte né dall'altra esisteva una aperta volontà di scontro. Se si giunse alla completa rottura fra le colonie e la madrepatria, alla dichiarazione d'indipendenza e alla guerra, è perché agivano ragioni profonde e oggettive da individuare come cause reali della rivoluzione americana però le colonie non si sarebbero potute sviluppare sino a diventare il primo nucleo degli Stati Uniti d'America, se fossero rimaste inquadrate e soffocate nell'organizzazione imperiale inglese.
Fin dal 1743, Benjamin Franklin aveva proposto d'inventariare le risorse agricole, minerali, industriali che la scienza avrebbe permesso di mettere a buon frutto. George Washington per quanto appartenente a una famiglia di ricchi proprietari di piantagioni della Virginia, aveva esperienza sufficiente per ragionare non nei termini provinciali del profondo Sud, ma secondo prospettive globali di sviluppo.
La guerra dei sette anni aveva posto fine alla dominazione francese sui territori americani, cosicché i coloni non avevano più quel bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Ciò li rendeva più insofferenti dei privilegi che l'Inghilterra si era riservati, che risultavano tanto più odiosi in quanto la cultura illuministica diffusasi anche oltreoceano, denunciava l'assurdità delle restrizioni frapposte alla libertà di commercio.
La conclusione della guerra fu per i coloni un'amara delusione: essi si aspettavano che la Louisiana fosse aperta alla loro libera espansione, mentre una disposizione regia precluse immediatamente questa possibilità dichiarando che le terre di recente conquista appartenevano all'impero. A ciò si aggiunsero molteplici iniziative del Parlamento, intese, come abbiamo detto, a imporre anche ai coloni l'obbligo di contribuire alle spese dell'impero. Si trattava di imposte indirette su generi che, avevano per gli Americani un'importanza non trascurabile. Le dogane percepite dal governo inglese non erano sufficienti a pagare le spese dei corpi militari e dei funzionari stanziati in America. D'altra parte i coloni erano abituati a pagare soltanto le imposte locali. Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l'apposizione di un bollo. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese, i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l'alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti.
Di fronte alla protesta dei coloni, la legge sul bollo fu abrogata, ma fu sostituita con una serie di imposte indirette su alcune merci (carta, vernici, piombo, tè), che le colonie importavano dall'Inghilterra. La portata economica di questi provvedimenti era molto limitata, ma con essi il Parlamento intendeva porre una questione di principio, facendo valere concretamente il suo diritto di tassare tutti i sudditi dell'impero. I coloni non accettarono l'impostazione del Parlamento e la questione di principio rimase irrisolta, nel 1770 le imposte indirette furono tutte abolite, salvo quella sul tè.
Le prime avvisaglie
Nel 1773 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali ottenne dal Parlamento il diritto di vendere in esclusiva e mediante i suoi stessi agenti il tè ch'essa importava dalla Cina, tagliando fuori gli intermediari americani che avevano fino allora goduto di un ampio e fruttuoso giro di affari.
I commercianti americani di tè, sostenuti dall'opinione pubblica e dalle organizzazioni popolari dei Figli della libertà, organizzarono di rimando il boicottaggio delle merci inglesi.
Un boicottaggio che culminò in un episodio particolarmente clamoroso che scatenò la fase acuta del conflitto: lo scontro fra i coloni americani e le truppe britanniche, specialmente nelle strade della città di Boston (intorno a quella linea rossa - la red line - che ancor oggi ricorda quegli eventi), fu inevitabile.
La rivolta di quello che è ricordato come "Boston Tea Party" (dicembre 1773), ebbe inizio con l'assalto di un gruppo di coloni mascherati da indiani ad una nave della Compagnia alla fonda nel porto di Boston, carica di tè; intendevano protestare contro nuove gabelle ritenute ingiuste. Al grido di Niente tasse senza una rappresentanza politica una ventina di balle di tè furono gettate a mare. Il moto insurrezionale si concluse nel sangue, con la morte di una decina di civili, ma segnava un chiaro punto di svolta.
Il governo di Londra bloccò il porto dì Boston e tentò di privare il Massachusetts di ogni autonomia amministrativa inviando sul posto un gruppo di funzionari inglesi, nominati dal re. In tale situazione, già molto tesa, subentrò una nuova decisiva ragione di conflitto quando, nel 1774, il Parlamento approvò il Quebec Act (Legge di Quebec) che assicurava ai sudditi del Canada, di nazionalità francese e di recente acquisizione, la più ampia libertà religiosa e civile e assegnava al Canada tutti i territori a nord del fiume Ohio, nei quali i sudditi delle tredici vecchie colonie aspiravano ad espandersi.
Mitica cavalcata
Fra i molti eroi della Guerra di indipendenza Paul Revere è uno fra i più celebrati., Con una leggendaria cavalcata notturna si recò a Lexington ad avvisare i coloni insorti mettendoli in guardia sull'arrivo di un battaglione di soldati inglesi appena sbarcati nella zona di North Beach, vicino a Boston.
Il Quebec Act, subito definito intolerable Act (Legge intollerabile) accelerò il processo di ribellione ormai in corso. Nelle colonie meridionali i grandi proprietari terrieri, i mercanti, i ricchi professionisti consideravano il governo inglese come garante della conservazione sociale, ma, specie nel Nord, i lavoratori, il popolo minuto, i piccoli agricoltori e gli uomini di frontiera abbracciarono la tesi dell'indipendenza. Ciò nondimeno, un Congresso continentale riunitosi a Philadelphia nell'autunno del 1774, al quale parteciparono i delegati di tutte le colonie eccetto la Georgia, si limitò a rivendicare l'autonomia amministrativa dei coloni e votò il boicottaggio sistematico delle merci inglesi, da imporre con la forza anche a quegli Americani che non l'avessero praticato spontaneamente.
Di secessione, per il momento, non si parlava ancora, anzi Franklin, che si trovava in Inghilterra per tentare una ragionevole transazione, collaborava alla stesura di un progetto che prevedeva la costituzione di un impero federale, in cui i singoli paesi avrebbero goduto di larga autonomia pur rimanendo uniti nella persona del re. La tensione determinata dal boicottaggio costituiva un terreno propiziò al nascere di incidenti atti a far precipitare la situazione. Nell'aprile del 1775, in occasione di un ordine di confisca di armi impartito dal comandante militare britannico di Boston, si verificò a Lexington una sparatoria fra i patrioti americani e le truppe inglesi, dalla quale ebbe inizio la guerra civile.
Guerra d'indipendenza
Anche se nel maggio del 1776 gli insorti riuscirono a costringere gli Inglesi a sgomberare Boston, le loro truppe erano improvvisate e poco numerose, mancavano di equipaggiamento e di istruzione militare, inoltre una minoranza significativa della popolazione rimaneva fedele al governo di Londra, sicché la guerra non era rivolta solo contro un nemico esterno, ma assumeva anche il carattere di una guerra civile in senso stretto. La speranza dei coloni di ottenere l'appoggio delle popolazioni francesi del Canada fu delusa, ma l'opinione pubblica internazionale progressista appoggiava la causa dei ribelli. L'appoggio dell'opinione pubblica europea alla rivoluzione alimentò un certo flusso di volontari i quali, come il francese marchese di La Fayette, andavano a battersi per la libertà dei coloni, ma in seguito tale appoggio contribuì a facilitare l'intervento della Francia e di altri stati a fianco degli insorti, anche se i governi si muovevano per ben altri motivi che non quelli ideali.
Mentre Franklin sì recava in Francia per ottenere aiuti concreti, la responsabilità di organizzare i ribelli era affidata a George Washington. Nell'ottobre del 1777 una colonna inglese proveniente dal Canada, che procedeva lungo il fiume Hudson con l'intenzione di accerchiare e isolare gli Stati del Nord, fu battuta a Saratoga: tale successo non avrebbe potuto evitare la sconfitta finale cui gli insorti erano votati per la loro inferiorità di mezzi, ma divenne decisivo in quanto dimostrò che gli Americani erano abbastanza risoluti perché i governi europei se ne potessero fidare. La Francia, che da tempo li sosteneva con l'invio di armi, di munizioni e di danaro e che attendeva solo l'occasione propizia per vendicare la sconfitta subita nella guerra dei sette anni, si decise ad intervenire direttamente contro l'Inghilterra (febbraio 1778), seguita l'anno successivo anche dalla Spagna.
L'intervento della Francia mutò profondamente le sorti della guerra, che divampa ormai anche nel Mediterraneo, sulle coste dell'Africa e in India. Nel 1780 la situazione della Gran Bretagna divenne anche più pericolosa, perché non solo essa aveva dichiarato guerra all'Olanda che forniva il suo appoggio agli insorti, ma pretendeva di ispezionare le navi dei Paesi neutrali per accertare che essi non rifornissero gli Americani. Questo modo di procedere determinò la reazione di Caterina II di Russia, che rivendicò piena libertà di navigazione sui mari e promosse una Lega dei Neutri (1781) ostile all'Inghilterra. Alla Lega aderirono la Danimarca, la Svezia, la Prussia, l'Austria e il Portogallo.
In America: le truppe inglesi bloccate nella penisola di Yarktown dal corpo di spedizione francese e dall'esercito americano, dovettero capitolare (ottobre 1781). Gli Inglesi stipularono pertanto con gli Americani e con i loro alleati la Pace di Versailles (3 settembre del 1783) con la quale l'Inghilterra riconosceva la piena indipendenza degli Stati Uniti e restituiva alla Spagna Minorca e la Florida; la Francia recuperava alcune delle Antille, in America, e il Senegal, sulle coste dell'Africa occidentale.
Le conseguenze della rivoluzione americana
In Inghilterra, lo scacco subito costrinse Giorgio III a rinunciare al tentativo di far prevalere le prerogative della corona a scapito del Parlamento. Dopo che anche il Canada era riuscito ad ottenere dalla Gran Bretagna il diritto all'autogoverno, il processo di emancipazione - sospinto dall'esito della Rivoluzione Francese - si estese a macchia d'olio. Nell'America Latina, l'esempio statunitense e la presenza concreta degli Stati Uniti posero le premesse per il movimento indipendentistico che si sviluppò nei primi decenni dell'Ottocento. Nel 1810, con il coinvolgimento della Spagna nelle Guerre napoleoniche, le colonie spagnole nelle Americhe cominciarono anch'esse a lottare per l'indipendenza: nello stesso anno il Messico insorse contro la Spagna, riuscendo però ad ottenere l'indipendenza solo nel 1821. In Francia, la monarchia dei Borbone aveva contribuito ad innescare un processo di enormi proporzioni che l'avrebbe presto travolta. Non solo, infatti, le spese sostenute nella guerra accentuarono le difficoltà del bilancio francese, ma la rivoluzione americana, ispirata a principi democratici illuministici, aveva dato la prova concreta che la sovranità popolare e il diritto-dovere di resistere a un governo vessatorio non erano semplici utopie dei filosofi, ma potevano tradursi in realtà come di lì a poco avrebbe confermato la rivoluzione francese. Le tredici colonie della costa atlantica, conquistando l'indipendenza, prepararono il terreno per quell'esplosione produttiva del capitalismo che in un secolo e mezzo portò gli Stati Uniti ad affermarsi come la più grande potenza industriale e imperialistica del mondo.
Collegamenti esterni
- http://www.thefreedomtrail.org/ (in inglese)
Indipendenza americana
Categoria:Storia degli Stati Uniti
ja:アメリカ独立戦争
Stati Uniti d'America
Gli Stati Uniti d'America (in inglese United States of America) sono una repubblica federale democratica. Confinano a Nord con il Canada, a Sud con il Messico, a Est e a Ovest sono bagnati rispettivamente dall'Oceano Atlantico e dall'Oceano Pacifico. Le acque territoriali dell'Alaska confinano con la Russia (Stretto di Bering).
Dopo la Seconda Guerra Mondiale sono diventati una superpotenza economico-militare.
Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, sono rimasti l'unica superpotenza.
Il sostantivo "America" è di derivazione incerta, spesso presunto preso dal nome dell'esploratore italiano Amerigo Vespucci. La prima volta che comparve il nome "America" fu nella Cosmographiae Introductio, pubblicata nel 1507 dal cartografo tedesco Martin Waldseemüller, che propose di dare al "nuovo continente" il nome di Vespucci. L'idea di Waldseemüller era che l'appellativo si riferisse all'attuale America meridionale, cioè alle terre toccate da Cristoforo Colombo e da Vespucci.
Storia
I primi europei a mettere piede sul suolo di quelli che poi diventeranno gli Stati Uniti furono probabilmente i Vichinghi, provenienti dalla Groenlandia e guidati da Erik il Rosso. Di loro si hanno tracce certe sull'isola di Terranova, ma è probabile che si siano spinti anche più a sud. I loro insediamenti non ebbero però successo, probabilmente a causa delle malattie, dell'ostilità degli indigeni e dell'esiguo numero dei coloni. Nelle leggende nordiche si parla di una terra verdissima, chiamata Vinland.
L'origine della nazione statunitense risale alla Dichiarazione di Indipendenza di 13 colonie britanniche, che nel 1776 si proclamarono libere ed indipendenti ed accettarono di formare una federazione fra loro.
Prima dei britannici o contemporaneamente con loro, il territorio era stato occupato e sfruttato da olandesi, svedesi, spagnoli e francesi: insieme questi coloni hanno avuto sul Nuovo Mondo una presa maggiore di quella dei nativi americani, precedentemente indicati come Indiani, che per secoli avevano vissuto su quelle terre.
Comunque, anche grazie alla colonizzazione europea, gli Stati Uniti si sono trasformati nella prima democrazia moderna del mondo dopo la loro rottura con la madrepatria.
La struttura politica originale (1777) era una confederazione, ratificata successivamente nel 1781 con il nome di Articoli della Confederazione. Dopo un lungo dibattito, questi vennero soppiantati dalla Costituzione, nel 1789, di un governo federale più centralizzato. Durante il diciannovesimo secolo si sono aggiunti molti nuovi stati ai 13 fondatori e i confini della nascente nazione si sono estesi per tutto il Nord America, acquisendo anche un certo numero di possedimenti oltreoceano. Due esperienze traumatiche importanti per la nazione furono la Guerra Civile Americana (1861-65) e la Grande Depressione degli anni Trenta.
Dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale (1945) gli Stati Uniti sono diventati la principale super-potenza mondiale e la loro posizione si è ulteriormente rafforzata col crollo della rivale Unione Sovietica (1991). In seguito all'attacco terroristico al World Trade Center, avvenuto l'11 settembre 2001, gli Stati Uniti hanno esteso la lotta al terrorismo oltre i confini nazionali, ingaggiando guerra in Afghanistan contro i talebani e in seguito in Iraq contro la dittatura di Saddam Hussein e i nuovi ribelli iracheni.
Geografia
Gli Stati Uniti comprendono, oltre ai 48 stati principali, l'Alaska (il più grande degli stati), le Hawaii, e vari territori nei Caraibi e nel Pacifico, compreso il Puerto Rico (o Portorico), che è legato agli Stati Uniti in un'associazione chiamata Commonwealth. Il distretto di Columbia contiene la capitale Washington, e originariamente apparteneva al Maryland (e fino alla guerra civile comprendeva anche un pezzo della Virginia).
Gli stati principali sono approssimativamente suddivisi in quelli della costa orientale (East Coast), il sud (South), il Midwest, la zona montana (Mountain states, compreso il Southwest), e la costa occidentale (West Coast).
Gli stati della costa orientale sono, da nord a sud, Maine, New Hampshire, Vermont (che non è sulla costa), Massachusetts, Rhode Island (il più piccolo degli stati), Connecticut, New York, Pennsylvania (che è vicino alla costa e la cui metà occidentale è spesso considerata parte del Midwest), New Jersey, Delaware, Maryland, Virginia, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Georgia, Florida. Gli ultimi 5 (dalla Virginia) vengono anche contati come stati del Sud.
Geograficamente questa zona comprende montagne basse e molto antiche, gli appalachi, con un andamento generalmente da nord-est a sud-ovest, oltre a molti fenomeni locali, compresi i fenomeni glaciali a nord, le faglie tettoniche della valle dell'Hudson, e la zona di origine calcarea (corallina) della Florida. Il corso dei fiumi è generalmente da ovest verso est. I fiumi tendono ad essere di lunghezza limitata ma ampi e dal flusso regolare. Le maree sono spesso forti, soprattutto al nord. Gli inverni sono freddi (nel nord) o moderati (al sud) e umidi, le estati ugualmente umide.
Hudson
Gli stati del Sud comprendono i summenzionati Virginia, Carolina del Nord/Sud, Georgia, Florida, e anche Virginia Occidentale (spesso considerato parte del Midwest, dato che era dalla parte del nord nella guerra civile), Kentucky, Tennessee, Alabama, Louisiana, Arkansas, Oklahoma, Texas (spesso considerato fra gli stati del sud-ovest). Questa zona comprende la parte meridionale (e le cime più elevate) degli Appalaci, e più a ovest le montagne Ozark. I fiumi comprendono le foci del Mississippi e del Río Grande. La più grande influenza climatica viene dal Golfo del Messico, e comprende inverni miti, umidità, e ti tanto in tanto uragani.
Gli stati del Midwest comprendono Ohio, Michigan, Indiana, Wisconsin, Illinois, Missouri, Minnesota, Iowa, Dakota del Nord, Dakota del Sud, Nebraska e Kansas. Sono in gran parte stati agricoli e industriali (compresa la "rust belt", la zona industriale "arrugginita" negli anni '70 e '80 dalla concorrenza, soprattutto giapponese), freddi d'inverno, caldi d'estate, con clima da umido (verso est) a secco (verso ovest). È qui che si trova il "cuore" ("heartland") degli Stati Uniti, ed è considerato un centro di valori morali (lavoro serio, casa e famiglia, i pionieri sulla prateria, e così via) per il resto del paese.
Gli stati della zona montana comprendono Montana, Idaho, Wyoming, Nevada, Utah, Colorado, Arizona, Nuovo Messico. Gli ultimi quattro spesso anche considerati gli stati del sud-ovest. Zona secca, soprattutto a sud, con molti deserti (deserto Sonorano) e le Montagne Rocciose. Inverni molto freddi ed estati miti a nord, inverni miti ed estati calde a sud. Questa è la zona meno abitata del paese, ed è dove si trovano molte delle destinazioni sceniche degli Stati Uniti, per esempio il Grand Canyon (Arizona) e Yellowstone (Wyoming).
La geografia della costa occidentale ( Washington, Oregon, California) comprende montagne elevate (Sierra Nevada, vari vulcani), deserti (Death Valley), e zone molto umide (la costa, soprattutto a nord).
Popolazione
Gli Stati Uniti hanno una popolazione di 281 milioni di abitanti (nel 2000). La popolazione si considera circa il 75% di origine europea, i cosidetti WASP (White Anglosaxon Protestant), 12% di origine africana (30 mln), il 5,4% è di origine italiana (12 mln), 4% di origine asiatica (3mln), e solo circa l'1% di origine amerindia, ma va notato che molti americani hanno origine mista (il 2.5% si è dichiarata di origine mista nel censimento dell'anno 2000). Ora che i pregiudizi sono caduti ogni persona ha accesso alle Università ed ai posti di lavoro più privilegiati.
La popolazione è generalmente in crescita, soprattutto grazie a una forte immigrazione.
Economia
immigrazione
L'economia americana comprende settori agricoli (granoturco, grano, allevamenti), industriali (compresa l'industria pesante, l'elettronica, e il software), e di servizi (banche, assicurazioni).
Il sistema economico statunitense è fortemente condizionato dalla tecnologia. Infatti gli USA possono vantare svariate produzioni, tutte in grandi quantità.
Agricoltura
Il settore più toccato dalla tecnologia è sicuramente l'agricoltura, dove è privilegiata una tecnica di tipo intensivo, cioè, ricavare il massimo anche da piccoli terreni o poco bestiame. Non è raro il massiccio utilizzo di agenti non naturali per aumentare il prodotto di un terreno; non sono nemmeno rare le condizioni di allevamento del bestiame, gli animali sono tenuti in enormi capannoni suddivisi in gabbie di misure tali da poter a malapena contenere l'animale, chiamate "feedlots", di conseguenza ogni capannone sfrutta al massimo lo spazio che ha a disposizione. In questi allevamenti gli animali vengono tenuti fermi ad ingrassare e sovralimentati per 3-5 mesi e poi macellati. Gli USA vantano oltre 100 milioni di bovini, oltre 58 milioni di suini ed un altissimo numero di ovini. Gli allevamenti sono distinti tra allevamenti per animali usati per il latte ed animali usati per la macellazione. Le aree per la macellazione comprendono il Texas e le catene montuose Occidentali (Occidental Mountains) dove vi è grande disponibilità di praterie per il pascolo; le aree dove l'allevamento ha come scopo il latte sono il Nord-Est, i monti Appalachi e la zona dei grandi laghi, questa parte di territorio è chiamata "dairy belt".
Le colture sono suddivise nelle cosiddette belt. La "wheat belt", la cintura del grano, che comprende la parte centrale degli USA, territorio caratterizzato da un clima secco, quindi non adatto ad altri tipi di coltura. La coltivazione del grano è praticata anche in alcuni Stati del Nord come il Minnesota, il Dakota e il Montana, dove il grano è coltivato in primavera poiché l'inverno è troppo freddo. Questa coltura è diffusa anche in alcune aree del Sud come Texas, Kansas ed Oklahoma, dove il grano è coltivato in autunno. La "corn belt", la cintura del granturco, che comprende quegli Stati che godono di un clima mite durante tutto l'anno, Indiana, Illinois, Iowa e Nebraska,ha portato, grazie all'altissima produzione, gli USA ad essere il primo produttore mondiale di grano turco; oltre a questo, è stata recentemente aggiunta la produzione della soia, infatti la "corn belt" è chiamata anche "corn-soy belt". La "cotton belt", che non esiste quasi più, includeva le aree del profondo Sud, ora è limitata a Texas, Mississippi, Arizona e California, nelle aree più a Sud la coltivazione è stata sostituita da altri prodotti più richiesti sul mercato e che richiedono le medesime condizioni climatiche come il tabacco, il riso, arachidi e canne da zucchero.
Lorticoltura è anch'essa molto importante ed è praticata nel Nord-Est vicino alle grandi megalopoli dove vi è una grande richiesta di prodotti deperibili, cioè consumabili in poco tempo, l'orticoltura è anche diffusa in California e Florida.
Notevole è anche la produzione di legname, grazie agli oltre 300 milioni di ettari di foreste, che permettono una produzione di 500 milioni di metri cubici di legname all'anno.
Pesca
Con 5,6 milioni di tonnellate di prodotti ittici gli USA sono il 6° paese mondiale più pescoso dopo Russia,Cina, Perù, Giappone e Cile. In California e nel Golfo del Messico è fiorente anche l'allevamento di ostriche e crostacei.
Industria
Lindustria è un altro settore dove gli USA sono estremamente competitivi. La "manufacturing belt" (la cintura manufatturiera), si estende in tutto il nord est, ma si sta espandendo anche verso sud ed ovest. L'industria americana è specializzata nella produzione di apparecchi high-tech come TV, computer e hi-fi. Gli USA sono secondi al mondo, dietro al Giappone per la produzione di automobili. Importanti sono anche le industrie della gomma, dell'alta moda (New York, Baltimora e Chicago), chimica e petrolio (sud e soprattutto in Texas), cinema e ristorazione (fast-food e multinazionali come la Coca Cola). In America possiamo trovare la più avanzata industria elettronica.
L'industria americana è basata su tre cose: capitali, tecnologie all'avanguardia e diffusione nel mondo.
Terziario
Il terziario è il campo dove gli Stati Uniti sono più avanzati. Il 72,1% del PIL deriva dal terziario ed il 73,3% dei lavoratori è impiegato nel terziario. Grande importanza è data ai trasporti con oltre 300.000 Km di rete ferroviaria, usata più che altro per il trasporto merci ed è integrata con un'efficientissima rete stradale; la rete stradale e ferroviaria coprono tutto il territorio favorendo il trasporto delle merci ed i viaggi. Nonostante gli attentati dell'11 settembre il trasporto aereo, con i suoi 16.000 aeroporti, è uno dei preferiti dagli americani, si può dire che in America l'aereo è usato come in Italia è usato il treno. Anche i trasporti navali sono estremamente sviluppati. La sviluppatissima rete di trasporti ha favorito la nascita di attività commerciali ad essa legate come i motel, le assicurazioni, gli spedizionieri e le aree di servizio. Altri settori del terziario molto efficienti sono le scuole private, che offrono, oltre ad un elevato grado di insegnamento, la sicurezza, infatti sono soventi le sparatorie nelle scuole pubbliche dove bisogna passare sotto dei metal detector posti alle entrate; un altro settore è quello dei servizi accessori alle imprese come gli studi di assistenza legale, marketing e pubblicità. Senza dimenticare il turismo, ogni anno gli USA accolgono 30 milioni di visitatori.
Commercio internazionale
Il commercio internazionale vede ai primi posti l'esportazione di prodotti high-tech, tabacco, soia, materie prime e cotone; mentre gli USA importano energia, manufatti di alta qualità (per la maggior parte abiti) e prodotti agricoli tropicali. Il commercio interno è guidato dalle grandi compagnie proprietarie di grandi centri commerciali (department stores) diffusi in tutto il territorio.
Il settore dove gli USA non hanno competizione è quello delle telecomunicazioni. Tutti hanno accesso alla Tv satellitare e via cavo, così come alle connessioni internet anche a grande velocità.
Il privilegio degli americani è quello di avere degli stipendi che permettono loro un elevato potere di acquisto.
- Dati socio-economici:
- disoccupati: 8.998.000 (maggio 2003)
- PIL pro capite: $24.703 (aprile 2003)
- Poveri: 11,7% della popolazione
- PIL: 44,9 miliardi di dollari americani (2003)
per i dati più recenti visitare il sito [http://www.whitehouse.gov/ della casa bianca].
Politica
Il sistema politico americano comprende il sistema federale che unisce gli stati, e il sistema di ciascun stato. Nonostante la possibilità teorica di grande indipendenza, gli stati tendono ad assomigliarsi nei sistemi governativi, generalmente basati sul sistema federale con un capo dello stato (il presidente degli Stati Uniti, o il governatore di ciascun Stato), una camera legislativa (di solito bicamerale, con un Senato e una Camera dei Rappresentanti -- "House" o "House of Representatives" -- e un sistema di giudici e tribunali). Il rapporto fra il governo federale e gli stati dovrebbe in teoria essere limitato dalla costituzione americana, che viene regolarmente interpretata dalla Corte Suprema per eliminare leggi approvate dal congresso (che comprende il livello federale del Senato e della Camera dei Rappresentati) e firmate dal presidente che non siano compatibili con la costituzione. Il governo federale ha il solo potere costituzionale di regolare il commercio fra gli stati, di proteggere i diritti dei cittadini, e di difendere il paese. Di fatto possiede grandi poteri, che esercita attraverso organismi federali che ad esempio regolamentano la circolazione delle droghe o la cattura dei criminali, ma anche l'educazione e i diritti dei disabili. Ogni stato elegge al congresso due senatori e un numero di rappresentanti proporzionale alla popolazione (ma almeno uno), una formula che offre un maggiore peso agli stati più piccoli.
Il sistema americano politico tipicamente assegna il potere a chi ha ricevuto più voti ("the winner takes all"), incentivando la presenza di due grandi partiti, il partito Democratico (generalmente più di centro-sinistra) e il partito Repubblicano (generalmente più di destra). Questi due partiti differenziano le proprie posizioni pur cercando nel centro moderato i consensi che possono offrire la vittoria elettorale.
L'elezione del presidente avviene ogni quattro anni, il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre. L'elezione del Presidente avviene in modo indiretto. I cittadini eleggono i grandi elettori che a loro volta si riuniscono ed eleggono il Presidente. Ogni stato possiede un numero di grandi elettori pari al numero di deputati e di senatori che lo stato esprime.
Con rare eccezioni in ciascuno stato i grandi elettori vengono assegnati alla lista che prende il maggior numero di voti (the winner takes all).
Il meccanismo elettorale spinge i candidati a concentrare i propri sforzi per ottenere i voti di pochi decisivi stati nei quali il risultato è incerto, trascurando invece gli stati nei quali con ragionevole certezza il risultato finale è scontato.
La scelta del candidato alla presidenza avviene attraverso elezioni primarie che avvengono nel corso di diverse settimane, secondo un calendario che rispecchia la tradizione e vede nell'Iowa e nel New Hampshire i primi stati interessati da questo tipo di voto.
Nel senato una maggioranza di due terzi è necessaria per porre fine al dibattito. Questo permette a una sostanziale minoranza di bloccare leggi particolarmente sfavorevoli, un processo chiamato "filibuster". Inoltre, se il presidente si rifiuta di firmare una legge (una situazione di "veto"), maggioranze di due terzi sia nella Camera sia nel Senato possono creare una legge senza la firma del presidente. Inoltre, leggi passate dal Senato e dalla Camera spesso sono diverse. Un comitato formato da senatori e rappresentanti ("conference committee") si riunisce per cercare un compromesso accettabile ad ambedue le camere, un compromesso che spesso contiene le preferenze del comitato più che delle due camere, ma le leggi vengono molto spesso approvate comunque. In tutti questi regolamenti spesso la battaglia non è aperta, per esempio spesso il presidente firmerà una legge approvata dai due terzi di ciascuna delle due camere ("a veto-proof majority") pur dichiarandosi contrario.
Infine, la costituzione può essere emendata, mediante due procedure: secondo la prima, il Congresso, con l'approvazione di due terzi di ciascuna delle Camere, propone agli Stati l'emendamento in questione. Con la seconda (che non risulta sia stata mai applicata) il Congresso, dietro richiesta delle legislature di due terzi degli Stati, convoca una Convenzione nazionale per discutere ed abbozzare l'emendamento. A questo punto, in entrambi i casi, è necessario che tre quarti degli Stati approvino l'emendamento. Questa approvazione può essere opera della legislatura dello Stato, o di una apposita convenzione. Tranne in un caso, l'approvazione degli emendamenti è sempre stata opera delle legislature.
Vari emendamenti si sono succeduti nella storia americana. Sono famose le modifiche dopo la guerra civile intese a proibire la schiavitù. Clamoroso l' XVIII emendamento che probisce il consumo dell'alcol, poi nuovamente permesso dall'XXI, emendamento che è stato l'unico ad essere approvato mediante convenzioni statali, e l'unico ad abrogare un precedente emendamento (il XVIII, appunto).
Città
Le principali città degli Stati Uniti:
- Washington (Distretto di Columbia) che è la capitale
- New York (New York)
- Los Angeles (California)
- Chicago (Illinois)
- Houston (Texas)
- San Francisco (California)
- Philadelphia (Pennsylvania)
- Atlanta (Georgia)
- Dallas (Texas)
- Seattle (Washington)
- Boston (Massachusetts)
- Miami (Florida)
- Detroit (Michigan)
- Minneapolis (Minnesota)
- Denver (Colorado)
- New Orleans (Louisiana)
- Phoenix (Arizona)
- St. Louis (Missouri)
Stati
La dichiarazione d'indipendenza, in origine, fu firmata da tredici dei cinquanta stati che attualmente costituiscono gli Stati Uniti (la data fra parentesi indica l'epoca della loro entrata nella confederazione):
Un distretto separato, sotto la diretta autorità del Congresso, è il Distretto di Columbia, ossia Washington DC, che è anche la capitale della nazione. Inoltre ci sono anche alcune isole dell'Oceano Pacifico e del Mar dei Caraibi che dipendono dagli Stati Uniti:
Immagine:Usa-Mappa-con-stati.jpg
Arte e Cultura
Immagine:Usa-Mappa-con-stati.jpg
La cultura statuintense è stata inizialmente condizionata dalle origini europee dei suoi colonizzatori, che hanno dato uno stampo europeista al futuro nel Nuovo Mondo, demolendo difatti il retroterra culturale e la storia dei Nativi Americani, ormai ridotti allo 0,8% della popolazione e confinati nelle riserve dove hanno la possibilità di professare la loro [eligione e continuare a vivere secondo le proprie tradizioni.
Per quanto riguarda la cultura degli USA ciò che subito salta all'occhio è lo smodato utilizzo dellentertainment (ovvero l'intrattenimento), la spettacolarizzazione degli eventi. Tutto, o quasi, in America è reso pubblico sotto forma di spettacolo. Anche le recenti elezioni sono state estremamente spettacolarizzate, con fastose convention e raduni che sembravano più degli show televisivi.
Sport
Importantissimo nella cultura americana è lo sport. Nei college americani è possibile avanzare negli studi in base ai risultati sportivi, come fecero il cestista Michael Jordan (North Carolina) ed il lottatore di wrestling Brock Lesnar (Minnesota).
Gli sport con il maggior numero di spettatori sono:
- Pallacanestro (negli USA, Basketball)
- Football americano (negli USA, Football)
- Baseball
Il calcio (negli USA, soccer) è molto praticato dai giovani, ma ha pochi spettatori.
Religione
Ampie possono essere le considerazioni sulla religione.
Gli USA sono contraddistinti da un fortissimo senso religioso, favorito anche dal fatto che negli Stati Uniti le organizzazioni religiose non pagano tasse. Di fatto si osserva che nascono continuamente moltissime confessioni religiose.
I valori religiosi sono una parte importantissima della vita degli americani, come dimostrano le recenti elezioni vinte dal candidato repubblicano George W. Bush, puntando sui valori familiari della società.
Il cristianesimo è presente in tutte le sue confessioni, in maggioranza protestanti, seguiti dai cattolici, mormoni e ortodossi. Il fortissimo sentimento religioso ha portato a non pochi episodi di fanatismo ed integralismo, soprattutto nel passato e specialmente da parte dei Protestanti.
Le confessioni protestanti di maggiori tradizioni sono i calvinisti e gli episcopali, questi ultimi corrispondenti americani della Chiesa anglicana, cui tradizionalmente fanno riferimento le classi alte (è la confessione della famiglia Bush). Più recenti e basate su una forte predicazione popolare, sono quelle dei battisti, dei metodisti (fede abbracciata dal presidente George W. Bush dopo il matrimonio), oltre ad una miriade di chiese evangeliche, avventiste e pentecostali.
Vi sono anche presenze buddiste, shintoiste, brahmane, musulmane (non pochi neri americani si sono convertiti all'Islam, ritenendola la religione più adatta per ogni nero), animiste: grazie all'enorme varietà di etnie presenti ogni religione è rappresentata.
In America si è sviluppato, legato alla spettacolarizzazione, il fenomeno delle Tv and Web Churches, cioè le Chiese senza una presenza fisica ma attive attraverso la televisione ed il web, le quali promettono la salvezza e richiedono denaro per finanziari i loro "ministry" (ministeri religiosi); molto spesso la polizia ha scovato gravi truffe celate dietro l'attività religiosa di queste Chiese.
Spesso la religione è stata ed è alla base di controversie politiche, riguardanti il razzismo, la pena di morte, la bioetica, l'omosessualità, e l'insegnamento della teoria dell'evoluzione delle specie (darwinismo).
Voci correlate
- Presidenti degli Stati Uniti d'America
- Costituzione degli Stati Uniti
- Pena di morte negli USA
Collegamenti esterni
- [http://www.whitehouse.gov/ Sito della Casa Bianca]
- [http://www.deathpenaltyinfo.org/article.php?scid=29&did=192 Reati federali per i quali è prevista la pena di morte]
- [http://www.deathpenaltyinfo.org/article.php?scid=8&did=245#state Metodi usati dai singoli Stati per la pena di morte]
ja:アメリカ合衆国
ko:미국
ms:Amerika Syarikat
simple:United States
th:สหรัฐอเมริกา
zh-min-nan:Bí-kok
1819
Eventi
Nati
- 8 febbraio - John Ruskin, critico d'arte britannico († 1900)
- 16 maggio - Johann Voldemar Jannsen, giornalista e poeta estone
- 31 maggio - Walt Whitman, poeta statunitense († 1892)
- 3 giugno - Johan Barthold Jongkind, pittore olandese († 1891)
- 5 giugno - John Couch Adams, matematico britannico († 1892)
- 4 agosto - Antonio Cua, matematico italiano († 1899)
- 13 agosto - Aurelio Saffi, politico e patriota italiano († 1890)
- 9 novembre - Annibale De Gasparis, matematico e astronomo italiano († 1892)
Morti
- 19 agosto - James Watt inventore britannico (macchina a vapore)
019
ko:1819년
ms:1819
Confederazione
Una confederazione è un'associazione di stati di solito creata per trattato prima di adottare, come è accaduto spesso, una costituzione comune. Confederations tend to be established for dealing with critical issues, such as defence, foreign affairs, foreign trade, and a common currency, with the central government being required to provide support for all members. A confederation, in modern political terms, is usually limited to a permanent union of sovereign states for common action in relation to other states.
The nature of the relationship between the entities constituting a confederation varies considerably. Likewise, the relationship between the member states and the central government, and the distribution of powers among them, is highly variable. Some looser confederations are similar to international organizations, while tighter confederations may resemble federations.
In a non-political context, confederation is used to describe a type of organization which consolidates authority from other semi-autonomous bodies. Examples include sports confederations or confederations of Pan-European trade unions.
Confederazioni e federazioni
Sometimes confederation is erroneously used in the place of federation. Some nations which started out as confederations retained the word in their titles after officially becoming federations, such as Switzerland. The United States of America was first organized as a confederation under the Articles of Confederation and later became a federation with the ratification of the current US constitution in 1789. The American Civil War was a byproduct of the formation of the Confederate States of America by U.S. states allied in their desire to form a looser political union and retain more rights for themselves.
Confederazioni come evento
As a verbal noun, confederation refers to the process of (or the event of) confederating; i.e., establishing a federation or confederation. In Canada – a relatively decentralised federation – "Confederation" generally refers to the initial act of union for three colonies of British North America in 1867, and subsequent incorporation of other colonies and territories.
Giorno della Confederazione (Confederation day) negli Stati Uniti
Confederation Day or Federation Day is frequently a holiday in federations or confederations, equivalent to the United States' Independence Day for any entity that achieved statehood as such. This is often renamed or colloquially celebrated under a different name (e.g. in Canada Confederation Day (July 1) was renamed Dominion Day, and later was renamed Canada Day).
Lista di entità assimilabili a confederazioni
Note that historical confederations, especially those that predate the 20th century, may not fit the current definition of a confederation and may show some qualities that are today recognized as those of a federation.
- Regno d'Aragona (1137–1716)
- La Confederazione polacco-lituana (1569–1795), una Rzeczpospolita con un privilegio della Szlachta polacca con differenti governi, eserciti, tesori, leggi e territori ma con comune monarca, (Granduca di Lituania e Re di Polonia), parlamento (Seimas,Sejm) e moneta. Il suo fine era il raggiungimento di obiettivi politici comuni, sebbene nella realtà dei fatti l'unione si tradusse in ribellione contro il re. Le più importanti confederazioni in questo quadro furono la Confederazione di Targowica (Konfederacja Targowicka) e la Confederazione di Bar (Konfederacja Barska).
- Confederazione elvetica (1291–1848)
- Confederazione irlandese del 1642-1649
- Confederazione del New England (1643-1684)
- Stati Uniti sotto gli Articoli della Confederazione (1781–1789)
- Germania (1806–1871)
- Confederazione del Reno (1806–1813)
- Confederazione tedesca (1815–1866)
- Confederazione tedesca settentrionale (1867–1871)
- Confederazione peru-boliviana del 1836-1839
- Confederazione di stati americani, (1861–1865)
- Benelux
- Confederazione canadese
- Unione di stati africani (1961-1963)
- Senegambia (1982–1989)
- Comunità degli Stati Indipendenti
- Serbia e Montenegro
- Per certi aspetti anche l'Unione Europea ha le forme di una confederazione, come l'Unione Africana, l'Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, la Lega Araba, la GUAM, l'Unione di Russia e Bielorussia, l'ASEAN, la Mercosur o l'OTCA
Altre confederazioni in Italia sono:
- CGIL
- CISL
- Confederazion italiana agricoltori
Voci correlate
- Federazione
Category:Forme di governo
1868
Eventi
- 17 settembre - Rivoluzione spagnola
Nati
- 13 maggio - Sumner Paine, tiratore olimpico statunitense († 1904)
- 6 giugno - Robert Falcon Scott, esploratore britannico († 1912)
- 28 luglio - Giuseppe Pellizza da Volpedo, pittore († 1907)
- 2 agosto - Costantino I di Grecia Re di Grecia († 1923)
- 7 agosto - Ladislaus Bortkiewicz, economista e statistico
- 28 ottobre - James Connolly, atleta e scrittore americano († 1957)
Morti
- 2 agosto - Jacques Boucher de Crèvecœur de Perthes, geologo, archeologo e antiquario francese
- 13 novembre - Gioachino Rossini compositore italiano
068
ko:1868년
Fiume
Il fiume è un corso d'acqua dolce che scorre in un alveo naturale senza forti pendenze e con deflusso costante.
acqua dolce
Geografia fisica
Esistono termini come ruscello (per indicare corsi d'acqua minore) o torrente (percorso accidentato, con notevole pendenza e regime molto irregolare) o termini di uso locale come arroyo, creek, fiumara, uadi, ecc.
Un fiume è la conseguenza dello scorrimento per gravità sulle terre emerse di acque originate sia da pioggia che scioglimento delle neve o dei ghiacci, fino al livello di base che coincide con il mare, per i bacini esoreici, ma può risultare anche notevolmente inferiore, per quelli endoreici. Le acque meteoriche possono infiltrarsi nel terreno dando luogo a sorgenti.
Affinché si possa creare un fiume occorrono:
- una sufficiente quantità di precipitazione
- un'evaporazione non troppo elevata
- un suolo non eccessivamente permeabile.
Bacino fluviale
Tutto il territorio che viene drenato da un fiume e dalla rete dei suoi tributari (affluenti) di ogni ordine costituisce il bacino idrografico di quel fiume; il perimetro del bacino rappresenta la linea spartiacque. Il confronto tra la superficie di un bacino idrografico e la lunghezza del fiume relativo (la distanza tra l'origine e la foce) è un parametro significativo per poter confrontare i corsi d'acqua.
Le acque di varia origine che interessano un dato bacino vengono prima o poi
convogliate nel collettore principale, l'alveo o letto del fiume e incanalate raggiungono il livello base, sfociando in un delta o estuario.
Le rive del fiume vengono definite rispettivamente destra e sinistra, a seconda che siano a destra o a sinistra di chi guarda il fiume in direzione della corrente. Si parla perciò, anche, di affluenti di destra e di sinistra.
I fiumi che entrano in un lago sono detti immissari; mentre quelli che ne fuoriescono prendono il nome di emissari.
Caratteri idrologici
emissari
Il corso del fiume viene diviso in:
- superiore - dall'origine allo sbocco in pianura
- medio - il tratto in pianura
- inferiore - il tratto prossimo alla foce
Elementi basilari per lo studio di un fiume sono: portata, regime, velocità della corrente.
La portata è il volume d'acqua che passa, nell'unita di tempo considerata, attraverso una sezione trasversale del fiume, espresso in m³ al secondo. Significativi sono soprattutto i valori medi ricavati in base all'esame delle variazioni delle portate per periodi prolungati, desunte dagli idrogrammi: i valori estremi di portata vengono denominati piene (massimi) e magre (minimi).
Il regime è l'evoluzione abituale delle portate del fiume nel corso dell'anno.
La velocità della corrente fluviale dipende dalla pendenza del corso d'acqua, dalla conformazione dell'alveo e dalla sezione bagnata. In prima approssimazione la velocità varia con la radice quadrata del prodotto tra profondità e pendenza; in un dato punto la velocità non è costante su tutta la sezione in conseguenza degli attriti che si esercitano lungo le sponde e sul fondo: la corrente raggiunge le velocità più alte in corrispondenza delle massime profondità, leggermente al di sotto del pelo dell'acqua, perché in superficie interviene l'attrito con l'aria.
La linea che lungo il corso di un fiume unisce i punti a massima velocità, il cosiddetto filone della corrente, non risulta necessariamente mediana, ma si sposta ora verso una sponda ora verso l'altra seguendo l'andamento delle profondità: la velocità media corrisponde all'incirca al 60/80% della massima.
In profondità la velocità varia dapprima lentamente, poi, in vicinanza del fondo, bruscamente. Da ricordare che lo scorrimento delle acque fluviali avviene per moto in parte laminare e in parte turbolento; la turbolenza cresce con la velocità e assorbe, insieme agli attriti sul fondo, sulle sponde e per contatto con l'aria, gran parte dell'energia totale della corrente, mentre la restante è assorbita dal trasporto del materiale eroso dalle rocce.
I punti in cui un fiume ha uno scorrere più lento ed una minore profondità, tali da permetterne l'attraversamento, sono detti guadi.
Se l'uomo interviene per modificare le caratteristiche idrologiche di un fiume, si dice che il fiume ha un regime influenzato.
Modellamento fluviale
L'attività modellatrice di un corso d'acqua si esplica attraverso molteplici processi connessi alla propria azione erosiva, di trasporto e di deposizione. Esiste, inoltre, una vasta gamma di effetti morfologici dovuti al diverso interferire, nello spazio e nel tempo, di questi tre aspetti fondamentali dell'attività modellatrice di tutte le acque incanalate, ora eminentemente distruttrice (erosione), ora costruttrice (deposizione).
L'erosione è il risultato del processo distruttivo, dovuto essenzialmente all'azione fisica (corrasione) e, in parte, chimica (corrosione) delle correnti. Essa ha sempre andamento regressivo, nel senso che a valle si sposta progressivamente verso monte. L'intensità del fenomeno, oltre che dalla portata e dalla velocità del fiume e dalla natura delle rocce
attraversate, è determinata dalla qualità e dalla quantità del materiale trasportato (capacità di trasporto), nel senso che gli urti di questo contro le sponde e il fondo dell'alveo possono accentuare notevolmente l'azione corrasiva della corrente stessa; un carico eccessivo di materiale però riduce notevolmente, fino ad annullarlo, il potere erosivo dei fiumi.
Occorre anche tener presente che la velocità, in una stessa sezione, può variare in brevi intervalli di tempo (pulsazione della corrente) e che la massima erosione si ha dove più intensi sono i movimenti vorticosi delle acque. La capacità di trasporto di un corso d'acqua può essere riferita sia al peso massimo trasportabile (carico limite) sia alle dimensioni massime degli elementi singoli che possono essere trasportati compatibilmente alla velocità della corrente (competenza della corrente).
Il tuo trasporto può essere attuato secondo diverse modalità: per trazione sul fondo, per rotolamento, per sospensione, per saltazione (cioè in parte per trazione o rotolamento, in parte per sospensione), per galleggiamento e per soluzione. Nel corso del trasporto i singoli elementi litoidi trasportati subiscono un progressivo arrotondamento, che implica altresì una graduale diminuzione del loro diametro, fenomeni questi tanto più accentuati quanto più tenera è la natura della roccia di cui sono costituiti gli elementi stessi e quanto più a lungo dura il trasporto.
La deposizione, o alluvionamento, avviene per diminuzione di velocità della corrente o per eccessivo apporto di materiale; i depositi fluviali sono costituiti da materiali detritici incoerenti la cui selezione granulometrica è evidente man mano che si procede da monte a valle, anche se la gradazione non è costante e uniforme in conseguenza dell'alternarsi di piene e magre nello stesso tratto, ritmicità che è responsabile della deposizione lenticolare e quindi della caratteristica stratificazione incrociata dei depositi alluvionali.
Il modellamento della acque correnti, esplicato attraverso i fenomeni predetti, ha la sua più tipica espressione nella genesi e nell'evoluzione delle valli fluviali, che di esso rappresentano anche una delle forme più appariscenti.
Planimetria fluviale
L'andamento planimetrico dei corsi d'acqua si traduce quasi sempre, soprattutto se in fase giovanile, in un tracciato tortuoso. Spesso tale andamento è dovuto alle accidentalità topografiche o strutturali preesistenti all'instaurarsi dei fiumi stessi, all'esistenza di ostacoli particolarmente resistenti all'erosione, che li hanno obbligati a deviare il primo percorso, all'intervento di fenomeni tettonici vari, che hanno modificato l'andamento
planimetrico delle regioni attraversate, a brusche deviazioni per avvenute catture, ecc.
Nei casi citati, tuttavia, solo eccezionalmente o casualmente l'andamento assunto dal fiume presenta la sinuosità a forma geometrica regolare e ripetuta, caratteristica dei meandri, che, pur risultando ancora connessi a fenomeni di erosione, rappresentano forme
tipiche delle fasi di maturità o vecchiaia. L'andamento meandreggiante prevale infatti nelle regioni pianeggianti e, in particolare, nelle pianure, dove cioè il potere erosivo delle correnti fluviali è estremamente debole.
Qualunque sia l'andamento planimetrico di un fiume è sempre possibile definire una curva che va dalla sorgente alla foce (profilo longitudinale), regolata dalla posizione del livello di base locale o, in termini più ampi, dal livello di base generale corrispondente al livello medio del mare.
Nell'ambito di questo profilo longitudinale si distinguono quasi sempre due parti, una, ubicata nella zona a monte, a prevalente erosione, e una, a valle, a prevalente deposizione, separate da una sezione particolare, nella quale la corrente esercita esclusivamente una attività di trasporto: pertanto nel tratto superiore si verifica un progressivo infossamento e allargamento dell'alveo, mentre in quello inferiore si esercita un'azione eminentemente costruttrice, della quale i conoidi di deiezioni, le pianure alluvionali, i delta o le pianure deltizie rappresentano le forme più significative.
L'andamento di ciascun profilo longitudinale è, in ogni caso, tanto più regolare quanto più avanzato è lo stadio evolutivo raggiunto dall'attività fluviale. Il profilo longitudinale di un fiume è molto simile a quello teorico, detto di equilibrio, lungo il quale il fiume non dovrebbe esercitare alcuna attività, né erosiva, né di deposizione. Quando i corsi d'acqua costituenti il reticolato idrografico di una determinata regione sono prossimi alla
realizzazione del profilo di equilibrio, ciò significa che detta regione è stata sottoposta ad una pressoché totale spianamento e che inoltre i fiumi hanno ormai quasi completamente cancellato quelle irregolarità e rotture di pendenza, tipiche lungo il profilo longitudinale nella fase di giovinezza (laghi, cascate, cateratte, rapide, ecc.).
La realizzazione di una simile situazione indica, infine, che i corsi d'acqua maggiori hanno potuto far arretrare, fino al limite loro consentito, la propria testata operando tutta la gamma di catture possibili.
Ciclo fluviale
Difficilmente i corsi d'acqua riescono ad assumere profili longitudinali prossimi o coincidenti con quello di equilibrio, in quanto è altrettanto difficile che le condizioni altimetriche e climatiche delle regioni attraversate rimangano costanti per il tempo necessario a consentire questa evoluzione; quasi tutti i cicli fluviali infatti hanno subito, o presumibilmente, subiranno complicazioni nella loro normale evoluzione in
conseguenza della variazioni più o meno sensibili del livello medio del mare.
Ogni abbassamento del livello del mare, provoca normalmente, a causa dell'incremento del dislivello fra foce e sorgente, un aumento della pendenza dei corsi d'acqua e, di riflesso, della loro velocità, con conseguente ripresa o accentuazione dell'attività erosiva (ringiovanimento); ogni innalzamento del livello del mare implica a sua volta, per opposte ragioni, un brusco rallentamento dell'attività stessa, con conseguente intensificarsi
e prevalere dei fenomeni di deposizione (invecchiamento).
Ad analoghe conseguenze possono dar adito tutti quei fenomeni tettonici (epirogenesi, bradisismi, corrugamenti, faglie, ecc.) che comportino innalzamenti o abbassamenti differenziati di parti più o meno estese delle regioni attraversate dai fiumi, anche senza che ciò implichi variazioni del livello del mare.
Complicazioni sostanziali nella normale evoluzione di un ciclo fluviale possono infine essere dovute a cambiamenti climatici che implichino notevoli variazioni delle precipitazioni e quindi delle portate fluviali.
Anche l'analisi dei profili trasversali delle valli risulta significativa per ricostruire l'evoluzione di un ciclo fluviale: infatti la classica forma a V di questi è tanto più aperta quanto più avanzato è il grado evolutivo raggiunto dal ciclo fluviale e tende progressivamente ad appiattirsi, fino ad avvicinarsi all'orizzontale, nella fase di vecchiaia. Eventuali complicazioni del ciclo lasciano peraltro tracce evidenti anche in detti profili.
Per esempio la presenza di un fondo piatto alluvionato e tuttora sede di deposizione,
indica che i fiume è stato sottoposto, almeno in corrispondenza del tratto considerato, agli effetti di un precoce invecchiamento; l'esistenza di terrazzi, siano essi orografici, alluvionali o poligenici, testimonia che il fiume è passato attraverso successive fasi di invecchiamento, indicate dalla presenza dei ripiani dei terrazzi, e di ringiovanimento, indicate dall'incisione dei ripiani stessi, con formazione delle scarpate dei terrazzi,
fasi dipendenti, nella maggior parte dei casi, da variazione del livello di base (terrazzi eustatici o di tipo eustatico) o a variazioni della portata (terrazzi climatici).
Fiumi sotterranei
Oltre ai fiumi che scorrono in superficie, esistono anche fiumi sotterranei che scorrono nelle cavità della terra. Esistono casi in cui, ad un fiume in superficie, ne è associato uno sotterraneo.
Diritto
Gli interessi economici che si accentrano sui fiumi internazionali, sono enormi, ragion per cui da tempo le nazioni interessate hanno affrontato il problema della regolamentazione del traffico che comporta una limitazione di sovranità sul tratto di fiume di propria competenza.
Il 5 maggio 1795 fu firmata la convenzione franco-olandese relativa ai fiumi Mosa, Schelda e Reno.
Negli atti del Congresso di Vienna erano indicate le linee generali a cui dovevano attenersi le convenzioni internazionali.
Lo sfruttamento dei fiumi internazionali fu quindi regolato nei decenni seguenti da numerosi trattati che in linea di massima prevedevano la libera navigazione, il cabotaggio locale, la pesca da parte di tutti gli stati interessati. Spesso si sono create commissioni autonome internazionali come ad esempio quella del Danubio.
Le linee principali del diritto fluviale sono state fissate dalla Convenzione di Barcellona del 20 settembre 1921.
Voci correlate
- Fiumi italiani
Collegamenti esterni
- [http://www.fiumi.com/ Guidanatura] - Acque interne dell'Italia suddivise per regioni (compresi i fiumi)
- [http://www.fiumi.marche.it/ Osservatorio sui Fiumi delle Marche] - Raccolta dati ed educazione ambientale
Categoria:Geografia
categoria:Ecosistemi
Categoria:Idrografia
Categoria:Fiumi
ja:川
ko:강
ms:Sungai
simple:River
th:แม่น้ำ
zh-min-nan:Hô
Contee dell'AlabamaContee dell'Alabama (tra parentesi la città capoluogo):
#Autauga (Prattville)
#Baldwin (Bay Minette)
#Barbour (Clayton)
#Bibb (Centreville)
#Blount (Oneonta)
#Bullock (Union Springs)
#Butler (Greenville)
#Calhoun (Anniston)
#Chambers (Lafayette)
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categoria:liste categoria:Stati Uniti
Cotone (botanica)
Il cotone è una pianta arbustiva della famiglia delle Malvacee.
Sistematica
Il nome cotone viene dato a diverse specie di piante:
- Gossypium arboreum
- Gossypium barbadense
- Gossypium herbaceum
- Gossypium hirsutum
Descrizione
Il fiore ha colore bianco o giallo divenendo rosa o violaceo dopo la fecondazione.
Il frutto è composta da una capsula ovoidale che si apre in 3-5 valve; contiene numerosi semi ricoperti di peli unicellulari formati da cellulosa, più o meno lunghi di colore bianco (in certe varietà anche giallo), che costituisce la lanuggine da cui si ricava la fibra vegetale che viene utilizzata, senza alcun tipo di preparazione, per la tessitura.
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Importanza economica
La pianta viene coltivata e di questa vengono utilizzate:
- frutti
- i semi (olio)
- la lanuggine attorno ai semi ( fibre vegetali per tessitura)
- fusto
- steli e foglie vengono utilizzate (composti di humus organico)
Coltivazione
Le specie coltivate sono:
- Gossypium arboreum (Estremo Oriente, America)
- Gossypium barbadense (America settentrionale) - quasi il 10% del totale
- Gossypium herbaceum (India, Asia minore, America meridionale)
- Gossypium hirsutum (Estremo Oriente, America) - 90% circa del totale
La pianta del cotone richiede climi caldo-umidi.
I primi fiori sbocciano dopo 10-12 settimane dalla semina.
Poco dopo cadono, lasciando le capsule che lentamente si gonfieranno, raggiungendo le dimensioni di un uovo di gallina. Dopo 5/7 settimane raggiungono la maturazione e si aprono, facendo intravedere la fibra di cotone.
I maggiori produttori di cotone sono: USA, Cina, India, Pakistan, Uzbekistan, Brasile, Messico.
In Italia la massima coltivazione si ebbe nel 1864 con 88.000 ha dedicati, ma verso il 1960 si ebbe un rapido declino.
Coprendo il 50% del fabbisogno tessile mondiale, il cotone risulta la maggiore coltura agricola non alimentare.
La produzione avviene sia in grandi estensioni che in piccoli appezzamenti.
Storia
La coltivazione del cotone iniziò in Asia nell'VIII secolo.
Gli Egizi conoscevano la pianta del cotone, ma la utilizzavano solo a scopo ornamentale.
Il primo paese che lo sfruttò come fibra fu l'India; l'uso si diffuse in Malesia, nell'arcipelago della Sonda ed in Persia.
I Greci e i Romani acquistavano i tessuti di cotone, senza però rendersi conto della possibilità di coltivazione nelle loro colonie più calde.
L'America offrì ai conquistadores spagnoli grandi piantagioni di cotone, ma furono anglossasoni e francesi a sviluppare l'immensa produzione di cotone che dal XVII secolo continua tuttora.
In Italia la coltivazione del cotone fu introdotta dagli arabi bel IX secolo, diffondendosi sotto la dominazione normanna e sveva, arrivando fino alle coste calabre.
In tempi recenti la coltivazione è sempre stata legata ad avvenimenti eccezionali e sostenuta dall'intervento pubblico.
Categoria:Dicotiledoni
Mais
Il mais (Zea mays) è una pianta erbacea annua della famiglia delle Graminacee (tribù delle Maydeae).
È originario dell'America centro-meridionale ed il suo nome è di origine arauca (maiz).
Viene chiamato anche: granturco o granoturco, granone, formentone, formentazzo, frumentone, grano siciliano, melica o melega, melgone, melgotto, ecc.
Descrizione
Ha radici fascicolate, fusto robusto e diritto con nodi evidenti; le foglie ampie sono guainanti, lanceolato-lineari; i fiori sono declini.
I fiori maschili sono raccolti in una pannocchia portata all'apice del culmo, mentre i fiori femminili formano una infiorescenza a spiga ingrossata (spadice), all'ascella delle foglie a metà circa del fusto; la fecondazione è incrociata.
Le cariossidi, riunite a maturità nel tutolo legnoso (volgarmente e impropriamente detta pannocchia), assumono una colorazione variabile dal bianco al giallo, all'arancione acceso, al violaceo. Le cariossidi sono disposte in file di numero pari da 8 a 24, ma se ne possono trovare anche di 4 o 48. Ciascun nodo porta una sola pannocchia, più raramente due o tre. Il numero di pannocchie per pianta varia molto con le varietà, fino ad un massimo di 23 nella varietà "duro".
Importanza economica
Il mais è tra i cereali più diffusi al mondo, come frumento e riso.
I semi delle diverse varietà sono usate per farine, crusche, mangimi, per la fabbricazione di birra, per ricavarne olio, amido, ecc.
Il mais è usato anche nella fabbricazione di liquori.
Il mais viene classificato in base alla lunghezza del ciclo vegetativo:
- maggenghi - ciclo di 170-180 giorni
- agostani - ciclo di 140-150 giorni
- agostanelli - ciclo di 110-140 giorni
- cinquantini e quarantini - ciclo di 110-120 giorni.
La taglia della pianta diminuisce col diminuire del ciclo vegetativo.
Il mais richiede un notevole "rimescolamento" cromosomico; esigenza nota ai maiscoltori della Carnia che seminano un chicco di mais giallo ogni 20-25 chicchi di mais bianco; allo stesso modo fanno gli indigeni dell'America centrale che ai margini o addirittura all'interno dei campi, seminano o tollerano la presenza del teosinte (Euclaena mexicana), ritenuta da alcuni botanici la forma spontanea del granoturco attualmente coltivato.
Produttori
I massimi produttori di mais sono USA, Cina, Brasile, Messico, Argentina. In Europa è coltivato solo nelle regioni a estate calda e umida nei paesi balcanici e in Italia.
In Italia si trovano quasi esclusivamente mais di tipo indurata (a granello in parte corneo e in parte farinoso). Nelle regioni fresche, prevale la coltivazione di mais più tardivi e di grande taglia, mentre nelle zone secche di quelli più precoci e bassi.
Le regioni in cui è maggiormente coltivato sono: Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia (da sole producono i 2/3 del mais italiano); la produzione nazionale copre l'85% del fabbisogno nazionale, il restante viene importato soprattutto da USA e America meridionale.
Alimentazione
Il mais è una componente importante dell'alimentazione umana, e anche di quella di animali d'allevamento: la sua composizione chimica non è completa come quella del frumento.
Alimentazione umana
Il mais si consuma e cucina in diversi modi:
Ancora sulla pannocchia che viene lessata o fatta alla griglia. È un uso tipicamente americano.
Sgranato e lessato: i chicchi così trattati possono essere serviti in insalata o come contorno.
I chicchi schiacciati e tostati si consumano, all'uso anglosassone, inzuppati nel latte solitamente per la prima colazione e vengono detti Corn Flakes, mentre se vengono semplicemente tostati "scoppiano" dando luogo ad una pallina leggera, bianca e croccante di forma irregolare: é il famoso Pop Corn.
Dal germe si ottiene un olio che, come quello del girasole, contribuisce ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue. Tuttavia ha un punto di fusione basso, cioè modifica la sua struttura a contatto con gradi di calore relativamente bassi e questo ne rende altamente sconsigliabile l'uso da cotto, specie per i fritti.
La farina di mais è utilizzata nella preparazione di diversi piatti (tra i quali il più noto é la polenta), alcuni tipi di pane e alcuni dolci. Si distingue in farina bramata, a grana grossa, per ottenere polente particolarmente saporite e gustose, fioretto di farina per polente pasticciate, morbide e delicate, fumetto di mais, per una farina finissima adatta alla produzione di dolci e biscotti. Tra i più noti in Italia troviamo le Paste di Meliga.
L'uso del mais ha il potere di rallentare il funzionamento della tiroide, e agisce come moderatore del metabolismo.
Alimentazione animale
La destinazione zootecnica è quella più comune e più estesa, in particolare per: pollame, bovini, vitelli di allevamento, suini, cavalli e ovini.
Particolarmente elevata è la digeribilità degli estrattivi inazotati, con valori dell'ordine del 90%. Più modesta, in ogni specie animale, la digeribilità della proteina.
Il mais viene utilizzato nell'alimentazione degli orsi (la cosiddetta alimentazione "indiretta"). Infatti, questi plantigradi si nutrono molto volentieri del frutto della pianta del mais e, nel corso dei mesi estivi, nelle località montane e pedemontane del Parco Nazionale d'Abruzzo, l'orso se ne ciba a sazietà durante le ore notturne.
Negli anni addietro, l'Ente Parco, con una bellissima ed efficace iniziativa, aveva previsto congrui rimborsi ai privati cittadini perché coltivassero a mais (o ad alberi da frutto)i loro appezzamenti di terreno e ne destinassero parte del raccolto all'alimentazione dell'orso.
In tal modo i campi coltivati si erano estesi sempre più nelle aree al di fuori dei centri urbani e l'orso poteva portarsi nei siti, con più sicurezza per la sua ed altrui incolumità.
Purtroppo oggi a causa delle difficoltà economiche dell'Ente Parco, questo progetto non è più attivo e gli areali coltivati si sono ridotti notevolmente creando un notevole disagio tra la popolazione ursina che, si vede sempre più spesso, costretta ad avvicinarsi ai centri abitati con conseguenze facilmente immaginabili.
Bovini
La granella di mais viene somministrata in pannocchia, in grano intero o decorticato, in grano, in grano vaporizzato e schiacciato, in grano macinato. Eccellente mangime per le mucche da latte, purché sia integrato con altri alimenti in grado di compensarne la deficienza proteica. Il mais è un cibo pesante e per questo molti allevatori preferiscono usarlo come parte di una miscela di concentrato con foraggi più ricchi di cellulosa, come la crusca o l'orzo macinato.
Suini
Il mais è il cereale di elezione per l'ingrasso del maiale, tanto da venir preso come standard di confronto con altri cereali. Le deficienze proteiche vengono corrette con siero di latte e con l'aggiunta di una giusta percentuale di cruscami e farine proteiche, da ridurre man mano che il suino cresce.
Pollame
Anche nell'alimentazione del pollame è un prezioso ed insostituibile mangime di base. La quantità da usare dipende dalla scelta di altri mangimi, che siano in grado di dare un buon apporto di amminoacidi essenziali, di calcio e di vitamine.
Cavalli
Insieme all' avena, il mais è il cereale più somministrato ai cavalli. Gli equini conservano meglio il loro peso se alimentati con fieno e granone, invece che con fieno e avena.
Storia
Resti di mais scoperti in Messico, risalgono al 3000 a.C.. In alcuni ritrovamenti archeologici degli anni '60, a Città del Messico, furono scoperti pollini della specie in terreni che furono datati a circa ottantamila anni prima.
Sicuramente conosciuto da Maya e Aztechi, infatti il dio della pioggia era raffigurato con in mano una pianta di mais. Il mais fu portato in S | | |